25 Aprile 2019 - Roma - Cordoglio in Colombia per la morte del sacerdote scalabriniano padre Maurizio Pontin, italiano di origini venete. In una nota la Conferenza episcopale colombiana (Cec) e il Segretariato permanente dell’episcopato colombiano (Spec) sottolineano, in particolare, il lavoro realizzato da padre Pontin come coordinatore dell’area Mobilità umana, nell’ambito della pastorale sociale della Cec, nel 2002. L’Episcopato “ricorda questo insigne sacerdote come un uomo con grande sensibilità per il suo servizio missionario e di aiuto ai migranti”. Condoglianze vengono espresse alla congregazione dei Missionari di San Carlo, noti come Scalabriniani. Le esequie si terranno oggi, giovedì 25 aprile nella cattedrale di Engativá, nella periferia di Bogotà, dove padre Pontin era parroco, attento ai più poveri e in particolare all’infanzia. (Sir)
Primo Piano
Attentati Sri Lanka: domenica messa di suffragio a Brescia
25 Aprile 2019 - Brescia - La parrocchia di S. Giovanni Battista della Stocchetta, in collaborazione con l'Ufficio per i Migranti (Migrantes) della diocesi di Brescia e la comunità dello Sri Lanka di Brescia, celebrerà una S. Messa in suffragio delle vittime degli attentati avvenuti nel giorno di Pasqua in Sri Lanka.
La celebrazione si terrà domenica 28 aprile alle ore 10.30 nella chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista della Stocchetta (Via Triumplina 268 – Brescia). E’ quanto si legge in una nota della diocesi di Brescia.
Attentati Sri Lanka: oggi preghiera della comunità srilankese a Roma
25 Aprile 2019 - Roma – L’iniziativa diocesana di oggi “vuole esprimere la vicinanza della Chiesa di Roma a una popolazione che è modello per noi per devozione; stringendoci in preghiera ai fedeli srilankesi presenti nella nostra città e nella nostra regione, ci facciamo vicini idealmente ai fedeli del Paese insulare dell' Oceano Indiano, desiderando condividere un cammino di amicizia e solidarietà per questo grande dolore, sentendoci uniti perché parte di un' unica Chiesa”.
Così mons. Pierpaolo Felicolo, direttore Migrantes della diocesi di Roma parla della preghiera che che si svolgerà oggi a Roma insieme alla comunità srilankese per le vittime degli attentati di Pasqua. Alle 11.30 è prevista una messa presso alle Tre Fontane presieduta dal coordinatore nazionale Migrantes per la pastorale con i srilankesi in Italia, mons. Neville Joe Perera. Al termine della celebrazione l' intervento di mons. Paolo Lojudice, vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale del Lazio e segretario della Commissione Cei per le Migrazioni.
Mons. Di Tora:”La chiesa è di tutti, la chiesa è di tutte le genti”
24 Aprile 2019 - Seveso - "La chiesa è di tutti, la chiesa è di tutte le genti". Lo ha detto oggi pomeriggio il presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, mons. Guerino Di Tora aprendo i lavori del convegno promosso dalla Fondazione Migrantes a Seveso sul tema "Tessitori di comunità. Colori diversi per un’unica tenda”Unità nella diversità in una chiesa e tanti popoli diversi".
L’immagine della tenda che "abbiamo voluto legare al nostro convegno è il luogo della convivenza nel deserto. E poi tessitori di comunità: tanti tessuti di colori diversi che rappresentano la società e le diversità delle genti che si ritrovano sotto un’unica tenda", ha aggiunto mons. Di Tora sottolineando che una chiesa delle genti "deve essere unita nella diversità e aperta all’accoglienza di chi oggi arriva da noi e che aiuta quindi a superare quelle tensioni del convivere tra popoli diversi". Il programma del convegno - che si concluderà venerdì - prevede per domani, 25 aprile - una relazione su l’esperienza del Sinodo minore diocesano di Milano “Chiesa dalle genti, responsabilità e prospettive” affidato a mons. Luca Bressan e la visita, dopo i lavori di gruppo, in 11 diverse parrocchie della diocesi ambrosiana con la Santa Messa nella Basilica di Santo Stefano Maggiore a Milano, Parrocchia dei Migranti, presieduta dal vescovo Di Tora. "Occasione, la visita nelle parrocchie
- dice don Gianni de Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes - per ascoltare la testimonianza e condividere la vita che in queste comunità è fatta di presenze multietniche e multireligiose". (Raffaele Iaria)
Mons. Russo al convegno Migrantes: la vicinanza e il servizio a favore dei migranti
24 Aprile 2019 - Seveso - “La mia presenza qui è segno di una condivisione per chi opera un servizio nell’ambito dei migranti nella Chiesa. Si parla spesso di migranti e se ne parla come di emergenza. In realtà sappiamo bene che ci sono sacerdoti religiosi e laici che si occupano da tanto tempo dei migranti e lo fanno quotidianamente. Così il segretario generale della Cei mons. Stefano Russo ha salutato i partecipanti al convegno della Fondazione Migrantes in corso a Seveso sul tema “Tessitori di comunità. Colori diversi per una unica tenda”. Questo convegno della Migrantes che si tiene “qui a Seveso è significativo perché qui lo scorso anno la diocesi ambrosiana ha realizzato un Sinodo minore che aveva come tema 'Chiesa dalle genti' e che vede a Milano una presenza di persone che arrivano da tante parti del mondo e che qui si sono inseriti e integrate e che contribuiscono in modo significativo alla formazione della comunità cristiana e sociale”.
Al convegno partecipano oltre 150 operatori pastorali provenienti dall’Italia e dall’estero. Secondo mons. Russo "il clima che si è venuto a determinare fa si che alla parola 'migranti' siano collegate subito le barche, piene di persone disperate che attraversano il Mediterraneo in cerca di una terra migliore dove approdare. Chi come voi si occupa di migranti sa bene che questa è solo una parte di questa realtà".
Nel suo intervento di saluto il presule ha parlato anche degli oltre 5milioni migranti italiani residenti all’estero di cui si parla poco e che partecipano “attivamente alla vita delle comunità cattoliche dove si trovano e sono serviti spesso da sacerdoti italiani nelle Missioni cattoliche Italiane. Segno – ha detto - di una presenza bella di uomini e donne che si sono inseriti e si inseriscono nelle comunità dove vivono e dove sono anche testimoni di pace e di pacificazione”. (Raffaele Iaria)
Naufraghi alle Tremiti: “al piccolo disabile abbiamo dato una carrozzina”
25 Aprile 2019 - Toma - Hanno trascorso la notte nella struttura messa a disposizione dal comune delle Tremiti le 18 persone curde irachene approdate martedì pomeriggio sull'isola di Capraia, nell'arcipelago del Foggiano.
Dopodiché vengono trasferiti a bordo di un traghetto al vicino porto di Termoli. "Abbiamo provveduto immediatamente a procurare una carrozzina al bimbo paraplegico - ha spiegato il sindaco delle isole Tremiti, Antonio Fentini -. Hanno ribadito di essere arrivati in Italia a bordo di una barca a vela e di essere partiti dalla Turchia. Per il viaggio i curdi hanno raccontato di aver pagato gli adulti 4mila euro e i bambini 1.500 euro. L'intenzione era quella di sbarcare a Crotone, poi a causa del maltempo sono giunti sulle coste tremitesi".
Tra i 18 naufraghi ci sono 4 uomini, 5 donne e 9 bambini (4 maschi e 5 femmine). Tra loro anche un bambino paraplegico e una bimba con problemi di salute. Ad eccezione dei due bimbi, gli altri piccoli sono apparentemente in buone condizioni di salute. Al momento non ci sono tracce dell'imbarcazione che ha condotto i migranti sull'isola di Capraia.
Ad accorgersi dei migranti è stata martedì una motovedetta della Capitaneria di Porto che ha dato l'allarme per i soccorsi. Allertato anche il sindaco Fentini, che ha accolto i naufraghi sulla banchina dell'isola di San Domino. "Stiamo allestendo in uno stabile in comodato d'uso al Comune delle Tremiti degli alloggi da destinare ai migranti - aveva spiegato già martedì il sindaco delle isole Tremiti -. Abbiamo provveduto a recuperare materassi e lenzuola. Abbiamo fornito loro del cibo. A San Domino riceveranno cure mediche".
Attentati Sri Lanka: una celebrazione a Torino con mons. Nosiglia
24 Aprile 2019 - Torino - La Santa Messa di suffragio per le vittime degli attentati in Sri Lanka, e per invocare la pace, presieduta dall'Arcivescovo di Torino Mons. Cesare Nosiglia sarà celebrata domani giovedì 25 aprile alle ore 18 al Santuario della Consolata.
Lo rende noto la diocesi.
Migrantes Catania: il ricordo della donna srilankese morta durante gli attentati
24 Aprile 2019 - Catania - “Era andata in vacanza per trovare i parenti e poi proseguire per l'Australia dove viveva sua figlia, invece è morta da innocente”. Questa la testimonianza di Kanthi Rathugamage, amica della donna srlinankese residente a Catania e morta in uni degli attentati nel giornio di asqua nekl suo paese: “doveva stare solo una settimana, prima di partire per lo Sri Lanka aveva salutato tutta la comunità e anche il nostro cappellano nella chiesa di Santa Maria dell'Ogninella dove abitualmente ci riuniamo. Era felice ed entusiasta di tornare nel suo paese. Siamo tutti addolorati, pregheremo per la sua anima, per il marito e per la figlia: tutta la comunità catanese starà vicino a loro in questo momento cosi tragico ”.
La donna, viveva a Catania dagli anni 90, era sposata, il marito faceva il domestico, aveva una sola figlia. “Persone perbene, onesti lavoratori sempre pronti a dare la propria disponibilità”, partecipavano attivamente alle celebrazioni religiose cattoliche presso la Chiesa di Santa Maria dell'Ogninella a Catania, punto di riferimento per tutta la comunità srilankese. Queste le parole di chi conosceva la coppia.
L'Ufficio pastorale Migrantes della diocesi di Catania, diretto dal diacono Giuseppe Cannizzo esprime “cordoglio e solidarietà” all'intera comunità a nome dell'arcivescovo Mons. Salvatore Gristina e di tutta la diocesi.
Per stringersi intorno al dolore dei fedeli srilankesi, domani, giovedì 25 Aprile, alle ore 18:00 nella chiesa di Santa Maria dell'Ogninella, (nei pressi di piazza Università) si terrà una veglia di preghiera presieduta dal Vicario di Catania, Mons. Salvatore Genchi, insieme al cappellano srilankese Michael Cansius Perera e al direttore della Migrantes etnea.
Attentati Sri Lanka: il card. Ranjith ha celebrato i funerali nella chiesa di St Sebastian a Negombo
24 Aprile 2019 - Colombo - Il cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, ha celebrato ieri i funerali di un gruppo di vittime all’esterno della chiesa di San Sebastiano a Negombo, uno dei luoghi di culto colpiti dagli attentati terroristici di Pasqua, che hanno provocato finora 321 vittime e oltre 500 feriti. L’arcivescovo, si legge in una nota dell’arcidiocesi ripresa dal Sir, “ha offerto un messaggio di consolazione e invitato i fedeli a non cedere alla violenza”.
Circus Summer Camp: il centro estivo all’insegna dello stare insieme, dei giochi e delle discipline circensi
24 Aprile 2019 - Peschiera Borromeo - L’estate della provincia di Milano è all’insegna dell’arte circense. Dal 10 giugno al 2 agosto bambini e ragazzi, di età compresa tra i 4 e 18 anni, potranno trascorrere i mesi di vacanza al Piccolo Circo dei Sogni di Peschiera Borromeo, diretto da Paride Orfei e Sneja Nedeva, vivendo un’esperienza “unica ed entusiasmante”. Le attività organizzate al Circus Summer Camp consentiranno ai partecipanti di sperimentare le discipline circensi (giocoleria, contorsionismo, acrobatica, equilibrismo, discipline aeree) ma anche di svagarsi con attività più classiche, all’aperto, come il basket, la pallavolo, la danza, i giochi a squadre, i balli di gruppo, le sfide con le pistole d’acqua e i bagni nelle piscine semirigide.
La giornata sarà scandita da molteplici momenti ludici oltre ad un servizio pre-scuola e il post-scuola.
“Prego perché questa sera siamo noi a salvarvi”: la toccante testimonianza di un migrante camerunense
24 Aprile 2019 - Santeramo in Colle - Un sabato pomeriggio, una partita a calcio… Fin qui sembra una giornata qualunque all’oratorio di Santeramo in Colle, non lontano da Bari. Ma c’è una squadra di ragazzi mai visti prima, con una divisa colorata di cui vanno fieri: provengono dal Camerun e hanno qualcosa da condividere. Dopo una vivace partita, organizzata dalla locale Polisportiva Giovanile Salesiana (PGS) e dal gruppo missionario dell’oratorio, con la collaborazione della parrocchia “Sacro Cuore” di Santeramo, i giovani camerunensi hanno donato un pezzo della loro storia a tutta la comunità.
Continuamente si sente parlare di accoglienza, integrazione, migranti… Ma molto spesso il discorso si riduce a numeri e dati… I quali, però, che non contano più quando capita di guardare negli occhi, ascoltare la storia di qualcuno che ha un nome e un cognome.
I ragazzi del Camerun sono giovani che hanno rischiato il tutto per tutto, che sono partiti “quando il mare sembrava più sicuro della terra” e adesso sono aperti al dialogo, al confronto, allo scambio. Non è stato difficile, è bastato un pallone, una bella partita, una chiacchierata e infine una testimonianza che ha insegnato, letteralmente “segnato dentro”, ciascuno. Il bello dell’accoglienza, come faceva notare uno dei ragazzi del Camerun, è che diventa tale solo quando è a due direzioni: accogliere significa aprirsi all’altro e lasciare che l’altro si apra a te.
Ed è così che uno di questi giovani accolti a Santeramo lascia tutti senza parole, con poche frasi, sincere e dirette: “Fa paura non avere uno scoglio a cui aggrapparsi. Io so cosa significa attraversare il mare, schiacciato su una barca o su un gommone, tra i pianti ei bambini e le urla delle madri. Tra le onde che ti spingono in acqua con la morte nel cuore sapendo che non ti aspetta nessuno e che non puoi tornare indietro.
Io so anche cosa significa essere salvati e accolti, ma non tutti sono stati fortunati come me, come noi. E quei corpi sulla spiaggia, in mare, non me li potrò mai strappare dal cuore e dagli occhi.
Prego perché questa sera siamo noi a salvarvi, perché Dio ha dato il suo figlio unico per salvare tutti noi, e voi, perché siamo la sua famiglia. La sua famiglia siamo tutti noi, il mondo intero senza confini, senza odi senza rancori e senza divisione. Perché Gesù è l’amore su cui dobbiamo fondare le nostre vite, le nostre case e le nostre famiglie. Grazie”.
Durante la testimonianza, c’erano persone di tutte le età, completamente diverse le une dalle altre, ma tutte animate dalla curiosità e dalla certezza che c’è qualcosa che va oltre i numeri, le notizie, le testate giornalistiche. Dietro questi giovani c’è davvero un mondo da scoprire ed è stato bello avere la possibilità di esplorarne una parte. (Fonte: Don Bosco al Sud)
Attentati Sri Lanka: messaggio alla Migrantes diocesana da mons. Lorefice
24 Aprile 2019 - Palermo - “Sento tutto l'orrore dell' accaduto. L' unica consolazione ci viene dalla Pasqua del Signore Gesù. Questo ennesimo fiume di sangue ci responsabilizza a chiedere con insistenza la venuta del Regno e a divenire operatori di pace e di giustizia”.
Lo scrive l' arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice in un messaggio a padre Sergio Natoli dell’Ufficio Migrantes di Palermo esprimendo di vicinanza alla Comunità dello Sri Lanka che vive in città, dopo gli attacchi terroristici che hanno colpito il Paese.
Mons. Lorefice esprime "solidarietà e l' assicurazione della mia preghiera alla cara comunità srilankese di Palermo per le vittime, le famiglie e per le comunità cristiane coinvolte negli attentati e chiede che “si preghi per le vittime e le famiglie e per la conversione dei terroristi, in tutte le comunità cristiane dell' arcidiocesi”.
Attentati Sri Lanka: messa per le vittime a Torino con mons. Nosiglia
23 Aprile 2019 - Torino - Si celebrerà a Torino una Messa di suffragio per le vittime degli attentati in Sri Lanka, e per invocare la pace. La data è quella del 25 aprile.
La pace è stata al centro delle riflessioni pasquali negli interventi dell’arcivescovo Cesare Nosiglia, che ha ricordato l’augurio di Gesù risorto: quel «Pace a voi» che è la parola prima del Signore alla sua Chiesa; perché è lui, il Risorto, la nostra vera pace. A noi tocca, ha detto mons. Nosiglia, puntare tutto sulla nostra fede, e sulla nostra fedeltà al Vangelo: «Il male ed il peccato del mondo
non sono solo davanti a noi; sono purtroppo anche dentro di noi e noi ne siamo tutti responsabili».
La via della pace necessita della volontà di tutti di ricercare sempre percorsi di incontro, dialogo e accoglienza verso chi è diverso o straniero… Le nostre paure e i nostri interessi ci fanno vedere una realtà distorta, non ci aiutano a ricordare che ogni uomo, ogni donna, ogni bambino sono nostri fratelli.
“Allora vediamo di più il male nel nostro prossimo che il bene – ha detto mons. Nosiglia nell’omelia del giorno di Pasqua - e non sappiamo testimoniare a tutti che in realtà Cristo
risorto continua a salvare e redimere l’umanità attraverso tante persone oltre i ‘nostri’ che, nel suo nome, lottano e soffrono per edificare un mondo più libero e pacifico”.
Mons. Moscone: la preghiera dei gruppi padre Pio dopo gli attentati in Sri Lanka
23 Aprile 2019 - San Giovanni Rotondo - “In qualità di direttore generale dei gruppi di preghiera di Padre Pio, chiedo a tutti i gruppi di tutto il mondo di dedicare i loro incontri di preghiera mensili in questo periodo di Pasqua per lo Sri Lanka, perché non ritorni la tentazione della guerra e della giustizia personalizzata e per la pace nel mondo, per la fine della terza guerra mondiale a pezzi”. Così mons. Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, nell’omelia nella domenica di Pasqua ha ricordato, come riferisce il Sir, gli attentati che hanno colpito i cristiani nello Sri Lanka e lanciato un appello per la pace. “Sono sconvolto, anche perché all’inizio di luglio scorso ho visitato lo Sri Lanka per predicare gli esercizi spirituali ai miei confratelli e sono stato in tutte e tre le chiese colpite”, ha raccontato il presule. Ricordando di essere stato “testimone della fine della guerra civile durata 33 anni”, l’arcivescovo ha evidenziato come “sempre le guerre civili a differenza dei disastri naturali lasciano delle ferite difficili da rimarginare e che magari riprendono”. “Che non siano questi gesti un ritorno agli anni precedenti: una tentazione di vendetta”, ha auspicato mons. Moscone. “Cristo risorto doni pace e perdono al popolo dello Sri Lanka e a tutto il mondo perché questa ‘terza guerra mondiale a pezzi’, come la chiama Papa Francesco, possa rimarginarsi”.
Ismu: i consumi culturali degli immigrati in Lombardia
23 Aprile 2019 - Milano - Quali sono i prodotti culturali preferiti dalla popolazione immigrata che vive in Lombardia? Nel loro tempo libero i cittadini stranieri preferiscono leggere un libro, andare al cinema, o assistere a un concerto? Sono più attratti dai musei o dal teatro? Quante volte all'anno frequentano le biblioteche? A svelare quali sono i comportamenti “culturali” degli immigrati ultraquattordicenni provenienti da Paesi a forte pressione migratoria e presenti in Lombardia al 1° luglio 2018 – pari a circa un milione e 100mila persone - è un report realizzato da Fondazione ISMU su dati dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità (Orim). In base all'indagine risulta che in cima alla classifica dei consumi culturali preferiti dagli immigrati ci sono il cinema (il 54,8% vi è andato almeno una volta nei 12 mesi precedenti all'indagine) e la lettura per scopi non professionali né scolastici (il 47,7% ha letto almeno un libro). Seguono la frequenza di biblioteche (il 33,6% le ha visitate almeno una volta), i musei (il 33,1%), i concerti (il 31,8%), e infine il teatro (il 20,4%).
Con l’esclusione del cinema, la percentuale di chi, tra gli immigrati, usufruisce di prodotti culturali è minore rispetto a chi non ne usufruisce.
La maggioranza assoluta degli immigrati non ha letto alcun libro nell’ultimo anno, e un terzo ne ha letto almeno uno, ma non più di tre. Infine, solamente poco più del 15% ne ha letti almeno quattro e il 3,7% almeno uno al mese.
Leggermente più diffusa rispetto alla lettura è la visione di film al cinema: la maggioranza assoluta degli stranieri ha visto un film in sala da 1 a 11 volte nei dodici mesi precedenti all'indagine. La quota di chi non ci è mai andato è del 45%.
La maggioranza assoluta degli immigrati non ha mai assistito a un concerto negli ultimi 12 mesi. Tra i collettivi stranieri che invece più amano questo genere primeggiano i latinoamericani: il 34,9% ha visto da 1 a 3 concerti nell'anno precedente, a cui si aggiunge l'11,4% che ne ha visti da 4 a 11.
Le esposizioni attraggono solo una percentuale minore della popolazione straniera. Ma anche in questo caso il collettivo che mostra più interesse per questa attività è quello latinoamericano: il 39,6% ha visitato da 1 a 3 mostre nell'arco dell'ultimo anno.
Le biblioteche sono frequentate da circa un terzo della popolazione immigrata. A usufruirne maggiormente sono i latinoamericani e i nordafricani: rispettivamente il 24,6% e il 22,3% ci è andato da una a tre volte nell'arco dell'anno precedente.
Il teatro è risultato il consumo culturale meno scelto da parte degli stranieri in Lombardia (meno di 1 caso su 5, nei 12 mesi precedenti all’indagine). Il collettivo che ama di più questa forma d'arte è sempre quello latinoamericano: il 32,7% ha assistito da 1 a 3 spettacoli, contro una media fra tutte le nazionalità straniere del 17,7%. Passando alle frequenze si stima che gli immigrati stranieri ultraquattordicenni, presenti in Lombardia al 1° luglio 2018 e provenienti da Paesi a forte pressione migratoria, nei dodici mesi precedenti, siano andati al cinema in media circa quattro volte, abbiano letto in media poco più di due libri, si siano recati in biblioteca un paio di volte, abbiano assistito ad uno o due concerti e siano andati non più di una volta a teatro e in un museo. Il primato va alle donne. La lettura di libri per scopi non professionali né formativi è molto più diffusa tra le donne rispetto agli uomini: due maschi su tre non hanno mai letto negli ultimi dodici mesi, mentre quasi tre quinti delle immigrate ha letto almeno un libro l'anno precedente. Stesso discorso vale per le biblioteche (una donna su due le ha frequentate, mentre più di tre quarti degli uomini non ne ha usufruito), i musei (assenti nei consumi per tre uomini su quattro negli ultimi dodici mesi e invece presenti per più del 40% delle donne), il teatro (25% delle donne contro il 15% degli uomini). Per il cinema e i concerti le presenze di uomini e donne invece si equiparano.
Card. Bassetti: il problema è il lavoro, non i migranti
23 Aprile 2019 - Perugia - Prima la lavanda dei piedi alle donne recluse nel penitenziario di Perugia. Poi quella con i giovani: dell’università, del mondo del lavoro e profughi. Giovedì Santo il cardinale Gualtiero Bassetti ha ripetuto due volte il rito nella sua arcidiocesi, quella di Perugia-Città della Pieve. “Sorelle carcerate” ha chiamato le detenute del ramo femminile dove ha celebrato l’Eucaristia al mattino.
“Mi sono commosso durante la preghiera che ha scritto una di loro ricordando chi soffre di più”, ha confidato il presidente della Cei. Nel pomeriggio la Messa in Coena Domini in Cattedrale. Stavolta sono stati protagonisti i ragazzi. Quelli della pastorale giovanile per “evidenziare l’importanza dell’Esortazione apostolica “Christus vivit” di papa Francesco frutto del recente Sinodo”, ha detto Bassetti; poi quelli di una cooperativa (“Benedico ogni iniziativa che favorisce l’occupazione”, ha affermato); infine alcuni richiedenti asilo.
“Lo straniero non è fonte di preoccupazione ma risorsa”, ha osservato il cardinale. E ha aggiunto: “Il problema del nostro Paese non sono gli immigrati ma il lavoro che manca seriamente”. Quindi il richiamo alle “famiglie in crisi” e l’invito a “santificare il giorno del Signore che è giorno di riposo”. (Giacomo Gambassi)
Attentati Sri Lanka: una preghiera giovedì a Milano con l’arcivescovo Delpini
23 Aprile 2019 - Milano - Una Messa per ricordare e pregare insieme. È quella voluta personalmente dall’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, dopo aver appreso il continuo aggravarsi del bilancio degli atti terroristici della mattina di Pasqua in Sri Lanka. La celebrazione si svolgerà nella Basilica di Santo Stefano Maggiore giovedì sera, 25 aprile, alle ore 19, informa il direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi, don Alberto Vitali. Una celebrazione per “testimoniare la vicinanza e il proprio dolore alla Chiesa sorella srilankese”, si legge sul sito della diocesi. “L’Arcivescovo fin dal giorno degli attentati – cui ha subito fatto riferimento, già nel Pontificale di Pasqua – ha mostrato l’intenzione e il desiderio di trovare un momento per potere portare la propria solidarietà ai fedeli dello Sri Lanka e pregare insieme. Inizialmente – spiega don Vitali - si era pensato alla recita comune di un Rosario, poi, in considerazione delle notizie che arrivavano e della gravità della situazione, si è optato per una Celebrazione eucaristica. Mi sono subito messo in contatto con i Cappellani della Comunità srilankese che ne sono stati molto contenti. Il 25 aprile è sembrata una data adatta, visto che è festa e anche molti dei fedeli dello Sri Lanka non sono impegnati con il lavoro e potranno partecipare. Inoltre, il Santuario attiguo a Santo Stefano è la chiesa dove, ogni domenica, si ritrovano per la Messa festiva”. Nella diocesi ambrosiana la comunità è seguita pastoralmente da 3 cappellani – tutti di origine dello Sri Lanka, 2 della Diocesi di Colombo e 1 Scalabriniano che si alternano in diversi luoghi celebrativi. A ogni domenica vi è la Celebrazione nella chiesa di San Bernardino, mentre una volta al mese la Messa si svolge nel Tempio civico di San Sebastiano sempre a Milano.
Papa Francesco: tutti condannino atti disumani in Sri Lanka
23 Aprile 2019 - Città del Vaticano – “Tutti i Vangeli mettono in risalto il ruolo delle donne, Maria di Magdala e le altre, come prime testimoni della risurrezione. Gli uomini, intimoriti, erano chiusi nel cenacolo. Pietro e Giovanni, avvertiti dalla Maddalena, fanno solo una rapida sortita in cui constatano che la tomba è aperta e vuota. Ma sono le donne le prime a incontrare il Risorto e a portare l'annuncio che Egli è vivo”. Così Papa Francesco nel Regina Coeli di ieri.
“Oggi, cari fratelli e sorelle, risuonano anche per noi le parole di Gesù rivolte alle donne: ‘Non temete; andate ad annunciare… Dopo i riti del Triduo Pasquale, che ci hanno fatto rivivere il mistero di morte e risurrezione del nostro Signore, ora con gli occhi della fede lo contempliamo risorto e vivo. Anche noi siamo chiamati a incontrarlo personalmente e a diventare suoi annunciatori e testimoni”, aggiunge auspicando che “tutti condannino gli atti terroristici disumani e mai giustificabili” come quelli avvenuti nello Sri Lanka invitando a dare “tutto l'aiuto necessario”. “Vorrei esprimere nuovamente la mia fraterna vicinanza al popolo dello Sri Lanka”, ha detto Francesco, “sono molto vicino al cardinale Malcolm Ranjith Patabendige e a tutta la Chiesa di Colombo. Prego per le numerosissime vittime” e “invito a non esitare a dare tutto l'aiuto necessario”.
Attentati Sri Lanka, tra vittime donna cingalese residente a Catania
23 Aprile 2019 - Catania - Lutto nella comunità cattolica dello Sri Lanka residente a Catania. Tra le vittime nella strage di Pasqua che ha colpito l'isola nell'Oceano Indiano anche una donna di 55 anni, residente nel capoluogo etneo dagli anni novanta, Haysinth Rupasingha, morta nella chiesa di San Sebastiano a Katuwapitiya nella provincia di Negombo. La donna si trovava nello Sri Lanka per trascorrere le vacanze pasquali in compagnia di amici e parenti in attesa di proseguire per l'Australia dove avrebbe dovuto incontrare la figlia.
Lo rende noto l’Ufficio Migrantes di Catania, diretto da Giuseppe Cannizzo, che ha appreso la notizia da fonti vicine alla vittima. La donna frequentava assiduamente la chiesa di Santa Maria dell'Ognignella, punto di riferimento di tutta la comunità srilankese catanese.
L'Ufficio pastorale Migrantes esprime cordoglio e solidarietà all'intera comunità a nome dell'arcivescovo Mons. Salvatore Gristina e di tutta la diocesi.
Per stringersi intorno al dolore dei fedeli srilankesi, giovedì 25 Aprile, alle ore 18:00 nella chiesa di Santa Maria dell'Ognignella, (nei pressi di piazza Università) si terrà una veglia di preghiera presieduta dal Vicario generale della diocesi di Catania, mons. Salvatore Genchi, insieme al cappellano srilankese Michael Cansius Perera e al direttore della Migrantes etnea.
Migrantes: da domani il convegno nazionale a Seveso
23 Aprile 2019 - Milano - Saranno i saluti del segretario generale della Cei e vescovo di Fabriano-Matelica, mons Stefano Russo, del presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, mons. Guerino Di Tora e del Vicario generale della diocesi di Milano, mons. Franco Agnesi, ad aprire, domani, mercoledì 24 aprile, il convegno nazionale Migrantes che si svolgerà a Seveso – dal 24 al 26 aprile - sul tema “Tessitori di comunità. Colori diversi per una unica tenda”.
Tra gli interventi previsti quello sul tema "È possibile una convivialità delle differenze?" affidato alla prof.ssa Monica Martinelli dell' Università Cattolica di Milano; L'esperienza del Sinodo minore diocesano di Milano "Chiesa dalle genti, responsabilità e prospettive" affidato a mons. Luca Bressan; “Tessere la tenda dai molti colori: punti fermi e nodi irrisolti. La Migrantes interroga la Chiesa di Milano” affidata all'arcivescovo di Milano, Mario Delpini. Tra i momenti del convegno i lavori in 11 gruppi, la visita in diverse parrocchie della diocesi ambrosiana, la Santa Messa nella Basilica di Santo Stefano Maggiore a Milano, Parrocchia dei Migranti, presieduta dal vescovo Di Tora e la liturgia eucaristica a Seveso presieduta dall’arcivescovo Delpini. I lavori saranno conclusi da Di Tora e da don Giovanni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes. Il convegno sarà anticipato, la mattina del 24 aprile, dall'incontro della Consulta Nazionale Migrazioni della Fondazione Migrantes. (R.Iaria)