Primo Piano

Media Cei: Rosario da Cosenza con mons. Nolè

23 Giugno 2020 - Roma - Avvenire, Sir, Federazione dei settimanali cattolici e Corallo, d’intesa con la Segreteria generale della Cei, invitano i fedeli, le famiglie e le comunità religiose a ritrovarsi, mercoledì 24 giugno, alle 21, per recitare insieme il Rosario che verrà trasmesso da Tv2000 (canale 28 e 157 Sky), InBlu Radio, e su Facebook. La preghiera andrà in onda dalla Cappella della Madonna del Pilerio della Cattedrale di Cosenza e sarà presieduta dall’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Francesco Nolè.

Migrantes Caltanissetta: casa in parrocchia per chi cerca asilo

23 Giugno 2020 - Caltanissetta - Casa Santa Barbara: nell’ex villaggio degli zolfatai di Caltanissetta è nato un progetto di accoglienza per giovani migranti richiedenti asilo, a cura di Migrantes, Caritas diocesana, parrocchia e suore dell’Uisg che operano in questa zona. Avviato in pieno lockdown, il progetto offre un segno di speranza mettendo in pratica quel "nessuno si salva da solo" pronunciato da papa Francesco nel deserto di piazza San Pietro la sera del 27 marzo. Una giovane coppia di sposi nigeriani e una bimba di sei mesi con un sorriso che conquista il cuore, sei giovani africani di Paesi non sempre amici tra loro (Nigeria, Mali e Camerun) che parlano lingue diverse e professano differenti religioni, hanno trovato accanto alla parrocchia Santa Barbara una casa in cui vivere dignitosamente, seguendo percorsi di formazione e lavoro per vivere l’integrazione, circondati dall’affetto solidale della comunità guidata da don Marco Paternò, giovane sacerdote che ha coinvolto intorno a loro tutto il villaggio. Due famiglie-tutor nissene accompagnano le persone immigrate promuovendo la loro autostima per recuperare lo sradicamento di chi ha dovuto abbandonare in un altro continente famiglia e affetti per tentare un futuro possibile a migliaia di chilometri. Mantenendo aperto il cuore tutto può succedere.(Fiorella Falci - Avvenire)

Papa Francesco: “i poveri sono diventati parte del paesaggio”

23 Giugno 2020 - Città del Vaticano - Poco più di sei minuti, occupati dalla voce dell'attore Joseph Balderrama, con quella del Papa in sottofondo. Così papa Francesco ha raggiunto, ieri mattina, oltre 7 milioni di ascoltatori dal 'Today programme', il seguitissimo programma del canale 4 della Bbc radio, che apre la giornata in Gran Bretagna. Le parole, riprese da un'intervista che il Papa aveva concesso al suo biografo Austen Ivereigh e concordate dall'emittente britannica con il Vaticano, si inseriscono nell'iniziativa 'Rethink' con la quale la Bbc ha chiesto a importanti personalità di raccontare il loro mondo post Covid-19. "Dobbiamo rallentare il nostro tasso di produzione e consumo e imparare a capire e contemplare il mondo naturale", ha detto Papa Francesco alla Bbc: "Questa è un'opportunità, per noi, di convertirci, di contemplare il mondo naturale e entrare in sintonia con quello che ci circonda". Quindi il Pontefice ha parlato dei poveri e ha spiegato quanto sia diventato difficile per noi vederli. "Sono diventati parte del paesaggio. Sono diventati cose", ha detto il Papa: "Madre Teresa li ha visti ed ha avuto il coraggio di intraprendere un viaggio di conversione. I poveri non sono cose. Non sono spazzatura. Sono persone". Papa Francesco ha concluso citando il romanzo "Memorie dal sottosuolo" di Dostoevskij. "Togliamo dignità ai poveri. Togliamo loro il diritto di sognare le loro mamme. Dobbiamo ricordarci che anche quel povero aveva una mamma che l'ha cresciuto con amore", ha concluso.

“Morire di Speranza”: veglie di preghiera a Genova e Trieste

22 Giugno 2020 - Roma - Sono tante le diocesi dove in questi giorni vengono ricordati coloro che sono morti nei viaggi verso l’Europa. Questa sera a Genova sarà il card. Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze  Episcopali d’Europa a presiedere, nella Basilica della Santissima Annunziata, una veglia di preghiera dal titolo “Morire di Speranza”. A promuoverla la  Comunità di Sant’Egidio di Genova, l’Ufficio Migrantes diocesano, la Fondazione Auxilium e il Ceis. Alla preghiera, trasmessa in streaming sul canale YouTube della Comunità di Sant’Egidio Liguria, parteciperanno numerosi immigrati di diversa origine e saranno presenti anche familiari e amici di chi ha perso la vita in mare. Veglia di preghiera, sempre questa sera, anche a Trieste  presso la chiesa di San Giuseppe. A Presiederla don Francesco Bigatti, presidente della Commissione diocesana Migrantes.

R.Iaria

 

Bergamo: le iniziative di solidarietò delle comunità straniere al tempo del Covid-19

22 Giugno 2020 - Bergamo – In questo tempo di pandemia sono state tante le iniziative di solidarietà che hanno coinvolto anche le comunità migranti. “Molte iniziative sono state avviate spontaneamente, e alcune in collaborazione con la parrocchia. Sono un bel segno dell’impegno delle comunità straniere a favore della città in cui vivono e lavorano”, dice al quotidiano “L’Eco di Bergamo” don Mario Marossi, parroco di San Francesco. Sono stati i boliviani residenti in città che “si sono resi disponibili come volontari nelle iniziative promosse dal Comune per portare la spesa, i medicinali, questo indica un’integrazione nel tessuto cittadino delle seconde generazioni”. Molto attiva è stata anche la Missione Santa Rosa de Lima che, grazie alle macchine da cucire donate  dalla Casa dei Boliviani, hanno prodotto mascherine in tessuto. Una produzione che continua. Pacchi alimentari sono stati confezionati con l’aiuto della parrocchia San Francesco. Due sottoscrizioni (Todos por Bergamo e Bolivia por Bergamo), allargate anche a persone originarie del Perù ed Ecuador, sono state lanciate – scrive ancora il quotidiano di Bergamo -  per raccogliere fondi da destinare alla Protezione Civile, come  hanno fatto anche le comunità africane. Accanto all’impegno concreto - aggiunge don Mario – sono nati gruppi di preghiera riuniti in streaming con “l’intenzione di ricordare chi soffriva per la malattia e per la perdita di qualcuno di caro”. Aiuti sono arrivati anche dai filippini. Aiuti che continuano anche adesso.

Viminale: nel 2020 sbarcate in Italia 6.184 persone sulle coste italiane

22 Giugno 2020 - Roma - Sono finora 6.184 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Il dato è stato aggiornato dal ministero degli Interni questa mattina alle 8. Dei circa 6.200 migranti sbarcati in Italia nel 2020, 1.098 sono di nazionalità bengalese (18%). Gli altri provengono da Tunisia (989, 16%), Costa d’Avorio (776, 12%), Sudan (457, 7%), Algeria (378, 6%), Marocco (334, 5%), Guinea (233, 4%), Somalia (228, 4%), Mali (167, 3%), Nigeria (123, 2%) a cui si aggiungono 1.401 persone (23%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Migrantes: il Rapporto Asilo 2019 online

22 Giugno 2020 - Roma - Per la Giornata mondiale del rifugiato 2020 va on line il testo integrale del Report 2019 sul diritto d’asilo “Non si tratta solo di migranti. L’Italia che resiste, l’Italia che accoglie” (Tau Editrice). La Fondazione Migrantes, che ha promosso la pubblicazione e ne desidera la massima diffusione, ha deciso di offrire a tutti il volume in formato digitale per la difficoltà di organizzare, in questi mesi, veri incontri di presentazione nelle città italiane: incontri reali tra persone, idee, esperienze, che sarebbero sicuramente il modo più costruttivo per diffondere conoscenze e sensibilità sui temi delle migrazioni forzate. Il Report 2019 è  disponibile sia in un unico file che suddiviso per capitoli. Il 24 giugno, intanto, il rapporto sarà presentato sul canale YouTube dell’Ufficio Migrantes di Asti alle 21.00 su iniziativa dellla Migrantes diocesana e Piam onlus: interverranno mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e Mariacristina Molfetta della Fondazione Migrantes e Alberto Mossino, presidente del Piam.  

Il card. Bo: includere migranti e sfollati in Myanmar nella risposta alla crisi del Covid-19

22 Giugno 2020 - Myangon -  Migranti e sfollati in Myanmar e in tutta l'Asia affrontano sempre più situazioni difficili: "Sono spesso in fuga, vivono in luoghi sovraffollati e con un'assistenza sanitaria inadeguata" ha detto il card. Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon e Presidente della Federazione delle Conferenze episcopali dell'Asia. I conflitti rimangono la causa principale della migrazione forzata in Asia, ha rilevato in un messaggio ripreso dall’agenzia Agenzia Fides, aggiungendo che "in Myanmar guerra, tensioni interetniche, scelte politiche causano lo spostamento di migliaia di persone che ora muoiono di fame nel nord dello stato di Rakhine e in altri stati come il Chin". Il porporato ha lanciato un appello, auspicando che "qualsiasi conflitto che causa sofferenza alle persone sia risolto attraverso il dialogo e una costruttiva ricerca della pace". Riferendosi al contesto birmano e all'intero continente, ha aggiunto: "Occorre dare priorità ai principi riconosciuti del diritto internazionale, propri dei paesi civili per quanto riguarda la protezione degli sfollati", ricordando che "i migranti e gli sfollati in Asia non devono affrontare discriminazioni causate dalla crisi legata alla pandemia del Covid-19". "È urgente includere le esigenze di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni in tutte le politiche di risposta al Covid-19, dal soccorso agli aiuti economici per la sopravvivenza" ha affermato; “se l'umanità è divisa, la crisi pandemica non può essere superata. Se nessuno è escluso, è possibile curare un pianeta. Per il bene di tutti, prendiamoci cura dei rifugiati. Se le persone continuano a essere costrette ad abbandonare le proprie case, rimarremo un mondo in crisi". "Per porre fine alla crisi sanitaria, alleviare la fame e la povertà indotte dalla pandemia e per prevenire lo sradicamento delle persone come rifugiati e sfollati bisogna affrontare le vere cause dei conflitti, fermare le offensive militari e consentire agli sfollati di tornare alla loro villaggi ", ha detto il Card. Bo che ha lanciato un accorato monito ai leader politici e religiosi asiatici perché "prestino particolare attenzione alla difficile situazione di migranti, rifugiati e richiedenti asilo privi di documenti, e perché li aiutino con tutto il sostegno di cui hanno bisogno".  

Le tre prove

22 Giugno 2020 - Città del Vaticano - I discepoli hanno aperto le porte del cenacolo, si sono lasciati alle spalle il timore di essere scoperti, riconosciuti. Gesù li ha chiamati e inviati in missione; di più li istruisce e li prepara ad affrontare quanto li aspetta, prove e persecuzioni, perché andare in missione “non è fare turismo”, come ricordava Papa Francesco in un Angelus di tre anni fa. Li prepara e dice loro: non abbiate paura. La memoria corre in piazza San Pietro, 22 ottobre 1978. San Giovanni Paolo II, da pochi giorni eletto 264mo successore di Pietro, celebra la messa di inizio pontificato: ha 58 anni il primo Papa straniero dopo 455 anni. Così pronuncia quelle tre parole: “non abbiate paura”; per tre volte, per chiedere di “aprire, anzi di spalancare le porte a Cristo”. Aprire “i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici”. Lui stesso dirà, all’indomani della caduta del muro di Berlino, che non sapeva dove lo avrebbero portato quelle parole, rimaste nella memoria del mondo. Quasi 27 anni più tardi, il 24 aprile 2005, Benedetto XVI ricorderà quelle tre parole per dire che il suo predecessore “parlava ai forti, ai potenti del mondo, i quali avevano paura che Cristo potesse portar via qualcosa del loro potere, se lo avessero lasciato entrare e concesso la libertà alla fede”. Tempo difficile il nostro, in cui la paura è quasi compagna di viaggio; paura di perdere beni, paura alimentata dai media che mostrano sempre più spesso immagini di violenza e di morte; paura del Covid19. La pandemia, ricorda Francesco nelle parole che pronuncia dopo la recita della preghiera mariana dell’Angelus, che ha messo in luce “l’esigenza di assicurare la necessaria protezione anche alle persone rifugiate, per garantire la loro dignità e sicurezza”. Ma che ha fatto riflettere sul rapporto uomo-ambiente: “con la ripresa delle attività, tutti dovremmo essere più responsabili della cura della casa comune”. Tempo difficile, tempo in cui la paura porta a alzare muri, a chiuderci nelle nostre pseudo sicurezze. Il Vangelo di ieri, domenica, invece, ricorda, con le parole di Gesù, l’invito a uscire, a non aver paura di dare testimonianza. Francesco sottolinea “tre situazioni concrete” che mettono alla prova il discepolo. La prima è “l’ostilità di quanti vorrebbero zittire la Parola di Dio, “edulcorandola, annacquandola o mettendo a tacere chi la annuncia”. Ma i discepoli dovranno “dire nella luce, cioè apertamente, e annunciare dalle terrazze, cioè pubblicamente, il suo Vangelo”. La persecuzione è la seconda situazione con cui i discepoli devono fare i conti: “quanti cristiani sono perseguitati anche oggi in tutto il mondo. Soffrono per il Vangelo con amore, sono i martiri dei nostri giorni. E possiamo dire con sicurezza che sono più dei martiri dei primi tempi: tanti martiri, soltanto per il fatto di essere cristiani”. Non abbiate paura, dice il Signore: “uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima. Non bisogna lasciarsi spaventare da quanti cercano di spegnere la forza evangelizzatrice con l’arroganza e la violenza”. L’ unica vera paura è perdere “la vicinanza, l’amicizia con Dio”. La terza situazione con la quale alcuni discepoli dovranno fare i conti è la sensazione “che Dio stesso li abbia abbandonati, restando distante e silenzioso”. Ma ecco che torna l’invito a non avere paura, perché, “pur attraversando queste e altre insidie, la vita dei discepoli è saldamente nelle mani di Dio, che ci ama e ci custodisce”. Edulcorare il Vangelo, annacquarlo; la persecuzione, e la sensazione che Dio ci ha lasciati soli: ecco le tre prove. L’invio in missione da parte di Gesù non garantisce ai discepoli il successo, così come non li mette al riparo da fallimenti e sofferenze. Essi devono mettere in conto sia la possibilità del rifiuto, sia quella della persecuzione. Questo spaventa, ma è la verità, ricordava papa Francesco nel 2017, perché “non esiste la missione cristiana all’insegna della tranquillità. Le difficoltà e le tribolazioni fanno parte dell’opera di evangelizzazione”. Dio si prende cura di noi, “perché grande è il nostro valore ai suoi occhi”. Ciò che importa è la franchezza, è il coraggio della testimonianza di fede: “riconoscere Gesù davanti agli uomini” e andare avanti facendo del bene.

Fabio Zavattaro

Papa Francesco: “assicurare la necessaria protezione anche alle persone rifugiate”

22 Giugno 2020 - Città del Vaticano - “La crisi provocata dal coronavirus ha messo in luce l’esigenza di assicurare la necessaria protezione anche alle persone rifugiate, per garantire la loro dignità e sicurezza”. Papa Francesco, ieri, la termine della preghiera mariana dell’Angelus ha ricordato la Giornata Mondiale del Rifugiato che si è celebrata il 20 giugno su iniziativa dell’Onu. Il papa ha esortato ad “un rinnovato ed efficace impegno di tutti a favore della effettiva protezione di ogni essere umano, in particolare di quanti sono stati costretti a fuggire per situazioni di grave pericolo per loro o per le loro famiglie”.

R.I.

Viminale: quasi 11mila le richieste di asilo in Italia nel 2020

20 Giugno 2020 -   Roma - Sono quasi 11mila (10.972) le richieste di asilo presentate all'Italia dal 1° gennaio al 12 giugno 2020. Le principali aree geografiche di provenienza dei richiedenti sono l'Asia (40%), l'Africa (37%, l'America (17% e l'Europa (6%). Lo rende noto oggi il Ministero degli Interni in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato. La classifica dei Paesi d'origine vede in testa il Pakistan con il 18% delle domande e la Nigeria con il 10%. Il 76% dei richiedenti nel periodo considerato sono uomini, il 24% donne. La maggior parte di loro (62%) ha un'età compresa tra i 18 e i 34 anni, il 13% sono bambini da 0 a 13 anni, il 3% ragazzi minorenni dai 14 ai 17. Dal 1° gennaio 2020, tenuto conto delle limitazioni imposte nella fase acuta dell'emergenza Covid-19, la Commissione nazionale per il diritto di asilo ha adottato 21.144 decisionim si legge nella nota del Viminale. I numeri della Commissione “rispecchiano quanto ad aree e Paesi di provenienza quelli dell'anno precedente, nel quale le domande sono state in tutto 43.783, confermando Pakistan (20%) e Nigeria (8%) in cima alla lista dei Paesi d'origine”. A livello globale il fenomeno dei rifugiati risulta in aumento, secondo i numeri del rapporto annuale Global Trends pubblicato dall'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unchr). Alla fine del 2019 risultavano 79,5 milioni le persone in fuga nel mondo: il dato più alto registrato finora dall'Agenzia, che ha lanciato la campagna di sensibilizzazione #WithRefugees. L'Italia – spiega il Ministero degli Interni - si conferma tra i Paesi più attivi nei programmi di reinsediamento, portato avanti con l'Unhcr. Dal 2015 a oggi, secondo i dati del dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione, sono stati reinsediati in Italia 2.510 rifugiati e per le annualità 2020-2021 è previsto un contributo aggiuntivo pari a 700 persone. Per molti rifugiati questo continua a rappresentare uno "strumento salvavita", spiegano Unhcr e OIM, sottolineando il divario tra il numero di rifugiati che hanno bisogno di accedere al reinsediamento e i posti messi a disposizione dai governi, con l'appello affinché anche altri Paesi partecipino ai programmi.  

Papa Francesco: “Maria conforto dei migranti” nelle Litanie Lauretane

20 Giugno 2020 - Città del Vaticano - Tre nuove Litanie che si aggiungono a quelle tradizionali che concludono la recita del Rosario. Tra queste una dedicata ai migranti: “Solacium Migrantium”, “Conforto dei Migranti” da aggiungere dopo “Refugium peccatorum”, “Rifugio dei peccatori”. Le altre due sono “Mater Misericordiae” e “Mater Spei”, cioè “Madre della Misericordia” e “Madre della Speranza”. “Pellegrina verso la Santa Gerusalemme del cielo, per godere della comunione inseparabile con Cristo, suo Sposo e Salvatore, la Chiesa cammina lungo i sentieri della storia affidandosi a Colei che ha creduto alla parola del Signore”, scrive il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e Disciplina dei Sacramenti, card. Robert Sarah: “conosciamo dal Vangelo che i discepoli di Gesù hanno infatti imparato, fin dagli albori, a lodare la ‘benedetta tra le donne’ e a contare sulla sua materna intercessione. Innumerevoli – prosegue - sono i titoli e le invocazioni che la pietà cristiana, nel corso dei secoli, ha riservato alla Vergine Maria, via privilegiata e sicura all’incontro con Cristo. Anche nel tempo presente, attraversato da motivi di incertezza e di smarrimento, il devoto ricorso a lei, colmo di affetto e di fiducia, è particolarmente sentito dal popolo di Dio”. “Interprete di tale sentimento – spiega ancora il porporato nella lettera ai presidenti delle Conferenze Episcopali - il Sommo Pontefice Francesco, accogliendo i desideri espressi, ha voluto disporre che nel formulario delle litanie della beata Vergine Maria, chiamate 'Lauretane', siano inserite le invocazioni ‘Mater misericordiae’, ‘Mater spei’ et ‘Solacium migrantium’”.

R.Iaria

Migrantes Cerignola – Ascoli Satriano: parte il progetto “co-happiness felici e sicuri nella comunità”

20 Giugno 2020 - Cerignola – In occasione della Giornata mondiale del rifugiato gli uffici Migrantes e pastorale familiare della diocesi di Cerignola-Ascoli-Satriano raccolgono l’appello del segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo: “Nessun cristiano dimentichi i luoghi del dolore” e propongono un percorso formativo sul tema dell’abuso e dei maltrattamenti sui minori attraverso un progetto educativo “co-happiness felici e sicuri nella comunità” pensato e realizzato assieme all’Associazione di Volontariato “S. Giuseppe Onlus” che si avvale della partnership di alcune associazioni europee. Uno di questi luoghi è la “nazione dei profughi” con tutto il carico di sofferenza dei bambini: 79,5 milioni di persone, più di quanti la storia delle Nazioni Unite ne abbia mai conosciuti. Il doppio di quanti se ne contavano nel 2010. Soprattutto è una nazione errante fatta di bambini, fino a 34 milioni, più degli abitanti di Australia, Danimarca e Mongolia messe insieme. A volerli mettere in fila indiana si coprirebbe per due volte la circonferenza del nostro pianeta.

Mattarella: la pandemia aggrava la situazione già critica dei rifugiati

20 Giugno 2020 - Roma – “L’impatto della pandemia aggrava ancor di più la critica condizione di quanti, a causa di conflitti o per la violazione di diritti fondamentali, sono costretti a fuggire dal proprio Paese”. Lo ha detto, questa mattina, il Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella Giornata Mondiale del Rifugiato. L’Italia mostra “continuamente e con senso di responsabilità la sua vicinanza a coloro che affrontano tali drammatiche vicende, offrendo accoglienza e protezione. La nostra attiva partecipazione al primo Forum Globale dei Rifugiati costituisce una concreta testimonianza”, ha aggiunto il Capo dello Stato sottolineando che “il fenomeno delle migrazioni conta su un approccio italiano basato su strumenti importanti quali il programma nazionale di reinsediamento e i corridoi umanitari per rifugiati particolarmente vulnerabili, privi della protezione statale del paese d’origine e colpiti in misura considerevole dalle restrizioni determinate dall’attuale emergenza sanitaria”. Per Mattarella la ostra azione di protezione e assistenza “non può deflettere” o “indebolirsi” ma deve “rafforzarsi, con l’elaborazione di un nuovo corso dell’Unione Europea in materia di migrazioni e asilo, nel segno di un più incisivo e condiviso impegno comune”. Il presidente della Repubblica Italiana ha quindi rivolto un “sentito” ringraziamento alle donne e agli uomini delle Forze dell’ordine e delle amministrazioni dello Stato e a tutti gli operatori che “forniscono i servizi necessari a garantire protezione internazionale a chi ne ha diritto. In questo sforzo – ha evidenziato - si contraddistinguono anche le Organizzazioni Internazionali – e specialmente l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – cui l’Italia assicura il massimo sostegno in coerenza con la propria storica vocazione multilaterale”.

Raffaele Iaria

 

Ue: “migranti, sfollati e apolidi ancora più a rischio per la pandemia”

20 Giugno 2020 -

Bruxelles - “La lotta è ancora più dura per i rifugiati, gli sfollati interni, i migranti e gli apolidi: con un accesso limitato o senza accesso alle cure mediche e ai meccanismi di protezione, queste persone sono più vulnerabili agli effetti della pandemia globale”. Lo hanno scritto in una dichiarazione congiunta Commissione europea e Alto rappresentante Ue, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra oggi, per richiamare l’attenzione su questa realtà che nel mondo coinvolge una persona su 97: 80 milioni sono gli sfollati a causa di conflitti e persecuzioni. “Il coronavirus non discrimina tra le persone e non conosce confini” si legge nel testo ma “è essenziale” che anche durante la pandemia, “i bisognosi possano continuare ad accedere alle procedure di protezione internazionale e trovare rifugio, anche attraverso il reinsediamento” e che “i Paesi più esposti, compresi quelli che ospitano migliaia di rifugiati, siano aiutati ad affrontare le difficoltà che incontrano”. “L’integrazione è una priorità per questa Commissione”, si legge ancora, come testimoniano le “misure per garantire che le persone appena arrivate abbiano accesso a servizi essenziali quali istruzione, assistenza sociale, assistenza sanitaria e alloggio”.

Italiani nel Mondo: gli emiliano romagnoli raccontano la pandemia

19 Giugno 2020 - Bologna - La Consulta Regionale degli Emiliano Ronagnoli nel Mondo inaugura una nuova rubrica dedicata alle testimonianze dei corregionali  nel mondo durante l'emergenza Covid-19. I materiali raccolti daranno vita ad una mostra fotografica e documentale sul museo virtuale MIGRER, che racconterà l'emergenza sanitaria globale attraverso i contributi delle varie  comunità all'estero. Nel mondo - spiega la Consulta - la pandemia si è mossa con tempi e modalità diverse e i paesi hanno messo in campo strumenti e misure molto differenti: ecco perché "vogliamo avviare un dialogo con le comunità di emiliano-romagnoli nel mondo finalizzato, a sapere come stanno vivendo questo difficile momento storico e conoscere la situazione attuale nei Paesi in cui risiedono i nostri corregionali". Il tutto verrà fatto attraverso  testimonianze, interviste e fotografie che saranno raccolte nella nuova rubrica “Speciale Covid-19: parola agli emiliano-romagnoli nel mondo”.

Scalabriniane: numeri senza precedenti di sfollamenti forzati

19 Giugno 2020 - Roma - Oggi nel mondo ci sono 70,8 milioni di persone costrette a fuggire, vittime di conflitti, di persecuzioni, di violenza o per disastri naturali. Di questi 25,9 milioni sono rifugiati riconosciuti. Numeri la cui complessità testimonia che “gli sfollamenti forzati hanno raggiunto un livello senza precedenti e le risposte ancora non sono sufficienti ad offrire soluzioni alle persone affinché possano ricostruire la loro vita”. Così suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie Scalabriniane, in occasione della Giornata internazionale del rifugiato del 20 giugno, indetta dall’Onu. Papa Francesco, prosegue suor Neusa, ci ricorda che “in ogni persona rifugiata è presente Gesù, costretta a fuggire, come ai tempi di Erode, per salvarsi. Nei loro volti siamo chiamati a riconoscere il volto di Cristo”. “Tre quarti dei rifugiati nel mondo e molti migranti vivono in nazioni in sviluppo, dove gli organi deputati alla cura della salute sono sovraccarichi e, con la pandemia del Covid-19, sono collassati – prosegue - Molti rifugiati vivono in accampamenti sovraffollati, rifugi improvvisati o centri di accoglienza dove non possono accedere ai servizi sanitari, servizi igienici oppure usare acqua potabile. Molti di essi si trovano in centri di detenzione riconosciuti o informali in condizioni di isolamento e di igiene particolarmente preoccupante. Migranti e rifugiati sono in misura sproporzionata esposti alla vulnerabilità dell’esclusione, della stigmatizzazione e della discriminazione, soprattutto quando si trovano in situazione di irregolarità. Il pensiero della Chiesa colloca al centro l’esperienza di Gesù, sfollato e profugo insieme ai suoi genitori”. “Non sono numeri, ma persone, conoscendo le loro storie riusciremo a comprenderli”, aveva scritto il Pontefice in un suo messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. “Quando le persone rifugiate diventano numeri l’umanità diventa inumanità”, prosegue suor Neusa. Le suore scalabriniane chiedono alla politica, ai responsabili locali, nazionali e internazionali di “non assistere passivamente alla distruzione di tante vite minacciate. E’ urgente individuare soluzioni appropriate, mezzi umani e degni per garantire che le persone non mettano a repentaglio la loro vita e quella delle famiglie, ricorrendo a trafficanti senza scrupolo o usando barche fragili, tentando di raggiungere luoghi dove trovare sicurezza a vari livelli”.

Migrantes Messina: domani celebrazione per la Giornata Mondiale del Rifugiato

19 Giugno 2020 - Messina – Domani, sabato 20 giugno 2020 alle ore 18.30, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato indetta dall’ONU, nella Chiesa di Sant’Elia a Messina, su invito dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Messina- Lipari-Santa Lucia del Mela per pregare e riflettere sul fenomeno delle migrazioni forzate e sul dramma di tante persone costrette a scappare in cerca di protezione. Con la celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo ausiliare, mons. Cesare Di Pietro, affideremo al Signore “la vita di questi nostri fratelli e pregheremo affinché la comunità internazionale prenda a cuore la loro condizione, individuando percorsi e fornendo mezzi per assicurare ad essi la protezione di cui hanno bisogno, una condizione dignitosa e un futuro di speranza”. Quest’anno la Giornata Mondiale del Rifugiato cade in “un momento critico per l’umanità, segnato dalla pandemia da COVID-19 e dal protrarsi dei conflitti in tutto il mondo che aggravano l’attuale crisi umanitaria. Un motivo in più – spiega la Migrantes diocesana - come chiedono le Nazioni Unite, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di oltre 70 milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati nel mondo che, costretti a fuggire da guerre e persecuzioni, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era la loro vita per cercare salvezza altrove. In questo contesto l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, ha deciso di promuovere la campagna #WithRefugees, che vuole diffondere un messaggio di solidarietà ed inclusione, ricordando che tutti possiamo fare la differenza per rendere il mondo un posto più sicuro e solidale”. L’Ufficio Migrantes invita le parrocchie della diocesi a ricordare, durante le celebrazioni, il dramma dei rifugiati e dedicare loro un’intenzione nella “preghiera dei fedeli”.

Viminale: 5.832 le persone sbarcate sulle coste italiane nel 2020

19 Giugno 2020 -
Roma - Sono 5.832 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane in questo 2020. Il dato è del ministero degli Interni aggiornato alle 8 di questa mattina. Degli oltre 5.700 migranti sbarcati in Italia nel 2020, 1.098 sono di nazionalità bengalese (19%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Tunisia (959, 16%), Costa d’Avorio (776, 13%), Sudan (457, 8%), Algeria (378, 6%), Marocco (334, 6%), Guinea (233, 4%), Somalia (228, 4%), Mali (167, 3%), Nigeria (123, 2%) a cui si aggiungono 1.079 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Giornata Mondiale del Rifugiato: un dossier di Caritas Italiana sugli sfollati

19 Giugno 2020 - Roma - Alla vigilia della Giornata mondiale del Rifugiato (20 giugno 2020) Caritas Italiana dedica il suo 57° Dossier con Dati e Testimonianze (DDT) agli "Sfollati. Uomini, donne e bambinivprofughi nel proprio Paese". Un focus specifico è dedicato alla situazione dell’Iraq, paese in cui Caritas Italiana sostiene da anni interventi in favore degli sfollati ed altre fasce vulnerabili della popolazione in collaborazione con Caritas Iraq ed altre realtà della Chiesa locale. Sempre oggi alle 11:00 si svolgerà in streaming la conferenza stampa di chiusura del Festival Sabir Oltre – Edizione Straordinaria Online, del quale Caritas Italiana è stata tra gli organizzatori insieme ad Arci, Acli e Cgil. I promotori, oltre ai dati di partecipazione di questa edizione online, illustreranno i contenuti del documento finale “Sabir, un nuovo lessico comune per un Mediterraneo dei diritti”, con le principali proposte e richieste emerse dai 38 incontri, dibattiti e formazioni. Secondo il rapporto dell’UNHCR (Global trends 2019) sono quasi 80 milioni le persone costrette a lasciare le proprie terre e trovare rifugio in uno stato estero o all’interno del loro Paese. Un incremento notevole rispetto all’anno precedente, quando erano 70,4 milioni. Moltissimi vivono situazioni di sfollamento prolungato che possono tramutarsi in una condizione cronica”, spiega l’organismo pastorale della Cei: gli sfollati interni in particolare sono nel mondo 50,8 milioni. Il numero più alto di sempre. Nel linguaggio umanitario sono chiamati Internal Displaced People (IDP), profughi costretti ad abbandonare le loro case ma che restano nella propria nazione. Di queste oltre 45 milioni lo sono a causa di conflitti armati e violenze. Il numero di profughi interni a causa delle guerre supera di gran lunga rifugiati e richiedenti asilo (i profughi accolti all’estero). Il dossier, riprendendo anche i dati di indagini di Caritas Iraq sui giovani, analizza nello specifico la situazione dei 1,6 milioni di profughi interni in Iraq, sfollati a causa dell’Isis che nel 2014 conquistò la città di Mosul e la Piana di Ninive, generando all’apice del conflitto circa 6 milioni gli sfollati. Sono persone che hanno paura a tornare nelle loro case, se ancora esistono, e che a fatica immaginano un futuro felice. Durante gli ultimi quaranta anni “hanno inoltre subito quattro guerre, dieci anni di embargo, otto anni disoccupazione militare straniera e nove anni di terrorismo interno sfociato in una vera e propria guerra civile, non ancora del tutto sopita. Il DDT, anche attraverso le storie di queste persone, vuole dare voce alla loro sofferenza, spesso dimenticata dalla comunità internazionale, concentrata a difendersi dai profughi che oltrepassano i confini”. Ed è proprio a loro, agli sfollati interni, che papa Francesco ha scelto di dedicare la 106° Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebrerà il prossimo 27 se