23 Settembre 2023 - Asti - “Liberi di scegliere se migrare o restare”. E’ il tema dell’edizione 2023 del Festival dei popoli, in programma da oggi al 30 settembre. Ad organizzarlo l’Ufficio diocesano Migrantes di Asti in collaborazione con altri uffici pastorali, numerosi enti e associazioni del terzo settore, oltre alle comunità etniche presenti nell’Astigiano.
Al centro la riflessione sul complesso e articolato fenomeno migratorio per favorire occasioni di conoscenza, incontro e condivisione tra le diverse comunità culturali che danno forma al tessuto sociale astigiano. In programma, a questo scopo, una variegata serie di iniziative che spaziano da tavole rotonde a cene multietniche fino a una corsa non competitiva.
«Un contenitore – lo ha definito il responsabile dell’Ufficio Migrantes, Paolo Maccario, in occasione della conferenza stampa di presentazione – in cui ognuno ha creato e messo dentro qualcosa. Con l’unico obiettivo di cambiare prospettiva, perché non basta più chiederci cosa dobbiamo fare, ma anche cosa dobbiamo smettere di fare come Paese».
«Lo slogan del festival dei popoli – ha aggiunto il vescovo mons. Marco Prastaro – richiama una realtà, quella dell’immigrazione, che segna la storia dell’umanità in questo momento, ma che non è certo una novità nella storia del mondo. Non è un’emergenza, ma un dato di fatto, il movimento di popoli che da una terra vanno a un’altra scappando da situazioni in cui la vita è difficile».
Primo Piano
Migrantes Mazara del Vallo: le iniziative per la GMMR
23 Settembre 2023 - Mazara del Vallo - «Le immagini che tornano a riempire la cronaca e ci giungono più ravvicinate in questi giorni da Lampedusa e dai porti della Sicilia devono scuotere e intenerire il cuore per renderci capaci di sentire in noi lo stesso dolore che stanno provando tanti fratelli che chiedono protezione e aiuto». Lo dice suor Alessandra Martin, direttore dell’Ufficio diocesano Migrante della diocesi di Mazara del Vallo in vista della 109a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra domani, domenica 24 settembre. In tutte le parrocchie della Diocesi, la raccolta fondi da destinare alla Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana. Papa Francesco, proprio per la Giornata mondiale, ha scritto un messaggio in cui ha voluto sottolineare fin dal suo titolo “Liberi di scegliere se migrare o restare”, il valore della libertà che dovrebbe sempre contraddistinguere la scelta di lasciare la propria terra o di restare
Gmrr: la Giornata nelle diocesi di Modena-Nonantola e Carpi
23 Settembre 2023 - Modena - L'Ufficio interdiocesano Migrantes di Modena-Nonantola e Carpi organizza una festa nella Giornata mondiale del migrante e rifugiato 2023, per domani, domenica 24 settembre, presso la parrocchia di San Giuseppe Artigiano a Carpi (via Remesina 56). La Giornata si apre con uno spettacolo a cura delle comunità etniche. Alle 19.00, Santa Messa presieduta dall'arcivescovo mons. Erio Castellucci. Alle 20.30 incontro tra il presule e i cappellani delle comunità cattoliche immigrate delle due diocesi.
Migrantes Vittorio Veneto: Gmmr, vivere la fede cristiana nel territorio diocesano
23 Settembre 2023 - Vittorio Veneto - Partire o rimanere nel proprio Paese? È la domanda che tormenta quanti decidono di scegliere la strada dell’emigrazione, sia ieri che oggi, ed è anche il tema della 109^ Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2023, che si celebra questa domenica. Papa Francesco nel suo annuale messaggio per la Giornata ricorda che a tutti dovrebbe essere garantito «un diritto non ancora codificato, ma di fondamentale importanza», quello «a non emigrare, ossia la possibilità di vivere in pace e con dignità nella propria terra». Prosegue il Papa: «Migrare dovrebbe essere sempre una scelta libera, ma di fatto in moltissimi casi, anche oggi non lo è».
La terra è casa di tutti gli uomini e tutti hanno il diritto di muoversi, e la libertà di farlo è condizione indispensabile per la libertà delle persone. Essere liberi di muoversi non può essere legato solamente al turismo, a lavori o studi di ricerca, ma il diritto di muoversi liberamente deve essere contemplato anche per emigrare e stabilirsi in altri Paesi. Siamo all’oscuro dei motivi che spingono tanti uomini e donne ad attraversare il Mediterraneo e ad approdare nelle coste della nostra Italia. Guerre, cambiamenti climatici, sfruttamento delle risorse da parte di Paesi ricchi, carestie, diritti negati... sono solamente alcune delle cause della migrazione verso il nostro Paese. Tutti conosciamo i crimini compiuti nei lager nazisti, ma nessuno condanna ciò che avviene nei centri di partenza dal Maghreb, dove spesso i richiedenti asilo, secondo i racconti dei sopravvissuti, hanno scarso accesso al cibo, all’acqua, alle cure mediche e spesso sono sottoposti a trattamenti brutali, torture, violenze sessuali ed altro.
“Meno partenze, meno vittime in mare” è questo lo slogan politico quando si parla di immigrazione irregolare dalle coste africane. È sempre vero che un minor numero di partenze corrisponde a un minor numero di vittime? Il numero delle vittime della traversata è solamente un dato del fenomeno migratorio e non tiene conto delle morti durante il viaggio fino alle coste libiche. Si pensi che nei primi sei mesi del 2023 sono sbarcati 76 mila migranti e si sono registrate 1.300 vittime durante la traversata: numeri che non si vedevano dal 2017. “Liberi di partire o liberi di restare” sono due diritti fondamentali oggi a rischio, perché si fatica a conoscere - o non si vogliono conoscere - le reali motivazioni che spingono queste persone ad emigrare, come ricorda lo stesso Pontefice nel suo messaggio. Il fenomeno migratorio è un fatto «la cui comprensione esige l’analisi attenta di tutti gli aspetti che caratterizzano le diverse tappe dell’esperienza migratoria, dalla partenza all’arrivo, incluso un eventuale ritorno». Emigrare e ritornare al Paese sono diritti inalienabili della persona umana.
La Chiesa italiana e le associazioni cattoliche sono impegnate a dare un’adeguata risposta al complesso problema del fenomeno migratorio attraverso progetti di assistenza nei Paesi di partenza e di transito dei tanti fratelli e sorelle costretti a migrare. Mons. Pierpaolo Felicolo, direttore della Fondazione Migrantes ne delinea l’attività: «Una campagna che oltre ad agire sul fronte culturale, ha sostenuto l’educazione e la formazione (anche professionale), l’informazione in loco, i settori sociale e sanitario, l’inserimento lavorativo e l’accompagnamento di chi ha scelto volontariamente di tornare in Patria». E ancora: «Il cammino intrapreso dalla Chiesa italiana sul tema delle migrazioni nel nostro Paese ci impegna a sviluppare, come Fondazione Migrantes, una cultura dell’incontro, della tutela e della promozione del mondo dei migranti, liberi di partire e liberi di vivere nella propria terra. Una libertà che dobbiamo accompagnare».
Per quanto riguarda la nostra Chiesa diocesana, essa è attenta alle comunità cattoliche di origine immigrata che stanno crescendo in numero, accanto e insieme alle altre comunità diocesane. Il nostro vescovo Corrado, da attento Padre e premuroso Pastore, consapevole delle difficoltà causate dall’emigrazione, incoraggia le comunità cattoliche di madrelingua a continuare a vivere la fede cristiana nel nostro territorio diocesano. Per questo la nostra diocesi accoglie dei preti per il servizio pastorale alle comunità migranti. Don Gheorghe Liviu Mariam per la Comunità romena cattolica di rito orientale; don Melkizedeck Addai per la Comunità ganese; padre Beppe Pierantoni per la Comunità filippina; don Nicivaldo De Oliveira Evangelista per la Comunità brasiliana. In questi giorni sarà presente in diocesi anche don Anton Kodrari, coordinatore nazionale per le Comunità albanesi. (Don Mirko Dalla Torre - Direttore Ufficio Migrantes Vittorio Veneto)
Diocesi Belluno-Feltre: Gmmr, domani proiezione del docufilm “Non fare rumore” e messa con mons. Marangoni
23 Settembre 2023 - Belluno - In occasione della 109ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, la diocesi di Belluno-Feltre promuove per il pomeriggio di domenica 24 settembre una doppia iniziativa. Alle 16, presso la sala teatro del Centro “Giovanni XIII”, verrà proiettato il docufilm “Non fare rumore” di Alessandra Rossi, diretto da Mario Maellaro e prodotto da Rai 3, con la consulenza dello storico dei flussi migratori Toni Ricciardi, docente presso l’Università di Ginevra. Rossi e Ricciardi saranno presenti per l’occasione. Alle 18.30, poi, in cattedrale il vescovo Renato Marangoni presiederà la celebrazione eucaristica.
Gmmr: le iniziative nella diocesi di Taranto
23 Settembre 2023 -
Taranto - Attraverso una lettera l’ufficio Migrantes della diocesi di Taranto ha ricordato ai parroci la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra domani perché tutte le comunità parrocchiali siano sensibilizzate all’accoglienza dei nostri fratelli provenienti da Paesi dove persecuzioni, guerre, fenomeni atmosferici e miseria sono tra le cause più visibili delle migrazioni forzate contemporanee. I migranti scappano per povertà, per paura, per disperazione e al fine di eliminare queste cause e porre così termine alle migrazioni forzate è necessario l’impegno comune di tutti, ciascuno secondo le proprie responsabilità. Un impegno che comincia col chiederci che cosa possiamo fare, ma anche cosa dobbiamo smettere di fare.
In tutte le sante messe domenicali si pregherà per i migranti ed i profughi; due celebrazioni in particolare si terranno alle ore 18 a San Crispieri (presieduta da don Ezio Succa) e alle ore 20 nella baita della Madonna della Pace a Paolo VI (presieduta da don Massimo Caramia), ricordando le tragedie delle navi affondate con centinaia di persone annegate, vittime del desiderio di vita.
Tutti i referenti parrocchiali Migrantes chiederanno ai parroci di far fare una testimonianza di qualche minuto ad una persona immigrata, possibilmente della parrocchia stessa o comunque del territorio. Sarà una maniera di far sentire presente l’attenzione della comunità parrocchiale nei loro confronti, in un primo approccio che possa preludere a un bel rapporto di amicizia.
Migrantes sottolinea che è importante riaffermare i due diritti fondamentali, da sempre affermati nel Magistero sociale della Chiesa: il diritto di migrare e il diritto di vivere nella propria terra. I due diritti si fondano sui principi della libertà e della destinazione universale dei beni che il Signore ha creato e destinato a tutta l’umanità. Entrambi questi diritti oggi sono a rischio. Il diritto di migrare viene fermato da muri che si alzano, da nazionalismi di ritorno, da legislazioni che indeboliscono il diritto di lasciare la propria terra di chi cerca un lavoro e un sostegno alla vita personale e familiare o fugge da guerre, disastri ambientali, dittature. Il diritto di rimanere nella propria terra è messo a rischio dalle numerose guerre e conflitti in atto, da forme nuove di colonialismo, dalla mancanza di pari opportunità di uomini e donne, dal grave sfruttamento. Al tema di questa Giornata sarà intitolato il convegno diocesano Migrantes di novembre. (Marisa Metrangolo - direttore diocesano Migrantes Taranto)
Gmrr: Migrantes Palermo, testimonianze in diverse parrocchie
23 Settembre 2023 - Palermo - Dice il Papa: la libertà dovrebbe sempre contraddistinguere la scelta di lasciare la propria terra, riprendendo il titolo - liberi di partire, liberi di restare - di una iniziativa di solidarietà promossa qualche anno fa dalla Conferenza Episcopale Italiana. La migrazione è un diritto doppio: diritto a non emigrare e diritto a emigrare. Il mondo non ha ancora preso coscienza che la migrazione è un diritto umano. Anche oggi la migrazione è negata. Non è libera. Conflitti, disastri naturali o la povertà costringono milioni di persone a partire.
Cosa possiamo e dobbiamo fare: innanzitutto costruire condizioni concrete di pace salvaguardando in questo modo il diritto a non emigrare. Poi l’impegno comune di tutti, ciascuno secondo le proprie responsabilità. Un impegno che comincia col chiederci che cosa possiamo fare, ma anche cosa dobbiamo smettere di fare: corsa agli armamenti, colonialismo economico, razzia delle risorse altrui, devastazione della nostra casa comune. Ed infine garantire a tutti un’equa partecipazione al bene comune, il rispetto dei diritti fondamentali e l’accesso allo sviluppo umano integrale. E’ anche un auspicio per vivere in realtà e verità il prossimo Giubileo del 2025 ricordando che durale il “giubileo ciascuno tornerà nella sua proprietà” (Lv 25,13). Per i cristiani, poi, le parole evangeliche di Matteo, 25 suonano come monito costante a riconoscere nel migrante non solo un fratello o una sorella in difficoltà, ma Cristo stesso che bussa alla nostra porta.
Nella concretezza della responsabilità, Papa Francesco chiede di rendere le nostre comunità sempre più inclusive; comunità pronte ad accogliere, proteggere, promuovere ed integrare.
Vida Kyei Mensah, proveniente dal Ghana e Merina Jestin dello Sri Lanka, Veronica dell’Eritrea e George del Ghana, Claudia Rodrigo delle Filippine e Nathushan Sagikiran dello Sri Lanka, Danistan Johnson e Jugin Anton Don Basco dello Sri Lanka, a due a due, come testimoni, si recheranno rispettivamente presso le parrocchie di San Giovanni Bosco, Maria SS Mediatrice, Maria SS Immacolata in Montegrappa e Sacra Famiglia di Palermo. Una testimonianza che sgorga dall’abbondanza del cuore e dal bisogno di condividere le «ricchezze» che hanno ricevuto.
“Se fossi stato tu a quel posto che avresti fatto? Sono nata e cresciuta dove c’era la guerra, da ragazza non riuscivo a sognare perché nel mio futuro non vedevo nulla di bene e tutto era vuoto e buio. Molte volte mi sembrava che la morte mi stesse aspettando. La mia domanda sempre a Dio era perché proprio a noi, perché le persone devono uccidere per avere la terra degli altri? […] Non dobbiamo vedere la razza ed il colore della persona ma il cuore per vivere in pace e liberi di scegliere dove vogliamo vivere. Amandoci l’un l’altro”.
“Lasciare la famiglia e il mio paese era così pesante e doloroso. All’inizio era tutto difficile per me per via della lingua che non conoscevo il cibo era tutto nuovo per me, e anche la cultura […] Ho iniziato a lavorare come badante con un’anziana che giusto giusto parlava in dialetto e quindi per me una doppia fatica di comprendere. Alla fine ho trovato una Famiglia che parlavano l’inglese e da questa famiglia ho cominciato a conoscere la lingua perché c’erano i figli che mi insegnavano a imparare la lingua italiana. Perché la lingua è uno strumento che può facilitare la convivenza. Già dall’ora la chiesa di Palermo faceva già una cosa per gli immigrati. Davano lezioni gratis per chi volesse imparare la lingua italiana c’erano già i volontari che erano disposti a fare lezioni gratis […] La vita si migliorava anche perché ho conosciuto il mio futuro marito anche lui è un filippino, ma eravamo ancora non in regola e quindi non potevamo sposare nè portare il nostro figlio all’asilo nè affittare una casa per noi. Vivevamo con i nostri parenti. Non avevamo altra scelta, abbiamo deciso di portare e lasciare il nostro figlio in filippine con i miei genitori, un’altra volta decisione dolorosa. Come una madre mi spezzava il cuore quando ho lasciato li mio figlio […] Nel 1996 grazie a Dio abbiamo ottenuto il nostro Permesso di soggiorno la prima cosa che abbiamo fatto era di andare nelle Filippine per riprendere il nostro figlio e sposarsi in chiesa. Ora ho due figli: un maschio e una femmina. Siamo cittadini italiani. Loro hanno finito gli studi, laureati e lavorano all’estero. Ringrazio il Signore per l’amore che ci ha guidati nella via giusta, per le persone che nel nostro cammino abbiamo incontrato, ringraziamo gli italiani che ci hanno fatto avere le opportunità, l'accoglienza e la generosità. Grazie e Dio ci benedica”.
“[…] Sono venuto qui a Palermo nel 2006, in aereo, assieme a mia madre e mio fratello per ricongiungermi con mio padre che era qui dal 2000. Tra il 1980 e il 2009 c’è la stata la guerra nel mio paese, noi Tamil contro il governo cingalese. Numerose persone lasciarono il paese per avere la possibilità di non essere uccisi e di una vita migliore. Tra questi ci siamo noi e mio padre. Appena arrivato è stato difficile il primo impatto, non sapevo la lingua e non c’erano persone che mi potevano aiutare, ho iniziato subito con la prima elementare, ho imparato la lingua e ho proseguito con gli studi fino ad arrivare all’università. Attualmente lavoro e frequento la facoltà di ingegneria informatica. Posso dire di sentirmi anche italiano”.
“[…] Ho 23 anni. Vengo dallo Srilanka. Sono un ingegnere informatico e continuo il mio percorso di studio presso l'Università di Palermo. Ero arrivata a Palermo quando avevo 10 anni. Perchè mio padre era qui già da quando avevo un anno a causa della guerra e di conseguenza per problemi di lavoro. Ho avuto tanta difficoltà ad abituarmi per la lingua e per la cultura. Ma i maestri e i professori a scuola mi hanno aiutato molto per imparare la lingua, in particolare Padre Victor Oblato mi è stato di grande supporto per imparare la lingua italiana e per le mie scelte di studio. Arrivare in Italia non è stata una mia scelta, ho dovuto seguire la scelta dei miei genitori. Ma non penso che rimanendo in Srilanka sarei riuscita a finire il mio percorso di studio, non sarei diventato un ingegnere. L'Italia è stata molto accogliente nei miei confronti e ancora lo è. Anche se emigrare è stato una scelta dei miei genitori adesso rimanere è la mia scelta. “Liberi di scegliere se emigrare o restare”.
Sono testimonianze di persone diverse, con storie di vita diverse, con una esperienza migratoria a volte pesante e dolorosa ma che hanno portato a termine il loro progetto grazie all’accoglienza ed alla protezione delle comunità in cui hanno vissuto. Solo questo può fare la differenza. Trovare anche nella Chiesa concrete condizioni favorevoli in cui viene data dignità di fratelli a persone che vivono l’estraneità e le difficoltà dell’inserimento, rappresenta un fattore di protezione e di promozione umana la cui ricchezza è impareggiabile. L’Ufficio Migrantes di Palermo, rispondendo al mandato del nostro Vescovo, mons. Corradoio Lorefice, assieme all’associazione Arcobaleno di Popoli, voluta e fondata dal caro compianto Padre Sergio Natoli, ha sempre cercato di vivere questa meravigliosa realtà di fraternità e di vera cattolicità. Di fronte ai grandi e gravi problemi delle migrazioni di oggi, ai loro numeri, alle risposte spesso inadeguate degli Stati nazionali ed anche dell’Europa, saremmo tentati di scoraggiarci e di non avere la forza di reagire da cristiani, perdendo così la grande ricchezza di vita e di fede che queste meravigliose persone portano con loro. Ma possiamo e dobbiamo accoglierli, proteggerli, promuoverli ed integrarli. Questo possiamo e dobbiamo farlo. Dipende solo da noi. E poi dobbiamo testimoniarlo per dare una rappresentazione reale/diversa del fenomeno rispetto a quella prevalente che vede nei migranti la causa dei mali della nostra società. (Ufficio Migrantes Palermo)
Papa Francesco: “chi rischia la vita in mare non invade, cerca accoglienza”
23 Settembre 2023 -
Marsiglia – “C’è un grido di dolore che più di tutti risuona, e che sta tramutando il mare nostrum in mare mortuum, il Mediterraneo da culla della civiltà a tomba della dignità. È il grido soffocato dei fratelli e delle sorelle migranti”. A dirlo con forza questa mattina papa Francesco nel suo discorso a conclusione degli Incontri Mediterranei, a cui partecipano 65 Vescovi provenienti dalle sponde del Mediterraneo. Il porto di Marsiglia è da secoli – ha detto il Papa - “una porta spalancata sul mare, sulla Francia e sull’Europa. Da qui molti sono partiti per trovare lavoro e futuro all’estero, e da qui tanti hanno varcato la porta del continente con bagagli carichi di speranza. Marsiglia ha un grande porto ed è una grande porta, che non può essere chiusa. Vari porti mediterranei, invece, si sono chiusi. E due parole sono risuonate, alimentando le paure della gente: ‘invasione’ ed ‘emergenza’. Ma chi rischia la vita in mare non invade, cerca accoglienza”. Quanto all’emergenza, il fenomeno migratorio -ha sottolineato il Pontefice - non è tanto un’urgenza momentanea, sempre buona per far divampare propagande allarmiste, ma un dato di fatto dei nostri tempi, un processo che coinvolge attorno al Mediterraneo tre continenti e che va governato con sapiente lungimiranza: con una responsabilità europea in grado di fronteggiare le obiettive difficoltà. Il mare nostrum grida giustizia, con le sue sponde che da un lato trasudano opulenza, consumismo e spreco, mentre dall’altro vi sono povertà e precarietà. Anche qui il Mediterraneo rispecchia il mondo, con il Sud che si volge al Nord, con tanti Paesi in via di sviluppo, afflitti da instabilità, regimi, guerre e desertificazione, che guardano a quelli benestanti, in un mondo globalizzato nel quale tutti siamo connessi ma i divari non sono mai stati così profondi. Eppure – ha quindi aggiunto – questa situazione non è una novità degli ultimi anni, e non è questo Papa venuto dall’altra parte del mondo il primo ad avvertirla con urgenza e preoccupazione. La Chiesa ne parla con toni accorati da più di cinquant’anni”. Nel suo lungo discorso papa Francesco ha evidenziato che “sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà nell’accogliere, proteggere, promuovere e integrare persone non attese, però il criterio principale non può essere il mantenimento del proprio benessere, bensì la salvaguardia della dignità umana. Coloro che si rifugiano da noi non vanno visti come un peso da portare: se li consideriamo fratelli, ci appariranno soprattutto come doni”. E poi un richiamo alla Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra domani con l’invito a lasciarci “toccare dalla storia di tanti nostri fratelli e sorelle in difficoltà, che hanno il diritto sia di emigrare sia di non emigrare, e non chiudiamoci nell’indifferenza. La storia ci interpella a un sussulto di coscienza per prevenire un naufragio di civiltà. Il futuro, infatti, non sarà nella chiusura, che è un ritorno al passato, un’inversione di marcia nel cammino della storia. Contro la terribile piaga dello sfruttamento di esseri umani, la soluzione non è respingere, ma assicurare, secondo le possibilità di ciascuno, un ampio numero di ingressi legali e regolari, sostenibili grazie a un’accoglienza equa da parte del continente europeo, nel contesto di una collaborazione con i Paesi d’origine”. Dire “basta”, invece, è “chiudere gli occhi; tentare ora di ‘salvare sé stessi’ si tramuterà in tragedia domani, quando le future generazioni ci ringrazieranno se avremo saputo creare le condizioni per un’imprescindibile integrazione, mentre ci incolperanno se avremo favorito soltanto sterili assimilazioni. L’integrazione è faticosa, ma – ha detto ancora il Papa - lungimirante: prepara il futuro che, volenti o nolenti, sarà insieme o non sarà; l’assimilazione, che non tiene conto delle differenze e resta rigida nei propri paradigmi, fa invece prevalere l’idea sulla realtà e compromette l’avvenire, aumentando le distanze e provocando la ghettizzazione, che fa divampare ostilità e insofferenze. Abbiamo bisogno di fraternità come del pane”. (Raffaele Iaria)
Gmmr: Migrantes Avezzano, lavorare per realizzare opere di accoglienza e di sostegno
23 Settembre 2023 - Avezzano - Domani si celebra la 109ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, dedicata, secondo le intenzioni del Papa, alla libertà, con lo slogan «Liberi di scegliere se migrare o restare». Un viaggio vissuto anche dalla famiglia di Nazareth in terra d'Egitto. «Maria e Giuseppe non ci sono mai stati in Egitto, non ne conoscono la lingua e le usanze, non possiedono denaro né provviste. Vanno verso l'ignoto. Non sanno di che vivranno, non sanno dove abiteranno. Non sanno a chi potranno rivolgersi per un aiuto» (Carulli, "Sei Luce ai miei passi"). L'invito, alla luce del Vangelo, è di operare sulla scia di Caritas e Migrantes, e in comunione con le altre realtà della Chiesa locale e del territorio, in opere di accoglienza e sostegno. (Lidia Di Pietro, Direttore Migrantes Avezzano).
Mattarella: il Mare Nostrum luogo di scambi e di solidarietà
23 Settembre 2023 - Roma - Come sempre nel momento di partire per un viaggio all’estero, Papa Francesco ieri ha inviato un telegramma al presidente della Repubblica. Nel messaggio il Papa sottolinea che l’incontro di Marsiglia cui parteciperà «riunisce Chiese e città mediterranee per riflettere sulle sfide dell’accoglienza, dell’integrazione e della fraternità, così da favorire il dialogo interculturale e promuovere vie di pace». Affettuosa e puntuale la risposta del presidente Mattarella secondo cui il Mare Nostrum potrà superare le innumerevoli sfide di oggi «solo traendo dal suo cospicuo patrimonio spirituale e culturale spunto e ispirazione per restituirlo alla sua vocazione di luogo di dialogo, di scambio, di conoscenza e di solidarietà».
Incontri del Mediterraneo: card. Aveline, “è un crimine condannare a morte i migranti facendoli salire su vecchie e pericolose imbarcazioni”
22 Settembre 2023 -
Marsiglia - “Quando i marinai scompaiono in mare, è ovviamente un dramma per le loro famiglie, ma questo fa parte dei rischi del loro mestiere. Ma quando uomini, donne e bambini, che non sanno nulla di navigazione, che fuggono dalla miseria e dalla guerra, vengono derubati dei loro beni da trafficanti disonesti, che li condannano a morte facendoli salire su vecchie e pericolose imbarcazioni, questo è un crimine!”. E' quanto ha detto il card. Jean-Marc Aveline, vescovo di Marsiglia, nel suo saluto al Papa durante il Momento di raccoglimento dei leader religiosi davanti al Memoriale dei marinai e migranti morti in mare. “E quando le istituzioni politiche vietano alle Organizzazioni non governative e anche alle navi che incrociano in queste acque di portare soccorso ai naufraghi, è un crimine altrettanto grave e una violazione del diritto internazionale marittimo più elementare”, ha proseguito Aveline, ringraziando il Papa “per il coraggio e la tenacia con cui, da dieci anni, dal Suo primo viaggio a Lampedusa, difende la causa dei migranti, nei confronti e contro tutto”. Poi la citazione delle associazioni che a lavorano al servizio di migranti: “I servizi diocesani di pastorale dei migranti di Marsiglia, Gap-Briançon e Parigi che li accolgono o li soccorrono in montagna. Anche le associazioni Sos Méditerranée e Mediterranea che raccolgono coloro che sono abbandonati in mare sono con noi. E anche i responsabili di Stella Maris, il servizio internazionale di pastorale marittima, molto attivo sul porto di Marsiglia, che riguarda sia la diocesi di Marsiglia sia quella di Aix-en-Provence. Ma vorrei soprattutto sottolineare la partecipazione dei responsabili di tutte le religioni presenti a Marsiglia. La città, sotto l’impulso del suo sindaco, Robert Vigouroux, è stata pioniera con la creazione nel 1990, di un’istanza, chiamata Marseille-Espérance, che riunisce regolarmente tutti questi responsabili, nel quadro della laicità repubblicana, per vegliare insieme sulla pace e la coesione sociale della nostra grande città”.
Il Mediterraneo, teatro di vite spezzate e sogni infranti
22 Settembre 2023 - Marsiglia - Papa Francesco a Marsiglia ha rivolto lo sguardo al Mediterraneo e ha richiamato “la tragedia di chi non c’è l’ha fatta, di chi è morto in mare”. E ha ricordato alla nostra coscienza che “sono vite spezzate e sogni infranti”. Il mare ricorda in questo porto di Marsiglia che la morte chiede solo ‘silenzio’ ha detto. In fondo al mare ci sono le speranze di tanti migranti. Così commenta mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, presente a Marsiglia agli “Incontri del Mediterraneo”. L’intervento di papa Francesco è stato pronunciato davanti al Memoriale dedicato ai marinai e ai migranti dispersi in mare nel corso di un momento di raccoglimento con i leader religiosi e i 65 Vescovi presenti a Marsiglia e provenienti dalle sponde del Mediterraneo. Lo splendido mare è diventato ‘un cimitero ‘ ha detto ancora papa Francesco ricordando “che siamo di fronte a un bivio: o scegliamo la cultura della fraternità o la cultura dell’indifferenza. Soccorrere chi è in mare è un dovere di civiltà”, ha detto. Abramo – spiega mons. Perego riprendendo le parole di papa Francesco - con la sua ospitalità è a “fondamento di tutte le religioni del Mediterraneo. Il suo esempio deve diventare per le religioni motivo di collaborazione di fronte ai drammi del Mediterraneo. Oggi occorre scegliere la via dell’incontro, a partire dalle religioni. Marsiglia è stata esempio di Dialogo interreligioso e deve continuare ad essere un esempio per l’Europa. Non facciamo naufragare la speranza”. Il presidente di Migrantes sottolinea che una parola di solidarietà il Papa “l’ha avuta per coloro che soccorrono in mare e trovano alcuni ostacoli segno di ingenerosità e di fratellanza”. Un discorso, quello di papa Francesco – ha concluso mons. Perego “appassionato e al tempo stesso addolorato, fermo nel riaffermare la centralità della tutela dei migranti in fuga e che chiedono accoglienza”. Un discorso che accompagnerà l’azione pastorale e sociale della Chiesa a favore dei migranti.
Papa Francesco: è un dovere di umanità e civiltà salvare le persone che rischiano di annegare
22 Settembre 2023 - Marsiglia - "Non abituiamoci a considerare i naufragi come fatti di cronaca e i morti in mare come cifre: no, sono nomi e cognomi, sono volti e storie, sono vite spezzate e sogni infranti". Lo ha detto papa Francesco a Marsiglia nei pressi del Memoriale dedicato ai marinai e ai migranti dispersi in mare nel corso di un momento di raccoglimento con i leader religiosi. "Dinanzi a noi - ha detto il Papa - c’è il mare, fonte di vita, ma questo luogo evoca la tragedia dei naufragi, che provocano morte. Siamo riuniti in memoria di coloro che non ce l’hanno fatta, che non sono stati salvati". Il pensiero di papa Francesco è andato a chi è "annegato nella paura, insieme alle speranze che portavano nel cuore. Davanti a un simile dramma non servono parole, ma fatti. Prima ancora, però, serve umanità: silenzio, pianto, compassione e preghiera". E qui il papa ha invitato a un momento di silenzio: "lasciamoci toccare dalle loro tragedie. Troppe persone, in fuga da conflitti, povertà e calamità ambientali, trovano tra le onde del Mediterraneo il rifiuto definitivo alla loro ricerca di un futuro migliore. E così questo splendido mare è diventato un enorme cimitero, dove molti fratelli e sorelle sono privati persino del diritto di avere una tomba, e a venire seppellita è solo la dignità umana". Per il papa davanti a noi "si pone un bivio: da una parte la fraternità, che feconda di bene la comunità umana; dall’altra l’indifferenza, che insanguina il Mediterraneo. Ci troviamo di fronte a un bivio di civiltà. Non possiamo rassegnarci a vedere esseri umani trattati come merce di scambio, imprigionati e torturati in modo atroce; non possiamo più assistere ai drammi dei naufragi, dovuti a traffici odiosi e al fanatismo dell’indifferenza. Le persone che rischiano di annegare quando vengono abbandonate sulle onde devono essere soccorse. È un dovere di umanità, è un dovere di civiltà! Il Cielo ci benedirà, se in terra e sul mare sapremo prenderci cura dei più deboli, se sapremo superare la paralisi della paura e il disinteresse che condanna a morte con guanti di velluto. In questo, noi rappresentanti di diverse religioni siamo chiamati a essere di esempio". Alle radici dei tre monoteismi mediterranei - ha detto ancora il papa - c’è "l’accoglienza, l’amore per lo straniero in nome di Dio. E questo è vitale se, come il nostro padre Abramo, sogniamo un avvenire prospero. Noi credenti, dunque, dobbiamo essere esemplari nell’accoglienza reciproca e fraterna. Spesso non sono facili i rapporti tra i gruppi religiosi, con il tarlo dell’estremismo e la peste ideologica del fondamentalismo che corrodono la vita reale delle comunità". Oggi pure Marsiglia, caratterizzata da "un variegato pluralismo religioso, ha davanti a sé un bivio: incontro o scontro. E io ringrazio tutti voi, che vi schierate sulla via dell’incontro: grazie per il vostro impegno solidale e concreto per la promozione umana e per l’integrazione. È bello che qui, insieme a diverse realtà che lavorano con i migranti, ci sia il Marseille-Espérance, organismo di dialogo interreligioso che promuove la fraternità e la convivenza pacifica. Guardiamo ai pionieri e ai testimoni del dialogo, come Jules Isaac, vissuto qua vicino, di cui si è da poco ricordato il 60° anniversario della morte. Voi siete la Marsiglia del futuro. Andate avanti senza scoraggiarvi, perché questa città sia per la Francia, per l’Europa e per il mondo un mosaico di speranza". Il papa ha concluso con l'invito ad affrontare "uniti i problemi, non facciamo naufragare la speranza, componiamo insieme un mosaico di pace!". E poi il ringraziamento a chi opera per i salvataggi dei migranti in mare. (Raffaele iaria)
Papa Francesco: la situazione dei migranti oggi è una crudeltà’
22 Settembre 2023 - Marsiglia - Papa Francesco, conversando con i giornalisti in viaggio con lui verso Marsiglia parlando sulla situazione di questi giorni a Lampedusa e in altre zone di approdo in cui si registrano numerosi sbarchi di migranti, ha sottolineato che è una “crudeltà” ciò che sta accadendo, oltre che una terribile “mancanza di umanità”. Bergoglio ha espresso il suo dolore di fronte ad una foto mostratagli di una mamma migrante con il figlio, dolore per tanti come questa donna trattenuti nei “lager” della Libia e poi messi su imbarcazioni nel mare, esposti a molteplici rischi". (R.I.)
Incontri del Mediterraneo: card. Aveline, “affidiamo alla Vergine Maria tutti gli abitanti delle coste del Mediterraneo e tutti coloro, marinai o migranti, che affrontano i pericoli del mare”
22 Settembre 2023 -
Marsiglia - “Fin dal suo arrivo, ha voluto fare come facciamo qui, ogni volta che succede qualcosa di felice o infelice sorge nella nostra vita: Marsigliesi di tutte le confessioni e religioni, saliamo su questa collina per affidarci alla Vergine Maria, la Vierge de la Garde, che qui chiamiamo la Bonne Mère”. È il saluto del card. Jean-Marc Aveline, vescovo di Marsiglia, al Papa, nella preghiera mariana con il clero diocesano nella basilica di Notre-Dame-de-la-Garde. “Ma non sono solo i marsigliesi che salgono dalla Bonne Mère!”, ha proseguito il cardinale: “Qui, San Charles di Foucauld veniva a pregare in ogni suo passaggio a Marsiglia, prima o dopo le sue numerose traversate del Mediterraneo. Qui la piccola Teresa di Lisieux, in pellegrinaggio verso Roma, è venuta ad affidare alla Vergine il progetto di chiedere al Papa di permetterle di entrare nel Carmelo nonostante la sua giovane età. Qui la giovane Maryam, originaria della Palestina e impegnata a Marsiglia al servizio di una famiglia libanese, veniva regolarmente a chiedere a Maria di illuminarle il cammino della sua vocazione. Qui, il giovane prete polacco Karol Wojtyla, mentre era studente a Roma, venne a celebrare l’Eucaristia poco prima di recarsi nel presbiterio dove viveva Jacques Loew, il domenicano che fu il primo sacerdote operaio in Francia, assunto come scaricatore nel porto di Marsiglia”. “Dobbiamo sempre imparare da Maria a guardare Dio con gli occhi del popolo, portando davanti a lui le preghiere e le suppliche di tutti, e anche a guardare il popolo con gli occhi di Dio, occhi pieni di bontà, incoraggiamento e misericordia”, ha proseguito Aveline: “Con Lei, Santo Padre, con tutti i pellegrini che da più di ottocento anni salgono su questa collina per chiedere e ringraziare, come attestano i numerosi ex-voto e i modelli di imbarcazioni sparsi per il santuario, affidiamo alla Vergine Maria tutti gli abitanti delle coste del Mediterraneo e tutti coloro, marinai o migranti, che affrontano i pericoli del mare”.
Gmmr: le iniziative di sensibilizazione nella diocesi di Ferrara-Comacchio
22 Settembre 2023 - Ferrara - Domenica 24 settembre ricorre la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR) che quest'anno si svolgerà a livello nazionale a Piacenza, con la S. Messa in diretta su Rai Uno.
Il titolo scelto da Papa Francesco per il suo messaggio annuale è "Liberi di scegliere se migrare o restare".
«Assieme al nostro Arcivescovo - spiega don Rodrigo Akakpo,
Direttore della Migrantes di Ferrara.Comacchio - abbiamo scelto di non organizzare un altro evento in Diocesi per questa giornata, ma di lasciare il ricordo e la celebrazione alle comunità parrocchiali». L'appello alle parrocchie e comunità è di partecipare alla Messa del 24 settembre, invitando «anche le persone di varie etnie delle vostre realtà, proponendo loro anche di indossare i loro costumi tipici o far fare loro una delle letture, o una delle preghiere dei fedeli, o la processione delle offerte».
Don Akakpo informa, inoltre, che nel 2022 l'offerta complessiva raccolta è stata di euro 3.700,41, che copre il 25% delle spese delle attività della Migrantes nei diversi settori. «Al riguardo - prosegue don Akakpo -, mi permetto di fare presente che le crescenti nuove richieste di assistenza ed interventi, soprattutto a favore delle nuove problematiche migratorie, esigono da noi tutti un aumentato impegno e risposte concrete».
Gmmr: a Brescia celebrazione con il vescovo
22 Settembre 2023 - Brescia - Domenica 24 settembre alle 10 in Cattedrale il vescovo di Brescia, mons. Pierantonio Tremolada, presiede la Messa per la 109ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. La celebrazione è animata dalle comunità migranti cattoliche. Papa Francesco ha dedicato il messaggio al tema della libertà che dovrebbe sempre contraddistinguere la scelta di lasciare la propria terra. La sua riflessione parte con due esempi biblici: la fuga della Sacra Famiglia in Egitto e la migrazione di Giacobbe e i suoi discendenti da Canaan in Egitto.
Migrantes Calabria: dalla parte della libertà
22 Settembre 2023 - Cosenza - Alla vigilia della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2023 dal tema “Liberi di scegliere se migrare o restare”, la Commissione Regionale Migrantes si è incontrata in modalità online per un momento intenso di confronto e condivisione. Alla luce del recente comunicato della Conferenza Episcopale Calabra, Mons. Savino ha manifestato preoccupazione per il momento storico che stiamo attraversando e per i risvolti negativi in cui versa il fenomeno migratorio.
Accanto alla presentazione delle numerose iniziative che le diocesi calabresi hanno programmato per la GMMR, la Commissione ha condiviso la crescente apprensione per il degrado civile e istituzionale che emerge soprattutto nella gestione dell’accoglienza dei fratelli migranti.
Il compito che la Commissione tenta di portare avanti è quello di collocare al centro dell’agire pastorale una sensibilità tale da far percepire il fenomeno non come emergenziale, ma strutturale; dal momento che costituisce una sfida pressante alla civiltà e alla fraternità evangelica.
L’impegno per una politica dell’accoglienza passa non solo attraverso una denuncia nitida dei soprusi che i fratelli migranti subiscono, ma anche dal richiamo profetico alle politiche regionali e nazionali.
In mezzo alle contraddizioni del fragile territorio regionale è necessaria e urgente una solida formazione culturale (in relazione alla teologia e alla pastorale) che induca le comunità cristiane ad una più ragionevole consapevolezza antropologica e sociale del meticciato. (Commissione Regionale Migrantes della Conferenza Episcopale Calabra)
GMMR: migrare o restare, questione di libertà
22 Settembre 2023 - Gaeta - In occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato che cade il 23 settembre, papa Francesco ha diffuso un messaggio per riflettere e allargare i nostri orizzonti sul tema "migrazione" senza seguire discorsi urlati e, molto spesso, lontani dai principi di fratellanza umana e, men che meno, di principi evangelici ispirati dalle Beatitudini. Nel messaggio il Papa sottolinea come «i flussi migratori dei nostri giorni sono espressione di un fenomeno complesso e articolato, la cui comprensione esige l'analisi attenta di tutti gli aspetti che caratterizzano le diverse tappe dell'esperienza migratoria, dalla partenza all'arrivo, incluso un eventuale ritorno».
Il titolo del messaggio è "Liberi di scegliere se migrare o restare". Il problema sta proprio in quel principio di libertà o, piuttosto, nella mancanza di libertà di scelta in quanto «conflitti, disastri naturali, o più semplicemente l'impossibilità di vivere una vita degna e prospera nella propria terra di origine costringono milioni di persone a partire». Si può aggiungere anche: liberi di partecipare alla vita delle nostre comunità ecclesiali. Tra i migranti ci sono dei cristiani che hanno un grande bisogno di spiritualità. Abbiamo realtà dove vengono accolti, sostenuti.
A Itri, come certamente in altre zone, ci sono state alcune richieste di Battesimo, seguite da occasioni di preghiera e ascolto della Parola in piccoli gruppi con altri cristiani.
Nella libertà di scegliere c'è anche questa possibilità che non deve essere sottovalutata. Uno dei giovani battezzati è tornato, quest'estate, nella sua terra per sposarsi. Questa nuova famiglia entrerà a far parte della comunità parrocchiale, non appena sarà possibile il ricongiungimento familiare.
Papa Francesco ricorda che spesso le persone emigrano da aree depredate dall'ingordigia dei paesi più forti e i paesi dove arrivano, compreso il nostro, sono molto coinvolti nella depredazione delle zone di origine. Per eliminare le cause più evidenti delle migrazioni forzate tutti dobbiamo chiederci cosa fare e cosa smettere di fare, prodigandoci «per fermare la corsa agli armamenti, il colonialismo economico, la razzia delle risorse altrui, la devastazione della nostra casa comune».
C'è bisogno di riflessione e formazione e discernimento. Il Papa sostiene che «per fare della migrazione una scelta davvero libera, bisogna sforzarsi di garantire a tutti un'equa partecipazione al bene comune». (M. Giovanna Ruggieri - direttore Ufficio Migrantes Gaeta)
Incontri del Mediterraneo: mons. Perego, “non possiamo costruire l’Europa sulla solidarietà volontaria”, serve “accoglienza diffusa”
22 Settembre 2023 -
Marsiglia - “Non possiamo costruire l’Europa sulla solidarietà volontaria”. Ne è convinto mons. Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, a Marsiglia per partecipare ai Rencontres Méditerranéennes, che oggi pomeriggio vedranno l’arrivo di Papa Francesco. Illustrando al Sir l’andamento del dibattito tra i vescovi sulle migrazioni, dopo la presentazione delle cinque relazioni sulle rispettive rive del Mare Nostrum, mons. Perego evidenzia che “in molti luoghi è difficile accogliere le persone, c’è la consapevolezza di dover affrontare problemi comuni, ma ci sono anche dei bei tentativi di diverse realtà ecclesiali di rispondere alle provocazioni che le migrazioni lanciano alla nostra fede”. “La secolarizzazione sta indebolendo lo spirito di accoglienza, che invece è tipicamente evangelico”, ha detto il presule secondo il quale a Marsiglia “sta emergendo il tema della responsabilità politica, anche dei cristiani”: “Bisogna chiedersi quali risposte dare al fenomeno migratorio, per un maggiore impegno nella società. Si tratta di un impegno ‘ad extra’, come si raccomanda nel quarto capitolo della Fratelli tutti, in cui il Papa invita ad una rinnovata politica al centro della quale ci sia la carità, l’attenzione alla dignità della persone, al bene comune, alla condivisione”. In questa prospettiva, dunque, è urgente acquisire la capacità di concepire il Mediterraneo “non come luogo di scambi economici ma di solidarietà, intesa come appello a cui ogni singolo Paese deve dare il suo contributo”. A proposito dell’impegno della Chiesa italiana sul fronte delle migrazioni, mons. Perego fa notare che “Lampedusa è una delle porte da cui arrivano i migranti, soprattutto dall’Africa. Il modello di Lampedusa è un modello su cui tutti dovremmo puntare: no ai grandi campi, sì invece all’accoglienza diffusa”. L’arcivescovo ci tiene anche a sfatare le rappresentazioni mediatiche, spesso errate e fuorvianti, che i media danno delle migrazioni: “In 10 anni in Italia è sbarcato un milione di persone ma 50mila sono quelle che si sono fermate”. Attenzione ai destinatari dell’accoglienza, integrazione e inclusione sono le caratteristiche salienti del modello di accoglienza italiano, che si propone di “non fermarsi sui primi arrivi, ma puntare sull’inclusione e suoi ricongiungimenti familiari, essenziali per il futuro del nostro Paese e per far sì che le nostre città diventino il luogo di vita dei migranti”. “L’accoglienza deve mettere al centro i diritti della persona, di tutta la persona, e la valorizzazione delle sue capacità”, conclude Perego, esprimendo l’auspicio che “il modello dell’accoglienza diffusa sia promosso sul territorio non solo italiano ma europeo. Non possiamo costruire l’Europa sulla solidarietà volontaria, ci vuole un modello fondamentale di convivenza da condividere”.