20 Giugno 2019 - Milano - Tornano le giornate internazionali di studio che l’Associazione Centro Orientamento Educativo dedica ai grandi temi e ai fenomeni spesso epocali che si incrociano intorno alle coste del Mare di Mezzo. La terza edizione di Agorà del Mediterraneo, in programma da venerdì 28 a domenica 30 giugno, accoglierà a Barzio (Lecco), tra il lago e i monti della Valsassina, esperti, giornalisti, attivisti e testimoni.
Non potevamo non partire, quest’anno – si legge in una nota - da una riflessione sull’avanzata dei sovranismi e dei populismi che dilagano anche in quest’area del mondo. Si comincerà già nella serata di venerdì, con la proiezione del film Une saison en France del pluripremiato regista ciadiano Mahamat-Saleh Haroun, introdotta da Manuela Pursumal: la storia di un uomo il cui progetto di una vita migliore si scontra con la politica delle frontiere chiuse. Nella mattina di sabato 29 giugno, poi, al centro sarà il difficile equilibrio tra difesa delle identità locali e tentazioni nazionaliste. Dopo la relazione dell’europarlamentare Brando Benifei, che spazierà dalla questione catalana al modello identitario “per esclusione” dell’Ungheria, ci sarà spazio per la riflessione su due casi scottanti: la giornalista bosniaca Azra Nuhefendić interverrà su “L’islam dei Balcani, un’occasione mancata?”, mentre Davide Romano, della sinagoga Beth Shlomo di Milano, delineerà “l’ombra di un nuovo antisemitismo”.
Il pomeriggio si apre con i panel tematici. Novità di quest’anno, lo sguardo sul Mediterraneo anche dal punto di vista ambientale: Simone Nuglio di Legambiente parlerà con lo scrittore Dino Ticli della minaccia delle microplastiche nel nostro mare. Gli altri due focus saranno su Siria e Afghanistan, nel centenario dell’indipendenza. La giornalista e scrittrice Susan Dabbous dialogherà con Valentina Sala sul suo libro La ragazza di Homs (Castelvecchi), mentre il regista afghano Amin Wahidi, intervistato da Romina Vinci, racconterà la storia del suo popolo perseguitato, quello degli hazara.
Un tema di particolare attualità è quello scelto per la tavola rotonda aperta al pubblico, dal titolo “Imbavagliati. La libertà d’informazione sotto attacco”.
“È sotto gli occhi di tutti quanto il diritto a informare e ad essere informati, nell’area mediterranea, stia subendo dei colpi sempre più duri, sulla scia dei conflitti, delle rivoluzioni represse, del consolidamento di regimi autoritari”, afferma Chiara Zappa, che ha curato il coordinamento scientifico di Agorà del Mediterraneo. “Raccontare i fatti senza condizionamenti è oggi rischioso anche alle nostre latitudini, come dimostrano i casi di reporter che hanno pagato con la vita la ricerca della verità e le vicende di giornalisti intimiditi dalla criminalità organizzata o dalla galassia neonazista”. A confrontarsi sulla sfida di tutelare la libertà di stampa quale elemento irrinunciabile per una democrazia compiuta saranno il giornalista libico Farid Adly, Susan Dabbous, l’editorialista del Corriere della Sera Antonio Ferrari e la giornalista turca Fazila Mat.
A seguire serata di sapori e sonorità mediterranee, con la cena curata dall’esperta di cucina e cultura araba Joan Rundo e il concerto del musicista libanese Ghazi Makhoul, cantante e virtuoso dell’oud, strumento tradizionale mediorientale noto come “liuto arabo”. L’apertura dei lavori di domenica 30 giugno è affidata alla testimonianza d’eccezione, quella dell’arcivescovo di Baghdad monsignor Jean Sleiman, che racconterà la difficile rinascita dei villaggi cristiani in Iraq dopo l’Isis. A inquadrare il suo intervento il ricercatore Andrea Plebani e mons. Luca Bressan, vicario episcopale per la Cultura, la carità, la missione e l’azione sociale della diocesi di Milano, che poi concelebrerà la Messa insieme a mons. Sleiman. Si tornerà a parlare anche di migrazioni, fenomeno epocale strumentalizzato da un dibattito politico raramente all’altezza della sfida. Quest’anno si è scelto di dare spazio alle storie di semplici cittadini che hanno deciso di aprire le porte delle loro case. Tra le testimonianze di domenica pomeriggio spicca quella di Nicoletta Ferrara, che nel libro A casa nostra. I nuovi ragazzi della famiglia Calò (Emi) racconta l’esperienza della sua famiglia, premiata tra l’altro dal presidente Sergio Mattarella.
E poi - coordinati da Chiara Vassena - Matteo Bassoli, che parlerà del progetto di co-housing tra giovani italiani e stranieri promosso da Refugees Welcome Italia, e Marta Casalone, dell’associazione lecchese Lezioni al campo.
Primo Piano
Diocesi Trento: il sostegno alla marcia “Restiamo umani”
20 Giugno 2019 - Trento - In occasione della Giornata Mondiale del rifugiato (ONU) che si celebra oggi, 20 giugno, anche la diocesi di Trento – attraverso i Servizi di Pastorale Missionaria e Pastorale Migrantes e accanto all’associazione ACCRI – sostiene e promuove l’iniziativa “Restiamo umani” lanciata dall’attivista John Mpaliza e condivisa da diverse realtà trentine. Si tratta di una marcia che, partendo da Trento, intende raggiungere Roma, con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del razzismo e per abbattere i muri dell’indifferenza. La partenza è prevista questa sera dal parco S. Chiara di Trento, dopo un momento musicale. La prima tappa sarà fino a Mattarello. In seguito, ogni giorno la marcia sarà accompagnata da gruppi locali fino a raggiungere Roma, dove l’arrivo è previsto il 19 ottobre. “John – spiegano i promotori in diocesi – chiede semplicemente di camminare con lui e i comitati a lui collegati organizzeranno ad ogni tappa un incontro e attività di sensibilizzazione. Per quanti si riconoscono nei valori che stanno alla base dell’iniziativa, l’invito è dunque quello di iniziare col piede giusto, accompagnando John fino a Mattarello nella serata del 20 giugno”.
Mattarella: la protezione umanitaria è principio fondamentale della Costituzione
20 Giugno 2019 - Roma - “I rifugiati ci ricordano ogni giorno, con forza, vicende di sofferenza, di discriminazione, di separazione da famiglie, terre e radici. Ciascun popolo, nella sua storia, è stato vittima dl tragedie di questa natura”. Lo ricorda oggi il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’Onu. Per il Capo dello Stato le “gravi difficoltà” che affliggono popoli di regioni “a noi anche molto vicine meritano un'attenta riflessione sulle cause di questi drammi e sulle risposte che richiedono. L'Italia, in prima linea nell'adempiere con costanza e determinazione ai suoi doveri di solidarietà, assistenza e accoglienza, vede – scrive Mattarella - l'alto impegno morale e giuridico di protezione verso coloro che fuggono dalle persecuzioni, sancito dalla Convenzione di Ginevra del 1951, tra i principi fondamentali della nostra Costituzione. Le donne e gli uomini dello Stato rappresentano, per chi fugge da quelle condizioni, il primo volto amico, la mano tesa per un contatto umano e solidale”. Il Presidente della Repubblica ricorda, poi, la “meritoria” esperienza dei trasferimenti umanitari di rifugiati “particolarmente vulnerabili che, grazie ai vari canali di collaborazione delle autorità con la società civile - cui va tutta la mia riconoscenza - consentono di trarre in salvo e condurre in Italia centinaia di beneficiari. La giornata odierna ci ricorda anche che nessun Paese è in grado da solo di rispondere a questa sfida. Il superamento della logica emergenziale e la definizione di risposte lungimiranti e sostenibili fondate sui principi di responsabilità e solidarietà – prosegue Mattarella - vanno concertati e condivisi dalla comunità internazionale e, anzitutto, a livello europeo, come sancito dai trattati. L'Unione deve essere protagonista per sviluppare una politica comune che riesca a mitigare i conflitti e sostenere le esigenze di sicurezza e sviluppo dei popoli più esposti alle crisi umanitarie, attraverso un partenariato strutturato con i Paesi e le comunità che ospitano rifugiati e richiedenti asilo. La preziosa opera dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – conclude la nota del Quirinale - va affiancata da una vigorosa iniziativa internazionale in questa direzione”. (Raffaele Iaria)
UNHCR: boom di profughi nel mondo
20 Giugno 2019 - Roma - Un nuovo, drammatico record. Le persone che nel mondo sono costrette a fuggire da guerre, persecuzioni, violazioni dei diritti umani hanno superato quota 70 milioni. Mai così tanti negli annali dell’Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati, da quasi 70 anni impegnata a portare aiuto e assistenza ai profughi. Ma sbaglia chi crede che questo popolo in fuga si riversi in massa Europa o nei paesi delle aree sviluppate. Oltre la metà infatti, 41,3 milioni, sono sfollati interni, persone cioè che non hanno lasciato il proprio Paese. E l’80% di chi invece ha varcato la frontiera è rimasto negli Stati confinanti. Anche tra i Paesi occidentali, in ogni caso, l’Italia con 3 rifugiati ogni
mille residenti non è tra quelli che ne ha di più. Malta ne ha 20, la Svezia 25. Numeri ben lontani dai 29 del Chad, dei 45 della Turchia, dei 72 della Giordania o dei 156 del Libano. I numeri del Global Trends Report 2019, il rapporto annuale dell’ACNUR, l’agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati, danno le esatte dimensioni di un fenomeno drammatico, ma ben diverso da quello raccontato da certa propaganda ansiogena e xenofoba. L’invasione, insomma, non esiste e l’impatto dei rifugiati sui paesi sviluppati è relativamente contenuto. Solo il 16% infatti è stato accolto in regioni sviluppate. I Paesi ad altro reddito hanno infatti una percentuale di rifugiati di 2,7 ogni mille abitanti, meno della metà di quelli a medio e basso reddito che sono al 5,8.
“Questi dati sono l’ulteriore conferma di come ci sia una tendenza nel lungo periodo all’aumento del numero di persone che fuggono in cerca di sicurezza da guerre, conflitti e persecuzioni”, dice l’Alto commissario Onu per i rifugiati. Filippo Grandi sottolinea come “da un lato il linguaggio utilizzato per parlare di rifugiati e migranti tende spesso a dividere, allo stesso tempo stiamo assistendo a manifestazioni di generosità e solidarietà, specialmente da parte delle stesse comunità che accolgono un numero elevato di rifugiati”.
La cifra di 70,8 milioni, sostiene l’Agenzia, è stimata per difetto perché non considera pienamente la crisi venezuelana in corso. La cifra globale è composta da tre distinti sotto-insiemi: il primo è quello dei rifugiati, 25,9 milioni di persone costrette a fuggire da guerre o persecuzioni, alle quali è stato riconosciuto il pieno diritto d’asilo.
Il secondo gruppo è quello dei richiedenti asilo, altri 3,5 milioni, anch’essi fuggiti dal loro paese e che ricevono protezione internazionale nell’attesa dell’esito della domanda di asilo. Il terzo gruppo, il più numeroso, sono i 41,3 milioni di persone che si sono spostati in aree comunque interne al proprio Paese di origine, definiti sfollati interni. I rifugiati e i richiedenti asilo, quelli che effettivamente bussano alle porte di altri paesi, sono dunque meno della metà del numero complessivo, cioé 29,4 milioni.
La tendenza globale registra un costante aumento: 20 anni fa i rifugiati nel mondo erano la metà degli attuali. Solo nel 2018 sono stati altri 13,6 milioni le persone costrette ad abbandonare le proprie case, pari a 37 mila persone ogni giorno. Circa 3,5 milioni i richiedenti asilo in attesa di una
risposta sul loro status.
E da dove fuggono i rifugiati? Dalla Siria, prima di tutto (6,7 milioni), poi da Afghanistan (2,7), Sud Sudan (2,3), Myanmar (1,1), Somalia (0,9).
Dove vanno? Per il quinto anno consecutivo è la Turchia il paese che ha accolto il più alto numero di rifugiati (3,7 milioni), seguito da Pakistan (1,4), Uganda (1,2), Sudan (1,1), e in Europa la Germania (1,1). Rispetto alla popolazione invece sono il Libano (che ha 4,3 milioni di abitanti) e la
Giordania (10,5) gli stati con la più alta percentuale di rifugiati: rispettivamente circa 1,5 milioni e 800 mila.
La stragrande maggioranza di chi è costretto ad abbandonare la propria casa vorrebbe tornarci appena possibile. Purtroppo il ritorno coinvolge una fetta ridotta dei rifugiati. Nel 2018 sono stati 2,9 milioni le persone ritornate alle proprie terre o ai propri Paesi di origine, tra cui 2,3 di sfollati interni. Solo 593.800 quindi i rifugiati scappati oltreconfine tornati a casa. Un saldo senza dubbio negativo. Altri sono stati redistribuiti in altri paesi: 92.400 i reinsediamenti, meno del 7% di tutti quelli che sono in lista di attesa. Altri 62.600 hanno invece acquisito una nuova cittadinanza per naturalizzazione.
Il Global Trends Report non dà solo le dimensioni del fenomeno. Un numero enorme di rifugiati è costituito da minori: uno su due, la metà. Molti sono quelli che scappano da soli, circa 111 mila, e senza famiglia. Ad esempio l’Uganda - che ha 26 rifugiati ogni mille abitanti - ha registrato 2.800 bambini di età pari o inferiore a 5 anni, soli o separati dalle famiglie di origine. Quasi due rifugiati su tre, il 61%, vive in paesi o città, piuttosto che in aree rurali o campi per profughi. E la loro non è una condizione passeggera: i quattro quinti ha vissuto sradicati da casa per almeno cinque anni, un quinto ha vissuto da rifugiato per almeno 20 anni. (Luca Liverani – Avvenire)
Vescovi Perù: “Accogliere Cristo nei rifugiati”
19 Giugno 2019 - Lima – “I rifugiati sono persone che fuggono da conflitti e persecuzioni, sono protetti dalla legge internazionale, a causa della loro particolare condizione di vulnerabilità, e non dovrebbero essere espulse o restituite a situazioni in cui la loro vita e la loro libertà sono a rischio": così inizia il messaggio della Conferenza Episcopale Peruviana (CEP) per la Giornata Mondiale del Rifugiato, che si celebra domani 20 giugno. "Accogliere Cristo nei rifugiati" è il titolo del messaggio che citando l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ricorda che ci sono 25,4 milioni di rifugiati nel mondo e 3,1 milioni che chiedono di essere riconosciuti come tali.
I Vescovi, riferisce l’agenzia Fides, presentano la realtà peruviana: "Il nostro paese, da molti anni, protegge le persone con questi requisiti, garantendo loro lo status di rifugiato. Al momento contiamo rifugiati di diverse nazionalità, tra cui venezuelani, cubani, colombiani, palestinesi, siriani, bengalesi, srilankesi e di diversi paesi africani. Le persone che hanno bisogno di rifugio sono esposte a molteplici situazioni come aggressioni, traffico di migranti, frodi e altre violazioni dei loro diritti umani. Per questo la Chiesa cattolica in Perù, dinanzi a tale sfida, ha prestato particolare attenzione a fornire assistenza e protezione a queste persone. Anche se l'Assemblea Generale dell’ONU il 17 dicembre 2018 ha adottato il Patto Mondiale sui Rifugiati, al fine di rafforzare la cooperazione e la solidarietà con i rifugiati e i paesi ospitanti interessati da questo fenomeno, molto resta da fare a favore dei rifugiati, nell'affrontare la globalizzazione dell'indifferenza”. "In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, la Conferenza Episcopale Peruviana vuole “incoraggiare i vari Stati della regione, e in particolare il nostro, a rafforzare i meccanismi di accesso al rifugio e ad applicare un'adeguata definizione di rifugiato, che garantisca pienamente i diritti delle persone sulla mobilità. Allo stesso tempo esortiamo la società peruviana a non lasciarsi trasportare dalle ‘voci’ che incoraggiano la xenofobia, la discriminazione e la paura, ma a costruire insieme la cultura dell'incontro" concludono i Vescovi. Il Messaggio è firmato dal Presidente della Conferenza episcopale peruviana e del CELAM, Mons. Miguel Cabrejos, e dal responsabile della pastorale della mobilità umana, Mons. Daniel Turley.
#Io accolgo: ad ogni balcone la coperta termica simbolo della Campagna
19 Giugno 2019 - Roma - In occasione del 20 giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato, la Campagna #IoAccolgo rivolge a tutti/e l’invito a stendere al proprio balcone una coperta termica, quelle che vengono usate per proteggere i naufraghi tratti in salvo e che rappresenta l’oggetto simbolo di #IoAccolgo. La scorsa settimana è stata presentata alla stampa la Campagna promossa da 46 organizzazioni sociali, con lo scopo di “dare voce e visibilità non solo a tutte quelle esperienze di solidarietà e accoglienza diffuse in ogni zona d’Italia, di cui si sa troppo poco ma anche ai tanti cittadini che condividono questi valori e che vogliono esprimere il proprio dissenso rispetto alla chiusura dei porti, alla legislazione e alle politiche anti-immigrati”. Stendere le coperte termiche ai balconi non sarà l’unica azione che caratterizzerà quella Giornata. In tutta Italia sono state organizzati eventi che, con modalità diverse, si collegheranno alla Campagna per ribadire che i diritti o sono uguali per tutti o non sono, che i porti devono essere aperti, che dev’essere potenziato, e non smantellato, un sistema organizzato d’accoglienza e integrazione.
In allegato e al link http://www.ioaccolgo.it/eventi l’elenco e la descrizione di alcune delle iniziative in programma.
Guide per un giorno a Torino
19 Giugno 2019 - Torino - Il Museo Nazionale del Cinema ha stretto quest’anno una speciale collaborazione con ASAI, (Associazione di Animazione Interculturale) e l’Ufficio Migrantes di Torino al fine di offrire un ricco programma di attività rivolte ai bambini e ai ragazzi dei Centri Estivi 2019: percorsi guidati, laboratori di cinema e proiezioni al Cinema Massimo – MNC.
ASAI, associazione di volontariato presente a Torino dal 1995, propone in diversi luoghi della città iniziative educative e culturali rivolte a bambini, giovani e adulti coinvolgendo ogni anno più di 600 volontari in azioni concrete e proponendo attività aggregative al fine di favorire lo sviluppo della capacità di ascolto, negoziazione e partecipazione. Nei mesi di giugno e luglio bambini e ragazzi dei Centri Estivi ASAI di Barriera di Milano, Porta Palazzo e San Salvario e i ragazzi dell’Ufficio Migrantes parteciperanno a laboratori, visite al Museo e speciali proiezioni al Cinema Massimo -MNC accompagnati dai loro animatori. Questi ultimi diventeranno “guide per un giorno” grazie all’iniziativa promossa dal Museo Nazionale del Cinema che ha organizzato giornate di formazione gratuite. Inoltre, domani, 20 giugno 2019 alle ore 13.30, oltre 300 ragazzi di queste due importanti realtà torinesi saranno presenti al Cinema Massimo – MNC per due speciali proiezioni: Corri più che puoi, Charlie Brown! di Bill Melendez e Lo straordinario viaggio di T.S. Pivet di Jean-Pierre Jeunet.
Agia: oltre 8mila i Minori Stranieri Non Accompagnati
19 Giugno 2019 - Roma - In Italia almeno un minorenne su dieci ha entrambi i genitori di origini immigrate. A tutela dei loro diritti l’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ha formulato di recente, all’esito di uno studio avviato nel 2018, una serie di raccomandazioni, chiedendo, tra l’altro, che il personale che entra in contatto con bambini e ragazzi di nuova generazione sia sensibilizzato sulle loro specificità culturali, in particolare a scuola. Richiesta la presenza di mediatori linguistici e culturali ai colloqui dei genitori con gli insegnanti. Sono alcune delle richieste avanzate dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), Filomena Albano, nella Relazione al Parlamento, presentata oggi a Montecitorio, a Roma, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del presidente della Camera, Roberto Fico. Al 30 aprile 2019 erano 8.131 i minori stranieri non accompagnati (Msna) presenti in Italia per i quali l’Agia chiede “una distribuzione uniforme sul territorio nazionale (e non concentrata nelle regioni di arrivo); una permanenza non superiore a 30 giorni nei centri di prima accoglienza; l’adozione di prassi uniformi nel rilascio dei permessi di soggiorno”. E ancora: l’emanazione dei decreti attuativi della legge 47 del 2017 sui minori stranieri non accompagnati e quello per regolamentare le procedure di colloquio nonché l’adozione del protocollo per uniformare le modalità di accertamento dell’età dei ragazzi.
Da Malta un messaggio di speranza per l’Europa
19 Giugno 2019 - Roma - “È necessario vivere da protagonisti; conoscere i linguaggi e i rischi della rete, dare motivazioni, ma soprattutto essere una fonte credibile che fa della trasparenza e del servizio alla Verità, sempre e comunque, il proprio stile di vita e il proprio modo di operare”. È uno degli impegni che il Card. Angelo Bagnasco, Presidente del CCEE, ha consegnato ai portavoce delle Conferenze Episcopali che sono in Europa, durante il loro incontro annuale, svolto in questi giorni a Malta. Al centro dei lavori il tema della “comunicazione nelle situazioni di crisi”. È emersa, nei 53 partecipanti da 27 Paesi, l’importanza della condivisione e del confronto per poter affrontare insieme la complessità del tempo presente. Un bel messaggio per l’Europa politica, chiamata a riscoprire la propria identità. Intanto, per i portavoce appuntamento in Albania nel giugno 2020. (Vincenzo Corrado)
Consiglio d’Europa: accoglienza migranti, troppi muri, pochi diritti
19 Giugno 2019 - Strasburgo - Trentacinque raccomandazioni sul salvataggio dei migranti in mare, sono arrivate dal Consiglio d’Europa, per “aiutare tutti gli Stati membri” a trovare il giusto equilibrio tra sicurezza e rispetto dei diritti. “L’approccio alla migrazione nel Mar Mediterraneo si è concentrata troppo sull’impedire ai rifugiati e ai migranti di raggiungere le coste europee e troppo poco sugli aspetti umanitari e sui diritti umani. Questo sta avendo conseguenze drammatiche”, ha dichiarato Dunja Mijatović, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, presentando la pubblicazione delle Raccomandazioni. “Un certo numero di Stati ha adottato leggi, politiche e pratiche contrarie agli obblighi giuridici che garantiscono efficaci operazioni di ricerca e soccorso, sbarchi rapidi e sicuri delle persone soccorse”, ha affermato il Commissario: pur riconoscendo il diritto degli Stati di “controllare i propri confini e garantire la sicurezza”, Mijatović ricorda “il dovere di proteggere efficacemente i diritti sanciti dalla giurisprudenza marittima, relativa ai diritti umani e ai rifugiati”. E sulla vicenda della Sea-Watch3, bloccata da sei giorni al largo delle coste di Lampedusa con 43 persone a bordo, tra cui 6 donne e 3 minori, Mijatović ha chiesto che alla nave “sia indicato tempestivamente un porto sicuro che possa essere raggiunto rapidamente”. “I migranti salvati in mare non dovrebbero mai essere sbarcati in Libia – ha sottolineato –, perché i fatti dimostrano che non è un Paese sicuro”.
Migrantes: non facciamoci contagiare dal “virus” dell’indifferenza
19 Giugno 2019 - Roma - Il 20 giugno prossimo si celebrerà in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’Onu con l’obbiettivo di far conoscere le condizioni di milioni di rifugiati e richiedenti asilo, costretti a fuggire dalle loro terre per fame, miseria, guerra, calamità naturali o diversi altri drammi. Come ha ricordato domenica 16 giugno u.s. papa Francesco, si tratta di una ricorrenza che invita tutti “alla solidarietà con gli uomini, le donne e i bambini in fuga da guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti fondamentali”.
“Una solidarietà che oggi si fa più necessaria con la nave Sea Watch 3 ferma a poche miglia da Lampedusa con a bordo 53 persone salvate in mare da una ong tedesca. Solo alcuni hanno avuto l’autorizzazione a sbarcare a Lampedusa, perché bisognosi di cure mediche”, si legge in una nota della Fondazione: “oggi si fa più urgente, come più volte richiesta in questi anni, l’esigenza di proteggere i profughi e salvaguardare la vita e la dignità dei migranti anche attraverso l’utilizzo di vie legali per chi fugge da situazioni drammatiche. “Quello che noi stiamo vivendo è veramente triste e preoccupante. Nessuno può dire ‘a me non interessa: si tratta di uomini, donne e bambini, che hanno subìto vessazioni, torture o violenze, e rifiutarli non è segno di civiltà né di solidarietà”. “Restiamo umani” e “non facciamoci contagiare” dal “virus” dell’ “indifferenza, della noncuranza o del menefreghismo”.
“Ero straniero”: iniziata ieri la discussione alla Camera dei Deputati
19 Giugno 2019 - Roma - Con l’audizione di ieri pomeriggio presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, è iniziata la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Ero straniero – L’umanità che fa bene, depositata con le firme di 90mila persone in Parlamento il 27 ottobre 2017.
Il titolo della proposta di legge è “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”. Relatore in Commissione Affari Costituzionali è il deputato Riccardo Magi. La proposta si compone di 8 articoli che prevedono: l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione e attività d’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari; la reintroduzione del sistema dello sponsor; la regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”; nuovi standard per riconoscere le qualifiche professionali; misure per l’inclusione attraverso il lavoro dei richiedenti asilo; il godimento dei diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati; l’uguaglianza nelle prestazioni di sicurezza sociale; maggiori garanzie per un reale diritto alla salute dei cittadini stranieri; l’effettiva partecipazione alla vita democratica col voto amministrativo e l’abolizione del reato di clandestinità.
Africani Francofoni in Italia: il pellegrinaggio a Loreto
18 Giugno 2019 - Roma - Il primo sabato e domenica di giugno, una lunga onda festante di pellegrini invadeva il piazzale della basilica di Loreto. Erano… gli ambasciatori dell’Africa di lingua francese in Italia. Erano, tutti migranti. Cioè le comunità africane da ogni angolo dell’Italia, da città come Padova, Bologna, Bergamo, Roma, Napoli… Erano quasi trecento. Vestiti sgargianti, entusiasmo del sentirsi vivi e di venire da lontano, ritmo di tamburi tradizionali, fede forte imparata da piccoli: tutto diceva di una festa dell’incontro. Erano volti d’Africa, fieri delle loro origini, ma anche del loro cammino di emigrazione. Nel costruire la società del domani. In cui ogni cultura, ogni tradizione sa incontrare l’altro e i suoi valori, nella pace. Sì, la pace era il tema di questo pellegrinaggio annuale presso la Casa della Madonna di Loreto, chiamata anche Madonna Nera. “Beati gli operatori di Pace, saranno chiamati figli di Dio.”
La pace è il dono speciale che il Signore consegna agli apostoli la sera della sua risurrezione. Primo valore, ancor prima dell’amore, della misericordia o di altro ancora… A rifletterci bene, senza la pace non è possibile fare nulla. Neanche gustare l’amore seminato in noi. Senza la pace l’uomo non dorme, è disturbato, deve fuggire perfino il suo luogo di vita, il suo paese, il suo continente. La pace è preziosa. Senza la pace nessun Paese può svilupparsi. La pace manca tanto in Africa e in Medio-Oriente. Ecco perché questi Paesi non raggiungono il loro sviluppo. Oggi la grande tribolazione nel mondo riguarda la pace. Ma cos’è la pace?
È quel sentimento interiore di serenità con noi stessi, con gli altri e con Dio. La pace è un valore divino offerto da Dio. La pace è anche riconciliazione con l’altro, tra le famiglie, tra le nazioni. La pace è il rispetto dell’altro come persona, come famiglia, come nazione, e come continente. All’inizio, durante e alla fine dell’Eucaristia la si invoca. Incessantemente. La pace sia con voi. Concedi la pace ai nostri giorni. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Datevi un segno di pace. Andate in pace. Questo dono di Dio attraversa tutta la celebrazione dell’Eucaristia, perché è fondamentale. Nelle nazioni quando manca la pace, la gente prende purtroppo la strada dell’emigrazione…
Beati gli operatori di pace, saranno chiamati figli di Dio, si afferma. Ma allora chi non è operatore di pace è figlio di chi? Gli autori di guerre e di divisione sono figli di chi…? I venditori di armi sono figli di chi? A Loreto incontriamo la Madre Maria, un modello per chi opera la pace. Ci rifugiamo ai suoi piedi per supplicare il dono e la forza della pace per noi, per le nostre famiglie e i nostri Paesi in Africa. Così, la messa celebrata all’altare maggiore della Basilica di Loreto è stata il culmine del pellegrinaggio, in cui abbiamo vissuto questa pace. Il saluto caloroso del Rettore del santuario ha riscaldato il cuore di ognuno. L’incontro finale del vescovo Fabio Dal Cin, arrivato di corsa da Padova, proprio per salutarci al momento della partenza ha riempito tutti di gioia come per un miracolo. “Siate costruttori di una cultura di pace, là dove vivete.” “Siate alberi che fioriscono là dove sono piantati, in terra di emigrazione.” È stato il suo augurio più bello. Ma ora anche il nostro impegno più grande. (don Mathieu Malick Faye – Coordinatore nazionale comunità africane francofone in Italia)
Migrantes Andria: le iniziative per la Giornata Mondiale del Rifugiato
18 Giugno 2019 - Andria - Il 20 giugno prossimo si celebrerà in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato, occasione chiesta dall’ONU, con l’obbiettivo di far conoscere la condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo, costretti a fuggire dalle loro terre per fame, miseria, guerra, calamità naturali e tanti altri drammi e persecuzioni. La “Comunità Migrantesliberi” in collaborazione con l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria nell’ambito del progetto SPRAR/SIPROIMI (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati) come ogni anno organizzerà diversi momenti di condivisione.
“In troppi in questo tempo – scrive don Geremia Acri - riconoscono nello straniero, giunto sui barconi, vestendo pezze e sfidando la tempesta del mare, come un possibile terrorista oppure delinquente. La Giornata Mondiale del Rifugiato è l’occasione propizia per ricordare a noi cittadini, l’impegno della civiltà. La civitas latina nei secoli si contraddistingueva dalla rusticitas. Difatti nell’uso comune il termine civiltà è spesso sinonimo di progresso, in opposizione a barbarie. Ed è in questo rapporto di resistenza, che la civiltà deve perseguire il suo obiettivo per la costruzione di una comunità umana e democratica, che difende le persone deboli e vulnerabili. Non c’è cosa più bella al mondo che il saper con-dividere, con-gioire, con-soffrire, chi non è capace di tutto questo è malato e non sa cosa significhi emozionarsi, vivere le emozioni e la compassione”.
Per servire l’altro/a, il prossimo è necessario “farsi minuscoli, umili, fino a sapersi inginocchiare davanti all’altro, mettersi ai suoi piedi, farsi ministri”, si legge nella nota: “non è facile, perché il mio, il nostro io è duro a morire; ma in questo atto di sacrificio non c'è mestizia o infelicità”. La faccia di qualsiasi persona vivente, esprime “una verità unica, irripetibile e originale. La faccia di una persona è una piccola tessera, che compone il puzzle meraviglioso dell’umanità. La faccia disarma ogni tipo di distanza. La faccia è il luogo dove l’umanità si incontra per la costruzione di legami relazionali, fondando una interpretazione della realtà antropocentrica anziché indifferente, consumistica, anonima e sconosciuta”.
Il 20 ngiugno ale ore 16.00 presso “Casa Santa Croce – Rosario Livatino”, sita in Via Lagnone S. Croce Andria, bene confiscato alla criminalità organizzata, con i beneficiari e i volontari dell’associazione Three Place si procederà alla pulizia degli spazi pubblici circostanti per sensibilizzare il rispetto dell’ambiente e la tutela del bene pubblico. Alle 17:30 presentazione dei lavori organizzati dalla Comunità “Migrantesliberi” in collaborazione con il progetto SPRAR/SIPROIMI mentre alle 18:00 Open House accoglienza da parte di don Geremia Acri e i saluti di mons. Luigi Mansi - Vescovo di Andria; Gaetano Tufariello - Commissario straordinario, Andria; Rachele Grandolfo – Sub Commissario straordinario, Andria e Ottavia Matera - Dirigente settore Socio Sanitario comune di Andria. Alle 20 momento di convivialità e scambio dove si consumeranno dolci e tè della tradizione africana seguito da concerto organizzato dall’associazione culturale Andriaground.
Il giorno successivo presso Casa Accoglienza “S. Maria Goretti” presentazione del murales “San Matteo rivolto verso l'umanità” degli artisti Daniele Geniale e Roberta Fucci mentre alle 21cena multietnica e interculturale: progetto di ristorazione sociale curato dai volontari e ospiti della comunità “Migrantesliberi”, il cui obiettivo è quello di promuovere la conoscenza e l’integrazione socio-culturale di richiedenti asilo politico e presone che vivono situazioni di disagio e marginalità, in una cornice conviviale che unisce sapori e profumi provenienti da diversi parti del mondo.
Morire di speranza: il 20 giugno preghiera interreligiosa a Roma
18 Giugno 2019 - Roma - In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, il 20 giugno, associazioni impegnate nella difesa dei migranti e rifugiati si ritroveranno nella basilica di Santa Maria in Trastevere per un momento di preghiera – “Morire di Speranza” - in memoria delle vittime dei viaggi verso l’Europa. Tra le associazioni promotrici la Fondazione Migrantes.
Germania: messaggio delle Chiese per la Settimana Interculturale
18 Giugno 2019 - Francoforte - Con un comune messaggio delle Chiese cristiane in Germania del 21 maggio, il Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca (DBK) card. Reinhard Marx, il Presidente del Consiglio della Chiesa Evangelica in Germania (EKD) Heinrich Bedford-Strohm ed il Presidente della Conferenza Episcopale Ortodossa Metropolita Augoustinos, invitano a partecipare alla 44ma Settimana Interculturale, che si terrà dal 22 al 29 settembre 2019, sotto il titolo “Vivere assieme, crescere assieme”. Sono previste oltre 5 mila manifestazioni in tutta la Germania, distribuite in più di 500 località. “In primo luogo cresciamo noi - scrivono i tre Presidenti – dal momento che ci apriamo ad un mondo fino ad ora sconosciuto. L’apprendimento di un’altra lingua ci apre ad un’altra mentalità e ci rende vitale un’altra cultura. Il dialogo con persone di altre culture e religioni amplia il nostro orizzonte”. (T.B.)
Istat: si confermano le maggiori difficoltà per gli stranieri
18 Giugno 2019 - Roma - Gli individui stranieri in povertà assoluta sono oltre un milione e 500mila, con una incidenza pari al 30,3% (tra gli italiani è il 6,4%). Lo si evince dal report su “Le statistiche sulla povertà” per l’anno 2018 diffuso oggi dall’Istat. Secondo il dato le famiglie in povertà assoluta sono composte nel 68,9% dei casi da famiglie di soli italiani (1 milione e 250mila) e per il restante 31,1% da famiglie con stranieri (567mila) mentre le famiglie di soli italiani rappresentano il 91,3% delle famiglie nel loro complesso contro l’8,7% delle famiglie con stranieri.
L’incidenza di povertà assoluta è pari al 25,1% per le famiglie con almeno uno straniero (27,8% per le famiglie composte esclusivamente da stranieri) e al 5,3% per le famiglie di soli italiani. La criticità per le famiglie con stranieri è maggiormente sentita nei comuni centro di area metropolitana, dove l’incidenza arriva al 26,2% (28,8% per le famiglie di soli stranieri).
Fra le ripartizioni, l’incidenza più elevata si registra nel Mezzogiorno, con quote di famiglie con stranieri in povertà circa quattro volte superiori a quelle delle famiglie di soli italiani (rispettivamente 32,3% e 8,9%). Le famiglie in povertà con stranieri dove sono presenti minori presentano valori pari al 29,8% (oltre 300 mila), quelle di soli stranieri il 31,0%, valore quattro volte superiore a quello delle famiglie di soli italiani con minori (7,7%). Nel Mezzogiorno la stessa incidenza sale al 40,5% per le famiglie con stranieri dove sono presenti minori, contro il 12,4% delle famiglie di soli italiani. È in povertà assoluta oltre la metà delle famiglie di soli stranieri in cui la persona di riferimento è in cerca di occupazione (51,5%, per un totale di oltre 66mila famiglie); se la persona di riferimento è occupata, la condizione di povertà raggiunge comunque una famiglia ogni quattro (25,5%).
Ue: al via le Giornate europee dello sviluppo
18 Giugno 2019 - Bruxelles - Al via oggi a Bruxelles le Giornate europee dello sviluppo (Edd), forum globale sulla cooperazione allo sviluppo che vede coinvolti, riferisce il Sir, oltre 8.000 partecipanti da 140 Paesi: rappresentano 1.200 organizzazioni del mondo dello sviluppo, ma ci saranno anche capi di Stato o di governo, esperti, influencer e giovani leader.
“Affrontare le disuguaglianze: costruire un mondo che non dimentica nessuno” è il titolo generale della tredicesima edizione dell’Edd che intende mettere in relazione l’impegno dell’Unione europea nell’affrontare le disuguaglianze con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. “In questi tempi turbolenti, l’Ue è una forza positiva in questo mondo e un partner affidabile per tutti”, ha dichiarato il presidente della Commissione Jean-Claude Junker, sottolineando che l’Ue è “il maggior donatore allo sviluppo: non si tratta di beneficenza, ma di investimenti”, per la “crescita, l’occupazione e la costruzione di un futuro migliore per i giovani di tutto il mondo”. Sarà proprio Juncker ad aprire ufficialmente le Giornate, mentre diversi commissari saranno coinvolti negli eventi in programma oggi e domani. Tre sono le direttrici principali attorno a cui ruoteranno i confronti: il rapporto tra disuguaglianze e sviluppo sostenibile; le cause strutturali delle disuguaglianze; migliorare la collaborazione con politiche più efficaci nell’affrontare le disuguaglianze (https://eudevdays.eu).
Pistoia: presentata “Terra Aperta”
18 Giugno 2019 - Pistoia - Negli ultimi mesi del 2018 sono entrati in vigore la legge 132/2018 e il nuovo schema di capitolato dell’accoglienza richiedenti protezione internazionale che cambiano profondamente la normativa in ambito asilo anche in riferimento al sistema di accoglienza. In relazione a questo nuovo scenario alcune realtà del territorio della provincia di Pistoia si sono interrogate sulle conseguenze effettive a breve e lungo termine dei cambiamenti innescati e nei primi mesi del 2019 si sono organizzate sul territorio varie iniziative di approfondimento e sensibilizzazione che hanno dato opportunità di confronto e scambio. Da questo scambio è nata “Terra Aperta”, la rete territoriale solidale e per l’accoglienza pistoiese, presentata ieri alla stampa e alla città di Pistoia. L’obiettivo della rete è “contrastare le conseguenze negative dei cambiamenti normativi in termini di emarginazione e malessere sociale”. “Le realtà promotrici della rete – ha dichiarato Claudio Curreli, responsabile d’area di Agesci Pistoia – hanno voluto definire una dichiarazione di intenti che porta avanti istanze legate al tema dell’accoglienza come opportunità per la società e per il benessere dei cittadini. In questa direzione la rete si propone di attivarsi per l’informazione, la sensibilizzazione e per la risposta effettiva ai bisogni legati ai migranti e a tutte le persone al di là di qualsiasi provenienza e differenza, che si trovano e si potranno trovare sul territorio in situazione di estrema marginalità, privi di beni di prima necessità e di supporto a tutela dei loro diritti mettendo a disposizione persone, strumenti, mezzi e capacità in un’ottica di solidarietà concreta ed effettiva che sarà coordinata su tutto il territorio provinciale”. “La rete – ha continuato Curreli – vuole essere l’inizio di un processo, di un modus operandi che vuole coinvolgere altre realtà e soprattutto che intende promuovere azioni che vanno oltre il tema migrazioni per innescare buone pratiche diffuse e condivise a contrasto delle marginalità sociale, dell’esclusione e finalizzate alla promozione del benessere sociale, dei diritti e della cittadinanza”.
L’accordo siglato prevede che ogni singola realtà metta a disposizione le proprie capacità e le proprie risorse per supportare il processo di accoglienza, integrazione e inclusione di ogni persona.
Parroco Lampedusa: “aprire i porti e gli aeroporti alle persone”
17 Giugno 2019 - Lampedusa - “Benvenuti nel porto salvo di Lampedusa”: così, con un post sui social, don Carmelo La Magra, parroco di San Gerlando, l’unica parrocchia di Lampedusa, ha voluto dare un saluto alle dieci persone autorizzate a sbarcare dalla Sea-Watch3, da martedì scorso al largo delle acque territoriali italiane con 43 persone a bordo. In atto un divieto firmato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ma a Lampedusa “gli sbarchi non si sono mai bloccati. Ora è solamente ripresa l’attenzione mediatica”, precisa in una intervista al Sir don La Magra. Continuano infatti, sotto silenzio, gli “sbarchi fantasma” di piccole imbarcazioni, di solito gommoni o barche di legno, che riescono ad arrivare da sole a ridosso delle acque italiane e poi vengono scortati fino a terra dalla guardia costiera o dalla guardia di finanza. Si parla di centinaia di persone. “Sembra di essere tornati a prima del 2013, prima dell’operazione Mare Nostrum e della presenza delle navi delle Ong – racconta il parroco -. È terribilmente pericoloso. Chi arriva viene identificato al centro e poi entro due o tre giorni trasferito in Sicilia”.
I volontari incontrano i migranti “allo sbarco, per strada, in parrocchia, uno dei primi luoghi che visitano per trovare un punto di ristoro o contattare le famiglie. Ci chiedono un posto dove ripararsi dal freddo o dal caldo, la possibilità di andare al bagno, a volte abiti”. In questo periodo sono in maggioranza africani sub-sahariani, libici, egiziani e tunisini. “Allo sbarco li accogliamo con un gesto di accoglienza umana e di benvenuto: le coperte termiche, un thé caldo, l’acqua”. “Lampedusa è un posto in cui i diritti o sono per tutti o non sono per nessuno”, sottolinea don La Magra: “Vivendo qui ho compreso profondamente che non ha senso dire ‘prima gli italiani’ o ‘prima i migranti’. Ognuno deve cercare di far rispettare i propri diritti”. Sulla chiusura dei porti il parroco di Lampedusa ha le idee chiare: “Aprire i porti alle persone, che li portino le Ong o le navi militari. Ma soprattutto aprire gli aeroporti, consentendo cioè alle persone di venire in modo legale per non metterle in condizione di pericolo in mare. Se vogliamo davvero combattere i trafficanti e salvare la vita delle persone allora apriamo gli aeroporti”.