Roma - La Fondazione Migrantes saluta gioiosamente l’elezione di mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, alla presidenza della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes. Una elezione nella continuità e che premia – dice il Direttore generale, don Giovanni de Robertis – l’attenzione particolare del presule verso il mondo migrante e della mobilità umana maturata soprattutto come Direttore generale della Fondazione Migrantes per nove anni. Mons. Perego, infatti, attraverso molteplici incontri nelle varie diocesi italiane e Missioni Cattoliche Italiane all’estero, ha sottolineato la centralità della persona a partire dal mondo migrante in tutte le sue dimensioni: immigrati, rifugiati, richiedenti asilo, rom, sinti e camminanti, circensi, luna parchisti, gente dello spettacolo viaggiante e italiani residenti all’estero. Un impegno che continuerà con “disponibilità, senso di responsabilità, lungimiranza nell’interpretare e rispondere alle reali situazioni del momento”. Mons. Perego succede a mons. Guerino Di Tora che ha guidato la Migrantes per sei anni e al quale va il ringraziamento Migrantes per il lavoro svolto, in un delicato momento della vita dei migranti e rifugiati nel nostro Paese.
Primo Piano
Migrantes: mons. Perego nuovo presidente
dove frequenta lo Studio teologico. Nel 1984, dopo l’ordinazione sacerdotale, consegue il baccalaureato in Teologia presso lo Studio teologico del Seminario, affiliato alla Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale. Nello stesso anno è nominato vicario coadiutore della parrocchia di S. Giuseppe in Cremona. Nel frattempo, dal 1984 al 1992 è collaboratore di studio del Vescovo di Cremona Mons. Enrico Assi, e negli anni 1993-1994 segretario del Vescovo di Cremona, Mons. Giulio Nicolini.
Negli anni 1986-1994 è tra i fondatori e animatori a Cremona del Centro studi sul disagio e l’emarginazione giovanile, segue la nascita della cooperativa dei servizi per l’accoglienza degli immigrati, con un’attenzione particolare ai richiedenti asilo, rifugiati o in protezione temporanea. Collabora con il nascente Osservatorio dell’immigrazione della provincia di Cremona. È docente e responsabile del corso di teologia e pastorale della carità presso il Centro pastorale diocesano e segretario della Commissione sinodale carità. È amministratore parrocchiale in diverse parrocchie.
Negli anni 1994-1996 soggiorna a Roma, alunno del Pontificio Seminario Lombardo, dove frequenta i corsi di Dottorato in Teologia dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana e l’istituto Sacrum Ministerium, promosso dalla Congregazione del clero, per la formazione degli educatori nei seminari. Nei due anni segue anche alcune esperienze di assistenza degli emigranti italiani in Germania a Mettmann e Dusseldorf.
Dal settembre 1996 è in Diocesi a Cremona come insegnante di Patrologia e di Teologia Dogmatica (Cristologia, Sacramentaria, Escatologia) presso lo studio teologico del Seminario e di Introduzione alla Teologia: il mistero di Cristo, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Cremona-Piacenza. Nel novembre 1996 ha conseguito il dottorato in Teologia Dogmatica. Dal 1997 al 2002 è Direttore della Caritas Diocesana di Cremona e Assistente Diocesano della FUCI e del MEIC. Dall’anno scolastico 2001-2002 è incaricato dall’Università Cattolica di Brescia, Dipartimento di scienze religiose, di tenere un corso sulla ‘Storia della Teologia del diaconato’ (2002-2010) prima e poi di Pastorale della carità (dal 2011).
Dal 2002 al 2006 è stato chiamato a Roma dalla Caritas Italiana come Responsabile dell’Area nazionale. È stato membro della Commissione nazionale povertà (2003-2007); della Consulta nazionale del servizio civile (dal 2002-2009) e dell’Osservatorio nazionale del volontariato (dal 2002-2009), oltre che partecipare a altre Commissioni e osservatori ministeriali (immigrazione, tratta, pari opportunità…).
Dal 1° ottobre 2006 è stato incaricato da Caritas Italiana di istituire un Centro documentazione unitario con la Fondazione Migrantes e di curare la nascita dell’Archivio per la storia della Caritas in Italia.
Nel 2009 è stato nominato Cappellano di Sua Santità. Dal 1° dicembre 2009 è Direttore generale della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana. Nel 2017 Papa Francesco lo nomina arcivescovo di Ferrara-Comacchio. (Raffale Iaria)
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Dal semaforo a testimone nelle classi: la storia di Dullal
Roma - La comunità bengalese italiana è una delle più grandi d’Europa: è formata da migliaia di giovani che lasciano il Bangladesh, anche irregolarmente, per un’Europa ricca di speranze.
Dullal Ghosh, per esempio, ha lasciato il suo paese per non gravare economicamente sulla sua famiglia dopo essere stato bocciato un anno a scuola. In Bangladesh infatti l’istruzione è molto costosa, e mandare i figli a scuola ha un impatto notevole sul bilancio familiare. Il giovane non può più studiare e cerca un lavoro, ma non lo trova. Spinto dai genitori, decide di partire per l’Europa.
Arrivato qui, tra mille difficoltà, il “lavoro” lo trova: per racimolare qualcosa, vende fazzoletti e accendini ai semafori, per un uomo che gli affitta anche un posto dove dormire. Una vita faticosa e stressante: sveglia alle 5 del mattino e ritorno a casa alle 23 dove convive insieme ad altre 6 persone. Non solo, guadagna sempre un po’ di meno di quello che costa la sua vita. Non può mettere nulla da parte per studiare l’italiano e ottenere i documenti.
L’indifferenza e gli sguardi sprezzanti di chi dalle macchine gli fa no con il capo lo feriscono profondamente, ma continua lo stesso. Del resto non può fare altrimenti.
Una mattina però qualcosa cambia. All’ennesimo “No grazie” Dullal disperato grida in un italiano stentato al guidatore: “You help me christian”.
In quella macchina ci sta Marco, presidente di Sophia Impresa Sociale con un suo amico. Scosso dalla veemenza delle parole di quel giovane, il giorno dopo torna a quel semaforo per chiedere al giovane di vedersi e parlare.
Dullal comincia così il suo percorso di accompagnamento con Sophia, grazie al quale in breve tempo riesce a trovare un impiego, una sistemazione abitativa dignitosa e a migliorare con l’italiano. La stabilità però non è l’unica esigenza di un migrante. Dullal infatti avverte il bisogno di raccontarsi e rendersi testimone di quanto la vita di un migrante sia difficile in Italia, e soprattutto, vuole raccontare la sua terra, perché si accorge che qui in Italia è di fatto sconosciuta ai più.
In Sophia, la storia di Dullal colpisce Caterina, socia fondatrice, che decide di raccogliere il suo vissuto in un libro “Là non morirai di fame”. Il libro sarà solo il primo passo. Nei membri di Sophia e in Dullal cresce il desiderio di costruire qualcosa insieme partendo proprio dalla sua biografia. Il giovane bengalese accoglie di buon grado la proposta di diventare relatore in “Confini”, progetto educativo realizzato insieme a Fondazione Migrantes fin dal 2014, che ha l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi degli istituti superiori sul fenomeno dell’immigrazione.
Grazie a Confini Dullal scopre il suo grande talento nel raccontare e nell’esporre davanti ad un pubblico e la sua testimonianza ha una grande presa sugli studenti.
Dullal è diventato socio di Sophia: alla conclusione del suo quarto anno scolastico del progetto Confini è ancora emozionato come per il primo incontro. Per ogni scuola e ogni classe cerca modi nuovi di farsi conoscere e far entrare una parte della sua cultura nel cuore dei giovani studenti che non smettono di sorprenderlo con le loro domande.
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Mons. Nosiglia: “Affido a Maria l’impegno di quanti si prodigano per salvaguardare sempre l’accoglienza e il rispetto di ogni persona”
Torino – Torino ha celebrato ieri la Festa di Maria Ausiliatrice e l’arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia, nella sua omelia ha affidato a Maria “l’impegno di quanti si prodigano per salvaguardare sempre l’accoglienza e il rispetto di ogni persona, senza discriminare alcuno per ragioni di nazionalità, cultura, etnia o religione, e di quanti operano per ridare ordine e sicurezza alla nostra Città e territorio e per educare alla legalità, condizioni essenziali e decisive per una vita sociale serena e costruttiva per tutti”.
“Questa festa – ha detto il presule - che ogni anno ci vede riuniti ai piedi di Maria Ausiliatrice come Chiesa di Torino, comunità cristiana e civile della città, è per noi un grande momento di riconoscenza. Riconosciamo quanto Maria compie a favore della Chiesa e dell’umanità con la sua presenza di Madre amorevole e ricca di tenerezza e bontà verso i suoi figli che Gesù le ha affidato dalla sua Croce”. (R.I.)