Primo Piano
Migrantes Andria: l’accoglienza e l’integrazione a scuola
Andria - La Scuola media “Manzoni” nell’a.s. in corso ha intrapreso un percorso curricolare per conoscere le ragioni del fenomeno migratorio, coinvolgendo i volontari della Casa di Accoglienza “S. Maria Goretti” - Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria e gli operatori della Comunità Migrantesliberi che da anni operano nell’ambito, promuovendo le buone pratiche di accoglienza e integrazione.
Durante gli incontri, tenutisi nei giorni 14-21 e 28 novembre, gli alunni hanno potuto esprimere attraverso, i pensieri e le riflessioni le domande che il tema dell’immigrazione ha suscitato in loro. Inoltre nei giorni 5 e 12 dicembre, negli ambienti della scuola è stato allestito il Mercatino della Teranga, per far conoscere e proporre i manufatti della sartoria sociale, che rientra in uno dei diversi progetti di integrazione e realizzazione dell’autonomia lavorativa previsti per i migranti accolti in Città.
L’iniziativa è stata coordinata dalla docente di Religione prof. Nunzia Zinfollino dove i ragazzi si sono misurati con il tema dei diritti umani e quindi hanno riflettuto e dibattuto su questioni riguardanti il pregiudizio, l’intolleranza e il timore dello straniero. Il coinvolgimento degli operatori e dei volontari ha dato voce a storie che vengono da lontano portate sui barconi della speranza, per la realizzazione di uno strumento informativo che vuole narrare un pensare vero, vivace e bello del mondo delle migrazioni. Incontrare ed accogliere l’altro dovrebbe essere un’esperienza naturale, un’occasione per arricchirsi e crescere. In una sua opera il poeta libanese Khalil Gibran scrive: “Se ci fossero due uomini uguali, il mondo non sarebbe grande abbastanza da contenerli”.
La Scuola attraverso il proprio intervento e le sue alte finalità di promozione della crescita umana del discente vuole essere un punto di riferimento capace di orientare le giovani generazioni, sempre più disorientate da proposte di ogni tipo, alla scelta di principi positivi che possano stare alla base delle loro scelte e delle loro azioni. (don Geremia Acri - Migrantes Andria)
La Fondazione Scalabriniana entra in Focsiv
Ero straniero, sanatoria: pratiche ferme, uffici allo stremo, serve più personale
Roma - Dal 13 dicembre è disponibile sul sito della campagna Ero straniero, l’aggiornamento sull’attuazione della regolarizzazione straordinaria del maggio 2020. Continuano ad arrivare notizie sconfortanti dal ministero dell’interno circa la definizione delle circa 220.00 domande complessive, presentate oltre due anni fa, spiegano i promotori: dai dati ottenuti dal Viminale in risposta alla "nostra richiesta di accesso agli atti risulta che al 19 ottobre 2022 sono stati effettivamente rilasciati 83.032 permessi di soggiorno: solo il 37,7% sul totale delle domande presentate. Quanto alle pratiche in lavorazione, ai primi di dicembre sono circa l’80% del totale delle domande ricevute: 127.652 le domande accolte in attesa che venga rilasciato il permesso di soggiorno, 29.159 i rigetti e 4.383 le rinunce. Appare evidente come la macchina amministrativa del ministero dell’interno si sia inceppata e non riesca a rimettersi in pari". Alla luce di questi "tempi lunghissimi - spiega una nota - condannati anche dal consiglio di Stato nel maggio scorso, pare sempre più incredibile il trattamento riservato a decine di migliaia di persone straniere in tali uffici perennemente sotto organico e impreparati ad affrontare un carico di lavoro così gravoso. Né è bastato assumere - anche in tal caso con grandissimo ritardo - gli oltre 1.200 lavoratori e lavoratrici interinali grazie a cui alcuni passi avanti, seppur minimi, sono stati fatti ma che, avendo contratti precari e di durata brevissima, faticano a garantire quella continuità che invece sarebbe indispensabile all’attività amministrativa".
La campagna Ero straniero nei prossimi mesi, oltre alla riforma del sistema attuale della gestione di flussi per lavoro e all’introduzione di un meccanismo permanente di regolarizzazione, lavorerà perché "cambi l’approccio della pubblica amministrazione verso le persone straniere condannate a subire tempi di attesa lunghissimi e ostacoli burocratici inaccettabili in termini di inclusione e partecipazione alla vita del paese, dove hanno scelto di stabilirsi e lavorare".
Gesù dei naufraghi
Migrantes Vercelli: il 16 la presentazione del rapporto Immigrazione
Bari: la solidarietà è il porto più sicuro dove ricominciare a vivere
Bari - L’Esercito Italiano ha reso il Natale dei bambini e delle famiglie accolte al CARA di Bari ancora più indimenticabile, soprattutto per alcuni di loro: 20 persone migranti, tra le quali ci sono dieci minori, sbarcate dalla nave Humanity 1 (arrivata a Bari con 261 profughi), dopo aver rischiato il naufragio nel mare in tempesta.
La tempesta peggiore queste persone, bambini e adulti, l’hanno sofferta in Libia e ne portano i segni. Domenica 11 è stato il giorno della salvezza e lunedì 12 dicembre quello dell’abbraccio dell’Italia, attraverso una mattinata di festa e solidarietà (che era già in programma), nella quale il Reggimento Cavalleggeri di Lodi comandato dal Colonnello Lorenzo Urso, (al comando del Reggimento Puglia e Basilicata nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure) ha donato a tutti i bambini e agli adulti ospiti del CARA di Bari giochi, tantissimo materiale per l’infanzia, come fasciatoi, biberon, scalda latte e passeggini. Tra i tanti doni arrivati (perché l’Esercito ha coinvolto in questa “operazione natalizia” anche altre realtà), c’erano anche coperte, piumini, presidi sanitari come stampelle, deambulatori e carrozzine. É stato donato anche un defibrillatore nuovo, che è arrivato dall’Associazione Friulana Donatori di Sangue, ma hanno partecipato a questo straordinario dono di Natale anche UNICEF Campania, Caritas di Bari, i militari dell’arma di Cavalleria, gli ex allievi della Scuola Militare della Nunziatella, il Poliambulatorio di Bari Palese e il Poliambulatorio Sanitario della Polizia di Stato della Provincia di Bari.
La Cooperativa Auxilium, che gestisce l’accoglienza e i servizi sociali del CARA di Bari, ringrazia di cuore tutte queste realtà e ha condiviso su Facebook le emozionanti immagini della mattinata, alla quale hanno presenziato il Generale di Brigata Paolo Sandri, Comandante della Brigata Pinerolo, e il Prefetto di Bari Antonia Bellomo: i bambini hanno ricevuto tanti giocattoli, ma anche loro hanno consegnato agli ospiti dei doni. Una stupenda mattinata di gioia, ma sono soprattutto le immagini dei bambini che sono sbarcati ieri dalla Humanity 1 e che oggi sorridono e giocano sereni insieme agli altri, che fanno capire che il vero Natale è questo.
Emergency: salpata ieri da Genova la nave Life support per salvare vite nel Mediterraneo
Roma - È salpata ieri dal Porto di Genova per la sua prima missione la nave Life support di Emergency, diretta nelle acque del Mediterraneo Centrale. “Che una persona perda la vita sotto le bombe in Ucraina, nelle strade di Kabul o tra le onde del Mediterraneo, per noi non fa differenza: è sempre una persona che muore ingiustamente – afferma Rossella Miccio, presidente di Emergency–. Per anni lo staff di Emergency ha prestato servizio sulle navi umanitarie di altre Ong, contribuendo a salvare migliaia di esseri umani. Oggi, dopo mesi di lavoro, andiamo in mare con una nostra nave, la Life Support, per ribadire il nostro impegno per il diritto alla vita per tutti”. In supporto del nuovo progetto - riferisce l'agenzia Sir - anche due artisti, il cantautore Daniele Silvestri e lo street artist Tvboy. L’esponente del movimento della Street art ha voluto esprimere il proprio supporto ai naufraghi che lì saranno accolti e all’equipaggio della nave realizzando l’opera Emerge – un murales di 3×2 mt che rappresenta due braccia che si afferrano tra le onde. Sulle murate della nave, è scritta la frase di Gino Strada, chirurgo e fondatore di Emergency: “I diritti sono di tutti, altrimenti chiamateli privilegi”, che riassume la filosofia che ispira i progetti dell’organizzazione. La nave, lunga 51,3 mt e larga 12 mt, può arrivare ad accogliere fino a 175 naufraghi, oltre al personale di bordo. Il team della Life support è composto da un totale di 28 persone, di cui 9 marittimi e 19 dello staff Emergency. In particolare il team sanitario è formato da due infermieri, un medico e due mediatori culturali, con esperienza nei progetti in Paesi come Italia, Libia, Yemen, Afghanistan. Una volta soccorsi, i superstiti verranno sottoposti a un triage sanitario durante il quale riceveranno un codice a seconda del quale verranno accompagnati in ambulatorio, sul main deck, in osservazione, sulle panche limitrofe o nella zona di accoglienza all’aperto. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) dal 2014 ad oggi sono oltre 20.000 le persone morte o scomparse nella rotta del Mediterraneo centrale, ovvero una media di sei persone al giorno. Solo nel 2022 sono oltre 1.300 le persone che hanno perso la vita o che risultano disperse nella rotta migratoria più pericolosa al mondo.
Ismu: il 16 dicembre webinar del progetto Grase contro stereotipi di genere e razza in ambito lavorativo
Milano - Il 16 dicembre si terrà il webinar conclusivo su “Gender and race stereotypes eradication in labour market access” (Grase), un progetto, coordinato da Fondazione Ismu e finanziato dall’Ue nell’ambito del programma europeo “Rec – Rights, equality and citizenship” (“Diritti, uguaglianza e cittadinanza”), con l’obiettivo di ridurre le barriere nel sistema dei servizi di orientamento al lavoro e selezione del personale, per facilitare l’accesso di donne con un background migratorio a posizioni e settori lavorativi adeguati alle loro competenze. Durante il webinar, che si terrà in lingua inglese, si discuterà con esperte provenienti dai tre Paesi coinvolti nel progetto (Italia, Spagna e Portogallo), che hanno lavorato congiuntamente per due anni. Grase ha realizzato 3 toolkit rivolti agli operatori dei servizi di orientamento al lavoro e selezione del personale e ai tecnici sviluppatori di software per la selezione del personale, al fine di supportarli nel riconoscimento e messa in discussione degli stereotipi nei confronti delle donne con background migratorio. In questa fase finale delle attività del progetto l’obiettivo è aprire un confronto con istituzioni, network e progetti in ambito europeo sui temi sviluppati durante i due anni di attività.
Anci: incontro al Viminale su Msna
Mons. Felicolo: abbiamo gli strumenti per riuscire a dare risposte diverse a chi arriva e ha bisogno d’aiuto
Card. Zuppi a Rapporto Asilo Migrantes: “uscire da logica sicurezza ed emergenza e dare stabilità”
Fondazione Migrantes: Rapporto Diritto Asilo, guardando all’Italia
| Nel 2022 si è imposto per dimensioni, naturalmente, il flusso di profughi che ha attraversato le frontiere italiane in fuga dall’Ucraina, dimostrando che anche un flusso improvviso di rifugiati di (171.500 a fine settembre), con una portata più che doppia rispetto agli “sbarchi” dal Mediterraneo (71.300 persone alla stessa data) ha un impatto pari a zero sulla stabilità e sulla “sicurezza” di uno Stato come l’Italia. Alla metà di novembre gli arrivi totali via mare saranno 92.917. |
| Vero è, tuttavia, che la generosa “auto-accoglienza” messa in atto dalla comunità ucraina, con la collaborazione di tanti privati cittadini italiani, ha “salvato” un sistema di accoglienza ristretto e limitato: le 171.500 persone arrivate dall’Ucraina surclassano del 72% la totalità dei rifugiati e richiedenti asilo di tutte le provenienze ospitati nel sistema pubblico alla fine di settembre fra SAI, CAS e centri di prima accoglienza, poco più di 99 mila persone. |
| Arrivi via mare: questo 2022, almeno sino a fine settembre, vede in netto aumento su gommoni, barche e barconi rifugiati afghani e siriani, anche se le tre prime cittadinanze negli “sbarchi” rimangono come nel 2021 quelle tunisina, egiziana e bangladese. |
| Sempre in tema di arrivi via mare, per la prima volta il report riesce a documentare nel dettaglio le modalità di approdo sulle nostre coste negli ultimi quattro anni (Paesi di partenza, sbarchi autonomi o in operazioni di search and rescue, fra cui le missioni delle ONG). |
| All’attività delle ONG in Italia e nel Mediterraneo è dedicata, poco oltre questi grafici e tabelle, la scheda “ONG e non solo” (p. 350). |
| Sempre per la prima volta, Il diritto d’asilo apre una finestra anche sulla situazione alle quattro frontiere di terra con Slovenia, Austria, Svizzera e Francia, con le cifre sui migranti “irregolari” rintracciati (in crescita ovunque: oltre 4.800 quelli rintracciati dalla sola polizia di frontiera di Trieste e Gorizia nel 2022 fino a metà settembre, + 12% rispetto allo stesso periodo del ’21), sui migranti “riammessi” oltre frontiera, sulle “riammissioni” in Italia e sui respingimenti dal confine con la Francia (già 27.301 in questo 2022). Sono 33 le “riammissioni” già eseguite verso la Slovenia quest’anno, contro le 18 del medesimo periodo dell’anno scorso. |
| Un’altra scheda fa il punto sulla frontiera del Nordovest, dove si gioca il “game” italo-francese: i passaggi, i respinti, le vittime e l’accoglienza al di qua e al di là delle Alpi. |
| Alla fine di ottobre 2022 si trovavano in accoglienza in Italia 103.161 fra richiedenti asilo, rifugiati e migranti. |
| Alla fine del 2021, dopo anni di discesa, si era toccato il minimo dal 2017, con appena 78.421 persone accolte. |
| Negli anni l’incidenza dei CAS (i centri di accoglienza “straordinari”) sulle accoglienze totali è rimasta preponderante. Se nel 2020 le strutture CAS erano 4.556, nel 2017 hanno toccato la cifra record di 9.132. |
| Nel corso del 2021 la rete degli enti locali SAI ha toccato il “massimo storico” di persone accolte nei suoi progetti, 42.464. Ma alla fine dell’anno, le persone accolte nei progetti erano meno di 26 mila, appena un terzo del totale di quelle in accoglienza. |
| Sono 2.514 i rifugiati reinsediati in Italia con il programma nazionale italiano di resettlement inaugurato nel 2015. Dopo un “picco” di 985 arrivi toccato nel 2017, il trend annuale è purtroppo precipitato fino a poche unità nel biennio pandemico 2020-2021. Mentre sono appena quattro i reinsediati nei primi otto mesi del 2022. |
| I corridoi umanitari promossi dal privato sociale e dalle Chiese in collaborazione con i governi hanno permesso di accogliere in Europa dal 2016 all’inizio di settembre 2022 5.074 rifugiati, di cui 4.350 solo in Italia. A queste iniziative si sono aggiunti a partire dal 2019 (per quanto su una scala di grandezza che è ancora molto più ridotta) i programmi dei “corridoi universitari” per studenti rifugiati promossi dalle Università italiane in collaborazione con l’UNHCR e, nel 2021, il progetto dei “canali di studio”, sempre in Italia, per minori non accompagnati rifugiati in Niger. |
| Il 2021 ha visto affermarsi in una qualche misura il riconoscimento della protezione speciale introdotta dal DL 130/2020: 7.092 i riconoscimenti nell’anno, quasi il 14% di tutti i richiedenti esaminati. I primi nove mesi del 2022 hanno visto crescere questa percentuale oltre il 18%. Ma si è ancora al di sotto dei valori che, in passato, otteneva la protezione umanitaria abolita dal primo “decreto sicurezza” del 2018 (dal 21% al 25% di tutte le decisioni). |
| Rispetto al 2020 di lockdown pandemico, nel complesso il 2021 ha registrato un forte aumento di richiedenti asilo nel nostro Paese: da poco meno di 27 mila (per trovare un valore ancora più basso occorre risalire al 2013, con 26.600 richiedenti) a 53.600. |
| Solo fra gennaio e la metà di settembre 2022 i richiedenti hanno già raggiunto il totale 2021 con 53.500 domande. Ma anche quest’anno si concluderà ben al di sotto dei valori raggiunti nel biennio 2016-2017, durante il quale avevano chiesto protezione rispettivamente 124 mila e 130 mila persone. |
| Nel 2022 fra i 10 Paesi di provenienza principali (che totalizzano insieme il 70% dei richiedenti asilo registrati) sono cinque quelli che si trovano nelle ultime posizioni del Global Peace Index, cioè fra gli Stati più insicuri del pianeta (aree dell’“indice di pace” basso o molto basso): il Pakistan, la Nigeria, l’Ucraina, l’Afghanistan e la Colombia. |
| L’incidenza degli esiti positivi fra i richiedenti asilo esaminati continua a presentare un’alta variabilità a seconda delle cittadinanze d’origine: nel 2022 si passa dall’8% per quella tunisina al 95% per quella afghana e al 94% per quella ucraina. Molto basse, nel complesso, le incidenze per le tre cittadinanze principali dei richiedenti esaminati: Pakistan 34%, Bangladesh 20,5% e Nigeria 41%. |
| Le ultime tre schede della sezione I numeri/3, con una cartina, presentano in sintesi i risultati dell’aggiornamento 2022 del progetto europeo NIEM (National integration evaluation mechanism), che ha studiato la qualità delle normative e delle politiche di integrazione offerte dai governi ai beneficiari di protezione internazionale in 14 Paesi fra cui l’Italia. |
| Nel 2021 sono stati trattenuti a bordo delle navi quarantena 35.305 rifugiati e migranti. Nella prima parte del 2022 (l’esperienza si è conclusa ufficialmente alla fine di maggio) si tratta di 6.922 persone. Di 11 giorni la permanenza media nel ’21 e appena inferiore, 10, nel ‘22. |
Fondazione Migrantes: Diritto Asilo, tra l’Europa e l’Italia
| 18.801 | I minori stranieri non accompagnati (MSNA) “presenti e censiti” in Italia alla fine di settembre 2022: erano 9.661 alla stessa data dell’anno scorso (+ 94%). Nel 2022 sono arrivati soprattutto dall’Ucraina (6.000, quasi la metà del totale) e poi a seguire, molto a distanza, da Egitto (1.600 circa), Afghanistan, Tunisia, Albania, Bangladesh, Pakistan, Kossovo. |
| 12.776 | I nuovi MSNA segnalati in territorio italiano nel primo semestre 2022. |
| 4.730 | I MSNA in accoglienza presso privati alla fine di giugno 2022: il 30% di tutti i presenti in Italia a quella data. L’anno scorso erano appena il 3%: l’impennata è dovuta all’arrivo dei profughi della guerra in Ucraina, che sono stati accolti in larga parte da connazionali già residenti in Italia o da italiani. |
| 3.469 | I tutori volontari di MSNA iscritti negli elenchi istituiti presso i Tribunali per i minorenni al 31 dicembre 2020, data dell’ultima rilevazione nazionale. |
| Un milione di euro | La cifra prevista dal Bilancio di previsione dello Stato a sostegno dei tutori volontari di MSNA. La Gazzetta ufficiale n. 219 del 19 settembre 2022 ha finalmente pubblicato l’atteso decreto dell’8 agosto 2022 “Disciplina delle modalità dei rimborsi e degli interventi in favore dei tutori volontari dei minori stranieri non accompagnati” che sblocca, appunto, questo stanziamento. |
| Una scheda di dati chiave riassume la nuova edizione dell’indagine-inchiesta di Save the Children Nascosti in piena vista, che nella primavera del ’22 ha monitorato gli spostamenti di decine di MSNA “in transito” nel Nord Italia, da Trieste ai varchi di Ventimiglia e della valle di Susa. | |
| Gli ultimi quattro anni hanno visto in diminuzione la percentuale di minorenni fra i richiedenti protezione in Italia: dal 15% sul totale registrato nel 2019 e nel 2020 all’11% del dato provvisorio per il 2022, relativo a circa 5.900 bambini e ragazzi registrati fra gennaio e la metà di settembre. |
| Nelle Commissioni territoriali per il diritto d’asilo i minori continuano (fortunatamente) a registrare una percentuale di riconoscimento nettamente superiore a quella generale: quasi il 74% nel 2022, contro il 45% generale; nell’ultimo anno con dati completi, il 2021, le percentuali erano state rispettivamente il 55% contro il 42%. |
| L’arrivo di MSNA richiedenti asilo nel territorio dell’UE rimane (per quanto in crescita anche rispetto al biennio pre-pandemico) a livelli molto contenuti rispetto al 2015 e al 2016: poco più di 23 mila bambini e ragazzi nel 2021, contro i 92 mila registrati nel 2015 dell’“emergenza migranti” europea e i 60 mila dell’anno successivo. |
| Per il settimo anno consecutivo la cittadinanza di provenienza dei MSNA richiedenti asilo più numerosa è di gran lunga quella afghana: nel 2015 ha rappresentato oltre la metà di tutti i non accompagnati richiedenti asilo, per tornare a superare il 50% nel 2021. |
| Nell’ultimo quadriennio sono stimate a meno di 200 le presenze in Albania, a fine anno o a fine semestre, di rifugiati e migranti in viaggio nei cosiddetti “flussi misti”. |
| Dal 2015 al 2021 è diminuito il numero totale delle persone di “competenza” UNHCR (rifugiati, richiedenti asilo e apolidi) presenti nel Paese: alla fine del ’21 erano meno di un quarto rispetto alla fine del ’15. Ma alla metà del ’22 se ne registravano di nuovo oltre 6.000, per l’arrivo sia di numerosi profughi evacuati direttamente dall’Afghanistan e in attesa di un visto per l’America del Nord (come previsto da accordi Washington-Tirana), sia di profughi dall’Ucraina. |