Tag: Spettacolo Viaggiante

Migrantes Salerno-Campagna-Acerno: mons. Bellandi in visita al circo Togni

11 Maggio 2020 - Salerno - L’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, mons. Andrea Bellandi, si è recato in visita nella chiesa itinerante del circo Lidia Togni in questi giorni fermo a Salerno dopo le norme di contenimento a causa del covid 19. Il presule era accompagnato dal direttore Migrantes della diocesi, Antonio Bonifacio. Il tendone è montato nel piazzale sul litorale Est del capoluogo campano dalla fine di febbraio e attualmente ospita oltre 50 persone che stanno vivendo una situazione di difficoltà. Il circo ha trovato una rete di solidarietà molto forte e definita dal direttore del circo, Vinicio Togni Canestrelli “meravigliosa”. Tra gli aiuti quelli degli ufficio diocesana di Migrantes e Caritas con aiuti alimentari colmando “un momento grave in cui non sapevamo come fare”. Adesso sperano di ripartire al più presto on gli spettacoli per regalare sorrisi a bambini ed adulti.

R.Iaria

Rischio povertà per circensi e lavoratori delle giostre: l’appello di Migrantes

7 Maggio 2020 - Roma – Circensi e lunaparkisti “già vivono ai margini della nostra società, dei nostri Paesi, molte volte accompagnati anche da forti pregiudizi. Sono persone, famiglie, in questo momento, ancora più vulnerabili, perché non possono lavorare in quello che è il periodo più proficuo per loro, tra l’altro vengono da un Natale che non è andato molto bene”. A dirlo a VaticanNews don Mirko Dalla Torre, membro della Consulta nazionale per la pastorale dello Spettacolo Viaggiante della Fondazione Migrantes che in questo periodo, insieme a Caritas Italiana, è stata a loro fianco per aiutarli nei bisogni più urgenti. Circensi e lunaparkisti oggi dicono di “essere carichi”, una frase che ha un significato negativo: significa, spiega il sacerdote, avere i camion con la merce a bordo, nessuna giostra montata, nessun tendone del circo alzato perché, per il Covid-19, ogni è attività ferma. Si tratta di circhi e giostre che oggi si trovano in varie città italiane e anche all’estero con le loro carovane e spesso con difficoltà a chiedere il contributo dei “buoni spesa” ai comuni di residenza, considerata la distanza dal luogo dove ora sostano. Le conseguenze economiche, per tutte queste realtà fragili, sono drammatiche, spesso si tratta di lavoratori che vengono dimenticati e che potranno ritornare a lavoro soltanto tra molti mesi. Una situazione , dicono la Fondazione Migrantes e la Caritas, grave dal punto di vita economico, privo come è di qualunque forma di reddito e, tuttavia, con spese rilevanti.  Nell’intervista il sacerdote ricorda come “da Giovanni XXIII fino a Papa Francesco, nel pensiero dei Papi gli esercenti dello spettacolo viaggiante ci siano sempre stati”, e ricorda quando, nel 2017, Bergoglio, ricevendoli in udienza, li definì “gli artigiani della gioia e della festa”. “Lui ha un occhio di riguardo per i poveri, in questo momento mettiamoci dentro anche loro, non lavorano, sono fermi da tanti mesi”, afferma don Dalla Torre. Migrantes e Caritas stanno guardando a questa gente, alla gente del viaggio, gente buona e accogliente, che porta gioia e festa nelle nostre piazze”.

Che ritornino le giostre (non di solo pane e vaccino)

6 Maggio 2020 - Milano – Che ritornino le giostre (non di solo pane e vaccino)   Milano – Quando arrivo con il furgone del Banco di Solidarietà di Bologna, con cui svolgo un piccolo gesto di carità, lui mi viene incontro in camicia e con un sorriso mesto, dietro c’è una donna minuta, sua madre. Scarichiamo un po’ di pasta, passata di pomodoro, biscotti, altre cose. Mi hanno detto che sono in sedici in alcune roulotte nascoste dietro un cancello alla periferia della città. È la seconda volta che li vedo, rapidamente, con le mascherine, ma una pacca sulla spalla ci sta. Mi dice che suo padre, in un certo senso capo tribù, non sta bene. Cosa fate di mestiere? chiedo. I giostrai. E la parola suona quasi assurda in un tempo di pandemia, di distanze fisiche, smart working, telelavoro e collegamenti in remoto. Tutto fermo, dice dopo che abbiamo finito di scaricare e la donna minuta rientra nel cancello. Tutte le fiere sono ferme, saltate. Quando gli dico che sono romagnolo si mette a elencare i paesi sulle colline romagnole dove sarebbe dovuto andare a montare la sua giostra in questi mesi. E io penso a quella cosa antica e misteriosa, che si trova ancora nelle piazze, anzi che ultimamente era più presente, in fogge anticheggianti ed eleganti, in molti centri storici. Una gioia semplice e vivace, capace di suscitare i sentimenti contrastanti di stupore e nostalgia. Non a caso le giostre e i lavoratori sono stati spesso oggetto e figure della poesia. Abbiamo dovuto spegnere anche le giostre, spegnerne le luci minime e meravigliose. Si sono spenti grandi grattacieli sedi di compagnie potenti, si sono spenti grandi teatri, si sono spente le piste maestose di aeroporti. E anche loro, forse un po’ dimenticate, le giostre, si sono spente. Ed è un segno malinconico. Che smart working può mai fare un lavoratore delle giostre? La giostra in Facebook non esiste. Le giostre ferme sembrano quasi dire che il maledetto virus si porta via anche la gioia più semplice, più innocua. Che male hanno fatto mai le giostre coi bambini sopra, capaci di affascinare con quel girotondo di sorrisi, di cavalli o elefantini o strani veicoli finti e reali nella fantasia? Un paese senza giostre è insopportabile, sembra privato del più elementare dei diritti, quello di sognare. E non vogliamo che sia così. Possono toglierci tutto ma non quello. E infatti bisogna sostenere i lavoratore delle giostre, anche con la carità. Ma vorrei che un giorno il capo del governo si presentasse all’ora di punta in tv e dicesse solo una cosa: abbiamo fatto un decreto: riaprono le giostre. Perché finché non riaprono ci mancherà qualcosa di essenziale. Lo so, c’è la tendenza a valutare tutto quel che riguarda l’arte come fosse intrattenimento, l’ultima cosa da consentire. Ma non è così, non di solo pane e vaccino vive l’uomo. Almeno l’uomo che abbiamo conosciuto fino adesso, che non accetta di esser schiavo della Necessità. Finché non ci sarà la Fase Giostre, finché non riparte il loro giro musicante, il Paese non sarà ripartito. Lo dobbiamo alla piccola donna che è uscita dal cancello, mentre già ero sul furgone, per venire a ringraziare. (Davide Rondoni – Avvenire)

Curtatone: ora per i madonnari c’è un percorso online

4 Maggio 2020 - Mantova -  In questi tempi così confusi forse dovremmo essere un po’ tutti madonnari. Pronti al sacrificio, consapevoli che può arrivare la pioggia a distruggere tutto quanto realizzato sino a quel momento ma, al tempo stesso, capaci di ripartire con rinnovato entusiasmo e passione ardente, tutti insieme. Una lezione di vita che i madonnari sanno trasmettere a chiunque si trovi ad assistere alla nascita dei loro dipinti, consapevoli che quella dimensione di fragilità che tutti stiamo vivendo sulla nostra pelle si possa tramutare in arte che eleva la quotidianità. Sin dal primo giorno in cui il nostro museo (Museo dei madonnari Grazie di Curtatone, ndr) ha dovuto chiudere a causa dell’emergenza coronavirus ci siamo impegnati affinché questo spirito ci rendesse capaci di resilienza, di crescita e di riflessione. Abbiamo chiuso in un cassetto i progetti per la primavera senza per questo abbandonarli. Stavamo preparando una retrospettiva dedicata a Giancarlo Balzani, indimenticabile madonnaro ma anche iconografo, e già pregustavamo il mese di maggio con i colori dei bambini della scuola dell’infanzia. Ci stavamo affacciando a una nuova stagione che ci avrebbe portato all’incontro dei madonnari di agosto con un preludio profumato dalle rose di maggio. Per il mese mariano il nostro obiettivo (dico “nostro” perché nulla sarebbe possibile senza la collaborazione tra il Comune e il museo con la Pro loco e il Centro italiano madonnari e con la consulenza della diocesi di Mantova e del rettorato del Santuario) era quello di inaugurare il percorso museale esterno. Il museo è ormai pronto a diventare un museo diffuso tra le vie del borgo, in un percorso aperto 24 ore per 12 mesi all’anno, capace di restituire emozioni e colori. Un racconto per immagini che suscita memorie e curiosità, un omaggio di cuore per questa arte e per i suoi protagonisti che dal 1973 illuminano il sagrato nella festa dell’Assunta. Questo periodo ci ha insegnato ad aprire le porte di un terzo museo: quello virtuale. Anche grazie al progetto di catalogazione con i giovani del territorio, stiamo completando la schedatura delle opere e abbiamo condiviso l’iniziativa #museichiusimuseiaperti pubblicando sulla nostra pagina Facebook curiosità dedicate al museo. La risposta è stata significativa, a conferma che la piazza virtuale è viva e chiama a sé le piazze del mondo. Questa arte è effimera solamente nella sua materia ma di certo non nel suo valore. (Paola Artoni, direttrice Museo dei madonnari Grazie di Curtatone)    

Migrantes Sicilia a fianco dello spettacolo viaggiante in difficoltà

27 Aprile 2020 - Palermo - Una ventina di gestori, per un totale di circa 400 persone che vivono di questo lavoro a Palermo; 220 famiglie in tutta la Sicilia, oltre 2.000 persone. E’ il quadro del mondo dello spettacolo viaggiante in Sicilia. Un mondo che, a causa delle misure prese per l’epidemia in corso, ha spento le luci e oggi sta vivendo un particolare momento di disagio e difficoltà ch mette a rischio il loro futuro. In questo periodo l’Ufficio Migrantes della Sicilia, con il direttore regionale Mario Affronti e con delegato della pastorale Migrantes per lo Spettacolo Viaggiante, don Rosario Cavallo che è anche direttore Migrantes di Ragusa, attraverso la Caritas è riuscita a raggiungere tutti coloro che avevano bisogno di aiuto, facendo arrivare viveri e generi di prima necessità. “Hanno fatto un lavoro straordinario e siamo grati a Migrantes e Caritas”, dice il rappresentante dell’Unesv (Unione Nazionale Esercenti Spettacolo Viaggiante), Toti Speciale - a nome di tutti: “adesso bisogna pensare al futuro. Sono state abolite giustamente feste e sagre proprio nel periodo in cui iniziava la nostra stagione lavorativa principale. Noi giostrai itineranti non siamo in grado di garantire le distanze nelle piazze in cui eventualmente dovremmo riuscire ad andare. E poi ci sono costi enormi da sostenere, il pagamento della luce, le assicurazioni, il carburante per raggiungere i paesi, col rischio che non ci sia nessuno, che non riusciamo neppure a coprire le spese. C’è il rischio concreto che salti tutta la stagione estiva. Per questo chiediamo aiuto alle istituzioni, altrimenti il settore morirà”.

R.Iaria

   

Giostrai in estrema difficoltà

24 Aprile 2020 - Vittorio Veneto - Le circostanze eccezionali di queste settimane, causate dall’epidemia di Covid- 19 e dalle severe misure prese dalle autorità civili per fronteggiarla, hanno causato problemi e difficoltà alla vita di noi tutti. Alcune categorie, però, si trovano in una situazione particolarmente difficile perché sono costrette all’inattività totale e non possono contare su nessuna forma di tutela e di protezione. Le difficoltà sono poi raddoppiate per coloro che, già precedentemente, erano oggetto di pregiudizi e non venivano considerati sempre da tutti come membri a pieno titolo della comunità nazionale e locale. Tra costoro, purtroppo, vi sono certamente anche gli addetti allo spettacolo viaggiante, cioè le persone che si esibiscono nei circhi e quelle che lavorano nei luna park allestiti, fra l’altro, in occasione di tante delle nostre sagre patronali. Circhi e giostre sono state fra le prime attività a dover chiudere al pubblico, già quando governo e regioni hanno vietato qualsiasi forma di attività ricreativa e culturale svolta in pubblico col concorso di un numero elevato di persone. Quindi oggi essi sono “fermi” da più di due mesi. Non sembra moltissimo, ma quante famiglie guarderebbero con serenità alla prospettiva di perdere totalmente i loro redditi per sessanta giorni, e per di più con la preoccupazione che questa situazione si prolunghi ulteriormente? Infatti, anche nella fase dell’auspicato “ritorno graduale alla normalità”, come si può pensare, per esempio, a un “tagadà” o a un “telecombattimento” su cui i bambini possono salire solo a condizione che restino fra di loro alla distanza minima di un metro? Una grave difficoltà per le famiglie del circo e del luna park è causata dal fatto che, anche in questo periodo in cui non possono in alcun modo lavorare, devono sostenere spese elevate per mantenere i loro impianti e, nel caso del circo, per nutrire e tenere in buona salute i loro animali. Solo in questo modo possono sperare di riprendere un giorno – che peraltro non sembra per nulla vicino – la loro attività. A tantissimi di loro il denaro che hanno da parte non è sufficiente, e molte famiglie, che spesso contano al loro interno numerosi bambini, hanno già esaurito ogni riserva accantonata; bisogna tenere ben presente, infatti, che il settore è ormai da anni in crisi: questi generi di spettacolo, tanto cari ai bambini e ai ragazzi di un tempo, sono oggi sottoposti alla concorrenza di nuove forme di intrattenimento, più moderne e accattivanti. Molte famiglie dello spettacolo viaggiante sono oggi ridotte alla fame, nel vero senso della parola. Lo posso dire con cognizione di causa, perché ricevo ogni giorno decine di telefonate da parte loro, sempre con la stessa richiesta: domandano generi di prima necessità, in particolare alimentari, per riuscire a tirare avanti ancora per una settimana o per dieci giorni. Si rivolgono a me perché sono un prete. Su chi altro possono contare in questo momento? In effetti, la Chiesa ha cercato di attivarsi quanto più possibile  a loro vantaggio a livello nazionale, grazie all’impegno della Fondazione Migrantes, diretta da don Gianni De Robertis, e della Caritas. Per quanto riguarda la nostra Chiesa locale, il vescovo Corrado (Pizziolo, ndr)  è stato molto chiaro nel dare indicazioni inequivocabili a questo proposito. Ho potuto toccare con mano la sua sollecitudine nei confronti di queste persone durante l’incontro che ho avuto con lui a tale proposito. In quell’occasione era presente anche don Roberto della Caritas che, assieme a Mara, sta lavorando da settimane per portare un po’ di sollievo a tante famiglie. È stata una bella esperienza anche la collaborazione con i colleghi della Caritas della diocesi di Treviso dove, in questi momenti così speciali, il vescovo Michele (Tomasi, ndr) ha nominato per la prima volta un referente pastorale per fieranti e circensi, nella persona del parroco di Castelcucco, don Marco Cagnin, con il quale già collaboravo da anni in maniera informale. Nell’estrema gravità della situazione, queste novità costituiscono comunque un segnale positivo e di speranza.  (don Mirko Dalla Torre -  incaricato diocesano per la pastorale dello spettacolo viaggiante - Vittorio Veneto)  

Migrantes Asti: le iniziative al tempo del Covid19

21 Aprile 2020 - Asti - Anche la diocesi di Asti è stata notevolmente colpita dall’emergenza COVID-19 alla quale l’Ufficio diocesano per la pastorale Migrantes sta cercando di far fronte mantenendo viva la sensibilità e l’attenzione sulle criticità che colpiscono migranti, circensi, rom e giostrai interfacciandosi con il Comune e le altre realtà associative impegnate a sostegno delle fasce più deboli. In collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali, abbiamo realizzato un video nelle diverse lingue delle comunità etniche del nostro territorio sulle misure di prevenzione da attuare per proteggersi dal virus ( https://www.youtube.com/ watch?v=ZvddenrNSSA&t=8s) e, a seguito della delibera di Giunta che stabiliva requisiti molto restrittivi per accedere ai buoni spesa, ci siamo attivati per ottenere dalle istituzioni locali una revisione degli stessi in senso più inclusivo. Inizialmente infatti, l’accesso ai buoni era subordinato al possesso della residenza e, se stranieri, di un permesso di soggiorno di lungo periodo, limitazione che avrebbe escluso gli stranieri titolari di permessi umanitari o in attesa dei documenti. A seguito del nostro intervento la Giunta ha approvato un’integrazione del testo della delibera nel quale non si fa più riferimento al tipo di documento, ma solo alla residenza. Con l’associazione PIAM onlus abbiamo poi creato uno sportello virtuale per aiutare le persone a compilare il modulo di richiesta online dei buoni spese, previa traduzione dello stesso in diverse lingue. Ad Asti il servizio di distribuzione degli aiuti alimentari è svolto dalla Caritas con la quale l’Ufficio Migrantes collabora per segnalare gli stranieri in difficoltà che non possono accedere agli aiuti stanziati dal Governo. Continuiamo ad essere vicini alla comunità rom che, in questo periodo, si trova in particolare difficoltà. Essi, così come gli stranieri che vivono ad Asti da lungo periodo e si trovano senza lavoro causa covid, vengono orientati a presentare domanda al Comune per i buoni spesa oppure ai centri di ascolto Caritas. Tra gli stranieri più in difficoltà vi sono coloro che sono appena usciti dal sistema di accoglienza o che non hanno più un titolo di soggiorno valido. Sono sicuramente i più poveri tra i poveri anche perché spesso confinati in una situazione di marginalità sociale che spesso sfiora l’invisibilità. Riceviamo costantemente segnalazioni di persone bisognose di aiuto – grazie anche a una bella collaborazione con uno dei centri islamici della città e con le associazioni dei gambiani e dei senegalesi – di cui raccogliamo nominativi ed esigenze che trasmettiamo alla Caritas per la presa in carico. Le misure anti covid, sospendendo le attività di spettacolo in presenza di pubblico, hanno inoltre avuto ripercussioni molto serie per la nutrita comunità di giostrai presente in città al momento dell’entrata in vigore delle restrizioni così come per le due famiglie del piccolo “Circo delle Stelle” rimasto bloccato in un paese della provincia di Asti. Anche per loro non è mancata l’attenzione da parte di Migrantes e della Caritas, nonché di privati cittadini che hanno voluto manifestare la loro vicinanza ponendo gesti di concreta solidarietà. (Ufficio Migrantes – Asti)

Migrantes Alba in aiuto alle famiglie dello spettacolo viaggiante

17 Aprile 2020 - Alba - “Abbiamo cercato di rispondere come abbiamo potuto alle richiese che con sono giunte anche attraverso la consegna di prodotti alimentari a famiglie e operatori di un Luna Park fermi dopo il divieto di circolazione a causa del coronavirus”. E’ quanto dice don Paolo Rocca, direttore dell’Ufficio Migrantes di Alba. Specialmente nella zona del Casale Monferrato è stato molto attivo l’impegno della Migrantes mentre per richieste “giuntemi da Chieri e zona Villafranca, Moncalieri lodevole il contributo in alimenti da parte dell'Emporio solidale e Misericordie S.Chiara. Sono riconoscente per interventi che hanno impegnato per lunghi percorsi culminati anche presso campi Rom in zona Madonna di Campagna”. Vi è stato anche un coinvolgimento dell’Emporio solidale di Asti per i giostrai di Piazza d'Armi. Il mondo circense – dice il sacerdote - sta “soffrendo particolarmente”. Come Ufficio Migrantes il raccordo con i servizi sociali lo “riteniamo fondamentale ma altresì importante non interrompere il rapporto personale, veicolo straordinario anche per i percorsi di fede. Esiste una domanda di fede, ma è necessario venga alimentata da una corresponsabilità personale capace di andare oltre le parole, al cuore della vita della persone viaggianti”, conclude don Paolo.  

Coldiretti: tigri alla fame, agricoltori le adottano

16 Aprile 2020 - Roma - A causa dell’emergenza coronavirus c’è allarme fame per centinaia di tigri, leoni, ippopotami, elefanti, cavalli e cammelli rimasti senza sostentamento per il blocco forzato degli spostamenti e degli spettacoli dei circhi. Lo rende noto la Coldiretti che si è mobilitata con l’adozione da parte degli agricoltori che in tutta la Penisola, dal Friuli alla Sicilia, hanno portato razioni alimentari di soccorso dal latte alla verdura, dalla carne alla frutta ma anche fieno e paglia. Solo in Sicilia sono 6 le realtà in difficoltà per le quali è scattato il piano Marshall alimentare degli agricoltori: il Circo Acquatico esotico a Mazara del Vallo, Sandra Orfei a Caltanissetta, Happy Circus a Castelvetrano, Circo Lamar a Caltagirone, Circo Torres a Campobello di Licata e Darix Martini a Santa Teresa Riva. A loro nell’ultima settimana sono state donate tonnellate di fieno e carne e quintali di prodotti vari tra mangimi, latte, uova, verdura per nutrire gli animali. Pacchi di aiuti alimentari con scarti di frutta e ortaggi sono stati portati anche ai circhi bloccati in Friuli a Latisana e in Toscana ad Arezzo.   Sotto i tendoni delle carovane italiane – spiega Coldiretti su dati Censis - si trovano tigri, leoni, cammelli, elefanti, ippopotami, cavalli, asini, cani, struzzi, giraffe, rinoceronti e zebre. In tutta Italia sono almeno 70 le realtà attive che portano avanti una tradizione antica di secoli - spiega la Coldiretti – con la gestione di quasi duemila animali che vanno accuditi tutti i giorni. La situazione del mondo dello spettacolo viaggiante non più florida da anni è diventata drammatica con l’emergenza coronavirus a causa dell’impossibilità a lavorare, con la perdita di ogni tipo di introiti ma con la necessità di continuare a sostenere gran parte delle ordinarie spese di gestione, comprese quelle per gli animali che solo per il mangiare costano oltre 2,7 milioni di euro all’anno.   Portare cibo agli animali del circo – conclude la Coldiretti – significa aiutare le famiglie di artisti circensi che con quegli stessi animali vivono e lavorano grazie a spettacoli che ogni anno divertono e fanno passare momenti di serenità a oltre un milione di persone tra grandi e bambini.  

Emergenza circhi nel periodo della pandemia

11 Aprile 2020 - Roma - Da nord a sud dell’Italia grande solidarietà anche per il ‘popolo’ circense e per gli animali dei circhi. Con il look down che l’epidemia ha imposto a tutto il Paese con le norme anticontagio, da seguire scrupolosamente per evitare l’assemblaggio di persone, tanti sono i circhi e i giostrai rimasti bloccati in varie città e località italiane come abbiamo raccontato su www.migrantesonline.it nei giorni scorsi. Ma, come sempre succede nei momenti di emergenza, la generosità umana è grande e si mostra in tutti i suoi aspetti. Qui citiamo alcune di queste iniziative, riportate sulla stmpa locale e rimandiamo al nostro sito per il resto. A Ancona il Circo di Maya Orfei non è stato lasciato solo a provvedere alle necessità quotidiane in aiuto è arrivata la Protezione Civile, i volontari del Corpo Nazionale Guardiafuochi che si occupano della prevenzione degli incendi e diverse associazioni di volontariato. La sera del 4 aprile, grazie al passaparola, gli addetti del circo hanno ricevuto 350 pezzi di pizza sfornati dalla pizzeria “Tofee”, che si trova nei pressi dove il circo si è accampato. Per l’occasione i proprietari non hanno esitato a riaprire appositamente la cucina. Invece alcuni supermercati hanno offerto verdure, frutta e scarti di carne per gli animali, e addirittura qualcuno ha regalato anche del fieno. Anche il Circo di Romina Orfei che staziona da un mese a Sa Nicola La strada, in provincia di Caserta, è aiutato attraverso la Protezione civile da alcune associazioni di volontariato e dagli amanti degli animali. Le collette messe in atto stanno facendo arrivare agli addetti i beni di prima necessità. Di contro il Circo ha voluto ringraziare organizzando uno spettacolo via facebook per il 13 aprile alle ore 17. Giocolieri, domatori, clown, trapezisti allieteranno per un’ora tutti stando comodamente sul divano di casa, ma soprattutto hanno pensato a far passare un’oretta diversa ai bambini che in questo periodo sono costretti a stare in casa. Il piccolo circo Grioni è fermo a Bussolengo da diverse settimane, gli addetti circa 15 persone, per ricambiare dell’ospitalità ricevuta che sta alleviando giornate molto critiche, in questo momento che non si possono esibire, hanno deciso di mettersi a disposizione dell’amministrazione per tagliare l’erba vicino ai muretti delle abitazioni che si trovano vicino l’area occupata dal tendone lo ha riferito il responsabile Marco Grioni e lo riporta l’Arena di Verona di oggi (11 aprile). Stessa situazione per il Circo Arbell di Mario Orfei che è rimasto fermo a Milano a piazzale Cuoco, la tournée li avrebbe poi dovuti spostare ad Asti. Il direttore Manuel Niemen in una  intervista rilasciata al Corriere della Sera il 6 aprile, parla di una situazione molto critica. Tra addetti e animali oramai vanno avanti solo con il sostegno del Comune di Milano tramite “Milano Aiuta”, la Protezione Civile, la Croce Rossa, e altre associazioni di volontariato. “A provvedere all’alimentazione degli animali – dice - ci pensa la ASL che ogni giorno procura trenta chili di carne tra rossa e pollo, per sfamare le tigri e la leonessa, grazie alle donazioni che arrivano da commercianti e supermercati”. Si augura di tornare presto in scena, ringrazia tutti per la solidarietà e lancia un ulteriore appello “se qualcuno vuole aiutarci noi siamo”. E scendendo ancora più giù si arriva a Ortelle in provincia di Lecce, stessa sorte per il circo di Amedeo e Lino Orfei, sono qui bloccati da oltre un mese. Per andare incontro alle difficoltà che il circo sta affrontando, 30 artisti e 50 animali, si è mobilitato tutto il paese. Il sindaco ha sposato la causa e così ha aperto una raccolta fondi con un apposito numero di conto corrente. Ma anche qui sta intervenendo la diocesi di Otranto  e la buona volontà di tutti, grandi e piccoli. Molti i bambini che si stanno adoperando per sfamare gli animali regalando croccantini e le scatolette che si danno ai cani e ai gatti. Stessa storia anche per i giostrai, Fabio De Bianchi che con i suoi tre figli e le rispettive famiglie è fermo a Zanica, in provincia di Bergamo dal 24 febbraio ha tenuto le attrezzature montate fino all’8 marzo nella speranza di poter riprendere presto. Nel periodo che va da marzo a novembre partecipano a circa venti fiere all’anno e i mesi di dicembre e gennaio vengono dedicati alla manutenzione. “…siamo in grande difficoltà. Siamo 11 persone”. Ha raccontato oggi sull’Eco di Bergamo (11 aprile) .”Per fortuna c’è la Caritas e la Migrantes  che ci aiutano, ma la nostra categoria non ha cassa integrazione, io ho la partita Iva”. Anche loro come tanti di altre categorie sperano nei buoni spesa messi attraverso le Amministrazioni Comunali.

Nicoletta Di Benedetto

Migrantes: non dimenticare le famiglie dei circensi e lunaparkisti

7 Aprile 2020 - Roma - La pandemia che stiamo vivendo non ha solo conseguenze sanitarie ma anche economiche per tante realtà fragili che spesso vengono dimenticate e che “non potranno lavorare per diversi mesi ancora”. La denuncia arriva dalla Fondazione Migrantes che cita in particolare il mondo delle giostre e dei circhi che stanno vivendo una grave condizione dal punto di vista economico. Un mondo che “fa fatica a chiedere visto che sono sempre andati avanti con il proprio lavoro”, dice il direttore generale della Migrantes, don Gianni De Robertis. La sospensione delle attività pubbliche a carattere culturale e ricreativo ha significato l’impossibilità per queste categorie di soddisfare i bisogni più elementari delle proprie famiglie. Queste persone sono oggi prive di ogni reddito, e tuttavia continuano a sostenere spese rilevanti. Persone che hanno anche difficoltà a chiedere il contributo “buoni spesa” ai comuni di residenza considerato che questi sono distanti dal luogo dove ora sono fermi i circhi e i lunapark. La Fondazione Migrantes, che da anni segue pastoralmente lo Spettacolo Viaggiante, e la Caritas Italiana si sono fatti prossimi a queste persone rispondendo a diverse richieste di sostegno. La Fondazione Migrantes chiede che le istituzioni “non si dimentichino di queste persone garantendo loro la possibilità di sopravvivere e di continuare a sperare e a conservare il proprio lavoro”. Il Circo e il lunapark costituiscono una parte importante della cultura e tradizione italiana che non possono finire con questa pandemia”, conclude il sacerdote.

Coronavirus: la solidarietà e l’aiuto verso il Circo di Lidia Togni

6 Aprile 2020 -
Roma - Finiti gli spettacoli per il lockdown del Coronavirus, con l’unico introito che hanno basato sui biglietti degli spettacoli, è stato grazie alla Caritas che hanno avuto modo di poter mangiare. Ma agli animali chi ci pensa? A Roma è stato grazie alla curiosità di una volontaria dei City Angels che al Circo Lidia Togni ora a Capannelle è stato possibile aiutare gli animali che partecipano agli eventi in giro per l’Italia. Infatti, mentre le persone sono stati sostenuti da una rete aiutando i 26 lavoratori lì rimasti, gli animali rischiavano di restare a bocca asciutta, nonostante proprio la gestione del circo, per regola non scritta, provvede sempre a far mangiare prima loro e poi uomini e donne. Si tratta di 7 tigri del Bengala, 12 cavalli, 3 dromedari e un cammello, 2 buoi dei watussi (Max e Frix), 2 lama (Priscilla, che a breve metterà al mondo un cucciolo, e Roberto) e una trentina di cani, delle razze più diverse. La ragazza, Roberta, volontaria dei City Angels, stava passando su via Appia quando è rimasta incuriosita dalle gobbe dei dromedari proprio davanti all’ippodromo. E’ arrivata lì e ha chiesto informazioni per cercare di capire se avessero bisogno di qualcosa in questa quarantena. Così, il domatore degli animali, Vinicio Canestrelli, ha raccontato tutta la loro storia. “Ci siamo privati del cibo per darlo agli animali”, ha detto. Lo hanno fatto per un po’, poi loro stessi hanno dovuto chiedere aiuto. Prima alla Caritas, poi, agli stessi volontari della protezione civile e dei City Angels che ora portano la carne e le verdure per gli animali. A cominciare dalla famiglia di tigri: Mike e Kama, di 8 anni, con i figli Indio, Maya e Azteco e le loro zie Taiga e Duna. Agli animali, invece, ci pensano i volontari della protezione civile e dei City Angels che si presentano sul posto con la carne che riescono a trovare con le donazioni che arrivano anche grazie al loro numero di telefono 388.9739999.
Giampiero Valenza

La “Gente del viaggio” al tempo del coronavirus

3 Aprile 2020 - Vittorio Veneto - L’epidemia causata dal Corona-Virus e le misure prese dalle autorità nazionali e locali allo scopo di contenere la diffusione del contagio hanno avuto conseguenze molto pesanti sulla vita di ognuno di noi. Per alcune categorie, però, queste conseguenze sono state veramente devastanti, implicando l’impossibilità assoluta di lavorare, e di conseguenza, in molti casi, la perdita di ogni tipo di reddito. Questo è successo anche alle persone che operano nello Spettacolo Viaggiante, cioè nei circhi e nei Luna Park. Infatti, la sospensione di tutte le attività culturale e ricreativa svolte in un luogo pubblico ha imposto uno stop totale anche alle esibizioni dei circhi e delle giostre. I circensi e i lunaparchisti attualmente non possono in alcun modo lavorare, e di conseguenza hanno perso completamente il reddito che ricavavano dalla loro attività; e tuttavia devono continuare a sostenere gran parte delle ordinarie spese di gestione dei “mestieri” – come li chiamano loro - se vogliono sperare di poter riprendere il lavoro in un futuro che, peraltro, al momento non è prevedibile. Tra le spese che non possono assolutamente essere differite vi è certamente il mantenimento in buona salute degli animali che vivono nei circhi. Molti ritengono che una sospensione dell’attività per alcune settimane (tutti speriamo che il periodo di stop non debba protrarsi per diversi mesi, ma non possiamo essere sicuri di nulla) non dovrebbe avere gravi conseguenze, purché i titolari abbiano avuto la saggezza di accantonare risorse sufficienti per poter far fronte a una crisi come questa. In realtà, però, mettere da parte somme sufficienti non è sempre possibile; e in particolare, visto l’andamento degli ultimi decenni, non è stato assolutamente possibile a chi lavora nei circhi e nei Luna Park, visto che questo settore è da parecchio tempo in crisi a causa della concorrenza di altri generi di spettacolo, che risultano più accattivanti per il pubblico del nostro tempo. Il risultato finale è che, quando alla situazione ordinaria si è sovrapposta la crisi che stiamo vivendo, molte famiglie di circensi e lunaparchisti si sono viste ridotte letteralmente alla fame. Lo posso dire con cognizione di causa perché ricevo ogni giorno decine di telefonate con richieste di sostegno per l’acquisto dei generi più indispensabili da parte di queste persone e delle loro famiglie che spesso, a differenza di quelle di tanti altri nostri connazionali, sono ancora caratterizzate dalle presenza di numerosi bambini. Il problema principale nasce perché, quando è il momento di ricevere aiuto, queste persone risultano, ancora e sempre, svantaggiate, non solo perché lo stile di vita mobile - che anche oggi caratterizza l’esistenza di molti fra loro - li rende pur sempre oggetto di pregiudizi, a volte anche odiosi, ma anche, più semplicemente, perché, muovendosi continuamente, non appartengono in maniera piena a nessuna comunità, né civile né religiosa, e quindi ognuno tende a pensare che di loro si debba occupare qualcun altro. Purtroppo conosco moltissime situazioni di questo genere. Oggi tante famiglie di lavoratori dello Spettacolo viaggiante non sono nemmeno sicure di riuscire a sopravvivere nelle prossime settimane. E c’è di più: la situazione attuale rischia di farli entrare in un circolo vizioso da cui sarà difficile poi uscire: la miseria e i rifiuti che si vedono opporre ogni giorno finiranno per estraniarli sempre più dalle altre persone. E questo aumenterà ancora la diffidenza e l’ostilità nei loro confronti. Dobbiamo fare il possibile per aiutarli, altrimenti rischiamo che, anche senza che nessuno lo voglia, venga innalzato un muro fra noi e loro. Don Mirko Dalla Torre Commissione Spettacolo Viaggiante Fondazione Migrantes

Circo Takimiri a “casa” di tutti

3 Aprile 2020 - Roma - Il circo entra nelle case in tempo di Coronavirus. E’ l’esperienza che sta facendo il Circo Takimiri che ha 60 anni di vita. Il circo, infatti, porta periodicamente il suo spettacolo sui canali social con lo slogan #noicidivertiamoanchedacasa. “In questo momento così difficile – spiega la famiflia Takimiri - è dovere di tutti restare a casa ed anche noi obbligati a non eseguire i nostri spettacoli o insegnare nella Scuola d'arte circense ai nostri allievi abbiamo pensato già dalla prima settimana in cui hanno bloccati di organizzare una trasmissione gratuita per tutte le famiglie in diretta dal nostro Circo sul nostro canale Facebook e  Takimiri eventi spettacoli per far passare un momento di svago e divertimento a tutte le famiglie”. È – aggiungono – “il nostro unico modo di renderci utili, la nostra vita è lo spettacolo dal vivo e non potremmo vivere senza, così abbiamo organizzato all'inizio 3 interventi a settimana poi essendosi allungato il bisogno di restare a casa ora ci sarà uno spettacolo ogni martedì sempre alle 19.30”. Il Circo Takimiri ha compiuto più di 60 anni ed è ancora in attività grazie all'affetto che il pubblico ha sempre dimostrato alla “nostra famiglia ed al mondo dello spettacolo decidendo di entrare nel nostro tendone per vedere i nostri show, così oggi saremo noi ad entrare nelle loro case per regalare emozioni e speriamo tanto divertimento soprattutto ai bambini. Vi chiediamo solo di condividere e sostenerci il più possibile così da darci la forza di continuare”.

R.Iaria

 

La vita al Parcolido di Ostia al tempo del corinavirus

30 Marzo 2020 - Roma – Dà una nota di malinconia vedere i cancelli chiusi del “parcolido” sia dalla parte dei bambini con la sala compleanni e tante giostrine e giochi dove lavora Dezia, figlia di Gino Pugliè, sia quella dei grandi dove abbiamo il nostro stand… Anche il “Paradiso dei bambini” di fronte a noi, di Masci, sempre pieno di bimbi è vuoto e chiuso . E così al porto di Ostia, a Torvaianica, a Napoli, a Milano…in tanti quartieri di Roma e in tutta l’Italia, la Spagna, la Francia ecc. Quanti amici condividono le loro preoccupazioni telefonandoci! Anche del circo. Quanti si trovano in posti lontani dalla loro residenza ed hanno tantissimi problemi, cominciando dal cibo…! Don Mirko Dalla Torre, Monica e Flaviano Ravelli della Migrantes, e gli altri nelle varie regioni, Maurizio Crisanti dell’Anesv ed Antonio Buccioni dell’Ente Nazionale Circhi, Gino Pugliè della Confesercenti e tanti della Caritas sono sulla breccia…e cercano di dare una mano. Qualche eco arriva anche a noi e cerchiamo di fare da tramite soprattutto con la Croce rossa e con le varie Caritas. Dal momento che non possiamo uscire ci teniamo in stretto contatto telefonico con tantissimi amici.Ci danno notizie, ci inviano con whatsApp messaggi, video, notizie, foto; ci confidano le loro paure e le loro speranze, ci raccontano la loro emozione davanti al papa in una piazza san Pietro vuota, sotto la pioggia, in preghiera, collegato col mondo intero, venerdì scorso. La nostra è una piccola comunità di una decina di famiglie. Piccole casette di legno, carovane…è un piccolo mondo che vibra con tutta l’Italia. Molti hanno parenti in Romagna, in Veneto, in Toscana, in Umbria, nelle Puglie, in Sardegna… Ma anche in Francia e in Inghilterra. La sofferenza di essere lontani è grande. Qui ci diamo una mano. I nostri amici non vogliono che usciamo, perché vista la nostra età siamo più a rischio. Alessia e Fabrizio si presentano in carovana col foglietto e la penna per scrivere ciò di cui abbiamo bisogno e fanno la spesa anche per noi. Il piccolo Oscar pittura un po’ tutto e per aiutarlo a non mettere pittura dovunque prestiamo pennarelli, disegni, cartoncino, pezzi di legno…A volte Emma, la cugina più grande o Asia, giocano con lui e fanno qualcosa insieme… E i grandi lodano i…suoi capolavori. Ogni tanto vediamo la piccola Elisa, nata meno di un mese fa, sorella di Emma, nipotine di Ginetto e Giannina.. E’ la gioia della vita. Epifania e Lionella hanno cucito a macchina per tutti noi del Parcolido le mascherine necessarie per uscire. Anna Amelia ha stampato i fogli per le autocertificazioni e tanti disegni per Oscar…. Massimo e Valerio finiscono i lavori della loro carovana e nello stesso tempo migliorano il lunapark. Noi cerchiamo di mettere più ordine nello stand e anche le carovane. Un po’ tutti cucinano cose buone e le offrono alle altre famiglie con tanto amore. Geneviève ricorda a tutti i vari appuntamenti di preghiera col papa a cui tutti qui vogliono bene. Preghiamo al mattino con il papa, poi diciamo le lodi, e facciamo la comunione. Preghiamo per chi è sulla breccia, chi cerca di salvare le vite mettendo a rischio la propria, come medici, infermieri, volontari, lavoratori dei settori indispensabili che continuano ogni giorno accettando i rischi. E supplichiamo il Signore perché si fermi la pandemia e possiamo ricominciare il lavoro, la vita insieme con un amore rinnovato, con più solidarietà e rispetto per le persone e la natura. Ora è il tempo della speranza e della solidarietà. La speranza e la fiducia sono da rinnovare ogni giorno.   Le Piccole Sorelle Anna Amelia e Geneviève Joseph

Ritorna in Italia il Circo Zavatta grazie a Migrantes e Enc

28 Marzo 2020 - Roma - Attraccherà nel porto di Brindisi  questa mattina la nave che sta riportando in Italia dalla Grecia il Circo Zavatta al completo. Lo riferisce a www.migrantesonline.it don Mirko Dalla Torre della Commissione Migrantes per lo Spettacolo Viaggiante. Le famiglie del circo, per un totale di circa trenta persone fra cui diversi bambini, hanno potuto imbarcarsi nella notte grazie all’impegno congiunto dell’ambasciata italiana ad Atene, dell’Ente Nazionale Circhi e della Fondazione Migrantes, che ha messo in campo ogni sua risorsa per trovare uno sbocco ad una situazione apparentemente priva di vie d’uscita. Il Circo Zavatta, durante la sua ultima tournée in Grecia, era stato confinato in un campeggio a seguito delle misure straordinarie prese dal governo ellenico per far fronte all’epidemia di Coronavirus. Le famiglie del circo erano impossibilitate a procurarsi le cose più urgenti, con la prospettiva di rimanere a lungo in questo stato di penoso isolamento, oppure di dover rientrare in Italia senza le loro attrezzature che – ricordiamo – sono strumenti di lavoro, con i quali i circensi si guadagnano il necessario per sé e i loro figli. La famiglia Zavatta si è allora rivolta all’Ente Nazionale Circhi, ma ha anche interessato la Fondazione Migrantes, che è a fianco delle famiglie dello Spettacolo Viaggiante in tutte le circostanze della loro vita, racconta don Dalla Torre: "potendo contare anche sulla disponibilità del personale consolare italiano e di alcuni altri esponenti delle istituzioni, si è giunti, dopo qualche giorno di colloqui e trattative con le autorità di Atene, a individuare una soluzione percorribile e accettabile per tutti". Il circo con tutte le attrezzature è stato trasferito in un porto vicino e, verso la mezzanotte di ieri, venerdì 27 marzo, si è finalmente imbarcato per rientrare in Patria. La Fondazione Migrantes ringrazia di cuore tutti coloro che hanno contribuito alla soluzione di questo difficile caso, ed auspica che questo metodo di lavoro congiunto e concorde diventi un modello per affrontare in futuro altre situazioni di questo tipo. (Raffaele Iaria)

Migrantes Reggio Calabria-Bova: gli aiuti al circo Orfei-Martini

27 Marzo 2020 -

Reggio Calabria - Con i mezzi della Protezione Civile  della Città Metropolitana di reggio Calabria, alla presenza dei Carabinieri, con il parroco don Nucera Danilo, sono  state consegnati al Circo Orfei / Martini, in sosta sulla S.S. 106 nei pressi di Saline, gli ulteriori rifornimenti di generi alimentari e beni di prima necessità. Sotto la pioggia battente, l'operazione è avvenuta con tutte le precauzioni sanitarie che il caso richiede.

Nonostante tutto c'è stato il tempo di scambiare un fraterno saluto a tutte le famiglie circensi tramite il Direttore del circo  Martini.  Rinnovando la disponibilità nostra con il parroco, don Danilo Nucera - informano i referenti Migrantes per lo spettacolo viaggiante della diocesi di Reggio Calabria-Bova, Angelica e Mario Casile - a "rivederci, non soltanto in questa situazione di emergenza sanitaria, ma poterci riunire sotto lo chapitou ad ascoltare la Parola di Dio e  pregare per i vivi e per i morti". Gli altri componenti del Circo, riunitosi a capannello hanno ringraziato e acconsentito alla proposta. I referenti Migrantes, insieme  don Nucera, hanno distribuito, oltre ai viveri, sussidi di preghiera da utilizzare nelle famiglie. Appena sarà possibile, il parroco ha dato la disponibilità  di celebrare una messa di ringraziamento sotto lo chapitou.

Un'altra buona notizia che è giunta in queste ultime ore: l'unico ragazzo in età scolare, grazie all'impegno dell'assessore Lucia Nucera e al Dirigente Scolastico della scuola primaria di Montebello, può continuare il suo percorso scolastico telematicamente in vista della valutazione finale. Alla luce della pandemia di questo tempo, la Caritas Italiana  e la Fondazione Migrantes Nazionale hanno sollecitato, tramite lettera, la collaborazione nelle singole diocesi. Questo input è stato "accolto e messo in atto con entusiasmo e generosità. Tanto da promuovere iniziative nel trapanese e nel triveneto, dove stanno sostando altri circhi e lunapark di cui siamo venuti a conoscenza", dicono i referenti Migrantes . La diocessi di Reggio Calabria-Bova, attraverso la Caritas diocesana ed il settore Migrantes "Circhi e lunapark", è stata presente  in questa "missione" consapevole che la collaborazione della Croce Rossa, del Banco Alimentare che hanno messo a disposizione i viveri di concerto con la Protezione Civile della Città Metropolitana e le Forze dell'Ordine, hanno "mostrato il vero volto dell'animo dei reggini e dei calabresi. Il cammino quaresimale di questo 'tempo'  si concretizza così, non soltanto nell'intimo di se stessi, nella conversione e nel pentimento ma nell'attegiamento di condivisione cristiana", spiegano Angelixa e Mario Casile.

Coronavirus: “noi giostrai ridotti alla fame”

27 Marzo 2020 - Milano - Sono quindicimila in tutta Italia. Più o meno come i dipendenti dell’Ilva di Taranto ai tempi d’oro. Ma, anche se vivono in un ambiente meno a rischio per l’inquinamento, hanno molto tutele in meno. Molte meno, Anzi, praticamente nessuna. Se lavorano riescono a tirare avanti. In caso contrario sono in difficoltà, tanto più gravi quanto più lungo si preannuncia il periodo di inattività. «E per noi giostrai questo era il periodo della ripresa dopo la pausa invernale. Da fine ottobre - racconta Catia Savina, di Modena, famiglia di giostrai sinti italiani - la maggior parte di noi è ferma. Sabato scorso sarebbe stata in programma la prima fiera primaverile, che naturalmente è saltata, come tutte le altre in programma fino a giugno”. Una sosta che per i piccoli giostrai rischia di tradursi in un dramma senza via d’uscita. “Lavoriamo da marzo a ottobre girando per le fiere delle varie regioni italiane. Noi per esempio – riprende Catia – con una quindicina di altre famiglie di giostrai, ci siano fermati per l’inverno nel piazzale di una grande fabbrica dismessa a Forlimpopoli. Proprio qui l'altra settimana sarebbe dovuta partita la prima fiera primaverile. Poi l’emergenza sanitaria ha bloccato tutto. Abbiamo saputo che anche le altre fiere da qui a giugno sono state rinviate. Siamo disperati”. Oltre ai mancati introiti infatti, i giostrai devono sostenere le spese ordinarie di tutte le altre famiglie: vitto, bollette, riscaldamento e tanto altro. “E poi ci sono le spese per la licenza, i collaudi delle attrezzature e tutte le altre tasse. Ormai in fiere e lunapark si possono installare le giostre soltanto se tutto è in regola, giustamente. Ci sono anche rigidi parametri di sicurezza da rispettare”. La famiglia Cavina per esempio, mamma, papà e due figli di 24 e 30 anni, lavora con i tappeti elastici, quelli in cui i bambini vengono imbragati e collegati a piccoli paranchi elettrici che sollevano in modo alternato i piccoli. Tutto deve evidentemente funzionare alla perfezione, Con tutti i controlli del caso. “Eravamo pronti per ripartire. Adesso non sappiano cosa succederà e come faremo per tirare avanti”. A sostenere le buone ragioni dei giostrai è arrivata l’associazione Kathané, impegnata a tutelare le famiglie di rom e sinti italiane con iniziative di sensibilizzazione contro razzismo e pregiudizi. “Abbiamo chiesto al ministero dello spettacolo interventi urgenti di sostegno per il settore dello spettacolo viaggiante, circensi e giostrai a fronte dell’emergenza sanitaria. Per loro è una questione di sopravvivenza”, spiega Dijana Pavlovic, portavoce di Kathanè. “Circensi e giostrai sono un mondo che comprende 15mila persone. Per loro in questi ultimi anni le difficoltà sono aumentate. Sono aumentate per esempio le pratiche burocratiche a causa della legislazione che ha spostato dal centro ai Comuni le procedure di concessione degli spazi. Quindi – prosegue Pavlovic - sono aumentati i costi di gestione. Per sostenere e rilanciare questi antichi mestieri sarebbe necessario rivedere le normative”. Ora l’emergenza coronavirus rischia di essere il colpo di grazia “Abbiamo chiesto al ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, ai presidenti delle regioni, alle amministrazioni locali la stessa attenzione riservata a tutti gli altri lavoratori dello spettacolo- ma devono ascoltarci subito, altrimenti tutta questa gente sarà alla fame”.(Luciano Moia – Avvenire)  

Circhi e Luna Park a Franceschini: “Servono 10 milioni per superare l’emergenza”

26 Marzo 2020 - Roma - Dieci milioni di euro per il sostegno alle attività di spettacolo viaggiante, per sopravvivere all’emergenza sanitaria causa epidemia del Coronavirus Covid-19. Questa la richiesta formulata da Ente Nazionale Circhi e ANESV (Associazione Nazionale Esercenti Spettacolo Viaggiante) al ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, che in questi giorni sta elaborando il provvedimento che prevede uno stanziamento di 130 milioni di euro a favore delle attività di spettacolo, chiuse da settimane per l’emergenza Coronavirus. Il settore dello spettacolo viaggiante, composto da esercenti del circo e del luna park, è composto da circa 5000 imprese, in genere di carattere familiare, messe in ginocchio dalla sospensione dell’attività. “Sono stati soppressi i grandi luna park di Carnevale e della Pasqua e le date delle tournée circensi – raccontano Maurizio Crisanti, segretario nazionale ANESV-AGIS, e Antonio Buccioni, presidente ENC-AGIS – con danni rilevanti per imprese che continuano a sostenere i costi della occupazione di suolo pubblico ed energia elettrica. Si tratta di circa 20.000 cittadini privi in questo momento di altre forme di reddito, impossibilitati a svolgere la “funzione sociale” riconosciuta a queste forme di spettacolo popolare dalla legge n. 337/1968. Per sopravvivere a quest’emergenza sono necessari 10 milioni di euro di aiuti a imprese, lavoratori e, soprattutto, famiglie dello spettacolo viaggiante”. Al problema del sostegno alle famiglie si aggiunge, per le imprese del circo, la necessità di provvedere in ogni caso al benessere degli animali, con i costi conseguenti all’alimentazione, gestione e cure veterinarie. Il settore dello spettacolo viaggiante è infatti sostenuto complessivamente dal MIBACT, attraverso il Fondo Unico Spettacolo per una minima percentuale, dell’1,56 per cento. La logica del FUS e la sua ripartizione sono assolutamente inapplicabili per suddividere il Fondo Emergenza Spettacolo, cinema e audiovisivo introdotto dal decreto Cura Italia. Tale stanziamento è finalizzato infatti a sostenere non le attività di spettacolo – attualmente non operative – bensì le singole imprese, a prescindere dagli specifici settori, costrette a settimane di forzata chiusura.  

Frosinone: iniziative per non fare sentire nessuno solo

26 Marzo 2020 - Frosinone - In questo momento di grave emergenza sanitaria una compagnia circense presente in diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino si trova bloccata dalle restrizioni governative con la conseguente impossibilità di poter lavorare e di spostarsi.  La Caritas diocesana è intervenuta con l'obiettivo di non fare sentire nessuno solo e abbandonato offrendo sostegno per le necessità primarie che l'intera compagnia circense ha. È stata attivata una rete di commercianti particolarmente sensibili che hanno risposto prontamente ai bisogni. Ovviamente il responsabile della compagnia con grande dignità confida nel poter tornare presto a lavorare e a poter continuare a far sorridere non solo i propri cari e i membri della compagnia, ma anche i tanti bambini e adulti che ora più che mai hanno bisogno e desiderano godersi uno spettacolo emozionante che solo al circo si può gustare. Nella diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino inoltre sono seguiti da tempo 5 nuclei di famiglie rom per le quali sono stati fatti interventi di sostegno per regolarizzare i documenti, progetti di scolarizzazione con importanti risultati raggiunti, soprattutto sono stati messi in campo progetti di integrazione. Purtroppo l'emergenza sanitaria ha richiesto la sospensione di alcuni progetti quali percorsi formativi altamente professionalizzanti, tirocini lavorativi ma nonostante ciò il sostegno quotidiano per le necessità primarie e la vicinanza umana non sta mancando con l'obiettivo di poter tornare presto a camminare insieme. (Gloria Lauretti)