10 Maggio 2024 - Foligno -In occasione della festa del Santo Patrono della parrocchia di San Pietro Apostolo in Sant’Eraclio, molti gli incontri e le attività durante tutta la settimana scorsa. Il tema e il filo conduttore delle giornate è stato “vivere la missione da protagonisti e non da spettatori, nell’impegno sociale, per la dignità delle persone, per la pace di tutti i popoli”. Abbiamo trascorso un bellissimo pomeriggio, venerdì 3, maggio con i ragazzi dell’oratorio e della scuola elementare, tra un tiro alla fune ed un percorso ad ostacoli, tra una corsa con i sacchi e una partita di pallone, il clou è stato rompere la "Pignatta" (gioco tradizionale dove i bambini a turno, bendati cercano di colpire la pignatta. Chi ci riesce è il vincitore, mentre tutti gli altri si divertono a raccogliere il bottino!). Circa sessanta ragazzi hanno preso possesso di una piazza appositamente liberata per loro. Insieme hanno gioito ed esultato, hanno fatto il tifo per la loro squadra ed hanno anche stretto la mano ai loro avversari, sportivamente. Accomunati da un solo spirito, quello del gioco, perché il gioco è una delle poche parole di comprensione universale. C’erano bambini nati a Sant’Eraclio, in Marocco, in Equador, in Albania, in Algeria, in Romania, in Ucraina, ecc. Universale anche il cibo, la merenda multietnica che si è potuta degustare, grazie alla partecipazione di tutti i genitori. Profumi speziati, sapori decisi, un tè caldo alla mente a una torta saporita. Tanta gente diversa, per usi e costumi, ma uguale nel cuore, nei gesti e nell’affetto gioioso verso tutti i ragazzi. (Martina Ferri- Migrantes Foligno)
Primo Piano
Rom e Sinti: il 20 maggio a Catania un convegno per “superare i luoghi comuni per una società più inclusiva”
10 Maggio 2024 -
Catania - “Sinti e rom: superare i luoghi comuni per una società più inclusiva”. Questo il tema di un convegno promosso dagli Uffici per la pastorale dei problemi sociali e del lavoro e e della pastorale dei migranti della diocesi di Catania che si svolgerà il prossimo 20 maggio alle ore 16,30 presso i locali del Museo diocesano. Dopo i saluti di don Alfio Carbonaro e don Carlo Palazzolo, rispettivamente direttore dell’Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro e dell’Ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi siciliana, interverranno, come relatori, l’assessore per i problemi sociali della città, Bruno Brucchieri e don Cristian Di Silvio, sacerdote della diocesi di Sora-Cassino-Pontecorvo-Aquino. Don Carlo Palazzolo, direttore dell’ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Catania, ricorda le parole di Papa Paolo VI al campo Rom di Pomezia del 1965 “Voi nella Chiesa non siete ai margini, ma, sotto certi aspetti, voi siete al centro, voi siete nel cuore” e sottolinea come in queste parole “possiamo riconoscere anche un richiamo per tutta la Chiesa ad un senso di responsabilità e di prossimità evangelica verso i nostri fratelli e sorelle Sinti e Rom”. Per don Palazzolo sono molti i “luoghi comuni e pregiudizi che nutriamo nei confronti di questo popolo che non conosciamo e ciò non aiuta alla creazione di una società più fraterna”. Il convegno del prossimo 20 maggio vuole essere una proposta “non solo alla comunità diocesana, ma a tutti coloro che nutrono una seria passione per l’edificazione di una società più inclusiva” per “riflettere, conoscere e guarire dai pregiudizi che polarizzano il mondo e le nostre fraternità”. Una occasione – spiega don Palazzolo – per “ricucire quella distanza tra mente e cuore che, mutuando le parole di Papa Francesco, genera tante volte la tentazione dello scarto e della chiusura verso le persone, che hanno la nostra stessa dignità”. (Raffaele Iaria - Agenzia Sir)
Papa Francesco: migranti, a “nessuno sia negato il diritto di costruire un futuro migliore”
10 Maggio 2024 - Città del Vaticano – “Non potranno mancare segni di speranza nei riguardi dei migranti, che abbandonano la loro terra alla ricerca di una vita migliore per sé stessi e per le loro famiglie. Le loro attese non siano vanificate da pregiudizi e chiusure; l’accoglienza, che spalanca le braccia ad ognuno secondo la sua dignità, si accompagni con la responsabilità, affinché a nessuno sia negato il diritto di costruire un futuro migliore”. Lo scrive Papa Francesco nella Bolla d’indizione del Giubileo 2025, Spes non confundit.
Ai tanti esuli, profughi e rifugiati, che “le controverse vicende internazionali obbligano a fuggire per evitare guerre, violenze e discriminazioni – scrive il Papa - siano garantiti la sicurezza e l’accesso al lavoro e all’istruzione, strumenti necessari per il loro inserimento nel nuovo contesto sociale. La comunità cristiana sia sempre pronta a difendere il diritto dei più deboli”. E ‘invito a “spalancare con generosità le porte dell’accoglienza, perché a nessuno venga mai a mancare la speranza di una vita migliore. Risuoni nei cuori la Parola del Signore che, nella grande parabola del giudizio finale, ha detto: ‘Ero straniero e mi avete accolto’, perché ‘tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me’ (Mt 25,35.40)”.
La Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano sarà aperta “il 24 dicembre del presente anno 2024, dando così inizio al Giubileo Ordinario. La domenica successiva - si legge nella Bolla - 29 dicembre 2024, aprirò la Porta Santa della mia cattedrale di San Giovanni in Laterano, che il 9 novembre di quest’anno celebrerà i 1700 anni della dedicazione. A seguire, il 1° gennaio 2025, Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, verrà aperta la Porta Santa della Basilica papale di Santa Maria Maggiore.
Infine, domenica 5 gennaio sarà aperta la Porta Santa della Basilica papale di San Paolo fuori le Mura. Queste ultime tre Porte Sante saranno chiuse entro domenica 28 dicembre dello stesso anno”. Papa Francesco stabilisce ancora che “domenica 29 dicembre 2024, in tutte le cattedrali e concattedrali, i Vescovi diocesani celebrino la santa Eucaristia come solenne apertura dell’Anno giubilare, secondo il Rituale che verrà predisposto per l’occasione. Per la celebrazione nella chiesa concattedrale, il Vescovo potrà essere sostituito da un suo Delegato appositamente designato. Il pellegrinaggio da una chiesa, scelta per la collectio, verso la cattedrale sia il segno del cammino di speranza che, illuminato dalla Parola di Dio, accomuna i credenti. In esso si dia lettura di alcuni brani del presente Documento e si annunci al popolo l’Indulgenza Giubilare, che potrà essere ottenuta secondo le prescrizioni contenute nel medesimo Rituale per la celebrazione del Giubileo nelle Chiese particolari”. Durante l’Anno Santo, che nelle Chiese particolari terminerà domenica 28 dicembre 2025, “si abbia cura che il Popolo di Dio possa accogliere con piena partecipazione sia l’annuncio di speranza della grazia di Dio sia i segni che ne attestano l’efficacia. Il Giubileo Ordinario terminerà con la chiusura della Porta Santa della Basilica papale di San Pietro in Vaticano il 6 gennaio 2026, Epifania del Signore. Possa la luce della speranza cristiana – scrive ancora papa Francesco - raggiungere ogni persona, come messaggio dell’amore di Dio rivolto a tutti! E possa la Chiesa essere testimone fedele di questo annuncio in ogni parte del mondo!”. (Raffaele Iaria)
Rapporto Diritto d’Asilo: a Trento il 16 maggio la presentazione
9 Maggio 2024 -
Mci Germania: nel fine settimana Meeting dei giovani a Monaco di Baviera
9 Maggio 2024 - Monaco - Si ritroveranno a Monaco di Baviera, dal 10 al 12 maggio, i giovani delle Missioni cattoliche italiane in Germania per il loro Meeting annuale. Tema dell’incontro scelto per questa edizione è tratto dal Vangelo di Luca “Allora domando: ‘Ma voi chi dice che io sia?’ (Luca 9,20). L’incontro inizierà con la presentazione dei lavori a cura della pastorale giovanile delle Missioni cattoliche Italiane venerdì sera e proseguirà poi, nei giorni successivi, con la visita alla città di Monaco la mattina di sabato e nel pomeriggio, alle 17, adorazione eucaristica e catechesi mentre in serata sono previsti momenti ricreativi. Domenica 12 maggio alle 11.30 la conclusione del Meeting con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal delegato nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania e Scandinavia, don Gregorio Milone insieme ad altri sacerdoti che seguono pastoralmente gli emigrati cattolici di lingua italiana in Germania. Attualmente le Missioni cattoliche italiane in Germania sono circa 80 con altrettanti sacerdoti. “Sarà un fine settimana all’insegna del confronto – spiegano alla Delegazione delle Mci in Germania – della crescita spirituale ed umana ma anche per offrire ai nostri giovani la possibilità di incontrarsi ed intensificare legami di amicizia e condivisione delle esperienze”. (Raffaele Iaria - Agenzia Sir)
Card. Zuppi e mons. Crociata: lettera alla “Cara Unione europea”
8 Maggio 2024 -
(Foto Calvarese/SIR)
Roma - Domani si celebra la Giornata dell'Europa. In questa occasione e in vista delle elezioni europee del prossimo 8 e 9 giugno pubblichiamo la Lettera all’Unione europea del card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, e di mons. Mariano Crociata, presidente della Comece
Cara Unione europea,darti del tu è inusuale, ma ci viene naturale perché siamo cresciuti con te. Sei una, sei “l’Europa”, eppure abbracci ben 27 Paesi, con 450 milioni di abitanti, che hanno scelto liberamente di mettersi insieme per formare l’Unione che sei diventata. Che meraviglia! Invece di litigare o ignorarsi, conoscersi e andare d’accordo! Lo sappiamo: non sempre è facile, ma quanto è decisivo, invece di alzare barriere e difese, cancellarle e collaborare. Tu sei la nostra casa, prima casa comune. In questa impariamo a vivere da “Fratelli Tutti”, come ha scritto un tuo figlio i cui genitori andarono fino alla “fine del mondo” per cercare futuro.
Nel cuore un desiderio
Ti scriviamo perché abbiamo nel cuore un desiderio: che si rafforzi ciò che rappresenti e ciò che sei, che tutti impariamo a sentirti vicina, amica e non distante o sconosciuta. Ne hai bisogno perché spesso si parla male di te e tanti si scordano quante cose importanti fai! Durante il Covid lo abbiamo visto: solo insieme possiamo affrontare le pandemie. Purtroppo, lo capiamo solo quando siamo sopraffatti dalle necessità, per poi dimenticarlo facilmente! Così, quando pensiamo che possiamo farcela da soli finiamo tutti contro tutti.
Dagli inizi ad oggi
Non possiamo dimenticare come prima di te, per secoli, abbiamo combattuto guerre senza fine e milioni di persone sono state uccise. Tutti i sogni di pace si sono infranti sugli scogli di guerre, le ultime quelle mondiali, che hanno portato immense distruzioni e morte. Proprio dalla tragedia della Seconda guerra mondiale – che ha toccato il male assoluto con la Shoah e la minaccia alla sopravvivenza dell’umanità intera con la bomba atomica – è nato il germe della comunità di Paesi sovrani che oggi è l’Unione europea. C’è stato chi ha creduto che le nazioni non fossero destinate a combattersi, che dopo tanto odio si potesse imparare a vivere assieme. Tra quelli che ti hanno pensata e voluta non possiamo dimenticare Robert Schuman, francese, Konrad Adenauer, tedesco, e Alcide De Gasperi, italiano: animati dalla fede cristiana, essi hanno sentito la chiamata a creare qualcosa che rendesse impossibile il ritorno della guerra sul suolo europeo. Hanno pensato con intelligenza, ambizione e coraggio. Non sono mancati momenti difficili, ma la forza che viene dall’unità ha mostrato il valore del cammino intrapreso e la possibilità di correggere, aggiustare, intendersi.
La Comunità europea venne concepita nel 1951 attorno al carbone e all’acciaio, materie allora indispensabili per fare la guerra, per prevenire ogni velleità di farne uso ancora una volta l’uno contro l’altro. In realtà quei tre grandi uomini, e tanti altri con loro, hanno cercato di più, e cioè la riconciliazione tra i popoli e la cancellazione degli odi e delle vendette.
Trovare qualcosa su cui lavorare insieme, anche solo sul piano economico, come dimostrano i Trattati firmati a Roma nel 1957, è stato l’inizio di un cammino che ha visto poco alla volta nuovi popoli entrare nella Comunità e, dopo la caduta del muro di Berlino, nel 1989, il cambiamento del nome, nel 1992, in Unione europea, e l’allargamento, nel 2004, ai Paesi dell’allora Patto di Varsavia, ben dieci in una volta. I problemi non sono mancati, ma quanto sono stati importanti la moneta unica e l’abbattimento delle barriere nazionali per la libera circolazione delle persone e delle merci! Ultimo, l’accordo sulla riforma con il Trattato di Lisbona, entrato in vigore nel 2009.
Il senso dello stare insieme
Cara Unione europea, sei un organismo vivo, perciò forse viene il momento per nuove riforme istituzionali che ti rendano sempre più all’altezza delle sfide di oggi. Ma non puoi essere solo una burocrazia, pur necessaria per far funzionare organizzazioni così complesse come quella che sei diventata. Direttive e regolamenti da soli non fanno crescere la coesione. Serve un’anima! In questi anni abbiamo visto compiere passi avanti significativi, quando per esempio hai accompagnato alcuni Paesi a superare le crisi economiche, ma abbiamo anche dovuto registrare fasi di stallo e difficoltà. E queste crescono quando smarriamo il senso dello stare insieme, la visione del nostro futuro condiviso, o facciamo resistenza a capire che il destino è comune e che bisogna continuare a costruire un’Europa unita.
Il ritorno della guerra
Perciò, qualche volta ci chiediamo: Europa, dove sei? Che direzione vuoi prendere? Sono questi anche gli interrogativi del Papa: “Guardando con accorato affetto all’Europa, nello spirito di dialogo che la caratterizza, verrebbe da chiederle: verso dove navighi, se non offri percorsi di pace, vie creative per porre fine alla guerra in Ucraina e ai tanti conflitti che insanguinano il mondo? E ancora, allargando il campo: quale rotta segui, Occidente?” (Discorso, Lisbona, 2 agosto 2023).
In tutti questi anni siamo molto cambiati e facciamo fatica a capire e a tenere vivo lo spirito degli inizi. Dopo un così lungo periodo di pace abbiamo pensato che una guerra su territorio europeo sarebbe stata ormai impossibile. E invece gli ultimi due anni ci dicono che ciò che sembrava impensabile è tornato. Abbiamo bisogno di riprendere in mano il progetto dei padri fondatori e di costruire nuovi patti di pace se vogliamo che la guerra contro l’Ucraina finisca, e che finisca anche la guerra in corso in Medio Oriente, scoppiata a seguito dell’attacco terroristico del 7 ottobre scorso contro Israele, e con essa l’antisemitismo, mai sconfitto e ora riemergente. Lo dice così bene anche la nostra Costituzione italiana: è necessario combattere la guerra e ripudiarla per davvero!
Se non si ha cura della pace, rischia sempre di tornare la guerra. Lo diceva Robert Schuman nella sua Dichiarazione del 9 maggio 1950, che ha dato avvio al processo di integrazione europea: “L’Europa non è stata fatta: abbiamo avuto la guerra”. Egli si riferiva al passato, ma le sue parole valgono anche oggi. L’unità va cercata come un compito sempre nuovo e urgente. Non dobbiamo aspettare l’esplosione di un altro conflitto per capirlo!
Il ruolo internazionale e la tentazione dei nazionalismi
Che ruolo giochi, Europa, nel mondo? Vogliamo che tu incida e porti la tua volontà di pace, gli strumenti della tua diplomazia, i tuoi valori. Risveglia la tua forza così da far sentire la tua voce, così da stabilire nuovi equilibri e relazioni internazionali. Le tue divisioni interne non ti permettono di assumere quel ruolo che dalla tua statura storica e culturale ci si aspetterebbe. Non vedi il rischio che le tue contrapposizioni intestine indeboliscano non solo il tuo peso internazionale ma anche la capacità di far fronte alle attese dei tuoi popoli?
Tanti pensano di potere usufruire dei benefici che tu hai indubbiamente portato, come se fossero scontati e niente possa comprometterli. La pandemia o le periodiche proteste, ultima quella degli agricoltori, ci procurano uno sgradevole risveglio. Capiamo che tanti vantaggi acquisiti potrebbero svanire. Il senso della necessità però non basta a spingere sempre e tutti a superare le divisioni. Alcuni vogliono far credere che isolandosi si starebbe meglio, quando invece qualunque dei tuoi Paesi, anche grande, si ridurrebbe fatalmente al proverbiale vaso di coccio tra vasi di ferro. Per stare insieme abbiamo bisogno di motivazioni condivise, di ideali comuni, di valori apprezzati e coltivati. Non bastano convenienze economiche, poiché alla lunga devono essere percepite le ragioni dello stare insieme, le uniche capaci di far superare tensioni e contrasti che proprio gli interessi economici portano con sé nel loro fisiologico confrontarsi.
Ha detto Papa Francesco: “In questo frangente storico l’Europa è fondamentale. Perché essa, grazie alla sua storia, rappresenta la memoria dell’umanità ed è perciò chiamata a interpretare il ruolo che le corrisponde: quello di unire i distanti, di accogliere al suo interno i popoli e di non lasciare nessuno per sempre nemico. È dunque essenziale ritrovare l’anima europea” (Discorso, Budapest, 28 aprile 2023).
Vorremmo che tutti sentissimo l’orgoglio di appartenerti, Europa. Oggi appare distante, a volte estraneo, tutto ciò che sta oltre i confini del proprio Paese. Eppure, le due appartenenze, quella nazionale e quella europea, si implicano a vicenda. La tua è stata fin dall’inizio l’Unione di Paesi liberi e sovrani che rinunciavano a parte della loro sovranità a favore di una, comune, più forte. Perciò non si tratta di sminuire l’identità e la libertà di alcuno, ma di conservare l’autonomia propria di ciascuno in un rapporto organico e leale con tutti gli altri.
Valori europei e fede cristiana
Le nostre idee e i nostri valori definiscono il tuo volto, cara Europa. Anche in questo la fede cristiana ha svolto un ruolo importante, tanto più che dal suo sentire è uscito il progetto e il disegno originario della tua Unione. Come cristiani continuiamo a sentirne viva responsabilità; e del resto troviamo in te tanta attenzione alla dignità della persona, che il Vangelo di Cristo ha seminato nei cuori e nella tua cultura. Soffriamo non poco, perciò, nel vedere che hai paura della vita, non la sai difendere e accogliere dal suo inizio alla sua fine, e non sempre incoraggi la crescita demografica.
“Penso – dice il Papa – a un’Europa che non sia ostaggio delle parti, diventando preda di populismi autoreferenziali, ma che nemmeno si trasformi in una realtà fluida, se non gassosa, in una sorta di sovranazionalismo astratto, dimentico della vita dei popoli. […] Che bello invece costruire un’Europa centrata sulla persona e sui popoli, dove vi siano politiche effettive per la natalità e la famiglia […], dove nazioni diverse siano una famiglia in cui si custodiscono la crescita e la singolarità di ciascuno” (Discorso, Budapest, 28 aprile 2023).
Il tema dei migranti e le sue implicazioni
Cara Europa, tu non puoi guardare solo al tuo interno. Non si può vivere solo per stare bene, ma stare bene per aiutare il mondo, combattere l’ingiustizia, lottare contro le povertà. Ormai da decenni sei il punto di arrivo, il sogno di tante persone migranti che da diversi continenti cercano entro i tuoi confini una vita migliore. Tanti vogliono raggiungerti perché sono alla ricerca disperata di un futuro. E molti, con il loro lavoro, non ti aiutano forse già a prepararne uno migliore? Non si tratta di accogliere tutti, ma che nessuno perda la vita nei “viaggi della speranza” e tanti possano trovare ospitalità. Chi accoglie genera vita! L’Italia è spesso lasciata sola, come se fosse un problema solo suo o di alcuni, ma non per questo deve chiudersi. Prima o poi impareremo che le responsabilità, comprese quelle verso i migranti, vanno condivise, per affrontare e risolvere problemi che in realtà sono di tutti.
Tu rappresenti un punto di riferimento per i Paesi mediterranei e africani, un bacino immenso di popoli e di risorse nella prospettiva di un partenariato tra uguali. Compito essenziale perché in realtà un soggetto sovranazionale come l’Unione non può sussistere al di fuori di una reciprocità di relazioni internazionali che ne dicano il riconoscimento e il compito storico, e che promuovano il comune progresso sociale ed economico nel segno dell’amicizia e della fraternità.
Compiti e sfide
Cara Europa, è tempo di un nuovo grande rilancio del tuo cammino di Unione verso una integrazione sempre più piena, che guardi a un fisco europeo che sia il più possibile equo; a una politica estera autorevole; a una difesa comune che ti permetta di esercitare la tua responsabilità internazionale; a un processo di allargamento ai Paesi che ancora non ne fanno parte, garanzia di una forza sempre più proporzionata all’unità che raccogli ed esprimi. Le esigenze di innovazione economica e tecnica (pensiamo all’Intelligenza Artificiale), di sicurezza, di cura dell’ambiente e di custodia della “casa comune”, di salvaguardia del welfare e dei diritti individuali e sociali, sono alcune delle sfide che solo insieme potremo affrontare e superare. Non mancano purtroppo i pericoli, come quelli che vengono dalla disinformazione, che minaccia l’ordinato svolgimento della vita democratica e la stessa possibilità di una memoria e di una storia non falsate.
Insieme alle riforme istituzionali democraticamente adottate, c’è bisogno di far crescere un sentire comune, un apprezzamento condiviso dei valori che stanno alla base della nostra convivenza nell’Unione europea. Ci vuole un nuovo senso della cittadinanza, un senso civico di respiro europeo, la coscienza dei popoli del continente di essere un unico grande popolo. Ne siamo convinti: è innanzitutto questo senso di comunità di cittadini e di popoli che ci chiedi di fare nostro, cara Europa.
Le prossime elezioni
Le prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo e la nomina della Commissione europea sono l’occasione propizia e irripetibile, da cogliere senza esitazione. Purtroppo, a farsi valere spesso sono le paure e il senso di insicurezza di fronte alle difficoltà. Anche questo andrebbe raccolto e ascoltato per mostrare come proprio tu sia lo strumento e il luogo per affrontare e vincere paure e minacce.
Facciamo appello, perciò, a tutti, candidati e cittadini, a cominciare dai sedicenni che per la prima volta in alcuni Paesi andranno a votare, perché sentano quanto sia importante compiere questo gesto civico di partecipazione alla vita e alla crescita dell’Unione. Non andare a votare non equivale a restare neutrali, ma assumersi una precisa responsabilità, quella di dare ad altri il potere di agire senza, se non addirittura contro, la nostra libertà. L’assenteismo ha l’effetto di accrescere la sfiducia, la diffidenza degli uni nei confronti degli altri, la perdita della possibilità di dare il proprio contributo alla vita sociale, e quindi la rinuncia ad avere capacità e titolo per rendere migliore lo stare insieme nell’Unione europea.
L’augurio che ti facciamo, cara Unione europea, è che questa tornata elettorale diventi davvero un’occasione di rilancio, un risveglio di entusiasmo per un cammino comune che contiene già, in sé e nella visione che proietta, un senso vivo di speranza e di impegno motivato e convinto da parte dei tuoi cittadini.
Un nuovo umanesimo europeo
Sogniamo perciò ancora con Papa Francesco: “Con la mente e con il cuore, con speranza e senza vane nostalgie, come un figlio che ritrova nella madre Europa le sue radici di vita e di fede, sogno un nuovo umanesimo europeo, ‘un costante cammino di umanizzazione’, cui servono ‘memoria, coraggio, sana e umana utopia'” (Discorso, Vaticano, 6 maggio 2016).
(Foto Calvarese/SIR) Migrantes Piemonte-Valle d’Aosta: ad Asti il pellegrinaggio annuale dei migranti
8 Maggio 2024 - Torino - Giunto alla sua nona edizione, il Pellegrinaggio dei popoli promosso dalla Migrantes Piemonte si terrà domenica 16 giugno nella città di Asti. Attese mille persone provenienti dalle diverse diocesi del Piemonte e Valle d'Aosta, originarie dell’Africa, America Latina e Asia. L’incontro delle comunità etniche è un momento di festa e di preghiera, sottolinea la Migrantes regionale e vede partecipare, ogni anno in una sede diversa, centinaia di pellegrini. La scorsa edizione si è svolta presso il Colle don Bosco a Castelnuovo don Bosco, la precedente al Santuario Regina Pacis a Fontanelle di Boves, mentre il prossimo 16 giugno la giornata sarò diffusa per diversi centri nella città di Asti. Il programma prevede l'esibizione degli sbandieratori e della banda musicale cittadina e i saluti di mons. Marco Prastaro, Vescovo di Asti e vescovo incaricato della Migrantes regionale; di Maurizio Rasero, Sindaco di Asti e diSergio Durando, Coordinatore regionale Migrantes. Seguranno catechesi per gruppi linguistici, una festa aperta alla cittadinanza con danze e canti dal mondo e la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Prastaro presso la cattedrale di Asti, con la partecipazione del coro multietnico di Torino.
Papa Francesco: i migranti, “lavorando, contribuiscono allo sviluppo economico e sociale del Paese che li accoglie e di quello da cui provengono”
8 Maggio 2024 - Città del Vaticano - Non bisogna dimenticare la questione che riguarda la relazione tra "lavoro dignitoso e migrazione". Lo ha ricordato oggi papa Francesco ricevendo in Udienza i partecipanti alla Consultazione “La cura è lavoro, il lavoro è cura” del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. "Per molte ragioni - ha detto il Pontefice - sono tante le persone che emigrano in cerca di lavoro, mentre altre sono costrette a farlo per fuggire dai loro Paesi di provenienza, spesso dilaniati dalla violenza e dalla povertà. Queste persone - ha spiegato - anche a causa di pregiudizi e di una informazione imprecisa o ideologica, sono spesso viste come un problema e un aggravio per i costi di una Nazione, mentre essi in realtà, lavorando, contribuiscono allo sviluppo economico e sociale del Paese che li accoglie e di quello da cui provengono". Papa Francesco è tornato quindi a parlare della "poca natalità" evidenziando che i Paesi ricchi "non fanno figli: tutti hanno un cagnolino, un gatto, tutti, ma non fanno figli. La denatalità è un problema, e la migrazione viene ad aiutare la crisi che provoca la denatalità. Questo è un problema molto grave". Tuttavia - ha detto il Papa - "molti migranti e lavoratori vulnerabili non sono ancora pienamente integrati nella pienezza dei diritti, sono cittadini 'di seconda', restando esclusi dall’accesso ai servizi sanitari, alle cure, all’assistenza, ai piani di protezione finanziaria e ai servizi psicosociali". (Raffaele Iaria)
Papa Francesco: appello per “il dono della pace in Europa e in tutto il mondo”
8 Maggio 2024 - Città del Vaticano - “L’intercessione di San Stanislao ottenga anche oggi il dono della pace in Europa e in tutto il mondo, specialmente in Ucraina e in Medio Oriente”. È l’appello rivolto oggi da papa Francesco, durante i saluti ai pellegrini polacchi, che oggi celebrano la solennità del loro patrono, San Stanislao, vescovo e martire. “San Giovanni Paolo II scrisse di lui che dall’alto dei cieli partecipò alle sofferenze e alle speranze della vostra nazione, sostenendone la sopravvivenza specialmente durante la seconda guerra mondiale”, ha ricordato papa Francesco. Salutando i fedeli italiani, il Pontefice ha ricordato che oggi la Chiesa eleva la preghiera della “supplica” alla Madonna del Rosario di Pompei. “Invito tutti ad invocare l’intercessione di Maria, affinché il Signore conceda pace al mondo intero, specialmente alla cara e martoriata Ucraina, alla Palestina, a Israele, al Myanmar”. In particolare papa Francesco affida "alla nostra Madre i giovani, gli ammalati, gli anziani e gli sposi novelli che oggi sono qui presenti, ed esorto tutti a valorizzare in questo mese di maggio la preghiera del santo Rosario”. (R.Iaria)
Srilankesi in Italia: ieri a Padova il 26° raduno nazionale
2 Maggio 2024 - Padova - Si è svolto come ogni anno a Padova presso la basilica di Sant’Antonio il raduno nazionale degli srilankesi in Italia. Quest’anno è stato il ventiseiesimo raduno nazionale che ha visto la partecipazione di oltre quindicimila srilankesi proveniente da tutta Italia. Migliaia di srilankesi cattolici e non, sono soliti partecipare a questo evento nazionale per omaggiare e ringraziare Sant’Antonio per le tante grazie ricevute. Tra i santi molto amati e venerati in Sri Lanka vi è anche Sant’Antonio la cui devozione è molto sentita. La solenne Eucarestia di ringraziamento che si è svolta in lingua cingalese e tamil è stata presieduta da mons. Valence Mendis, vescovo di Kandy e concelebrata da mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, da mons. Neville Joseph Perera, coordinatore nazionale per la pastorale degli srilankesi in Italia e dagli oltre 25 cappellani srilankesi che operano in tutta Italia. Ogni anno l’organizzazione della S. Messa è affidata ad una comunità; quest’anno è toccata alla comunità srilankese di Firenze guidata da don Shiran Dassa, sacerdote della diocesi di Colombo. Durante l’omelia il vescovo ha chiesto ai fedeli di pregare per lo Sri Lanka, nazione molto bella, ricca in cultura e ospitalità ma sofferente a causa di anni di malgoverno che hanno causato varie crisi economiche. Nel suo discorso di ringraziamento mons. Perera ha ringraziato padre Antonio Ramina, rettore del santuario, i frati del santuario, la Caritas Antoniana, la fondazione Migrantese la conferenza episcopale Italiana per il continuo sostegno ai srilankesi in Italia ed in patria. Il pellegrinaggio al Santo è un evento iniziato il primo maggio 1998, festa di San Giuseppe Lavoratore, da mons. Perera sotto la guida del card. Malcolm Ranjith, arcivescovo metropolita di Colombo. La festa è proseguita poi presso il Prato della Valle con i tanti fedeli che hanno potuto rincontrare amici e parenti che vivono in altre parti d’Italia. (Riccardo Nelumdeniya)
Migrantes Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola: torna la “Festa dei Popoli 2024″
2 Maggio 2024 -
Fano - Torna la quarta edizione della “Festa dei Popoli 2024 – Colori diversi per una unica tenda” in programma a Fano sabato 25 maggio, ma che abbraccia una serie di attività a corollario nel mese di maggio. Questa iniziativa è promossa dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola con la collaborazione della Caritas diocesana. Si parte venerdì 3 maggio con l’incontro insieme all’avvocato immigrazionista Paola Graziosi dal titolo "Minori Stranieri non Accompagnati: il sistema di accoglienza funziona? Criticità e opportunità legislative” nella Sala della Cultura. Si prosegue sabato 11 maggio dalle 15 alle 19 all’Istituto Don Orione con un laboratorio per un gruppo misto di 15 partecipanti dai 12 ai 18 anni a cura della regista Laura Fratini, ispirato al libro “Nel Mare ci sono i coccodrilli” di Fabio Geda. Sabato 18 maggio invece si svolgerà il “2° Memorial Barbara Zenobi” che prevede il torno di calcetto ai campi Palextra e il torneo di beach volley ai campi di Lido Verde in collaborazione con il Csi e l’associazione "Allarghiamo gli Orizzonti”.
Il momento clou è previsto per sabato 25 maggio dalle 15,30 alle 23 con il momento conclusivo della Festa dei Popoli 2024 alla tensostruttura del Lido. Alle 15,30 c’è l’apertura degli stand delle comunità etniche che vedrà l’esposizione di tessuti e prodotti insieme all’organizzazione di attività per immergersi dentro usanze e tradizioni culturali. Dopo le premiazioni dei tornei sportivi e il saluto istituzionale del vescovo mons. Andrea ndreozzi, ci sarà il momento di confronto dal titolo “Minori Stranieri Non Accompagnati” con le testimonianze di Mohamed Kenawi, regista del docufilm “Il Sogno dei Minori”, Lassina Doumbia minore non accompagnato e oggi mediatore Culturale e Mamadou Kovassi, la cui storia è presente nel film “Io Capitano” di Matteo Garrone. Dalle 19 si cenerà con la gastronomia etnica e a seguire canti e danze a cura delle comunità etniche. “La ‘Festa dei Popoli’ si pone l’obiettivo di favorire una cultura basata sull’incontro attraverso la relazione, la conoscenza e lo scambio culturale, coinvolgendo i cittadini e le comunità etniche del nostro territorio – spiega Don Alessandro Messina, direttore ufficio Migrantes -. Particolari destinatari sono bambini e giovani, principali attori del fenomeno della integrazione interculturale, dell’accoglienza delle diversità di cui l’altro è portatore”.
Fano - Torna la quarta edizione della “Festa dei Popoli 2024 – Colori diversi per una unica tenda” in programma a Fano sabato 25 maggio, ma che abbraccia una serie di attività a corollario nel mese di maggio. Questa iniziativa è promossa dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola con la collaborazione della Caritas diocesana. Si parte venerdì 3 maggio con l’incontro insieme all’avvocato immigrazionista Paola Graziosi dal titolo "Minori Stranieri non Accompagnati: il sistema di accoglienza funziona? Criticità e opportunità legislative” nella Sala della Cultura. Si prosegue sabato 11 maggio dalle 15 alle 19 all’Istituto Don Orione con un laboratorio per un gruppo misto di 15 partecipanti dai 12 ai 18 anni a cura della regista Laura Fratini, ispirato al libro “Nel Mare ci sono i coccodrilli” di Fabio Geda. Sabato 18 maggio invece si svolgerà il “2° Memorial Barbara Zenobi” che prevede il torno di calcetto ai campi Palextra e il torneo di beach volley ai campi di Lido Verde in collaborazione con il Csi e l’associazione "Allarghiamo gli Orizzonti”.
Il momento clou è previsto per sabato 25 maggio dalle 15,30 alle 23 con il momento conclusivo della Festa dei Popoli 2024 alla tensostruttura del Lido. Alle 15,30 c’è l’apertura degli stand delle comunità etniche che vedrà l’esposizione di tessuti e prodotti insieme all’organizzazione di attività per immergersi dentro usanze e tradizioni culturali. Dopo le premiazioni dei tornei sportivi e il saluto istituzionale del vescovo mons. Andrea ndreozzi, ci sarà il momento di confronto dal titolo “Minori Stranieri Non Accompagnati” con le testimonianze di Mohamed Kenawi, regista del docufilm “Il Sogno dei Minori”, Lassina Doumbia minore non accompagnato e oggi mediatore Culturale e Mamadou Kovassi, la cui storia è presente nel film “Io Capitano” di Matteo Garrone. Dalle 19 si cenerà con la gastronomia etnica e a seguire canti e danze a cura delle comunità etniche. “La ‘Festa dei Popoli’ si pone l’obiettivo di favorire una cultura basata sull’incontro attraverso la relazione, la conoscenza e lo scambio culturale, coinvolgendo i cittadini e le comunità etniche del nostro territorio – spiega Don Alessandro Messina, direttore ufficio Migrantes -. Particolari destinatari sono bambini e giovani, principali attori del fenomeno della integrazione interculturale, dell’accoglienza delle diversità di cui l’altro è portatore”.
Unhcr: nel Mediterraneo centrale ad aprile calati arrivi (-31%), morti e dispersi (-42%) rispetto al mese precedente
2 Maggio 2024 -
Roma - Sono oltre 4.700 le persone sbarcate sulle coste Italiane nel mese di aprile, nonostante il meteo prevalentemente avverso. Il dato segna un calo di arrivi rispetto al mese precedente (6.857). A gennaio e febbraio gli arrivi erano stati, rispettivamente 2.258 e 2.301. Libia e Tunisia sono stati i Paesi di partenza. Tuttavia, ad aprile la Tunisia è tornata ad essere il primo Paese di partenza per gli arrivi via mare in Italia dal settembre 2023, con il 73% di tutti gli arrivi. Il 76% delle persone arrivate ad aprile sono sbarcate a Lampedusa. Altri porti di sbarco includono Pantelleria, Ravenna, Reggio Calabria e Catania. Sono alcuni dei dati diffusi oggi dall’Unhcr, l’Agenzia Onu per i rifugiati.
Da inizio anno, le nazionalità di origine prevalenti sono state: Bangladesh (21%), Siria (15%), Tunisia (14%), Guinea (10%), Egitto (6%), Pakistan (4%), Mali (4%) e Sudan (3%). Nel mese di aprile, rileva l’Unhcr, sono stati inoltre segnalati 10 morti e 62 dispersi nel Mediterraneo centrale in quattro diversi incidenti, tutti partiti dalla Tunisia. “Questo – commenta l’Agenzia Onu – equivale ad oltre due vittime al giorno lungo questa rotta che, nel mese di aprile, conta il 95% delle vittime in tutto il Mediterraneo. Dall’inizio dell’anno ad oggi, sono più di 400 i morti e dispersi nel Mediterraneo centrale, circa l’85% delle vittime in tutto il Mediterraneo”.
L’Unhcr – che è presente nei luoghi di sbarco dove continua a supportare con team dedicati le autorità italiane, in collaborazione con le agenzie nazionali ed europee e gli altri partner – “continua a sollecitare gli Stati a potenziare risorse e capacità per adempiere efficacemente alle proprie responsabilità. In particolare, rinnova il suo appello alla collaborazione per rafforzare i meccanismi di ricerca e soccorso in mare e per promuovere un più ampio accesso a percorsi sicuri e regolari nell’Unione europea per le persone in cerca di protezione internazionale”. (SIR)
Papa Francesco a parroci: “essere costruttori di una Chiesa sinodale missionaria”
2 Maggio 2024 - Città del Vaticano - “Essere, come parroci, costruttori di una Chiesa sinodale missionaria e a impegnarvi con entusiasmo in questo cammino”. È la consegna del Papa a tutti i parroci del mondo, nella lettera a loro indirizzata e consegnata durante l’udienza concessa oggi ai partecipanti all’incontro internazionale dei parroci, svoltosi in questi giorni a Sacrofano. Tra i suggerimenti di Francesco, quello di “apprendere e praticare l’arte del discernimento comunitario, avvalendovi per questo del metodo della conversazione nello Spirito, che ci ha tanto aiutato nel percorso sinodale e nello svolgimento della stessa Assemblea. Sono certo che ne potrete raccogliere numerosi frutti non solo nelle strutture di comunione, come il Consiglio pastorale parrocchiale, ma anche in molti altri campi”. Oltre a esercitare la pratica del discernimento, il Papa raccomanda di “porre alla base di tutto la condivisione e la fraternità fra voi e con i vostri vescovi”. “Non possiamo essere autentici padri se non siamo anzitutto figli e fratelli”, il monito: “E non siamo in grado di suscitare comunione e partecipazione nelle comunità a noi affidate se prima di tutto non le viviamo tra noi. So bene che, nel susseguirsi delle incombenze pastorali, tale impegno potrebbe sembrare un sovrappiù o persino tempo perso, ma in realtà è vero il contrario: infatti, solo così siamo credibili e la nostra azione non disperde ciò che altri hanno già costruito”. “Essere missionari di sinodalità, una volta rientrati a casa”, l’invito finale, in modo da animare, nella sessione finale del Sinodo ad ottobre, “la riflessione sul rinnovamento del ministero di parroco in chiave sinodale e missionaria”.
Migrantes Crotone-Santa Severina: domani l’incontro con mons. Felicolo
2 Maggio 2024 - Crotone - Prosegue il percorso di studi sulle migrazioni promosso dalla Migrantes diocesana di Crotone Santa Severina sul tema "Bieri di partire. Liberi di arrivare?". All'incontro di domani previst pew rle 18 nella parrocchia Santa Rita di Crotone, interverrò il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo.
Migrantes Campania: sabato l’incontro delle cappellanie etniche
30 Aprile 2024 -

Srilankesi in Italia: domani il pellegrinaggio nazionale a Padova
30 Aprile 2024 - Padova - Si svolgerà domani il 26° pelleginaggio nazionale degli immigrati cattolici dello Sri Lanka in Italia, presso la Basilica di Sant’Antonio a Padova. Ogni anno, infatti, decine di migliaia di immigrati dello Sri Lanka, cattolici e non, fanno visita in pellegrinaggio alla tomba di sant’Antonio, molto amato e venerato in patria. La Santa Messa sarà celebrata presso l’altare maggiore alle ore 12.00 da Mons. Valence Mendis, vescovo di Kandy e concelebrata da mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, da mons. Neville Joe Perera, Coordinatore nazionale per la pastorale degli immigrati srilankesi in Italia e da vari cappellani che servono le oltre 30 comunità srilankesi sparse nel nostro Paese. "Come ogni 1° maggio, si festeggerà san Giuseppe lavoratore e allo stesso momento si renderà onore a sant’Antonio, ringraziandolo per tutte le grazie ricevute", dice mons. Perera.
Mattarella: “fin qui è mancata tra Paesi Ue la necessaria solidarietà” nell’accoglienza dei migranti
30 Aprile 2024 -
Cosenza - “Siamo una Nazione che ha conosciuto i drammi e le sofferenze degli emigranti e avvertiamo il dovere di rifiutare di riviverli al contrario”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’intervento pronunciato in occasione della visita al sistema agroalimentare del distretto del cosentino nella celebrazione della Festa del lavoro. Per il Capo dello Stato, “la gestione legale dell’immigrazione rappresenta una priorità. L’Italia e l’Europa hanno la forza per affrontarla compiutamente. Purtroppo, fin qui è mancata, tra i Paesi dell’Unione, la lungimiranza e la necessaria solidarietà”. “L’auspicio – e, in parte significativa, anche la constatazione – è che stia maturando una maggiore consapevolezza”, ha sottolineato Mattarella, secondo cui “le recenti decisioni assunte in sede di Unione europea, ancorché incomplete, hanno segnato l’avvio di un nuovo percorso, con il risultato di grande rilievo di aver finalmente superato l’insostenibile accordo di Dublino”.
Migranti e anziani ai pranzi del Primo Maggio
30 Aprile 2024 - Roma - Domani, mercoledì 1° maggio, in diverse città italiane la Comunità di Sant’Egidio trascorrerà insieme ai poveri la giornata del Lavoro festeggiando in modo gratuito e solidale. Tra i numerosi appuntamenti in programma a Roma, alle 12,30, ci sarà un pranzo presso il Collegio Irlandese, in via dei Santi Quattro 1, vicino alla basilica di San Giovanni in Laterano. Centinaia - tra anziani, migranti e persone senza fissa dimora - si ritroveranno assieme per festeggiare il Primo Maggio. A servire a tavola studenti universitari e alcuni ex senza dimora, che grazie al sostegno e all'accompagnamento di Sant'Egidio hanno ritrovato la casa e, con essa, una vita migliore e la possibilità di guardare al futuro con speranza. Dopo il pranzo grande festa all’insegna della solidarietà e del diritto per tutti al lavoro e a condizioni di vita dignitose.
Scuola per Circo e Luna Park: la Notte Nazionale del Liceo di Pozzuoli fa incontrare gli studenti itineranti e la scuola
30 Aprile 2024 - Pozzuoli - Nei giorni scorsi a Pozzuoli, grazie al progetto Scuola Itinerante, la Notte Nazionale del Liceo Classico dell’I.S. Pitagora di Pozzuoli è diventata un’occasione di incontro degli studenti del circo, luna park e spettacolo viaggiante e la vita scolastica ordinaria, dalla quale sono spesso esclusi a causa del loro stile di vita. “Questi ragazzi sono una risorsa per noi. Parlano mille lingue e hanno mille abilità. Vogliamo favorire lo scambio tra loro e gli studenti che frequentano l’istituto perché rende tutti più ricchi”, ha detto una docente dell’Istituto dopo aver incontrato gli studenti. L’incontro è avvenuto tra Dylan e Rassel Coda Prin e l’Istituto Pitagora di Pozzuoli, partner del progetto “Scuola Itinerante" di accompagnamento scolastico da remoto per i figli degli esercenti dello spettacolo viaggiante. Dylan e Rassel hanno aderito al progetto lo scorso anno per continuare gli studi in Italia, nonostante il loro trasferimento in Ungheria per seguire l’accademia circense. Dylan e Rassel infatti vivono a Budapest dove frequentano l'Accademia del circo, e sono studenti del Pitagora, grazie al progetto Scuola Itinerante. I genitori hanno sempre avuto a cuore la loro formazione scolastica: attualmente Dylan frequenta la classe terza D del Liceo delle Scienze applicate e Rassel la classe prima di Operatore dello spettacolo. Fin da piccoli hanno lavorato come clown insieme a loro padre. In occasione della Notte Nazionale del Liceo Classico hanno colto l’occasione per portare il loro mondo all’interno della scuola. L’incontro con studenti e docenti delle loro classi è emozionante: gli studenti “fermi” sono stati felici di aver conosciuto i loro compagni circensi attraverso la loro arte, la loro espressività e il loro talento. I docenti si sono lasciati coinvolgere dalla gioia e dalla determinazione dei fratelli circensi, desiderosi di vivere la scuola e lo studio.
Dylan, con il microfono in mano dice: “La scuola è importante! Noi siamo venuti questa sera dall’Ungheria perché anche noi circensi ci teniamo alla scuola. Quindi ringrazio tanto le professoresse, il progetto scuola itinerante e voi tutti per averci dato la possibilità di studiare e venire qua stasera ad esibirci”. Il progetto Scuola Itinerante è realizzato da un partenariato guidato da Casa Betania e Sophia Impresa Sociale, sostenuto con i fondi dell’8x1000 e da Impresa Sociale Con I Bambini. Il progetto Scuola Itinerante è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e cofinanziato dalla Fondazione Migrantes della CEI.
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Viminale: da inizio anno sbarcate 16.137 migranti
29 Aprile 2024 -
Roma - Sono 16.137 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno secondo il dato diffuso dal ministero degli Interni aggiornato alle 8 di questa mattina. Di questi 3.425 sono di nazionalità bengalese (21%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Siria (2.460, 15%), Tunisia (2.224, 14%), Guinea (1.629, 10%), Egitto (1.037, 7%), Pakistan (690, 4%), Mali (596, 4%), Sudan (497, 3%), Gambia (495, 3%), Costa d’Avorio (472, 3%) a cui si aggiungono 2.612 persone (16%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi sono stati invece 2.351 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare.