Primo Piano

Migrantes Torino: dialogo sull’accoglienza

20 Ottobre 2021 - Torino - All'interno del Festival dell'Accoglienza "E mi avete accolto", in corso a Torio su iniziativa dell’Ufficio Migrantes, lunedì 25 ottobre alle ore 18 una occasione per riflettere sul significato del verbo accogliere: Monsignor Gian Carlo Perego, Presidente della Commissione per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Italiana e Presidente della Fondazione Migrantes dialogherà con Gustavo Zagrebelsky, Presidente emerito della Corte Costituzionale. A moderare sarà Angela La Rotella, responsabile dell'Area Cultura e Comunicazione del Politecnico di Torino. L'incontro si svolgerà presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano (Piazza Carlo Alberto, 8).  

Migrantes Reggio Emilia-Guastalla: domenica il pellegrinaggio dei Popoli

20 Ottobre 2021 - Reggio Emilia - Sarà il vescovo albanese, mons. Simon Kulli a presiedere la celebrazione del pellegrinaggio dei Popoli nella diocesi di Reggio Emilia-Guastalla che si svolgerà domenica 24 ottobre. L’iniziativa è promossa dall’Ufficio Migrantes diocesano: partirà dalla chiesa di San Gaetano in Albinea per concludersi, con una celebrazione eucaristica presieduta da mons. Kulli, al Santuario di Montericco.  

Zagabria: premiati studenti lingua italiana

20 Ottobre 2021 - Roma - In occasione della  XXI Settimana della Lingua italiana, si è svolta presso l’Istituto Italiano di Cultura a Zagabria la premiazione di tre distinti concorsi: il concorso nazionale di lingua italiana 2021, bandito dall’Agenzia Nazionale Croata per l’Educazione e l’Istruzione per studenti delle scuole elementari, medie e superiori; il Premio Settimana della Lingua italiana in Croazia, nato su iniziativa dell’IIC e dell’Ambasciata e incentrato quest’anno su tematiche dantesche, che ha coinvolto gli studenti delle Università croate; e il concorso artistico “In viaggio con Dante”, organizzato dai Comitati di Zagabria e Zara della Società Dante Alighieri per studenti delle scuole elementari, medie e superiori. Le opere che hanno preso parte a quest’ultimo concorso fanno parte di una mostra inaugurata presso l’Istituto italiano di cultura che rimarrà aperta fino al 14 novembre. Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato l’Ambasciatore Pierfrancesco Sacco, la Direttrice dell’Agenzia Nazionale Croata per l’Educazione e l’Istruzione, Dubravka Brezak Stamać, il Direttore dell’IIC Gian Luca Borghese e la Presidente del Comitato di Zagabria della Società Dante Alighieri Monica Priante. La Settimana della lingua italiana in Croazia proseguirà con un ricco programma di iniziative organizzate da Ambasciata, Istituto di Cultura e Consolato Generale a Fiume tra cui mostre, concerti, lezioni accademiche a tema dantesco, la proiezione del primo lungometraggio della storia del cinema italiano, “Inferno” (1911), dedicato a Dante e uno spettacolo di Lella Costa dedicato alle donne nella Divina Commedia.  

Fisc: una intervista al sottosegretario all’Editoria

20 Ottobre 2021 - Roma – “Continuerò ad impegnarmi con tutte le mie forze affinché anche l’editoria locale continui ad avere non ristori, ma sostegni. Perché una democrazia liberale compiuta non può fare a meno di una stampa locale, libera, indipendente e professionale”. La promessa è di Giuseppe Moles, Sottosegretario all’Editoria, enunciata dal Salone del Libro di Torino, luogo simbolo in questi giorni della rinascita culturale del Paese. Sottosegretario il 17° rapporto sulla Comunicazione del Censis segnala che nell’ultimo anno si è accentuata la crisi della carta stampata, in particolare per i quotidiani. I vari studi però non prendono mai in considerazione la stampa locale. Che cosa rileva dal suo osservatorio? La crisi è uguale per tutti? Fin dall’inizio ho cercato di avere un quadro il più possibile chiaro delle situazioni. L’intero comparto editoriale è talmente diversificato e legato a delle eccellenze dei territori che va analizzato compiutamente e con molta attenzione perché, a prescindere dalla crisi generale, ci sono delle diversificazioni enormi. Per questo motivo ho incontrato tutti gli stakeholder del settore, e l’ho fatto singolarmente perché ognuno ha caratteristiche, potenzialità e difficoltà diverse. Solo sulla base di una analisi generale si può individuare dove e come sostenere, dove e come incrementare. Dopo un sostegno inziale del governo per la crisi dovuta al Covid, e ritengo di aver fatto più di quanto possibile da questo punto di vista, con un aumento di risorse e di strumenti come i crediti diretti e indiretti, ora si deve ragionare a medio termine sul futuro del sistema, con i fondi del Pnrr, ma anche e soprattutto con altri strumenti. Un esempio: le edicole. Ritengo che si debbano considerare come un punto nuovo, non solo vendita diretta di prodotti editoriali, ma anche di offerta di servizi al cittadino. Una recente indagine condotta dall’Ucsi e dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Salesiana ha rilevato che i giovani  si informano prevalentemente sui social network, i telegiornali e il web, perché li considerano accessibili e aggiornati in tempo reale. E questo nonostante considerino più affidabili la stampa quotidiana e periodica. Cosa ritiene utile per avvicinarli alla carta stampata? Io non considero l’online il nemico della carta. Credo che i due mondi possano e debbano convivere. L’uno può essere utile all’altro. Dipende da come si utilizzano questi strumenti. Ad esempio ho rinnovato il bonus per gli abbonamenti, per quotidiani e periodici nelle scuole, ma con un budget raddoppiato; inoltre ho previsto che il bando non fosse realizzato a settembre ma dal 1° al 31 ottobre, per dare alle scuole il tempo di scegliere come utilizzarlo. Ho grande fiducia nei ragazzi e nelle loro capacità di apprendimento e discernimento; nello stesso tempo le famiglie e la scuola devono svolgere al meglio il loro compito, anche insegnando ai giovani ad essere iper-critici. Lotta alle fake news, difesa del copyright sono temi su cui si è impegnato in prima persona in questi mesi… Sono molto fiducioso, per il copyright ho previsto non l’obbligo di concludere il contratto, ma l’obbligo di negoziare e di farlo in buona fede. Ogni editore, di qualsiasi tipo, potrà negoziare quello che ritiene essere il giusto compenso del suo prodotto.  Ovviamente ciascuno potrà decidere di non sedersi al tavolo, per chiedere un equo compenso, magari decidendo di cedere gratuitamente ai grandi del web il suo prodotto. Le false notizie sono un altro enorme problema. Il mio dipartimento aveva in passato già istituito una commissione sulla disinformazione ma dato che è un tema a cui tengo molto ho intenzione di far ripartire questo comitato. Dato, però, che spesso lo sviluppo tecnologico è più veloce di qualsiasi norma, io continuo ad avere fiducia nelle persone e, per arginare il fenomeno delle fake news ci vuole soprattutto tanta professionalità di tutti gli addetti ai lavori. Infine farò una campagna di sensibilizzazione per un utilizzo sano e consapevole di tutti i nuovi strumenti digitali. Nei giorni scorsi l’amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, ha proposto di non stornare più il 10% del canone Rai al Fondo per il pluralismo. Lei cosa ne pensa? Quando l’ho incontrato non mi ha parlato di questa idea, ma ovviamente non posso che tutelare il Fondo per il pluralismo. E’ fondamentale non solo il mantenimento ma l’accrescimento del budget del fondo. Se Fuortes si è reso conto che il suo compito è quello di ricercare risorse e riorganizzare l’azienda, l’importante è che non lo si faccia a danno di altri comparti. (Chiara Genisio)        

In corso la XXI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

20 Ottobre 2021 - Roma – È in corso la XXI edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. L’iniziativa, nata nel 2001 in collaborazione con l’Accademia della Crusca, è realizzata nella terza settimana di ottobre dalla Rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura, con il sostegno del MiC, del MUR, del Governo svizzero e dei principali partner della promozione linguistica. La XXI edizione, in programma dal 18 al 24 ottobre, ha come tema “Dante, l’italiano”. Nella ricorrenza del 700esimo anniversario della scomparsa del Sommo Poeta, la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo si pone sia come ideale conclusione del programma di celebrazioni, "Dante, 700 nel mondo", promosso dalla Rete degli Uffici all’estero nei cinque continenti, sia come preludio agli Stati Generali della Lingua e della Creatività Italiane, in programma il 29 novembre.

Bologna: una preghiera per la popolazione del Myanmar con il card. Zuppi

19 Ottobre 2021 - Bologna - Domani, mercoledì 20 ottobre, alle ore 19.30, nella Basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano a Bologna, l’arcivescovo, il cardinale Matteo Zuppi, presiederà un momento di riflessione e preghiera per il Myanmar organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio. Al termine vi sarà l’intervento anche di una delegazione birmana.  

Settimana Sociale: i numeri dell’evento

19 Ottobre 2021 - Taranto - A Taranto fervono i preparativi per la 49ª Settimana Sociale dei cattolici italiani che inizierà giovedì 21 ottobre, nel pomeriggio, per concludersi domenica 24 con la celebrazione della Messa presso la Concattedrale. Nella città dei due mari si ritroveranno oltre 80 Vescovi, 670 delegate e delegati – tra cui numerosi giovani – provenienti da 208 Diocesi, in rappresentanza delle comunità ecclesiali che nei mesi hanno riflettuto a livello locale, a partire da un Documento comune. Significativa la presenza femminile: ben un terzo dei partecipanti, infatti, è costituito da donne, la cui fascia di età più rappresentata è quella fino ai 35 anni. Sei saranno le sessioni tematiche: “In ascolto della realtà” (giovedì 21); “Il pianeta che speriamo. Visioni di futuro” e “L’approfondimento e l’incontro” (venerdì 22); “Le conversioni e l’alleanza” e “Le proposte e il confronto istituzionale” (sabato 23); “La missione. Prospettive, responsabilità, impegni” (domenica 24). Sei saranno anche le “buone pratiche”, diffuse sul territorio regionale, che i partecipanti alla Settimana Sociale visiteranno nel pomeriggio di venerdì: Ecomuseo del Mar Piccolo (Taranto), Masseria Frutti Rossi/Lome (Massafra); Quartiere Montetullio/Masseria Mangiato (Martina Franca); Centro Educazione Ambientale/Progeva (Laterza); In Masseria (Grottaglie); Torre Guaceto (Brindisi). Cinquanta saranno i platani che verranno piantumati nel rione Salinella e in zona Lama-Tramontone quale espressione concreta dell’attenzione della Chiesa per le persone e per il Creato, all’insegna di una sostenibilità che deve essere sia ambientale sia sociale. La seconda opera-segno sarà l’avvio del progetto “Prendi il largo” per la trasformazione degli scarti dell’allevamento di molluschi in materiali per la bioedilizia. “La Settimana Sociale vuole condividere i problemi della gente e, al contempo, portare avanti un’interlocuzione con la società e con il Parlamento italiano, partendo dall’ascolto della realtà e dalle buone pratiche sul territorio e coinvolgendo i giovani sul tema della sostenibilità ambientale”, sottolinea Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto e Presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali.      

Viminale: da inizio anno sbarcate 50.540 persone migranti sulle coste italiane

19 Ottobre 2021 - Roma - Sono 50.540 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 14.035 sono di nazionalità tunisina (28%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (6.242, 12%), Egitto (5.136, 10%), Iran (3.010, 6%), Costa d’Avorio (3.003, 6%), Iraq (2.102, 4%), Guinea (1.889, 4%), Eritrea (1.709, 4%), Marocco (1.593, 3%), Sudan (1.551, 3%) a cui si aggiungono 10.270 persone (20%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal Ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Fino ad oggi sono stati 7.190 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a ieri, 18 ottobre.

 

Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro: la seconda puntata dedicata agli italiani in Svizzera

19 Ottobre 2021 - Roma - Martedì 26 ottobre 2021, andrà in onda la seconda puntata de «Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro». La trasmissione - in diretta su Radio Mater dalle ore 17.30 alle ore 18.30, l’ultimo martedì di ogni mese - presenta alcune Missioni cattoliche italiane, soprattutto europee. Esse, sono animate da circa 700 operatori (laici/laiche consacrati e non, sacerdoti diocesani e religiosi, suore). Lo spazio radiofonico di ottobre, ospiterà la testimonianza della Comunità cattolica italiana che vive nella Svizzera tedesca. Si racconteranno: don Carlo De Stasio, Coordinatore Nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Svizzera e i coniugi Chiara e Oreste Concepito, entrambi ingegneri, residenti all’estero da una ventina di anni. Nella introduzione - di Massimo Pavanello, sacerdote della diocesi di Milano, ideatore e conduttore della trasmissione - si accennerà pure alla questione linguistica. Con focus sulla preghiera nella lingua madre, l’idioma preferito dagli emigrati per esprimere la propria spiritualità. Lo si farà, riprendendo un paragrafo, espressamente dedicato al tema, presente nel Rapporto Italiani nel mondo 2020, curato della Fondazione Migrantes, consulente della trasmissione radio. La riflessione può essere considerata un piccolo spin off della XXI edizione della settimana della lingua italiana nel mondo - dal titolo: “Dante, l’italiano” - che si conclude il 24 ottobre. L’iniziativa è nata nel 2001, da un’intesa tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e l’Accademia della Crusca. Successivamente si è aggiunta la Confederazione Svizzera, Paese in cui l’italiano è una delle lingue ufficiali. La trasmissione può essere ascoltata - in Italia - attraverso la radio o la televisione. In tutto il mondo, scaricando la app dedicata; oppure, all’indirizzo internet   https://www.radiomater.org/it/streaming.htm    

“Boccadasse” di Paolo Alberto Valenti alla Fondazione Murialdi

19 Ottobre 2021 - Roma - A 31 anni dalla morte del grande poeta toscano viene pubblicata integralmente quella che ormai diventa, a tutti gli effetti, l’ultima intervista rilasciata da Giorgio Caproni. Nel volume “Boccadasse”  - scritto dal giornalista e producer europeo Paolo Alberto Valenti (Edizioni Cofine, Roma) - che viene presentato il pomeriggio del 28 ottobre alla Fondazione Murialdi di Roma dallo storico Luciano Zani e dal Segretario Generale della Fondazione Giancarlo Tartaglia,  non si rintracciano solo le storie di 4 generazioni di emigranti italiani verso il Nordafrica, le Americhe e la Francia ma si ripercorre il profilo tragico della storia nazionale italiana che la grande poesia ligure e in parallelo i cantautori genovesi hanno declinato in arte. Nonostante la sua copertina che riproduce una cartolina postale dell’anno 1900 della Compagnia di Navigazione Italiana Florio e Rubattino (spedita da un emigrante di 12 anni partito da solo per Montevideo), “Boccadasse” non è un  volume patinato che ripropone le carrellate fotografiche del pittoresco quartiere degli innamorati a Genova, piuttosto entra nelle viscere della città,  entra a Staglieno, entra nelle parole di Gino Paoli, di Camillo Sbarbaro, di Fabrizio De André, di Dino Campana, di Eugenio Montale, di Francesco Biamonti rivelando la morte e la resurrezione di quelle stagioni che si sono fuse in seno a una sola matrice letteraria e musicale. Il denominatore comune di un racconto autobiografico che diventa storia collettiva parte da quei paradisi lirici, dolenti e sublimi, che il poeta dell’esistenzialismo parigino André Frénaud (“Il silenzio di Genova”) e lo stesso Giorgio Caproni (“Stanze della funicolare”) hanno consegnato alla poesia immortale, quella che Montale avrebbe condotto fino al Nobel.

Ancora morti nel Mediterraneo

19 Ottobre 2021 - Algeri - La Guardia costiera algerina ha recuperato, sabato, i corpi di quattro migranti affogati dopo che un barcone si è capovolto, mentre è riuscita a strappare alle acque altri 13. L’incidente è avvenuto a 16 miglia nautiche a nord di Algeri. Non è stato specificato la nazionalità delle vittime, ma molti giovani algerini cercano di attraversare il Mediterraneo, spesso diretti in Spagna, su una rotta altamente rischiosa. Domenica invece, un naufragio al largo di Mahdia, in Tunisia, è costato la vita a quattro persone, mentre altre 19 risultano disperse. A bordo della piccola barca c’erano almeno 30 tunisini, per lo più giovani: «Sette sono stati salvati», ha detto il portavoce del tribunale di Mahdia e Monastir, precisando che quattro persone sono state arrestate per aver partecipato all’organizzazione della traversata. Uno dei migranti è riuscito a nuotare fino a riva e ha dato l’allarme. Il governatorato di Mahdia si trova a circa 140 km dall’isola di Lampedusa. Non è chiaro tuttavia da dove sia partita la barca. È stato un fine settimana impegnativo anche per la Spagna, dove sono stati segnalati oltre 500 sbarchi di migranti in diverse zone costiere, sia al sud sia nelle isole. Alle Baleari gli arrivi sono proseguiti anche la scorsa notte. In totale, sull’arcipelago sono approdate oltre 300 persone in meno di 48 ore. Numerosi gli sbarchi anche in alcune zone del sud-est della Spagna peninsulare, in particolare nella provincia di Alicante e nella regione di Murcia, dove sono stati notificati circa 200 arrivi. Poco più a sud, nella zona di Almeria, in Andalusia, si è verificato l’ennesimo naufragio di migranti: due sopravvissuti hanno affermato che con loro c’erano altre 12 persone. Le autorità stanno effettuando ricerche in mare nella speranza di salvare altre vite. Domanica, invece, nella zona di Almeria sono arrivate almeno altre 21 persone. Le Baleari e le zone costiere del sud-est sono solitamente i principali punti di approdo delle imbarcazioni che salpano dalle coste algerine. Intanto, anche sulle coste italiane si susseguono gli sbarchi e i soccorsi. 222 quelli arrivati a Lampedusa con sette imbarcazioni. Gli approdi hanno riguardato anche Pantelleria, dove piccoli gruppi di migranti tunisini sono riusciti a sbarcare sull’isola. Tra loro donne e bambini.    

Rosario per l’Italia: domani con mons. Cerrato

19 Ottobre 2021 - Roma - Domani sera Rosario per l'Italia dalla diocesi di Ivrea. Tv2000 e radio InBlu2000 invitano i fedeli, le famiglie e le comunità religiose a ritrovarsi alle 20.50, per recitare insieme il Rosario trasmesso su Tv2000, InBlu2000, e su Facebook. La preghiera sarà trasmessa dalla chiesa di San Michele e San Solutore a Strambino, in provincia di Torino, in occasione della quinta incoronazione centenaria della Madonna del Rosario (in programma il 24 ottobre). A guidare la preghiera mariana sarà l’oratoriano mons. Edoardo Aldo Cerrato, vescovo di Ivrea.

In Famiglia: Tobia e Sara, seconda parte

19 Ottobre 2021 - Abbiamo lasciato Tobia e Azaria/Raffaele lungo il cammino. Attraversando il fiume Tigri, Tobia viene aggredito da un grande pesce, simbolo di pericolo misterioso e pauroso (pensiamo alla famosa balena di Giona). Raffaele gli intima di catturarlo e toglierne il fiele, il cuore e il fegato; mettendoli in disparte perché potranno essere utili medicamenti (Tb 6,4). C'è una dimensione del tutto pratica nell'aiuto che Raffaele offre a Tobia: l'angelo dà un consiglio ma la volontà e l'impegno del giovane sono fondamentali. Forse anche a noi tante volte è capitato di ricevere un'indicazione, un suggerimento e di non averlo voluto seguire senza fidarci di chi ce lo stava dando. L'invito allora è quello di avere una mente e una sensibilità accogliente nei confronti delle opportunità che Dio ci offre e saperle cogliere per il nostro bene. Arrivati nella città di Sara, l’angelo prepara Tobia all’incontro con quella che sarà la sua sposa, perché il padre di lei è il parente più prossimo di suo padre Tobi e questo è secondo la volontà del Signore. Tutto sembra prestabilito, ma in realtà non è così: Tobia deve compiere un percorso di discernimento, ha sentito parlare del demone che affligge quella donna e non nasconde la sua paura di morire. Le parole di Raffaele sono un annuncio che dovrebbe risuonare nel cuore di ogni sposo: “Non temere: ella ti è stata destinata fin dall'eternità. Sarai tu a salvarla. Ella verrà con te e penso che da lei avrai figli che saranno per te come fratelli. Non stare in pensiero”. Ed infatti questa sorta di profezia, come prosegue il testo, porta Tobia a fidarsi e ad “amare molto quella donna senza più poter distogliere il cuore da lei” (Tb 6,18). C’è un momento preciso nella vita di ogni uomo e di ogni donna che decidono di sposarsi nel Signore a partire dal quale i due si promettono per sempre che la salvezza, potremmo dire la santità dell’altro è il dono e la responsabilità che accolgono reciprocamente. Non sono più due, ma uno, la loro fede, il loro desiderio di amare Dio passa attraverso il loro amore, in una storia intrecciata che nel libro si concretizza nel dettaglio della loro prima notte di nozze. Quest’uomo e questa donna sanno che la posta in gioco è alta, che l’amore richiede coraggio, che è un abisso in cui ci si può perdere e dal timore, però, non nasce la fuga ma, ancora una volta una preghiera che è fra i testi più belli della Bibbia dedica al matrimonio. Un canto di lode, di ringraziamento, di fiducia, un’invocazione allo Spirito affinché li accompagni sempre: Tobia così prega: “Tu hai detto: «Non è cosa buona che l'uomo resti solo; facciamogli un aiuto simile a lui». Ora non per lussuria io prendo questa mia parente, ma con animo retto. Dégnati di avere misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia” (Tb 8,5-8). Nonostante i timori dei genitori, gli sposi si ridestano dopo la notte trascorsa insieme sani e salvi e da lì il racconto non è che un tripudio di grazie su grazie. Proseguono i festeggiamenti, Tobia recupera il piccolo tesoro che il padre gli ha affidato e poi non dimentica i suoi anziani genitori e intende ritornare a casa con la sua sposa. Il padre di Sara desidera che il rapporto di questo nuovo marito con i suoi suoceri possa essere intimo e affettuoso come quello coi genitori e chiede al genero, affidandogli la figlia di “non farla soffrire nessun giorno della sua vita” (Tb 10,13). Un’altra raccomandazione-benedizione che ogni sposo dovrebbe poter alimentare nel cuore attraverso la preghiera e l’aiuto di tutte le persone che amano la nuova famiglia che si è formata. Tobia torna dal padre e lo guarisce con il fiele del pesce: il suo coraggio lo ha reso capace di occuparsi del suo genitore e questi ora può rivederlo con occhi nuovi. È bello scoprire che in questo racconto le coppie dei genitori e quella degli sposi si dimostrano un affetto senza condizioni, un amore che supera loro stessi. In tralice c’è sempre il rischio che i legami di sangue prevalgano sull’unione che da poco si è formata, i cosiddetti “cordoni ombelicali” con le famiglie d’origine, ma vince la libertà dei coniugi che sanno staccarsi dalle case avite e iniziare la loro strada affidando il loro amore a quello provvidente di Dio. (Giovanni M. Capetta - Sir)  

Accogliere lo straniero: una bella storia di collaborazione fra Caritas, Migrantes e LVIA

18 Ottobre 2021 - Forlì - Ibrahima è un ragazzo senegalese giunto in Italia nel 2015 attraversando il Mediterraneo. Da Lampedusa giunge a Forlì ospite di un Centro di Accoglienza Straordinaria dove inizia l’iter per la richiesta d’asilo volta ad ottenere un permesso di soggiorno. La sua domanda non viene accolta per cui fa appello al tribunale di Bologna. Intanto, a fine 2016, viene inserito nel progetto Caritas “Rifugiato a casa mia”, ospitato presso un appartamento assieme ad altri due coetanei del Mali e del Gambia e con l’aiuto di un volontario tutor avvia un percorso di autogestione e di ricerca lavoro. Ad inizio 2017 trova lavoro presso un panificio e dopo un anno di tirocinio, nel 2018, ha un contratto di 48 mesi come apprendista che gli permette di pagare un affitto e ottenere la residenza. Purtroppo il ricorso in appello a Bologna e quello successivo in Cassazione a Roma gli negano il permesso di soggiorno in Italia. Nell’estate 2019, trovato ad un controllo in strada sprovvisto di documenti, viene convocato in Questura e gli viene consegnato un decreto di espulsione. Non potendo più rimanere a Forlì se non da “irregolare”, alcuni volontari del Servizio Migrantes lo aiutano ad organizzare il rientro in Senegal, vale a dire ottenere il passaporto dal Consolato di Milano, concordare con la Questura di Forlì la data dell’imbarco aereo, istruire la pratica di annullamento delle conseguenze del decreto di espulsione affinché rimanesse aperta la possibilità di un successivo rientro in Italia attraverso il decreto flussi per lavoratori stagionali. E così un giorno di ottobre 2019 viene accompagnato in aeroporto a Milano per fare ritorno in Senegal dove troverà ad accoglierlo e a seguirlo negli adempimenti burocratici gli operatori di LVIA , ong con sede a Cuneo e operativa in una decina di paesi africani, tra cui il Senegal, con una sede territoriale anche a Forlì (LVIA-Forlì nel Mondo), con cui Migrantes coltiva da diversi anni rapporti di collaborazione. In Senegal gli viene offerta ospitalità e tutto l’aiuto necessario per i contatti e il non facile espletamento delle pratiche presso l’ambasciata Italiana, fino a che nel settembre 2021, dopo il nulla osta rilasciato dalla Prefettura di Forlì, ottiene regolare visto per ritornare in Italia in base al decreto flussi lavoratori stranieri, nel frattempo divenuto operativo dopo un anno di blocco causa Pandemia Covid. In preparazione al suo rientro Migrantes si è attivata per trovare un contratto di lavoro presso un’azienda agricola locale come lavoratore stagionale straniero,  per l’accoglienza immediata compreso un alloggio ove ospitarlo al suo arrivo a Forlì. Ci si è rivolti a Caritas ed è stata trovata una casa ove ora Ibrahima risiede. Da ormai 3 settimane è impiegato nel lavoro di raccolta uva, ha un permesso di soggiorno temporaneo di 5 mesi per cui dovrà trovarsi un nuovo lavoro  per convertire l’attuale permesso stagionale in permesso annuale. La sua vicenda di accoglienza e integrazione non è ancora conclusa ma è forte la speranza di potere arrivare al risultato pieno, data la forza di volontà e la continuità con cui sono stati affrontati i numerosi ostacoli incontrati in questa storia attualissima di immigrazione dall’Africa.  Ci piace presentare questa storia perché accanto alla voglia di riscatto dei poveri del Sud del Mondo, dei sacrifici disposti ad affrontare nella speranza di una vita più dignitosa, degli ostacoli che devono superare di fronte a leggi, norme ed anche disfunzioni burocratiche, la disponibilità e la tenacia dei volontari delle tre associazioni/uffici pastorali (Migrantes, Caritas, LVIA) restano un esempio vivo e attuale di umana solidarietà e concreta voglia di compartecipare nell’accoglienza e integrazione di persone straniere, essendo che tutti chiamati ad impegnarci al rispetto umano “verso l’altro” da noi.  ( Servizio Migrantes diocesi di Forlì-Bertinoro)    

Arrivano in Italia i primi cinque minori soli del progetto “Pagella in tasca”

18 Ottobre 2021 - Torino - Sono arrivati all’aeroporto di Torino, il primo gruppo di cinque minori soli – su un totale di 35 ragazzi - selezionati all’interno del progetto Pagella in tasca, promosso e realizzato dall’organizzazione umanitaria Intersos insieme a UNHCR, Agenzia ONU per i rifugiati. Sono ragazzi soli di età tra i 15 e i 17 anni, originari del Darfur, Sudan, e rifugiati in Niger dove Intersos gestisce le attività educative nei campi in partenariato con l’UNHCR. Una volta in Italia i minori saranno ospitati da famiglie affidatarie con un meccanismo di community sponsorship, che prevede anche il coinvolgimento di tutori volontari e del Comune di Torino oltre alle organizzazioni del privato sociale. Le famiglie riceveranno un supporto educativo, legale e psicologico. Grazie ad una borsa di studio di 12 mesi, i minori potranno conseguire la licenza media e successivamente scegliere se proseguire il proprio percorso nella scuola secondaria superiore o nella formazione professionale. “Questo progetto si fonda su due pilastri: il diritto allo studio e l’accoglienza in famiglia. Per la prima volta viene utilizzato un visto di studio per consentire l'ingresso sicuro in Italia a minori non accompagnati rifugiati, attualmente esclusi dalla maggior parte degli altri canali di ingresso regolari, quali per esempio i corridoi umanitari” spiega Elena Rozzi, responsabile del progetto per Intersos. “Sappiamo che questo progetto pilota è solo una goccia nel mare, a fronte di quasi 1300 persone morte nel Mediterraneo centrale dall’inizio del 2021, ma speriamo che potrà consentire in futuro anche ad altri minori di entrare in Italia in modo protetto senza dover più rischiare la vita”. “Pagella in tasca” è un nuovo canale di ingresso regolare e sicuro fortemente innovativo rispetto ai canali ad oggi attivi in quanto rivolto a minori soli” ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per Italia, Santa Sede e San Marino. “Bambini e ragazzi rappresentano circa la metà degli oltre 80 milioni di persone in fuga nel mondo. Il desiderio di studiare e migliorare la propria vita è tra i motivi che li spinge ad intraprendere pericolosi viaggi verso l’Europa. Con questo progetto offriamo loro la possibilità non solo di arrivare in sicurezza ma anche di beneficiare di un’accoglienza in famiglia, la dimostrazione di quanto l’Italia sia all’avanguardia nella tutela dei rifugiati”. Insieme a Intersos e a UNHCR, sono partner del progetto, il Comune di Torino, la rete CPIA Piemonte, l’Arcidiocesi di Torino e alcune organizzazioni locali, ed è stato firmato un protocollo d’intesa nazionale con i Ministeri degli Affari Esteri, dell’Interno e del Lavoro. Il progetto è stato realizzato con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana (nell’ambito della Campagna “Liberi di partire, liberi di restare” – Fondi 8 per mille Chiesa Cattolica), della Fondazione Migrantes, di Acri (nell’ambito del Progetto “Migranti”) e della Fondazione Compagnia di San Paolo.      

Papa Francesco: Angelus, “violenza genera violenza”

18 Ottobre 2021 - Città del Vaticano - “La scorsa settimana sono stati compiuti vari attentati, per esempio in Norvegia, Afghanistan, Inghilterra, che hanno provocato numerosi morti e feriti”. Lo ha ricordato il Papa, al termine dell’Angelus di ieri, in cui ha espresso la sua vicinanza ai familiari delle vittime. “Vi prego, per favore, di abbandonare la via della violenza, che è sempre perdente, che è una sconfitta per tutti”, l’appello di Francesco: “Ricordiamoci che violenza genera violenza”.  

La domenica del Papa: immergersi nella vita degli altri

18 Ottobre 2021 - Città del Vaticano - Per ben due volte Gesù deve ricordare ai suoi il tema del servizio, e della netta incompatibilità con il potere. Nelle letture non è difficile vedere una tentazione che anima il nostro tempo, e che Marco mette in primo piano nella richiesta dei due figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni, quando chiedono a Gesù di essere scelti per sedere uno alla sua destra l’altro alla sua sinistra nel Regno di Dio. “Come fossero primi ministri, una cosa del genere”, afferma papa Francesco all’Angelus, davanti a oltre 20 mila persone. Una richiesta, quella di Giacomo e Giovanni, che, come dire, porta alla mente la categoria degli arrivisti, arrampicatori sociali, di coloro che per far carriere sono disposti a passare sulla testa degli altri. Tentazione che si oppone alla logica del servizio che anima la via di Gesù: “la vera gloria – afferma il Papa – non si ottiene elevandosi sopra gli altri, ma vivendo lo stesso battesimo che egli riceverà, di lì a poco, a Gerusalemme, cioè la croce”. Il profeta Isaia, è la prima lettura, descrive la figura del servo di Jahwé: “non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia”. Ecco il grande paradosso: non è brigando per ottenere potere e successo che si distingue il discepolo. È la logica delle beatitudini. Don Tonino Bello diceva: “non abbiamo più i segni del potere. Se noi potessimo risolvere tutti i problemi degli sfrattati, dei drogati, dei marocchini, dei terzomondiali, i problemi di tutta questa povera gente, se potessimo risolvere i problemi dei disoccupati, allora avremmo i segni del potere sulle spalle. Noi non abbiamo i segni del potere, però c'è rimasto il potere dei segni, il potere di collocare dei segni sulla strada a scorrimento veloce della società contemporanea, collocare dei segni vedendo i quali la gente deve capire verso quali traguardi stiamo andando e se non è il caso di operare qualche inversione di marcia”. Torniamo al Vangelo di Marco. Siamo di fronte a due logiche diverse: i discepoli vogliono emergere e Gesù vuole immergersi. Francesco si sofferma su questi due verbi. Il primo, emergere, esprime quella mentalità mondana da cui siamo sempre tentati: vivere tutte le cose, perfino le relazioni, per alimentare la nostra ambizione, per salire i gradini del successo. “La ricerca del prestigio personale può diventare una malattia dello spirito, mascherandosi perfino dietro a buone intenzioni”. C’è il rischio, per il Papa, di inseguire solo “la nostra affermazione”. Succede anche nella Chiesa, quando “noi cristiani, che dovremmo essere i servitori, cerchiamo di arrampicarci, di andare avanti”. La domanda che dobbiamo porci allora è: “perché porto avanti questo lavoro, questa responsabilità? Per offrire un servizio oppure per essere notato, lodato e ricevere complimenti?”. Contro questa logica mondana Gesù contrappone la sua: “invece di innalzarsi sopra gli altri, scendere dal piedistallo per servirli; invece di emergere sopra gli altri, immergersi nella vita degli altri”. Così chiede di “preoccuparsi della fame degli altri, preoccuparsi dei bisogni degli altri, che dopo la pandemia sono aumentati. Guardare e abbassarsi nel servizio, e non cercare di arrampicarsi per la propria gloria”. Allora, come immergersi, si chiede il Papa: “con compassione, nella vita di chi incontriamo”. Pensiamo a chi “lavora e non riesce ad avere il pasto sufficiente per tutto il mese”. Avere compassione, “non è un dato di enciclopedia: ci sono tanti affamati, sono persone”. Gesù “si è avvicinato con compassione”, e si è “immerso fino in fondo nella nostra storia ferita […] non è rimasto lassù nei cieli, a guardarci dall’alto in basso, ma si è abbassato a lavarci i piedi”. Certo serve impegno, afferma Francesco, “serve impegno, ma non basta”. Da soli è difficile, però abbiamo dentro una forza che ci aiuta: il battesimo”. Del servire ha parlato anche in basilica nell’omelia per l’ordinazione di due nuovi vescovi, tra cui il suo cerimoniare, monsignor Marini. A loro raccomanda quattro vicinanze: vicinanza a Dio nella preghiera; vicinanza agli altri vescovi, “mai sparlare dei fratelli vescovi, mai”; vicinanza ai sacerdoti; e, infine, “vicinanza al santo popolo fedele di Dio”. (Fabio Zavattaro - Sir)    

La preghiera dei fedeli di domenica 17 ottobre

16 Ottobre 2021 - Riuniti in questa assemblea eucaristica, ci rivolgiamo al Signore Gesù con fiducia e senza pretese, perché si compia in noi la sua salvezza. Invochiamo: ASCOLTACI O SIGNORE!  
  1. Signore Gesù, donaci un cuore libero, per poterti seguire nella gioia e nella fatica, come testimoni del tuo Vangelo, preghiamo.
  1. Signore Gesù, all’inizio del cammino del Sinodo proposto dal Papa a tutta la Chiesa, e all’inizio dell’anno pastorale della nostra diocesi, ti affidiamo le nostre comunità: ridesta la nostra vita di fede e donaci un nuovo slancio missionario, preghiamo.
  1. Signore Gesù, ispira e accompagna le decisioni e le azioni dei capi delle nazioni, per aprire percorsi di pace, di giustizia, di accoglienza, in favore dei popoli perseguitati e oppressi, preghiamo.
  1. Signore Gesù, donaci la grazia di educare alla fede i nostri figli, con il sostegno della scuola e la collaborazione della società, preghiamo.
  2. Signore Gesù, il difficile tempo storico che stiamo vivendo, indurisce i nostri cuori. Abbiamo difficoltà ad amare, accogliere, proteggere, accompagnare i nostri fratelli e le nostre sorelle, a qualunque etnia o paese appartengano, che vivono con disperazione la perdita della loro famiglia, casa, affetti. Aiutaci a vivere la tua compassione o Signore Gesù, ti preghiamo.
  O Dio Padre, accogli la preghiera di ciascuno dei tuoi figli e di tutta la nostra comunità. Rinnovaci con la tua grazia, tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.  

Viminale: da inizio anno sbarcate 49.235 persone sulle  coste italiane

15 Ottobre 2021 - Roma - Sono 49.235 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane italiane. Di questi 13.637 sono di nazionalità tunisina (28%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (6.242, 13%), Egitto (5.136, 10%), Costa d’Avorio (3.003, 6%), Iran (2.926, 6%), Iraq (2.072, 4%), Guinea (1.889, 4%), Eritrea (1.709, 3%), Marocco (1.592, 3%), Sudan (1.551, 3%) a cui si aggiungono 9.478 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Per quanto riguarda la presenza di migranti in accoglienza, i dati parlano di 80.034 persone su tutto il territorio nazionale di cui 482 negli hot spot (270 in Sicilia e 212 in Puglia), 53.416 nei centri di accoglienza e 26.136 nei centri Sai. La Regione con la più alta percentuale di migranti accolti è la Lombardia (13%, in totale 10.311 persone), seguita da Emilia Romagna (10%), Piemonte e Lazio (9%), Sicilia (8%), Campania (7%), Toscana e Puglia (6%).

Fondazione Moressa: crisi Covid, finora i più colpiti sono gli immigrati 

15 Ottobre 2021 -   Roma - La crisi Covid finora ha colpito soprattutto i lavoratori precari e le filiere caratterizzate da ampio utilizzo di lavoro stagionale (es. turismo, agricoltura). Per questo, gli stranieri hanno subito una perdita del tasso di occupazione (-3,7 punti) molto più forte rispetto a quella degli Italiani (-0,6 punti).  Nonostante questo, gli stranieri producono il 9% del PIL e risultano determinanti in molti settori. Questi alcuni degli elementi chiave del Rapporto annuale 2021 sull’economia dell’Immigrazione a cura della Fondazione Leone Moressa, presentato oggi alla Camera dei Deputati. Dopo i forti aumenti dei primi anni 2000, la popolazione straniera in Italia è sostanzialmente stabile dal 2014. Oggi gli stranieri residenti sono 5 milioni, l’8,5% della popolazione (e superano il 10% in molte Regioni). Tuttavia, da 10 anni cala la natalità e nel 2020 è aumentata la mortalità (effetto Covid). Il saldo migratorio (differenza arrivi-partenze) è ancora positivo, ma a livelli più bassi che in passato. Se fino al 2010 si registravano più di 500 mila nuovi Permessi di soggiorno ogni anno, negli ultimi anni si è registrato un calo drastico. E nel 2020 si è toccato il picco minimo, con (solo) 106 mila Permessi. Di questi, la maggior parte è per motivi familiari (58,9%), mentre quelli per lavoro sono appena 10 mila (meno del 10% del totale). Gli occupati stranieri in Italia nel 2020 sono 2,35 milioni, in calo (-6,4%) rispetto al 2019 (per gli Italiani la variazione è stata -1,4%). Tra i 456 mila posti di lavoro persi nel 2020, un terzo riguarda lavoratori stranieri, in prevalenza donne. Per la prima volta, quindi, il tasso di occupazione degli stranieri (57,3%) scende al di sotto di quello degli italiani (58,2%). A livello territoriale, il tasso di occupazione degli stranieri è diminuito maggiormente nel Nord Ovest (-5,3 punti) e nelle Isole (-7,0 punti). Al Nord Est, invece, si è registrata la più alta diminuzione nel tasso degli italiani (-1,3 punti). La crisi Covid – secondo il Rapporto della Moressa - non ha fermato l’espansione di imprese a conduzione immigrata. Nel 2020 gli imprenditori nati all’estero sono 740 mila, pari al 9,8% del totale e in aumento rispetto al 2019 (+2,3%). Rispetto al 2011, i nati all’estero sono aumentati del 29,3%, mentre i nati in Italia hanno registrato un -8,6%. Le nazionalità più numerose sono Cina, Romania, Marocco e Albania, ma la crescita più significativa si registra tra i nati in Bangladesh, Pakistan e Nigeria. L’incidenza maggiore si registra nell’edilizia (16,0% degli imprenditori del settore). I contribuenti stranieri in Italia sono 2,3 milioni e nel 2020 hanno dichiarato redditi per 30,3 miliardi e versato Irpef per 4,0 miliardi. Sommando le altre voci di entrata per le casse pubbliche (Irpef, IVA, imposte locali, contributi previdenziali e sociali, ecc.), si ottiene un valore di 28,1 miliardi. Dall’altro lato, si stima un impatto per la spesa pubblica per 27,5 miliardi. Il saldo, dunque, è positivo (+600 milioni). Gli stranieri sono giovani e incidono poco su pensioni e sanità, principali voci della Spesa Pubblica. Ma i lavori poco qualificati e la poca mobilità sociale possono portare nel lungo periodo ad un peggioramento della situazione.