Primo Piano

Card. Bassetti: conclusa la vista nello Sri Lanka

28 Agosto 2019 - Roma - Si è conclusa con la benedizione agli ammalati presso la Basilica di Nostra Signora di Lanka la visita di tre giorni del Card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Il porporato è stato accompagnato da don Leonardo Di Mauro, Presidente del comitato per gli interventi caritativi nel Terzo mondo della CEI e da Mons. Neville Perera, Coordinatore Nazionale per i Srilankesi cattolici in Italia. Ad accoglierlo è stato l’arcivescovo di Colombo, il Card. Malcolm Ranjith che ha voluto invitarlo per l’apertura di un centro studi dedicato all’Agricoltura a Waradala, costruito grazie alle donazioni della Conferenza Episcopale Italiana. Durante la sua visita il Card. Bassetti ha visitato le due chiese oggetto degli attentati terroristici della domenica di Pasqua dello scorso 21 Aprile; il Santuario di Sant’ Antonio a Kochchikade e la parrocchia di San Sebastiano a Katuwapitiya. “Il Card.  Bassetti, che ringraziamo, ha portato la grande solidarietà del popolo italiano e prega con noi per la nostra patria” ha detto Mons. Neville Perera.

Don De Robertis: “Chiesa punto privilegiato per incontro e dialogo”

27 Agosto 2019 - Roma -  “Quando si vivono queste esperienze ci si accorge che le differenze non sono un ostacolo ma una ricchezza che dobbiamo saper valorizzare e che rendono appassionante l’incontro. E oggi la Chiesa, in questo, è un punto privilegiato”. Queste le parole di don Giovanni De Robertis, Direttore della Fondazione Migrantes, a margine dell’incontro alla Carta di Leuca, il meeting dei giovani del Mediterraneo che, dal 10 al 14 a Santa Maria di Leuca in provincia di Lecce, hanno discusso e vissuto insieme l’esperienza della condivisione e del dialogo. Più di 130 giovani da 23 Paesi diversi per camminare insieme verso un percorso di “amicizia, condivisione e confronto e di contatto con il tessuto dei paesi in cui si spostavano questi giovani”, ha sottolineato don De Robertis, in un clima che ha generato “confidenze e racconti. Alcuni ragazzi – dice – hanno raccontato il proprio viaggio al cui termine, sulle nostre coste, hanno ricevuto un sorriso, una parola di conforto, che in quei momenti sono forse le cose più necessarie”. Don De Robertis, poi, nell’incontro che ha preceduto la marcia notturna da Alessano al santuario della Madonna di Finibus Terrae a Leuca, ha sottolineato che “anche se viviamo momenti bui in Italia e non solo, come dice Papa Francesco parlando di una terza guerra mondiale a pezzi, i giovani presenti oggi hanno voluto dire che non si rassegnano alla violenza ma continuano a camminare verso la Luce”. Due punti ha voluto infine marcare don De Robertis: “Innanzitutto quello che fa la differenza in Italia, quando si parla di migrazioni, è tra quelli che non hanno mai fatto un racconto ravvicinato e parlano per categorie e quelli che hanno voluto vivere questo incontro e parlano di persone reali con nomi, così come faceva don Tonino Bello dando un nome a ciascuno dei nostri fratelli. Non accontentiamoci quindi dei luoghi comuni e delle notizie prese dai social. E poi dobbiamo quindi riconoscere il volto di un fratello, anche in questi giorni nei quali ci sono persone sfuggite a un naufragio ma che ancora non sono accolte nelle nostre città”. (Sir)  

Perù: la Chiesa per l’accoglienza dei rifugiati venezuelani

27 Agosto 2019 - Lima - “Il Centro di informazione e orientamento ai migranti venezuelani cerca di proteggere la vita e la dignità dei cittadini venezuelani che sono emigrati in Perù, in particolare quelli che si trovano in una situazione di maggiore vulnerabilità. Allo stesso modo, cerca di combinare gli sforzi con le iniziative della Chiesa e delle organizzazioni della società civile, che hanno lo stesso scopo”. Lo ha detto Mons. Miguel Cabrejos Vidarte, presidente della Conferenza episcopale peruviana, in un celebrazione tenutasi presso la sede della Conferenza episcopale peruviana (CEP), celebrando il primo anniversario di vita del “Centro informazioni e orientamento al migrante venezuelano”, attivato dall'episcopato peruviano per “rispondere alle esigenze dei nostri fratelli e sorelle venezuelani che sono arrivati in Perù a causa della grave crisi politica, sociale ed economica nel loro paese” . Attualmente  il numero dei venezuelani che sono arrivati in Perù supera 850.000. Per questo motivo, spiega l’agenzia Fides, Mons. Cabrejos ha affermato che “con la creazione del Centro volevamo rispondere alla chiamata del Santo Padre ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare i fratelli migranti che si trovano nel nostro Paese, cercando migliori condizioni di vita come persone e per le loro famiglie”. “Vogliamo esprimere un ringraziamento molto speciale alla Congregazione dei Padri Scalabriniani – prosegue il Vescovo - per il loro impegno responsabile della Pastorale della mobilità umana della CEP, e anche all'istituzione "Encuentros" dei padri Gesuiti, nonché a tutti i consacrati della Conferenza dei religiosi del Perù (CONFER)”, che hanno offerto un prezioso contributo. L'immigrazione venezuelana in Perù (più di 2 milioni di persone con dati non ufficiali) è stata ridotta di circa il 90% dallo scorso 15 giugno, quando le autorità peruviane hanno iniziato a chiedere un visto ai cittadini venezuelani che cercavano di entrare nel paese. Secondo dati raccolti da Fides, il fenomeno della migrazione venezolana in Perù sta assumendo ora una prospettiva diversa: non solo si è fermato l'ingresso nel paese, ma hanno cominciato ad aumentare le uscite dei venezuelani, diretti in modo particolare nella frontiera con la Bolivia, verso altri paesi. Dall'inizio del 2019 sono ormai quasi 6 mila i venezuelani usciti dal paese, cifra che supera di gran numero il totale del 2018. Le principali destinazioni di questi migranti sono Bolivia, Argentina e Uruguay. Nel frattempo, il numero di cittadini venezuelani che hanno lasciato il Perù nel punto di frontiera menzionato nel primo trimestre è stato di 1.566.  

P. Ripamonti: “nel Mediterraneo ora una risposta corale da parte degli Stati europei”

27 Agosto 2019 - Roma - “Alziamo lo sguardo per porre fine all’ecatombe. L’urgenza umanitaria del Mediterraneo richiede ora risposta corale da parte degli Stati europei che hanno il dovere di salvare vite umane”. Lo dichiara padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, esprimendo cordoglio per le vittime del naufragio davanti alle coste libiche in cui avrebbero perso la vita 40 persone. “Sempre più ripiegati su noi stessi, anestetizzati al dolore altrui, lasciamo morire in mare persino dei bambini – aggiunge il gesuita -. In queste ore così complicate per il futuro dell’Italia, vogliamo ribadire che la politica trova senso e significato nella promozione e nella tutela di ogni essere umano. È guardare oltre l’esclusivo interesse di pochi per perseguire un’idea di bene comune che garantisce pace e sviluppo per tutti, mettendo al centro gli ultimi e i perseguitati della terra”.  

Giovani di Ac Agrigento: “come fai a rimanere impassibile davanti alle grida strazianti di chi sta annegando in mare?”

27 Agosto 2019 - Agrigento -  “Lampedusa non è solo mare, bei paesaggi e tramonti mozzafiato. È quella terra di mezzo dove l’odio e le rivalità vengono messe da parte. È porto salvo, braccia aperte, mani pronte, sguardi attenti che distruggono l’indifferenza umana”: lo scrivono i giovani di Azione Cattolica dell’arcidiocesi di Agrigento, che hanno vissuto il campo scuola estivo sull’isola, lanciando, riferisce il Sir, un messaggio che parla di accoglienza, dignità e coscienze da scuotere sul tema dei migranti. “Un ‘extracomunitario’ è colui che porta un ‘extra’, qualcosa in più di cui scopri di avere estrema necessità – prosegue il testo –. Come fai a rimanere impassibile di fronte alla crudeltà del loro destino? Di fronte alla negazione della vita umana? Come fai a non immedesimarti in Welela che, a soli diciotto anni, viene data in pasto al mare, ustionata, dopo aver subito violenze e abusi; in Yassin, arrestato e torturato solo perché voleva raggiungere sua moglie e suo figlio? Come fai a rimanere impassibile davanti alle grida strazianti di chi sta annegando in mare? Sono partiti colmi di speranza ma con tanti lividi sulla pelle e sul cuore”. Il racconto delle storie si fa impegno concreto per i giovani di Agrigento: “Dobbiamo scomodarci. Vogliamo combattere l’indifferenza, partendo col restituire dignità ai morti in mare che, in anonimato, riposano nei nostri cimiteri; promuovere occasioni di dialogo tra giovani in modo da scuotere le coscienze; diffondere opinioni più propense all’integrazione per contrastare l’ignoranza e il disinteresse”.  

Festival delle “Spartenze” chiude con la speranza di chi ce l’ha fatta

27 Agosto 2019 -   Corigliano - Insieme per dividere e condividere il sogno: quello di una partenza che ha tracciato un solco tra il vecchio ed il nuovo ma ha saputo mantenere ben salde le radici alle prospettive. Si è chiusa con una vena romantica e nostalgica, mista ad una rinnovata speranza nel futuro, l’appendice del Piccolo Festival delle Spartenze 2019, dedicata ai giovani che dalla Calabria e dall’Italia sono partiti alla volta del Mondo per seguir virtute e canoscenze. Ai piedi dell’icona di Santa Maria ad Gruttam, nel cuore della Sila Greca tra Paludi e Cropalati, si sono ritrovati 16 tra ricercatori e docenti universitari delle più importanti università operanti nei cinque continenti. Un simposio di menti eccelse con un unico comun denominatore: essere giovani, appunto, ed emigrati. “La notte dei Ricercatori”, questo l’evento promosso dall’associazione AsSud, a chiusura della sessione estiva del Piccolo Festival delle Spartenze – ideato e curato da Giuseppe Sommario - che quest’anno ha celebrato la sua quarta edizione, tenutosi nella suggestiva cornice dell’abazia bizantina di Santa Maria ad Gruttam sulle colline di Cropalati. «L’amore per la propria terra rimane sempre qualcosa di disinteressato ma che ti porti dentro fino alla fine dei tuoi giorni. Sempre. Senza chiedere mai nulla in cambio». Sta tutta qui, nelle parole di Vincenzo Piro, docente di Filosofia all’Università Jean Moulin di Lione e che dal prossimo anno accademico siederà sulla cattedra della prestigiosa Sorbona, la sintesi di una notte nella quale ricercatori e docenti universitari si sono ritrovati a condividere le loro esperienze. E una su tutte: quella di aver dovuto lasciare la propria terra natia. «Certo – ha detto ancora Piro – c’è una sensazione di disinteresse nei confronti della propria terra una volta che si parte. Di disinteresse e amore». Insieme a loro un’altra grande eccellenza calabrese: Francesco Mazzei, cerchiarese di nascita e oggi tra i più apprezzati chef gourmet a Londra che ha raccontato della sua esperienza creativa che lo ha portato a rielaborare e rileggere i piatti arroccati all’identità e alla tradizione calabrese e a promuoverli nella grande city d’oltre Manica. Esperimento riuscitissimo che, oggi, lo pone tra le stelle della cucina più apprezzate e ricercate d’Inghilterra. Speranza, esperienza e successo, invece, sono stati il leitmotiv, di domenica 18 agosto, quando, a chiusura delle Spartenze 2019, è stato presentato il libro di Aldo Platarota “Gli anni del Riscatto – Storia di una piccola rivoluzione sociale in un paese del Sud” (Ed. Phromos 2019). Ad introdurre i lavori, moderati dalla giornalista Samantha Tarantino, il direttore artistico delle Spartenze, Giuseppe Sommario. Il libro racconta del riscatto della generazione nata nel secondo dopoguerra, costretta ad andare via alla ricerca di una occupazione, cercando una dignità nel poter fare ritorno con il sudato lavoro. Il profumo dei ricordi viaggia su quello stesso treno rievocato nelle pagine di un libro, che alla piacevolezza della lettura fa inevitabilmente accompagnare una nostalgia, forse a tratti canaglia. Le valigie di cartone chiuse con lo spago a custodire i sapori di casa, gli affetti, i sogni. E tra le pagine, il lettore si imbatte in racconti storici che parlano di fatti, vita e quotidianità di migliaia di italiani che da nord a sud nel tempo hanno conosciuto l’esodo e che alla fine ce l’hanno fatta. E nel racconto c’è spazio per la riflessione sul problema terribilmente ancora attuale, l’emorragia dei tanti giovani alla ricerca di quella dignità.

Viminale: da inizio anno quasi 4.900 persone sbarcate sulle coste italiane

27 Agosto 2019 - Roma - Sono finora 4.862 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno, in agosto 995. Rispetto agli anni scorsi, si è registrata una diminuzione delle persone arrivate in Italia via mare del 75,45% sul 2018 (furono 19.805) e del 95,05% sul 2017 (98.316). Il dato è stato diffuso oggi dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Dei quasi 4.900 migranti sbarcati in Italia nel 2019, 1.327 sono di nazionalità tunisina (27%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Pakistan (742, 15%), Costa d’Avorio (474, 10%), Algeria (458, 10%), Iraq (399, 8%), Sudan (203, 4%), Bangladesh (191, 4%), Marocco (109, 2%), Iran (108, 2%) e Guinea (101, 2%) a cui si aggiungono 750 persone (16%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Sono stati 656, invece, i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato, aggiornato a ieri, mostra un deciso calo rispetto ai minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2017 (15.779) e il 2018 (3.536).

Missionarie Secolari Scalabriniane: eletta la responsabile generale

27 Agosto 2019 - Roma - Regina Widmann è la nuova responsabile generale delle Missionarie Secolari Scalabriniane, istituto secolare nato nel 1961 a Solothurn, in Svizzera. La nomina a termine dell’Assemblea generale che si è svolto la settimana scorsa. Come consigliere sono state elette Agnese Varsalona, Susy Mugnes, Monica Martinelli, Anna Fumagalli e, come amministratrice, Estela T. Camillo da Silva. “L’assemblea 2019 ha segnato un momento storico per il cammino dell’Istituto con il passaggio da Adelia Firetti, prima missionaria secolare scalabriniana, alla nuova responsabile generale, Regina Widmann”, si legge in una nota diffusa ieri. 26 agosto: “sapevamo di poter contare sulla preghiera della Famiglia Scalabriniana, di altre comunità, di tanti migranti e amici . In particolare, la diocesi di Basilea ci è stata vicina attraverso la presenza e gli apporti, all’inizio dell’Assemblea, del vicario generale Markus Thürig, e, alla conclusione, del vescovo Felix Gmür”.  A guidare l’incontro, le parole della seconda Lettera ai Corinti: “Noi però abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio e non viene da noi”. (Raffaele Iaria)  

“Ero forestiero e mi avete accolto”: oggi appuntamento finale di Girodicorte

27 Agosto 2019 - Lecce - “Ero forestiero e mi avete accolto”: si conclude, questa sera,  con una densa serata di riflessione sui diritti umani e sul senso di umanità  l'edizione 2019 di “Girodicorte”, la rassegna culturale, giunta alla terza edizione, che anima le corti di Taviano (Lecce) di voci, pensiero, musica, arte, ideata e curata dalle associazioni Vittorio Bachelet, La Piazza e TerreBruciate con il patrocinio della Provincia di Lecce. Tema del seminario “Il diritto al viaggio. Politiche e migrazioni”. Ad approfondire il tema tre studiosi di spessore che da anni, attraverso ottiche differenti, si occupano di tematiche connesse alle migrazioni: Attilio Pisanò, docente di Filosofia del diritto e Diritti umani dell'Università del Salento, Antonio Ciniero, docente di Sociologia della globalizzazione e dei processi migratori dell'Università del Salento, e don Luca De Santis, docente e assistente spirituale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

All’università dell’integrazione

27 Agosto 2019 -

 

Palermo - Quando agli orali della maturità, a inizio estate, li hanno sentiti lanciarsi in una rete di collegamenti con la storia, la letteratura e la matematica, dissertare sull’attualità di Ungaretti, padroneggiare l’italiano, i commissari li hanno guardati compiaciuti: «Avete frequentato solo gli ultimi tre anni, ma è come se foste qui da una vita. Continuate a impegnarvi al massimo per realizzare i vostri sogni e veniteci a trovare». Hanno il fuoco negli occhi neri e profondi i due Amadou e Alieu, tre ragazzi giunti a Palermo come minori stranieri non accompagnati nel 2015 e oggi diplomati e pronti a spiccare il volo verso l’università. Un risultato importante, raggiunto con fatica e perseveranza, grazie a un drappello di compagni di strada fedeli, che li hanno presi per mano all’inizio del percorso di studio e della nuova vita in Sicilia e sono diventati «la nostra famiglia ». Si tratta di una trentina di giovani universitari o laureati che si sono messi in gioco, perché non bastano i bei discorsi per aiutare gli altri, bisogna investire il proprio tempo. È il senso dell’impegno della comunità Exodos, che coinvolge giovani tra i 18 e i 30 anni in un cammino di formazione spirituale e umano e che da tre anni e mezzo ha deciso di tradurre questa ricerca in un servizio culturale e sociale alla città, specialmente verso i ragazzi svantaggiati. In particolare, il ramo 'Attività sociali' è aperto anche a persone non cristiane, ma che hanno desiderio di incontrare il volto dell’altro. Quotidianamente seguono negli studi una ventina di ragazzi stranieri inseriti a scuola, li aiutano a prepararsi agli esami di ingresso, a comprendere materie sconosciute. Ma i libri sono solo un aspetto del viaggio cominciato insieme. Perché sentirsi accolti è partecipare a una gita, a una serata in pizzeria, trascorrere insieme una giornata al mare o semplicemente riunirsi in cerchio a discutere e conoscersi meglio. E poi ci sono i problemi quotidiani di chi diventa maggiorenne e deve lasciare la comunità di accoglienza, ritrovandosi senza casa e con gli studi ancora da terminare. Alle spalle questi giovani hanno le risorse della Fondazione Humanum, nata per idea di alcuni docenti e professionisti allo scopo di sostenere l’istruzione e la formazione culturale di giovani in condizione di svantaggio socio-economico, ma realmente meritevoli. Un’alleanza preziosa che sta producendo frutti rigogliosi.Come Amadou Diallo, 20 anni, proveniente dalla Guinea, giunto in Europa il primo agosto 2015, ma trasferito in una comunità a Partinico «dove non avevo la possibilità di andare a scuola. Così da solo sono arrivato a Palermo, perché volevo studiare» dice con la fermezza che lo ha portato in poco più di tre anni a conseguire la licenza media, a fare il “salto” al terzo anno di istituto tecnico per il turismo Ferrara grazie ai ragazzi di Exodos («come se mi avessero aperto la testa per metterci dentro i libri »), a trovare un lavoro part-time nella foresteria del centro Santa Chiara e ora al diploma con 76 centesimi. «Mi piacerebbe lavorare negli alberghi per far conoscere la mia città» confida, avendo già all’attivo la padronanza di sette lingue (francese, inglese, italiano, arabo, spagnolo e i dialetti africani fula e sou-sou) e l’iscrizione pronta a Scienze del turismo.

Questo ragazzo, nel suo percorso, ha incontrato un suo omonimo, un altro Amadou Diallo del Senegal, arrivato a Palermo il 4 dicembre 2015, dotato di una straordinaria capacità di relazione e di andare a fondo nelle cose. Insieme condividono l’appartamento che la Fondazione Humanum ha affittato per loro, contribuiscono alle spese di gestione con il loro lavoro. Hanno trovato nella famiglia Spallino una sponda importante di affetto e aiuto nel districarsi tra le complesse pratiche burocratiche.

Durante questa estate, Amadou e il suo compagno di banco e amico Alieu Jobe del Gambia, dopo aver lasciato a bocca aperta i commissari dell’industriale Majorana, hanno studiato per affrontare i difficili test universitari di Medicina. «Tutti i miei amici in Senegal erano medici, io frequentavo lo scientifico nel mio Paese per raggiungere questo obiettivo. E cercherò di raggiungerlo anche qui – sorride il “ciclone” Amadou – Vorrei fare qualcosa di importante nella vita, qualcosa che nessuno si aspetta, lasciare un segno». La timidezza di Alieu non frena l’ambizione. «Quando ero piccolo, mia nonna in Gambia morì nel nostro villaggio perché non c’era un dottore che potesse curarla – rivela – Ecco perché desidero diventare medico e ce la metterò tutta». Tutti e tre, musulmani praticanti, hanno incontrato in questa avventura i ragazzi di Exodos e li considerano come fratelli, padri, madri. «Sono felice che abbiano colto l’aspetto più importante della nostra comunità, ossia la voglia di creare rete di legami – conferma Aaron Allegra, 31 anni, laureato in filosofia e membro dello staff di responsabili di Exodos – Noi riconosciamo in loro le stesse nostre esigenze. Prima di tutto è necessario combattere l’isolamento. Ci siamo voluti impegnare perché il mondo così com’è non ci basta e vorremmo continuare anche con i ragazzi dei quartieri di periferia. Per farlo abbiamo bisogno di altri volontari, di persone che condividano questo metodo e questo stile di vita». (Alessandra Turrisi – Avvenire)

Papa Francesco: “promuovere insieme la giustizia e la pace”

27 Agosto 2019 - Città del Vaticano - Promuovere insieme «giustizia e pace». È uno dei passaggi del messaggio di saluto che Papa Francesco ha voluto inviare al Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi iniziato domenica. A leggere il messaggio è stato il moderatore della Tavola valdese, il pastore Eugenio Bernardini. «Prego per tutti voi, affinché in questi giorni di incontro, di preghiera e di riflessione possiate fare esperienza viva dello Spirito Santo, che anima e dà forza alla testimonianza cristiana» scrive il Papa, sottolineando che «siamo chiamati a proseguire il nostro impegno nel cammino di reciproca conoscenza, comprensione e collaborazione, per testimoniare Gesù e il suo Vangelo di carità. Come discepoli di Cristo possiamo offrire risposte comuni alle sofferenze che affliggono tante persone, specialmente i più poveri e i più deboli, promuovendo così la giustizia e la pace».  

Australia: la Chiesa accanto agli aborigeni

23 Agosto 2019 - Sydney - “Migranti e rifugiati portano sempre energia e dinamismo nel paese in cui giungono. Se oggi noi australiani siamo ciò che siamo, un popolo giovane e dinamico, è grazie all'amore per la libertà e ai valori umani fondamentali garantiti ai ‘nuovi’ australiani”. E’ quanto dichiara il Vescovo mons. Vincent Long, in una nota ripresa dall’Agenzia Fides. Le parole del presule hanno caratterizzato e introdotto la Settimana del Migrante e del Rifugiato, che la Chiesa cattolica australiana vive dal 19 al 25 agosto, sul tema proposto da Papa Francesco, “Non si tratta solo di migranti”. Monsignor Long, delegato a presiedere la Commissione per i migranti e rifugiati, organismo dei vescovi australiani, ha vissuto in prima persona un’esperienza di migrazione dal proprio paese d’origine, il Vietnam, e a tal proposito racconta: “Noi, popolo di sbarcati vietnamiti, siamo stati generosamente accettati in questo paese, e da allora abbiamo contribuito facendo del bene. Molti di noi si sono sistemati in modo dignitoso e stanno facendo la propria parte per questo Stato, con le loro diverse attività commerciali. Inoltre, stiamo facendo sentire la nostra presenza anche nella Chiesa australiana”. "Mi chiedo dove saremmo a quest’ora, senza la vibrante fede e il forte spirito di comunità di migranti e rifugiati. Onoriamo, quindi, l'eredità dell’Australia, non con eccessivo protezionismo, ma prendendoci cura di richiedenti asilo, rifugiati e migranti, nello spirito di compassione e solidarietà che ha segnato il storia di questa nazione”, ha concluso Mons. Long.

Gaeta: domenica Messa di saluto ad emigranti ed immigrati al santuario della Civita

23 Agosto 2019 - Gaeta - In occasione della conclusione del periodo di vacanza, domenica 25 agosto al Santuario mariano della Civita (diocesi di Gaeta) si svolgerà all’aperto, alle 19, la messa di saluto agli emigranti che ritornano a casa, dopo il periodo trascorso in famiglia, officiata dal delegato arcivescovile per la vita consacrata, p. Antonio Rungi, vice superiore della comunità passionista del Santuario. Il motto di questo momento di preghiera, riferisce il Sir, scelto dai passionisti che curano dal 1985 il santuario e destinato soprattutto ai devoti che ritornano al lavoro e alla vita ordinaria è “Un mare ed una montagna di abbracci e baci per salutare gli emigranti e gli immigrati”. “Facendo nostro il messaggio per l’estate del 2019 dell’arcivescovo di Gaeta, mons Luigi Vari, noi religiosi del Santuario intendiamo manifestare, con una solenne celebrazione all’aperto, nell’ampio spazio antistante il celebre luogo mariano, tutta la nostra vicinanza spirituale – scrive Rungi – a quanti sono stati costretti a lasciare i paesi d’origine per trovare lavoro altrove e che spesso vivono in situazione di solitudine e lontananza dagli affetti più cari”. E prosegue: “Abbiamo scelto questo motto, forti dell’invito dell’Apostolo delle Genti che scrive nel suo epistolario ‘Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano’ (2Cor 13,12), per dire ai pellegrini venuti da lontano che il modo più bello di salutarsi tra cristiani, è quello profondamente legato alla fede, alla carità e alla speranza è proprio l’abbraccio e il bacio da santi e santificati, pregando insieme in questo tempio mariano”. Questo gesto, conclude, sarà l’occasione per “salutare tutti i turisti, gli emigrati e gli immigrati con un gesto di affetto e consolazione per chi parte e per chi resta”.

“Non sei straniero: ad ottobre l’avvio della settima edizione”

23 Agosto 2019 - Roma - Si è concluso all’Università Europea di Roma il sesto anno di attività del Laboratorio di comunicazione “Non sei un nemico!”, fondato e diretto dal giornalista Carlo Climati. “Non sei un nemico!” è il motto, l’idea di base del Laboratorio, che ha l’obiettivo di sensibilizzare i giovani ad una nuova forma di comunicazione, che non veda nell'altro un nemico. Gli studenti sono incoraggiati a vedere gli altri con uno sguardo nuovo e a creare linguaggi che possano rappresentare un ponte verso tutti, contribuendo ad un autentico spirito di accoglienza, solidarietà ed amicizia. “Papa Francesco ci invita a vivere la cultura dell’incontro”, ha detto Carlo Climati: “questo è un messaggio che tutti possiamo mettere in pratica, attraverso i piccoli gesti della vita quotidiana. Oggi, purtroppo, è facile cadere nella tentazione di una comunicazione superficiale, alimentata da pregiudizi e luoghi comuni. Abbiamo bisogno di percorsi comunicativi nuovi, che possano evidenziare la bellezza dell’amicizia nella diversità e del dialogo con tutti”. Anche quest’anno il Laboratorio ha esplorato le diverse forme di comunicazione del mondo di oggi: dal giornalismo ai social network, dalla musica alla radio, dalla televisione ai fumetti, dalle relazioni virtuali al dialogo nella vita quotidiana. Il Laboratorio “Non sei un nemico!”, che fa parte delle attività di responsabilità sociale dell’Università Europea di Roma, tornerà ad ottobre 2019, con la sua settima edizione.

Se lo straniero è una ricchezza

23 Agosto 2019 - Roma - Fuggono da un deserto ma si ritrovano a vivere in un altro deserto. Con il rischio di essere per sempre stranieri. Incontrare uno sguardo, può provocare un cambiamento. È la storia del ragazzino eritreo che il padre ha affidato a Maria Muscherà, dell’associazione Famiglie per l’Accoglienza e preside di una scuola di Messina. Nel Paese di origine non c’era la possibilità di curare la malattia infettiva che aveva colpito il ragazzino. Coinvolgendo assessori comunali, Caritas e centro di accoglienza, Muscherà ha iniziato a organizzare dei corsi. «Attraverso il progetto“nessuno è straniero ascuola” – ha detto Muscherà – ho voluto presentare lo straniero come ricchezza in quanto portatore di esperienza e cultura diversa». C’è stato un effetto domino: alcuni insegnanti hanno cominciato ad ospitare nelle loro case i giovani. E C. ha smesso di tagliarsi. Lo faceva per sfogare la rabbia nei confronti della famiglia che lo aveva abbandonato. Niccolò Ceccolini, cappellano dell’Istituto penale minorile Casal del Marmo di Roma, lo ha sorpreso: «Tu per me non ti tagli più perché io ti voglio bene». Nessuno gli aveva mai detto prima: «Ti voglio bene».

MCI Germania e Scandinavia: cambiamenti nella diocesi di Freiburg

22 Agosto 2019 - Francoforte - p. Maria Arokiadoss Antonyraj, operativo nella Missione Cattolica Italiana di Pforzheim dal 15 gennaio 2014, dal primo di settembre inizia a lavorare nell’Unità Pastorale della città, alle dipendenze del decano Bernhard Ihle, per le parrocchie di St. Franziscus, Herz Jesu, Liebfrauen, St. Antonius, St. Bernhard e St. Elisabeth. La Comunità Guanelliana si arricchisce comunque di un nuovo confratello, p. Desmomd Uce, che da luglio ha iniziato a studiare il tedesco a Freiburg, per un anno, per poi trasferirsi definitivamente a Pforzheim. La Missione Cattolica di Mannheim, da giugno retta dal parroco Pfr. Theo Hipp, che parla molto bene l’italiano, a ottobre riceverà il nuovo missionario, don Sebastiàn Frias, della diocesi di Coira (Svizzera), informa il coordinatore delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, p. Tobia Bassanelli.

GMM: in distribuzione il numero speciale di “Migranti press”

22 Agosto 2019 - Roma - Sono in distribuzione due numeri del mensile Migranti-press dedicati alla Prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che verrà celebrata il 29 settembre 2019. In un numero il messaggio del Papa per questa Giornata, cui ha dato questo titolo: “Non si tratta solo di migranti”. Segue il commento del Presidente della CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes Mons. Guerino Di Tora, che porta il titolo “L’attenzione verso gli ultimi diventa crescita globale”. Una riflessione di p. Camillo Ripamonti e diversi sussidi (una preghiera per la Giornata, spunti per l’omelia e la preghiera dei fedeli, una veglia di preghiera, un sussidio catechetico) costituiscono altri contenuti importanti del mensile, per aiutare a rendere la Giornata un momento significativo nelle comunità parrocchiali. In fondo alla pubblicazione il resoconto delle offerte raccolte nelle Giornate del Migrante degli anni precedenti. Il numero contiene inoltre alcuni allegati: il manifesto della Giornata, un volantino che presenta la Fondazione Migrantes, con allegato vaglia per sostenerla, ed un fascicolo con una favola di Silvia Rizzato dedicata alle “finestre dei vicini”. Nell’altro numero una serie di contributi dedicati alla Giornata che possono essere di aiuto per chi intende promuovere momenti di confronto e riflessione sulla Giornata.

Vescovi frontalieri di Bolivia, Perù e Cile chiedono protezione, rispetto dei diritti e accesso regolare ai migranti venezuelani

22 Agosto 2019 - Roma - Una comune preoccupazione per la dinamica migratoria del continente latinoamericano e in particolare per la situazione dei migranti venezuelani è stata espressa congiuntamente dai vescovi e dagli operatori pastorali delle diocesi frontaliere di Bolivia, Perù e Cile, nel corso del loro settimo incontro che quest’anno di è tenuto a Oruro (Bolivia). Nel documento finale, firmato dai rappresentanti delle diocesi di Oruro, La Paz, El Alto (Bolivia), Puno, Tacna, Juli (Perù), Arica, Iquique, Calama, Antofagasta e Copiapó (Cile), e ripreso dal Sir, si legge: “Ci preoccupa la complessa dinamica migratoria attuale, senza precedenti nella regione, e in particolare la crisi migratoria venezuelana, che trasformano i nostri Paesi in luoghi di partenza, transito e arrivo contemporaneamente”. I vescovi denunciano che in molte situazioni “le persone migranti sono private dei loro diritti e diventano vittime di tratta, traffico, sfruttamento lavorativo, sessuale, altri tipi di abuso, mettendo a rischio la vita, la dignità e l’integrità di coloro che sono più vulnerabili, come le donne, i bambini e gli adolescenti”. Inoltre, si conferma che “si presentano a coloro che migrano serie difficoltà di accesso regolare e di asilo nei territori dove arrivano, obbligandoli all’irregolarità, e all’accesso precario ai diritti di base, come documentazione, salute, alloggio, alimentazione, educazione, vestiario e un lavoro degno”. La Chiesa, in tale contesto, si sente “madre” e “senza frontiere”, vedendo nel migrante il volto di Cristo. E si adopera per assicurare “spazi di accoglienza, protezione, promozione e integrazione” dei migranti. Pur riconoscendo gli sforzi dei Governi, si rileva che il lavoro realizzato è “insufficiente” e si invitano le istituzioni e la società civile a “promuovere la cultura dell’incontro” e a mettere in atto “misure concrete di protezione”.  

Giovani talenti italiani in Svizzera al Consolato d’Italia in Basilea

21 Agosto 2019 - Basilea – Una giornata dedicata ai giovani talenti italiani in Svizzera, per “esaltare e promuovere le eccellenze nostrane che hanno valorizzato, con passione e dedizione, le proprie doti artistico-musicali, eleggendole a terreno di unicità in terra straniera”. È l’obiettivo di una iniziativa che si svolgerà a Basilea il prossimo 5 ottobre su iniziativa del gruppo GIR, Giovani Italiani in Rete, con il sostegno e la collaborazione del Consolato d’Italia a Basilea, del Comites di Basilea e dei Comites di diverse circoscrizione svizzere, il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berna, del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e dell’Istituto Italiano di Cultura a Zurigo. “Giovani italiani in Svizzera dai 18 ai 35 che si sono particolarmente distinti in uno degli ambiti culturali individuati: musica, poesia/letteratura, scienza e innovazione tecnologica, arti performative/ pittoriche e artigianato, potranno spontaneamente candidarsi per partecipare all’iniziativa a loro dedicata”. Attraverso la candidatura tramite il google-form predisposto “le nostre giovani eccellenze potranno esibirsi e farsi conoscere nel contesto locale, tessere reti con altri giovani residenti in Svizzera e condividere i propri talenti e aspirazioni”. Le porte del Consolato d’Italia a Basilea si aprono dunque “all’arte, alla musica e alla cultura giovanili in una giornata di condivisione” che culminerà con il concerto ‘Soireè Conte’ a cura della Paul Count Jazz Band. Le candidature potranno essere presentate, tramite il google-form predisposto (forms.gle/e9EmXybn1SpbfQq8A), entro il 14 settembre. Per i giovani talenti italiani di età inferiore ai 18 anni è possibile inviare la propria candidatura all’indirizzo mail girsvizzera@gmail.com

MCI Svizzera: è morto don Salvadè

21 Agosto 2019 - Zurigo - È morto improvvisamente ieri, 20 agosto, Don Giuseppe Salvadè, per tutti Don Peppino. La sua morte è arrivata all'improvviso e inaspettatamente nonostante tutte le complicazioni di salute, fa sapere il coordinatore Migrantes delle Missioni Cattoliche di Lingua Italiane in Svizzera, don Carlo De Stasio. Don Peppino ha per moltissimi anni “donato” il suo ministero sacerdotale per la MCLI di Wil nella chiesa locale di San Gallo. La celebrazione dell'Eucaristia e il servizio al prossimo “hanno contraddistinto il suo Sacerdozio. Riconoscente resta nei nostri cuori il ricordo di un Sacerdote amorevole e comprensivo e buon pastore”, dice don De Stasio. La celebrazione eucaristica in suffragio dell’Anima di Don Peppino verrà presieduta dal Vescovo, Mons. Markus Büchel, lunedì 26 agosto alle ore 18,00 nella Chiesa di Sant Peter in Wil. Dopo la celebrazione eucaristica la Salma verrà trasferita in Italia dove in Lodi, nella sua Diocesi di provenienza, verranno celebrati i funerali. La Fondazione Migrantes è vicina ai familiari.