12 Maggio 2021 - Roma - Questa settimana la recita del Rosario, che va in onda ogni mercoledì su Tv2000, alla vigilia del 40esimo anniversario dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II, sarà trasmesso alle 20.50 dalla Cappella delle Apparizioni del Santuario di Fátima, con il card. José Tolentino de Mendonça seguito alle 21.40 dallo speciale “13 maggio 1981 – Il proiettile deviato”, condotto da Paola Saluzzi.
Quel pomeriggio in piazza San Pietro, come ha sempre ricordato Papa Wojtyla, “una mano ha sparato e un’altra ha guidato la pallottola”. Il progetto dell’attentatore turco Alì Agca impedito dalla Divina Provvidenza. Lo speciale, attraverso interviste, ricostruzioni e testimonianze dirette, ripercorrerà la cronaca di quelle drammatiche ore di paura e di speranza, racconterà perché San Giovanni Paolo II si convinse da subito di essere stato salvato dalla Divina Provvidenza, approfondirà il collegamento di quell’avvenimento con il terzo segreto di Fatima e ricorderà l’incontro in carcere con l’attentatore, al quale Papa Wojtyla aveva concesso fin da subito il suo perdono.
Tra gli ospiti in studio mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione; i giornalisti Gian Franco Svidercoschi e Antonio Preziosi; Luca Buzzonetti, figlio del professore Renato Buzzonetti, medico personale del Pontefice, che soccorse Papa Giovanni Paolo II subito dopo l’attentato.
Tra le testimonianze di chi era quel giorno in piazza San Pietro anche quelle di Arturo Mari, fotografo dell’Osservatore Romano, e dell’agente di Polizia dell’Ispettorato Vaticano, Mario Scipioni.
Primo Piano
Sono tutti fermi a Lampedusa e l’Europa torna a dividersi
12 Maggio 2021 - Milano - Gli ultimi, arrivati a Lampedusa a bordo del rimorchiatore Asso, sono stati recuperati aggrappati su un impianto petrolifero galleggiante. Vi sono saliti legando i jeans tra loro. Li ha trovati così, il comandante che ieri ha salvato 17 persone. «C’erano anche sette minorenni e una donna – aggiunge –. Vengono da Nigeria, Ghana, Gambia, Liberia. Saranno partiti sei mesi fa da casa. Ci avevano avvisato i libici, la Guardia costiera in certi punti non arriva, e nel momento in cui sono a bordo io sono costretto a portarli in Italia. Sarà la quarta operazione che faccio da dicembre». Lampedusa è un’isola stremata. Il vento forte e il mare agitato rallentano gli arrivi ma anche i trasferimenti sulle navi quarantena e in altri porti. La Prefettura di Agrigento ha programmato il trasferimento di 80 migranti, ieri sera, con il traghetto di linea "Cossydra", atteso stamattina all’alba a Porto Empedocle. Sempre per stamattina è in programma il trasferimento di altre 200 persone con il traghetto "Sansovino". Nella rada di Lampedusa c’è la nave quarantena "Azzurra", con 600 posti disponibili ma bloccata a causa del mare agitato. Non è chiaro se riuscirà nelle prossime ore ad attraccare a Cala Pisana. Nel frattempo, il centro di accoglienza dell’isola è arrivato ad ospitare fino a 1.700 persone a fronte di una capienza massima di 250. Molti hanno passato l’ultima notte all’addiaccio, sul molo. «Ancora 200 persone migranti hanno passato la notte sul molo Favaloro a Lampedusa in condizione igieniche indescrivibili e con i servizi igienici inutilizzabili, costretti ad urinare in bottiglie di plastica. Governo dei migliori... Vergogna» accusa il parroco dell’isola, don Carmelo La Magra, che aggiunge: «Continuare a chiamare emergenza un fenomeno che si ripete allo stesso modo per decenni serve solo a deresponsabilizzare la politica. "Buoni" e "cattivi" continuano a parlare di migranti, ma nessuno sembra proporre soluzioni concrete». E così la piccola isola delle Pelagie si trova ancora sola in prima linea ad affrontare l’emergenza umanitaria. E nel mirino delle proteste anti-migranti ci finisce anche il sindaco, Totò Martello. Insulti, soprattutto sui social, al primo cittadino alle prese con la redistribuzione e la sicurezza sanitaria delle persone giunte stremate sull’isola.
«Gli eventi nel Mediterraneo centrale dimostrano che serve una forte iniziativa europea per salvare vite in mare e proteggere le persone in stato di necessità» sottolinea il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in un post su Twitter dopo l’incontro con l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi. Ma rimane sempre al centro anche l’operazione da molti auspicata su salvataggi congiunti ed europei nel Mediterraneo. Anche se la commissaria europea, Ylva Johansson, sembra voler prender tempo. «È sempre un obbligo salvare vite in mare e questo non è negoziabile. Ma il modo migliore è evitare queste partenze pericolose, per questo dobbiamo migliorare le condizioni di vita e la protezione delle persone che ad esempio si trovano in Libia. Dobbiamo lottare contro i trafficanti e continuare a sostenere i rimpatri volontari verso i Paesi di origine. Queste sono le tre cose più importanti da fare» sottolinea. (D. Fassini)
Umanità, famiglia di famiglie
12 Maggio 2021 - Carissime Famiglie! La celebrazione dell'Anno della Famiglia mi offre la gradita occasione di bussare alla porta della vostra casa, desideroso di salutarvi con grande affetto e di intrattenermi con voi. Lo faccio con questa lettera, prendendo l'avvio dalle parole dell'Enciclica Redemptor hominis, che ho pubblicato nei primi giorni del mio ministero petrino. Scrivevo allora: l'uomo è la via della Chiesa. (Giovanni Paolo II, Gratissimam sane, n.1, 2 febbraio 1994)
Dopo la pubblicazione dell’Esortazione Apostolica Familiaris Consortio, il 22 novembre 1981, papa Giovanni Paolo II ha proseguito fino al novembre del 1984 le sue udienze del mercoledì che sono poi andate a confluire in quel poderoso patrimonio di sapienza teologica comunemente chiamate “catechesi sull’amore umano”. Solo per questo sforzo di approfondimento Karol Woytjla può a buon ragione essere chiamato il “Papa della famiglia”, ma le occasioni in cui egli è tornato a parlare della famiglia e per la famiglia sono state anche altre nel suo lungo e intenso pontificato. C’è un documento che merita un’attenzione maggiore di quella che forse negli anni gli è stata attribuita: si tratta della Gravissimam sane. Questo testo si presenta con caratteristiche diverse rispetto agli altri che abbiamo poc’anzi ricordato perché si presenta sotto forma di lettera, una lettera che il Papa desidera indirizzare a tutte le famiglie del mondo in occasione della celebrazione, nel 1994, dell’Anno della Famiglia, un’iniziativa internazionale dell’ONU. La contingenza di questa occasione laica e – come detto – la scelta di rivolgersi direttamente alle famiglie e non alle gerarchie ecclesiastiche o ai pastori rende il dire del Papa molto accorato, affettuoso e forse, nello stesso tempo, anche più semplice. La lettera mette in evidenza fin dal titolo della sua prima parte un’espressione – che già era stata usata da Paolo VI – “la civiltà dell’amore”. Essa racchiude in sé un convincimento che il Papa sviluppa riprendendo i capisaldi del suo magistero, ovvero che c’è una civiltà, non in senso solo politico, ma più profondamente umanistico che va edificata a partire proprio dalla verità che l’uomo e la donna sono da sempre pensati per creare quella comunione di persone che alimenta e perpetua il mondo. L’uomo e la donna chiamati a realizzare il bene comune del matrimonio e della famiglia attraverso il dono di sé e la consapevole volontà di essere padri e madri responsabili, coprotagonisti del mistero d’amore che origina la vita. “La civiltà – scrive il Papa – appartiene alla storia dell’uomo, perché corrisponde alle sue esigenze spirituali e morali: creato ad immagine e somiglianza di Dio, egli ha ricevuto il mondo dalle mani del Creatore con l’impegno di plasmarlo a propria immagine e somiglianza. Proprio dall’adempimento di questo compito scaturisce la civiltà, che altro non è, in definitiva, se non l’umanizzazione del mondo (n. 10). Questa umanizzazione ha bisogno di tutte le energie positive provenienti dagli uomini e le donne di buona volontà e il Papa richiama le occasioni in cui pressante è stato il suo invito alle nazioni perché convergessero su una piattaforma condivisa dei diritti della persona prima e della famiglia di conseguenza. L’umanità vive ancora profonde disparità fra Paese e Paese e vi sono luoghi nel mondo in cui non si raggiungono quei principi di dignità che permettono alle creature di essere chiamate tali. La valorizzazione della famiglia quale risorsa imprescindibile per lo sviluppo umano è un impegno che deve coinvolgere tutti, ma a cui la Chiesa invita soprattutto gli sposi cristiani presenti in tutto il mondo quali “naturali” missionari di quella civiltà dell’amore che attende di essere pienamente realizzata. Per questo motivo la seconda parte della lettera è intitolata “Lo sposo è con voi”, perché il Papa sprona i credenti a rinvigorire la fede nella presenza viva e feconda del Signore nel cammino della storia. Gesù è presente, agisce, interviene, proprio come fece a Cana di Galilea. Maria, sua madre ha detto allora e ripete ogni giorno “fate quello che Lui vi dirà”. Le famiglie non si sentano sole nel percorrere la via delle Beatitudini perché essa è ardua, ma sempre attuale e possibile. Di certo Giovanni Paolo II si affiancherebbe oggi al fervore con cui papa Francesco ci invita a pregare la Madre del Signore per invocare la fine della pandemia e dal cielo crediamo interceda perché le famiglie del mondo, pur nelle grandi prove a cui siamo chiamati, possano alimentare la speranza che l’umanità sarà sempre più una famiglia di famiglie. (Giovanni M. Capetta - Sir)
Viminale: da inizio anno sbarcate 12.991 persone migranti sulle coste italiane
11 Maggio 2021 - Roma - Sono 12.991 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Di questi 1.716 sono di nazionalità tunisina (13%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Costa d’Avorio (1.292, 10%), Bangladesh (1.216, 9%), Guinea (860, 6%), Sudan (668, 5%), Egitto (639, 5%), Eritrea (601, 5%), Mali (490, 4%), Algeria (371, 3%), Marocco (348, 3%) a cui si aggiungono 4.790 persone (37%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. 1.566 sono i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare, sempre secondo i dati del Viminale.
Creare valore tra l’immobilità e la stabilizzazione.
11 Maggio 2021 - Roma - Il rapporto sugli indicatori demografici dell’Istat, fotografa l’effetto della pandemia sui flussi migratori: immobilità e stabilizzazione. Il saldo migratorio netto con l’estero è l’esatta metà di quello rilevato nel 2019. Per milioni di persone è stato impossibile spostarsi, sia in entrata che in uscita, indipendentemente dalle ragioni di lavoro, studio o necessità. Allo stesso tempo, il trend della popolazione straniera in Italia si stabilizza piuttosto a causa di cambiamenti giuridici che ad un'effettiva riduzione della crescita del numero di stranieri.
“Abbiamo conosciuto alcuni dei giovani migranti che si confondono tra questi numeri” dice Marco Ruopoli, presidente dell’Impresa Sociale di Roma Sophia impegnata dal 2013 per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti. “Leggere che sono 100 mila le persone che hanno ottenuto la cittadinanza italiana ci conforta da una parte, ma ci porta a domandarci quanta difficoltà abbiano dovuto affrontare alcuni giovani prima di arrivare a questo traguardo”.
Sophia Impresa Sociale ha appena concluso il progetto “Creare Valore Attraverso l’Integrazione” che ha affiancato 20 giovani migranti in condizione di particolare vulnerabilità nel percorso di integrazione in Italia. Alcuni di questi giovani erano arrivati in Italia da poco quando il progetto è stato avviato, altri invece erano in Italia o in Europa da anni. “Purtroppo il tempo che si passa in Europa non è proporzionale allo stato di avanzamento del percorso di integrazione”, commenta un altro collaboratore di Sophia.
Grazie al sostegno della campagna Liberi di Partire Liberi di Restare della CEI, questo progetto ha potuto dare una svolta concreta alla vita di tutti questi ragazzi, non solo prendendone in carico la posizione legale, ma permettendo loro di compiere quei passi quotidiani per vivere dignitosamente. Al termine del progetto tutti infatti hanno ottenuto un inserimento lavorativo, trovato un alloggio sicuro e migliorato la lingua italiana.
“La chiave di volta del progetto è stato pensare di costruire qualcosa insieme a questi ragazzi e non soltanto per loro” dice il presidente di Sophia parlando delle iniziative progettuali di lavoro in Italia e all’estero che sono sorte conoscendo i giovani beneficiari, anche in un momento in cui il mercato del lavoro e gli spostamenti sono bloccati a causa della pandemia. “Cambiando prospettiva, abbiamo potuto dare un’interpretazione che non ci aspettavamo al motto liberi di partire liberi di restare”.
Queste parole fanno eco alle parole del Santo Padre che nell’incipit del Messaggio per la 107esima Giornata del Migrante e del rifugiato, si appella alla Chiesa e ai cattolici per essere maggiormente inclusivi con chi è in difficoltà perché “siamo tutti sulla stessa barca” per camminare “verso un noi sempre più grande”.
Diocesi Roma: proseguono gli incontri di formazione di Migrantes, Caritas e Missio
11 Maggio 2021 - Roma - “La Gioia del Vangelo”. Questo il tema del prossimo incontro di formazione organizzato dall’Ufficio Migrantes, Caritas e Centro per la cooperazione missionaria della Diocesi di Roma, che si terrà sabato 15 maggio alle ore 10,00.
“Come anche raccomandato dal Cardinale Vicario, mons. Angelo De Donatis all’inizio del corrente anno pastorale, ci soffermeremo a riflettere e a farci interrogare dal Messaggio che Papa Francesco ha indirizzato alle Pontificie Opere Missionarie il 20 maggio dello scorso anno. Toccheremo tematiche importanti che riguardano la missionarietà della nostra comunità ecclesiale”.
All’incontro interverranno il Card. Luis Antonio Tagle, Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli che risponderà alle domande della giornalista del quotidiano “Avvenire Stefania Falasca.
UNHCR: “serve un meccanismo europeo prevedibile ed efficiente per salvare le persone in mare”
11 Maggio 2021 - Roma - “Il fatto che durante questo fine settimana abbiamo assistito a nuovi arrivi attraverso il Mediterraneo centrale è un’ulteriore dimostrazione di quanto sia necessario il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. L’Europa ha bisogno di un meccanismo prevedibile per affrontare queste questioni. È vero, sono arrivate diverse imbarcazioni; ma si tratta di numeri gestibili”. Lo ha affermato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il commissario europeo per gli Affari interni, Ylva Johansson, che si è svolta ieri sera. “Con un meccanismo razionale e concordato, noi riteniamo che la situazione sarebbe gestibile – ha detto -. Anche se, come sempre all’inizio dell’estate, ci sono più arrivi, abbiamo bisogno di un meccanismo più prevedibile e efficiente guidato dagli Stati per salvare le persone in mare, perché nelle ultime settimane abbiamo anche avuto molte perdite di vite umane. Abbiamo bisogno, ovviamente, di un meccanismo prevedibile per lo sbarco e il trasferimento. Abbiamo bisogno di fermare i respingimenti che stanno avvenendo lungo tutta la frontiera esterna dell’Unione europea e abbiamo bisogno di un meccanismo per indagare su questi respingimenti quando essi si verificano”. Grandi chiede anche “un meccanismo che trovi un punto di equilibrio tra procedure di arrivo adeguate e solidarietà attraverso la ricollocazione”, ricordando che il 90 per cento dei rifugiati, richiedenti asilo e le altre persone sotto la protezione dell’UNHCR non vivono in Paesi ricchi ma sono accolti in Africa, in Medio Oriente, in Asia. Serve anche “un buon meccanismo efficiente ed equo, basato sui diritti, di rimpatrio di coloro che non sono riconosciuti come rifugiati”, “l’ampliamento del reinsediamento, ossia l’accoglienza da parte degli Stati europei di rifugiati da altri Paesi di asilo – come per esempio il Libano, la Turchia, il Kenya, il Pakistan e così via”, come pure “aiutare i Paesi che ospitano un gran numero di rifugiati, o i Paesi di transito, come i Paesi dell’Africa, per esempio, a gestire meglio questi movimenti, in modo che si possa evitare che le persone affrontino nuovamente viaggi pericolosi”. (P.C. – Sir)
Cittadini del Mondo: A Foligno una riflessione su migranti e accoglienza
11 Maggio 2021 - Foligno - Domani, mercoledì 12 maggio, nell’aula magna dell’Istituto Tecnico Tecnologico L. Da Vinci in Foligno si terrà il convegno “È il momento della vergogna”, promosso dall’ITT Leonardo da Vinci e dal Comitato 3 Ottobre.
L’evento rappresenta la conclusione di un percorso formativo triennale realizzato all’interno del “Progetto Cittadini del mondo” promosso dalla Diocesi di Foligno e intende essere uno spazio per riflettere su nuovi migranti, accoglienza e integrazione.
Insieme alle classi coinvolte nel percorso, interverranno, Simona Lazzari dirigente scolastica dell’ITT Leonardo da Vinci, Tareke Brahme Presidente del “Comitato 3 ottobre”, Don Luigi Filippucci Direttore regionale della Migrantes e Responsabile del Progetto Cittadini del Mondo, Padre Nicolae Chiosa Collegio Traian Lalescu di Resita (Romania), Don Francesco Pierpaoli responsabile dell’Agorà del Mediterraneo, moderatore Prof. Carlo Felice.
Gen Verde: un videoclip sui naufragi di migranti
11 Maggio 2021 - Roma - Non permettere mai all’indifferenza di prendere il sopravvento ma avere il coraggio di piangere di fronte al dolore e la capacità di prenderci cura degli altri. Questo il messaggio che il Gen Verde, complesso musicale internazionale, vuole lanciare con il nuovo videoclip ( https://youtu.be/8iaemHN4r1c) in Spagna sulle note della canzone “Chi piange per te?”. Un brano dedicato ad una bimba morta in uno dei tanti naufragi nel Mediterraneo e ritrovata in un hangar di Lampedusa con addosso ancora delle “scarpe di vernice”. Era il 3 ottobre 2013 e quel naufragio, dove persero la vita 368 persone (accertate), fu purtroppo solo l’inizio di una ininterrotta serie di altre tragedie. È di sole due settimane fa la morte per annegamento di oltre 130 persone al largo della Libia. “Abbiamo sentito la necessità di dare voce a chi, disperso in mare, ha perso non solo la vita ma anche la propria identità”, spiega Alessandra Pasquali, componente del Gen Verde al Sir. La canzone è stata cantata nella piazza principale di Lampedusa, l’isola dove, oltre agli approdi, si accolgono anche i corpi senza vita e senza nome di centinaia di migranti. “Questa canzone vuole essere una ninna nanna per questa bambina che hanno trovato nella stiva di una nave con indosso il suo vestito più bello e le sue scarpe di vernice come se dovesse andare in un posto bellissimo. Non sapremo mai il suo nome”. Proprio a Lampedusa, Papa Francesco, nel 2013, lanciò un grido: “Siamo caduti nella globalizzazione dell’indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!”. “Ci siamo ispirate a quelle parole del Papa che purtroppo sono ancora attuali e riguardano varie situazioni drammatiche nel mondo”, racconta Alessandra. “Questa canzone e il video che l’accompagna vogliono essere un invito ad avere sempre il coraggio e la capacità di piangere per queste morti, a non abituarci alle scene di naufragio e sbarco che vediamo in tv e a non permettere mai all’indifferenza di prendere il sopravvento”. La canzone parla anche di chi ha avuto pietà ed ha teso le mani a chi era disperso in mare salvandogli la vita. “Finché ci abitueremo a queste immagini e ci abitueremo all’idea che delle persone possono morire in mare, abbiamo perso tutto. È quindi un richiamo a quel senso di umanità che tutti abbiamo dentro e che dobbiamo tenere sveglio chiedendoci: cosa posso fare? Qual è la mia parte?”. Composto da 19 artiste di 14 nazioni, il Gen Verde International Perfoming Arts Group si ispira al carisma dell’unità del Movimento dei Focolari e fa dell’internazionalità e multiculturalità i suoi punti di forza. “L’arte – dice Alessandra – ha la capacità di muovere i cuori, arrivare alle emozioni, alla parte viva che è in ciascuno di noi. L’arte riesce ad entrare in contatto anche con quella parte fragile e vulnerabile che abbiamo e per questo consente di sentire il dolore dell’altro, risvegliare le coscienze, credere che, se ciascuno fa la sua parte, può contribuire a costruire un mondo migliore, un mondo più giusto e più umano per tutti”.
Centro Astalli: cordoglio per ultimo naufragio
11 Maggio 2021 - Roma - Il Centro Astalli esprime “profondo cordoglio” per le vittime dell’ultimo naufragio in cui hanno perso la vita 5 persone, tra cui un bambino, e “forte preoccupazione” per “le circa 700 persone che nelle ultime ore sono state riportate in Libia dove corrono il serio pericolo di subire violenze e abusi”. “L’Europa affronta da anni le migrazioni come se si dovesse difendere da una costante minaccia alla propria sicurezza”, dice il presidente del Centro Astalli, p. Camillo Ripamonti, in una nota: “si sente vulnerabile davanti a chi privo di tutto, disperato, è realmente in pericolo di vita e ci chiede salvezza e giustizia. Ogni giorno sempre più indifferenti e assuefatti al dolore altrui continuiamo a respingere e lasciar morire”. Il Centro Astalli chiede un segnale di discontinuità al governo: “Si attivi un’operazione navale nel Mediterraneo con la missione di intercettare e salvare i naufraghi. L’Europa venga richiamata alle proprie responsabilità: si aprano vie legali di ingresso e canali umanitari. Si evacui la Libia e si ponga fine al traffico di esseri umani”.
Viminale: da inizio anno sbarcate 12.894 persone migranti sulle coste italiane
10 Maggio 2021 - Roma - Sono 12.894 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane. Di questi 12.900 migranti sbarcati in Italia nel 2021, 1.716 sono di nazionalità tunisina (13%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Costa d’Avorio (1.292, 10%), Bangladesh (1.216, 9%), Guinea (860, 7%), Sudan (668, 5%), Egitto (639, 5%), Eritrea (601, 5%), Mali (490, 4%), Algeria (371, 3%), Marocco (348, 3%) a cui si aggiungono 4.693 persone (367%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.
Ragazzi migranti produrranno pasta fresca e ostie in Calabria
10 Maggio 2021 - Rogliano - S.A.M., è un acronimo derivato dal nome di tre ragazzi migranti – Sadia Diaby e Adama Traore entrambi hanno 21 anni e vengono dal Senegal, Madi Minougouy, 20 anni dalla Costa D’Avorio. S.A.M. sta ad indicare la cooperativa che hanno costituito lo scorso aprile a Rogliano, in Calabria, per avviare un’impresa per la produzione di pasta fresca e ostie. I tre ragazzi sono arrivati in Italia da due anni, Sadia e Adama dal 2019 fanno parte del progetto “Allarga lo spazio della tua tenda” della Migrantes di Cosenza-Bisignano e ospiti di ‘Casa Nico’, esperienza di Terza Accoglienza realizzata in collaborazione con il Gruppo Adulti di Azione Cattolica della Parrocchia S. Cuore di Gesù e Madonna di Loreto a Cosenza.
I tre ragazzi si sono preparati frequentando un corso per maestri pastai attraverso il tirocinio e il laboratorio. La loro storia sarà raccontata nel numero di questa settimana, del settimanale della diocesi di Cosenza-Bisignano “Parola di Vita”.
A conclusione del percorso hanno deciso di mettersi assieme fondando la cooperativa che è finanziata dalla Fondazione con il Sud nell’ambito del bando “Immigrazione con il Sud”, progetto per l’inserimento socio occupazionale degli immigrati. Sadia, Adama e Mady saranno seguiti nella gestione della start-up dalla FO.CO. Onlus, una cooperativa che insieme con altre associazioni che operano nel Sud Italia fa da incubatore d’impresa.
L’acquisto dei macchinari, le spese per l’affitto e l’adeguamento del locale saranno sostenute dal programma “Fare sistema oltre l’accoglienza”, un piano di inclusione per persone in condizioni di vulnerabilità che si sviluppa in diverse attività di formazione, inserimento lavorativo e sociale. Un team di persone seguirà i ragazzi anche per il marketing per il contatto con i primi clienti fino alla loro piena autonomia.
Salvatore Brullo, presidente della Fo.Co., spiega che i tre ragazzi hanno accolto con coraggio e fiducia una sfida ed un progetto di vita: “la sfida di trasformare la loro condizione individuale da persone assistite, bisognose di aiuto, a contribuenti attivi della società, persone che investono su se stessi con il progetto di diventare imprenditori che generano ricchezza sociale ed economica per il territorio. Crediamo molto in questo tipo di iniziative e abbiamo investito le nostre risorse per fare sì che la cooperativa S.A.M. abbia successo imprenditoriale.
Ida Falcone, socia fondatrice della Mi.Fa. - Missione Famiglia -, partner del progetto della start-up dei tre ragazzi aggiunge che oggi i migranti sono parte integrante del nostro tessuto sociale, sono una risorsa e una ricchezza: “spero che l’esperienza della S.A.M. ci spinga a mettere in campo azioni concrete di lavoro per i giovani, stranieri e italiani. Adama Traore, presidente della cooperativa, racconta che è felicissimo di avviare questa impresa e la sua famiglia in Senegal è orgogliosa di lui.
Migrantes Albano: l’esperienza con il mondo dello spettacolo viaggiante
10 Maggio 2021 - Albano - Nell’emergenza in atto in atto l’ufficio Migrantes di Albano ha avuto l'opportunità di avvicinarsi alla realtà dello spettacolo viaggiante: quella dei lunaparkisti e circensi. Essendo una categoria di persone che per lavoro si sposta continuamente, risulta molto difficile interagire con loro e fare processi di accompagnamento pastorale. Queste persone vivono di queste attività e, poiché non hanno lavorato in questo ultimo periodo, si sono trovati in grosse difficoltà di tipo economico. Hanno quindi bussato alla porta della Caritas e dell'ufficio Migrantes: in totale circa cinque realtà, molto numerose al loro interno. Tra i momenti più critici che hanno vissuto, un gruppo si è ammalato di Covid e, ringraziando Dio, sono già guariti. In un'altra realtà ha preso fuoco una roulotte e in poco tempo questa famiglia, che aveva perso tutto, ha già recuperato le cose necessarie, anche una nuova roulotte. Colpisce la gioia, la serenità e la forza con cui vivono la quotidianità in mezzo a tante limitazioni di servizi indispensabili, spazi ridotti e continuamente esposti alle variazioni delle condizioni meteorologiche. L'emergenza ci ha permesso di scoprire non solo la loro presenza in diocesi e le loro difficoltà, ma anche due cose molto interessanti: le loro ricchezze e la possibilità di fare processi pastorali. Tra le ricchezze abbiamo scoperto che sono persone molto unite tra loro, che si aiutano e condividono. Sono diversi nuclei famigliari ma parenti fra di loro e questo favorisce l'aiuto vicendevole. Vivono veramente, pur senza accorgersi, come in Atti. 4,32 . "La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune". È stato bello anche constatare che sono persone che si mettono in gioco: dopo essere stati aiutati in un primo momento e avendo lavorato un po' nell' estate, trovandosi chiusi nuovamente, si sono messi a disposizione per aiutare altre persone. Sono amichevoli, abbiamo creato una rete tra Caritas, Migrantes e parroci della zona; non solo per venire incontro con degli aiuti, ma anche per stare insieme, fare amicizia, mangiare insieme: ci hanno aperto le porte delle loro roulotte. Con un gruppo di loro abbiamo avviato un percorso di preparazione per il completamento dell'iniziazione cristiana di alcuni di ragazzi, e speriamo di concluderlo con la celebrazione del sacramento nel prossimo mese.
Papa Francesco: appelli per Gerusalemme, Afghanistan e Colombia
10 Maggio 2021 - Città del Vaticano - “Seguo con particolare preoccupazione gli eventi che stanno accadendo a Gerusalemme. Prego affinché essa sia luogo di incontro e non di scontri violenti, luogo di preghiera e di pace”. Così Papa Francesco, ieri al termine del Regina Caeli. “Invito tutti a cercare soluzioni condivise affinché l’identità multireligiosa e multiculturale della Città Santa sia rispettata e possa prevalere la fratellanza”, ha sottolineato aggiungendo che la violenza “genera solo violenza. Basta con gli scontri”. “E preghiamo anche per le vittime dell’attentato terroristico avvenuto ieri a Kabul”, ha proseguito il papa: “Un’azione disumana che ha colpito tante ragazzine mentre uscivano da scuola. Preghiamo per ognuna di loro e per le loro famiglie. E che Dio doni pace all’Afghanistan”. Infine il Papa ha espresso la sua preoccupazione “per le tensioni e gli scontri violenti in Colombia, che hanno provocato morti e feriti”.
Oltre 1.400 migranti approdati a Lampedusa.
10 Maggio 2021 - Roma - Lampedusa torna a fare i conti con l'arrivo di migranti. Nove approdi nel giro di poche ore, domenica, e hot spot sotto pressione con circa 1.450 persone già all'interno del centro, come confermato dal sindaco, Totò Martello. Un test, precisa il primo cittadino citando fonti del Viminale, sarebbe già risultato positivo facendo scattare l'isolamento. "Abbiamo avuto tre nuovi sbarchi di migranti a Lampedusa a bordo di barconi, in tutto ci sono all'incirca 500 persone e stanno bene, non ci sono casi disperati", raccontava a inizio giornata il sindaco Martello. A distanza di poche ore, altri arrivi sull'isola con l'approdo di 470 migranti e, a stretto giro, ancora altri fino ad arrivare a nove. Gli ultimi due sono stati rispettivamente di 100 e 29 persone. Si tratta soprattutto di uomini, ma ci sono diverse donne, alcuni bambini e anche una neonata. Tutti coloro che arrivano sull'isola vengono portati nell'hotspot, poi sottoposti a test sul Covid-19, prima del trasferimento sulle navi quarantena. Gli sbarchi potrebbero però non essere terminati. Anche Alarm Phone continua a lanciare l'allarme sui viaggi della speranza. Lo fa a più riprese. "
Il comandamento dell’amore
10 Maggio 2021 - Città del Vaticano - Per tre volte nella pagina del Vangelo di questa domenica torna il verbo rimanere. Dopo il discorso sulla vita e i tralci, Gesù si rivolge ai suoi con questo comandamento: “che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”. Di qui l’invito a rimanere nel suo amore, rimanendo uniti a lui.
Siamo ancora nel Cenacolo e l’amore di cui parla è l’agape, la carità. Benedetto XVI nella sua enciclica Deus caritas est, commentando la prima lettera di Giovanni scriveva che quelle parole “esprimono con singolare chiarezza il centro della fede cristiana: l’immagine cristiana di Dio e anche la conseguente immagine dell’uomo e del suo cammino”. Amore, dunque. Non quel complesso di sentimenti che appartiene alla nostra sfera, fatto di attrazione fisica, desiderio, passione. È un amore che non chiede nulla in cambio, anzi arriva prima di ogni e qualsiasi richiesta. Il vero principio che anima la legge è proprio l’amore, perché Gesù è venuto sulla terra per cercare e salvare ciò che era perduto, per dare la vita – afferma padre Davide Maria Turoldo – a ciò che non aveva più vita; è un Dio che si fa mendicante, mendicante di amore. È la forza della misericordia di Dio, che ama per primo, anche i peccatori, i samaritani, la gente lontana e rifiutata.
In questa domenica due figure ci possono aiutare a comprendere il comandamento dell’amore: innanzitutto la madre. Maria, nel michelangelesco Giudizio universale è alla destra di Gesù, ha uno sguardo pieno di misericordia, se sa che ormai il tempo è compiuto e non può più intercedere per donne e uomini; ma nonostante tutto sembra quasi non volersi rassegnare. Come Maria tutte le mamme, è la festa loro dedicata domenica, che sanno accogliere e perdonare, asciugare una lacrima e essere rifugio per ogni figlio. Poi il giudice Rosario Livatino ucciso dalla mafia quando non aveva ancora compiuto 38 anni e proclamato beato domenica nella cattedrale di Agrigento, 28 anni dopo il grido di Giovanni Paolo II contro la mafia, nella Valle dei templi. Il pomeriggio del 9 maggio 1993, prima di celebrare la messa, papa Wojtyla incontra i genitori del giudice Livatino e dice loro che Rosario è “un martire della giustizia e indirettamente della fede”. Ricorda Papa Francesco queste parole e dice: Livatino “nel suo servizio alla collettività come giudice integerrimo, che non si è lasciato mai corrompere, si è sforzato di giudicare non per condannare ma per redimere. Il suo lavoro lo poneva sempre sotto la tutela di Dio”. Piazza san Pietro torna a accogliere le persone per il Regina caeli. Il Papa dice che Gesù ci invita a rimanere nell’amore “perché la sua gioia sia in noi e la nostra gioia sia piena”. È un amore che ha origine nel Padre, perché Dio è amore, Deus caritas est. Per rimanere in questo amore bisogna osservare i comandamenti, che possono riassumersi in uno solo: “che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”; mettersi al servizio dei fratelli. Questo significa, afferma Francesco, “uscire da sé, distaccarsi dalle proprie sicurezze umane, dalle comodità mondane, per aprirsi agli altri, specialmente di chi ha più bisogno. Significa mettersi a disposizione, con ciò che siamo e ciò che abbiamo. Questo vuol dire amare non a parole ma con i fatti”. Amare Cristo significa, inoltre, “dire di no ad altri ‘amori’ che il mondo ci propone: amore per il denaro, per il successo, la vanità, per il potere…. Queste strade ingannevoli ci allontanano dall’amore del Signore e ci portano a diventare sempre più egoisti, narcisisti e prepotenti”. E la prepotenza, ricorda il Papa, porta a “una degenerazione dell’amore, ad abusare degli altri, a far soffrire la persona amata. Penso all’amore malato che si trasforma in violenza – e quante donne ne sono vittime oggigiorno delle violenze. Questo non è amore. Amare come ci ama il Signore vuol dire apprezzare la persona che ci sta accanto e rispettare la sua libertà, amarla così com’è, non come noi vorremmo che fosse, gratuitamente”. Gesù, inoltre, ci chiede di “abitare nel suo amore, non nelle nostre idee, non nel culto di noi stessi; chi ama se stesso ama lo specchio, di uscire dalla pretesa di controllare e gestire gli altri, ma di fidarci e donarci agli altri”. La gioia è il segno distintivo del cristiano, il quale, afferma Francesco, “non è triste, sempre ha quella gioia dentro”. (Fabio Zavattaro – Sir)
Giovani italiani e lussemburghesi insieme per l’Europa
7 Maggio 2021 - Roma - In occasione della Giornata dell’Europa 2021, l’Ambasciata d’Italia in Lussemburgo ha voluto celebrare l’importante ricorrenza del 9 maggio, inserita ufficialmente nel calendario delle festività nazionali lussemburghesi dal 2019, organizzando un’esibizione virtuale de “Il Coro che non c’è”, in collaborazione con la Scuola Europea di Lussemburgo che accoglie al suo interno la Sezione italiana frequentata da centinaia di alunni dei cicli dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado.
Fondato a Roma da Ludovico (Dodo) Versino, già Direttore di numerose formazioni corali, “Il Coro che non c’è” è un ensemble composto da “una rete fluida e mutevole di giovani provenienti dai vari licei capitolini, le cui recenti esibizioni audiovisive, svoltesi in digitale a causa delle restrizioni legate alla pandemia, hanno fatto registrare numerosissime visualizzazioni, a riprova della qualità del progetto sotto il profilo artistico ed educativo”.
Con l’intento di interpretare in chiave originale e giovanile lo spirito della Festa dell’Europa, molto sentita in Lussemburgo Paese fondatore come l’Italia, l’idea alla base dell’evento è stata quella di creare “un ponte tra il gruppo musicale italiano e gli allievi della Scuola Europea di Lussemburgo per dar vita a un’esibizione canora comune”.
Viminale: da inizio anno sbarcate 10.725 persone migranti sulle coste italiane
7 Maggio 2021 - Roma - Sono 10.725 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 1.512 sono di nazionalità tunisina (14%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Costa d’Avorio (1.243, 12%), Bangladesh (1.216, 11%), Guinea (830, 8%), Egitto (639, 6%), Sudan (623, 6%), Eritrea (601, 6%), Mali (451, 4%), Algeria (364, 3%), Marocco (348, 3%) a cui si aggiungono 2.898 persone (27%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
I dati sono aggiornati dal Ministero degli Interni su dati rilevati entro le 8 di questa mattina.
Migrantes Sicilia: incontri in vista della GMMR
7 Maggio 2021 - Palermo - "Verso un 'noi' più grande" è il tema scelto da Papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il 26 settembre, In preparazione l'Ufficio Migrantes della Conferenza Episcopale Siciliana e con l'ufficio Migrantes della diocesi di Agrigento promuove due incontri - in modalità online - sul “Verso un noi sempre più grande: il noi, le relazioni, la persona”.
Il primo appuntamento è per martedì 11 maggio alle 18:30 con Mauro Magatti, Sociologo presso l’Università Cattolica di Milano. Il secondo incontro il martedì successivo, martedì 18 maggio alle 18:30 con mons. Antonio Staglianò, vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Siciliana. CESI per le Migrazioni. (R.I.)
CEI: da domenica torna la campagna 8xmille della CEI
7 Maggio 2021 - Roma - Non è mai solo una firma. È di più, molto di più. Con questo claim parte la nuova campagna di comunicazione 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, che mette in evidenza il significato profondo della firma: un semplice gesto che vale migliaia di opere.
La campagna, on air dal prossimo 9 maggio, racconta come la Chiesa cattolica, grazie alle firme dei cittadini riesca ad offrire aiuto, conforto e sostegno ai più fragili con il supporto di centinaia di volontari, sacerdoti, religiosi e religiose. Così un piatto di minestra, una coperta, uno sguardo diventano molto di più e si traducono in ascolto e carezze, in una mano che si tende verso un’altra mano, in una scelta coraggiosa di chi si mette quotidianamente nei panni degli altri.
Ogni frase sottolinea il rilievo della firma: un gesto che si trasforma in progetti che fanno la differenza per tanti. Dalla casa d’accoglienza Gratis Accepistis che, nel centro storico di Aversa, offre ospitalità e conforto ai più fragili, alla Casa di Leo che insieme all’Emporio solidale, a Potenza, sostiene molte famiglie in difficoltà; dalla Comunità e la dimora, rete solidale che, a Pordenone, combatte le gravi marginalità e il disagio abitativo, alla Casa della Carità Santi Martiri di Otranto, di Poggiardo, che propone ascolto e accoglienza nel cuore del Salento, passando per le mense Caritas di Latina e Tivoli, a pieno regime anche durante la pandemia per aiutare i nuovi poveri e gli anziani soli. Farsi prossimo con l’agricoltura solidale è, invece, la scommessa dell’Orto del sorriso di Jesi, che coltiva speranza e inclusione sociale.
“La nuova campagna ruota intorno al ‘valore della firma’ e a quanto conta in termini di progetti realizzati – afferma il responsabile del Servizio Promozione della CEI Massimo Monzio Compagnoni –. Chi firma è protagonista di un cambiamento, offre sostegno a chi è in difficoltà. È autore di una scelta solidale, frutto di una decisione consapevole, da rinnovare ogni anno. Grazie alle firme di tanti cittadini la Chiesa cattolica ha potuto mettere a disposizione del Paese un aiuto declinato in moltissime forme”.
La campagna, ideata per l’agenzia Another Place da Stefano Maria Palombi che firma anche la regia, sarà pianificata su tv, con spot da 40”, 30” e 15”, web, radio, stampa e affissione. Le foto sono di Francesco Zizola.
Sul web e sui social sono previste due campagne ad hoc: “Stories di casa nostra”, che mette in luce i profili di alcuni volontari; “Se davvero vuoi”, brevi video dei protagonisti della campagna, volutamente senza sonoro, per catturare l’attenzione degli utenti rimandandoli al sito per conoscere le loro storie.
Su www.8xmille.it sono disponibili anche i filmati di approfondimento sulle singole opere mentre un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille a livello nazionale e diocesano. Nella sezione “Firmo perché” sono raccolte le testimonianze dei contribuenti sul perché di una scelta consapevole. Non manca la Mappa 8xmille, in continuo aggiornamento, che geolocalizza e documenta con trasparenza quasi 20mila interventi già realizzati.
Sono oltre 8.000 i progetti che, ogni anno, si concretizzano in Italia e nei Paesi più poveri del mondo, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nel Terzo mondo. La Chiesa cattolica si affida alla libertà e alla corresponsabilità dei fedeli e dei contribuenti italiani per rinnovare la firma a sostegno della sua missione.