14 Gennaio 2026 - 14 Gennaio 2026 - Doveva iniziare oggi il processo penale sulla strage di Cutro: la prima udienza è stata rinviata al 30 gennaio, per "un errore nell'attribuzione del collegio penale", come riportano alcuni media.
Restano i fatti. La notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 un caicco partito dalla Turchia si schianta a pochi metri dalla riva di Steccato di Cutro. Muoiono 94 persone, più un numero imprecisato di dispersi. La città di Crotone si stringe intorno ai familiari delle vittime. Diventano, per diversi giorni, una comunità.
Mentre la giustizia fa il suo corso, cosa rimane a 3 anni da quella ferita? Giuseppe Ciulla e Arianna Martini hanno ricostruito quella notte e ricordato le persone che potevano essere salvate in Sultan, l'ottava puntata del podcast "Il Filo d'Arianna".
Ma la vicenda di Cutro, già in sé enorme e tragica, apre una finestra ulteriore su una questione che, purtroppo, si pone dopo stragi analoghe: la gestione delle morti lungo le rotte migratorie.
Essa appare un “orrore senza nome”. La definisce così un saggio di Giovanni Papotti contenuto nel Report “Il diritto d’asilo 2025”, presentato nello scorso mese di dicembre dalla Fondazione Migrantes, in cui l'autore racconta la storia “esemplare” del giovane Yonas, morto a Ventimiglia, che evidenzia le falle normative e operative nei processi di identificazione delle persone decedute o scomparse.
Emerge una intricata rete legale e burocratica che nega ai familiari il diritto alla verità e a una degna sepoltura. “Il sistema di diritto – sono parole della sorella di una migrante scomparsa nel corso del viaggio nel Mediterraneo riportate nel saggio – non risponde alle esigenze della realtà: non è un fallimento umanitario, è un fallimento legale”.
Il dolore dei familiari e le conseguenze culturali e legali legate all’incertezza sulla sorte dei propri cari nel caso di migranti dispersi sono un tema ancora oggetto di studio e dibattito. Esso pone numerosi interrogativi legali e morali, ma si muove nel solco di un principio di umanità: quello di garantire che il tempo non cancelli la memoria di questi giovani uomini e donne morte o disperse nell’inseguire il sogno di un futuro migliore.
Tag: Cutro
Naufragio di Cutro: il 14 gennaio la prima udienza del processo penale
8 Gennaio 2026 - La prima udienza del processo penale sul naufragio di Cutro è fissata per il 14 gennaio a Crotone. Ne dà notizia un comunicato congiunto di una coalizione di organizzazioni di ricerca e soccorso in mare (Sar) - si tratta di Emergency, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, Sos Humanity e Sos Mediterranee - che lo scorso anno si era costituita parte civile e che sarà formalmente parte del processo. All'udienza saranno presenti rappresentanti di tutte le Ong, che nel corso del processo saranno ascoltati insieme ai consulenti tecnici individuati nelle liste testi delle Organizzazioni. Sarà presente anche Amnesty International Italia in qualità di osservatore.
Da tempo le Ong della coalizione mirano a ottenere verità e giustizia per la catena di eventi, decisioni ed omissioni che hanno portato a uno dei più tragici naufragi della storia italiana: quello avvenuto al largo di Steccato di Cutro nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, quando un’imbarcazione è affondata provocando la morte di almeno 94 persone e un numero imprecisato di dispersi. Di tutte le persone che erano a bordo solo 80 sono sopravvissute. Nel processo sono accusati di naufragio colposo e di omicidio colposo plurimo sei ufficiali della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.
“Come la tempestività è fondamentale nei soccorsi, così i ritardi nell’attivare interventi di salvataggio non sono un semplice incidente, ma una negligenza da sanzionare”, commentano le Ong.
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Ascolta anche "Sultan", l'ottava puntata del podcast "Il Filo d'Arianna" - un podcast che parla di storie di una comunità di esclusi, emarginati, naufraghi, a cura di Giuseppe Ciulla e Arianna Martini - dedicata proprio alla strage di Cutro.
https://open.spotify.com/episode/5obvOb2HInDiEorqfVnSZ2?si=8jZw0QWLRyykjycz2wEDxg&nd=1&dlsi=79aba980ea454132
Quei morti “non perdano anche la voce”. La strage di Cutro, due anni dopo
26 Febbraio 2025 - Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, a Steccato di Cutro (Kr), 34 uomini, 26 donne e 34 minori trovarono la morte nelle acque di quel mare che rappresentava la loro unica speranza.
In una nota resa pubblica nella giornata di ieri, i vescovi della Calabria hanno ricordato quei fatti, evidenziando che dal 2014 sono circa 23.000 le persone che hanno perso la vita nel Mar Mediterraneo: “Il rischio è che perdano anche la voce: quella voce che siamo chiamati ascoltare, non solo per non dimenticarli, ma per non rendere vana la loro vita e la loro morte”, scrivono in una nota diffusa poco fa. I presuli calabri rivolgono “un accorato appello affinché non scenda l’ombra dell’oblio su queste vite spente né sulle tante altre che necessitano ancora di essere ascoltate. Non possiamo – scrivono – dimenticare come molte di queste provengano da campi profughi di cui nessuno parla e da città ghetto di cui nessuno si occupa volentieri”.
La Conferenza episcopale calabra chiede che “tutti facciano la loro parte: Stato, Regioni, Province e Comuni, Chiesa, mondo dell’informazione e altre realtà associative. Tutti, ognuno per ciò che gli è proprio, si impegnino con maggior coraggio e forza per promuovere non la cultura della chiusura, della persecuzione, della violenza, della deprivazione della dignità umana, ma quella della accoglienza e della familiarità. Costruiamo insieme una storia che non sia la fine, ma un nuovo inizio per quei tanti che in noi vedono una speranza di vita nuova!”.
Anche il Santo Padre aveva più volte dedicato la sua attenzione alle vittime della strage. Dopo averne fatto menzione già nell'Angelus del 26 febbraio stesso, quando purtroppo però il bilancio era ancora solo provvisorio, papa Francesco aveva voluto dedicare un pensiero alle vittime anche nella preghiera della domenica successiva, il 5 marzo 2023. In particolare, sottolineò il suo "apprezzamento" e la sua "gratitudine alla popolazione locale e alle istituzioni per la solidarietà e l’accoglienza verso questi nostri fratelli e sorelle e rinnovo a tutti il mio appello affinché non si ripetano simili tragedie. I trafficanti di esseri umani siano fermati, non continuino a disporre della vita di tanti innocenti! I viaggi della speranza non si trasformino mai più in viaggi della morte! Le limpide acque del Mediterraneo non siano più insanguinate da tali drammatici incidenti! Che il Signore ci dia la forza di capire e di piangere".
Il Papa era poi tornato su quei fatti pochi giorni dopo, il 18 marzo, nel corso del primo evento pubblico del Papa con i migranti dopo la tragedia di Cutro, un naufragio che “non doveva avvenire, e bisogna fare tutto il possibile perché non si ripeta”. Del resto, aveva scritto il Papa nel testo del messaggio per quell'evento, "una migrazione sicura, ordinata, regolare e sostenibile è nell’interesse di tutti i Paesi. Se non si aiuta a riconoscere questo, il rischio è che la paura spenga il futuro e giustifichi le barriere su cui si infrangono vite umane”.
“Nonostante l’indignazione suscitata in occasione di quell’ennesimo, drammatico naufragio, tragedie simili hanno continuato a verificarsi”, scrivono in una Dichiarazione congiunta Laurence Hart, direttore dell’Ufficio di coordinamento del Mediterraneo dell’Oim, Nicola Dell’Arciprete, coordinatore della Risposta in Italia per l’Ufficio Unicef per l’Europa e l’Asia Centrale, e Chiara Cardoletti, rappresentante dell’Unhcr per l’Italia, la Santa Sede e San Marino.
“Cutro Calabria Italia” in simultanea nelle Sale della Comunità. Intervista a Mimmo Calopresti
19 Febbraio 2025 - Il 21 febbraio 2025 alle ore 21 diverse Sale della Comunità proietteranno in simultanea il film Cutro Calabria Italia. Un evento della rassegna Meta-Cinema promossa da ACEC insieme a Fondazione Migrantes, Caritas italiana e l’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali della CEI.
Alla proiezione seguirà un approfondimento in diretta con il regista Mimmo Calopresti in dialogo con il sindaco di Cutro Antonio Ceraso e monsignor Dario Edoardo Viganò, presidente della Fondazione MAC.
Gabriele Lingiardi di ACEC ha intervistato Mimmo Calopresti che ha raccontato la lavorazione di Cutro Calabria Italia, le emozioni che l’hanno accompagnato in questo viaggio, l’anno successivo alla strage di Cutro avvenuta nel febbraio del 2023 e la sua visione positiva di un mondo e di un’Italia grazie alle brave persone nascoste dai media e dalla memoria.
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Mimmo Calopresti[/caption]
Parliamoci chiaro, quelle del suo film non immagini semplici da vedere. Anzi, si vorrebbe poterle dimenticare come se non fossero mai accadute e invece sappiamo di dover fare uno sforzo perché i fatti di Cutro continuino a chiamarci all’azione e all’indignazione…
Certamente, sono durissime. È naturale volerle evitare. Per questo per girare il mio documentario ho seguito proprio il proposito di raccontare per non dimenticare quello che è successo. Ma soprattutto volevo ricordare chi c’era su quella barca. Come dicono le persone che ho intervistato, su quella barca c’era il mondo. Sono persone migranti che escono dallo stereotipo e per questo ci colpiscono. Su quella barca è morta una campionessa cricket, una studentessa di 19 anni che viaggiava per poter completare la sua formazione, una giornalista… Mi sono così concentrato nel raccontare le storie inaspettate di queste persone. Mi interessavano le loro singolarità.
Mimmo Calopresti[/caption]
Parliamoci chiaro, quelle del suo film non immagini semplici da vedere. Anzi, si vorrebbe poterle dimenticare come se non fossero mai accadute e invece sappiamo di dover fare uno sforzo perché i fatti di Cutro continuino a chiamarci all’azione e all’indignazione…
Certamente, sono durissime. È naturale volerle evitare. Per questo per girare il mio documentario ho seguito proprio il proposito di raccontare per non dimenticare quello che è successo. Ma soprattutto volevo ricordare chi c’era su quella barca. Come dicono le persone che ho intervistato, su quella barca c’era il mondo. Sono persone migranti che escono dallo stereotipo e per questo ci colpiscono. Su quella barca è morta una campionessa cricket, una studentessa di 19 anni che viaggiava per poter completare la sua formazione, una giornalista… Mi sono così concentrato nel raccontare le storie inaspettate di queste persone. Mi interessavano le loro singolarità.
“Un mare di porti lontani”, una serie di proiezioni per non dimenticare la strage di Cutro
14 Febbraio 2025 - “È un delitto reprimere la speranza”. Con questa frase si conclude il docufilm Un mare di porti lontani il lavoro del regista fiorentino Marco Daffra che “smentisce i luoghi comuni sulle navi umanitarie” (Avvenire).
Il film presenta le testimonianze di capitani, marinai, medici, infermieri, macchinisti, interpreti e mediatori culturali, nonché quelle del dott. Pietro Bartolo, “il medico di Lampedusa” che visitò 350mila sbarcati in 30 anni, e di Padre Bernardo Gianni, Abate di San Miniato a Monte.
In occasione dell’anniversario della strage di Cutro, Marco Daffra parteciperà con la Carovana Migranti e la "Rete 26 febbraio" a un serie di proiezioni nei luoghi della commemorazione, momento centrale di un vasto tour per la penisola.
- Lunedì 17 febbraio h 10.00. Esclusivamente per Liceo Cecioni, Cinema 4 mori, Livorno
- Martedì 18 febbraio, h 21.00. Sede di Libera, Via Stamira n°5, Roma.
- Mercoledì 19 febbraio, h 18.30, Club Nautico di Gaeta, Piazza Carlo III, Gaeta.
- Giovedì 20 febbraio, h 17.00. Castello Ducale, Marigliano (Napoli). Con la Carovana Migranti.
- Venerdì 21 febbraio, h 15.30. Sede Filcams-Cgil, Piazza Giuseppe Garibaldi n° 101, Napoli.
- Sabato 22 febbraio, h 19.00. BiblioErica, Piazza Santini, Capaccio Scalo, Salerno.
- Domenica 23 febbraio, h 17.00. Palazzo Spadafora, Cosenza. Con la Rete 26 febbraio.
- Lunedì 24 febbraio, h 11.00. Liceo Gravina, Crotone. Con la Carovana Migranti e Rete 26 febbraio.
- Lunedì 24 febbraio, h 17.00. Lega Navale, Crotone. Con la Carovana Migranti e Rete 26 febbraio.
- Sabato 1° marzo, h 17.00. Biblioteca del Negroamaro, Guagnano (Lecce)
- Lunedì 3 marzo, h 18.00. Casa del Popolo, Via Gioberti, Campobasso
- Mercoledì 5 marzo, h 21.00. S.Giuseppe, via Italia 35, Falconara
- Giovedì 6 marzo, h 09.00. Scuole, Rimini
- Giovedì 6 marzo, h 18.30. Scouts, Rimini
- Venerdì 7 marzo, h 09.00. Scuole, Rimini
- Venerdì 7 marzo, h 21.30. Circolo il Botteghino, La Rotta (Pi)