Primo Piano
Migrantes Vercelli: a Natale una celebrazione per gli ucraini al seminario vescovile
Migrantes Milano: mons. Delpini incontra i migranti
Nella diocesi sono circa quaranta le comunità di stranieri cattolici: la più rappresentata è quella filippina che, solo a Santo Stefano, parrocchia “personale” dei migranti nella diocesi, conta otto comunità. Secondi per numero i latino-americani, in particolare i salvadoregni. In espansione, per ragioni comprensibili, anche gli ucraini che dopo il trauma iniziale della guerra si stanno stabilizzando nel territorio, mentre la comunità di migranti più antica in diocesi è quella etiope-eritrea, già presente dalla fine degli anni ’70. Le organizzazioni cattoliche di stranieri fanno capo a 24 cappellani che seguono diverse comunità strutturate con differenti tipologie: le parrocchie “personali”, le cappellanie, le missioni “in cura d’anime”. Nella vita delle comunità straniere di fedeli le difficoltà più significative, spiega don Alberto Vitali, responsabile dell’Ufficio Migrantes e parroco di Santo Stefano, «sono quelle relative al rapporto generazionale. Tra i giovani c’è chi è nato nel proprio Paese di origine e chi in Italia, non esiste un modello di riferimento univoco. È più rappresentativo, invece, il rapporto tra padri e figli, dove la fatica vera è la differenza culturale anche quando la fede, in maniera sentita, è praticata da parte di entrambi».
Siena e Assisi unite nella solidarietà per il piccolo Mustafa
Il decennio di Carta di Roma: come l’informazione descrive (e scrive) la storia delle migrazioni
Giuseppe, uomo del sì
Cei: “abbraccio forte e sincero delle Chiese in Italia” a papa Francesco nel giorno del suo compleanno
Migrantes Reggio Calabria-Bova: i popoli cantano la pace
Comunità filippina di Roma: domenica messa in san Pietro con il card. Tagle
Fondazione Migrantes: domani al circo Rony Roller celebrazione eucaristica sotto il tendone
Migrantes Messina: il vescovo Di Pietro alla festa della Cappellania Filippina
Papa Francesco: sviluppare con politiche adeguate, l’accoglienza e l’integrazione
Migrantes Bolzano oggi “Aperi-cena” per la Giornata internazionale dei Migranti
Migrantes Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola: domani con “Sconfinato amore” si riflette su seconde generazioni e cittadinanza agli stranieri
Istat: minorenne più di un terzo di chi vive in campi autorizzati o insediamenti tollerati
Istat: il Nord è l’area più attrattiva per gli stranieri
Istat: dall’Europa quasi la metà degli stranieri censiti
Istat: l’età media degli stranieri rallenta il processo di invecchiamento della popolazione residente in Italia
La biografia di La Pira scrive l’agenda del nostro tempo
Migrantes Cagliari: mons. Baturi incontra i migranti nella sua residenza
Cagliari - Sabato 17 dicembre 2022, a partire dalle 9, presso i locali dell’episcopio (piazza Palazzo a Cagliari), si rinnova l’incontro tra il vescovo di Cagliari e segretario generale della Cei monsignor Giuseppe Baturi e i rappresentanti delle diverse comunità straniere presenti in città.
L'iniziativa dal titolo “Il Vescovo incontra gli immigrati”, promossa con il supporto della Caritas diocesana e dell'Ufficio Migrantes, rappresenta un'opportunità dal punto di vista della accoglienza e dell'evangelizzazione, ma anche un'occasione di rafforzamento delle relazioni di amicizia e di fratellanza, da sempre priorità della Chiesa.
A fare da sfondo l'enciclica "Fratelli tutti" promulgata dal Santo padre nel 2020 ed il “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” firmato nel 2019 ad Abu Dhabi da papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyib, indicando come bussole la cultura del dialogo, la collaborazione comune e la conoscenza reciproca e l'enciclica.
«La vita dell’uomo vale ogni sforzo e ogni sacrificio – afferma monsignor Baturi. Il fenomeno dell’immigrazione è globale e riguarda milioni di persone sullo scenario mondiale. L’accoglienza è fatta di incontri tra culture e popolazioni diverse e questa rappresenta motivo di crescita e opportunità per tutti. Nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2022, papa Francesco scrive che “costruire il futuro con i migranti e i rifugiati significa anche riconoscere e valorizzare quanto ciascuno di loro può apportare al processo di costruzione”, ed è in quest’ottica che rinnoviamo l’appuntamento in episcopio. Natale si avvicina – conclude - attendiamo il Signore che viene, e lo fa anche attraverso i profughi. Lui stesso lo è stato e ci sprona ad aprire le nostre comunità all’accoglienza».