10 Giugno 2019 - Città del Vaticano - “Non posso qui non menzionare i migranti e i profughi che raggiungono i maggiori aeroporti con la speranza di poter chiedere asilo o trovare un rifugio, o che sono bloccati in transito. Invito sempre le Chiese locali alla dovuta accoglienza e sollecitudine nei loro confronti, pur se si tratta di una responsabilità diretta delle Autorità civili”.
Lo ha detto questa mattina Papa Francesco ricevendo, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, i partecipanti all’Incontro mondiale dei Cappellani dell’Aviazione civile in occasione dell’inizio del XVII Seminario Mondiale, promosso dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, sul tema: “I Cappellani cattolici e gli operatori di pastorale dell’Aviazione Civile al servizio dello sviluppo umano integrale”. Per il Papa “fa parte anche della vostra cura pastorale vigilare che sia sempre tutelata la loro dignità umana e siano salvaguardati i loro diritti, nel rispetto della dignità e delle credenze di ciascuno. Le opere di carità nei loro confronti costituiscono una testimonianza della vicinanza di Dio a tutti i suoi figli”.
“Lo sviluppo tecnologico, la frenesia del lavoro, il continuo transito di gente favoriscono – ha detto il Papa - nelle aerostazioni un’atmosfera di anonimato e di indifferenza, rendendole grandi periferie umane”. Milioni di persone di diverse nazionalità, culture, religioni e lingue “vi si incrociano ogni giorno; ognuna è una storia, che solo Dio conosce: gioie, dolori, attese, preoccupazioni… In questi luoghi voi siete chiamati a portare la parola e la presenza di Cristo, il Solo che conosce quello che c’è nel cuore di ogni uomo; a portare a tutti, fedeli e ‘gentili’, il Vangelo della tenerezza, della speranza e della pace. Si può seminare tanta pace con un gesto, con una parola, con uno sguardo”.
Primo Piano
Unhcr: iniziative per la Giornata Mondiale del Rifugiato
10 Giugno 2019 - Roma - Il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di oltre 70 milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati nel mondo che, costretti a fuggire da guerre e persecuzioni, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era la loro vita per cercare salvezza in un altro paese. E soprattutto invita a “non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche di chi è riuscito a ricostruire il proprio futuro, offrendo il proprio contributo alla società che lo ha accolto”. Per perseguire questo obiettivo l’Unhcr prosegue la campagna #WithRefugees, che vuole dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, raccogliendo e amplificando la voce di chi accoglie e rafforzando l’incontro tra le comunità locali e i rifugiati ed i richiedenti asilo.
Le storie dei rifugiati e delle rifugiate, le testimonianze di solidarietà di esponenti del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo, e l’elenco e le informazioni sulle principali iniziative in programma su tutto il territorio nazionale sono disponibili sul sito della campagna www.unhcr.it/withrefugees.
Anche quest’anno l’Unhcr ha voluto organizzare il proprio programma di eventi e iniziative intorno a tre colonne portanti della cultura italiana: arte, musica e gastronomia. Inoltre, verranno organizzate le consuete giornate di “Porte Aperte” nei centri di accoglienza sul territorio e la presentazione in conferenza stampa del report annuale Global Trends 2018 con la partecipazione di rappresentanti delle comunità di rifugiati, delle istituzioni e della società civile.
“In un momento in cui prevale una narrazione negativa sui rifugiati e richiedenti asilo, ribadiamo con forza la necessità di vederli innanzitutto come persone, con il loro bagaglio di coraggio e speranze che aspettano solo una giusta accoglienza per potersi realizzare”, ha dichiarato Carlotta Sami, Portavoce Unhcr per il Sud Europa.
Axel ce l’ha fatta: ora è in Usa, studia e cammina di nuovo
10 Giugno 2019 - Milano - Posa con l’abito del diploma della Hogg Middle School appena ottenuto, a fianco alla bandiera del suo Nicaragua. Axel Palacio Molina sorride fiero. Non solo per il successo scolastico conseguito. Finalmente, dopo oltre dieci mesi di calvario, il 15enne ha abbandonato stampelle e sedia a rotelle. Nello scatto appare ben ritto sulle sue gambe. “Guarda come me le hanno aggiustate bene!”, dice il ragazzino. A rimetterlo in piedi sono stati i medici dell’ospedale pediatrico di Houston che hanno effettuato un delicato intervento, finanziato dalla chiesa protestante Ecclesia, per estrarre il proiettile conficcato nell’anca destra.
“Lo sapevo che se fossi arrivato negli Usa, avrei potuto correre di nuovo”, afferma raggiante. E’ stata questa convinzione granitica a dare la forza a lui e al resto della famiglia di camminare – nel senso letterale del termine – per oltre 4mila chilometri. In buona parte insieme alla Carovana che, lo scorso autunno, ha raccolto migliaia di disperati del Centroamerica. Uomini, donne, bimbi e adolescenti in fuga dalla violenza delle bande criminali che tengono in ostaggio interi pezzi della regione, dalla corruzione che divora l’economia, dal cambiamento climatico che secca i raccolti.
Axel e la sua famiglia scappavano dalla feroce repressione di Daniel Ortega. Erano stati i suoi sgherri a soffocare nel sangue la protesta civica a Diriamba, città a una quarantina di chilometri da Managua, l’8 luglio scorso. Una rivolta pacifica, portata avanti in gran parte da giovani e giovanissimi, come Axel e il suo amico Josué. “Noi lo chiamavamo ‘Fetito’, perché era piccolo e magro. Era il mio migliore amico. La polizia di Ortega è arrivata all’alba, armata fino a denti. Hanno sparato ad altezza d’uomo. ‘Fetito’ era stato colpito ed era caduto a terra. Si sono avvicinati e l’hanno finito con un proiettile di Kalashnikov al torace. Ho cercato di fargli scudo con il mio corpo e sono stato ferito”, racconta Axel che si è salvato per un soffio.
Altri manifestanti l’hanno portato via in braccio e l’hanno tenuto nascosto. “Non ci hanno messo molto a venire a casa ha cercarlo. Hanno fatto tre irruzioni. Ogni volta dicevano: ‘Tuo figlio è un terrorista. Dove sono le armi?’. Ovviamente non c’era nessun arma. Ero una maestra, al limite potevano trovare qualche quaderno.. Mio figlio non aveva ancora compiuto 15 anni, come poteva essere un terrorista? – aggiunge la madre, Idania Molina -. La terza volta, si sono scagliati su mia figlia di 17 anni. ‘Ora la facciamo parlare’, dicevano. Sapevo che cosa significava, non potevo permetterlo. Allora li ho supplicati: ‘Fate quello che volete a me, ma lei lasciatela stare…’ Allora si sono accaniti su di me”.
A quel punto, la vita dei Palacio Molina era segnata. Restare significava la morte. Per questo, attivisti per i diritti umani e sacerdoti hanno aiutato Idania a raggiungere Managua con l’altra figlia, Chely, di 12 anni, per denunciare. “Là siamo rimaste nascoste in attesa di ricongiungerci con Axel e il marito di Idania, Lester, e lasciare il Paese, ovviamente di nascosto. La cosa peggiore è stata dover lasciare la mia figlia maggiore. Era troppo sorvegliata ed è dovuta rimanere con mia madre. Non sa quanto mi manca..”. Per seminare la polizia orteguista, la famiglia ha cambiato cinque “case sicure”, come vengono chiamati i luoghi in cui si nascondono i dissidenti. Poi, alla fine di agosto, una volta riunita la famiglia, l’esilio.
Prima l’Honduras, poi il Guatemala quindi il Messico, dove ha incontrato la Carovana. “I fratelli centroamericani sono stati molto solidali. Sono rimasti commossi dalla nostra storia. Dato che non riuscivo a camminare mi hanno portato a spalle per lunghi tratti. Poi, insieme alle autorità del Chiapas, hanno fatto una colletta per comprare una sedia a rotelle. Mi dicevano: “Almeno tu devi farcela”. E’ anche grazie a loro se sono qui. Grazie a loro e ai giornali che hanno scritto di me”, afferma Axel.
Già perché la storia del piccolo nicaraguense che marciava verso gli Usa in sedia a rotelle ha conquistato i media internazionali, tra cui Avvenire, tra i primi a raccontarla e a cercare di aiutare a distanza i Palacio Molina. “Quando, finalmente, abbiamo raggiunto il confine tra Matamoros e Brownsville, gli agenti avevano sentito parlare di noi. Così ci hanno fatto restare ‘solo’ un giorno accampati sul ponte in attesa di poter presentare domanda di asilo”, sottolinea Idania.
Da quando, dalla primavera 2018, Donald Trump ha imposto una stretta sulle istanze di rifugio, le richieste vengono accettate con il contagocce. Le persone attendono mesi alla frontiera prima di poterla sottoscrivere e, in genere, vengono rispediti ad aspettare la risposta in Messico.
Per i Palacio Molina, però, alcune guardia coraggiose hanno fatto un’eccezione. Quel 7 gennaio, in bilico tra Messico e Usa, Idania lo ricorda perfettamente. Il terrore di essere divisi o respinti. Il freddo pungente della notte. I passi marziali dell’uomo di guardia. E, alla fine, quelle parole di salvezza pronunciate in un misto di inglese e spagnolo: “E’ il ragazzino della sedia a rotelle. Loro devono passare”.
Certo, si tratta solo di un primo passo. Non poco, però, nell’epoca di muri a oltranza, fisici e legali, per fermare il flusso dei rifugiati. I Palacio Molina hanno presentato istanza e sono stati ascoltati in una prima udienza. Ne occorrono, però, almeno altre due per sapere se potranno restare sul suolo statunitense. Nel frattempo, però, grazie a Ecclesia, hanno trovato una prima sistemazione a Houston. Idania fa le pulizie ad ore, Lester qualche lavoretto di tanto in tanto, Chely frequenta la scuola. Come Axel che, allo studio, abbina continui esercizi di riabilitazione.
“Sono stati mesi duri, durissimi. Ma ne è valsa la pena. Ormai cammino senza troppo sforzo, sto imparando l’inglese e ho terminato la terza media. A scuola, professori e compagni hanno cercato di darmi una mano per inserirmi, così sono riuscito a prendere dei buoni voti. Quando mi chiedono che cosa vorrei fare da grande, rispondo il Marine. Per ripagare questo Paese che mi ha accolto. E con i risparmi, vorrei fare dei regali a quanti mi hanno aiutato quando non avevo niente. Ci vorrà tempo lo so. Ma la Carovana mi ha insegnato la pazienza. Si avanza così: un passo alla volta”. (Lucia Capuzzi – Avvenire)
Migrantes: alla Camera dei deputati la presentazione del Rim Junior 2019
10 Giugno 2019 - Roma - In un momento storico in cui la crescente ondata migratoria in Italia crea tensioni e preoccupazione è importante mostrare ai giovani l’aspetto speculare dell’immigrazione nel nostro paese, quello dell’emigrazione degli italiani che, per secoli e fino ai giorni nostri, ci ha visto protagonisti di un importante flusso migratorio in tutto il mondo.
Scritto in un linguaggio semplice e accattivante, dotato di una bella veste grafica e ricche illustrazioni, il RIM (Racconto Italiani nel Mondo) JUNIOR 2018-2019, promosso dalla Fondazione Migrantes, si propone lo scopo di narrare ai meno giovani la storia dell’emigrazione italiana nel mondo. L’utilizzo del QR code cattura l’attenzione dei giovani appassionandoli ai contenuti aggiuntivi online.
I percorsi didattici sono molteplici e il giovane lettore potrà avventurarsi in solitario alla scoperta della storia dell’emigrazione italiana o sotto la guida dell’insegnante insieme a tutta la classe.
Seguendo le avventure di personaggi italiani noti e poco noti i ragazzi ripercorreranno la storia del nostro Paese. Il RIM JUNIOR 2018-2019, della Fondazione Migrantes, sarà presentato a Roma, presso la Camera dei Deputati (vedesi allegato) venerdì 14 giugno alle ore 17,00.
Alla presentazione interverranno, per i saluti istituzionali, la parlamentare eletta all’Estero Fucsia Fitzgerald Nissoli, il presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, il vescovo mons. Guerino Di Tora e in collegamento da New York il Console Italiano Francesco Genuardi e l’Osservatore della Santa Sede all’Onu. Il volume sarà presentato dalla curatrice Daniela Maniscalco e dal direttore artistico Mirko Notarangelo. Seguiranno gli interventi di Vinicio Ongini del Miur e la giornalista di Avvenire Viviana Daloiso e, in collegamento sempre da New York, Annavaleria Guazzieri dell’Ufficio Educazione del Consolato Generale d’Italia di New York e Josephine A. Maietta dell’Association of Italian American Edicators. A moderare il Segretario Generale dell’Istituto Cooperazione Paesi Esteri, Gianni Lattanzio. (R.Iaria)
Mons. Staglianò: “accoglienza più grande di quanto la politica voglia progettare e attuare”
10 Giugno 2019 - Noto - L'impegno della Chiesa all'accoglienza e all'integrazione dei migranti è una questione di carità e di giustizia che interpella ogni uomo di buona volontà alla condivisione e alla prossimità verso quanti vivono questo dramma senza fine. Ne è convinto il vescovo di Noto e delegato della Conferenza Episcopale Siciliana per le migrazioni, mons. Antonio Staglianò dopo lo sbarco al porto di Pozzallo della nave commerciale Asso 25, avvenuto nei giorni scorsi con 60 uomini e due donne a bordo, recuperati in acque maltesi. “La Chiesa italiana ha l’opportunità di mostrare con concretezza che non fa solo parole o elargisce solo pii consigli: chiede in nome del Vangelo di accogliere e integrare i migranti e si mette a disposizione per fare la sua parte nel trattare questa gente come persone umane”, si legge in una dichiarazione del presule pubblicata sul sito della diocesi: “per noi cristiani, infatti, non è solo un problema di carità, ma soprattutto una questione di giustizia che condividiamo con tutti quanti - credenti o non credenti - vogliano restare ‘umani’.
La sfida culturale è proprio questa: come e dove resto umano? Nel chiudere il cuore alla sofferenza di altri bisognosi o nell’aprirlo con generosità anche a costo di soffrire io?”, si domanda il presule sottolineando che l’attuale fenomeno migratorio “urge che diventiamo più sensibili alla giustizia e se giusto è ‘dare a ciascuno il suo’, bisogna, con responsabilità di coscienza umana, capire che ‘molto di quello che ho ed è mio, appartiene all’altro, anche al migrante che giunge sulle nostre coste’. La comune umanità ci impegna all’accoglienza generosa in nome della giustizia che per un cattolico cristiano si espande nell’eccedenza di un amore sconfinato, capace di attuare una giustizia ‘superiore’ più grande di quanto la Civitas e la politica possano e vogliano progettare e attuare”. Accogliere i migranti – continua mons. Staglianò - è “un dovere evangelico: con questo non si vuole affermare che queste migrazioni sono ‘volontà di Dio’, perché è piuttosto evidente che sono frutto di violenza, di guerre e di potere dispotico non voluti da Dio. Dio però - in Gesù - vuole l’accoglienza integrata dei migranti, questo sì”. (R.I.)
Migrantes Bolzano-Bressanone: domenica la Festa dei Popoli
7 Giugno 2019 - Bolzano - Le sei edizioni precedenti hanno confermato l’importanza per la città e la provincia di Bolzano della festa dei Popoli promossa dalla diocesi di Bolzano-Bressanone con l’ Associazione Volontarius onlus insieme con varie associazioni ‘etniche’ e gruppi di vari Paesi. L’evento coincide con le festività di Pentecoste: Domenica 9 e lunedì 1o l’appuntamento e cade in un anno in cui ricorrono due importanti anniversari: il 30° della caduta del muro di Berlino (1989) e il 60° della Dichiarazione dei diritti dei bambini (1959): eventi importanti che non possono essere dimenticati quando si celebra la “Festa dei popoli-Völkerfestival”: “festa dell’unica famiglia umana che vive sul nostro territorio”.
Migrantes Milano: domenica la “Festa delle Genti”
7 Giugno 2019 - Milano – “Concittadini dei santi e familiari di Dio”: questo il tema della Festa delle Genti, che si celebrerà domenica nella diocesi di Milano su iniziativa dell’Ufficio Migrantes. Quest’anno ad ospitare la festa sarà la parrocchia di Santa Maria Assunta a Gallarate. Il programma prevede alle 11.30 una celebrazione liturgica presieduta dall’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini e concelebrata dai cappellani dei migranti. Seguirà il pranzo comunitario e la festa con le comunità migranti.
“Nel corso dell’anno i migranti hanno diverse ricorrenze tradizionali in cui incontrarsi e fare festa per gruppi omogenei. La Festa delle genti è una delle poche occasioni in cui il filippino e il sudamericano possono incontrarsi e conoscersi”, dice il direttore Migrantes di Milano, don Alvaro Vitali. “Abbiamo pensato a un luogo fuori Milano, alla luce del recente Sinodo minore ‘Chiesa dalle genti nel quale si è sottolineata l’importanza di sviluppare la pastorale dei migranti su tutto il territorio della Diocesi”, aggiunge il sacerdote: la Festa di Pentecoste “non deve essere un evento eccezionale, ma la celebrazione dell’ordinario: una quotidianità che è, già ora, quella di una Chiesa dai più volti, in cui le diversità crescono e camminano insieme. L’accoglienza è il primo passo: si parla solo di quella, ma noi in realtà siamo già oltre”. (R.Iaria)
Mons. Nosiglia: “far superare barriere di estraneità e di indifferenza”
7 Giugno 2019 - Torino - “Una comunità che non vive nella ricerca continua dell’unità, nella cura e nell’attenzione verso tutti e in particolare verso i suoi membri più sofferenti e bisognosi, non può illudersi di celebrare degnamente l’Eucaristia e riconoscere il corpo del Signore”. Lo ha detto l’arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, nell’omelia della messa del Corpus Domini, che ha celebrato ieri in cattedrale, ricordando il miracolo eucaristico che si verificò in città, il 6 giugno 1453. L’ostia trafugata rimase sospesa in aria per lungo tempo e venne portata dal vescovo nel duomo. “L’Eucaristia è, come ci ricorda Papa Francesco, la fonte prima e la spinta costante che conduce la Chiesa fuori di se stessa, sulle vie della missione”, ha affermato il presule. Nelle sue parole il timore che ne sia stato fatto “un rito talmente chiuso in se stesso da stemperarne la carica di amore e di cambiamento che offre”. Soffermandosi sulle capacità dell’Eucaristia, Mons. Nosiglia ha spiegato che “inquieta le coscienze e allarga il cuore facendo superare barriere di estraneità e di indifferenza o di rifiuto che sono tutt’ora presenti nella società e anche nelle nostre comunità, verso fratelli e sorelle in condizioni di difficoltà morale o materiale”. Quindi, la convinzione dell’arcivescovo è che “se la nostra Chiesa privilegerà gli ultimi e se con coraggio profetico non si sottrarrà alle nuove sfide di tante miserie morali e materiali proprie del nostro tempo, la fede non verrà meno, l’Eucaristia che celebriamo si tradurrà in pane spezzato nell’amore, il Vangelo sarà sempre più credibile via di cambiamento anche sociale”. Infine, il presule ha indicato l’Eucaristia come “l’atto missionario più fecondo che la Chiesa immette nella storia dell’umanità”. “Le nostre comunità superino l’autoreferenzialità e si immergano con coraggio nel fiume della missione”. (Sir)
“Italiani all’estero, i diari raccontano”: una piattaforma informatica
7 Giugno 2019 - Roma – “Italiani all’estero, i diari raccontano”: questo il nome della piattaforma informatica che sarà presentata lunedì 10 giugno alle ore 17.00, alla Farnesina. Il progetto - realizzato con il contributo della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Esteri - è una selezione delle parti più significative delle testimonianze raccolte nel fondo catalogato con il soggetto “emigrazione” presso la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo). Sono i diari, le lettere e le memorie che racchiudono storie di italiani “qualunque”, vissuti all’estero tra l’inizio dell’Ottocento e i giorni nostri, raccolte a partire dal 1984 dall’Archivio diaristico nazionale e offerte ai lettori di tutto il mondo.
Alla presentazione interverranno Elisabetta Belloni, Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero, Nicola Maranesi, curatore del progetto e Pier Vittorio Buffa, consulente editoriale.
Nel corso della presentazione Francesca Ritrovato e Jacopo Bicocchi leggeranno alcuni brani di letture tratte dalle testimonianze raccolte nella Piattaforma informatica.
Mattarella: “il salvataggio di vite umane ha reso prestigio al nostro Paese”.
7 Giugno 2019 - Roma - “L’Italia è collocata dentro il mare e la sua dimensione marittima è ineliminabile. Per questo l’azione della Marina è fondamentale: è l'azione che garantisce la sicurezza del nostro Paese, dei suoi mari e delle sue coste sotto ogni profilo: la sicurezza in generale, il mantenimento della pace, la sicurezza della libertà di navigazione e dei commerci, la sicurezza delle infrastrutture, il salvataggio di vite umane - in questi anni con molta intensità - che ha reso prestigio al nostro Paese”. Lo ha detto questa mattina il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale una rappresentanza della Marina Militare per la Festa della Marina che si celebrerà a Taranto lunedì prossimo. Per il Capo dello Stato “questa azione viene svolta non soltanto nel nostro mare - il Mediterraneo - con l'operazione ‘mare sicuro’, che garantisce la sicurezza del mare avanti a noi, ma anche lontano. E anch'io sottolineo l'importanza dall’Operazione Atalanta, che ha recato al nostro Paese un grande prestigio in sede internazionale. Un saluto il presudewbte della Repubblica lo ha rivolto anche – insieme ad un “ringraziamento” - “a quella branca della Marina che è la Guardia costiera per l’opera preziosa che svolge per i nostri confini, per il nostro mare e sul nostro mare, con grande generosità”. (R.Iaria)
Chaire Gynai compie un anno: il progetto di integrazione “a tempo” per migranti
7 Giugno 2019 - Roma - Accogliere, proteggere, promuovere ed integrare: i 4 verbi della migrazione, lanciati da Papa Francesco, si fanno sintesi in Chaire Gynai (Benvenuta donna), un progetto voluto dallo stesso Pontefice e abbracciato dalla Congregazione delle suore missionarie scalabriniane. Si tratta di un percorso di integrazione “a tempo” per donne migranti, rifugiate e per i loro piccoli che sabato 1 giugno, giorno in cui ricorre la festa liturgica del beato Giovanni Battista Scalabrini, ha compiuto un anno.
Chaire Gynai è un progetto realizzato con la collaborazione della Congregazione per gli Istituti di vita Consacrata e le Società di vita apostolica, la Uisg (Unione italiana superiore generali), l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Roma e grazie al sostegno dell’Istituto delle Suore missionarie del Sacro Cuore di Gesù (Cabriniane) che hanno messo a disposizione le loro strutture e tutto l’impegno necessario per la realizzazione.
“E’ un progetto di semiautonomia fondato sull’accoglienza, la protezione, la promozione e l’integrazione per percorsi di vita autonoma e di processi di cittadinanza e inclusione sociale, aiutandole a superare la paura con la speranza”, spiega suor Eleia Scariot, la scalabriniana coordinatrice del progetto. Nelle due case messe a disposizione per Chaire Gynai (una in via Pineta Sacchetti, in zona Gemelli, l’altra in via Michele Mercati, ai Parioli), sono passate quest’anno diverse migranti, alcune delle quali hanno già terminato il loro percorso di semi autonomia e hanno già lasciato le loro case. Loro ora lavorano e sono integrate nella città di Roma. “Sentiamo i frutti di questo progetto e ne siamo contente – dice suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane – E’ un anno pieno di gratitudine per i volontari, le istituzioni e per tutte le congregazioni che hanno partecipato in un progetto che per noi era un sogno ma che è diventato realtà”. “E’ un privilegio portare avanti questo progetto, con una profonda azione di comunione”, commenta Suor Barbara Louise Staley, superiora delle suore missionarie del Sacro Cuore di Gesù.
Sorridere l’Italia con amore bambino
7 Giugno 2019 - Milano - La scuola dei miei figli, come d’abitudine, ha messo in piedi la recita di fine anno scolastico. Lo spettacolo vero di solito non sono tanto i bambini sul palco, i quali spero mi scuseranno, ma i genitori in platea, alle prese con mille schermi digitali dalle varie dimensioni, tutto pur di immortalare la performance dei propri figli, esattamente come quella dell’anno prima, e di quello che verrà. Normalmente, si assiste a queste recite con lo stesso stato d’animo di chi affronta una pena che sa di dover scontare, assolutamente lieve sia chiaro, ci si mette seduti e si attende il turno del proprio pargolo, quando quel momento arriva ci si emoziona naturalmente, ma il resto è quieta sopportazione, spero nessuno me ne voglia.
Quest’anno, però, un imprevisto reclama attenzione: sul palco si esibisce un bambino color cioccolato, la maestra gli ha affidato una poesia, o qualcosa di simile, dedicata al 2 giugno, alla festa della nostra Repubblica. La poesia è brutta, e il bambino non sembra dotato di grandi doti recitative, tantomeno conosce la punteggiatura. Eppure c’è qualcosa, qualcosa di non scritto, né previsto da alcuno. Il bambino color cioccolato, ogni volta che nello sfortunato testo compare una parola, smette la recita a pappagallo e si accende di amore puro, glielo si legge negli occhi, nella voce che si alza e riempie di senso. La parola è Italia. Il bellissimo nome del nostro Paese bellissimo. E il bambino color cioccolato, ogni volta che gli tocca di ripetere quel nome, Italia, diventa più alto di quel che è, quasi ci si arrampica sopra. Italia.
Quando la recita è finita, come ogni anno, si assiste al ricongiungimento dei bambini ai loro genitori, abbracci a baci, urla di gioia, complimenti più o meno meritati. Poco distante dalla mia famiglia, ecco il bambino color cioccolato correre in braccio al padre e alla madre. Io sono sul punto di andare da lui per ringraziarlo, non so bene per cosa, ma il sentimento è quello di gratitudine profonda. Alla fine rinuncio, anche perché gli occhi, improvvisamente desti, sono presi a guardare con attenzione questo popolo di genitori e figli, corrono dietro al bambino slavo, biondo chiarissimo, con la maglietta giallorossa di Daniele De Rossi, poi s’incollano su un altro, con gli occhi a mandorla, che a voce alta, in perfetto dialetto romanesco, cerca molto probabilmente un familiare, o chissà chi altro.
Questi bambini sono figli d’Italia, anzi, nella loro adesione alla nostra identità mostrano qualcosa che noi stessi sembriamo aver perso. Un entusiasmo dimenticato, un senso di novità e di avvenire. La gioia di essere italiani. Sono la prova che nel gioco della vita non vince chi pensa a difendere attraverso l’esercizio dell’odio, della divisione gli uni dagli altri, ma chi è pronto a innamorarsi senza riserva alcuna, con la voglia di appartenere a un destino comune, perché sentirsi parte di qualcosa, che sia una famiglia o una patria intera, è quello cui ambisce ogni cuore umano. Come linfa fresca, saranno proprio questi nuovi figli, di altri colori e terre, a rinnovare l’amore per il nostro Paese, un amore bambino, pronunciato a voce alta. Testimone, su pelle color cioccolato, di tanta italica fierezza. (Daniele Mencarelli – Avvenire)
Salerno: domenica la festa dei Popoli
7 Giugno 2019 - Salerno - Georgia, Polonia, Romania e Ucraina. E poi Marocco, Eritrea, Nigeria e Tunisia. E ancora Filippine, India e Sri Lanka. Infine Perù e Venezuela. Le 13 comunità straniere presenti sul territorio salernitano, unitamente a quella italiana, si sono dati appuntamento domenica pomeriggio in piazza della Concordia per l’XI edizione della Festa dei Popoli, la manifestazione promossa dalla diocesi i e patrocinata dal Comune di Salerno, in cui trovano spazio, rappresentazione ed ascolto le diverse tradizioni culturali. Il tema scelto per l’edizione 2019 è l’Arte, che “rinnova i popoli e le rivela la vita (come recita la scritta sul frontone del teatro massimo di Palermo), l’Arte che è un’educatrice permanente…”.
Migrantes Anagni – Alatri: domenica la prima festa dei Popoli
7 Giugno 2019 - Anagni - Domenica 9 giugno 2019 si terrà, presso i locali del Comune di Anagni e gli spazi esterni al Palazzo comunale, la prima Festa dei Popoli organizzata dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Anagni-Alatri. Obiettivo dell’iniziativa è celebrare “la ricchezza di culture che abitano il nostro territorio, favorire la conoscenza reciproca e lo scambio di esperienze”. Questa festa si propone – si legge in una nota - come occasione di “riconoscimento dell’alterità, da intendersi non come problema ma come risorsa da scoprire e valorizzare. L’iniziativa darà voce alle tante comunità e persone impegnate nei processi di costruzione di società solidali, dinamiche e rispettose dell’altro.
La manifestazione avrà inizio alle ore 16.00 con i saluti del Vescovo Mons. Lorenzo Loppa e della responsabile dell’Ufficio Migrantes Sabrina Atturo, la quale presenterà brevemente l’Ufficio e le sue attività. A seguire, si alterneranno le testimonianza di coloro che vivono o hanno vissuto, in maniera diretta o indiretta, l’esperienza della migrazione, dell’incontro con l’altro e dell’interculturalità. Parallelamente al convegno, presso la Sala delle Trifore, si svolgerà un’attività di animazione per bambini, con laboratorio creativo e lettura di storie dal mondo.
Al termine del convegno, organizzato in maniera interattiva, vi sarà una preghiera interreligiosa di ringraziamento. La festa continuerà poi negli spazi esterni del Comune, sotto il portico e nella antistante piazza Giovanni Paolo II. Qui vi sarà l’esposizione di prodotti tipici dal mondo, laboratori creativi e musica dal vivo. L’iniziativa, patrocinata del Comune di Anagni, è pensata e realizzata dall’Ufficio Migrantes, istituito dal Vescovo Lorenzo Loppa lo scorso 30 giugno scorso.
Molfetta: domenica la prima edizione della festa dei Popoli
7 Giugno 2019 - Molfetta - Domenica 9 Giugno dalle ore 17 alle ore 23 si terrà la prima edizione della Festa dei Popoli a Molfetta presso Banchina Seminario (nei pressi del Duomo). La Festa, anticipata da un torneo di calcetto con giovani di diverse nazionalità che si è svolto domenica 26 maggio nei campetti della parrocchia Santa Famiglia, è organizzata da una rete di realtà di impegno civile, laicale ed ecclesiale, che lavora insieme da qualche mese su una proposta avanzata dal Centro Missionario Diocesano, e ha il patrocinio del Comune di Molfetta.
Nel pomeriggio del 9 giugno a partire dalle ore 17.00 sarà possibile visionare una mostra fotografica e partecipare ad attività di scambio linguistico (tandem) e a giochi da tavolo e di società. Saranno inoltre visitabili l’angolo del commercio equo e solidale e lo stand delle nazioni, con oggetti e abiti dai diversi continenti. In serata, a partire dalle 20, ci sarà all'interno del Duomo l’interpretazione di alcuni testi di Fabrizio De Andrè a cura di giovani da vari Paesi del mondo e, dopo, musiche e danze dal mondo con Fabulanova ensemble e il concerto della Municipale Balcanica che chiuderà la serata.
Le manifestazioni legate alla Festa dei Popoli si concluderanno effettivamente sabato 15 giugno con la Tavolata Senza Muri che si terrà dalle ore 12 alle ore 16 nella Villa Comunale di Molfetta (piazza Garibaldi). L’appuntamento è promosso a livello nazionale in diversi luoghi e città da Focsiv e Masci e la rete che organizza la Festa ha scelto di aderirvi, grazie al contributo del Masci – Comunità Don Tonino Bello Molfetta 2 che ne fa parte, per prolungare l’incontro tra le persone delle varie comunità locali dopo il momento centrale del 9 giugno.
Vescovi Lazio : “nelle nostre comunità non abbia alcun diritto la cultura dello scarto e del rifiuto”
7 Giugno 2019 - Roma - “Vorremmo invitarvi ad una rinnovata presa di coscienza: ogni povero – da qualunque paese, cultura, etnia provenga – è un figlio di Dio. I bambini, i giovani, le famiglie, gli anziani da soccorrere non possono essere distinti in virtù di un "prima" o di un "dopo" sulla base dell'appartenenza nazionale. E’ quanto scrivono i vescovi del Lazio in una lettera che sarà letta domenica in occasione della solennità di Pentecoste per offrire alcune riflessioni sul tema migratorio. “Purtroppo – scrivono i presuli - nei mesi trascorsi le tensioni sociali all'interno dei nostri territori, legate alla crescita preoccupante della povertà e delle diseguaglianze, hanno raggiunto livelli preoccupanti. Desideriamo essere accanto a tutti coloro che vivono in condizioni di povertà: giovani, anziani, famiglie, diversamente abili, disagiati psichici, disoccupati e lavoratori precari, vittime delle tante dipendenze dei nostri tempi. Sappiamo bene che in tutte queste dimensioni di sofferenza non c'è alcuna differenza: italiani o stranieri, tutti soffrono allo stesso modo. È proprio a costoro che va l'attenzione del cuore dei credenti e – vogliate crederlo – dell'opzione di fondo delle nostre preoccupazioni pastorali”. Da “certe affermazioni che appaiono essere ‘di moda’ – proseguono - potrebbero nascere germi di intolleranza e di razzismo che, in quanto discepoli del Risorto, dobbiamo poter respingere con forza. Chi è straniero è come noi, è un altro ‘noi’: l'altro è un dono. È questa la bellezza del Vangelo consegnatoci da Gesù: non permettiamo che nessuno possa scalfire questa granitica certezza”. Da qui l’invito a proseguire “il nostro cammino di comunità credenti, sia con la preghiera che con atteggiamenti di servizio nella testimonianza di una virtù che ha sempre caratterizzato il nostro Paese: l'accoglienza verso l'altro, soprattutto quando si trovi nel bisogno. Proviamo a vivere così la sfida dell'integrazione che l'ineluttabile fenomeno migratorio pone dinanzi al nostro cuore: non lasciamo che ci sovrasti una ‘paura che fa impazzire’ come ha detto Papa Francesco, una paura che non coglie la realtà; riconosciamo che il male che attenta alla nostra sicurezza proviene di fatto da ogni parte e va combattuto attraverso la collaborazione di tutte le forze buone della società, sia italiane che straniere”. Le diocesi laziali quotidianamente danno “il proprio contributo per alleviare le situazioni dei poveri che bussano alla nostra porta, accogliendo il loro disagio. Tanto è stato fatto e tanto ancora desideriamo fare, affinché l'accoglienza sia davvero la risposta ad una situazione complessa e non una soluzione di comodo (o peggio interessata). Desideriamo che tutte le nostre comunità – con spirito di discernimento – possano promuovere una cultura dell'accoglienza e dell'integrazione, respingendo accenti e toni che negano i diritti fondamentali dell'uomo, riconosciuti dagli accordi internazionali e – soprattutto – originati dalla Parola evangelica. Non intendiamo certo nascondere la presenza di molte problematiche legate al tema dell'accoglienza dei migranti, così come sappiamo di alcune istituzioni che pensavamo si occupassero di accoglienza, e che invece non hanno dato la testimonianza che ci si poteva aspettare. Desideriamo, tuttavia, ricordare che quando le norme diventano più rigide e restrittive e il riconoscimento dei diritti della persona è reso più complesso, aumentano esponenzialmente le situazioni difficili, la presenza dei clandestini, le persone allo sbando e si configura il rischio dell'aumento di situazioni illegali e di insicurezza sociale”.
I vescovi laziali concludono con un appello affinché “nelle nostre comunità non abbia alcun diritto la cultura dello scarto e del rifiuto, ma si affermi una cultura ‘nuova’ fatta di incontro, di ricerca solidale del bene comune, di custodia dei beni della terra, di lotta condivisa alla povertà”. (Raffaele Iaria)
Migrantes: alla Camera dei deputati la presentazione del Rim Junior 2019
7 Giugno 2019 - Roma - In un momento storico in cui la crescente ondata migratoria in Italia crea tensioni e preoccupazione è importante mostrare ai giovani l’aspetto speculare dell’immigrazione nel nostro paese, quello dell’emigrazione degli italiani che, per secoli e fino ai giorni nostri, ci ha visto protagonisti di un importante flusso migratorio in tutto il mondo.
Scritto in un linguaggio semplice e accattivante, dotato di una bella veste grafica e ricche illustrazioni, il RIM (Racconto Italiani nel Mondo) JUNIOR 2018-2019, promosso dalla Fondazione Migrantes, si propone lo scopo di narrare ai meno giovani la storia dell’emigrazione italiana nel mondo. L’utilizzo del QR code cattura l’attenzione dei giovani appassionandoli ai contenuti aggiuntivi online.
I percorsi didattici sono molteplici e il giovane lettore potrà avventurarsi in solitario alla scoperta della storia dell’emigrazione italiana o sotto la guida dell’insegnante insieme a tutta la classe.
Seguendo le avventure di personaggi italiani noti e poco noti i ragazzi ripercorreranno la storia del nostro Paese. Il RIM JUNIOR 2018-2019, della Fondazione Migrantes, sarà presentato a Roma, presso la Camera dei Deputati (vedesi allegato) venerdì 14 giugno alle ore 17,00.
Alla presentazione interverranno, per i saluti istituzionali, la parlamentare eletta all’Estero Fucsia Fitzgerald Nissoli, il presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, il vescovo mons. Guerino Di Tora e in collegamento da New York il Console Italiano Francesco Genuardi e l’Osservatore della Santa Sede all’Onu. Il volume sarà presentato dalla curatrice Daniela Maniscalco e dal direttore artistico Mirko Notarangelo. Seguiranno gli interventi di Vinicio Ongini del Miur e la giornalista di Avvenire Viviana Daloiso e, in collegamento sempre da New York, Annavaleria Guazzieri dell’Ufficio Educazione del Consolato Generale d’Italia di New York e Josephine A. Maietta dell’Association of Italian American Edicators. A moderare il Segretario Generale dell’Istituto Cooperazione Paesi Esteri, Gianni Lattanzio. (R.Iaria)
Programma RIM JUNIOR 2018-2019
Forlì-Bertinoro: domenica la Festa delle genti
7 Giugno 2019 - Forlì – “L’incontro fra culture e popoli diversi, facendo festa, insieme!”. Questo il tema della settima edizione della Festa delle Genti (promossa dalla diocesi di Forlì-Bertinoro – vicariato Forlì ovest, dal centro di ascolto Caritas Romiti – San Varano, in collaborazione con Caritas diocesana e Servizio diocesano Migrantes) che si svolgerà domenica 9 giugno, dalle 15 alle 19, presso l’area parrocchiale dei Romiti. La festa inizierà con una sfilata con i propri costumi tradizionali. Verranno allestiti dei tavoli a buffet con cibi locali e cibi etnici, con la possibilità di portare il piatto tipico del proprio Paese per condividerlo. In programma musica, canti e balli. E per più piccoli, spazio truccabimbi, zucchero filato e la ruota della fortuna con premi.
Migrantes Piemonte: domenica il pellegrinaggio dei popoli al Santuario Regina Pacis
7 Giugno 2019 - Torino - Domenica 9 giugno si terrà presso il Santuario Regina Pacis a Fontanelle di Boves (Cn) la sesta edizione del Pellegrinaggio dei popoli, un’iniziativa promossa e organizzata dal Coordinamento regionale Migrantes Piemonte e Valle d’Aosta, che quest’anno avrà come tema la Pace. La giornata vedrà la partecipazione delle diverse comunità etniche cristiane che vivono sul territorio regionale. Nella mattinata sono previsti tre diversi percorsi di Via Crucis, a cui seguirà il pranzo condiviso e un momento di festa con canti e danze dal mondo.
L’iniziativa terminerà con la Santa Messa celebrata dal Vescovo di Asti Mons. Marco Prastaro, vescovo delegato regionale Migrantes.
Migrantes Reggio Emilia: domenica il “Giubileo dei Popoli”
6 Giugno 2019 - Reggio Emila – Su iniziativa dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Reggio Emilia- Guastalla, domenica 9 giugno, alle ore 15.30, al santuario della Madonna di Ghiara il “Giubileo dei Popoli” con la celebrazione eucaristica di Pentecoste presieduta da don Daniele Simonazzi.