22 Dicembre 2022 - Piacenza - Venerdì 6 gennaio , solennità dell'Epifania, il Vescovo mons. Adriano Cevelotto, celebra alle 11.00 in Cattedrale la Messa delle genti animata in collaborazione con la Migrantes diocesana. Sono attese tutte le comunità etniche presenti in Diocesi. Al termine, benedizione dei bambini.
Primo Piano
Migrantes, Natale di pace: il messaggio di mons. Perego
22 Dicembre 2022 -
“Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che il Signore ama”. Nella Messa della notte di Natale ritorniamo a intonare nelle nostre chiese, dopo il silenzio dell’Avvento, il canto degli angeli. Per gli uomini e le donne che ama come figli e figlie, Dio a Natale regala il Figlio, che dona la pace. È una pace da costruire, anzitutto, in questo tempo di una guerra alle porte dell’Europa, che ha sconvolto non solo l’economia, impoverendo le famiglie e le imprese, ma anche ha impressionato le nostre menti, ha colpito il nostro cuore con le migliaia di morti e feriti, i milioni di Ucraini in fuga dalla propria terra, la distruzione di beni comuni come scuole, ospedali, il rischio di una catastrofe nucleare. Non siamo ancora stanchi della guerra, anche se con la guerra tutto è perduto: la vita, gli affetti, la casa. È una pace a cui educare ogni persona, soprattutto i giovani. A cinquant’anni dall’approvazione della legge sull’obiezione di coscienza ritorna forte il rifiuto delle armi. La pace non si può appoggiare sulle armi. È un’illusione. La pace nasce dal dialogo, dal confronto, dalla ricerca del bene comune, dalla custodia dei beni comuni. Il comandamento ‘Tu non uccidere’ rifiuta la logica delle armi, soprattutto oggi che sono incontrollate, di distruzione di massa. Lo ricordava con parole forti a un gruppo di giovani universitari don Primo Mazzolari, nel 1955: “Cristianamente e logicamente la guerra non si regge. Cristianamente, perché Dio ha comandato: «Tu non uccidere» (e «Tu non uccidere», per quanto ci si arzigogoli sopra, vuol dire: «Tu non uccidere»); e per di più si uccidono fratelli, figli di Dio, redenti dal sangue di Cristo; sì che l'uccisione dell'uomo è a un tempo omicidio perché uccide l'uomo; suicidio perché svena quel corpo sociale, se non pure quel corpo mistico, di cui l'uccisore stesso è parte; e deicidio perché uccide con una sorta di «esecuzione di effigie» l'immagine e la somiglianza di Dio, l'equivalenza del sangue di Cristo, la partecipazione, per la grazia, della divinità”. Le armi non hanno mai costruito fraternità, ma hanno generato paura, morte, sicurezza effimera.
Educhiamo e educhiamoci alla pace e favoriamo il disarmo per costruire un mondo e una città di pace: è questo il messaggio che viene da questo Natale. Senza la ricerca della pace rinneghiamo il Natale e prepariamo ancora, come Erode, la violenza sui piccoli e la fuga delle famiglie, come la famiglia di Nazareth.
Auguro a tutti un Buon Natale di conversione alla pace: nelle parrocchie, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle caserme, negli ospedali e nelle case di cura, nelle città e nei paesi.
Un augurio speciale di pace raggiunga le comunitò emigranti, immigrate, rom e sinti e dello spettacolo viaggiante. E raggiunga le nostre comunità ucraine in Italia, lontane dai propri familiari rimasti nel Paese martoriato dove si ripete la strage degli innocenti, come in altri 30 del mondo in cui scorre il sangue di guerre dimenticate.
Buon Natale di pace.
Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo Ferrara-Comacchio
Presidente Fondazione Migrantes
Vangelo Migrante: Natale del Signore | Vangeli Mt 1,1-25; Lc 2,1-14; Lc 2,15-20; Gv 1,1-18
22 Dicembre 2022 - Per la celebrazione liturgica del mistero del Natale del Signore, vengono offerti quattro brani di Vangelo: uno per la messa vespertina nella Vigilia (che fa già parte pienamente della festa) e poi quelli per la Notte Santa, l’Aurora e il Giorno.
Ciascuno di essi introduce alla meditazione di un aspetto particolare del mistero che celebriamo, quasi una progressione di rivelazione da parte di Dio e di comprensione da parte dell’uomo: il Verbo che si cala nella storia dell’umanità; Gesù è il Salvatore ed è accolto nell’intimità di una famiglia; al sorgere del sole, i pastori, e noi con loro, possiamo vedere e adorare il bambino che è nato come “luce vera che illumina ogni uomo”, come solennemente annuncia il prologo del Vangelo di Giovanni!
Una rivelazione però, che rischia di essere oscurata dalle tante nubi addensate sopra questa umanità. Ma nulla è impossibile a Dio. Vale anche per noi quel segno: “troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato …” Un segno oggi per nulla distante ma, sempre più spesso, un fatto drammaticamente vero e visibile a tutti.
Dio che si fa uomo è lì. Dubitare o tergiversare su quel che si vede è come chiedere alla vita il significato della vita, per paura della vita stessa.
In questo Giorno Santo ci vengono consegnati i primi frutti della Vita: l’amore e la gioia. L’amore che accoglie, la gioia che condivide. Cose volute, create, pensate, progettate da Dio stesso. Sono loro che danno significato ad ogni cosa e rendono perfettamente funzionante ed efficace tutto il movimento della vita in ogni dimensione dell’esistente.
Per questo lo invochiamo: Ma-ra-na-thà! Vieni Signore! (p. Gaetano Saracino)
Medicina Solidale: distribuzione pacchi a famiglie bisognose grazie anche a Migrantes
22 Dicembre 2022 - Roma - In vista del Natale, le associazioni di Medicina Solidale e Fonte d’Ismaele hanno organizzato per oggi, giovedì 22 dicembre, una distribuzione straordinaria di pacchi viveri nel quartiere di Tor Bella Monaca a Roma. Sono previsti aiuti per oltre 100 famiglie bisognose, sostenute dalle due associazioni nel corso di tutto l’anno e incontrate anche attraverso gli interventi di strada. Oltre agli alimenti che vengono distribuiti normalmente, in questi pacchi viveri saranno presenti anche panettoni e pandori, oltre a pigiamini per bambini. “Le realtà di Fonte d’Ismaele e Medicina Solidale – dichiara Lucia Ercoli, presidente di Fonte d’Ismaele – si impegnano ogni giorno nella costruzione di una comunità che sia aperta a tutti e nella quale ciascuno venga tutelato nella sua dignità, anche a partire dal rispetto dell’uso della parola, che se usata per denigrare e giudicare può creare conseguenze non dissimili da quelle di un conflitto. Ogni parola scagliata verso l’altro produce un male che lacera il tessuto comunitario a danno soprattutto dei più piccoli”. “Ringraziamo – aggiunge Ercoli – Bauli e Tezenis, che con le loro donazioni permetteranno a tante famiglie di festeggiare il Natale in una maniera che altrimenti non avrebbero potuto permettersi. Un ringraziamento speciale anche alla Fondazione Migrantes e alla Tavola Valdese, che sostengono da anni la nostra azione. L’augurio per queste festività è quello che ciascuno di noi riscopra di essere come la grotta della Natività, in cui Gesù nascendo fa tornare a splendere la luce, rendendoci persone migliori”.
Natale: in Polonia un posto libero a tavola per i rifugiati
22 Dicembre 2022 - Roma - Proseguendo nel ciclo dedicato al discernimento, ieri Papa Francesco ha dedicato la sua riflessione al modo con cui Dio parla all' uomo, a partire dall' immagine della "brezza leggera" del primo libro dei Re. Al termine dell' udienza, guardando all' imminenza del Natale, il pensiero del Pontefice è andato all' Ucraina , in particolare ai bambini vittime innocenti di una guerra inumana.
E circa lo stile che deve accompagnare queste festività, Francesco ha ricordato la tradizione, seguita in Polonia, di lasciare, alla vigilia di Natale, «un posto a tavola per un ospite inatteso. Quest' anno - ha aggiunto il Pontefice rivolgendosi ai pellegrini polacchi - sarà occupato dalla moltitudine di rifugiati provenienti dall' Ucraina, ai quali avete aperto le porte con grande generosità. Il Figlio di Dio, nato a Betlemme, riempia di amore ognuno di voi, le vostre famiglie e coloro che aiutate. Porti la pace a tutte le persone di buona volontà».
Viminale: da inizio anno sbarcate 100.354 persone migranti sulle nostre coste
21 Dicembre 2022 -
Roma - Sono 100.354 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Di questo 20.486 sono di nazionalità egiziana (20%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Tunisia (17.830, 18%), Bangladesh (14.381, 14%), Siria (8.554, 9%), Afghanistan (7.162, 7%), Costa d’Avorio (5.452, 6%), Guinea (4.180, 4%), Pakistan (3.109, 3%), Iran (2.308, 2%), Eritrea (2.099, 2%) a cui si aggiungono 14.793 persone (15%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Bologna: la comunità filippina vive il Natale
21 Dicembre 2022 - Bologna - La comunità filippina bolognese, domenica scorsa, ha vissuto in modo speciale il quarto giorno della Novena di Natale, con la Santa Messa presieduta dal Cardinale Matteo Zuppi nella basilica di San Bartolomeo. La Novena di Natale è un momento molto sentito nelle Filippine. In tutto il paese si tengono celebrazioni liturgiche molto seguite, la mattina presto, prima che spunti l’alba, anche se in Italia vengono celebrate la sera. È la cosiddetta “Misa de gallo”, la messa al canto del gallo, in cui il pennuto annunciatore del mattino è simbolo della speranza cristiana. Terminata la solenne celebrazione, i filippini bolognesi hanno augurato buon Natale all’arcivescovo, lieti di essere insieme al pastore diocesano per la prima volta da quando la Comunità è stata riorganizzata. Infatti grazie alla collaborazione tra le Migrantes di Bologna e di Modena-Nonantola, il cappellano dei Filippini di Modena ogni domenica mattina celebra in San Bartolomeo, riunendo insieme tutti i gruppi esistenti. "Per i Filippini il Natale è una cosa molto seria! Il loro arcipelago, infatti è l’unico paese in Asia prevalentemente cristiano e probabilmente i festeggiamenti per il Natale sono i più grandi del mondo, perché si cominciano a decorare le case e le strade con gli addobbi natalizi già a partire dal primo settembre", si legge in una nota. La Notte di Natale, “noche buena” è "il più importante momento di vita per le famiglie che si riuniscono a preparare insieme il cibo della festa e si aprono anche alle persone bisognose e sole".
Porto Empedocle: benedetti i corpi di una bimba di sei mesi e di una donna migranti arrivati a al porto
21 Dicembre 2022 -
Roma - Una bara bianca sulla banchina del porto di Porto Empedocle, sopra una bara scura con il feretro di una donna di origine africana. I corpi di due migranti sono stati trasferiti da Lampedusa. La bimba, riferisce l'agenzia Sir, aveva solo 6 mesi, è morta all’interno dell’hotspot di Contrada Imbricola forse per un problema congenito o un malore improvviso; a fianco la salma di una donna, ripescata cadavere al largo dell’isola più grande delle Pelagie. Le due bare, a bordo delle traghetto Veronesi, sono arrivate nella serata di ieri al porto, dove si è tenuto un momento di preghiera in presenza delle autorità religiosi, civili e militari. Il saluto e la benedizione sono stati impartiti dall’imam locale, alla presente del direttore dell’Ufficio Ecumenismo e dialogo della diocesi di Agrigento, don Luca Camilleri. Le due salme verranno portate al cimitero di Favara dove la Prefettura di Agrigento è riuscita a trovare dei posti per la sepoltura. Dal traghetto sono scesi anche 50 migranti provenienti di Lampedusa. Al loro arrivo c’erano due bambini che sono accorsi ad abbracciare un migrante arrivato sulla terra ferma.
Ph. Sir
Ph. Sir
Migrantes Cosenza-Bisignano: un punto migranti in città
21 Dicembre 2022 - Roma - L’ufficio Migrantes della diocesi di Cosenza-Bisignano, in collaborazione con la parrocchia Sacro Cuore di Gesù e Madonna di Loreto e la forania Urbana I sta lavorando da tempo sull’idea di avviare un Punto migranti a Cosenza, dopo la positiva esperienza del Punto Migranti a Rende avviato da maggio 2021 nella Parrocchia di Sant’Antonio.
Il Punto vuole essere un riferimento all’interno della città per tutti i migranti presenti in riferimento alle problematiche legali, abitative, lavorative, linguistiche e di orientamento per l’accesso ai servizi.
A gennaio si avvierà un Corso Base di Formazione per coloro che vogliono contribuire a questa iniziativa a servizio dei fratelli e delle sorelle migranti.
Il Punto vuole essere un riferimento all’interno della città per tutti i migranti presenti in riferimento alle problematiche legali, abitative, lavorative, linguistiche e di orientamento per l’accesso ai servizi.
A gennaio si avvierà un Corso Base di Formazione per coloro che vogliono contribuire a questa iniziativa a servizio dei fratelli e delle sorelle migranti.
Papa Francesco: pensiamo ai bambini ucraini in questo tempo di Natale
21 Dicembre 2022 - Città del Vaticano - Parlando del Bambino Gesù il pensiero di papa Francesco è andato, questa mattina, al termine dell'Udienza Generale, ai tanti bambini dell’Ucraina che "soffrono, soffrono tanto, per questa guerra. In questa festa di Dio che si fa bambino - ha detto il Pontefice - pensiamo ai bambini ucraini. Quando li ho trovati qui, la maggioranza non riesce a sorridere e quando un bambino perde la capacità di sorridere, è grave. Questi bambini portano su di sé la tragedia di quella guerra che è così inumana, così dura. Pensiamo al popolo ucraino, in questo Natale: senza luce, senza riscaldamento, senza le cose principali per sopravvivere, e preghiamo il Signore perché porti loro la pace il più presto possibile". (R.I.)
L’Icona della Madonna del Pilerio tra gli emigrati di New York
21 Dicembre 2022 - Cosenza - Dal Duomo di Cosenza fino a New York, per impreziosire ulteriormente le celebrazioni di un anniversario così importante come il numero 800 per la Cattedrale di Cosenza: questo è stato il viaggio compiuto dall’icona della Madonna del Pilerio, che si è presentata così ai propri fedeli statunitensi, nel corso della solenne messa celebrata dal reverendo Josè Felix Ortega.Ad accompagnare l’opera nella traversata il Rettore del Duomo, don Luca Perri, accompagnato dai referenti dell’associazione "8centoCosenza aps", particolarmente attiva nell’organizzazione di eventi e attività per celebrare l’importante anno che sta giungendo al termine.
“La Madonna è l’immagine più riuscita della Chiesa. E' il segno che Dio ha dato all’umanità di ciò che Dio vuole fare. Per questo motivo noi vogliamo contemplare il mistero dell’Incarnazione, attraverso Maria, perchè nessuna creatura più di Maria è stata disponibile e accogliente verso Dio. Secondo la tradizione bizantina, l’icona della Madonna del Pilerio è una sintesi di teologia.”, ha detto don Perri nella chiesa di Our Lady of Mt. Carmel situata nel quartiere Bronx di New York. E ha aggiunto: “Dio nonostante la pigrizia e i peccati dell’uomo dà sempre un segno della sua presenza, ma questo segno va saputo accogliere, perchè sapere di accogliere un segno di Dio significa lasciare che questo segno diventi vita”.
Don Luca ha concluso: “Maria è il segno della presenza attiva di Dio tra il suo popolo. Lei ci accoglie anche se siamo imperfetti e ci porta la salvezza, perchè l’uomo non si salva mai da solo”. La delegazione guidata da don Luca ha potuto incontrare il cardinale Timothy Dolan al quale hanno parlato del culto dei cosentini verso la Madonna
del Pilerio e hanno fatto dono di alcuni libri e della copia della Stauroteca. (Michela Curcio - Parola di Vita)
Felicità per Fatima, la piccola venuta al mondo a bordo di una motovedetta
21 Dicembre 2022 - Milano - È nata poco prima della mezzanotte, a bordo di una motovedetta della Capitaneria di porto, la piccola Fatima. La mamma, una giovane donna della Costa d’Avorio, era a bordo di un barchino insieme ad altre decine di persone rintracciato dalla motovedette delle Fiamme gialle e della Capitaneria di Porto. Mamma e bebè sono stati trasferiti in elisoccorso all’ospedale di Agrigento. La bella notizia arriva dopo la tragedia raccontata 48 ore prima della morte della piccola Rokia, anche lei proveniente dalla Costa d’Avorio con la mamma, ma vittima di un naufragio avvenuto a poche miglia dall’isola di Lampedusa.
Card. Zuppi: “ai migranti siano garantite sicurezza e dignità in mare”
21 Dicembre 2022 - Firenze - Durante l’incontro di presentazione del Consiglio dei giovani del Mediterraneo, ospitato sabato mattina all’Istituto degli Innocenti di Firenze, è stato affrontato anche il tema delle migrazioni.
«I flussi dobbiamo regolarli, e vanno assicurate le condizioni di dignità e di sicurezza nell’attraversare il mare», ha detto il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi. Zuppi ha esortato a mettere al centro dell’agenda il bacino che è lo specchio delle tensioni e degli scontri che dividono il mondo. «Siamo in un momento particolare – ha affermato –. In questi mesi si compiono scelte che segneranno il nostro immediato futuro. Che ci sia anche questa visione del Mediterraneo, e che queste scelte abbiano
una tale consapevolezza è importante. Ciò può significare un investimento culturale». Il presidente della Cei ha ringraziato il cardinale Bassetti per aver concepito gli Incontri dei vescovi del Mediterraneo. Un’iniziativa che a Firenze si era allargata ai sindaci. «Unire la dimensione spirituale e quella civile è stato importante: del resto
questo è l’umanesimo».
Commissione europea e Tratta di esseri umani: proposte norme più severe per fronteggiare l’evoluzione del reato
20 Dicembre 2022 - Roma - Nella giornata di ieri 19 dicembre la Commissione Europea ha proposto di rafforzare le norme per prevenire e combattere la tratta di esseri umani. Si tratta com’è noto di un reato transfrontaliero che interessa tutti gli Stati membri. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni continua a rappresentare una grave minaccia nell'UE. Dal 2011 la direttiva anti-tratta (Direttiva 2011/36/UE del PE e del Consiglio, del 5 aprile 2011 , concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, e che sostituisce la decisione quadro del Consiglio 2002/629/GAI) costituisce la colonna portante dell'impegno dell'UE per prevenire e combattere la tratta di esseri umani. Ha fornito la base giuridica per una risposta decisa della giustizia penale e standard elevati di protezione e sostegno alle vittime. I recenti sviluppi rendono tuttavia necessario aggiornare il testo vigente. Ogni anno, infatti, nell'UE oltre 7000 persone sono oggetto di tratta di esseri umani, ma dato che molte vittime non vengono individuate il numero è verosimilmente molto più alto. Il costo annuo della tratta nell'UE ammonta a 2,7 miliardi di €. La maggior parte delle vittime sono donne e ragazze, ma è in aumento anche la percentuale di uomini, in particolare a causa dello sfruttamento della manodopera.
Negli ultimi anni le forme di sfruttamento si sono evolute e il reato assume sempre più una dimensione online. Il fenomeno richiede un nuovo intervento a livello dell'UE, dato che i trafficanti hanno l'opportunità di reclutare, controllare, trasportare e sfruttare le vittime, trasferire i profitti e raggiungere gli utenti dentro e fuori l'UE.
Le norme aggiornate proposte dalla Commissione europea sono volte a dotare le autorità di contrasto e giudiziarie di strumenti più solidi per indagare e perseguire le nuove forme di sfruttamento, per esempio garantendo che l'uso consapevole dei servizi forniti dalle vittime della tratta costituisca un reato.
Il progetto normativo prevede sanzioni obbligatorie nei confronti delle imprese e non più solo delle singole persone per i reati di tratta. Mira inoltre a migliorare le procedure per l'identificazione precoce e il sostegno alle vittime negli Stati membri, in particolare attraverso la creazione di un meccanismo europeo di indirizzamento. In particolare, le norme aggiornate comprendono:
- l'inserimento dei matrimoni forzati e delle adozioni illegali tra i tipi di sfruttamento che rientrano nella definizione della direttiva. Gli Stati membri dovranno quindi qualificare tali condotte come tratta di esseri umani nel diritto penale nazionale;
- un riferimento esplicito ai reati di tratta di esseri umani commessi attraverso le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, compresi internet e i social media o agevolati da esse;
- sanzioni obbligatorie per le persone giuridiche ritenute responsabili di reati connessi alla tratta. Tra le possibili sanzioni vi sono l'esclusione dai benefici pubblici o la chiusura temporanea o definitiva delle strutture in cui si è verificato il reato;
- meccanismi nazionali ufficiali di indirizzamento per migliorare l'individuazione precoce delle vittime e l'orientamento delle stesse verso i servizi di assistenza e sostegno, meccanismi che creeranno le basi per un meccanismo europeo di indirizzamento mediante la nomina di punti nevralgici nazionali;
- una spinta verso la riduzione della domanda, che si otterrà riconoscendo come reato l'utilizzo consapevole di servizi forniti da vittime della tratta di esseri umani;
- una raccolta annuale a livello UE di dati sulla tratta di esseri umani, che sarà poi pubblicata da Eurostat.
Cei: domani preghiera per la pace a Bari
20 Dicembre 2022 - Roma - Si terrà domani, 21 dicembre, nella Basilica di San Nicola a Bari, la Veglia di preghiera per la pace promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana e dalla diocesi di Bari-Bitonto. A pochi giorni dalla Solennità del Natale, mentre nel cuore dell’Europa la guerra continua a seminare distruzione e morte, la Chiesa in Italia – unita a tutti i cristiani di Ucraina e Russia - invocherà il dono della pace sulla tomba di San Nicola, venerato sia dai Cattolici sia dagli Ortodossi. La Veglia, che sarà guidata dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, inizierà alle ore 18.30. Saranno presenti mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio e vice Presidente della Cei, mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, i vescovi della Puglia. A loro si uniranno anche i delegati della Conferenza Episcopale della Chiesa romano cattolica in Ucraina, della Chiesa greco-cattolica in Ucraina e dell’Esarcato apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia. Parteciperanno alla preghiera anche i fratelli delle Chiese ortodosse presenti stabilmente nella città di Bari. Prima della veglia, alle 17.30 sono previsti i saluti istituzionali del card. Zuppi, di mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, di padre Giovanni Distante, Priore della Basilica di San Nicola, di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, di Antonio Decaro, Sindaco di Bari, e di Isabella Rauti, Sottosegretario di Stato per la difesa che parteciperà all’iniziativa in rappresentanza del Governo.
Istat: spesso nomi italiani per cittadini rumeni e albanesi
20 Dicembre 2022 - Roma - Si chiamano prevalentemente Adam, Rayan e Amir, ma anche Leonardo, Matteo, Luca, Mattia e Alessandro i bambini stranieri nati da genitori residenti nel nostro Paese da quanto emergedal Report "Natalità e fecondità" dell'Istat. Anche per le bambine straniere il primato spetta a Sofia, come per la totalità delle nate residenti, seguito da Sara, Amira, Emma, Aurora e Emily. Rispetto alla graduatoria generale, in quella dei nomi dei nati stranieri la variabilità è maggiore: i primi trenta nomi maschili e femminili coprono quasi il 14% del totale dei nomi dei nati stranieri.
Le preferenze dei genitori stranieri si differenziano a seconda della cittadinanza. Considerando le quattro cittadinanze per maggior numero di nati da genitori entrambi stranieri, la tendenza a scegliere per i propri figli un nome diffuso nel paese ospitante è più spiccata per la comunità rumena. Infatti, i nomi più frequenti tra i nati rumeni sono David, Leonardo, Luca, Matteo e Gabriel; per le bambine figurano Sofia, Emma e Sofia Maria, Maria, Melissa, Eva Maria e Giulia. La stessa tendenza si osserva nella scelta dei nomi dei bambini albanesi: si chiamano prevalentemente Aron e Liam, ma anche Enea, Leonardo e Noel mentre le bambine Emily, Aurora, Ambra, Chloe e
Emma. Un comportamento opposto - rileva l'Istat - si riscontra per i genitori del Marocco e del Bangladesh, che prediligono per i loro figli nomi legati alle tradizioni del loro paese d’origine. I bambini maschi marocchini si chiamano soprattutto Adam, Amir, Rayan, Youssef e Jad; le bambine marocchine Amira, Jannat, Nour, Sara e Lina.
I genitori del Bangladesh scelgono per i loro figli maschi soprattutto Abdullah, Anas, Arham e Ayan, Safwan e Zayan e Ayman; per le bambine Fatima e Sara, Ayesha, Maryam, Fatiha, Anaya e Raisa.
Le preferenze dei genitori stranieri si differenziano a seconda della cittadinanza. Considerando le quattro cittadinanze per maggior numero di nati da genitori entrambi stranieri, la tendenza a scegliere per i propri figli un nome diffuso nel paese ospitante è più spiccata per la comunità rumena. Infatti, i nomi più frequenti tra i nati rumeni sono David, Leonardo, Luca, Matteo e Gabriel; per le bambine figurano Sofia, Emma e Sofia Maria, Maria, Melissa, Eva Maria e Giulia. La stessa tendenza si osserva nella scelta dei nomi dei bambini albanesi: si chiamano prevalentemente Aron e Liam, ma anche Enea, Leonardo e Noel mentre le bambine Emily, Aurora, Ambra, Chloe e
Emma. Un comportamento opposto - rileva l'Istat - si riscontra per i genitori del Marocco e del Bangladesh, che prediligono per i loro figli nomi legati alle tradizioni del loro paese d’origine. I bambini maschi marocchini si chiamano soprattutto Adam, Amir, Rayan, Youssef e Jad; le bambine marocchine Amira, Jannat, Nour, Sara e Lina.
I genitori del Bangladesh scelgono per i loro figli maschi soprattutto Abdullah, Anas, Arham e Ayan, Safwan e Zayan e Ayman; per le bambine Fatima e Sara, Ayesha, Maryam, Fatiha, Anaya e Raisa.
Istat: genitori entrambi stranieri per più di un nato su cinque al Nord
20 Dicembre 2022 - Roma - L’incidenza delle nascite da genitori entrambi stranieri sul totale dei nati in Italia è "notoriamente" molto più elevata nelle regioni del Nord (20,6% nel Nord-est, 20,1% nel Nord-ovest) dove la presenza straniera è più stabile e radicata e, in misura minore, in quelle del Centro (15,9%); nel Mezzogiorno l’incidenza è molto inferiore (5,6% al Sud e 5,2% nelle Isole). Il dato è evidenziato nel Report "Natalità e fecondità" dell'Istat. A livello Italia è il 14,2%, pari a quello del Lazio. Nel 2021 è di cittadinanza straniera quasi un nato su quattro in Emilia-Romagna (24%), il 20,9% in Liguria, il 20,6% in Lombardia e più o meno un nato su cinque in Veneto, Toscana e Piemonte. Al
Centro sono il 15,9% mentre nel Mezzogiorno la percentuale è decisamente più contenuta in quasi tutte le regioni (il minimo si registra in Sardegna 4,4%), con l’eccezione dell’Abruzzo (9,2%).
L’impatto dei comportamenti procreativi dei cittadini stranieri è più evidente se si estende l’analisi al complesso dei nati con almeno un genitore straniero, ottenuti sommando ai nati stranieri le nascite di bambini italiani nell’ambito di coppie miste. La geografia - spiega l'Istituto di statistica - è analoga a quella delle nascite da genitori
entrambi stranieri ma con intensità più elevate: in media nel 2021 ha almeno un genitore straniero il 30,1% dei nati al Nord e il 23,8% al Centro; al Sud e nelle Isole le percentuali scendono a 9,2% e 8,6%.
Considerando la cittadinanza delle madri al primo posto si confermano i nati da donne rumene (13.611 nati nel 2021), seguono quelli da donne marocchine (9.559) e albanesi (8.680); queste cittadinanze coprono il 41,1% delle nascite da madri straniere residenti in Italia. La propensione a formare una famiglia con figli tra concittadini (omogamia) è alta nelle comunità asiatiche e africane.
Centro sono il 15,9% mentre nel Mezzogiorno la percentuale è decisamente più contenuta in quasi tutte le regioni (il minimo si registra in Sardegna 4,4%), con l’eccezione dell’Abruzzo (9,2%).
L’impatto dei comportamenti procreativi dei cittadini stranieri è più evidente se si estende l’analisi al complesso dei nati con almeno un genitore straniero, ottenuti sommando ai nati stranieri le nascite di bambini italiani nell’ambito di coppie miste. La geografia - spiega l'Istituto di statistica - è analoga a quella delle nascite da genitori
entrambi stranieri ma con intensità più elevate: in media nel 2021 ha almeno un genitore straniero il 30,1% dei nati al Nord e il 23,8% al Centro; al Sud e nelle Isole le percentuali scendono a 9,2% e 8,6%.
Considerando la cittadinanza delle madri al primo posto si confermano i nati da donne rumene (13.611 nati nel 2021), seguono quelli da donne marocchine (9.559) e albanesi (8.680); queste cittadinanze coprono il 41,1% delle nascite da madri straniere residenti in Italia. La propensione a formare una famiglia con figli tra concittadini (omogamia) è alta nelle comunità asiatiche e africane.
Istat: si riduce il contributo alla natalità dei cittadini stranieri
20 Dicembre 2022 - Roma - Dal 2012 al 2021 diminuiscono, in Italia, i nati con almeno un genitore straniero (21.461 in meno) che, con 85.878 unità, costituiscono il 21,5% del totale dei nati. Lo evidenzia l’Istat nel rapporto “Natalità e Fecondità”.
“Le boomers straniere, che hanno fatto il loro ingresso regolarmente come immigrate o sono ‘emerse’
o sono stare ‘ricongiunte’ a seguito delle regolarizzazioni di inizio secolo – spiega l’Istituto di statistica italiana - hanno realizzato nei dieci anni successivi buona parte dei loro progetti riproduttivi nel nostro Paese, contribuendo in modo importante all’aumento delle nascite e della fecondità di periodo”. Ma le cittadine straniere residenti, che finora hanno parzialmente riempito i “vuoti” di popolazione femminile ravvisabili nella struttura per età delle donne italiane, stanno a loro volta invecchiando. Secondo l’Istat i nati da genitori entrambi stranieri, scesi sotto i 70 mila nel 2016, continuano a diminuire nel 2021 attestandosi a 56.926 (quasi 23 mila in meno rispetto al 2012), anche per effetto delle dinamiche migratorie nell’ultimo decennio, e costituiscono il 14,2% del totale dei nati.
I nati in coppia mista, passati da 27.445 del 2012 a 28.952 del 2021, presentano un andamento
oscillante. Il crescente grado di “maturità” dell’immigrazione nel nostro Paese – scrive l’Istat - testimoniato anche dal notevole aumento delle acquisizioni di cittadinanza italiana, rende però sempre più complesso misurare comportamenti familiari dei cittadini di origine straniera. Si riscontra, infatti, un numero rilevante di acquisizioni di cittadinanza proprio da parte di quelle collettività che contribuiscono in modo più cospicuo alla natalità della popolazione residente.
Nel 2021 hanno acquisito la cittadinanza italiana 121.457 stranieri. Le donne sono 61.544, il 50,7% del totale e, di queste, il 57,9% ha un’età compresa tra 15 e 49 anni. Le donne albanesi divenute italiane nel 2021 sono oltre 11 mila, il 17,9% del totale; quelle marocchine circa 8.200 (13,3%) e quelle di origine rumena poco meno di 5.600 (9,1%). Nel complesso, queste collettività rappresentano oltre il 40% delle acquisizioni di cittadinanza da parte di donne straniere, con quote in età feconda rispettivamente pari a 59,5%, 52,1% e 64,0%”.
Card. Lojudice: sostegno ai più piccoli fragili e fuggiti dai loro Paesi
20 Dicembre 2022 - Siena - “In questo dicembre 2022 è facile prepararsi per la nostra diocesi alla ‘Venuta del Signore’… Abbiamo la gioia di aver avuto due doni bellissimi: due famiglie siriane che grazie ai corridoi umanitari sono arrivate da noi proprio nella prima settimana di Avvento. Vengono da due campi profughi in Libano, campi dove i loro bambini non potevano essere curati (due dei loro figli hanno patologie importanti) , non potevano studiare e neppure i loro genitori lo hanno potuto fare perché hanno trascorso la vita spostandosi di continuo, fuggendo da missili e bombe”. Lo afferma il card. Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino, il quale, in occasione del Natale 2022 lancia un appello a tutta la cittadinanza per un Avvento del Signore diverso che abbia come obiettivo quello del sostegno ai più piccoli fragili e fuggiti dai loro Paesi.
“Ora sono da noi e speriamo di aiutarli a trovare un po’ di pace, serenità, cura… – prosegue il porporato -. Ma oltre a loro, molti minori in questo momento sono seguiti dalla nostra diocesi: bambini e bambine ucraini in fuga dalla guerra, o che hanno perso all’improvviso un genitore e si sono trovati senza sostentamento, o che hanno i genitori senza permesso di soggiorno, o che hanno il frigo vuoto con niente da mangiare…”. Da qui l’invito: “Celebriamo allora la nascita di Gesù stringendoci intorno a loro. Hanno bisogno di affetto, cure, attenzioni, preghiere. Abbiamo predisposto piccole iniziative con Babbo natale per i bambini ucraini e siriani che sono ospiti da noi, un dono da far pervenire a tutte le famiglie dove c’è un bambino, una celebrazione eucaristica per tutti volontari impegnati in modo associato o singolo nel servizio agli altri, perché anche chi aiuta ha bisogno di essere sostenuto”.
Il cardinale conclude ricordando: “Non mancherà il pranzo natalizio per tutti coloro che saranno presenti alla Mensa di San Girolamo con le Suore Vincenziane e i volontari che li accoglieranno con gioia, amore e un bel panettone!”.
Spagna: “sei morti al giorno, le coste spagnole un miraggio”
20 Dicembre 2022 - Roma - Non sono numeri ma vite, e anche solo tenere il conto delle migliaia ingoiate dal Mediterraneo vuole essere un atto di riparazione. Dal 2018 sono state 11.286 le persone migranti morte nel tentativo di raggiungere le coste spagnole, una media di sei al giorno, secondo il dossier sulle “Vittime della Necrofrontiera”, realizzato dalla Ong
Caminando Fronteras, incrociando i dati dell’Osservatorio di Diritti Umani con quelli delle organizzazioni che lavorano con i migranti e le segnalazioni di scomparsi delle
famiglie d’origine giunte al telefono attivato dal 2007. Nel drammatico bilancio, 1.272 delle vittime erano donne e 377 bambini. Almeno 241 le imbarcazioni di cui si sono perse le tracce sulle diverse rotte migratorie della frontiera occidentale euro-africana fra la Spagna e il sud del Senegal. Quella verso le Canarie resta la più mortale, con 7.692
morti, seguita da quelle dall’Algeria (1.526), o verso il mare di Alborán (1.493) e da quella attraverso lo Stretto di Gibilterra (528 vittime). «Il cambio di contesto costringe sempre più i migranti a percorrere le vie più pericolose per arrivare in Europa» ha denunciato la coordinatrice della Ong Helena Maleno. Fra «i fattori strutturali» che
aggravano la strage, ha enumerato «la mancata attivazione delle missioni di ricerca e riscatto», «l’assenza di collaborazione fra Paesi in difesa della vita», ma soprattutto
«le politiche di dissuasione implementate dagli Stati dal 2020», fino alle pessime condizioni delle imbarcazioni sulle quali i migranti affrontano le traversate sempre più lunghe e difficili. (P.D.V. - Avvenire)
Caminando Fronteras, incrociando i dati dell’Osservatorio di Diritti Umani con quelli delle organizzazioni che lavorano con i migranti e le segnalazioni di scomparsi delle
famiglie d’origine giunte al telefono attivato dal 2007. Nel drammatico bilancio, 1.272 delle vittime erano donne e 377 bambini. Almeno 241 le imbarcazioni di cui si sono perse le tracce sulle diverse rotte migratorie della frontiera occidentale euro-africana fra la Spagna e il sud del Senegal. Quella verso le Canarie resta la più mortale, con 7.692
morti, seguita da quelle dall’Algeria (1.526), o verso il mare di Alborán (1.493) e da quella attraverso lo Stretto di Gibilterra (528 vittime). «Il cambio di contesto costringe sempre più i migranti a percorrere le vie più pericolose per arrivare in Europa» ha denunciato la coordinatrice della Ong Helena Maleno. Fra «i fattori strutturali» che
aggravano la strage, ha enumerato «la mancata attivazione delle missioni di ricerca e riscatto», «l’assenza di collaborazione fra Paesi in difesa della vita», ma soprattutto
«le politiche di dissuasione implementate dagli Stati dal 2020», fino alle pessime condizioni delle imbarcazioni sulle quali i migranti affrontano le traversate sempre più lunghe e difficili. (P.D.V. - Avvenire)