Primo Piano
Il deserto e i suoi volti
Viminale: da inizio anno sbarcate 5.033 persone migranti sulle coste italiane
Mons. Fontana: “la testimonianza cristiana ha sempre accompagnato l’attività diplomatica di Attanasio”
Arezzo - “Confidiamo che la morte del capomissione italiano porti con sé un sempre maggior coinvolgimento del nostro Governo, insieme all’Unione europea, per non ignorare le sofferenze dell’Africa”. Lo ha detto l’arcivescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, mons. Riccardo Fontana, nell’omelia della messa, celebrata ieri in cattedrale, in suffragio dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e del loro compagno di viaggio, l’autista Mustapha Milambo, morti nella Repubblica democratica del Congo, mentre assicuravano aiuti alimentari, in una missione Onu, a quanti in Africa sono provati dalla carestia.
Alla Messa erano presenti i sacerdoti di origine africana che prestano servizio in diocesi e varie Autorità locali e, compatibilmente con le ristrettezze numeriche dovute al contenimento dell’emergenza sanitaria, anche alcuni rappresentanti della comunità congolese in Arezzo. Il vescovo, nella sua omelia, ha riferito che “questa Assemblea straordinaria è stata convocata dai cristiani nostri amici venuti da varie nazioni in terra africana, ormai pienamente inseriti nella Chiesa aretina. Sono molto addolorati per quanto è avvenuto nei giorni scorsi”. La loro richiesta al vescovo è stata quella di “pregare insieme per le vittime del vile attentato, ma anche di dire ad alta voce con loro il significato simbolico di quanto è avvenuto”. “L’Italia, attraverso la sua Rappresentanza diplomatica, si è fatta garante che gli aiuti destinati a chi sta morendo di fame arrivassero a destinazione – ha aggiunto il presule –. Questo fatto ha un oggettivo valore umanitario, che va perfino oltre l’eroismo di chi lo ha messo in atto. Di per sé è una testimonianza di come davvero l’Italia voglia farsi carico dei problemi gravi del continente accanto al nostro e delle sofferenze di quelle popolazioni. La collaborazione internazionale può cambiare attitudine e trovare i modi giusti per favorire finalmente lo sviluppo e il benessere di quei popoli, ben capaci di guidare, essi stessi, la loro storia”.
E ancora: “Il sacrificio dell’Ambasciatore, che ha affrontato con consapevolezza professionale il rischio, testimonia il suo patrimonio di valori che, in quanto persona, rappresentano tutti i cattolici italiani e, per il ruolo istituzionale che ha ricoperto, la nostra intera Repubblica”. Infine, il ricordo della “testimonianza cristiana che ha sempre accompagnato l’attività diplomatica di Attanasio, come rammentato a più riprese dalle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto, presenti nella Repubblica democratica del Congo”. Prima dell’inizio della messa è stata ascoltata la testimonianza di Chiara Castellani, medico e missionaria laica, sull’ambasciatore Luca Attanasio e sul suo spiccato e cristiano senso di servizio.
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Saliamo sul monte
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Viminale: da inizio anno sbarcate 4.536 persone migranti sulle coste italiane
Comunità congolese di Palermo: preghiera e vicinanza per le vittime in Congo
Palermo - Dopo il drammatico agguato teso all’ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio – vittima insieme al Carabiniere di scorta Vittorio Jacovacci e all’autista congolese Mustapha Milambo - una rappresentanza della comunità congolese che vive a Palermo, insieme a don Pietro Magro, direttore dell’Ufficio per il Dialogo ecumenico e interreligioso della diocesi di Palermo, ha fatto visita al Comando Legione Carabinieri Sicilia per esprimere un messaggio di cordoglio. Con loro anche padre Celestino del Boccone del Povero e Didi Nzuanzu Nguya, rappresentante della comunità congolese palermitana: «La comunità della Repubblica Democratica del Congo che vive a Palermo esprime profondo dolore per il vile attentato all’ambasciatore italiano Luca Attanasio, al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista congolese Mustapha Milambo, barbaramente uccisi in un agguato terroristico in una regione da anni teatro di violenti scontri tra decine di milizie che si contendono il controllo del territorio e delle sue risorse naturali. Oggi è una giornata molto triste e di grande dolore per l’Italia, nostra seconda patria, e anche per il nostro Paese, il Congo. La comunità del Congo è qui per rappresentare la sentita vicinanza e solidarietà sia agli Italiani che all’Arma dei Carabinieri. Nel condannare fermamente questi atti di violenza, desideriamo far pervenire alle famiglie delle vittime, la nostra solidarietà e fraterna preghiera. Vogliamo, altresì, chiedere, a tutta l’Europa, una maggiore presenza di sola attività sociale ed umanitaria nei confronti del Congo e dell’Africa». I rappresentanti della comunità congolese sono stati accolti dal Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, Generale di Brigata Rosario Castello e dal Colonnello Giampaolo Zanchi, Comandante del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia”.
Congolesi a Roma: domenica celebrazione eucaristica per ricordare l’ambasciatore e il carabiniere e pregare per la pace in Congo
Roma - «Di fronte a questa tragedia che ha causato la morte del nostro caro Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e di Mustafa Milambo, autista congolese, la comunità congolese a Roma è rimasta profondamente sconvolta e addolorata». Lo dice a http://www.migrantesonline.it don Sylvestre Adesengie, Cappellano della Comunità cattolica Congolese di Roma, dopo la tragedia dei giorni scorsi. «Per l'ennesima volta, la comunità congolese piange delle morti innocenti e piange tanti congolesi - aggiunge il sacerdote - uccisi nel paese senza motivo e si chiede il perché di questa violenza. La nostra comunità, costituita da famiglie, lavoratori, studenti, religiosi e religiose, preti, che considera l’Italia come suo secondo Paese, prega per la pace nel mondo e in modo speciale per il Congo tanto martoriato». E domenica nella chiesa della Natività del Nostro Signore Gesù Cristo a Roma, alle ore 11, una celebrazione eucaristica per ricordare in modo particolare «il nostro caro ambasciatore Luca e Vittorio uccisi in Congo». Per questa celebrazione la comunità cattolica congolese in Italia ha invitato le autorità comunali di Roma e i due ambasciatori a Roma. «La comunità congolese - dice don Sylvestre - presenta le sue sentite condoglianze alle famiglie dell’Ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Iacovacci, alle istituzione italiane e all’intero Paese Italia e condanna questo gesto vile, barbarico e crudele, chiedendo chiarezza e verità su ciò che è accaduto». (R. Iaria)
Assisi: domani intenzione di preghiera per i profughi
Diocesi di Arezzo-Cortona-San Sepolcro: domenica una preghiera in ricordo delle vittime in Congo
Lo spirito di famiglia
Viminale: da inizio anno sbarcate 4.305 persone migranti sulle coste italiane
Roma - Sono 4.305 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 558 sono di nazionalità tunisina (13%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Costa d’Avorio (406, 9%), Bangladesh (364, 8%), Guinea (301, 7%), Eritrea (239, 6%), Sudan (194, 4%), Egitto (179, 4%), Algeria (177, 4%), Mali (153, 4%), Marocco (114, 3%) a cui si aggiungono 1.620 persone (38%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Il dato è stato diffuso dal Ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.