Primo Piano
Rapporto Italiani nel mondo: domani la presentazione a Castelfranco Veneto
Diritto d’asilo: a Mestre la presentenzazione del Rapporto Migrantes
Ue: è record di richieste d’asilo da 2016
Migrantes: il card. Zuppi apre il corso di formazione giuridica
Save the Children: negli ultimi 10 anni arrivati in Italia oltre centomila minori stranieri non accompagnati
Tv: la storia di Tamina, afghana in fuga
Migrantes: da domani un corso di formazione giuridica
Papa Francesco: in Ucraina una “guerra assurda e crudele”
Mons. Perego: ritirare il decreto disposizioni urgenti in materia di transito e sosta nelle acque territoriali delle navi ONG impegnate nelle operazioni di soccorso in mare”
Campagna “Ero straniero” : servono subito nuove assunzioni e procedure semplificate per chiudere finalmente la regolarizzazione 2020
Vangelo Migrante: I domenica di Quaresima | Vangelo (Mt 4, 1-11)
Rom e sinti: online il sito del Comitato Cattolico Internazionale per gli Zingari
Cei: “invitiamo le comunità a pregare per la pace”
Viminale: da inizio anno sbarcate 12.372 migranti sulle coste italiane
Card. Zuppi: pensarci e essere senza muri perché siamo tutti parte dell’unica famiglia umana
Cei: un Sussidio liturgico-pastorale per la Quaresima e la Pasqua
Movimento Europeo: “No ai muri, rispettiamo i valori dell’Ue”
Milano - Una petizione “urgente” al Parlamento europeo sul “Rispetto del diritto internazionale, dei valori dell’Unione e dei diritti dell’uomo”: è quella sottoscritta dalla Sezione italiana del Movimento europeo, contro i muri e per il rispetto dei migranti che bussano alla porte dell’Europa. «Abbiamo una sessantina di associazioni che hanno già aderito e poi circa 300 firme individuali – informa Pier Virgilio Dastoli, presidente del consiglio italiano del Movimento europeo e primo firmatario della petizione – e poi l’abbiamo messo su Change .org e da domani (oggi, ndr) la trasformiamo in una petizione a livello europeo». Nel mirino del Movimento ci sono le decisioni prese sul fronte migratorio nel corso del Consiglio europeo straordinario dello scorso 9 febbraio e in particolare il punto in cui «si chiede alla Commissione di mobilitare immediatamente ingenti fondi e mezzi dell’Ue per sostenere gli Stati membri nel rafforzamento delle capacità e delle infrastrutture di protezione delle frontiere, dei mezzi di sorveglianza — compresa la sorveglianza aerea — e delle attrezzature. In tale contesto, il Consiglio europeo invita la Commissione a mettere a punto rapidamente la strategia di gestione europea integrata delle frontiere». I firmatari ritengono che «il Parlamento europeo debba respingere le conclusioni del Consiglio europeo usando tutti gli strumenti istituzionali di cui l’assemblea dispone» in particolare proprio quel paragrafo 23. Ma, sempre in tema di gestione dei flussi migratori, non c’è solo questo a preoccupare. In aggiunta c’è anche la lettera di Ursula Von der Leyen, del 26 gennaio e i suoi “quattro pilastri” sulla migrazione che «sembrerebbe rappresentare un mutamento di approccio della Commissione europea rispetto al Migration Pact del settembre 2020 – sottolineano i firmatari della petizione – passando dalla priorità del diritto internazionale, dei principi e dei valori dell’Unione europea e della tutela dei diritti fondamentali ad un’Europa che respinge e che esclude» Il terzo punto, sul quale puntano il dito riguarda infine «le richieste al Consiglio europeo dei governi di Austria, Danimarca, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta e Slovacchia». Nel documento, gli 8 Paesi attaccano duramente l’attuale sistema di asilo europeo “e il suo bassissimo tasso di rimpatri”, dal momento in cui rappresenterebbero un “fattore di attrazione” per cittadini di Paesi terzi che “non necessitano di protezione internazionale” ma “continueranno a rischiare la vita nei pericolosi viaggi verso l’Europa”. «Lunedì depositeremo la petizione al Parlamento – aggiunge Dastoli – anche perché il 9 marzo ci sarà un consiglio Interni e Giustizia che darà azione alle sciagurate conclusioni del 9 febbraio». Ma la “guerra” del Movimento non si ferma alla petizione. «Abbiamo deciso di costituire un osservatorio di monitoraggio di quello che avverrà nei prossimi mesi – conclude il numero uno del Movimento in Italia – in particolare come verranno usati quei 6 miliardi e 700 milioni di euro per il controllo delle frontiere». Se saranno cioè «esclusi finanziamenti per la costruzione di muri e fili spinati, su quale linea di bilancio saranno prelevati questi fondi, se sarà necessario un bilancio suppletivo e rettificativo». (D. Fas.)