Primo Piano

Mons. Battaglia: i poveri ci salvano, ci insegnano ad amare

9 Febbraio 2023 -

Napoli - Centosette migranti a bordo, tra cui ventidue non accompagnati, sono giunti nel porto di Napolin nei giorni scorsi,  a bordo della nave Sea-Eye 4: a loro si rivolge l’arcivescovo della diocesi partenopea, mons. Mimmo Battaglia, nel giorno in cui celebra il suo trentacinquesimo anniversario di sacerdozio. Compie un pellegrinaggio nei luoghi della sofferenza, Battaglia, per chinarsi «sulle ferite dei piccoli, allo stesso modo di come – sottolinea – il Signore si china sulle mie». Nel raccontare di essersi recato in preghiera dalle suore Sacramentine (la cui chiesa è nei pressi dell’episcopio e dove è sua consuetudine recarsi ogni mattina per la preghiera), l’arcivescovo ringrazia il «Maestro che trasforma il pane in suo corpo, il vino in suo sangue, fino a donarsi senza riserve come cibo, nutrimento, viatico chiedendo a me, a voi fratelli e sorelle, di fare lo stesso con la nostra vita».  Così mons. Battaglia, nel giorno del suo anniversario, si è messo in cammino per arrivare al mare e incontrare «un gruppo di Samaritani, esperti nel cavalcare le onde del Mediterraneo come quelle della sofferenza umana». «Mi sono accorto – spiega il presule – di non aver interrotto l’adorazione e che il Cristo che mi parlava dall’Eucaristia era lo stesso che, attraverso quei volti, sofferenti che chiedevano giustizia e pace, mi parlava al cuore, chiedendomi ancora una volta: ama e fallo in memoria di me». Per Battaglia sono questi «i poveri che ci salvano, che ci offrono l’opportunità di amare fino in fondo e gratuitamente, il loro volto ci chiede di “restare umani”, diseppellendo la nostra umanità dai detriti dell’egoismo». «Ci salvano i 107 fratelli e sorelle – scrive nella lettera a loro indirizzata – che sono arrivati a Napoli con la nave Sea-Eye 4 e noi faremo memoria di Lui lasciandoci salvare e accogliendoli». L’arcivescovo, che nel pomeriggio di lunedì li ha accolti al Molo 21, ha anche benedetto le salme di due persone che non sono sopravvissute al naufragio, una delle quali era la madre di un bambino di 10 mesi. Ai bambini, in particolare, si rivolge Battaglia nella lettera e dice: «Quando un bambino in braccio a sua madre mi ha dato la mano nel tentativo di afferrare la mia mi è parso di ascoltare nel cuore la voce del Signore: “non sarai solo, ti darò io stesso una mano attraverso i piccoli e i poveri, gli emarginati e gli esclusi che incontrerai sul tuo cammino”». E poi dedica un pensiero alla donna che, piangendo, ha baciato la terra, appena scesa dalla nave: «La terra che per lei aveva il sapore della speranza e noi faremo memoria di Lui se la speranza pervaderà davvero e fino in fondo la nostra vita, condividendola con coloro a cui l’indifferenza umana l’ha sottratta». Nel giorno in cui Battaglia ricorda il sacerdozio, un impegno per la Chiesa diocesana: «Per fare fino in fondo in sua memoria – dice – non ho altra strada che farmi casa accogliente, insieme alla Chiesa napoletana che il Signore mi ha affidato, città ospitale, voce disposta a gridare nel deserto dell’indifferenza il dovere dell’accoglienza, il sacramento dell’ospitalità». (Rosanna Borzillo)

Migrantes Andria: domani una giornata contro la tratta delle persone

9 Febbraio 2023 - Andria - La 9a Giornata Mondiale di Riflessione contro la Tratta di Persone si è celebrata ieri 8 febbraio 2023. “Camminare per la Dignità”: è il tema scelto quest’anno da un gruppo internazionale di giovani impegnati nella lotta alla tratta con l’intento di invitare le persone di buona volontà a camminare a fianco delle vittime e dei sopravvissuti della tratta, in particolare delle popolazioni migranti, pellegrini della dignità umana e della speranza. Giovani, adulti e bambini, persone di diverse tradizioni culturali e religiose. Solo insieme, come comunità, potremo porre fine a questo flagello della tratta. Custodire la dignità di ogni persona, è possibile solo se sappiamo custodire la pace e l’ambiente naturale”, ha dichiarato Sister Abby Avelino, coordinatrice della giornata. La scelta dell’8 febbraio non è casuale: è il giorno in cui ricorre la memoria liturgica di san Bakhita, suora canossiana di origine sudanese, divenuta simbolo universale dell’impegno della Chiesa contro la tratta. Chi era Santa Bakhita? Esistono vite la cui storia è un inno alla speranza che consola. Tra di esse c'è quella di Santa Giuseppina Bakhita, suora canossiana nata nel 1868 in Darfur e morta a Schio (Vicenza) nel 1947. I primi anni della sua esistenza furono segnati dalla schiavitù: tra il 1877 e il 1882 passò da un padrone all'altro, subendo atroci sofferenze. Venne poi comprata dal console italiano di Karthoum, Callisto Legnani che, una volta tornato in Italia, la affidò a una famiglia di amici di Mirano (Venezia) e divenne la bambinaia della figlia Alice. Per un periodo venne quindi inviata assieme alla bimba nel collegio retto dalle Canossiane a Venezia. Qui conobbe Cristo e trovò la vocazione: nel 1890 ricevette il Battesimo e nel 1896 emise i voti. Da religiosa a Schio, poi, fu per 50 anni un esempio di santità. L’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria, in collaborazione con la Comunità Migrantesliberi e l’Ass. Culturale il Nocciolo, ha organizzato per domani, venerdì 10 febbraio 2023, presso l'Auditorium Baglioni ad Andria, alle ore 21:00, lo spettacolo "Welcome" di e con Beppe Casales: «"Welcome" uno spettacolo sulle migrazioni umane. Quello che ha prodotto la guerra in Siria è stato definito il più grande movimento migratorio dopo la Seconda Guerra Mondiale. Io penso che il teatro non possa non raccontarlo. Parto da Idomeni, un luogo diventato il simbolo di quello che sta succedendo da qualche anno in Europa: un movimento di uomini donne e bambini che nel cercare pace trovano un muro, un confine chiuso. Parto da Idomeni perché è stato il più grande campo profughi d’Europa. È stato la vergogna dell’Europa. Uno schiaffo alla dignità dell’uomo». Lo spettacolo ha il patrocinio di Amnesty International Italia. (don Geremia Acri, Ufficio Migrantes Andria)         La 9a Giornata Mondiale di Riflessione contro la Tratta di Persone si celebrerà mercoledì 8 febbraio 2023. “Camminare per la Dignità”: è il tema scelto quest’anno da un gruppo internazionale di giovani impegnati nella lotta alla tratta con l’intento di invitare le persone di buona volontà a camminare a fianco delle vittime e dei sopravvissuti della tratta, in particolare delle popolazioni migranti, pellegrini della dignità umana e della speranza.  Giovani, adulti e bambini, persone di diverse tradizioni culturali e religiose. Solo insieme, come comunità, potremo porre fine a questo flagello della tratta. Custodire la dignità di ogni persona, è possibile solo se sappiamo custodire la pace e l’ambiente naturale.” Ha dichiarato Sister Abby Avelino, MM, coordinatrice della giornata. La scelta dell’8 febbraio non è casuale: è il giorno in cui ricorre la memoria liturgica di san Bakhita, suora canossiana di origine sudanese, divenuta simbolo universale dell’impegno della Chiesa contro la tratta. Chi era Santa Bakhita? Esistono vite la cui storia è un inno alla speranza che consola. Tra di esse c'è quella di Santa Giuseppina Bakhita, suora canossiana nata nel 1868 in Darfur e morta a Schio (Vicenza) nel 1947. I primi anni della sua esistenza furono segnati dalla schiavitù: tra il 1877 e il 1882 passò da un padrone all'altro, subendo atroci sofferenze. Venne poi comprata dal console italiano di Karthoum, Callisto Legnani che, una volta tornato in Italia, la affidò a una famiglia di amici di Mirano (Venezia) e divenne la bambinaia della figlia Alice. Per un periodo venne quindi inviata assieme alla bimba nel collegio retto dalle Canossiane a Venezia. Qui conobbe Cristo e trovò la vocazione: nel 1890 ricevette il Battesimo e nel 1896 emise i voti. Da religiosa a Schio, poi, fu per 50 anni un esempio di santità. L’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria, in collaborazione con la Comunità Migrantesliberi e l’Ass. Culturale il Nocciolo, ha organizzato per venerdì 10 febbraio 2023, presso l'Auditorium Baglioni in Via Monte Bianco 30 ad Andria, alle ore 21:00, lo spettacolo "Welcome" di e con Beppe Casales: «"Welcome" uno spettacolo sulle migrazioni umane. Quello che ha prodotto la guerra in Siria è stato definito il più grande movimento migratorio dopo la Seconda Guerra Mondiale. Io penso che il teatro non possa non raccontarlo. Parto da Idomeni, un luogo diventato il simbolo di quello che sta succedendo da qualche anno in Europa: un movimento di uomini donne e bambini che nel cercare pace trovano un muro, un confine chiuso. Parto da Idomeni perché è stato il più grande campo profughi d’Europa. È stato la vergogna dell’Europa. Uno schiaffo alla dignità dell’uomo». Lo spettacolo ha il patrocinio di Amnesty International Italia. d.Geremia Acri, Ufficio Migrantes    

Mons. Perego: la pastorale interculturale ha al “centro l’unità dell’annuncio del Vangelo”

9 Febbraio 2023 - Capiago - Secondo un documento della Chiesa Svizzera il 40% dei cattolici residenti nel paese elvetico proviene da un contesto migratorio. Questo contesto dice “l’urgenza di una pastorale interculturale” e porta anche a “valutare esperienze di vita presbiterale comunitarie diverse da quelle dei religiosi, come già in alcuni periodi della storia, una valorizzazione dei diversi ministeri (lettorato, accolitato, catechista), che assume anche il ruolo di ‘referente pastorale’, costruendo una sola programmazione e formazione pastorale che in Svizzera, diversamente dall’Italia, distingue la parte economica – gestita da un organismo sinodale – dalla parte pastorale”. Lo ha detto ieri il presidente della Fondazione Migrantes, l’arcivescovo mons. Gian Carlo Perego, intervenendo al seminario di aggiornamento delle Missioni Cattoliche di Lingua Italiana in Svizzera in corso, fino ad oggi, a Capiago. Per mons. Perego in questo modello è “facilitato anche il passaggio da un ascolto e annuncio della fede in una lingua a un’ altra lingua, a seconda delle persone:  per un bambino  questo passaggio potrebbe avvenire più velocemente, anche grazie alla scuola, per un adulto, con il lavoro, per un anziano più difficilmente o non avverrà mai, senza alcun dramma. L’importante è che le persone rimangano al centro dell’annuncio cristiano, della nuova evangelizzazione”. Nel suo intervento il presidente di Migrantes ha evidenziato che la pastorale interculturale ha al “centro l’unità dell’annuncio del Vangelo” e la Chiesa è “la garante di questa unità dell’annuncio del Vangelo”. Ecco perché occorre lavorare per “mettere in comune in un territorio, decanale o cantonale, una comunità pastorale che traduca le note dell’unità – unica programmazione – della cattolicità – un solo Vangelo annunciato e celebrato in lingue diverse, nell’unica o nelle diverse chiese di una comunità pastorale – della santità – che valorizzi la ministerialità, gli stili di vita di sacerdoti, laici e religiosi di lingue diverse – e dell’apostolicità – in comunione con il Papa e i Vescovi”. (Raffaele Iaria)

Insieme, per non cadere nella trappola della Rete

9 Febbraio 2023 - Roma - Abbiamo appena celebrato il 20° Safer Internet Day, la giornata mondiale per la sicurezza in Rete, appuntamento di riferimento per tutti gli operatori del settore, le istituzioni e le organizzazioni della società civile. L’evento, istituito e promosso dalla Commissione Europea, ha avuto come tema di fondo: “Together for a better Internet” (Insieme per un Internet migliore). Ogni giornata internazionale, oltre a segnare una tappa di calendario, rinnova l’invito all’impegno quotidiano fino alla celebrazione successiva per tracciare una sorta di bilancio. Quale può essere l’azione concreta di ciascuno perché la Rete non diventi trappola? La risposta è in quell’“insieme” che richiama un patto condiviso. In una società in continua trasformazione, infatti, non si può ragionare a compartimenti stagni, ma occorre lavorare in modo sinergico, così da migliorare l’efficacia di ogni singola azione. “Insieme” è la parola chiave, nella consapevolezza che la costruzione di un Internet migliore chiama in causa tutti. (Vincenzo Corrado)

Papa Francesco: “La tratta di persone sfigura la dignità”

9 Febbraio 2023 - Città del Vaticano - «La tratta di persone sfigura la dignità». Con queste parole, ieri, papa Francesco si è rivolto, con un videomessaggio, ai partecipanti al Pellegrinaggio di preghiera online svoltosi in occasione della 9ª Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone che si è celebrata ieri. «Lo sfruttamento e l’assoggettamento limitano la libertà e rendono le persone oggetti da usare e scartare. E il sistema della tratta approfitta di ingiustizie e iniquità che obbligano milioni di persone a vivere in condizioni di vulnerabilità» ha sottolineato il Pontefice. Secondo Bergoglio, «le persone impoverite dalla crisi economica, dalle guerre, dai cambiamenti climatici e da tanta instabilità sono facilmente reclutate. La tratta purtroppo cresce in misura preoccupante, colpendo soprattutto i migranti, donne e bambini, giovani come voi, persone ricche di sogni e voglia di vivere in dignità». Da parte sua, la Chiesa invita a camminare insieme a chi è distrutto dalla violenza dello sfruttamento sessuale e lavorativo. In concreto, secondo le parole del Papa, questo significa «camminare insieme ai migranti, agli sfollati, a chi è in ricerca di un luogo dove vivere in pace e in famiglia. Insieme a voi giovani, per riaffermare con coraggio il valore della dignità umana». I destinatari del messaggio del Papa sono state proprio le nuove generazioni. «Non stancatevi - ha detto Francesco - di cercare strade per trasformare le nostre società e prevenire questa piaga vergognosa che è la tratta di persone».  

Ultimatum e barriere: il summit sui migranti inizia in salita

9 Febbraio 2023 -

Milano - Nuovi muri e barriere “fisiche” finanziate con i fondi dell’Unione europea: lo continuano a ripetere come un mantra alcuni Paesi (in particolare gli otto che hanno scritto una lettera informale alla Commissione e al Consiglio Ue in vista del vertice che si terrà oggi a Bruxelles). Rischia così di cadere nel vuoto l’appello lanciato alla vigilia del summit dei 27 da Dunja Mijatovic, commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, che chiede ai leader che partecipano al Consiglio europeo straordinario «di usare questa opportunità per esprimere un chiaro impegno a porre fine alle violazioni dei diritti umani». Intanto, fonti da Bruxelles confermano che «è probabile che il dossier del finanziamento dei muri sia sul tavolo del summit europeo». Dal Consiglio infatti è stato già chiarito che è possibile usare finanziamenti europei per le barriere se è previsto un punto di ingresso. «La questione va chiarita dal punto di vista politico». E il punto di vista politico lo chiarisce subito, senza perdere tempo, oltre all’ungherese Viktor Orbán, anche il cancelliere austriaco.

Karl Nehammer si dice pronto a bloccare le conclusioni del Consiglio Europeo, se non verranno raggiunti accordi concreti per contrastare le migrazioni irregolari. Le parole non bastano, dice in un’intervista pubblicata ieri al quotidiano tedesco Die Welt , chiedendo un impegno «chiaro e inequivoco» per rafforzare la protezione dei confini esterni dell’Ue e l’uso di fondi comunitari allo scopo. In gennaio Nehammer aveva chiesto di usare 2 miliardi di euro del bilancio Ue per ampliare la barriera esistente al confine tra Bulgaria e Turchia. Nell’ottobre 2021, 12 Paesi Ue, tra cui Austria, Polonia e Ungheria, hanno chiesto alla Commissione Europea di finanziare la costruzione di barriere fisiche usando risorse tratte dal bilancio Ue. La Commissione e alcuni altri Paesi membri, tra cui la Germania, sono contrari. In vista del vertice che inizierà oggi, l’Austria e altri sette Paesi (Danimarca, Estonia, Lituania, Lettonia, Malta, Grecia e Slovacchia) hanno inviato una lettera ai presidenti della Commissione e del Consiglio Europeo per esercitare pressioni per aumentare il contrasto all’immigrazione illegale. Nella lettera si afferma che l’attuale sistema di asilo è fallito e avvantaggia principalmente i trafficanti. È molto probabile quindi che nelle conclusioni del vertice straordinario sia inserita una “formulazione specifica” da adottare. Intanto anche dalla Germania (primo Paese europeo per numero di richiedenti accolti in rapporto alla popolazione) ieri ha messo le mani avanti: «Chi non riceve il diritto di restare, deve lasciare di nuovo la Germania» ha detto in parlamento il cancelliere Olaf Scholz, parlando di immigrazione. Scholz ha citato l’idea di collegare l’immigrazione legale alla disponibilità dei Paesi a riprendere i richiedenti asilo invece respinti, sottolineando quanto sia importante un’immigrazione professionale in Germania.

I leader europei discuteranno della protezione dei confini con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione con i Paesi terzi di origine e transito in materia di rimpatri e riammissione dei migranti, attraverso un sistema di incentivi che faccia leva ad esempio sui visti come un mezzo per imporre ai Paesi d’origine di accettare più rimpatri. Rimpatri che, secondo la commissaria Mi-jatovic, rischiano di essere dei veri e propri «respingimenti su larga scala e spesso violenti». Come ad esempio , al negato accesso alle procedure di asilo o «all’intercettazione di persone in mare e del loro ritorno in condizioni di orribile abuso». La commissaria chiede quindi l’impegno a mettere fine al sostegno alle pratiche di controllo della migrazione degli Stati membri o dei paesi terzi che violano i diritti umani e a rafforzare i meccanismi di trasparenza e responsabilità. L’ Alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, invita i leader europei a «riaffermare la solidarietà e il sostegno a tutti i rifugiati», attuando il Nuovo Patto. ((D. Fas. - Avvenire)

Lettera Mondo: un progetto Migrantes

8 Febbraio 2023 - Roma - Il progetto “LetteraMondo: Popoli che si narrano“, dopo il successo riscosso nel biennio 2020-2022 grazie al coinvolgimento di otto comunità straniere residenti a Padova e ad una fitta rete di partner, torna per una nuova edizione nel 2023! Il filo rosso del progetto è stato il percorso di autonarrazione attraverso i libri, intrapreso dalle comunità straniere, grazie al quale la cittadinanza ha potuto scoprire la ricchezza interculturale di Padova attraverso libri, poesie, racconti ed un festival letterario.  Questa volta  a sostenere il progetto, promosso dall’Associazione Popoli Insieme, sarà la Fondazione Migrantes.  Protagoniste di questo anno di attività e iniziative saranno otto nuove comunità straniere residenti a Padova, con una particolare attenzione al coinvolgimento diretto delle persone con cui la Fondazione Migrantes lavora sul territorio. I membri delle comunità straniere saranno accompagnati in un percorso di autonarrazione attraverso i libri (e non solo) del proprio Paese d’origine, grazie al quale avranno l’opportunità di raccontarsi alla cittadinanza durante un festival letterario e culturale in occasione della Giornata del Migrante e del Rifugiato. In questo percorso saranno coinvolte anche alcune persone rifugiate accolte da Popoli Insieme, che avranno modo di apprendere e migliorare la loro conoscenza linguistica attraverso le opere di alcuni autori italiani.  

Papa Francesco: “la tratta cresce in misura preoccupante”

8 Febbraio 2023 -
Città del Vaticano - “La tratta purtroppo cresce in misura preoccupante, colpendo soprattutto i migranti, donne e bambini, giovani come voi, persone ricche di sogni e voglia di vivere in dignità”. A lanciare il grido d’allarme è il Papa, nel videomessaggio inviato ai partecipanti alla Maratona di preghiera online che si svolge in occasione della 9ª Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, che si celebra oggi sul tema: “Camminare per la Dignità”. “Mi rivolgo in modo particolare a voi giovani”, dice Francesco: “vi incoraggio a prendervi cura della dignità, vostra e di ogni persona che incontrate”. “Lo sappiamo, viviamo un tempo difficile – prosegue il Papa – ma è proprio in questa realtà che tutti noi, in particolare i giovani, siamo chiamati a unire le forze per tessere reti di bene, per diffondere la luce che viene da Cristo e dal suo Vangelo”. “La tratta di persone sfigura la dignità”, ribadisce Francesco: “Lo sfruttamento e l’assoggettamento limitano la libertà e rendono le persone oggetti da usare e scartare. E il sistema della tratta approfitta di ingiustizie e iniquità che obbligano milioni di persone a vivere in condizioni di vulnerabilità. Infatti le persone impoverite dalla crisi economica, dalle guerre, dai cambiamenti climatici e da tanta instabilità sono facilmente reclutate”.

Viminale: da inizio anno sbarcate 6.458 migranti sulle coste italiane

8 Febbraio 2023 -
Roma - Sono 6.458 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 938 sono di nazionalità ivoriana (14%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Guinea (763, 12%), Pakistan (422, 6%), Tunisia (372, 6%), Egitto (359, 6%), Afghanistan (334, 5%), Siria (255, 4%), Eritrea (236, 4%), Bangladesh (232, 4%), Camerun (219, 3%) a cui si aggiungono 2.328 persone (36%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

Assemblea Sinodale Continentale in Europa: il contributo delle Chiese in Italia

8 Febbraio 2023 -
Praga - È stato presentato a Praga, in occasione dell’Assemblea Sinodale europea, il contributo alla Tappa Continentale delle Chiese che sono in Italia. Il testo sintetizza quanto emerso dalla “fase di ascolto” avviata nelle comunità ecclesiali italiane con il Cammino sinodale, che ha visto coinvolte più di 500mila persone in 50mila gruppi e una rete di 400 referenti diocesani.
Nel sottolineare l’importanza dell’esperienza, che ha permesso di riscoprire la comune responsabilità nella missione della Chiesa e di ascoltare i lontani, il testo evidenzia la “forte convergenza” con le questioni rilevate dal Documento per la Tappa Continentale: “Ci sono rigidità da superare”, “si fa fatica a riconoscere i carismi per metterli in circolo” così come “a leggere insieme il tempo presente con le sue sfide, ad assumersi la responsabilità per il mondo”; occorre “riconoscere e accompagnare la religiosità popolare come patrimonio vivo delle nostre comunità, perché attraverso di essa risuoni nella vita di ogni giorno il Vangelo” ed infine appare urgente “non limitarsi a parlare dei giovani ma dare spazio e parola ad essi in un ascolto reale che li faccia sentire pienamente parte della Chiesa”.
L’ampio ascolto vissuto nel primo anno del processo sinodale ha sollecitato cioè la necessità di “ritrovare l’essenziale” per “andare verso una Chiesa più agile e più prossima, centrata sul Vangelo”. A partire da questa consapevolezza, il contributo italiano segnala alcune priorità per il prosieguo del cammino: la corresponsabilità (in una prospettiva non funzionalistica), la ministerialità della Chiesa e nella Chiesa, il compito e l’identità del presbitero, il ruolo delle donne, la qualità delle relazioni nella vita della Chiesa, il primato della Parola e la centralità dell’Eucaristia, l’educazione alla fede e la formazione vocazionale permanente, il dialogo con le culture.

Terremoto in Turchia e Siria: la vicinanza di papa Francesco

8 Febbraio 2023 - Città del Vaticano - “Sono vicino alle popolazioni della Turchia e della Siria, duramente colpite dal terremoto che ha causato migliaia di morti e di feriti”. Lo ha detto papa Francesco al termine dell’udienza, prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana. “Con commozione prego per loro – ha proseguito – ed esprimo la mia vicinanza a questi popoli, ai familiari delle vittime e a tutti coloro soffrono per questa devastante calamità. Ringrazio quanti si stanno impegnando a portare soccorso e incoraggio tutti alla solidarietà con quei territori, in parte già martoriati da una dura guerra”. “Preghiamo insieme perché possano andare avanti con questa tragedia, e chiediamo che la Madonna li protegga”, ha concluso Francesco prima di recitare l’Ave Maria.

L’impegno contro la tratta ha il volto di tanti giovani

8 Febbraio 2023 - Roma - Pellegrini di dignità e di speranza. Testimoni di quei volti solcati dalla sofferenza di diritti negati e “megafoni” di quelle voci spesso inascoltate. Sono i giovani impegnati nel contrasto alla tratta in ogni parte del mondo, quindici di loro in rappresentanza del network di associazioni che combatte la tratta coordinato da Talitha Kum (la rete internazionale anti-tratta che conta più 3mila suore, amici e partner) sono riuniti in preghiera e riflessione a Roma per una settimana di incontro e formazione sul- la tratta di esseri umani. Una settimana che si concluderà con un appello congiunto, con il quale si darà avvio al percorso di preparazione del decimo anniversario della Giornata mondiale di preghiera contro la tratta del 2024. L’iniziativa, coordinata da Talitha Kum, è promossa dalle Unioni delle Superiori e dei Superiori Generali, in partnership con il dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, il dicastero della Comunicazione, la Rete mondiale di Preghiera del Papa, Caritas Internationalis, CoatNet, il Movimento dei Focolari, il Jesuit Refugee Service, l’Unione internazionale delle Associazioni femminili cattoliche (Wucwo), The Clever Initiative, l’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, la Federazione internazionale Azione Cattolica, l’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (Agesci), il Santa Marta Group, ed ha il supporto del Global Solidarity Fund. “Camminare per la dignità”, questo invece il tema scelto per la nona Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone che si celebra oggi, quando si vivrà il momento centrale della settimana con il pellegrinaggio online, nel giorno in cui si ricorda Santa Bakhita, simbolo universale dell’impegno della Chiesa contro la tratta, che inizierà alle 9.30 e attraversando i diversi fusi orari coinvolgerà tutti i continenti. Si parte dall’Oceania, per poi arrivare in Asia, Medio Oriente, Africa, Europa, Sud America, e chiudere alle 16.30 nel Nord America. «Camminare per la dignità è il tema scelto da un gruppo di giovani di tutto il mondo con l’intento di invitare le persone di buona volontà a camminare a fianco delle vittime e sopravvissuti della tratta, in particolare delle popolazioni migranti, come pellegrini della dignità umana e della  speranza - sottolinea suor Abby Avelino, coordinatrice della giornata -. Giovani, adulti e bambini, persone di diverse tradizioni religiose, culture e generazioni. Solo insieme, come comunità, potremo porre fine a questo flagello della tratta. Custodire la dignità di ogni persona, è possibile solo se sappiamo custodire la pace e l’ambiente naturale». In ogni angolo del mondo. Da tutti i continenti, infatti, arrivano i quindici ragazzi che si stanno confrontando in questi giorni. Tra loro c’è Genc Gjoci del Mary Ward Loreto Foundation. Ha 29 anni e viene dall’Albania. «Sono un farmacista, ma ho scelto di occuparmi con la Fondazione delle donne vittime di tratta per passione, perché nel mio Paese ad esempio l’attenzione psicologica alle vittime non è ancora molto diffusa, e chi ne ha bisogno è visto come malato», racconta. L’essere riuniti con chi come lui si oc- cupa delle vittime «mi aiuta a non sentirmi solo, è una sorta di caricabatterie per me - dice - per affrontare le sfide quotidiane in un Paese, come l’Albania, ancora complesso per certi versi». Come Genc anche Elena Sofia Fanciulli di Caritas Internazionalis ha 29 anni. Per lei occuparsi di tratta significa «prendere parte ad un percorso per la libertà e la dignità di ogni essere umano. Essere qui a condividere idee e sguardi che già sono orientati nella stessa direzione, ci permettono insieme di guardare ancora più in là». Il lavoro di operatore, aggiunge, porta con sé anche la «consapevolezza e la testimonianza di chi non ha voce. Solo insieme possiamo fare la differenza, perché  incontrarsi a livello spirituale e politico permette di ragionare insieme sulle azioni internazionali, di conoscere le realtà locali e innescare il circuito del cambiamento». Felicia Kondwani Monjeza viene dal Malawio e rappresenta il Wucwo. Pur lavorando da tempo in questo ambito è ancora impressionata, ammette, «nel conoscere quante persone nel suo Paese sono ancora vittime di tratta. Per questo mi impegno a sostenere la rete per sensibilizzare e pregare per loro e per la fine della moderna schiavitù». Una esortazione che è risuonata forte lunedì scorso nella parrocchia di Santa Lucia, in zona Prati a Roma, nella veglia ecumenica. La stessa preghiera che venerdì alle 15.30, in via della Conciliazione, porterà il gruppo di danza “Evolution Company of the Holy Dance” e il gruppo di giovani rappresentanti internazionali a organizzare un flash- mob contro la tratta. La settimana si chiude domenica 12 febbraio con la partecipazione alla preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro. (Alessia Guerrieri - Avvenire)  

Giuseppina Bakhita: da vittima dei soprusi del mondo a testimone dell’Amore più grande

8 Febbraio 2023 - Milano - Violenza e riscatto, sofferenza e speranza, solitudine e comunità: l’avventura umana e spirituale di santa Giuseppina Bakhita, suora canossiana morta a Schio (Vicenza) nel 1947, è una di quelle vicende che ci dimostrano come il Vangelo riesca a mettere insieme gli opposti e tracciare così la via della pace. I primi anni della sua esi- stenza - era nata nel 1868 in Darfur - furono segnati dalla schiavitù: tra il 1877 e il 1882 passò da un padrone all’altro, tra atroci sofferenze e umiliazioni. Venne poi comprata dal console italiano di Karthoum, Callisto Legnani, che, una volta tornata in Italia la affidò a una famiglia di amici di Mirano (Venezia), i Michieli. Divenuta la bambinaia della loro figlia, Alice, Bakhita per un periodo – mentre i genitori si erano dovuti spostare sul Mar Rosso – venne inviata assieme alla bimba nel collegio retto dalle Canossiane a Venezia. Qui conobbe Cristo, che donò una nuova luce alla sua vita. Cominciò così per lei un nuovo cammino che l’avrebbe portato alla consacrazione. Nel 1890, dopo essere riuscita a farsi riconoscere libera cittadina italiana, ricevette il Battesimo e nel 1896 emise i voti. Visse poi il suo ministero da religiosa a Schio, dove per 50 anni, dopo un inizio non facile anche a causa del colore della sua pelle e dei pregiudizi, fu un esempio di santità umile e quotidiana. Alla fine «suor Moretta» lasciò un segno profondo tra la gente: la vittima della violenza era diventata una testimone dell’amore e della pace di Dio. (Matteo Liut)  

Migrantes: parte un percorso di formazione giuridica sul tema della migrazione

7 Febbraio 2023 - Roma – Partirà il prossimo 23 febbraio un percorso di Formazione Giuridica sul tema della migrazione promosso dalla Fondazione Migrantes e  affidato Paola Scevi, Direttrice del Master in Diritto delle Migrazioni presso l’Università degli Studi di Bergamo. “L’idea sorgiva è di gettare un iniziale, piccolo seme di opportuna formazione, con due incontri tematici, utilizzando la modalità a distanza per facilitare tutti alla partecipazione”, spiega il direttore generale dell’Organismo pastorale della Cei, mons. Pierpaolo Felicolo. Il corso è rivolto ai Direttori diocesani Migrantes, ai loro collaboratori e agli operatori impegnati nella pastorale della mobilità umana. “È un piccolo seme, gettato però in maniera decisa”, spiega mons. Felicolo. Al corso interverranno il presidente della Cei, il card. Matteo Zuppi, l’arcivescovo mons. Giancarlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes e mons. Felicolo. A moderare gli incontri sarà don Gianromano Gnesotto, Direttore della Migrantes della diocesi di Padova. (R.Iaria)

Corso di italiano per operatori pastorali stranieri

7 Febbraio 2023 -
Verona - Il CUM di Verona promuove, dal 13 febbraio prossimo, un Corso di italiano on line  presbiteri, religiosi, religiose e laici che dall’estero arriveranno in Italia per motivi di scambio pastorale o di studio. L’obiettivo è portare il partecipante ad essere in grado di interagire in italiano in modo semplice purché l’interlocutore parli lentamente e chiaramente e sia disposto a collaborare. Poi, una volta arrivati in Italia, i partecipanti dovranno approfondire la lingua con altri corsi più avanzati sempre offerti dal CUM. Per info qui.

S. Egidio: alla festa con il card. Zuppi tanti immigrati e rom e sinti

7 Febbraio 2023 - Roma - Saranno tanti anche gli immigrati, rifugiati e rom e sinti che giovedì sera affolleranno la Basilica di San Giovanni in Laterano per la celebrazione della festa  del 55mo compleanno della Comunità di Sant’Egidiopresieduta dal card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana. La basilica accoglierà gente di ogni età e condizione sociale insieme agli amici della Comunità, che negli ultimi mesi hanno vissuto crescenti sofferenze, prima per la pandemia poi per le conseguenze, anche economiche, legate alla guerra in Ucraina. Proprio la memoria di quella, come di tante altre guerre in corso nel mondo, non sarà dimenticata nel corso di questo anniversario, segnato dolorosamente anche dal recente terremoto che ha colpito la Siria e la Turchia. Quella di Roma è solo la prima di tante altre celebrazioni negli oltre 70 Paesi in cui è presente la comunità Sant’Egidio, dall’Europa all’Africa, dall’Asia all’America. (R.Iaria)

Invisibili: la strage silenziosa

7 Febbraio 2023 -

Roma - C’è chi, a 22 anni, è stato trovato in coma in un parco. Overdose. Viveva lì perché era stato allontanato da casa e aveva il divieto di avvicinarsi ai genitori. C’è un artista, noto per i suoi dipinti: era stato anche premiato dall’Accademia di Belle Arti in Sicilia. L’hanno trovato nelle acque del fiume Reno, si è suicidato gettandosi da un ponte. C’è un giovane di origini marocchine, 24 anni: lui è stato travolto da un’auto mentre era alla guida della propria bicicletta. Era ospite di un’amica, aveva da poco ottenuto il permesso di soggiorno. E poi un ex-medico, 80 anni, affetto da demenza senile: da tempo frequentava le stazioni ferroviarie ed è stato trovato morto in una galleria vicino alla stazione. Ha avuto un malore. Hanno nomi e storie da raccontare, i morti sulla strada che nessuno vede. Non sono solo coperte, non sono solo fardelli. E in questo ultimo anno sono stati tantissimi. Il Report sul 2022 diffuso ieri dalla Fio.Psd, la Federazione italiana organismi per le persone senza dimora, porta con sé il bilancio più pesante degli ultimi 3 anni. I clochard deceduti sono stati 393: più di uno al giorno, con un incremento del 55% rispetto al 2021 e addirittura dell’83% rispetto al 2020. E i numeri del 2023, se possibile, sono ancora più allarmanti: 54 vittime dall’inizio dell’anno, 8 nell’ultima settimana. Il freddo in questo caso è stato determinante, ma «da anni sosteniamo che le persone in stato di grave marginalità muoiono in ogni mese; nel 2022 le morti avvenute in estate sono state 109, mentre 101 in autunno, 86 in inverno e 97 in primavera » si spiega nel Report. L’emergenza, insomma, non è d’inverno, è tutto l’anno: i “piani freddo”, con l’ampliamento dei posti letto nelle strutture di accoglienza notturna e il rafforzamento dell’attività delle unità di strada, contengono, almeno in parte, i decessi ma poi terminano e l’emergenza riprende. Ma dove muoiono, i senza dimora? Il Report mostra come i decessi interessino tutto il territorio nazionale, dal Nord al Sud, dalle grandi città ai piccoli comuni di provincia. Le città con il maggior numero di morti sono Roma (32) e Milano (21), ma dati allarmanti provengono anche da Napoli, Firenze, Genova e Bologna. La principale causa di morte, (46%) è riconducibile a eventi esterni e traumatici: incidenti di trasporto (15%) e aggressioni o omicidi (9%), ma anche suicidi (8%), annegamento (6%), incendi (4%), cadute e altri eventi accidentali (4%).

«Garantire a chi vive in strada e in condizione di vulnerabilità estrema l’accesso ad una casa, alle cure e a percorsi di reinserimento sociale – spiega la presidente di Fio.Psd Cristina Avonto – è il primo passo per poter vivere una vita dignitosa e fornire a chi ne ha più bisogno una rete di protezione che può salvare la vita. Seppur indispensabili, i servizi tradizionali, come la distribuzione di pasti, vestiti e coperte non sono più sufficienti. Negli ultimi anni sono state stanziate ingenti risorse destinate al contrasto della grave marginalità adulta e questi stanziamenti dovrebbero creare le condizioni per innescare un cambiamento nella mentalità con cui viene affrontato il fenomeno». Non è così. Ecco allora che conoscere le circostanze in cui queste persone sono morte «ci aiuta a ricostruire le storie di queste persone, fatte per lo più di isolamento, precarietà e grandi sofferenze, e a comprendere meglio le tante sfaccettature che il fenomeno della grave marginalità adulta porta con sé». Persone malate a livello fisico e psichico, senza legami familiari o che condividono la condizione di grave marginalità con figli e compagni, persone dipendenti da sostanza, che entrano e escono dal carcere, talvolta persone con un lavoro ma che per estrema necessità si sono trovate a vivere, e a morire, in strada. (Giulio Isola - Avvenire)

Pozzallo: centinaia di persone soccorse

7 Febbraio 2023 -

Pozzallo - Centinaia di persone soccorse in un solo giorno dalle motovedette della Guardia costiera. È successo a Pozzallo. Dopo un primo soccorso difficile a causa del maltempo e circa 250 migranti messi in salvo, le motovedette sono ripartite per dare soccorso ad un altro barcone. Si parla di almeno 600 migranti a bordo di un altro motopeschereccio.

«L’ennesimo episodio che dimostra in modo tangibile che non sono le Ong la causa dell’aumento del numero degli sbarchi», afferma il sindaco della città portuale del Ragusano, Roberto Ammatuna. «Non solo le Istituzioni Internazionali, hanno condannato la nuova politica sui migranti del Governo Italiano, ma anche il presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, ha dichiarato «le Ong fanno bene, salvano vite», aggiunge. Ecco perché occorre un ripensamento della disumana politica del governo sui migranti che privilegi sempre il diritto alla vita di tanti esseri umani». Fra i tanti migranti giunti al porto ci sono intanto anche due fratelli. Si tengono forte per mano: il più piccolo che avrà non più di 12, 14 anni sorride. Il fratello più grande non lo lascia un secondo. Un altro giovane, una ventina d’anni è stato prelevato dalla motovedetta in barella, in grave stato di ipotermia. «È zuppo d’acqua!» avverte il medico dell’Usmaf, Vincenzo Morello. Viene portato in ambulanza, immediatamente cambiato e stabilizzato. Per diversi giorni non hanno mangiato, né bevuto, raccontano. Provengono da Bangladesh, Pakistan Egitto e Siria.

Migrantes Messina: veglia di preghiera contro la tratta

6 Febbraio 2023 - Messina - In occasione della IX Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta di persone, mercoledì 8 febbraio alle ore 19, presso la chiesa di “S. Maria all’Arcivescovado” di Messina  si terrà una Veglia di preghiera presieduta da mons. Giuseppe Costa, Professore Ordinario di Sacra Scrittura e Delegato Chiesa Arcivescovado. L’evento è promosso dalle religiose dell’USMI, dai religiosi del CISM, dai membri degli Istituti Secolari, dall’Ufficio diocesano Migrantes e dalla Caritas diocesana. La Giornata avrà come filo conduttore il tema “Camminare per la dignità" che è "un invito a camminare con le popolazioni migranti, come pellegrine e pellegrini della dignità umana, pellegrini di speranza, insieme, giovani, adulti e bambini, persone di diverse tradizioni religiose, diverse culture ed età. Insieme alla ricerca del dono che ciascuna persona è, contro ogni forma di sfruttamento e tratta di persone. Durante l’anno 2022, abbiamo vissuto cambiamenti importanti e l’aggravarsi di situazioni di crisi. In questo contesto, le persone che soffrono la violenza della tratta di persone e i gruppi a rischio, sono aumentati. Le cause sono riconducibili allo sfruttamento delle vulnerabilità causate da instabilità per conflitti armati, violenze generalizzate, crisi climatico-ambientale ed economica. Chi tenta di fuggire in cerca di sicurezza o di lavoro, si trova in balia di sé stesso, con leggi insufficienti che tutelino i migranti, i quali si trovano con maggior facilità avvinghiati nelle trame delle reti tessute dai trafficanti di persone. Inoltre i trafficanti hanno incrementato l’uso della tecnologia informatica per il reclutamento e lo sfruttamento, adescando le vittime sulle reti sociali e diffondendo in internet falsi annunci di lavoro", si legge in una nota. La Veglia di quest’anno sarà nella forma itinerante scandita da quattro tappe. Si snoderà lungo i Chiostri dell’Arcivescovado per poi concludersi in Chiesa con l’ascolto della Parola e la riflessione affidata a Mons. Costa. Per informazioni: migrantes.me@alice.it  

Francofoni in Italia: a Bologna l’incontro nazionale con il card. Zuppi. “Migrantes è una grande, importantissima pastorale della Chiesa italiana”

6 Febbraio 2023 - Bologna - I sacerdoti impegnati nella cura pastorale delle comunità africane francofone in Italia, si sono incontrati sabato a Bologna, insieme ad alcuni rappresentanti delle comunità. L’incontro che ha avuto il suo culmine con la Messa presieduta dall'arcivescovo e presidente della Cei, il card. Metteo Zuppi è stata anche l’occasione per ufficializzare la nomina di don Louis Gabriel Tsamba, come coordinatore nazionale delle comunità africane francofone in Italia, succedendo in questo incarico a don Mathieu Malick Faye. Originario del Gabon, don Louis Gabriel è attualmente cappellano della comunità francofona di Bologna, che ha sede presso la Parrocchia di Sant’Antonio di Savena. Don Mathieu Malick è originario del Senegal e ha svolto questo servizio dal 2014. Attualmente è direttore della Migrantes diocesana di Rimini. Era presente alla celebrazione anche l’ambasciatore del Gabon presso la Santa Sede. «Coordinare - dice don Gabriel - significa incoraggiare, significa prima di tutto amare, significa visitare come Maria: parlare quando si deve parlare, rimproverare quando necessario, ma lavorare nella vigna del Signore». Sono numerosi in Italia i sacerdoti impegnati nella pastorale migratoria, per accompagnare e sostenere il cammino di fede degli immigrati cattolici, per le 18 nazionalità attualmente presenti in Italia e organizzate nel territorio. Spesso i sacerdoti sono incaricati di seguire spiritualmente fedeli in più diocesi di una stessa regione. Il coordinatore nazionale, nominato dalla Presidenza della CEI su proposta dei vescovi di origine, ha il compito di favorire la comunione dei sacerdoti e delle comunità immigrate tra di loro, con le Chiese di origine e con le diocesi italiane delle quali ora fanno parte. In alcuni casi sono anche sacerdoti italiani, soprattutto tra quelli che sono rientrati dopo un servizio missionario all’estero, a occuparsi della pastorale dei migranti. «È un grande lavoro - dice il car. Zuppi - perché è il lavoro di farci sentire “fratelli tutti”, di farci vivere anche questa esperienza di comunione. È una comunione tra le comunità francofone, ma anche tra le comunità francofone e le Chiese in Italia». La sfida è quella di aiutare gli immigrati a mantenere viva la loro fede anche nel paese che li accoglie, ma anche quella reciproca di arricchire le Chiese locali italiane con la ricchezza culturale e spirituale di queste comunità. È anche attraverso le lingue, i riti e le culture di questi gruppi che le nostre chiese locali oggi possono mostrare visibilmente il volto del loro essere “cattoliche”. Le soluzioni pastorali per l’accompagnamento spirituale degli immigrati sono molto diversificate: in alcuni casi i gruppi di immigrati sono ospitati in parrocchie territoriali delle diocesi; in altri casi - soprattutto dove sono più numerosi - costituiscono vere e proprie comunità. Più raramente formano vere e proprie parrocchie, soprattutto nel caso dei fedeli cattolici di rito orientale. In ogni caso è importante che, tra i tanti problemi che le famiglie immigrate incontrano nella loro vita, sia agevolato il loro cammino di fede. «Migrantes è una grande, importantissima pastorale della Chiesa italiana - ha detto il card. Zuppi -  anche in questo cammino sinodale, ci ha aiutato e continuerà ad aiutarci tanto perché la presenza di nostri fratelli che vengono da tante parti del mondo - oggi parliamo di quelli africani - è una grande ricchezza, ci fa sentire non solo l’accoglienza, ma qualcosa di più: il pensarci insieme. È il nostro futuro.». (don Andrea Caniato)