Primo Piano

Festival della migrazione: domani focus su seconde generazioni e sul mondo del lavoro

24 Novembre 2022 -

Modena - Nell’ambito del Festival della migrazione, domani, venerdì 25 novembre,  in programma la terza giornata di incontri e presentazioni. Si parte alle ore 9 presso l’aula Q del dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Modena con l’appuntamento ‘Giovani e di seconda generazione”: altri sguardi sulle migrazioni’, nell’ambito del progetto Far Fomo ‘Le seconde generazioni: un approccio interdisciplinare tra forme di discriminazione e pratiche di inclusione’ e in collaborazione con l’Osservatorio migranti, Crid dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Gianfrancesco Zanetti, direttore Crid Unimore, presiede e coordina l’incontro e a fare da apripista ci sarà Thomas Casadei, responsabile scientifico del progetto Far. Interverranno come relatori Basma Aissa, educatrice presso Domus Assistenza società cooperativa sociale di Bagnolo in Piano; Gianluca De Angelis e Fabjola Kodra di Ires, Istituto di ricerca economico-sociale dell’Emilia-Romagna e, infine Leonardo Perini e Benedetta Rossi dell’Osservatorio migranti – Crid di Unimore.

Durante il pomeriggio, alla Sala Loria di Carpi il Festival si fa in due. Alle 15.30 in programma l’evento ‘Migranti alla frontiera del lavoro’ moderato da Elisabetta Soglio, giornalista del Corriere della sera e redattrice dell’inserto Buone Notizie, e introdotto da Edoardo Patriarca, membro del comitato scientifico del Festival, e Alberto Bellelli, sindaco di Carpi. I relatori di questa prima parte sono Laura Zanfrini, professoressa ordinaria presso la facoltà di Scienze politiche e sociali, Giorgio Benincasa (Cgil), Claudio Mattiello (Cisl) e Alberto Zanetti (Uil), quali rappresentati dei sindacati italiani. Il secondo incontro, ‘Il lavoro rende libere?’, è programmato per le 17.30, moderato dal cronista Marcello Marchesini e introdotto da Tamara Calzolari, Assessore ai Servizi Sociali di Carpi. I relatori saranno l’avvocatessa Danaida Delaj, che presenterà il suo ‘Donne e caporalato’, e Marco Omizzolo che parlerà della sua opera ‘Libere per tutte. Il coraggio di lottare per sé e per gli altri’. Persone con percorsi diversi, ma con in comune il tema affrontato: le donne. Chiude il pomeriggio carpigiano Sara Manzoli, autrice di ‘Mi devi credere! Cantiere di socioanalisi narrativa svolto con un gruppo di badanti’. L’evento è realizzato in collaborazione con Udi, Cif, Vivere Donna e associazione Papa Giovanni XXIII Mirandola sarà la sede dell’ultimo incontro della giornata di Festival. Alle ore 21 presso la Sala della comunità, Giulia Bassoli e Ebrima Kuyateh presentano ‘Io e i miei piedi nudi. Storia di un viaggio’, a cura della Migrantes Interdiocesana Carpi e Modena e edito dalla Tau Editrice. Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes, da Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni, dall’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Acri, comuni di Modena, Carpi, Spilamberto, Fiorano, Formigine, Maranello, Soliera e Nonantola, inoltre del patrocinio di Università di Ferrara, Università di Camerino, Università di Perugia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università per gli Stranieri di Siena, gode inoltre del sostegno di Fondazione di Modena, Csv Terre Estensi e di Fondazione Collegio San Carlo e del contributo di Bper Banca, Coop Alleanza 3.0, Menù e Neon King.

Festival della Migrazione, Mons. Felicolo: promuovere la convivialità delle differenze

24 Novembre 2022 - Modena – “Allargare la cittadinanza è una scelta che indica allargare la partecipazione, la responsabilità sociale e la partecipazione dei cittadini immigrati, considerando la cittadinanza come ‘dono’, primo segno di accoglienza di una vita che nasce, luogo di tutela dei diritti, come luogo di riconoscimento, come compito”. Lo ha detto questa mattina a Modena il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, intervenendo alla seconda giornata del Festival della Migrazione. Per mons. Felicolo nelle città “non solo possono e debbono convivere lingue plurime, ma anche cittadinanza in un Paese, anzi lo rafforzano. In questo senso, la cittadinanza è un passaggio fondamentale nella direzione che porta ad una società partecipativa, interculturale, ove la diversità, le diverse culture religioni, non devono semplicemente tollerarsi, ma, nel dialogo, convivere in un processo di integrazione che sia di arricchimento reciproco, pur nel rispetto delle peculiarità tipiche delle proprie identità d’origine”. Il modello è quello – ha concluso il direttore generale – della “convivialità delle differenze” in cui le “nuove generazioni sono chiamate ad avere il ruolo di protagoniste. La qualità non solo della democrazia, ma anche nella comunione ecclesiale si misura anche nella qualità delle cittadinanza, come luogo di crescita del bene comune – da una parte – e delle fraternità”.  

Festival della Migrazione: Patriarca, “sicurezza e benessere delle comunità e delle persone vanno difese e tutelate”

24 Novembre 2022 - Modena - Il Festival della Migrazione questo anno ha scelto come fil rouge tre parole chiave che danno la linea e il contenuto ai seminari e agli eventi che si succederanno.  La prima parola è cittadinanza, la parola generatrice del precedente Festival sulla quale riteniamo doveroso dedicare tempo e spazio con la sessione di apertura di oggi. Sono sette anni che il festival dedica, invano, una riflessione approfondita sul tema, e sono anni che attendiamo una nuova legge sulla cittadinanza che si adegui alla realtà attuale del paese, rispetto ad una fotografia scattata nel lontano 1992”. Lo ha detto Edoardo Patriarca, Portavoce del Festival aprendo i lavori della seconda giornata dell’iniziativa che si svolge, quest’anno, tra Modena, Ferrara e Carpi. Il tema cittadinanza è caro al festival. La cittadinanza non come una concessione ma un diritto/dovere attraverso il quale un più ampio numero di cittadini e cittadine residenti nei nostri territori partecipano alla vita democratica del paese con il proprio lavoro e con l’impegno di cittadinanza attiva e solidale. È un tema – ha sottolineato Patriarca -  che non ha trovato spazio nell’agenda parlamentare, c’è ne rammarichiamo, un tema spesso motivo di inutili polemiche, di un confronto male informato, confuso e ideologico. Siamo ancora qui a chiedere al nuovo parlamento, al governo con forza che una nuova legge sulla cittadinanza che riconosca finalmente i diritti e doveri di cittadinanza alle persone nate in Italia o che comunque la abitano da tempo pur provenendo da famiglie di origine straniera. Parliamo di più di un milione di ragazzi e ragazze, italiani a tutto tondo, che devono attendere la maggiore età a e poi altri anni per acquisirla attraverso una procedura amministrativa complicata e tortuosa. È una richiesta che facciamo nel nome proprio della democrazia, una democrazia che appare talvolta stanca, che ha bisogno di essere rigenerata e dell’impegno di tutti. Come può una democrazia matura lasciar nel limbo, sospesa, una generazione di ragazzi e ragazze?. Il Portavoce del Festival della Migrazione – promosso fra gli altri dalla Fondazione Migrantes – ha poi citato il tema lavoro e pari opportunità per tutti: “è uno snodo cruciale, per i giovani e le donne in particolare, e per le persone straniere che giungono in Italia per lavorare. L’attuale legge non permette di fatto un ingresso legale per lavoro, impedisce l’incontro da domanda e offerta nonostante che ampi settori produttivi facciano richiesta di lavoratori senza i quali il nostro sistema produttivo non potrebbe funzionare. Sono dati non nostri, sono i dati forniti da Inps, Istat, sono i dati dei principali Istituti di ricerca. Una nuova legge che impedisca il lavoro sommerso e irregolare, i capolarati, lo sfruttamento anche schiavistico, paghe miserabili. Come si può dare una democrazia che accetta che migliaia di residenti irregolari, invisibili siano presenti di fatto nei nostri territori. Il primo articolo della nostra Costituzione ci rammenta che il lavoro è la persona, è la vita della persona, la sua realizzazione, il proprio contributo al bene comune, per sostenere con una giusta retribuzione la famiglia e quindi le nuove generazioni”. E ancora l’accoglienza. Per Patriarca le  migrazioni sono parte dell’esperienza umana, da sempre i popoli e le civiltà si sono sviluppate attraverso continue contaminazioni e lunghi processi culturali di condivisione, si può dire che l’umanità si è arricchita camminando. È un fenomeno strutturale, lo ribadiamo, e come tale va trattato. E se gestito con “maturità e lungimiranza crediamo possa essere un bene per il nostro paese e per L’Europa a condizioni che approntino politiche nazionali e europee di lungo termine. Le politiche fondare sull’emergenza impediscono la programmazione di medio e lungo termine. Non c’è alcuna invasione, anzi sta avvenendo il contrario. Il rapporto sugli italiani nel mondo propone una fotografia a molti sconosciuta o forse volutamente messa da parte, in un cassetto: sono più gli italiani che emigrano che le persone straniere presenti nel nostro paese. Parliamo di emergenza immigratoria e non affrontiamo le migrazioni all’estero degli italiani, soprattutto giovani”. E dopo aver citato i dati del rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes “non siamo buonisti e fuori dalla realtà, non proponiamo iniziative e politiche meramente assistenzialistiche, siamo concreti e pratichiamo il principio di realtà, animati dai principi di solidarietà e fraternità. Crediamo che la tutela della sicurezza e il benessere delle comunità e delle persone vadano difese e tutelate”.

Accoglienza – All’Assemblea Anci di Bergamo il ventennale della Rete Sprar–SAI

24 Novembre 2022 -

Bergamo - Nel quadro dei lavori della XXXIX Assemblea annuale dell’ANCI a si è tenuto l’evento “La cittadinanza che c’è. I Comuni protagonisti di vent’anni di buona accoglienza”, organizzato da ANCI in occasione della ricorrenza dei vent’anni della rete SAI. L’evento è stato aperto dai saluti del Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, e dal Presidente di ANCI Antonio Decaro. Ha preso parte ai lavori il prefetto Michela Lattarulo, Direttore centrale dei servizi per l’immigrazione e l’asilo del Ministero dell’Interno, mentre le conclusioni sono state affidate a Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato ANCI alle politiche migratorie. “Vent’anni di crescita della rete di accoglienza - ha detto il Presidente dell’Anci Antonio Decaro – hanno portato questo sistema alle caratteristiche e alle dimensioni di oggi, con quasi 45.000 posti disponibili, circa 1800 Comuni coinvolti e centinaia di enti gestori. Una crescita continua, orientata verso la piena integrazione con i sistemi di welfare territoriale, un sistema che concilia le esigenze di accoglienza e interagisce con i territori, e allo stesso tempo costituisce un’importante risorsa per le stesse comunità locali.”

“Il ventennale della rete ci dà l’occasione per una riflessione sul cammino intrapreso e sulla strada ancora da percorrere, affinché il SAI rappresenti ancora di più, come la legge prevede, il perno dell’intero sistema dell’accoglienza italiana” ha dichiarato Michela Lattarulo, Prefetto, Direttore centrale dei servizi per l’immigrazione e l’asilo del Ministero dell’Interno. “Le progettualità che fanno capo ai Comuni - ha aggiunto - hanno una valenza strategica, grazie alla diffusione capillare, tanto nelle grandi realtà metropolitane quanto nei piccoli centri urbani, anche per la gestione delle emergenze sul territorio. Anche grazie alla collaborazione con le realtà del privato sociale e del Terzo settore, il SAI garantisce alle persone ospitate non solo interventi materiali di base ma anche percorsi di inclusione sociale funzionali alla riconquista dell’autonomia individuale.”

“Il bilancio, a venti anni dalla nascita del Sistema, è certamente positivo” ha detto Matteo Biffoni, delegato Anci all’immigrazione. “Abbiamo voluto dare a questo ventennale una prospettiva storica che ci aiuti a focalizzarci ancora meglio sul futuro, sui tanti ambiti di innovazione e miglioramento in un dialogo costante con Comuni e soggetti gestori della rete, mettendo mano a proposte che poi diventino elementi di ragionamento con il Ministero dell’Interno, a cui il sistema fa capo. Intorno a queste tematiche- ha sottolineato - continueremo a dialogare con tutta la rete. Con gli operatori, in particolare, ai quali abbiamo chiesto di esprimersi in occasione del ventennale del SAI e dai quali abbiamo ricevuto contributi preziosi, innovativi e al contempo pragmatici, tutti carichi di un grande senso di responsabilità. In sintesi, la richiesta è che la partecipazione alla Rete sia semplificata e fortemente incentivata attraverso misure semplici e concrete che diano ai Comuni che accolgono una marcia in più rispetto agli altri"

Migrantes: al Festival della Migrazione il progetto “Diffusamente”

24 Novembre 2022 -

Modena - Rilanciare con forza la questione della cittadinanza. È l'obiettivo della settima edizione del Festival della Migrazione in corso fino a sabato a Modena, Carpi e Ferrara. Dal 2002 ad oggi in Italia 1.400.000 persone hanno ottenuto la cittadinanza dopo 10 anni dalla permanenza, secondo la legge, in realtà dopo 12/14 anni di permanenza per i tempi ministeriali. Ma al di là delle italiche lungaggini, ancora decine di migliaia di figli di migranti, nati e cresciuti in Italia sono rimasti ancora esclusi da questo diritto-dovere. Lo ha ricordato ieri l'arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Giancarlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes nella prima giornata del festival organizzato dalla Migrantes, dall’Associazione Porta Aperta di Modena, dal Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità di Unimore incentrato sul tema “Accoglienza, cittadinanza, nuove opportunità, come fratelli”.

Per mons. Perego, in un Paese che non parla più di riforma della cittadinanza, non bisogna invece chiudere gli occhi. «La mobilità crescente e diffusa chiede non di limitare, ma di estendere la cittadinanza». E ancora sottolinea come «il Festival della migrazione di Modena, Carpi e Ferrara anche quest’anno è un laboratorio importante per superare ritardi ideologici, pregiudizi e paure intorno ai migranti e finalmente governare un fenomeno che segnerà il nostro futuro». Ieri sera primo incontro con la presentazione dei progetti di accoglienza di 1.100 rifugiati ucraini in nove mesi del 2022. Gli ucraini hanno avuto un permesso di protezione temporanea molto importante perché ha consentito loro di lavorare. Ma il sistema di accoglienza italiano sarebbe stato più debole senza l'accoglienza diffusa realizzata dal Terzo settore, da cittadini italiani e ucraini residenti in Italia. In questo quadro si è inserito il progetto “Diffusamente" realizzato con 100.000 euro di finanziamento delle fondazioni bancarie di Acri in 18 diocesi. Dei 1.100 ucraini, 481 erano minori e 42 con disabilità gravi. A Torino, ad esempio, grazie al progetto promosso da Acri e Migrantes sono stati accolti 11 nuclei familiari attraverso le reti ecclesiali. A Bologna la diocesi ha accolto 247 persone e alcune parrocchie hanno offerto ospitalità presso le proprie strutture. Alla fine dell’estate, quando numerosi profughi sono rientrati in patria, è continuato in vari casi a il sostegno con i supporti tecnologici per la Dad dei figli in età scolare e con beni di prima necessità.

«Questa guerra è tragica per lo sradicamento delle persone - concorda don Marco Semehen, rettore della Basilica di Santa Sofia a Roma e direttore Migrantes per l'Esarcato degli Ucraini - e il suo prolungarsi porta sul tavolo grandi problemi. Siamo grati al popolo italiano per quanto ha fatto e alla Cei. Anzitutto grazie a loro abbiamo spedito 130 tir di aiuti, tappando la prima emergenza. E abbiamo accolto bambini feriti e persone fragili. Abbiamo imparato molto da voi. Il nostro secondo impegno è stata l'accoglienza. Abbiamo dovuto affrontare anche brutte situazioni di sfruttamento lavorativo e sessuale, ma siamo riusciti ad affrontarli. Oggi le difficoltà continuano per i più deboli, come le madri sole con figli piccoli, molti bambini non sono ancora andati a scuola e serve supporto psicologico». Una rete pronta a riattivarsi subito se ci fosse una nuova emergenza con altre ondate di profughi.

Stamane apertura ufficiale del Festival alle 9 nell’Aula magna del Dipartimento di Giurisprudenza di Modena, con l’introduzione del portavoce Edoardo Patriarca, i saluti istituzionali e la prima sessione dedicata al diritto alla cittadinanza. (P.L.)

Festival della migrazione: la cittadinanza al centro

23 Novembre 2022 - Modena - Giovedì 24 novembre in programma la seconda giornata del Festival della migrazione, con appuntamenti organizzati tra Modena e Ferrara. L’Università di Modena ospiterà il primo evento presso l’aula magna del dipartimento di giurisprudenza. Alle ore 9 l’introduzione di Edoardo Patriarca, portavoce del Festival della migrazione, e i saluti di alcune autorità territoriali: Alberto Tampieri, vice direttore del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia; Gian Carlo Muzzarelli, Sindaco di Modena; mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi; mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale di Fondazione Migrantes; Paolo Cavicchioli, presidente di Fondazione di Modena e Alessandra Camporota, prefetto di Modena. Alle 10.30 ‘Il diritto alla cittadinanza’, evento moderato da Paolo Lambruschi, giornalista di Avvenire, con gli interventi di Maurizio Ambrosini, sociologo e docente presso l’Università degli studi di Milano statale; Sergio Durando, Festival dell’accoglienza di Torino; Omar Neffati, portavoce dell’associazione Italiani senza cittadinanza; Hasti Naddafi, studentessa e mediatrice. Alle 15, sempre presso l’aula magna in via San Geminiano del dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Modena, in programma ‘La sfida delle politiche interculturali. Dal Network Europeo del Consiglio d’Europa alla costruzione dal basso delle politiche urbane di cittadinanza’. L’appuntamento, coordinato da Eleonora Costantini del dipartimento di economia Marco Biagi dell’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatrice del programma Modena Città Interculturale, vede protagonisti quattro relatori autorevoli. Il primo intervento, dal titolo ‘Le raccomandazioni europee per una governance multilivello delle politiche interculturali’, è affidato ad Ivana D’Alessandro che da anni lavora al Consiglio d’Europa ed è esperta di diritti dei migranti e dei rifugiati. Segue ‘La rete nazionale delle Città del dialogo: esperienze e prospettive’, relazione di Cristian Brisacani (Icei) del Coordinamento rete nazionale Città del dialogo. Andrea Facchini, della Regione Emilia-Romagna, si occuperà del terzo intervento dal titolo ‘Le indicazioni del nuovo programma triennale 2022-2024: Emilia-Romagna: plurale, equa e inclusiva’. Ultima relatrice sarà Roberta Pinelli, comune di Modena, che affronterà il tema dell’intercultura con il suo intervento ‘Le sfide per una città interculturale: il programma locale di azione’. Parallelamente, presso l’aula magna del dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Ferrara, alle 16.30 l’appuntamento è con ‘Giovani & cittadini’. Dopo i saluti introduttivi di Tamara Zappaterra, prorettrice alla diversità, equità e inclusione dell’Università di Ferrara, Serena Forlati, direttrice del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara, mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara e Alberto Caldana, membro del comitato scientifico del Festival della Migrazione, si susseguiranno quattro interventi. Primo relatore sarà Baldassare Pastore, docente di filosofia del diritto presso l’Università di Ferrara; segue Omar Neffati, portavoce dell’associazione Italiani Senza Cittadinanza; Giulia Perin, avvocata specializzata in diritto dell’immigrazione (Lumsa), è la terza relatrice del pomeriggio ferrarese. Chiude Massimo Vedovelli, docente di semiotica dell’Università per stranieri di Siena. Palcoscenico dell’ultimo appuntamento della seconda giornata di Festival sarà la Parrocchia Gesù Redentore di Modena. Alle ore 21 Jacopo Storni, giornalista del Corriere della Sera e di Redattore Sociale, presenta ‘Fratelli’, un libro di riflessione sul senso della vita, in un confronto perpetuo tra Africa e Occidente. L’evento si svolge in collaborazione con Azione Cattolica di Modena-Nonantola. Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes, da Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni, dall’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Acri, comuni di Modena, Carpi, Spilamberto, Fiorano, Formigine, Maranello, Soliera e Nonantola, inoltre del patrocinio di Università di Ferrara, Università di Camerino, Università di Perugia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università per gli Stranieri di Siena, gode inoltre del sostegno di Fondazione di Modena, Csv Terre Estensi e di Fondazione Collegio San Carlo e del contributo di Bper Banca, Coop Alleanza 3.0, Menù e Neon King.      

Festival della migrazione: l’apertura oggi con i progetti dell’accoglienza degli ucraini

23 Novembre 2022 - Modena - Al via oggi pomeriggio, mercoledì 23 novembre, la settima edizione del Festival della migrazione con quattro giorni di incontri, presentazioni di libri, laboratori e tanto altro tra Modena, Carpi e Ferrara per ascoltare testimonianze e punti di vista diversi sul tema. Si parte alle 18.30 presso la Sala centro servizi per il volontariato di Modena con la presentazione dei progetti di accoglienza Acri – Migrantes, con l’introduzione di Alberto Caldana, membro del comitato scientifico del Festival. Dopo i saluti di Mons. Gian Carlo Perego, presidente Fondazione Migrantes, e Paolo Cavicchioli, presidente di Fondazione di Modena, seguiranno gli interventi del direttore generale Acri Giorgio Righetti e del membro del consiglio di amministrazione di Fondazione Migrantes Sergio Durando. Seguiranno le testimonianze di don Marco Jaroslav Semehen, rettore della Basilica S. Sofia Roma e direttore Migrantes Esarcato Apostolico degli Ucraini in Italia, di don Roberto Montecchi, per la Caritas di Pavullo nel Frignano e di Eugenio Garavini, presidente di Ekonvoi che gestisce un emporio sociale a Vignola. Sempre alle 18.30 presso La Tenda a Modena, in programma ‘Siamo tuttə tigelle. Volti e storie di una città che cambia’, con la conduzione di Laura Muzzarelli, attivista del collettivo Black lives matter Modena, e Sonny Olumati, attivista, coreografo, ballerino, scrittore e inviato. L’incontro consiste nella presentazione di progetti sull’intercultura e in un dibattito aperto e costruttivo sulle esperienze delle giovani generazioni. Si inizia con ‘Spazi Giovanili Free of Rumors’, l’insieme delle attività realizzate a Modena nell’ambito del programma Modena Città Interculturale: performance teatrale ‘Tu sais que achnawwa l’amore?’ a cura di Officine Windsor Park; un viaggio nel mix culturale delle nuove generazioni; laboratorio di sviluppo podcast ‘Il Cubo’, realizzato dai ragazzi del Centro giovanile ‘Happen’: immigrazione, identità, intercultura. Verranno inoltre proiettati alcuni estratti di ‘GenerAzione’, il docufilm a cura di Leonardo Zapparoli: nove giovani modenesi, con storie geo culturali diverse, raccontano sé stessi e le nuove generazioni italiane. Nell’ambito del collettivo Black lives matter Modena, che sviluppa progetti per aumentare la consapevolezza su temi legati ai diritti, la cittadinanza e la discriminazione intersezionale, ci sarà la visione di estratti del video dell’evento ‘Voci dal buio, dibattito sul femminismo nero’, realizzato entro il Festival GenerAzione 2022. Conclude l’appuntamento la tavola rotonda su identità, inclusione, intercultura. Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes, da Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni, dall’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Acri, comuni di Modena, Carpi, Spilamberto, Fiorano, Formigine, Maranello, Soliera e Nonantola, inoltre del patrocinio di Università di Ferrara, Università di Camerino, Università di Perugia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università per gli Stranieri di Siena, gode inoltre del sostegno di Fondazione di Modena, Csv Terre Estensi e di Fondazione Collegio San Carlo e del contributo di Bper Banca, Coop Alleanza 3.0, Menù e Neon King.

Spettacolo Viaggiante: la prossima settima ala 1ᵃ edizione dell’Italian Circus Talent Festival di Roma

23 Novembre 2022 - Roma- A Roma  la 1ᵃ edizione dell’Italian Circus Talent Festival, l’evento competitivo riservato agli astri nascenti del Circo italiano, sarà il quartiere residenziale di Acilia, in  via di Macchia Palocco, a pochi chilometri dall’aeroporto di Fiumicino, ad accogliere le strutture entro le quali prenderà forma il Super Festival dei Talenti Italiani in programma dal primo al quattro dicembre. La 1ᵃ edizione dell’Italian Circus Talent Festival è una produzione New Cover e vede il contributo del Ministero della Cultura e le collaborazioni dell’International Circus Festival of Italy e del Rony Roller Circus. La quattro giorni di spettacoli vedrà in pista giovani astri nascenti del Circo italiano che si esibiranno, con numeri inediti, al cospetto di tre giurie, la temuta Giuria Tecnica Internazionale, l’appassionata Giuria della Critica e l’inedita Giuria Popolare. La Giuria Tecnica è composta dai massimi esperti in ambito circense, la Giuria della Critica dai principali referenti della Stampa Nazionale e di Settore, invece, la Giuria Popolare da quanti fra gli spettatori vogliano dare la loro opinione sui numeri dello spettacolo.  Gli spettacoli della 1ᵃ edizione dell’Italian Circus Talent Festival vedono la Direzione di Pista affidata ad un quartetto di fuoriclasse: Ruby Merzari, Rony Vassallo, Fabrizio Montico, magistralmente coordinati dal Ringmaster per eccellenza, Tommy Cardarelli; a presentare la competizione Andrea Giachi ed Alessia Dell’Acqua. Special guest  e fuori concorso i celeberrimi Clown Saly che irromperanno a più riprese.

Migrantes Bergamo: il 1 dicembre la presentazione del Rapporto Immigrazione

23 Novembre 2022 - Bergamo - Sarà presentato  giovedì 1° dicembre dalle ore 18.00 a Bergamo il XXXI Rapporto Immigrazione 2022 di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Interverrà Simone Varisco della Fondazione Migrantes, sul tema “Costruire il futuro con i migranti”. Sarà  l'occasione per calare i dati presentati nella realtà bergamasca, offrendo uno sguardo capace di riconoscere dietro ai volti e alle storie dei singoli un fenomeno che ci interroga, ci arricchisce e provoca ad uno sguardo e atteggiamenti nuovi. La presentazione all'interno della Settimana Tematica "Inclusione e politiche di integrazione" organizzata dalla Diocesi di Bergamo nell'abbazia benedettina di San Paolo d'Argon, all'interno delle attività del progetto FILEO – Centro di studi e formazione sulle tematiche interculturali e il dialogo interreligioso e si aprirò lunedì' 28 novembre Il programma della Settimana prevede cinque tappe di un unico percorso capace di passare dai "dati alle persone", in una narrazione che attraverso il focus sulle politiche di gestione del fenomeno migratorio, sappia raccontare della storia concreta di persone che arricchiscono il nostro territorio di Bergamo in quanto portatori di un proprio bagaglio culturale. Molti sono i soggetti coinvolti nella organizzazione e promozione dell'evento.  

Festival della migrazione, Mons. Perego: da cittadini a fratelli per un futuro insieme

23 Novembre 2022 - Ferrara - La storia dei processi di democratizzazione delle società politiche occidentali coincide con la storia della progressiva affermazione dei diritti di cittadinanza, attraverso un duplice movimento: l’aumento del numero e del tipo di diritti riconosciuti e garantiti ai cittadini; la progressiva estensione della classe dei cittadini, di coloro cioè che hanno titolo a godere di tali diritti. In un processo di democratizzazione, pertanto, una mobilità crescente e diffusa chiede non di limitare, ma di estendere la cittadinanza. Papa Francesco ha scritto che “Per quanti sono arrivati già da tempo e sono inseriti nel tessuto sociale, il ritardo della cittadinanza prepara il terreno alle ostilità e alla discordia e sottrae le conquiste e i diritti religiosi e civili di alcuni cittadini discriminandoli” (F.T. 131). Dal 2002 ad oggi in Italia 1.400.000 persone hanno ottenuto la cittadinanza dopo 10 anni dalla permanenza, secondo la legge, in realtà dopo 12/14 anni di permanenza per i tempi ministeriali. Ma ancora decine di migliaia di figli di migranti, nati e cresciuti in Italia sono rimasti ancora esclusi da questo diritto-dovere della cittadinanza. Il Festival della migrazione 2022 riparte dalla cittadinanza con un incontro-dibattito all’Università di Ferrara, coniugandola con nuove opportunità nel percorso di incontro tra persone con storie, culture, religioni diverse che riguardano anzitutto il lavoro, che chiede il superamento della precarietà, la lotta al caporalato, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro; la scuola, con un investimento  nell’insegnamento interculturale, nel riconoscimento di competenze maturate all’estero, nell’internazionalizzazione dei percorsi; la protezione internazionale, con uno sguardo all’esperienza di accoglienza degli Ucraini che ha visto finalmente da subito un permesso di soggiorno – la protezione temporanea -, l’impegno sussidiario di Stato, protezione civile e mondo ecclesiale e del Terzo settore, per dare accoglienza e sicurezza a chi, soprattutto donne e bambini, era in fuga da una guerra assurda. Il Festival della migrazione di Modena, Carpi e Ferrara - che inizia oggi -  anche quest’anno è un laboratorio importante per superare ritardi ideologici, pregiudizi e paure intorno ai migranti e finalmente governare un fenomeno che segnerà il nostro futuro. (Mons. Gian Carlo Perego - Presidente Fondazione Migrantes)

Festival della Migrazione: un’Agenda concreta per un fenomeno strutturale

22 Novembre 2022 - Modena - Il Festival della Migrazione ripropone, come ogni anno, il suo palinsesto culturale consolidando il percorso oramai avviato da diverso tempo: una agenda che resta valida e che il Festival emiliano (da quest’anno presente anche a Ferrara, oltre che a Modena e Carpi) propone come piattaforma di confronto. “Sono questi i tratti distintivi e peculiari del Festival – sottolinea Edoardo Patriarca, portavoce della manifestazione -: il fenomeno migratorio è un fenomeno strutturale, lo è da sempre, l'umanità è cresciuta con le  migrazioni, le grandi civiltà,  le nazioni sono maturate con le migrazioni; sono le società aperte e comunità innamorate delle proprie tradizioni ad avere un futuro; anche per il nostro Paese i fenomeni di immigrazione possono essere una grande opportunità di futuro in un contesto di crollo demografico, siamo ormai un Paese interculturale; non vi è nessuna invasione, al contrario l’Italia è da decenni un Paese di emigrazione, soprattutto di giovani; attendiamo da anni politiche finalmente di medio e lungo termine non più gestite sempre in una logica emergenziale”. Tre le parole chiave di questa edizione, che proseguono il tema ‘Cittadini tutti’ dell'edizione 2021, il Festival della Migrazione ne propone in particolare tre. La prima è accoglienza: la mobilitazione diffusa per accogliere i profughi ucraini ha mostrato che l'accoglienza non è impossibile, anzi si può gestirla con efficienza e umanità  soprattutto per merito di comuni e terzo settore. La seconda è cittadinanza, perchè una nuova legge sulla cittadinanza non è importante soltanto per esigenze di diritto spettante ai nuovi italiani, ma anche per cambiare una legge inadeguata e datata, per rinforzare la nostra democrazia che vive quanto più i residenti di un Paese sono protagonisti della vita della comunità. Infine pari opportunità, e cioè un lavoro degno per tutti: il lavoro dei lavoratori stranieri in alcuni settori è oramai indispensabile, strategico se si vuole rilanciare il Paese. Patriarca conclude: “Non da ultimo la politica pratica il principio di realtà innervato dai valori costituzionali. Per comprendere e gestire i fenomeni migratori (non solo questi) occorre conoscere la realtà, i dati veri, i problemi e le possibili soluzioni, per contrastare gli stereotipi, le troppe fake, il battutismo... Il Festival si è dato anche questo compito”. Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes, da Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni, dall’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Acri, comuni di Modena, Carpi, Spilamberto, Fiorano, Formigine, Maranello, Soliera e Nonantola, inoltre del patrocinio di Università di Ferrara, Università di Camerino, Università di Perugia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università per gli Stranieri di Siena, gode inoltre del sostegno di Fondazione di Modena, Csv Terre Estensi e di Fondazione Collegio San Carlo e del contributo di Bper Banca, Coop Alleanza 3.0, Menù e Neon King.

Commissione europea e Piano d’azione sul Mediterraneo centrale

22 Novembre 2022 - Roma - Le istituzioni europee stanno discutendo delle recenti difficoltà nello sbarco dei migranti arrivati via mare, in particolare dopo le operazioni di ricerca e soccorso condotte dalle imbarcazioni delle ONG nel Mediterraneo centrale, e dell'attuazione del meccanismo volontario di ricollocazione concordato nel giugno scorso. "Gli ultimi eventi hanno acceso i riflettori sulla rotta del Mediterraneo centrale, dove nel 2022 sono arrivati oltre 90 mila migranti e rifugiati, partiti principalmente da Libia e Tunisia e originari principalmente di Egitto, Tunisia e Bangladesh, con un aumento di oltre il 50% rispetto al 2021", ha ricordato la Commissione europea. Pertanto, in vista del Consiglio straordinario Giustizia e affari interni del 25 novembre 2022, l’esecutivo europeo ha presentato ieri (21 novembre) un piano composto da venti punti. Pur sottolineando che le soluzioni strutturali potranno essere trovate solo attraverso un accordo sull'intera serie di riforme in materia di asilo e migrazione attualmente in fase di negoziazione, la Commissione propone una serie di misure operative per affrontare le sfide immediate e in corso lungo la rotta migratoria del Mediterraneo centrale. E tra queste un codice "per le imbarcazioni dedite alle attività di ricerca e salvataggio, in particolare alla luce degli sviluppi nel contesto europeo". "Gli Stati membri devono accelerare l'attuazione del meccanismo di solidarietà concordato il 22 giugno 2022 che affronti le strozzature finora individuate, migliorando la flessibilità, razionalizzando i processi e attuando il finanziamento di misure alternative", è quanto si legge nel piano d'azione. "A tal fine la piattaforma di solidarietà rivedrà le procedure operative standard per la ricollocazione al fine di ottenere procedure più efficienti e rapide, anche per fornire un rapido sostegno agli Stati membri che ricevono arrivi via mare. La piattaforma della solidarietà abbinerà progetti proposti e contributi finanziari per avviare l'attuazione delle misure alternative di solidarietà attraverso progetti coerenti con le attività e le esigenze individuate. Saranno inoltre rafforzati i collegamenti tra il meccanismo volontario di solidarietà e le azioni previste nella dimensione esterna della migrazione. L'Eu-Aa (la Nuova Agenzia Europea per i richiedenti asilo) darà la priorità al sostegno agli Stati membri nella rapida attuazione del meccanismo volontario di solidarietà attraverso i suoi strumenti e piani operativi. La piattaforma di solidarietà continuerà a coordinare l'attuazione del meccanismo, identificherà le modalità per migliorarlo e prenderà in considerazione ulteriori impegni, se necessario". L'agenzia Ue di controllo delle frontiere "Frontex, insieme agli Stati membri interessati, effettuerà una valutazione mirata della situazione nel Mediterraneo centrale per identificare le esigenze di un sostegno rafforzato attraverso operazioni congiunte, sorveglianza aerea e marittima, sviluppo di capacità e consapevolezza situazionale per gli Stati membri all'esterno frontiere". Presentando il piano, il Commissario Ue agli Affari interni, Ylva Johansson, ha detto che "l'obbligo legale di soccorrere e di garantire la sicurezza della vita in mare è chiaro, a prescindere dalle circostanze che portano le persone a trovarsi in una situazione di disagio. Salvare vite è sempre il primo obbligo, ma qui ci sono molte sfide. La situazione odierna delle navi private che operano in mare è uno scenario che manca ancora di sufficiente chiarezza. Questa sfida attuale non era stata presa in considerazione quando il diritto marittimo è stato concordato per la prima volta, è necessaria una maggiore cooperazione tra gli Stati membri, gli Stati di bandiera e gli Stati costieri e altri attori pertinenti". Il ministro dell'Interno italiano, Matteo Piantedosi, si dice "soddisfatto per i contenuti del piano reso noto dalla Commissione europea. Il testo mette al centro della discussione alcune importanti questioni in tema di gestione dei flussi migratori e lo fa nella prospettiva già auspicata dal Governo italiano. Sono convinto che si tratti di una valida traccia di lavoro comune". In particolare, sottolinea il titolare del Viminale, le questioni che più premono all'Italia riguardano "la condivisione dell'esigenza di una più intensa cooperazione con i Paesi di origine e transito dei flussi migratori, anche attraverso la realizzazione di specifici programmi europei di investimenti su quei territori e il riferimento a una implementazione del meccanismo di solidarietà adottato nel giugno scorso, in considerazione del fatto che la sua applicazione concreta, fino a oggi, ha dato per l'Italia risultati assolutamente insufficienti". (Alessandro Pertici) Altrettanto importante, prosegue Piantedosi, è poi "l'aspetto relativo a un maggiore coordinamento delle attività di ricerca e soccorso nelle aree Sar, che prevede, come da tempo richiesto dall'Italia, un ruolo anche per gli Stati di bandiera". Già a partire dalla riunione in programma venerdì, conclude dunque il ministro, "opereremo per ogni ulteriore arricchimento del piano di azione europeo".

Afghanistan: 158 profughi in salvo con i corridoi umanitari

22 Novembre 2022 - Roma - Arriveranno giovedì 24 novembre, con un volo proveniente da Islamabad, 158 profughi afghani grazie ai corridoi umanitari promossi da Conferenza Episcopale Italiana, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Tavola Valdese, Arci, IOM, INMP e UNHCR d’intesa con i ministeri dell’Interno e degli Esteri. I cittadini afghani, rifugiati in Pakistan dall’agosto 2021, verranno accolti in diverse regioni e avviati subito verso l’integrazione, a partire dall’apprendimento della lingua e dall’inserimento lavorativo, grazie a questo progetto totalmente a carico degli organismi proponenti e sostenuto dalla generosità e dall’impegno di tanti cittadini italiani, che hanno offerto le loro case per ospitare, ma anche comunità religiose, ONG e diversi soggetti ecclesiali e civili.  Ad accoglierli, fra gli altri mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della CEI; Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio; Libero Ciuffreda, membro del Consiglio della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia; Filippo Miraglia, responsabile nazionale immigrazione di Arci.

“Il mondo è piatto. Ricette e incontri etnici nella tua cucina”: un libro della Comunità Papa Giovanni XXIII

22 Novembre 2022 -
Rimini - Cos’hanno portato di buono le persone che nel corso degli anni sono migrate in Italia dall’Africa, dalle Americhe, dall’Asia, dall’Oceania o da altri Paesi europei? Un modo per scoprirlo è condividere con loro le esperienze culinarie, dato che un elemento che accomuna tutti i popoli è la preparazione del pasto per sé e per i propri familiari. È questa l’dea alla base del libro “Il mondo è piatto. Ricette e incontri etnici nella tua cucina” (Sempre Editore), da oggi in libreria. “Ogni piatto è un regalo prezioso – spiega nell’introduzione l’autrice, Chiara Bonetto – perché mi è stato consegnato da una persona che lo ha condiviso con me, insieme a un pezzetto della propria cultura, della propria vita”.
Scorrendo le 60 ricette, si trovano cibi ormai famosi anche in Italia, come gli involtini primavera dalla Cina, le empanadas dall’Argentina o i biscotti marocchini, ma anche tantissimi piatti sconosciuti, la cui preparazione è spiegata nel dettaglio e illustrata con foto. Bonetto infatti non solo si è fatta spiegare le ricette ma le ha provate lei stesse fotografando poi il cibo preparato. “Non bisogna essere cuochi provetti per sperimentare le ricette di questo libro – afferma –. È sufficiente avere una dose di umiltà e un pizzico di coraggio: è come esplorare un territorio sconosciuto”. Ce n’è per tuti i gusti e, essendo un libro inclusivo, per tutte le sensibilità e compatibilità. “Non è stato difficile trovare ricette adatte a chi ha intolleranze alimentari – prosegue Bonetto – perché nella tradizione culinaria asiatica e africana sono praticamente assenti i latticini, nella cucina indiana ci sono molti piatti vegani e in molti piatti unici è previsto il riso o la polenta, adatti ai celiaci”. Ad aiutare la consultazione un indice multifunzione che consente di rintracciare le ricette attraverso vari criteri: Paese di provenienza, piatti unici, verdure, street food, torte salate, dolci, vegetariani, vegani, senza glutine, senza latticini. Infine, l’indice “svuota frigo” che propone idee su come utilizzare l’ingrediente di cui disponiamo. Non manca, data la sensibilità dell’autrice, lo scopo solidale: con il ricavato del libro ha scelto di sostenere il progetto Un pasto al giorno con cui la Comunità Papa Giovanni XXIII assicura un pasto, ma anche un tetto e spesso una famiglia a bambini e adulti che incontra in Italia e nei Paesi più poveri del mondo. Chiara Bonetto, laureata in farmacia e in Scienze religiose, da sempre appassionata di cucina, assieme al marito è stata per molti anni missionaria con la Comunità Papa Giovanni XXIII in Zambia, Cile e Tanzania. Per Sempre Magazine cura la rubrica “Il mondo è piatto” che ha costituito la base per questo libro.

Apriamo la porta alle novità

22 Novembre 2022 - Roma - L’immagine della porta è sempre molto suggestiva. Attraversandola si entra in un ambiente, conosciuto o ignoto, oppure si esce da un posto per recarsi altrove. Come non pensare alle parole di Papa Francesco al Dicastero per la comunicazione? “Non c’è comunicazione – ha detto – in una sola direzione: va e torna, va e torna. E in questo anche si cresce”. Ecco, l’immagine della porta, così familiare anche al digitale. Aprirla significa schiudere il tesoro della memoria alle novità e opportunità che gli ambienti digitali portano. Aprire la porta per far entrare elementi di novità. E, allo stesso tempo, permettere l’ingresso di nuovi saperi. È questa la grande sfida per non chiudersi nella propria “comfort zone”. Sarà uno dei temi al centro del nostro convegno “Utente e password. Connessioni e profezia” (Roma, 24-26 novembre).

Vincenzo Corrado

Migrantes Torino: l’accoglienza di nuclei familiari ucraini con il progetto “Diffusamente”

22 Novembre 2022 - Torino – Sono circa 150 i nuclei familiari ucraini accolti attraverso le reti ecclesiali della Diocesi di Torino. Il progetto “Diffusamente”, promosso da Acri e Fondazione Migrantes, ha  permesso a una parte di queste accoglienze di avere un supporto nell’accompagnamento sociale e le risorse per venire incontro alle esigenze dei nuclei accolti. Il progetto ha anche permesso di rispondere alle richieste di aiuto di quanti hanno trovato solidarietà e accoglienza nelle reti più informali, in particolare presso famiglie di connazionali. Il progetto ha stanziato per la Diocesi di Torino 8 mila euro che hanno permesso di dare un contributo alle Missionarie della Consolata di Venaria che ospitano 10 persone, alla Parrocchia di Torino Natale del Signore che ospita tre persone (una mamma con i suoi due figli minorenni), alle Suore di San Giuseppe di Torino che ospitano quattro persone (due donne e due minorenni), ma ha anche permesso di dare un supporto ad altre 130 famiglie presenti sul territorio (mediamente composte da quattro membri) attraverso il Polo alimentare, lo sportello ascolto e la mediazione interculturale in capo alla Migrantes di Torino.

Accoglienza, cittadinanza, nuove opportunità: come fratelli: parte la settima edizione del Festival della Migrazione

21 Novembre 2022 - Roma -“Accoglienza, cittadinanza, nuove opportunità: come fratelli” è il titolo della settima edizione del Festival della Migrazione, la rassegna promossa dalla Fondazione Migrantes della CEI, dall’Associazione Porta Aperta di Modena, dal Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità di UNIMORE, per riflettere in modo approfondito e non ideologico su un fenomeno complesso come le migrazioni. Mons. Gian Carlo Perego, presidente di Fondazione Migrantes, inquadra il tema: “La storia dei processi di democratizzazione delle società politiche occidentali coincide con la storia della progressiva affermazione dei diritti di cittadinanza, attraverso un duplice movimento: l’aumento del numero e del tipo di diritti riconosciuti e garantiti ai cittadini; la crescente estensione della classe dei cittadini, di coloro cioè che hanno titolo a godere di tali diritti. In un processo di democratizzazione, pertanto, una mobilità crescente e diffusa chiede non di limitare, ma di estendere la cittadinanza”. E ancora sottolinea come “il Festival della migrazione di Modena, Carpi e Ferrara anche quest’anno è un laboratorio importante per superare ritardi ideologici, pregiudizi e paure intorno ai migranti e finalmente governare un fenomeno che segnerà il nostro futuro”. Quattro giorni di incontri, presentazioni di libri, laboratori e tanto altro per ascoltare voci e punti di vista diversi sul tema. Si comincia domani, mercoledì 23 novembre alle 18.30, dalla sala del Centro Servizi per il Volontariato di Modena, dove verranno presentati i progetti di accoglienza ACRI – Migrantes. Giovedì 24 novembre l’apertura ufficiale del Festival sarà alle 9 nell’aula magna del dipartimento di Giurisprudenza di Modena, con l’introduzione del Portavoce del Festival, Edoardo Patriarca, i saluti istituzionali e la prima sessione dedicata al diritto alla cittadinanza, con gli interventi, tra gli altri, del professor Maurizio Ambrosini, di Sergio Durando del Festival dell’Accoglienza di Torino e Omar Neffati, portavoce di Italiani senza cittadinanza. Nel pomeriggio il Festival si fa in due: dalle 15 nell’aula magna di Giurisprudenza di Modena una sessione dedicata alla sfida delle politiche culturali, dal Network Europeo del Consiglio d’Europa alla costruzione dal basso delle politiche urbane di cittadinanza, mentre alle 16.30 nell’aula magna di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara, con lo stesso mons. Perego e con altri protagonisti, il confronto verterà su “Giovani&cittadini”. In serata spazio al giornalista Jacopo Storni, che alle 21 presenterà nella parrocchia di Gesù Redentore a Modena il suo libro “Fratelli. Viaggio al termine dell’Africa”.   Venerdì 25 novembre ancora i giovani al centro del dibattito al dipartimento di Giurisprudenza di Modena: nell’ambito del Progetto FAR “Le ‘seconde generazioni’: un approccio interdisciplinare tra forme di discriminazione e pratiche di inclusione” condotto dal CRID Unimore, in collaborazione con l’Osservatorio Migranti, il focus sarà centrato su “Giovani e di seconda generazione: altri sguardi sulle migrazioni”. Nel pomeriggio il Festival si sposterà a Carpi, dove in Sala Loria si svolgerà l’incontro su “Migranti alla frontiera del lavoro” con i sindacati e varie testimonianze, a seguire la riflessione sul lavoro verrà declinata al femminile nell’incontro “Il lavoro rende libere?”. Serata a Mirandola, dove la Sala della Comunità farà da cornice alla presentazione del libro di Giulia Bassoli e Ebrima Kuyateh “Io ed i miei piedi nudi – Storia di un viaggio”, a cura della Migrantes Interdiocesana Carpi e Modena-Nonantola. Ricco anche il programma di sabato 26 novembre, ultimo giorno di Festival. Si comincia alla mattina da Palazzo Europa, con il dialogo tra mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola, Vescovo di Carpi e Vice Presidente della CEI, e Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, sulle parole di Papa Francesco in merito ad accoglienza e pace. A seguire testimonianze della Pastorale Migrantes dell’Emilia Romagna e interdiocesana Carpi e Modena-Nonantola. Alle 12.30 torna il pranzo dei popoli all’Osteria del Tempo Perso, nel pomeriggio la sessione “Come migrare responsabilmente?” vedrà gli interventi del Console generale della Colombia Carlos Alfredo Carretero Socha e del Console generale della Repubblica Dominicana Nelson Francuisco Carela Luna, e una testimonianza della campionessa olimpica di tiro con l’arco Natalia Valeeva. Chiusura con un ‘salotto’ sul palcoscenico del Teatro San Carlo dove si confronteranno l’imprenditrice Angela Haisha Adamou, l’avvocato Abdelhakim Bouchraa e la mediatrice culturale Olena Kim, e un’intervista con il pubblico protagonista e a rispondere il fumettista e graphic-journalist Takoua Ben Mohamed. Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes, da Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni, dall’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Acri, comuni di Modena, Carpi, Spilamberto, Fiorano, Formigine, Maranello, Soliera e Nonantola, inoltre del patrocinio di Università di Ferrara, Università di Camerino, Università di Perugia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università per gli Stranieri di Siena, gode inoltre del sostegno di Fondazione di Modena, Csv Terre Estensi e di Fondazione Collegio San Carlo e del contributo di Bper Banca, Coop Alleanza 3.0, Menù e Neon King.      

Commissione Ue: garantire una migliore gestione delle frontiere e della migrazione

21 Novembre 2022 - Roma - In vista del Consiglio straordinario Giustizia e affari interni del 25 novembre 2022, la Commissione presenta un Piano d’azione dell’Ue sul Mediterraneo centrale. “Pur sottolineando che le soluzioni strutturali potranno essere trovate solo attraverso un accordo sull’intera serie di riforme in materia di asilo e migrazione attualmente in fase di negoziazione”, la Commissione propone “una serie di misure operative per affrontare le sfide immediate e in corso lungo la rotta migratoria del Mediterraneo centrale”. Il Piano d’azione propone “una serie di 20 misure articolate attorno a tre pilastri che saranno portate avanti dall’Unione e dai suoi Stati membri”. Sono concepite per “ridurre la migrazione irregolare e non sicura, fornire soluzioni alle sfide emergenti nel settore della ricerca e soccorso e rafforzare la solidarietà bilanciata dalla responsabilità tra gli Stati membri”. Il primo pilastro è “lavorare con i Paesi partner e le organizzazioni internazionali”. “L’Ue rafforzerà le capacità di Tunisia, Egitto e Libia per garantire una migliore gestione delle frontiere e della migrazione. Rafforzerà la lotta contro il traffico di migranti e rafforzerà l’impegno diplomatico sui rimpatri, intensificando nel contempo i percorsi legali verso l’Unione europea”. Per coordinare queste azioni sarà avviata un’apposita iniziativa Team Europa sul Mediterraneo centrale entro la fine di quest’anno.

Lamezia Terme: un pranzo con le persone migranti nella parrocchia Santa Maria Goretti

21 Novembre 2022 - Lamezia - Una giornata di condivisione, ma anche di festa per alcune famiglie di immigrati che hanno pranzato  con i volontari della Comunità di Sant’Egidio della parrocchia di Santa Maria Goretti, a Lamezia Terme. Un momento di convivialità condivisa che ha visto impegnate le varie realtà presenti in parrocchia coinvolte dalla comunità  e che ha registrato la mobilitazione di molte persone “all’insegna della fraternità e dell’amicizia”. Questo, a partire dalla data scelta dalla comunità di Sant’Egidio: il giorno che la Chiesa dedica a Cristo Re. “Questo - ha sottolineato il parroco, mons. Giuseppe Angotti - è stato il nostro modo di vivere la fraternità, al di là dell’etnia e della religione di appartenenza perché siamo tutti fratelli in Cristo ed apparteniamo alla grande famiglia umana”. La comunità di Sant’Egidio di Santa Maria Goretti ha coinvolto in questa giornata famiglie nigeriane, marocchine, e una famiglia ucraina, in Italia da due mesi perché in fuga dalla guerra, mettendosi in rete con altri gruppi che operano nella parrocchia (Famiglia, Apostolato della preghiera e Santa Marta) e che si sono impegnati per far sì che il pranzo si trasformasse in una vera e propria festa che ha permesso di creare relazioni nuove e dove tutti si sono sentiti a casa. E quella vista oggi a Santa Maria Goretti è stata “una Chiesa in uscita – come ha detto mons. Giuseppe Angotti - che sa essere inclusiva non a parole, ma con i fatti nel pieno rispetto inclusivo di tutti”, compresi i tanti bambini, tra cui alcuni piccoli nigeriani che frequentano la “Scuola della Pace” della parrocchia, fortemente voluta dalla “Sant’Egidio”. All’iniziativa di oggi, hanno preso parte anche Michele Bartolo della comunità di Sant’Egidio di Roma e la responsabile della comunità di Sant’Egidio di Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, che, insieme a quella di Lamezia sono le uniche realtà presenti in Calabria.

Dove il tempo non scorre e i diritti non valgono: un’inchiesta racconta l’interno dei CPR

21 Novembre 2022 - Roma - Costruiti ai margini delle città, luoghi di trattenimento con le sembianze di carceri, affidatari di una funzione pubblica ma gestiti da privati, secondo la logica del profitto. Inaccessibili sin dal nome, una sigla destinata a cambiare periodicamente. Oggi si chiamano CPR, Centri di Permanenza per il Rimpatrio, ma chi vi vive o lavora li definisce ‘l’inferno’. Nessuno aveva mai ripreso cosa accade al loro interno. Ci sono riusciti per primi – tra molti ostacoli – i tre giovani giornalisti Marika Ikonomu, Alessandro Leone e Simone Manda, nell’inchiesta che ha vinto quest’anno il premio Morrione di giornalismo investigativo. All’inizio di ‘Sulla loro pelle’, la voce narrante vi chiede di immaginare una gabbia in cui si è rinchiusi senza aver commesso reati. Ma le immagini che vedrete e le voci che ascolterete lasceranno poco spazio all’immaginazione. I protagonisti sono i trattenuti, cittadini stranieri scoperti sul territorio nazionale senza titolo di soggiorno e in attesa dell’esecuzione della loro espulsione. In concreto, sono uomini e raramente donne, del Nord Africa, ma anche della regione subsahariana e dell’Europa orientale. Spesso giovani, a volte poco più che adolescenti. Giunti in Italia per provare a migliorare la propria vita: ‘migranti economici’, come vengono categorizzati per comodità, o semplicemente ragazzi che vogliono realizzare il sogno delle loro mamme, come li descrive il parlamentare tunisino Majdi Karbai. Ma nei CPR ci sono anche richiedenti asilo, fuggiti per sottrarsi alla persecuzione o alla violenza, reclusi se la loro domanda di protezione è giudicata unicamente strumentale a ritardare il rimpatrio. Persone tutte segnate da profondi traumi, nel migliore dei casi almeno quelli dell’abbandono della propria terra, della frattura della propria famiglia, di un viaggio in clandestinità e con mezzi inadeguati, spesso a rischio della vita. Persone vulnerabili, cui dovrebbero garantirsi stabilità e sicurezza, che è alla fine tutto quel che chiedono. E invece, per loro, la spirale di sofferenza non si interrompe neanche nel nostro Paese. Perché i CPR in cui finiscono sono luoghi di sospensione. Dei diritti innanzitutto, quelli vitali come essere soccorsi quando si sta male ed essere nutriti con cibo non avariato. Nei Centri del reportage, i migranti sono ristretti in spazi comuni senza privacy, tra inferriate che li fanno somigliare a gabbie per animali. Privati degli effetti personali e di ogni contatto umano, a parte quello con operatori che la gestione privatistica dei CPR riduce senza stipendio né tutele, pronti ad abbandonare appena possibile. Ma sospensione anche del tempo, fermo per chissà quanto nell’attesa di un rimpatrio non voluto e neanche certo, che si realizza nella sola metà dei casi. Queste condizioni, innestate su fragilità preesistenti, “ti fanno diventare cattivo”, si sfoga un trattenuto. Per attirare l’attenzione resta solo la violenza, riflette un operatore intervistato, quasi sempre contro se stessi. Si è interrotta così la prigionia di Moussa Balde: aveva 23 anni, veniva dalla Guinea, aveva attraversato il deserto e il Mediterraneo, in Italia voleva studiare. È stato recluso dopo aver subito un violento pestaggio. È finito impiccato nel settore di isolamento del Centro di Torino. Atti di autolesionismo e tentativi di suicidio sono l’ordinario nei CPR. “Sulla loro pelle” rivela il segmento finale delle politiche di esclusione, quello che si svolge nei Paesi di destinazione. Non è un caso che, come ricorda il Garante delle persone private di libertà Mauro Palma, la prima versione dei CPR risalga al Testo unico sull’immigrazione del 1998, in coincidenza con l’introduzione delle prime politiche restrittive degli ingressi in Europa: luoghi in cui recludere chi si ritiene non abbia diritto a stare sul suolo europeo, sorvegliandolo fino a quando non sarà possibile ricacciarlo oltre il confine, sono in fondo il portato naturale di una strategia migratoria comunitaria da vent’anni concentrata pressoché esclusivamente su controllo delle frontiere ed esecuzione dei rimpatri. Con una funzione così, i CPR si trovano già di per sé pericolosamente al limite della violazione della dignità umana. Per non superare quel limite, ci sarebbe voluta una vigilanza serratissima, una cura attentissima alla persona del trattenuto. Ma non c’è stata, e l’inchiesta ne mostra le conseguenze. Ora che la brutalità di questa detenzione è documentata, un cambiamento dovrà esserci. E potrà essere l’occasione per ripensare il sistema dalle radici, sin dall’idea che la presenza in un luogo possa essere una colpa e che un essere umano possa essere ‘clandestino’. “Ero chiuso nel CPR ed ero innocente”, dice Dhahbi. Non può trattenere la felicità di tornare libero, corre saltellando verso la vita che riprende. (Livia Cefaloni)   https://www.rainews.it/video/2022/11/sulla-loro-pelle-linchiesta-vincitrice-del-premio-morrione-be53a389-f89c-4c12-a174-c3adb29db895.html