Torino - Anche gli Italiani migrano: se ne parla poco, ma ogni anno migliaia di cittadini, soprattutto studenti e lavoratori, lasciano il Paese per trasferirsi altrove. Ogni anno la Fondazione Migrantes studia il fenomeno e raccoglie dati e testimonianze in un corposo volume. Venerdì 12 aprile nella sede della Migrantes diocesana di Torino alle 10 ci sarà la presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes: la tematica al centro della mattinata sarà l’emigrazione degli Italiani oggi, un fenomeno di cui si parla poco, ma che interessa molte famiglie, con figli, nipoti e parenti sparsi a studiare e lavorare nel mondo. Ne parleranno la curatrice del Rapporto, Delfina Licata, Sara Sanzi, giornalista RAI di “Expat”, trasmissione su Rai Radio 3. Interverranno poi Pietro Pagella, Coordinatore regionale Piemonte e Valle d’Aosta Progetto PNRR Turismo delle Radici, Davide Gandolfi della Regione Piemonte, Responsabile Relazioni Internazionali e Cooperazione con Vania Milizia della Camera di Commercio di Torino, Business Development and Internationalization Department. A Mariapaola Sassi ed Enrica Guglielmotti sarà affidata invece una voce di testimonianza di una esperienza diffusa anche tra i volontarie e le volontarie dell'Ufficio Migrantes di Torino i UPM e Camminare Insieme: la figura delle mamme e nonne a distanza. le conclusioni sono affidate a don Valeriano Giacomelli, attualmente parroco della Santa Famiglia di Nazareth alle Vallette, coordinatore dei cappellani delle comunità cattoliche italiane in Romania.
11 Aprile 2024 - Roma - Domani verrà firmato al Viminale un protocollo di intesa tra la Comunità di Sant’Egidio e i ministeri dell’Interno, degli Esteri e del Lavoro, che consentirà – al di fuori del decreto flussi - l’ingresso di un primo contingente di migranti per motivi di lavoro. Seguendo il modello di accoglienza e integrazione già sperimentato dai Corridoi Umanitari - che hanno permesso finora l’ingresso regolare in Europa di oltre 7mila rifugiati in condizioni di vulnerabilità - per la prima volta si è deciso di applicarlo a chi invece desidera emigrare per trovare un impiego in Italia e contribuire allo sviluppo economico del nostro paese. Dietro l'accordo - spiega la Comunità di Sant'Egidio - c’è infatti la richiesta sempre più crescente di manodopera straniera per rispondere al fabbisogno delle imprese e del settore socio-sanitario del nostro Paese.
11 Aprile 2024 - Roma - “Un altro pesante tributo in termini di vite umane è stato pagato ieri nel Mediterraneo. Sono 9 le salme accertate, sbarcate ieri a Lampedusa, tra cui una bambina di pochi mesi e un ragazzo morto dopo i tentativi di rianimarlo, ma ci sarebbero anche una quindicina di dispersi e il bilancio rischia di aggravarsi”. Lo afferma Save the Children, evidenziando che “è finito così tragicamente nella notte il sogno di chi, in fuga da guerre, fame, conflitti, violenza, ha cercato di raggiungere via mare la salvezza in Europa, nonostante le difficili condizioni meteomarine”. I team di Save the Children, presenti sull’isola, hanno prestato subito assistenza ai minori e alle famiglie dei sopravvissuti, arrivati in stato di shock e ipotermia.
Ma la giornata di ieri ha fatto registrare un’altra tragedia del mare in Grecia, che ha causato la morte di 3 bambine. “Gli ultimi drammatici episodi fanno salire a circa 400 il bilancio dei morti e dei dispersi solo nel Mediterraneo Centrale nel 2024, che si conferma una delle rotte più letali al mondo”, denuncia l’organizzazione.
“Mentre ieri in Europa si discuteva di protezione dei confini, bambini, donne e uomini perdevano la vita nella speranza di costruirsi un futuro di pace, lontano da conflitti, persecuzioni, fame, violenza, matrimoni forzati e povertà estrema. Non si può assistere inermi a quelle che sono ormai tragedie annunciate. È necessario riportare le persone e la salvezza degli esseri umani al centro delle politiche nazionali ed europee. Continuiamo a chiedere, dunque, un’assunzione di responsabilità condivisa degli Stati membri e delle istituzioni europee che porti alla creazione di un sistema strutturato e coordinato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Ci auguriamo che l’implementazione delle riforme in materia di politiche migratorie europee includa anche l’apertura di canali regolari e sicuri per l’accesso in Europa e la creazione di nuovi meccanismi di ricongiungimenti familiari, corridoi umanitari e di evacuazione per le persone in fuga”, dichiara Giorgia D’Errico, direttrice delle Relazioni istituzionali di Save the Children.
11 Aprile 2024 - Taranto - In occasione dell' "Anno delle Radici Italiane nel Mondo", designato per il 2024 dal Ministero degli Affari Esteri, il 17 aprile dalle 9:00 alle 20:00 si svolgerà a Taranto il primo Meeting internazionale sul Turismo delle Radici presso il Dipartimento Jonico dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Nel pomeriggio Alle 15:00 sarà presentato il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, con la curatrice Delfina Licata. A ideare e curare il Meeting, la giornalista Tiziana Grassi presidente dell'Associazione "Turismo delle Radici a Taranto e provincia”. La giornata di studio, di testimonianze e progetti ha l’obiettivo di creare o implementare stabili connessioni culturali e socio-economiche tra le “due Italie”, ovvero tra le comunità italiane dentro e fuori i confini, riconoscendo e valorizzando l'incommensurabile patrimonio affettivo e identitario costituito dalla diffusa presenza dei connazionali nel mondo, giunti oggi sino alla quinta generazione, che hanno coltivato legami profondi con i luoghi di partenza dei loro antenati. Il Meeting sarà aperto dai saluti del Prof. Paolo Pardolesi, Direttore del Dipartimento Universitario Jonico, Loredana Capone Presidente del Consiglio Regionale della Puglia e dai rappresentanti del Comune di Taranto e della Provincia di Taranto, rispettivamente Assessore alla Pubblica Istruzione e Università Desirée Petrosillo e Consigliere Provinciale Goffredo Lo Muzio. Seguiranno gli interventi - tra i partecipanti ai quattro panel tematici che si articoleranno durante la giornata - di Giovanni Maria De Vita, Responsabile Progetto ITALEA del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale; Gianfranco Lopane, Assessore al Turismo della Regione Puglia; Aldo Patruno, Direttore Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia; Stella Falzone, Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto; Stefano Vinci, Coordinatore Corsi Giuridici del Dipartimento Jonico; i Consiglieri Regionali Vincenzo Di Gregorio, Presidente Commissione Affari generali Regione Puglia e Michele Mazzarano, Presidente Commissione Ecologia Regione Puglia; Giovanni Battafarano, già Sindaco di Taranto e Parlamentare; Sergio Prete Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio - Porto di Taranto; Leonardo Giangrande, Presidente Confcommercio Taranto; Marcello De Paola, Presidente provinciale Federalberghi; Fabio Tagarelli Presidente Fondazione Taranto25; Carmelo Fanizza, Fondatore Jonian Dolphin Conservation; Pierpaolo De Padova, Direttore generale Taranto Opera Festival; Nunzia Nigro, già Project Manager Progetto “Europa InCanto”; Enza Tomaselli “ambasciatrice” di Taranto nel mondo, e numerosi rappresentanti dei comparti economico e turistico-culturale del territorio jonico.
Con il patrocinio di RAI Puglia e RAI TGR Puglia Media Partner, i panel del Meeting saranno moderati dai giornalisti Salvatore Catapano, Giovanna Chiarilli, Monica Golino, Angelo Di Leo, Michele Tursi.
Secondo Luca, Gesù risorto si manifesta alla comunità riunita nello stesso giorno della visita delle donne al sepolcro vuoto e dell’apparizione ai due di Emmaus. Li sentiamo ancora intenti ad annunciare quanto sperimentato e riconosciuto nello spezzare del pane che, ecco, è lo stesso Gesù risorto a farsi presente in mezzo a loro, stavolta senza la dinamica di nascondimento/riconoscimento avvenuta lungo la via. Eppure, anche questa scena ci parla di una palese difficoltà dei discepoli a riconoscere nel Risorto il Nazareno, nonostante il saluto iniziale, «Pace a voi» (v. 37). In quell’augurio di pace, lontano da un banale convenevole, risuona la shalom biblica, l’invocazione della benedizione di Dio, il desiderio di bene per la vita dell’altro. Ma i discepoli sono ancora nel terrore e nella paura e non discriminano: credono di avere davanti uno spirito.
Per questo c’è bisogno addirittura di un supplemento di prove. Se per i due di Emmaus erano state le spiegazioni della Scrittura a scaldare il cuore e lo spezzare del pane ad aprire gli occhi, qui, per uscire dalla confusione, servono ulteriori concretezza e carnalità: «carne ed ossa», dice Gesù (v. 39). Questa espressione, per noi così familiare, riscatta il valore della corporeità umana a fronte di uno spiritualismo disincarnato e la riconsegna alla memoria come lo spazio, il tramite concreto dell’esperienza, delle relazioni, dell’amicizia. Poi Gesù mostra le mani e i piedi (v. 40). E, sebbene il racconto non parli di segni della crocifissione a differenza di quello giovanneo, quelle mani e quei piedi portano comunque le stigmate dell’esperienza vissuta, dall’inizio alla fine: strada, guarigioni, insegnamenti, moltiplicazioni, crocifissione. Com’è bello, in questa prima giornata di incontri con il Risorto, che tutto l’essere umano, corpo e anima, carne e ossa, intelligenza, pancia e cuore, vengano chiamati a riconoscere e testimoniare che la relazione sperimentata è ancora viva ed efficace e non è stata interrotta dalla morte!
Ma ancora non basta, perché stavolta è la gioia grande, segno lucano di un’esperienza di grazia, a stordire le donne e gli uomini riuniti nel cenacolo. Così Gesù passa al nutrimento, al cibo, a quel pesce arrostito mangiato davanti ai loro occhi chissà quante volte. E aggiunge, infine, la parola, che ricorda, spiega e che «apre la mente». Come fatto con quelli di Emmaus, Gesù riprende tutto quanto di lui era stato preannunciato nelle Scritture (nella “classica” tripartizione della tradizione di Israele, la legge, i profeti e gli altri scritti, qui rappresentati per sineddoche dai salmi), li rimette in sintonia con quella storia di salvezza per Israele e per tutte le genti che Luca ha cuore sin dagli esordi del suo vangelo (cfr. le parole dell’anziano Simeone in Lc 2,30-32). La passione, la morte, la resurrezione e l’annuncio di conversione e perdono esteso a tutti i popoli, iniziando da Gerusalemme (e proprio nel tempio lasceremo questi discepoli col cuore festante, cfr. Lc 24,52): di questo le donne e gli uomini del cenacolo, aiutati dallo Spirito, saranno chiamati ad essere testimoni quando, smesso di contemplare il cielo dell’ascensione, inizieranno a percorrere le strade del mondo portando il nome di Gesù (cfr. il libro degli Atti).
Tutto l’uomo – carne, ossa, occhi, viscere, mani, piedi – e tutta la sua storia – incontri, sequela, sofferenza, finanche la morte – vengono riscattati nel giorno del Signore. Come a dire: non si prende sul serio l’annuncio di Pasqua se non si prende sul serio l’Incarnazione. Così la mente si apre e il cuore si riempie di gioia. (Annalisa Guida)
11 Aprile 2024 - Roma - Il tema è di grande attualità e questa è la novità principale. La recente Dichiarazione del Dicastero per la Dottrina della Fede “Dignitas infinita circa la dignità umana” si pone in una linea di riflessione magisteriale ben definita, portandola nei problemi del presente, rappresentati da “alcune gravi violazioni”. Per questo, l’elemento nuovo – non inteso in ordine temporale – è il fatto che, nel dibattito pubblico, si torni a parlare di dignità umana. L’originalità sta in quell’aggettivo “infinita” che caratterizza il titolo, cioè senza confini, senza metri di misura, perché ciò che è in gioco è l’essenza stessa della persona umana. Ci si muove nel solco dell’antropologia cristiana. La dimensione non finita diventa estensiva fino alla violenza digitale, espressione del “lato oscuro del progresso digitale”. E qui emerge l’impegno e la responsabilità di tutti per far sì che la dignità umana non venga calpestata dagli odiatori seriali dei social media o da meccanismi perversi che annientano la prerogativa della stessa comunicazione che, non dimentichiamolo mai, è mettere in comune, tessere relazioni. Sempre nel rispetto della dignità di tutti! (Vincenzo Corrado)
10 Aprile 2024 - Il Patto europeo sui migranti richiedenti asilo e rifugiati, approvato oggi al Parlamento europeo a Bruxelles, avrebbe dovuto modificare le regole di Dublino, favorire la protezione internazionale in Europa di persone in fuga da disastri ambientali, guerre, vittime di tratta e di sfruttamento, persone schiacciate dalla miseria, con un impegno solidale di tutti i Paesi membri dell’Unione europea nell’accoglienza, il ritorno alla protezione temporanea come si era visto con gli 8 milioni di migranti in fuga dall’Ucraina, un monitoraggio condiviso tra società civili e Istituzioni del mar Mediterraneo per salvare vite nel Mediterraneo. Invece l’Europa – mentre continuano le tragedie nel Mediterraneo – a maggioranza di voti si chiude in se stessa, trascura i drammi dei migranti in fuga, sostituisce la vera accoglienza con un pagamento in denaro. E pretende ancora di più dai Paesi di frontiera, come l’Italia: controlli più veloci, ritorni nel primo Paese di sbarco di chi si muove in Europa senza un titolo di protezione internazionale, rimpatri facilitati in Paesi terzi non sicuri, chiudendo gli occhi su esternalizzazioni dei migranti. Indebolendo, non da ultimo, la tutela delle famiglie e dei minori. Il Patto europeo sui migranti richiedenti asilo e rifugiati segna così una deriva nella politica europea dell’asilo e il fallimento della solidarietà europea, che sembra infrangersi come le onde contro i barconi della speranza. Confidiamo che l’art. 10 della nostra Costituzione rimanga come presidio sicuro per tutelare i richiedenti asilo. Le prossime elezioni europee saranno un banco di prova importante per rigenerare l’Europa a partire dalle sue radici solidali e non piegarla a nazionalismi e populismi che rischiano di dimenticare la nostra comune storia europea. (Mons. Gian Carlo Perego - Arcivescovo, Presidente della Cemi e della Fondazione Migrantes della CEI)
Roma - Un lavoro di squadra attende le Chiese diocesane, che fa sentire i credenti (sacerdoti e laici) protagonisti e non privilegiati nell'uso dei fondi destinati alla Chiesa Cattolica per operare il bene. E' un impegno per la narrazione non solo di ciò che si fa ma ciò che si è, come si condivide, di quello che accade fino a casa tua, nella tua comunità, nelle realtà vicine. Si sa poco sulle tante opere, dell'impegno della Chiesa sul fronte della carità e della promozione umana, dell'evangelizzazione e della missione.
L'impegno è quello di fare rete per una partecipazione corale proprio nel focalizzare l'impegno variegato della Chiesa grazie a quanti operano nella comunicazione. Un parterre d'eccezione negli studi di Tv2000 coordinato dal direttore Vincenzo Morgante che ha raccolto tutti i media della grande rete ecclesiale: oltre a Tv2000 della Cei, il quotidiano Avvenire, l'Agensir, la Federazione dei Settimanali Cattolici e il Corallo che mette insieme le radio cattoliche.
La storia della Chiesa italiana è anche la storia dell'8xmille, è fatta di storie di integralità, di integrazione, di dialogo e formazione, comunicazione, missione, accoglienza, solidarietà, che trova nel segmento della comunicazione ecclesiale uno spazio di pastoralità che sa mettere in circolo la narrazione della vita buona del Vangelo.
Una nuova campagna che mette ancor di più la persona al centro, di una Chiesa che sa mettersi insieme, in uno stile sinodale. Oggi più che mai l'esortazione è stata quella di non perdere più tempo nel raccontare, in maniera integrata, cosa è la Chiesa, cosa fa la Chiesa.
I dati presentati dal Servizio nazionale 8xmille della Cei hanno evidenziato come è importante far conoscere l'impegno della Chiesa che porti ad una adesione convinta (attraverso le firme) a sostenere ancora la Chiesa cattolica e quello che fa nel territorio. Volti, storie e persone reali che non sempre fanno cronaca ma fanno storia, la scrivono con la vita (tante volte in silenzio) nella loro quotidianità e con una grande varietà. Questa grande famiglia è rappresentate dalle tv e dalle radio ma soprattutto dai settimanali cattolici capillarmente diffusi. Una sfida professionale che può invertire l'andamento narrativo dell'informazione che sa mettere in rilievo più i fatti più che i misfatti, il bene che si diffonde ha detto con passione il direttore di Tv2000 Vincenzo Morgante.
L'idea creativa di raccontare l'ordinario è la mission della nuova campagna di quest'anno, fatto di gratuità e di semplicità e fra questi gesti quello della firma che innesca un percorso virtuoso e di bene. La campagna inizierà il 14 aprile prossimo che si svilupperà fino almeno fino settembre 2024. Una campagna che prevede l'integrazione con il territorio e far passare messaggi positivi nelle comunità sfatando anche i luoghi comuni sulla Chiesa e sul suo servizio. (Enzo Gabrieli)
10 Aprile 2024 - Venezia - Da oggi al 14 aprile si terrà la 17ª edizione di “Incroci di civiltà”, il Festival internazionale di letteratura a Venezia, ideato e organizzato dall’Università Ca’ Foscari, in collaborazione con Fondazione di Venezia e Comune, con il sostegno di Marsilio e Fondazione Musei Civici e la direzione di Flavio Gregori. Quest’anno la manifestazione avrà come focus speciale il viaggio, declinato in molte varianti: la ricerca di altri mondi, i commerci, il viaggio fantastico, la migrazione, con un tributo alle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Marco Polo. All’inaugurazione la statunitense Fiona McCrae riceverà il premio Cesare De Michelis per l’editoria innovativa. Tra gli ospiti, oltre a Ibrahima Lo, ci saranno il poeta, scrittore e giornalista Julio Llamazares (Spagna), Wang Anyi, tra le più importanti scrittrici cinesi, Kapka Kassabova (Bulgaria-Gran Bretagna), la giornalista franco-bosniaca Slaðana Nina Perkoviæ, Maylis de Kerangal e molti altri ed altre.
10 Aprile 2024 - Roma - La formazione – scolastica e professionale – come volano di sviluppo. Nella riunione del 22 e 23 marzo, il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli ha approvato diversi progetti che puntano alla costruzione di scuole e all’educazione per le varie fasce d’età, oltre che alla sanità e alla promozione sociale. Con i fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, saranno realizzati 53 nuovi interventi, per i quali sono stati stanziati € 8.033.319 così suddivisi: € 5.136.346 per 28 progetti in Africa, € 1.271.777 per 12 progetti in America Latina; € 1.569.286 per 12 progetti in Asia, € 55.910 per 1 progetto in Medio Oriente.
Tra gli interventi più significativi, nove sono in Africa: in CongoBrazaville, le suore Missionarie dello Spirito Santo costruiranno una nuova scuola per gli alunni della primaria “Eugénie Caps “ a Pointe Noire. In Costa d’Avorio, la Fondazione Marista per la Solidarietà Onlus completerà il polo scolastico “St. Marcellin Champagnat” così da poter accogliere 450 studenti della diocesi di Bouake. In Madagascar, le Piccole Suore Apostole della Redenzione costruiranno la scuola “Padre Arturo D’Onofrio” per assicurare un’educazione di qualità, ridurre la dispersione scolastica e l’analfabetismo a Lopary, nella diocesi di Farafangana (situata nel sud-est dell’isola a 900 km dalla capitale) dove la maggior parte della popolazione è dedita all’agricoltura, il turismo è inesistente e numerosissimi bambini vivono in villaggi isolati. In Nigeria, gli Spiritani invece potenzieranno la formazione professionale dell’Holy Ghost Model College di Imuwen con l’avvio di laboratori di informatica, edilizia, meccanica, idraulica, arte e artigianato, mentre nella Repubblica Democratica del Congo i Lasalliani promuoveranno formazione professionale per le giovani donne (circa 200) migliorando la loro istruzione e favorendo opportunità di occupazione e sostentamento. Lo stesso avverrà in Sud Sudan grazie al progetto della Fondazione Avsi che offrirà educazione di qualità ai giovani della diocesi di Rumbek, attraverso la fornitura di materiale didattico e di attrezzature professionali, l’allestimento di un laboratorio tecnologico, l’organizzazione di workshop con i rappresentanti delle realtà imprenditoriali locali. In Egitto, la Caritas locale organizzerà corsi di alfabetizzazione e librerie di comunità per aiutare 1350 ragazze a partecipare attivamente alla vita sociale e, al contempo, allestirà degli asili per i bambini di 3 ai 6 anni. In Ciad, poi, la Caritas della diocesi di Doba sosterrà numerose famiglie di agricoltori offrendo formazione e avviando un’azienda pilota per assicurare una maggiore produttività e rigenerare i terreni in una zona ampiamente sfruttata da parte di compagnie straniere che vi estraggono il petrolio. In Etiopia, il Vicariato Apostolico di Hawassa equipaggerà l’unità di terapia intensiva neonatale e le sale operatorie del Centro sanitario Bushulo, attivo in città da circa 40 anni e attualmente primo ospedale del sud del Paese dedicato alla salute materna, infantile e pediatrica per un territorio che conta 19 milioni di abitanti.
Dei 12 progetti finanziati nel Continente latino-americano, grande rilevanza assume quello promosso in Bolivia dal Vicariato Apostolico di Pando che ristrutturerà il Centro de Educacion Especial Sagrada Familia che offre percorsi riabilitativi e educativi a bambini, circa 115, con varie disabilità e costruirà per loro anche uno spazio polivalente, in particolare per svolgere attività sportive. Ad Haiti la diocesi di Jacmel avvierà un intervento a favore di un migliaio di giovani che abitano nella zona povera de “La Montagne”: saranno forniti 600 kit alimentari e sanitari, organizzati incontri di sensibilizzazione sull’utilizzo dell’acqua e corsi professionalizzanti. In Brasile, invece, l’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo amplierà i programmi di formazione e certificazione delle competenze per migranti e rifugiati assistiti presso il Centro pastorale per i migranti fondato nel 1980 a Cuiabá.
Nel Continente asiatico, uno dei progetti vedrà la luce a Timor Est dove le Suore della Divina Volontà realizzeranno un Centro sociale a Maumeta (Aileu), nella diocesi di Dili, in un contesto rurale, povero, con pochissime infrastrutture, difficile da raggiungere per la presenza di strade non asfaltate che le condizioni climatiche rendono poco praticabili e pericolose. In 8 città – Karachi, Lahore, Sargodha, Faisalabad, Islamabad, Sialkot, Quetta e Gojra – del Pakistan, infine, grazie ai fondi dell’8xmille, si favorirà l’integrazione delle comunità cristiane e il dialogo interreligioso attraverso la promozione di iniziative ad hoc e soprattutto il sostegno alla formazione di 230 studenti cristiani che frequentano la scuola superiore e l’università, di 455 bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni delle “scuole di pace” (centri gratuiti che aiutano quanti sono a rischio analfabetismo e le loro famiglie nell’inserimento scolastico) e di 450 volontari della Comunità di S. Egidio.
Roma - Sono 15.774 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo il dato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Di questi 2.927 sono di nazionalità bengalese (19%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Siria (2.230, 14%), Tunisia (1.745, 11%), Guinea (1.437, 9%), Egitto (956, 6%), Pakistan (637, 4%), Mali (539, 3%), Gambia (461, 3%), Sudan (449, 3%), Costa d’Avorio (383, 3%) a cui si aggiungono 4.010 persone (25%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
10 Aprile 2024 - Venezia - In occasione di “Incroci di civiltà”, dopodomani alle 15, all’Auditorium Santa Margherita di Venezia, lo scrittore nigeriano Emmanuel Iduma converserà con Lucio De Capitani e, in collegamento da New York, con la scrittrice etiope Maaza Mengiste. Iduma, oltre a essere uno scrittore, è un esperto d’arte – per quanto questa definizione gli stia stretta –, autore di A Stranger’s Pose e de Lo sguardo di uno sconosciuto, libro di memorie di viaggio, in cui racconta l’Africa settentrionale, da Dakar a Douala, Bamako, Benin, Khartoum, fino a Casablanca.
In occasione del festival presenterà La forma della luce. Riflessioni sulla fotografia. Una narrazione fotografica tra Lagos e un’inedita visione di Venezia, pubblicata dalla casa editrice veneziana wetlands che con questo testo lancia la nuova collana “afterwords”, dedicata agli scrittori emergenti del Global South.
In questo libro Iduma offre uno sguardo inedito sul mondo occidentale, partendo da semplici ma importanti domande: cosa vede un intellettuale nigeriano dell’ultima generazione quando arriva a Venezia? Quali cose lo impressionano, e quali lo lasciano indifferente? Quali sono i suoi pensieri nell’incontro con le persone e la cultura occidentale? Lo sguardo di Iduma è attento, la prosa è chiara e il racconto trasporta il lettore verso un mondo di ricordi e relazioni che corre lungo il filo di immagini di Lagos e Venezia, senza meta d’arrivo, senza «lista pronta di persone da intervistare e nemmeno di domande da fare», ma con un suo percorso. Il libro è infatti corredato da fotografie dell’autore e altri fotografi africani contemporanei e ha la prefazione di Maaza Mengiste, curatrice di questo progetto editoriale, che ha come obiettivo quello di muoversi tra residenze creative e nuove prospettive saggistiche che si intreccino con l’immaginario di Venezia, celebrandone la bellezza e la complessità attraverso gli occhi di alcuni dei più talentuosi autori africani e della diaspora.
Scrivendo di afterwords nella prefazione de La forma della luce, Mengiste spiega: «Verso la fine del 2022, io e Luca Cosentino abbiamo cominciato a immaginare cosa sarebbe potuto accadere se avessimo invitato alcuni dei più interessanti scrittori africani e della diaspora a trascorrere un periodo di residenza a Venezia e a registrare le loro impressioni su questa città surreale e illusoria. Come ne uscirebbe Venezia? In quale modo questi scrittori potrebbero aiutare tutti noi a riscoprire questo luogo meraviglioso e, contestualmente, a rivelare qualcosa dei loro mondi? Ed è stato così che, all’interno della casa editrice veneziana wetlands, è nata questa collana».
Cuore di “afterwords” saranno proprio le residenze letterarie che gli scrittori condurranno a Venezia, creando spazi di esplorazione e confluenza con il territorio. L’obiettivo è quello di innescare uno scambio culturale internazionale tra Venezia e il mondo letterario, non solo per creare nuova letteratura ma per stimolare nuove prospettive non occidentali su questioni sociali e ambientali che caratterizzano la società contemporanea (Eugenio Giannetta)
10 Aprile 2024 - Roma - “Lavoriamo a uno schema di mobilità per i giovani, oltre allo schema Erasmus: e con un governo laburista potremo fare anche di più. Quegli italiani che vengono qui e poi tornano in Italia si sono innamorati di Londra, poi magari diventano amministratori delegati di aziende e manager di venture capital: e vogliono investire a Londra”. E' quanto dice oggi sul Corriere della Sera il sindaco di Londra, Sadiq Khann. Il promo cittadino londinese ha scritto una lettera aperta indirizzata al milione di cittadini europei che vivono nella capitale britannica sottolineando che difenderà sempre “i valori europei di apertura e tolleranza”. “Sono molto grato ai londinesi che vengono dalla Ue, dei quali 130 mila sono italiani: siete rimasti qui, anche se è stato orribile per voi negli anni dopo la Brexit, vi hanno fatti sentire non più benvenuti". Il sindaco afferma di volerm mettere su uno "schema sul modello Erasmus per far venire qui gli studenti italiani”. E dell’innalzamento del salario minimo per avere un visto di lavoro ad oltre 38 mila sterline l’anno (circa 45 mila euro) dice: “E’ ridicolo, è autolesionismo. Noi abbiamo ristoranti di alta qualità, lavori nella City, lavori nelle industrie creative dove non pagano quei salari, mentre abbiamo carenza di lavoratori. Dobbiamo organizzare a livello regionale liste di settori in cui c’è carenza di manodopera, dove non si applica quel salario. A Londra abbiamo una carenza di personale negli hotel, nei ristoranti, nella musica: dunque dobbiamo far sì che abbiamo una immigrazione sotto controllo, rafforzare i controlli alle frontiere, ma abbiamo bisogno di talenti e dobbiamo assicurarci di averli”.
Roma - Colombia e Panama non riescono a proteggere e assistere le centinaia di migliaia di migranti e richiedenti asilo che transitano nella giungla del Darién. Lo dichiara, in un ampio rapporto, l’ong Human Rights Watch. Il documento di 120 pagine, intitolato “Abbandonati nella giungla: protezione e assistenza per migranti e richiedenti asilo nel passo del Darién”, è il secondo di una serie di rapporti di Human Rights Watch sulla migrazione attraverso la pericolosissima giungla che fa da confine tra Colombia e Panama. Human Rights Watch, riferisce l'agenzia SIR, ha individuato carenze specifiche negli sforzi per proteggere e assistere queste persone – comprese quelle più a rischio, come i bambini non accompagnati – e per indagare sugli abusi commessi contro di loro. “Qualunque sia la ragione del loro viaggio, i migranti e i richiedenti asilo che attraversano il Darién hanno diritto a condizioni minime di sicurezza e al pieno rispetto dei loro diritti umani durante il viaggio”, ha dichiarato Juanita Goebertus, direttore della Divisione Americhe di Human Rights Watch. Colombia e Panama possono e devono fare di più per proteggere questi diritti e quelli delle comunità locali che hanno subito anni di negligenza da parte dello Stato”.
Human Rights Watch ha visitato il Darién Gap quattro volte tra aprile 2022 e giugno 2023, e ha intervistato quasi 300 persone, tra cui migranti e richiedenti asilo, vittime di gravi abusi, operatori umanitari e autorità colombiane e panamensi. Tra gennaio 2022 e marzo 2024, i ricercatori hanno anche condotto interviste telefoniche e virtuali. Hanno inoltre analizzato dati e rapporti dei governi colombiano, panamense e statunitense, delle agenzie delle Nazioni Unite, delle organizzazioni internazionali, regionali e locali per i diritti umani e umanitarie e delle cliniche legali. Hanno ripetutamente inviato richieste di informazioni alle autorità colombiane e panamensi, che nella maggior parte dei casi hanno risposto.
9 Aprile 2024 - Bruxelles - “Raddoppiare gli sforzi per difendere i diritti e la dignità dei rom, promuovere la coesione sociale e costruire società inclusive in cui la diversità sia celebrata e rispettata”: questo chiede Gudrun Mosler-Törnström, relatrice permanente sui diritti umani per il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa nella giornata internazionale dei rom che si è celebrata ieri. Sono proprio gli enti locali e regionali a svolgere “un ruolo cruciale” nell’affrontare le sfide con cui questa fetta della popolazione si trova confrontata: discriminazione, emarginazione e disparità socioeconomiche. Perché gli enti locali possono “favorire ambienti inclusivi e promuovere la piena integrazione delle comunità rom nelle società locali”. “La discriminazione subita dai rom e dai viaggianti in Europa e la portata delle violazioni dei diritti umani che subiscono sono scioccanti e richiedono un’azione ferma”, aveva affermato alla vigilia della giornata il neo-commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, entrato in carica il 1° aprile scorso. Sono circa 10-12 milioni i rom e nomadi che vivono in Europa, vittime di un “diffuso antiziganismo” che ha radici in secoli di violenza, stigmatizzazione e disuguaglianza. O’Flaherty aveva denunciato, ad esempio, che “i rom in fuga dalla guerra della Russia contro l’Ucraina sono stati discriminati nel tentativo di accedere a rifugi e altre forme di assistenza”. C’è molto da fare, aveva aggiunto O’Flaherty: “Utilizzerò al massimo il mio mandato per sostenere i rom nel rivendicare e godere dei diritti umani”.
9 Aprile 2024 - Milano - Il rallentamento economico dell'Italia nel 2023 ha condizionato anche le rimesse dei lavoratori immigrati nel nostro Paese inviate all'estero: secondo i dati diffusi dalla Banca d'Italia si è di fronte a una stagnazione (-0,4%) dopo la crescita dell'anno precedente. Si calcola che il flusso delle rimesse dall'Italia sia sceso a 8,1 miliardi di euro contro gli 8,2 miliardi del 2022.
La mobilità internazionale del lavoro, cresciuta considerevolmente negli ultimi decenni, si è riflessa in un aumento del valore assoluto dei flussi di rimesse, vale a dire quella parte di reddito risparmiata da un cittadino straniero e inviata alla propria famiglia nel Paese di origine. E ancora, negli ultimi tre mesi del 2023, di pari passo con la frenata del Pil italiano, le rimesse sono scese del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2022.
Le rimesse in uscita dall'Italia sono dieci volte maggiori di quelle in entrata: il saldo delle rimesse è negativo per circa 5 miliardi di euro all'anno in media dal 2010.
Va ricordato che il saldo delle rimesse del nostro Paese era diventato negativo già dalla metà degli anni '90, quando l'ammontare delle rimesse in uscita, inviate da un numero via via crescente di lavoratori immigrati, aveva superato quello declinante delle rimesse in entrata, lascito di un passato di emigrazione dell'Italia. In altre parole, i Paesi avanzati sono in genere caratterizzati da saldi di rimesse negativi mentre prevale l'opposto per i Paesi in via di sviluppo.
Dai dati della Banca d'Italia si vede che i primi Paesi beneficiari delle rimesse nel 2023 si sono riconfermati, a partire da Bangladesh, Pakistan, Filippine e Marocco, che hanno ricevuto rispettivamente il 14,3%, l'8,3%, il 7,3% e il 6,9% del flusso.
Sempre nel 2023 sono cresciute le rimesse dirette in Georgia (dal 4,8% al 5,6%) e in Sri-Lanka di un punto percentuale arrivando a 3,9%. Mentre sono calate quelle verso la Romania e il Senegal (5,5% e 4,1%). Allargando lo sguardo alla mappa mondiale e in particolare ai continenti, si può osservare come siano diminuiti soprattutto i flussi verso i Paesi dell'Africa sub-sahariana (-7,8 per cento) e dell'Unione europea (-4,7 per cento), in larga parte compensati dall'aumento dei flussi verso l'America centrale e l'America latina (+4,9 per cento) e, in minor misura, verso i Paesi dell'Asia e del Nord Africa - Vicino Oriente (+0,9 e +0,8 per cento, rispettivamente).
Tutte le maggiori regioni italiane, fatta eccezione per la Toscana, hanno registrato una crescita sostanzialmente nulla o negativa delle rimesse verso l'estero rispetto al 2022. Quasi la metà delle rimesse è provenuta dalle tre regioni più importanti in termini di flussi: Lombardia (22,6%), Lazio (14,8%) ed Emilia-Romagna (10,4%).
Le maggiori variazioni positive si sono registrate nelle province di Milano e Napoli verso Sri-Lanka e Georgia, mentre quelle più negative nelle province di Napoli e Roma verso il Bangladesh. (Ilaria Solaini)
8 Aprile 2024 - Messina - Si svolgerà domani, martedì 9 aprile, alle ore 15.00, presso l'Aula A203 del Dipartimento Cospecs a Messina, il Seminario promosso dalla rete “Trame migranti”, composta dal Dipartimento Cospecs-UniMe e da associazioni che sul territorio lavorano con le persone coinvolte nella mobilità umana, in cui verrà affrontato il tema dell’emigrazione italiana a partire dal Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana. Apriranno i lavori Andrea Nucita e Tiziana Tarsia dell'Università di Messina - Dip. Cospecs, che presenteranno l’esperienza della rete “Trame Migranti” e il contributo delle diverse anime che la compongo nella co-produzione della conoscenza e nella condivisione delle buone prassi. A seguire, Delfina Licata , sociologa e responsabile della redazione del Rapporto Italiani nel Mondo che presenterà l'edizione 2023. Un volume giunto alla sua diciottesima edizione con la partecipazione di autrici e autori che, dall’Italia e dall’estero, hanno lavorato a diversi saggi articolati in quattro sezioni e dedicati ai temi della mobilità e del ritorno. Partendo dall’analisi di un'Italia sempre più fragile a causa della longevità e dello spopolamento dei suoi territori, si è cercato di capire se, nonostante la strutturalità della mobilità italiana del passato e di oggi, il ritorno ha ancora un impatto importante dal punto di vista quantitativo e qualitativo.
Dopo la presentazione del volume interverrà Sabina Licursi dell'Università della Calabria, per consegnare gli aspetti più rilevanti della ricerca sul campo che ha curato assieme al collega Domenico Cersosimo. Un lavoro, contenuto nel libro "Lento pede. Vivere nell’Italia estrema", che offre ampi spunti di riflessione sia sul versante scientifico che su quello delle policy multilivello delle aree interne. I lavori si concluderanno con la relazione di Francesca Frisone dell'Università di Messina - Dip. Scipog, dal titolo "Emigrazione di ritorno e sviluppo: il caso siciliano in prospettiva storica". I lavori saranno moderati da Luigi Chiara, professore ordinario di Storia contemporanea dell' Università di Messina - Dip. Scipog.
8 Aprile 2024 - Pisa - L’Associazione Sante Malatesta ETS è attiva a Pisa da 25 anni (fondata nel 1999) nell’aiuto a studenti universitari stranieri provenienti da Paesi in difficoltà iscritti presso l’ateneo pisano. La finalità principale è quella di accompagnarli al raggiungimento della laurea di primo o di secondo livello (magistrale) o in corsi di specializzazione post laurea, facilitando la loro integrazione nel contesto cittadino. L’associazione opera con un centro di ascolto aperto settimanalmente (il mercoledì pomeriggio) in cui si incontrano e si conoscono gli studenti in difficoltà. Prese in carico le richieste, la settimana successiva dopo un consulto dei volontari, si danno le risposte fornendo gli aiuti necessari compatibilmente con le possibilità. I servizi offerti sono fondamentalmente nell’ambito dell’assistenza al percorso di studio: supporto nell’iscrizione all’università e nelle pratiche di richiesta di borse di studio, rapporti con le ambasciate, i consolati e la questura per i permessi di soggiorno, aiuto nella ricerca di un alloggio, tutoraggio negli studi e nell’apprendimento della lingua italiana, supporto nell’acquisto di libri, computer, spese di redazione della tesi di laurea. Si aggiungono aiuti nell’ambito sanitario e dell’assistenza psicologica. Da qualche anno si è aggiunta l’offerta e la gestione di circa 30 posti letto in quattro diverse strutture cittadine e un centro di distribuzione di generi alimentari. Da pochi mesi una convenzione con l’Università di Pisa ha permesso di ospitare temporaneamente in un ostello cittadino 34 studenti universitari per lo più del primo anno per un periodo limitato che consentisse loro l’inserimento nella vita cittadina. Gli studenti aiutati in vario modo sono circa 300 ogni anno.
La Fondazione Migrantes da alcuni anni fornisce alla Sante Malatesta fondi per l’erogazione di borse di studio a studenti meritevoli seguiti dall’associazione. All’interno di tale rapporto quest’anno è nata la possibilità della visita a Pisa del direttore generale mons. Pierpaolo Felicolo per conoscere più da vicino l’Associazione, il contesto cittadino e diocesano in cui opera e gli studenti universitari stranieri aiutati con le loro storie, culture, esperienze e aspettative. Il 4 e 5 aprile scorso la visita di mons. Felicolo ha dato la possibilità di tale conoscenza, consentendo anche ai volontari e agli studenti della Sante Malatesta di approfondire la realtà della fondazione Migrantes.
Il 4 aprile nel primo pomeriggio c’è stato l’incontro in arcivescovado di mons. Felicolo con l’arcivescovo di Pisa mons. Giovanni Paolo Benotto. All’incontro era presente anche il cappellano universitario p. Giuseppe Trotta e Giulio Raimondi socio della Sante Malatesta. La Sante Malatesta ha sede a Pisa nella parrocchia universitaria di San Frediano che dal 2014 è stata affidata ai Padri Gesuiti: con loro sta iniziando un più stretto legame di collaborazione. Con la diocesi di Pisa la Sante Malatesta è in relazione dalla fondazione, e con alcune parrocchie il legame è particolarmente stretto.
Nel tardo pomeriggio del 4 aprile c’è stato un incontro con alcuni soci, il direttivo e i volontari dell’associazione Sante Malatesta per un confronto. Don Felicolo ha inquadrato l’agire e la missione di Migrantes nel contesto della chiesa italiana con ampie considerazioni sullo stato della mobilità delle persone (italiane e straniere). I rappresentanti della Sante Malatesta hanno tratteggiato la storia dell’associazione, il servizio di assistenza offerto, il modus operandi. Il 5 aprile don Felicolo ha visitato due delle residenze gestite dall’associazione incontrando, insieme ad alcuni volontari, degli studenti che l’associazione sostiene ospitandoli in esse. La mattina c’è stato un incontro con gli studenti ospitati in un una residenza in città affittata da parte della Sante Malatesta ad un privato. Era presente anche la volontaria e socia Paola Quagliani In un clima molto familiare ed amichevole c’è stata una presentazione degli studenti della loro provenienza, del loro percorso di studio, dei motivi che li hanno portati in Italia e a Pisa, delle loro aspettative, problematiche e successi universitari. C’erano studenti dal Camerun, Iran, Bangladesh, Etiopia iscritti a facoltà come tecnologie farmaceutiche, informatica, gestione dell’innovazione, scienze infermieristiche. È emersa la problematica dei permessi di soggiorno e della legalizzazione dei documenti necessari all’iscrizione universitaria come uno dei temi più sentiti dagli studenti. Nel pomeriggio c’è stata la visita ad una casa poco fuori città (a Ghezzano) gestita dalla Sante Malatesta, di proprietà della parrocchia della Santissima Trinità. Erano presenti oltre agli studenti il parroco don Alessio Lenzarini, e i soci e volontari Tunia Pini e Roberto Mirandola. Gli studenti provenienti da Camerun, Etiopia, Pakistan, India, Bangladesh e Gabon anche qui si sono presentati, aprendo una discussione sui motivi della scelta dell’Italia come luogo di studio: la qualità della formazione offerta dall’ateneo pisano è emersa come il motivo predominante. Nella discussione è stato sottolineato l’arricchimento, non sempre palesato e riconosciuto, che gli studenti stranieri portano nel contesto sociale italiano. Gli studenti incontrati frequentano facoltà di psicologia, ingegneria nucleare, ingegneria aerospaziale, ingegneria energetica, scienze della pace, informatica, economia e management. L’associazione ringrazia la Fondazione Migrantes ed in particolare don Pierpaolo Felicolo per la bella possibilità di incontro, dialogo e confronto che ci è stata donata. (Giulio Raimondi - Associazione Sante Malatesta)
Roma - Sono 15.048 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo il dato, aggiornato a questa mattina, del ministero degli Interni. Di questi 2.775 sono di nazionalità bengalese (18%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Siria (2.086, 14%), Tunisia (1.599, 11%), Guinea (1.056, 7%), Egitto (923, 6%), Pakistan (632, 4%), Mali (428, 3%), Sudan (378, 3%), Gambia (368, 2%), Eritrea (341, 2%) a cui si aggiungono 4.462 persone (30%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. I minori sono 1.703.
8 Aprile 2024 - Roma - Si è spenta sabato in tarda serata, all'età di 80 anni, a Bassano del Grappa, sr. Teresa Nunes, religiosa delle Suore di Carità meglio note come Suore di Maria Bambina. Sr. Nunes ha vissuto molti anni a Roma ed è stata tra le fondatrici, nel 2003, della Missione Cattolica Latino Americana presso la Chiesa “Santa Maria della Luce” collaborando con l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Roma. Nel 2010 è stata anche tra le fondatrici del centro di ascolto, che si identifica come servizio di accoglienza presso la chiesa Santa Maria della Luce e parte integrante della Missione latino-americana. “È stato organizzato – spiegava sr. Teresa - per andare incontro ai bisogni dei latino-americani di tutte le etnie, tenendo conto che nella Chiesa di Roma ci sono centri di ascolto per persone di altre nazioni. Il servizio è portato avanti grazie alla collaborazione di suore di vari Istituti religiosi che con amore, sensibilità, grande disponibilità e tanta passione missionaria offrono con assiduità un tempo prezioso”. Il centro accoglieva persone migranti, provenienti dall’America Latina.
I funerali si svolgeranno mercoledì pomeriggio a Bassano del Grappa e la sua salma sarà tumulata nel cimitero cittadino.
La Migrantes esprime la vicinanza alla famiglia, alle religiose della sua congregazione e alla Missione Cattolica latino americana di Roma.