Primo Piano

Madrid: premiati 7 progetti di giovani creativi

4 Marzo 2020 - Madrid - Sette progetti realizzati da studenti e giovani professionisti sono stati premiati a Madrid nell’ambito delle attività collegate all’Italian Design Day 2020 e al Madrid Design Festival. E’ il risultato  del concorso “Il Design – Un viaggio tra Italia e Spagna”, organizzato dall’Ambasciata d’Italia a Madrid e il Consolato Generale a Barcellona. I sette vincitori vedranno i propri progetti realizzati da altrettante imprese italiane e i prototipi saranno esposti in Ambasciata. “Con questa iniziativa, che si inserisce nel progetto ITmakES ideato e portato avanti in questi anni dall’Ambasciata, abbiamo dato forma a una nuova filosofia di promozione della nostra industria culturale creativa, basata sulla valorizzazione delle ‘relazioni virtuose’ che esistono tra imprese, giovani, media e centri di formazione di Italia e Spagna, in una logica di dialogo e di collaborazione tra i due Paesi”, ha detto l’Ambasciatore Stefano Sannino, che ha presieduto la giuria del concorso.  “Delle numerose proposte pervenute, abbiamo selezionato quelle che meglio interpretavano il tema del concorso e cioè l’oggetto identitario, quell’oggetto che ci aiuta a ricordare la nostra identità e che necessariamente deve adattarsi ad uno stile di vita sempre più flessibile, in cui abbiamo bisogno di ‘zaini’ più leggeri”, ha spiegato  Francesco Zurlo, Design Ambassador per l’Italian Design Day intervenuto a Madrid.

CEI: la prossima estate in vacanza in Italia

4 Marzo 2020 - Roma - L’Ufficio nazionale CEI per la pastorale del tempo libero, turismo e sport lancia su tutto il territorio l’appello #sceglilitalia perché “la prossima estate 2020 la meta della vacanza sia il nostro Bel Paese”, annuncia il Direttore don Gionatan Di Marco. In una lettera scaturita dall’emergenza sanitaria del Coronavirus si definisce la decisione “una scelta di autosostegno, di partecipazione attiva alla ripresa economica dell’Italia”. Da qui la richiesta ai tour operator e alle opere pellegrinaggi delle diocesi di “promuovere una campagna” con “proposte concrete per passare le vacanze durante l’estate del 2020 nel nostro Paese, magari valorizzando le cooperative, gesti concreti delle varie diocesi, che lavorano nella valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiale e la fitta rete delle nostre case per ferie, ostelli, case vacanze”. Un’iniziativa perché “nessuno si senta abbandonato, ma tutti sentano un pezzo del peso di questo tempo difficile sollevarsi dalle proprie spalle”. Così don Di Marco chiede di diffondere il messaggio e “di concretizzarlo per il bene comune e per un’estate in cui possa splendere il sole delle speranze e delle possibilità realizzate”. Intanto l’Ufficio CEI fa sapere che il simposio sul turismo conviviale dal tema “Verso un modello italiano di cammino di fede” non è annullato ma verrà svolto online, “potendo ascoltare le relazioni previste” su tre parole: lentezza, benessere e festa. Venerdì 27 marzo sul sito dell’Ufficio sarà disponibile il materiale con cui partecipare al simposio.  

Ismu: nel 2019 calano le richieste di asilo e aumentano i dinieghi

4 Marzo 2020 - Milano - Dopo la riduzione del numero di richiedenti asilo rilevata nel 2018, l’ Ismu segnala che nel 2019 si è registrata un’ulteriore contrazione delle domande di protezione.  Nel 2019 sono stati infatti 39mila i migranti che hanno fatto domanda di asilo, il 27% in meno rispetto al 2018, anno in cui le domande pervenute erano state 54mila. Andando indietro nel tempo, il trend delle richieste di asilo ha registrato in Italia – così come in altri paesi UE - un significativo aumento negli anni della “crisi dei rifugiati”, quando si verificarono consistenti arrivi via mare di persone in fuga dalle guerre in Medio Oriente e in Africa. Il primo consistente picco di richieste si registrò nel 2014, quando 63mila migranti presentarono domanda di protezione in Italia (contro i circa 26mila del 2013). Nel 2015 i richiedenti arrivarono a 84mila. Il 2016 fu poi l’anno del raddoppio: le domande presentate furono 124mila. Ma il record si è toccato nel 2017, con oltre 130mila richiedenti asilo: il numero più alto registrato nel nostro paese in venti anni. Tra i richiedenti asilo aumentano le donne e la fascia dei 35-64enni. A fronte di una riduzione del numero assoluto di richiedenti asilo rispetto a quattro anni fa, si registrano – secondo l’Ismu - alcuni cambiamenti nelle caratteristiche demografiche. Primo fra tutti l’aumento della proporzione di donne tra i richiedenti asilo: mentre nel 2016 costituivano il 15%, nel 2019 rappresentano quasi un quarto del totale (23,8%). Passando all’età, si nota che chi cerca protezione nel nostro paese è per la maggior parte giovane: ma se i 18-34enni costituivano l’80% nel 2016, nel 2019 rappresentano il 71%, e sta crescendo la quota dei 35-64enni, che nel 2019 rappresentano il 27% del totale (erano il 10% nel 2016). Diminuiscono i richiedenti provenienti dall’Africa. Se nel 2016 e nel 2017 i richiedenti asilo di nazionalità africane erano largamente maggioritari - costituivano il 70% del totale, in numero assoluto rispettivamente 88mila e 92mila -, nel 2018 e ancor più nel 2019 la componente africana tra i richiedenti asilo è drasticamente diminuita, scendendo rispettivamente a 25mila e 12mila persone (-86% in tre anni). In particolare la Nigeria, che dal 2014 al 2017 è stato il principale Paese di nazionalità dei richiedenti asilo, ha registrato un fortissimo calo, passando da 27mila richieste nel 2016 a 2.950 nel 2019 (-90%). In termini relativi – spiegano ancora i ricercatori dell’Ismu -  nel 2019 la componente africana è dunque scesa a un terzo del totale, mentre sono stati in particolare i cittadini di paesi dell’Asia a registrare l’incidenza più significativa: il 41% del totale, pari a oltre 16mila richiedenti asilo con nazionalità asiatica. Il 2019 registra inoltre un’importante crescita delle provenienze dal continente Americano: oltre 6.700 richiedenti asilo - il 17% del totale - proviene da paesi del Centro e Sud America. Da tale continente le richieste di asilo sono quadruplicate in tre anni. Crescono i dinieghi: nel 2019 il 65% delle domande ha avuto esito negativo. È aumentato il numero di domande di protezione che ha avuto esito negativo: nel 2019 esse rappresentano il 65% (contro il 58,6% del 2018), quindi più di due terzi delle persone che hanno chiesto asilo nel nostro paese l’anno scorso non ha ottenuto nessuna forma di protezione (pari a 62mila persone). Relativamente alle nazionalità, nel 2019, gli esiti negativi alle domande di asilo presentate riguardano soprattutto cittadini provenienti da: Gambia (81% di dinieghi), Bangladesh (79%), Senegal (78%) e Ucraina (74%). Tra i paesi con il più alto tasso di riconoscimento di una forma di protezione – e quindi con la più bassa percentuale di dinieghi – vi sono il Venezuela (solo il 2,5% di domande respinte), l’Iraq (16%) e El Salvador (40%). I dati del Ministero dell’Interno rilevano che lo status di rifugiato è stato concesso a 4.800 persone nel 2016 e a oltre 10mila nel 2019, per un totale di quasi 30mila migranti a cui è stato riconosciuto questo status in quattro anni. In termini relativi, lo status di rifugiato ha costituito il 5% degli esiti nel 2016 e l’11% del 2019.  A ottenere lo status di rifugiato nel 2019 sono state soprattutto le donne: tra le richiedenti il 26% ha ottenuto questa forma di protezione, contro il 7,5% tra i richiedenti uomini.  

Tavolo Asilo: preoccupazione per quanto sta accadendo sul confine greco-turco

4 Marzo 2020 - Roma - Ai confini dell'Europa “stiamo assistendo a massicce violazioni dei diritti umani ed al completo fallimento delle politiche europee in materia di asilo”. Lo affermano le associazioni riunite nel Tavolo asilo - tra cui molte organizzazioni cattoliche -, che esprimono preoccupazione per quanto sta accadendo in questi giorni. Tanti episodi che “rappresentano inaccettabili violazioni del principio del diritto internazionale del non respingimento dei richiedenti asilo e rifugiati e del diritto d'asilo previsto dalle Costituzioni e dalla Carta di Nizza, nonché una violazione delle direttive Ue in materia di protezione internazionale che consentono a tutti l'accesso al territorio per fare esaminare le proprie richieste di protezione o d'asilo”. Il Tavolo asilo critica di nuovo l'accordo tra Ue e Turchia sottoscritto nel 2016, una scelta “non soltanto sbagliata, ma anche controproducente”. “Si è infatti fornita al presidente turco un'arma di ricatto efficacissima: milioni di persone che potrebbero tentare di arrivare in Europa se il regime decidesse di aprire le frontiere, come paventa anche in questi giorni per ottenere sempre più risorse”, osservano. “Non si può restare inerti davanti alla cancellazione della civiltà giuridica dell'Europa - affermano le organizzazioni -. Le politiche di esternalizzazione delle frontiere attuate dagli Stati Ue finiscono per produrre crimini contro l'umanità: investire sulla militarizzazione delle frontiere, sugli accordi di riammissione, su rimpatri e sui controlli di frontiera nei Paesi d'origine e di transito, rinunciando alla cultura dei diritti, e alimentando il business dell'immigrazione irregolare, ci ha sottomesso alla legge del più forte, quella che il leader turco non ha remore ad imporre”. Si chiede perciò all'Ue di “intervenire subito” con “un piano di ricollocazione straordinario e urgente dei richiedenti asilo che giungono in Grecia e Bulgaria per sottrarre alla violenza e all'arbitrio le decine di migliaia di esseri umani che hanno diritto ad essere accolti e a chiedere asilo in Europa”. Tra i membri del Tavolo asilo nazionale, Acli, ActionAid, Amnesty international Italia, Arci, Asgi, Caritas italiana, Centro Astalli, Cnca, Fondazione Migrantes, Intersos, Legambiente, Oxfam Italia, Save the Children Italia.

Confine greco-turco: oggi una rappresentanza dell’Ue

3 Marzo 2020 - Roma – Questa mattina una rappresentanza istituzionale dell’Unione Europea ha visitato il confine greco-turco di insieme al premier greco. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen ha elencato i passi concreti che l’Unione sta compiendo nel segno della “solidarietà” e per fare in modo che “l’ordine sia garantito ai nostri confini”. Le autorità greche hanno “un compito molto difficile. Vorrei ringraziare la guardia costiera e guardia di frontiera, i civili, al polizia e Frontex per gli sforzi instancabili”, ha detto: “abbiamo lanciato un meccanismo di protezione civile su richiesta della Grecia, che può ricevere assistenza in termini di medici, tendoni e altro”. Con “unità, solidarietà e determinazione”, l’Ue affronterà la crisi, ha assicurato Von der Leyen, dichiarando che la “Turchia non è un nemico”, ma “le persone non sono i mezzi per raggiungere un obiettivo strategico”. Insieme alla presidente della Commissione anche il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli che ha sottolineato la necessità di “rafforzare una politica comune per l'immigrazione europea” evidenziando che per il Parlamento europeo, “chi arriva in Grecia arriva in Europa. L'Europa deve procedere per una distribuzione equa dei migranti che garantisca libertà e diritti delle persone”. “Siamo qui anche per dire grazie ai cittadini della Grecia e a coloro che stanno cercando da tanto tempo di proteggere le persone, di fare in modo che non si aggiungano altre sofferenze”, ha aggiunto Sassoli mettendo in evidenza la questione dei minori non accompagnati, per cui vede la necessità di “avere una strategia anche per loro assieme alle altre istituzioni europee. Dobbiamo custodirne e proteggerne il futuro”. Fiducioso di potercela fare “mostrando rispetto per i diritti dell'uomo” si è detto Charles Michel, presidente del Consiglio europeo aggiungendo che nelle prossime settimane continueremo a lavorare con le istituzioni europee per dimostrare unità e forza”. (R.Iaria)

Ancora emergenza ai confini dell’Europa

3 Marzo 2020 - Roma - Una preghiera per i "tanti sfollati, tanti uomini, donne, bambini cacciati via a causa della guerra, tanti migranti che chiedono rifugio nel mondo, e aiuto" è stata chiesta da Papa Francesco al termine dell’Angelus del 1° marzo . Quanto sta accadendo alle frontiere esterne dell’Unione Europea è inaccettabile e non deve restare nell’indifferenza. Migliaia di persone stanno cercando disperatamente di attraversare il confine turco ma al di là trovano i militari greci a sbarrare la loro strada, si legge in una nota diffusa oggi da Caritas Italiana. Inoltre le ultime violenze nella Provincia di Idlib (Siria) stanno "ulteriormente aggravando" la crisi umanitaria, con 900.000 nuovi sfollati che da dicembre 2019 hanno lasciato le proprie case. Le immagini che giungono in queste ore ci mostrano ancora una volta "il volto peggiore dell’Europa", si legge nella nota: donne e bambini caricati dalla polizia e la guardia costiera greca che spara su imbarcazioni cariche di profughi, partite da Bodrum e dirette a Kos, prendendo poi a bastonate gli occupanti. Ieri mattina, durante lo sbarco a Lesbo, è morto un bimbo siriano di pochi anni. Tutto questo sta avvenendo alle porte di casa nostra. Nonostante questi sbarramenti, decine di migliaia di persone hanno già lasciato in questi giorni la Turchia e molte di queste proveranno a percorrere la cosiddetta “rotta balcanica” per raggiungere l'Europa occidentale. A "destare preoccupazione - scrive Caritas Italiana-  è anche la condizione in cui vivono migliaia di profughi che stazionano da mesi nei campi profughi disseminati lungo la rotta balcanica. Anche in questo caso siamo purtroppo testimoni di violenze da parte della polizia della Croazia, altro paese dell’UE, a danno dei profughi che tentano di attraversare il confine bosniaco e che spesso vengono picchiati e rimandati indietro in spregio alle convenzioni internazionali". Desta inoltre molta "preoccupazione" la situazione in Albania, dove si registra un numero sempre maggiore di arrivi e le strutture sono al collasso e in Bosnia Erzegovina dove le condizioni dei campi sono spesso disumane. A tutto questo si aggiunge la situazione dei bambini che migrano, visto che oltre un quarto di chi si trova lungo la rotta balcanica è un minore. Ad oggi le reazioni dell’UE e degli Stati europei sono state "molto deboli", sia nella gestione del braccio di ferro tra Turchia e Grecia che nel supporto ai paesi lungo la rotta balcanica. D’altronde "nessuno vuole farsi carico di questa ennesima tragedia umanitaria", che non arriva all'improvviso ma è innanzitutto frutto di una guerra che si trascina da 9 anni e che ha provocato in Siria centinaia di migliaia di morti e milioni di profughi. A questa tragedia fa da sfondo l' accordo UE-Turchia del 2016, con il quale la Turchia, grazie ai finanziamenti promessi, avrebbe dovuto alleviare la pressione sulle frontiere della “Fortezza Europa” ma che nei fatti non ha arrestato il flusso, ma "lo ha consegnato nelle mani e nella gestione dei trafficanti", denuncia la nota. Come risposta a questa drammatica situazione che sta interessando un’intera regione, le Caritas del sud Est Europa, con le loro strutture hanno attivato progetti concreti di aiuto umanitario, servizi di accoglienza e di supporto psicologico per assistere e stare al fianco di queste persone affinché non cedano alla disperazione. Caritas Italiana sta lavorando in Siria, Libano, Giordania fornendo assistenza umanitaria a migliaia di profughi, così come da oltre 5 anni in Turchia, Grecia e nei paesi interessati dalla rotta balcanica. Si tratta - spiega l'organismo pastorale della CEI - di un lavoro sul campo, a fianco delle Caritas di questi paesi, che ha permesso nel tempo la strutturazione di interventi di emergenza, attività di formazione e accompagnamento degli operatori locali e il coordinamento di una Task force delle Caritas del Sud Est Europa. Questa nuova crisi , oltre a "generare ulteriori inaccettabili violazioni dei diritti umani" rischia anche di far "collassare" questa rete di aiuto.  

Scalabriniane: un migrante su tre è un bimbo, segno della forte crisi internazionale

3 Marzo 2020 -

Roma - Un terzo dei migranti bloccati in Grecia è un bambino. “E’ il segno di come la crisi internazionale si fa forte, e di come spesso le famiglie fanno partire ciò che hanno di più prezioso, i loro figli, perché per i grandi non c’è speranza”, commenta oggi sr. Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane: “è un dato che deve far riflettere e che deve mettere i governi, tra cui anche quello greco, davanti all’evidenza che si tratta di persone che hanno bisogno di aiuto”. Delle 40mila persone che hanno chiesto aiuto sulle isole dell’Egeo, circa 4 su 10 sono bimbi, sottolinea Save the Children:. “spero che le nazioni europee non dimentichino, in questo momento di crisi dettata da una epidemia che riguarda molte nazioni del mondo, il ruolo che devono necessariamente avere a tutela dei migranti – ha aggiunto – Storicamente la Grecia è stata un luogo di confronto tra l’Est e l’Ovest, tra una sponda e l’altra del Mediterraneo e come diceva Platone, speriamo che ogni culla della civiltà sia gentile perché ogni persona che si incontra sta già combattendo una dura battaglia”. La religiosa augura che “si interrompano gli scontri al confine con la Turchia”. (R.I.)

Global Compact on Education: rinviato l’incontro ad Ottobre

3 Marzo 2020 - Città del Vaticano - Il Global Compact on Education, incontro promosso da Papa Francesco per ravvivare l’impegno per e con le giovani generazioni, avrà luogo tra l’11 e il 18 ottobre 2020. L’adesione al Patto sarà siglata il 15 ottobre. L’evento, affidato alla Congregazione per l’Educazione Cattolica, avrebbe dovuto aver luogo il prossimo 14 maggio, con una serie di appuntamenti complementari tra il 10 e il 17 maggio, come il “Villaggio dell’Educazione”, con le migliori esperienze educative internazionali, illustrate da giovani studenti e studentesse provenienti da tutto il mondo. "L’incertezza legata alla diffusione del Coronavirus, così come le decisioni assunte dalle Autorità pubbliche su scala mondiale - si legge in una nota della Congregazione per l’Educazione Cattolica - hanno portato alla decisione di rinviare l’atteso incontro, proprio per permettere la più ampia e serena partecipazione possibile. Il Patto globale non si limita alle Istituzioni scolastiche e accademiche ma, nella convinzione che l’impegno educativo debba essere condiviso da tutti, coinvolge i Rappresentanti delle religioni, degli organismi internazionali e delle diverse istituzioni umanitarie, del mondo accademico, economico, politico e culturale. In quest’ottica, si comprende come la più estesa e variegata partecipazione voluta da Papa Francesco non sia una dimensione accessoria al Global Compact on Education ma costituisca la premessa ed il fine di una siffatta alleanza". La Congregazione per l’Educazione Cattolica continua a lavorare per questo incontro, secondo le intenzioni manifestate da Papa Francesco: “Cerchiamo insieme di trovare soluzioni, avviare processi di trasformazione senza paura e guardare al futuro con speranza", scrive il Papa  nel messaggio per il lancio del Patto Educativo: "invito ciascuno ad essere protagonista di questa alleanza, facendosi carico di un impegno personale e comunitario per coltivare insieme il sogno di un umanesimo solidale, rispondente alle attese dell’uomo e al disegno di Dio”. Intanto, in vista di questo incontro il 24 marzo una giornata di riflessione si svolgerà a Roma su iniziativa del gruppo di lavoro che si sta occupando del rilancio della “Città dei ragazzi”, del quale fanno parte, fra gli altri, la Fondazione Migrantes e l’Ufficio Migrantes di Roma e la Sezione Migranti e rifugiati del Dicastero per lo sviluppo umano integrale. I lavori della giornata si concentreranno sui quattro verbi proposti da Papa Francesco nel gennaio 2018 per l’accoglienza di migranti e rifugiati: accogliere, proteggere, promuovere e integrare.    

Il Coronavirus raccontato dai giornali Fisc: un’informazione completa che dà voce alla speranza

3 Marzo 2020 - Roma - Sono giorni particolari quelli che si stanno vivendo nelle redazioni dei settimanali e periodici aderenti alla Fisc, specie in quelle che hanno come riferimento territori coinvolti in modo particolare nella diffusione del Coronavirus. Basta però scorrere le edizioni cartacee dei numeri appena pubblicati o quelle online aggiornate quotidianamente per rendersi conto di come, anche in questi momenti, sia emerso il ruolo che la stampa di ispirazione cattolica è chiamata a svolgere: essere al servizio delle proprie comunità attraverso un’informazione completa che sappia dare voce, sempre e comunque, alla Speranza. Con le messe sospese in tante diocesi italiane, con le attività ecclesiali ma anche civili ridotte al minimo, può sembrare quasi una missione impossibile dinanzi agli scenari catastrofici ormai da una settimana parte del mondo mass mediale italiano sta tratteggiando. Eppure quello che emerge dall'impegno dei giornalisti e dei collaboratori delle testate della Fisc (ma la stessa cosa sta avvenendo per Tv2000, per Avvenire, nelle radio del circuito InBlu o nelle televisioni del Corallo) è ancora una volta un giornalismo davvero di “prossimità” capace di raccontare, giorno per giorno, un Paese che si è trovato a vivere una situazione inaspettata. Lo fa cercando di comprendere quello che sta avvenendo, quali possono essere gli atteggiamenti più utili da tenere per evitare la diffusione del virus e quali potranno essere gli scenari futuri; lo fa dando la parola agli esperti od offrendo la testimonianza di chi si è trovato coinvolto in prima persona, evidenziando come anche in questa occasione solidarietà ed altruismo siano possibili e possano contrastare l’egoismo che una paura incontrollata alimentata dalla psicosi collettiva porta inevitabilmente con sé; lo fa con un'opera di informazione e formazione per una seria prevenzione non scadente nell’inutile allarmismo. È il tentativo, in un momento di smarrimento come l’attuale, di offrire un riferimento univoco per un’opinione pubblica impegnata ad orientarsi fra fake news, messaggi “ufficiali” spesso discordanti e una politica incapace in troppi casi di andare oltre il proprio limitato interesse elettorale. Le pagine delle testate Fisc - anche in questa settimana così particolare - non sono rimaste vuote: è anche questo un piccolo segnale della Speranza cui siamo chiamati, da credenti, ogni giorno a rispondere. ( Mauro Ungaro, Presidente della Fisc)   

Profughi e fine della compassione

3 Marzo 2020 - Milano - Siamo proprio alla «fine della compassione», per citare Alejandro Portes, uno dei massimi esperti di fenomeni migratori. Lui si riferisce però agli Stati Uniti d’America, mentre noi vediamo finire la compassione ai confini d’Europa. Distratte dal coronavirus, assuefatte dalle ripetute notizie degli arrivi di profughi, ma soprattutto fuorviate dalla propaganda sovranista e da un’informazione ansiogena, le opinioni pubbliche europee non appaiono più capaci di umanità nei confronti di chi fugge dall’ultima battaglia del tormentato teatro bellico siriano e di chi dalla Turchia cerca di raggiungere il territorio della Ue. Nella regione di Idlib una popolazione stimata dall’Onu in 950.000 persone, di cui 560.000 minori, ha lasciato le proprie case e cerca scampo varcando il confine con la Turchia. Respinta con durezza, spesso dopo aver speso il poco che ancora aveva per pagare i passatori. Già diversi bambini sono morti di freddo perché rimasti senza riparo. A sua volta Ankara ha lanciato un sinistro avvertimento ai governi europei, consentendo il passaggio di alcune migliaia di profughi verso la Grecia e la Bulgaria: circa 13.000 secondo l’Organizzazione internazionale delle migrazioni, una cifra dieci volte superiore secondo il governo turco che ha interesse a drammatizzare la crisi. Il governo greco sta reagendo con una durezza contro civili inermi mai vista negli ultimi decenni, almeno nella Ue: come se si trattasse di un’invasione armata di orde di nemici. Non hanno (ancora) sparato proiettili veri, ma non hanno lesinato tutte le altre armi a loro disposizione, dalle bombe lacrimogene ai cannoni ad acqua, dai proiettili di gomma, alle granate stordenti. Quel che è peggio, gli abitanti dell’isola di Lesbo che in un passato non lontano avevano dato prova di umanità nei confronti dei rifugiati, si sono ora scagliati contro di loro (circa 600 arrivi negli ultimi giorni, non certo uno tsunami umano), respingendo in mare i gommoni, attaccando le Ong, minacciando gli operatori dell’accoglienza, malmenando i giornalisti. Certo, nei campi profughi di Lesbo e delle isole vicine sono stipati in condizioni deplorevoli circa 40mila richiedenti asilo, in strutture progettate per accoglierne 7.500. Ma si tratta di un tipico caso di emergenza prodotta dalla politica: le persone arrivate dalla Turchia sono state lasciate lì, pressoché prive di assistenza, invece di essere redistribuite in Grecia e in altri Paesi. Ad aggravare il quadro hanno contribuito le istituzioni europee: in queste ore drammatiche si sono sbracciate a offrire solidarietà alla Grecia nel blocco dei confini, a promettere di far intervenire rinforzi, a cercare contatti con la Turchia per convincerla a riprendere il ruolo di gendarme di frontiera della Ue, certo non gratuitamente. Si torna a parlare insistentemente di 'ingressi illegali', come se i profughi dalla Siria potessero chiedere un visto presso un qualche ufficio. Erdogan a sua volta non solo batte cassa, ma pretende la solidarietà dei governi europei nella sua battaglia contro il governo di Damasco per il controllo dell’area di Idlib. Ancora una volta migliaia di rifugiati inermi, con il loro carico di sofferenze, anziché essere protetti sono usati come arma di ricatto politico dagli uni, e trattati come orde di nemici o quanto meno di ingombranti e molesti questuanti dagli altri: cioè da noi, gli alfieri dei diritti umani nel mondo. A chi per ogni sbarco parla di 'invasione' o di 'carichi insopportabili' per l’Europa va ricordato ancora una volta che l’84% dei rifugiati internazionali è accolto in Paesi in via di sviluppo, uno scarso 13% nell’Ue. L’unico Paese dell’Ue a figurare tra i primi dieci paesi al mondo per numero di rifugiati internazionali accolti è la Germania, dove peraltro circa 400mila rifugiati arrivati negli ultimi anni hanno trovato lavoro, mentre altri 40.000 stanno frequentando corsi di formazione professionale. La drammatica vicenda comporta almeno tre riflessioni. Primo: aver delegato a Erdogan l’accoglienza dei rifugiati ha reso più debole e ricattabile la Ue nei confronti della Turchia, esponendola a serie conseguenze nel medio e lungo periodo. Secondo: forse per non cedere terreno a forze illiberali, la Ue sta adottando la visione, gli standard morali e le strategie proposte da queste stesse forze. Le sta legittimando sul piano culturale, preparando per sé un futuro ancora più inquietante. Terzo: anziché proporsi come un punto di riferimento per chi nel mondo considera la democrazia inscindibile dal rispetto dei diritti umani, la Ue arretra e si trincera nell’angusto recinto dei propri presunti interessi. Sta svendendo la sua residua credibilità internazionale al mercato delle (asserite) convenienze di corto respiro. Fermiamoci, ritroviamo umana compassione e lucidità politica, cambiamo rotta prima che sia troppo tardi. (Maurizio Ambrosini - Avvenire)  

Ragusa: incontri per riflettere su Africa e migrazioni

3 Marzo 2020 -

Comiso - "L'Africa  un continente da conoscere". E' il tema di alcuni incontri promossi in Sicilia in questi giorni con il missionario comboniano padre Daniele Moschetti. Il primo ieri nel salone parrocchiale di San Giuseppe Artigiano a Ragusa e oggi nella chiesa di Santa Maria delle Stelle a Comiso. 

L’iniziativa è promossa da Migrantes, Caritas, Centro missionario diocesano, ufficio per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso, Consulta delle aggregazioni laicali della diocesi di Ragusa  che hanno avviato un  cammino di pastorale integrata, sia a livello regionale che diocesano, su tematiche comuni. Padre Moschetti guiderà giovani e adulti a riflettere sulla migrazione, partendo dalla conoscenza dei paesi di origine portando anche la sua esperienza di 11 anni vissuti con i baraccati di Kibera e Korogocho, nella periferia di Nairobi (Kenya); in seguito un anno sabbatico in Palestina e poi in missione in Sud Sudan, il più giovane paese africano, martoriato da una lunga guerra civile, dove è rimasto 7 anni, anche come superiore provinciale dei comboniani. Dal luglio 2017 si è trasferito negli Usa dove ha svolto un ministero di Giustizia, Pace e Riconciliazione presso l’Onu e il Parlamento americano. Da un anno vive a Castel Volturno, in provincia di Caserta, nella terra dei fuochi, impegnandosi nella tutela e nella promozione dei diritti degli immigrati e nell'accoglienza di persone in difficoltà, nel tentativo di superare il degrado ambientale, umano e sociale di quelle terre. A livello regionale, gli uffici Migrantes, Caritas, Missionario ed Ecumenismo e dialogo interreligioso della Conferenza Episcopale Siciliana  stanno organizzando anche una marcia che si terrà sabato 25 aprile a Siracusa, sul tema “In cammino per essere strumenti di pace”. "Questa marcia – spiegano don Rosario Cavallo, Domenico Leggio, don Santo Vitale, don Salvatore Converso, Vittorio e Rina Schininà – vuole portarci fuori dalle nostre parrocchie, in quanto battezzati e inviati, per essere una chiesa in uscita che accoglie tutti i popoli della terra, che dialoga con tutti, che annuncia il Regno di Dio, che si fa carico del creato e preferisce gli ultimi". (Raffaele Iaria)

Migranti al confine Grecia-Turchia: Mons. Rossolatos (Atene), “spinti dai turchi e respinti dai greci”

2 Marzo 2020 - Roma - Scontri al confine tra Grecia e Turchia dove decine di migliaia di rifugiati e immigrati cercano di entrare in Europa, respinti dalla Polizia e dall’Esercito greco. Man mano che aumenta la pressione la Grecia invia rinforzi. Venerdì scorso il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva annunciato che avrebbe permesso il transito dei migranti verso i Paesi dell’Ue a seguito dell’intensificarsi del conflitto armato a Idlib, in Siria, dove combattono anche militari della mezzaluna, a fianco dei miliziani islamisti, oppositori del regime di Assad. Una scelta, quella di Erdogan, motivata dalla richiesta all’Ue di mantenere gli accordi stipulati nel 2016, quando i Paesi membri promisero 6 miliardi di euro di aiuti ad Ankara per finanziare l’accoglienza non solo dei siriani, e non solo, in fuga dalla fame e dalle guerre. “La pressione di questa massa di povera gente è enorme” commenta Mons. Sevastianos Rossolatos, arcivescovo di Atene e presidente della Conferenza episcopale di Grecia che al Sir cerca di fare il punto della situazione. “I rifugiati – afferma – si scontrano da un lato con le Forze greche che cercano di impedire loro l’ingresso nel nostro Paese e dall’altro con quelle turche che invece li spingono, anche con la forza, ad entrare dopo averli portati gratuitamente in bus e taxi a ridosso dei nostri confini. Vivono in condizioni disperate, dormono all’aperto e non hanno nessun aiuto”. “Si tratta – aggiunge l’arcivescovo di Atene – di profughi arrivati da tanto tempo in Turchia, in larga parte ospitati nell’area di Istanbul. Tra loro, secondo quanto appreso dai media, anche dei detenuti liberati dai turchi. Non sono rifugiati che provengono da Idlib dove adesso si combatte”. “Per facilitare l’ingresso in Grecia – spiega Mons. Rossolatos – i militari turchi starebbero tagliando il filo spinato al confine. Il progetto turco è quello di spingere i profughi verso la Grecia per far pressione all’Ue. Giovedì prossimo dovrebbe tenersi un vertice Ue per trattare questo problema”. Invece è di poco fa la notizia che domani i presidenti di Commissione Ue, Eurocamera e Consiglio europeo, Ursula von der Leyen, David Sassoli e Charles Michel saranno alla frontiera terrestre tra Grecia e Turchia con il premier greco Kyriakos Mitsotakis. Lo ha annunciato lo stesso Mitsotakis su Twitter, commentando: “Un’importante manifestazione di sostegno da parte delle tre istituzioni, in un momento in cui la Grecia sta difendendo le frontiere Ue con successo”.  

Centro Astalli: UE ricollochi i migranti dalla Grecia tra gli Stati membri

2 Marzo 2020 - Roma - Alla luce di quanto sta accadendo ai migranti bloccati in Grecia e in seguito alle tragiche notizie dell'escalation di violenza e morte nella zona di Idlib in Siria, il Centro Astalli si appella a istituzioni nazionali e sovranazionali chiedendo “l’evacuazione immediata dei campi profughi in Grecia. I migranti che versano in condizioni disumane – scrivono in una nota - in territorio europeo siano immediatamente ricollocati in tutti i Paesi Ue. Ognuno faccia la sua parte e l’Italia per prima dia il suo contributo”. Il Centro Astalli chiede anche “un corridoio umanitario europeo per i siriani in fuga dalle bombe, ponendo fine allo scellerato accordo con la Turchia che ha di fatto condannato milioni di persone a miseria, disperazione e morte. L’Unione europea – conclude la nota - agisca immediatamente esigendo il rispetto dei diritti dei migranti a ricevere protezione e a non essere respinti o peggio usati come strumento di guerra e di trattative tra parti. Si rompa la coltre di immobilismo e indifferenza con cui da troppo tempo si accettano soprusi e privazioni da parte di governi con cui si continua a interloquire nonostante le gravissime violazioni dei diritti umani ai danni di popolazione civile e migranti”.

Lesbo: morto un bambino in un naufragio

2 Marzo 2020 - Roma -  Oggi, davanti le coste di Lesbo si è  rovesciato un gommone carico di migranti e un bambino ha perso la vita. Lo ha confermato Kathimerini, uno dei principali quotidiani della Grecia. Secondo la stessa testata – riferisce l’agenzia Dire - le altre 47 persone a bordo sono state tratte in salvo dalla Guardia costiera ellenica. Sempre più migranti stanno salpando dalle coste della Turchia per raggiungere le isole dell'Egeo e poter così entrare in Europa.  

Comboniani: “vera emergenza” in Siria

2 Marzo 2020 - Roma - “Siamo sul baratro!”. In Medio Oriente “la pentola a pressione sta scoppiando. La Turchia, in guerra contro la Siria, sostenuta dalla Russia, per il controllo della città di Idlib, si vede arrivare un altro milione di rifugiati, in buona parte bambini e donne”. Lo scrive, in una nota, la Commissione Giustizia&Pace dei Missionari Comboniani sottolineando che Ankara, che già “trattiene sul suo suolo quattro milioni di rifugiati siriani e afghani per un accordo scellerato con la UE, dalla quale ha ricevuto sei miliardi di euro, non ce la fa più e sta ricattando l’Europa per nuovi finanziamenti. Per ottenerli ha aperto le frontiere verso la Grecia. 18.000 siriani hanno già attraversato il confine ma Grecia e Bulgaria hanno bloccato subito le loro frontiere. Molti stanno già dirigendosi anche verso le isole greche, in particolare Chio e Lesbo, dove c’è già una situazione insostenibile”. A Lesbo, nel campo di Moria, che può ospitare 3.000 persone, ci sono 20.000 rifugiati. “Siamo al collasso! Purtroppo l’Europa ha già la grossa pressione dei rifugiati che da anni si trovano bloccati sulle frontiere della Slovenia, Bosnia, Ungheria…”. Da qui la richiesta all’Ue di “annullare” l’accordo con Erdogan per trovare “soluzioni umane” per questi 4 milioni di rifugiati in Turchia”; di “intervenire subito per risolvere questa situazione infernale per i rifugiati che fuggono dalla regione di Idlib, in Siria”;  di ritornare all’operazione Sophia in tutto il Mediterraneo e “specialmente in questo lembo di mare Egeo per salvare vite umane” e di “riprendere in mano, in sede Onu, la questione della Siria”. I comboniani chiedono anche ai vescovi di “alzare la voce in favore di queste sorelle e fratelli che pagano per queste guerre di cui siamo anche noi responsabili”.

Lecce: il 6 marzo la presentazione de I nuovi salentini

2 Marzo 2020 - Lecce - Venerdì 6 marzo alle ore 18.30 il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce ospiterà la presentazione del volume “I nuovi salentini. Storie di chi è arrivato nel Tacco d’Italia”, il nuovo libro della giornalista Giorgia Salicandro edito da Tau Editrice nella collana Testimonianze e esperienze delle migrazioni a cura della Fondazione Migrantes. Lontano dalle narrazioni aberranti di un’Italia flagellata da presunte emergenze e “invasioni”, emancipato da un’immagine bidimensionale di mera meta vacanziera, il Salento raccontato in queste pagine attraverso più di cinquanta storie è una comune provincia italiana, in cui salentini di nascita e d’adozione si affiancano senza alcun clamore nel loro vivere quotidiano, si legge in una nota. La prefazione del libro è firmata da Leonardo Palmisano, analista sociale e scrittore, autore di numerose inchieste sui lavoratori migranti in Italia e la postfazione da Igiaba Scego, scrittrice “di origini somale, italiana per vocazione” come lei stessa ama definirsi. Dopo Torno quando voglio. Storie di salentini all’estero, oggi (2016) Giorgia Salicandro torna ad approfondire le storie di chi si mette in viaggio, questa volta dalla prospettiva, uguale e contraria, di coloro che arrivano da fuori. Saranno loro stessi, venerdì 6 marzo, i protagonisti della presentazione pensato come una “Festa de I nuovi salentini”, un’occasione di incontro che riunisce chef e artisti, commercianti e docenti, ex studenti Erasmus e tanti altri che hanno trovato nel Salento una nuova casa per necessità o per scelta. Dopo i saluti dell’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone e l’intervento introduttivo del direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis, dialogherà con l’autrice il direttore del Polo Bibliomuseale di Lecce Luigi De Luca. Quindi spazio alle voci del libro con gli interventi di alcuni tra i protagonisti: l'imam di Lecce Saifeddine Maaroufi, Sarah Scott, portavoce del gruppo "Salento interculturale", Florence Torres, promotrice del fair trade, Somieh Murigu, musicista.  

Frontex: pronti aiuti e supporto per la Grecia

2 Marzo 2020 - Bruxelles - Frontex, l'Agenzia europea della Guardia di Frontiera e Costiera, ha fatto sapere oggi di essere in stretto contatto con le autorità greche, distribuendo attrezzature e supporto logistico per contribuire a monitorare la situazione della crisi migratoria alla frontiera con la Turchia.

La Grecia sospende le domande di asilo per un mese

2 Marzo 2020 - Roma - La presentazione di domande di asilo in Grecia è  stata sospesa per tutto il mese: lo ha annunciato il Primo Ministro Kyriakos Mitsotakis, secondo il quale per impedire l'ingresso di nuovi migranti provenienti dalla Turchia “il livello di deterrenza ai confini è stata portata al massimo”. Secondo dirigenti del governo di Atene, a ieri le forze di polizia avevano bloccato circa 10mila persone in procinto di attraversare la frontiera di terra con la Turchia, in particolare nell'area di Evros. Venerdì il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva detto che Ankara avrebbe permesso il transito dei migranti verso i Paesi dell'Ue a seguito dell'intensificarsi del conflitto armato nella regione siriana di Idlib. (Dire)  

Mediterraneo: oggi la presentazione del “Rapporto sulle economie 2019”

2 Marzo 2020 - Napoli - L’ambiente e le sue interrelazioni con le dinamiche economiche e sociali nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, i cambiamenti climatici e il loro impatto sui territori, i costi in termini di mortalità, morbilità e qualità della vita dell’inquinamento ambientale sono i temi al centro del “Rapporto sulle economie del Mediterraneo 2019” (REM19) curato dall’Istituto di studi sul Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismed), che sarà presentato oggi a Napoli. All’evento, che si svolgerà nell’ambito della giornata di studi su “Clima, economia e ambiente”, prenderanno parte il Ministro dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, il Segretario generale dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo Sergio Piazzi, il Direttore del Dipartimento scienze umane e sociali, patrimonio culturale del Cnr Gilberto Corbellini e il Direttore del Dipartimento di scienze e tecnologie dell’Università Parthenope di Napoli Giorgio Budillon. Il Rapporto parte dai risultati del convegno “Mutamenti climatici, crisi socio-economiche e (in)sicurezza alimentare: un Mediterraneo in transizione”, organizzato dall’Istituto di studi sul Mediterraneo (Cnr-Ismed) in memoria di Eugenia Ferragina, ricercatrice e curatrice del Rapporto per diversi anni.  

Papa Francesco chiede di pregare per i migranti in fuga dalle guerre

2 Marzo 2020 - Città del Vaticano - Papa Francesco chiede di pregare per i migranti e rifugiati. “Sono un po’ rattristato per le notizie che arrivano di tanti sfollati, tanti uomini, donne, bambini cacciati via a causa della guerra, tanti migranti che chiedono rifugio nel mondo, e aiuto”, ha detto ieri al termine della preghiera mariana dell’Angelus: “in questi giorni, la cosa è diventata molto forte. Preghiamo per loro”, ha aggiunto. In due giorni la Grecia ha bloccato quasi 10mila migranti che cercavano di entrare in Europa dal confine turco. Quattro gommoni con oltre 200 migranti sono sbarcati a Lesbo. Prima dell’Angelus, commentando le letture della prima domenica di Quaresima, il pontefice ha sottolineato che anche oggi “Satana irrompe nella vita delle persone per tentarle con le sue proposte allettanti; mescola la sua alle tante voci che cercano di addomesticare la coscienza. Da più parti arrivano messaggi che invitano a ‘lasciarsi tentare’ per sperimentare l’ebbrezza della trasgressione”. L’esperienza di Gesù – ha aggiunto Papa Francesco – “ci insegna che la tentazione è il tentativo di percorrere vie alternative a quelle di Dio”. Vie alternative, “vie che ci danno la sensazione dell’autosufficienza, del godimento della vita fine a sé stesso. Ma tutto ciò è illusorio: ben presto ci si rende conto che più ci allontaniamo da Dio, più ci sentiamo indifesi e inermi di fronte ai grandi problemi dell’esistenza”. Ed ha pregato la Vergine Maria, “la Madre di Colui che ha schiacciato il capo al serpente” affinchè “ci aiuti in questo tempo di Quaresima ad essere vigilanti di fronte alle tentazioni, a non sottometterci ad alcun idolo di questo mondo, a seguire Gesù nella lotta contro il male; e riusciremo anche noi vincitori come Gesù”. Intanto da ieri sera la Curia Romana si trova ad Ariccia per gli Esercizi Spirituali della Quaresima. Il Papa ha dovuto invece rinunciare. A causa del raffreddore che lo ha colpito da alcuni giorni, Papa Francesco resterà in Vaticano, a Casa Santa Marta e seguirà  da qui le meditazioni, come ha annunciato egli stesso ieri. “Vi chiedo un ricordo nella preghiera per gli Esercizi spirituali della Curia Romana, che questa sera inizieranno ad Ariccia. Purtroppo, il raffreddore mi costringe – ha detto -  a non partecipare, quest’anno: seguirò da qui le meditazioni”. Gli Esercizi Spirituali saranno predicati dal gesuita, p. Pietro Bovati, segretario della Pontificia Commissione Biblica. Al centro delle meditazioni il tema “ ‘Il roveto ardeva per il fuoco”. L’incontro tra Dio e l’uomo alla luce dell’Esodo, del Vangelo di Matteo e della preghiera dei Salmi”. (Raffaele Iaria)