Primo Piano

“Migrazioni e appartenenze religiose”: una ricerca che sarà presentata a Roma il 25 settembre

17 Settembre 2020 - Roma - “La religione del migrante: una sfida per la Società e per la Chiesa”. Questo il tema di un incontro che si svolgerà  venerdì 25 settembre al Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede. L’evento sarà aperto dai saluti del card. Michael Czerny, Sotto-Segretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano integrale; ,mons. Stefano Russo, Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana; mons. Claudio Giuliodori, Assistente Ecclesiastico Generale Università Cattolica del Sacro Cuore, a cui faranno seguito gli interventi istituzionali del Angelo Bagnasco, Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee e David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo. Durante il Convegno verrà presentata la ricerca “Migrazioni e appartenenze religiose”, promossa dall’Università Cattolica e realizzata da una équipe multidisciplinare di esperti. “Nonostante la drammatica diffusione, a livello globale, di discriminazioni, persecuzioni e conflitti di origine religiosa, sia i dati ufficiali che la letteratura accademica tendono a sottovalutare il loro ruolo nella genesi delle migrazioni contemporanee”, si legge in una nota. Lo studio “Migrazioni e appartenenze religiose” mira a colmare questo deficit di conoscenze, superando al tempo stesso “la tradizionale ambivalenza con cui l'Europa approccia il fenomeno religioso, in particolare se associato alla migrazione”. Si tratta di una ricca raccolta di analisi speculative e di evidenze empiriche originali, che offre dati e approfondimenti sul ruolo della religione nelle traiettorie dei richiedenti asilo e dei migranti, la geografia religiosa dei paesi d’origine, la spiritualità come fattore di resilienza e adattamento, la trasmissione dei valori religiosi all’interno delle famiglie migranti, il contributo delle organizzazioni religiose e del dialogo interreligioso nel processo d’integrazione e per la coesione sociale, l’educazione religiosa nella scuola pubblica come strumento di rafforzamento della cittadinanza democratica. La presentazione dello studio sarà affidata al direttore scientifico della ricerca, Laura Zanfrini, ordinario di Sociologia delle migrazioni e della convivenza interetnica in Università Cattolica, e a p. Fabio Baggio, Sotto-Segretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Seguirà il dibattito avviato dagli interventi del card. Jean-Claude Hollerich, Presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea (COMECE); Chiara Cardoletti-Carroll, Rappresentante Regionale UNHCR per il Sud Europa; Laurence Hart, Direttore dell’ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e mons. Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes.  

Morte don Malgesini: le condoglianze delle Comunità islamiche d’Italia per il “prete degli ultimi”

17 Settembre 2020 - Roma - Anche i musulmani d’Italia esprimono dolore per la morte di don Roberto Malgenisi, accoltellato  da un tunisino affetto però da problemi psichici. “Ci giunge la triste notizia dell’uccisione di Don Roberto Malgesini, parroco di Como, conosciuto come il prete degli ultimi, ucciso per mano di un senzatetto affetto da gravi problemi psichici che lo stesso Don assisteva”, si legge in una nota arrivata al Sir dal presidente dell’Unione delle Comunità islamiche in Italia (Ucoii), Yassine Lafram. “Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze ai suoi cari, a tutta la comunità comasca e agli amici cristiani impegnati verso il prossimo, in un cammino di pace e fratellanza”.

Parole e gesti di speranza

16 Settembre 2020 - Roma - “Occorre tentare di dare un pizzico di speranza ai giovani; pesare le parole sapendo che nulla mi sarà perdonato se dovessi pronunciarne qualcuna che a qualcuno non piace”. La riflessione di don Maurizio Patriciello sulla tragedia di Caivano, pubblicata su Avvenire di ieri, martedì 15 settembre, chiama tutti a quel senso di responsabilità che non deve mai venire meno dinanzi a notizie di cronaca. Willy, Evan, Paola, don Roberto… Troppo odio continua a trovare terreno fertile nel nostro Paese. Potrà essere fermato solo da un impegno congiunto che chiama alla responsabilità di ciascuno. Anche per chi opera nei media, perché sia promotore di una comunicazione pensata e che faccia pensare. Vincenzo Corrado  

Papa Francesco: l’enciclica “Fratelli tutti” sarà diffusa nella festa di San Francesco d’Assisi

16 Settembre 2020 - Città del Vaticano - L’Enciclica “Fratelli tutti” sulla fraternità e l’amicizia sociale sarà diffusa domenica 4 ottobre 2020, Festa di San Francesco d’Assisi. Lo rende noto oggi la sala Stampa della Santa Sede. Sabato, 3 ottobre, l’enciclica, terza del pontificato di Papa Francesco – sarà firmata ad Assisi dove il Papa si recherà in visita e dove celebrerà la liturgia eucaristica. (R.I.)    

Papa Francesco ricorda don Roberto Malgesini, ucciso ieri a Como

16 Settembre 2020 - Città del vaticano – “Desidero ricordare in questo momento don Roberto Malgesini, il sacerdote della diocesi di Como che ieri mattina è stato ucciso da una persona bisognosa che lui stesso aiutava, una persona malata di testa”. Lo ha detto questa mattina papa Francesco al termine dell’Udienza generale ricordando al figura del sacerdote ucciso ieri mentre si apprestava a portare la colazione ai più bisognosi della città. “Mi unisco al dolore e alla preghiera dei suoi familiari e della comunità comasca e – ha aggiunto il papa - come ha detto il suo Vescovo, rendo lode a Dio per la testimonianza, cioè per il martirio, di questo testimone della carità verso i più poveri”. E poi l’invito ad un momento di preghiera “in silenzio” per don Roberto Malgesini e per “tutti i preti, suore, laici, laiche che lavorano con le persone bisognose e scartate dalla società”.  

Immigrati e religioni in Italia: ISMU, in crescita gli stranieri di fede cristiana

16 Settembre 2020 - Milano - Secondo le più recenti elaborazioni di Fondazione ISMU su dati Istat e Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multietnicità (Orim), al 1° gennaio 2020 la maggioranza assoluta degli stranieri residenti in Italia è di religione cristiana: essi rappresentano il 54,1% (pari a oltre 2,9 milioni) del totale dei residenti stranieri, percentuale in leggero aumento rispetto al 1° gennaio 2019 quando l’incidenza era del 53,6%. Nel loro complesso gli stranieri residenti che professano la religione cristiana sono aumentati durante il 2019 di 97mila unità (+3,4%), registrando un'inversione di tendenza rispetto all'anno precedente in cui erano diminuiti di 145mila unità. Tra gli stranieri di fede cristiana i più numerosi sono i cristiani ortodossi (29,3%), seguiti dai cattolici (20,1%) e cristiani evangelici (3,1%). Dall’analisi delle stime emerge invece che i musulmani rappresentano il 29,2% (sono circa 1 milione e 574mila1 ) del totale dei residenti stranieri al 1° gennaio 2020. La loro presenza numerica risulta nel 2019 in leggero calo (-0,4%), invertendo così il trend registrato nel 2018, anno in cui gli stranieri di fede musulmana erano aumentati di 127mila unità (+8,7%). Per quanto riguarda le provenienze si stima che la maggior parte dei musulmani stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2020 abbia cittadinanza marocchina (449.900), seguiti da quella albanese (205.300), bangladesha (138.800), pachistana (119.700), senegalese (108.500). Passando ai cattolici stranieri, si stima che la maggior parte abbia cittadinanza rumena (217.500), seguita da quella filippina (153.400). Tra i cristiani ortodossi stranieri al primo posto ritroviamo i cittadini rumeni (963mila), seguiti dagli ucraini (217.600). In questi conteggi non sono compresi né gli stranieri irregolari nel soggiorno o non iscritti in anagrafe, né coloro i quali hanno acquisito la cittadinanza italiana, spiega l’Ismu. Sono inclusi invece “i minorenni di qualsiasi età, neonati compresi, ipotizzando per loro la medesima appartenenza religiosa dei connazionali come appurate dalle più recenti indagini regionali lombarde”.  

Von Der Leyen: al lavoro su patto per salvataggi in mare

16 Settembre 2020 - Bruxelles - Un nuovo Patto sulle migrazioni annunciato per la settimana prossima, con alla base il principio dei salvataggi in mare: questo l'annuncio di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, durante il discorso sullo Stato dell'Unione in Parlamento a Bruxelles. "Gli Stati più esposti devono sapere di poter contare sulla solidarietà di tutti: le migrazioni devono essere gestite insieme", ha chiarito Von der Leyen. La presidente della Commissione si è' poi concentrata sul campo profughi di Moria, nell'isola greca di Lesbo, rivelando un "progetto pilota congiunto con le autorità locali per costruire un nuovo campo". Infine, la presidente ha esortato a garantire migliori condizioni di vita per i migranti che si trovano in territorio europeo: "sono pieni di capacità e talenti, hanno un futuro qui in Europa". (Dire)  

Michel (Consiglio europeo) in visita al campo di Moria a Lesbo: “Situazione drammatica, tutti gli Stati Ue devono mobilitarsi”

16 Settembre 2020 - Lesbo - “Vorrei esprimere la nostra solidarietà ai migranti, alla gente di Lesbo e a tutti gli operatori umanitari. E vogliamo sostenere gli sforzi compiuti dalle autorità greche”. Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, che ha visitato ieri il campo di Moria a Lesbo, è apparso particolarmente toccato dalla drammatica realtà nella quale vivono sull’isola i rifugiati, e non solo. Durante il breve soggiorno Michel ha incontrato le autorità locali e nazionali greche. “Questa è una situazione difficile e molto complessa”. La sfida migratoria non può essere negata o trascurata, perché “è una sfida europea comune. Entro la fine del mese, la Commissione europea intende mettere sul tavolo nuove proposte concrete. E dobbiamo impegnarci di più per essere più efficienti”. “Sono altresì convinto che dobbiamo compiere ulteriori progressi per migliorare i nostri controlli alle frontiere. Abbiamo anche bisogno di più partenariati con i Paesi terzi. Dobbiamo compiere progressi per avere una maggiore convergenza nel quadro della nostra politica in materia di asilo”. Michel ha aggiunto: “Sono qui perché mi rifiuto di lasciare che l’Unione europea abbassi gli occhi di fronte alle sfide della migrazione. Tutti gli Stati europei devono mobilitarsi. Dobbiamo sostenere Paesi come la Grecia che sono in prima linea. Dobbiamo assumerci la responsabilità”. Il presidente del Consiglio europeo ha osservato: “Penso che dobbiamo continuare a lavorare per migliorare il controllo dei nostri confini. I confini della Grecia sono i confini dell’Unione europea”. Infine, “dobbiamo definire le modalità di effettiva solidarietà in modo da essere tutti mobilitati per rendere più efficace il nostro approccio a questo difficile tema della migrazione, e ciò, in conformità con i valori che hanno fondato questo progetto europeo unico nella storia e che riunisce 450 milioni di cittadini con tutti i leader che guidano gli Stati membri”. (Sir)    

Unicef: un mini gioco on line con i bambini rifugiati nei panni degli eroi

16 Settembre 2020 - Roma - Un cortometraggio e un mini gioco on line che presenta i bambini rifugiati e migranti nei panni degli eroi. È la nuova iniziativa lanciata dall’Unicef per cambiare l’immaginario e le idee sbagliate sui bambini rifugiati e migranti, mostrando invece le loro capacità e la loro creatività. Gli spettatori e i giocatori sono spinti a guardare oltre le circostanze e le vulnerabilità di questi bambini per vedere il loro potenziale e aiutarli a raggiungere i loro obiettivi. Il video racconta le storie di vita reale di Nora, Sama e Pouya – tre bambini rifugiati e migranti provenienti rispettivamente dalla Somalia, dall’Egitto e dall’Afghanistan – che ora vivono in Grecia e condividono il sogno di diventare un medico, uno scrittore e un pilota. Il video simula un videogioco, posizionando i bambini come eroi del gioco e il pubblico come giocatore. “I giochi sono uno sbocco per i bambini e i giovani con integrazione e opzioni di gioco altrimenti limitate in un mondo che affronta il Covid-19”, ha dichiarato Gary Stahl, direttore dell’Unicef per la raccolta di fondi e le partnership fra privati: “I giochi possono essere un equalizzatore sociale, permettendo a bambini e adolescenti di diversi background di concentrarsi su ciò che li rende simili, piuttosto che diversi. I giochi creano un ambiente divertente e confortevole per iniziare a imparare ad accettare l’altro”. La crisi provocata dal Covid-19 – ha aggiunto Francesco Samengo, presidente dell’Unicef Italia – “è una crisi dei diritti dei bambini. I costi della pandemia per i bambini sono immediati e, se non vengono affrontati, possono persistere per tutta la vita. Senza finanziamenti urgenti e interventi chiave per salvare vite umane, altri 6.000 bambini potrebbero morire ogni giorno nei prossimi sei mesi, poiché la pandemia continua a indebolire i sistemi sanitari e a interrompere i servizi di routine”. L’iniziativa fa parte della campagna Reimagine dell’Unicef, per garantire che la pandemia non diventi una crisi duratura per i bambini, compresi quelli provenienti da gruppi emarginati come i rifugiati e i migranti.  

CEI: cordoglio per la morte di don Malgesini

15 Settembre 2020 - Roma - La Chiesa italiana esprime cordoglio e vicinanza alla comunità diocesana di Como per la morte di don Roberto Malgesini, assassinato questa mattina alle prime luci dell’alba”: lo si legge in una nota della Conferenza Episcopale Italiana dopo l’uccisione, questa mattina, di don Malgesini a Como. “Preghiamo perché il Signore possa accoglierlo nel Suo Regno, che don Roberto ha contribuito a costruire su questa terra”, si legge nella nota. La CEI si “stringe al vescovo Oscar Canton”, facendo sue le parole con le quali ha descritto don Roberto: “Un Santo della porta accanto per la sua semplicità, per l’amorevolezza con cui è andato in contro a tutti, per la stima che ha ricevuto da tanta gente anche non credente o non cristiana, per l’aiuto fraterno e solidale che ha voluto dare a tutti”.  

Migrantes: il cordoglio e la vicinanza alla diocesi di Como per la morte di don Malgesini

15 Settembre 2020 - Roma - "La morte di don Malgesini, prete accanto agli ultimi, ci addolora e siamo vicini alla sua diocesi e al vescovo, mons. Oscar Cantoni". Lo scrive in una nota la Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Cei. La figura di don Malgesini rappresenta, come ha detto mons. Cantoni ,"il santo della porta accanto", al servizio dei più deboli ed emarginati. "Ha lavorato e si è prodigato - aggiunge la nota - con opere di solidarietà mettendo al centro il primato e la dignità della persona con attività di accoglienza di migranti e senza fissa dimora. Preghiamo il Signore per questo sacerdote che ha dato la vita per il bene del prossimo e che la sua testimonianza di vita non venga dimenticata".

Migrantes Porto Santa Rufina: “non ospiti ma fratelli”

15 Settembre 2020 - Porto Santa Rufina - Doveva essere un semplice incontro organizzativo per preparare la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che sarà celebrata il 27 settembre. Ma, l’incontro dei giorni scorsi con i cappellani e i responsabili dei gruppi etnici cattolici di Porto–Santa Rufina è stato un momento di ascolto e dialogo con il vescovo Mons. Gino Reali e tra i partecipanti. Trattandosi di un pomeriggio lavorativo non tutti hanno potuto essere presenti, anche se chi non c’era ha inviato dei messaggi. C’erano sacerdoti e laici rappresentanti la Nigeria, lo SriLanka, la Romania, la Slovacchia e l’America latina, che conta soprattutto peruviani. Un veloce giro di saluti e di presentazione da parte del direttore Migrantes Enzo Crialesi e poi le congratulazioni a Fatima, dello SriLanka, appena laureatasi in neurobiologia, con l’augurio di trovare presto un impiego adeguato. Il vescovo ha condiviso la riflessione generale e quella dell’episcopato laziale, riunitosi da poco nella Conferenza episcopale regionale, precisando che la storia della Chiesa è fatta di presenza concreta nel tessuto della vita quotidiana, soprattutto accanto a chi più è nel bisogno. Ed ha ribadito una sua giustissima “idea fissa”: “se c’è un luogo dove non dovete sentirvi ‘ospiti’ questa è la Chiesa. Anche la famiglia di Gesù è stata una famiglia migrante, è necessario prendersi cura della famiglia, di ogni famiglia e soprattutto adoperarsi per una completa integrazione dei figli”. In questo il presule rileva l’apporto dei migranti, rispetto alla disgregazione della famiglia qui in occidente: “I nostri fratelli immigrati possono darci un esempio ed un aiuto per tenere alti i veri valori dell’unione familiare e dell’incontro fra generazioni. È una delle ricchezze che possono condividerci nella pratica dell’accoglienza, che è sempre un’esperienza di incontro reciproco. Io accolgo te, tu accogli me”. Poi il vescovo ha parlato della differenza che esiste fra fede e religione, di come le manifestazioni legate alla tradizione debbano sempre riscoprire di essere espressione di fede, ma di come anche sia bene partire da esse per seminare la gioia del Vangelo. E da qui ha raccontato del funerale celebrato poche giorni prima a Santa Marinella di padre Emanuele Mwanapenzi, sacerdote congolese vero testimone gioioso del Vangelo, che per una decina di anni è stato ospite della casa di riposo delle Suore benedettine del santo volto per cure che non poteva più ricevere nel suo Paese. È stato amato e ben voluto da tutti, tanto che al suo funerale sono stati presenti ben 40 sacerdoti e il vescovo della sua diocesi di origine, quella di Butembo–Beni (ove prima di ammalarsi era stato impegnato in ruoli di responsabilità, era stato anche vicario generale) ha scritto una bellissima lettera di ringraziamento al vescovo Reali per l’ospitalità e l’aiuto fraterno dato a padre Emanuele. Infine alcuni spunti riguardo alla programmazione della Giornata, che prevede l’eucaristia in Cattedrale alle 18.30 con la presenza dei soli rappresentanti delle comunità etniche cattoliche per il rispetto della misure anti–Covid 19. (Maria Grazia Pennisi – Migrantes diocesi Porto Santa Rufina)  

Vescovo Como: “Don Malgesini è un martire della carità”

15 Settembre 2020 - Roma - “Viviamo nella fede un profondo senso di vicinanza a colui che possiamo definire un martire della carità. Era un prete veramente evangelico che si è donato a tutti con una semplicità di cuore e con una gratuità veramente invidiabile”. Lo ha detto il vescovo di Como, Mons. Oscar Cantoni, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, in merito all’uccisione di don Roberto Malgesini ucciso questa mattina. “La nostra Chiesa”, ha proseguito il vescovo di Como, è “in viva sofferenza in questo momento come già in tempi recenti a causa di altre morti che ci hanno addolorato”.  Don Malgesini, ha concluso il vescovo di Como a Tv2000, “lascia l’insegnamento di accostarci a tutti, a partire dai poveri che egli riconosceva come la carne di Cristo e di servirli, di amarli in qualunque situazione, da qualunque provenienza e da qualunque religione”.

Pace, unità, concordia

15 Settembre 2020 -  Roma - Infine alla stessa concordia alla quale abbiamo invitato i popoli, i loro capi, le classi sociali, invitiamo pure, con animo paterno, tutte le famiglie, perché la cerchino e la consolidino. Se infatti non c’è pace, unità e concordia nelle famiglie, come potrà aversi nella società civile? (Giovanni XXIII, Lettera enciclica Ad Petri Cathedra, cap. II, 29 giugno 1959).   Nello stesso anno 1959, papa Giovanni scrive la sua prima enciclica che introduce con queste parole: “Questi tre beni - la verità, l’unità e la pace - da conseguire e promuovere secondo lo spirito della carità cristiana, formeranno l’argomento di questa Nostra prima enciclica, sembrandoCi che, nel momento presente, questo sia particolarmente richiesto dal Nostro apostolico mandato”. E in questo contesto, nel secondo capitolo dell’enciclica ecco il passo dedicato alla famiglia. Un convincimento forte che sia essa la cellula nevralgica della società civile e anche della Chiesa, il nucleo che per primo deve coltivare tutte le virtù necessarie per trovare la concordia nella verità. La pace deriva da questa ricerca che si opera nella carità. Un circolo virtuoso che, nel prosieguo del suo dire, il Papa affida in primo luogo agli sposi, uniti dal vincolo indissolubile e chiamati alla santità e poi singolarmente al padre, a cui chiede di precedere gli altri “non solo con l’autorità, ma anche con l’esempio di una vita integra”; alla madre, che guidi i figli insieme al marito “con fortezza e soavità”; infine ai figli a cui è chiesta obbedienza e capacità di saper amare i genitori e anche aiutarli con l’avanzare dell’età. Se manca concordia nelle famiglie non si può sperare che reggano “i fondamenti stessi della civile convivenza”. Le parole del Papa sono ancora esortazione perché le famiglie trovino al loro interno le risorse per una concordia che non viene da sé ma è frutto della libertà degli uomini e delle donne cristiane e dono dello Spirito Santo. In questa prima enciclica, non dedicata direttamente alla famiglia, sono gettati i semi di una riflessione che negli anni a seguire si amplia ed approfondisce molto. La famiglia non è solo soggetto a cui si chiede di vivere in un certo modo, ma anche oggetto di studio e di analisi delle sue caratteristiche nel tempo, della sua evoluzione o involuzione, delle risorse e delle difficoltà. Giovanni XXIII non dedicherà un documento squisitamente dedicato alla famiglia, ma – come vedremo – non mancherà occasione di confermare i suoi convincimenti sulla centralità del matrimonio per la vita del mondo e della Chiesa. È questa continuità nel magistero dei Papi che ci interpella ancora oggi e ci invita a mantenere uno sguardo privilegiato sulle nostre famiglie, cogliendone tutte le potenzialità e le stesse fragilità da affrontare con coraggio e determinazione. La vita pastorale delle nostre comunità sa valorizzare le energie sane che scaturiscono dalle famiglie? Nella loro quotidianità, nell'amore che circola fra i loro membri, nella capacità di fare rete fra loro e saper portare un contributo di pace a tutta la collettività, le nostre famiglie sono oggi protagoniste? Dare risposta o lasciarsi comunque interpellare da queste domande ci porta a proseguire il cammino seguendo le parole dei nostri pontefici. (Giovanni M. Capetta – Sir))

Media CEI: il Rosario per l’Italia domani da Città di Castello con Mons. Cancian

15 Settembre 2020 - Roma - È il santuario della Madonna del Transito di Canoscio, a Città di Castello, a ospitare domani sera, 16 settembre, l’appuntamento con “Prega con noi”, promosso da Tv2000 e InBlu Radio. Fedeli, famiglie e comunità religiose sono invitate a ritrovarsi alle 21 per recitare insieme il Rosario, che verrà trasmesso da Tv2000 (canale 28 e 157 Sky), InBlu Radio, e su Facebook.  La preghiera sarà presieduta da Mons. Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello.

Stati Uniti: 8.800 minori non accompagnati espulsi lungo il confine con il Messico

15 Settembre 2020 - New York -  Circa 8.800 minori non accompagnati sono stati espulsi dagli Stati Uniti lungo il confine con il Messico a seguito dell’ordinanza di emergenza, emessa in marzo dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive. La norma stabilisce che le persone giunte al confine senza validi documenti di viaggio devono essere trasferite nel Paese di origine o espulse il più rapidamente possibile poiché costituiscono un pericolo per la salute pubblica. Questo nuovo regolamento ha cancellato di fatto tutte le procedure giuridiche legate al diritto di asilo e di protezione internazionale per i migranti e i richiedenti asilo. Venerdì scorso, il vice-responsabile della polizia di frontiera, Raul Ortiz, ha riportato le cifre sui bambini in risposta a un’ordinanza del giudice distrettuale di Los Angeles, Dolly Gee, che riteneva la lunga detenzione dei bambini negli hotel, una violazione delle norme di tutela dei minori. Prima della pandemia, chiunque giungesse dal confine meridionale veniva ospitato in centri di accoglienza. Il rischio di assembramento e di diffusione dei contagi ha fatto propendere per gli hotel, ma secondo il giudice non ci sono garanzie adeguate per la protezione dei piccoli, e per questo ha intimato che entro martedì gli hotel andassero svuotati per altri tipi di alloggio. La risposta dell’amministrazione è stata l’espulsione immediata. Ancora 2.200 minori e 600 famiglie saranno trattenute negli Usa fino a che non si possano organizzare voli di rimpatrio sicuri. Dall’entrata in vigore della norma sulla tutela della salute pubblica ai confini, lo scorso marzo, oltre 159mila persone sono state espulse.​  

Mons. Cantoni: “profondo dolore e disorientamento” per la morte di don Malgesini

15 Settembre 2020 - Como - Il vescovo di Como Mons. Oscar Cantoni, recatosi a San Rocco appena appresa la notizia dell’uccisione di don Roberto Malgesini, esprime “profondo dolore e disorientamento per quanto accaduto”, ma anche “orgoglio verso questo nostro prete, che ha da sempre lavorato su campo fino a dare la sua vita per gli ultimi”. Il sacerdote, 51 anni, questa mattina, martedì 15 settembre, poco dopo le 7 è stato trovato privo di vita a San Rocco ucciso da un uomo che pare già essersi costituito alle forze dell’ordine, scrive il giornale diocesano “Il Settimanale: “sacerdote da sempre in prima linea accanto alle persone in difficoltà, schivo e defilato nello stile, non faceva mai mancare il suo sostegno a chi incontrava lungo la strada, costantemente e senza risparmio al servizio di ogni forma di fragilità umana”. Don Malgesini era nato a Morbegno nel 1969. Ordinato sacerdote nel 1998, era stato vicario prima a Gravedona e poi a Lipomo, dal 2008 era collaboratore della comunità pastorale Beato Scalabrini. Questa sera la Diocesi di Como si riunirà in preghiera in Cattedrale, alle ore 20.30, per la recita del Santo Rosario. Si pregherà per don Roberto Malgesini e anche per il suo assassino.  

Migrantes Roma: un osservatorio per i minori fragili

15 Settembre 2020 - Roma – Un Osservatorio per la tutela e il sostegno dei minori fragili è stato promosso a Roma dall’Ufficio Migrantes della diocesi insieme a “Dorean Dote” e Medicina Solidale”. L’Osservatorio è particolarmente attivo nelle periferie della città e nei campi rom. Durante il periodo della pandemia, ancora in corso, i promotori dell’Osservatorio sono stati particolarmente vicini alle famiglie più deboli con pacchi viveri e assistenza medica gratuita

Como: ucciso sacerdote impegnato nell’assistenza agli ultimi

15 Settembre 2020 - Como – Accoltellato e ucciso questa mattina a Como il sacerdote don Roberto Malgesini, conosciuto come il prete degli ultimi. L’aggressione è avvenuta intorno alle 7 di oggi in piazza san Rocco, vicino ala sua parrocchia. 51 anni, il sacerdote è stato trovato a terra, con ferite di arma da taglio, nella strada accanto alla chiesa. Poco distante gli uomini della polizia scientifica hanno ritrovato un coltello sporco di sangue, riferiscono le agenzie. Don Malgesini era impegnato nell'assistenza ai più bisognosi: portava la colazione ai senzatetto e ai migranti e assisteva tutti coloro che vivevano in situazioni di marginalità. Appena avuta la notizia è arrivato sul posto anche il vescovo di Como, Mons. Oscar Cantoni.  

Viminale: 21mila i migranti sbarcati, nel 2020, in Italia

14 Settembre 2020 - Roma – Sono 21mila011 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Il dato è aggiornato dal Ministero dell’Interno alle 8 di questa mattina. Degli oltre 20mila migranti sbarcati in Italia nel 2020, 8623 (41%) sono di nazionalità tunisina. Glia altri provengono da Bangladesh (3.058, 15%), Costa d’Avorio (1006, 5%), Algeria (887, 4%), Pakistan (800, 4%) ed altri paesi.