Primo Piano

Sydney: una rassegna su “Italia multietnica: i nuovi italiani”

12 Marzo 2021 - Roma - L’Istituto Italiano di Cultura di Sydney rinnova nel 2021 la sua collaborazione con Palace Cinemas presentando un ciclo di proiezioni dedicate ad alcuni fra gli aspetti culturali e sociali contemporanei più significativi della vita italiana oltre che a figure rappresentative del cinema italiano, anche di recente acquisizione. Quest’anno la rassegna è intitolata “Italia multietnica: i nuovi italiani” e comprende una serie di film italiani contemporanei che illustreranno l’Italia come Paese diventato negli ultimi decenni meta di destinazione di migranti, dopo essere stato, nel secolo scorso, Paese di partenza per destinazioni terze. Le proiezioni si terranno al Palace Cinemas Norton Street, Leichhardt. I film saranno preceduti dalla breve introduzione di un ospite volta per volta diverso a cui, alla fine della proiezione, il pubblico potrà anche rivolgere alcune domande. Moderatrice sarà Antonella Beconi, coordinatrice per la lingua italiana presso il Centre of Continuing Education della University of Sydney, per conto dell’Istituto Italiano di Cultura.  

Per un « noi » sempre più grande…

12 Marzo 2021 - Loreto - Ho preso in mano il telefono, giorni fa, per salutare qualche famiglia dei nostri missionari. Quelli partiti - e seppure abituati ai viaggi - per quel «lungo viaggio senza valigie» e senza ritorno… Vivono, ormai, nel mistero dell’abbraccio di Dio. Far sentire, così, ai loro familiari come siano parte, essi stessi, della nostra famiglia scalabriniana. E farlo da Loreto. Dove si venera non un’apparizione, nè un’immagine della Madonna, ma una «casa». La casa di Maria : una vera icona. Perchè parlare di casa, di trovare casa, di sentirsi a casa là, dove il destino vi porta,… è il sogno più grande di un migrante. E «casa» dice sempre famiglia e il suo tesoro, lo spirito di famiglia. Spirito inclusivo, per eccellenza. Spirito del «noi». Al telefono, la voce di Giovanni Miazzi, il fratello di padre Antonio. Era tornando a casa dall’Australia, un giorno, che il missionario perdeva la vita in India, in un incidente aereo. Aveva solo 30 anni. Il ritratto, fatto dal Superiore generale, Larcher, non poteva essere più bello: «ottimo sacerdote e religioso, vero missionario, egli ci lascia esempio di vita piena, austera, sacrificata, degna del più vero ideale scalabriniano». Giovanni, ora come allora, ha sempre un nodo alla gola, un’amarezza dentro, pensando a quel funerale di Antonio, nel seminario di Bassano. Proprio là, dove era cresciuto, giovane seminarista, carico di speranza e di promesse. Parlarne gli fa tanto bene. Le ferite profonde vanno sempre accarezzate. A Angelo Ferrari, in Piacenza, fratello di padre Amerio, pare sempre di rivederne il volto dappertutto. Con quel mezzo sorriso sornione negli occhi, un carattere amabile e frizzante. Sì, assomigliava al vino di queste terre, il rosso Gutturnio, fresco e pétillant. I ricordi, allora, spumeggiano, il cuore si apre… A un certo punto, la voce al telefono non si ode più. L’emozione ha preso ormai il sopravvento. Della famiglia di padre Pietro Celotto un nipote si mostra fiero del loro missionario, per le sue tante peripezie e il coraggio dato a piene mani. Come quando, a sessant’anni suonati, approda nella metropoli londinese, senza sapere una sola parola di inglese. Lui stesso ne restava ammirato, come il viverci per tanti anni. Poi, dal cimitero del paese il giovane invia il giorno stesso la foto della sua tomba. Ordinata, pulita, fiorita di rosso perfino in pieno inverno (per la cura di due donne)… proprio come era padre Pietro. Sicut in vita, sic in morte. Liberato Properzi si affretta a comunicarvelo, dopo esserci stato di persona. A Boston, nel quartiere Sommerville, c’è «Properzi way», una via dedicata allo zio, padre Nazareno, da Corridonia, borgo antico delle Marche. Ne è  fiero, respira mondo. Ma i suoi confratelli ne avevano fatto già un monumento, eleggendolo provinciale per una dozzina d’anni, capitolare, economo, e dandogli responsabilità di parroco fino all’ultimo giorno. Superiore prudente e illuminato, spirito dolce e talento  pittorico, un vero riflesso dell’animus delle Marche, regione dal paesaggio invidiabile, tutto colline, antichi borghi e sapore d’infinito. Lamberto Minchiatti, invece, dalla terra umbra ricorda le tante volte che fu in America per visitare padre Francesco, lo zio. Occasioni straordinarie per aprirsi a un altro mondo. Lo ha voluto accanto, poi, nella sua tomba di famiglia, riportato da laggiù. Perchè padre Francesco adorava la sua terra. Quando era qui in vacanza, si metteva in giardino, con un paesaggio incantevole, lasciandosi sfuggire: «Deve essere proprio così il paradiso ! Anche se, per me prete, non è una certezza, ma una speranza…» Da qui, «Checchino» era stato strappato a undici anni dal parroco stesso, convinto della sua chiamata, per accompagnarlo in un lunghissimo viaggio in treno all’Istituto dei missionari scalabriniani di Bassano (Vi), appena aperto. Il seminario di Perugia chiedeva una retta, cosa impossibile per la famiglia. Sognava di terminare i suoi anni a Loreto, all’ombra del santuario. Ritornare, finalmente, cosí, alla sua terra e alla sua pace. Donato Cogo vi parlerebbe per ore del loro «Bepi», come lo chiamavano tout court. A cominciare da quando padre Giuseppe tornava dall’America in clergyman, mentre la mamma, contrariata, pretendeva la veste talare. Arrivava, facendo felici i fratelli con la prima radiolina o il primo rasoio elettrico, portato da oltreoceano. Se lo ricordano ancora da ragazzi, quando bisognava andare a pescare i «marsoni» nei fossi, che in casa, poi, si cucinava per mettere qualcosa sotto i denti. Ma anche quando fece di tutto per imbarcare papà e mamma in aereo e portarseli a Roma in udienza, davanti a Paolo VI. Masterpiece, un colpo da maestro ! Il suo segreto? «Essere allegro, evitare e superare i conflitti» confessa Donato, sintetico. Arte appresa in famiglia, da piccolo, con tanti fratelli, altrettante baruffe. «Ora, è andato avanti !» conclude da vero alpino. Luigino Crevani vi racconterà come il piccolo borgo di Romagnese (Pavia) -  settecento anime in tutto - entrava in fibrillazione, alla sola notizia del prossimo arrivo di padre Decimo dall’America. Allora, ognuno aveva una santa messa da fargli dire. Ma lui non voleva offerte. Solo un caffè, che spesso diventava una cena. La convivialità, é vero, non ha prezzo. A Vergiate, nel lombardo, Antonio, il nipote di padre Silvano Guglielmi vi dirà il piacere di andare a prenderlo, immancabilmente, alla stazione ogni volta che capitasse. La chiesa, allora, di domenica si riempiva, piena zeppa. Perchè lui portava sempre novità: era come un’ondata di vento fresco. Le cose le sapeva presentare con garbo e freschezza, da professore puntiglioso, direbbero i suoi alunni in seminario. E con quel taglio sociale - aggiunge il nipote - che spesso altri preti non hanno per nulla! Allo zio muratore, che non andava a messa, assicurava già il paradiso, guadagnato dal suo duro lavoro… Flavia Zanotto a Nove, attende i suoi 90 anni per maggio. Ma, intanto, accennarle del fratello Padre Francesco la fa sognare. Pensa a quella sua imperturbabile saggezza che sapeva mostrare a tutti, quasi dall’alto di un pulpito. Signorilmente. E quella dolce calma spirituale, che sapeva sempre trasmettere. Dote di un capitano di transatlantico come quello ormeggiato in riva al Brenta - rettore a Bassano - con cui noi, battaglione di seminaristi degli anni ‘60 faceva conoscenza, già dalla verde età di 11 anni. Dove l’avesse preso questo talento resta ancora un mistero. (p. Renato Zilio)   Forse, in fondo, tra le opere di misericordia corporale o spirituale c’è anche questa, per noi. Quella di coltivare i contatti con le famiglie dei nostri missionari defunti. Ne provano una gioia incredibile. Anche per questo li sentono ancora vivi. Con emozione.  

Filippini di tutti il mondo commemorano i 500 anni di cristianesimo nel loro Paese

12 Marzo 2021 -

Roma - I filippini di tutto il mondo commemorano i 500 anni di cristianesimo nel loro Paese. Domenica Papa Francesco celebrerà una liturgia nella Basilica di San Pietro.

La cappellania dei Filippini di Roma, guidata dal cappellano p. Riki Gente ha informato tutti i fedeli di questo evento. In preparazione – dice il cappellano, punto di riferimento per le cinquanta comunità filippine cattoliche della diocesi di Roma - «abbiamo svolto una serie di attività: dal catechismo e diffusione di informazioni all'interno delle celebrazione eucaristiche, un Triduo online; alcune attività insieme ai giovani». Quella con Papa Francesco, a causa della pandemia,  sarà una celebrazione « semplice, ma sentita»: « come Nazione devota alla Beata Vergine Maria, il Flores de Mayo (Santa Cruzan) che si terrà il 30 maggio 2021 sarà il culmine della nostra celebrazione. Le gioiose celebrazioni sono profondamente legate al ricordo e alla gratitudine della Fede ricevuta 500 anni fa. Noi filippini che siamo in tutto il mondo (cioè emigrati in tutto il mondo) – aggiunge il sacerdote scalabriniano -  siamo considerati non solo come migranti ma anche come missionari, vivendo la nostra fede cristiana partecipando alle celebrazioni».

«Attraverso le riunioni comunitarie ogni domenica, la sicurezza e il senso di appartenenza si fanno sentire superando così la nostra nostalgia, perché consideriamo queste comunità come le nostre famiglie allargate. Stiamo anche ricevendo potere attraverso il catechismo e le formazioni date dai direttori spirituali che approfondiscono il dono inestimabile che ci è stato dato e ci rendono evangelizzatori efficaci di oggi». (Raffaele Iaria)

Filippini: domenica messa con Papa Francesco in Vaticano

12 Marzo 2021 - Città del Vaticano - Domenica 14 marzo alle ore 10 Papa Francesco presiederà una liturgia, nella Basilica di San Pietro, in occasione dei 500 anni dall’arrivo del Cristianesimo e l’inizio dell’evangelizzazione nelle Filippine. Alla celebrazione parteciperanno il card. Luis Tagle, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, il card. Angelo De Donatis, vicario del papa a Roma. Per la Migrantes della diocesi di Roma il direttore mons. Pierpaolo Felicolo.  Pochi, a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia, i fedeli che potranno partecipare alla messa nella Basilica vaticana. Una rappresentanza del popolo filippino, residente a Roma, sarà presente in piazza San Pietro durante la celebrazione e seguiranno, poi, la preghiera dell’Angelus. In piazza – ci dice il coordinatore nazionale dei filippini in Italia, don Gregory Ramon Dacer Gaston che è anche Rettore del Pontificio Collegio Filippino - saranno attivati alcuni monitor per seguire la celebrazione. «Porteremo – dice - anche le bandiere delle Filippine per salutarlo». Il sacerdote invita tutti i filippini in Italia a seguire la celebrazione attraverso i media:  «un evento storico irripetibile da non perdere. Continuiamo a pregare per Papa Francesco, i nostri Vescovi nelle Filippine e tutta la Chiesa ringraziamo Dio per gli ultimi 500 anni della nostra fede e preghiamo che tutti noi possiamo continuare la nostra missione». (Raffaele Iaria)    

Vangelo Migrante: IV domenica di Quaresima (Vangelo Gv 3,14-21)

11 Marzo 2021 - Nel cammino di quaresima c’è una domenica, ed è questa, detta ‘in laetare’ che letteralmente significa ‘rallegrarsi’. Una sorta di dolce pausa nell’impegnativo cammino che ci accompagna alla Pasqua. Il motivo di questo rallegramento lo troviamo nel Vangelo. Gesù è impegnato in un colloquio con Nicodemo, un maestro dei giudei, che era venuto di notte ad incontrarlo. E in questo colloquio Gesù dice: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio (…). Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui”. A Dio non interessa istruire processi contro di noi per condannare o per pareggiare i conti, e neppure per assolverci. La vita degli amati da Dio non è a misura di tribunale, ma a misura di abbraccio. Si tratta di una iniziativa che umanamente non ha logiche. E questo ci sorprende, abituati come siamo a vagliare con giudizio critico ogni cosa, a cominciare dalle persone. Perché, allora, Dio lo fa? Gesù ci ha detto che questo è Dio. E, dicendoci chi è Dio, ci dice anche chi vive e opera in Dio: non tanto uno che ama Dio quanto uno che crede di essere amato da Dio. Peccato che sulle facce dei credenti questo si veda poco! Si può fare di più. Si, a partire dalla quaresima. Forse, meno questioni e più letizia! (p. Gaetano Saracino)  

Unhcr e Oim: “ripristinare sistema di salvataggio”

11 Marzo 2021 - Ginevra - L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, sono «affranti» per l’ennesima perdita di vite umane nel Mediterraneo centrale a seguito del naufragio di due imbarcazioni al largo delle coste tunisine martedì 9 marzo. Almeno 39 persone sono annegate in un naufragio al largo dell’isola di Kerkennah. Centotrentaquattro sopravvissuti, la maggior parte dei quali provenienti dalla Costa d’Avorio, sono stati portati a riva dalla guardia costiera tunisina. Le operazioni di soccorso sono in corso da ieri, ostacolate dalle dure condizioni meteorologiche. Un secondo naufragio è avvenuto al largo della città di Jebeniana, nel governatorato di Sfax. L’imbarcazione aveva 70 persone a bordo, tra cui quattro bambini, che sono stati tutti portati in salvo. Questi sono gli ultimi di una serie di naufragi al largo delle coste tunisine. L’OIM e l’UNHCR – si legge in una nota - «lavorano con i partner in Tunisia per fornire assistenza di emergenza e cure mediche ai sopravvissuti. Nel 2021, le autorità tunisine hanno effettuato 21 operazioni di salvataggio in mare, a volte anche nei confronti di imbarcazioni partite dalla Libia». «L’approccio adottato dalla Tunisia dimostra che non è solo necessario ma anche possibile garantire la sicurezza delle persone salvate in mare, e al contempo garantire salute e sicurezza per le comunità ospitanti», ha detto il rappresentante dell’UNHCR in Tunisia, Hanan Hamdan. «Lodiamo le operazioni di ricerca e salvataggio delle autorità tunisine e continueremo a sostenerle nel fornire assistenza umanitaria urgente alle persone salvate in mare», ha aggiunto il Capo missione dell’OIM in Tunisia, Azzouz Samri. Almeno 190 persone hanno perso la vita mentre attraversavano il Mediterraneo centrale nel 2021, con una media di quasi tre morti al giorno. Altre 5.700 persone sono arrivate in Italia dal Nord Africa nello stesso periodo. «Il Mediterraneo centrale continua a mietere vittime mentre migliaia di persone si imbarcano in questi viaggi mortali, in fuga dalla povertà estrema, dai conflitti o in cerca di una vita migliore», ha aggiunto Samri:  «continuiamo a chiedere un sistema di ricerca e soccorso proattivo in quella che rappresenta la traversata più pericolosa del mondo, e l’istituzione di un meccanismo di sbarco predeterminato e sicuro per le persone salvate in mare».

Doppio naufragio al largo della Tunisia: 39 morti tra i quali 9 donne e 4 bambini

11 Marzo 2021 - Città del Vaticano - Il Mediterraneo centrale si conferma, per l’ennesima volta, la rotta migratoria più pericolosa al mondo. Martedì mattina, al largo della città portuale di Kraten, presso le isole Kerkennah, in Tunisia, si è consumata l’ultima strage di migranti, nel naufragio di due imbarcazioni. I due natanti erano salpati – scrive l’Osservatore Romano - dalle coste del governatorato di Sfax, con destinazione l’Italia, prima tappa del loro ingresso nell’Ue. Finora la Guardia marittima tunisina, aiutata nelle operazioni da un peschereccio, ha recuperato 39 cadaveri, tra cui almeno 9 donne e 4 bambini, e ha salvato 165 persone. Lo ha reso noto il ministero della Difesa tunisino in un comunicato stampa, nel quale ha precisato che il bilancio potrebbe aumentare in quanto le operazioni di ricerca di eventuali superstiti e vittime sono ancora in corso. I sopravvissuti, provenienti per la maggior parte dall’Africa subsahariana, sono stati assistiti dalla Mezzaluna rossa di Sfax, incaricata di fornire coperte e cibo in attesa di trovare loro un luogo temporaneo di accoglienza. Il portavoce della Guardia marittima tunisina, Houcem Eddine Jebabli, ha imputato i naufragi alle difficili condizioni meteorologiche in concomitanza del cattivo stato delle imbarcazioni e al fatto che fossero sovraccariche. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati insieme all’organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) hanno sollevato nuovamente la propria preoccupazione per l’aumento degli arrivi di migranti irregolari in Italia nel 2021. Proprio in Tunisia si sta registrando un forte aumento delle partenze, legato al deterioramento della situazione sociale causato dalla pandemia di covid-19, scrive il giornale della Santa Sede.  A partire sono soprattutto persone provenienti dall’Africa subsahariana che già vivevano e lavoravano nel Paese maghrebino. Romdhane Ben Amor, responsabile del Forum tunisino per i diritti economici e sociali, una ong impegnata nella tutela dei diritti umani, ha detto che dall’inizio di quest’anno sono state intercettate 94 barche cariche di migranti e 1.736 persone pronte a imbarcarsi sono state arrestate. Dunja Mijatovic, commissaria per i diritti umani del Consiglio Ue, ieri, ha affermato che «gli Stati Ue devono urgentemente cambiare le loro politiche migratorie nel Mediterraneo».    

Giovani in servizio civile: domani l’evento del Tavolo ecclesiale

11 Marzo 2021 - Roma - L'annuale incontro dei giovani in servizio civile degli enti del TESC (Tavolo Ecclesiale sul Servizio Civile) si terrà domani, venerdì 12 marzo, nella data che fa memoria di San Massimiliano di Tebessa, giovane martire per obiezione di coscienza che nel 295 d.C. scelse la pace rifiutando, come cristiano, di prestare il servizio militare nell'esercito romano e per questo fu ucciso. In questa data il TESC propone ogni anno ai giovani di tutta Italia che svolgono il servizio civile una giornata di incontro, di riflessione e di festa. Come San Massimiliano, che con il suo gesto ha comunicato al mondo un messaggio di pace, così quanti scelgono il servizio civile oggi raccontano la loro scelta di pace, servizio e responsabilità ad altri giovani. Questa XV edizione, che si svolge per la prima volta online (quella in presenza dello scorso anno non fu realizzata a causa dell'inizio della pandemia da COVID-19), prende spunto dal tema del messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace 2021 "La cultura della cura come percorso di pace" e ricorderà anche i 20 anni dall'istituzione del servizio civile su base volontaria ed aperto anche alle donne con la legge delega n. 64 del 6 marzo 2001. L'evento, sarà trasmesso dalle 10 alle 12 sulla pagina Youtube https://www.youtube.com/user/CaritasItaliana  e sulla pagina facebook di Caritas Italiana, vedrà i saluti iniziali del Direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu, del Capo Dipartimento Politiche giovanili e Servizio Civile Universale, Flavio Siniscalchi, di Giovanni Rende, Rappresentante nazionale dei Volontari e di don Michele Falabretti, Direttore del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile. Nella seconda parte, condotta dalla giornalista di TV2000, Antonella Ventre, ci saranno una riflessione sul messaggio del Papa da parte di don Renato Sacco, Coordinatore nazionale di Pax Christi, e le testimonianze di volontari impegnati in attività anti-Covid. Infine per ricordare i 20 anni di servizio civile volontario interverranno l’on. Emilio Del Bono (sindaco di Brescia), Primo Di Blasio (Focsiv-Volontari nel mondo), Claudia Barsanti (Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia) ed ex-volontari di servizio civile. Il TESC, costituitosi nel 2003, attualmente riunisce 18 organismi, associazioni ed enti cattolici impegnati su questo ambito, che nei prossimi mesi vedranno in servizio oltre 10mila giovani, dei quali più di 800 all’estero. Del Tavolo Ecclesia fanno parte Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Ufficio nazionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese, Ufficio nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro, Servizio nazionale per la Pastorale Giovanile, Azione Cattolica Italiana, ACLI, AGESCI, Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Confcooperative-Federsolidarietà, Cenasca-Cisl, Centro Sportivo Italiano, Volontari nel mondo-FOCSIV, G.A.V.C.I., Salesiani per il Sociale APS, CDO Opere Sociali, Anspi, Unitalsi.  

Elogio del tempo

11 Marzo 2021 - Roma - In queste settimane sta emergendo un’esigenza che accomuna un po' tutte le persone: recuperare il senso del tempo. Ne ha scritto Adriano Fabris su Avvenire del 9 marzo: “Il tempo all’epoca del coronavirus si è fatto uniforme e indifferente. Ha perso continuità, si è concentrato nell’attimo”. La riflessione sul tempo rimanda a un certo senso di ordine e, anche, di calma, di lentezza necessaria per vivere con pienezza le singole esperienze e collocarle nel giusto posto. Il tempo, in questo modo, si espande rafforzando i legami e dando ritmo alla comprensione di sé stessi. Per gli operatori della comunicazione questo elogio del tempo è invito a un dialogo interiore per avvertire la responsabilità di porre in relazione l’attimo con l’eternità, il frammento con l’insieme, il provvisorio con il definitivo. Recuperiamo il senso del tempo! (Vincenzo Corrado)  

Niger: un webinar sulla “frontiera d’Europa”

11 Marzo 2021 - Roma - "Niger, frontiera d'Europa" è il titolo di copertina del prossimo numero della rivista di MigrantiPress dedicata al viaggio di una delegazione della Migrantes nel Paese Africano tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio. Lo stesso tema scelto da "Altreconomia" per un approfondimento su questo Paese in un webinar che si svolgerà martedì 16 marzo, alle ore 18,30 sul canale YouTube della rivista diretta da Duccio Facchini. Interverranno, oltre a Facchini, Manuela Valsecchi, autrice del reportage, il Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni dei Robertis, Mariacristina Molfetta della Migrantes e Alessandra Caputo, capo progetto protezione dell'Intersos in Niger.  

Scoprirsi italiani: i viaggi delle radici in Italia, oggi lo Speciale Canada

11 Marzo 2021 - Roma - Oggi, giovedì 11 marzo alle ore 17, quarto appuntamento sul “turismo delle radici” questa volta dedicato al Canada. Il webinar, dal titolo che riprende la ricerca “Scoprirsi italiani: i viaggi delle radici in Italia”, potrà essere seguito sulle pagine Facebook dell’Osservatorio e del Festival delle Spartenze: https://www.facebook.com/ORI-Osservatorio-Permanente-delle-Radici-Italiane-102943638303531https://www.facebook.com/festivalspartenze; e sulle “frequenze” di Radio Com: www.radiocom.tv. Radio Com, che ha una delle sedi operative a Bruxelles (l’altra è a Palermo), è una web-radio con la quale, proprio con questo evento cominciamo una collaborazione che nelle prossime settimane ci vedrà impegnati insieme in altri eventi. Anche in questa occasione, si parlerà di questa particolare forma di turismo (il turismo delle radici) con diversi ospiti che, dalle loro prospettive (istituzionali, estere, e regionali), racconteranno del doppio filo che lega chi è partito, chi è restato e chi ritorna. Tra gli interventi Giovanni de Vita del MAECI (Ministero Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), Giovanna Giordano (Presidente del Comites di Montreal), Luca Buiani (VicePresidente del Comites di Toronto), Domenico Servello (Direttore del Centro Scuola e Cultura Italiana di Toronto), Marco Fabbri (Presidente della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo), Fiorello Primi (Presidente dell’Ass. “I Borghi più belli d'Italia”), Claudia Lanari (Responsabile Marchigiani nel Mondo), Fausta D’Alesio (Associazione Marchigiani in Canada-ALMA-), Maria Tirabasso (Responsabile Ufficio Molisani nel Mondo), (Cassandra Marsillo, Cons. Giovani Molisani in Canada), Sabrina Venturini (Associazione Emilia Romagna del Canada), Franco Meldolia (Presidente Messinesi di Montreal). A coordinare saranno i componenti dell’Osservatorio: Marina Gabrieli, Riccardo Giumelli, Delfina Licata e Giuseppe Sommario. Il webinar si inserisce in una ricerca su scala globale del turismo delle radici, intrapresa dall’Osservatorio stesso con la collaborazione del MAECI e della DGIT (Direzione generale per gli italiani all’estero). Capire quali sono le aspettative su questo tema, quali iniziative potranno essere intraprese, come costruire la domanda di turismo delle radici sono solo alcuni dei temi di discussione con i relatori.    

Viminale: 5.996 le persone migranti sbarcate sulle nostre coste nel 2021

10 Marzo 2021 - Roma – Sono 5.996 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 824 sono di nazionalità ivoriana (14%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Tunisia (773, 13%), Guinea (572, 9%), Bangladesh (493, 8%), Sudan (381, 6%), Eritrea (343, 6%), Algeria (291, 4%), Mali (269, 4%), Egitto (232, 4%), Camerun (164, 3%) a cui si aggiungono 1.654 persone (28%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è aggiornato alle 8 di questa mattina e diffuso dal ministero degli Interni

Nasce a Ravenna l’Albo delle famiglie accoglienti

10 Marzo 2021 -

Ravenna - Nasce a Ravenna l’Albo delle famiglie accoglienti, uno strumento per includere e sostenere minori, ragazzi, ragazze, adulti e anziani attraverso forme diverse di attivazione della solidarietà dei singoli e delle famiglie verso chi vive fragilità e difficoltà.

Con lo slogan «Per far entrare i sogni bisogna aprire le porte», parte sul territorio una campagna di sensibilizzazione che si avvarrà, oltre che di manifesti affissi per le strade della città, anche di una serie di video realizzati dal regista Gerardo Lamattina insieme ad alcune delle famiglie accoglienti.

L’Albo delle famiglie accoglienti nasce nell'ambito del progetto Fami (Fondo asilo migrazione e integrazione) “Dalle esperienze al modello: l’accoglienza in famiglia come percorso di integrazione” di cui è capofila l’associazione Refugees Welcome Italia Onlus e partner il Comune di Ravenna con il servizio Immigrazione. Vede la collaborazione di tre servizi comunali: Immigrazione, Centro Famiglie e Servizi sociali, insieme ad enti del privato sociale (oltre a Refugees Welcome Italia, l’associazione di volontariato Agevolando e la cooperativa sociale Cidas) con i quali il Comune ha promosso e sottoscritto un protocollo di intesa. Le iscrizioni sono possibili da oggi, mercoledì 10 marzo, attraverso la piattaforma famiglieaccoglienti.comune.ra.it dalla quale è scaricabile l’avviso pubblico che descrive nel dettaglio le caratteristiche e gli obiettivi del progetto, i requisiti e le modalità di partecipazione.

 Per ulteriori informazioni: albofamiglieaccoglienti@comune.ra.it

Papa Francesco agli iracheni emigrati: “siate tessitori di amicizia e di fratellanza là dove siete”

10 Marzo 2021 - Città del Vaticano - «Avete lasciato tutto, come Abramo; come lui, custodite la fede e la speranza, e siate tessitori di amicizia e di fratellanza là dove siete. E se potete, tornate!». Così papa Francesco «ai tanti iracheni emigrati». “Lodiamo Dio - ha detto il papa che ha ripercorso, durante l'udienza generale, il suo viaggio in Iraq dello scorso fine settima  - per questa storica Visita e continuiamo a pregare per quella Terra e per il Medio Oriente»: «in Iraq, nonostante il fragore della distruzione e delle armi, le palme, simbolo del Paese e della sua speranza, hanno continuato a crescere e portare frutto. Così è per la fraternità non fa rumore, ma è fruttuosa e ci fa crescere. Dio, che è pace, conceda un avvenire di fraternità all’Iraq, al Medio Oriente e al mondo intero!”.

Papa in Iraq: la speranza degli iracheni in Italia

10 Marzo 2021 - Roma - Gli iracheni che vivono in Italia hanno seguito con "attesa" e “molta gioia” la visita di papa Francesco nel loro “martoriato” Paese. Erano tutti incollati alla Tv per seguire, momento per momento, uno dei viaggi apostolici del papa definita da molti “storico” e “profetico”. «Una gioia grande  per noi iracheni e per questo popolo che ha molto sofferto e soffre ancora a causa della guerra e che ha bisogno oggi di pace vera e duratura», spiega Faiz Shoni, 45 anni, in Italia da 14, sposato con due figli. Faiz ha conosciuto questa guerra ed ecco perché si dice «convinto di lavorare per la pace nel suo Paese». E lo fa impegnandosi in una serie di attività umanitarie. In famiglia «sin dall’annuncio della visita – dice – abbiamo pregato e speriamo che questa porti frutti concreti per l’Iraq e per l’intera area». «Continueremo a pregare, insieme a tutti gli iracheni: questo viaggio – conclude – è molto importante». Papa Francesco «restituirà dignità all’Iraq e al suo popolo martoriato», aggiunge Rashid Osama, 68 anni, Segretario Generale della Scuola Fiorentina per l’Educazione al Dialogo Interreligioso e Interculturale alla quale aderisce anche la diocesi fiorentina. La visita del Pontefice rappresenta «un segno di speranza» per una popolazione «stremata dalla situazione politica ma molto colta e molto dialogante. In questo Paese, infatti, convivevano fedeli di tante religioni, soprattutto abramitiche, senza alcun problema. Oggi, invece, tanti sono perseguitati a causa della loro fede. E questo ci fa molto soffrire soprattutto per chi, pur vivendo all’estero, conosce la cultura degli iracheni». Osama ha “conosciuto” Giorgio La Pira, il “sindaco santo”, un «grande leader, un rivoluzionario per le relazioni di pace tra i popoli e la promozione del dialogo interculturale e interreligioso”. E a Firenze la Scuola Fiorentina per l’Educazione al Dialogo Interreligioso e Interculturale vuole essere «luogo di alta formazione culturale e professionale per la creazione di una nuova classe dirigente esperta e sensibile ai problemi di dialogo interreligioso e interculturale della società odierna e futura nei suoi vari aspetti». Questo viaggio apostolico del papa “artigiano internazionale della pace” vuole essere – dice Maurizio Certini, direttore del Centro Studenti Internazionali che accoglie centinaia di studenti provenienti da tante parti del mondo e anche dal Medio Oriente -  un viaggio che «aiuti a costruire l’architettura di una società basata sulla pace, la giustizia e il rispetto dei diritti umani». (R.Iaria)

Visto per 320.000 venezuelani fuggiti negli Stati Uniti

10 Marzo 2021 - Washington - Trecentoventimila venezuelani riparati negli Stati Uniti da un Paese sconvolto da una profonda crisi economica e politica, potranno richiedere la legale residenza per «straordinarie e temporanee condizioni». Un portavoce della Casa Bianca ha annunciato, riferisce l'Osservatore Romano, che l’amministrazione Biden considera queste persone in fuga da fame, malnutrizione, dall’insicurezza determinata dalla presenza crescente in Venezuela di gruppi armati non statali e da infrastrutture al collasso. Tutte premesse perché «il ritorno sia per loro non sicuro». Essere rimandati in patria, è la premessa di questa sanatoria, equivarrebbe a mettere a rischio le loro vite. Per fare richiesta di un visto di 18 mesi basterà dimostrare la presenza continuativa negli Stati Uniti alla data dell’8 marzo. La mossa tiene fede ad una promessa elettorale di Joe Biden: offrire protezione e riparo ai venezuelani fuggiti negli Usa lasciandosi alle spalle il Paese. Un conflitto politico si consuma nello scenario di una catastrofe umanitaria ed economica, sulla quale pesano an che le sanzioni internazionali che accerchiano il Venezuela. Strette limitazioni sono state imposte al commercio di petrolio, fra le principali risorse venezuelane. Anche qui Biden ha ribaltato l’atteggiamento della precedente amministrazione, ma non è disposto però a rimuovere le sanzioni, quanto piuttosto «mirarle» per non infliggere «punizioni non necessarie al popolo venezuelano», come ha spiegato il portavoce dell’amministrazione. La richiesta degli Usa è che si consentano nuove elezioni in Venezuela.  

Bellunesi nel mondo: tre incontri sull’emigrazione italiana

10 Marzo 2021 - Belluno - L'Associazione Bellunesi nel Mondo, con il supporto della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, il Centro studi sulle Migrazioni “Aletheia” e Radio ABM, organizza un ciclo di incontri on line dal titolo “Migrar. Storie di emigrazione di gente di montagna”. Tre appuntamenti, a cura della storica Luciana Palla, che saranno trasmessi on line direttamente dal canale YouTube dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Il primo, previsto per venerdì 12 marzo alle ore 18.00, riguarda Storie di donne nelle Dolomiti fra ottocento e novecento: protagonista sarà la figura femminile, ora assurta al ruolo di eroina ladina come Caterina Lanz durante le guerre napoleoniche, oppure grande imprenditrice turistica in Val di Fassa agli inizi del novecento come Maria Piaz, infine donne profughe dalle zone del fronte durante la prima guerra, e da ultimo storie di emigranti con le loro vite sofferte. Il secondo incontro, che si terrà venerdì 16 aprile prossimo, ripercorre La vita straordinaria dell’alpinista fassano Tita Piaz (1887-1948), il “Diavolo delle Dolomiti”, che rivoluzionò il ruolo di guida alpina e il modo di scalare le montagne. Fu però anche protagonista di primo piano nella vita politica dell’epoca, amico di Cesare Battisti, socialista e irredentista, poi antifascista e antinazista. Sul piano economico fu un antesignano dello sviluppo turistico di tipo moderno, facendo della montagna già agli inizi del novecento una risorsa di vita per la comunità dolomitica della Val di Fassa. Il terzo incontro, programmato per venerdì 14 maggio, Quando a partire eravamo noi, riguarda il tema dell’emigrazione, in particolare dai comuni di Colle Santa Lucia, Livinallongo e Rocca Pietore nell’Alto Agordino nella prima metà del novecento. Tutti gli incontri saranno trasmessi in diretta dal canale YouTube dell’Associazione Bellunesi nel Mondo: www.youtube.com/user/bellunesinelmondo.  

Otto marzo: rifugiate leggono in un video la “Carta dei diritti delle donne”

9 Marzo 2021 - Lucca - Alcune donne rifugiate beneficiarie dei progetti Sistema accoglienza integrazione di Gallicano e Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca, gestiti dalla cooperativa sociale Odissea, in occasione dell’8 marzo hanno letto la “Carta dei diritti delle donne” in un video realizzato con il supporto del Centro antiviolenza della Valle del Serchio “Non ti scordar di te”. Provengono, informa l’agenzia Sir, da Paesi diversi, hanno culture e credi differenti, ma rivendicano gli stessi diritti: di essere trattate con rispetto, di essere sempre se stesse, di amare e di essere amate, di essere al sicuro.  Nel video (nato durante il laboratorio di italiano, in collaborazione con l’insegnante Stefano Elmi), insieme alle operatrici della cooperativa, parlano alcune delle circa 20 rifugiate politiche beneficiarie dei progetti. “Hanno storie e origini diverse tra loro e in comune l’esperienza di viaggi molto difficili, che le hanno portate a vivere spesso lontano dalle famiglie e anche dai figli: oggi si uniscono per ribadire unite, con forza, i diritti che dovrebbero riguardare tutte le donne del mondo senza distinzione alcuna, contro ogni violenza e discriminazione”, spiega Letizia Dini, educatrice della coop Odissea. La Carta, redatta dal Centro “Non ti scordar di te”, è stata letta, tradotta, compresa, poi ognuna delle ragazze ha scelto di interpretare la frase in cui più si rispecchia, per arrivare al diritto conclusivo, che li sintetizza tutti: “Hai il diritto di controllare la tua vita e di cambiarla, se non sei felice”. “Queste frasi pronunciate da queste donne hanno ancora più forza e valore, perché non sono slogan di circostanza, ma parole vissute nel quotidiano con le quali hanno dovuto confrontarsi”, commenta Francesca Meoni, direttrice area inclusione sociale del Consorzio Co&So, di cui la cooperativa Odissea fa parte. “Quello dei diritti è un tema centrale, con il quale dobbiamo confrontarci ogni giorno, non solo l’8 marzo, e tutti, uomini e donne.” video -https://www.youtube.com/watch?v=LsgqQJLwiNk      

Migranti: in 59 scavalcano la barriera tra Melilla e Marocco

9 Marzo 2021 - Roma - Circa 150 migranti hanno tentato oggi di superare poco prima dell’alba la barriera che separa il Marocco dalla città di Melilla, situata sulla costa nordafricana. Almeno 59 persone sono riuscite a scavalcare ed entrare in territorio spagnolo, secondo i media spagnoli. Secondo le autorità locali, gran parte del gruppo è stata trasferita in un centro anticovid, dove si realizzeranno test e i migranti verranno sottoposti a quarantena. Due migranti e tre agenti hanno accusato ferite lievi.  

Viminale: da inizio anno sbarcate 5.808 persone sulle coste italiane

9 Marzo 2021 - Roma - Sono 5.808 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 754 sono di nazionalità tunisina (13%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Costa d’Avorio (688, 12%), Guinea (531, 9%), Bangladesh (493, 8%), Eritrea (341, 6%), Algeria (288, 5%), Sudan (230, 4%), Egitto (210, 4%), Mali (173, 3%), Marocco (149, 2%) a cui si aggiungono 1.951 persone (34%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato, aggiornato alle 8 di questa mattina, è stato diffuso dal ministero degli Interni.