Primo Piano

Migrantes Padova: domenica la “Festa delle comunità etniche cattoliche”

23 Marzo 2023 - Padova - "Le undici comunità etniche cattoliche presenti nella diocesi di Padova sono contente di incontrare il vescovo mons. Claudio Cipolla, lo sentono veramente come loro padre, come un dono". Lo dice al settimanale "La Difesa del Popolo" don Gianromano Gnesotto, direttore Migrantes  a proposito della celebrazione con le comunità etniche della diocesi che si svolgerà domenica 26 marzo alle 16 in Cattedrale. L'occasione dell'incontro è la "Festa delle comunità etniche cattoliche", giunta alla sua seconda edizione, organizzata da Migrantes, realtà che si occupa di seguire pastoralmente - nell'annuncio, nelle celebrazioni, nella vita comunitaria - le persone che fanno parte di queste realtà, coadiuvata dagli undici sacerdoti di riferimento. "L'abbiamo chiamata in questo modo intendendo non soltanto le comunità straniere presenti nel territorio diocesano - aggiunge don Gnesotto - ma di per sé anche quelle italiane: il nostro desiderio è che questo diventi un appuntamento in cui si radunano, in maniera gioiosa come dovrebbe essere la liturgia eucaristica, comunità cattoliche multietniche assieme a quelle italiane presenti nelle zone limitrofe alla Cattedrale". Tra gli appuntamenti previsti nelle prosime settimane quella del 14 maggio, quando ci sarà un pellegrinaggio mariano in un santuario della diocesi e a giugno la consueta tredicina di sant'Antonio, un'iniziativa in preparazione alla festa del patrono. Quest'anno la Festa delle genti, che normalmente si vive a Pentecoste verrà inserita nella tredicina di giugno, per la concomitanza con il sinodo diocesano.

Comece: italiano il nuovo presidente, mons. Mariano Crociata

23 Marzo 2023 - Roma - Mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, è il nuovo presidente della Commissione degli episcopati dell'Unione europea (Comece). È stato eletto ieri dai vescovi delegati delle Conferenze episcopali dell'UE, riuniti a Roma per l'Assemblea di primavera del 2023. La notizia è stata diffusa ieri sera dalla Comece, dopo i necessari passaggi di ratifica con la Santa Sede. Mons. Crociata, 70 anni d’età, subentra alla presidenza del cardinale Jean-Claude Hollerich per il triennio 2023-2028. Al momento della sua elezione, il  presule ha espresso ai membri dell'Assemblea la sua gratitudine per la fiducia accordata: «Questo è un momento cruciale per l'Europa e per la Chiesa. Unità e solidarietà sono più che mai necessarie. Dovrebbero guidarci attraverso le numerose transizioni che le nostre società devono affrontare. Mi riferisco in particolare alla necessità di una ripresa giusta e sostenibile dalle conseguenze della pandemia di COVID-19, facendo in modo di non lasciare indietro nessuno, nonché rinnovando la vocazione dell'Unione Europea ad essere fonte di sviluppo e promessa di pace per il nostro amato continente e per il mondo». Il nuovo Presidente è Delegato della Conferenza Episcopale Italiana presso la Comece dal 2017. Negli ultimi cinque anni è stato Primo Vicepresidente della Comece. L'Assemblea ha inoltre eletto quattro Vicepresidenti, rispecchiando la diversità geografica e culturale della Chiesa nell'Unione Europea. I Vicepresidenti sono: mons. Antoine Hérouard (Francia), mons. Nuno Brás da Silva Martins (Portogallo), mons. Rimantas Norvila (Lituania), mons. Czeslaw Kozon (Conferenza episcopale nordica). Dopo l'elezione della nuova Presidenza, l'Assemblea ha accolto il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin. Insieme hanno discusso delle implicazioni umanitarie, geopolitiche e sociali della guerra in Ucraina e dei modi in cui la Chiesa cattolica può incoraggiare e contribuire al ruolo dell'UE come attore di pace globale. A Mons. Crociata gli auguri di un proficuo lavoro da parte della Fondazione Migrantes.  

Viminale: da inizio anno sbarcate 20.364 persone sulle coste italiane

22 Marzo 2023 -
Roma - Sono finora 20.364 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 3.347 sono di nazionalità ivoriana (16%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Guinea (2.957, 14%), Pakistan (1.986, 10%), Bangladesh (1.896, 9%), Tunisia (1.587, 8%), Egitto (1.191, 6%), Camerun (961, 5%), Mali (723, 4%), Gambia (640, 3%), Burkina Faso (635, 3%) a cui si aggiungono 4.441 persone (22%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

Prevenire e contrastare la violenza sui minori stranieri: un convegno a Milano

22 Marzo 2023 - 22 Marzo 2023 - Roma - La violenza sui minori rappresenta una delle problematiche più urgenti e gravi del nostro tempo. Una piaga sociale che colpisce indiscriminatamente bambini e adolescenti di tutte le etnie, culture, classi sociali e livelli di istruzione, con conseguenze drammatiche sulla loro crescita e sul loro futuro. L’impatto della violenza, poi, è particolarmente grave nei casi in cui i minori hanno un background migratorio, sia poiché vivono in una condizione di particolare vulnerabilità perché spesso vittime anche di discriminazioni, pregiudizi e marginalizzazione, sia perché hanno più difficoltà nell'accedere ai servizi di sostegno e protezione. Un fenomeno, quello  della violenza sui minori stranieri che colpisce anche i ragazzi che vivono in Italia e che sarà il tema di analisi e dibattito della conferenza “Prevenire e contrastare la violenza sui minori stranieri: il progetto Remì”, in programma venerdì 24 marzo 2023 dalle 9.30 alle 17.00, presso Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi (Palazzo Emilio Turati – Via Meravigli 9/B, Milano). Il convegno costituisce non solo un momento di confronto tra rappresentati delle istituzioni, esperti e mondo del Terzo Settore, ma anche l’occasione per presentare i risultati di  “Remì – Reti per il contrasto alla violenza sui minori migranti”, progetto finanziato con il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione e realizzato da Fondazione ISMU ETS in collaborazione con Il Melograno CBM Onlus, Cidis Onlus, CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso dell'Infanzia). Tra i principali obiettivi di Remì, che si è svolto in Lombardia (Milano e Monza-Brianza), Umbria (Perugia e Terni) e Campania (Napoli e Caserta), prevenire e contrastare la violenza sui minori con background migratorio, attraverso una serie di azioni concrete, volte a promuovere la loro integrazione, il loro benessere e la partecipazione attiva alla vita della comunità. Il convegno si aprirà con i saluti istituzionali di Vincenzo Cesareo, Segretario Generale Fondazione ISMU ETS; Maria Assunta Rosa, Vice Prefetto Ministero dell’Interno, Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione, Direzione per le Politiche Migratorie, Fondo Asilo Migrazione e Integrazione. Alla sessione mattutina, moderata da Nicoletta Pavesi, Università Cattolica del Sacro Cuore e Fondazione ISMU, interverranno: Paola Barachetti, Fondazione ISMU ETS; Giovanni Giulio Valtolina, psicologo, psicoterapeuta familiare; Marie Rose Moro, neuropsichiatra infantile, psicoanalista;  Ariella Rothberg, psicologa clinica, etnologa. Alla sessione pomeridiana, moderata da Paola Barachetti, Fondazione ISMU, ETS, interverranno: Rossella Pesenti, Cooperativa Il Melograno CBM Onlus; Angela Giallorenzi, Associazione CIDIS Onlus; Maria Grazia Foschino Barbaro, CISMAI. Stando all'indagine di AGIA, CISMAI e Terre des Hommes, dei circa 402 mila minorenni che risultano presi in carico dai Servizi Sociali al 31 dicembre 2018 (ultimi dati disponibili), 77.493 lo sono per qualche forma di maltrattamento: quindi 193 minorenni ogni 1.000 in carico ai Servizi risultano essere maltrattati. La percentuale di minorenni stranieri in carico ai Servizi Sociali per maltrattamento è tre volte maggiore rispetto a quella dei minorenni italiani: su 1.000 minorenni, 23 sono stranieri e 7 italiani. Questo dato risulta in aumento rispetto a quello rilevato nella precedente indagine – basata però su un diverso campione -  dell’Autorità Garante per l’Infanzia e per l’Adolescenza (2015). Le ragioni di tale sbilanciamento potrebbero essere diverse: da un lato si ipotizza una maggior attenzione da parte dei servizi sociali e delle istituzioni a riconoscere e denunciare i segnali di maltrattamento anche all'intero dei nuclei familiari stranieri; dall'altro potrebbe pesare, in alcuni casi, l'applicazione di metodi educativi che replicano quanto avviene nei paesi di origine, ma che in Italia non sono assolutamente ammissibili. Le famiglie immigrate risultano più vulnerabili in quanto spesso hanno una scarsa conoscenza del sistema italiano di garanzia del minore e una cultura dei suoi diritti diversa e, in alcuni casi, meno attenta a diritti considerati secondari (diritto al gioco, all’ascolto, alla partecipazione). In questo quadro di complessità, i servizi sono tenuti a garantire il diritto di ogni minore, quale che sia la condizione giuridica o la nazionalità, ad essere protetto da forme di violenza e maltrattamento, ma non sempre sono dotati delle competenze necessarie per rilevare, decodificare e affrontare situazioni critiche in famiglie di diversa tradizione culturale. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce il progetto Remì, che mira a prevenire e contrastare la violenza sui minori con background migratorio, rafforzando in chiave interculturale il sistema di prevenzione e di contrasto e potenziando la rete dei servizi, per creare un modello innovativo basato su pratiche e metodologie sperimentali da diffondere a livello nazionale. Il percorso implementato all’interno del progetto Remì nasce infatti con l’obiettivo di sviluppare negli operatori di servizi sociali, sanitari, educativi, competenze utili per la prevenzione e il contrasto della violenza sui minori migranti, ponendosi in ascolto, abbandonando per quanto possibile stereotipi e pregiudizi, aprendosi così al mondo delle possibilità che offre l’incontro con la diversità culturale. In questo modo gli operatori stabilendo un dialogo e una collaborazione con le famiglie straniere, possono mostrare loro modelli educativi diversi e accompagnarle nel trasformare le loro pratiche educative, di modo che siano rispettose delle nostre leggi Il progetto ha dato vita, nel corso della sua realizzazione, agli Spazi Remì, luoghi di ascolto finalizzati a fornire un supporto specifico ai minori vittime di violenza e alle loro famiglie, oltre a essere un utile riferimento per gli operatori dei servizi. All'interno degli Spazi Remì, un'équipe multidisciplinare con operatori specializzati e qualificati, si è concentrata sugli interventi di prevenzione e di presa in carico delle situazioni di rischio, violenza, fragilità e disagio. Sono stati attivati servizi di supporto a chiamata, di mediazione culturale, supporti psicopedagogici, corsi di lingua italiana, counseling legale, laboratori di sostegno alla genitorialità e per la conoscenza dei diritti dei minori nel nostro Paese. Infine Remì, ha costruito 5 reti territoriali di intervento che hanno coinvolto e messo in relazione, sul territorio, servizi sociosanitari ed educativi del pubblico e del Terzo Settore, scuole e realtà educative, contesti sociali di riferimento, organizzazioni e istituzioni a supporto delle famiglie straniere. Così all'interno del progetto viene approfondita la sperimentazione di una modalità di prevenzione e presa in carico della vulnerabilità delle famiglie con background migratorio - in modo particolare, connessa alla violenza sui minori - che ha attribuito una importanza significativa alla rete. Rete intesa sia come rete di capitale sociale, costituita dai rapporti personali della persona o della famiglia, sia come rete organizzativa in grado di connettere le istituzioni e le organizzazioni per offrire risposte efficaci ai bisogni.

Vangelo Migrante: V domenica di Quaresima | Vangelo (Gv 11, 1-45)

22 Marzo 2023 - Attorno alla persona di Gesù, nei Vangeli di queste domeniche, in un crescendo, sono apparsi con sempre maggiore evidenza il dramma dell’uomo e la gloria di Dio: nell’uomo prevale la necessità dell’acqua, della luce, della vita; da Dio provengono la sorgente che disseta, la verità che illumina, la resurrezione che dà vita. L’episodio della resurrezione di Lazzaro, questa domenica, è la prova generale della Resurrezione di Gesù, il fondamento della nostra fede. La morte resta un dramma ed è il problema dell’uomo. Non solo quella esistenziale ma anche le tante morti e mortificazioni, dinanzi alle quali i nostri desideri e i nostri progetti non possono nulla. Nel Vangelo odierno colpisce una sorta di lentezza da parte di Gesù. Marta, la sorella del defunto gliela fa notare: “se tu eri qui, mio fratello non moriva”.  A volte l’attesa di un Suo intervento, lento e quasi distratto, sembra metterci alla prova. Perché fa così? Dal Vangelo odierno impariamo che i tempi di Dio non sono i nostri e l’intervento di Dio non va confuso con il far qualcosa e basta: Dio non è cura palliativa ma uno che risolve le cose alla radice. Come per la Samaritana Egli chiede da bere per poi offrire acqua in abbondanza, così per Lazzaro: aspetta la morte, ed anche una sorta di necrosi, per poter operare la vita. È probabile, e anche molto umano, che, presi dalle nostre paure e dal nostro dolore, noi non ce ne accorgiamo. Il primo segno dell’Opera di Dio è proprio questo: nella necrosi nessuno mette mano; Gesù lo fa perché Dio va dove non va nessuno. E da lì ricomincia la vita: scatena le porte degli inferi e riprende l’uomo dove i vermi se lo mangiano e lo porta con sé. Il Suo pianto è una risposta a Maria. Come a dirgli: “ho colto profondamente il tuo stato. Ti ho accolta”. Il passaggio è importante. Molte volte, impotenti dinanzi alle tante lacrime di chi chiede di essere accolto, forse anche a noi è sembrato più logico darci da fare senza aver fatto prima quel silenzio, anche ferito e in lacrime, che ci mette in condizione di entrare in relazione con Dio, farci accogliere da Lui e riconoscere l’Opera sua, che vive e dà vita anche attraverso le nostre azioni. Solo sentendoci accolti da Lui possiamo dare il meglio di noi stessi anche agli altri.

GMMR: reso noto il tema, “Liberi di scegliere se migrare o restare”

21 Marzo 2023 - Città del Vaticano - Domenica 24 settembre 2023 si celebrerà la 109a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Il tema scelto da Papa Francesco per questa giornata e per il suo tradizionale Messaggio è “Liberi di scegliere se migrare o restare”, con l’intenzione - spiega il Dicastero per Sviluppo Umano Integrale -  di promuovere una "rinnovata riflessione su un diritto non ancora codificato a livello internazionale: il diritto a non dover emigrare, ossia - in altre parole - il diritto a poter rimanere nella propria terra". La natura forzata di molti flussi migratori attuali "obbliga - spiega il Dicastero - ad una considerazione attenta delle cause delle migrazioni contemporanee. Il diritto a rimanere è precedente, più profondo e più ampio del diritto ad emigrare. Esso include la possibilità di essere partecipi del bene comune, il diritto a vivere in dignità e l’accesso allo sviluppo sostenibile, tutti diritti che dovrebbero essere effettivamente garantiti nelle nazioni d’origine attraverso un esercizio reale di corresponsabilità da parte della comunità internazionale". In vista della Giornata il Dicastero avvierà una campagna di comunicazione finalizzata a "favorire una comprensione approfondita del tema del Messaggio attraverso sussidi multimediali, materiale informativo e riflessioni teologiche". (R.Iaria)

Consiglio Europeo: al centro il tema immigrazione

21 Marzo 2023 - Roma - In vista del Consiglio europeo, calendarizzato il 23 e il 24 marzo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha indirizzato una lettera ai 27 paesi membri riguardante gli argomenti legati all’immigrazione. "Il terribile naufragio a largo della Calabria è stato un vivido richiamo all'urgenza della nostra azione. Una soluzione equa e duratura è possibile solo attraverso un approccio europeo e bilanciato. Possiamo raggiungere più traguardi se agiamo assieme". E' quanto scrive sui progressi sul dossier migrazione in vista del Consiglio europeo. La Commissione, annuncia von der  Leyen, “nel 2023 è pronta a mobilitare 110 milioni di euro addizionali ai 208 già impegnati per la cooperazione anti-trafficanti". "L'Ue deve lavorare al rafforzamento delle frontiere esterne con un nuovo approccio strategico. Il 14 marzo la Commissione ha definito un nuovo approccio alla gestione europea integrata delle frontiere per i prossimi cinque anni. Questo è il risultato di una stretta collaborazione con gli Stati membri e il Parlamento europeo. Fornisce un quadro chiaro per la cooperazione e il coordinamento per oltre 120 ufficiali della guardia di frontiera e costiera europea delle autorità nazionali degli Stati membri e di Frontex", si legge nella lettera. "Dobbiamo indirizzare i nostri mezzi in modo efficace, per utilizzare al meglio i 600 milioni di euro messi a disposizione a breve per sostenere in modo sostanziale gli Stati membri con il controllo delle frontiere e le attrezzature tecnologiche", ha spiegato von der Leyen. Un primo obiettivo sarebbe "il confine chiave tra Bulgaria e Turchia, dove la Commissione sta lavorando con le autorità bulgare per finalizzare una valutazione dei bisogni. Frontex ha anche rivisto i requisiti generali a tutte le frontiere esterne. Le conclusioni dovrebbero essere raggiunte nel consiglio di amministrazione la prossima settimana, identificando le operazioni chiave per rafforzare la protezione delle frontiere". "Abbiamo continuato la nostra stretta collaborazione con i partner in Nord Africa e la consegna di navi alla Libia continua a rafforzare le capacità di ricerca e soccorso. Il gruppo di contatto europeo per la ricerca e il salvataggio è stato rilanciato, fornendo una piattaforma che consente agli Stati membri di impegnarsi con l'obiettivo di istituire un quadro di cooperazione rafforzata per la ricerca e il salvataggio. La Commissione ha inoltre contattato diversi Stati membri in merito alle discrepanze individuate nella registrazione degli arrivi irregolari e abbiamo concordato con gli Stati membri di intensificare il lavoro della rete Blueprint per istituire un sistema comune di allarme rapido e situazionale dell'UE." , scrive von der Leyen. Nei Balcani occidentali, Frontex "ha iniziato a schierare le sue guardie di frontiera in Serbia, con già 130 corpi permanenti schierati ai suoi confini con Ungheria e Bulgaria. La Serbia ha recentemente confermato il suo impegno ad avviare rapidamente i negoziati su un nuovo accordo sullo status che consentirà il dispiegamento di corpi permanenti anche oltre i confini dei partner dei Balcani occidentali", ha spiegato la presidente, ricordando anche i negoziati con Montenegro e Albania. "Inoltre, è in corso il nuovo pacchetto di assistenza per la protezione delle frontiere da 40 milioni di euro per i Balcani occidentali con attrezzature modernizzate", ha aggiunto. "L'Unione europea ha approvato un nuovo sostegno di 200 milioni di euro per l'assistenza nell'accoglienza dei migranti per affrontare questioni chiave come l'accoglienza dei minori non accompagnati, lo sviluppo di capacità vicino alle frontiere esterne e la soddisfazione delle esigenze di specifici Stati membri. Von der Leyen ha annunciato anche una maggiore efficacia sui movimenti secondari e sulla solidarietà. Si presta attenzione anche ai progressi nell'attuazione della tabella di marcia di Dublino, "compresa la registrazione in Eurodac, sostenendo il lavoro che ridurrà gli incentivi per i movimenti secondari", si legge nella lettera. "La Commissione riferirà sull'attuazione della tabella di marcia sulla Convenzione di Dublino nel corso dell'anno, come stabilito dal Consiglio Giustizia e affari interni del 9 marzo", conclude la lettera di von der Leyen. (Alessandro Pertici)  

Naufragio in Calabria: superstite, “Ho nuotato per mezz’ora”

21 Marzo 2023 -

Cutro - Ha nuotato per mezz’ora, aggrappato ad un pezzo di legno, lottando con tutte le sue forze contro la corrente e le onde alte. Ed alla fine ce l’ha fatta.Amir Khan è uno degli 81 superstiti del naufragio in Calabria.  87 le vittime accertate al momento. Ieri ha rivissuto quei drammatici momenti davanti al Gip del tribunale dei minorenni di Catanzaro nell’incidente probatorio nell’inchiesta a carico del presunto scafista 17enne. "Mi sono salvato salendo sopra un legno, ho nuotato mezz’ora e quando sono arrivato a terra non c’erano ancora i carabinieri", ha raccontato il superstite ai magistrati.

Consiglio Permanente Cei: in agenda l’Assemblea generale di maggio

21 Marzo 2023 -

Roma - Con l’introduzione svolta ieri pomeriggio dal cardinale Matteo Zuppi sono entrati nel vivo i lavori della sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente della Cei, che si focalizzeranno sul programma e sullo svolgimento dell’Assemblea generale dei vescovi italiani in programma dal 22 al 25 maggio sul tema: “In ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Passi verso il discernimento”. Le Chiese in Italia continuano ad essere impegnate nell’ascolto, attraverso i “Cantieri di Betania”.

Alla data del 31 gennaio scorso, ne sono stati attivati 377, di cui 101 della “strada e del villaggio”, 99 dell’“ospitalità e della casa”, 93 delle “diaconie e della formazione spirituale” e 84 scelti dalle singole diocesi, tra cui ne spiccano alcuni centrati su temi “originali”, come quello sulle solitudini (Rieti), lo spopolamento (Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela), l’impegno sociale e politico (Anagni-Alatri), la giustizia e legalità (Foggia-Bovino, Oppido Mamertina-Palmi), la cura del creato (Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo), l’ecumenismo (Pinerolo), le culture diverse (Bolzano-Bressanone), i giovani, la famiglia e l’accoglienza turistica (Tempio-Ampurias). All’ordine del giorno del Consiglio permanente anche la presentazione delle attività del Comitato e del Servizio e per gli interventi caritativi a favore dei Paesi del Terzo Mondo, con un focus sulle linee del nuovo regolamento. Dopo un approfondimento sul Sovvenire, i vescovi discuteranno della proposta di ripartizione dei fondi 8xmille che sarà sottoposta alla prossima Assemblea Generale. Prevista l’approvazione del calendario delle attività della Cei per l’anno pastorale 2023- 2024.

Card. Zuppi: come non ricordare l’ultima tragedia che ha coinvolto profughi, che non hanno trovato chi custodiva la loro vita?

20 Marzo 2023 - Roma -  San Giuseppe "compie scelte coraggiose che determinano una svolta nella vita propria e della sua famiglia. Come non pensare alla fuga da Erode, diventando profugo in Egitto? E come non ricordare l’ultima tragedia che ha coinvolto profughi, che non hanno trovato chi custodiva la loro vita? Ringrazio di cuore quanti si sono prodigati in loro aiuto, manifestazione di tanta umanità e la Chiesa di Crotone che ha mostrato il volto di madre della nostra Chiesa". Lo ha detto oggi pomeriggio il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana aprendo i lavori del Consiglio Permanente della Cei. Il porporato cita l'appello rivolto ai politici durante il Congresso Eucaristico di Matera: un appello che"per certi versi" è rivolto a  a tutti e che "indicava alcune preoccupazioni che chiedono di trovare risposte certe, non provvisorie, precarie, sempre parziali". Tra questi l'accoglienza ma anche "le povertà in aumento costante e preoccupante, l'inverno demografico, i divari tra i territori, la transizione ecologica e la crisi energetica, la difesa dei posti di lavoro, soprattutto per i giovani", e ancora "il superamento delle lungaggini burocratiche, le riforme dell'espressione democratica dello Stato e della legge elettorale". Il card. Zuppi evidenzia che "è davvero per tutti tempo di scelte coraggiose e non di opportunismi". (R.Iaria)

Spettacolo viaggiante: Papa, “siete seminatori di gioia”

20 Marzo 2023 - Città del Vaticano – “Voi cooperate in senso largo all’annuncio del Vangelo per la gioia che portate alla gente con le vostre attrazioni. Voi siete seminatori di gioia, non dimenticate questo! E a volte seminate gioia in momenti in cui il cuore non è gioioso, è triste per i problemi... Ma voi seminate, la vostra vocazione è seminare gioia”. Lo ha detto questa mattina papa Francesco ricevendo in udienza i membri dell’Unione Nazionale Attrazionisti Viaggianti (U.N.A.V.) incoraggiandoli a “tenere sempre il vostro cuore e la vostra vita aperti a una prospettiva di fede, che nasce dall’incontro con Gesù, presente e operante nella sua Chiesa, presente e operante in voi, in ognuna delle persone che voi trovate, in ognuna delle persone che voi fate ridere. Che è una delle cose belle: seminatori di sorrisi, è bello!”. Il pontefice ha ricordato come la pandemia ha impedito loro di svolgere le consuete attività, viaggiando di piazza in piazza con le attrazioni: “So che la Fondazione Migrantes vi è stata vicina incoraggiandovi ad andare avanti con spirito di fede e di speranza. Ora, grazie a Dio, avete potuto riprendere. La Chiesa continua – ha detto il Papa - ad accompagnarvi annunciandovi Cristo Salvatore, il quale percorreva città e villaggi portando a tutti l’annuncio gioioso del Regno di Dio”.  Sostando con le giostre nei paesi e nelle città, “voi offrite ai bambini e agli adulti momenti di spensieratezza, distraendoli un po’ dalle preoccupazioni che assillano la vita quotidiana. La felicità di un bambino sulla giostra è un’immagine di gioia pulita che appartiene alla memoria di ogni famiglia”. Il senso di gioia e di festa – ha quindi aggiunto papa Francesco - che “voi diffondete scaturisce dalla creatività e dalla fantasia, non ricalca i modelli artificiali e conformisti che circolano nei media; si alimenta non dalla ricerca di sensazioni sempre nuove, ma dalla semplicità e genuinità che si può respirare in un luna park”. Da qui l’invito ad andare avanti “nel vostro lavoro itinerante! In un mondo dove si respira spesso un clima grigio e pesante, voi ci ricordate che la strada per essere contenti è la semplicità; e anche una forma di divertimento all’aria aperta e in compagnia: l’opposto di quello che sempre più spesso si vede oggi, ognuno da solo con il suo telefonino o con il computer, che ti isola dalla comunicazione sociale. Voi invitate a uscire, a incontrarsi sulla piazza, a divertirsi insieme. Vi apprezzo per questo. E vi ringrazio perché, in fondo, ci ricordate che non siamo fatti solo per il lavoro ma anche per la festa, e Dio è contento quando noi festeggiamo insieme da fratelli in semplicità. E la vostra vocazione è: ridere e far sorridere. A volte il cuore è triste, ma la vocazione ti porta avanti per dare dei sorrisi agli altri, dei sorrisi che li facciano ridere. E questo è bello: seminare sorrisi, seminare gioia, seminare pace, seminare un orizzonte più positivo di quello che forse sta vivendo la gente in quel momento”. Il Pontefice all’inizio dell’udienza ha voluto fare gli auguri, per il suo 80mo compleanno, a suor Geneviève, Piccola Sorella da anni impegnata nella pastorale con i luna parkisti e che oggi vive al Luna park di Ostia. (Raffaele Iaria)

Istat: movimenti migratori in ripresa

20 Marzo 2023 -  Roma - In aumento i movimenti migratori, rispetto agli anni della pandemia, anche a causa degli effetti della crisi bellica in Ucraina. Lo evidenzia oggi l’Istat  nel Report  “Dinamica Demografica”. Nel 2022 in totale – spiega l’Istat -  si contano 1.887.463 iscrizioni in anagrafe e 1.745.978 cancellazioni dovute a trasferimenti di residenza. Nel 2021 si era già registrata una ripresa della mobilità, a seguito dell’attenuazione delle misure restrittive di contenimento della pandemia. Questa prosegue nel 2022, mostrando incrementi moderati dei flussi migratori interni e incrementi più marcati delle iscrizioni dall’estero, accompagnati da una forte riduzione dei flussi in uscita dal Paese. I movimenti tra comuni hanno coinvolto 1 milione e 484mila persone, +4,3% rispetto al 2021, ritornando ai livelli del 2019. Nel 2022 l’incremento della mobilità residenziale si è mantenuto abbastanza omogeneo nel corso dei mesi, con un picco a maggio (+11,3% sullo stesso mese del 2021). Solo nei mesi di aprile, luglio e dicembre si osservano lievi riduzioni dei trasferimenti interni, tra il -0,1% e il -2,0%. La Lombardia (+21.755) e l’Emilia-Romagna (+17.298) mostrano i livelli più alti del saldo migratorio interno mentre le regioni con i deficit maggiori sono la Campania (-24.008) e la Sicilia (-17.355). In rapporto alla popolazione residente l’Emilia Romagna e la provincia autonoma di Trento evidenziano i tassi migratori netti interni più elevati (rispettivamente del +3,9 per mille e +3,0 per mille), la Basilicata e la Calabria i più bassi (entrambe -5,5 per mille). La ripresa dei movimenti migratori internazionali è – scrive l’Istituto di Statistica -  stata consistente, in parte dovuta alle ripercussioni della crisi internazionale a seguito dello scoppio del conflitto in Ucraina. Nel 2022 le iscrizioni anagrafiche dall’estero ammontano a 360.685 mentre si contano 131.869 cancellazioni per l’estero, cifre che determinano un saldo migratorio estero pari a +228.816 (+3,9 per mille residenti). La dinamica positiva delle iscrizioni dall’estero, già osservata nel 2021 a seguito dell’allentamento dei vincoli agli spostamenti del periodo di pandemia, prosegue nel 2022 con un incremento del 13,3% rispetto al 2021, riportando le immigrazioni ai livelli pre-Covid (+8,4% sul 2019). Forte impulso all’aumento di iscrizioni dall’estero è dato dalle conseguenze dello scoppio del conflitto in Ucraina con la Russia alla fine di febbraio 2022. La presenza stabile della comunità Ucraina in Italia (225.307 censiti a fine 2021) spiega l’effetto di attrazione esercitato dall’Italia sui profughi in fuga dalla guerra. Al 31 dicembre 2022 si contano in Italia 146mila persone provenienti dall’Ucraina con un permesso per protezione temporanea, con un picco di emissioni tra aprile e giugno 2022 (il 56% del totale) e un consistente aumento di iscrizioni in anagrafe dall’estero di cittadini ucraini (da circa 9mila nel 2021 a 30mila nel 2022). Se negli anni 2012-2019 l’andamento delle cancellazioni anagrafiche per l’estero è stato crescente con un picco nel 2019 (180mila), il rallentamento dei flussi in uscita, osservato a partire dall’anno della pandemia, prosegue nel 2022 pur in assenza di vincoli agli spostamenti. In particolare, le cancellazioni per l’estero scendono del 16,7% rispetto all’anno precedente (-26,5% sul 2019).

Migrantes Palermo: il 2 aprile la Via Crucis dei Migranti

20 Marzo 2023 - Palermo - La popolazione immigrata presente nella provincia di Palermo nel 2021 era di 33.750 persone  pari al 3,8% della popolazione residente. Diverse le comunità cattoliche presenti srilankesi Tamil, che sono la maggioranza, con due comunità: una nella Parrocchia di S. Nicolò da Tolentino  e l’altra allo ZEN; una comunità ghanese nella Parrocchia di S. Nicola all’Albergheria; due comunità filippine: una nella Parrocchia di S. Lucia al porto e l’altra nella Chiesa di S. Gregorio al Capo; una comunità mauriziana e dell’America Latina che si ritrovano nella Chiesa della Madonna dei Miracoli a Piazza Marina; una comunità ivoriana e l’altra nigeriana che si ritrovano nella Parrocchia di S. Nicolò da Tolentino. Gli immigrati nelle loro valigie portano anche le devozioni tipice della loro fede e espresse nelle differenti culture. Ma ci sono anche delle devozioni comuni a tutti. Tra questa c’è la devozione alla Vergine Maria e la Via Crucis. Il pomeriggio del 2 Aprile, Domenica delle Palme, si celebrerà al Foro Italico di Palermo la via crucis dei migranti promossa dall'Ufficio Migrantes della diocesi di Palermo. È un’iniziativa che darà voce - spiega l'Ufficio Migrantes - alle diverse comunità cattoliche etniche che insieme agli italiani vogliono ripercorrere la via della croce vissuta da Gesù che continiua ad essere vissuta oggi dai migranti. L’itinerario è suddiviso in 14 stazioni e sarà animato dalle differenti comunità. Verranno utilizzate una decina di lingue tra veicolari e materne. I contenuti delle stazioni della via crucis, approfondiranno l’esperienza dolorosa di Gesù di Nazaret attualizzata nella situazione degli immigrati. La Migrantes invita coloro che parteciperanno ad indossare un indumento rosso, per ricordare il "sangue versato da Gesù e le croci di oggi".

Vedere, sapere, conoscere

20 Marzo 2023 -
Città del Vaticano - Non vedeva, ma anche non sapeva, non conosceva Gesù. È in questi tre verbi – vedere, sapere, conoscere – che si snoda il racconto della guarigione del cieco dalla nascita, nel Vangelo di questa quarta domenica di Quaresima, chiamata anche in laetare. Domenica che coincide con l’inizio del Pontificato di Papa Francesco, dieci anni fa. Prima la donna samaritana al pozzo di Sicar, la sete dell’acqua che è scoperta di un incontro che cambia la vita. Poi, il cieco che riacquista la vista: la luce che rischiara le nostre tenebre. Alla radice c’è un contrasto tra l’apertura di un incontro che va ben oltre le nostre capacità di intendere i rapporti e, appunto, la piccolezza dei nostri orizzonti, anche religiosi. Al pozzo di Giacobbe, Gesù coinvolge la donna dicendole: dammi da bere. All’uomo nato cieco fa una cosa analoga: dopo avergli ridato la vista “fisica”, gli chiede di “credere” nel “Figlio dell’uomo” per riacquistare la vista e vedere veramente. E nella risposta – “credo” – che il cieco riconosce il segno operato da Gesù, e compie un cammino di fede: prima incontra Gesù come un uomo tra gli altri, diceva Benedetto XVI, “poi lo considera un profeta, infine i suoi occhi si aprono e lo proclama Signore”. Giovanni evidenzia anche il contrasto esistente tra il cieco e i presenti, i farisei: apre il suo racconto con il cieco che comincia a vedere e si chiude con dei vedenti che continuano a non vedere, a non credere ai loro occhi. I discepoli “finiscono nel chiacchiericcio e cercano un colpevole”; leggiamo in Giovanni: “chi ha peccato lui o i suoi genitori perché sia nato cieco”. Commenta Papa Francesco all’Angelus: “noi tante volte cadiamo in questo che è tanto comodo, cercare un colpevole anziché porsi domande impegnative nella vita”. Poi e la volta di quanti hanno assistito alla guarigione, non credono e sono scettici: “per loro è inaccettabile, meglio lasciare tutto com’era prima e non mettersi in questo problema. Hanno paura – dice Francesco – temono le autorità religiose e non si pronunciano”. Accade che la novità lascia interdetti e “emergono cuori chiusi di fronte al segno di Gesù”; le persone “cercano un colpevole, perché non sanno stupirsi, perché non vogliono cambiare, perché sono bloccati dalla paura”. Invece di accettare la verità, la testimonianza, il messaggio di Gesù, anche noi, afferma il vescovo di Roma, “cerchiamo un’altra spiegazione, non vogliamo cambiare e cerchiamo una via d’uscita più elegante”. Il cieco invece “non inventa e non nasconde nulla” afferma il Papa: “non ha paura di quello che diranno gli altri: il sapore amaro dell’emarginazione lo ha già conosciuto, per tutta la vita, ha già sentito su di sé l’indifferenza il disprezzo dei passanti, di chi lo considerava come uno scarto della società, utile al massimo per il pietismo di qualche elemosina. Ora, guarito, quegli atteggiamenti sprezzanti non li teme più, perché Gesù gli ha dato piena dignità”. Era cieco e ora ci vede. La luce è ciò che rischiara l’oscurità, ci libera dalla paura delle tenebre; lo leggiamo già nelle prime righe della Genesi: “Dio disse sia la luce […] vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre”. Con la guarigione Gesù gli ha ridato piena dignità, quella dignità che “esce dal profondo del cuore, che prende tutta la vita”. Nella prima lettura, il libro di Samuele, leggiamo infatti che “l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore”. All’Angelus Papa Francesco ci pone delle domande, un po’ come fa spesso nelle sue riflessioni, ci mette nel mezzo della scena del Vangelo e ci chiede cosa avremmo detto allora, quale sarebbe stata la nostra posizione; ci chiede se siamo liberi di fronte ai pregiudizi, testimoniamo Gesù, o “ci associamo a quelli che diffondono negatività e pettegolezzi”; come i genitori del cieco “ci lasciamo ingabbiare dal timore di quello che penserà la gente?”. Ancora, “come accogliamo le difficoltà e l’indifferenza degli altri? Come accogliamo le persone che hanno tante limitazioni nella vita?”. Chiediamo, dice Francesco, “la grazia di stupirci ogni giorno dei doni di Dio e di vedere le varie circostanze della vita, anche le più difficili da accettare, come occasioni per operare il bene, come ha fatto Gesù con il cieco”. (Fabio Zavattaro - SIR)

Corridoi umanitari: le testimonianze

18 Marzo 2023 - Città del Vaticano - «Vengo dall’inferno della Libia»: con la voce rotta dalla commozione Meskerem, eritrea rifugiata in Italia grazie ai Corridoi umanitari, si è presentata a Papa Francesco, che ha potuto ascoltare il suo grido di dolore grazie alla immediata traduzione di una giovane interprete. Poi, accompagnata dal marito e dalla figlia, gli ha consegnato alcuni fogli sui quali è riassunta la sua storia di dolore: dalla fuga dalla propria patria insieme con la sorella, poi dispersa, alla drammatica esperienza nei lager libici durata circa dieci anni. Lì, nei campi di prigionia chiamati Ghem ghem bari (“prima del mare”) è stata vittima di sfruttamento e violenze, ma vi ha anche conosciuto e sposato il suo Suleiman e dato alla luce la bambina che oggi, in completo di jeans, sorrideva felice accanto a papa Francesco. Dopo di lei Anna, originaria di Aleppo, ha raccontato la sua fuga dalla guerra in Siria nel 2016. Col marito si è rifugiata in Libano fino al 2020, quando l’esplosione nel porto di Beirut li ha lasciati un’altra volta senza casa. «Ci siamo messi a cercare. Abbiamo sentito parlare dei corridoi umanitari, ci sembrava un sogno: la possibilità di vivere in pace, tranquillità, lavorare e impegnarci nella società, la possibilità per Pamela», la loro figlia, «di vivere una vita “normale”». Oltre alle storie di chi è stato accolto, tra i cinquemila presenti nell’Aula Paolo VI hanno portato la loro testimonianza anche quanti hanno offerto ospitalità aprendo le porte di casa. Come Mattia, venuto da Castelfidardo, nelle Marche. Su iniziativa del suocero, nel 2018, accolsero una famiglia siriana fuggita dalle bombe e dalla distruzione di Homs.

Corridoi umanitari: oltre 6018 le persone migranti arrivate in Europa in sicurezza

18 Marzo 2023 - Roma - I corridoi umanitari hanno permesso, dal febbraio 2016, a 6.018 persone di raggiungere l’Europa in sicurezza. I paesi di origine dei rifugiati più rappresentati sono Siria, Eritrea, Afghanistan, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Iraq, Yemen, Congo, Camerun. L’Italia ha accolto 5248 persone dai seguenti Paesi: 2486 dal Libano, 859 dall’Etiopia, 350 dalla Grecia, 501 dalla Libia, 148 dal Niger, 104 dalla Giordania, 750 dall’Afghanistan e 50 da Cipro. Altri paesi europei hanno accolto 770 persone.

Papa Francesco: la tragedia di Cutro “non doveva avvenire, e bisogna fare tutto il possibile perché non si ripeta”

18 Marzo 2023 - Città del Vaticano - E’ stata una festa con tanti uomini, donne e bambini provenienti da molti Paesi e arrivati in Italia attraverso i corridoi umanitari  quella che si è svolta questa mattina nell’Aula Paolo VI con Papa Francesco. Corridoi umanitari che “non solo mirano a far giungere in Italia e in altri Paesi europei persone profughe, strappandole da situazioni di incertezza, pericolo e attese infinite” ma operano anche “per l’integrazione, perché non c’è accoglienza senza integrazione”, ha scritto il Papa nel testo consegnato loro che ha riassunto dopo aver ascoltato alcuni saluti e alcune testimonianze. Un evento di notevole rilievo sul fronte della questione-migranti, primo evento pubblico del Papa con i migranti dopo la tragedia di Cutro, un naufragio che “non doveva avvenire, e bisogna fare tutto il possibile perché non si ripeta”, ha detto il Pontefice evidenziando che i corridoi “gettano dei ponti che tanti bambini, donne, uomini, anziani, provenienti da situazioni molto precarie e da gravi pericoli, hanno infine percorso in sicurezza, legalità e dignità fino ai Paesi di accoglienza. Essi attraversano i confini e, ancor più, i muri di indifferenza su cui spesso si infrange la speranza di tantissime persone”. “Occorrono ancora molti sforzi – ha aggiunto - per estendere questo modello e per aprire più percorsi legali per la migrazione. Dove manca la volontà politica, i modelli efficaci come il vostro offrono nuove strade percorribili. Del resto - scrive il Papa nel testo - una migrazione sicura, ordinata, regolare e sostenibile è nell'interesse di tutti i Paesi. Se non si aiuta a riconoscere questo, il rischio è che la paura spenga il futuro e giustifichi le barriere su cui si infrangono vite umane”. “Il lavoro che voi fate, individuando e accogliendo persone vulnerabili, cerca di rispondere nella maniera più adeguata a un segno dei tempi. Indica una strada all'Europa - prosegue il Pontefice - perché non resti bloccata, spaventata, senza visione del futuro”. Ricordando poi i profughi ucraini il Pontefice ha detto loro che “il Papa non rinuncia a cercare la pace, a sperare nella pace e a pregare per essa. Lo faccio per il vostro Paese martoriato e per gli altri che sono colpiti dalla guerra”. (Raffaele Iaria)

Corridoi umanitari: l’impegno della Chiesa in Italia

18 Marzo 2023 - Roma - La Chiesa in Italia, che da anni si è impegnata direttamente attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, ha visto da subito nei corridoi umanitari uno strumento efficace di animazione delle comunità e un modo intelligente di far collaborare tra loro entità diverse per ruolo e responsabilità, dalle Istituzioni governative alle Chiese sorelle (la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia con la Tavola valdese), fino ad organizzazioni come la Comunità di Sant’Egidio. Il primo protocollo risale al 2017. Da allora ne sono stati firmati quattro: due sono conclusi; il terzo è in fase di esecuzione e il quarto in avvio. L’ultimo in ordine di tempo è arrivato lo scorso 23 febbraioed ha portato in Italia 97 afgani rifugiati in Pakistan, 45 dei quali sono stati accolti in sette diocesi italiane. Dall’inizio del programma dei Corridoi umanitari ad oggi sono state accolte dalla Chiesa in Italia 1.146 persone (di cui 400 minori) provenienti prevalentemente da Eritrea, Somalia, Repubblica Centrafricana, Sud Sudan, Sudan, Siria, Iraq, Afghanistan, Yemen. Si tratta di donne, uomini e bambini in situazioni di pericolo, spesso in fuga da molti anni, rifugiatisi nei campi profughi dei Paesi limitrofi, in Etiopia, Giordania, Niger, Turchia e Pakistan. Sono persone nella stessa condizione di quelle che, nella disperazione, non vedendo altre alternative, si mettono nelle mani dei trafficanti e tentano la traversata del Mediterraneo o altre rotte altrettanto pericolose. Per un decimo sono donne con bambini; quasi un terzo ha subito tortura; altrettanti sono vittime di persecuzione; uno su dieci è un malato grave o disabile. Poco meno della metà presenta, a causa di storie drammatiche, fragilità psicologiche. Sono queste le sorelle e i fratelli a cui hanno aperto le porte, in questi anni, 62 diocesi italiane.  

Naufragio in Calabria: sabato il Mantello di San Francesco di Paola a Cutro

16 Marzo 2023 - Cutro - I Frati Minimi del Santuario di Paola e l’Amministrazione comunale della Città di San Francesco promuovono un’eccezionale peregrinazione per sabato  18 marzo che porterà la Reliquia del Mantello di San Francesco in visita alla comunità di Steccato di Cutro (KR). L'iniziativa vuole essere foriera di vicinanza e di solidarietà ai superstiti del naufragio e ai familiari delle vittime che da diversi giorni, assieme alla popolazione cutronese, assistono inermi alla tragedia dei Migranti che perdono la vita in mare. Si renderà un solenne omaggio anche alle tante vittime del naufragio. La reliquia del Mantello non richiama solo il Patronato di San Francesco sulla Regione Calabria (1962) ma anche quello che egli esercita ab immemorabili sulla Gente di Mare italiana. Fu papa Pio XII a dichiararne ufficialmente il patronato nel 1943. «Intendiamo portare il Mantello di San Francesco – sottolinea il Provinciale dei Minimi P. Francesco Trebisonda – per pregare insieme ai cutronesi e affidare all’intercessione del Patrono tutte le vittime del mare e nello specifico quelle innocenti di questa immane tragedia. Vogliamo essere l’immagine vivente di San Francesco che sulla spiaggia presta soccorso ai tanti disperati. Se lui fosse qui presente, certamente lo farebbe. Sn Francesco vuole benedire il suo mare e proteggere i tanti infelici, in fuga dai loro paesi per inseguire un futuro migliore». La reliquia che nel 1464 vide San Francesco attraversare miracolosamente lo Stretto di Messina partirà dal Santuario di Paola sabato alle ore 7.30, accompagnata dalla delegazione municipale della Città e dai Frati del Santuario; giunta a Steccato di Cutro intorno alle ore 10.30, sarà accolta presso la Parrocchia “Cristo Risorto” dal parroco don Pasquale Squillacioti e dai fedeli; seguiranno un breve momento di preghiera e i saluti istituzionali, alla presenza del Sindaco del Comune di Cutro,  Antonio Ceraso; successivamente, assieme al Mantello si uscirà in processione per raggiungere la spiaggia dei Migranti, ove si svolgerà un altro momento suggestivo che vedrà la benedizione del Mare, la preghiera a San Francesco della Gente di mare italiana, il suono del “silenzio” e il lancio della Corona di alloro in memoria delle tante vittime della strage ancora in corso.  «Saremo sulla spiaggia insieme al Mantello di S. Francesco – dichiara il Sindaco di Paola Giovanni Politano - con i frati del Santuario, con la mia Amministrazione per unirci al Sindaco di Cutro, alla sua comunità, al Parroco ai familiari delle vittime, affidando al mare non sempre amico una corona di fiori portando sulla spiaggia la nostra testimonianza e la nostra vicinanza, volendo essere presenti donando la nostra umanità a chi la insegue, la speranza a chi la cerca, il futuro a chi lo desidera». Per la circostanza, i Frati Minimi, a ricordo della storica visita del Mantello a Cutro, hanno voluto creare il logo dell’evento, ritraente la Croce del Naufragio che emerge vittoriosa dai flutti del mare assieme al Mantello di san Francesco.

Istat: negli ultimi anni le migrazioni da Paesi non Ue verso l’Italia sono state motivate in larga parte dai ricongiungimenti familiari

16 Marzo 2023 - Roma - Nel report dell'Istat "Stranieri residenti e nuovi cittadini: caratteristiche demografiche e distribuzione territoriale - anno 2021" emerge che sono state 244mila (+27,0%) le iscrizioni dall'estero di cittadini stranieri e 64mila le cancellazioni per l'estero (+64,6%). Negli ultimi anni le migrazioni da Paesi non Ue verso l'Italia sono state motivate in larga parte dai ricongiungimenti familiari, da oltre 10 anni il motivo di ingresso più rilevante. Anche nel 2021 le migrazioni per ricongiungimento familiare hanno rappresentato la principale motivazione di rilascio di nuovi permessi di soggiorno attestandosi al 50,9% del totale dei nuovi documenti rilasciati. Di conseguenza - spiega l'Istat - gran parte dei nuovi ingressi si sono diretti laddove risiedevano i migranti "apri-pista" che li avevano preceduti.