Primo Piano

Palermo: un ambulatorio per i torturati

20 Maggio 2021 - Palermo - Medici Senza Frontiere e l’Azienda sanitaria di Palermo hanno aperto un ambulatorio per la riabilitazione di migranti e rifugiati sopravvissuti a violenze e torture. Il nuovo servizio è gratuito e svolto in collaborazione con diverse realtà del territorio. A beneficiarne sono uomini, donne e minori non accompagnati che hanno subito torture e trattamenti inumani e degradanti. «L’esperienza della tortura, per molti vissuta nei centri di detenzione in Libia, lascia segni indelebili. Senza un’assistenza specialistica, gli esiti di traumi e violenze rischiano di segnare profondamente lo stato di salute di queste persone» dichiara Ester Russo, psicoterapeuta di MSF a Palermo.  

Marocco: fonti cattoliche, “continuiamo ad accogliere i più vulnerabili”

19 Maggio 2021 - Roma - “La Chiesa cattolica in Marocco come sempre continua ad accogliere, proteggere e aiutare i più vulnerabili tra i migranti, quelli che sono malati e in situazione difficile. Noi li accogliamo ma non entriamo nelle questioni politiche”: è quanto ribadisce una fonte ecclesiale locale contattata dal Sir a proposito delle migliaia di migranti che nelle ultime ore hanno tentato di raggiungere l’enclave spagnola di Ceuta in Marocco. Sono circa 4.800 i migranti già rimandati in Marocco dei circa 8.000 che sono riusciti a entrare tra lunedì e martedì. La stampa spagnola riferisce che una parte dei migranti entrati a Ceuta sta ritornando volontariamente in Marocco dopo aver constatato la mancanza di cibo e alloggi. Tra gli osservatori c’è chi sospetta che si tratti di una ritorsione di Rabat per la decisione di Madrid di consentire il ricovero in un ospedale iberico di Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario, il movimento per l’indipendenza del Sahara occidentale, considerato nemico dal Marocco.  

Migrantes Asti: il 31 maggio il “Rosario dei Popoli”

19 Maggio 2021 - Asti - Il mese di maggio, per vivo desiderio di Papa Francesco, è stato dedicato alla preghiera del rosario in una sorta di “maratona” che ha coinvolto tutte le chiese del mondo per invocare la fine della pandemia. In tante parrocchie della diocesi di Asti si sono riuniti tanti fedeli durante tutto il mese che, arrivato alla sua conclusione, vedrà  anche un rosario animato dalle comunità etniche cattoliche astigiane. Si pregherà lunedì 31 maggio alle ore 20.45 presso la Parrocchia del Sacro Cuore. Ogni comunità è invitata a portare l’immagine della Madonna che più rappresenta le proprie origini, spiega la Migrantes diocesana: tutti i popoli uniti, in un’alternanza di lingue e canti, realizzeranno l’espressione biblica “Da tutta la Chiesa saliva incessantemente la preghiera a Dio”.  

Migrantes Reggio Emilia-Guastalla: domenica la “Pentecoste dei Popoli”

19 Maggio 2021 - Reggio Emilia - In occasione della solennità di Pentecoste, domenica prossima, 23 maggio alle ore 15.30, si terrà nella Cattedrale di Santa Maria Assunta a Reggio Emilia la "Pentecoste dei Popoli”, iniziativa promossa dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. La celebrazione eucaristica sarà presieduta dal vescovo, mons. Massimo Camisasca

La comunione e il progresso

19 Maggio 2021 - Roma - Comunione e progresso. Il binomio sembra un manifesto operativo per la comunicazione attuale. Eppure riporta indietro nel tempo, esattamente a 50 anni fa. È il 23 maggio 1971 e, per disposizione del Concilio Ecumenico Vaticano II, la Pontificia Commissione per le comunicazioni sociali pubblica l’Istruzione pastorale “Communio et progressio”. Quel 23 maggio veniva celebrata la V Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Non sono semplici coincidenze ma traiettorie disegnate nel tempo, che restituiscono il senso di un impegno. La rotta è tracciata dalla freschezza delle parole finali della Nota pastorale: “Il Popolo di Dio, stando al passo con gli avvenimenti che tessono la trama della storia, e volgendo con immensa fiducia lo sguardo al futuro, sia come comunicatore che come recettore, già intravede quanto sia largamente promettente la nuova era spaziale delle comunicazioni sociali” (n. 187). Anticipo di futuro e segno di profezia in due parole precise: comunione e progresso. (Vincenzo Corrado)  

Migliaia di migranti a Ceuta: “non sfruttare le loro legittime aspirazioni a fini politici” chiedono i Vescovi spagnoli

19 Maggio 2021 - Ceuta - “Ripristineremo l'ordine a Ceuta con la massima rapidità”, ha detto Pedro Sánchez, presidente del governo della Spagna, che ieri era a Ceuta, dove si è verificato un arrivo massiccio di immigrati. Secondo le note delle agenzie, Sánchez ha insistito sulla fermezza del governo ad agire “di fronte a qualsiasi sfida, eventualità e in qualsiasi circostanza”. Sono più di 8 mila i migranti entrati in modo irregolare dal Marocco nelle ultime 48 ore, e da ieri l'esercito spagnolo vigila le spiagge di El Tarajal, proprio alla frontiera. Isabel Brasero, responsabile della comunicazione della Croce Rossa di Ceuta, informando sul lavoro che stanno facendo dall'inizio della crisi migratoria, ha evidenziato che “la Croce Rossa non aveva mai affrontato una situazione simile, arrivano famiglie intere, anche con bambini piccoli”. Anche la Chiesa locale ha mostrato la sua preoccupazione per ciò che sta accadendo al confine con il Marocco. L'Arcivescovo di Toledo, Mons. Francisco Cerro Chaves, spera, riferisce l’agenzia Fides, che “tutto si risolva nel migliore dei modi, perché è una situazione drammatica per le persone che sono in fuga da carestie, guerre, difficoltà, problemi... e la Chiesa deve essere una casa accogliente per tutti”, ha sottolineato l'Arcivescovo. L'Arcivescovo di Madrid, il Cardinale Carlos Osoro, ha invitato a pregare il Signore per la situazione a Ceuta e Melilla, attraverso il suo account Twitter: "per la pace, la coesistenza e la sicurezza. I nostri fratelli e sorelle vulnerabili e sofferenti non siano usati, cerchiamo insieme una via d'uscita per loro”. La Migrantes della Conferenza Episcopale Spagnola guarda con preoccupazione la situazione che si sta verificando a Ceuta e Melilla. “Facendo appello al valore supremo della vita e della dignità umana, si ricorda che la disperazione e l'impoverimento di molte famiglie e minori non può e non deve essere usato da nessuno Stato per sfruttare le legittime aspirazioni di queste persone a fini politici”, scrive Mons. José Cobo, Vescovo ausiliare di Madrid e responsabile del Dipartimento delle Migrazioni della CEE.    

Da Lesbo a Milano: una famiglia arrivata con i Corridoi Umanitari

19 Maggio 2021 - Milano - "New Life": così ha commentato, emozionata, una ragazza della famiglia afghana arrivata l'altro ieri sera a Milano, con i corridoi umanitari, dall’isola greca di Lesbo. Fa parte del gruppo di quaranta profughi, appartenenti a nove nazionalità, atterrati a Fiumicino e che hanno raggiunto le ospitalità in casa in diverse regioni italiane secondo il modello, ormai sperimentato, dei corridoi umanitari, che dal febbraio 2016 fino ad oggi hanno permesso di giungere in sicurezza, al riparo dai trafficanti di esseri umani, oltre 3.500 persone in Italia, Francia, Belgio e Andorra. La famiglia, ospitata ora in un appartamento della zona sud di Milano, è di etnia hazara, composta da una madre con tre figli, era bloccata nell'isola greca di Lesbo da due anni. Nei primi racconti, emerge il ricordo delle fiamme dell'incendio del campo profughi e la fatica mentale nel resistere a una situazione in cui tutto appare bloccato e senza speranza. Ora, finalmente, il sogno di una nuova vita e del ritorno a scuola per i ragazzi, fa sapere la Comunità di Sant'Egidio di Milano. L’obiettivo dei corridoi umanitari da Lesbo è quello di risolvere la situazione di una parte dei profughi (famiglie con bambini, persone vulnerabili e minori non accompagnati) presenti nell’isola greca ormai da tempo, in attesa di una collocazione, con condizioni di vita rese ancora più difficili in questi ultimi mesi per gli effetti della pandemia. L’accoglienza diffusa rappresenta un elemento decisivo di un progetto, totalmente autofinanziato, che sta favorendo l’inserimento dei profughi arrivati nel tessuto civile e sociale del Paese, nel circuito scolastico per i minori e in quello lavorativo per gli adulti, con grande beneficio per la società.  

La forza del lavoro domestico, terzo settore in Italia per numero di lavoratori

19 Maggio 2021 - Roma - Il lavoro domestico in Italia si colloca al terzo posto per numero di lavoratori coinvolti, dopo i settori terziario e meccanico e più del doppio rispetto al settore istruzione. Quasi 900mila i lavoratori regolari (colf, badanti, babysitter) cui si aggiunge oltre un milione di irregolari, secondo le stime dell’Osservatorio nazionale DOMINA basate su dati Istat. Le cifre sono state elaborate tenendo in considerazione anche i dati dell’archivio CNEL sui contratti collettivi di lavoro. Si tratta del settore col più alto potenziale di crescita, vista la forte incidenza del lavoro nero: con una piena emersione, il comparto potrebbe avvicinarsi, per numero di lavoratori, a quello dei meccanici. Secondo un’indagine Censis-Istat, almeno l’8% delle famiglie italiane ha una o più collaborazioni domestiche all’attivo, perciò il numero complessivo dei datori di lavoro può arrivare a 2,1 milioni. Dunque il lavoro domestico sarebbe oggi il secondo settore per numero di datori di lavoro, addirittura superiore alla somma di tutti gli altri (1,4 milioni). Per Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA, “il settore oggi ha bisogno di riforme radicali, considerando il fatto che nel 2030 gli anziani non autosufficienti saranno 5 milioni. La strada intrapresa con le proposte di riforma definite nel Pnrr ci sembra corretta: giusto investire 3 miliardi nel rafforzamento dell’assistenza domiciliare”. A proposito dell’alto tasso di irregolarità del settore, però, Gasparrini avverte: “Le badanti vanno formate e regolarizzate. Senza spendere fondi, ma solo riorganizzando il sistema, si possono assistere meglio centinaia di migliaia di anziani”.    

Migrantes Palermo: vivere il territorio abitando il mondo

18 Maggio 2021 - Palermo - Nel 2005 mentre la Chiesa italiana era particolarmente attenta alla mobilità in ingresso nel nostro Paese, la Fondazione Migrantes, guidata da mons. Luigi Petris, ebbe l’idea di realizzare un volume che raccontasse dell’Italia protagonista della mobilità in uscita. Iniziò così la storia del Rapporto Italiani nel Mondo (RIM), la prima edizione del quale fu presentata a maggio del 2006 e purtroppo mons. Petris non riuscì̀ a parteciparvi, stroncato da un brutto male soltanto pochi mesi prima. Se nel 2006 gli italiani regolarmente iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) erano 3.106.251, nel 2020 hanno raggiunto quasi i 5,5 milioni: in quindici anni la mobilità italiana è aumentata del +76,6% con una presenza costituita soprattutto da giovani e giovani adulti (19-40 anni). L’Italia sta continuando a perdere le sue forze più giovani e vitali, capacità e competenze che vengono messe a disposizione di paesi altri che non solo li valorizzano appena li intercettano, ma ne usufruiscono negli anni migliori, quando cioè creatività e voglia di emergere sono ai livelli più alti per freschezza genuinità e spirito di competizione «Sogniamo – dice Papa Francesco nella sua ultima Enciclica Fratelli Tutti – come un’unica umanità̀, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli». Papa Francesco fa appello al nostro stile di vita, al nostro atteggiamento sociale ma anche al modo di stare al mondo, al rispetto per l’ambiente e per la Madre Terra che ci ospita. Ma unisce la fratellanza all’amicizia sociale affermando che «Se non riusciamo a recuperare la passione condivisa per una comunità di appartenenza e di solidarietà, alla quale destinare tempo, impegno e beni, l’illusione globale che ci inganna crollerà rovinosamente e lascerà molti in preda alla nausea e al vuoto». Il Rapporto Italiani nel Mondo sarà presentato, in un webinar, su iniziativa degli Uffici Migrantes, Caritas e Comunicazioni Sociali della diocesi di Palermo, con la collaborazione di ANFE e di USEF/CARSE, venerdì 21 maggio dalle ore 17:00 alle ore 18:30. All’incontro, introdotto da Mario Affronti, direttore Migrantes di Palermo, interverranno, fra gli altri, mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, Delfina Licata della Fondazione Migrantes e curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo e Totò Augello, Usef/Carse e Maria Luisa Morici dell’ANFE.      

Viminale: da inizio anno sbarcate 13.358 persone migranti sulle coste italiane

18 Maggio 2021 -

Roma - Sono 13.358 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 2.222 sono di nazionalità bengalese (17%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Tunisia (1.781, 13%), Costa d’Avorio (1.329, 10%), Guinea (866, 6%), Eritrea (828, 6%), Sudan (800, 6%), Egitto (797, 6%), Marocco (534, 4%), Mali (509, 4%), Algeria (405, 3%) a cui si aggiungono 3.287 persone (25%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Per il Viminale fino ad oggi sono stati 2.236 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a ieri.

OIM: un’altra tragedia nel Mediterraneo, “almeno 50 i morti”

18 Maggio 2021 -

Roma - “Sfortunatamente, un altro naufragio è accaduto al largo di Sfax, in Tunisia. Probabilmente almeno 50 migranti risultano dispersi, 33 i superstiti, tutti provenienti dal Bangladesh”: a dare l’annuncio su Twitter è il portavoce dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni Flavio Di Giacomo. L’imbarcazione era partita, scrive il Sir, domenica scorsa da Zwara, in Libia.

Migrantes Milano: domenica la Festa delle Genti

18 Maggio 2021 - Milano - È ormai una consuetudine che a Pentecoste si celebri la Festa delle genti, occasione molto attesa che raduna tutte i migranti che vivono sul territorio della diocesi di Milano. Anche quest’anno niente festeggiamenti, causa coronavirus, ma solo la celebrazione del Pontificale in Duomo, domenica 23 maggio alle 11, con l’arcivescovo, mons. Mario Delpini e tutte le 25 comunità di migranti della Diocesi. Ne parliamo con don Alberto Vitali, responsabile dell’Ufficio per la pastorale dei migranti (Migrantes). C’è un tema particolare quest’anno? «Non c’è un tema specifico, ma la Festa sarà l’occasione per presentare la nuova Consulta diocesana dei migranti. Già prevista dal Sinodo 47esimo, nel ’94, e più recentemente dal Sinodo minore Chiesa dalle genti, la Consulta sarà composta da un presbitero e due laici per ciascuna delle sette Zone pastorali, dal responsabile e dalla segretaria dell’Ufficio per la pastorale dei migranti, da un rappresentante dei cappellani etnici e dalla moderatrice della Consulta Chiesa dalle genti. Da notare che i migranti saranno presenti nella Consulta, non come rappresentanti delle proprie comunità etniche, ma come fedeli delle diverse Zone pastorali, quindi come parte integrante del tessuto pastorale ambrosiano». Quali i compiti della nuova Consulta? «Aiutare la Diocesi a leggere la presenza dei migranti nel territorio diocesano secondo la loro reale distribuzione, che è molto disomogenea, e secondo i loro modi diversi di vivere la fede e di celebrarla. Inoltre, la Consulta dovrà contribuire a realizzare équipe zonali di pastorale dei migranti, che attualmente sono presenti solo nella Zona III e IV, e in generale affiancare le parrocchie, le comunità e i Decanati che vogliano realizzare iniziative di pastorale dei migranti nelle loro realtà. Infine, la Consulta si metterà a disposizione dei Decanati, affiancando la Consulta per la Chiesa dalle genti nella realizzazione delle Assemblee sinodali decanali». Come hanno vissuto i migranti questo anno così difficile per tutti? «Da una parte sono stati i più colpiti dalla pandemia, perché hanno meno garanzie, anzitutto dal punto di vista dei diritti sindacali. Molti lavorano in nero o con contratti a tempo determinato e hanno subìto una serie di imposizioni da parte dei datori di lavoro per la paura del contagio. So di badanti costrette a rimanere nelle case in cui lavorano 24 ore su 24, per evitare il contagio, continuando a essere pagate solo per 8 ore, o costrette a non frequentare più la Messa, considerato un luogo a rischio, pena il licenziamento. D’altra parte, però, bisogna dire che spesso le persone migranti sono più resilienti, date le difficoltà che hanno dovuto subire nella vita. Inoltre, i sistemi alternativi alla presenza escogitati da tante parrocchie hanno offerto nuove possibilità di partecipazione proprio ai migranti. La badante, che di solito alle 21 è impegnata a mettere a letto l’anziano che assiste, ha potuto per la prima volta seguire gli incontri di catechesi caricati sul sito parrocchiale, magari in differita». Non tutto il Covid vien per nuocere… «Sì, anche nella pastorale giovanile a seguito del Covid sono nate molte belle iniziative, come la collaborazione con giovani migranti che avevano frequentato qui i nostri incontri e poi sono tornati nei loro Paesi di origine. Nel mese di maggio, per esempio, con il gruppo che seguo di giovani sudamericani della Diocesi, abbiamo registrato i nove incontri della novena a partire da testi di Carlo Carretto e don Tonino Bello, uno di questi è stato registrato in Messico e un altro in Salvador da alcuni giovani che si sono coinvolti nella nostra pastorale. È bello questo dialogare tra giovani della stessa età, da una parte all’altra del mondo, in una sorta di pastorale “trasversale”. Proprio quella che sognava il Sinodo Chiesa dalle genti».  

PassaParola: ogni mese due pagine sulla Germania

18 Maggio 2021 - Lussemburgo – Sbarca anche in Germania il mensile per la comunità italiana in Lussemburgo. Dal numero di maggio due pagine, infatti, sono dedicate al territorio del Saarland, la zona tedesca più vicina al Lussemburgo, dalla quale giungono molti frontalieri. Qui il giornale ha già qualche abbonamento, “perché la nostra rivista – scrivono – non conosce frontiere”. PassaParola aderisce, insieme ad altri periodici in lingua italiana all’estero, alla Fisc, che raggruppa in Italia e all’estero circa 180 testate di ispirazione cattolica.  

In Famiglia: l’insuperata forza della preghiera

18 Maggio 2021 - Questa Lettera alle Famiglie vuole essere innanzitutto una supplica rivolta a Cristo perché resti in ogni famiglia umana; un invito a Lui, attraverso la piccola famiglia dei genitori e dei figli, ad abitare nella grande famiglia delle nazioni, affinché tutti, insieme con Lui, possiamo dire in verità: “Padre nostro”! Bisogna che la preghiera diventi l’elemento dominante dell’Anno della Famiglia nella Chiesa: preghiera della famiglia, preghiera per la famiglia, preghiera con la famiglia. (Giovanni Paolo II, Gratissimam sane, n.4, 2 febbraio 1994)   La volta scorsa, abbiamo aperto la lettera di Giovanni Paolo II, Gratissimam sane, ed essa ci dà ancora l’opportunità di sottolineare quanto sia fondamentale per Giovanni Paolo II la dimensione della preghiera, Egli chiama la lettera addirittura una “supplica”, ovvero una via, una strada ineludibile per invitare Cristo ad essere presente in ogni singola famiglia perché “senza di Lui non possiamo fare niente”. Questa consapevolezza è un dono dello Spirito che gli sposi ricevono il giorno delle loro nozze e che non dovrebbero mai lasciare spegnere, o inerte, ma ravvivare ogni giorno con il contributo della loro volontà e libertà. Lo Sposo è con loro, è in mezzo ai coniugi ed essi si possono rivolgere a Lui in un dialogo fecondo, fatto di ascolto della Parola, di ogni ispirazione dello Spirito, attraverso un discernimento individuale e di coppia che non ha paragoni nel panorama della preghiera della Chiesa. Questa preghiera è alimento delle giornate, sostegno nelle fatiche, consolazione nelle prove – anche le più dure – ed è uno strumento che non può essere considerato un optional nella vita degli sposi, ma una vera e propria colonna del loro vivere insieme la promessa che si sono reciprocamente offerti nel Signore. Ciò che è interessante e deve interpellare il nostro spirito missionario è che il Papa non sembra tracciare una linea netta di demarcazione fra credenti e no, ma anzi invita i singoli nuclei famigliari di genitori e figli ad “aprire” la loro preghiera perché Dio abiti anche nella famiglia delle nazioni e questa abbia la possibilità di chiamarlo “Padre Nostro”. La preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato è per eccellenza una preghiera plurale, che contempla una comunione. Questo vale nell’intimo del talamo nuziale, dove – come nella Bibbia Tobia e Sara – gli sposi possono rivolgersi davvero insieme, ad una sola voce, al Signore, Padre di entrambi; ma vale anche nella globalità della famiglia umana in cui tutte le famiglie possono alzare le mani al Padre comune e a Lui chiedere il bene, il pane, il perdono ed ogni dono che Egli sempre elargisce. Ai cristiani è chiesto di essere testimoni di questa paternità, saperla mostrare agli occhi delle famiglie del mondo, attraverso l’unione, la gioia, la solidarietà. Chiedendo che la preghiera diventi l’elemento dominante dell’Anno della Famiglia, il Papa ci dà ancora delle indicazioni su come possa essere questa costante linfa alimentare delle famiglie e dei popoli. Essa sia una preghiera “della” famiglia e questo apre alla fantasia dell’uomo e della donna che insieme ai loro figli possono esperire infinti modi di rivolgersi al Padre. La preghiera è richiesta di intercessione, è dialogo, è confronto ed ascolto condiviso della Parola. Penso, però anche alla mai superata pratica del Rosario: l’esperienza insegna che questa esperienza litanica superi spesso le barriere delle difficoltà di comunicazione fra grandi e piccoli, dei figli fra loro e unisce tutti in una contemplazione in cui le parole rivolte alla Vergine varcano la soglia del silenzio, fanno condividere lo spazio e il tempo – si pensi ai viaggi in auto, come già scritto altre volte – in un modo umile e intraprendente allo stesso tempo. Giovanni Paolo II, poi, però, dice anche che la preghiera dev’essere “per” la famiglia e questo è un invito rivolto a tutta la Chiesa. Il Papa chiede che la comunità ecclesiale sappia impetrare al Padre tutte le grazie di cui le famiglie del mondo hanno bisogno. Non un riferimento formale all’importanza che la cellula fondamentale della società ha per il nostro sviluppo, ma qualcosa di più. Si tratta di sapersi commuovere, di saper sciogliere il cuore di fronte al miracolo di ogni singola famiglia che cammina nel mondo e saperla accompagnare non in astratto ma con un coinvolgimento profondo e grato per il dono che essa è per tutti. Infine la preghiera è “con” la famiglia e ciò comporta saper vivere uno spirito di comunione che non è affatto da dare per scontato, ma che è bene innervi tutte le componenti ecclesiali, senza fermarsi o dividersi in compartimenti stagni costituiti dai diversi ambiti che compongono la Chiesa stessa. Dunque la famiglia ha da offrire la sua particolare ed originale preghiera di “chiesa domestica”, necessita di ricevere la preghiera della comunità ecclesiale che la accoglie ed è chiamata a non sentirsi parte estranea ma elemento vivente che prega insieme agli altri in una coralità di voci in cui i diversi stati di vita esprimono la poliedrica via alla santità a cui tutti siamo destinati. (Giovanni M. Capetta – Sir)    

I circhi contro i sindaci: «Ostacolano la ripartenza»

18 Maggio 2021 - Roma - Il mondo del circo si è dovuto fermare a causa della pandemia ma, nonostante le direttive governative permettano la riapertura, stenta a riprendere quota. A causa dello scontro con le amministrazioni locali l'intero settore sta vivendo una situazione di stallo. «Dal punto di vista della legge, dal 26 aprile, possiamo ricominciare a lavorare nelle zone gialle. Qualche timida riapertura c'è stata, ma il problema di fondo proviene dai comuni, che si divertono a interpretare delle direttive del governo - accusa l’'Ente Nazionale Circhi - se i sindaci si attaccano a questioni inverosimili, è difficile ripartire». Gli aiuti dal governo sono stati esigui, ricorda il presidente dell’ENC, Antonio Buccioni, ma in questi mesi di chiusura la solidarietà di realtà come la Fondazione Migrantes, la Caritas Italiana, Coldiretti e Protezione civile «non ha fatto mancare un solo pasto ad animali e personale». «Mettere in moto un complesso medio grande ha spese altissime» ricorda Paride Orfei, membro della storica famiglia circense, che chiede maggiori certezze al governo. «È vero che c'è la possibilità di riaprire ora, ma non la certezza di rimanere aperti - aggiunge - si vedrà la luce nel momento in cui le istituzioni ci diranno 'riapriamo e non chiudiamo mai più'. Ecco perché molti aspettano l'evolversi della situazione, per poi ripartire con certezze» conclude. “Il circo attira molta gente in un paese», rimarca Buccioni aprendo ad un dialogo con gli assessori locali, rincuorandoli poi sulla controversa tematica degli animali: «Stanno benissimo, in questo periodo c'è stato più tempo per curarli.».

Cagliari: anche la Migrantes alla “Settimana Laudato si’” di Cagliari

18 Maggio 2021 - Cagliari – Da ieri e fino al 23 maggio la diocesi di Cagliari promuove la «Settimana Laudato si’». Si tratta di un percorso di conoscenza, dialogo, riflessione e sensibilizzazione sui temi del rispetto dell’ambiente, dell’inclusione sociale, dell’integrazione, dell’accoglienza e della mondialità, destinato in particolare ai giovani. L’iniziativa è stata organizzata dalla Caritas, dalla Pastorale Sociale e del Lavoro, dalla Pastorale giovanile, dal Progetto Policoro e dalla Migrantes, in collaborazione con il «Global Catholic Climate Movement». L’evento si svilupperà in diverse sedi (Cagliari, Quartu S.E., Sanluri, Decimomannu, Monserrato) con iniziative di preghiera, di riflessione, di attività ludica e sportiva. Ogni giorno della settimana sarà dunque caratterizzato da un evento che renderà partecipi e protagonisti i giovani nei luoghi dove vivono, creando nuove reti di conoscenza, ascolto, dialogo e amicizia. I momenti di preghiera e le Messe offriranno l’occasione di maturare una «spiritualità ecologica». In ogni giornata ci sarà la proposta di un gesto ecologico (ad esempio pulizia dell’ambiente, interrare dei semi, messa a dimora di piante) per esprimere la volontà di una conversione ecologica personale e comunitaria.  

Migrantes Cosenza-Bisignano: nasce il “Punto Migranti”

17 Maggio 2021 - Rende - Su iniziativa dell'Ufficio Migrantes di Cosenza-Bisignano domani, martedì 18 aprile, sarà aperto il Centro di Incontro e Servizi rivolto agli stranieri presenti sul territorio.  Il servizio sarà aperto Martedì e Giovedì pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30. E' possibile prenotare - dice il direttore Pino Fabiano - un appuntamento telefonando o inviando un messaggio WhatsApp al 379-3606042 oppure inviando una mail a puntomigranti.rende@gmail.com    

Diritto d’Asilo: continua il ciclo di incontri

17 Maggio 2021 - Roma - Continua il ciclo di seminari "Diritto d'asilo, un percorso di umanità", promossi  dal Forum per cambiare l'ordine delle cose, rete Europasilo, Fondazione Migrantes ed Escapes, con l'obiettivo di dare spazio a un’analisi a più voci che fornisca le lenti giuste per osservare quello che sta succedendo, e che da questa consapevolezza solleciti la politica a raccogliere le sfide del presente e agire per cambiare lo status quo. Mercoledì, 19 maggio, alle 18.00, in diretta Facebook sulla pagina del Forum, di Escapes e di Vie di Fuga si parlerà di "Integrazione e Cittadinanza". Interverranno Emanuela Dal Zotto, Escapes Laboratorio di Studi Critici sulle Migrazioni Forzate, Università Pavia; Regina Imoape Iginoh, Imprenditorialità femminile come forma di empowerment per le donne rifugiate Università di Torino; Yogoub Kibeida, Direttore esecutivo Associazione Mosaico azione per i rifugiati; Syed Hasnain,  Rete UNIRE,  Mamadou Gaye, Cooperativa Savera moderati da Ermira Kola, del Forum per Cambiare l'Ordine delle cose. "Un raccolta di voci ed esperienze di chi - si legge in una nota - davvero ogni giorno lavora per costruire un modo altro di fare integrazione e di creare cittadinanza, che esce dalle logiche emergenziali ed entra nella costruzione di un'accoglienza ad personam. Parleremo di buone pratiche, di successi e di fatica, perchè fare integrazione non è un gioco, è impegno, vuol dire entrare nella vita delle persone, percorrerne insieme le strade e i bivi, vuol dire provare a trasformare la società uscendo dai centri di accoglienza ed entrando nelle vite familiari. Cambiare l'ordine delle cose si può e si deve fare".  

Da Lesbo a Fiumicino con i corridoi umanitari

17 Maggio 2021 - Roma - Sono arrivati a Fiumicino, questa mattina, con i corridoi umanitari, quaranta profughi dall’isola greca di Lesbo. Appartenenti a nove nazionalità (tra cui l’Afghanistan e alcuni paesi africani) andranno a vivere in diverse regioni italiane secondo il modello, ormai sperimentato, dei corridoi umanitari, che dal febbraio 2016 fino ad oggi hanno permesso di giungere in sicurezza, al riparo dai trafficanti di esseri umani, oltre 3.500 persone in Italia, Francia, Belgio e Andorra. Quest’ultimo arrivo - previsto all’interno di un protocollo firmato dalla Comunità di Sant’Egidio e il ministero dell’Interno - è stato realizzato anche grazie alla collaborazione delle autorità greche e al sostegno della Commissione Europea. L’obiettivo è quello di risolvere la situazione di una parte dei profughi (famiglie con bambini, persone vulnerabili e minori non accompagnati) presenti nell’isola greca ormai da tempo, in attesa di una collocazione, con condizioni di vita rese ancora più difficili in questi ultimi mesi per gli effetti della pandemia. Tutti con storie dolorose alle spalle, in fuga da paesi dove sono in corso guerre, violenze o situazioni insostenibili, le famiglie dei quaranta nuovi arrivati – tra cui 13 minori - potranno finalmente guardare al futuro con speranza grazie ad un progetto che è frutto di preziose sinergie della società civile e autofinanziato.