Primo Piano

Fisc Europa: Iaria confermato delegato al Consiglio Nazionale Fisc

30 Settembre 2019 - Roma – Nei giorni scorsi si è riunita la delegazione della Fisc “Giornali Italiani in Europa, convocata dal delegato uscente e alla presenza (via Skipe) di padre Tobia Bassanelli (WebGiornale – Gross Geraj), Licia Linardi (Corriere d’Italia - Francoforte), Franco Narducci (Corriere degli Italiani - Zurigo) e da Roma Raffaele Iaria (MigrantiPress). Per la Fisc era presente il vicepresidente don Enzo Gabrieli. Attualmente la delegazione è composta da cinque testate. In queste settimane ha presentato domanda di adesione alla Fisc “Adeste”, settimanale delle Missioni cattoliche Italiane in Romania. Dall’incontro è emersa la necessità di relazioni più strette con la Delegazione. Per questo ci si è impegnati anche ad un incontro da programmare, nel primo trimestre del 2020, in una delle sede dei giornali. Inoltre è stato evidenziato il supporto ricevuto e per l'aiuto significativo attraverso i canali dei progetti di rilancio e la pubblicità. Al termine si è provveduto alla nomina del Delegato nel Consiglio Nazionale. A questa carica è stato riconfermato all'unanimità Raffaele Iaria.

Ambasciata italiana in Norvegia: oltre 7mila gli italiani che vivono nel Paese

30 Settembre 2019 - Oslo - A luglio 2019 risultano presenti in Norvegia 7108 cittadini o no passaporto italiano: 4082 maschi e 3026 donne. La fascia più popolosa risulta essere quella compresa tra i 31 ed i 50 anni, con il 39% del totale. La seconda fascia per numerosità è rappresentata dai minori di 18 anni (28%), seguita dalla categoria 18-30 anni (17%) e dai maggiori di 50 anni (16%) fa notare l’ambasciata sul proprio sito pubblicando dati e statistiche aggiornate. Il dato pubblicato mette in luce che “i due principali Stati di nascita sono la Norvegia (35%) e l’Italia (46%), in netta superiorità rispetto a tutte le altre nazioni. Dopo aver effettuato un raggruppamento per regioni geografiche, la terza zona per numerosità risulta essere l’America centrale e meridionale (8%). A seguire si trovano i paesi europei parte dell’Unione Europea (3%) e quelli non aderenti all’UE (3%). Rispettivamente con il 3% e 2% vi sono l’Asia e l’Africa. Seguono l’America settentrionale con l’1% e l’Oceania, con lo 0%”, si legge nel testo evidenziando anche che la regione di provenienza Coin il maggior numero è la la Lombardia, seguita dal Lazio, Veneto, Toscana, EmiliaRomagna, Campania, Sicilia e Piemonte.

Comunicazioni Sociali: Papa Francesco sceglie il tema “ ‘Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria’ (Es 10,2). La vita si fa storia”

30 Settembre 2019 - Città del Vaticano - È la memoria il tema che papa Francesco ha scelto per la 54/a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebra nel 2020: “ ‘Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria’ (Es 10,2). La vita si fa storia”. Con la scelta di questo tema, tratto da un passo del Libro dell'Esodo, il Papa “sottolinea come sia particolarmente prezioso, nella comunicazione, il patrimonio della memoria”, si legge in una nota diffusa dalla Sala stampa vaticana: “Tante volte il Papa ha sottolineato che non c'è futuro senza radicamento nella storia vissuta”si legge nel comunicato che sottolinea anche che la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali “ci ricorda inoltre che ogni racconto nasce dalla vita, dall'incontro con l'altro. La comunicazione è chiamata dunque a mettere in connessione, attraverso il racconto, la memoria con la vita. Gesù faceva ricorso alle parabole per comunicare la forza vitale del Regno di Dio, lasciando agli ascoltatori la libertà di accogliere questi racconti e riferirli anche a se stessi”. Il papa mette, quindi, al centro della riflessione, la persona con le sue relazioni e la sua innata capacità di comunicare.

La suora, i volontari e quel night club in Texas diventato rifugio per i richiedenti asilo

30 Settembre 2019 - McAllen-Texas - Sono le 11 del mattino e il sole picchia anche all’ombra, quando Jorge, 22 anni, texano e messicano insieme riceve una chiamata dagli agenti di frontiera. Hanno appena rilasciato 18 famiglie dai centri di detenzione e sono alla stazione dei bus in attesa che qualcuno dei volontari gli dia indicazioni sul Respite Center, il centro di accoglienza che la Caritas della valle di Rio Grande ha aperto a pochi metri dalla fermata principale. Solo sister Norma Pimentel, con l’audacia e il coraggio dei profeti, poteva trasformare un night club in una casa per migliaia di migranti in fuga da miseria, guerre di bande, instabilità politica. L’ingresso del centro a McAllen è buio, come si addice ad una pista per balli e spettacoli. Qualche neon illumina l’angolo bar ora farmacia, dove sono impilate le cartoline preparate dai bambini della città come segno di accoglienza e la zona guardaroba, ora banco per la registrazione e improvvisata sala d’attesa. Seguendo le frecce sul pavimento ci si ritrova nella sala mensa e nella rudimentale “boutique”, dove la luce naturale risplende su centinaia di materassi impilati ordinatamente e sulle scatole e gli scaffali di vestiti organizzati per taglia. Nella sala successiva accanto alle docce artigianali c’è la sala mensa dove i volontari stanno preparando i sandwich e le bottiglie d’acqua in attesa degli ultimi arrivati. Ed eccoli arrivare e varcare la porta del night smarriti e increduli. Tutti loro tengono per mano o in braccio un bambino o una bambina. Nell’altra mano gli adulti reggono pochi fogli, il loro lasciapassare per gli Usa, per la salvezza. Non hanno altro. Niente zaini, borse, vestiti di ricambio. Solo i jeans e le magliette che indossano e scarpe da tennis senza lacci. Gli agenti dell’immigrazione glieli hanno sequestrati appena messo piede nel centro di smistamento. E’ un’operazione di ruotine nelle carceri per impedire il suicidio di un detenuto, lo è diventata anche nel campo di McAllen, anche se queste mamme e papà non hanno commesso reati e si sono presentati ad una delle porte d’ingresso negli Usa, legalmente e con una richiesta ufficiale di asilo. Sul loro volto si apre un timido sorriso quando i volontari li accolgono con un “Bienvenido” e cominciano a distribuire un elastico per capelli alle donne, una stella adesiva ai bambini e una busta con l’occorrente per una doccia e un cambio. Osservano con curiosità le pareti colorate dai disegni di chi li ha preceduti in questo esodo e che si sono fermati qui per una notte o un giorno, prima di riprendere il viaggio e ricongiungersi ad un parente in un altro stato americano. Jorge, che per questa mattina coordina gli arrivi, comincia a spiegare dove sono e li invita a sedersi in attesa della registrazione, mentre vengono distribuite bottiglie d’acqua e i bambini sono portati in sala mensa per ricevere i sandwich della colazione. Sono le 11.30 ed è il primo pasto da ieri pomeriggio. Peter viene da Houston, Patti dal Colorado, Brittany dalla Pennsilvania, sono qui da qualche giorno o da qualche settimana come volontari e si commuovono seguendo questa processione lenta, sfinita e sollevata allo stesso tempo. Ci sono stati giorni – spiega Peter – in cui ne sono arrivati anche 800. La decisione della corte d’appello con cui si è stabilito che i richiedenti asilo, che giungono in Texas o New Messico senza aver prima fatto richiesta in Messico, saranno esclusi dalla protezione umanitaria, ha ridotto drasticamente i numeri. Ieri ad esempio è entrata solo una famiglia”. La nuova politica “Rimani in Messico” infatti ha generato una lista d’attesa infinita dall’altra parte della frontiera, dove i funzionari americani decidono i numeri da ammettere e non è raro che, parecchie mattine, le porte d’ingresso restino chiuse, mentre i rimpatri, in appena due mesi dall’entrata in vigore sono già arrivati ad oltre ventimila, spesso perchè i migranti non capiscono la lingua quando vengono chiamati e non hanno alcuna assistenza legale. La decisione con cui la corte Suprema, mercoledì scorso, ha riconosciuto al Presidente la legittimità delle sue politiche migratorie, chiude definitivamente le diatribe tra i diversi tribunali locali e federali, che avevevano dichiarato illegale l’ordine esecutivo con cui Trump vietava di fatto l’asilo e costringeva i richiedenti a farlo nei paesi di transito o ad aprire pratiche costosissime nei paesi di provenienza. Carmen e Juan, quindi, non sanno di essere tra gli ultimi ad attraversare il confine di McAllen e ad essere accolti da sister Norma. Sono hounduregni. Parlano solo spagnolo e hanno un bimbo di sei anni che non si stacca dal collo del papà. Mentre i loro compagni di avventura si siedono in attesa di essere registrati, Carmen e Juan si inginocchiano e si abbracciano. Su quella scrostata sedia blu poggiano la fronte e pregano in lacrime, stringendo in mezzo il piccolo. Da quell’altare improvvisato levano un canto di gratitudine, certi che il Dio dei poveri li ascolta, anche se inginocchiati sul pavimento nero di un ex night club. Il loro caso si aggiungerà agli altri 900 mila in attesa nei tribunali americani, dove una richiesta d’asilo impiega circa due anni prima di arrivare sul tavolo di un giudice e decidere per la permanenza o il rimpatrio. Intanto almeno per oggi, respirano libertà e respirano senza paura. (Maddalena Maltese – Sir)

GMMR: consegnato al Papa il Rapporto Immigrazione e una coperta termica

29 Settembre 2019 - Roma – Sono stati consegnati, questa mattina, a Papa Francesco, al termine della Messa per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato una copia del Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes dal titolo “Non si tratta solo di migranti” e la coperta termica, simbolo della Campagna “Io accolgo” di cui i due organismi della Cei sono tra i promotori. (R.I.)

Papa: in Piazza S.Pietro inaugura statua migranti

29 Settembre 2019 -

Città del Vaticano - Papa Francesco al termine della messa per la 105/a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e della recita dell’Angelus, ha inaugurato una statua in bronzo che raffigura un barcone con numerosi migranti di varie provenienze e periodi storici.

Terminata la messa il papa ha prima salutato i cardinali, i vescovi e i sacerdoti presenti (tra questi molti coordinatiori eetnici in Italia r qualche missionario con gli italiani all’estero) e poi, salito sulla ’papamobile’ scoperta ha raggiunto il  Colonnato berniniano sulla parte sinistra della piazza. Qui ad accoglierlo c’erano tra gli altri i sottosegretari alla Sezione Migranti e Rifugiati, il neo-cardinale Michael Czerny e padre Fabio Baggio, il  prefetto del Dicastero per lo Sviluppo umano integrale, card. Peter Turkson e il  presidente del Governatorato, card. Giuseppe Bertello. Il Pontefice, prima di risalire sulla  “papamobile”, si intrattenuto  con l’autore dell’opera, lo scultore canadese Timothy Schmalz, che ha tra l’altro realizzato anche lo ’Homeless Jesus’ che si trova in Vaticano, presso l’Elemosineria apostolica. (R.I.)

 

GMMR: 40mila fedeli in piazza San Pietro

29 Settembre 2019 - Città del Vaticano – Erano 40mila, secondo la Gendarmeria Vaticana, i fedeli presenti oggi in Piazza San Pietro per la messa di papa Francesco e la recita dell’Angelus in occasione della 105/a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Il dato è stato fornito dalla Sala stampa della Santa Sede.

Papa Francesco: una scultura in piazza San Pietro per ricordare a tutti la sfida evangelica dell’accoglienza

29 Settembre 2019 - Città del Vaticano - Con la celebrazione della liturgia eucaristica di questa mattina in Piazza San Pietro “abbiamo rinnovato l’attenzione della Chiesa per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento. In unione con i fedeli di tutte le Diocesi del mondo abbiamo celebrato la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, per riaffermare la necessità che nessuno rimanga escluso dalla società, che sia un cittadino residente da molto tempo o un nuovo arrivato”. Lo ha detto Papa Francesco durante la preghiera mariana dell’Angelus al termine della messa alla quale hanno partecipato italiani e stranieri su iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana. Il papa per sottolineare “tale impegno”, inaugurerà tra poco la scultura che ha come tema queste parole della Lettera agli Ebrei: «Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli» (13,2). “Tale scultura, in bronzo e argilla – ha spiegato - , raffigura un gruppo di migranti di varie culture e diversi periodi storici. Ho voluto questa opera artistica qui in Piazza San Pietro, affinché ricordi a tutti la sfida evangelica dell’accoglienza”. Papa Francesco ha anche ricordato che domani, lunedì 30 settembre, si aprirà in Camerun un incontro di dialogo nazionale per la ricerca di una soluzione alla “difficile crisi che da anni affligge il Paese. Sentendomi vicino alle sofferenze e alle speranze dell’amato popolo camerunese, invito tutti a pregare perché tale dialogo possa essere fruttuoso e condurre a soluzioni di pace giuste e durature, a beneficio di tutti”. (R.Iaria)

Card. Bassetti: la Chiesa italiana, attraverso Caritas e Migrantes cerca di dar corpo al Vangelo della carità e della gioia.

29 Settembre 2019 - Città del Vaticano – “Questa piazza vivace e colorata ha raccolto gente di ogni dove, unita nello spirito di lode al Signore, padre di tutta l’umanità. La fede e la potenza del risorto ci fanno sentire fratelli e ci spingono ad amare a tutti, come Lui ci ha amati e ha dato se stesso per noi. La Chiesa che è in Italia si sente interpellata dal mondo delle migrazioni”. E’ quanto ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana salutando, questa mattina, Papa Francesco al termine della celebrazione eucaristica in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e ringraziandolo per “questa celebrazione che ha unito intorno all’altare uomini e donne di ogni luogo e di ogni razza. Milioni di donne, uomini giovani e anziani ogni anno lasciano la propria terra in cerca di una vita migliore, di un luogo di pace o di progresso dove poter trovare rifugio e dignità. Si tratta – ha detto il cardinale Bassetti - di un vasto movimento di popoli tormentati dalla violenza, dalla fame, dalla disperazione, che cerca aiuto presso i paesi più ricchi e capaci. Essi stendono la mano come il povero Lazzaro, chiedendo almeno le briciole del pane per sfamarsi. Ma il ricco epulone della parabola non vuole vedere né sentire, la sua ricchezza lo ha reso povero di sentimento e gli ha inaridito il cuore. Egli non vuol condividere con altri le sue ricchezze e la prosperità la considera cosa privata. Ma il Signore, con la sua Parola e il suo esempio di amore, ci invita ad essere solidali, a non assecondare le ingiustizie e l’empietà. I poveri che bussano alla nostra porta, i migranti che cercano una vita migliore sono il nostro prossimo nel bisogno”. “La mensa condivisa è compassione, amore, gioia. In questa eucaristia abbiamo condiviso il sacramento che ci fa figli e ci rende fratelli. Grazie, Santo Padre – ha concluso il presidente della Cei - per il suo esempio e la forza della sua parola. La Chiesa italiana, attraverso Caritas e Migrantes cerca di dar corpo al Vangelo della carità e della gioia. Preghiamo ogni giorno per lei e la sosteniamo con il nostro affetto. Pregano per lei i poveri da noi accolti, la cui voce sale al Cielo con maggior vigore”. Al termine al Papa è stato consegnata una copia del Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. (R.Iaria)

Papa Francesco: non rimanere indifferenti di fronte al disprezzo e alla discriminazione

29 Settembre 2019 - Città del Vaticano – “Come cristiani non possiamo essere indifferenti di fronte al dramma delle vecchie e nuove povertà, delle solitudini più buie, del disprezzo e della discriminazione di chi non appartiene al “nostro” gruppo. Non possiamo rimanere insensibili, con il cuore anestetizzato, di fronte alla miseria di tanti innocenti. Non possiamo non piangere. Non possiamo non reagire”. Lo ha detto Papa Francesco questa mattina nell’omelia della celebrazione presieduta in Piazza San Pietro in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Per il Papa”se vogliamo essere uomini e donne di Dio, come chiede San Paolo a Timoteo, dobbiamo «conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento» (1Tm 6,14); e il comandamento è amare Dio e amare il prossimo. Non si possono separare! E amare il prossimo come sé stessi vuol dire anche impegnarsi seriamente per costruire un mondo più giusto, dove tutti abbiano accesso ai beni della terra, dove tutti abbiano la possibilità di realizzarsi come persone e come famiglie, dove a tutti siano garantiti i diritti fondamentali e la dignità”. Amare il prossimo – ha quindi spiegato Papa Francesco - significa “sentire compassione per la sofferenza dei fratelli e delle sorelle, avvicinarsi, toccare le loro piaghe, condividere le loro storie, per manifestare concretamente la tenerezza di Dio nei loro confronti. Significa farsi prossimi di tutti i viandanti malmenati e abbandonati sulle strade del mondo, per lenire le loro ferite e portarli al più vicino luogo di accoglienza, dove si possa provvedere ai loro bisogni. Questo santo comandamento Dio l’ha dato al suo popolo, e l’ha sigillato col sangue del suo Figlio Gesù, perché sia fonte di benedizione per tutta l’umanità. Perché insieme possiamo impegnarci nella costruzione della famiglia umana secondo il progetto originario, rivelato in Gesù Cristo: tutti fratelli, figli dell’unico Padre”. Il papa, commentando le Scritture di questa domenica Ghana quindi sottolineato che “dobbiamo avere un’attenzione particolare verso i forestieri, come pure per le vedove, gli orfani e tutti gli scartati dei nostri giorni” ed ha ricordato come il suo messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato ripete come un ritornello il tema: “Non si tratta solo di migranti”: “ed è vero: non si tratta solo di forestieri, si tratta di tutti gli abitanti delle periferie esistenziali che, assieme ai migranti e ai rifugiati, sono vittime della cultura dello scarto. Il Signore ci chiede di mettere in pratica la carità nei loro confronti; ci chiede di restaurare la loro umanità, assieme alla nostra, senza escludere nessuno, senza lasciare fuori nessuno. Ma, contemporaneamente all’esercizio della carità, il Signore ci chiede di riflettere sulle ingiustizie che generano esclusione, in particolare sui privilegi di pochi che, per essere conservati, vanno a scapito di molti”. Papa Francesco ha quindi affidato”all’amore materno di Maria, Madonna della Strada, delle tante strade dolorose, i migranti e i rifugiati, assieme agli abitanti delle periferie del mondo e a coloro che si fanno loro compagni di viaggio”. (Raffaele Iaria)

GMMR: durante la celebrazione con Papa Francesco l’incenso della comunità etiopica

29 Settembre 2019 - Città del Vaticano - Durante la liturgia di questa mattina per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato in Piazza San Pietro, viene bruciato l’incenso. Un incenso originario dell'Etiopia meridionale, dal campo profughi di Bokolmanyo, dove convivono 40.000 rifugiati e le comunità ospitanti che stanno recuperando una tradizione antica di 600 anni di raccolta di un incenso di alta qualità. Attraverso questo mestiere, i rifugiati si guadagnano da vivere, diventando autosufficienti e meno dipendenti dall’assistenza. Questo incenso ci ricorda che anche i rifugiati possono prosperare, non solo sopravvivere. L’incenso è stato donato al Papa dal Principe Jaime de Bourbon de Parme, già Ambasciatore dei Paesi Bassi presso la Santa Sede, attualmente collabora con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati).

GMMR: in Vaticano una statua raffigurante una zattera di migranti

29 Settembre 2019 - Città del Vaticano - Al termine della liturgia presieduta dal papa per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato sarà scoperta una statua in bronzo raffigurante una zattera di migranti, opera dell’artista canadese Timothy Schmalz, che sarà collocata in Vaticano. Durante la celebrazione, da poco iniziata, canti nelle lingue dei Paesi di provenienza dei migranti mentre al momento dell’Offertorio i doni al Papa saranno portati, oltre che da una famiglia italiana, da una famiglia nigeriana, una siriana, una filippina e una slovacca. "Vi invito a partecipare a questa celebrazione per esprimere anche con la preghiera la nostra vicinanza ai migranti e rifugiati del mondo intero", aveva detto papa Francesco domenica scorsa al termine dell’Angelus. (R.I.)

GMMR: un coro multietnico per la liturgia presieduta da Papa Francesco

29 Settembre 2019 - Città del Vaticano – A animare la liturgia eucaristica di questa mattina in Piazza San Pietro, presieduta da Papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, sarà un coro multietnico composto da circa 150 membri. Ognuno dei componenti ha accettato questo impegno “nonostante il poco tempo a disposizione per i motivi più disparati: tutti lavorano, la maggior parte di loro ha famiglia e poi i tempi di percorrenza per raggiungere i diversi luoghi dove hanno provato”, ci dice la coordinatrice Antonella Mattei. Alcuni di loro vivono fuori Roma. In occasione della messa il coro indosserà delle polo di colori differenti. Cinque i colori scelti: blu, verde, rosso, giallo e bianco), i cinque colori del rosario missionario, che rappresentano i cinque continenti. Il colore delle maglie è stato assegnato casualmente a ciascuno “proprio perché è un po’ come essere tutti ‘cittadini del mondo’”. Le polo avranno anche delle scritte: “Non si tratta solo di migranti”, che riprende il messaggio di Papa Francesco per questa 105esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e il nome del componente per ricordare che ogni essere umano è “una persona, con un nome, un volto e una dignità che vanno rispettate” e e il paese d’origine “perché ciascuno non deve mai dimenticare le proprie radici; ciascuno ha il compito di far scoprire all’altro quanto possono arricchirci le differenze di cultura e tradizioni”, aggiunge Mattei. (R.Iaria)

GMMR: alle 10,30 la celebrazione presieduta da Papa Francesco

29 Settembre 2019 - Città del Vaticano - E’ tutto pronto in piazza San Pietro per la celebrazione presieduta da Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Con il papa concelebreranno il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il card. Angelo De Donatis, Vicario del Pap per la Diocesi di Roma; il card. Peter Kodwo Appia Turkson, Prefetto del Dicastero per lo Sviluppo Umano ed Integrale e il presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e dell’Assemblea Fondazione Migrantes, mons. Guerino Di Tora. La mitra e la croce pastorale utilizzata dal papa durante la celebrazione   E realizzata in legno ed è un dono ricevuto durante la sua visita a Palermo. Durante la celebrazione sarà usato l’incenso offerto dalla comunità etiopica. (R.I.)    

Migrantes Genova: Messa con il card. Bagnasco per la GMMR

29 Settembre 2019 - Genova - Santa Messa in Cattedrale San Lorenzo a Genova oggi pomeriggio alle 16,20 presieduta dal cardinale  Angelo Bagnasco in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra oggi.  Il tema del messaggio di Papa Francesco per quest'anno è: "non si tratta solo di migranti" . Il Papa, alla luce del Vangelo , ci ricorda che si tratta anzitutto delle nostre paure, della nostra capacità di accogliere, nel nostro saper trovare e aiutare l'ultimo nella nostra vita, dell'imparare a servire gli ultimi, del non fare differenza tra persone per il loro stato sociale o economico. “È vero non si tratta solo di migranti Ma in questi giorni e si sono l'emblema degli ultimi e dei poveri della terra”, sottolinea una novità dell’Ufficio Migrantes di Genova presieduto da mons. Giacomo Martino: “il Papa ci indica come negli ultimi e verso gli ultimi noi siamo capaci di dare il meglio di noi stessi. Sono gli ultimi che ci danno la chiave di interpretazione della nostra vita e ci fanno capire che le fortune che abbiamo vanno condivise con l'intera umanità sofferente”. Alla celebrazione parteciperanno tutti i residenti di Genova rappresentanti dei popoli della terra con i loro vestiti tradizionali e le bandiere delle loro Nazioni per “esaltare la bellezza della diversità che non è differenza”. Inoltre saranno presenti le massime autorità della città.

GMMR in Portogallo: è possibile vivere l’accoglienza

29 Settembre 2019 - Lisbona – Le comunità cristiane hanno l'obbligo di dimostrare che è "possibile vivere l'accoglienza, la protezione, l'integrazione e la promozione" con rifugiati e migranti. Lo afferma Eugenia Quaresma, direttrice dell'Opera Cattolica Portoghese di Migrazioni (OCPM), rimarcando: “Il primo appello è alle nostre comunità. Abbiamo un mandato evangelico che invita ad accogliere, che parla di protezione, che ci dice che in ogni nazione ci sono discepoli di Cristo per adempiere questo mandato”. La direttrice, riferisce l’agenzia Fides, ha parlato della prossima celebrazione della Giornata Mondiale dei migranti e dei rifugiati, che la Chiesa cattolica ricorda questa domenica 29 settembre. La direttrice dell'OCPM afferma che "nel prendersi cura dei migranti e dei rifugiati, ogni persona si prende cura anche di se stessa, delle sue paure, perché conoscendo cosa spaventa e superando queste paure, se riesce a promuovere l'incontro e l'accettazione". La donna sottolinea il "forte richiamo" sul modo in cui "la società vive l'umanità" e come "l'accento è posto sullo sfruttamento umano", sulla tratta di esseri umani e "sulla responsabilità di ogni persona, non solo del cittadino, dei consumatori, ma anche delle aziende e di tutti”. Papa Francesco ha scelto il tema "Non si tratta solo di migranti" e il sottotitolo "riguarda anche le nostre paure" per la 105a Giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati. “Il tema è molto bello, anche a causa del modo pedagogico in cui ci è stato presentato, parte del messaggio biblico. Poi c'è un messaggio del magistero e quindi esempi pratici di come la Parola può essere messa in pratica nella vita di tutti i giorni", conclude Eugenia Quaresma. Secondo gli ultimi dati pubblicati dalle Nazioni Unite, in Portogallo ci sono 880.188 immigrati, che rappresentano l'8,55% della popolazione del Portogallo. L'immigrazione femminile è più elevata rispetto agli uomini, con 469.533 donne, che rappresentano il 53,34% degli immigrati totali, rispetto ai 410.655 immigrati maschi, che sono il 46,65%. Guardando la classifica della presenza di immigrati, il Portogallo è il 64° paese al mondo in percentuale. I principali paesi di origine degli immigrati presenti in Portogallo sono Angola, 18,19%, Brasile, 15,62% e Francia, 10,57%.  

Diocesi di Cefalù: un posto a tavola nella GMMR

29 Settembre 2019 -
Cefalù - La Diocesi di Cefalù si prepara a celebrare con un gesto forte la “Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato” che quest’anno ha come tema “Non si tratta solo di migranti”. Un segno tangibile viene chiesto per domani, domenica 29 settembre, alle famiglie della diocesi: accogliere nelle proprie case e invitare alla propria tavola un fratello immigrato, ospite dei centri di accoglienza  del territorio, seguendo l’invito di Papa Francesco.“La risposta alla sfida posta dalle migrazioni contemporanee si può riassumere in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare” si legge infatti nel messaggio del Papa per la giornata mondiale giunta alla sua 105° edizione. Anche il vescovo di Cefalù, mons. Giuseppe Marciante esorta tutti all’impegno. “Non lasciamoci travolgere dall’odio, dal populismo e dalla paura dell’altro. La luce del Cristo trasfigurato – ha detto mons. Marciante il 6 agosto scorso nel suo discorso alla Città di Cefalù e alla Chiesa cefaludese – faccia nascere o rafforzi in noi la mentalità dell’accoglienza e dell’integrazione, ci spinga a un forte rinnovamento interiore che ci allontani dal vedere nel fratello immigrato un peso da portare”. L’iniziativa “Apriamo i porti e spalanchiamo le porte delle case. Aggiungi un posto alla tua tavola per un nostro fratello immigrato” è la proposta che il Servizio Pastorale Missionario Cooperazione tra le Chiese e Migrantes, la Caritas diocesana e il Servizio Pastorale Famiglia fanno alle famiglie e alle parrocchie chiedendo loro di “rendersi segno evidente di accoglienza verso gli ultimi, testimonianza diretta di una Chiesa che “impara a capire come gli ‘scarti’ diventino pietra angolare”.

GMMR: le iniziative nella diocesi di Anagni-Alatri

28 Settembre 2019 - Anagni - Si celebrerà domani, domenica 29 settembre, la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, indetta da Papa Francesco per “esprimere la vicinanza ai migranti e rifugiati del mondo intero”. Come ogni anni, dal 1986, la Giornata è stata preceduta dalla diffusione del messaggio del Papa, il cui tema, per il 2019, abbraccia la complessità di ogni fenomeno di esclusione sociale che mina lo sviluppo integrale di tutta la famiglia umana. “Non si tratta solo di migranti” è il titolo scelto da Francesco per indicare come, “interessandoci e prendendoci cura di loro, ci interessiamo e cresciamo anche tutti noi”. Per celebrare questa Giornata, la Diocesi di Anagni-Alatri ha deciso di aprire le porte della Cattedrale a tutte le comunità “migranti” presenti sul territorio diocesano, al fine di dare un segnale concreto di accoglienza e permettere a tutti di conoscere un monumento così significativo del patrimonio culturale locale e nazionale. Le visite (gratuite) si svolgeranno per tutta la giornata di domenica 29, anche con una guida in lingua inglese o francese. Oggi e domani, invece, durante l’annuale Convegno diocesano che si terrà presso il Centro Pastorale di Fiuggi, sarà possibile incontrare l’Ufficio Migrantes, presente con uno stand dove poter reperire informazioni su attività e progetti. Infine, durante le celebrazioni eucaristiche di domenica 29, sarà possibile contribuire alla raccolta fondi in sostegno dei progetti socio-pastorali promossi dalla Fondazione Migrantes e dalla Conferenza Episcopale Italiana, nell’ambito del rafforzamento dei processi di accoglienza e integrazione nei territori diocesani. Le donazioni verranno raccolte in ogni Chiesa della diocesi. Per ulteriori info e contatti: migrantes@diocesianagnialatri.it, 0775728374

USMI Sicilia: per la GMMR convegno su “la diversità: risorsa o problema? “

28 Settembre 2019 - Siracusa - In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato le suore di Sicilia si radunano domani, 29 settembre, a Siracusa presso il santuario Madonna delle lacrime per riflettere sul tema indicato da papa Francesco: “Non si tratta solo di migranti”.  Relatore sarà p. Tommaso Guadagno, dell’ordine dei Gesuiti. Il Papa mette al centro migranti e rifugiati ma parla anche a ciascuno e di noi, del nostro essere, dei nostri limiti e delle grandi potenzialità che abbiamo nel riscoprirci fratelli nell’accoglienza e nella solidarietà con chi si mette in viaggio in cerca di pace e giustizia. Non si tratta solo di migranti, si tratta di carità e dovere verso gli uomini e le donne di ogni luogo, si tratta delle nostra umanità, si tratta della sopravvivenza. La giornata si articolerà in due momenti: in mattinata, a cura dell’ufficio pastorale e comunicazione USMI regionale Sicilia con la coordinazione di Suor Angelina Preci, delle Suore Scalabriniane delega regionale della pastorale migratoria, si terra un incontro di messa a fuoco e confronto sul tema della diversità. Nel pomeriggio unitamente al ufficio Migrantes della Diocesi di Siracusa organizzeremo la Festa dei Popoli. Ci raduneremo dinnanzi alla casa del pianto in via Delli orti e in corteo, sventolando le bandiere di ogni nazione raggiungeremo il parco del Santuario Madonna delle Lacrime. Questa momento di festa, tenendo sempre al centro il messaggio del papa Francesco sarà rallegrato da musica canti e balli, per sottolineare con gioia la bellezza delle diversità, e la appartenenza ad un’unica grande umanità. (sr. Angelina Preci)

GMMR: a Padova Opening Day dell’esperienza “Aggiungi un posto a tavola”

28 Settembre 2019 - Padova – “Non si tratta solo di migranti”. È questo il tema, voluto da papa Francesco, per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che la Chiesa celebra domani, domenica 29 settembre 2019. La Pastorale Migrantes della Diocesi di Padova invita a celebrare la giornata nelle varie comunità parrocchiali, o di partecipare alla celebrazione eucaristica che si terrà alle ore 10.30, al Tempio della Pace a Padova. Al termine della messa seguirà un incontro conviviale che vedrà la partecipazione delle comunità cattoliche di origine italiana, africana francofona, cinese, filippina, indiana, ispanoamericana, romena di rito latino e di rito bizantino, srilankese e ucrania. “Attualmente – ricorda don Elia Ferro, della Pastorale Migrantes di Padova – la popolazione migrante, residente ormai da tempo sul territorio diocesano (più di 110 mila persone), sta vivendo, come molti di noi, un momento molto difficile, per la mancanza di certezza nel futuro. Molti lavoratori stanno cercando lavoro altrove (Belgio, Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti). Altri tornano al paese d’origine dislocando così la famiglia che da poco si era ricongiunta”. Per conoscere meglio i numeri, le comunità immigrate attive in diocesi e le attività della Migrantes si veda http://www.migrantes.diocesipadova.it/