Primo Piano

Mons. Belotti: a lui è stato dedicato il sagrato della chiesa del suo paese d’origine

28 Novembre 2023 - Bergamo - E’ stata intitolato a mons. Lino Belotti, già presidente della Fondazione Migrantes, il sagrato  della Chiesa di Cristo Re di Comenduno di Albino, suo paese natale. Alla cerimonia anche il direttore Migrantes della diocesi di Bergamo, don Sergio Gamberoni. Don Lino è morto all’età di 87 anni il 23 marzo 2018. Era nato nel 1930 in una famiglia contadina del bergamasco, a Comeduno di Albino. Ordinato sacerdote nel 1954 a soli 24 anni: era entrato in seminario a Bergamo a 12 anni per gli studi ginnasiali e liceali, in prima Teologia passò alla Comunità Missionaria “Paradiso”, abbracciando l’idea di fare il missionario, raccontava egli stesso: “ho incominciato a pensare a questa opportunità sin dal principio, da quando fummo informati circa l’istituzione della Comunità. Il vescovo Bernareggi e don Minzoni, i fondatori, avevano illustrato l’opportunità ai giovani chierici, contribuendo così a dare una ulteriore spinta alla mia vocazione missionaria, che si può dire è nata contestualmente con la nascita del ‘Paradiso’”. La comunità fu fondata nel 1949 per aiutare le diocesi con carenza di clero e per essere presenti fra gli emigranti. In seguito don Lino è stato nominato superiore della Comunità Paradiso. E’ stato Vescovo ausiliare emerito a Bergamo, direttore generale della Fondazione Migrante dal 1987 al 1996 e presidente della commissione episcopale della Cei per le migrazioni e della Migrantes. Il primo incarico come parroco, dal 1961 al 1966, fu a Goro di Ferrara nella diocesi di Comacchio. Ma l’appellativo di “prete dei migranti” gli deriva dal fatto che dal 12 settembre 1966 al 1973 fu il cappellano degli emigrati italiani in Svizzera. “Quella di La Chaux de Fonds è stata una delle esperienze più belle della mia vita” ha detto raccontando la sua vita nel volume “Preti tra i Migranti. Esperienze pastorali della Chiesa di Bergamo nelle Missioni Cattoliche Italiane d’Europa”, promosso dall’Ufficio Migrantes della diocesi bergamasca.  Quando don Lino arrivò in Svizzera, chiamato per risollevare la Missione Cattolica Italiana di La Chaux de Fonds, nella diocesi di Friburgo, che era in una fase di stallo gli emigrati italiani erano ancora molto stagionali e vivevano soprattutto in baracche, specie i boscaioli. In territorio elvetico don Lino arrivò assieme a don Sandro Dordi, che aveva preso la residenza  a Le Locle. “Ovviamente – scriveva don Lino - ci incontravamo regolarmente e programmavamo insieme le varie attività”. Una delle difficoltà iniziali che il sacerdote dovette affrontare “è stata forse la lingua”, ma dopo poco più di un anno era pronto a insegnare religione in lingua francese in una scuola di Rattrapage. I corsi, della durata di circa un anno, avevano lo scopo di aiutare i nuovi immigrati ad imparare la lingua e a far conoscere le realtà della città e a socializzare. Tra gli impegni principali di don Lino tra i connazionali la visita alle famiglie, l’ascoltare, il favorire l’integrazione tra italiani e con la popolazione locale. Raccontava che conservava l’elenco delle seimila famiglie di Italiani residenti nella Missione, provenienti da tutte le province dell’Italia: “si può dire le ho visitate tutte. Sul mio indirizzario avevo indicato per ciascuna il cognome e il nome del papà, come pure della mamma, il paese di provenienza in Italia e l’indirizzo di residenza in Svizzera”. “Dedichiamo, con un effigie, il sagrato della chiesa parrocchiale nel quinto anniversario della sua morte - ha affermato il parroco, don Alfio Signorini -. Un'occasione bella per dire grazie per quanto ha fatto nella comunità di Comenduno, a perenne memoria”. (Raffaele Iaria)

MSNA: un dossier sul mensile della diocesi di Milano

28 Novembre 2023 -
Milano - “Non sono affatto un’emergenza, nonostante le cifre (20mila presenze a giugno 2023, 100mila in totale negli ultimi 10 anni). Sono invece un fenomeno ‘non gestito’, dove si rischia di farli scivolare nel circuito criminale e comunque di perdere le loro preziose potenzialità”. È la sintesi dell’inchiesta di copertina de “Il Segno”, mensile della diocesi di Milano, di dicembre, dedicata ai così detti minori stranieri non accompagnati. “In maggioranza 16-17enni, hanno in genere dietro alle spalle un viaggio molto pericoloso da Paesi africani o asiatici, ma anche un progetto migratorio ben definito in testa. Vogliono emergere, lavorare, mandare soldi alla famiglia rimasta in patria. Sono insomma pieni di vita e affamati di futuro”. Tuttavia, “molte cose non funzionano nella fase cruciale della prima accoglienza: questa dovrebbe essere a carico dello Stato, ma il più delle volte ricade sui Comuni, che per carenza di risorse o di organizzazione non sempre riescono a garantirla, lasciando i migranti al loro destino. Che spesso significa cadere nell'illegalità"  

Migrantes: conclusasi la visita di mons. Felicolo alle Mci del Regno Unito

28 Novembre 2023 - Londra - Il Direttore Generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, ha visitato le missioni cattoliche italiane di Londra dal 23 al 27 di Novembre. Sono state giornate intense di incontri, riunioni, celebrazioni che hanno avuto come scopo principale il desiderio di far sentire agli emigrati italiani della nostre Missioni la vicinanza e il sostegno della Chiesa Italiana. Mons. Felicolo, nella sua prima visita a Londra in veste di Direttore generale ha lavorato per continuare a tessere il filo della storia dando uno sguardo al passato della migrazione in Inghilterra ma anche per cercare di cogliere attentamente quali le modalità possibili per operare efficacemente per il futuro. Durante la prima giornata il Direttore ha incontrato gran parte dei sacerdoti impegnati nelle missioni di Londra: don Francesco Buttazzo, il superiore delle Missioni Scalabriniane, don Andrea Fulco parroco della Chiesa Italiana di st Peter, il suo collaboratore don Giuseppe de Caro e don Antonio Serra, responsabile della Missione Cattolica italiana  operante nel nord di Londra nonché Coordinatore Nazionale. Mons. Felicolo ha potuto constatare il grande clima di amicizia e di fraterna collaborazione che esiste tra i sacerdoti impegnanti nella pastorale dei migranti e ha colto l’occasione per incoraggiarli ad intensificare la collaborazione tra di loro per rispondere sempre meglio alle esigenze di una realtà così vasta e complessa come Londra. La sera dello stesso giorno, mons. Felicolo si è incontrato con mons. Paul McAleen, referente per i migranti della conferenza Episcopale di England and Wales e con altri sacerdoti per discutere su come ottimizzare la gestione delle proprietà della Missione. Il giorno successivo, Sabato, il Direttore Generale ha viaggiato per visitare in tre città diverse le tre comunità della Missione Cattolica di Londra. “Ho trovato delle persone che ci tengono ad incontrarsi e sono animate da tanta voglia di fraternità e di stare insieme. Vivace anche il desiderio di incontrarsi a pregare insieme nella lingua italiana", ha detto. Domenica ha incontrato la comunità della Missione di Enfield e subito dopo si è recato alla Chiesa di st Peter per celebrare la Santa messa con gli emigrati italiani. A San Peter’s mons Felicolo ha trovato la stessa voglia di incontrarsi e lavorare insieme. Il Direttore nei suoi spostamenti ha potuto constatare le distanze enormi che i londinesi devono percorrere per recarsi da un posto all’altro. Queste distanze condizionano anche la pastorale. Proprio per questo, a seguito di una serie di incontri con il Coordinatore Nazionale è emersa l’esigenza di pensare in maniera prospettica anche a strutture più dinamiche “in uscita” che possano facilitare l’intercettazione di tanti italiani, soprattutto giovani, che vivono in una vasta città di 11 milioni di abitanti come Londra. (don Antonio Serra - Coordinatore Missioni Cattoliche Italiane nel Regno Unito)

San Paolo del Brasile: incontro dei Presidenti della Migrantes del mondo

27 Novembre 2023 -

San Paolo - Dal 21 al 24 novembre si è tenuto a San Paolo del Brasile l’incontro dei Presidenti della Migrantes del mondo nel Seminario dei Padri Scalabriniani. Il tema dell’incontro è stato la collaborazione tra le Conferenze Episcopali e i Padri Scalabriniani, in vista del loro prossimo Capitolo Generale. L’incontro - al quale ha partecipato per l'Italia mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes - si è aperto con una relazione di Padre Fabio Baggio, Sottosegretario del Dicastero Pontificio per lo Sviluppo integrale, che ha trattato il tema “La Chiesa e le migrazioni”. È seguito nei gruppi di lavoro un confronto tra esperienze per mettere a fuoco cosa maggiormente impedisca una pastorale migratoria efficace. Una seconda relazione è stata tenuta dal Padre Generale degli Scalabriniani Leonir Chiarello, che ha approfondito la figura e l’impegno per i migranti in San Giovanni Scalabrini che visitò San Paolo nel 1904. Negli spazi del convegno è stato possibile visitare la Chiesa e la Parrocchia di San Carlo gestita sempre dagli Scalabriniani dove esiste una cassa del Migrante, una serie di servizi socio-sanitari e un centro studi. Si è potuto visitare anche la Cattedrale neogotica di San Paolo, il museo dell’immigrazione e la Chiesa cinquecentesca dei Gesuiti attorno alla quale nacque la città di San Paolo, oggi una megalopoli di 25 milioni di abitanti. Il convegno è continuato analizzando, alla luce del confronto, i punti in comune nella pastorale migratoria (la cura e l’accompagnamento dei migranti, la tutela della loro dignità), le problematiche (l’indifferenza, la paura, la mancanza di conoscenza nel mondo delle migrazioni) e le proposte operative (un lavoro coordinato, la cura della comunicazione, la specificità della pastorale migratoria rispetto ai servizi caritativi ai migranti). Dopo una breve presentazione dell’attività dell’Istituto Teologico inter-congregazionale, con oltre 120 studenti, nell’ultima giornata si è potuto visitare l’orfanotrofio realizzato da Padre Giuseppe Marchetti nel 1925, oggi trasformato in un centro diurno per minori e adolescenti, i servizi educativi annessi e il museo con le testimonianze di un secolo di vita di quest’opera straordinaria di carità nei confronti dei minori di ieri - gli orfani degli italiani che morivano prematuramente anche durante il viaggio - e di oggi. La giornata si è conclusa con la Santa Messa concelebrata dai Vescovi e presieduta dal Card. di San Paolo Odilo Pedro Scherer.

Migrantes Taranto: svoltosi il XX° congresso diocesano

27 Novembre 2023 - Taranto - Il Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato che si è celebrata lo scorso mese di settembre continua a essere al centro dell'anno pastorale nella diocesi di Taranto che si concluderà con la Festa dei Popoli il 19 maggio 2024. Infatti è il tema del  convegno  diocesano organizzato dall’Ufficio diocesano per la pastorale Migrantes  che si terrà giovedì 23 novembre 2023 alle ore 9 nell’aula magna dell’Università degli Studi di Bari, Dipartimento Jonico, in via Duomo. Molti  i relatori del consueto appuntamento relativo alla conoscenza dei vari aspetti della pastorale migratoria, giunto alla ventesima edizione, con l’intervento dell’arcivescovo mons. Ciro Miniero, che ha tenuto l’introduzione e la conclusione dei lavori, moderati Marisa Metrangolo, direttore diocesano della Migrantes, che così riferisce nella presentazione del convegno “In un mondo in cui guerre e conseguenze climatiche continuano a generare migranti e rifugiati il grido di aiuto di migranti e rifugiati non può lasciarci indifferenti.La cura pastorale dei migranti è un’attività missionaria da non trascurare, che potrà aiutare  a riscoprire la gioia della fede cristiana che si è ricevuta”. Al convegno porteranno il saluto il direttore del Dipartimento jonico prof. Paolo Pardolesi, la dirigente scolastica del liceo ginnasio statale “Aristosseno” prof.ssa Rita Frunzio, il vice prefetto dott.ssa Adriana Famá, il sindaco e presidente della Provincia Rinaldo Melucci il prof. Antonio Uricchio, presidente Anvur e consigliere Avepro Agenzia Vaticana. La relazione principale sul tema del convegno è stata affidata a mons. Ciro Alabrese, direttore diocesano dell’Ufficio Educazione Scuola e Università. Sono seguiti  gli interventi della dott.ssa Rosa Anna De Palo, presidente del Tribunale di Taranto, del Comandante del Porto Cap. Vasc. Rosario Meo, dei docenti universitari proff.ri Cosima Ilaria Buonocore, Francesco Saverio Damiani e Paolo Stefanì e della dott.ssa Flavia Leopardo dell’associazione “Noi e Voi”. “Persecuzioni, guerre, fenomeni atmosferici e miseria sono tra le cause più visibili delle migrazioni forzate contemporanee – evidenzia la direttrice di Migrantes, dott. Marisa Metrangolo  - Per porvi termine è necessario l’impegno comune di tutti, ciascuno secondo le proprie responsabilità, chiedendoci che cosa possiamo fare, ma anche cosa dobbiamo smettere di fare. Il diritto di migrare e quello di vivere nella propria terra si fondano sui principi della libertà e della destinazione universale dei beni che il Signore ha creato e destinato a tutta l’umanità. Entrambi questi diritti oggi sono a rischio: quello di migrare viene fermato da muri che si alzano, da nazionalismi di ritorno, da legislazioni che indeboliscono il diritto di lasciare la propria terra di chi cerca un lavoro e un sostegno alla vita personale e familiare o fugge da guerre, disastri ambientali, dittature; quello di rimanere nella propria terra è ostacolato dalle numerose guerre e conflitti in atto, da forme nuove di colonialismo, dalla mancanza di pari opportunità di uomini e donne e dal grave sfruttamento". “Dal Rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes – aggiunge Metrangolo - si evidenzia quanto sia  necessario un cambiamento della narrazione per superare quella dell’emergenza. Infatti l’attenzione dei media al tema dell’immigrazione in Italia è evidente che è sempre più orientata all’allarmismo. Nel dibattito pubblico il binomio immigrazione-sicurezza rimane di stringente attualità, generando un diffuso clima di paura e di intolleranza, come sottolinea il rapporto Immigrazione di Fondazione Migrantes e Caritas Italiana 2023. Ma ci si dimentica di aggiungere che le migrazioni in Italia da più anni registrano una certa stabilità, se non addirittura in fase calante per la carenza occupazionale, soprattutto delle donne, la irregolarità crescente per la mancanza di incontro tra domanda e offerta di lavoro, la maggiore insicurezza dei migranti, soprattutto sul lavoro, ma anche nella vita sociale. Questo in particolare sta costringendo alla partenza dall’Italia di albanesi, cinesi, polacchi, ucraini”. “Tante sono state le istituzioni e le persone che sono state affianco in tutti questi anni ed hanno dato sostegno –  conclude– e dobbiamo ringraziare in modo particolare l'ufficio immigrazione della Questura con la dott.ssa Rossella Fiore, l’Ufficio Immigrazione della Prefettura ed i componenti del suo staff che si sono succeduti, come la dott.ssa Teresa Pricolo, l’assessorato ai servizi sociali del Comune. Ma non dobbiamo dimenticare il prezioso apporto degli arcivescovi mons. Benigno Luigi Papa, mons. Filippo Santoro e l'attuale mons. Ciro Miniero, promotori della Pastorale migratoria, oltre all'Ufficio diocesano missionario, alla Caritas diocesano, alle parrocchie e soprattutto i volontari che si sono succeduti da vent'anni e gli operatori che si prodigano nell’Ufficio Migrantes”.

Un Re diverso dagli altri

27 Novembre 2023 -
Francesco ricorda che secondo i criteri del mondo “gli amici del re dovrebbero essere quelli che gli hanno dato ricchezze e potere, lo hanno aiutato a conquistare territori”, magari anche a comparire “sulle prime pagine dei giornali o sui social”. Gesù, invece, è un re diverso, per lui amici “sono coloro che lo hanno servito nelle persone più deboli”; non a caso “chiama i poveri fratelli”; è un re che si identifica “con gli affamati, gli assetati, gli stranieri, gli ammalati, i carcerati”. Realtà “sempre molto attuali” per il vescovo di Roma, perché “affamati, persone senza tetto, spesso vestite come possono, affollano le nostre strade: le incontriamo ogni giorno. E anche per ciò che riguarda infermità e carcere, tutti sappiamo cosa voglia dire essere malati, commettere errori e pagarne le conseguenze”. Per il Vangelo si è benedetti “se si risponde a queste povertà con amore, col servizio: non voltandosi dall’altra parte, ma dando da mangiare e da bere, vestendo, ospitando, visitando, in una parola facendosi vicini a chi è nel bisogno”; la sua “sala regale è allestita dove c’è chi soffre e ha bisogno di aiuto”; sorelle e fratelli “prediletti” sono le donne e gli uomini “più fragili”. Amici sono coloro che hanno lo stesso stile di Gesù: “la compassione, la misericordia, la tenerezza”. Un programma impegnativo, un Vangelo che interroga tutti e che chiede se abbiamo davvero messo in primo piano il bene comune, l’attenzione all’altro; se siamo chiusi nel nostro piccolo mondo o se abbiamo teso la mano e accompagnato chi ha chiesto solidarietà. La differenza tra essere “pecore” e non “capre”, come leggiamo in Matteo, è tutta qui: fare o non fare, azione o omissione. Nelle parole preparate per questa domenica, non mancano i riferimenti all’attualità. In primo luogo, il conflitto tra Israele e Palestina: “c’è finalmente una tregua e alcuni ostaggi sono stati liberati. Preghiamo che lo siano al più presto tutti: pensiamo alle loro famiglie”. Nello stesso tempo si chiede che “entrino a Gaza più aiuti umanitari, e che si insista nel dialogo: è l’unica via, l’unica via per avere pace. Chi non vuole dialogare non vuole la pace”. Quindi l’Ucraina che ha commemorato l’Holodomor, il genocidio perpetrato 90 anni fa dal regime sovietico, che causò la morte per fame di milioni di persone: “lacerante ferita” resa ancora più dolorosa dalle atrocità della guerra in atto. La preghiera – “per tutti i popoli dilaniati dai conflitti” – è “la forza della pace che infrange la spirale dell’odio, spezza il circolo della vendetta e apre vie insperate di riconciliazione”. Conferma, infine il Papa, che sabato 2 dicembre sarà a Dubai alla Cop 28, perché il nostro mondo è minacciato “da un altro grande pericolo, quello climatico, che mette a rischio la vita sulla terra, specialmente le future generazioni. E questo è contrario al progetto di Dio”. (Fabio Zavattaro - Sir)

Migrantes: mons. Felicolo in visita alle comunità italiane nel Regno Unito

27 Novembre 2023 - Londra – Si conclude oggi la visita del direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Pierpaolo Felicolo nel Regno Unito. Accolto dal coordinatore nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane, don Antonio Serra, mons. Felicolo ha incontrato le comunità italiane presenti e ha celebrato la Santa Messa in diversi momenti. E’ stata l’occasione per il direttore dell’Organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana per conoscere le Missioni cattoliche Italiane del Regno Unito e ascoltare le loro testimonianze. Nel Regno Unito – secondo il dato riportato recentemente dal Rapporto Italiani nel Mondo della Migrantes – risiedono circa 460mila cittadini con passaporto italiano, il 7,7% dei circa 6milioni che vivono fuori dai confini italiani.

Fisc: eletto il Consiglio nazionale

27 Novembre 2023 - Roma - Con un visita culturale sabato scorso si è conclusa a Roma la XX Assemblea nazionale ordinaria della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc). Durante i lavoro si è proceduto all'elezione edl nuovo Consiglio nazionale per i prossimi quattro anni: Ne faranno parte Walter Lamberti, Fabrizio Frattini, Maria Grazia Olivero (circoscrizione nord ovest); Mauro Ungaro, Martina Pacini, Daniela Verlicchi (circoscrizione nord est); Simone Incicco, Alessandro Paone (circoscrizione centro); Davide Imeneo, Maria Saveria Gigliotti (circoscrizione sud). Inoltre, risultano eletti tra i più votati: Mariangela Parisi, Lorenzo Rinaldi, Emanuele Occhipinti, Giampaolo Atzei, Massimiliano Firreri, Luca Bortoli.I delegati regionali eletti sono: Beatrice Testadiferro (Marche), Sabrina Penteriani (Lombardia), Roberto Comparetti (Sardegna), Mario Manini (Umbria), Costantino Coros (Lazio), don Doriano Vincenzo De Luca (Campania), Domenico Mugnaini (Toscana), Jurij Paljk (Triveneto), Marilisa Della Monica (Sicilia), don Enzo Gabrieli (Calabria e Basilicata), Luigi Lamma (Emilia Romagna), Chiara Genisio (Piemonte), don Oronzo Marraffa (Puglia), Domenico De Simone (Abruzzo e Molise), Raffaele Iaria (giornali in lingua italiana all'estero).

Sentieri d’altura

27 Novembre 2023 -
"Vediamo dalle tristissime cronache di questi giorni, dalle terribili notizie di violenza contro le donne, quanto sia urgente educare al rispetto e alla cura: formare uomini capaci di relazioni sane. Comunicare è formare l’uomo. Comunicare è formare la società”. Con queste parole Papa Francesco si è rivolto il 23 novembre scorso ai giornalisti dei settimanali diocesani. Giornalisti che consumano le suole delle scarpe, che ascoltano e raccontano le persone e la loro vita senza mettere in secondo piano le strade affollate del digitale. Giornalisti per i quali il ritorno dei volti, auspicato dai filosofi Emmanuel Levinas e Italo Mancini, è da promuovere nel tempo in cui il video tenta di sostituire piuttosto che affiancare il volto mentre la lentezza della conoscenza e dell’approfondimento si scontra con la velocità del tutto e subito, mentre il frammento ha la meglio sull’insieme. Papa Francesco indica loro tre sentieri: il primo è quello della formazione, questione vitale perché sono in gioco il futuro della società e il dialogo intergenerazionale; il secondo è quello della tutela che coincide con la protezione delle fasce più deboli sul piano comunicativo; il terzo è quello della testimonianza che è l’andare controcorrente nel parlare di fraternità in un mondo individualista. Sono tre sentieri d’altura che non allontanano dalla complessità ma la attraversano senza esserne travolti. Sono percorsi da compiere con orecchie e occhi aperti per non venire risucchiati dal vortice delle parole vane e ostili ma per essere capaci di parole amichevoli e profetiche. Sono i sentieri quotidiani della cultura, del dialogo tra Vangelo e vita e del dialogo tra la ragione e la fede. Sono i sentieri della coscienza che si ribella al male da cui deriva anche la violenza contro le donne che dall’inizio dell’anno a oggi ha fatto registrare in Italia 107 vittime. Lungo questi sentieri che attraversano la notte delle guerre risuonano le domande: “Dové l’uomo? Dov’è l’umanità?” Sono sentieri d’altura, come tali richiedono un’adeguata attrezzatura culturale e spirituale.  Lo chiedono non solo ad alcuni alla luce di specifiche competenze, lo chiedono a tutti perché insieme si pensi e si costruisca un futuro umano. Non basta allora fermarsi alle mancanze, alle inadempienze di una parte, non basta ricorrere alla delega di compiti e responsabilità ritenendosi esonerati o inadeguati di fronte al potere del male. I sentieri d’altura portano agli orizzonti della pace e della giustizia. Si cammina insieme: giovani e adulti, giornalisti e insegnanti, genitori ed educatori, esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni, in un’alleanza consapevole che “Comunicare è formare l’uomo. Comunicare è formare la società”. (Paolo Bustaffa)

Corridoi umanitari: arrivati oggi a Roma 20 afghani

23 Novembre 2023 - Roma - Sono arrivati nelle prime ore della mattinata, con un volo proveniente da Islamabad, 20 profughi afghani grazie ai Corridoi Umanitari promossi dalla Comunità di Sant’Egidio, d’intesa con i ministeri dell’Interno e degli Esteri. Questi nuclei familiari e singoli - tra loro anche alcuni neonati e anziani - erano rifugiati in Pakistan dall’agosto 2021 e hanno trascorso oltre due anni in condizioni estremamente precarie in un campo informale nel centro di Islamabad. Perché, dopo la caduta di Kabul e la grande mobilitazione iniziale, molti tra gli afghani riusciti a salvarsi rifugiandosi nei paesi confinanti, restano ancora in attesa di reinsediamento. Per molti, inoltre, la situazione è diventata ancora più pericolosa perché recentemente i Paesi ospitanti hanno iniziato a rimandare i profughi in Afghanistan, dove le condizioni politiche li espongono a notevoli ulteriori pericoli. Dopo l’atterraggio i profughi stanno effettuando le procedure di identificazione presso un'ala appositamente riservata dell’Aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino, e successivamente, presso la mensa della Comunità di Sant’Egidio, hanno partecipato a un pranzo di benvenuto con menù tradizionale afghano, preparato dai loro parenti e connazionali giunti nei mesi precedenti in Italia grazie ai Corridoi Umanitari. Successivamente verranno accolti a Roma in diverse strutture, alcune delle quali messe a disposizione da congregazioni religiose, e subito avviati verso l’integrazione, a partire dall’apprendimento della lingua italiana, alla scuola, per i minori, e all'inserimento lavorativo, per gli adulti. Complessivamente i Corridoi Umanitari hanno finora consentito l’arrivo in sicurezza di oltre 6.800 rifugiati in Europa (5.700 in Italia), tra cui circa 850 afghani.

Ritrovare il senso

23 Novembre 2023 - Roma - È molto difficile in questi giorni trovare la giusta prospettiva da cui guardare l’orizzonte. Le notizie di cronaca sembrano sopraffare qualsiasi spiraglio. Ed è proprio questa complessità a dare senso a quanti sono impegnati nel mondo della comunicazione e dell’informazione. C’è un messaggio da cogliere e trasmettere: ogni forma di violenza è negazione dell’umanità. Senza appello! Soprattutto quando questa viene esercitata su chi trasmette la vita. Ed ecco la forza del silenzio, spezzato anche dal rumore, che ha unito le diverse manifestazioni. Silenzio e rumore non sono in contraddizione, ma si intersecano quasi a tracciare un percorso che conduce all’intimità del cuore. È quella la sede da curare e custodire per poter tornare a guardare l’orizzonte. (Vincenzo Corrado)

Papa Francesco ai settimanali cattolici: promuovere strumenti che proteggono tutti

23 Novembre 2023 -
Città del Vaticano - Papa Francesco questa mattina ha ricevuto in udienza i partecipanti all’Assemblea elettiva delle Federazione Italiana Settimanali Cattolici (Fisc) alla quale aderiscono diversi periodici cattolici di lingua italiana in Europa e il mensile della Fondazione Migrantes. Per il Papa oggi è fondamentale , nella comunicazione, promuovere “strumenti che proteggano tutti, soprattutto le fasce più deboli, i minori, gli anziani e le persone con disabilità, e li proteggano dall’invadenza del digitale e dalle seduzioni di una comunicazione provocatoria e polemica”. Soffermandosi sulla comunicazione digitale papa Francesco ha evidenziato come si  cerchi di “mostrare tutto ed ogni individuo diventa oggetto di sguardi che frugano, denudano e divulgano, spesso in maniera anonima”. Per il Papa il “rispetto verso l’altro si sgretola e in tal modo, nello stesso tempo in cui lo sposto, lo ignoro e lo tengo a distanza, senza alcun pudore posso invadere la sua vita fino all’estremo”. “Le vostre realtà, impegnate in questo settore, possono far crescere una cittadinanza mediale tutelata, possono sostenere presidi di libertà informativa e promuovere la coscienza civica, perché siano riconosciuti diritti e doveri anche in questo campo”, ha detto il Pontefice secondo il quale si tratta di “una questione di democrazia comunicativa”. Da qui la richiesta “per favore” di farlo “senza paura, come Davide contro Golia: con una piccola fionda fece cadere il gigante”. E l’invito a non giocare solo in difesa ma, rimanendo piccoli dentro, pensate in grande, perché a un compito grande siete chiamati: tutelare, attraverso le parole e le immagini, la dignità delle persone, specialmente la dignità dei piccoli e dei poveri, i preferiti di Dio”. “La fedeltà al Vangelo postula la capacità di rischiare nel bene. E di andare controcorrente: di parlare di fraternità in un mondo individualista; di pace in un mondo in guerra; di attenzione ai poveri in un mondo insofferente e indifferente”, ha sottolineato nel suo intervento prima di incontrare singolarmente ognuno dei partecipanti all’udienza che lo hanno accolto con un grande applauso.  Papa Francesco ha poi indicato la testimonianza del beato Carlo Acutis, che “sapeva molto bene che questi meccanismi della comunicazione, della pubblicità e delle reti sociali possono essere utilizzati per farci diventare soggetti addormentati, dipendenti dal consumo e dalle novità che possiamo comprare, ossessionati dal tempo libero, chiusi nella negatività. Lui però ha saputo usare le nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo, per comunicare valori e bellezza”. (Raffaele Iaria)

Liberi di scegliere se migrare o restare: a Szombathely l’incontro dei vescovi e delegati nazionali per le migrazioni

22 Novembre 2023 -
Roma - Dal 12 al 14 novembre si è tenuto l’incontro della Sezione Migrazioni e Rifugiati della Commissione per la Pastorale Sociale del CCEE, a Szombathely (Ungheria) al quale ha partecipato, per l'Italia, il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. Il tema dell’incontro è stato “Liberi di scegliere se migrare o restare”, proponendo una riflessione approfondita sul significato e le possibilità della libertà al momento di decidere se iniziare un percorso migratorio oppure se restare nella propria terra, come prospettato da Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato di quest’anno. I lavori sono stati aperti dai membri della Commissione per la Pastorale Sociale: l’arcivescovo Bohdan Dzyurakh, Esarca per i fedeli greco-cattolici ucraini in Germania e Presidente della Commissione; il card. Anders Arborelius, Vescovo di Stoccolma e Responsabile della Sezione Migranti e Rifugiati; il vescovo della diocesi di Szombathely e Responsabile della Sezione Pastorale Sociale della Commissione, mons. János Székely. Ai loro interventi sono seguite le parole di saluto del Nunzio Apostolico in Ungheria, Mons. Michael Wallace Banach, e le parole di benvenuto del sindaco della città di Szombathely, Nemény András.  Nella sua relazionep. Aldo Skoda, docente di teologia presso la Pontificia Università Urbaniana a Roma, ha presentato le linee principali della riflessione sul tema. Partendo da una considerazione sull’aspetto demografico delle migrazioni, che secondo dati recenti coinvolge prevalentemente i giovani, il prof. Skoda ha ribadito gli elementi essenziali e necessari per un corretto approccio pastorale. Ha poi fatto il punto sulle conseguenze della disinformazione e del rischio che rappresenta l’uso politico e ideologico delle migrazioni. In seguito, ha elencato alcune delle devastanti conseguenze dei canali illegali di migrazione e il ruolo della criminalità organizzata. Una ferita del nostro tempo è lo stigma sociale e antropologico delle migrazioni, che portano a dimenticare che ogni persona che migra ha una storia, una originalità, una personalità propria. All’invito a passare dall’ideologia alla teologia nell’affrontare le sfide delle migrazioni, il prof, Skoda ha aggiunto la necessità di un maggiore impegno per riscoprire la natura relazionale e qualitativa dell’incontro con le persone, siano migranti o rifugiati, per vincere le paure e far prevalere la fraternità, che costruisce comunità forti e accoglienti. In seguito, p. Fabio Baggio, Sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale (Vaticano), ha presentato le molteplici iniziative di studio e di intervento concreto promosse dalla Sede Apostolica, molte delle quali con il diretto interessamento di Papa Francesco, che invita a costruire il futuro con i migranti e con i rifugiati. Il P. Baggio ha insistito sulla necessità di promuovere un atteggiamento più umano e costruttivo in riferimento ai migranti e ai rifugiati, riscoprendo il nesso che esiste tra migrazioni e sviluppo. Infine, ha segnalato diversi aspetti della pastorale dei migranti che sono stati approfonditi nel percorso di sinodalità che vive la Chiesa cattolica. La panoramica internazionale per quanto riguarda le migrazioni è stata affidata a Mons. Robert Vitillo, Segretario Generale dell’ICMC (Ginevra). Nella sua presentazione, mons. Vitillo ha segnalato alcune delle sfide che si affrontano a livello internazionale a causa di un aumento del secolarismo e, quindi, di un crescente rifiuto o diffidenza nei confronti dell’operato degli organismi d’ispirazione cattolica. Perciò, ha elogiato la disponibilità e la generosità di tante persone altamente qualificate che continuano a prodigarsi in favore dei migranti e dei rifugiati a livello internazionale, portando con il loro lavoro un messaggio di speranza e fiducia. I direttori nazionali delle migrazioni presso le diverse conferenze episcopali d’Europa hanno presentato i loro rapporti, illustrando i molteplici impegni assunti a livello locale e ribadendo la ferma volontà di affrontare le sfide odierne con rinnovato impegno. Per l'Italia l'intervento di mons. Felicolo. L’incontro si è concluso con una visita di tutti i partecipanti a una casa per rifugiati gestita dalla diocesi di Szombathely, oltre che ad alcune case di persone appartenenti all’etnia rom, per poi fare una sosta di preghiera nel luogo della nascita di San Martino.

Il Tavolo Asilo: accordo Italia-Libia illegittimo e va revocato

22 Novembre 2023 -

Roma - Una bocciatura senza appello. Il protocollo sui migranti tra Italia e Albania va revocato dal governo. Se proseguirà l’iter, è l’appello del tavolo Asilo e Immigrazione, non deve essere approvato. Perché «si pone in contrasto con la normativa nazionale, internazionale ed europea, e comporta il rischio di gravi violazioni dei diritti umani». Il cartello di associazioni laiche e cattoliche ha presentato in una conferenza stampa un documento sulle gravi criticità del testo. «Le persone soccorse dalle autorità italiane - ricordano le associazioni - sono sotto la giurisdizione italiana già quando sono fatte salire sulla nave italiana e non possono essere trasferite in un altro Stato prima che la loro richiesta d'asilo e le situazioni individuali siano esaminate». L'accordo, invece, «getta le basi per la violazione del principio di non respingimento e per l'attuazione di pratiche di detenzione illegittima». Tra i punti più critici c'è «l’applicazione extraterritoriale di norme Ue, non consentita dal diritto europeo. In Albania, non facente parte dell'Unione, non può trovare applicazione il diritto dell’Ue». Inoltre, nonostante le assicurazioni verbali di Tajani, «nel protocollo non c’è menzione né dell'esclusione delle persone minori e vulnerabili dal trasferimento in Albania, né delle procedure per il corretto accertamento dell'età e la tempestiva individuazione e presa in carico delle vulnerabilità prima dell’arrivo o all’interno dei centri, fatto che si porrebbe in aperta violazione della direttiva 2013/32/Ue». Non è poi chiaro «se i centri da realizzarsi in Albania saranno destinati alle procedure di esame delle domande di protezione internazionale e in particolare alle procedure di frontiera o al rimpatrio, ma alle persone condotte nei centri sarebbe impedito intanto di uscire, subendo di fatto un regime di detenzione automatica e prolungata, senza una chiara base legale». E la possibilità di controllo giurisdizionale «è compromessa», così come «non è garantito il diritto di difesa per l'impossibilità di beneficiare di un legale». Opacità anche sull'impegno di spesa: si parla solo di 16,5 milioni di euro dati a Tirana «a titolo di anticipo», ma «la messa in opera di un centro interamente realizzato in Albania avrà costi molto superiori a quelli che servirebbero per sostenere uno stesso ampliamento del sistema di accoglienza in Italia».

Viminale: da inizio anno sbarcate 150.777 persone sulle nostre coste

21 Novembre 2023 -
Roma - Sono finora 150.777 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno.  Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Di questi 17.908 sono di nazionalità guineana (12%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Tunisia (16.906, 11%), Costa d’Avorio (15.858, 11%), Bangladesh (11.247, 7%), Egitto (10.681, 7%), Siria (8.683, 6%), Burkina Faso (8.270, 5%), Pakistan (7.180, 5%), Mali (5.644, 4%), Sudan (5.593, 4%) a cui si aggiungono 42.807 persone (28%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Migrantes Brescia: il 23 novembre la presentazione del Rapporto Immigrazione

21 Novembre 2023 - Brescia - L’Ufficio Migrantes di Brescia, le Cappellanie Etniche con Centro Migranti ETS e Caritas diocesana di Brescia promuovono la serata di presentazione del XXXII Rapporto Immigrazione - Nessuno è estraneo alla cultura che si terrà Giovedì 23 novembre alle ore 18.00 presso il complesso di S. Cristo a Brescia. Quest’anno la presentazione avrà un focus particolare sul tema della cultura, essendo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 insieme a Bergamo. Nel contesto della serata interverrà Simone Varisco della Fondazione Migrantes  sul rapporto tra il dato statistico e la cultura. L’attenzione sarà focalizzata proprio sul territorio lombardo e bresciano. Seguirà l’intervento di Cheikh Tidiane Gaye, romanziere, saggista, poeta e docente liceale di scienze umane e filosofia a Milano, sul tema “Superare le barriere culturali per favorire una sana interazione”. La presentazione del Rapporto sarà arricchita dalla lettura a più voci della poesia scritta dallo stesso Cheikh Tidiane Gaye e da alcune suggestioni musicali del gruppo Daddy’s Gotta Go. La proposta dell’illustrazione del Rapporto immigrazione vedrà una tappa significativa anche a Bergamo il giorno successivo.

Immigrazione: domani il X anniversario della “Carta di Siena”

20 Novembre 2023 - Siena - Domani ricorre il decimo anniversario della presentazione della Carta di Siena, che allora (era il 21 novembre 2013) fu  pensata e realizzata dalla Commissione Migrantes Toscana con l’Università per Stranieri di Siena e il Centro "G. La Pira". "Chiesa e istituzioni per una città dell’integrazione" è il titolo che fu scelto per provare a capire i cambiamenti culturali legati alle migrazioni. Il convegno fu il frutto della riflessione condivisa tra istituzioni politiche, accademiche e religiose sulle tematiche dell’immigrazione. La Carta fu articolata in otto punti tematici, complementari, condivisi e frutto di una costante sintesi tra le commissioni laiche ed ecclesiali coinvolte. A distanza di un decennio, la diocesi di Siena-Colle di Val D'Elsa-Montalcino, la diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, la Fondazione Migrantes della CEI e la Commissione Migrantes Toscana, prendendo spunto da questo lavoro, promuovono a Siena per il 6 febbraio 2024 una giornata di confronto, studio e approfondimento per avviare il lavoro di revisione e attualizzazione della Carta.  Un convegno che coinvolgerà esperti nazionali, ma anche le istituzioni e le realtà toscane e senesi che avrà come titolo "La Carta di Siena, 10 anni dopo. Rigenerare la città". L'obiettivo  è anche quello di fornire un quadro che orienti istituzioni civili ed ecclesiali ad agire, sulla base rispettivamente del magistero della Chiesa e della Costituzione italiana, ritenendo fondanti la centralità della persona umana, dei diritti alla vita, alla libertà, alla giustizia, al lavoro, allo studio, alla partecipazione responsabile, alla pace, insieme alle responsabilità individuali e collettive che sono richieste.  

Viminale: da inizio anno sbarcate 149.751 migranti sulle coste italiane

20 Novembre 2023 -
Roma - Sono 149.751 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno secondo i dati forniti oggi dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Di questi 17.908 sono di nazionalità guineana (12%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Tunisia (16.871, 11%), Costa d’Avorio (15.858, 11%), Bangladesh (11.247, 7%), Egitto (10.681, 7%), Siria (8.683, 6%), Burkina Faso (8.270, 5%), Pakistan (7.180, 5%), Mali (5.644, 4%), Sudan (5.593, 4%) a cui si aggiungono 41.816 persone (28%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Fisc: da giovedì l’assemblea nazionale

20 Novembre 2023 - Roma - “La Fisc: una voce al servizio del Paese. Informazione, cultura e sinodalità”. È questo il tema scelto per la XX Assemblea ordinaria elettiva nazionale dei soci della Federazione Italiana Settimanali Cattolici che si terrà a Roma, da giovedì 23 a sabato 25 novembre in collaborazione con Ufficio nazionale Comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana, il Servizio per il sostegno economico della Chiesa Cattolica e l'Agenzia Sir. L’appuntamento, a cui parteciperanno i direttori e i rappresentanti in FISC delle circa 200 testate associate (tra queste 6 testate in lingia italiana diffuse all'estero), sarà un momento di confronto, dialogo e progettazione in cui si getteranno le basi per la nuova consiliatura e per il nuovo esecutivo che guideranno la Federazione nel quadriennio 2024 - 2027. «L’assemblea quadriennale - spiega il presidente della FISC, Mauro Ungaro - è sempre un momento fondamentale nella vita associativa. Quest’anno assume un valore ulteriore perché si tratta di riannodare il filo rosso di un’esperienza lunga quasi 60 anni e segnata in questo quadriennio anche dal Covid prima e dalle guerre in Ucraina e Terra Santa oggi. Sarà per le nostre testate l’occasione di riflettere insieme sulle sfide che il tempo sinodale pone a loro e alle Chiese locali, ma anche sulla trasformazione digitale che, nell’immutata fedeltà alla carta, interpella anche il mondo dell’editoria cattolica». Ad aprire la prima giornata di assemblea, giovedì 23 novembre, l’incontro straordinario con Papa Francesco che i direttori FISC vivranno presso la Sala Clementina in Vaticano. Nel pomeriggio il primo intervento affidato a mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. A seguire la relazione del presidente Mauro Ungaro e il resoconto del tesoriere, Simone Incicco. La seconda giornata, venerdì 24 novembre, sarà caratterizzata dall’intervento di Padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa e dalla conversazione con l’on. Alfredo Mantovano sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Nel pomeriggio cominceranno le operazioni di voto che si concluderanno in serata con la proclamazione degli eletti al Consiglio nazionale della FISC. «Abbiamo fortemente voluto un momento di confronto, non solo per i soci FISC ma aperto a tutti i giornalisti, con un rappresentante del Governo - spiega la coordinatrice della Commissione cultura ed eventi Marilisa Della Monica - e siamo onorati che l’onorevole Mantovano abbia accolto il nostro invito a conversare con noi su temi di attualità che ci interessano e interpellano come giornalisti, come cittadini e come cristiani. La FISC, accogliendo l’invito rivoltoci da Papa Francesco, cerca di raccontare ai propri lettori anche il buono ed il bello dei nostri territori in cui siamo fortemente radicati». «Un grazie in particolare all’Ufficio FISC e a CSQ - Centro Stampa Quotidiani, Editrice Shalom, Tecnavia Apps e Generali Italia - afferma il tesoriere Simone Incicco - per il loro prezioso contributo per la realizzazione di questa XX Assemblea ordinaria elettiva».  

Tavolo Asilo: domani conferenza stampa sull’accordo Italia-Albania

20 Novembre 2023 - Roma - Il Tavolo Asilo e Immigrazione chiede che il Protocollo Italia-Albania venga revocato e presenterà, insieme ad altre reti e organizzazioni, nella conferenza stampa convocata per domani, un documento di analisi critica nel quale si spiegano i diversi profili di illegittimità. L’accordo firmato con il governo albanese, "violando gli obblighi costituzionali e internazionali del nostro Paese, si pone, come quello con la Tunisia, l’obiettivo di esternalizzare le frontiere e il diritto d’asilo. Mentre il sistema italiano è nel caos, con continue violazioni di legge sul diritto all’accoglienza e sul diritto d’asilo, determinate da scelte che continuano a negare la realtà, il governo - si legge in una nota - si impegna a mettere in campo interventi che nei fatti producono emergenze e disagio". L’accordo Italia-Albania, così come delineato, "comporta il rischio di gravi violazioni dei diritti umani. Le persone soccorse dalle nostre autorità sono sotto la giurisdizione italiana già quando salgono sulla navi italiane e non possono essere trasferite in un altro Stato prima che la loro richiesta d’asilo e le situazioni individuali siano esaminate". L’accordo - prosergua la nota - "getta le basi per la violazione del principio di non respingimento e per l’attuazione di pratiche di detenzione illegittima. Per questo ne chiediamo l’immediata revoca sollecitando il governo italiano a rispettare i propri obblighi di diritto internazionale in materia di non respingimento e di garanzia del diritto d’asilo". Nella conferenza stampa convocata per domani, martedì 21 novembre, alle 14.30 presso l’Hotel delle Nazioni, Via Poli 6, Roma, il TAI replicherà alle comunicazioni alla Camera sul Protocollo Italia-Albania, in programma domani mattina, da parte del ministro degli Esteri Tajani (comunicazioni che non possono sostituire la ratifica da parte del Parlamento).