Primo Piano
Papa: in diretta su Tv2000 la messa per la Comunità filippina
Migrantes Cosenza: domenica 22 dicembre celebrazione con le comunità etniche
Cosenza - “Vogliamo vivere il Natale come una grande famiglia umana”, questo lo spirito che animerà la Santa Messa organizzata dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Cosenza-Bisignano che, domenica 22 dicembre, alle ore 17, presso il Duomo di Cosenza, accoglierà tutte le comunità presenti in città per un celebrazione con l’arcivescovo, mons. Francesco Nolè e con molti cristiani cattolici provenienti da almeno quattro continenti, Europa, Asia, Africa e America del centro e del sud, e con i sacerdoti e le suore che li accompagnano. I canti e le preghiere proposte da persone provenienti da esperienze e nazioni differenti caratterizzeranno la Celebrazione in cui "rivolgeremo - dice il direttore Migrantes Pino Fabiano - una particolare preghiera a Gesù per affidargli i tanti migranti che nel mondo saranno, in questo giorno, lontani dalla propria terra, dalla propria famiglia, dalla propria comunità parrocchiale, affinché trovino nei fratelli cristiani, nei paesi di arrivo, l’accoglienza evangelica".
Notizie senza approdo: il 17 dicembre la presentazione a Roma
Roma - Quanto, come e quando i media italiani hanno raccontato le migrazioni e le minoranze nel 2019? Se e in che modo tale narrativa ha influenzato la percezione di lettori e ascoltatori? Qual è stata la presenza di migranti e rifugiati nell’informazione? A questi e ad altri quesiti prova a rispondere “Notizie senza approdo”, settimo rapporto annuale su media e immigrazione curato dall’Associazione Carta di Roma insieme all’Osservatorio di Pavia, i cui dati saranno presentati il 17 dicembre presso la Camera dei deputati a Roma. A presentare le tendenze rilevate e a confrontarsi su di esse saranno, Valerio Cataldi, presidente dell’Associazione Carta di Roma; Ilvo Diamanti, professore presso l’Università di Urbino e direttore di Demos; e Paola Barretta, coordinatrice dell’Associazione Carta di Roma e ricercatrice presso l’Osservatorio di Pavia. Interverranno Triantafillos Loukarelis, direttore UNAR, Giuseppina Paterniti, direttrice TG3, Djarah Kan, scrittrice, Ozlem Önder, vicepresidentessa UNIRE. Modererà Anna Meli, direttrice comunicazione COSPE. “Notizie senza approdo” è composto da 3 sezioni: analisi della carta stampata; analisi dei telegiornali nazionali prime time (Rai, Mediaset, La7); analisi delle voci di migranti e rifugiati nell’informazione di prima serata.
Attraverso dati e casi di studio sono tracciate le principali tendenze del racconto mediatico del fenomeno migratorio nel 2019 che conferma il tema immigrazione si conferma come tema centrale dell’informazione mainstream con un aumento, sulle prime pagine dei quotidiani, del 30% rispetto all’anno precedente e “picchi di attenzione nei notiziari di prima serata tra i più alti degli ultimi 5 anni”.
Viminale: nel 2019 poco più di 11mila persone sbarcate sulle coste italiane
CEI: on line il rendiconto 2018 con i progetti realizzati con l’8X1000
Migrantes Albenga: la scuola di italiano per stranieri in visita al Comune
Roma: al Pigneto i 37 mila nomi di chi è morto per arrivare in Europa
Ius soli e ius culturae: su Tv2000 le docu-serie “Il nostro Paese” e “Meet Generation”
Mci Germania-Scandinavia: a gennaio il Consiglio di delegazione
A “l’Italia con voi” gli italiani di Toronto
Il Circo di Mosca all’udienza con Papa Francesco
Unione europea: sostegno agli sfollati siriani in Turchia
Mons. Baez ha celebrato la festa dell’Immacolata con la comunità nicaraguense di Miami
| Miami – Mons. Silvio José Baez, Vescovo ausiliare di Managua, che attualmente risiede in Vaticano, è stato invitato dalla parrocchia di Sant’Agata a Miami (USA) a celebrare la festa dell'Immacolata Concezione di Maria, l'otto dicembre. E' stato accolto da centinaia di nicaraguensi che abitano lì e che mantengono inalterate le loro consuetudini religiose. La festa della "Purissima", come viene chiamata in Nicaragua l’Immacolata Concezione, infatti è molto sentita e viene celebrata con devozione e grande festa in tutto il paese. Per questo la comunità nicaraguense che vive a Miami ha avuto la presenza del Vescovo ausiliare di Managua, per vivere insieme a lui questo evento di fede che lega i nicaraguensi ovunque si trovino nel mondo, come riferisce l’agenzia Fides. Nella celebrazione si è pregato in modo particolare per questo paese sofferente, e Mons. Baez ha chiesto al Presidente Ortega e alla Vicepresidente, la moglie Rosario Murillo, di abbassare il tono del linguaggio aggressivo che usano, e di ricordare che "nessuno è eterno. Si chiedano quale eredità vogliono lasciarsi alle spalle, perché tutti passiamo e tutto finisce. E’ importante trovare un significato per la propria vita, per poter dire alla fine: valeva la pena vivere e la gente mi ricorda non con odio o risentimento, ma con gratitudine – ha detto Mons. Báez -. Penso sia ora di pensare in questo modo. Nessuno è eterno, anche il potere finisce. Nessun potere è eterno, ma come dice il Salmo solo ‘il Signore esiste da sempre e vive per sempre’.” La parrocchia di Sant'Agata a Miami sorge molto vicino ad un quartiere chiamato "piccola Managua" per il gran numero di nicaraguensi che vi abitano e che la frequentano. Dopo la messa Mons. Baez ha incontrato la comunità centro americana e ha commentato che "quanto accade alla Chiesa in Nicaragua è la stessa cosa che accade alla Chiesa cattolica nella storia dell'umanità”. "L'importante è che noi cristiani questi momenti non li viviamo come vittime, né con vendetta, odio o risentimento – ha sottolineato il Vescovo -. Li viviamo come un'occasione per testimoniare Gesù Cristo. Li viviamo come un momento che ci rafforza nella fede e ci aiuta a crescere nella fiducia verso il Signore per non sminuire il nostro ministero della verità di pace e giustizia". Poi Mons. Baez ha ricordato ai presenti che ormai nessuno dà credibilità a quanto disse Ortega sui Vescovi, il 19 luglio 2018: "la Chiesa con i Vescovi golpisti, e nelle chiese si nascondono i terroristi". "Nei sette mesi che sono in Europa, ho visto che nessuno ha creduto a quel racconto della Chiesa che vuole il colpo di stato, dei sacerdoti terroristi, delle chiese che davano rifugio a coloro che stavano uccidendo il popolo" ha affermato Baez, che ha concluso: "A quella narrativa inventata dal governo, nessuno ha creduta fuori dal Nicaragua". |