Tag: Lutto

Il cordoglio della Fondazione Migrantes per la morte di mons. Dino Pistolato

25 Marzo 2026 - Nel tardo pomeriggio del 24 marzo è morto a 68 anni mons. Dino Pistolato, attuale parroco a Gambarare di Mira (VE). Ne ha dato notizia il Patriarcato di Venezia. Don Dino, nato il 6 agosto 1957, era originario di Zelarino; fu ordinato sacerdote il 27 giugno 1981, nella Basilica della Salute, dall’allora Patriarca Card. Marco Cè. Tra gli altri incarichi del suo intenso impegno pastorale, dal 1999 al 2019 ha guidato anche l’Ufficio diocesano per le migrazioni di Venezia. I funerali di mons. Pistolato saranno celebrati dal Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, sabato 28 marzo, alle ore 10.30 nel Duomo di Gambarare. La Fondazione Migrantes si unisce al lutto di familiari e amici, e a quello della chiesa locale. [caption id="attachment_73635" align="aligncenter" width="300"]Dino Pistolato (foto: patriarcatovenezia.it)[/caption]

È morto mons. Anton Lucaci, il primo cappellano dei rumeni di rito latino a Roma. Il ricordo di mons. Felicolo

23 Marzo 2026 - Sabato 21 marzo 2026 è morto a Roma monsignor Anton Lucaci che dall’inizio degli anni Novanta si era dedicato ai cattolici rumeni di Roma di cui è stato cappellano fino al 1999. È poi stato nominato coordinatore nazionale dei cappellani dei cattolici rumeni di rito latino in Italia (2003-2021). Per 20 anni è stato anche il riferimento della redazione rumena di Radio Vaticana. Mons. Lucaci aveva 83 anni: era nato, infatti, l'11 settembre 1942 a Răchiteni, nella contea di Iaşi. «Aveva cominciato a seguire spontaneamente, pieno di buona volontà, la comunità rumena nella sua migrazione in Italia e a Roma», ricorda mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, a lungo direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma. «La comunità cominciò a riunirsi nella chiesa dei Santi Apostoli e poi si spostò a Santa Maria in Campitelli. Infine, insieme a don Pietro Sigurani e al vescovo ausiliare del Settore Centro di Roma di allora, monsignor Mandara, lo abbiamo aiutato a trovare la attuale sede della comunità di rito latino, la Basilica di San Vitale». «Essa è diventata nel tempo un punto di riferimento per qualsiasi necessità», continua mons. Felicolo. «La prima migrazione rumena fu complicata: le persone non vennero sempre ben accolte, almeno a Roma. Don Anton si è adoperato molto per farle sentire a casa e per ascoltare le loro esigenze. Grazie alla sua opera lodevole la presenza della Chiesa è stata concreta e i rumeni cattolici di rito latino l'hanno percepita».   mons. Anton Lucaci

La morte di Marcello Silvestri. Il ricordo della Fondazione Migrantes

9 Marzo 2026 - «Se la lettura del Vangelo non ti graffia dentro, non è autentica». Nelle prime ore del mattino di sabato 7 marzo è morto Marcello Silvestri, artista, pittore e scultore italiano di respiro internazionale, che ha viaggiato insieme alle sue opere a Roma, Parigi, Bruxelles, New York, Osaka. È stato uno degli artisti che hanno ispirato e impreziosito la Bottega d’Arte aperta da Fondazione Migrantes sulla Terrazza del Pincio a Roma, in occasione dell’Earth Day 2025.
"Un credente che nell'arte ha espresso la sua fede", come lo ha ricordato il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. Per cogliere almeno un riflesso della sua personalità, molto sensibile anche ai temi della mobilità umana, vi invitiamo a rileggere una recente intervista di Simone Varisco per il mensile Migranti Press.
[caption id="attachment_70064" align="aligncenter" width="1024"]Marcello Silvestri Marcello Silvestri[/caption]

La morte di papa Francesco

21 Aprile 2025 - Con grande dolore e commozione, che certamente è condiviso da tante persone in tutto il mondo, la Fondazione Migrantes ha appreso la notizia della morte di papa Francesco. A darla è stato il cardinale camerlengo, S. Em. Kevin Joseph Farrell, intorno alle ore 10 di questa mattina: “Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua Chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. "Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l'anima di papa Francesco all'infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino". Proprio ieri, nell'Omelia per la Messa di Pasqua, il Santo Padre ci ricordava "la speranza più grande della nostra vita", ossia che "possiamo vivere questa esistenza povera, fragile e ferita aggrappati a Cristo, perché Lui ha vinto la morte, vince le nostre oscurità e vincerà le tenebre del mondo, per farci vivere con Lui nella gioia, per sempre". Sempre nella giornata d ieri, nel tradizionale messaggio Urbi et Orbi, papa Francesco aveva fatto appello "a tutti quanti nel mondo hanno responsabilità politiche a non cedere alla logica della paura che chiude, ma a usare le risorse a disposizione per aiutare i bisognosi, combattere la fame e favorire iniziative che promuovano lo sviluppo. Sono queste le 'armi' della pace: quelle che costruiscono il futuro, invece di seminare morte!". E, con il pensiero rivolto alle persone che sono anche nel cuore della missione della Fondazione Migrantes, ha scritto: "In questo giorno, vorrei che tornassimo a sperare e ad avere fiducia negli altri, anche in chi non ci è vicino o proviene da terre lontane con usi, modi di vivere, idee, costumi diversi da quelli a noi più familiari, poiché siamo tutti figli di Dio!". "Fino all’ultimo giorno della sua vita - ha dichiarato il presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione episcopale per le migrazioni (CEMi), S.E. mons. Gian Carlo Perego - papa Francesco ha avuto nel suo cuore e nella sua mente il ricordo dei migranti. Da figlio di emigranti ha compreso nella sua vita cosa significa lasciare tutto e partire, soprattutto se costretti dalla fame, dalle guerre e dalle persecuzioni. Il suo impegno e il suo magistero per la tutela della dignità dei migranti ci accompagneranno nel lavoro quotidiano".  

Migrantes Pesaro: è morto il diacono Pietrelli

4 Aprile 2024 -
Pesaro - Lo scorso 2 aprile è morto a Pesaro il diacono Emilio Pietrelli, direttore della Migrantes e della Caritas della diocesi di Pesaro. 69 anni (ne vrebbe compito 70 a Maggio) e ordinato ordinato diacono nel 2011 , Pietrelli lascia la moglie Nadia e i figli Lucia e Federico. Negli ultimi anni ha combattuto contro un male  incurabile.La diocesi ricorda  la grande dedizione e e generosità d Pietrelli nel suo servizio  alla Chiesa di Pesaro, con una particolare attenzione ai più poveri e fragili attraverso il ruolo di Direttore della Caritas e della Migrantes diocesana. Questa sera alle ore 21 presso la Chiesa Santa Maria dell’Arzilla a Pesaro la recita del Rosario e domani, alle 15, nel duomo della Città, i funerali. Alla famiglia, al vescovo di Pesaro e alla diocesi  la vicinanza e il ricordo nella preghiera della Fondazione Migrantes.

Migrantes: il cordoglio per la morte del segretario Cgie, Michele Schiavone

3 Aprile 2024 - Roma - Al termine di una lunga malattia, si è spento, nei giorni scorsi, all’età di 63 anni, nella sua casa di Tägerwilen in Svizzera, Michele Schiavone, Segretario Generale del CGIE, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. “Abbiamo appreso la triste notizia della scomparsa del dott. Michele Schiavone, infaticabile Segretario Generale, uomo attento e sensibile con il quale è stato un piacere collaborare in questi lunghi anni in cui la mobilità degli italiani ha ripreso vigore necessitando di sempre maggiori attenzioni e risposte”, si legge in una lettera al Ministro degli Esteri Antonio Tajani firmata dal presidente e dal Direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego e mons. Pierpaolo Felicolo. Michele Schiavone – si legge nella missiva – “da sempre amico della Fondazione Migrantes e vicino al Rapporto Italiani nel Mondo, è stato punto di riferimento per tante comunità all’estero, per le quali si è speso con dedizione e tenacia”. La Fondazione Migrantes esprime il “cordoglio più sincero ed affettuoso a Lei Presidente, ai Consiglieri tutti unitamente al Comitato di Presidenza, alla Segreteria esecutiva e alla Segreteria del CGIE, nonché ai famigliari”: “ci mancherà la sua passione per il mondo della mobilità umana e italiana in particolare, la sua esperienza profonda e lungimirante oltre che la sua amicizia cordiale e fedele”.

È morto José Agudo: scoprì Dio tra gli zingari nelle baracche di Madrid

12 Ottobre 2023 -
Città del Vaticano - Una vita cambiata radicalmente dall’incontro con Gesù Cristo e spesa, poi, nell’annuncio del Vangelo. Nato il 29 febbraio del 1940, José Agudo, di origine quinqui, viveva in una casetta fra le baracche di Palomeras Altas, a Madrid, assieme alla moglie Rosario Cordero. Vendevano chincaglieria per le strade. Qui nel 1964 incontrano Kiko Argüello che era andato a vivere in una baracca, fra i poveri, e pregava con la chitarra e la Bibbia. Pian piano attorno a lui, si formò un gruppo di persone che pregavano insieme. L’esperienza dell’incontro con Gesù Cristo che ha potere sulla vita portò un cambiamento profondo in Josè. Gli insegnò quell’amore in grado di trasformare le relazioni. José e Rosario lasciarono poi le baracche e iniziarono una nuova vita. Furono sempre molto vicini a Kiko e Carmen e testimoni della nascita del Cammino Neocatecumenale, che poi frequentarono fin da quando iniziò in una parrocchia del quartiere di Argüelles. Nel 1987 José e Rosario furono inviati, assieme ad altre famiglie, da San Giovanni Paolo II, come famiglia missionaria del Cammino nei pueblos jovenes del Perù, una zona molto difficile e povera, alla periferia di Lima. Avevano già 13 figli e lì adottarono due bambini. In pochi anni sono sorte varie comunità formate da persone attratte dalla loro testimonianza. (Vatican News)

Diocesi di Latina: è morto mons. Sbarigia

6 Ottobre 2023 - Roma - E’ morto ieri monsignor Mario Sbarigia, 82 anni, Vicario generale emerito della diocesi di Latina- Terracina - Sezze – Priverno. Il decesso è avvenuto presso l’Ospedale civile S. Maria Goretti di Latina, dove era ricoverato da alcuni giorni. Mons. Sbarigia è stato per tanti anni impegnato nella pastorale migratoria in qualità di Direttore diocesano Migrantes. Due anni fa per motivi di età aveva terminato il suo servizio come Vicario Generale e Parroco di San Luca in Latina; aveva scelto di risiedere nella Parrocchia di Santa Rita in Latina, dove comunque era a disposizione per le celebrazioni e confessioni. Da oggi pomeriggio il feretro sarà esposto nella camera ardente allestita presso la Parrocchia di San Luca, a Latina, dove più tardi alle ore 21.00 si terrà una veglia di preghiera. Le esequie domani alle ore 10.00, presso la Cattedrale di San Marco di Latina, e saranno presiedute dal vescovo mons. Mariano Crociata e concelebrate dal clero pontino. Le spoglie di mons. Sbarigia riposeranno nel Cimitero di Latina. Originario di Filettino, in provincia di Frosinone, giovanissimo entrò in seminario dove al termine degli studi fu ordinato sacerdote il 29 giugno del 1966 e incardinato nella diocesi di Velletri. Già dai primi anni di ministero fu destinato alle zone pontine, poi scelse di farsi incardinare nella nuova diocesi di Latina quando questa fu creata smembrandola da quella di Velletri. Al vescovo e  alla famiglia la vicinanza della Fondazione Migrantes.    

Mci Germania: è morto don Minella

24 Agosto 2023 - Belluno - A  Pedavena (BL)  il 21 agosto scorso,  presso la Casa P. Kolbe dove abitava in questi ultimi anni, è deceduto, all’età di 93 anni, don Giuseppe Minella.  Il “Gazzettino” nella cronaca di Feltre ne descrive, a firma di Eleonora Scarton,  la lunga attività sacerdotale definendolo “sacerdote amico dei ragazzi e studenti”. Effettivamente don Minella, sacerdote nella diocesi di Belluno-Feltre dal 1954, di formazione intellettuale con la  laurea in lettere  nel 1974, si è particolarmente dedicato ai giovani con diversi incarichi: vice-direttore nel Collegio vescovile  di Feltre (1954-1955), vicario cooperatore nella parrocchia del Duomo  di Feltre ( 1955-1957), poi nuovamente  vice-direttore  del Collegio vescovile (1957-1958), risiedendo in Seminario (1958-1959), direttore della Casa dello Studente  (1971-1974) e cappellano della Colonia “Stella maris” di Feltre (1972- 1977), assistente diocesano di Azione Cattolica ( 1955-1960 ) e presso la Comunità  “Opus Mariae reginae”  di Santa Giustina, parroco a Mugnai  ( 1959-1965) e poi Porcen  (1974-2006), insegnante di lettere presso l’Istituto Geometri di Feltre. Nella fitta  serie  dei suoi impegni diocesani quello di “ missionario per gli emigrati italiani a Colonia (1965-1968 ). Ed effettivamente per don Minella l’attività in Germania è stata una  parentesi ristretta nella sua vita. Ma, come poi mi disse, “tonificante e significativa, indimenticabile”. Non più con giovani e studenti ma per infaticati operai o giovani intraprendenti con una famiglia da sostenere o da formare.  Don Minella aveva chiesto al suo Vescovo, Mons. Muccin, di fare una esperienza missionaria  ed il Vescovo gli aveva proposto gli operai italiani in Germania.. Qui l’allora direttore dei missionari italiani d’intesa con il coordinatore diocesano dei sacerdoti stranieri della grande arcidiocesi di Colonia, Mons Schlafke, gli affida l’apertura di una nuova sede a Remscheid,  con una popolazione di ca. 4.500 anime,  scorporandola dalla troppo vasta Missione di Solingen. Bisognava innanzi tutto impegnarsi ad imparare la lingua  tedesca e poi a conoscere il territorio della Missione, trovare collaboratori, creare nuclei di presenza nelle diverse località della sua zona ed avere una sede. Davvero un brusco cambiamento nella esperienza precedente. Già la sistemazione, detta provvisoria, ma rimasta definitiva, presso una anziana signora protestante, la Frau Lehmann,  lo aveva un po’ impensierito. Ma poi ne è maturato un buon rapporto ed è stata una grande opportunità per apprendere la lingua tedesca. Con la sua cultura e le doti di canto e suono, con la sua attenzione alle persone e tenace impegno ben presto don Giuseppe organizza luoghi e tempi di incontro e raduno della popolazione italiana della zona. Così è nata la nuova Missione italiana di Remscheid. Per la Chiesa Cattolica sono anche gli anni del provvidenziale Concilio Ecumenico Vaticano II (1963-68). E don Minella sente l’esigenza di un periodo di aggiornamento culturale. D’intesa con i superiori il 10 ottobre 1968 lascia definitivamente la Missione di Remscheid. Una esperienza “breve ed intensa, talvolta faticosa , ma anche gratificante”, come ha scritto, e  “avanti  verso la nuova esperienza di studio in Roma”. Qui ottiene la licenza in Teologia Universale presso l’Università Lateranense nel 1969 e nel 1970 la laurea in Teologia. Avrebbe  voluto ritornare in Germania ma il Vescovo lo nomina direttore della Casa dello Studente di Feltre. Riprende allora   gli studi con la laurea in Filosofia(1974). Il Vescovo lo nomina parroco di  Santa Giustina e  ed insegnante di Storia al  Liceo del Seminario di Belluno (1975). Il Signore, pastore eterno delle nostre anime ha certamente accolto questo suo zelante sacerdote. Al vescovo di Belluno-Feltre e  alla famiglia la vicinanza della Fondazione Migrantes. (Silvano Ridolfi)

Mci Svizzera: e’ morto don Bressani

18 Agosto 2023 - Cremona - E’ morto questa mattina don Giuseppe Bressani per tanti anni sacerdote impegnato nella pastorale con gli italiani in Svizzera. Nato a Caravaggio, nella diocesi di Cremona, il 14 novembre 1952, don Giuseppe Bressani è stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1976. Ha iniziato il proprio ministero come vicario di Fontanella e, sempre come vicario parrocchiale, era stato successivamente a Mozzanica (1983-1990) e Soncino nella parrocchia S. Maria Assunta e S. Giacomo apostolo (1990-1993). Nel 1993 ha raggiunto la Svizzera, dove per quasi trent’anni è stato missionario al servizio degli emigrati italiani nella Svizzera tedesca, ad Aarau, cittadina di 15mila abitanti, capitale del Cantone Argovia. La Missione Cattolica Italiana comprende complessivamente un territorio che si estende su una quindicina di parrocchie, per circa 4.200 nuclei famigliari. Negli anni di ministero in Svizzera don Bressani ha intessuto una buona collaborazione con le parrocchie locali, così come con gli altri missionari presenti nel cantone d’Argovia. L’impegno pastorale negli anni è stato a non ridurre la pastorale ai soli sacramenti, uno forzo supportato dai vari gruppi: quello dei giovani, dei piccolissimi, la corale, quello missionario, ministranti, lettori, ministri straordinari della Eucarestia e un gruppo della terza età. Insomma una comunità vivace capace di realizzare tante attività. “Questo tempo è stato molto bello e crediamo molto fruttuoso – il saluto degli altri missionari d’Argovia al momento del rientro in Italia di don Bressani – per la comunità cattolica di questo cantone. Insieme abbiamo lavorato, reciprocamente ci siamo incoraggiati nei momenti della stanchezza e insieme gioito per i piccoli o grandi successi. La comunità italiana d’Argovia ti deve tanto. Non solo per le tante iniziative messe in atto, ma anche per averci messo il cuore”. Negli anni di servizio di don Bressani erano più di 600mila (compresi coloro che hanno il doppio passaporto) gli italiani presenti nella Confederazione elvetica, con ancora tanti nuovi arrivi da parte di chi superava le Alpi in cerca di un lavoro. Nel giugno 2019 il vescovo Antonio Napolioni aveva fatto visita ai due sacerdoti diocesani missionari in Svizzera: don Bressani e don Francesco Migliorati. Rientrato in Italia alla fine del 2022, don Giuseppe Bressani era collaboratore parrocchiale nella parrocchia Ss. Fermo e Rustico di Caravaggio. A celebrare i funerali, lunedì 21 agosto alle 10, sarà il vescovo di Cremona, mns. Antonio Napolioni. Al vescovo della diocesi di Cremona e alla famiglia la vicinanza della Fondazione Migrantes. (R.I.)

Migrantes Palermo: è morto p. Natoli

24 Maggio 2023 - Palermo – “Il Signore ci ama sempre, sempre, sempre. Un bacione a tutti”. Sono state queste le ultime parole di padre Sergio Natoli della Congregazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, assistente spirituale della Migrantes di Palermo, morto questa mattina. “Andate avanti”, il suo messaggio a chi ha creduto e crede nell’accoglienza degli stranieri e ai volontari dell’associazione, da lui voluta, “Arcobaleno dei Popoli”. Settantaquattro anni padre Natoli, prima di arrivare a Palermo, ha svolto diversi incarichi nella sua Congregazione. Nel capoluogo siciliano è stato sempre a fianco dei migranti promuovendo iniziative pastorali e culturali. Qui fonda l’Associazione “Arcobaleno dei Popoli” molto attiva in progetti di integrazione e a fianco dei migranti soprattutto in condizioni svantaggiate. Una veglia di preghiera si terrà da oggi pomeriggio e fino a domani sera nella Chiesa di Santa Maria dei Miracoli a Palermo. I funerali avranno luogo venerdì 26 maggio presso la Parrocchia di San Nicolò da Tolentino con la Comunità Oblata di Maria Immacolata. Due anni fa padre Natoli aveva discusso una tesi di dottorato alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “S. Giovanni Evangelista” di Palermo sul tema “l’immigrazione come Kairos  per una ricomprensione della cattolicità della chiesa particolare”. “Il servizio ai migranti non è vissuto nel rapporto con i migranti vedendo essi come destinatari nel servizio pastorale, bensì – ha detto in una intervista - come persone che camminano lungo la strada della vita. Io cerco di fare un tratto di strada con loro per aiutarli non tanto a essere persone passive ma persone attive, protagoniste nella costruzione di una città plurale per quelli che decidono di vivere e di stare qui a Palermo. Il mondo dei migranti va interpretato non unicamente come destinatari ma piuttosto come collaboratori di Cristo Gesù, come dice san Paolo, nell’ottica della missione che come battezzati tutti quanti siamo portati a vivere e a portare avanti. Il mio cammino pastorale si è mosso su questo binario. Lasciandomi illuminare continuamente dal cammino che lo Spirito Santo fa nella Chiesa, che è un cammino di grande novità, perché – come dice il Concilio – lo Spirito Santo guida e governa il corso dei secoli. Quindi non siamo noi a guidare il percorso dei migranti ma noi assieme a loro dobbiamo scoprire e capire come Dio attraverso il suo spirito guida e cammina il popolo dei migranti, assieme al popolo dei nativi e tutti nell’insieme formiamo il popolo di Dio”. “La scomparsa di padre Natoli ci addolora profondamente”, evidenzia mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore generale della Fondazione Migrantes a nome di tutto l’organismo pastorale della Cei: “il suo impegno a fianco dei più poveri è stato sempre al centro del suo ministero pastorale. Ha lavorato e si è prodigato con iniziative significative – come la Festa dei Popoli -  per richiamare l’attenzione verso il mondo della mobilità. Ma non solo: tante le sue opere di solidarietà e di accoglienza. Lo affidiamo oggi al Signore della Vita e ricordiamo il bene profuso al prossimo e la sua ricca testimonianza”. (Raffaele Iaria)

Migrantes Porto-Santa Rufina: è morto Enzo Crialesi

  17 Gennaio 2023 - Roma – È morto ieri sera Enzo Crialesi, per anni direttore Migrantes della diocesi di Porto-Santa Rufina. Da tempo combatteva con un brutto male che purtroppo non gli ha lasciato scampo, nonostante le cure mediche e la tanta voglia di vivere. Nato a Roviano, in provincia di Roma, il 17 febbraio 1944 Crialesi era sposato ed era padre di due figli. Ordinato diacono permanente nel 1997 dal vescovo mons. Antonio Buoncristiani presso la Chiesa Cattedrale della Storta ha guidato prima la Caritas diocesana e successivamente la Migrantes promuovendo incontri di dialogo e amicizia nelle parrocchie e nelle scuole e sollecitando fortemente il tema della formazione a livello pastorale ma anche nella società. Il funerali si svolgeranno giovedì 19 gennaio alle ore 11 nella parrocchia Sacro Cuore di Ladispoli. Alla moglie, ai figli e al vescovo della diocesi, mons. Gianrico Ruzza la vicinanza e il cordoglio della Fondazione Migrantes che ringrazia il Signore per avercelo donato e per il suo impegno a fianco dei migranti.