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Cei: ieri ad Assisi l’incontro del Tavolo ecclesiale del servizio civile, “un forte no a tutte le guerre”

22 Aprile 2022 -

Assisi - Si è svolto ieri  ad Assisi il XVI incontro dei giovani in servizio civile del Tesc (Tavolo ecclesiale sul servizio civile) nel ricordo di san Massimiliano di Tebessa, giovane martire cristiano per obiezione di coscienza. Dal 2003 il Tesc organizza ogni anno il 12 marzo, nella data della ricorrenza liturgica del suo martirio, un incontro nazionale dei giovani in servizio civile. Nel 2020 l’incontro, già previsto ad Assisi, venne annullato a causa del lockdown, mentre l’anno scorso fu realizzato online e quest’anno rinviato al 21 aprile per realizzarlo in presenza tenendo conto del venir meno di alcune restrizioni legate alla pandemia. Il tema dell’incontro è stato quello scelto da Papa Francesco per la Giornata mondiale della Pace del 1° gennaio scorso “Dialogo fra generazioni, educazione e lavoro: strumenti per edificare una pace duratura”. Il raduno è stata anche una occasione per ribadire “un no forte alla guerra tra Russia e Ucraina e a tutte le guerre che si combattono nel mondo”. Nella città di San Francesco gli operatori volontari in servizio civile hanno confermato il loro impegno per la nonviolenza e la solidarietà, che si adopera anche a favore delle vittime della guerra che giungono in Italia. L’incontro si è svolto presso la “Cittadella” della Pro Civitate Christiana ed è stato concluso da una celebrazione nella cattedrale di San Rufino presieduta dal vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino mons. Domenico Sorrentino. Il Tesc, costituitosi nel 2003, attualmente riunisce 18 organismi, associazioni ed enti cattolici impegnati su questo ambito, che nei prossimi mesi vedranno in servizio oltre 10 mila giovani, dei quali più di 500 all’estero. Ne fanno parte: Caritas italiana, Fondazione Migrantes, Ufficio nazionale per la Cooperazione missionaria tra le Chiese, Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, Servizio nazionale per la pastorale giovanile, Azione cattolica italiana, Acli, Agesci, Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Confcooperative-Federsolidarietà, Cenasca-Cisl, Centro sportivo italiano, Volontari nel mondo-Focsiv, G.a.v.ci., Salesiani per il sociale, Cdo Opere sociali, Anspi, Unitalsi.

Cei: il 21 aprile incontro nazionale dei giovani in servizio civile del Tavolo ecclesiale

12 Aprile 2022 - Roma - Dal 2003 il Tavolo Ecclesiale sul Servizio Civile - che annovera tra gli enti promotori Caritas Italiana, la Fondazione Migrantes, l’Ufficio Nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese, l’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro e il Servizio Nazionale per la pastorale giovanile organizza ogni 12 marzo, nel giorno in cui si ricorda San Massimiliano di Tebessa, martire per obiezione di coscienza al servizio militare nel 295 d.C., l’incontro nazionale dei giovani in servizio civile. Quest’anno l’appuntamento si terrà ad Assisi giovedì 21 aprile sul tema scelto da papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio: “Dialogo fra generazioni, educazione e lavoro: strumenti per edificare una pace duratura”.

Cei: no a lavoro nero, capolarato e sfruttamento degli immigrati

29 Marzo 2022 - Roma - “La nostra coscienza è interpellata anche da quanti sono impegnati in lavori irregolari o svolti in condizioni non dignitose, a causa di sfruttamento, discriminazioni, caporalato, mancati diritti, ineguaglianze”. Lo scrivono i vescovi italiani nel messaggio per il 1° maggio diffuso questa mattina. “Il grido di questi nuovi poveri – si legge ancora - sale da un ampio scenario di umanità dove sussiste una violenza di natura economica, psicologica e fisica in cui le vittime sono soprattutto gli immigrati, lavoratori invisibili e privi di tutele, e le donne, ostaggi di un sistema che disincentiva la maternità e punisce la gravidanza col licenziamento”. “Un Paese che cerca di risalire positivamente la china della crisi non può fondare la propria crescita economica sul quotidiano sacrificio di vite umane” è il monito dei presuli italiani nel quale fanno presente che “lo scenario che abbiamo davanti è drammatico: nel 2021 sono stati 1.221 i morti (dati Inail), cui si aggiungono quelli ignoti perché avvenuti nelle pieghe del lavoro in nero, un ambito sommerso in cui si moltiplicano inaccettabili tragedie”. “Siamo di fronte a un moderno idolo che continua a pretendere un intollerabile tributo di lacrime”, la denuncia dei vescovi italiani, che fanno notare come “tra i settori più colpiti ci sono l’industria, i servizi, l’edilizia e l’agricoltura”.

Ucraina: Cei, gesti concreti di vicinanza e solidarietà

24 Marzo 2022 - Roma - Il dolore e la preoccupazione per quanto sta accadendo in Ucraina hanno attraversato l’intera sessione primaverile del Consiglio Permanente della Cei. L’invocazione del card. Gualtiero Bassetti perché «questa “inutile strage” del nostro tempo sia fermata» è diventata “preghiera corale, condivisione di un impegno comune per l’accoglienza dei profughi e per la costruzione della pace”. Nei diversi interventi è emersa la “necessità di recuperare la tensione all’educazione alla pace centrale nel magistero pontificio e in diversi documenti della CEI”. I Vescovi del Consiglio Permanente hanno quindi approfondito il tema dell’accoglienza dei profughi, in maggioranza donne e minori, sollecitati dalla testimonianza del direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, che ha guidato una delegazione al confine con l’Ucraina, in Romania, Moldavia e Polonia per manifestare la solidarietà della Chiesa che è in Italia. Proprio mentre erano in corso i lavori del Consiglio Permanente, centinaia di cittadini ucraini sono arrivati nel nostro Paese, grazie ai voli umanitari e presi in carico da una ventina di Caritas diocesane. Mentre “si è apprezzata la scelta di un’accoglienza diffusa sul territorio e l’impegno di famiglie – si legge nel comunicato finale - parrocchie e istituti religiosi, comunità greco-cattoliche ucraine, con il coordinamento delle Caritas e il sostegno della Migrantes, in collaborazione con le Prefetture e la Protezione civile, è stato auspicato un iter veloce di riconoscimento della protezione temporanea, per permettere l’inserimento nel mondo del lavoro e l’autonomia, la partecipazione degli alunni alla vita scolastica – in Italia o attraverso il collegamento con le scuole in Ucraina – la tutela sanitaria, la mobilità nel territorio europeo. A questo proposito, si è richiamata l’esigenza di un unico modello convenzionale per tutti i rifugiati che continuano ad approdare nelle nostre terre, evitando disparità di trattamento e avviando un superamento dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) per una scelta di servizi di accoglienza personalizzati nei Comuni. Una preoccupazione particolare è stata segnalata in ordine ai minori non accompagnati o accompagnati da figure adulte o parentali diverse dai genitori, perché sia attivato da subito il percorso con i servizi sociali e il Tribunale dei minori per un affidamento familiare”. Nel corso dei lavori, i membri del Consiglio Permanente hanno chiesto di vivere un momento di preghiera per la pace durante le celebrazioni della Domenica delle Palme e di esprimere vicinanza e solidarietà alla Chiesa ucraina attraverso la visita di una delegazione di Vescovi italiani. Le Diocesi italiane, intanto, si stanno attivando per una giornata di raccolta fondi da inviare alla Caritas, entro il 15 maggio. I Vescovi hanno infine rinnovato l’invito ad intensificare la preghiera perché si ponga la parola “fine” all’atrocità di un conflitto folle.

Cei: i lavori del Consiglio Permanente

24 Marzo 2022 - Roma - La guerra in Ucraina, che sta provocando morte e distruzione oltre ad alimentare tensioni e inquietudini a livello internazionale, è stata al centro delle riflessioni e delle preghiere del Consiglio Episcopale Permanente della Cei che si è riunito a Roma, dal 21 al 23 marzo, sotto la guida del card. Gualtiero Bassetti. Nel ribadire la disponibilità all’accoglienza dei profughi e nell’invocare un iter veloce di riconoscimento della protezione temporanea, i Vescovi che venerdì 25 marzo si uniranno a papa Francesco per l’Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria della Russia e dell’Ucraina si sono soffermati sulla pace, richiamando il magistero pontificio e i documenti della CEI sul tema. Inoltre, hanno formulato "la richiesta di manifestare la solidarietà della Chiesa che è in Italia alla Chiesa ucraina con un gesto concreto, la cui realizzazione è stata affidata al discernimento del Presidente, e di vivere un momento di preghiera per la pace durante le celebrazioni della Domenica delle Palme".
Durante i lavori, i Vescovi si sono concentrati sul Cammino sinodale che in tutte le Diocesi italiane ha permesso di attivare percorsi di ascolto e coinvolgimento di numerose persone e realtà, facendo riscoprire il senso di appartenenza alla comunità e mostrando il volto di una Chiesa accogliente e attenta. In vista delle prossime tappe, il Consiglio ha approvato il cronoprogramma elaborato dal Gruppo di Coordinamento nazionale che contiene le linee operative per raggiungere gli obiettivi prefissati per il primo anno. Rientra in questo processo di ascolto anche il tema dei ministeri istituiti: è stata presentata infatti una prima Nota che recepisce le indicazioni magisteriali dei due Motu Proprio sui ministeri dell’Accolitato, del Lettorato e del Catechista, orientando la prassi concreta delle Chiese che sono in Italia e facendo sì che questi percorsi rientrino nell’alveo del Cammino sinodale in quanto opportunità per rinnovare la “forma Ecclesiae” in chiave più comunionale.

Un approfondimento ha riguardato lo stato dell’arte delle attività di prevenzione, formazione e accoglienza per le vittime di abusi promosse attraverso i Servizi diocesani per la tutela dei minori e
i 140 Centri d’ascolto già costituiti. Al riguardo, i Vescovi intendono promuovere una "migliore conoscenza del fenomeno per valutare e rendere più efficaci le misure di protezione e prevenzione.
Nel riaffermare l’impegno a favore dei sofferenti e dei loro familiari, il Consiglio Permanente ha auspicato l’avvio di un dialogo costruttivo e scevro da polarizzazioni sterili sul fine vita".
Nel corso dei lavori, è stata avviata una prima riflessione sull’adeguamento degli “Orientamenti e norme per i seminari” alla luce della “Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis” ed è stato
presentato un report sui Tribunali Ecclesiastici e le strutture giuridico pastorali.
Un "sentito" e "corale" ringraziamento è stato espresso al card. Bassetti, al suo ultimo Consiglio Permanente, per "la paternità con cui ha accompagnato la Chiesa che è in Italia in questi cinque anni".

Cei: proseguono i lavori del Consiglio Permanente

22 Marzo 2022 - Roma -  L’introduzione del cardinale presidente della Cee, Gualtiero Bassetti, ha aperto la sessione primaverile del Consiglio permanente  che si concluderà domani.
L’agenda dei lavori prevede la presentazione del programma dell’Assemblea generale ordinaria (23-27 maggio 2022) che avrà per tema: “In ascolto delle narrazioni del popolo di Dio. Il primo
discernimento: quali priorità stanno emergendo per il Cammino sinodale?”.
All’ordine del giorno, poi, un aggiornamento sulle attività di contrasto agli abusi promosse dal Servizio nazionale per la tutela dei minori, le proposte dei percorsi di accesso ai ministeri del lettorato, dell’accolitato e del catechista e alcune prime riflessioni sull’adeguamento degli “Orientamenti e norme per i Seminari” alla luce della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis.

Ucraina: card. bassetti, “si attui un piano distribuzione profughi in Ue”

21 Marzo 2022 - Roma – “Di fronte alla fuga di milioni di persone, soprattutto donne e bambini, esprimiamo il nostro vivo e sincero ringraziamento a quanti, in Italia e in tanti altri Paesi, sono impegnati a dare forma e anima all’accoglienza”. Così il card. Gualtiero Bassetti, in apertura del Consiglio Permanente della Cei: “è una testimonianza di carità e di fraternità che diventa impegno concreto per un futuro di pace contro il virus dell’egoismo e dell’indifferenza”. La solidarietà dei Paesi di confine con l’Ucraina – ha aggiunto il card. Bassetti - è stata “davvero commovente; nessuno ha rinunciato a fare la sua parte”. Degli oltre 3 milioni di ucraini in fuga, secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, l’80% si trova in Polonia, un’altra gran parte in Romania, Moldavia, Ungheria e Slovacchia. Le Chiese di questi Paesi e degli altri limitrofi si “sono adoperate fin da subito per fornire assistenza, beni di prima necessità, alloggi, mezzi di trasporto per raggiungere destinazioni sicure. Sono numerose poi le organizzazioni della società civile, di carattere nazionale e internazionale, che sono intervenute per offrire soccorso e accoglienza, coadiuvate da tantissimi volontari. Il numero degli sfollati è tuttavia un dato che è destinato ad aumentare e che nel prossimo futuro, se non cesseranno le ostilità, registrerà l’arrivo di persone ancora più fragili e povere di quelle che sono già riuscite a fuggire. Non si può pensare dunque che i Paesi di confine – ha sottolineato il presidente della Cei - possano sostenere da soli questo impegno umanitario: occorrerà che l’Unione Europea decida di attuare un vero e proprio piano di ridistribuzione dei cittadini ucraini nei vari Stati membri. Stiamo, peraltro, assistendo all’arrivo di profughi anche nel nostro Paese”. Nelle prossime ore, alcuni voli umanitari, da Varsavia, giungeranno in Italia con circa 600 profughi che verranno accolte nelle diocesi italiane. Sono – ha detto il card. Bassetti – “numeri che cresceranno e che richiederanno un’accoglienza di non breve periodo”. Le chiese in Italia “stanno facendo e faranno la loro parte nell’accoglienza e nell’apertura di corridoi per favorire l’arrivo in sicurezza delle persone che sono bloccate nei Paesi di transito, che non riescono più a proseguire il loro viaggio o sono troppo vulnerabili per farlo. Anche questo è un contributo prezioso alla pace”. (R.Iaria)

Ucraina: card. Bassetti, “fermare questa “inutile strage”

21 Marzo 2022 - Roma – “Ci ritroviamo insieme mentre alle porte dell’Europa una guerra devastante sta seminando terrore, morte e distruzione. Il nostro pensiero va alle vittime, ai loro cari e a quanti sono costretti a lasciare le proprie case per cercare un luogo sicuro: uniamo la nostra voce a quella del Santo Padre, affinché ‘in nome di Dio, si ascolti il grido di chi soffre e si ponga fine ai bombardamenti e agli attacchi’. Così il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha aperto i lavori del Consiglio Permanente. La “nostra voce sale a Dio perché questa ‘inutile strage’ – ha detto con forza il porporato -  del nostro tempo sia fermata”.

Cei: da lunedì il Consiglio Permanente

17 Marzo 2022 -
Roma - Si svolgerà da lunedì 21 a mercoledì 23 marzo, a Roma, presso la sede della CEI  la sessione primaverile del Consiglio Episcopale Permanente della Cei. Dopo l’Introduzione del Cardinale Gualtiero Bassetti i lavori prevedono la presentazione del programma dell’Assemblea Generale ordinaria (23-27 maggio 2022) che avrà per tema: “In ascolto delle narrazioni del Popolo di Dio. Il primo discernimento: quali priorità stanno emergendo per il Cammino sinodale?”. All’ordine del giorno, poi, un aggiornamento circa le attività di contrasto agli abusi promosse dal Servizio Nazionale per la tutela dei minori, le proposte dei percorsi di accesso ai ministeri del lettorato, dell’accolitato e del catechista, alcune prime riflessioni sull’adeguamento degli “Orientamenti e norme per i seminari” alla luce della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis.

Cei: si depongano le armi

1 Marzo 2022 -

Roma - La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, riunitasi ieri mattina a Firenze all’indomani della chiusura dell’Incontro "Mediterraneo frontiera di pace" rinnova l’appello espresso in questi giorni insieme ai 60 Vescovi del Mediterraneo presenti a Firenze: si depongano subito le armi e si promuova ogni azione a favore della pace. L’esperienza vissuta a Firenze - sottolinea la presidenza - indica "un percorso condiviso: attraverso l’ascolto e il dialogo, è possibile superare ogni motivo di conflitto e costruire ponti di pace. Allo stesso tempo, si chiede a tutte Chiese che sono in Italia di unirsi in una corale preghiera per la pace e di aderire alla Giornata di digiuno indetta da Papa Francesco per domani 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri".

nata la Carta di Firenze: Vescovi e Sindaci firmano un futuro di pace per il Mediterraneo

26 Febbraio 2022 - Firenze - Sono ore angosciate e tristi, eppure questa mattina un raggio di sole è sceso su Firenze. Lo ha fatto notare il caed. Gualtiero Bassetti: il cielo si è aperto, quando i Vescovi e i Sindaci del Mediterraneo sono sfilati fuori da Palazzo Vecchio uscendo in Piazza della Signoria, davanti ai fotografi e ai turisti incuriositi. Avevano portato a termine il loro compito, concludendo il Forum e il Convegno che sono state le due anime dell’incontro sul Mediterraneo. Poco prima, nel Salone dei Cinquecento, avevano apposto le loro 120 firme sulla Carta di Firenze, dove sono confluite le intenzioni, le richieste e gli auspici maturati in questi giorni di confronto. Nella Carta non sta scritto solo il presente, ha detto il Cardinal Bassetti, sta scritto soprattutto il futuro. Essa, come il dialogo da cui è nata, è orientata verso le attese dei giovani e vuole essere un’eredità lasciata alle future generazioni. È una conquista storica, dice il Sindaco Dario Nardella, e c’è spazio per un momento di gioia. Perché oggi si semina una speranza, la spes contra spem descritta da Giorgio La Pira, la fiducia nel domani che si accende nonostante tutti i segni sembrino deporre per il contrario e preannunciare giorni drammatici. Di questi segni non può non tenersi conto. La guerra è stata l’ospite inattesa di questo Convegno: esplosa in contemporanea col suo avvio, ne ha inevitabilmente influenzato il clima e il contenuto. L’impressione per quanto andava accadendo in Ucraina è stata fortissima, persino le battaglie dipinte da Vasari sulle pareti del Salone dei Cinquecento non erano mai parse tanto minacciose. Per il Cardinal Bassetti, l’immagine della guerra è un’auto schiacciata da un gigantesco carrarmato, e l’urlo in sottofondo, l’urlo contro la guerra, dice, più forte che si sia mai sentito. Davanti a ciò, l’incontro mediterraneo rischiava di sembrare fuori dal tempo. Ma non lo è stato. Perché a Firenze, al di là delle parole e delle dichiarazioni, l’alternativa alla guerra si è messa in pratica per davvero: si sono esercitati l’ascolto e la diplomazia, il rispetto e il dialogo. È stata l’occasione unica per raccogliere posizioni diversissime – comprese le istanze delle comunità musulmane del Mediterraneo, rappresentate dai loro Sindaci, al di là anche di quanto era riuscito a La Pira con i Colloqui mediterranei – e, ciononostante, trovarsi infine d’accordo. Sui temi, comuni perché universali, della fratellanza, della libertà, della tutela dei diritti e della valorizzazione della dignità della persona, l’unico antidoto possibile ad ogni guerra. La Carta di Firenze chiede impegno nella promozione della pace e chiama al rafforzamento della cooperazione internazionale e del dialogo interculturale e interreligioso. Il suo cammino inizia adesso: appena possibile, sarà presentata a Papa Francesco. L’occasione persa della sua visita non scalfisce l’appoggio, anzi di più, la felicità, come ha sottolineato il Card. Bassetti, che il Pontefice ha sempre dimostrato per questa iniziativa. Di lì, sarà via via donata ai principali leader europei e internazionali. La firma è di Sindaci e Vescovi, ha detto il Sindaco Nardella, ma il progetto è di coinvolgere tutti i massimi decisori mondiali, per ottenerne la garanzia di un serio impegno nell’esecuzione congiunta della Carta. Questa attuazione deve partire subito. Appena nata, la Carta di Firenze si trova già alla prova più grande. Nel suo spirito, il Sindaco ha convocato nel pomeriggio di domani, in Piazza della Signoria, una manifestazione per la pace, alla quale ha invitato la cittadinanza e il mondo politico e della cultura. Per averli al suo fianco, ha chiesto anche ai Sindaci e Vescovi dell’incontro, a partire dal Cardinal Bassetti, di fermarsi a Firenze per una serata ancora. L’iniziativa si affianca a molte altre in corso in queste ore in tutta Italia, per lo più spontanee, come quella che si è svolta in mattinata sul ponte Santa Trinita, tra bandiere arcobaleno e canti ucraini, non distante da dove si concludevano i lavori. Anche la messa di domenica in Santa Croce – confermata nonostante l’assenza del Papa, che ha chiesto al Card. Bassetti di rappresentarlo – sarà una grande preghiera per la pace. Giorgio La Pira diceva che la preghiera è più forte della bomba nucleare: all’esplodere della nuova, inaspettata guerra dell’era atomica, a Firenze ci si oppone con la preghiera e con l’assunzione formale di un impegno di pace per il futuro. (Livia Cefaloni)

Incontro sul Mediterraneo: domani fedeli in piazza Santa Croce per pregare per il Papa e per la pace

26 Febbraio 2022 -
Firenze - “La voglia di pregare per Papa Francesco, per i temi del convegno, per la pace in Ucraina manifestata dalla nostra gente ci ha spinto a confermare la presenza dei fedeli in piazza in Santa Croce”. Lo ha detto l'arcivescovo di Firenze, il card.  Giuseppe Betori, al termine della riunione in Prefettura alla quale hanno partecipato tutte le autorità interessate e il Cerimoniale del Quirinale. Proprio la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella impone il mantenimento delle misure di sicurezza, per cui dentro la Basilica di Santa Croce potranno entrare solo le autorità e i fedeli già in possesso del biglietto di invito.
Ad accogliere il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella all’ingresso del Chiostro di Santa Croce ci saranno il Sindaco di Firenze, Dario Nardella e il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, insieme al Presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti e a la card. Betori, oltre alla Presidente dell’Opera di Santa Croce, Cristina Acidini e al Rettore della Basilica, padre Giancarlo Corsini. (R.I.)

Incontro sul Mediterraneo: card. Bassetti, “vicinanza al Papa”

25 Febbraio 2022 -
Firenze - A nome dei Vescovi del Mediterraneo, convenuti a Firenze, il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, esprime "vicinanza" a Papa Francesco  che, a causa di un’acuta gonalgia, non potrà essere presente nel capoluogo toscano domenica 27 febbraio, né presiedere le celebrazioni del 2 marzo, mercoledì delle Ceneri.
"Sappiamo - dice il porporato - quanto tenesse a questo incontro. Sin dall’inizio, abbiamo condiviso con lui questo importante progetto verso il quale ha sempre espresso parole di sostegno e di incoraggiamento a proseguire sulla strada tracciata. Il Pontefice "ci accompagna in questo processo di ascolto, di conoscenza reciproca, di spiritualità, di fratellanza e di pace. E noi Gli assicuriamo la nostra preghiera. Domenica saremo tutti uniti spiritualmente; pregheremo insieme per la pace, con il nostro pensiero rivolto all’Ucraina". (R.I.)

Incontro sul Mediterraneo: 49 i rifugiati che incontrerà domenica Papa Francesco

25 Febbraio 2022 - Firenze -  Papa Francesco domenica sarà a Firenze per concludere, con una celebrazione eucaristica, l'Incontro dei vescovi e sindaci del Mediterraneo promosso dalla Cei. Prima della celebrtazione eucaristica incontrerà a Palazzo Vecchio 49 rifugiati provenienti da Afghanistan, Etiopia, Siria, Somalia, Costa d'Avorio, Eritrea e Nigeria, Repubblica democratica del Congo, Gana e Mali. Rifugiati oggi inseriti nei percorsi di accoglienza e integrazione. Sono state selezionati, è stato spiegato, per la loro diversa esperienza di accoglienza in città. Tra loro ci saranno Mohamad Anosh e la moglie Reha, entrambi afgani, chirurgo pediatrico lui, attivista per i diritti umani lei: in Italia con le due figli, che vanno a scuola, hanno ottenuto lo status di rifugiati. Anche Mohammad Azreakhsh incontrerà il Papa: afgano, tecnico informatico, è arrivato in Italia con la famiglia alla quale è stato riconosciuto lo status di rifugiato. Joseph, giovane nigeriano, ha affrontato un viaggio di un anno e cinque mesi passando dalla Libia, per raggiungere l'Italia. "Al Papa dirò che gli voglio bene e che lo ringrazio per quello che fa perché ha aiutato questo mondo e i migranti che lasciano il loro Paese. Lui ha fatto tante cose per gli umani e sono molto contento di incontrarlo domenica", ha detto Joseph, rifugiato nigeriano di 28 anni arrivato in Italia  nel 2015.

Cei: tutte le Chiese in Italia unite in una preghiera corale

24 Febbraio 2022 -
Roma - "Le drammatiche immagini delle azioni militari in Ucraina provocano dolore e scuotono le coscienze. Nel condannare fermamente la scellerata decisione di ricorrere alle armi, esprimiamo vicinanza al popolo ucraino e alle comunità cristiane del Paese". Lo scrive questa sera la presidenza della Cei evidenziando che "ogni conflitto porta con sé morte e distruzione, lacera il tessuto sociale e minaccia la convivenza tra le nazioni. La memoria di quanto accaduto nel Vecchio Continente nel secolo scorso deve indurci a rinnegare ogni discorso di odio e ogni riferimento alla violenza, spronandoci invece a coltivare relazioni di amicizia e propositi di pace".
"È il desiderio dell’umanità intera, è l’impegno dei Vescovi del Mediterraneo" che riuniti in questi giorni a Firenze per l’Incontro “Mediterraneo frontiera di pace” hanno chiesto ad "una sola voce di far tacere le armi. Siamo chiamati, come diceva Giorgio La Pira, a 'usare il metodo d’Isaia: convertire, cioè, in investimenti di pace gli investimenti di guerra: trasformare in aratri le bombe, in astronavi di pace i missili di guerra!”".
La Cei fa appello  alla "coscienza di quanti hanno responsabilità politiche affinché si fermi al più presto la follia della guerra". Allo stesso tempo l'invito a tutte Chiese che sono in Italia a unirsi in una "corale preghiera per la pace" e ad aderire alla Giornata di digiuno indetta da Papa Francesco per il prossimo 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri.

Incontro sul Mediterraneo: preghiera silenziosa dei vescovi

24 Febbraio 2022 - Firenze - Mezz’ora di preghiera silenziosa a Santa Maria Novella, sotto gli occhi vigili ma dolenti del crocifisso di Giotto. Si è conclusa così la seconda giornata dell’incontro dei vescovi e dei sindaci del Mediterraneo promosso dalla Cei a Firenze. I 60 vescovi, provenienti da 20 Paesi che partecipano all’incontro dei sindaci e dei vescovi sul Mediterraneo, hanno voluto anticipare la chiusura dei loro lavori per poter offrire il loro contributo, fatto di preghiera ed adorazione eucaristica silenziosa, alla causa della pace, in serio pericolo dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. La mattinata di era cominciata con i vescovi del Mediterraneo che avevano espresso “preoccupazione e dolore” per lo scenario drammatico in Ucraina e “vicinanza alle comunità cristiane del Paese”. I vescovi riuniti a Santa Maria Novella hanno inoltre accolto l’invito di Papa Francesco a vivere il 2 marzo una Giornata di digiuno e preghiera per la pace, facendo “appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche perché tacciano le armi”. “Ogni conflitto porta con sé morte e distruzione, provoca sofferenza alle popolazioni, minaccia la convivenza tra le nazioni. Si fermi la follia della guerra!”, si legge nella nota dei vescovi del Mediterraneo, che “conoscono bene questo flagello e per questo chiedono a una sola voce la pace”.  

Incontro sul Mediterraneo: la ricerca del comune nelle diversità e il rifiuto della guerra

24 Febbraio 2022 - Firenze - Sono entrati nel  vivo i lavori di “Mediterraneo frontiera di pace”, il Convegno dei Vescovi in corso a Firenze. Si parte dal ragionare sull’ambiente naturale di un Vescovo, quello in cui di giorno in giorno egli esercita la sua missione: la città, con la vita di cittadinanza e i diritti di cittadini e comunità religiose al suo interno. E i Vescovi, seduti attorno ad un tavolo, ad ascoltare e a raccontarsi il vissuto delle proprie diocesi e la realtà delle proprie città, hanno subito ricevuto una prima conferma: se le sfide sono condivise – le disuguaglianze, le crisi ecologiche, la povertà, la migrazione, in un circolo continuo in cui una circostanza causa l’altra e viceversa – il Mediterraneo è anche un mare di differenze. Siamo tutti diversi, ha detto Mons. Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale e Vicepresidente CEI. Dalle coste del sud francese a quelle libanesi, dalla Grecia alla Tunisia, da Sarajevo a Rabat, si osserva una pluralità ricchissima, un moltiplicarsi di prospettive che fa assumere agli stessi concetti base della discussione, la libertà, la dignità, il rispetto, la democrazia, i diritti, una profonda diversità di significati. La prima questione è, allora, se sia possibile trovare un terreno comune. Una risposta si è già intravista in mattinata, e sta nell’apertura e nella gratuità con cui le comunità cattoliche mediterranee, in tanti scenari diversi, compresi i teatri di conflitto e gli snodi delle rotte migratorie, hanno offerto i propri servizi e il proprio aiuto a chiunque, senza fare distinzioni di appartenenza etnica, politica, religiosa, sociale. La città stessa è per vocazione il luogo di ricomposizione delle diversità, come Gerusalemme, dove, nella concretezza della vita quotidiana, può riconciliarsi la separazione tra appartenenza statale e nazionale. A dirlo è il Patriarca di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa. La drammatica evoluzione della crisi ucraina non può che attirare di continuo il pensiero dei Vescovi. Qualcuno cerca la soluzione alle difficoltà nella guerra, ma noi no, scandisce l’Arcivescovo di Lussemburgo, il Cardinale Jean-Claude Hollerich. I Vescovi a Firenze credono nel potere dell’ascolto e del dialogo, sono qui per questo e, percorrendo questa via, vogliono offrire il proprio contributo alla costruzione della Chiesa e della società del futuro. Cosa possono fare? La preghiera è la prima reazione, come dice l’Arcivescovo di Firenze, il padrone di casa, il  card.  Giuseppe Betori. L’uomo è in grado di fare la guerra, la pace è, invece, un dono che va implorato. Possono dimostrare, e rinnovare ad ogni occasione, la propria amicizia e vicinanza verso il popolo ucraino, verso l’Arcivescovo di Kiev Svjatoslav Ševčuk, alla cui lettera i Vescovi di Firenze hanno risposto con un messaggio di solidarietà. Possono, e devono, evitare di alimentare i conflitti, rifiutando il fondamentalismo ed esercitando l’apertura verso l’altro e l’accoglienza. Ma intendono anche fare di più. Per questo invieranno un proprio appello al Consiglio europeo straordinario, convocato in serata a Bruxelles, per chiedere che le istituzioni nazionali e sovranazionali “facciano di tutto”, così il card. Hollerich, per fermare l’escalation e restaurare la pace. Sorprendentemente, tuttavia, l’agenda del Convegno non si trova ad essere del tutto stravolta dal degenerare dello scenario ucraino. I temi programmati del confronto sono in fondo alla radice anche di questo drammatico evento. L’incontro, il dialogo, l’ascolto, l’avvio di una ricerca comune, non servirebbe altro. È l’occasione per lanciare un segnale forte, da Firenze al mondo.  

“Si fermi la follia della guerra”: l’appello dall’incontro sul Mediterraneo di Firenze

24 Febbraio 2022 -
Firenze - I Vescovi del Mediterraneo, riuniti a Firenze per l’incontro “Mediterraneo frontiera di pace”, esprimono "preoccupazione e dolore per lo scenario drammatico in Ucraina, e rinnovano la loro vicinanza alle comunità cristiane del Paese". Accogliendo l’invito di Papa Francesco a vivere il 2 marzo una giornata di digiuno e preghiera per la pace, i Vescovi - si legge in una nota - "fanno appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche perché tacciano le armi. Ogni conflitto porta con sé morte e distruzione, provoca sofferenza alle popolazioni, minaccia la convivenza tra le nazioni. Si fermi la follia della guerra! I Vescovi del Mediterraneo conoscono bene questo flagello, per questo chiedono a una sola voce la pace".

Mario Draghi a Firenze e i sogni traditi della gioventù mediterranea

24 Febbraio 2022 - Firenze - Nel Sud del Mediterraneo si specchia il futuro dell’umanità. È proprio così, se si pensa che la percentuale di giovani con meno di quindici anni nei Paesi che vi si affacciano è doppia rispetto a quella europea e che le persone che convergono sulle sue coste provengono dai Paesi, quelli asiatici e africani, in cui si concentra oltre la metà della popolazione mondiale di adolescenti. Questi giovani hanno il diritto di crescere e di accedere a tutte le possibilità, hanno il diritto di realizzare la propria personalità: rappresentano il pianeta di domani e dal loro successo dipende quello dell’intero genere umano. Eppure, la realtà spesso tradisce le loro aspirazioni. È a questi giovani che rivolge il pensiero il Presidente del Consiglio Mario Draghi, intervenuto ieri davanti ai circa 60 Vescovi riuniti a Firenze fino al 27 febbraio per discutere delle attuali sfide intermediterranee. Perché, ha detto il Primo ministro, occuparsi del Mediterraneo vuol dire innanzitutto prendersi cura delle nuove generazioni, tutelare i loro diritti e, dunque, combattere gli ostacoli che si frappongono alla loro piena realizzazione: la disoccupazione e le discriminazioni del mondo del lavoro, gli insufficienti investimenti nella scuola e nella formazione, la crisi climatica e l’inquinamento, con i disastri ecologici e ambientali che ne derivano, l’instabilità politica che minaccia la sicurezza e impedisce ogni progetto. Tutto ciò intrappola i giovani mediterranei nel destino di spostarsi da sud verso nord. Parlare di giovani e di Mediterraneo conduce fatalmente a parlare di migrazioni. Anche la migrazione, come tutte le altre sfide mediterranee, riguarda in primo luogo i giovani. Ed è una migrazione spesso difficile, non liberamente scelta, ma imposta dalla durezza del contesto di provenienza, dalle scarse opportunità che offre. In molti casi, è una migrazione senza alternative, la più rischiosa perché la più disperata. Chi la intraprende è disposto ad accettare l’evenienza della morte ai confini d’Europa evocata dal card. Gualtiero Bassetti, per freddo nella neve dei Balcani o per annegamento nelle acque del Canale di Sicilia o dell’Egeo. Non sono solo i Paesi di provenienza a perdere i loro cittadini di domani: quella che migra è la gioventù del mondo ed è allora l’umanità intera a privarsi del proprio futuro. Mario Draghi ha invocato una gestione della migrazione nuova, che sia condivisa, equilibrata, umana. Per realizzarla, ha chiesto l’aiuto dei Vescovi di fronte a lui, sottolineando il loro ruolo imprescindibile di guide del dialogo e della mediazione. La sua speranza è che il Convegno incoraggi un contrasto concreto e quotidiano alle divisioni e alle ingiustizie, che parta dal cuore delle comunità mediterranee, che si svolga al livello delle persone. È un tema che ritorna, è il grande tema di questo Convegno: impegno nella solidarietà e nella vicinanza, come tra i Vescovi a Firenze così per i popoli che li aspettano in patria e per tutti i popoli del mondo. (Livia Cefaloni)

Draghi a incontro sul Mediterraneo: “serve gestione condivisa, equilibrata e umana delle migrazioni”

24 Febbraio 2022 -
Firenze - “Oltre alle scarse opportunità lavorative, anche l’instabilità politica contribuisce a indurre decine di migliaia di persone, tra cui molti giovani, a emigrare non solo per opportunità, ma per necessità”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo, ieri pomeriggio, alla giornata di apertura dell’incontro dei vescovi e dei sindaci del Mediterraneo, in corso a Firenze. “Un fenomeno che attualmente porta con sé enormi rischi per chi arriva in Europa dal Nord Africa o dai Balcani”, ha sottolineato il premier: “E che al momento rappresenta un problema per i Paesi di origine, che perdono energie vitali, e per i Paesi di arrivo, che spesso faticano a integrare i nuovi arrivi, ad accoglierli con dignità”. “Il mar Mediterraneo ci ricorda che ciò che accade nell’Egeo riguarda anche il Tirreno, ciò che avviene al largo della Tunisia o della Libia si ripercuote sulle coste della Sicilia”, il monito di Draghi: “Più volte in passato ho ribadito l’importanza di una gestione condivisa, equilibrata e umana delle migrazioni. Condivisa perché, senza un’assunzione di responsabilità collettiva, l’azione europea non potrà mai essere giusta ed efficace. Equilibrata, perché non basta contrastare i flussi illegali, ma serve curare con attenzione l’accoglienza. E umana, perché non possiamo essere indifferenti rispetto alle sofferenze dei migranti”.