1 Dicembre 2021 - Roma – Sono 62.941 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane dall’inizio anno. Di questi – secondo i dati diffusi del ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina - 15.055 sono di nazionalità tunisina (24%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (7.838, 13%), Bangladesh (7.567, 12%), Iran (3.793, 6%), Costa d’Avorio (3.564, 6%), Iraq (2.514, 4%), Guinea (2.311, 4%), Marocco (2.163, 3%), Eritrea (2.113, 3%), Siria (2.096, 3%) a cui si aggiungono 13.927 persone (22%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Primo Piano
Viminale: da inizio anno sbarcate 62.941 persone migranti sulle coste italiane
1 Dicembre 2021 - Roma – Sono 62.941 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane dall’inizio anno. Di questi – secondo i dati diffusi del ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina - 15.055 sono di nazionalità tunisina (24%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (7.838, 13%), Bangladesh (7.567, 12%), Iran (3.793, 6%), Costa d’Avorio (3.564, 6%), Iraq (2.514, 4%), Guinea (2.311, 4%), Marocco (2.163, 3%), Eritrea (2.113, 3%), Siria (2.096, 3%) a cui si aggiungono 13.927 persone (22%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Papa Francesco: a Lesbo “incontrerò un’umanità ferita nella carne di tanti migranti in cerca di speranza”
1 Dicembre 2021 - Città del Vaticano - Domani Papa Francesco partirà per un viaggio apostolico a Cipro e poi in Grecia per compiere "una visita alle care popolazioni di quei Paesi ricchi di storia, di spiritualità e di civiltà", ha detto questa mattina al termine dell'udienza generale. "Sarà un viaggio alle sorgenti della fede apostolica e della fraternità tra cristiani di varie confessioni. Avrò - ha quindi aggiunto - anche l’opportunità di avvicinare un’umanità ferita nella carne di tanti migranti in cerca di speranza: mi recherò a Lesvos".
Ieri Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, rispondendo ad una domanda dei giornalisti se c’è una possibilità che il Papa porti in Italia alcuni migranti ha detto: “Se il Papa porterà qualcuno con sé, vedremo: alcune opzioni erano allo studio, ma anche per la complessità di queste operazioni e la normativa, normalmente queste cose si dicono dopo, perlomeno quando sono certe”. E della visita ai rifugiati presso il “Reception and Indentification Centere”, in programma il 5 dicembre, Bruni ha fatto notare che “la situazione a Lesbo sarà diversa rispetto al 2016. Le tematiche saranno più vaste della situazione dei migranti. Semmai si tratterà di ricollocamento di migranti che arrivano da Cipro, perché parliamo di Paesi europei. Resta, naturalmente, il valore simbolico del luogo: chiunque c’era a Lesbo nel 2016, ha potuto toccare con mano il dolore e il senso di attesa, da parte occidentale, di trovare un luogo dove poter finalmente posare il capo”.
Rosario per l’Italia: oggi da Grosseto
1 Dicembre 2021 - Roma - Prosegue l’iniziativa denominata «Prega con noi» promossa dalle emittenti cattoliche Tv2000 e radio InBlu2000. L’appuntamento di questa settimana sarà ospitato dal Santuario della Madonna delle Grazie di Campagnatico in provincia di Grosseto. La trasmissione andrà in onda su Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre) e su radio InBlu2000 a partire dalle 20.50 di questa sera. A presiedere la preghiera sarà il vescovo Rodolfo Cetoloni, emerito di Grosseto, in rappresentanza dell’attuale pastore, Giovanni Roncari.
La vergogna e la pietà
1 Dicembre 2021 - Kuznica, villaggio rurale della Podlachia, da settimane è sorvegliato speciale. Dalla polizia di frontiera polacca schierata a bloccare i passaggi illegali del confine da parte dei profughi mediorientali attirati nella vicina Bielorussia di Lukashenko con l’inganno. In cambio dell’assicurazione che sarebbero entrati in Europa, quasi 4.000 migranti in fuga dai martoriati Paesi d’origine hanno raggiunto Minsk con il sogno di approdare, attraverso la Polonia, nella terra promessa.
L’Europa democratica, delle libertà e dei diritti. Da giorni, prelevati dai militari bielorussi che li ammassano alla frontiera, si ritrovano schiacciati nel braccio di ferro tra Minsk e Varsavia: respinti indietro dai cannoni d’acqua sparata dalle guardie polacche e risospinti verso il confine dalle intimidazioni con cui il regime bielorusso li tiene sotto scacco servendosene quale arma di pressione sull’Ue, potenzialmente esplosiva di conflitti fomentati sulla pelle degli ultimi. La domanda si ripropone netta: "E’ questo un uomo?". Bambini, donne e uomini intrappolati nella foresta di Bia?owiea -che si K estende tra le due nazioni - sono all’addiaccio, senza acqua e senza cibo, esposti a rigide temperature, tra le querce e gli abeti del bosco protetto dall’Unesco. Ostaggi di una guerra ibrida tra il regime di Lukashenko che, strumentalizzando la crisi umanitaria, minaccia di bloccare il transito di gas verso l’Europa, e la destra populista polacca, in procinto di edificare il muro anti-migranti. L’indignazione, sacrosanta, espressa dai vertici dell’Europa democratica riecheggia lontana dalla linea di confine. La condanna e lo sconcerto per la violazione dei diritti umani non bastano più. Non bastano sulla frontiera orientale, non bastano lungo la rotta balcanica e quella mediterranea. Non essendo più sostenibile che, alle porte dell’Europa patrimonio di valori non negoziabili, si compia l’ennesima infamia, nell’aria gelida alienata dalle sirene che la polizia polacca non disattiva, a stordire le lunghissime notte dei disperati accampati tra la natura arborea un tempo sacra agli dei. Non potendosi più considerare un’emergenza gli sbarchi e gli arrivi dei richiedenti asilo, è tempo, per un’Unione europea all’altezza dei suoi principi fondativi, di adottare una responsabile politica comunitaria nella gestione dei flussi migratori, sin qui demandati ad azioni intergovernative. Il rispetto della dignità umana lo pretende. Lo hanno compreso e lo mettono in pratica civili cittadini di Kuznica e di altre comunità a ridosso della frontiera polacca, dove la pietà è cosa viva: non confinata in un fuggevole quantunque sincero compatimento, si è fatta strada dentro l’umida foresta, passando attraverso la "no entry zone" vietata alle organizzazioni umanitarie e ai media. Dove i giornalisti non hanno accesso, nella zona in cui, impedita la documentazione della brutale, scomoda realtà, ha libero campo la manipolazione, volontari e attivisti polacchi si sono inoltrati per portare, ai bisognosi, viveri e assistenza. Gesti di calda umanità che incarnano la fratellanza. Che si aggiungono alle lanterne verdi accese nelle case polacche situate nei pressi dell’area off limits per segnalare, ai pochi richiedenti asilo che oltrepassano il reticolato di filo spinato, che in quelle abitazioni troveranno una prima accoglienza. Di contro ai ricatti ed ai muri eretti dalla paura e dalla discriminazione, bandiere sventolate da nazionalismi che sulla trasformazione dell’altro in nemico si reggono e prosperano. La notte oscura dei tribolati si rischiara se confidente nelle fiaccole di carità, nelle mani che si aprono alle attese di quanti cercano, nei loro simili, esseri umani capaci di esserlo. (Annarita Cecchin - Voce Isontina)
Kuwait: una “Food Academy” italiana
1 Dicembre 2021 - Kuwait - L’Ambasciata d’Italia in Kuwait ha firmato un primo accordo per l’avvio di una “Food Academy” che organizzerà classi e laboratori di cucina italiana, oltre che seminari specializzati sull’alimentazione e sulle caratteristiche dei prodotti agroalimentari italiani. È stato questo uno degli eventi che hanno caratterizzato la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, manifestazione che si è conclusa con un ricevimento presso la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia in Kuwait, Carlo Baldocci.
La cena è stata curata dal più antico ristorante italiano in Kuwait, “Riccardo Restaurant”, guidato dall’Executive Chef Simone Murru. La serata è stata anche l’occasione di presentare il volume “An Italian Food Journey, 50 iconic dishes and products of excellence” realizzato dall’Ambasciata d’Italia in Kuwait in collaborazione con ItaliaSquisita. Si tratta di un percorso attraverso l’Italia intera in 50 ricette, dedicate da altrettanti Chefs di ciascuna delle località visitate fra quelle maggiormente riconosciute e apprezzate. “Un libro – ha spiegato l’Ambasciatore Baldocci – dedicato a quanti amano l’Italia in Kuwait. Non solo un manuale di ricette, ma è anche un ‘compagno di viaggio’ per la prossima visita in Italia dal Kuwait’’. La Settimana della Cucina Italiana è stata l’occasione per la promozione dei prodotti agroalimentari del nostro Paese sempre più apprezzati in Kuwait e allo stesso tempo per promuovere e valorizzare la Dieta Mediterranea quale modello di alimentazione e stile di vita sano e sostenibile.
Bruni: “vedremo se il Papa porterà con sé alcuni migranti” dal suo viaggio a Cipro e Grecia
30 Novembre 2021 - Roma - “Se il Papa porterà qualcuno con sé, vedremo: alcune opzioni erano allo studio, ma anche per la complessità di queste operazioni e la normativa, normalmente queste cose si dicono dopo, perlomeno quando sono certe”. Così Matteo Bruni, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha risposto ad una domanda dei giornalisti in merito ad una eventuale presenza di migranti a bordo dell’aereo papale, come era accaduto al ritorno dalla sua prima visita a Lesbo nel 2016. Nel briefing di oggi in sala Stampa Vaticana sul viaggio apostolico di Papa Francesco a Cipro e in Grecia, dal 2 al 6 dicembre, a proposito della visita ai rifugiati presso il “Reception and Indentification Centere”, in programma il 5 dicembre, Bruni ha fatto notare che “la situazione a Lesbo sarà diversa rispetto al 2016. Le tematiche saranno più vaste della situazione dei migranti. Semmai si tratterà di ricollocamento di migranti che arrivano da Cipro, perché parliamo di Paesi europei. Resta, naturalmente, il valore simbolico del luogo: chiunque c’era a Lesbo nel 2016, ha potuto toccare con mano il dolore e il senso di attesa, da parte occidentale, di trovare un luogo dove poter finalmente posare il capo”.
MCI Svizzera: oggi a Roma l’incontro tra le Commissioni Migrantes della Chiesa Svizzera e Italiana
30 Novembre 2021 - Roma - Si è svolto oggi a Roma, presso la sede della Fondazione Migrantes, l’incontro bilaterale tra le Commissioni Episcopali per le Migrazioni delle Conferenze Episcopali di Svizzera e Italia. Erano presenti Mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni della CEI e della Fondazione Migrantes; Mgr Jean-Marie Lovey, Evêque de Sion, Président de la Commission de Migration de la Conférence des évêques suisses; Don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes; Karl-Anton Wohlwend, Nationaldirektor Migratio; Don Egidio Todeschini, Coordinatore Nazionale delle Missioni Cattoliche di Lingua Italiana (MCLI) in Svizzera per il quinquennio 2022/2026 e Don Carlo De Stasio, attuale Coordinatore nazionale delle MCLI in Svizzera, in carica fino a dicembre 2021.
Dopo i saluti iniziali del Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego, si è discusso della situazione della mobilità italiana in Svizzera e dell’accompagnamento pastorale che oggi è garantito da 53 sacerdoti in 47 Missioni Cattoliche di Lingua Italiana nel Paese elvetico dove vivono, secondo i dati del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, 639mila italiani.
Attualmente le MCLI sono raggruppate in sei regioni pastorali e sono coordinati da un coordinatore nazionale. Fulcro della vita comunitaria è la celebrazione eucaristica domenicale oltre alla preparazione e celebrazione di tutti i Sacramenti.
In molte MCLI sono presenti gruppi e movimenti ecclesiali oltre a volontari impegnati in progetti di accoglienza e integrazione per richiedenti asilo e rifugiati.
Nell’incontro è emersa la proficua collaborazione tra la Chiesa Italiana e la Chiesa Svizzera per l’accoglienza dei nostri emigrati, prima comunità straniera per numero di presenze nel Paese elvetico. I sacerdoti italiani saranno sempre più coinvolti – è stato sottolineato – nel lavoro pastorale con le parrocchie locali mentre è sempre più necessaria la presenza di laiche e laici che già lavorano per le comunità di lingua italiana. Una presenza molto apprezzata dalla Chiesa svizzera.
Per mons. Perego l’incontro di oggi è stato molto importante “per condividere un progetto di evangelizzazione in una Chiesa cattolica elvetica dove il 40% dei cattolici sono migranti e la comunità cattolica di lingua italiana è la più numerosa”.
Corridoi umanitari: giunti a fiumicino da Lesbo 46 profughi
30 Novembre 2021 - Roma - Questa mattina sono arrivate a Fiumicino, con i corridoi umanitari, 46 persone dall’isola di Lesbo e dalla Grecia, appartenenti a diverse nazionalità, tra cui Afghanistan, Camerun, Congo, Iraq, Siria, Somalia e Sud Sudan. Si tratta di richiedenti asilo e rifugiati in condizione di particolare vulnerabilità, che hanno trascorso molti mesi, a volte anni, nei campi profughi della Grecia dopo aver affrontato viaggi molto difficili attraverso l’Africa, l’Asia o il Medio Oriente, subendo maltrattamenti, sfruttamento e violenza. I nuclei familiari e i singoli - tra cui 3 minori non accompagnati, il più giovane un ragazzo siriano di appena 12 anni - saranno accolti in diverse regioni (Lazio, Campania, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto) e avviati verso l’integrazione: per i minori attraverso l’immediata iscrizione a scuola e per gli adulti, con l’apprendimento della lingua italiana e, una volta ottenuto lo status di rifugiato, l’inserimento nel mondo lavorativo. Includendo le famiglie di rifugiati siriani che papa Francesco ha portato a Roma di ritorno dal suo viaggio a Lesbo il 16 aprile 2016, sono 215 i rifugiati provenienti dalla Grecia che, accolti e integrati in Italia grazie al modello dei corridoi umanitari, possono guardare con fiducia e serenità il loro futuro.
Agrigento: un convegno su “Migrazioni, segni dei tempi, prospettive”
30 Novembre 2021 - Agrigento - Venerdì 3 dicembre alle ore 17:30, presso l’Aula Magna del Polo Universitario di Agrigento, verrà presentato il libro “Sbarchi di umanità. Lampedusa: un contributo mediterraneo alla teologia dai poveri” di Alfonso Cacciatore e Stefano Nastasi, Ediz. Il Pozzo di Giacobbe, 2021.
L’originalità del volume scritto a due mani sta nell’aver intravisto nella cronaca ormai quotidiana degli sbarchi un “segno dei tempi”, una dimensione che supera il dato circoscritto. A partire dall’esperienza di una piccola isola confrontata con gli effetti e le tragedie di un movimento epocale, la riflessione si amplia alla lettura di un fenomeno che ormai da un trentennio interessa in maniera diretta Lampedusa, Agrigento, la Sicilia.
Il testo fluisce tra due diversi registri. Inizia dalla narrazione in chiave teologica dell’esperienza pastorale di don Stefano Nastasi, parroco di Lampedusa dal 2007 al 2013, fino al terribile naufragio del 3 ottobre, e si sviluppa successivamente nella riflessione di Alfonso Cacciatore sul significato di questi eventi come “segno dei tempi, tra storia e Regno di Dio”.
Saluti iniziali dell’Arcivescovo di Agrigento, Mons. Alessandro Damiano, del Sindaco Franco Miccichè, del Presidente del Consorzio Universitario Antonino Mangiacavallo e della direttrice Migrantes della diocesi di Agrigento Mariella Guidotti,. Interverranno Paolo Di Giannantonio, giornalista e conduttore RAI, che ha realizzato diversi servizi dedicati a Lampedusa e alle vittime delle traversate; Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo. Saranno presenti gli Autori. Modera: Valerio Landri, Direttore della Caritas diocesana.
Viminale: da inizio anno sbarcate 62.941 persone sulle coste italiane
30 Novembre 2021 - Roma - Sono 62.941 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi – secondo i dati diffusi oggi dal ministero degli Interni - 15.055 sono di nazionalità tunisina (24%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Egitto (7.834, 12%), Bangladesh (7.542, 12%), Iran (3.755, 6%), Costa d’Avorio (3.564, 6%), Iraq (2.500, 4%), Guinea (2.311, 4%), Marocco (2.162, 3%), Eritrea (2.112, 3%), Siria (1.909, 3%) a cui si aggiungono 14.197 persone (23%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi sono stati 9.004 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a ieri, 29 novembre. Per quanto riguarda la presenza di migranti in accoglienza, i dati parlano di 79.666 persone su tutto il territorio nazionale di cui 781 negli hot spot (504 in Sicilia e 277 in Puglia), 53.664 nei centri di accoglienza e 25.221 nei centri Sai. La Regione con la più alta percentuale di migranti accolti è la Lombardia (13%, in totale 10.089 persone), seguita da Emilia Romagna (10%), Piemonte, Lazio (9%), Sicilia (8%), Campania (7%), Toscana e Puglia (6%).
Contrasto al Caporalato e allo sfruttamento nella Piana del Sele: un progetto di filiera etica in agricoltura a Eboli
30 Novembre 2021 - Eboli - Il 2 dicembre 2021, alle ore 11.00 presso l’azienda O.P. La Maggiolina di Eboli (SA), si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto di filiera etica promosso dall’associazione NO CAP “Dal seme alla tavola”. Il progetto, avviato a settembre scorso, prevede l’inserimento di lavoratori migranti all’interno dell’azienda “O.P. La Maggiolina”, per la produzione di insalatine biologiche.
I nuovi lavoratori, molti dei quali provengono da situazioni disagiate e di sfruttamento, sono stati assunti con contratti di lavoro regolare e beneficeranno di una paga conforme alla legge. L’azienda fornirà i prodotti a marchio NOCAP, che verranno commercializzati nei supermercati della rete NOCAP, presenti in tutta Italia.
I nuovi assunti, oltre ad avere un contratto di lavoro regolare, avranno a disposizione un appartamento grazie al supporto della Arcidiocesi di Salerno Campagna Acerno, per tramite della Fondazione Caritas Salerno, e al lavoro di coordinamento di Antonio Bonifacio, responsabile diocesano e regionale Migrantes.
Papa Francesco all’OIM: la migrazione diventi una scelta ben informata
30 Novembre 2021 - Milano - Per il terzo giorno consecutivo Papa Francesco fa udire la sua voce sul tema delle migrazioni. Ieri lo ha fatto con un video messaggio inviato all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Domenica mattina al termine dell’Angelus recitato dalla finestra dello studio del Palazzo Apostolico aveva espresso il proprio dolore per l’ennesima tragedia del mare in cui sono morte decine di migranti, anche se questa volta nel canale della Manica tra Francia e Gran Bretagna. E sempre domenica in piazza San Pietro erano presenti gli organizzatori del Giàvera Festival (che promuove il dialogo e l’incontro tra popoli e culture), che il Papa ha ricevuto in udienza sabato mattina e con i quali era tornato a parlare delle torture che «i migranti subiscono ancora oggi» e davanti alle quali «non possiamo chiudere gli occhi». Un tema non solo d’attualità, ma anche fondamentale per la Chiesa cattolica, nel cui insegnamento, ricorda papa Francesco nel suo videomessaggio all’Organizzazione internazionale per le migrazioni, «troviamo l’insegnamento che ci esorta a non trascurare l’ospitalità verso lo straniero». E mandando i propri auguri per i 70 anni della Organizzazione, papa Francesco ha ribadito con forza le motivazioni alle base dell’adesione della Santa Sede «come Stato membro dell’Organizzazione, così come voluto dal mio predecessore Benedetto XVI dieci anni fa». Ecco allora «l’affermare la dimensione etica degli spostamenti di popolazione», ma anche «offrire da parte della Chiesa cattolica, attraverso la sua esperienza e la sua consolidata rete di associazioni sul campo in tutto il mondo, la propria collaborazione ai servizi internazionali dedicati alla persone sradicate». Infine, «prestare un’assistenza integrale in funzione dei bisogni, senza distinzioni, basata sulla dignità inerente a tutti i membri della stessa famiglia umana». Anche per questo nel suo videomessaggio Francesco ritorna a chiedere che parlando di migranti non ci si fermi solo a ciò che gli Stati fanno per accoglierli, ma anche a «pensare a quali benefici apportano alle comunità che li accolgono, i migranti stessi», spostando dunque il punto di vista. E tra i punti sollecitati all’Oim, anche quello «di affrontare le condizioni perché la migrazione diventi una scelta ben informata e non una necessità disperata». Proprio questa «necessità disperata» è spesso alla base delle tante tragedie che vedono vittime i migranti. «Sento dolore per le notizie sulla situazione in cui si trovano tanti di loro» ha detto ricordando la tragedia della Manica, i confini della Bielorussia e sottolineando che «molti sono bambini. Tanto dolore pensando a loro». E mentre esprime «vicinanza e preghiera» ai migranti, rinnova «l’appello accorato», alle autorità civili e militari, «affinché la comprensione e il dialogo prevalgano finalmente su ogni tipo di strumentalizzazione e orientino le volontà e gli sforzi verso soluzioni che rispettino l’umanità di queste persone». (Enrico Lenzi – Avvenire)
Un convegno su “Migrazione e Mobilità”
29 Novembre 2021 - Roma - Con il riacutizzarsi della pandemia, per la seconda volta il Convegno “Migrazioni e Mobilità. Ieri, oggi e domani”, giunto alla sua ottava edizione, si è svolto in videoconferenza. Ad organizzarlo il Centro di Ricerca e di Risorse in Didattica/Didattologia delle Lingue-Culture e delle Migrazioni-Mobilità - D.L.C.M. e il Circolo di Bruxelles dell'Ente Bergamaschi nel Mondo. Diviso in due sezioni, il convegno ha dedicato la mattina ai saluti e interventi istituzionali e la seconda, nel pomeriggio, agli interventi accademici con tante testimonianze. Tanti sono stati anche gli argomenti portati all’attenzione dai numerosi partecipanti, anche istituzionali. A dare il benvenuto e illustrare l’attività del D.L.C.M. la Direttrice Scientifica Silvana Scandella. Tra i primi a prendere la parola, Lugi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il direttore ha sottolineato quanto le associazioni italiane all’estero siano importanti, confermato proprio in questi giorni dalla partecipazione all’attuale campagna elettorale dei Com.It.Es. A seguire e a congratularsi per le attività portate avanti dal Centro D.L.C.M. l’europarlamentare Marco Zanni, originario di Levore in provincia di Bergamo, la senatrice Laura Garavini, eletta nella Circoscrizione Estero Europa, la deputata Fucsia Nissoli della Ripartizione Nord e Centro America della Circoscrizione Estero. Voci unanime sul mettere in campo politiche che sappiano riaccogliere e valorizzare le esperienze dei tanti giovani che sempre di più preferiscono altri Paesi per mettere a frutto i propri studi. Si è parlato del ruolo delle comunità italiane all’estero come volano per un turismo verso quei tanti borghi che stanno scomparendo.
Per Michele Schiavone, Segretario Generale del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero-C.G.I.E., si deve superare il concetto ‘migratorio’ per costruire un’unica identità tra i 27 Paesi che costituiscono l’Unione Europea. Un tema ancora oggi centrale quello della discriminazione linguistica nei confronti degli emigrati è stato l’intervento di Enrico Musella, Consigliere per la Francia del C.G.I.E. che si auspica un processo verso la padronanza della lingua del Paese di accoglienza. Il presidente della Provincia di Bergamo, Pasquale Gandolfi, ha ricordato che sono circa 60.000 i bergamaschi sparsi per il mondo, quindi ha incoraggiato le attività del Centro D.L.C.M. di Bruxelles in rappresentanza di tutte le comunità.
Nella sessione dedicata all’associazionismo, ha preso la parola don Egidio Todeschini, neo Coordinatore Nazionale delle Missioni Cattoliche in Svizzera, anche lui di origine bergamasca. Don Todeschini ha fatto il punto sugli italiani che continuano ad espatriare, soffermandosi sui suoi concittadini, con un calo demografico non indifferente per l’Italia. E tornando al ruolo importante dell’associazionismo si è parlato della Rete delle Associazioni Italiane a Bruxelles. Ma si è parlato anche di solidarietà, di aiuto agli studenti Erasmus, di cultura, di identità. E’ intervenuto anche Alain Chantraine, Direttore Generale Onorario della Commissione Europea, che ha risposto alla domanda "Être citoyen européen?" precisando il legame che c’è tra l’identità individuale e la cittadinanza collettiva. Nella seconda parte del convegno tanti gli interventi accademici, e non è mancato un momento dedicato ai 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, maestro della lingua italiana. Per la nona edizione nel 2022, pandemia permettendo, ci si è dati appuntamento a Lucerna. (Nicoletta Di Benedetto)
MCI: domani la bilaterale tra la Chiesa italiana e quella svizzera
29 Novembre 2021 -
Roma - Si terrà domani a Roma, presso la sede della Fondazione Migrantes, l'incontro bilaterale tra le Commissioni Episcopali per le Migrazioni delle Conferenze Episcopali di Svizzera e Italia. Saranno presenti: Mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni della Cei e della Fondazione Migrantes; Mgr Jean-Marie Lovey, Evêque de Sion, président de la Commission de Migration de la Conférence des évêques suisses; Don Giovanni De Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes; Karl-Anton Wohlwend, Nationaldirektor Migratio; Don Egidio Todeschini, Coordinatore Nazionale delle MCLI in Svizzera per il quinquennio 2022/2026 e Don Carlo De Stasio, attuale Coordinatore nazionale delle MCLI in Svizzera, in carica fino a dicembre 2021.
Dopo i saluti iniziali del Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego seguirà l'ordine del giorno sulle seguenti tematiche: La mobilità italiana in Svizzera: attualità, numeri e caratteristiche; Le MCLI: configurazione geografica e canonica, dimensione ecclesiale, ambiti socio/pastorali e liturgico/sacramentali; Attuale personale assunto nelle MCLI e necessità per il prossimo futuro; Aspetti problematici e criticità nelle MCLI; Riflessioni e proposte per il prossimo futuro.
FAIM: eletto il nuovo Consiglio direttivo
29 Novembre 2021 - Roma - “Ripensare l’emigrazione; rappresentare la transizione: Diritti, Partecipazione, Solidarietà, Linguaggi”. Questo è il titolo della 2° Assemblea Congressuale del FAIM (Forum Associazioni Italiani nel Mondo) che si è tenuta a Roma il 25-26 novembre u.s. per il rinnovo degli Organi Statutari eletti nella prima Assemblea nel 2016. Superando gli ostacoli dovuti alla distanza fisica imposta dalla pandemia, la partecipazione dei delegati è avvenuta in presenza e online, garantendo così un ampio dibattito e le votazioni alle significative modifiche statutarie e elezioni degli Organi. Il dibattito ha così spaziato sulle tematiche del documento preparatorio: la centralità dell’associazionismo, il rapporto tra rappresentanza sociale e rappresentanza istituzionale e politica, la questione delle nuove e giovani generazioni, alle stesse ragioni dell’esperienza del forum tra passato e futuro. A presiedere il Consiglio Direttivo è stato Matteo Bracciali, Vicepresidente della Federazione delle ACLI Internazionali e alla Vice Presidenza Maria Rosa Mauro Grillo (AITEF). “Il Forum delle associazioni degli italiani nel mondo riparte dalle radici: tenere insieme l’associazionismo dei nostri connazionali all’estero in tutte le sue forme e sostenere i diritti di chi migra. Il FAIM è un luogo di incontro e approfondimento. Le realtà associative sono molto cambiate e la grande ricchezza di questa esperienza sarà quella legare nuove e vecchie esperienze per potenziare la partecipazione alla vita pubblica della nostra comunità all’estero e renderle protagoniste del dibattito pubblico”.
Il Consiglio sarà convocato al più presto per la nomina del nuovo Comitato Esecutivo e del portavoce per approvare gli indirizzi programmatici per il prossimo triennio.
Migrantes Rossano-Cariati: celebrata la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
29 Novembre 2021 - Rossano - “Insieme contro ogni violenza contro ogni violenza storie di vita, migrazione, riscatto e solidarietà”. Questo è il titolo del convegno incontro organizzato dalla Pastorale Migrantes della Diocesi di Rossano -Cariati insieme al Sindacato di Polizia SIAP provinciale di Cosenza, il Centro Italiano Femminile sezione di Cariati e l’istituto Scolastico IPSSEOA, LICEI I.T.I. Cariati tenutosi nella giornata del 25 u.s. presso l’aula convegni dell’Istituto I.T.I di Cariati., in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Numerosi sono stati gli interventi qualificati tra i quali spiccano quelli di: Antonietta Storino, Dirigente Siap che ha tenuto una relazione da tecnico nel settore giuridico con esperienza sul campo in quanto appartenente ai ruoli della Polizia di Stato; don Gaetano Federico che ha parlato della figura della donna nella Bibbia, Sara Bianco – Assessore ai servizi sociali di Cariati - che ha portato la visione di donna e la propria esperienza professionale nel complicato e complesso mondo dei servizi sociali; Morena Barletta, Coordinatrice progetto SAI/SIPROMI portatrice di testimonianza di convivenze possibili con i migranti ed in particolare con le donne migranti; Sara Giulia Aiello, Dirigente scolastico dell’istituto ospitante I.I.S. che ha parlato delle violenze di genere contestualizzando con l’ambiente scolastico; Giuseppe Parise Presidente Associazione Cariatesi a Milano; Filomena Greco sindaco di Cariati; Alfonso Benvenuto sindaco di Bocchigliero; Don George Viju guida spirituale del CIF; I Marescialli Mastrangelo e Marino rappresentante dei Carabinieri della Stazione di Cariati. Il tutto sapientemente dosato dalla giornalista Anna Minnicelli nella qualità di moderatrice e da Carmela Sciarrotta coordinatrice della sezione CIF di Cariati che ha fatto gli onori di casa. “Con queste giornate si corre Il rischio di parlare della violenza contro le donne un solo giorno all’anno e il giorno dopo con la scusa di averne parlato il giorno prima diventa un pretesto per poi non parlarne più aspettando la ricorrenza successiva; dobbiamo tenere alta la guardia e non mollare mai” ha dichiarato il Direttore dell’Ufficio della pastorale Migrantes della Diocesi di Rossano-Cariati Giovanni Fortino presente all’evento. La giornata è stata festosa ed emozionante piena di significato che ha toccato i numerosi presenti tra i quali molti giovani dell’istituto scolastico. Canti, poesie e musica e tante ragazze migranti in abiti etnici, ospitate presso lo SPRAR di Bocchigliero hanno dato gioia e colore all’iniziativa dove la parola più citata è stata la speranza.
Papa Francesco ai migranti: “provo tanto dolore per voi, sappiate che vi sono vicino”
29 Novembre 2021 - Città del Vaticano – “Quanti migranti – pensiamo questo – quanti migranti sono esposti, anche in questi giorni, a pericoli gravissimi, e quanti perdono la vita alle nostre frontiere!”. È stato questo l’appello di Papa Francesco, ieri mattina, al termine della preghiera mariana dell’Angelus. “Sento dolore per le notizie sulla situazione in cui si trovano tanti di loro: di quelli che sono morti nel Canale della Manica; di quelli ai confini della Bielorussia, molti dei quali sono bambini; di quelli che annegano nel Mediterraneo. Tanto dolore pensando a loro. Di quelli che – ha aggiunto il Papa - sono rimpatriati, a Nord dell’Africa, sono catturati dai trafficanti, che li trasformano in schiavi: vendono le donne, torturano gli uomini. Di quelli che, anche in questa settimana, hanno tentato di attraversare il Mediterraneo cercando una terra di benessere e trovandovi, invece, una tomba; e tanti altri”. Ai migranti che si trovano in queste situazioni di crisi papa Francesco assicura la preghiera, e “anche il mio cuore: sappiate che vi sono sempre vicino”. Il Pontefice ha quindi Ringraziato tutte le istituzioni impegnate “ad alleviare le loro sofferenze” ed ha rinnovato l’appello “accorato a coloro che possono contribuire alla risoluzione di questi problemi, in particolare alle Autorità civili e militari, affinché la comprensione e il dialogo prevalgano finalmente su ogni tipo di strumentalizzazione e orientino le volontà e gli sforzi verso soluzioni che rispettino l’umanità di queste persone”. (Raffaele Iaria)
Mons. Perego: parola del Papa “profondamente segnate dalla sofferenza per il dramma dei migranti”
29 Novembre 2021 - Roma - Le parole di Papa Francesco all'Angelus di ieri mattina, domenica 28 novembre - erano “profondamente segnate dalla sofferenza per il dramma dei migranti ai confini tra Polonia e Bielorussia e dei migranti che sono morti attraversando La Manica o che continuano a morire nel Mediterraneo”. Lo dice oggi a www.migrantesonline.it, il Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego sottolineando che si tratta di “una sofferenza, quella del Papa, che invita all'impegno e alla responsabilità di tutti: di ciascuno di noi, di ogni Stato e istituzione. Una 'casa comune', quale deve essere per noi l'Europa, non può – conclude mons. Perego - vedere crescere muri, ma nuove opportunità di protezione, nuove strade di libertà e di sicurezza per chi cerca pace e giustizia”. (R. Iaria)
La domenica del Papa: Tempo di Avvento, tempo per vigilare
29 Novembre 2021 - Città del Vaticano - Inizia, con questa domenica, il cammino di Avvento, come dire, il tempo e la storia individuati nel loro momento finale, come leggiamo in Luca e nelle parole di Geremia, la prima lettura: verranno giorni nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa di Israele. Cammino che il credente è chiamato a ripercorrere nella pazienza, nella speranza e nell’attenzione ai segni della salvezza. Con Luca possiamo dire che l’atteggiamento che caratterizza questo tempo è la pazienza; l’attesa della realizzazione delle promesse di bene, pazienza in vista di quel “risollevatevi e alzate il capo”.
“Chi entra in casa nostra ammiri noi piuttosto che le suppellettili” scriveva Seneca. Come dire, siamo sommersi dalle cose esteriori, dal superfluo. Nei giornali, e non solo, è già frenesia degli acquisti, nonostante la crisi, la pandemia. Nelle nostre strade si moltiplicano le luci natalizie. Luca ci dice di stare bene attenti che “i cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita”. Il tempo di Avvento è, dunque, invito a non guardare alla facciata, ma andare in profondità, cogliere il significato interiore.
In questa domenica papa Francesco ci invita anche a guardare a quanti sono in difficoltà e nelle sofferenze, come i migranti. Il suo è un forte, accorato appello rivolto alle autorità e a quanti hanno la possibilità di contribuire a risolvere queste situazioni “affinché la comprensione e il dialogo prevalgano finalmente su ogni tipo di strumentalizzazione e orientino le volontà e gli sforzi verso soluzioni che rispettino l’umanità di queste persone”. Il suo pensiero va a quanti hanno perso la vita nel Canale della Manica, ai profughi al confine Bielorussia e Polonia, a coloro la cui vita si conclude tra le onde del Mediterraneo, ai bambini; a quanti sono rimpatriati e “sono catturati dai trafficanti, che li trasformano in schiavi: vendono le donne, torturano gli uomini”. Migranti “esposti, anche in questi giorni, a pericoli gravissimi”, che perdono la vita “alle nostre frontiere. Sento dolore per le notizie sulla situazione in cui si trovano tanti di loro”, dice il Papa.
Cogliamo l’invito, in questa prima domenica di Avvento, a “alzare il capo”, e guardare anche le crisi e le ferite del tempo in cui viviamo. Da Francesco l’impegno a non essere “cristiani addormentati”, ma capaci di essere là dove sofferenza, dolore, diritti negati chiedono un supplemento di coraggio. “Alzare il capo” per non permettere “che il cuore si impigrisca e che la vita spirituale si ammorbidisca nella mediocrità”.
Ci sono tanti “cristiani addormentati, cristiani anestetizzati dalle mondanità spirituali, cristiani senza slancio spirituale, senza ardore nel pregare”. Cristiani, ancora, afferma Francesco, “che guardano sempre dentro, incapaci di guardare all’orizzonte. E questo porta a ‘sonnecchiare’, a tirare avanti le cose per inerzia, a cadere nell’apatia, indifferenti a tutto tranne che a quello che ci fa comodo. E questa è una vita triste”. Ecco allora il verbo vigilare “per non trascinare le giornate nell’abitudine, per non farci appesantire dagli affanni della vita”.
Vigilare anche per non trovarci accomodati “sulla poltrona della pigrizia”, perché, per il vescovo di Roma, “è triste vedere i cristiani in poltrona”. Poi si chiede quali sono “le mediocrità che mi paralizzano”, i vizi “che mi schiacciano a terra e mi impediscono di sollevare il capo”; sono “attento o indifferente” ai pesi che “gravano sulle spalle dei fratelli”. Il rischio è il sonno interiore, quel girare sempre attorno a noi stessi e restare bloccati nel chiuso della propria vita coi suoi problemi, le sue gioie e i suoi dolori.
Il grande nemico della vita spirituale, afferma ancora, è l’accidia, “quella pigrizia che fa precipitare, scivolare nella tristezza, che toglie il gusto di vivere e la voglia di fare. È uno spirito negativo, uno spirito cattivo che inchioda l’anima nel torpore, rubandole la gioia”. Poi, com’è nel suo stile, Francesco aggiunge “un ingrediente essenziale” e dice: “il segreto per essere vigilanti è la preghiera”. Quando sentiamo che “l’entusiasmo si raffredda, la preghiera lo riaccende, perché ci riporta a Dio, al centro delle cose”. La preghiera “risveglia l’anima dal sonno e la focalizza su quello che conta, sul fine dell’esistenza”. (Fabio Zavattaro – SIR)