Primo Piano

Papa Francesco: pace come cammino di speranza

12 Dicembre 2019 - Città del Vaticano - “Ogni guerra, in realtà, si rivela un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana”. Lo ricorda papa Francesco nel Messaggio per la 53° Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il prossimo primo gennaio, e che quest’anno ha per tema “La Pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica”. “La guerra – spiega il papa nel messaggio diffuso oggi – comincia spesso con l’insofferenza per la diversità dell’altro, che fomenta il desiderio di possesso e la volontà di dominio. Nasce nel cuore dell’uomo dall’egoismo e dalla superbia, dall’odio che induce a distruggere, a rinchiudere l’altro in un’immagine negativa, ad escluderlo e cancellarlo”. La guerra, aggiunge Bergoglio, “si nutre di perversione delle relazioni, di ambizioni egemoniche, di abusi di potere, di paura dell’altro e della differenza vista come ostacolo; e nello stesso tempo alimenta tutto questo”. Eppure, sottolinea Papa Francesco , “il desiderio di pace è profondamente inscritto nel cuore dell’uomo e non dobbiamo rassegnarci a nulla che sia meno di questo”. “Come, allora, costruire un cammino di pace e di riconoscimento reciproco? Come rompere la logica morbosa della minaccia e della paura? Come spezzare la dinamica di diffidenza attualmente prevalente?”, domanda il pontefice evidenziando che “la cultura dell’incontro tra fratelli e sorelle rompe con la cultura della minaccia”. Occorre “abbandonare il desiderio di dominare gli altri e imparare a guardarci a vicenda come persone, come figli di Dio, come fratelli”. “L’altro non va mai rinchiuso in ciò che ha potuto dire o fare, ma va considerato per la promessa che porta in sé”, è il monito di Francesco per il quale “solo scegliendo la via del rispetto si potrà rompere la spirale della vendetta e intraprendere il cammino della speranza”.  

Migrantes Cosenza: domenica 22 dicembre celebrazione con le comunità etniche

12 Dicembre 2019 -

Cosenza - “Vogliamo vivere il Natale come una grande famiglia umana”, questo lo spirito che animerà la Santa Messa organizzata dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Cosenza-Bisignano che, domenica 22 dicembre, alle ore 17, presso il Duomo di Cosenza, accoglierà tutte le comunità presenti in città per un celebrazione con l’arcivescovo,  mons. Francesco Nolè e con molti cristiani cattolici provenienti da almeno quattro continenti, Europa, Asia, Africa e America del centro e del sud, e con i sacerdoti e le suore che li accompagnano. I canti e le preghiere proposte da persone provenienti da esperienze e nazioni differenti caratterizzeranno la Celebrazione in cui "rivolgeremo - dice il direttore Migrantes Pino Fabiano - una particolare preghiera a Gesù per affidargli i tanti migranti che nel mondo saranno, in questo giorno, lontani dalla propria terra, dalla propria famiglia, dalla propria comunità parrocchiale, affinché trovino nei fratelli cristiani, nei paesi di arrivo, l’accoglienza evangelica".

Notizie senza approdo: il 17 dicembre la presentazione a Roma

12 Dicembre 2019 -

Roma - Quanto, come e quando i media italiani hanno raccontato le migrazioni e le minoranze nel 2019? Se e in che modo tale narrativa ha influenzato la percezione di lettori e ascoltatori? Qual è stata la presenza di migranti e rifugiati nell’informazione? A questi e ad altri quesiti prova a rispondere “Notizie senza approdo”, settimo rapporto annuale su media e immigrazione curato dall’Associazione Carta di Roma insieme all’Osservatorio di Pavia, i cui dati saranno presentati il 17 dicembre presso la Camera dei deputati a Roma.  A presentare le tendenze rilevate e a confrontarsi su di esse saranno, Valerio Cataldi, presidente dell’Associazione Carta di Roma; Ilvo Diamanti, professore presso l’Università di Urbino e direttore di Demos; e Paola Barretta, coordinatrice dell’Associazione Carta di Roma e ricercatrice presso l’Osservatorio di Pavia. Interverranno Triantafillos Loukarelis, direttore UNAR,  Giuseppina Paterniti, direttrice TG3, Djarah Kan, scrittrice, Ozlem Önder, vicepresidentessa UNIRE. Modererà Anna Meli, direttrice comunicazione COSPE. “Notizie senza approdo” è composto da 3 sezioni: analisi della carta stampata; analisi dei telegiornali nazionali prime time (Rai, Mediaset, La7); analisi delle voci di migranti e rifugiati nell’informazione di prima serata.

Attraverso dati e casi di studio sono tracciate le principali tendenze del racconto mediatico del fenomeno migratorio nel 2019 che conferma il tema immigrazione si conferma come tema centrale dell’informazione mainstream con un aumento, sulle prime pagine dei quotidiani, del 30% rispetto all’anno precedente e “picchi di attenzione nei notiziari di prima serata tra i più alti degli ultimi 5 anni”. 

Viminale: nel 2019 poco più di 11mila persone sbarcate sulle coste italiane

12 Dicembre 2019 - Roma - Sono finora 11.097 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno, di cui 215 nei primi giorni di dicembre (il picco si è avuto il 4 dicembre con 121 migranti sbarcati). Rispetto agli anni scorsi, complessivamente si è registrata una diminuzione delle persone arrivate in Italia via mare del 52,01% sul 2018 (furono 23.122) e del 90,60% sul 2017 (118.019). Il dato è stato diffuso oggi dal Ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Degli oltre 11mila migranti sbarcati in Italia nel 2019, 2.654 sono di nazionalità tunisina (24%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Pakistan (1.180, 11%), Costa d’Avorio (1.135, 10%), Algeria (1.005, 9%), Iraq (871, 8%), Bangladesh (581, 5%), Sudan (444, 4%), Iran (434, 4%), Guinea (281, 3%) e Marocco (253, 2%), a cui si aggiungono 2.259 persone (20%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Sono stati 1.583, invece, i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato, aggiornato al 9 dicembre, mostra un deciso calo rispetto ai minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2017 (15.779) e il 2018 (3.536).      

CEI: on line il rendiconto 2018 con i progetti realizzati con l’8X1000

12 Dicembre 2019 - Roma - È disponibile on line all’indirizzo rendiconto8xmille.chiesacattolica.it “Benvenuto nel Paese dei progetti realizzati”, il “Rendiconto 2018 dell’8xmille alla Chiesa cattolica”. Si tratta di un sito in cui è possibile consultare il quadro complessivo delle destinazioni dell’8xmille a favore della Chiesa Cattolica, scrive l’agenzia Sir. “Non che finora fosse mancato lo sforzo di rendere conto delle risorse che i cittadini destinano alla nostra Chiesa – spiega il Segretario Generale della CEI, Mons. Stefano Russo -. Questo rinnovato sforzo va proprio nella direzione, ribadita all’unanimità dall’Assemblea generale dei vescovi italiani, di ordinare in modo più preciso e maggiormente efficace ai fini della trasparenza amministrativa la procedura da seguire per la ripartizione nell’ambito diocesano delle somme provenienti annualmente dall’8xmille”. L’obiettivo è quello di affiancare a una “gestione onesta e proficua garantita dai ministri ordinati e dai laici che li affiancano” l’attenzione per “una comunicazione trasparente e verificabile da tutti”. Nel Rendiconto on line, afferma l’economo della CEI, Mauro Salvatore, che ha curato la pubblicazione, “si trovano innanzitutto i numeri, in relazione alle tre fondamentali finalità per cui viene speso l’8xmille: le esigenze del culto e della pastorale, il sostentamento del clero e i molteplici interventi caritativi nelle diocesi, a livello nazionale e nel mondo intero”. Quello della trasparenza, evidenzia Salvatore, è “un dovere, sia a livello nazionale sia a livello diocesano”. “I cittadini italiani che firmano per la Chiesa cattolica hanno l’esigenza di capire come questi fondo vengono impiegati e noi intendiamo farlo nel modo più trasparente, fino all’ultimo centesimo”.  

Migrantes Albenga: la scuola di italiano per stranieri in visita al Comune

12 Dicembre 2019 - Albenga – Gli studenti della scuola di italiano per stranieri promossa dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Albenga-Imperia hanno incontrato i  vertici istituzionali del comune di Albenga: il sindaco Riccardo Tomatis, l'Assessore alle politiche sociali Simona Vespo e il Presidente del Consiglio Comunale Diego Distilo. Obiettivo quello di conoscere, insieme ai loro insegnanti, l’ Amministrazione Comunale per dare il via a un percorso che, attraverso gli incontri, il confronto e la condivisione possa portare a risultati positivi per tutti. I giovani immigrati hanno raccontato la loro esperienza, il loro percorso, le loro aspettative: “Abbiamo tutti storie difficili. Io stesso ho perso molti amici per strada, ma non tornerei indietro. Oggi desidero solo studiare, integrarmi, poter avere un lavoro e magari una casa”, dice uno di loro: “Non sono disabile, sono forte, posso lavorare - spiega mostrando le sue braccia -. A volte siamo in difficoltà soprattutto perché non c'è fiducia ed allora se non hai un amico che possa garantire che sei una brava persona nessuno vuole offrirti un lavoro o darti un appartamento in affitto. Per questo chiediamo il Vostro sostegno”. “Non perdetevi nel cammino guardate avanti, la luce in fondo al tunnel c'è e dobbiamo seguirla tutti insieme”, ha detto loro il presidente del Consiglio Comunale: i suoi genitori sono di origine meridionale come meridionale è l'Assessore Vespo: "quello di oggi è stato solo il primo di una serie di incontri che vogliamo fare e durante i quali vogliamo stilare un programma di azioni concrete che possano aiutarvi nel percorso dell'integrazione". " Sono entrato in questa sala pensando di dirvi qualche parola, ma, appena ho varcato la soglia sono stato pervaso dal clima positivo che in poco tempo mi avete trasmesso”, ha detto loro il sindaco: “siete riusciti a darmi più voi in pochi istanti, con sguardi e parole di quanto potrò mai fare io con le mie parole che, però, dopo avervi ascoltati penso possano essere ancor più significative. Quello che voglio dirvi è che spero possiate fare il percorso giusto verso l'integrazione anche se oggi stiamo vivendo in un mondo dove si pensa più a costruire muri che ponti. I muri non fermano solo le persone, ma bloccano anche le idee e le culture”. L'incontro si è chiuso tra la musica con un impegno concreto: quello di rivedersi al più presto per capire come dare il via ad un progetto condiviso che possa aiutare concretamente nel percorso dell'integrazione.  

Roma: al Pigneto i 37 mila nomi di chi è morto per arrivare in Europa

12 Dicembre 2019 - Roma - Sulla strada di una capitale europea tutti i nomi dei 37 mila migranti che hanno perso la vita cercando di raggiungere Fortezza Europa. Affogati nel Mediterraneo, per la gran parte. O soffocati nei container dei Tir. Comunque morti, nel disperato tentativo di fuggire dalla guerra e dalla miseria, anche a rischio della vita. Perché di fatto non esistono efficaci canali di immigrazione regolare o sufficienti corridoi umanitari. I nomi di chi è morto, 36.570 dal 1993 ad aprile 2019 - secondo l'infinita e comunque incompleta lista stilata da United for Intercultural Action, gruppo di 550 organizzazioni - verranno scritti nel tratto pedonale di via del Pigneto, a Roma. Riempiranno la strada in un'area lunga quasi centro metri. Circa 500 metri quadri per un'opera - avviata lo scorso 10 10 dicembre, Giornata mondiale dei diritti umani, per essere completata il 20 giugno, Giornata mondiale del rifugiato - che è stata ideata dall'artista Fabio Saccomani. Si intitola «(S)ink», con un gioco di parole in inglese tra Ink, cioé «inchiostro», e Sink, che vuol dire «affondare» Particolarità dell'opera è che i nomi dell'ecatombe di migranti vengono scritti con una speciale resina che, una volta asciutta, è invisibile. Finché non vengono bagnati: «Allora emergeranno tutti, improvvisamente - spiega Fabio Saccomani - nel momento in cui piove. Questo palesarsi, veicolato dall’acqua che richiama il mare dove la maggior parte di queste persone è annegata, consente di far parlare i nomi, di inserirli in una dialettica visibile-invisibile che travolge lo spettatore, stravolge il senso del luogo ed il senso di sicurezza che conferisce l’ordinario e il familiare». Nella lista dei morti non sempre è stato possibile dare un nome a tutte le vittime di ogni singolo naufragio. In quel caso la lista riporta «no name» e la nazionalità. (S)ink è un progetto di Fabio Saccomani e della Biennale MArteLive 2019 prodotto da Scuderie MArteLive in collaborazione con "RomaBPA Mamma Roma e i suoi figli migliori". Come le "Pietre d'inciampo", incastonate sui marciapiedi davanti ai portoni delle case dove vivevano gli ebrei deportati dai nazisti, così i nomi dei migranti affogati ricorderanno a chi li calpesta questa enorme tragedia. «Sì, ma con una grande differenza. Quest'opera - spiega l'autore - non propone la pacificazione prodotta da un monumento funebre, che nella sua stabilità cristallizza quella situazione. Questo è differente, è un monumento che purtroppo continuerà a crescere, non vuole essere conciliante come per un avvenimento concluso nel passato. Perché non è il mare che li ha uccisi, non sono catastrofi e fatalità, ma sono morti per colpa delle attuali scelte politiche dell'Europa e dei singoli stati». Secondo Saccomani «oggi assistiamo a una grande rimozione collettiva di questo dramma, e questa opera vuole denunciarlo. Più che di tragedia, dovremmo parlare di genocidio, morte in massa di poveri e fuggiaschi, accomunati non tanto da una religione o un’appartenenza etnica, ma da una condizione sociale ed economica». A far scattare l'idea al giovane artista è la foto pubblicata nel 2015 su tutti i giornali del corpicino senza vita su una spiaggia turca di Alan Kurdi, bimbo siriano di 3 anni di etnia curda, affogato durante il tentativo di fuggire dalle violenze del Daesh, il sedicente Califfato islamico. «Era uguale a mio nipote Roberto quando dorme. Quell'immagine mi ha colpito, mi ha fatto male. E quando ho visto sul Manifesto la lista dei migranti morti, ho deciso che questi nomi dovevano essere monumentalizzati. Quando da studente andai ad Auschwitz - spiega - mi chiesi come era stato possibile che la gente avesse tollerato quell'orrore. Sono due tragedie assolutamente diverse, sia chiaro. Ma oggi che le informazioni circolano liberamente, a differenza di allora, come è possibile che sia tollerata questa brutalità? Come è possibile abituarsi ad accettarla?» Saccomani, 33 anni, livornese, si laurea a Scienze politiche studiando sociologia e specializzandosi in semiotica. Per un anno lavora come consulente di comunicazione scientifica. In viaggio in Costa D'Avorio resta scioccato incontrando un mendicante adolescente, tanto deforme da dover gattonare: sua madre, racconta il ragazzino, in gravidanza raccoglieva rifiuti in una discarica dove arrivavano rifiuti radioattivi dei laboratori radiologici europei. Poi per Saccomani arriva lo choc della morte di Alan Kurdi. Il brillante sociologo si licenza. Ora gira l'Italia portando in giro il suo spettacolo in cui, moderno giullare, stigmatizza ridendo i guasti che il neoliberismo produce sui paesi poveri. Una delle cause che costringono migliaia di migranti a fuggire verso quella Fortezza Europa che lascia sollevati i ponti levatoi sul Mediterraneo. (Luca Liverani – Avvenire)    

Ius soli e ius culturae: su Tv2000 le docu-serie “Il nostro Paese” e “Meet Generation”

11 Dicembre 2019 - Roma - Italiani si diventa. È il filo rosso delle docu-serie "Il nostro Paese", in onda su Tv2000 dal 14 dicembre ogni sabato ore 17.30, e ‘Meet Generation, incontri di quotidiana cittadinanza’, dal 17 dicembre dal martedì al venerdì ore 19. ‘Il nostro Paese’ è un viaggio nell’Italia di oggi alla scoperta di ragazze che sono parte integrante di questo Paese, ma che la legge considera stranieri. Il racconto della vera grande ricchezza a lungo termine del Paese. In otto episodi le storie di: Insaf, 22 anni, origini tunisine, vive a Bologna e studia Scienze politiche; Rabia, 22 anni, nata in Pakistan ma arrivata in Italia all'età di un anno; Ihsane, crede nella Costituzione italiana, nata in Marocco vive a Reggio Emilia, studia Legge e fa la mediatrice culturale; Mariya, 30 anni, mediatrice culturale in ambito sanitario, è nata in Bielorussia e vive a Napoli da 14 anni; Anna, ha la cittadinanza in un paese che non ha mai visto, 25 anni, studia Finanza e consulenza alla Partenope a Napoli; Ana Laura che vorrebbe frequentare il collegio europeo a Bruges, 20 anni, nata in Brasile e arrivata in Italia nel 2007, frequenta la facoltà di Relazioni pubbliche a Gorizia; Alessia, 20 anni, nata in Russia, è campionessa ma non può gareggiare; Sabrine, 21 anni, di origini tunisine, nata a Barletta, studia Scienze politiche relazioni internazionali. La serie è scritta e diretta da Matteo Parisini.  L'altra docu-serie, "Meet Generation, incontri di quotidiana cittadinanza",  diretta da Enrico Guidi, raccoglie diciassette storie di incontro di giovani: un ragazzo italiano che diventa importante nel percorso di integrazione di un suo coetaneo di origine straniera. I ritratti doppi sono storie di compagni di scuola, colleghi di lavoro, amici, fidanzati, e mostrano la vita quotidiana di entrambi: i momenti di svago, lavoro, condivisione vissuti insieme. ‘Meet Generation’ si sofferma anche sul cammino verso l’acquisizione della cittadinanza italiana dei protagonisti di origine straniera – nati o cresciuti da genitori che hanno deciso di costruire in Italia il loro futuro – spiegando le eventuali difficoltà da loro vissute, legate alla vigente legge italiana.

Mci Germania-Scandinavia: a gennaio il Consiglio di delegazione

11 Dicembre 2019 - Francoforte - La prossima riunione del Consiglio di Delegazione delle Missioni cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia  avrà luogo il 13 e 14 gennaio 2020 ad Aschaffenburg, presso la Fraternità Francescana di Betania. Tra i temi all’ordine del giorno: informazioni sulle novità dalle Missioni, approvazione dei bilanci consuntivi del 2019, alcuni chiarimenti sulla Commissione Giovani, preparazione degli incontri di Zona di febbraio, programmazione del 2021.

A “l’Italia con voi” gli italiani di Toronto

11 Dicembre 2019 - Roma - Salvo Sottile, il giornalista al timone di “Mi Manda Raitre” e di “Prima dell’alba”, è il primo ospite di Monica Marangoni, accompagnata come di consueto da Stefano Palatresi al pianoforte nella trasmissione L’Italia con Voi su Rai Italia di oggi. Poi, torna in trasmissione per raccontarci i suoi nuovi impegni artistici, il cantautore Jacopo Ratini con il suo ultimo album. Dalla musica alle bontà gastronomiche del Made in Italy con Ettore Prandini, presidente della Coldiretti. Con il tributarista Nicola Forte si inizia a parlare delle imposte che gravano sulla casa per i nostri connazionali all’estero che hanno una abitazione in Italia. Segue, collegato dalla sede Rai di Milano, Piero Bassetti, Presidente di Globus et Locus, per il consueto appuntamento con il tema dell’italicità nel mondo. Chiude la puntata la rubrica “I had a dream”, che ci porta sul Lago di Lesina, luogo magico dove Claudio Marenzi realizza i suoi abiti. Per le Storie dal Mondo si va in una pasticceria siciliana a Springfield, punto di riferimento per tutti gli italiani del Massachusetts. Poi, a Toronto, per incontrare Luciano Lombardi, animatore del gruppo Facebook “Italiani a Toronto”, che aiuta i nostri connazionali ad inserirsi nella nuova società.  

Il Circo di Mosca all’udienza con Papa Francesco

11 Dicembre 2019 -
Città del Vaticano - Si è molto divertito Papa Francesco questa mattina in Aula Paolo VI.  Dopo la catechesi e prima dei saluti in lingua italiana ha, infatti, assistito all'esibizione del Circo di Mosca, il “Great Moscow State City”, i cui giovani artisti e giocolieri hanno eseguito sul palco acrobazie ed evoluzioni, che il papa ha seguito con interesse. Alla fine l’artista più giovane, autrice degli esercizi con il maggiore livello di difficoltà, ha abbracciato calorosamente il Papa e gli ha offerto una delle forcine che servono per raccogliere i capelli durante i numeri acrobatici. Poi, dopo il saluto con gli altri circensi, la bimba biondissima, occhi azzurri color del cielo, è tornata ad abbracciare il Santo Padre mettendosi fiera al suo fianco.

Unione europea: sostegno agli sfollati siriani in Turchia

11 Dicembre 2019 - Bruxelles -  L’Unione europea ha mobilitato completamente il bilancio operativo di 6 miliardi di euro dello strumento per i rifugiati in Turchia, “in linea con il suo impegno per l’attuazione della dichiarazione Ue-Turchia”. Le erogazioni totali dovrebbero raggiungere i 3 miliardi di euro entro la fine del 2019, con un ulteriore aumento a 4 miliardi di euro previsto entro la fine del 2020. “Grazie a questo sostegno, 95 progetti – chiarisce la Commissione Ue – sono attualmente in corso in tutta la Turchia a beneficio di oltre 1,7 milioni di rifugiati, tra cui 500mila bambini. Altri 25 contratti aggiuntivi dovrebbero essere firmati nei prossimi mesi”. Oliver Várhelyi, commissario per il vicinato e l’allargamento, commenta da Bruxelles: “La piena mobilitazione dei 6 miliardi di euro dello strumento per i rifugiati in Turchia conferma l’impegno dell’Unione europea a mantenere le sue promesse. Continueremo il nostro sostegno ai rifugiati e alle comunità ospitanti in Turchia in vari settori che sono di fondamentale importanza per la loro qualità di vita, il futuro dei loro figli e la loro integrazione in generale”. Janez Lenarčič, commissario europeo per la gestione delle crisi, aggiunge: “Il sostegno ai rifugiati in Turchia è una priorità per l’Ue. Grazie al sostegno dell’Unione, oltre 1,7 milioni di rifugiati vulnerabili coprono le loro esigenze di base, come l’affitto e le medicine, e più della metà sono ragazzi che vanno a scuola”.

Mons. Baez ha celebrato la festa dell’Immacolata con la comunità nicaraguense di Miami

10 Dicembre 2019 -
Miami – Mons. Silvio José Baez, Vescovo ausiliare di Managua, che attualmente risiede in Vaticano, è stato invitato dalla parrocchia di Sant’Agata a Miami (USA) a celebrare la festa dell'Immacolata Concezione di Maria, l'otto dicembre. E' stato accolto da centinaia di nicaraguensi che abitano lì e che mantengono inalterate le loro consuetudini religiose. La festa della "Purissima", come viene chiamata in Nicaragua l’Immacolata Concezione, infatti è molto sentita e viene celebrata con devozione e grande festa in tutto il paese. Per questo la comunità nicaraguense che vive a Miami ha avuto la presenza del Vescovo ausiliare di Managua, per vivere insieme a lui questo evento di fede che lega i nicaraguensi ovunque si trovino nel mondo, come riferisce l’agenzia Fides. Nella celebrazione si è pregato in modo particolare per questo paese sofferente, e Mons. Baez ha chiesto al Presidente Ortega e alla Vicepresidente, la moglie Rosario Murillo, di abbassare il tono del linguaggio aggressivo che usano, e di ricordare che "nessuno è eterno. Si chiedano quale eredità vogliono lasciarsi alle spalle, perché tutti passiamo e tutto finisce. E’ importante trovare un significato per la propria vita, per poter dire alla fine: valeva la pena vivere e la gente mi ricorda non con odio o risentimento, ma con gratitudine – ha detto Mons. Báez -. Penso sia ora di pensare in questo modo. Nessuno è eterno, anche il potere finisce. Nessun potere è eterno, ma come dice il Salmo solo ‘il Signore esiste da sempre e vive per sempre’.” La parrocchia di Sant'Agata a Miami sorge molto vicino ad un quartiere chiamato "piccola Managua" per il gran numero di nicaraguensi che vi abitano e che la frequentano. Dopo la messa Mons. Baez ha incontrato la comunità centro americana e ha commentato che "quanto accade alla Chiesa in Nicaragua è la stessa cosa che accade alla Chiesa cattolica nella storia dell'umanità”. "L'importante è che noi cristiani questi momenti non li viviamo come vittime, né con vendetta, odio o risentimento – ha sottolineato il Vescovo -. Li viviamo come un'occasione per testimoniare Gesù Cristo. Li viviamo come un momento che ci rafforza nella fede e ci aiuta a crescere nella fiducia verso il Signore per non sminuire il nostro ministero della verità di pace e giustizia". Poi Mons. Baez ha ricordato ai presenti che ormai nessuno dà credibilità a quanto disse Ortega sui Vescovi, il 19 luglio 2018: "la Chiesa con i Vescovi golpisti, e nelle chiese si nascondono i terroristi". "Nei sette mesi che sono in Europa, ho visto che nessuno ha creduto a quel racconto della Chiesa che vuole il colpo di stato, dei sacerdoti terroristi, delle chiese che davano rifugio a coloro che stavano uccidendo il popolo" ha affermato Baez, che ha concluso: "A quella narrativa inventata dal governo, nessuno ha creduta fuori dal Nicaragua".
 

Mci Germania-Scandinavia: nella prima settimana di Quaresima gli Esercizi Spirituali

10 Dicembre 2019 - Francoforte -  Gli Esercizi Spirituali del 2020 delle Missioni cattoliche Italiane di Germania e Scandinavia si terranno nella prima settimana di Quaresima, dal 2 al 6 marzo, presso l’Exerzitienhaus Leitershofen, una località a pochi chilometri da Augsburg. Saranno predicati da fr. Ludwig Monti, biblista, del monastero di Bose, autore dl volume   “Le domande di Gesù” Il tema scelto per gli Esercizi è quello dell’attuale anno pastorale. Verte sul primo dei quattro settori di riflessione proposti dalla Chiesa tedesca per il “cammino sinodale” iniziato col nuovo anno liturgico (domenica 1dicembre): il “potere” (l’autorità, la partecipazione, la condivisione) nella chiesa. "Lo abbiamo titolato “Se io vi ho lavato i piedi”, proprio perché solo confrontandoci con l’esempio e gli insegnamenti di Gesù possiamo trovare il modo corretto per esercitare il nostro servizio pastorale, evitando gli abusi che stanno anche alla base di tanti scandali nella chiesa e che allontanano le persone, perchè non coinvolte in una sequela attiva del Risorto, in una cogestione del suo mandato missionario", scrive il delegato nazionale p. Tobia Bassanelli.

La “partita” vinta di Ebrima, grazie al contratto in serie A

10 Dicembre 2019 - ROMA - La prima volta che si è seduto in panchina da titolare era il 27 ottobre scorso, per un match di quelli importanti: Roma-Milan. Ma la sua partita più importante l’aveva già vinta senza neanche entrare in campo. Diciott’anni appena compiuti, originario del Gambia, Ebrima Darboe è arrivato in Italia nel 2017 da solo, dopo aver passato un periodo nell’inferno dei campi in Libia.  Salvato in mare da una nave della Guardia costiera, è stato accolto prima a Catania, poi in uno Sprar per minori non accompagnati a Rieti, gestito da Arci. Ed è qui che il suo sogno ha cominciato a diventare realtà tra mille difficoltà. Anche Ebrima, o “Ibra”, come lo chiamano i compagni di viaggio incontrati nella cittadina dell’alto Lazio, una volta diventato maggiorenne ha dovuto scontrarsi con le nuove regole imposte dal decreto sicurezza, volute dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, che, caso vuole, fosse anche lui allo stadio Olimpico nel giorno del suo esordio. Come minore straniero non accompagnato, infatti, Ebrima ha fatto domanda di protezione in Italia. La commissione territoriale gli aveva accordato una protezione umanitaria (abolita in seguito dal decreto Salvini). La sua regolarizzazione è stata possibile solo con il contratto fatto dalla A.S. Roma che gli ha dato la possibilità di convertire la protezione in permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Ma arrivarci è stato complicatissimo, ad ostacolare il suo percorso, oltre alle leggi sull’immigrazione, sono state le regole ferree della Federazione gioco calcio, che pongono una serie di restrizioni al tesseramento degli stranieri. “C’è stato un periodo in cui sembrava che le cose non potessero andare avanti, e quindi noi come Ebrima, avevamo perso le speranze: quando abbiamo sentito che il tesseramento e il contratto con la Roma diventavano possibili, abbiamo provato una gioia immensa: perché non era un risultato importante solo per lui ma anche per tanti altri ragazzi che sono nella sua situazione - sottolinea Davide Ballone, educatore dell’Arci di Rieti -. Lui è un talento e siamo felici che diventi un calciatore di serie A, ma abbiamo tanti altri casi, come il suo in cui  la burocrazia rema contro, anche a fronte di ragazzi che nel nostro paese hanno fatto un percorso importante”. Come rilevato anche dal recente rapporto di Unhcr, Oim e Unicef, dal 2014 ad oggi sono arrivati nel nostro paese circa 70mila minori stranieri non accompagnati, il 90 per cento dei quali diventati maggiorenni negli ultimi anni. Le Procedure burocratiche lente e complesse, la difficoltà di integrazione e di ottenere un contratto di lavoro, che si aggiungono alle ferite dei traumi subiti durante il viaggio, rendono la loro transizione verso l’età adulta un cammino sempre più difficile. La fortuna di Ebrima è stato incontrare lungo il viaggio persone hanno creduto al suo sogno, e che insieme a lui hanno lottato perché potesse realizzarlo. Una volta arrivato a Rieti, infatti, il ragazzo è stato inserito in un percorso formativo e di integrazione: la mattina andava a scuola, il pomeriggio, insieme agli altri ospiti del centro si dedicava alle attività extrascolastiche. Tra queste c’era la possibilità di giocare a calcio con lo Young Rieti, la squadra locale. “Dal primo allenamento ci siamo accorti che era di un livello altissimo: per noi che facevamo il campionato provinciale era un fenomeno, una vera chicca - racconta l’allenatore Francesco Spognardi -. Come tutti quelli bravi, faticava a passare la palla ai compagni, voleva fare sempre tutto da solo, io dovevo insegnargli il gioco di squadra, ma non volevo perdesse l’inventiva. Abbiamo lavorato molto insieme, non so descrivere la gioia immensa nel vederlo in panchina quella domenica. Tifo un’altra squadra ma da quando lui è lì tifo anche Roma. E’ un grande riconoscimento, per noi e per lui: a fine allenamento si fermava sempre più degli altri per voglia di imparare. Ma oltre la tecnica ho cercato anche di insegnargli a non ascoltare le parole cattive, gli insulti degli altri: quando qualcuno ci ha provato, magari per provocare un fallo di reazione, lui mi guardava e io gli ho sempre detto di non ascoltare, di lascia perdere i provocatori che ci sono e ci saranno sempre”. Lo Young Rieti ha da anni un progetto di integrazione con il Comune e con lo Sprar (oggi Siproimi). “ E’ un progetto dedicato a tutti, non facciamo distinzioni, per noi sono tutti ragazzi uguali - racconta Massimo Masi, presidente dello Young Rieti - Ma certo, Ebrima spiccava per talento, quindi quando un talent scout l’ha notato è iniziato un percorso da una parte bellissimo, perché gli dava la possibilità di andare in serie A, dall’altro difficilissimo, perché abbiamo dovuto lottare tanto”. Il primo tesseramento con la squadra reatina infatti è stato abbastanza facile, nonostante il ragazzo fosse minore. “Il sindaco di Rieti ha firmato come tutore e siamo riusciti a tesserarlo, il problema si è posto con il passaggio alla serie A, perché non riuscivamo a far accettare i documenti. Abbiamo inviato le carte a Bruxelles, a Zurigo, ovunque - aggiunge -. Dopo vari rifiuti ci siamo riusciti, ma abbiamo lottato tantissimo”. La severità di Fifa e Figc nel tesseramento dei ragazzi provenienti dall’Africa è legata anche alla paura della cosiddetta “tratta dei baby calciatori”: non di rado, infatti, ragazzi minori vengono fatti arrivare in Europa con documenti falsi per giocare in campionato. E per ingrossare gli introiti del calcio scommesse. A questo si aggiungono “le restrizione per i cittadini extra comunitari per entrare a far parte delle società sportive, perché c’è un  limite massimo e alcuni criteri da seguire. I ragazzi devono avere un anno di scuola alle spalle, la scuola deve essere pubblica o paritaria. Ma la Fifa era molto cauta anche per verificare che non fosse un caso di tratta dei giocatori. - spiega ancora Davide Ballone -. Nel frattempo noi avevamo preso accordi con la Roma che lo aveva nella primavera, senza poterlo far giocare in campionato. Poi fortunatamente la Figc ha emanato una circolare che parificava i ragazzi stranieri ai ragazzi italiani, in quanto minori, ed è stato il nostro cavallo di troia che ha dato il via libera al  tesseramento”. Al compimento dei 18 anni è arrivato anche il contratto che ha permesso di convertire la protezione umanitaria in permesso di lavoro. E ora il percorso seguito da Ebrima Darboe è un modello anche per altri ragazzi. Non solo per chi gioca a calcio (già un altro ragazzo è statto tesserato con la squadra del Perugia) ma anche per gli altri che stanno portando avanti un percorso di integrazione in Italia.  “Per noi la cosa più importante è stata, non solo riuscire a rompere il sistema, ma ribadire che la migrazione è veramente ricchezza se ben gestita - conclude Ballone - le persone che accolgono e quelle che arrivano se messe insieme possono raggiungere grandi risultati e abbattere tanti muri, con o senza una palla al piede”. (Eleonora Camilli)  

Cresca in noi almeno una briciola di bontà! e sarà Natale. Una meditazione del Card. Comastri

10 Dicembre 2019 - Città del Vaticano - Curzio Malaparte (1898-1957), scrittore pungente e profondo, è arrivato alla fede e ha chiesto il Santo Battesimo un mese prima della sua morte: infatti è stato battezzato nel mese di giugno del 1957 ed è morto nel mese di luglio dello stesso anno, all'età di 59 anni. Perché ha esitato tanto prima di aprire il cuore a Gesù? Una causa è stata la festa del Natale non ben vissuta, non ben testimoniata da noi cristiani. In occasione del Santo Natale del 1954 (tre anni prima di morire) Curzio Malaparte denunciò lo scandalo del Natale contro-testimoniato dai cristiani e scrisse quasi con sdegno: "Quando si avvicina il Natale, molti si preparano ad una grande ipocrisia. Non hanno nel cuore una briciola di bontà, non gli importa niente di chi soffre, covano invidie e gelosie e rancori con incredibile disinvoltura, tengono stretto il loro egoismo come se fosse un lingotto d'oro ... e poi festeggiano il Santo Natale! No! No! Questa è ipocrisia" Provate a dargli torto. E il poeta triestino Umberto Saba (1883-1957) in occasione del Santo Natale scrisse: "Signore Gesù, siamo tutti uguali! Ricchi o poveri, istruiti o non istruiti è la stessa cosa. Ciò che ci rende differenti è la bontà. Sì, soltanto la bontà fa la differenza tra le persone. Signore Gesù, fa' crescere in noi almeno una briciola di bontà". Solo così sarà un vero Natale. Auguro a tutti con tutto il cuore che, in occasione del Natale, cresca in noi una briciola di bontà e tutti la vedano e la seguano come una stella che porta a Betlemme: porta a Gesù. Buon Natale! (Angelo Card. Comastri - Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano Arciprete della Basilica Papale di San Pietro)

Milano:  la mostra Presepi del Mondo al villaggio interculturale

10 Dicembre 2019 - Milano - In occasione del Natale l’Associazione COE promuove la mostra di Presepi del Mondo che sarà allestita all’interno del primo villaggio interculturale itinerante di Milano presso il Parco Trotter da sabato 14 a mercoledì 18 dicembre 2019 ad ingresso gratuito. L’inaugurazione è prevista sabato 14 dicembre alle ore 15.00 con la visita guidata. I Presepi del Mondo è come un vero e proprio giro del pianeta per riscoprire la bellezza del Natale attraverso oltre 60 Natività provenienti da 45 Paesi del mondo. L’esposizione presenta solo una parte della significativa collezione di Presepi dell’Associazione COE costruita nei sessant’anni della sua storia.

Circo: il Capodanno del piccolo circo dei sogni

9 Dicembre 2019 - Peschiera Borromeo - Per festeggiare come si deve l’arrivo del nuovo anno, il Piccolo circo dei sogni di Peschiera Borromeo (Milano) propone un Veglione di San Silvestro unico nel suo genere. Sotto il variopinto tendone, in cui si respira la magica atmosfera circense, avranno luogo il 31 dicembre 2019, a partire dalle 20.30, i festeggiamenti di capodanno. La serata sarà accompagnata dall’esibizione live di alcuni artisti e, in attesa della mezzanotte, andrà poi in scena “Il bosco innevato”, spettacolo diretto da Paride Orfei attraverso cui gli artisti circensi (acrobati a corpo libero, acrobati aerei, giocolieri, equilibristi, contorsionisti e tanti altri) intratterranno il pubblico presente. “Lo spettacolo che allestiremo - spiega Paride Orfei - narra la storia dei personaggi del bosco e di come si organizzano per celebrare a dovere il rientro di Babbo Natale, al termine della consegna dei doni ai bambini di tutto il mondo. I numeri circensi previsti sono di alta scuola e sapranno regalare forti emozioni a tutti”. Seguirà il classico countdown, con il brindisi di buon auspicio e scambio di auguri. Dopodiché spazio a musiche divertenti e balli di gruppo fino alle 2 del mattino.  

Istat: retribuzioni molto più basse per i dipendenti nati all’estero

9 Dicembre 2019 - Roma - Nel 2017, il 17% circa delle posizioni lavorative è stato occupato da lavoratori nati all’estero, la maggior parte dei quali (71% circa) nata in paesi extra-europei. Il differenziale retributivo dei lavoratori nati all’estero rispetto a quelli nati in Italia è negativo e più ampio per i lavoratori nati nei paesi extra-europei (-13,2%) rispetto a quello dei lavoratori nati in paesi europei (-9,4%). E’ quanto emerge dal Report Istat sui differenziali retributivi nel nostro Paese. Nelle posizioni lavorative occupate dalle persone nate all’estero, si legge nel Report diffuso oggi, la variabilità retributiva interna è più bassa di quella delle posizioni occupate da lavoratori nati in Italia. La differenza rispetto ai nati in Italia è più marcata con riferimento al livello retributivo del nono decile, ossia alla retribuzione percepita dal 10% delle posizioni lavorative con retribuzione oraria più elevata. A fronte di 21,93 euro orarie percepite dai nati in Italia, il nono decile fa registrare 15,08 euro per i nati fuori dall’Italia con un differenziale negativo pari al -31% circa. Il 10% delle posizioni occupate da lavoratori nati fuori dall’Italia con retribuzione più bassa (primo decile), invece, hanno una retribuzione oraria fino a euro 7,56 (e gli italiani fino a 8,17 con un differenziale pari al -7,5%). Per quanto riguarda le caratteristiche aziendali, i lavoratori nati all’estero, si legge ancora nel Report Istat,  sono più̀ concentrati in imprese che hanno la sede nel Nord-est (30,4% rispetto al 22,6% degli italiani) e nel Nord-ovest (34,0% rispetto al 30,8% dei nati in Italia); nelle imprese medio-piccole (fino a 49 dipendenti) e nei settori Attività di servizi di alloggio e ristorazione, e di Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese. Relativamente alle caratteristiche del rapporto di lavoro e del lavoratore, rispetto alle posizioni lavorative occupate da lavoratori nati in Italia, quelle occupate da persone nate all’estero sono prevalentemente concentrate nella qualifica di operaio (85% circa rispetto al 57% dei nati in Italia), a bassa anzianità lavorativa ossia inferiore a 5 anni (81% rispetto al 63,6%), tra gli uomini (63,2% contro il 58,1%), prevalentemente con istruzione primaria e secondaria (istruzione terziaria per il 7,2% delle posizioni lavorative straniere versus il 14,6% circa degli italiani) e con meno di 49 anni. Inoltre per i nati fuori dall’Italia si ha una maggiore incidenza dei contratti a tempo determinato (45,2% rispetto al 32,4% degli italiani) e a tempo parziale (quasi 36% rispetto al 30,8%). Per i lavoratori nati all’estero rispetto a quelli nati in Italia, il differenziale delle retribuzioni e la variabilità retributiva, sono più ridotti per le categorie con retribuzioni orarie più basse, in particolare per le femmine, i giovani, i lavoratori con contratto a tempo parziale o a tempo determinato e gli occupati in imprese di medio-piccole dimensioni. Relativamente all’input di lavoro, le ore retribuite sono sempre decisamente inferiori per i lavoratori nati all’estero rispetto a quelli nati in Italia.