Primo Piano

Rom e Sinti: concluso in Spagna l’incontro europeo del Ccit

Roma - Si è concluso domenica, 23 aprile, a Guadarrama, in Spagna, l’annuale incontro del Comité Catholique International pour les Tsiganes (Ccit) che ha visto la partecipazione  di un centinaio di operatori per la pastorale dei Rom e Sinti, religiosi, laici provenienti da diversi paesi europei che si sono confrontati sul tema “La musica nella vita, tra festa e legame sociale”. In un messaggio il card. Peter K. A. Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, prendendo spunto dal tema dell’incontro, ha evidenziato come la musica “permea” l’esistenza del popolo gitano e “plasma la loro identità. Attraverso la musica le varie etnie gitane raccontano momenti importanti della loro vita, narrano la bellezza della natura e, soprattutto, svelano il desiderio di amare e di essere amati”. La musica gitana – ha aggiunto -  porta in sé “valori fondamentali dell’essere gitano: l’amore per la famiglia, per gli anziani, la difesa della vita”: “Se a volte le popolazioni rom sono emarginate e rigettate dalla società, al contrario la loro arte di far festa è molto apprezzata; anche se molti di loro vivono il dramma di accoglienza negata e di rigetto, la loro musica e la loro arte sono dei fattori che diminuiscono tensioni sociali”. Il porporato ha quindi invitato gli operatori pastorali a “scoprire modi affinché la musica gitana trovi spazio nella liturgia e sia un’espressione sincera del vero incontro tra l’uomo e il suo Creatore.  Cari amici, voi che accompagnate le varie etnie gitane nel loro percorso verso la partecipazione legittima e doverosa nei diritti e nei doveri della società e della Chiesa, siate – ha concluso -  come una madre con cuore aperto, siate una Chiesa ‘in uscita’ che giunge le periferie umane”. Durante l’incontro – al quale ha partecipato anche il vescovo Paolo Lojudice della Commissione CEI per le Migrazioni – una relazione affidata, dopo l’introduzione del presidente, p. Claude Dumas, alla teologa Cristina Simonelli, presidente del Coordinamento Teologhe Italiane sul tema “Il canto di tutti: la colonna sonora della vita” e alcuni momenti di dibattito e riflessione sulla situazione della pastorale per i rom in Europa. Il Ccit nasce da incontri informali organizzati a Parigi, in Francia, agli inizi degli anni Settanta, dal sacerdote francese Yoschka Barthélemy e dai coniugi belgi Elisa e Léon Tambour, per rispondere all’esigenza di una riflessione a livello internazionale sulle comunità tzigane e sulla loro condizione umana e spirituale. Sin dalla sua costituzione, il Comitato lavora in collaborazione con gli uffici nazionali di pastorale per i rom e sinti e con il dicastero vaticano. (Raffaele Iaria)
 

CEI: da ieri i nuovi spot tv della Chiesa italiana

 
Roma – A partire da ieri in onda i nuovi spot tv della Chiesa italiana. Sotto lo slogan “Nove storie di misericordia scritte dalle nostre firme”  sono presentati nove interventi realizzati in Italia e nei Paesi in via di sviluppo realizzati grazie alle firme dei fedeli, scelti tra le migliaia sostenuti in questi anni attraverso le tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nel Terzo mondo. «Abbiamo voluto raccontare da vicino l’aiuto concreto alle famiglie, la vicinanza agli anziani, la formazione professionale dei giovani con l’avviamento al lavoro, il soccorso ai più fragili, che oggi la Chiesa promuove in modo capillare attraverso migliaia di progetti diocesani – spiega Matteo Calabresi, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica –. Siamo impegnati a rendicontare l’utilizzo dei fondi che ogni anno i fedeli destinano liberamente alla Chiesa Cattolica». I video e tutte le rendicontazioni sono disponibili sui sitì: www.8xmillle.it e www.chiediloaloro.it.
 
 

Migrantes: “Accuse contro Ong ipocrite e vergognose”

Roma -  “Fermo restando che queste accuse debbano trovare dei riscontri che finora non ci sono stati. Credo che queste accuse abbiano dietro una visione ipocrita e vergognosa di chi non vuole salvare in mare persone in fuga e di chi non vuole fare canali umanitari attraverso i quali le persone potrebbero arrivare in sicurezza, combattendo così ciò che va combattuto realmente: il traffico di esseri umani che finanzia il terrorismo”. Lo ha detto il direttore della Fondazione Migrantes della CEI, Mons. Gian Carlo Perego commentando le polemiche degli ultimi giorni sulle Ong (Organizzazioni non governative) impegnate nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. “Voltare faccia dall’altra parte – ha aggiunto Mons. Perego - o puntare il dito contro le organizzazioni internazionali, che stanno dando una grossa mano nel salvataggio in mare nel Mediterraneo, credo che sia un’operazione da condannare. E’ necessario, invece, portare la coscienza europea a rafforzare i canali umanitari”.
 

Ue: Italia prima per cittadinanze concesse

Roma - Una persona su 5 in Europa che nel 2015 ha acquisito la cittadinanza Ue la ha ottenuta in Italia, che risulta quindi essere il primo Paese europeo per numero di nazionalità concesse a fronte di un 'giro di vite' generale sui passaporti registrato negli ultimi anni. I 'nuovi italiani'...

Studenti “prof” dei migranti

Lanciano – A chi si illude di gestire i fenomeni migratori brandendo lo slogan «Prima gli italiani», gli studenti del liceo linguistico “De Titta-Fermi” di Lanciano (Chieti) rispondono con il progetto «Prima l’italiano»...

Padre Czerny: “Lampedusa offre una risposta umana, solidale e cristiana” al dramma degli sbarchi

Lampedusa - Ha scelto di vivere una Pasqua diversa padre Michael Czerny, sotto-segretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Il padre gesuita canadese, che per il Dicastero si occupa in particolare di migranti e rifugiati e vittime della tratta e lavora a diretto contatto con Papa Francesco, ha vissuto il triduo pasquale nella parrocchia S. Gerlando di Lampedusa, ospite del parroco, don Carmelo La Magra, per far sentire alla comunità locale la vicinanza del Papa e per rendersi conto di persona di ciò che avviene sull'isola.
“Ho sempre pensato che a Lampedusa sia nata la nostra sezione del Dicastero, quando Papa Francesco è venuto qui nel suo primo viaggio apostolico. Non è impossibile che abbia deciso allora di fare un programma speciale per rispondere a questo dramma” dei migranti e ai “grandi bisogni”, che vengono dopo gli sbarchi, dice il gesuita, in un video pubblicato dal settimanale diocesano di Agrigento, "L'Amico del Popolo". Trascorrendo dei giorni sull'isola, padre Czerny ha potuto constatare con mano quanto avviene: “Ho visto come è profondamente umana la risposta. Sono molto contento di vedere che la parrocchia è il cuore della risposta e che le persone che vogliono aiutare e accogliere trovano nella parrocchia una guida e un orientamento. Questo mi sembra un esempio di quello che esattamente la Chiesa deve fare: non ha sempre in sé le soluzioni, ma rende possibile una risposta umana, solidale e cristiana".
Padre Michael oltre a partecipare ai riti liturgici della settimana santa ha avuto modo di incontrare i migranti presenti sull’isola e ha assistito, la notte di Pasqua, al termine della veglia, sul molo Favarolo dell'Isola, a uno degli sbarchi avvenuti la notte di Pasqua.
 

Sicilia: record di sbarchi sulle coste

Palermo - Nuovo record di sbarchi nelle coste siciliane. Sono quasi 4.000 i migranti approdati a Lampedusa, a Porto Empedocle, a Catania e a Messina negli ultimi giorni. Sono una parte delle 8.500 persone tratte in salvo, nel canale di Sicilia mentre la nave «Phoenix», che domenica ha preso a bordo quasi 500 migranti da una serie di gommoni in difficoltà al largo della Libia. A Lampedusa, ci sono 1.043 migranti, a fronte di una capienza massima prevista per 400 persone.
A soccorrere quattro barconi in difficoltà è stata la nave “Chimera2 della Marina militare italiana. Fra gli extracomunitari, anche donne e bambini. Tutti, dopo i primi controlli sanitari durante i quali non sono state riscontrate emergenze, sono stati trasferiti all'hotspot di contrada Imbriacola.
Intanto, il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento prova vergogna, perché “l'uomo dimostra di non avere il coraggio di guardare a determinate realtà e ad affrontarle”. Prova “sofferenza, perché vede che il povero è costretto a pagare la sua vita con la morte”. “Vorrei nutrire anche sentimenti di speranza, che davvero qualcosa possa cambiare, perché è impossibile andare avanti così - ha detto - non possiamo, misurare il tempo contando morti. Il problema dell’immigrazione non è solo un problema di sicurezza e l’Europa sta dimostrando tutta la sua povertà”.
 

Padre Pio TV: da domani 10 documentari che raccontano storie di accoglienza di migranti

San Giovanni Rotondo – “Durante il mio viaggio, ho attraversato il deserto a piedi, di notte, a volte senza neanche mangiare e dormire”. “Abbiamo trovato una nuova famiglia”.
In queste dichiarazioni, tratte dalle interviste ad alcuni migranti, è sintetizzata la prospettiva del programma “Sotto lo stesso cielo, storie di migranti e di integrazione”, che andrà in onda su Padre Pio TV a partire da domani, sabato 22 aprile, alle 20.35, e sulle emittenti del circuito Corallo Sat.
Dieci documentari che raccontano storie di chi ha aperto le porte delle proprie case, accogliendo sotto il loro stesso tetto persone e famiglie che hanno affrontato il dramma di una disumana traversata e, prima ancora, della guerra, della distruzione e della povertà. Testimonianze di chi ha accolto e di chi è stato accolto, storie di convivenze tra culture diverse, di paure superate e muri abbattuti. “Ritengo che questo programma sia molto utile per superare l’atteggiamento di ritrosia e repulsione verso il tema dell’immigrazione. Penso che contribuisca a coscientizzare, a rendere consapevoli le persone di quelle storie concrete, di quelle persone concrete e di quegli occhi concreti che chiedono di essere accolti come umanità, come persone”, ha detto Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI, che ha evidenziato la necessità di superare il concetto di immigrazione come emergenza e di accoglienza come fatto occasionale.
“I media servono anche a questo – ha sottolineato fr. Mariano Di Vito, responsabile editoriale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio – a far conoscere le storie belle che accadono nel mondo perché il positivo possa stimolare ciascuno di noi a fare la sua parte in questo grande mosaico della solidarietà».
«Le storie selezionate – spiega Maria Antonia Di Maggio, autrice del programma – daranno luce a quello che succede dopo lo sbarco e la prima accoglienza, quando i riflettori si spengono ma l’umanità si mette in gioco e le vite si incrociano, generando relazioni vere, oltre i numeri, oltre le paure”. La prima puntata ci porterà a Casal Di Principe per raccontare la storia di Ousmane e Dembelé accolti nella parrocchia di don Peppe Diana.
 

Mattarella: non aver paura del diverso

Roma - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante un incontro al Quirinale con alcune scolaresche, ha ricordato che “ciò che è importante è non avere paura e non avere diffidenza per chi è diverso da noi perché la diffidenza è l’anticamera della paura e dell’odio”.
“Sono contento – ha aggiunto il Presidente della Repubblica rispondendo ad una domanda di una studentessa  - che nel nostro Paese vi siano tanti studenti come te che hanno origini diverse, che hanno idee diverse, perché questo fa capire come si possa convivere serenamente con chi ha idee o origini diverse”.  Quella di avere diffidenze per chi ha altre religioni o è di altra etnia - ha insistito Mattarella – o è un’anticamera dell’avversione, dei contrasti, dell’odio. Occorre avere una grande comprensione, rendersi conto che incontrare persone che hanno un patrimonio diverso dal nostro ci arricchisce e arricchisce anche loro nello scambio”.
 
 

P. Zerai: “flussi migratori non si fermano con muri e chiusure ma risanando Paesi da cui fuggono”

Roma -  “I flussi non si fermeranno per cui la risposta non è repressione, muri, chiusure e fili spinati. Quello che l’Europa non vuole capire è che bisogna andare alla radice del problema: laddove ci sono conflitti, ingiustizie, violazioni di diritti è necessario risanare”. A parlare, in una intervista al Sir, è padre Mussie Zerai, presidente dell’agenzia Habeshia. Padre Zerai è anche tra i promotori di “Alarm phone”, una sorta di centralino telefonico, con sede in Germania, che lo aiuta a gestire tutte le telefonate che arrivano dalle imbarcazioni sul Mediterraneo, grazie ad una trentina di volontari che parlano le diverse lingue dei migranti. I volontari, sparsi in diversi Paesi europei, smistano le richieste di aiuto alle guardie costiere italiane e maltese, raccolgono informazioni e fanno lavoro di advocacy, sensibilizzazione e denuncia. L’ultimo dossier documenta il “blocco dei migranti” voluto dall’Europa in alcuni Paesi africani, che causa serie violazioni ai diritti umani. “La polizia continua a fare retate in questi Paesi o sulle principali rotte di passaggio dei migranti, che poi finiscono nei centri di detenzione in Algeria e Sudan – spiega padre Zerai -. In Sudan le retate vengono eseguite dai cosiddetti ‘diavoli a cavallo’, i Janjaweed, pagati per arrestare i migranti. Li prendono e se pagano li lasciano andare, altrimenti li consegnano ai poliziotti sudanesi che li portano nei centri di detenzione. Ma anche i poliziotti chiedono soldi ai migranti per lasciarli andare, altrimenti li portano davanti ad un tribunale che li condanna al rimpatrio forzato verso i Paesi di origine”. “Invece di spendere milioni e miliardi in meccanismi di difesa – rimarca il sacerdote eritreo – spendiamoli per creare contesti di vita dignitosa, sicurezza nei Paesi di origine o nei Paesi vicini che già accolgono centinaia di migliaia di rifugiati”.
 

Informazione in Europa: quale libertà?

oma – “Informazione in Europa: quale libertà?” Intorno a questa domanda si svilupperà il dibattito promosso da Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa in collaborazione con Associazione Carta di Roma che si terrà il 27 aprile a Roma, alle 11.30, presso la Camera dei deputati.
Giornalisti e rappresentanti del Parlamento europeo offriranno il loro contributo alla discussione da diverse angolazioni: libertà di stampa, pluralismo, accesso all'informazione, contrasto all'hate speech. Interverranno Nadia Bellardi - Community Media Forum Europe, Giovanni Maria Bellu - Associazione Carta di Roma, Elisa Marincola - Articolo 21, Pavlos Nerantzis - giornalista promotore della Carta di Idomeni. Modera il dibattito Luisa Chiodi, Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa.
 

CEI: incontri in vista della Giornata Mondiale delle Comunicazioni

Roma - Ogni mercoledì dal 26 aprile al 24 maggio, dalle 18.30 alle 18.55, sono in programma cinque appuntamenti in diretta streaming con esperti di educazione, politica, pastorale e società, per riflettere insieme sul Messaggio di Papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (28 maggio 2017): “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”.
I relatori sono tra gli estensori del commento al Messaggio realizzato dall'Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali con l'editrice La Scuola. L’associazione dei webmaster cattolici (WeCa) e l’Ufficio invitano tutti a partecipare (su www.weca.it oppure sulla pagina Facebook di WeCa) inviando le proprie domande all’indirizzo incontri@webcattolici.it oppure su Twitter (#incontriweca). I dialoghi saranno poi disponibili sul sito e sui profili social di WeCa. Per informazioni: www.chiesacattolica.it/ucs.
 

Cremona: 22 nuovi catecumeni, 17 stranieri

Cremona – Nella notte di Pasqua il vescovo di Cremona, Mons. Antonio Napolioni, ha conferito i sacramenti dell’iniziazione cristiana a 22 catecumeni. Cinque italiani, diciassette stranieri ormai da
tempo nel nostro Paese o giunti di recente a seguito dei cosiddetti “viaggi della speranza” e attualmente in attesa di riconoscimento giuridico. Le nazionalità più rappresentate – scrive il settimanale diocesano “La Vita Cattolica”  sono quelle albanese e ivoriana, ma pure Bosnia e Gambia, Cuba e Giappone.  Nell’omelia Mons. Napolioni ha ringraziato le comunità di origine dei 22 neofiti per l’accompagnamento donato. “Si prenderanno ancora cura di voi – ha assicurato – ma anche voi ora prendetevi cura di noi. Perché da tutto il mondo queste energie nuove possano ringiovanire e riempire di letizia la Chiesa di Dio, in Cremona e su tutta la terra. Questa è la nostra missione: più forte di ogni minaccia, di ogni terremoto, di ogni paura!”.
 

Etiopia: il primo corridoio umanitario della CEI

Roma - In questi giorni si sta svolgendo ad Addis Abeba (Etiopia) una missione operativa per aprire il primo corridoio umanitario dall'Africa, secondo il protocollo siglato a Roma il 12 gennaio 2017. Il Protocollo di intesa con lo Stato italiano, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana – che agisce attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes - e dalla Comunità di Sant’Egidio, è finanziato con fondi CEI 8x1000 e prevede il trasferimento dai campi etiopici di 500 profughi Eritrei, Somali e Sud sudanesi in due anni.
 Il vice ministro degli Esteri etiope, signora Hirut Zemene, incontrando la delegazione italiana, ha sottolineato la generosità di questa operazione umanitaria rivolta alle persone più vulnerabili e la rilevanza dell'impegno dell'Italia e della sua società civile verso i migranti in questo periodo particolarmente complesso.
Grande soddisfazione è stata espressa dall’arcivescovo metropolita di Addis Abeba e Presidente della Conferenza Episcopale di Etiopia ed Eritrea, il card. Berhaneyesus Souraphiel e da Caritas Etiopia. L'ambasciata Italiana, che giocherà un ruolo rilevante nello sviluppo operativo del progetto, ha accompagnato tutti i momenti della visita, riferisce oggi una nota della CEI.
Le agenzie dell'ONU impegnate nella gestione dei rifugiati, UNHCR e OIM, hanno offerto piena collaborazione, come pure ha fatto l'ARRA,  l'agenzia di Stato che si occupa degli oltre 850.000 rifugiati presenti in Etiopia, paese leader in Africa nell'accoglienza di profughi.
La missione prosegue in questi giorni con una prima ricognizione nei campi in Tigrai, al confine con l'Eritrea, facilitata dalla ONG Gandhi Charity.
"Nei giorni in cui assistiamo a tanti drammi nel Mediterraneo - commentano i rappresentanti di Caritas Italiana e della Comunità di Sant’Egidio - i corridoi umanitari lanciano dall'Africa un grande segno di speranza".
 

Lampedusa: a Giusy Nicolini il premio Unesco

Parigi - La giuria del Premio Houphouet-Boigny per la ricerca della pace dell'Unesco ha attribuito il prestigioso riconoscimento alla sindaca di Lampedusa Giuseppina Nicolini e all'Ong francese SOS Méditerranée per aver salvato la vita a numerosi rifugiati e migranti e averli accolti con dignità. "Da quando è stata eletta sindaco nel 2012, Nicolini si è distinta per la sua grande umanità e il suo impegno costante nella gestione della crisi dei migranti e della loro integrazione dopo l'arrivo di migliaia di rifugiati sulle coste di Lampedusa e altrove in Italia", si legge nelle motivazioni del Premio
 

Patwary, conversione nella notte di Pasqua

Lamezia Terme - Integrazione e accoglienza, solidarietà e amicizia. Nella Settimana Santa in Calabria sono state scritte due storie che raccontano come muri e barriere possano essere abbattuti in poco tempo e con ancora meno fatica, se si vuole. A Lamezia Terme nella notte di Pasqua, un migrante del Bangladesh ha ricevuto Battesimo e Cresima in cattedrale dalle mani del vescovo. Il nome d’origine è Patwary ma l’ha cambiato, in seguito alla conversione, in Giovanni.
Arrivato in Italia cinque anni fa, a Lamezia Patwary ha conosciuto e cominciato a frequentare la missione Belem grazie alla comunità presente in diocesi, condividendone l’ideale di vita evangelica
caratterizzato dalla preghiera, dalla vita comunitaria, dal servizio ai poveri. Giorno dopo giorno ha intrapreso un cammino di maturazione personale e riflessione spirituale che lo ha portato a condividere la fede cattolica, tanto da chiedere d’essere battezzato e cresimato nel corso della solenne celebrazione eucaristica pasquale.
«In questa notte, la parola del Risorto al Padre è diventata anche una parola che il Signore rivolge a noi: "Sono risorto e ora sono sempre con te", dice  a ciascuno di noi. La mia mano ti sorregge. Ovunque tu possa cadere, cadrai nelle mie mani. Sono presente perfino alla porta della morte. Dove nessuno può più accompagnarti e dove tu non puoi portare niente, là ti aspetto io e trasformo per te le tenebre in luce», ha sottolineato il vescovo Luigi Antonio Cantafora, che, rivolgendosi al catecumeno, gli ha ricordato che «da questo momento la tua vita appartiene a Cristo, non più a te stesso». Il vescovo ha salutato con gioia l’abbraccio della Chiesa lametina al «nuovo figlio che ha voluto abbracciare la fede cristiana, chiamato ad essere protagonista della vita religiosa e testimone coerente della fede in Gesù».
A Santa Caterina dello Jonio, nel Catanzarese, anche gli immigrati del centro Sprar hanno partecipato attivamente ai riti della Settimana Santa che pure qui sono molto sentiti. Alcuni hanno anche indossato gli abiti della confraternita impegnata nella cerimonia. Stessa cosa è avvenuta a Badolato, poco lontano, dove è attivo il Centro italiano per rifugiati e dove i giovani migranti hanno messo sulle spalle le caratteristiche mantelline delle confraternite partecipando alla "Cunfrunta", di cui sono protagoniste le statue di Cristo e della Madonna. (D. Marino – Avvenire)
 

Viminale: 35 mila i migranti arrivati in Italia 35.244 sbarcati quest’anno (+39,39%)

Roma - Sono 35244 i migranti arrivati in Italia nel 2017: dal 1 gennaio al 18 aprile. Il dato è stato fornito dal Ministero dell’Interno secondo cui al momento i migranti accolti in tutta Italia sono 177.505, distribuiti tra strutture temporanee (137.599), centri di prima accoglienza (13.835), hotspot (2.204) e circuito Sprar (23.867). La regione che ne ospita di piu' è  la Lombardia (13%), davanti a Campania (9%), Piemonte (8%), Lazio (8%), Sicilia (8%), Veneto (7%), Emilia Romagna (7%), Toscana (7%) e Puglia (7%). Nell'elenco delle nazionalità dichiarate al momento dello sbarco, il Bangladesh (3.638) supera la Nigeria (3.448); seguono Guinea (3.405), Costa d'Avorio (2.791), Gambia (2.330), Marocco (2.149), Senegal (2.023), Mali (1.226), Pakistan (713) e Somalia (668). I minori stranieri non accompagnati sbarcati dall'1 gennaio al 6 aprile di quest'anno sono stati 3.557. ​
 

Calabria: quattro giovani migranti hanno ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana

Cosenza - Anche quest'anno la comunità parrocchiale di Mendicino, nella diocesi di  Cosenza-Bisignano, ha accompagnato alcuni migranti ricevere i sacramenti dell'iniziazione cristiana. I giovani John, Gabriel, Festos e Scott ospitati nei centri di accoglienza cittadini sono stati seguiti da diversi mesi da alcuni catechisti della parrocchia e si sono preparati a ricevere il battesimo e gli altri sacramenti. La comunità li ha presi a cuore perché - dice il parroco don Enzo Gabrieli - sin dal loro arrivo dopo lo sbarco si sono integrati subito ed hanno partecipato alla vita ecclesiale e comunitaria: dalla messa domenicale ai momenti di fraternità e di sport.
I quattro giovani provengono tutti dalla Nigeria. Sono stati gli stessi catechisti che hanno fatto loro da padrini e la celebrazione della veglia pasquale presieduta da Don Gabrieli che ha continuato ad esortare la comunità ad accogliere questi fratelli “non solo per un'integrazione di tipo religioso ma anche civica coinvolgendoli in quelle che sono le esperienze possibili ed integrazioni”. Nel mese di maggio la comunità proporrà ai quattro ragazzi che sono stati battezzati anche con il nome di Francesco un corso gratuito di italiano insieme ad altri migranti appartenenti a chiese cristiane e musulmane. "Per la nostra comunità è stato un altro dono pasquale - dice il sacerdote - perché non solo continuiamo a rispondere alle sollecitazioni del Papa ma perché la loro presenza ci sollecita ad una testimonianza autentica di fede, ad una reale e concreta accoglienza dei fratelli bisognosi, ci stimola ripensare anche una pastorale che tenga conto di un primo annuncio ormai necessario”. I quattro ragazzi nell'ambito della preparazione ultima sono stati coinvolti anche per la celebrazione del Giovedì Santo nel rito della lavanda dei piedi e nella Via Crucis del Venerdì portando la croce in alcune stazioni nella quali è stata proposta una riflessione sulle diverse vie di carità compresa quella dell'accoglienza dei migranti.
La comunità parrocchiale di Mendicino si sta preparando, con l'Ufficio Migrantes diocesano, anche all'accoglienza temporanea di una famiglia per un periodo che va da sei mesi ad un anno nell'ambito del progetto "allarga lo spazio della tua tenda".
 

CEI: da domenica i nuovi spot tv della Chiesa italiana

Roma – A partire da domenica 23 aprile andranno in onda i nuovi spot tv della Chiesa italiana. Sotto lo slogan “Nove storie di misericordia scritte dalle nostre firme”  saranno presentati nove interventi realizzati in Italia e nei Paesi in via di sviluppo realizzati grazie alle firme dei fedeli, scelti tra le migliaia sostenuti in questi anni attraverso le tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nel Terzo mondo. «Abbiamo voluto raccontare da vicino l’aiuto concreto alle famiglie, la vicinanza agli anziani, la formazione professionale dei giovani con l’avviamento al lavoro, il soccorso ai più fragili, che oggi la Chiesa promuove in modo capillare attraverso migliaia di progetti diocesani – spiega Matteo Calabresi, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica –. Siamo impegnati a rendicontare l’utilizzo dei fondi che ogni anno i fedeli destinano liberamente alla Chiesa Cattolica». I video e tutte le rendicontazioni sono disponibili sui sitì: www.8xmillle.it e www.chiediloaloro.it.
 
 

Pietrelcina: rifugiati puliscono le strade del paese di Padre Pio

Pietrelcina - Un gruppo di rifugiati pakistani, accolti nei centri di accoglienza di Pietrelcina, ha formato una squadra per la pulizia delle strade comunali. A Pietrelcina si è assistito – racconta il quotidiano “Il Sannio” - a un’iniziativa costruttiva, i cui effetti si riflettono sul tema dell’integrazione sociale e culturale dei numerosi profughi accolti anche nel Sannio: i giovani, provenienti dal Pakistan, con la collaborazione di alcuni cittadini, tra cui il presidente della Pro loco Aldo Girardi, hanno ripulito le strade del paese dimostrando riconoscenza per l’accoglienza ricevuta dai “pucinari” (gli abitanti del paese).