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Cei: il 14 adorazioni eucaristiche in tutta Italia per la pace in Ucraina

12 Settembre 2022 - Roma - Adorazioni eucaristiche in tutta Italia per la pace in Ucraina. A lanciare la giornata di preghiera e spiritualità è la Cei, che aderisce all’iniziativa lanciata dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). La Conferenza episcopale italiana infatti partecipa al gesto comunitario di solidarietà per l’Ucraina con un momento di adorazione eucaristica che si terrà nel pomeriggio del 14 settembre. Nelle parrocchie e nelle diocesi di tutta Italia si invocherà dunque il dono della pace per l’Ucraina, terra martoriata da una guerra che dura ormai da quasi duecento giorni, da quel 24 febbraio in cui le armate russe hanno invaso il Paese. A Milano l’adorazione verrà fatta slittare al 17 settembre, per farla coincidere con il Vespero di inizio del Triduo del Santo Chiodo, presieduto dall’arcivescovo Mario Delpini con il rito della “Nivola”. Per il vicariato di Bologna Centro, l’adorazione si svolgerà il 14 nella chiesa del Santissimo Salvatore, alle 19. Adorazioni analoghe saranno in molte altre diocesi. «In questo giorno in cui la liturgia della Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, ci uniamo con tutte le Chiese d’Europa per implorare da Dio il dono di una pace duratura nel nostro continente. In modo particolare, vogliamo pregare per il popolo ucraino perché sia liberato dal flagello della guerra e dell’odio», sono le parole della preghiera contenuta nel sussidio preparato per l’occasione dall’Ufficio liturgico nazionale e scaricabile online. Nel corso dell’assemblea i fedeli leggeranno anche una preghiera di papa Francesco: «Signore Dio di pace, ascolta la nostra supplica! Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze e anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilità e di oscurità; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite… Ma i nostri sforzi sono stati vani. Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i nostri occhi – esorta papa Francesco – e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: “mai più la guerra!”; “con la guerra tutto è distrutto!”. Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace. Signore, Dio di Abramo e dei Profeti, Dio Amore che ci hai creati e ci chiami a vivere da fratelli, donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace; donaci la capacità di guardare con benevolenza tutti i fratelli che incontriamo sul nostro cammino». Il Papa invita ad «ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono. Tieni accesa in noi la fiamma della speranza per compiere con paziente perseveranza scelte di dialogo e di riconciliazione, perché vinca finalmente la pace. E che dal cuore di ogni uomo siano bandite queste parole: divisione, odio, guerra! Signore, disarma la lingua e le mani, rinnova i cuori e le menti, perché la parola che ci fa incontrare sia sempre “fratello”, e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam! Amen». (L.Liv. Avvenire)

Uccisione suor Maria De Coppi: Card. Zuppi, il suo sacrificio sia seme di speranza e riconciliazione

7 Settembre 2022 -
Roma - “Esprimo profondo cordoglio alle Suore Missionarie Comboniane e alla Diocesi di Vittorio Veneto per la morte di suor Maria De Coppi, rimasta uccisa in un attacco terroristico a Chipene, in Mozambico. Dopo suor Luisa Dell’Orto, Piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld, morta il 25 giugno ad Haiti, piangiamo per un’altra sorella che con semplicità, dedizione e nel silenzio ha offerto la vita per amore del Vangelo”. È quanto dichiara il card. Matteo Zuppi, presidente della CEI, dopo aver appreso la notizia dell’attacco, nella notte, alla missione cattolica mozambicana. Qui operano anche due sacerdoti fidei donum della Diocesi di Concordia-Pordenone, don Lorenzo Barro e don Loris Vignandel: entrambi sono salvi. Incendiata invece la struttura del collegio maschile e derubate e distrutte gran parte delle realizzazioni della missione.
“Preghiamo per suor Maria – afferma il porporato – che per sessanta anni ha servito il Mozambico, diventato la sua casa. Il suo sacrificio sia seme di pace e di riconciliazione in una terra che, dopo anni di stabilità, è nuovamente flagellata dalla violenza, causata da gruppi islamisti che da alcuni anni seminano terrore e morte in vaste zone del nord del Paese. Il mio pensiero, a nome delle Chiese in Italia, va ai familiari e alle consorelle Comboniane, a don Lorenzo e don Loris e a tutti i missionari che restano in tanti Paesi per testimoniare amore e speranza. Ricordiamoli nella nostra preghiera e circondiamoli di tanta solidarietà perché essi camminano con noi e ci aiutano a raggiungere le periferie da cui potremo capire chi siamo e scegliere come essere discepoli di Gesù”.

Card. Zuppi: “i cristiani abbiano ancora di più un senso di attenzione per la cosa comune, con laicità”

2 Settembre 2022 -
Roma - “L’Italia deve credere nel proprio futuro e la politica deve aiutare questa grande idealità con la stessa passione e con lo stesso senso di interesse nazionale ed europeo che animò quella generazione che ci ha consegnato il Paese”. Lo ha detto il presidente della Cei, card. Matteo Zuppi, intervenuto a “Il cavallo e la torre”, su Rai Tre, in collegamento da Lourdes. “La laicità è fondamentale, la Chiesa è la prima che è attenta alle distinzioni. Questo non significa che le proprie convinzioni spirituali e religiose non abbiano una conseguenza sulle scelte pratiche che devono essere nella laicità – ha aggiunto -. Tutti devono dare il loro contributo alto. Penso che i cristiani debbano avere ancora di più un senso di attenzione per la cosa comune e anche le risposte necessarie, sempre con laicità”.
Intervistato da Marco Damilano che gli ha chiesto un parere sull’invito ai cattolici, pronunciato dal segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, di tornare a esprimere la loro posizione all’interno del dibattito politico, il card. Zuppi ha evidenziato che “in un momento così importante tutti devono tirare fuori le proprie idealità e non l’opportunismo, il piccolo cabotaggio, la tattica”. “Certamente i cattolici hanno, devono avere, tanto da dare, da donare, di intelligenza, di conoscenza, di competenza per esempio di lotta alla povertà, di difesa del diritto alla vita”.

Cei: il 5 la presentazione delle iniziative per la festa di San Francesco

2 Settembre 2022 - Roma - In occasione delle celebrazioni per la festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, nei giorni 3 e 4 ottobre, la Conferenza Episcopale Italiana è stata coinvolta nella promozione del pellegrinaggio sul luogo del Transito e nel gesto dell’offerta dell’olio presso la Tomba del Poverello. I riti, che si rinnovano ogni anno con l’alternarsi delle diverse Regioni, quest'anno assumeranno un significato particolare, in quanto vedranno la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni civili e militari, degli operatori sanitari, del volontariato, della scuola, delle realtà caritative ed ecclesiali. Il convenire ad Assisi avrà un particolare valore simbolico, in questo tempo in cui alla pandemia del Covid si sono aggiunte altre pandemie: la povertà, gli squilibri sociali, la solitudine, la guerra in Ucraina e tutti i conflitti che continuano a seminare distruzione e morte, mostrandoci chiaramente quanto sia fragile la pace e, allo stesso tempo, quanto sia importante pensarci fratelli tutti, sottolinea una nota della Conferenza Episcopale Italiana. Le celebrazioni saranno anche occasione – in particolare durante la Messa del 4 ottobre – per una preghiera speciale per l’Italia e per la pace. L’iniziativa sarà presentata il 5 settembre, alle ore 12, a Roma, presso la Sala Marconi della Radio Vaticana. Interverranno il card. Matteo Zuppi, presidente della CEI; fr. Marco Moroni,  Custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi; fr. Massimo Travascio, Custode del Convento della Porziuncola in Santa Maria degli Angeli; mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno e Stefania Proietti, Sindaco di Assisi. (R.I.)

Card. Zuppi: “la risposta alle pandemie e alle guerre è nella passione per l’uomo che aiuta a ricostruire”

22 Agosto 2022 - Rimini -  “Non dobbiamo abituarci in tanti modi all’orrore della guerra, della disumanità, a guardare gli altri come se non ci interessassero. Non possiamo accettare che la guerra possa rappresentare una soluzione. Il male ci divide dagli altri”. La risposta, l’antidoto alle pandemie, come il Covid e la guerra, che attraversano il nostro tempo è “la visione offerta dalla Fratelli Tutti, la consapevolezza di essere nella stessa casa comune”. Lo ha ribadito con forza il card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, dialogando ieri 21 agosto, al Meeting di Rimini con Berhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia dei popoli. Tema della conversazione “Una passione per l’uomo” che è anche il tema di questa 43ma edizione della kermesse di Comunione e Liberazione. “Noi abbiamo una riserva di umanità, una passione per l’uomo che – ha spiegato il cardinale – ci aiuta a ricostruire un ‘pensarsi insieme’ che non è scontato per le paure, per il ‘salva te stesso’, per l’individualismo. Pensiamo di essere noi stessi se prendiamo, se possediamo; non capendo che, al contrario, le risposte vanno cercate e trovate nella connessione con gli altri”. La passione per l’uomo fa parte dell’esperienza dei cristiani che sanno vedere negli altri un fratello. Una visione che guarda oltre e che ci coinvolge oggi nelle difficoltà drammatiche e reali nelle quali ci troviamo a vivere. Queste difficoltà ci hanno fatto riscoprire che la vita è questa e che abbiamo creduto ad un benessere che non esisteva. La compassione vede il male che ci è entrato dentro. La Fratelli tutti è una risposta che chiede l’impegno di tutti quanti”. Tante le sfide da affrontare: una su tutte l’educazione dei giovani. “I giovani hanno bisogno di testimoni veri, che hanno passione, che sognano, che non si fanno esami continuamente ma fanno il grande esame della vita. Di questo hanno bisogno i giovani, non solo di istruzioni per l’uso ma di giocare il bellissimo gioco della vita”. Infine un cenno al dialogo interreligioso che, ha spiegato il card. Zuppi, “rafforza e non spegne le identità. Dal dialogo si esce rafforzati nella consapevolezza che con l’altro posso vivere insieme e che c’è qualcosa di più profondo e umano che mi lega”.  

Card. Zuppi: ci auguriamo uno scatto di responsabilità

15 Luglio 2022 -
Roma - “Guardiamo con grande preoccupazione alla situazione politica che si sta determinando e che rischia di sovrapporsi ad una fase di crisi più generale che sta già incidendo in modo pesante sulla vita delle persone e delle famiglie”. Lo dichiara il card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, commentando gli ultimi sviluppi politici. “La guerra in Ucraina e le sue temibili conseguenze; l’inflazione a livelli eccezionali che richiede continuità e tempestività di interventi urgenti; le pandemie che non smettono di colpire; il lavoro mortificato dalla precarietà e dalla generale incertezza sono elementi che impongono chiarezza di decisioni e una forte concertazione con le parti sociali e con l’Europa. Il confronto dialettico e il pluralismo – ricorda il Cardinale – sono una ricchezza irrinunciabile della democrazia ancora di più in vista delle prossime naturali scadenze elettorali, ma in un momento come questo conviene avvenga nel massimo della convergenza e della stabilità per terminare l’avvio di interventi decisivi sui quali da mesi si sta discutendo e che condizioneranno i prossimi anni. Per questo ci auguriamo che vi sia uno scatto di responsabilità in nome dell’interesse generale del Paese che deve prevalere sulle pur legittime posizioni di parte per identificare quello che è necessario e possibile per il bene di tutti”.

Cammino sinodale delle Chiese in Italia: “I cantieri di Betania” per il secondo anno di ascolto

12 Luglio 2022 -
Roma - Si intitola “I cantieri di Betania” il testo con le prospettive per il secondo anno del Cammino sinodale che viene consegnato alle Chiese locali ed è disponibile su https://camminosinodale.chiesacattolica.it/. Questo documento – spiega il Card. Matteo Zuppi, Presidente della CEI, nell’introduzione – “è frutto della sinodalità” e “nasce dalla consultazione del popolo di Dio, svoltasi nel primo anno di ascolto (la fase narrativa), strumento di riferimento per il prosieguo del Cammino che intende coinvolgere anche coloro che ne sono finora restati ai margini”. Secondo il porporato “è tanto necessario ascoltare per capire, perché tanti non si sentono ascoltati da noi; per non parlare sopra; per farci toccare il cuore; per comprendere le urgenze; per sentire le sofferenze; per farci ferire dalle attese; sempre solo per annunciare il Signore Gesù, in quella conversione pastorale e missionaria che ci è chiesta”. Si tratta, dunque, di “una grande opportunità per aprirsi ai tanti ‘mondi’ che guardano con curiosità, attenzione e speranza al Vangelo di Gesù”.
Il testo – che ha come icona biblica di riferimento l’incontro di Gesù con Marta e Maria, nella casa di Betania – presenta tre cantieri: quello della strada e del villaggio, quello dell’ospitalità e della casa e quello delle diaconie e della formazione spirituale. Questi cantieri potranno essere adattati liberamente a ciascuna realtà, scegliendo quanti e quali proporre nei diversi territori. A questi, ogni Chiesa locale potrà aggiungerne un quarto che valorizzi una priorità risultante dalla propria sintesi diocesana o dal Sinodo che sta celebrando o ha concluso da poco.
Il documento viene diffuso all’inizio dell’estate, “perché così abbiamo modo di impostare il cammino del prossimo anno”. “Lo sappiamo: a volte sarà faticoso, altre coinvolgente, altre ancora gravato dalla diffidenza che ‘tanto poi non cambia niente’, ma siamo certi – conclude il Card. Zuppi – che lo Spirito trasformerà la nostra povera vita e le nostre comunità e le renderà capaci di uscire, come a Pentecoste, e di parlare pieni del suo amore”.
In vista della realizzazione dei cantieri, durante l’estate, attraverso il sito dedicato (https://camminosinodale.chiesacattolica.it/), verranno messe a disposizione esperienze e buone pratiche come doni reciproci tra le Chiese locali.

Card. Zuppi: ascoltiamo il lamento dei popoli dilaniati dalla guerra

11 Luglio 2022 - Roma - "Ascoltiamo il lamento dei popoli dilaniati dalla guerra e onoriamo la memoria delle decine di migliaia di persone uccise in Ucraina. Non smettiamo di interrogarci su cosa dobbiamo fare perché tacciano le armi e prevalga il rispetto della vita! È l’appello all’Europa che rinnoviamo nel giorno della festa del patrono del Vecchio Continente, san Benedetto abate, perché sia unita e giochi un ruolo attivo nella indispensabile ricerca della pace. 'Messaggero di pace', scriveva Paolo VI nella lettera con cui lo dichiarava patrono, fece nascere nel Vecchio Continente 'l’aurora di una nuova èra'. Preghiamo perché il suo esempio ci aiuti a costruire fratellanza e speranza, mentre facciamo nostre le parole di papa Francesco ieri all’Angelus: 'Che Dio mostri la strada per porre fine a questa folle guerra!'”. Lo scrive in un messaggio il car. Matteo Zuppi, presidente della Cei, un un messaggio nella festa di San Benedetto, patrono d'Europa. (R.Iaria)

Card. Zuppi: grazie a Papa Francescoper il dono della sua presenza a Matera

11 Luglio 2022 - Roma - Le Chiese in Italia esprimono profonda gratitudine a papa Francesco che, domenica 25 settembre, sarà a Matera per la conclusione del XXVII Congresso Eucaristico Nazionale. “Ringrazio Papa Francesco che condivide con noi una tappa decisiva del nostro Cammino sinodale: ritrovarsi intorno a Gesù, gustare il pane della sua presenza. Camminare con Lui ci fa camminare insieme tra noi e con i tanti pellegrini della vita, che sono i nostri compagni di viaggio”, commenta il card. Matteo Zuppi, presidente della CEI. “L’appuntamento – aggiunge – sarà anche occasione per rilanciare l’attualità del messaggio del Concilio Vaticano II, alla vigilia del 60° anniversario della sua apertura. Vogliamo rivivere la ‘sobria ebrezza’ di quella Pentecoste e gustare la bellezza dell’Eucaristia, fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa, che genera e rigenera la comunità cristiana e la apre al mondo. Se condividiamo il pane del cielo, come non condivideremo quello terreno?, si chiedeva il Cardinale Lercaro”. L’appuntamento, che si terrà dal 22 al 25 settembre nella “città dei Sassi” sul tema “Torniamo al gusto del pane. Per una Chiesa eucaristica e sinodale”, è parte integrante del Cammino sinodale e richiama le dimensioni della comunione, della partecipazione e della missione, in un’ottica di conversione ecologica, pastorale e culturale. Le giornate che precederanno l’arrivo di Papa Francesco saranno, infatti, scandite da momenti di celebrazione, da testimonianze, da gesti significativi che aiuteranno a leggere il tempo presente e permetteranno di lanciare un messaggio di speranza e di pace. “Tornare al gusto del pane – sottolinea il card. Zuppi – assume un valore ancora più profondo in un momento in cui le pandemie del Covid e della guerra ci chiedono di spezzare il pane dell’amore, specialmente con quanti si trovano in situazioni di fragilità e povertà”. “Aspettiamo Papa Francesco a Matera a braccia aperte e fin d’ora – conclude il Presidente della CEI – ci prepariamo a questo incontro con la preghiera”.  

Cei: Ius scholae costituisce “uno strumento di inclusione dei migranti”

6 Luglio 2022 - Roma - "Lo sguardo evangelico deve abbracciare anche la cultura, illuminando tutti gli ambiti che riguardano la persona, dal concepimento al fine vita, dall’accoglienza alla dignità del vivere. Si colloca in quest’orizzonte la riflessione sullo ius scholae e sulla cittadinanza che – è stato ribadito – costituisce uno strumento di inclusione dei migranti ed è un 'tema di cultura'". E' quanto si lehgge nel comunicato finale dei lavoro del Consiglio Permanente della Ceiu che si è svolto ieri. Nella consapevolezza che, come ha ribadito il Card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, il fenomeno migratorio richiede "un approccio umanitario e di sistema", è stato ricordato che quello della cittadinanza è un argomento al centro dell’attenzione della Chiesa in Italia, fin dal Convegno Ecclesiale di Verona del 2006. (Raffaele Iaria)

Cei: il comunicato finale del Consiglio Permanente

6 Luglio 2022 - Roma - Un clima di fraterna condivisione ha caratterizzato la sessione straordinaria del Consiglio Episcopale Permanente, che si è svolta ieri, 5 luglio, in videoconferenza, sotto la guida del Cardinale Matteo Zuppi. Nel corso dei lavori, i Vescovi hanno ribadito la necessità di operare per una Chiesa che sappia farsi prossima e sia capace di mettersi in ascolto oltre che di dialogare con franchezza con i mondi della politica, della società e della cultura. I Vescovi hanno quindi espresso il loro dolore per la tragedia della Marmolada assicurando  preghiere di suffragio per le vittime, affidandole all’abbraccio misericordioso del Padre. Insieme alla solidarietà e alla vicinanza, i Vescovi hanno lanciato un appello perché tutti facciano la propria parte per proteggere la Casa comune, perseguendo uno sviluppo sostenibile e integrale. Forte solidarietà è stata manifestata anche alle missionarie e ai missionari che, in tutto il mondo, spendono la vita per il Vangelo e a servizio degli ultimi. I membri del Consiglio Permanente si sono uniti alle parole del Cardinale Presidente che, nel suo indirizzo di saluto, ha ricordato il sacrificio di suor Luisa Dell’Orto, Piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld uccisa il 25 giugno a Port- au-Prince, ad Haiti, e hanno ringraziato quanti operano in contesti difficili, spesso di guerra, mostrando il volto di una Chiesa materna e misericordiosa. La loro testimonianza – è stato evidenziato – incoraggia la Chiesa a vivere in pienezza la sua dimensione missionaria, con il coinvolgimento dell’intera comunità. Nel tracciato del Cammino sinodale, infatti, le Chiese in Italia sono chiamate a mettersi in ascolto delle istanze del territorio, ma anche ad affinare i dispositivi culturali per relazionarsi con il mondo politico e sociale così da diventare sempre di più luogo di dialogo e comprensione. Lo sguardo evangelico deve abbracciare anche la cultura, illuminando tutti gli ambiti che riguardano la persona, dal concepimento al fine vita, dall’accoglienza alla dignità del vivere. Si colloca in quest’orizzonte la riflessione sullo ius scholae e sulla cittadinanza che – è stato ribadito – costituisce uno strumento di inclusione dei migranti ed è un “tema di cultura”. Nella consapevolezza che, come ha ribadito il Cardinale Zuppi, il fenomeno migratorio richiede un approccio umanitario e di sistema, è stato ricordato che quello della cittadinanza è un argomento al centro dell’attenzione della Chiesa in Italia, fin dal Convegno Ecclesiale di Verona del 2006. I Vescovi non hanno mancato poi di rivolgere il loro pensiero alla situazione internazionale, in particolare alla guerra in corso. Il Vice Presidente della CEI, Mons. Francesco Savino, ha condiviso con i Confratelli quanto vissuto in Ucraina, dove si è recato nei giorni scorsi con la Carovana della pace organizzata da #Stopthewarnow. È stato unanimemente rinnovato l’auspicio che le armi possano tacere e il conflitto lasci presto spazio alla pace. Inoltre, è stata sottolineata la necessità di una verifica delle strutture della CEI in vista di un migliore funzionamento e di una maggiore partecipazione di tutti gli Organismi. Il Consiglio Permanente si è poi soffermato ampiamente sul Cammino sinodale delle Chiese in Italia, esaminando la bozza del documento per il prosieguo della “fase narrativa” (2022-2023). Il testo, al centro del confronto, raccoglie i frutti del primo anno di ascolto, integrato con le riflessioni e le proposte emerse durante l’incontro nazionale dei referenti diocesani, riuniti a Roma dal 13 al 15 maggio, con la partecipazione dei Vescovi rappresentanti delle Conferenze Episcopali Regionali e, successivamente, durante la 76a Assemblea Generale della CEI (Roma, 23-27 maggio), alla quale hanno preso parte, nelle giornate del 24 e 25 maggio, 32 referenti diocesani, cioè due per ogni Regione ecclesiastica. Le priorità riguardano: la crescita nello stile sinodale e nella cura delle relazioni, l’ascolto dei “mondi” meno coinvolti nel primo anno, la promozione della corresponsabilità di tutti i battezzati, lo snellimento delle strutture per un annuncio più efficace del Vangelo. Per continuare l’ascolto vengono suggeriti tre “cantieri sinodali”, ossia laboratori aperti, da adattare liberamente a ciascuna realtà, scegliendo quanti e quali proporre nel proprio territorio. Ogni Diocesi potrà aggiungerne un quarto valorizzando una priorità risultante dalla propria sintesi diocesana o dal Sinodo che sta celebrando o ha concluso da poco. Gli interventi dei Vescovi, insieme ad altri contributi scritti giunti dalle Conferenze Episcopali Regionali con il coinvolgimento dei referenti diocesani, hanno permesso di precisare metodi e contenuti. In particolare, è stato chiesto di considerare che gli ulteriori passi del Cammino sinodale si svolgeranno nel triennio di preparazione al Giubileo del 2025, che sarà un’opportunità per “riscoprire” le Costituzioni del Concilio Vaticano II. Il testo, che è stato approvato con le integrazioni segnalate, verrà diffuso nei prossimi giorni. Il Gruppo di coordinamento nazionale, al quale il Consiglio Permanente ha rivolto un particolare ringraziamento per quanto fatto finora e per il futuro, è chiamato a offrire per l’inizio di settembre un piccolo sussidio metodologico in cui presentare la proposta dei “cantieri sinodali” e della loro restituzione alla fine del secondo anno della “fase narrativa”; nelle prossime settimane verranno raccolte, dalle singole diocesi, alcune esperienze di “buone pratiche” da mettere a disposizione di tutte le Chiese locali, per disporre di idee collaudate, utili per allargare la consultazione al maggior numero possibile di persone e di ambienti. Il Consiglio Permanente ha accolto le integrazioni richieste dalla 76a Assemblea Generale della CEI alla Nota “I ministeri del Lettore, dell’Accolito e del Catechista per le Chiese che sono in Italia”. Il testo, già approvato “ad experimentum” per il prossimo triennio dall’Assemblea Generale, recepisce gli interventi di Papa Francesco per orientare la prassi concreta sui ministeri istituiti, sia del Lettore e dell’Accolito (per i quali si attende la revisione dei riti di istituzione da parte della Congregazione per il Culto Divino), sia del Catechista. Con la Nota, la CEI intende inserire il tema dei ministeri istituiti all’interno del Cammino sinodale, luogo ideale di verifica anche sulla loro effettiva ricaduta nella prassi ecclesiale. Il Consiglio, su mandato dell’Assemblea Generale, avrà il compito di determinare le modalità di verifica della Nota e di approfondimento del tema della ministerialità. I Vescovi hanno infine approvato, per un anno, i nuovi parametri per la concessione dei contributi relativi all’edilizia di culto. Il rincaro dei costi di materiali e prestazioni edili, dovuto alla pandemia e alla guerra in Ucraina, ha reso inadeguati quelli finora utilizzati e, pertanto, si è reso necessario un adeguamento delle tabelle secondo l’aumento indicato dall’ISTAT. Al termine dei lavori il Cardinale Presidente ha dato lettura al Consiglio Permanente della comunicazione con cui Papa Francesco ha nominato mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari, Segretario Generale della CEI. “Accogliamo questa nomina con gioia, fiducia e gratitudine al Santo Padre”, ha detto il Cardinale Zuppi, aggiungendo: “Rinnoviamo il nostro ringraziamento a Mons. Stefano Russo per lo stile e lo zelo con cui ha vissuto il suo mandato. Mi piace leggere questa nomina come un ulteriore segno della prossimità e della cura con cui Papa Francesco accompagna il cammino delle nostre Chiese. A Mons. Baturi, che dividerà il suo ministero tra Cagliari e Roma, vanno la nostra vicinanza, la nostra preghiera e il nostro augurio. Lo ringraziamo già sin d’ora per lo spirito di servizio con cui ha accolto questo incarico”. “Accolgo questa nomina come un’ulteriore chiamata a servire le Chiese che sono in Italia, delle quali la CEI è figura concreta di unità”, ha dichiarato Mons. Baturi: “Ringrazio il Santo Padre per la fiducia che rinnova nei miei confronti e per l’attenzione e la premura pastorale verso la Chiesa di Cagliari, di cui resterò pastore. Esprimo un grazie sincero alla Presidenza della CEI e al Consiglio Episcopale Permanente. La mia gratitudine al Presidente, Cardinale Matteo Zuppi, con cui avrò modo di condividere un servizio di comunione. Con lui desidero ringraziare i Cardinali Bagnasco e Bassetti con cui ho condiviso la mia precedente esperienza nella Segreteria Generale, come direttore dell’Ufficio giuridico e sottosegretario. Un pensiero affettuoso ai precedenti Segretari Generali: il Cardinale Betori e i Vescovi Crociata, Galantino e Russo. Consapevole dell’impegno richiesto, confido nella cordiale partecipazione di tutta la Diocesi di Cagliari, che potrà arricchirsi di un più profondo inserimento nel cammino della Chiesa in Italia”.  

Card. Zuppi: “concedere la cittadinanza italiana ai bambini che seguono il corso di studi con i nostri ragazzi deve suscitare delle idee e non delle ideologie per trovare le risposte adeguate”.

5 Luglio 2022 - Roma - Attenzione alla persona, comunione e rinnovamento sono state le tre parole chiave dell’indirizzo di saluto che il card. Matteo Zuppi, presidente della CEI, ha rivolto in apertura della sessione straordinaria del Consiglio Episcopale Permanente, che si è svolta oggi  in videoconferenza. “Credo che le attese, espresse in tanti modi all’inizio della Presidenza, ci coinvolgano tutti”, ha affermato ricordando “con stima e riconoscenza” tutti i predecessori. Nel suo intervento il card. Zuppi ha evidenziato come una delle sfide su cui anche la Chiesa è chiamata a misurarsi è quella del fenomeno migratorio, un tema “sempre seguito con attenzione dalla CEI”. “La migrazione – ha detto il porporato - è stata troppo a lungo affrontata come fenomeno emergenziale o con approccio ideologico, mentre rappresenta un fatto strutturale della società e richiede approccio umanitario, realistico, istituzionale, di sistema e di visione del futuro per difendere e onorare la propria identità”. In questo senso, “concedere la cittadinanza italiana ai bambini che seguono il corso di studi con i nostri ragazzi – il cosiddetto ius scholae o ius culturae – deve suscitare delle idee e non delle ideologie per trovare le risposte adeguate”. Nel ricordare che su tale istanza la CEI si è espressa da tempo, ha fatto riferimento a quanto pronunciato dal Cardinale Angelo Bagnasco nel 2013 quando affermava che “è in gioco il diritto fondamentale della persona che in quanto tale deve essere salvaguardato”. Senza dimenticare l’appello di Benedetto XVI che, nel Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 2013, invitava “ad evitare il rischio del mero assistenzialismo, per favorire l’autentica integrazione, in una società dove tutti siano membri attivi e responsabili ciascuno del benessere dell’altro, generosi nell’assicurare apporti originali, con pieno diritto di cittadinanza e partecipazione ai medesimi diritti e doveri”. Secondo il Presidente inoltre è indispensabile “una politica nuova della famiglia e dell’accoglienza, che permetta di uscire dal precariato, dall’incertezza e promuova uno sguardo fiducioso nel futuro”. Zuppi ha poi concluso citando padre Pino Puglisi, ucciso nel 1993 a 56 anni, “parroco che a partire dai ragazzi voleva cambiare i cuori e la vita dei giovani e dei suoi fedeli a Palermo” e confidando il desiderio di recarsi, all’inizio del suo mandato, a Brancaccio e sulla tomba di don Primo Mazzolari.

Cei: il messaggio per la Domenica del Mare

5 Luglio 2022 -
Roma - Nella seconda domenica di luglio di ogni anno le comunità cristiane celebrano la Domenica del Mare. Oggi ricordiamo il lavoro essenziale di oltre un milione di marittimi che, tutti i giorni dell'anno, lavorano sulle navi che trasportano merci nel mondo intero. Chi vive nell'entroterra raramente può vedere le navi o i marittimi che vi lavorano. Anche coloro che vivono sulla costa di solito intravedono un’unica nave "laggiù" all'orizzonte. Ma nessuno può vedere le migliaia di navi che navigano all'orizzonte. Sono invisibili, ma ci sono. Così come invisibili sono i marittimi che vi lavorano, e che non solo muovono l'economia mondiale, ma incidono anche direttamente sulla vita quotidiana di ciascuno di noi. Giorno dopo giorno, essi ci forniscono i beni che utilizziamo e consumiamo, e senza di loro la qualità della nostra vita sarebbe notevolmente inferiore. Per capire quanto siano essenziali, basta ricordare ciò che abbiamo nelle nostre case e nei nostri luoghi di lavoro, così come il cibo sulle nostre tavole. Chiediamoci: 'Da dove viene?' Sono i marittimi che ci permettono di beneficiare di ciò che abbiamo. Dobbiamo ricordare che essi lavorano tutti i giorni della settimana, ogni settimana di contratto, per fornire tutto ciò di cui disponiamo. È tempo di dire: 'Grazie!'
In questa giornata proviamo a immaginare la vita dei marittimi e le sfide quotidiane che affrontano per noi. Negli ultimi anni il mondo marittimo è stato colpito da una serie di crisi. L'aumento della richiesta di merci fa sì che un numero maggiore di navi resti all'ormeggio per periodi di tempo più lunghi. Con la guerra in Ucraina le navi ora devono affrontare l’arduo compito di navigare attraverso le mine nel Mar Nero e nel Mar d'Azov. Molte navi sono affondate e molte vite umane sono andate perdute durante questa guerra ingiusta e immorale. A causa della pandemia globale oltre 400.000 marittimi sono rimasti bloccati a bordo, impossibilitati a lasciare la nave alla fine del contratto e ritornare a casa dalla famiglia. Invece, hanno continuato a lavorare giorno dopo giorno aggiungendo fatica su fatica. Gli equipaggi che dovevano sostituirli non hanno potuto raggiungere le navi, cosa che per alcuni ha significato un disastro economico perché non sono stati in grado di prendersi cura dei bisogni quotidiani dei loro cari. In ogni caso, i marittimi non hanno scelta. Qui il messaggio integrale: Messaggio per la Domenica del Mare_ 2022

Cei: mons. Baturi nuovo segretario. Gli auguri della Fondazione Migrantes

5 Luglio 2022 - Roma - Papa Francesco ha nominato mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, Arcivescovo di Cagliari, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana. “Accogliamo questa nomina con gioia, fiducia e gratitudine al Santo Padre”, ha detto il card.  Matteo Zuppi, presidente della CEI, commentando la nomina aggiungendo che questa mattina, durante la sessione straordinaria del Consiglio Episcopale Permanente, abbiamo rinnovato il nostro ringraziamento a mons. Stefano Russo per lo stile e lo zelo con cui ha vissuto il suo mandato. "Mi piace leggere la nomina odierna come un ulteriore segno della prossimità e della cura con cui Papa Francesco accompagna il cammino delle nostre Chiese". A Mons. Baturi, che dividerà il suo ministero tra Cagliari e Roma, "vanno la nostra vicinanza, la nostra preghiera e il nostro augurio. Lo ringraziamo già sin d’ora per lo spirito di servizio con cui ha accolto questo incarico”. “Accolgo questa nomina come un’ulteriore chiamata a servire le Chiese che sono in Italia, delle quali la CEI è figura concreta di unità”, ha detto il neosegretario della Cei: “Ringrazio il Santo Padre per la fiducia che rinnova nei miei confronti e per l’attenzione e la premura pastorale verso la Chiesa di Cagliari, di cui resterò pastore. Esprimo un grazie sincero alla Presidenza della CEI e al Consiglio Episcopale Permanente. La mia gratitudine al Presidente, Cardinale Matteo Zuppi, con cui avrò modo di condividere un servizio di comunione. Con lui desidero ringraziare i Cardinali Bagnasco e Bassetti con cui ho condiviso la mia precedente esperienza nella Segreteria Generale, come direttore dell’Ufficio giuridico e sottosegretario. Un pensiero affettuoso ai precedenti Segretari Generali: il Cardinale Betori e i Vescovi Crociata, Galantino e Russo. Consapevole dell’impegno richiesto, confido nella cordiale partecipazione di tutta la Diocesi di Cagliari, che potrà arricchirsi di un più profondo inserimento nel cammino della Chiesa in Italia”. Nato il 21 marzo 1964 a Catania, mons. Baturi mons. Baturi ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Catania, il Baccalaureato in Teologia presso lo Studio Teologico San Paolo di Catania e successivamente la Licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana. Ordinato sacerdote nel 1993, è stato parroco di Valcorrente, frazione di Belpasso (Catania) dal 1997 al 2010 ed Economo Diocesano (1999-2008). È stato, inoltre, Vicario Episcopale per gli Affari Economici. Dal 2012 al 2019 è stato Direttore dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Giuridici e Segretario del Consiglio per gli Affari Giuridici della Conferenza Episcopale Italiana. Eletto alla sede arcivescovile di Cagliari il 16 novembre 2019, lo scorso anno è stato eletto Vice-presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Al neo Segretario generale gli auguri di un proficuo lavoro da parte della Fondazione Migrantes certi del contributo che saprà dare nell’attuale contesto sociale, culturale ee ecclesiale della Chiesa che è in Italia.     [caption id="attachment_28583" align="alignnone" width="200"] Foto Siciliani-Gennari/Sir[/caption]

Cei: torniamo al gusto del pane

7 Giugno 2022 -
Milano - Così quotidiano da non considerarne quasi più il valore. Talmente consueto da essere consumato «automaticamente, senza badarci». Il discorso cambia quando, come per la crisi del grano, un bene in apparenza banale, diventa prezioso perché difficile da trovare. È giocato sul “mettersi in ascolto” del pane, che significa considerarne l’importanza e il significato anche simbolico, il messaggio della Cei (firmato dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e dalla Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo) per la 17ª Giornata nazionale per la custodia del creato che sarà celebrata il prossimo 1° settembre, data d’avvio anche del cosiddetto “Tempo del creato” che si concluderà il 4 ottobre. Il titolo riprende Gesù nel Vangelo di Luca e le parole che accompagnano la consacrazione durante l’Eucaristia: “Prese il pane e rese grazie (Lc 22,19). Il tutto nel frammento”. Sullo sfondo il titolo del prossimo Congresso eucaristico di Matera (22-25 settembre): “Torniamo al gusto del pane. Per una Chiesa eucaristica e sinodale”. E punta proprio al recupero delle memoria e dell’attualità di un bene preziosissimo, il richiamo dei vescovi italiani. «Il pane arriva da lontano – scrivono –: è un dono della terra», una sua offerta all’uomo, da accogliere con riconoscenza». Essere grati, del resto, «è l’attitudine fondamentale di ogni cristiano, la matrice che ne plasma la vita; più radicalmente, è la cifra sintetica di ogni essere umano: siamo tutti «un grazie che cammina». Una condizione testimoniata una volta di più dal Cammino sinodale in cui si fa «esperienza che l’altro e la sua vita condivisa sono un dono per ciascuno di noi». Ma c’è di più, e qui il discorso si concentra sull’Eucaristia. «Prendere il pane – recita il messaggio Cei –, spezzarlo e condividerlo con gratitudine ci aiuta a riconoscere la dignità di tutte le cose che si concentrano in un frammento così nobile: la creazione di Dio, il dinamismo della natura, il lavoro di tanta gente: chi semina, coltiva e raccoglie, chi predispone i sistemi di irrigazione, chi estrae il sale, chi impasta e inforna, chi distribuisce. In quel frammento c’è la terra e l’intera società». In particolare, «spezzare il pane la domenica, Pasqua della settimana, è per i cristiani rinnovamento ed esercizio di gratitudine, per apprendere a celebrare la festa e tornare alla vita quotidiana capaci di uno sguardo grato». Una gratitudine che, cristianamente non può che tradursi in condivisione. La tavola del pranzo e della cena in questo senso è una scuola: «mangiare insieme significa allenarsi a diventare dono». Un piccolo segno di fronte all’immensità dell’Eucaristia in cui è Gesù stesso che si fa offerta. «Nutrirci di Lui e dimorare in Lui mediante la Comunione eucaristica – ha detto il Papa – se lo facciamo con fede, trasforma la nostra vita, la trasforma in un dono a Dio e ai fratelli». In questo modo – scrivono ancora i vescovi italiani – «la condivisione può diventare stile di cittadinanza, della politica nazionale e internazionale, dell’economia: da quel pane donato può prendere forma la civiltà dell’amore». (Riccardo Maccioni - Avvenire)

card. Zuppi su strage in Nigeria: “ci stringiamo al vostro dolore”

7 Giugno 2022 -

Roma - Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha inviato una lettera a mons. Jude Ayodeji Arogundade, vescovo di Ondo (Nigeria).

Ecco il testo.

«Esprimiamo profondo cordoglio per il brutale attacco che a Owo, nello Stato di Ondo, ha provocato decine di vittime tra i fedeli che ieri (domenica per chi legge, ndr) celebravano la Solennità di Pentecoste. Ci stringiamo al vostro dolore, invocando per quanti sono stati uccisi la misericordia del Padre e la consolazione del Paraclito per le loro famiglie. Proprio ieri, nell’omelia della Messa, Papa Francesco ha ricordato che “lo Spirito Santo invita a non perdere mai la fiducia e a ricominciare sempre: alzati! alzati! Sempre ti dà animo: alzati! E ti prende per mano: alzati!”. Nel manifestare solidarietà e vicinanza all’intera Chiesa di Nigeria, assicuriamo la nostra preghiera affinché lo Spirito non faccia mancare la sua forza e il suo conforto a quanti soffrono. Come il Cireneo, condividiamo il dramma di quanto avvenuto, portando insieme a voi il peso della Croce, nella consapevolezza che il nostro cammino sarà sempre rischiarato dalla luce della Risurrezione. Il male non avrà mai l’ultima parola! Anche se l’oscurità e la morte sembrano avvolgere il mondo, siamo certi che la forza della preghiera e il dono della fede diraderanno le nubi. A lei, ai fratelli Vescovi e a tutte le donne e gli uomini di buona volontà della Nigeria, l’affetto delle Chiese che sono in Italia».

Card. Zuppi: mai abituarsi alla violenza

6 Giugno 2022 -

Roma -«Non possiamo abituarci alla violenza». È uno dei passaggi dell’intervista concessa dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, a “Live In” programma di Sky Tg24. Questi 100 giorni di guerra in Ucraina – ha detto il porporato – «ci hanno insegnato che dobbiamo avere dei luoghi dove si compongono i conflitti ». Come accadde in passato «dove le diverse nazioni cercavano di intendersi». Da Zuppi anche una riflessione sui possibili scenari futuri del conflitto. «Il rischio vero è che a un certo punto si arrivi come nel Donbass. La guerra non è mai a bassa intensità». Infatti «sono passati 100 giorni e per noi è come se fosse il primo. Dobbiamo avere paura che l’incendio possa svilupparsi» e poi fare in modo di «spegnerlo ». Il presidente della Cei si è quindi soffermato sull’ostilità di frange di cattolici verso il Papa. Deriva da «approcci ideologici e dal dimenticare che siamo figli di un’unica Madre – ha continuato Zuppi –. La Madre la si ama sempre». Per questo «dobbiamo sempre amare e difendere la Chiesa e renderla migliore».

Card. Zuppi: gratitudine al Papa per il dono dei nuovi cardinali

30 Maggio 2022 - Roma - “Esprimiamo gratitudine a Papa Francesco per il dono di cinque nuovi cardinali, figli delle nostre Chiese. Li accompagniamo nella preghiera perché – come ha ricordato il Santo Padre - confermando la loro adesione a Cristo, possano aiutarLo nel ‘ministero di Vescovo di Roma per il bene di tutto il Santo Popolo fedele di Dio’”. Il Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, accoglie con gioia l’annuncio del Papa, al termine del Regina Caeli, di tenere un Concistoro, il prossimo 27 agosto, per la creazione di 21 nuovi Cardinali. Di questi, cinque sono italiani: Monsignor Oscar Cantoni, Vescovo di Como; Monsignor Giorgio Marengo, I.M.C., Prefetto Apostolico di Ulaanbaatar (Mongolia); Monsignor Arrigo Miglio, Arcivescovo Emerito di Cagliari; Padre Gianfranco Ghirlanda SJ, Professore di Teologia; Monsignor Fortunato Frezza, Canonico di San Pietro. “A nome delle Chiese che sono in Italia – aggiunge il Cardinale Zuppi – auguro a ciascuno di loro di rispondere a questa chiamata con i sentimenti che il Papa ci ha consegnato durante il Convegno di Firenze nel 2015: umiltà, disinteresse e beatitudine. Nella consapevolezza di essere servitori di un amore che ci precede e ci supera. La gioia del Signore è e sarà la nostra forza! Ai nuovi cardinali l’amicizia e l’affetto dell’Episcopato italiano, insieme al ricordo nella preghiera”.   Roma, 29 maggio 2022

CEI: Mons. Savino Vice Presidente per l’Area Sud

25 Maggio 2022 -
Roma - L’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana ha eletto, questa sera il Vice Presidente per l’Area Sud. Si tratta di mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio.
Nato a Bitonto (Bari) il 13 novembre 1954, entra nel Seminario Regionale di Molfetta dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo Classico “C. Sylos” di Bitonto, nel 1973. Ordinato sacerdote il 24 agosto 1978, è nominato vice-parroco della parrocchia San Silvestro-Crocifisso. Il 20 gennaio 1985 è nominato parroco della parrocchia Cristo Re Universale di Bitonto e quattro anni dopo rettore della parrocchia Santuario Santi Medici. Da sempre attento alle fragilità e ai problemi dovuti all’illegalità diffusa e impegnato per l’accoglienza, il 28 febbraio 2015 viene eletto da Papa Francesco Vescovo della Diocesi di Cassano all’Jonio.
A mons. Savino gli auguri di un proficuo lavoro da parte della Fondazione Migrantes.

Migrantes: gli auguri al neo presidente della Cei, il card. Zuppi

24 Maggio 2022 - Roma - La Fondazione Migrantes con il suo Presidente S.E. Mons. Gian Carlo Perego e il direttore generale don Gianni De Robertis esprime gioia per la nomina, da parte di Papa Francesco, di S. Em. il Card. Matteo Maria Zuppi , Arcivescovo di Bologna, a Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Nell’assicurare al neo Presidente la collaborazione totale e nel formulargli gli auguri più fervidi di buon lavoro la Migrantes ringrazia Papa Francesco per questa nomina. Inoltre la Fondazione ringrazia il S. Em. il Card. Gualtiero Bassetti e S.E. Mons. Stefano Russo che hanno guidato la Conferenza Episcopale Italiana negli ultimi anni e che sono stati molto vicino al tema della mobilità umana e alle nostre iniziative e proposte.