Primo Piano

GMMR: messa dei popoli a Carpi

24 Settembre 2020 - Carpi - "Come Gesù Cristo, costretti a fuggire. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni". E' questo il titolo del messaggio che Papa Francesco ha pensato per la 106° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Da quest' anno la Giornata liturgicamente sarà celebrata l'ultima domenica di settembre, che quest' anno cade dunque il 27, e sarà vissuta nella nostra Diocesi con la Messa dei Popoli, celebrata nella parrocchia di San Bernardino Realino alle ore 17.30, presieduta dal vescovo Erio Castellucci. Seguendo l'invito di don Erio ad una collaborazione stretta tra gli Uffici delle Diocesi di Carpi e quelli di Modena, tale celebrazione sarà unica per le due Diocesi, con la previsione di anno in anno di un alternarsi delle sedi della celebrazione, partendo per l'appunto nel 2020 da Carpi, con un impegno organizzativo e pastorale congiunto, come già da anni in particolare gli Uffici Migrantes hanno di fatto portato avanti. Il tutto è stato resto più complesso dalle difficoltà dovute al Covid-19, e l'eco di quanto accade nel mondo a causa del Coronavirus non poteva non risuonare anche nel messaggio di Papa Francesco per la Giornata, come sempre ricco di riflessioni e forti spunti pastorali. Il Papa dedica questo messaggio agli sfollati interni. Situazioni che possiamo far risalire per noi alla nostra memoria nei tristissimi tempi della Seconda Guerra Mondiale e che sono purtroppo comuni e attualissime in tanti, troppi luoghi del nostro martoriato mondo. I dati, infatti, ci parlano di circa cinquanta milioni di sfollati nel mondo. Gli sfollati interni (in inglese Internally Displaced People, o IDP), come definiti dall'UNHCR "sono persone o gruppi di individui che sono stati costretti a lasciare le loro case o luoghi di residenza abituale, in particolare a causa di situazioni di violenza generalizzata, violazioni dei diritti umani o naturali, o per conflitti armati, che non hanno attraversato un confine internazionale. La Chiesa intende farsi prossima di queste persone vulnerabili che sono tra le più dimenticate e trascurate dei nostri tempi. Per questo, il Papa riprende quanto indicava nel messaggio del 2018, dove invitava i fedeli a compiere in questo ambito azioni concrete seguendo quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere, integrare. Nel messaggio di quest' anno, di cui riportiamo alcune sue frasi per offrirne una sintesi, il Papa ci suggerisce sei coppie di verbi, legate tra loro in una relazione di causa- effetto, declinandole in modo chiaro e concreto per orientare l'azione pastorale nell'affrontare questa sfida comune: - conoscere per comprendere: quando parliamo di questi temi, a non fermarci ai numeri, in quanto si tratta di persone. "Se le incontriamo arriveremo a conoscerle. E conoscendo le loro storie riusciremo a comprendere". - farsi prossimo per servire: "Avvicinarsi al prossimo spesso significa essere disposti a correre dei rischi, come ci hanno insegnato tanti dottori e infermieri negli ultimi mesi. Questo stare vicini per servire va oltre il puro senso del dovere; l'esempio più grande ce lo ha lasciato Gesù quando ha lavato i piedi dei suoi discepoli" - ascoltare per riconciliarsi: "è solo attraverso un ascolto umile e attento che possiamo arrivare a riconciliarci davvero. Durante il 2020, per settimane il silenzio ha regnato nelle nostre strade. Un silenzio drammatico e inquietante, che però ci ha offerto l'ocdere casione di ascoltare il grido di chi è più vulnerabile, degli sfollati e del nostro pianeta gravemente malato. E, ascoltando, abbiamo l'opportunità di riconciliarci con il prossimo, con tanti scartati, con noi stessi e con Dio" - condividere per crescere: "Dio non ha voluto che le risorse del nostro pianeta fossero a beneficio solo di alcuni. No, questo non l'ha voluto il Signore! Dobbiamo imparare a condivi- per crescere insieme, senza lasciare fuori nessuno. La pandemia ci ha ricordato come siamo tutti sulla stessa barca". - coinvolgere per promuovere: "A volte, lo slancio di servire gli altri ci impedisce di vedere le loro ricchezze. Se vogliamo davvero promuovere le persone alle quali offriamo assistenza, dobbiamo coinvolgerle e renderle protagoniste del proprio riscatto. La pandemia ci ha ricordato quanto sia essenziale la corresponsabilità". - collaborare per costruire: "Per preservare la casa comune e farla somigliare sempre più al progetto originale di Dio, dobbiamo impegnarci a garantire la cooperazione internazionale, la solidarietà globale e l'impegno locale, senza lasciare fuori nessuno". Con questo spirito e volendo fare tesoro prezioso di queste indicazioni le Migrantes di Carpi e Modena invitano i fedeli a partecipare alla Messa dei Popoli, per proseguire insieme con rinnovato impegno il percorso pastorale.(Migrantes Diocesana Carpi).  

Migrantes: domenica 27 settembre la Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato

24 Settembre 2020 - Roma - Domenica 27 settembre si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Il tema scelto da Papa Francesco per questa 106° edizione è: “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni”. Ad ospitare le celebrazioni principali sono le diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta, terre di forte emigrazione tra Ottocento e Novecento, e di immigrazione, prima interna (proveniente dal Sud Italia, durante il boom economico degli anni ’50, ’60 e ’70 del secolo scorso) e poi dai Paesi del Sud del mondo. La Santa Messa, presieduta dall’arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, Presidente della Conferenza Episcopale del Piemonte e Valle d’Aosta, sarà trasmessa in diretta su RaiUno dalla Cattedrale di Torino alle ore 11. La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato coinvolge strutture e associazioni in tutto il mondo. In Italia sono numerose le diocesi che, attraverso gli uffici Migrantes, promuovono iniziative sul territorio. Alla Giornata, istituita in Italia da San Pio X dietro sollecitazione dei vescovi Scalabrini e Bonomelli, è dedicato il volume di Simone Varisco “Il giorno di chi è in cammino”, voluto dalla Fondazione Migrantes ed edito da Tau. Il libro (in cui per la prima volta si ricostruiscono i rapporti e gli scambi, anche epistolari, fra i Pontefici, gli organismi della Santa Sede, la Conferenza Episcopale Italiana e le Chiese locali) evidenzia come il fenomeno della mobilità umana sia stato costantemente al centro della sollecitudine pastorale della Chiesa: “un impegno costante – scrive nella presentazione il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei – per l’integrazione dei migranti e per la promozione della pace”. In occasione della Giornata, la Fondazione Migrantes e l’emittente TV2000, in collaborazione con Caritas Italiana e il Centro Astalli, presentano un docuweb dal titolo “Sfollati”, che in 16 minuti raccoglie le testimonianze di alcuni dei protagonisti del messaggio di Papa Francesco: dai terremotati del Lazio e della Marche agli sfollati del Congo e del Kurdistan iracheno.

Cei: tre nuovi sottosegretari nominati dal Consiglio Permanente

24 Settembre 2020 - Roma - Tre nuovi sottosegretari alla Conferenza Episcopale Italiana. Il Consiglio Episcopale Permanente, che si è riunito questa settima na a Roma, ha infatti nominato mons. Roberto, Malpelo, mons. Valentino Bulgarelli e don Michele Gianola. Ai nuovi sottosegretari l’augurio di un proficuo lavoro.

GMMR: la riflessione della Migrantes di Vicenza

24 Settembre 2020 - Vicenza - Il fenomeno della mobilità umana continua, anche a seguito dei continui e recenti sbarchi di profughi, a essere percepito come una emergenza di cui pare non vedersi la fine. Il dibattito politico ha influenzato e non poco questa percezione alimentando inoltre una reazione negativa che buona parte dell'opinione pubblica ha assunto di fronte alla presenza di immigrati sul nostro territorio nazionale. Le migrazioni partono da contesti segnati da conflitti, mancanza o negazione dei diritti umani, da situazioni di disagio economico per cui la mobilità umana va analizzata e vista oltre le situazioni di emergenza. Uno degli aspetti poco presente all'attenzione pubblica e al dibattito politico è la presenza dei figli di immigrati, un indice che conferma una relativa stabilità dei migranti in Italia. I numeri non sono irrilevanti: 1 milione 316 mila sono i minori di seconda generazione pari al 13% della popolazione da 0 a 17 anni. Di questi 777.940 sono nati in Italia. La loro capacità di integrazione e di adattamento al contesto socio-culturale è indubbiamente maggiore rispetto ai loro genitori diventando in tal senso promotori di integrazione ma, al tempo stesso, si ritrovano chiusi tra il contesto familiare e quello sociale subendo pressioni da entrambe le parti con evidente disagio per una loro armonica integrazione. Non ultimo pesano su di loro le difficoltà socio-economiche della famiglia quali il difficile mercato del lavoro, il dissolversi della rete sociale, la precarietà abitativa o addirittura il fallimento del progetto migratorio dei genitori. Tali frustrazioni vengono proiettate sui figli i quali possono assumere comportamenti di rifiuto della società ospitante o di reazione negativa nei confronti della cultura familiare stessa. Posti di fronte a situazioni e processi che non hanno scelto e di cui non hanno il controllo, il disagio, lo scoraggiamento e l'insicurezza incidono non poco nel loro processo di crescita con rilevanti ripercussioni anche nell'ambito scolastico. L'abbandono scolastico e le ripetenze pari al 27,3% rispetto al 14,3% degli alunni italiani ne sono la prova. Le nuove generazioni non si avvertono appartenenti esclusivamente alla cultura del loro gruppo familiare come pure non si sentono parte integrante della cultura in cui crescono e vivono e nondimeno appartengono ad entrambi. Si trovano tuttavia nella condizione di poter apprezzare la ricchezza e al tempo stesso far emergere i limiti di entrambi i contesti culturali in cui vivono. La ricerca di una loro identità e di relazioni sociali costruttive evidenzia l'importanza di modelli di riferimento dove anche i valori del gruppo etnico di appartenenza possano trovare accoglienza. L'azione pastorale della Chiesa non può sottrarsi al compito di una sana crescita umana e di fede che i figli di migranti richiedono. Si impone pertanto un accompagnamento umano e spirituale mediante un contesto sociale e pastorale dove le differenze non diventano né uno strumento di rivendicazione né di esclusione ma un ambiente dove l'essere riconosciuti nella propria identità è la condizione per mettersi in relazione con l'altro e costruire una società culturalmente diversificata e integrata. Non possiamo negare il rischio che anche le nostre comunità cristiane rimangano su posizioni conflittuali anche nei confronti dei figli di migranti ma non possiamo al tempo stesso dimenticare che queste sono chiamate in virtù della loro stessa vocazione ad offrire modelli di incontro e di comunione. (p. Domenico Colossi - Delegato vescovile Ufficio Migrantes).  

Mons. Russo: su migranti “significativo che l’Europa si stia muovendo, è inizio di un percorso”

24 Settembre 2020 -
Roma - “È significativo che la Commissione europea si stia muovendo”. Così mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, durante la conferenza stampa a chiusura del Consiglio permanente dei vescovi italiani, svoltosi a Roma in questi giorni, ha risposto alle domande dei giornalisti in materia di immigrazione, e in particolare alla proposta del superamento del regolamento di Dublino. “È una cosa buona che il tema dell’accoglienza dei migranti venga affrontato non solo in via di principio, ma con cose concrete”, ha proseguito Russo: “È necessario che sia l’Europa intera a prendersi cura dei migranti. Il superamento di Dublino è interessante, può essere migliorato. La cosa importante è che è un percorso che continua e che ci sia la volontà di arrivare soluzioni condivise”. Secondo il segretario generale della Cei, inoltre, “è importante l’affermazione di principio per cui le persone che vanno per mare vanno comunque accolte. Quello dell’accoglienza responsabile è un tema da approfondire, così come i tempi giusti per valutare le diverse situazioni”. Riguardo alla proposta di togliere le sanzioni a quelle Ong che soccorrono le persone in mare, Russo ha commentato: “Anche le Ong svolgono un ruolo importante, se partecipano all’interno di un progetto e di un programma, così come tutti coloro che accolgono responsabilmente. Se alcune deviazioni ci sono state, e ci sono, sono legate a interessi e vanno attenzionate e risolte, se ci si prende cura in modo condiviso dell’accoglienza, e non solo da parte dei Paesi più prossimi”.

GMMR: le iniziative della Migrantes di Cagliari

24 Settembre 2020 - Cagliari - Nei giorni 26 e 27 settembre 2020, in occasione della 106esima Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato promossa dalla Chiesa cattolica, l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Cagliari, in collaborazione con la Caritas diocesana di Cagliari, con l’Ordine dei giornalisti della Sardegna, con l’UCSI Sardegna e con l’Ordine degli avvocati di Cagliari, organizza l’iniziativa Mediterraneo, mare di meticciato e frontiera di pace. L’obiettivo dell’evento, "è quello di promuovere, alla luce del messaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata, una riflessione sul fenomeno migratorio - spiega padre Stefano Messina, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes - con particolare attenzione alla dimensione mediterranea e alle prospettive emerse dall’incontro dei vescovi del Mediterraneo svoltosi a Bari lo scorso febbraio, sul tema, appunto Mediterraneo, frontiera di pace. Si tratta di un evento organizzato in sinergia dai due uffici diocesani in prima linea nel garantire l’accoglienza e l’integrazione dei migranti che arrivano nel nostro territorio". "L’iniziativa - aggiunge il direttore della Caritas diocesana don Marco Lai - si colloca nell’impegno a costruire una società inclusiva, aiutando anche i nostri contesti locali a percepire la mobilità umana non come un’emergenza, ma come un fenomeno antropologico che ci appartiene e come un diritto universale, andando a recuperare quella dimensione di umanità, fratellanza e indignazione di fronte alle tragedie vissute da chi è costretto a lasciare il proprio paese. La Giornata vedrà, inoltre, un’attenzione specifica alla mediterraneità intesa come scoperta di origini, cultura e tradizioni comuni, in una prospettiva di dialogo e di pace". L’iniziativa si aprirà sabato 26 settembre alle 17.30 presso il Lazzaretto Sant’Elia, a Cagliari, con i saluti dell’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi, a cui sarà affidata anche l’introduzione, e delle autorità civili. Seguiranno le relazioni di Oliviero Forti (responsabile dell’Ufficio immigrazione di Caritas Italiana) sul tema Immigrazione e Mediterraneo. Oltre la crisi e di mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto sul tema “Mediterraneo, frontiera di pace”. Messaggio e prospettive dell’incontro di Bari (19-23 febbraio 2020). Coordinerà i lavori Francesco Birocchi, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna. Saranno presenti anche il direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes padre Stefano Messina e il direttore della Caritas diocesana don Marco Lai. Domenica 27 settembre alle 11.30 nella Basilica di N.S. di Bonaria, si svolgerà la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Cacucci, con la partecipazione delle comunità etniche, associazioni di volontariato, operatori Caritas e insegnanti di religione.

Migrantes: Sergio Durando nel Cda

24 Settembre 2020 - Roma - Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes di Torino e delegato della Conferenza Episcopale Piemonte e Valle D’Aosta è stato nominato membro del Consiglio dì Amministrazione della Fondazione Migrantes. La nomina durante il recente Consiglio Episcopale Permanente della Cei riunitosi a Roma. A Sergio Durando gli auguri di un proficuo lavoro. (R. Iaria)

GMMR: la Migrantes di Massa Carrara scrive alle parrocchie

24 Settembre 2020 - Massa Carrara - In occasione della 106esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si terrà il prossimo 27 settembre la Migrantes di Massa Carrara-Pontremoli ha inviato a tutti i parroci della diocesi una lettera da leggere durante la celebrazione liturgica. La lettera è stata scritta in collaborazione con l’ufficio Missionario diocesao e la e Caritas. Nel messaggio per queta giornata - si legge -  Papa Francesco "ci esorta ancora una volta a prestare attenzione a coloro che, per varie ragioni, sono costretti ad abbandonare la terra natia, per trovare rifugio in luoghi lontani e sconosciuti, in cui rischiano di non essere accettati, protetti, integrati". Il Pontefice ha dato particolare risalto alla situazione degli “sfollati interni” che, nonostante nel mondo abbiano superato quota 50 milioni, vivono “un dramma spesso invisibile, che la crisi mondiale causata dalla pandemia COVID-19 ha esasperato. Questa crisi, infatti, per la sua veemenza, gravità ed estensione geografica, ha ridimensionato tante altre emergenze umanitarie che affliggono milioni di persone, relegando iniziative e aiuti internazionali, essenziali e urgenti per salvare vite umane, in fondo alle agende politiche nazionali”. Alla luce dei tragici eventi che hanno segnato il 2020, Papa Francesco ha esteso il Messaggio anche a tutti coloro che tuttora vivono esperienze di precarietà, di abbandono, di emarginazione e di rifiuto a causa del COVID-19. "Per vivere dal vivo l’esperienza dell’accoglienza in tutte le sue sfaccettature", l’ufficio Migrantes diocesano, in collaborazione con l’ufficio Missionario e Caritas diocesani,  invita le comunità parrocchiali di Massa Carrara - Pontremoli ad "aprire le porte, durante il periodo natalizio o in altre occasioni, a chi, probabilmente, trascorrerebbe la festività in solitudine, lontano dai propri affetti, dal proprio Paese.  In tal modo si potrà instaurare - scrive la direttrice dell'ufficio Migrantes, Ivonne Tonarelli -  quella condivisione auspicata da Papa Francesco, che favorirà l’accoglienza, la protezione, la promozione umana, l’integrazione del diverso, dell’emarginato, del dimenticato!"

GMMR: le iniziative della Migrantes di Messina

24 Settembre 2020 - Messina - In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, la Migrantes di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela si ritriverà domenica 27 settembre 2020 alle ore 16.00 in Cattedrale per la Celebrazione eucaristica presieduta da don Marco D’Arrigo, vicario foraneo di Messina centro e Messina nord, animata dalle cappellanie srilankese e filippina e dai volontari dell’Ufficio diocesano Migrantes. “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni” è il titolo scelto da Papa Francesco per la Giornata. Il Messaggio consegnato dal Pontefice si concentra sulla pastorale degli sfollati interni, entro i confini del proprio Paese, che oggi nel mondo sono oltre 50 milioni. Sono fra le persone più vulnerabili al mondo. Hanno abbandonato la propria casa per ragioni simili a quelle dei rifugiati, ma restano sotto la protezione del loro governo, anche quando proprio quel governo è la causa delle situazioni che li hanno costretti alla fuga. E in assenza di un mandato generale per la loro assistenza, la maggior parte degli sfollati interni non riceve protezione internazionale. Come risulta evidente dal titolo del Messaggio, la riflessione di Papa Francesco - si legge in una nota della Migrantes diocesana - parte dall’esperienza di Gesù sfollato e profugo assieme ai suoi genitori, per ribadire l’importanza della ragione cristologica dell’accoglienza cristiana. Il Messaggio si sviluppa in sei sottotemi, esplicitati da altrettante “coppie di verbi”: conoscere per comprendere; farsi prossimi per servire; ascoltare per riconciliarsi; condividere per crescere; coinvolgere per promuovere; collaborare per costruire. L’Ufficio diocesano Migrantes di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela raccoglie l’invito di Papa Francesco per "un rinnovato impegno, perché le nostre comunità siano sempre più un luogo di accoglienza, di riconoscimento e di protagonismo per i migranti. Si tratta di una sfida educativa - dice il direttore Santino Tornesi -  che ci vuole protagonisti nella fedeltà al Vangelo, per questo l’equipe formativa dell’Ufficio si mette a disposizione delle comunità parrocchiali e della società civile per preparare, insieme, incontri di conoscenza e riflessione sui temi che riguardano il mondo delle migrazioni e le storie delle persone che ne sono coinvolte". Per la “Settimana diocesana delle Migrazioni”, che va dal 26 settembre al 3 ottobre - aggiunge Tornesi - "abbiamo invitato le librerie cittadine ad allestire uno spazio con i volumi dedicati al tema delle migrazioni". L’iniziativa prende il nome di “LibReriamo una nuova narrazione”, nella "consapevolezza che tante paure e discriminazioni nascono dalla non conoscenza e da un racconto falsato da chi, sulla pelle dei migranti, ricerca consenso attraverso strumentalizzazioni ed analisi faziose". All’iniziativa hanno aderito: Libreria La Feltrinelli Point; Libreria Paoline; Libreria La Casa di Giulia; Libreria La Gilda dei Narratori; Libreria Bonanzinga; Libreria Mondadori-Ciofalo.

GMMR: la Migrantes di Roma in Piazza San Pietro per dire “grazie” a papa Francesco

24 Settembre 2020 - Roma – Domenica alcuni rappresentanti delle comunità etniche cattoliche di Roma parteciperanno all’Angelus in Piazza San Pietro. L’iniziativa è dell’Ufficio Migrantes diocesano. “Ci saranno dieci delegati per comunità con le bandiere dei Paesi di provenienza. Non vogliamo che il Covid ci impedisca di essere vicini al Papa”, dice il direttore Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo: “vogliamo ringraziarlo perché non perde occasione per ribadire costantemente l’attenzione e il sostegno della Chiesa verso il mondo della mobilità umana che non è solo quello dei migranti ma ci sono rifugiati, richiedenti asilo, apolidi, migranti lavorativi. Questi ultimi non sono da trascurare perché cercano di lavorare onestamente per aiutare i familiari rimasti a casa”. Il papa quest’anno, con il suo Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato invita ad impegnarsi non più “per” i migranti ma “con” i migranti, dice mons. Felicolo. “Si è convinti di conoscere i migranti, ma in realtà sempre più spesso ci si sofferma sui numeri senza ricordarsi che si parla di persone. Se conoscessimo davvero le motivazioni che hanno spinto migliaia di uomini e donne a lasciare il loro Paese, se ci fermassimo ad ascoltare le loro storie, potremmo comprendere i bisogni di chi fugge dalla guerra, dalla fame, dalla povertà. Se comprendessimo – spiega ancora il sacerdote -  il nostro atteggiamento cambierebbe e riusciremmo a farci prossimi mettendoci a servizio di queste persone che affrontano viaggi massacranti per mettersi in salvo”.

GMMR: il commento di Mons. Di Tora

24 Settembre 2020 - Roma - Il titolo di questa 106ma Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato, che si celebrerà domenica, è: “Come Gesù Cristo costretti a fuggire: accogliere, proteggere, promuovere, integrare gli sfollati interni”. Ancora una volta Papa Francesco porta l’attenzione del mondo intero su coloro che sono costretti a fuggire, seppur all’interno della stessa regione, nazione, o in paesi vicini. Sono le stesse cause: fame, guerra, siccità, ecc. che spingono mamme, papà, bambini e giovani ad abbandonare la propria casa, il loro territorio, sradicarsi dalla loro provenienza, egualmente in pericolo di rifiuto o emarginazione, nella ricerca di una via di sopravvivenza. Si stima che nel mondo gli sfollati interni siano oltre 50 milioni!! Cifra da capogiro se si pensa che non sono numeri vuoti ma persone: dietro ogni singola cifra c’è un essere umano, creato a immagine di Dio e che dovrebbe avere gli stessi diritti e doveri di ognuno di noi. La situazione oggi è ancora più grave, perché alle consuete ragioni si aggiunge la piaga della pandemia; e se coloro che fuggono sono già ignorati, oggi costoro vivono il dramma ancora più grave del silenzio e della dimenticanza totale. Da qui il giusto, grave ed umano richiamo del Papa “per iniziative ed aiuti internazionali, essenziali e urgenti per salvare vite umane”. Il messaggio è esteso anche a coloro che vivono la precarietà ed emarginazione a causa del “Covid 19”. Il testo si apre con una icona tipica della cristianità, la famiglia di Nazareth: Gesù, Giuseppe e Maria che devono fuggire per far scampare dalla morte il bambino Gesù. Quante immagini vediamo ogni giorno di mamme in fuga con il loro figlioletto in braccio! Anche il Signore Gesù ha vissuto questa condizione. Il Santo papa Paolo VI, parlando della Madonna, ricordava Maria come “donna forte che ha provato la fuga e l’esilio”. E che dire di Giuseppe, chiamato a proteggere “ciò che di più caro al mondo Dio gli aveva affidato”. L’icona ci aiuta a riconoscere il Signore Gesù ancora presente in mezzo a noi: “Venite benedetti dal Padre mio....ero forestiero e mi avete accolto”. Partendo da questa introduzione il Papa riprende i quattro verbi con cui aveva coniugato la pastorale migratoria, articolandoli in nuove azioni concrete di sei coppie di verbi: conoscere per comprendere, farsi prossimo per servire, ascoltare per riconciliarsi, condividere per crescere, coinvolgere per promuovere, collaborare per costruire. Un crescendo di impegno con una relazione di causa nei vari passaggi, che costituiscono una vera ascesi umana anche per chi non si riconosce nella fede o nell’esperienza cristiana. Per comprendere bisogna prima conoscere: sono persone provate dal dolore e che forse hanno visto in faccia la morte. Conoscendo le loro storie potremo come il buon samaritano metterci al loro fianco, sentire dalla viva voce l’esperienza della precarietà, della fuga, accompagnata oggi dalla pandemia. Purtroppo tante volte le paure e i pregiudizi ci impediscono di avvicinarci agli altri, anche correndo dei rischi. Quanti belli e nobili esempi abbiamo avuto in questo tempo di pandemia da medici, infermieri, volontari, da persone semplici e nascoste che hanno messo nel carrello della “spesa sospesa” parte del loro acquisto. Papa Francesco sottolinea poi che “l’amore, quello che riconcilia e salva, inizia con l’ascolto”. Oggi sentiamo tanti messaggi che ci bombardano in continuazione; ma ascoltare è un’altra cosa. Lo insegnava già San Benedetto ai suoi monaci: ascoltare è far entrare e conservare dentro di noi. Il silenzio che “per settimane ha regnato nelle nostre strade” ci ha offerto l’occasione di percepire il grido dei dimenticati, dei più vulnerabili, degli scarti di questa nostra società. Questo ascolto può condurci ad una vera crescita, condividendo. Non si può lasciar fuori nessuno. La pandemia stessa ci ha richiamato a preoccupazioni e timori comuni ricordandoci che nessuno si salva da solo! Il successivo passo lega altri due verbi: coinvolgere e promuovere. La corresponsabilità diventa il modo per coinvolgere le persone alle quali si offre assistenza. Ognuno deve essere protagonista in questo processo comunitario e sociale. Qui il Papa riporta le sue bellissime parole del 27 marzo nella “preghiera per il momento straordinario in tempo di pandemia”: “trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità e solidarietà”. Il culmine di questa ascesi diventa il collaborare e costruire. Azioni certamente decisive per un impegno di cooperazione internazionale, che chiede di superare gelosie, discordie, interessi parziali o nazionali e realizzare quella solidarietà globale, speranza di un tempo nuovo che possa realizzare il Regno di Dio nel mondo e trasformare la nostra storia umana in una storia di salvezza. (Mons. Guerino Di Tora, Presidente Commissione Episcopale per le Migrazioni della CEI e Presidente Fondazione Migrantes)  

GMMR: la Giornata nella diocesi di Latina

23 Settembre 2020 - Latina – La diocesi di Latina-Priverno-Terracina si appresta a ricordare, anzi a vivere, la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, fissata al 27 settembre prossimo. Lo farà con una Messa presieduta dal vescovo, Mariano Crociata, alle 11.30 nella chiesa della parrocchia di Santa Domitilla a Latina. A organizzare e a portare avanti un’opera di sensibilizzazione verso questo tema è l’Ufficio Migrantes diocesano, diretto da Angelo Raponi. “La crisi mondiale causata dalla pandemia Covid–19 ci ha costretti tutti a restare chiusi in casa per alcuni mesi e a interrompere le forme consuete di preghiera e di incontro delle nostre comunità, ci ha però sollecitati anche ad uscire dall’abitudine e a trovare nuove forme per coltivare la nostra fede e socialità”, ha spiegato Raponi: “Non sarà possibile realizzare grandi raduni pubblici diocesani, ma vogliamo tentare di raggiungere, in modo più capillare, le nostre parrocchie, i gruppi, le famiglie”. L’ufficio Migrantes ricorda che “il senso di questa giornata, giunta ormai alla sua 106ma edizione, è di aiutarci a vedere in questi rifugiati e migranti la presenza di Cristo”.

GMMR: domani la presentazione nella diocesi di Salerno-Campagna-Acerno

23 Settembre 2020 - Salerno - Giovedì 24 settembre alle ore 10.45presso il Palazzo Arcivescovile di Salerno Mons. Andrea Bellandi terrà una conferenza stampa per presentare la 106ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR) che si celebrerà domenica 27 settembre. Alla conferenza stampa parteciperà anche Antonio Bonifacio, direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano. Nel corso della stessa mattinata saranno proiettati dei video-testimonianza di chi si impegna concretamente a favore dei migranti e dei rifugiati. “Sin dal 1914, da quando la Chiesa l’ha celebrata per la prima volta, la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato – dice Mons. Bellandi -  è sempre stata un’occasione per dimostrare la preoccupazione per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento, per pregare per loro mentre affrontano molte sfide, e per aumentare la consapevolezza sulle opportunità offerte dalla migrazione. La Chiesa quest’anno propone l’attenzione e riflessione nei riguardi di coloro che sono forzatamente sfollati da conflitti, catastrofi naturali, persecuzioni o povertà estrema, coloro che con difficoltà cercano di mettersi in salvo o sono rimasti bloccati, e coloro che sono vittime di tratta”. Infatti, in preparazione all’appuntamento, incentrato quest’anno sulla problematica degli sfollati interni, Papa Francesco propone cinque tappe: “Conoscere per comprendere”; Farsi prossimo per servire”; “Ascoltare per riconciliarsi”; “Condividere per crescere”; “Coinvolgere per promuovere”. “Vogliamo invitare tutti – conclude il presule - ad impegnarsi nelle diverse realtà parrocchiali, associative in cui si è inseriti a promuovere la riflessione, l’approfondimento, la meditazione e la preghiera su questo tema nonché animare specificatamente le celebrazioni ed attività del 27 settembre 2020”.

GMMR: eventi nella diocesi di Caltagirone

23 Settembre 2020 -

Caltagirone – La diocesi di Caltagirone, domenica 27 settembre 2020, alle ore 20.30, in collaborazione con l'Ufficio Migrantes e il Museo Diocesano, organizza un evento culturale per celebrare la 106a giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato. Si tratta di un momento di riflessione affidato alla musica e alla poesia, con testi ispirati alla Sacra Scrittura e a situazioni reali. All’interno del Chiostro del complesso monumentale dei frati conventuali in Piazza San Francesco d'Assisi, i brani per voce saranno eseguiti dalla mezzosoprano Maria Russo, accompagnata da Raffaella Suriano al pianoforte e da Nicola Malagugini, primo contrabbasso del Teatro Bellini di Catania.  Tra i brani in programma, Canzone di Yosef è la rielaborazione poetica operata dal poeta catanese Pietro Russo di una foto famosa risalente a un paio di anni fa di un migrante siriano che teneva un bambino piccolo in una valigia sovrapposta alla scena biblica di Maria e Giuseppe in fuga verso l’Egitto.  Le poesie di Pietro Cagni riprendono invece versi di Osea e di Geremia, collegandoli a una storia di donne sudanesi che, in fuga dal loro paese in guerra verso l’Uganda, trovano una scuola cattolica in cui riescono a far studiare i figli, fino a coinvolgersi attivamente nella vita della scuola gestita da Rose Busingye.

Prima dell’esecuzione di ogni brano sarà offerta una chiave di lettura per entrare in maniera più coinvolgente nella comprensione della musica. Durante l’esecuzione dei brani saranno proiettate delle foto del fotografo Andrea Annaloro sull’esperienza pastorale diocesana nei confronti dei migranti del territorio. Ad aprire l’incontro Mons. Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone, don Franco De Pasquale, Direttore Ufficio Migrantes. A moderare don Fabio Raimondi, Direttore del Museo Diocesano.

Strade nuove

23 Settembre 2020 - Roma - Punto di svolta o vicolo cieco? La domanda - non scontata o retorica - aiuta a focalizzare meglio il tema della responsabilità in questo tempo inedito, guardando al futuro. Lo ha ricordato lunedì scorso il Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, introducendo i lavori del Consiglio Episcopale Permanente. “Lontani dall'essere nostalgici, lamentosi o ripiegati su improbabili scorciatoie - ha detto tra l’altro il cardinale -, sentiamo la responsabilità di affrontare strade nuove, lungo le quali ridisegnare il volto della nostra presenza ecclesiale”. È qui che entra in gioco la creatività, unica forza propulsiva per non restare all'angolo, ingabbiati dal “si è sempre fatto così”. Un discorso, questo, che interpella anche quanti sono impegnati nella comunicazione. Il punto di svolta passa da una lettura attenta della realtà e da parole che comunicano speranza. (Vincenzo Corrado)  

Eurostat: con il lockdown calano le richieste di asilo e protezione internazionale

23 Settembre 2020 - Roma - Durante il secondo trimestre del 2020, circa 46.500 richiedenti asilo hanno presentato domanda di protezione internazionale per la prima volta negli Stati membri dell’Unione europea. Si tratta del 69% in meno rispetto al primo trimestre del 2020 (per evidenti motivi di lockdown) e del 68% in meno anche rispetto al secondo trimestre del 2019. L’ufficio europeo di statistica, Eurostat, che ha pubblicato questi dati, spiega anche che il 32% delle domande sono state presentate da cittadini di Siria (7700 richieste tra aprile e giugno 2020), Afghanistan (4200 richieste) e Venezuela (3000). Il maggior numero di richiedenti asilo alla prima domanda è stato registrato in Germania (con 14.200, il 31% di tutti i richiedenti per la prima volta negli Stati membri dell’Ue), poi in Francia (8 900, il 19%) e in Spagna (7 200, il 15%). In proporzione alla popolazione del Paese in cui è stata fatta la domanda, però, i tassi più elevati sono stati registrati a Cipro (989 richiedenti per milione di abitanti), Slovenia (441) e Grecia (376). In Ungheria e Polonia le domande sono state 2 per milione di abitanti ciascuno. A livello di media europea, i “nuovi” richiedenti asilo sono stati 104 per milione di abitanti. Queste domande si aggiungono alle 841600 richieste di asilo e protezione che alla fine di giugno 2020 erano all’esame delle autorità nazionali (-9% rispetto al giugno 2019 e marzo 2020), il numero più alto (282900 domande) in Germania, seguita da Francia (161800) e Spagna (118000).

GMMR: al Santuario di Sant’Antimo un momento di preghiera e confronto per riflettere sul tema degli sfollati interni

23 Settembre 2020 - Salerno - L'ultima domenica di settembre è quella che la Chiesa dedica alla celebrazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, giunta quest’anno alla 106.ma edizione. In occasione dell’appuntamento, che quest’anno cade il prossimo 27 settembre, la diocesi di Aversa ha organizzato un momento di preghiera, confronto e riflessione presso il Santuario di Sant'Antimo P.M., per ribadire l’attenzione e la sensibilizzazione verso i temi sempre attuali della migrazione e dell’accoglienza. Quest’anno Papa Francesco ha voluto centrare l’attenzione sulla drammatica problematica degli sfollati interni, indicando il seguente tema: “Come Gesù Cristo, costretti a fuggire”. La riflessione suggerita dal Pontefice muove dunque dall’esperienza di Gesù sfollato e profugo assieme ai suoi genitori, “per ribadire l’importanza della ragione cristologica dell’accoglienza cristiana”. "L'attuale situazione dei migranti è resa ancora più difficile dalla piaga della pandemia", commenta don Evaristo Rutino, direttore dell'ufficio diocesano Migrantes: “Non si può lasciar fuori nessuno, impossibile pensarla diversamente. D’altro canto nella fase più acuta della pandemia siamo stati richiamati a preoccupazioni e timori comuni, ricordandoci che nessuno si salva da solo”. Preceduta dalla veglia di preghiera dello scorso 17 settembre presso la Parrocchia Sant'Antonio in Caivano, la 106.ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato di domenica 27 settembre 2020 avrà inizio a partire dalle 17,30 presso il Santuario di Sant'Antimo P.M. All’accoglienza seguirà un incontro di riflessione e testimonianza; a concludere l’evento alle ore 19,00 sarà la Concelebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo di Aversa, Mons. Angelo Spinillo.

Lesbo: firmato l’accordo per i nuovi corridoi umanitari verso l’Italia

23 Settembre 2020 - Roma - È stato firmato ieri pomeriggio al Viminale, l’accordo tra la Comunità di Sant’Egidio e lo Stato italiano per l’ingresso nel nostro paese di 300 profughi provenienti dalla Grecia, in particolare dall’isola di Lesbo, dove pochi giorni fa è scoppiato un incendio che ha reso impossibile la vita di migliaia di richiedenti asilo. Nel protocollo d’intesa, che ha come suoi pilastri l’accoglienza e l’integrazione, si legge che sarà favorito l’arrivo “in modo legale e in condizioni di sicurezza di richiedenti protezione internazionale, con particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili per i quali risulta necessario ed urgente un percorso di inclusione e stabilizzazione sociale, culturale e linguistica”. Il progetto, che avrà la durata di 18 mesi, darà priorità al trasferimento di famiglie e alcuni minori non accompagnati. Viva soddisfazione è stata espressa dai firmatari dell’accordo che rappresenta di fatto una prima risposta italiana all’appello dell’Unione Europea per il ricollocamento dei rifugiati presenti a Lesbo e in tutta la Grecia, sottolinea una nota. “I corridoi umanitari fanno emergere il volto di un’Italia che, con altri Paesi europei, guarda al futuro rispondendo alle crisi umanitarie con senso di umanità e percorsi di integrazione – commenta il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo -. È l’Italia fatta da cittadini che non si rassegnano alla sofferenza di chi fugge da gravi crisi umanitarie, ma vuole dare una risposta basata su accoglienza e legalità.  Il nostro Paese, ormai da tempo, ha mostrato di credere in questo modello di accoglienza che coinvolge da vicino la società civile. Per i richiedenti asilo, che vivono in condizioni drammatiche nell'isola di Lesbo, si riapre la speranza di una nuova vita in Italia e nel nostro continente”.

Chiese europee e Vaticano: “solidarietà sia principio guida alle politiche di accoglienza”

23 Settembre 2020 - Roma - Nessun Paese si tiri indietro nella gestione dei migranti che arrivano ai confini più estremi dell’Europa e venga respinta ovunque la politica della paura e della dissuasione. “La solidarietà dovrebbe essere il principio guida che governa la migrazione e in particolare l’accoglienza dei rifugiati nell’Ue”. È quanto chiedono le Chiese europee in una Dichiarazione congiunta diffusa alla vigilia del “Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo”. Era stata la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ad annunciare nel suo Discorso sullo stato dell’Unione l’intenzione di presentare una proposta di revisione del sistema di asilo europeo con l’obiettivo di abolire il regolamento di Dublino e di sostituirlo con “un meccanismo di forte solidarietà tra partner” in modo che i Paesi più esposti ai flussi possano in futuro poter contare sugli altri. I dettagli del progetto saranno annunciati il 23 settembre. A sostegno delle intenzioni della Commissione, le Chiese hanno diffuso un documento firmato dalla Conferenza delle Chiese europee (Cec), dal Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), dal Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, dalla Federazione Luterana mondiale, la Comunione anglicana, le Chiese Riformate e organizzazioni della Chiesa di Grecia. “I recenti eventi nel campo di Moria sull’isola di Lesbo in Grecia – scrivono – evidenziano una lunga storia di fallimenti della politica dell’Ue in materia di migrazione e asilo e la sua incoerenza con i valori fondamentali dell’Unione e con principi etici e di fede fondamentali”. “Mentre siamo ancora scioccati e rattristati dagli eventi di Moria – si legge nel testo – chiediamo che si tragga lezione da questa esperienza” e “siano offerte soluzioni durevoli ed eque” ai migranti bloccati a Lesbo. Le Chiese sono convinte che la continuazione dell’approccio “hotspot” e le attuali procedure di frontiera non risolveranno il problema. Anzi, rischiano di generare in futuro “molte nuove tragedie”. Le Chiese affermano di aver apprezzato il discorso della presidente Von der Leyen sullo stato dell’Unione del 16 settembre, soprattutto laddove ha ricordato che “salvare vite in mare non è un optional” e che “quei Paesi che adempiono ai loro doveri legali e morali o sono più esposti di altri, devono poter contare sulla solidarietà di tutta la nostra Unione europea”. Le Chiese hanno quindi deciso di unire le loro voci a quella della presidente della Commissione Ue per chiedere più solidarietà: “all’interno dell’Unione europea, la responsabilità dell’accoglienza deve essere condivisa in maniera più equa”, scrivono nel documento. E aggiungono: “L’attuale sistema ‘Dublino’, incentrato di fatto sull’attribuzione delle responsabilità ai Paesi di primo ingresso nell’Ue – come Cipro, Malta, Grecia e Italia – è fondamentalmente ingiusto sia per i richiedenti asilo che per i Paesi al confine esterno, e in pratica compromette il diritto a un’accoglienza adeguata”. Forti di esperienze già avviate da tempo come i corridoi umanitari, le Chiese chiedono all’Ue di assicurare “passaggi sicuri” per evitare alle persone viaggi pericolosi ma soprattutto per lottare contro “il modello di business dei trafficanti”. E rincarano: “tali passaggi sicuri dovrebbero essere aperti non solo alle persone in cerca di protezione, ma anche coinvolgere persone che desiderano unirsi alla propria famiglia o che vengono in Europa per migliorare la propria condizione”. Infine, un invito agli attori politici: “ci aspettiamo che l’Unione europea respinga il discorso e la politica della paura e della dissuasione e adotti una posizione di principio e una pratica compassionevole basata sui valori fondamentali su cui si radica l’Ue”.