Primo Piano

Migrantes Cosenza-Bisignano: parte il festival “Frontiere

5 Aprile 2024 - Cosenza -Si svolgerà dall'11 al 14 aprile a Cosenza, su iniziativa dell'Ufficio Migrantes di Cosenza-Bisignano, il Festival Frontiere con il patrocinio dell’Unical (Università della Calabria) e il sostegno della Fondazione Migrantes. Quattro giorni dedicati a quattro parole chiave: Asilo, Pace, Accoglienza, Popoli.  Quattro giorni in cui "parleremo il linguaggio dei diritti umani girando per la città, nei luoghi dei giovani, in mezzo alla gente", si legge in una nota. Tutto partirà giovedì 11 aprile, dal tema Asilo al Cinema San Nicola con la tappa cosentina della Road Map per il Diritto d’Asilo e la libertà di Movimento, promossa da nove organizzazioni promotrici tra cui il Forum per cambiare l’ordine delle cose, il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), Rivolti ai Balcani, Europasilo, Italy must act, Refugees Welcome Italia, Mediterranea Saving Humans, Recosol e Stop Border Violence. Si tratta di un tour di assemblee e momenti di riflessione, che sta attraversando l’Italia, da nord a sud, con l’obiettivo di analizzare  le strategie del Patto Europeo sulle Migrazioni e l’Asilo. Hanno aderito e parteciperanno i progetti SAI dei Comuni della provincia di Cosenza con i relativi enti gestori. Alle ore 15.30 Tavola Rotonda "Patto Europeo su Migrazioni e Asilo", con interventi di Teresa Menchetti (Forum Per Cambiare l’ordine delle Cose), Donatella Loprieno (docente Unical), Hasnain Syed (UNIRE), il tutto moderato da Walter Greco, docente Unical. Si prosegue alle 16.30 con i Focus Group coordinati da Anna Elia, Alessandra Corrado, Alberto Polito, Giorgio Marcello, Francesca Veltri e Simonetta Bonadies a seguire, alle 18.00 sessione plenaria, esito dei Focus Group. Cena finale, con proiezione, alle 20.30 del docu-film Green Border, della regista Agnieszka Holland, uscito in Italia l’8 febbraio. Il 12 aprile, alle ore 18, in piazza Santa Teresa, uno dei luoghi più frequentati dai giovani, per portare tra loro il tema “Narrare la guerra per costruire la pace”, dopo l’introduzione di mons. Giovanni Checchinato (arcivescovo Cosenza-Bisignano), interverranno Vito D’Ettorre (inviato di guerra per Tv2000), Alfonso Senatore (Rete Pace e Disarmo Cosenza), Enzo Infantino (attivista) e Ferishta Sardary che porterà la sua testimonianza di studentessa afghana iscritta all’Unical. Coordina Emanuela Pascuzzi (docente Unical). Chiude la seconda giornata il concerto dei Cumededé. Sabato 13 aprile, si inizia dalla mattina, ore 10.30 alla Città dei Ragazzi, con REMIX, il laboratorio narrativo e creativo a cura di Alberto Polito, psicologo esperto in migrazioni. Nel pomeriggio, ore 17.30, si parlerà di Accoglienza in piazza 11 settembre, altro luogo molto frequentato dalla movida cosentina. Interverranno Giulia Zanfino, giornalista d’inchiesta e regista che intervisterà Maurizio Alfano (autore e ricercatore), Luca Casarini (Mediterranea Saving Humans ong) e mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano allo Jonio e vicepresidente della CEI. Alle 20.30 nella Cattedrale di Cosenza si terrà il concerto della Piccola Orchestra dei Popoli con gli Strumenti del Mare, costruiti con i legni delle piccole imbarcazioni arrivate a largo di Lampedusa grazie alla disponibilità della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti di Milano. Domenica 14 aprile grande festa finale del festival FRONTIERE: si parlerà dei diritti dei POPOLI. Alle 17.30 in piazza Carratelli (di fronte al Comune di Cosenzaun focus con il FOCSIV sulla Campagna 070, che ha l’obiettivo di rilanciare la cooperazione internazionale per lo sviluppo e chiedere l’adozione di una norma di legge che destini lo 0,70% del reddito nazionale lordo per l’aiuto pubblico allo sviluppo in modo progressivo, a partire già̀ dalla prossima legge di bilancio. Interverranno Ivana Borsotto (Focsiv), Ibrahima Diop (Consulta Intercultura di Cosenza) e Pietro Panico (MOCI Cosenza). Modera Ilaria De Bonis (giornalista, redazione Popoli e Missione). Alle 18.30 Popoli in Festa con danze, cucina e musica dal mondo, live music di Antonio Bevacqua e Boto Sissoko.    

Consiglio dei Giovani del Mediterraneo: si conclude oggi la visita al Parlamento europeo e alla Comece

4 Aprile 2024 - Bruxelles - Si conclude oggi la visita alle Istituzioni europee, a Bruxelles, del Consiglio dei giovani del Mediterraneo, opera-segno nata a seguito dell’Incontro di Vescovi e Sindaci del Mediterraneo (Firenze, 23-27 febbraio 2022). La delegazione, accompagnata da mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI, è stata ricevuta da Roberta Metsola, Presidente del Parlamento europeo, e da mons. Mariano Crociata, Presidente della Commissione degli Episcopati dell’Unione Europea (Comece), insieme a mons. Noël Treanor, Nunzio apostolico presso l’Unione Europea. La visita infatti prevedeva una doppia tappa: nella sede del Parlamento europeo e in quella della Comece. L’incontro con la Presidente Metsola, osserva mons. Crociata, è “la conferma di un rapporto che la Chiesa, attraverso la Comece, ha con il Parlamento europeo, e che merita di essere portato avanti perché permette alla Chiesa di svolgere la sua missione e al Parlamento di raccogliere voci che vengono dal mondo cattolico, che è parte importante del popolo europeo”. La Presidente Metsola, afferma mons. Baturi, “ha voluto conoscere meglio le motivazioni e la composizione del Consiglio dei giovani del Mediterraneo. Si è interessata anche della grande visione di Giorgio La Pira, chiedendo di poterla sviluppare in contesti storici che hanno bisogno di quella prospettiva profetica e ricordando che l’Unione europea è soprattutto un progetto di pace”. Il Segretario Generale della CEI esprime gratitudine alla Presidente del Parlamento europeo per “l’impegno a favore della cooperazione e della comprensione tra i popoli e il sostegno alla libertà, alla democrazia e ai diritti”. Con il Consiglio dei giovani del Mediterraneo, spiega mons. Baturi, “abbiamo voluto scommettere sui giovani perché questo significa scommettere sull’educazione, sulla loro capacità di immaginare un futuro diverso. L’Europa non può non accorgersi di ciò che accade nel Mediterraneo, delle forze vive e della possibilità che esso ha di sviluppare un’azione di pace e di amicizia che avrà ripercussioni in tutto il mondo. Per questo, vogliamo da una parte che i nostri giovani di 18 Paesi conoscano le Istituzioni europee, dall’altra parte chiediamo che le Istituzioni europee tengano conto di queste forze vive e prospettiche capaci di determinare, speriamo, un futuro diverso”. Fortemente voluto e sostenuto dalla CEI, il Consiglio mira infatti a curare la dimensione spirituale, a rafforzare l’azione pastorale davanti alle sfide odierne e a costruire relazioni fraterne, come racconta il portale www.giovanimediterraneo.org dove sono disponibili informazioni e notizie. Il 16 aprile, a Fiesole (Fi), inoltre, sarà inaugurata la sede del Consiglio. La fisionomia, la mission e le attività sono state presentate dal Direttivo, nell’ambito dell’evento odierno “Costruire ponti di dialogo, unità e pace tra popoli e culture”. Ai lavori, introdotti dall’europarlamentare Beatrice Covassi, sono intervenuti mons. Baturi, mons. Crociata e Patrizia Giunti, Presidente della Rete Mare Nostrum e della Fondazione La Pira.    

Mediterraneo: da gennaio 372 morti

4 Aprile 2024 - Roma - Già 372 morti in mare da gennaio, una media di 4 persone al giorno. Oltre ai naufragi, il Mediterraneo resta teatro di partenze, respingimenti e arrivi fantasma. Malgrado il maltempo e il mare mosso, trenta migranti, che hanno affermato di essere tunisini e algerini, sono sbarcati a Lampedusa ieri dopo che il barchino di 5 metri sul quale viaggiavano è stato agganciato dalla motovedetta della Guardia di finanza. L'imbarcazione, stando ai racconti dei migranti, fra cui un minore, è salpata da Monastir in Tunisia.  Altri due barchini sono stati sequestrati dai militari della Guardia costiera di Porto Empedocle. In Spagna, intanto, è un flusso continuo di sbarchi: arrivano a nuoto, sfidando il mare grosso e le tempeste, aggrappati a camere d'aria di pneumatici gonfi con le pinne, per coprire il tratto di mare dalle coste marocchine all'enclave spagnola di Ceuta. Sono stati almeno 288 i migranti minori giunti in territorio spagnolo nei primi tre mesi dell'anno, rispetto ai 43 arrivati nello stesso periodo del 2023 , pari a un incremento del 550%, secondo i dati diffusi dal governo della città autonoma.

Migrantes Pesaro: è morto il diacono Pietrelli

4 Aprile 2024 -
Pesaro - Lo scorso 2 aprile è morto a Pesaro il diacono Emilio Pietrelli, direttore della Migrantes e della Caritas della diocesi di Pesaro. 69 anni (ne vrebbe compito 70 a Maggio) e ordinato ordinato diacono nel 2011 , Pietrelli lascia la moglie Nadia e i figli Lucia e Federico. Negli ultimi anni ha combattuto contro un male  incurabile.La diocesi ricorda  la grande dedizione e e generosità d Pietrelli nel suo servizio  alla Chiesa di Pesaro, con una particolare attenzione ai più poveri e fragili attraverso il ruolo di Direttore della Caritas e della Migrantes diocesana. Questa sera alle ore 21 presso la Chiesa Santa Maria dell’Arzilla a Pesaro la recita del Rosario e domani, alle 15, nel duomo della Città, i funerali. Alla famiglia, al vescovo di Pesaro e alla diocesi  la vicinanza e il ricordo nella preghiera della Fondazione Migrantes.

Rapporto Giovani: dal 5 al 7 aprile incontro nazionale a Milano e Seveso

4 Aprile 2024 -
Roma - “La condizione giovanile in Italia”. Questo il titolo del  Rapporto Giovani 2024 (ed. Il Mulino) dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi superiori, realizzato grazie alle competenze dell’Università Cattolica in collaborazione con Ipsos e con il sostegno di Fondazione Cariplo. “Le indagini e le analisi presentate in questo volume affrontano il rapporto delle nuove generazioni con i cambiamenti del proprio tempo, in particolare la transizione verde e l’intelligenza artificiale, i mutamenti nelle modalità di partecipazione civica, religiosa e lavorativa”, viene spiegato in una nota dell’Istituto Toniolo, nella quale si osserva come “l’Italia è uno tra i Paesi europei con maggiori squilibri generazionali: in termini demografici, rispetto al peso del debito pubblico e nella distribuzione delle voci della spesa sociale. Le difficoltà dei giovani nella transizione scuola-lavoro rallentano quella alla vita adulta. La fragilità dei singoli, i grandi mutamenti in atto, i limiti delle politiche pubbliche aumentano il rischio di polarizzazione tra coloro che sono capaci di cogliere nuove opportunità e altri che scivolano verso i margini. La riduzione quantitativa dei giovani fa però crescere l’attenzione nei loro confronti e con essa la consapevolezza della necessità di investire sul successo formativo e sulla solidità dell’ingresso nella vita adulta”. Il volume sarà nelle librerie in concomitanza con la 100ª Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, promossa dall’Istituto Toniolo, ente fondatore dell’Ateneo, in programma domenica 14 aprile sul tema “Domanda di futuro. I giovani tra disincanto e desiderio”. Ad aprire gli eventi per la Giornata sarà l’incontro nazionale dei Delegati e degli Amici dell’Università Cattolica, dal 5 al 7 aprile, una tre giorni che proporrà spazi di confronto e dibattito. Delegati da tutti Italia parteciperanno ad incontri in Cattolica e al Seminario di Seveso. Qui, venerdì sera alle 21, dialogheranno con l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, presidente dell’Istituto Toniolo. Fra i momenti in calendario, sempre venerdì 5 aprile, è prevista la tavola rotonda “Cerco, dunque credo?” (ore 16.30 Aula Gemelli, Università Cattolica). “Perché vi siete allontanati dalla Chiesa?”: da questa domanda, posta a cento giovani tra i 18 e i 29 anni, ha preso le mosse la nuova indagine qualitativa condotta dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo. La seconda sessione dell’incontro si terrà sabato 6 aprile (9-12.30) al seminario di Seveso. Domenica alle 9 è il programma la presentazione del nuovo Rapporto Giovani con Elena Beccalli, preside della Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative all’Università Cattolica, co-autrice del capitolo del Rapporto Giovani “Intelligenza artificiale: conoscenza e utilizzo tra rischi e opportunità” e Alessandro Rosina, coordinatore dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo.

Religiosi stranieri: contributo Ssn a 700 euro

4 Aprile 2024 - Roma - Il governo è intervenuto con il decreto legge 30 del 29 marzo 2024 per modificare l'importo del contributo minimo per l'accesso al Servizio sanitario nazionale richiesto agli stranieri residenti in Italia e titolari di permesso di soggiorno per motivi religiosi. Il contributo minimo annuo sarà pari a 700 euro. La misura non è dovuta per gli stranieri che percepiscono un reddito di lavoro o reddito fiscalmente ad esso equiparato (come la remunerazione per il sostentamento del clero). Per gli stranieri che non hanno diritto all'assistenza pubblica il contributo previsto è di 2mila euro.

Consiglio giovani del Mediterraneo: mons. Baturi, “nei giovani capacità di immaginare un futuro diverso”

4 Aprile 2024 -
Bruxelles - “Abbiamo voluto scommettere sui giovani, perché significa scommettere sull’educazione e sulla capacità che loro hanno di immaginare un futuro diverso”: mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, commenta l’incontro svoltosi ieri a Bruxelles tra il Consiglio giovani del Mediterraneo e la presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola. Il progetto verrà presentato domani con un convegno al Parlamento europeo. “Non è possibile che l’Europa non si accorga di ciò che accade nel Mediterraneo, di queste forze vive e della possibilità che nel Mediterraneo c’è di sviluppare un’azione di pace e di amicizia che avrà ripercussioni in tutto il mondo”, spiega mons. Baturi. Il quale sottolinea la “speranza di un’Europa” che “tenga conto di queste forze vive e prospettiche per determinare un futuro diverso”. Mons. Baturi definisce “molto cordiale” l’incontro con la presidente Metsola, la quale “ha voluto conoscere meglio le motivazioni del Consiglio giovani del Mediterraneo e anche la sua composizione. Si è interessata inoltre della grande visione di Giorgio La Pira chiedendo di poterla sviluppare in contesti storici oggi diversi ma che abbisogna di quella stessa visione profetica”.
(Foto Parlamento europeo)  

Viminale: da inizio anno sbarcate 11.416 migranti sulle nostre coste

3 Aprile 2024 -
Roma - Sono finora 11.416 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo il dato del ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Di questi 2.670 sono di nazionalità bengalese (23%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Siria (2.084, 18%), Tunisia (1.371, 12%), Egitto (917, 8%), Guinea (883, 8%), Pakistan (620, 5%), Mali (385, 3%), Eritrea (340, 3%), Gambia (346, 3%), Sudan (337, 3%) a cui si aggiungono 1.473 persone (13%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. I minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare sono stati 1550.

Migrantes: il cordoglio per la morte del segretario Cgie, Michele Schiavone

3 Aprile 2024 - Roma - Al termine di una lunga malattia, si è spento, nei giorni scorsi, all’età di 63 anni, nella sua casa di Tägerwilen in Svizzera, Michele Schiavone, Segretario Generale del CGIE, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. “Abbiamo appreso la triste notizia della scomparsa del dott. Michele Schiavone, infaticabile Segretario Generale, uomo attento e sensibile con il quale è stato un piacere collaborare in questi lunghi anni in cui la mobilità degli italiani ha ripreso vigore necessitando di sempre maggiori attenzioni e risposte”, si legge in una lettera al Ministro degli Esteri Antonio Tajani firmata dal presidente e dal Direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego e mons. Pierpaolo Felicolo. Michele Schiavone – si legge nella missiva – “da sempre amico della Fondazione Migrantes e vicino al Rapporto Italiani nel Mondo, è stato punto di riferimento per tante comunità all’estero, per le quali si è speso con dedizione e tenacia”. La Fondazione Migrantes esprime il “cordoglio più sincero ed affettuoso a Lei Presidente, ai Consiglieri tutti unitamente al Comitato di Presidenza, alla Segreteria esecutiva e alla Segreteria del CGIE, nonché ai famigliari”: “ci mancherà la sua passione per il mondo della mobilità umana e italiana in particolare, la sua esperienza profonda e lungimirante oltre che la sua amicizia cordiale e fedele”.

Consiglio Giovani Mediterraneo: da oggi incontro a Bruxelles

3 Aprile 2024 -

Bruxelles - È atteso oggi (fino al 4 aprile), a Bruxelles, il Direttivo del Consiglio dei giovani del Mediterraneo, l’opera-segno nata a seguito dell’Incontro di Vescovi e Sindaci del Mediterraneo che si è svolto a Firenze dal 23 al 27 febbraio 2022. Fortemente voluto e sostenuto dalla Cei, “il progetto che raduna oltre 30 tra ragazzi e ragazze di 19 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, mira a curare la dimensione spirituale, a rafforzare l’azione pastorale davanti alle sfide odierne e a costruire relazioni fraterne”. Una vera e propria ‘scommessa’ sui giovani, nello stile di Papa Francesco, sulla quale hanno deciso di puntare anche altri organismi come la fondazione La Pira e la Fondazione Giovanni Paolo II. Del direttivo fanno parte Emile Fakhoury (Libano), Maher Dridi (Tunisia), Aleks Birsa Jogan (Slovenia) e la coordinatrice Pilar Shannon Perez Brown (Spagna).

 “Andremo a Bruxelles per incontrare le Istituzioni europee e dialogare con loro di temi che riguardano il futuro dei giovani, il nostro coinvolgimento e il futuro dell’area del Mediterraneo che vede al suo interno diversi Paesi dell’Ue che gioca un ruolo rilevante per quanto riguarda la pace, lo sviluppo e l’integrazione”, dichiara al Sir Aleks Birsa Jogan. “Cercheremo anche di conoscerne i meccanismi, le funzioni, e di presentare il nostro Consiglio durante gli incontri che avremo. A tutti diremo che i giovani del Mediterraneo vogliono vivere in pace, in società inclusive e attente al dialogo e al bene comune”.

Una delle finalità del Consiglio, infatti, è quella di tenere unite le comunità ecclesiali delle Chiese che si affacciano sul ‘Mare Nostrum’ quindi favorirne l’unità, la condivisione e il dialogo sia ecumenico che interreligioso. “Da parte nostra ci impegniamo con il nostro lavoro ad avvicinare Europa, Asia e Africa, condividendo quei valori costitutivi e connaturati all’area Mediterranea. Impegnati nel nostro piccolo, nelle nostre case, nelle nostre scuole, nelle nostre associazioni a partire dalla preghiera per chiedere a Dio il dono della pace e della conversione dei cuori. E vorrei aggiungere anche partecipando alla vita sociale e politica dei nostri Paesi. Siamo attesi da un importante voto europeo il prossimo giugno. Andare a votare è un importante esercizio di partecipazione e cittadinanza”. Sul voto recentemente si è espressa anche la Comece, la Commissione delle Conferenze episcopali dell’Ue che in un messaggio ha incoraggiato “i giovani a esercitare il loro diritto di voto per costruire così un’Europa che assicuri loro il futuro e risponda alle loro più genuine aspirazioni. Incoraggiamo anche i giovani cattolici europei che sentono la chiamata a impegnarsi in politica a seguire questa chiamata, preparandosi adeguatamente, sia intellettualmente che moralmente, a contribuire al bene comune in uno spirito di servizio alla comunità”. Secondo Pilar Shannon Perez Brown, coordinatrice del Direttivo, “questo meeting a Bruxelles è utile per incontrare le istituzioni europee e illustrare loro il nostro progetto del Consiglio dei giovani del Mediterraneo per impostare e pensare future sinergie e collaborazioni con giovani impegnati nel campo della costruzione della pace, di una società più giusta e unita”. Quello di Bruxelles, spiega al Sir, “sarà anche un tempo di ascolto delle Istituzioni europee. Come giovani vogliamo condividere le nostre esperienze, le culture dei Paesi da cui proveniamo, ma anche ascoltare cosa le Istituzioni europee avranno da dirci”.  Nella capitale europea il Direttivo sarà accompagnato da mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei. In programma diversi incontri tra i quali spiccano quelli con mons. Mariano Crociata, presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece), e con Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo. Altro appuntamento che attende il Consiglio dei giovani del Mediterraneo è fissato per il 16 aprile, a Fiesole, dove sarà inaugurata la sede. Inoltre è in fase di costruzione anche il portale web del Consiglio dove saranno resi disponibili contenuti relativi ai percorsi tematici affrontati, un’area per la formazione permanente, informazioni e notizie. (Daniele Rocchi)

(Foto Siciliani – Gennari/SIR)

(Foto Fondazione Giorgio La Pira)

 

Migrantes Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela: oggi la presentazione Rapporto sul Diritto d’Asilo

3 Aprile 2024 - Messina - La rete “Trame migranti”, composta dal Dipartimento Cospecs-UniMe e da associazioni che sul territorio lavorano con le persone coinvolte nella mobilità umana, promuove oggi 3 aprile, alle ore 16.30, presso l'Aula A203 del Dipartimento Cospecs  un Seminario in cui verrà affrontato il tema delle migrazioni forzate a partire dal Report sul diritto d'Asilo della Fondazione Migrantes. Sarà presente Mariacristina Molfetta della Fondazione Migrantes  che illustrerà i dati salienti consegnati dalla settima edizione del volume. Dopo la presentazione del Report interverranno Teresa Consoli, Università di Catania, e Anna Elia, Università della Calabria, che hanno curato per la rivista “Mondi migranti” un lavoro di ricerca dal titolo: “Incursioni. Famiglie con forced migration background: politiche, pratiche e appartenenze”. A seguire, prenderà la parola Valentina Fedele, Università degli Studi Link, sul tema “La paternità nelle migrazioni forzate: riflessioni da una ricerca”. I lavori proseguiranno con la relazione di Roberta Ricucci, Università di Torino, dal titolo “Da volontari a tutori. Opportunità e limiti di una figura in cerca di riconoscimento”. Chiuderanno gli interventi Elena Girasella e Tiziana Tarsia, Università di Messina, che presenteranno i risultati della ricerca sulle “famiglie tutor”. La conduzione dell'incontro sarà affidata a Domenico Pellegrino, referente dell'Area formazione dell'Ufficio diocesano Migrantes.

Rimini: due giornate per conoscere la cultura romanì

3 Aprile 2024 - Rimini - Due giornate per la promozione della cultura romani e per il contrasto all'antiziganesino si svolgeranno il 5 e 6 aprile  a Rimini su iniziativa della Comunità Papa Giovanni XXIII, in collaborazione con UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. Si tratta di due spettacoli: il primo "The Gipsy Marionettist" e il secondo "Rom vs Tutti, il primo giorno. Durante gli spettacoli sarà possibile degustare aperitivi cucinati da donne di etnia Rom. Da domani e fino al 6 aprile anche la mostra multimediale “Romanipen, identità e storia della cultura romanì” aperta all’interno del Seminario per accogliere visitatori e scolaresche: un viaggio che accompagnerà il pubblico alla scoperta della complessa e poco conosciuta identità e cultura della popolazione romanì. Seguendo le orme di un popolo senza confini, sarà possibile  conoscere e approfondire la storia di questa cultura millenaria e transnazionale: chi sono i Rom, gli stereotipi, il samudaripen, i mestieri, l’arte, i personaggi storici. E poi l’attivismo Rom, l’identità.  

I porti lontani: docufilm e dibattito a Firenze

3 Aprile 2024 - Firenze - Domani mattina allo Spazio Alfieri di Firenze, in occasione della proiezione del documentario "Un mare di porti lontani" del regista Marco Daffra, si terrà il dibattito dal titolo "Porre fine alla 'politica dei porti lontani'". Ne parleranno Marco Tarquinio, già direttore di Avvenire, mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes e Valentina Brinis, portavoce Open Arms. Sarà presente anche Daffra che nel suo docufilm presenta le immagini dei soccorsi e della vita a bordo, insieme a tante testimonianze degli equipaggi.

Torino: il 13 aprile un corso su Migranti Ambientali

2 Aprile 2024 -
Torino - Un corso su “Migranti ambientali – Le cause” si svolgerà sabato 13 aprile sia in presenza, presso la Fabbrica delle “E” in Corso Trapani 91/b – Torino, sia in modalità online, attraverso la piattaforma zoom. L’evento è organizzato da Casa comune aps.  A questa giornata (propedeutica) ne seguirà un’altra in autunno, il 26 ottobre 2024, nella quale si discuterà su come far emergere, con i migranti, questo “status” e di come farlo riconoscere anche a livello legislativo. “Il corso vuole essere un occasione di incontro e confronto per acquisire competenze e conoscenze ma rappresenta anche un’opportunità per scrivere insieme un percorso verso la tutela dei diritti dei migranti climatici”, spiegano i promotori. Interverranno molti esperti del settore tra cui Marco Aime, Stefano Liberti, Andrea de Georgio, Sara Bonfanti, Ornella Obert.

Centro Mediterraneo Giorgio La Pira: quattro tappe in Sicilia su “Liberi di scegliere se migrare o restare?”

2 Aprile 2024 -

Modica - Con la presentazione in Sicilia del Report sul diritto d’asilo 2023 elaborato dalla Fondazione Migrantes, sono ripartite le attività del Centro Mediterraneo Giorgio La Pira. Quattro le tappe interessate dall’isola, scandite dalla tematica “Liberi di scegliere se migrare o restare?”, titolo della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2023 attorno a cui sono ruotate le riflessioni portate avanti dagli ospiti. A presentare il volume tra le città, Mariacristina Molfetta, co-curatrice del Report, la quale ha portato avanti numeri e riflessioni su una serie di chiavi di lettura tra le più care allo stesso “sindaco santo” Giorgio La Pira.

Durante il suo intervento già dalla prima tappa a Siracusa Molfetta ha ricostruito il quadro generale sulla mobilità nel nostro Paese. La sua riflessione ha sottolineato la profonda diversità tra le diverse migrazioni, che sancisce in primis la possibilità di viaggiare liberamente per alcuni e l’impossibilità di farlo per altri a seconda della nazionalità e sulla base di criteri per nulla relativi al merito. Se in tema di libertà fondamentali chiunque avrebbe diritto a rimanere nel proprio paese d’origine, a migrare o restare nel paese di arrivo, sulla base delle politiche oggi attuate in alcune aree d’Europa e in Italia spesso questi diritti vengono a mancare.

Pasqua: i srilankesi in Italia a Lourdes

2 Aprile 2024 - Roma - Anche quest’anno  migliaia di srilankesi residenti in varie parti del mondo hanno deciso di trascorrere la Pasqua in pellegrinaggio a Lourdes. Oltre cinquemila srilankesi da tutta Italia e da altri paesi europei si sono riuniti nel santuario mariano per festeggiare la resurrezione di Gesù Cristo e per pregare Nostra Signora di Lourdes. Il pellegrinaggio è iniziato il Venerdì Santo con la processione della Via Crucis presso la collina dello Espélugues, successivamente i fedeli hanno recitato il Santo Rosario presso la grotta delle apparizioni. Culmine del pellegrinaggio è stata la celebrazione eucaristica della Santa Pasqua, celebrata da mons. Neville Perera, coordinatore nazionale Migrantes per la pastorale dei srilankesi cattolici in Italia, nella basilica di N. S. di Lourdes e concelebrata da diversi cappellani etnici che operano in Italia. Durante l’omelia mons. Perera ha indicato il Gesù crocefisso morto e risorto come simbolo di pace e di giustizia: “il popolo srilankese da cinque anni a questa parte vive la Pasqua in maniera più viva dopo i terribili attacchi terroristici avvenuti durante la domenica di Pasqua nel 2019 in Sri Lanka” ha detto mons. Perera. “Ringraziamo - ha poi aggiunto  - Maria Santissima che sta portando la verità su questi attacchi terroristici, dobbiamo essere pazienti e continuare a pregare affinché giustizia sia fatta per le vittime".  

Papa Francesco prega per migranti e invita a combattere “il flagello della tratta”

2 Aprile 2024 -
Città del Vaticano - “Il Risorto faccia risplendere la sua luce sui migranti e su coloro che stanno attraversando un periodo di difficoltà economica, offrendo loro conforto e speranza nel momento del bisogno”. E' la preghiera di papa Francesco durante il messaggio  “Urbi et Urbi” di Pasqua, in cui ha chiesto a tutte le persone di buona volontà di “unirsi nella solidarietà, per affrontare insieme le molte sfide che incombono sulle famiglie più povere nella loro ricerca di una vita migliore e della felicità”. Nel Messaggio anche l’appello a “quanti hanno responsabilità politiche perché non risparmiano sforzi nel combattere il flagello della tratta di esseri umani, lavorando instancabilmente per smantellarne le reti di sfruttamento e portare libertà a coloro che ne sono vittime. Il Signore consoli le loro famiglie, soprattutto quelle che attendono con ansia notizie dei loro cari, assicurando loro conforto e speranza.  Possa la luce della risurrezione illuminare le nostre menti e convertire i nostri cuori, rendendoci consapevoli del valore di ogni vita umana, che deve essere accolta, protetta e amata”. (R.I.)

Dove comincia tutto

2 Aprile 2024 -
Città del Vaticano - La prima immagine è quella di una donna, Maria di Magdala, che il terzo giorno arriva al sepolcro di mattino “quando era ancora buio”, come leggiamo nel quarto Vangelo, e trova la pietra “tolta dal sepolcro”. Una donna, non gli uomini rimasti chiusi nel cenacolo. È lei a avvisare Simon Pietro che corre al sepolcro con l’altro discepolo “quello che Gesù amava”. La seconda immagine della domenica di Pasqua i teli posati e il sudario “avvolto in un luogo a parte”. il discepolo arrivato per primo non aveva avuto il coraggio di oltrepassare l’ingresso del sepolcro; Simon Pietro entra per primo, poi Giovanni che “vide e credette”. La novità cristiana è qui: il nuovo esodo è il passaggio di Cristo dalla morte alla resurrezione, il suo sacrificio ci ha liberato dal “vecchio fermento del peccato […] niente più malizia e perversità nel nostro cuore”, diceva Benedetto XVI nel messaggio di Pasqua del 2009. La risurrezione, affermava in quella occasione, “non è una teoria, ma una realtà storica rivelata dall’Uomo Gesù Cristo mediante la sua Pasqua, il suo passaggio”, non è “un mito né un sogno, non è una visione né un’utopia, non è una favola, ma un evento unico ed irripetibile”. Pasqua cristiana e Pasqua ebraica per secoli hanno camminato assieme e, pur nei cambiamenti che sono avvenuti, il ciclo dei sette giorni tipico della Pessah è rimasto anche nella liturgia cattolica. Sette giorni è il tempo della creazione del mondo. E sette giorni è il tempo che descrive gli ultimi giorni di Cristo a Gerusalemme, dall’ingresso festoso, ai giorni dell’ultima cena con i dodici, del tradimento, della morte in croce, della resurrezione. In una settimana passiamo dalla gioia al dolore, alla sofferenza; dal silenzio del tutto è compiuto alla pietra rotolata, al sepolcro vuoto. In una piazza San Pietro affollata, fedeli e persone anche lungo via della Conciliazione, Papa Francesco, nel messaggio che precede la benedizione Urbi et Orbi, ovvero alla città e al mondo, rinnova il suo appello alla pace tra Israele e Palestina, pace in Ucraina. Chiede “uno scambio generale di tutti i prigionieri tra Russia e Ucraina”; chiede che sia “garantita la possibilità di accesso agli aiuti umanitari a Gaza, esortando nuovamente a un pronto rilascio degli ostaggi rapiti il 7 ottobre scorso e a un immediato cessate-il-fuoco nella Striscia. Non permettiamo che le ostilità in atto continuino ad avere gravi ripercussioni sulla popolazione civile, ormai stremata, e soprattutto sui bambini. Quanta sofferenza vediamo negli occhi dei bambini: hanno dimenticato di sorridere quei bambini in quelle terre di guerra”. E pace chiede per la Siria, il Libano, tra Armenia e Azerbaigian, in Sudan; chiede la fine delle violenze a Haiti, e in Myanmar: “la guerra è sempre un’assurdità, la guerra è sempre una sconfitta! Non lasciamo che venti di guerra sempre più forti spirino sull’Europa e sul Mediterraneo. Non si ceda alla logica delle armi e del riarmo. La pace non si costruisce mai con le armi, ma tendendo le mani e aprendo i cuori”. Nella sua riflessione che ha preceduto questo appello, Francesco guarda alla pietra rotolata di lato al sepolcro e dice: anche oggi massi pesanti, “troppo pesanti chiudono le speranze dell’umanità: il masso della guerra, il masso delle crisi umanitarie, il masso delle violazioni dei diritti umani, il masso della tratta di persone umane, e altri ancora”. Lo stupore delle donne “è il nostro stupore” la mattina di Pasqua, afferma il Papa, “la tomba di Gesù è aperta ed è vuota! Da qui comincia tutto. Attraverso quel sepolcro vuoto passa la via nuova: la via della vita in mezzo alla morte, la via della pace in mezzo alla guerra, la via della riconciliazione in mezzo all’odio, la via della fraternità in mezzo all’inimicizia”. Solo Gesù, il risorto, “è capace di far rotolare le pietre che chiudono il cammino verso la vita”, è lui dice il Papa “la via della vita, della pace, della riconciliazione, della fraternità”. Pasqua per i cristiani è passaggio, e senza il perdono di Gesù “non si esce dalle chiusure, dai pregiudizi, dai sospetti reciproci, dalle presunzioni che sempre assolvono sé stessi e accusano gli altri”. (Fabio Zavattaro)

Mons. Baturi: “Creare reti di amicizia dove c’è la guerra, serve una nuova immagine dell’Europa”

31 Marzo 2024 -

Roma - “Dobbiamo evangelizzare, parlare di Cristo al cuore inquieto dell’uomo, raccontare e dare testimonianza perché Cristo si può annunciare solo dando testimonianza nella nostra vita e nell’unità della Chiesa”. Mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, parla nella Domenica di Pasqua.

Una solennità che si celebra quest’anno in un mondo insanguinato: l’attentato a Mosca, le decine di migliaia di morti a Gaza e nel Medio Oriente, gli oltre due anni di guerra in Ucraina. È un tempo carico di dolore, che richiama la Passione del Signore e il racconto della violenza, del tradimento, dell’abbandono per paura. È il paradigma del male che conosciamo, che vediamo ogni giorno. È impressionante, sembra essere sempre presenti a quei momenti in cui Cristo viene consegnato per la salvezza del mondo. Quel dolore lo conosciamo, così come conosciamo la cattiveria e la volontà di deridere. Appartiene all’inventario peggiore della nostra umanità, che in questi giorni occupa gli spazi della cronaca. Scorge spiragli di luce? Non possiamo ignorare le figure di compassione e di pietà nel racconto della Passione. Penso a Maria Maddalena, al discepolo che Gesù tanto amava, a Maria: c’è grande dolore e preoccupazione, ma ci sono anche punti di luce e di amore che possono illuminare la notte e farci attendere l’aurora. In fondo la Pasqua è anche questo: saper guardare e credere ai segni di bene che esistono nel mondo. Credere nella possibilità di un mondo nuovo, che si realizzi ancora l’impossibile, ovvero una vita più grande della morte. La Chiesa in Italia è da sempre partecipe delle situazioni di dolore del mondo. Il popolo cristiano celebra la Risurrezione e prega, facendosi vicino agli uomini che sono sgomenti e che hanno paura. La Chiesa in Italia ha raccolto questa grande consegna dalla storia e dal magistero dei Papi: essere un segno di rinnovamento e di umanità riconciliata. Tutto ciò lo esprimiamo continuamente, anzitutto nella preghiera incessante per la fine della guerra, per la pace, per la libertà, per la riconciliazione nel perdono. E poi spendendoci per l’amicizia tra i popoli con le visite o con i fondi dell’8xmille che destiniamo alle zone più povere. A noi interessa creare reti di amicizia laddove la guerra è il più grande motore d’inimicizia e inoltre attraverso la solidarietà concreta, per alleviare le conseguenze più aspre dei conflitti che si ripercuotono sempre sui popoli indifesi. In Ucraina, a Gaza, nel Congo, in Siria. Vogliamo essere come il viandante misterioso che si affianca ai discepoli, mettendoci accanto agli uomini che cercano e che soffrono per consolarli e per indicare una via di speranza. È così difficile, Eccellenza, riuscire a far dialogare popoli che spesso sono fratelli? Tutte le volte in cui, sull’evidenza di un’umanità che ti rende fratelli, prevalgono le ideologie si manifesta l’inimicizia. Allora non ci si fa più scrupolo di violare gli altri, di cercare complici, di generare vittime. È una logica spietata, contraria al Vangelo. Una preghiera bizantina molto bella invita a dare il nome di fratello anche al nemico, ma questo può farlo soltanto il Risorto. Per questa ragione, in certi contesti la presenza cristiana è fondamentale, perché invita all’incontro attraverso il perdono. Se dovessero sparire i cristiani dalla Terra Santa sarebbe un male per tutti, perché i cristiani predicano una possibilità di perdono e riconciliazione. Guardando in casa nostra, che urgenze identifica per l’Italia? Dobbiamo evangelizzare, parlare di Cristo al cuore inquieto dell’uomo, raccontare e dare testimonianza perché Cristo si può annunciare solo dando testimonianza nella nostra vita e nell’unità della Chiesa. C’è poi la questione della solidarietà di fronte alla povertà economica ed educativa, che richiede lo sforzo delle autorità civili e la creatività delle comunità cristiane. Penso anche ai giovani, alla loro sofferenza talvolta gridata e talvolta muta, che diventa troppo spesso violenza verso se stessi e il proprio corpo. Dobbiamo essere compagni di questi ragazzi, dando loro una speranza. Pochi giorni fa il card. Matteo Zuppi ha detto che “suscita preoccupazione la tenuta del sistema Paese”. È certamente in ballo la tenuta del sistema Italia, non dobbiamo far venire meno i legami di solidarietà e di coesione, fondamentali per l’unità nazionale. Perché un Paese può crescere solo insieme e unito. A Pioltello una scuola ha deciso di sospendere le lezioni nel giorno di chiusura del mese sacro del Ramadan. È un campanello di allarme per la presenza dei cattolici in Italia? Sarei più preoccupato di un laicismo che non riconosca lo spazio del fenomeno religioso in termini comunitari. Vorrei che i cristiani vivessero il dialogo con tutte le religioni, sapendo riportare l’uomo alla dimensione religiosa del suo rapporto con Dio dentro un’identità chiara e un’amicizia aperta. Le cose non sono incompatibili: quando il cristianesimo non è ridotto a mero elemento sociologico o identitario, ma è aperto all’incontro con gli altri, una nazione come l’Italia può aprirsi ad altre dimensioni culturali, etiche e religiose. È un vantaggio per tutti, naturalmente nel rispetto degli ordinamenti. A giugno si voterà per il Parlamento europeo. Cosa si attende? Una nuova immagine dell’Europa. Ciò che sta accadendo ai suoi confini, in Ucraina ma anche a Gaza, ci parla della necessità di un’iniziativa di pace, di salvaguardia della persona umana e dei diritti delle comunità da parte dell’Europa. (Riccardo Benotti)

Vangelo Migrante: Pasqua del Signore (Lc 24,13-35)

30 Marzo 2024 -
Christos anesti… alitos anesti: Cristo è risorto, è veramente risorto! Dopo aver assistito alla tragedia della Crocifissione risuona nella Chiesa il grande annuncio delle donne, le prime protagoniste della Pasqua. Gesù ha lasciato il sepolcro: è risorto! Veramente risorto! Questo è il saluto che la Chiesa orientale rivolge come scambio di pace nel giorno di pasqua mentre ci si abbraccia. La gioia del trovare il sepolcro vuoto ci ricorda un evento straordinario: Cristo era morto ma ora è vivo e ci precede in Galilea. In questa domenica siamo chiamati a vedere oltre la morte e a proclamare la vittoria di Cristo sulle tenebre della morte e del peccato. Nessuno può dire che esiste la Resurrezione, ma alcuni ci hanno detto che è Risorto e che lo hanno incontrato. Maria di Magdala lo vede nel giardino e Lui la esorta a non piangere ma a rallegrarsi perché è risorto. A Pasqua non c’è spazio per i lutti e le lacrime. Pasqua è l’occasione felice per tirare un sospiro di sollievo: non siamo più nel buio della morte ma nella Luce della vita! Anche Cristo, risorto, è disceso agli inferi per chiamare e liberare Adamo affinché lui si risvegliasse dalla morte e prendesse parte alla vita nuova. “Io sono con fino alla fine del mondo” (Mt. 28, 20) dice Gesù e in questo orizzonte, in questo mondo lacerato da discordie, guerre e morti noi la vita.  La bella notizia del sepolcro vuoto, le apparizioni del  Risorto,  ci immergono in un clima di vera gioia in cui sentiamo risuonare l’Alleluia pasquale e le campane a festa. Siamo figli di un Dio che ci vuole vivi e pieni di speranza. La Pasqua ha un valore missionario, non basta sapere che Gesù è veramente risorto e non basta credere che non lo hanno trafugato come si pensava, occorre essere testimoni. Dobbiamo diffondere la speranza attraverso gesti di resurrezione: un sorriso, un abbraccio, un gesto di solidarietà con chi soffre. Possiamo farlo non solo spalancando le braccia ma anche aprendo le nostre frontiere agli stranieri, agli emarginati, e a tutti i poveri. Usciamo dai sepolcri fatti di egoismo e cinismo e rimettiamoci ad amare con cuore sincero. Come san Tommaso, tutti siamo chiamati, seppur nel dubbio, a credere senza vedere e a condividere con tutti i fratelli la gioia di essere cristiani risorti. Da morti viventi a uomini vivi. La Pasqua non abbatte la morte corporale, che fa parte dell’esistenza umana e terrena e che San Francesco chiama sorella, ma ci aiuta ad abbracciarla con   fede nella Luce di Colui che è il primo dei Risorti. In questo augurio Pasquale chiediamo allo Spirito che soffi sulle nostre ossa inaridite (Ezechiele 37) e ci aiuti a rinnovarci nel cuore e nella mente per essere uomini e donne nuovi trasformati dalla grazia Pasquale. Se Cristo è risorto, e lo è, non è vana la nostra fede anzi è sempre più vera e forte.  Il Cristo Risorto riempia le nostre famiglie di benedizioni e ci aiuti ad essere orgogliosi di avere un crocifisso appeso alla parete; non ci faccia dimenticare il valore di un segno di croce o di una preghiera fatta col cuore prima dei pasti; aumenti il desiderio di partecipare alla Santa Eucaristia e di compiere sempre gesti di fraternità e umanità. Buona Pasqua a tutti i lettori: Cristo è veramente risorto! (Andrea Fulco)