Primo Piano

Scalabriniane: “serve un attivismo contro un flagello come la Tratta che colpisce tutti”

10 Febbraio 2020 - Roma – L’8 febbraio si è celebrata la VI giornata mondiale di riflessione e di preghiera contro il traffico delle persone, giorno in cui la Chiesa fa memoria di santa Giuseppina Bakhita, suora sudanese che quando era adolescente visse la tragica esperienza di essere vittima della tratta degli esseri umani. Ed è in sua memoria che Papa Francesco istituì nel 2015 la giornata mondiale di riflessione e di preghiera contro il traffico delle persone, su proposta di un gruppo di religiose impegnate contro la tratta.  “E’ una ferita inferta ai migranti e ai rifugiati che sognano una vita migliore oppure fuggono da una vita di stenti, ma spesso finiscono tra le mani dei trafficanti ritrovandosi in situazioni di povertà e di vulnerabilità”, dice suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle scalabriniane”: “i più colpiti, senza dubbio, sono le donne e i bambini, vittime di ingiustizia e di abuso. Oggi, il traffico, con i numerosi movimenti migratori, accade in quasi tutte le parti del mondo, luoghi che sono origine, transito o destino delle vittime. La tratta delle persone è il terzo traffico più lucrativo, illecito, dopo quello delle droghe e delle armi; è quello più invisibile”.  In molti dei Paesi dove operano le scalabriniane ci sono già diverse iniziative, realizzate in coordinamento tra le istituzioni ecclesiali e quelle civili, che operano contro il traffico, “sensibilizzando e denunciando le cause, le reti di trafficanti, impegnandosi a favore di politiche sociali che combattano il crimine del traffico; nello stesso tempo accompagnando e proteggendo le vittime e favorendo la loro reintegrazione sociale. E’ questa – prosegue suor Neusa – la base dell’impegno della Congregazione, che ha Gesù Cristo al centro della propria missione e motiva a un attivismo sociale e morale che l’intero mondo si aspetta”.

Papa Francesco: tratta di persone “vera piaga”

10 Febbraio 2020 - Città del Vaticano - Sabato,  nella memoria liturgica di Santa Giuseppina Bakhita, si è celebrata la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la Tratta di persone. Per “sanare questa piaga – perché è una vera piaga! – che sfrutta i più deboli, è necessario l’impegno di tutti: istituzioni, associazioni e agenzie educative”, ha detto ieri Papa Francesco al termine dell’Angelus in piazza San Pietro. “Sul fronte della prevenzione – ha quindi aggiunto -  mi preme segnalare come diverse ricerche attestino che le organizzazioni criminali usano sempre più i moderni mezzi di comunicazione per adescare le vittime con l’inganno. Pertanto, è necessario da una parte educare a un uso sano dei mezzi tecnologici, dall’altra vigilare e richiamare i fornitori di tali servizi telematici alle loro responsabilità”. Prima della preghiera mariana dell’Angelus il papa ha detto che Gesù “ci invita a non avere paura di vivere nel mondo, anche se in esso a volte si riscontrano condizioni di conflitto e di peccato”, perché “di fronte alla violenza, all’ingiustizia e all’oppressione, la Chiesa non può chiudersi in se stessa” né “abbandonare la sua missione evangelizzatrice e di servizio”.

Giornata Mondiale di preghiera contro la tratta: oggi veglia a Padova

7 Febbraio 2020 - Padova - A ridosso della VI Giornata mondiale di preghiera contro la tratta delle persone (8 febbraio 2020), oggi, venerdì 7 febbraio, si terrà a Padova un cammino e una veglia di preghiera “Insieme contro la tratta di persone”. Il momento di riflessione e preghiera prevede un breve tratto di cammino, dalla chiesa di San Lorenzo da Brindisi (via Perosi) – con ritrovo alle ore 20.15 – da dove si partirà a piedi alle ore 20.30 per raggiungere la chiesa di Sant’Antonino dell’Arcella, che alle ore 21 ospiterà la veglia di preghiera. Insieme contro la tratta di persone è promossa dalla Diocesi di Padova (in particolare attraverso alcuni uffici: Caritas, Pastorale sociale, Ufficio Migrantes) insieme all’Usmi (Unione superiori maggiori d’Italia) e in particolare alle Suore francescane dei poveri del Progetto Miriam (da anni impegnate sul fronte dell’aiuto e del sostegno alle donne vittime di tratta), ai Comboniani e alla Società missioni africane in stretta collaborazione con le parrocchie dell’Arcella. “Vogliamo pregare perché questo tipo di schiavitù venga prima o poi meno, ma è importante anche sensibilizzare chi vi partecipa, divulgando il più possibile questi temi e facendo conoscere il dramma di chi si trova a essere vittima di questi traffici», spiegano gli organizzatori, che hanno accompagnato la preparazione alla Veglia con alcuni momenti di formazione specifica per i giovani.

Papa Francesco: preghiamo affinché il grido dei fratelli migranti, caduti nelle mani dei trafficanti senza scrupoli e vittime della tratta, sia ascoltato e considerato”

7 Febbraio 2020 - Città del Vaticano - “Preghiamo affinché il grido dei fratelli migranti, caduti nelle mani dei trafficanti senza scrupoli e vittime della tratta, sia ascoltato e considerato”.  Nel mese di febbraio, Papa Francesco rivolge un appello ad ascoltare il grido disperato di tante persone che soffrono per il dramma della tratta. E lo ha nel video per l’intenzione di preghiera per  questo mese evidenziando che tra i vari motivi, ciò avviene “a causa della corruzione di coloro che sono disposti a tutto per arricchirsi”. “Il denaro dei loro affari, sono affari sporchi, subdoli”, aggiunge il Papa. Il “Video del Papa” è un’iniziativa globale della Rete mondiale di preghiera del Papa per diffondere le intenzioni mensili del Pontefice sulle sfide dell’umanità e della missione della Chiesa.

Card. Montenegro: “non si può accettare che in queste magnifiche acque siano morti 60.000 migranti”

7 Febbraio 2020 - Lampedusa - “Non si può accettare che in queste magnifiche acque desiderate dai turisti siano morti 60.000 migranti, facendolo diventare cimitero liquido”. È il monito dell’arcivescovo di Agrigento, Card. Francesco Montenegro, lanciato da Lampedusa dove si è celebrata la prima tappa del pellegrinaggio dell’immagine della Madonna di Loreto, promosso nell’ambito del Giubileo lauretano indetto per ricordare i 100 anni dalla proclamazione di Maria patrona dell’Aeronautica militare. “Essere cristiani – ha detto il cardinale durante l’omelia della Messa concelebrata con i cappellani militari di tutta la Sicilia – è acquisire lo stile del Maestro Gesù, avere cioè la sua stessa attenzione per i poveri, gli ammalati, gli esclusi e la sua capacità di stare accanto agli ultimi perché scoprano di essere i primi davanti a Dio. Questo compito riguarda tutti i battezzati, anche voi che portate una divisa che vi fa onore e che onorate col vostro servizio; tutti siamo chiamati dal Risorto a portare, là dove operiamo, la notizia della possibilità di una buona vita”. “Gesù – ha aggiunto l’arcivescovo di Agrigento – ci chiede di annunciare, testimoniare, farci vicini agli altri; essere cristiani non è avere addosso il bollino blu della fede, ma è mettersi in gioco, avere il coraggio di andare controcorrente, pur sapendo che lo stile di vita proposto dal Vangelo non sempre e non da tutti è accettato. Non si tratta di essere dei superman o dei ‘Mastro Lindo’ – ha precisato – ma di raccontare con i gesti più che con le parole, che l’amore si è fatto carne e può riempire di significato ogni vita umana. Vivere da cristiani per noi non è un dovere ma, come ci ha ricordato Papa Francesco, è una gioia. Se il Vangelo è gioia, vivere e portare il Vangelo è fonte di gioia”. Per far ciò, ha rimarcato il card. Montenegro, “non può essere sufficiente una fede da supermercato, da prendi tre e paghi due, light, a basse calorie, inodore, incolore, insapore, né liscia o gassata ma frizzante naturale. Quella che fa sentire le bollicine nel naso. Una fede senza bollicine può essere tutto ma non è fede. La fede è sale, fuoco, è credere che l’impossibile può essere possibile”. “Voi potete comprenderlo meglio di tanti altri – ha affermato rivolgendosi agli aviatori presenti – perché non vi accontentate di guardare il cielo, ma ci andate. Non siete campioni da video giochi, ma uomini che sanno osare e sfidare. Voi siete abituati a volare alto. Che nella vita quotidiana sappiate essere gli uomini dell’oltre, dell’alto, capaci di credere e far credere che al di sopra delle nuvole il sole continua a brillare. Siate campioni nella vita, così come dimostrate di esserlo quando guidate i vostri aerei”.

Vescovi Calabria: all’incontro anche don De Robertis

7 Febbraio 2020 - Reggio Calabria – Si è svolta, nei giorni scorsi a Reggio Calabria, la sessione invernale della Conferenza Episcopale Calabra. All’incontro ha partecipato anche don Giovanni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes che ha invitato i vescovi calabresi a “leggere con attenzione i fenomeni dell’immigrazione e dell’emigrazione, per comprendere quanto sia urgente analizzare con lungimiranza e attenzione tali fenomeni, con le loro implicazioni ed urgenze, sociali ed ecclesiali, in un clima di dialogo e confronto  con le parti sociali e politiche”.  

Il Papa a Santa Marta: anche nella Chiesa non c’è umiltà senza umiliazione

7 Febbraio 2020 - Città del Vaticano - Non aver “paura delle umiliazioni”, chiediamo al Signore di inviarcene “qualcuna” per “renderci umili”, così da “imitare meglio” Gesù. Questa la raccomandazione di Papa Francesco alla Messa del mattino a Casa Santa Marta, come riferisce Vatican News. Riflettendo sull’odierno Vangelo di Marco, il pontefice spiega come Giovanni Battista sia stato inviato da Dio per “indicare la strada”, “il cammino” di Gesù. L’“ultimo dei profeti”, ricorda infatti il Papa, ha avuto la grazia di poter dire: “Questo è il Messia”. “Il lavoro di Giovanni Battista non è stato tanto di predicare che Gesù veniva e preparare il popolo, ma di dare testimonianza di Gesù Cristo e darla con la propria vita. E dare testimonianza della strada scelta da Dio per la nostra salvezza: la strada dell’umiliazione. Paolo la esprime così chiaramente nella sua Lettera ai Filippesi: ‘Gesù annientò se stesso fino alla morte, morte di croce’. E questa morte di croce, questa strada di annientamento, di umiliazione, è anche la nostra strada, la strada che Dio mostra ai cristiani per andare avanti”. Sia Giovanni sia Gesù - evidenzia il Papa - hanno avuto la “tentazione della vanità, della superbia”: Gesù “nel deserto con il diavolo, dopo il digiuno”; Giovanni di fronte ai dottori della legge che gli domandavano se fosse il Messia: avrebbe potuto rispondere di essere “il suo ministro”, eppure “umiliò se stesso”. Ambedue, prosegue papa Francesco, “hanno avuto l’autorità davanti al popolo”, la loro predicazione era “autorevole”. Ed entrambi hanno conosciuto “momenti di abbassamento”, una sorta di “depressione umana e spirituale” la definisce il Pontefice: Gesù nell’Orto degli ulivi e Giovanni in carcere, tentato dal “tarlo del dubbio” se Gesù fosse davvero il Messia. Ambedue, evidenzia ancora, “finiscono nel modo più umiliante”: Gesù con la morte in croce, “la morte dei criminali più bassi, terribile fisicamente e anche moralmente”, “nudo davanti al popolo” e “a sua madre”. Giovanni Battista “decapitato nel carcere da una guardia” per ordine di un re “indebolito dai vizi”, “corrotto dal capriccio di una ballerina e dall’odio di un’adultera”, con riferimento a Erodìade e sua figlia: “Il profeta, il grande profeta, l’uomo più grande nato da donna - così lo qualifica Gesù -  e il Figlio di Dio hanno scelto la strada dell’umiliazione. È la strada che ci fanno vedere e che noi cristiani dobbiamo seguire. Infatti, nelle Beatitudini si sottolinea che il cammino è quello dell’umiltà”. Non si può essere “umili senza umiliazioni”, mette in luce il Papa. Il suo invito ai cristiani è dunque quello di trarre insegnamento dal “messaggio” odierno della Parola di Dio: “Quando cerchiamo di farci vedere, nella Chiesa, nella comunità, per avere una carica o un’altra cosa, quella è la strada del mondo, è una strada mondana, non è la strada di Gesù. E anche ai pastori può accadere questa tentazione di arrampicamento: ‘Questa è un’ingiustizia, questa è un’umiliazione, non posso tollerarla’. Ma se un pastore non segue questa strada, non è discepolo di Gesù: è un arrampicatore con la veste talare. Non c’è umiltà senza umiliazione”.  

Modena: domenica l’Epifania dei Popoli con Mons. Castellucci

7 Febbraio 2020 - Modena - Sarà l’arcivescovo di Modena-Nonantola a presiedere, domenica 9 febbraio, nella parrocchia Beata Vergine Mediatrice a Modena la celebrazione eucaristica in occasione dell’Epifania dei Popoli. La celebrazione è promossa dall’ufficio diocesano Migrantes, dalla Caritas, da Missio Modena e dall’ufficio diocesano di pastorale sociale ed è realizzata in collaborazione con le diverse comunità straniere presenti sul territorio diocesano.

Migrantes Cosenza-Bisignano: due appuntamenti per la Giornata Mondiale contro la Tratta di persone

7 Febbraio 2020 - Cosenza – In occasione della Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta di Persone l’Ufficio Migrantes e l’Azione Cattolica, Settore Adulti della diocesi di Cosenza-Bisignano hanno organizzato, presso la Parrocchia di San Nicola a Cosenza, un duplice appuntamento di riflessione. Il primo sabato 8 Febbraio. Si tratta di un seminario sul tema “I Minori Stranieri Non Accompagnati: tutela giuridica e sociale” con gli interventi di Alessandro Pisano, Referente Progetto FAMI Tutela Volontaria e Francesco Sicilia, referente Associazione Studi Giuridici Immigrazione Calabria su “La tutela giuridica dei MSNA: Rapporti con Tribunale dei Minori e cambiamenti normativi” e di Pino Fabiano, direttore Migrantes Cosenza-Bisignano e dei Tutori Volontari di MSNA su “La tutela sociale dei MSNA: Esperienze di accompagnamento” Domenica 9 Febbraio  dalle ore 17.00 alle 20.00 secondo appuntamento con l’incontro “Non si tratta solo di migranti: costruire la città a partire dagli ultimi!” durante il quale saranno presentati da Pino Fabiano gli Orientamenti Pastorali sulla Tratta, da Maria Teresa Chiappetta, Azione Cattolica Diocesana Settore Adulti analisi e riflessioni su “La Tratta Invisibile”. Dopo il racconto di esperienze e storie di vita interverrà sul tema “Costruire la Citta di Dio e dell’uomo” Biagio Politano dell’Azione Cattolica. L’incontro si concluderà con un Aperitivo Multietnico.

Torino: parte il progetto “Bibliobabel”

6 Febbraio 2020 - Torino - Domenica 9 febbraio si terrà il primo appuntamento pubblico del progetto Bibliobabel, programma di attività pensato per rendere tre biblioteche del torinese luoghi aggregativi e di diffusione delle culture straniere. Il progetto, capitanato dalla Biblioteca della Fondazione Giorgio Amendola, nasce da un’ampia partnership costituita dalle biblioteche dei comuni di Moncalieri e Beinasco, le cooperative sociali Mirafiori e Solidarietà&Lavoro, l’Ufficio Migrantes di Torino, il collettivo Iperurbana e le associazioni italocinese Zhi Song, rumena e moldava Primo Passo e magrebina Islamica delle Alpi. Finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso il Bando Biblioteca Casa di Quartiere, il progetto si prefigge di dare vita a tre “collaboratori” interculturali permanenti per la diffusione e promozione della cultura e le tradizioni delle tre principali comunità linguistiche presenti nel territorio metropolitano di Torino. La Biblioteca Amendola curerà la collaborazione con la comunità cinese, la Biblioteca Arduino di Moncalieri svilupperà iniziative in collaborazione con la comunità rumena mentre la Biblioteca Nino Colombo di Beinasco si occuperà della diffusione della cultura araba. Grazie al contributo ministeriale saranno create sezioni in lingua mandarina, rumena e araba, verranno installati dei prodotti multimediali per narrare in modo innovativo fiabe tradizionali e sviluppate numerose iniziative per raccontarestorie di successo legate all’immigrazione e per promuovere il dialogo tra le culture. Il primo appuntamento pubblico del progetto, che saràospitato dalla Biblioteca della Fondazione Giorgio Amendola di Torino in via Tollegno 52, sarà la Festa delle Lanterne, importante ricorrenza della tradizione cinese, nota anche come piccolo Capodanno. La giornata inizierà con laboratori di calligrafia e di costruzione di lanterne cinesi durante la mattinata per poi riprendere nel pomeriggio con cori, danze folcloristiche e musica tradizionale; sempre nel pomeriggio è previsto un laboratorio di cucina per la preparazione del yuánxião, il dolce tipico legato alla festa. L’evento sarà anche l’occasione per presentare i passi successivi che porteranno alla creazione dei tre Poli dell’intercultura.

Giubileo lauretano: l’immagine della Madonna arrivata a Lampedusa

6 Febbraio 2020 - Lampedusa - “L’arrivo dell’immagine della Madonna di Loreto a Lampedusa vuole essere un messaggio di amore per la vita e per l’accoglienza rivolta all’Italia e all’Europa”. Lo ha detto al Sir l’arcivescovo ordinario militare, Mons. Santo Marcianò, durante il viaggio di trasferimento con un velivolo militare C-27 da Sigonella a Lampedusa, tappa del pellegrinaggio giubilare che porterà nel 2020 l’immagine Mariana nelle basi della aviazione militare italiana. Il volo è partito dall’aeroporto militare di Sigonella. “Lampedusa è terra di accoglienza. Un simbolo di accoglienza che vorrei interrogasse l’Italia che vanta radici culturali e religiose uniche. E vorrei che interrogasse l’Europa perché l’accoglienza non riguarda solo l’Italia, ma tutti i paesi europei. Tutti i cittadini europei dovrebbero sentire il bisogno di riconoscere nell’altro un fratello e di accogliere chiunque approdi nelle nostre terre”.  

Siracusa: al Santuario la “Giornata Mondiale contro la tratta di esseri umani”

6 Febbraio 2020 - Siracusa - “VI Giornata Mondiale contro la Tratta di esseri umani”, voluta da Papa Francesco, il quale ha indicato Santa Giuseppina Bakhita come modello di donna che dall’umiliazione della schiavitù si è elevata, diventando il simbolo della liberazione, trovando nell’incontro con Cristo verità e riscatto. La giornata di preghiera contro la “Tratta” unisce le Lacrime della Madonna con “le lacrime di tante donne che, offese e oppresse dalle catene della vergogna umana, gridano aiuto, invocano rispetto e anelano alla libertà. Nella diocesi di Siracusa un momento di preghiera, domenica 9 febbraio, animato dalle religiose e dai religiosi diocesani in collaborazione con l’Ufficio Migrantes e suore Scalabriniane, e la Fondazione Sant’Angela Merici e la Comunità Papa Giovanni XXIII, si svolgerà presso la Cappella del Santissimo in Basilica, sarà trasmesso in streaming dal sito del Santuario.  

Giornata Mondiale di preghiera contro la tratta: domani veglia a Padova

6 Febbraio 2020 - Padova - A ridosso della VI Giornata mondiale di preghiera contro la tratta delle persone (8 febbraio 2020), domani, venerdì 7 febbraio, si terrà a Padova un cammino e una veglia di preghiera “Insieme contro la tratta di persone”. Il momento di riflessione e preghiera prevede un breve tratto di cammino, dalla chiesa di San Lorenzo da Brindisi (via Perosi) – con ritrovo alle ore 20.15 – da dove si partirà a piedi alle ore 20.30 per raggiungere la chiesa di Sant’Antonino dell’Arcella, che alle ore 21 ospiterà la veglia di preghiera. Insieme contro la tratta di persone è promossa dalla Diocesi di Padova (in particolare attraverso alcuni uffici: Caritas, Pastorale sociale, Ufficio Migrantes) insieme all’Usmi (Unione superiori maggiori d’Italia) e in particolare alle Suore francescane dei poveri del Progetto Miriam (da anni impegnate sul fronte dell’aiuto e del sostegno alle donne vittime di tratta), ai Comboniani e alla Società missioni africane in stretta collaborazione con le parrocchie dell’Arcella. “Vogliamo pregare perché questo tipo di schiavitù venga prima o poi meno, ma è importante anche sensibilizzare chi vi partecipa, divulgando il più possibile questi temi e facendo conoscere il dramma di chi si trova a essere vittima di questi traffici», spiegano gli organizzatori, che hanno accompagnato la preparazione alla Veglia con alcuni momenti di formazione specifica per i giovani.

Senza memoria, non c’è identità

6 Febbraio 2020 - Roma - C’è molto da riflettere scorrendo i risultati del Rapporto Italia 2020 dell’Eurispes. È il quadro tracciato che fa rabbrividire: un Paese “incattivito” che guarda con diffidenza e poca tolleranza gli stranieri e che, in molti casi, giustifica episodi di razzismo e antisemitismo. Secondo la maggioranza degli italiani, certifica l’Istituto di ricerca, recenti fatti di antisemitismo sono casi isolati, che non sono indice di un reale problema nel Paese (61,7%). Al tempo stesso, il 60,6% ritiene che questi episodi siano la conseguenza di un diffuso linguaggio basato su odio e razzismo. Servirebbe un esame di coscienza collettivo sull'uso delle parole! Siamo tutti chiamati in causa, anche gli operatori della comunicazione. Lo evidenzia bene Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2020: “Mettendo insieme informazioni non verificate, ripetendo discorsi banali e falsamente persuasivi, colpendo con proclami di odio, non si tesse la storia umana, ma si spoglia l’uomo di dignità”. Ecco, allora, l’importanza della memoria: senza questa, il presente sembra non avere radici, ma nemmeno ha la possibilità di aprire a un futuro. Senza memoria, non c’è identità. E questo vale soprattutto per un mondo, quale quello dell’informazione, i cui confini, sotto la spinta delle moderne tecnologie, diventano più labili. (Vincenzo Corrado)  

Mattarella in un Istituto all’Esquilino di Roma

6 Febbraio 2020 - Roma – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato l’Istituto Comprensivo Statale “Daniele Manin” all’Esquilino. Lo si legge su sito del Quirinale che pubblica anche foto e video. E sul profilo twitter della Presidenza della Repubblica si legge che la scuola è sita “in quartiere con altissima presenza della comunità cinese” (R.I.)

Santa Maria di Leuca: il 12 febbraio il “Peace Mob” in vista dell’incontro dei vescovi del Mediterraneo a Bari

6 Febbraio 2020 - Roma - Un Flash Mob per la pace. Si terrà il 12 febbraio a Santa Maria di Leuca e a promuoverlo è il Parco culturale ecclesiale “De Finibus Terrae”. “Peace Mob” vuole lanciare un messaggio di pace sul Mediterraneo che si apre come orizzonte quasi a 360° dal promontorio su cui sorge la basilica-santuario di S. Maria de Finibus Terrae. L’occasione è l’incontro dei vescovi del Mediterraneo che si terrà in terra di Puglia, a Bari, dal 19 al 23 febbraio, a cui – l’ultimo giorno – parteciperà anche Papa Francesco. “Il PeaceMob vuole sensibilizzare l’attenzione pubblica non solo sull’evento di Bari, ma sul Mare nostrum, con tutte le sue potenzialità di convivialità, ma anche con tutte le sue contraddizioni di conflitti”, spiega una nota. Cantare al mare la canzone “Freedom”, spiritual gospel, amata da don Tonino Bello, significherà “cantare, al cuore del Mediterraneo e dei popoli da esso bagnati, che la pace è la vera premessa per la libertà e per un futuro di fraternità universale, dove il dono e il perdono abbiano l’ultima parola sull’egoismo e sul conflitto”. Il PeaceMob verrà registrato e, dopo il montaggio, verrà donato a tutte le emittenti che vorranno trasmetterlo nei giorni dell’incontro di Bari.  

Firmato accordo di cooperazione Italia-Costa d’Avorio

6 Febbraio 2020 - Roma - Un protocollo d'intesa, centrato sulla cooperazione per la gestione comune del fenomeno migratorio, è stato firmato a Roma dal Ministro dell'Interno italiano Luciana Lamorgese e dal titolare della Costa d'Avorio per la Sicurezza, il generale Vagondo Diomande'. Durante la cerimonia, al Viminale, è stato detto che l'accordo è senza precedenti in Europa. “Ci consentirà di gestire insieme il processo immigratorio che abbiamo in Italia - ha detto Lamorgese - tenendo conto che le persone provenienti dalla Costa d'Avorio sono una percentuale consistente, circa il 10 per cento degli arrivi”. Di “momento solenne” ha parlato Diomandè. “E' la prima volta - ha sottolineato il Ministro ivoriano - che un accordo così importante viene firmato da un paese europeo con un Paese africano”. L'intesa prevede sia una gestione condivisa dei rimpatri di migranti irregolari sia progetti di cooperazione che l'Italia s'impegna a sostenere in Costa d'Avorio. “Lavoreremo per l'integrazione dei cittadini di questo Paese dell'Africa presenti sul nostro territorio nazionale” ha detto Lamorgese. “E' poi importante l'attività di formazione professionale che servirà a creare posti di lavoro e a occupare i giovani favorendone l'inclusione sociale in Costa d'Avorio”. Durante la cerimonia al Viminale, di fronte ai giornalisti, è stato ricordato che il Paese africano è stato inserito tra i beneficiari di bandi predisposti dal Viminale per progetti di cooperazione. Secondo Lamorgese, “l'accordo aiuterà a gestire i rimpatri in modo più celere ed efficace, con uno scambio informativo continuo che tante volte negli anni è mancato con altri Paesi dai quali provengono flussi”. L'intesa prevede progetti comuni che coinvolgono le forze di polizia. “La vostra esperienza - ha detto Diomandè - ci potrà aiutare a migliorare nella lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata, senza dimenticare altri aspetti legati a protezione civile”. Il ministro ivoriano ha poi sottolineato che delle migrazioni vanno colti anche i contributi in grado di arricchire. “Il fenomeno va disciplinato - il suo appello - ma evidenziandone pure i lati positivi”. (Dire)  

Rifugiati: nel 2019 reinsediati 63.696 persone su 1,4 Mln

5 Febbraio 2020 - Roma - Degli 1,4 milioni di rifugiati che si stima necessitino di essere reinsediati con urgenza a livello mondiale, solo 63.696 sono stati reinsediati l'anno scorso tramite l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). Come fa sapere l'Alto commissariato in una nota, è stato così soddisfatto solo il 4,5 per cento delle esigenze di reinsediamento a livello mondiale nel 2019, per questi si fa appello ai governi affinchè mettano a disposizione ulteriori posti. Come si legge ancora nel comunicato, sebbene lo scorso anno il numero di rifugiati reinsediati sia cresciuto moderatamente del 14 per cento rispetto all'anno precedente - nel corso del quale le persone reinsediate erano state 55.680 - continua a esservi un divario enorme tra le esigenze di reinsediamento e i posti messi a disposizione dai governi in tutto il mondo. Il numero più elevato di partenze facilitate dall'Unhcr nell'ambito del programma di reinsediamento l'anno scorso ha avuto per destinazione gli Stati Uniti, seguiti da Canada, Regno Unito, Svezia e Germania. Dei più di 63mila rifugiati reinsediati l'anno scorso, la maggior parte era originaria di Siria, Repubblica Democratica del Congo, e Myanmar. Nonostante l'obiettivo di 60mila partenze verso 29 Stati differenti fissato dalla Strategia per il reinsediamento sia stato raggiunto, sulla base delle previsioni attuali l'Unhcr esprime preoccupazione in merito al fatto che, quest'anno, sarà reinsediato un numero inferiore di rifugiati.

Modena: domenica l’Epifania dei Popoli con mons. Castellucci

5 Febbraio 2020 - Modena - Sarà l’arcivescovo di Modena-Nonantola a presiedere, domenica 9 febbraio, nella parrocchia Beata Vergine Mediatrice a Modena la celebrazione eucaristica in occasione dell’Epifania dei Popoli. La celebrazione è promossa dall'ufficio diocesano Migrantes, dalla Caritas, da Missio Modena e dall'ufficio diocesano di pastorale sociale ed è realizzata in collaborazione con le diverse comunità straniere presenti sul territorio diocesano.

Migrantes Andria: due iniziative contro la Tratta di persone

5 Febbraio 2020 - Andria - Sabato 8 febbraio si celebrerà la VI Giornata Mondiale contro la tratta di persone. La scelta della data non è casuale: è il giorno in cui ricorre la memoria liturgica di san Bakhita, la schiava nera divenuta santa, ricorda il direttore Migrantes della diocesi di Andria, don Geremia Acri: suora canossiana di origine sudanese, divenuta simbolo universale dell’impegno della Chiesa contro la tratta, esempio di vita la cui storia è un inno alla speranza che consola. Santa Giuseppina Bakhita, nata nel 1868, in Darfur, ha vissuto i primi anni della sua esistenza in schiavitù: tra il 1877 e il 1882 passò da un padrone all'altro, subendo atroci sofferenze.  Portò per tutta la sua vita 144 cicatrici, provocate dopo stata rapita e fatta schiava all’età di appena 9 anni. “Il clima sociale e politico che in Italia e nel mondo stiamo vivendo non è dei migliori: inarrestabile la deriva culturale e valoriale a cui assistiamo inermi. È necessario arruolare le nostre coscienze al rispetto delle diversità e delle debolezze che caratterizzano l’altro. L’altro – scrive in una nota il sacerdote - ha un volto, è una persona in carne ed ossa che non possiamo ignorare, qualunque sia la sua situazione. È un viso che rivela la nostra umanità, tante volte sofferente e trascurata”. Celebrare la memoria delle vittime dei “tanti martiri non basta se poi non si comprende appieno il messaggio e l’insegnamento che queste commemorazioni vogliono diffondere”. In occasione della Giornata di preghiera per le vittime di Tratta ad Andria due iniziative. La prima sabato 8 febbraio alle ore 18:00, presso la chiesa parrocchiale Gesù Crocifisso con una celebrazione dell’Eucarestia in ricordo delle vittime di Tratta mentre domenica 9 febbraio alle ore 19:30, presso l’auditorium Mater Gratiae: Sciara progetti teatro presenta “Malanova” con Ture Magro – spettacolo inserito nella mini rassegna teatrale “Visioni dei conflitti, dei diritti” promossa dalla comunità “Migrantesliberi” e dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria. Cosa è una malanova? È “una cattiva notizia. Qualcosa che avresti voluto non sapere”. Chi è Malanova? “Una ragazzina. La sua storia ce la racconta un giovane uomo, Salvatore, che ricorda di averle voluto bene, di averla desiderata e di averla ritrovata dentro ad una storia di violenza sconvolgente. Salvatore attraversa a piedi piazze e i vicoli stretti, ascolta le donne parlare di matrimoni, battesimi e funerali, partecipa alle feste ed ai riti di sempre, e si interroga sulle cose viste e sentite, sul rispetto, sull'onore”.