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Cei: a Loppiano l’Incontro nazionale islamo-cattolico

25 Giugno 2021 -
Roma - Si terrà a Loppiano (FI) il 26 giugno l’Incontro nazionale islamo-cattolico organizzato dall’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso (UNEDI) della Conferenza Episcopale Italiana, insieme ai Leader delle principali Comunità islamiche presenti in Italia. L’evento – che ha per tema “Passi significativi: ambiente e cura del Creato” – fa parte di un progetto quinquennale che ha l’obiettivo di declinare alcuni punti del Documento di Abu Dhabi sulla Fratellanza umana, scritto e firmato da Papa Francesco e dal grande Imam di Al-Azhar Ahmad al-Tayyib.
Avviato nel 2019 con lo storico incontro tra gli operatori pastorali per il dialogo interreligioso della Chiesa cattolica e i Leader delle Comunità islamiche presso la Moschea di Roma, il cammino di confronto e dialogo è proseguito sul territorio, a livello culturale, formativo e religioso. In questo quadro, l’incontro di Loppiano rappresenta una tappa significativa, dedicata al tema del Creato. “Non averne cura – spiegano gli organizzatori - vuol dire non saperlo riconoscere come dono di Dio e, in ultima analisi, non amare la vita così come da sempre è stata voluta da Colui che ce l’ha donata”.
I lavori si apriranno con i saluti di Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, di Abdellah Redouane, Segretario Generale del Centro Islamico Culturale d'Italia (CICI), e di Yassine Lafram, Presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d'Italia (UCOII). Dopo le relazioni di Martino Diez, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore scientifico della Fondazione Internazionale Oasis, e di Shahrzad Houshmand Zadeh, teologa musulmana e docente, si svolgeranno 14 laboratori tematici, coordinati ciascuno da due moderatori, che hanno il compito di favorire il dialogo e la mutua conoscenza. Nel pomeriggio è prevista la presentazione delle sintesi dei contributi emersi e delle buone pratiche da sostenere nei territori.
L’auspicio, sottolineano gli organizzatori, è quello di “avviare e incoraggiare processi, così come invita a fare Papa Francesco: ciascuno nel proprio territorio, ammaestrato dallo Spirito e in Suo ascolto, promuoverà la condizione migliore perché il seme dello Spirito di pace e di giustizia possa trovare buona accoglienza per realizzare i frutti da Lui desiderati”.
È possibile seguire la diretta dell’Incontro nazionale sul canale Youtube e sulla pagina Facebook della Conferenza Episcopale Italiana.

Card. Bassetti: corridoi umanitari espressione di “accoglienza, fraternità ed integrazione, ma anche di legalità”

17 Giugno 2021 - Roma - Occorre riscoprire «il coraggio di chinarsi sul prossimo e di curargli le piaghe», per dirsi davvero fratelli. Così il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana ieri ha parlato dei corridoi umanitari evidenziando come essi siano «una salvezza», espressione di «accoglienza, fraternità ed integrazione, ma anche di legalità». La Chiesa italiana, attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, li promuove a sua volta e anche la prossima settimana arriveranno 43 profughi dal Niger salvati attraverso questo strumento. La dimostrazione, continua il cardinale, che «anche la Chiesa italiana vuole fino in fondo chinarsi sull’umanità. I corridoi umanitari sono quello che Gesù chiede a noi credenti e che la comune natura umana a cui apparteniamo, chiede a tutti noi».  

Corridoi umanitari: domani un convegno con il card. Bassetti

15 Giugno 2021 - Roma - Domani, mercoledì 16 giugno, a Roma, all’Ambasciata d’Italia presso la Sede, il Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, concluderà l’evento “Governare le migrazioni. La buona pratica dei corridoi umanitari”, organizzato dall’Ambasciata e dalla Comunità di Sant’Egidio. Dopo il saluto iniziale dell’ambasciatore Pietro Sebastiani, sono previsti gli interventi di Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant’Egidio; Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno, e Paolo Naso, Coordinatore di “Mediterranean Hope” (programma rifugiati e migranti della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia).  

Card. Bassetti: Mediterraneo ancora al centro del mondo

15 Giugno 2021 - Roma - «Il Mediterraneo è diventato il cimitero più grande d’Europa»: le parole pronunciate dal Papa all’Angelus, con le quali ha ricordato una delle più silenziose e drammatiche realtà del nostro tempo, ci interrogano profondamente. Nel mondo d’oggi, infatti, quasi più nulla sembra scalfire l’animo umano. Persino la morte di uomini, donne e bambini al largo delle nostre coste non sembrano turbare più di tanto la quotidianità del vivere. Eppure la cerimonia svoltasi ad Augusta in Sicilia evocata da Francesco a San Pietro, in cui è stato esposto il relitto del peschereccio che il 18 aprile 2015 naufragò nel Canale di Sicilia con oltre mille migranti, ha proprio questo obiettivo: scuoterci da quell’ignavo torpore in cui la civiltà occidentale si è rifugiata per scappare da se stessa e dalle proprie responsabilità. «Questo simbolo delle tragedie», ha concluso il Papa, deve «interpellare le coscienze» e favorire «la crescita di un’umanità più solidale che abbatta il muro dell’indifferenza». Queste parole portano alla luce alcune grandi questioni. In particolar modo, la centralità del Mediterraneo nel mondo contemporaneo. Forse mai come oggi, infatti, il Mediterraneo non è più soltanto un bacino marittimo che bagna tre continenti spesso in conflitto tra loro, ma un angolo visuale fondamentale da cui guardare il mondo intero. Questo mare è solcato da navi mercantili che viaggiano in tutte le direzioni; è caratterizzato da importanti centri strategici per le risorse energetiche del pianeta; è attraversato da migliaia di chilometri di cavi sottomarini che permettono le comunicazioni; e, infine, è drammaticamente percorso da uomini e donne migranti che provengono dal Nordafrica, dall’Africa subsahariana, dal Corno d’Africa, dal Vicino Oriente e dall’Asia centrale. La centralità del Mediterraneo è segnata, dunque, da una pervasiva globalizzazione economica che si tramuta però in una dolorosa indifferenza quando il focus si sposta sui poveri e sui migranti. Questo strabismo concettuale non solo non è evangelicamente accettabile, ma è estremamente carico di incognite e di rischi per il futuro. Chiudere gli occhi davanti ai «popoli della fame» significa, prima di tutto, chiudere gli occhi a Cristo e a quell’umanità sofferente di cui da sempre si prende cura lo sguardo del Samaritano. In secondo luogo, voltare lo sguardo oggi alle migrazioni internazionali significa non affrontare concretamente una delle più grandi questioni sociali di domani: come si governa la mobilità umana? Come combattere lo sfruttamento della tratta? Come integrare queste persone nelle società d’accoglienza? Sono queste alcune delle domande che le migrazioni nel Mediterraneo impongono all’agenda pubblica dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia. Non solo ai governi, ma anche alla Chiesa. Al centro di tutti questi interrogativi si colloca un concetto che è alla base del pensiero cristiano: la difesa e la valorizzazione della persona umana. Ed è per questo motivo, sulla base dell’intuizione lapiriana di trasformare il Mare Nostrum in una «grande lago di Tiberiade», ovvero in un luogo di pace e speranza, che i vescovi del Mediterraneo si sono riuniti nel febbraio del 2020 a Bari e lo rifaranno nel febbraio 2022 a Firenze in un incontro di preghiera, fraternità e dialogo. Un’antica profezia di pace ha attraversato tutto il XX secolo: che questo mare unisca e non divida. Oggi cerchiamo, con umiltà e fervore, di seguire il sentiero segnato da questa visione profetica. Il Mediterraneo in cui si affacciano le civiltà che appartengono alla «triplice famiglia di Abramo», come scriveva La Pira, può realmente diventare un luogo di incontro tra culture, religioni e popoli diversi. Un incontro che, dopo secoli di divisione, potrebbe cambiare la storia non solo del Mediterraneo, ma del mondo intero. (Card. Gualtiero Bassetti - Presidente CEI)    

Migranti: il card. Bassetti e il procuratore De Raho al Centro Mondo Migliore

7 Giugno 2021 -

Roma - Il cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, e Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia, hanno visitato il centro Mondo Migliore di Rocca di Papa dove alloggiano 340 persone di 32 nazionalità richiedenti asilo in Italia. Ad accoglierli Angelo Chiorazzo, fondatore della Cooperativa Auxilium, e soprattutto i tanti bambini ospiti nella struttura.

“Venite da Paesi in cui avete sofferto e avete dovuto subire atrocità inimmaginabili. Nel mio lavoro mi è perfettamente noto ciò che avete vissuto. So che vi hanno raccolto in campi dove vi hanno trattato come animali, soltanto perché volevate trovare un Paese migliore”. “Il nostro Paese – ha detto il procuratore – ha scolpito nella Costituzione, all’articolo 10 comma 3, un diritto. È il diritto di asilo in favore di tutti coloro che vivono in territori nei quali non vengono riconosciuti i diritti della nostra democrazia. Il patrimonio più grande che abbiamo, sono la dignità e la libertà. Sono diritti che nessuno mai vi può portare via”. De Raho ha poi espresso parole cariche di gratitudine per quanto la Chiesa italiana fa sul territorio. “Salvare i popoli che si trovano in difficoltà. Intervenire per risollevare. In questo la Chiesa svolge un compito enorme”.  “Non è un merito, è un dovere di giustizia”, ha risposto il cardinale Bassetti. “Noi ci sentiamo responsabili della formazione e della educazione dei giovani. Vogliamo soprattutto far sentire ai giovani che la Chiesa è per loro come una mamma che li accompagna e li tiene per mano. Non devono mai sentirsi soli”.  In 5 anni di attività il centro ha accolto oltre 7.000 persone (tra loro oltre 600 bambini) in fuga da guerra e miseria.

CEI: eletti i nuovi presidenti di commissione

26 Maggio 2021 - Roma - L’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, in corso di svolgimento fino a domani a Roma, ha eletto questa mattina i Presidenti delle dodici Commissioni Episcopali, che faranno parte del Consiglio Permanente per il prossimo quinquennio: - Mons. Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara, Presidente della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi; - Mons. Gianmarco Busca, Vescovo di Mantova, Presidente della Commissione Episcopale per la liturgia; - Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, Arcivescovo di Gorizia, Presidente della Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute; - Mons. Paolo Martinelli, Vescovo Ausiliare di Milano, Presidente della Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata; - Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa, Presidente della Commissione Episcopale per il laicato; - Mons. Paolo Giulietti, Arcivescovo di Lucca, Presidente della Commissione Episcopale per la famiglia, i giovani e la vita; - Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari - Bitonto e Amministratore Apostolico di Rossano - Cariati, Presidente della Commissione Episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese; - Mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo, Presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo; - Mons. Claudio Giuliodori, Assistente Ecclesiastico Generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Presidente della Commissione Episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università; - S.E.R. Mons. Luigi Renna, Vescovo di Cerignola - Ascoli Satriano, Presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace; - S.E.R. Mons. Domenico Pompili, Vescovo di Rieti e Amministratore Apostolico “sede vacante” di Ascoli Piceno, Presidente della Commissione Episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali; - S.E.R. Mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara - Comacchio, Presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni. L’Assemblea Generale ha anche eletto i membri del Consiglio per gli Affari Economici: Mons. Simone Giusti, Vescovo di Livorno; Mons. Mauro Parmeggiani, Vescovo di Tivoli e Vescovo di Palestrina; Mons. Rocco Pennacchio, Arcivescovo di Fermo; Mons. Luigi Testore, Vescovo di Acqui.      

CEI: eletti i due Vice Presidenti per l’Area Nord e l’Area Centro

26 Maggio 2021 - Roma - L’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana ha eletto, ieri sera, due Vice Presidenti per l’area Nord e per l’area Centro. Si tratta di mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena - Nonantola e vescovo di Carpi, per l’area Nord, e di mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, per l’area Centro. I lavori dell’assemblea proseguiranno questa mattina con l’elezione dei Membri del Consiglio per gli Affari Economici e i Presidenti delle Commissioni Episcopali. Ai due nuovi vice presidenti della CEI gli auguri di un proficuo lavoro.   Foto copyright: © Siciliani-Gennari/CEI.

CEI, mons. Brambilla sul tema migrazione: non dare immagine deformata del fenomeno

25 Maggio 2021 - Roma – Durante l’Assemblea dei vescovi italiani questa mattina diversi interventi sul tema dei migranti. “Abbiamo sentito – ha detto il vescovo di Novara, mons. Franco Giulio Brambilla, vice presidente uscente della CEI per il Nord Italia durante una conferenza stampa - gli interventi accorati dei vescovi della Sicilia, la questione deve essere assunta a livello europeo”.  È importante – ha aggiunto - "un’accoglienza reale che preveda anche l’integrazione" e, riferendosi al ruolo dei media, ha chiesto di dare della questione "una immagine non deformata”. “È un problema di comunicazione decisivo”, ha detto il presule che ha voluto evidenziare “la differenza tra immigrazione reale e immigrazione percepita”. Da qui la necessità di “non dare immagini deformate” del fenomeno immigrazione. (R. Iaria)    

Card. Bassetti: esiste alternativa a ingressi irregolari e a morti in mare

25 Maggio 2021 - Roma - La Conferenza Episcopale Italiana, attraverso i suoi Uffici nazionali, ha “garantito l’arrivo in Italia e l’accoglienza in sicurezza di oltre mille profughi dal Medio Oriente e dall’Africa, dimostrando che è possibile un’alternativa agli ingressi irregolari e alle morti in mare, su cui un giorno sarà severo e inappellabile il giudizio di Dio: ’Dov’è tuo fratello?’". Lo ha detto questa mattina il Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, nell’introduzione della 74ma Assemblea generale in corso a Roma e apertasi ieri pomeriggio alla presenza di Papa Francesco. Durante l’intervento il porporato ha trattato diversi temi: dalla “fedeltà” al magistero del vescovo di Roma, alla storia della CEI che affonda le radici nel Concilio Vaticano II, al “cammino sinodale” per “vivere il Noi ecclesiale”. E poi uno sguardo alla realtà italiana ed internazionale. Tra i tanti temi su questo punto la questione demografica il Piano di Ripresa e Resilienza, “occasione importante di crescita collettiva” e l’emergenza povertà. Dal 1° settembre 2020 al 31 marzo 2021, le Caritas diocesane – ha detto il card. Bassetti - hanno “accompagnato 544.775 persone, in media, 2.582 al giorno. La maggioranza è rappresentata da italiani (57,8%). Quasi una persona su quattro (24,4%) è un ‘nuovo povero’, ossia una persona che non si era mai rivolta in precedenza alla rete Caritas. Si tratta di 132.717 persone in totale, in media 629 nuovi poveri al giorno. Nel corso di oltre un anno di pandemia si sono affacciati alle Caritas almeno 453.731 nuovi poveri".  

 

Card. Bassetti: “dal Papa autorevolezza, fermezza e dolcezza di un padre”

25 Maggio 2021 - Roma - “Il Papa ha avuto l’autorevolezza, la fermezza e al tempo stesso la dolcezza di un padre”. Lo ha detto il Presidente della CEI, il card. Gualtiero Bassetti, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, al termine dell’apertura dei lavori della 74ª Assemblea Generale della Conferenza episcopale italiana. Il metodo del Sinodo come ricorda il Papa, ha aggiunto il card. Bassetti, deve essere “dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso e questo significa partire dalle parrocchie, dalle diocesi, dai gruppi, dai movimenti. Non tanto per discutere. Il Papa poi ha esemplificato che quando nei sinodi prende il sopravvento la discussione si fa un Parlamento invece che un Sinodo. Il protagonista del Sinodo deve essere invece lo Spirito Santo”. Quindi il Papa, ha sottolineato il card. Bassetti a Tv2000, “non solo ci ha dato i contenuti del cammino sinodale ma ci ha indicato anche con chiarezza che cosa è un Sinodo: un cammino della Chiesa”. “Ci sono stati una decina di interventi – ha concluso il card. Bassetti - da parte dei vescovi: sulla pace, sul disarmo, sull’ ‘Amoris laetitia’, sui seminari, sul Sinodo. E il Papa ha risposto non solo alle domande ma ad ogni risposta che dava ci apriva nuovi orizzonti. Si sarebbero potute sviluppare tante tematiche sulle risposte che lui ci ha dato”.    

Card. Bassetti: domani “ci uniamo alla veglia di preghiera dell’episcopato cattolico di Terra Santa”

21 Maggio 2021 -
Roma - La Chiesa che è in Italia si unisce alla veglia di preghiera che si terrà a Gerusalemme domani, sabato 22 maggio alle ore 17. Questa iniziativa, alla vigilia della solennità di Pentecoste, è stata organizzata dall’Assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa, con la collaborazione dell’Unione delle religiose e del Comitato episcopale dei religiosi.
“Invochiamo lo Spirito di pace – afferma il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della CEI – perché illumini e sostenga il processo di pacificazione nella Terra Santa. In questo momento storico siamo tutti chiamati a costruire la pace e a impegnarci perché non si perda la consapevolezza della fratellanza universale che unisce i popoli, al di là di ogni credo. La Chiesa che è in Italia è vicina al Patriarcato latino di Gerusalemme e a tutto l’Episcopato cattolico di Terra Santa: non possiamo restare indifferenti di fronte alla sofferenza di così tante persone che c’interpella e ci scuote nel profondo. Il 22 maggio saremo in preghiera con un pungolo in più: ricorre, infatti, la festa di santa Rita da Cascia, la Santa dell’impossibile, la Santa del dialogo tra le fazioni in lotta e della preghiera fiduciosa a Dio, nella convinzione che se a Lui ci si affida tutto può accadere. E allora, con la stessa fede salda della Santa nella supplica all’Altissimo, uniamo le nostre preghiere da tutte le Chiese particolari, affinché si levi con forza l’appello alla pace tra i popoli del Mediterraneo, a partire dai luoghi martoriati della Terra Santa”.

CEI: Papa Francesco apre l’Assemblea generale

20 Maggio 2021 - Roma - Sarà Papa Francesco ad aprire, lunedì prossimo, l'Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana che si svolgerà a Roma dal 24 al 27 maggio. Tema dell'Assemblea sarà “Annunciare il Vangelo in un tempo di rinascita - Per avviare un cammino sinodale”. Il giorno successivo sarà il Card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della CEI, ad avviare la riflessione con la sua Introduzione che potrà essere seguita in streaming attraverso il canale YouTube e la pagina Facebook della Conferenza Episcopale Italiana. All’ordine del giorno, la riflessione sull’attuale contesto che richiede un rinnovato annuncio del Vangelo, in uno stile sinodale. La relazione principale sarà tenuta da Mons. Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara e Vice Presidente della CEI. Il confronto nei gruppi di studi e in aula aiuterà a individuare linee di fondo e metodologie. L’Assemblea sarà quindi chiamata ad eleggere due Vice Presidenti (per l’area Nord e per l’area Centro), i Membri del Consiglio per gli Affari Economici e i Presidenti delle Commissioni Episcopali. I Vescovi provvederanno anche all’approvazione di determinazioni in materia giuridico-amministrativa. (R.I.)  

Card. Bassetti: “Vescovi e sindaci insieme per un Mediterraneo di pace”

5 Maggio 2021 - Perugia - Quando al cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI,  viene chiesto di lasciare alcune “parole povere” di pace da consegnare a chi lo sta seguendo in diretta sul web, il presidente della CEI risponde subito: «Vorrei che il Mediterraneo tornasse a essere un faro di luce per tutta l’umanità». Il porporato prende spunto da un’intuizione di Giorgio La Pira, il sindaco “santo” di Firenze e profeta della riconciliazione fra i popoli, che il porporato cita più volte sul sagrato della Cattedrale di Perugia scelto come cornice per la quinta tappa delle «Piazze di Francesco». È l’iniziativa promossa dai frati minori conventuali di Assisi per il centenario della rivista San Francesco patrono d’Italia che ogni mese trasforma in un santuario del dialogo una piazza della Penisola che lega il proprio nome al Poverello. Con il presidente della CEI tocca a Perugia, ieri pomeriggio. Lo sfondo è piazza 4 novembre, cuore del capoluogo umbro dove il santo era stato fatto prigioniero assieme a molti altri e gettato nel carcere ma anche pulpito da cui Francesco esortò gli abitanti di Perugia e Assisi, in conflitto fra loro, a essere uomini di pace e a vivere secondo il cuore di Dio. Non è un caso che il tema della tavola rotonda sia proprio la pace. Bassetti ne fa un’occasione per tornare a parlare del ponte di fraternità fra le nazioni del Mediterraneo di cui lo scorso anno è stata scritta una pagina storica con l’incontro fra i vescovi dei Paesi affacciati sul grande mare che per la prima volta si sono riuniti a Bari su impulso CEI. Un appuntamento che «ha avuto un’eco straordinaria», spiega l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve. E annuncia: «Lo ripeteremo nel 2022, magari affiancando ai vescovi anche i sindaci delle città del Mediterraneo». Sull’esempio di La Pira che a Bassetti, prete fiorentino, aveva ispirato l’idea del G20 ecclesiale e che fra gli anni Cinquanta e Sessanta guardava proprio alle municipalità della regione. «Sarò ancora io – chiarisce il cardinale – a invitare i vescovi dell’area il prossimo anno. Ma sarebbe bello che anche il sindaco della città italiana dove si terrà l’incontro facesse altrettanto con i primi cittadini e alla fine il Papa concludesse l’evento affidando a tutti parole che uniscano l’intero Mediterraneo». Quello che ha in mente il presidente della CEI è dunque un doppio incontro, parallelo: senza commistioni o influenze. Con l’assunto di fondo che la Chiesa e le istituzioni civili possano convergere in un’agenda comune che riavvicini le rive del grande mare e contribuisca a superare ingiustizie, violenze, persecuzioni, discriminazioni, indifferenza, sfruttamento. Tutti temi già emersi nel documento finale stilato al termine del summit in terra pugliese. «Chi può contribuire a portare la pace?», si domanda Bassetti nel dibattito online animato da padre Enzo Fortunato, direttore della rivista e portavoce del Sacro Convento di Assisi. E la risposta: «Chi sa consolare gli altri. Vedo tanta gente spaesata e impaurita. Senza dialogo e armonia profonda, non ci sarà mai pace per chi soffre». Poi il presidente della CEI ricorda che «la giustizia implica la verità e la carità, come insegna il Vangelo». Le difficoltà del Paese vengono descritte anche da Aldo Cazzullo, firma del Corriere della Sera, collegato da Milano. «C’è sfiducia ma al tempo stesso voglia di riscatto. Essere italiano è una ricchezza e una responsabilità anche di fronte al patrimonio di valori che possiamo mostrare al mondo, fra cui quello primario della pace». E fra gli ospiti c’è Andrea Bocelli. «In famiglia amo dire che ogni litigio è un incidente intellettuale – afferma il cantante –. E senza pace non ci può essere benessere». Tocca a lui concludere l’incontro con il brano d’ispirazione francescana Dolce sentire. (Giacomo Gambassi – Avvenire)​  

Card. Bassetti: “l’emigrazione giovanile è un fenomeno che investe sempre più la comunità umbra”

4 Maggio 2021 - Perugia - “Con questo incontro la Chiesa umbra affronta un tema decisivo per il presente e per il futuro della nostra società. I giovani e il lavoro, infatti, sono due elementi cruciali che si riflettono non solo sull’economia ma anche sulla famiglia e l’educazione, sui diritti sociali e sulla robotica, sulla coesione sociale e sulla mobilità umana. Parlare del rapporto tra giovani e lavoro significa, in definitiva, parlare di una nuova questione sociale che è, al tempo stesso, una nuova questione antropologica”. A sottolinearlo è stato il Cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, nell’intervenire all’incontro di riflessione e di preghiera sul tema “Giovani e lavoro: un cantiere aperto”, tenutosi nei giorni scorsi a Perugia. All’incontro, promosso dalla Commissione regionale per i problemi sociali e il lavoro, la pace e la custodia del Creato della Conferenza Episcopale Umbra, hanno partecipato in presenza circa trenta persone in rappresentanza delle Istituzioni civili e religiose e del mondo imprenditoriale e sindacale dell’Umbria, ed altre hanno preso parte in remoto, seguendo la diretta streaming trasmessa dai canali social di Chiesainumbria.it , del settimanale La Voce e dell’emittente Umbria Radio InBlu. A moderare i lavori è stata l’avv. Francesca Di Maolo, coordinatrice della Commessione regionale Ceu e presidente dell’Istituto Serafico di Assisi e a relazionare e a tracciare una sintesi dei vari interventi è stato il prof. Luca Fiorucci, docente ordinario di Economia e management delle imprese all’Università di Perugia. A precedere i relatori, tra cui la dott.ssa Laura Binda, responsabile delle risorse umane della Nestlé, sono state quattro testimonianze di storie di resilienze e intraprendenze nel mondo del lavoro di giovani delle Diocesi di Foligno, Spoleto-Norcia, Perugia-Città della Pieve e Terni-Narni-Amelia. “Il Cardinale Bassetti, nel suo intervento, si è soffermato sul rapporto giovani e lavoro prendendo spunto dal fenomeno riemergente dell’emigrazione che li riguarda da vicino. “Tra i nuovi emigranti italiani del XXI secolo, moltissimi sono i giovani – ha evidenziato il porporato –. Giovani che subito dopo la scuola superiore o dopo l’Università, lasciano il nostro Paese. Ne ho incontrati molti di questi giovani. Alcuni scelgono di partire come scelta di vita. Si sentono cittadini del mondo. Molti altri no. Vorrebbero rimanere in Italia ma sono costretti a partire. È questo un fenomeno su cui riflettere perché investe in pieno la nostra comunità regionale. Si riflette per esempio sulla formazione delle famiglie. Uno dei motivi per cui si ritarda la data del matrimonio riguarda proprio la mancanza del lavoro. E conseguentemente della casa e di ogni protezione sociale. E anche dopo il matrimonio, portare avanti una famiglia in questa situazione sociale così complessa diventa veramente difficile. Fare una famiglia oggi è in molti casi un gesto eroico. Penso per esempio alle giovani coppie con figli che vivono nelle grandi città. Ma anche nei nostri piccoli borghi umbri. Riuscire ad armonizzare la vita familiare e il lavoro è una sfida quotidiana dal risultato incerto”. “Mai come oggi, dunque, è veramente importante rimettere al centro della nostra attenzione il rapporto tra giovani e lavoro – ha commentato il card. Bassetti –. Si tratta di una grande questione su cui è opportuno riflettere e soprattutto fare delle proposte concrete sia per ciò che concerne la creazione di nuovi posti di lavoro e sia per ciò che riguarda le politiche sociali che armonizzino il rapporto tra famiglia e lavoro. Una di queste proposte è l’assegno unico universale: spero vivamente, come ho già avuto modo di scrivere su ‘Avvenire’, che il Governo fornisca un’adeguata dotazione finanziaria. Ma in generale, mi auguro che il recovery plan sia veramente di aiuto per far ripartire l’Italia dopo lo shock della pandemia”. Il cardinale, ribadendo quanto già detto in passato, ha parlato di una “nuova questione sociale”, che “si caratterizza per un potere pervasivo della tecnica e per uno sradicamento della persona umana, facendo passare nel silenzio invece una dimensione fondamentale del lavoro: la sua sacralità. Il lavoro è sacro, lo ha detto spesso Papa Francesco, perché attraverso di esso l’uomo si fa con-creatore del mondo. Le persone attraverso questa attività, che va svolta con equità e carità, acquisiscono una loro dignità. Una dignità che però perdono quando al lavoro si sostituisce lo sfruttamento oppure una lunga stagione di precariato e di umiliazione, fino alla disoccupazione”.

Card. Bassetti: povertà italiana, vittime nel nostro mare. È l’ora di fare ciò che giusto

24 Aprile 2021 - Roma - La pandemia sta lasciando cicatrici profonde nel corpo della nostra società: al dolore per la morte dei nostri cari, alla preoccupazione per i malati in ospedale e all’inquietudine per i ragazzi a cui è stata tolto un pezzo della loro gioventù, si aggiunge adesso la sofferenza e, in alcuni casi, la disperazione per la mancanza di lavoro e il crescente stato di miseria di larghi settori della popolazione. Le stime preliminari dell’Istat sulla 'povertà assoluta' in Italia hanno delineato un quadro sociale su cui è doveroso riflettere a fondo: oltre 2 milioni di famiglie vivono in condizioni di miseria, con un incremento di ben 335mila nuclei familiari rispetto all’anno scorso. Si tratta del dato peggiore dal 2005 a oggi. E purtroppo le famiglie più colpite dall’aumento dell’indigenza sono quelle in cui sono presenti figli minorenni. È impossibile non rimanere sgomenti di fronte a questi dati che raccontano un Paese in difficoltà e che è stato colpito nel suo cuore pulsante: ovvero, nella famiglia. In quella famiglia che è, prima di tutto, il luogo della carità coniugale e dell’incontro tra generazioni diverse, ma è anche tradizionalmente una fonte di propensione al risparmio e di solidarietà sociale. E perciò mi chiedo: come non inserire questo tema tra i principali argomenti di discussione pubblica del nostro Paese? Nel 1954, di fronte allo stato di grave povertà in cui versavano moltissime famiglie fiorentine che non avevano più una casa dove vivere, Giorgio La Pira non esitò a ordinare, sulla base di una vecchia norma ottocentesca, la requisizione di centinaia di alloggi per motivi di 'necessità pubblica'. Alle violentissime polemiche che seguirono quella decisione, il sindaco di Firenze rispose con queste parole: «Ma che dovevo fare? Ho dato una mano di speranza a tante famiglie povere e disperate!». Anche oggi c’è bisogno di dare una «mano di speranza» alle tante famiglie sempre più povere e disperate. Il Reddito di cittadinanza è uno strumento certamente da perfezionare, ma di cui non si può più fare a meno. Ma ora c’è soprattutto da garantire un’adeguata dotazione finanziaria all’«assegno unico universale» che, dopo un’azione promossa dal Forum delle associazioni familiari, ha riscosso un amplissimo consenso politico. Si tratta di una svolta fondamentale, primo passo per porre finalmente la famiglia con figli al centro delle politiche sociali, mentre delinea una storica equità per le famiglie dei lavoratori autonomi e contribuisce a mettere l’Italia al passo di altri Paesi europei. In quest’ultimo tornante prima del traguardo definitivo occorre però sgombrare il campo da ogni paura, in modo che nessuna famiglia 'perda' qualcosa da questa riforma. Confido infatti che il Governo e anche il Parlamento, che si è mosso in modo compatto attorno questo provvedimento, sappiano aiutare concretamente le nostre famiglie così duramente provate dalla crisi prodotta dalla pandemia. Altri segni di speranza sono rappresentati da alcuni semi che sono stati appena gettati: il Sinodo per l’Italia e il secondo Incontro sul Mediterraneo. Il Sinodo, in particolare, è una grande opportunità per la comunità ecclesiale del nostro Paese e sarà necessario costruire un cammino inclusivo e aperto a tutti, a partire dalle famiglie. Mai come oggi, infatti, in questa società impoverita e sfilacciata, c’è bisogno di rammendare le fila di un tessuto sociale sempre più sfibrato attraverso l’esperienza e la sapienza della famiglia. Il Mediterraneo, invece, è ancora oggi una drammatica realtà che parla con forza alla Chiesa universale. Ciò che mi preoccupa di più, dinanzi all’immane tragedia dei numerosi fratelli e sorelle, più di cento, sepolti vivi, ancora una volta, nelle acque del Mare Nostrum, è il giudizio di Dio su noi tutti che assistiamo inermi a queste disgrazie. Al di là dei sentimenti di umana pietà nei confronti delle vittime, non dobbiamo e non possiamo dimenticare che Dio ha voluto fare dell’intera umanità un solo popolo, un’unica famiglia, «fratelli tutti». (card. Gualtiero Bassetti - Presidente della Conferenza episcopale italiana)  

CEI: domani la presentazione di “Custodire le nostre Terre”

12 Aprile 2021 - Roma - A sei anni dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato si’, la Chiesa che è in Italia si interroga sulla ricezione del documento e sull’impatto della mancata cura del Creato sulla salute della popolazione, sull’ambiente e sulle dinamiche sociali e lavorative. Lo fa sabato 17 aprile con il convegno online “Custodire le nostre terre”, promosso dalla Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute, dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, dagli Uffici Nazionali per la pastorale della salute e per i problemi sociali e il lavoro, e dalla Caritas italiana. Temi e relatori del convegno saranno presentati domani, martedì 13 aprile, alle 11, in una conferenza stampa alla quale prenderanno parte mons. Carlo Maria Redaelli, Arcivescovo di Gorizia e Presidente della Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute, mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e Presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e Presidente della Conferenza Episcopale Campana. Modera Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della CEI.

Card. Bassetti agli italiani nel mondo: l’augurio di una Pasqua “buona”

2 Aprile 2021 - Roma - Una “Pasqua buona” è l’augurio che il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Card. Gualtiero Bassetti, ha inviato ai connazionali all’estero in occasione della Pasqua. E lo ha fatto attraverso il programma “Italia con Voi” del canale Rai Italia durante la trasmissione – da oggi visibile anche su www.raiplay.it - che ha visto anche la partecipazione del Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, Mons. Guerino Di Tora. «Carissimi amici e connazionali – ha detto il porporato - i mezzi di comunicazione mi permettono, grazie a Dio, di raggiungervi e di esservi vicino. Certo ci sono delle distanze enormi che ci separano ma è molto bello e significativo che noi possiamo comunicare fra di noi perché l’affetto e l’amicizia, e il mio cuore di pastore in questo senso, non conosce confini». Il Card. Bassetti ha sottolineato come le feste sono una “occasione per ritornare in patria, per riabbracciare le proprie famiglie e i propri parenti, per ritrovare quel calore e quel sapore della nostra casa.  Anche quest’anno, e per gli stessi motivi, che addirittura si sono aggravati, siamo sottoposti alle limitazioni imposte per il contenimento del contagio. La pandemia, se da un lato ha stretto il mondo nella sua morsa, dall’altra – ha sottolineato il card. Bassetti - ci costringe a stare lontano. La tristezza e la nostalgia prendono il sopravvento”. Ma non deve essere così perché la Pasqua “viene a ricordarci che la luce irrompe nelle tenebre e la morte non ha l’ultima parola sebbene sia grande la sofferenza che ci circonda e certamente queste sofferenze suscitano in noi anche tante perplessità e tanti dubbi. Ma il Signore risorge. È risorto e ci libera dalla schiavitù del male”. E allora l’augurio del Presidente dei vescovi italiani agli italiani che vivono fuori dai confini italiani, è quello che “ognuno di voi, nella propria vita, sappia scorgere le tracce di questa risurrezione. Che ognuno possa sentirsi abbracciato da un amore che gli si dona totalmente. Che ognuno possa sperimentare la gioia della rinascita soprattutto di non essere soli.  Cari amici, per lungo tempo, anche la vergine Maria, la sposa di Giuseppe e la madre di Gesù, è stata straniera, profuga in Egitto, lontano dai parenti degli amici”. L’invito è a “guardare il suo esempio senza mai dimenticare le radici, quelle radici profonde che ci aiutano a prendere la forza per andare avanti e per fiorire”. (Raffaele Iaria)    

CEI: verso l’Assemblea generale

25 Marzo 2021 - Roma - Nel corso dei lavori il Consiglio Permanente della CEI – che si è svolto questa settimana - ha approvato l’ordine del giorno della 74ª Assemblea Generale, che dovrebbe svolgersi a Roma dal 24 al 27 maggio 2021 (l’andamento epidemiologico potrebbe incidere sulle date).  L’Assemblea sarà dedicata al cammino sinodale delle Chiesa che è in Italia. Durante i lavori verranno eletti due Vice Presidenti della Conferenza Episcopale Italiana (area nord e area centro); i membri del Consiglio per gli Affari Economici e i Presidenti delle Commissioni Episcopali. Tra questo il nuovo presidente della Commissione per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes.  

Card. Bassetti: il silenzio si fa preghiera

18 Marzo 2021 -
Roma - «Oggi vogliamo pregare per tutti coloro che sono stati strappati alla vita dal virus che da più di un anno sta flagellando l’Italia e il mondo intero. Oggi è il momento di fare silenzio e di rivolgere il nostro pensiero alle oltre centomila persone che non ce l’hanno fatta. Un silenzio che si fa preghiera e che apre alla speranza». Lo afferma il card.  Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, in occasione della prima Giornata nazionale in memoria delle vittime di Covid.
«Oggi è l’occasione per fare memoria, perché chi non ha memoria non ha radici e viene sradicato da qualunque vento. La memoria è come un contenitore che dà senso profondo alla vita e da cui si può attingere. La preghiera diventa allora una cannella d’acqua fresca che sgorga da questo contenitore e si traduce in un dialogo con Dio», sottolinea porporato, aggiungendo che la «gente  ha bisogno di pane, ma anche di lavoro, di solidarietà e di grazia perché senza grazia la vita non ha senso».
«C’è una primavera che si prepara in questo inverno apparente», ripeteva La Pira e anche noi, oggi, «vogliamo pensare che sia così, certi che la morte non abbia l’ultima parola», dice il card.  Bassetti.
La Giornata nazionale istituita per conservare e rinnovare la memoria di tutte le persone decedute a causa dell’epidemia di coronavirus viene celebrata nelle chiese che sono in Italia con liturgie e momenti dedicati. Nella sede della Conferenza Episcopale Italiana è stata issata la bandiera a mezz’asta.
Per l’occasione, inoltre, l’Ufficio Liturgico Nazionale ha composto una preghiera che pubblichiamo di seguito:
Signore Padre buono e misericordioso,
ascolta la preghiera delle tue figlie e dei tuoi figli
in questo tempo oscurato
dalle ombre della malattia e della morte.
La Pasqua di Cristo, verso la quale siamo incamminati,
illumini il nostro pellegrinare.
Donaci occhi, mente e cuore
per sostenere le famiglie, soprattutto le più provate;
per prenderci cura dei bambini, accompagnare i giovani,
dare forza ai genitori e custodire gli anziani.
Dona guarigione agli ammalati, pace eterna a chi muore.
Indica ai governanti la via per decisioni sagge
e appropriate alla gravità di quest’ora.
Dona forza ai medici, agli infermieri,
agli operatori sanitari,
a chi si occupa dell’ordine pubblico e della sicurezza,
affinché siano generosi, sensibili e perseveranti.
Illumina i ricercatori scientifici,
rendi acute le loro menti ed efficaci le loro ricerche.
Lo Spirito del Risorto sostenga la nostra speranza.
Per la forza del suo Amore, o Padre,
rendi ciascuno artigiano di giustizia,
di solidarietà e di pace, esperto di umanità.
Donaci il gusto dell’essenziale, del bello e del bene,
e i gesti di tutti profumino di carità fraterna
per essere testimoni del Vangelo della gioia,
fino al giorno in cui ci introdurrai,
con la beata Vergine Maria, san Giuseppe e tutti i santi,
al banchetto eterno del Regno.
Amen.

Card. Bassetti: daremo un nuovo contributo di carità nella campagna vaccinale

14 Marzo 2021 -
Roma - «Il tempo della responsabilità non è terminato. La Chiesa che è in Italia saprà dare un ulteriore segno concreto di prossimità. Con la campagna vaccinale, infatti, abbiamo la possibilità tangibile di fornire un nuovo contributo di carità». Così il card.  Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, commenta la campagna vaccinale nazionale antiCovid, presentata  dal Commissario straordinario, generale Francesco Paolo Figliuolo, che apre all’eventualità, tra l’altro, di utilizzare strutture edilizie delle Chiese che sono in Italia. La messa a disposizione di questi luoghi, che non sono quelli liturgici, tiene conto di vari fattori, non ultimo la continuità di un cammino già avviato in molti territori. Sono numerose, infatti, le Diocesi che hanno consentito e consentono l’utilizzo delle proprie strutture per medici, infermieri, Protezione civile, persone in quarantena, ammalati, poveri e quanti soffrono a causa del Covid.
«Anche questa – afferma il porporato - è testimonianza autentica di un servizio alla persona, agli ultimi in particolare, a chi è in prima linea nella cura dei malati e, quindi, al Paese intero. Tutti insieme, uniti, possiamo costruire orizzonti di speranza».