Primo Piano

Oim e Scalabriniane: realizzato un manuale di formazione per gli operatori con i migranti

5 Agosto 2019 - Roma - “E’ necessario offrire una preparazione adeguata e qualificata alle nostre missionarie inviate per operare nei contesti migratori, le cui sfide ed esigenze sono diversificate”. A parlare così, sottolineando il ruolo delle formazione per le religiose che si trovano ad operare nei diversi contesti di crisi del mondo, è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane, congregazione che si occupa, sin dalla sua fondazione, dell’assistenza dei migranti. L’occasione è stata l’intervento per la presentazione del manuale di formazione realizzato dall’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, insieme dalla Congregazione delle suore Scalabriniane. Si tratta di un testo che offre tutta una serie di spunti importanti per chi opera sui territori, a partire dai contesti migratori, fino alle dimensioni di genere, agli approcci psicosociali, alle tecniche pratiche di interazione con chi ha bisogno di aiuto. “Nella nostra attenzione missionaria valorizziamo molto la prossimità, l’essere insieme, l’essere migrante con i migranti e i rifugiati e, particolarmente, con le donne e i bambini in cerca di protezione a causa di situazioni di rischio, di violazioni e di vulnerabilità, soprattutto nei luoghi di frontiera”, ha aggiunto. Il manuale, prosegue suor Neusa, è un “importante strumento per la formazione delle Suore Missionarie Scalabriniane, per lo sviluppo della missione scalabriniana nella Chiesa e, in modo particolare, per quelle che si preparano ad esser inviate per un servizio itinerante missionario”.    

Eurobarometro: immigrazione prima preoccupazione

5 Agosto 2019 - Bruxelles - L’immigrazione “resta la preoccupazione principale a livello di UE e compare nel 34% delle risposte, nonostante il forte calo (-6 punti percentuali dall’autunno 2018)”. Lo attesta la nuova indagine Eurobarometro. Nella quale si legge ancora: “I cambiamenti climatici, che nell’autunno del 2018 si collocavano al quinto posto, sono ora la seconda preoccupazione principale dopo aver subito un’impennata (+6 dall’autunno 2018)”. Tre cause di preoccupazione registrano percentuali identiche: la situazione economica (18%, percentuale invariata), lo stato delle finanze pubbliche degli Stati membri (18%, -1) e il terrorismo (18%, -2), seguite dall’ambiente, che rappresenta la preoccupazione principale per il 13% dei rispondenti, con un aumento di 4 punti percentuali”. La disoccupazione, che occupa ora la settima posizione a livello di Ue (12%), resta la preoccupazione principale a livello nazionale (21%, -2 punti percentuali), insieme a prezzi in aumento/inflazione/costo della vita (21%, percentuale invariata) e a sanità e sicurezza sociale (21%, +1)”. Ambiente, clima e questioni energetiche seguono a ruota e segnano un forte aumento (20%, +6). L’immigrazione, indicata dal 17% dei rispondenti (-4 punti percentuali dall’autunno del 2018 e -19 dall’autunno 2015), per la prima volta dalla primavera del 2014 non rientra fra le tre preoccupazioni primarie a livello nazionale. La situazione economica è al sesto posto (16%, +1).    

Salvataggio migranti: Mons. Mogavero scrive al comandante Giarratano

5 Agosto 2019 - Mazara del Vallo – Mons. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, ha inviato una lettera a Carlo Giarratano, Comandante del peschereccio “Accursio Giarratano” che, qualche giorno fa, ha tratto in salvo 50 migranti in acque maltesi. “Ti scrivo per darti la mia convinta adesione al tuo gesto di soccorso di un barcone di migranti alla deriva nel Mediterraneo. Spero di inserirmi nella folta schiera di coloro che ti hanno espresso apprezzamento; ma temo che la schiera dei beffeggiatori sia più numerosa. Porta pazienza – scrive il presule - perché il tuo gesto è bello non perché passato sul consenso di un referendum, ma in quanto esaltazione del patrimonio umano, civile e culturale del nostro genio siculo”. Mons. Mogavero e Carlo Giarratano (appartenente alla marineria di Sciacca) non si conoscono: “So perfettamente che non ti consideri né un eroe, né una mosca bianca. Per te e per quelli come te non esiste che uno sia in pericolo e chi gli passa accanto si volti da un’altra parte; è doveroso fare agli altri quello che si vorrebbe fatto a sé in situazioni simili. Viva la gente di mare. Viva la legge del mare”.

Claustrali per i migranti: centinaia di adesioni alla lettera aperta

2 Agosto 2019 - Milano - Sono arrivate a centinaia le adesioni alla Lettera al Presidente Mattarella e al Premier Conte in cui clarisse e carmelitane esprimevano «preoccupazione per il diffondersi in Italia di sentimenti di intolleranza, rifiuto e violenta discriminazione nei confronti dei migranti», inviata lo scorso 11 luglio ai destinatari e resa pubblica attraverso il quotidiano Avvenire. “Non ci è stato possibile contattare tutte le fraternità monastiche esistenti sul territorio nazionale - precisavano le suore - , ma sappiamo di essere in comunione con quante di loro condividono le stesse nostre preoccupazioni e il nostro stesso desiderio di una società più umana”. “La nostra semplice vita di sorelle - scrivevano - testimonia che stare insieme è impegnativo e talvolta faticoso, ma possibile e costruttivo. Solo la paziente arte dell’accoglienza reciproca può mantenerci umani e realizzarci come persone”. “Molti monasteri italiani, appartenenti ai vari ordini - proseguivano -, si stanno interrogando su come contribuire concretamente all’accoglienza dei rifugiati, affiancando le istituzioni diocesane. Alcuni già stanno offrendo spazi e aiuti. E, al tempo stesso, tutte noi cerchiamo di essere in ascolto della nostra gente per capirne le sofferenze e le paure”. La pioggia iniziale di sottoscrizioni, scrive il quotidiano, non ha rallentato: per settimane sono continuate a giungere all'indirizzo indicato dalle suore email da ogni parte d'Italia, di singoli e di gruppi. Al 31 luglio la raccolta di adesioni si è conclusa.

Commissione Ue: “uguaglianza e non discriminazione sono valori che non possono essere dati per scontati”

2 Agosto 2019 - Bruxelles - Nella Giornata di commemorazione delle vittime rom dell’Olocausto “rendiamo omaggio alla memoria dei 500mila rom che hanno perso la vita in queste circostanze. Quest’anno in particolare commemoriamo con profonda tristezza il 75º anniversario dell’assassinio degli ultimi rom che sono stati così ingiustamente e brutalmente imprigionati nel ‘campo degli zingari’ ad Auschwitz, persone che sono state uccise per il solo fatto di essere chi erano”. Lo affermano il primo vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans e la commissaria Věra Jourová per la “Giornata europea di commemorazione delle vittime rom dell’Olocausto”. Tale giornata speciale è stata istituita dal Parlamento europeo nel 2015 proprio per ricordare il mezzo milione di persone sinti e rom, che all’epoca rappresentavano almeno un quarto della loro popolazione totale, assassinati nell’Europa occupata dai nazisti. “Nelle nostre società europee moderne e nel dibattito politico non c’è spazio per la disumanizzazione dei rom o di altre minoranze. Le atrocità perpetrate in passato ci ricordano che l’uguaglianza e la non discriminazione sono valori che non possono essere dati per scontati: la loro difesa ci impone di essere sempre vigili e pronti ad opporci a coloro che li attaccano”, affermano i due commissari. Oggi la commissaria Jourová, responsabile per la giustizia, parteciperà alla cerimonia di commemorazione ad Auschwitz-Birkenau. Un’altra commemorazione si terrà a Strasburgo dinanzi alla sede del Consiglio d’Europa.  

Novecento bambini separati dalle famiglie al confine degli Stati Uniti

2 Agosto 2019 - Washington - Continua il dramma dei bambini migranti separati dai propri genitori al confine tra Stati Uniti e Messico. L’American Civil Liberties Union (Aclu) - organizzazione che si occupa di diritti civili - ha dichiarato che nell’ultimo anno, più di 900 bambini migranti, di cui un quinto sotto i cinque anni, sono stati separati dai propri genitori o tutori, nonostante una sentenza che chiedeva di ridurre tale pratica. I dati pubblicati dall’Aclu comprendono, come accennato, il periodo successivo alla presunta fine delle separazioni familiari. Lo scorso giugno un giudice federale aveva infatti ordinato di riunificare le famiglie e ridurre drasticamente la pratica delle separazioni, iniziate nella primavera del 2018 nell’ambito della politica di «tolleranza zero» imposta dal Presidente Trump. La questione era scoppiata a maggio dello scorso anno, quando l’amministrazione statunitense aveva riconosciuto di aver perso la traccia di 1.500 minori privi di documenti. Difatti, con l’applicazione della «tolleranza zero» ogni adulto che tenta di entrare negli Stati Uniti in modo irregolare e senza le corrette procedure di asilo viene considerato un criminale e, pertanto, perseguito. Poiché i minori non possono finire in prigione, né rimanere in detenzione per più di 21 giorni, vengono di conseguenza separati dalle loro famiglie. Nonostante il provvedimento del giudice, le separazioni negli ultimi mesi invece che diminuire sembrerebbero essere aumentate - probabilmente come conseguenza del gran numero di famiglie di migranti entrate negli Stati Uniti in primavera - e in molti casi «giustificate» da reati, anche se lievi, nel passato dei genitori. A causa di queste motivazioni, considerate pretestuose, l’Aclu ha chiesto lunedì scorso a un giudice californiano di chiarire gli standard secondo cui si possono operare tali separazioni, anche in virtù del fatto che, proprio questo mese, il segretario per la sicurezza interna, Kevin McAleenan, aveva dichiarato che le separazioni erano «rare» e compiute solo «nell’interesse del bambino». Un appello a interrompere la pratica delle separazioni familiari arriva anche dal Guatemala. Mercoledì, a margine di una visita di McAleenan nel Paese, il capo dell’Ufficio del difensore civico per i diritti umani guatemalteco, Jordán Rodas, ha chiesto agli Usa di intraprendere azioni efficaci per fermare sia la detenzione di bambini e adolescenti sia la separazione dai loro genitori. (Osservatore Romano)

8xmille a Piacenza: nel Paese dei progetti realizzati farsi prossimo, anche con la scuola d’italiano

1 Agosto 2019 - Piacenza – In classe vengono da Iraq, Perù, Moldavia, Afghanistan, Senegal e Ghana. È la sequenza delle ondate migratorie degli ultimi anni. Sono rifugiati, badanti, lavoratori in cerca di un impiego migliore. I primi passi per imparare la nostra lingua fanno parte dei servizi di orientamento lavorativo, assistenza legale e segretariato sociale. Le lezioni sono necessarie per trasmettere una nuova cultura, la conoscenza di diritti e doveri, dare opportunità sul territorio, favorire la crescita personale. Tutti strumenti di base per costruire dialogo e integrazione. Quest’opera fa parte della campagna informativa 8xmille promossa dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa della CEI. Scopri altri progetti sulla mappa 8xmille.

Rom: il consiglio d’Europa ricorda Olocausto

1 Agosto 2019 - Strasburgo - Settantacinque anni fa, gli ultimi rom del cosiddetto Zigeunerlager (campo degli zingari) – 2.897 persone tra uomini, donne e bambini – furono sterminati nelle camere a gas di Auschwitz-Birkenau. La liquidazione del campo del 2 agosto 1944 fu un capitolo particolarmente oscuro dell’Olocausto dei rom: un tentativo del regime nazista e di tutti coloro che lo sostenevano di sterminare i rom di tutta Europa”. Lo si legge in una nota diffusa oggi dalla sede di Strasburgo del Consiglio d’Europa. “Gli orrori dell’Olocausto dei Rom sono una parte innegabile della nostra storia, ma per molto tempo l’Europa ha chiuso un occhio su quanto avvenuto”, ha dichiarato il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, in un messaggio in occasione della cerimonia commemorativa che si svolgerà il 2 agosto ad Auschwitz. I sopravvissuti all’Olocausto, i rom di tutta l’Europa, funzionari polacchi e diplomatici stranieri parteciperanno alla commemorazione nell’ex campo di concentramento. “Sebbene non esistano cifre esatte, gli storici stimano che durante la seconda guerra mondiale furono uccisi circa 500mila rom”, spiega il CdE. “Abbiamo il dovere di porre fine al silenzio che è durato per decenni e dobbiamo mantenere viva la memoria”, ha sottolineato il segretario generale. “È nostro dovere garantire che ciò non si ripeta”, ha aggiunto, richiamando l’attenzione sul fatto che al giorno d’oggi si sono affermati vari movimenti e partiti estremisti in Europa, e sul fatto che i rom e i sinti continuino a essere vittima di intolleranza, razzismo sistemico e discriminazione. “Il Consiglio d’Europa, il principale custode e difensore dei diritti umani in Europa, ha fatto della lotta per l’inclusione sociale dei rom una priorità politica”. Oltre alla commemorazione ad Auschwitz, il Consiglio d’Europa organizza una cerimonia commemorativa di fronte al Palais de l’Europe, a Strasburgo, per rendere omaggio alle vittime dell’Olocausto dei rom.

“Si tratta di mettere gli ultimi al primo posto”

1 Agosto 2019 -

Città del Vaticano - La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebra il prossimo 29 settembre, si avvicina e la campagna comunicativa della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano ed Integrale continua. 

Il tema “Non si tratta solo di migranti” questo mese è sviluppato nel sotto tema “Si tratta di mettere gli ultimi al primo posto”. Papa Francesco, durante la Santa Messa celebrata in occasione del VI anniversario della sua visita a Lampedusa, ha pregato per gli “ultimi” che ogni giorno gridano al Signore, chiedendo di essere liberati dai mali che li affliggono.

Il video che riprende la celebrazione è disponibile sul sito della Sezione assieme al  e a tutto il materiale della campagna che offre riflessioni, approfondimenti e risorse per la promozione delle attività pastorali sui temi della GMMR, affrontando vari sottotemi con testi e immagini differenti.

I sotto temi trattati sono stati “Si tratta anche delle nostre paure”, “Si tratta della carità”, "Si tratta della nostra umanità" e “Si tratta di non escludere nessuno”. 

Geografie umane

1 Agosto 2019 - Roma - L’innovazione digitale, “con la diffusione dell’uso dell’intelligenza artificiale anche nel mondo della comunicazione, interpella, in maniera intensa, su temi che vengono messi in discussione, come la libertà, la dignità delle persone, la dimensione della riservatezza”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando la scorsa settimana l’associazione stampa parlamentare, ha tracciato coordinate “geografiche” e, soprattutto, “umane” per vivere con responsabilità le frontiere aperte dal digitale. In particolare, ha evidenziato: “Non esistono ‘non luoghi’: si tratta comunque di spazi, sia pure virtuali, in cui interagiscono persone e si registrano attività umane; e anche la dimensione digitale deve rispettare principi e regole frutto delle conquiste democratiche”. Il richiamo coinvolge ciascuno in un uso responsabile di ciò che la tecnologia offre: social network, piattaforme digitali, canali multimediali… In gioco, più che la questione tecnica, è l’impegno etico e democratico verso le persone più deboli; è il rispetto per l’altro; è l’appartenenza a una comunità. Sono pensieri che sollecitano riflessioni non più rinviabili. Cercheremo di coglierle nel nuovo anno pastorale. Intanto, a tutti auguriamo di vivere un’estate serena. (Ufficio Comunicazioni Sociali CEI)  

Migranti: arrivati ieri a Fiumicino 88 rifugiati reinsediati in Italia dal Libano

1 Agosto 2019 - Roma - Sono 88 i rifugiati arrivati ieri all’aeroporto di Fiumicino nell’ambito del Programma nazionale di reinsediamento. “Si tratta di 17 famiglie siriane fuggite dal conflitto e accolte per alcuni anni in Libano”, spiega una nota nella quale si evidenzia che “tra coloro che sono stati trasferiti, vi sono anche persone – adulti e minori – con situazioni mediche complesse, bisognosi di cure mediche specializzate”. L’arrivo del gruppo porta a 2.307 il numero di rifugiati reinsediati in Italia da Libano, Giordania, Turchia, Sudan, Siria e Libia dal 2015, anno di inizio del programma italiano. I rifugiati verranno accolti nell’ambito dei progetti del sistema Siproimi, dove inizieranno il loro percorso di integrazione. Il Programma nazionale di reinsediamento è promosso dal Governo italiano, in particolare il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, e finanziato con fondi Fami, con il supporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ed altri attori istituzionali. “Il reinsediamento – spiega Roland Schilling, rappresentante regionale dell’UNHCR per il Sud Europa – è uno strumento efficace di protezione per le persone maggiormente a rischio e costituisce un meccanismo tangibile di solidarietà tra i governi per condividere la responsabilità di rispondere alle crisi di rifugiati in tutto il mondo”. “Inoltre – sottolinea Federico Soda, direttore per l’Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell’OIM – permette a chi fugge da guerre, violenza e persecuzione di giungere in un altro Paese in modo legale e sicuro senza dover affrontare un viaggio pericoloso, rischiando la propria vita e quella dei suoi cari, per cercare salvezza in un altro Paese”. ha detto. Per il perdurare di conflitti in diversi Paesi, l’UNHCR stima che oltre 1,44 milioni di persone avranno bisogno di essere reinsediate nel 2020 ma “nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, le possibilità di reinsediamento attualmente messe a disposizione dagli Stati non sono proporzionate ai bisogni. Ad oggi, il reinsediamento è una possibilità per un numero esiguo di rifugiati al mondo; in genere, meno dell’1% dei rifugiati in tutto il mondo viene reinsediato”. Per questo, L’UNHCR “auspica un sempre maggiore impegno per l’ampliamento e il consolidamento del reinsediamento in Italia e negli altri Paesi coinvolti alla luce dei crescenti bisogni a livello mondiale”. (Sir)  

Gli afghani al primo posto negli arrivi Ue

1 Agosto 2019 - Milano - Quello degli afghani è attualmente il gruppo nazionale più numeroso tra coloro che giungono in Europa via terra o approdano sulle coste dell' Unione. Nei primi sei mesi di quest' anno sono arrivate circa 4.500 persone in fuga dal Paese, il 16,5% degli ingressi totali, percentuale che sale al 35% se si osservano i soli flussi verso la Grecia. Nelle isole dell' Egeo, dove si trovano gli hotspot per l' identificazione dei migranti, gli afghani costituiscono il 43% delle presenze. In molti, nei campi greci, raccontano di essere partiti da mesi o addirittura anni, ma c' è anche chi è appena andato via. Lo conferma l' Alto Commissariato Onu per i rifugiati. Nel mondo sono quasi 2,5 milioni i rifugiati provenienti dall' Afghanistan registrati dall' Acnur. Si trovano soprattutto in Pakistan e Iran. Molti altri sono in attesa di registrazione. Più di due milioni di persone sono sfollate all' interno dei confini nazionali.

Nave Gregoretti: l’accoglienza della Chiesa Italiana

31 Luglio 2019 - Roma - Una cinquantina di migranti, fra i 116 sbarcati oggi dalla Nave Gregoretti al porto di Augusta, saranno accolti presso la struttura “Mondo Migliore” di Rocca di Papa. In tal modo la Conferenza Episcopale Italiana, tramite Caritas Italiana, si è impegnata con proprie risorse professionali ed economiche a corrispondere a una richiesta del Ministero dell’Interno alla Chiesa Italiana di farsi carico dell’ospitalità, dell’accoglienza e dell’assistenza – anche legale – di queste persone. L’iniziativa, in coerenza con analoghe misure assicurate dalla CEI in supporto sussidiario al sistema di accoglienza italiano, si colloca in un orizzonte di collaborazione che vede lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica compartecipi nell’assistenza e accoglienza dei migranti. Nave Gregoretti: l’accoglienza della Chiesa Italiana.

Biagio Conte: “Europa, non chiudere i cuori”

31 Luglio 2019 -   Milano – “Mi faccio clandestino per mettermi nei panni di tutti i migranti e i discriminati, compresi gli italiani costretti ad emigrare all'estero per trovare un lavoro. Voglio scuotere l'Europa percorrendola a piedi e andando a Strasburgo e Bruxelles”. Biagio Conte, 55 anni, il missionario laico fondatore della "Missione di speranza e carità" a Palermo, è il protagonista della copertina del numero di Famiglia Cristiana in edicola da domani. Il settimanale cattolico l'ha seguito in Lombardia, fino a Seveso, in una tappa del cammino che lo vede ogni giorno macinare circa 25 chilometri, a piedi, il saio liso, i sandali ai piedi, il bastone in mano,  affidandosi alla Provvidenza e digiunando: beve solo acqua e porta con sé un cartello con cui chiede “solidarietà e rispetto per ogni cittadino”, anche se straniero, povero, emarginato. Partito l'11 luglio scorso da Genova, dove è arrivato da Palermo su un traghetto, simbolo dei barconi che solcano il Mediterraneo, Biagio Conte ha deciso di compiere questo pellegrinaggio penitenziale per protestare contro la politica dei muri nel cuore dell'Unione Europea: “Se siamo una società aperta per l'economia dobbiamo esserlo anche per gli uomini, soprattutto i poveri. Non accetto le ingiustizie e la divisione dei popoli, l'intolleranza e la discriminazione”. Nel suo cammino, il missionario è intenzionato a toccare Svizzera, Germania, Francia, Lussemburgo, Belgio, Olanda, Danimarca, forse Romania e Ungheria, passando per le sedi istituzionali europee.  Nell’intervista rilasciata a Famiglia Cristiana, Conte racconta la sua conversione, nel 1990, la guarigione miracolosa a Lourdes, come si è preparato a questo cammino e rivela: “Davanti al Parlamento europeo dirò che siamo tutti fratelli e sorelle. I muri sono già stati condannati dalla storia. La vera Unione europea da costruire è quella che rispetta gli uomini e l'ambiente. Come dice papa Francesco, non dobbiamo lasciarci rubare la speranza da nessuno”.

Viminale: da inizio anno oltre 3.700 persone sbarcate sulle coste italiane

31 Luglio 2019 - Roma - Sono finora 3.729 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno, 950 delle quali nel solo mese di luglio. Rispetto agli anni scorsi, si è registrato una diminuzione delle persone arrivate in Italia via mare del 79,89% sul 2018 (furono 18.546) e del 96,08% sul 2017 (95.215). Il dato è stato diffuso poco fa dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Lungo il mese di luglio, non sono stati registrati sbarchi solo in 8 giorni (2, 11, 12, 13, 15, 16, 17 e 30). Negli altri giorni, sono state almeno 3 le persone registrate. Le giornate con il più alto numero di sbarchi sono state il 19 luglio (111), il 6 luglio (110), il 9 luglio (80), il 24 (77) e il 25 (75). Nell’intero mese di luglio del 2018 furono 1.969 le persone sbarcate sulle coste italiane. Degli oltre 3.700 migranti sbarcati in Italia nel 2019, 858 sono di nazionalità tunisina (23%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Pakistan (620, 17%), Costa d’Avorio (419, 11%), Algeria (339, 9%), Iraq (309, 8%), Bangladesh (190, 5%), Iran (101, 3%), Sudan (91, 2,5%), Guinea (91, 2,5%) e Marocco (71, 2%) a cui si aggiungono 640 persone (17%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Sono stati 502, invece, i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato, aggiornato al 29 luglio, mostra un deciso calo rispetto ai minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2017 (15.779) e il 2018 (3.536). Per quanto riguarda i 105.142 migranti accolti sul territorio italiano (in hot spot, centri di accoglienza e centri Siproimi), il numero maggiore si trova in Lombardia (14.756, 14%), davanti a Emilia-Romagna (9.948, 9%), Lazio (9.605, 9%), Piemonte (9.079, 9%) e Campania (8.793, 8%).

Card. Bassetti: “rischiano di essere capro espiatorio di un malessere sociale che ha cause diverse”

31 Luglio 2019 - Roma -  In vista della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 29 settembre il Presidente della CEI, il Card. Gualtiero Bassetti ha inviato una lettera a tutti i  vescovi italiani.  “Sappiamo bene – scrive - quanto questo tema oggi sia spesso affrontato in maniera divisiva, persino nelle nostre comunità. Il fenomeno migratorio rischia di essere il capro espiatorio di paure e insicurezze, di un malessere sociale che ha cause ben diverse”. La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato “riveste una valenza importante per tutti” scrive il porporato invitando i vescovi a partecipare alla messa che il papa Francesco celebrerà in piazza San Pietro. “Un’occasione per stringerci a lui ed esprimergli la nostra gratitudine per il suo coraggioso magistero. Concretamente, se ognuna delle nostre Chiese inviasse a Roma un gruppo, contribuiremmo a offrire un segno di comunione attorno al successore di Pietro”.

Lamezia: Mons. Schillaci in visita al campo rom di Scordovillo

31 Luglio 2019 - Lamezia Terme - “Solo con la prossimità si vede meglio, come ci dice Papa Francesco. Essere qui oggi come Chiesa significa essere vicini, farsi prossimo. Di questo abbiamo bisogno. Avvicinandoci all’altro respingiamo la marginalizzazione, la discriminazione, la violenza. Vediamo meglio solo con la compassione e la misericordia. E misericordia è il nome di Dio”. Così il vescovo di Lamezia Terme, Mons. Giuseppe Schillaci, dopo la visita di ieri al campo di contrada Scordovillo, dove abitano circa cento nuclei familiari di etnia rom, uno dei campi più grandi del Mezzogiorno. Accompagnato dai volontari e da alcuni operatori pastorali e dalle associazioni che svolgono servizio nel campo di Scordovillo, Mons. Schillaci si è soffermato a parlare con le persone e ha visitato alcune abitazioni, ribadendo che “non possiamo essere insensibili o chiudere gli occhi di fronte a tutto questo”.  L’incontro si è concluso con un momento di preghiera e la benedizione.

Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca: oggi la Giornata dei Migranti a Felloniche

31 Luglio 2019 - Santa Maria di Leuca - “Siamo una terra accogliente…calda e madre”. Questo il tema  al centro della Giornata dei Migranti che si svolgerà oggi su iniziativa della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca. “La nostra diocesi, bagnata da due mari – dice don Fabrizio Gallo, direttore diocesano Migrantes - è realmente una terra di confine, una terra ponte e una terra porta e per questo motivo è chiamata sempre di più ad essere terra madre e accogliente, mentre il nostro bel faro di Santa Maria di Leuca deve essere punto di riferimento per tutti coloro che, in rotta verso un futuro di pace, viaggiano nel mare della vita, tra le tumultuose tempeste dell’indifferenza e del pregiudizio che portano alla paura dell’altro e quindi alla non accoglienza”. La “Giornata dei Migranti” si svolgerà sul lungomare di Felloniche e si aprirà con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Mons. Gian Carlo Perego e concelebrata da Mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento - Santa Maria di Leuca. Durante la celebrazione, in onore di Santa Francesca Saverio Cabrini, la patrona dei migranti, si pregherà per le vittime delle migrazioni, in modo particolare per la ragazza somala annegata l’11 gennaio 2016 nel mare di Felloniche. Alla celebrazione seguirà una tavola rotonda sul tema “Migranti portatori di speranza”.  

Muro Usa-Messico: altalene rosa per “superare” il confine

31 Luglio 2019 - Città del Messico - “Un evento pieno di gioia, eccitazione e solidarietà al confine”. Così Ronald Rael, professore di architettura all’Università della California, commenta l’installazione di una decina di altalene lungo il confine tra Usa e Messico a Ciudad Juárez. Le altalene sono state progettate insieme a Virginia San Fratello, professore associato di design all’Università di San Jose State. “I bambini e gli adulti sono stati messi in contatto su entrambe le parti per mostrate come le azioni che hanno luogo da una parte hanno una conseguenza diretta dall’altra”, prosegue Rael.