Primo Piano

Rosario per l’Italia: questa sera da Trapani con mons. Fragnelli

21 Luglio 2021 - Trapani - Sarà tramesso dalla cappella della Basilica -Santuario Maria Santissima Annunziata di Trapani l’appuntamento settimanale con “Prega con noi” di Tv2000 e InBlu2000. La recita del Rosario sarà trasmessa alle 20.50 della Tv della Cei (canale 28 e 157 Sky) e da InBlu2000, oltre che su Facebook. A presiederla mons. Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani. Nella cappella della basilica della Madonna di Trapani da secoli si venera un’immagine della Madonna con il Bambino attribuita a Nino Pisano di particolare bellezza: un’immagine duplicata dagli artigiani trapanesi e diffusa non soltanto in molte città italiane ma anche in Spagna, Francia, Tunisi, Casablanca, nei porti del Mediterraneo fino ai grandi musei di Parigi e Londra, si legge in una nota della diocesi. La preghiera di questa sera "per il nostro Paese, presieduta da mons. Fragnelli, alzerà lo sguardo a quel ‘lago di Tiberiade’ come lo chiamava Giorgio La Pira che è il nostro Mare Mediterraneo”. Al termine il presule farà un atto di affidamento alla Madonna pregando per il cammino sinodale della Chiesa italiana.  

Agro Pontino: Dokita in campo per l’inclusione e contro sfruttamento e caporalato

21 Luglio 2021 - Latina - Mediatori culturali all’interno di scuole e servizi pubblici, insegnamento in classe dell’educazione alla cittadinanza globale e, nei Paesi di origine, sportelli informativi su opportunità di lavoro, rischio sfruttamento e caporalato in Italia. Sono solo alcune delle proposte contenute nel “Manifesto per l’inclusione” elaborato dalle associazioni della società civile dell’Agro Pontino per ripensare lo sviluppo di un territorio diventato negli anni sinonimo di emarginazione e sfruttamento, soprattutto ai danni di una parte significativa della comunità immigrata, circa 55mila persone, composta in maggioranza da romeni e indiani Sikh. L’iniziativa è un tassello del progetto “Get Ap! Strategie per una cittadinanza globale dell’Agro Pontino”, promosso dall’associazione Dokita assieme a una rete di organizzazioni attive sul territorio e cofinanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. “Get Ap!” ha puntato sulla popolazione locale e in particolare sui giovani, sulla comunità immigrata, sulle organizzazioni della società civile attive sul territorio e sulle istituzioni locali. La rete di organizzazioni capitanata da Dokita è entrata nelle scuole dell’Agro Pontino “con lo scopo di favorire la comprensione del fenomeno migratorio, dei problemi legati all’integrazione e delle opportunità di sviluppo sostenibile”, si legge in una nota. Le ragazze e i ragazzi hanno partecipato anche attivamente realizzando, col supporto di un videomaker professionista, “video racconti di storie dal territorio di buona accoglienza, integrazione, emancipazione femminile e ambientalismo”. Gli studenti, inoltre, sono stati coinvolti in un’indagine i cui risultati sono parte centrale della “ricerca azione” curata da Cespi e dalla quale emergono “le criticità del territorio: non solo esclusione sociale e sfruttamento lavorativo della comunità immigrata, ma anche discriminazione e scarsa integrazione degli studenti di origine straniera, degrado ambientale e carenza di politiche giovanili”. Il risultato è che “il 60% degli studenti vede il proprio futuro fuori dall’Agro Pontino, in un’altra città italiana, mentre un terzo progetta di emigrare in un altro Paese”. Raccogliendo i suggerimenti venuti dalla comunità scolastica è nato il “Manifesto per una scuola inclusiva e sostenibile nell’Agro Pontino”. A favore della comunità immigrata che popola l’Agro Pontino, “Get Ap!” ha messo in campo iniziative di tutela socio-legale e di sostegno all’associazionismo sul territorio. Circa mille persone hanno usufruito degli sportelli di orientamento e informazione presenti sul territorio. A suggellare questo percorso, iniziato ormai due anni fa, il Festival World Agro Pontino, in calendario dal 31 luglio al 1° agosto a Terracina.  

Athletica Vaticana: “modifica motto olimpico nello stile inclusivo e solidale della Fratelli tutti”

21 Luglio 2021 - Città del Vaticano - Tokyo 2020 “inizia nel segno solidale suggerito dall’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco”. Lo afferma Athletica Vaticana, commentando la ratifica ufficiale da parte del Cio durante la 138ª sessione del Comitato a Tokyo, della modifica dello storico motto olimpico “citius, altius, fortius”, che con l’aggiunta dell’aggettivo “communis” è diventato “citius, altius, fortius, communis”, in inglese “faster, higher, stronger, together”. “Communis” deriva da “cum munus”, ossia “dono reciproco”, spiega in un comunicato Athletica Vaticana, perché “solo con uno stile solidale – insieme – si potrà uscire migliori dalla crisi. Anche attraverso lo sport”. Come ha più volte spiegato il card. Gianfranco Ravasi, questa idea del presidente del Cio Thomas Bach – che ha anche informato Papa Francesco – riguarda da vicino l’associazione sportiva vaticana. La parola latina più corretta – ha fatto presente il cardinale in diverse sedi – sarebbe in realtà “simul”, ma il Cio temeva che si potesse accostare all’espressione “simulazione”, tutt’altro che positiva. Di qui la scelta di “communis” anche se per Ravasi sarebbe stata più corretta la forma avverbiale “communiter”. “Simul currebant” (dal Vangelo di Giovanni: Pietro e Giovanni “correvano insieme”) e “We Run Together” sono i motti di Athletica Vaticana. Il Cio, prosegue l’associazione sportiva, “si è mosso su questa stessa linea inclusiva e solidale nella scelta delle parole per il motto olimpico”. Nel ricordare l’udienza concessa lo scorso 29 maggio da Papa Francesco ad una delegazione di Athletica Vaticana, una settimana prima della partenza per i Campionati di atletica leggera dei Piccoli Stati d’Europa a San Marino, l’associazione ricorda il dono al Pontefice del testimone con la scritta “Simul currebant” ed augura “buon Olimpiade a tutti – soprattutto a chi rappresenta le realtà più piccole e povere (come il team dei rifugiati) – con un grande incoraggiamento a chi sta faticando e soffrendo nella grande ‘gara della vita”

MCI Germania e Scandinavia: vicinanza e preghiera per le persone colpite dalle alluvioni

20 Luglio 2021 -

Bruxelles - In questi giorni, diverse città in Germania e in Belgio sono state colpite da devastanti alluvioni, che hanno causato molti morti, mentre sono centinaia i dispersi. Molto attive in questi giorni le Missioni cattoliche Italiane che sono state protagoniste di atti di solidarietà a fianco delle persone colpite o rimaste senza casa.  A tutte le persone colpite la “vicinanza” e la “nostra preghiera”, si legge sul sito delle delegazioni delle MCI in Germania e Scandinava www.delegazione-mci.de. Interi paesi ancora oggi sono senza corrente elettrica e senza acqua potabile e la conta delle vittime non è ancora finita: ieri, 19 luglio erano 160 in Germania e le vittime accertate, 110 nel distretto Ahrweiler, Renania Palatinato, e 46 nel Nordreno Vestfalia. Molti le persone ancora disperse. Una grande catena di solidarietà si è attivata, uomini e donne si recano nei paesi colpiti portando la forza delle loro braccia, cibo, vivande, acqua, evidenziano le Missioni Cattoliche Italiane ricordando che la Caritas locale oltre a fornire aiuto immediato alle popolazioni colpite sta raccogliendo fondi.

La micro-integrazione che aiuta la comunità

20 Luglio 2021 - Roma –Si è svolto a Garbatella, quartiere di Roma, la prima edizione del nuovo progetto sociale della cooperativa Sophia: i giovani in difficoltà e senza lavoro del quartiere, guidati da professionisti ed esperti del settore, si sono uniti per creare una squadra di manutenzioni imparando i mestieri di elettricista, idraulico, giardiniere e muratore prendendosi cura dei locali della parrocchia. Con il sostegno di Fondazione Cattolica Assicurazioni, la Scuola Cantiere Sophia ha avviato un modello di integrazione “itinerante” basato sul territorio e sul lavoro: partendo dal cuore della comunità, la parrocchia, il progetto coinvolge le persone che hanno più bisogno di formazione e guida offre loro corsi e la possibilità di ottenere certificati e qualifiche e, soprattutto, permette a questi giovani di lavorare “restituendo” un servizio proprio alla comunità di appartenenza. Alla fine del progetto, i giovani hanno tutte le qualifiche per lavorare in ambito edile, elettrico, idraulico e di giardinaggio essendo formati sulla carta e nella pratica. Il progetto ha riscontrato l’interesse dei rappresentanti del territorio. Il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri ha visitato più volte i giovani ed ha voluto sottolineare l’importanza di progetti come Scuola Cantiere Sophia: “Riqualificare una struttura centrale per la comunità come la parrocchia di San Francesco Saverio e al contempo aiutare i ragazzi del quartiere è un risultato eccezionale”.  Marco Ruopoli, presidente di Sophia Impresa Sociale commenta: “La Scuola Cantiere mette in mostra le caratteristiche del modo di lavorare di Sophia con gli altri: accompagnamento, formazione ed amicizia”. “Per un accompagnamento efficace,” continua il presidente, “è necessario coinvolgere anche altri enti ed associazioni che intervengono dove noi non riusciamo,”. Marco si riferisce al lavoro della casa francescana di accoglienza di Ripa dei Settesoli, coinvolta da tempo nei progetti della cooperativa romana. (A.C)  

Belgio: case salesiane danneggiate e comunità mobilitate per aiutare gli sfollati

20 Luglio 2021 - Liegi - Remouchamps, Verviers, Liegi, Farnières (Vielsalm), Huy: il territorio belga è stato colpito da drammatiche inondazioni, che hanno provocato morti e dispersi nelle province di Liegi e Namur, città dove le opere e le case salesiane sono numerose. A fare la stima dei danni è Ans, l’agenzia di informazione salesiana. A Remouchamps, che si trova proprio accanto al fiume Amblève, l’istituto “St. Joseph – St. Raphael” ha subito gravi danni, soprattutto nel laboratorio di saldatura con un danno stimato in oltre 100.000 euro. Meno colpito il laboratorio di falegnameria, nel quale è entrata soltanto un po’ d’acqua. Anche il palazzetto dello sport, la sala, il refettorio e la cucina sono stati allagati. Anche la scuola Don Bosco di Verviers è rimasta gravemente danneggiata. Tutti i macchinari delle officine, infatti, sono andati persi. È stato dunque lanciato un appello per i volontari, per aiutare a liberare l’area e pulire. Al centro spirituale di Farnières, invece, il maltempo non ha avuto alcun impatto sulla casa. Così, la comunità si è subito mobilitata per preparare pasti per le vittime di queste gravi inondazioni e per ospitare, all’interno dei locali, le famiglie che hanno perso tutto. Anche la casa delle suore salesiane, a Notre-Dame-au-Bois, ha subito danni considerevoli, con la sala giochi e il deposito totalmente allagati. Infine, a Liegi, nessun danno è stato riportato in tutta la casa, che si trova nella parte più alta della città. Giovedì sera, poi, la comunità ha accolto una persona che non ha potuto fare ritorno a casa, a causa dell’innalzamento delle acque. Oggi a Liegi sarà celebrata una messa, alla quale parteciperanno i Salesiani, per commemorare coloro che sono morti nelle inondazioni.

Alluvioni in Belgio: una testimonianza dalla Missione Cattolica Italiana di Liegi

20 Luglio 2021 - Liegi - Le forti piogge dei giorni scorsi hanno causato gravi disastri nella provincia di Liegi e in diverse zone del Belgio. Grandi e violente le inondazioni a causa dell’innalzamento dei livelli dei fiumi Vesdra e Ourthe fino ai comuni di Chênée e Angleur dove confluiscono nella Mosa. Diversi i comuni colpiti e messi in ginocchio dalla catastrofe: oltre a Liegi, Eupen, Limbourg, Verviers, Trooz, Chaudfontaine, Spa, Theux, Wanze (Mehaigne) Hamoir, Comblain-au-Pont, Esneux e Tilf. Anche il centro stesso di Liegi ha rischiato per un giorno e una notte di essere gravemente sommerso dalle acque della Mosa in piena. Intere famiglie si sono ritrovate isolate ai primi piani delle loro case, mentre le loro cantine e i pian terreni venivano sommersi da acqua e fango; tanti sono riusciti ad evacuare, trovando accoglienza dei centri di crisi e nelle abitazioni di vicini, familiari e amici. L’emergenza ha richiesto tanto coraggio ai soccorritori (forze dell’ordine, pompieri, militari, volontari) che hanno lottato contro la violenza dei fiumi in piena per poter mettere in protezione le persone più a rischio. La mancanza di elettricità e di cibo ha reso ancora più difficile l’attesa della fine del pericolo per quanti non hanno potuto abbandonare la loro dimora. Le immagini del disastro sono impressionanti. Irriconoscibili gli scorci di vita quotidiana. Tutto è tragicamente trasformato. Mentre l’acqua si ritira, ciò che rimane è tanta desolazione, distruzione, accumulo di detriti, macchine e oggetti di ogni tipo, elettrodomestici, mobili, trascinati per metri nelle strade trasformate in fiumi. Tanto fango. Case devastate e anche alcune chiese gravemente colpite dall’acqua che non ha risparmiato niente là dove è arrivata. Il suo passaggio ha devastato il sogno e il risparmio di una vita: quanto è rimasto è da buttare. Alle terribili inondazioni è seguito un coraggio grande delle famiglie, anche italiane, che, tra lacrime e forte emozione, hanno iniziato a liberare le loro case dai detriti e a depositare sulla strada i mobili e tutto ciò che era ormai irrecuperabile.  Ai piani bassi tutto è da buttare, tutto da sanificare, tutto da restaurare. La tristezza è grande: tra la distruzione tanti souvenirs e ricordi che vanno via per sempre. Ma il coraggio non manca! Appena è stato possibile avvicinarsi alle zone disastrate, schiere di volontari, amici e familiari hanno manifestato tutta la loro solidarietà e aiuto alle famiglie colpite. Mentre i primi raggi di sole sbaragliano le nubi nel cielo, tanti con stivali e attrezzatura si sono adoperati per spalare fango e ripulire le abitazioni dai detriti.  Una grande catena di generosità ha garantito pasti caldi, vestiti, viveri e materiale di prima necessità. I diversi centri di emergenza hanno visto la presenza di tanti che con forza hanno e stanno prestando servizio e aiuto senza stancarsi. Se per le famiglie colpite la prova è grande, la sensazione è che essa sia meno dolorosa grazie al fiume di solidarietà che si è e che si sta visibilmente adoperando per favorire il ritorno alla normalità il più presto possibile. Certamente ci vorrà tempo per la ricostruzione, la messa in sicurezza delle infrastrutture e il restauro delle abitazioni, settimane e forse anche mesi, ma constatare la grande generosità e la solidarietà delle intere comunità in questo momento di crisi da una forza di speranza nello sguardo verso il futuro. Anche l’appello al sostegno economico è lanciato. Sarà importante continuare a garantire i pasti caldi alle famiglie impossibilitate a causa anche della mancanza di cucine e di elettricità e gas. Occorrerà procurare e garantire nuovi alloggi e sostenere le spese di affitto in attesa di risistemare le case danneggiate. E bisognerà pensare soprattutto ai più poveri e a quanti hanno meno possibilità di ripresa, avendo perso quel poco che garantiva loro una qualche sicurezza. Oggi in tutta la diocesi di Liegi, la più colpita del paese, si celebreranno le messe per i defunti e in sostegno spirituale per le famiglie colpite dalle inondazioni. A mezzogiorno suoneranno a lutto tutte le campane del paese per invitare tutti a un minuto di silenzio. Una giornata di lutto nazionale per piangere le vittime delle inondazioni e sostenere con un forte grande abbraccio solidale tutte le famiglie messe duramente alla prova da questa grande catastrofe che ha colpito il nostro paese. (don Alessio Secci – Responsabile MCI Liegi)  

Turismo delle radici: presentato il secondo volume dedicato ai discendenti degli italiani all’estero

20 Luglio 2021 - Roma – Nei giorni scorsi è stato presentato, sul canale YouTube del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il secondo volume della “Guida alle radici italiane. Un viaggio sulle tracce dei tuoi antenati” dell'associazione Raiz Italiana realizzata grazie al sostegno della Direzione generale per gli italiani all’estero e le Politiche migratorie della Farnesina con la collaborazione di Enit. La Guida nel vol. 1 includeva le regioni Puglia, Basilicata, Abruzzo, Emilia Romagna, mentre nel vol. 2 protagoniste sono le regioni Sicilia, Calabria, Molise e Lombardia. Il progetto editoriale si pone l'obiettivo di stimolare la conoscenza dei luoghi di origine da parte delle nuove generazioni di italiani all'estero e degli italo-discendenti attraverso una serie di elementi che permettono di ricostruire la memoria migrante e collettiva ma anche attraverso i luoghi e gli appuntamenti più significativi dei diversi territori. La Guida intende raggiungere i quasi ottanta milioni di oriundi Italiani all’estero e di italo discendenti interessati a mantenere vivo un legame con l'Italia, e che rappresentano un potenziale straordinario per stimolare questo segmento del turismo, con possibili ricadute positive sulle economie dei luoghi interessati e sul rafforzamento dei rapporti delle comunità italiane all’estero con il nostro Paese.  

In Famiglia: il figlio donato da Dio

20 Luglio 2021 - Dopo la nascita di Ismaele, il figlio della schiava, Abramo e Sara, ora con nomi nuovi, segno di una lenta conversione interiore, sono nuovamente pronti ad accogliere l’ennesima promessa di un Dio che non li ha mai abbandonati, anche nel momento dell’errore e del torto (Gen 17). Un “Dio-con-Noi” è quello di questa coppia di sposi: sempre al loro fianco, sempre capace di stupirli e di approfittare di ogni loro gesto di accoglienza. Abramo e Sara sono proprio come noi, un uomo e una donna, uniti nella ricerca del bene e della verità, con cadute, ferite, illuminazioni… ma, in ultima istanza “graziati” dal non interrompere mai, anche nel lamento o nel grido di incomprensione, il dialogo con un Dio che si abbassa a parlare loro con tutto lo spettro dei linguaggi umani. L’ultimo grande incontro è coi tre uomini alle Querce di Mamre. Non era facile riconoscere in essi la presenza del Signore, ma Abramo mostra la piena maturità del suo essere uomo che accoglie, che si mette a servizio, che offre il meglio di sé, senza chiedere niente in cambio. Nell’accudire i tre viandanti sconosciuti Abramo è l’uomo maturo che è pronto a ricevere il dono a lungo promesso: un figlio dalla sua carne. Quello che davvero il cuore umano non osa più sperare, Dio è capace di compierlo perché il suo amore non ha confini e lo rende continuamente Creatore di meraviglie. Ancora una volta la pagina biblica non manca di rilevare la dimensione umana della storia, come la Salvezza si dipani dritta sulle righe storte della nostra incredulità. Sara ride dietro la tenda: è in menopausa, sa di essere “avvizzita” e non poter più generare e invece: da lì ad un anno nasce Isacco, il figlio della promessa. (Gen 18, 1-16; 21, 1-6). Quante volte non abbiamo il coraggio di sperare? Quante volte non osiamo dire che “ci basta la sua Grazia”? Spesso il nostro animo sembra non avere spazio per una misericordia che è oltre i nostri pensieri, che viene da un Dio che non ci tratta secondo la nostra misura, non ci dà solo il contraccambio ma abbonda di beni, anche là dove noi abbiamo fallito. Isacco cresce con il fratellastro Ismaele, chissà quanti giochi, quanto umano affetto, ma ancora una volta il disegno divino spiazza Abramo che deve soffrire un nuovo abbandono e chissà questa volta quale sarà stato il ruolo di Sara, madre di un erede che non poteva avere rivali. Gli uomini e le donne della terra non riescono da soli a risolvere situazioni più grandi di loro. Non vi sembra di leggere in tralice storie di ordinaria vita quotidiana, vicende dei nostri giorni, in cui la giustizia umana stenta a trovare le ragioni degli uni e degli altri e affida a tribunali limitati perché troppo umani ferite che solo grandi slanci d’amore possono lenire? Abramo ancora una volta è in balia di sentimenti contrastanti, lo ritroviamo continuamente in bilico fra la dimensione dell’ascolto incondizionato e quella del timore, dell’incomprensione, del dubbio. Abbandonare Agar e Ismaele nel deserto gli pare gesto violento, spietato, apparentemente senza senso, quel figlio nato così rocambolescamente è pur sempre suo… eppure non sembra quello che Dio suggerisce, come se da questo momento si prendesse Lui direttamente cura di quella donna e di quel ragazzo indifeso che darà vita ad un’altra grande nazione (Gen 21, 8-21). Abramo, l’uomo che contratta alla pari con Dio per la salvezza dei giusti nella città di Sodoma, (Gen 18, 17-33) è ormai sazio di anni e forte di quella discendenza insperata che vede fiorire in Isacco. Pare di vedere questa famiglia ricomposta dopo tanto patire, rendere lode al Signore, sentirsi appagati e nel giusto. Finalmente possono assaporare una serenità che a lungo hanno solo potuto desiderare Eppure non sarà questo l’epilogo dell’epopea di Abramo. Prima di comprare il terreno per erigere il sepolcro di Sara, compagna di una vita, sempre al fianco in ognuna delle loro peripezie, nel viaggio impervio di una fede vacillante ma mai spenta, ancora una volta il Signore interpellerà quest’uomo centenario, che siamo tutti noi, chiedendogli una nuova ed irrevocabile conversione. (Giovanni M. Capetta – Sir)    

Un incrocio di tradizioni: a Mazara del Vallo il ristorante Habibi

19 Luglio 2021 - Mazara del Vallo - E’ stato inaugurato a Mazara del Vallo il ristorante Habibi – storie e sapori mediterranei. Da come si legge sulla brochure, “vuole essere uno spazio comunitario che, a partire dal cibo e dalle tradizioni del bacino del Mediterraneo, sia una proposta culturale di integrazione, scambio e conoscenza di diversità”. Ed è proprio la diversità dello staff, persone che fanno parte della cooperativa sociale agricola “Terre Senza Frontiere”, nata nel maggio 2020, che rende unica l’iniziativa. I componenti della cooperativa provengono dai Paesi dell’area del Mare Nostrum, parlano lingue diverse, hanno tradizioni e religioni diverse, però sono legate dall’amore e dal rispetto per la terra e per la natura, attraverso i suoi cicli biologici e credono che tutti insieme possono portare avanti un sogno. Il ristorante è stato aperto grazie al contributo della Fondazione Haiku di Lugano, la Fondazione Migrantes, la diocesi  di Mazara del Vallo con i Fondi dell’8x Mille della Chiesa Cattolica. Il ristorante è stato inaugurato alla presenza del Vescovo, mons. Domenico Mogavero, del sindaco Salvatore Quinci e di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo spazio che non è solo culinario, ma l’approdo di tante culture diverse. Il ristorante Habibi è pronto ad ospitare turisti e isolani con i suoi colori mediterranei, che degradano dalle sfumature del blu-mare fino al bianco della luce pura, e inebriarli di odori e sapori dei piatti cucinati con maestria culinaria. (NDB)

Alluvioni in Belgio: domani lutto nazionale

19 Luglio 2021 -
Roma - Domani  a mezzogiorno, nella giornata di lutto nazionale per le vittime del maltempo, tutto il Belgio si fermerà e rispetterà un minuto di silenzio. Allo stesso tempo, il vescovo di Liegi, città devastata dalle inondazioni, ha invitato i parroci a suonare le campane a morto in tutte le chiese del territorio in memoria delle persone che hanno perso la vita. Sono almeno 31 le vittime del maltempo in Belgio, secondo l’ultimo bilancio ufficiale diffuso ieri sera, e altre 163 persone risultano disperse, contro le 103 contate sabato. Le autorità hanno comunque annunciato la fine delle grandi operazioni di soccorso, anche se le ricerche dei dispersi proseguono a livello locale. In un messaggio rivolto ai parroci della diocesi di Liegi, il vescovo Jean-Pierre Delville ha suggerito di celebrare martedì una messa per coloro che sono morti nell’alluvione e per tutti coloro che sono stati impegnati nel soccorso. Il vescovo presiederà una messa nella cattedrale di Liegi alle 9. Mons. Delville ha ringraziato “tutti per l’impegno profuso in questa tragedia e in particolare i parroci e gli operatori pastorali delle zone più gravemente colpite da questa alluvione per la loro instancabile dedizione”.

Migrantes Andria: oggi i seminaristi della diocesi alla Casa di accoglienza

19 Luglio 2021 - Andria - I seminaristi del seminario maggiore della Diocesi di Andria, accompagnati dal vescovo diocesano Mons. Luigi Mansi e dal rettore del seminario vescovile, don Sabino Menunni, oggi pomeriggio saranno ospiti della Casa di Accoglienza “S. M. Goretti” della Diocesi di Andria dove vivranno un momento di preghiera e di conoscenza dei luoghi di esercizio della carità della nostra comunità ecclesiale e delle opere nate dall’esperienza della Casa di Accoglienza. I seminaristi avranno modo di conoscere i servizi di carità che la Casa Accoglienza “S. Maria Goretti” della Diocesi di Andria, presidio da anni dell’esercizio e servizio di Carità donato al prossimo, al povero, al forestiero, all’altro e a qualsiasi persona che bussa alla porta della Casa. Ai seminaristi saranno illustrati i servizi di carità offerti al prossimo, al povero, al forestiero, all’altro e a qualsiasi persona che bussa alla porta della Casa di Accoglienza; vivranno, altresì, un momento di condivisione con gli ospiti delle case famiglia e di accoglienza della Comunità “Migrantesliberi”, presenti nella Città di Andria. Tale incontro sarà finalizzato a far conoscere i tanti volti dell’accoglienza che si celano dietro le singole storie. Per i seminaristi, sarà un’esperienza a diretto contatto con la carne viva dell’umanità, sofferente e piagata dall’indifferenza e dall’abbandono. Un richiamo spirituale forte ai fondamentali della vocazione, infatti, sono gli anni più favorevoli quelli del seminario per imparare a stare con il Signore Gesù Cristo, imparare ad ascoltarlo e a contemplare il suo Volto. Serve dunque dedicare un adeguato impegno alla formazione spirituale visto che per il Papa l’esperienza del silenzio e della preghiera è fondamentale: «È lì, nel rimanere alla sua presenza, che il discepolo può conoscere il Maestro. Ma è essenziale anche l’incontro con Gesù nel volto e nella carne dei poveri. Anche questo è parte integrante della formazione spirituale del seminarista». Papa Francesco nell’anno dedicato a San Giuseppe, ha ricevuto in udienza, l’11 giugno u.s., la comunità del Seminario Regionale Marchigiano ‘Pio XI’, condividendo alcuni spunti per maturare la vocazione sacerdotale, alla luce delle figure che hanno accompagnato la crescita umana e spirituale di Gesù, ricordando che la vita del seminario non riguarda estraniarsi della realtà e rivolgendosi ai seminaristi ha detto: «Attingete l’umanità di Gesù dal Vangelo e dal Tabernacolo, ricercatela nelle vite dei santi e di tanti eroi della carità…Un sacerdote può essere molto disciplinato, può essere capace di spiegare bene la teologia, anche la filosofia e tante cose. Ma se non è umano, non serve. Che vada fuori, a fare il professore. Ma se non è umano non può essere sacerdote: gli manca qualcosa. Gli manca la lingua? No, può parlare. Gli manca il cuore; esperti in umanità!». "L’andare del Signore Gesù per le città, i villaggi, i territori, incontrando e fermandosi senza preferenze con tutti, ci ha insegnato che se non si indossano le stesse lenti, con la stessa gradazione, difficilmente si può vedere il volto dell’altro/a nella sua complessità", dice il direttore Migrantes, don Geremia Acri: "il volto di qualsiasi persona vivente, esprime una verità unica, irripetibile e originale. Il volto di una persona è una piccola tessera, che compone il puzzle meraviglioso dell’umanità. Il volto disarma ogni tipo di distanza. Il volto è il luogo dove l’umanità si incontra per la costruzione di legami relazionali, fondando una interpretazione della realtà antropocentrica anziché indifferente, consumistica, anonima e sconosciuta".          

Viminale: da inizio anno sbarcate 24.622 persone migranti

19 Luglio 2021 -
Roma - Sono  24.622 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 4.532 sono di nazionalità tunisina (19%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (3.890, 16%), Egitto (2.128, 9%), Costa d’Avorio (1.867, 8%), Eritrea (1.325, 5%), Guinea (1.311, 5%), Sudan (1.222, 5%), Iran (1.084, 4%), Marocco (1.040, 4%), Mali (726, 3%) a cui si aggiungono 5.467 persone (22%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Semore secondo il Viminale fino ad oggi sono stati 4.313 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare.

Alluvioni in Germania: la solidarietà degli italiani

19 Luglio 2021 - Roma - L’allarme che risuona in piena notte, il buio «improvviso che avvolge ogni cosa perché manca l’energia elettrica», le sirene incessanti dei mezzi di soccorso e l’appello a restare a casa e a salire ai piani superiori lanciato attraverso altoparlanti. A raccontarlo è Flavia Vezzaro, collaboratrice pastorale della Missione Cattolica Italiana di Wuppertal, parlando delle forti piogge che nelle ultime ore hanno provocato gravi inondazioni e causato danni e morti. Gli uffici e la chiesa della MCI della città – dove vivono circa 14mila italiani - allagata completamente con danni soprattutto nelle cantine. «Sono in Germania da oltre 50 anni e non ho mai visto una cosa del genere» dice una italiana che vive a Wuppertal alzando lo sguardo al cielo: «da dove è arrivata tutta quest’ acqua?». «È una situazione catastrofica come non abbiamo mai avuto qui prima», è il commento di molti connazionali che vivono in Germania e che in queste ore si stanno dando da fare per aiutare chi ha subito danni. Una rete di solidarietà che non manca mai come dice il responsabile della Missione di Wuppertal, don Angelo Ragosta raccontandoci di molte famiglie italiane che in queste ore «stanno accogliendo nelle proprie case cittadini tedeschi che da un momento all’altro si sono trovati senza nulla». Una situazione dura da dimenticare che ha fatto alzare un’altra onda: quella della solidarietà e di una «umanità che sa esserci quando tutto sembra perduto!», dice Vezzaro. Molti italiani sabato mattina erano in strada a riempire di sabbia centinaia e centinaia di sacchi per posizionarli là dove servivano oltre che a rimuovere detriti e rifiuti. «Italiani che hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte, che non hanno detto ‘Non mi riguarda’, e, certo, questo sicuramente non mitiga il dolore e la disperazione di chi non possiede più nulla, né, tanto meno, di chi ha perso una persona cara, ma fa bene a tutti noi, fa bene a me, riconoscere che sappiamo essere fratelli quando davvero serve!». Italiani e non solo che, dice don Ragosta, «accanto al ricordo della furia del fiume vogliono anche ricordarsi di un volto bello di una umanità che risplende tra le macerie”. Don Angelo e Flavia ci raccontano anche di tanti rifugiati siriani in strada ad aiutare: «Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, nella nostra carne, il dolore e la paura! Sappiamo cosa significa ritrovarsi circondati dalle macerie, perdere in un solo attimo chi si ama e tutto ciò che si ha, conosciamo la fragilità e la paura…e sappiamo, sappiamo realmente, quanto è importante, in momenti così difficili, poter stringere una mano...per questo noi ci siamo!». (Raffaele Iaria)

Ecologia del cuore

19 Luglio 2021 - Città del Vaticano - Li aveva inviati in coppia, due a due, per le città, i villaggi della Galilea; aveva detto loro di non prendere nulla con sé, né pane, né bisaccia, né denaro. Li aveva inviati dicendo di consolare, guarire, aiutare chiunque avesse bisogno. Nella pagina di Marco leggiamo che i dodici sono tornati e hanno voglia di parlare, di raccontare la loro soddisfazione per le cose fatte. Certo non mancava loro la stanchezza, la stessa che accompagna ogni missionario che dimentica se stesso per servire la Parola e essere accanto a donne e uomini che incontra lungo la strada. Gesù li invita a “venire in disparte”, a seguirlo perché possano riposare un po’. Scrive Paolo agli abitanti di Efeso, la seconda lettura, Cristo “è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne”. Sempre nel testo paolino leggiamo che Gesù ha “abolito la legge fatta di prescrizioni e di decreti” per creare un “solo uomo nuovo facendo la pace”. È il “no” a una legge strumento di discriminazione, a servizio del rifiuto, del respingimento dell’altro; una legge che separa il pagano dal popolo eletto. Ecco la novità del messaggio di Cristo, per cui vedendo “una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno un pastore”; non divide il suo messaggio, non allontana, abbatte i muri di divisione, elimina inimicizie e discordie. Vista la folla, il riposo salta, ma resta l’invito, anzi l’insegnamento prezioso al riposo, dice papa Francesco all’Angelus. “Gioisce nel vedere i suoi discepoli felici per i prodigi della predicazione”, ma “si preoccupa della loro stanchezza fisica e interiore” perché “li vuole mettere in guardia da un pericolo, che è sempre in agguato, anche per noi: il pericolo di lasciarsi prendere dalla frenesia del fare, cadere nella trappola dell’attivismo, dove la cosa più importante sono i risultati che otteniamo e il sentirci protagonisti assoluti”. Accade anche nella Chiesa: “siamo indaffarati, corriamo”, e “alla fine rischiamo di trascurare Gesù”. Non basta “staccare la spina”, ci vuole “riposo fisico e anche riposo del cuore”. Fermarsi, “stare in silenzio, pregare”; non passare “dalle corse del lavoro alle corse delle ferie”. Gesù, non si sottrae “ai bisogni della folla”; no all’efficientismo, ci dice il Papa: “fermiamo la corsa frenetica che detta le nostre agende. Impariamo a sostare, a spegnere il telefonino, a contemplare la natura, a rigenerarci nel dialogo con Dio”. Domenica prossima troveremo Gesù che, per sfamare questa folla, moltiplica i cinque pani e i due pesci. Oggi però Gesù vede questa moltitudine e si preoccupa di essere loro accanto: “ebbe compassione”. Per il Papa, “lo stile di Dio è vicinanza, compassione e tenerezza”. Gesù “si dedica alla gente e riprende a insegnare”. Solo il cuore “che non si fa rapire dalla fretta è capace di commuoversi, cioè di non lasciarsi prendere da sé stesso e dalle cose da fare, e di accorgersi degli altri, delle loro ferite, dei loro bisogni. La compassione nasce dalla contemplazione”. Dobbiamo imparare a riposare davvero, a scegliere il silenzio, la preghiera, dice il Papa; no, dunque, all’atteggiamento “rapace di chi vuole possedere e consumare tutto; se restiamo in contatto con il Signore e non anestetizziamo la parte più profonda di noi – afferma ancora il vescovo di Roma – le cose da fare non avranno il potere di toglierci il fiato e di divorarci. Abbiamo bisogno di una ‘ecologia del cuore’, che si compone di riposo, contemplazione e compassione”. All’inizio del testo di Marco c’è un verbo, vedere, che ci aiuta a focalizzare meglio l’azione narrata nel Vangelo. Gesù aveva visto i suoi stanchi fisicamente, e con loro aveva attraversato il mare di Galilea per farli riposare, sostando in un luogo deserto, tranquillo; come dire, li invita a prendere le distanze da ciò che hanno fatto, o meglio a far calare nei loro cuori le azioni compiute, ad uscire dall’impegno del fare, dall’agitazione di compiere delle azioni, allontanandosi dalle folle; si potrebbe dire allontanandosi dal clamore, dal rischio di sentirsi importanti. Ma erano stati visti dalle persone, che li avevano preceduti al punto di approdo. Di nuovo il verbo vedere, perché Gesù nota quella folla, sceso dalla barca, ha compassione, “e si mise a insegnare loro molte cose”. (Fabio Zavattaro – SIR)

Papa Francesco: la vicinanza alle popolazioni di Belgio, Germania e Olanda

19 Luglio 2021 - Città del Vaticano – Vicinanza alle popolazioni del Belgio, Olanda e Germania che in questi giorni hanno subito danni e morti a causa di forti temporali e inondazioni. E’ arrivata ieri mattina, al temine dell’Angelus, da papa Francesco. “Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni di Germania, Belgio e Olanda colpite da catastrofiche alluvioni. Il Signore accolga i defunti e conforti i familiari”, ha detto il Papa: “sostenga l’impegno di tutti per soccorrere chi ha subito gravi danni”. Il pensiero di Papa Francesco ha ricordato le notizie, giunte in questa settimana, di “episodi di violenza che hanno aggravato la situazione di tanti nostri fratelli del Sudafrica, già colpiti da difficoltà economiche e sanitarie a causa della pandemia. Unitamente ai Vescovi del Paese” il papa ha rivolto un “accorato appello a tutti i responsabili coinvolti, perché lavorino per la pace e collaborino con le Autorità per fornire assistenza ai bisognosi. Che non sia dimenticato il desiderio che ha guidato il popolo del Sudafrica per rinascere nella concordia tra tutti i suoi figli!”. Papa Francesco si è detto “vicino al caro popolo cubano in questi momenti difficili, in particolare alle famiglie che maggiormente ne soffrono. Prego il Signore che lo aiuti a costruire in pace, dialogo e solidarietà una società sempre più giusta e fraterna. Esorto tutti i cubani ad affidarsi alla materna protezione della Vergine Maria della Carità del Cobre. Ella li accompagnerà in questo cammino”.

Alluvioni in Germania: una testimonianza dalla Mci di Wuppertal

17 Luglio 2021 - Wuppertal - L’allarme che risuona in piena notte, il buio improvviso che avvolge ogni cosa perché manca l’energia elettrica, le sirene incessanti dei mezzi di soccorso, il comunicato diffuso lungo le strade dai vigili del fuoco: “Restate a casa, salite nei piani superiori, aiutate i bambini e le persone in difficoltà!”… e, intanto, il ruggito del fiume sempre più pieno, sempre più vicino agli argini…un fiume che all’improvviso spaventa ed è  fuori controllo! La notte tra il 14 ed il 15 luglio resterà a lungo impressa nella nostra memoria, una notte davvero lunga, colma di paura e preoccupazione ma anche di coraggio ed altruismo! Mentre l’onda distruttiva si riversava sulle strade invadendo, demolendo e trascinando tutto ciò  che incontrava sul suo cammino, un'altra onda prendeva vita: quella della solidarietà e dell’altruismo, quella di un’umanità che sa esserci quando tutto sembra perduto! Potrei raccontarvi della desolazione di interi quartieri totalmente sommersi, di case devastate, di famiglie che hanno perso tutto in pochi attimi, di attività rase al suolo… Potrei raccontarvi delle lacrime e del dolore, descrivervi le immagini che tutti avete visto scorrere sugli schermi dei vostri telefonini… Ma vorrei invece raccontarvi del coraggio e dell’umanità di chi si è messo in gioco per aiutare, per esserci, per non lasciare soli coloro che si sono ritrovati ad affrontare questa catastrofe! Molti volontari hanno immediatamente contattato i Vigili del fuoco mettendosi a disposizione,  ad esempio, per riempire di sabbia centinaia e centinaia di sacchi e per, successivamente, posizionarli là dove servivano! Mentre vi scrivo, decine di persone si stanno riunendo in una delle zone di Wuppertal maggiormente colpite Beyenburg,  per aiutare a rimuovere detriti e rifiuti! Decine di persone, tra le quali molti italiani, che hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte, che non hanno pensato “Non mi riguarda”, e, certo, questo sicuramente non mitiga il dolore e la disperazione di chi non possiede più nulla, né, tanto meno, di chi ha perso una persona cara, ma fa bene a tutti noi, fa bene a me, riconoscere che sappiamo essere fratelli quando davvero serve! Tra queste meravigliose persone vi sono anche alcuni rifugiati siriani…”Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, nella nostra carne, il dolore e la paura! Sappiamo cosa significa ritrovarsi circondati dalle macerie, perdere in un solo attimo chi si ama e tutto ciò che si ha, conosciamo la fragilità e la paura…e sappiamo, sappiamo realmente, quanto è importante, in momenti così difficili, poter stringere una mano...per questo noi ci siamo!”. Ecco, questo vorrei rimanesse nei nostri cuori accanto al ricordo della furia del fiume, il volto di un’umanità che risplende tra le macerie e si riscopre sorella!

Flavia Vezzaro - Mci Wuppertal

Alluvione in Germania e gli emigrati italiani

16 Luglio 2021 - Amburgo - Le tempeste con le inondazioni negli stati federali della Renania-Palatinato e del Nord Reno-Westfalia di questi giorni hanno causato terribili distruzioni, ed il numero dei morti continua a salire. Secondo le ultime informazioni delle autorità, sono morte più di cento persone. I soccorritori temono un ulteriore aumento del numero delle vittime, perché sono ancora in corso le ricerche di sepolti e dispersi. Inoltre, c’è il pericolo delle dighe nella regione che traboccano o minacciano di rompersi. “La situazione è ancora drammatica”, ha detto il primo ministro della Renania-Palatinato Malu Dreyer a Treviri. Attualmente nella sola Renania-Palatinato sono morte oltre 60 persone. Nel Nord Reno-Westfalia si parla ormai di 43 morti. Colpite anche alcune comunità di varie Missioni Cattoliche Italiane della zona Nord e Centro, le quali cercano, nonostante il periodo di ferie, di dare una mano per quanto possibile a chi è stato colpito in maniera preponderante. “È una situazione catastrofica come non abbiamo mai avuto qui prima” hanno affermato vari connazionali, che risiedono in Germania da decenni, nelle zone colpite. Ma al di là dell’aiuto che come sempre le Missioni Cattoliche Italiane, grazie alla rete di solidarietà che le caratterizza, cercano di dare, nonostante il periodo di ferie, un altro barlume di speranza in questa brutta ora è l'impegno del governo federale a voler aiutare rapidamente le persone colpite; infatti, il vicecancelliere Olaf Scholz ha visitato le zone colpite per dare un forte segnale di solidarietà, essendo la cancelliera Merkel in visita di Stato negli USA. Ma la disperazione causata dal diluvio è infinita. Interi villaggi si sono allagati. Centinaia di persone non riescono più a raggiungere i propri cari a causa di reti telefoniche guaste e non sanno come stanno. Molti mancano all’appello. Le reti cellulari sono parzialmente paralizzate. Nel solo distretto di Ahrweiler, nel nord della Renania-Palatinato, sono disperse 1.300 persone. Il fiume Ahr è straripato in molti punti, strappando con sé edifici, strade e ponti. Il villaggio di Schuld an der Ahr è stato duramente colpito. Numerosi residenti sono fuggiti dalle inondazioni sui tetti delle loro case. La polizia ha utilizzato elicotteri per salvare le persone dai tetti con i verricelli. Secondo il ministero federale dell’Interno, sul posto erano presenti 15.000 vigili del fuoco, polizia, organizzazioni umanitarie e forze armate. Oltre al distretto di Ahrweiler, anche la regione intorno a Erftstadt nel Nord Reno-Westfalia a sud di Colonia e l’area intorno a Euskirchen sono state gravemente danneggiate. Anche lì sono crollate diverse case. Il danno economico non può ancora essere quantificato. Poiché le strade, i ponti, le case e anche le linee ferroviarie sono interessate, ed è probabile che anche gli effetti economici siano massicci. A causa del disastro, circa 165.000 persone sono attualmente senza elettricità; poiché le forti piogge hanno aumentato drasticamente il livello dei fiumi e ammorbidito il terreno, le stazioni e le sottostazioni della rete locale sono state allagate. I sistemi hanno dovuto essere spenti per motivi di sicurezza. Il traffico ferroviario nel Nord Reno-Westfalia e nella Renania-Palatinato è gravemente compromesso a causa dei danni provocati dalle inondazioni. Secondo la Deutsche Bahn, le masse d’acqua hanno danneggiato i binari, gli scambi, la tecnologia di segnalazione, le stazioni e le cabine di segnalazione. Nella sola Renania settentrionale-Vestfalia sono interessati i binari per una lunghezza di circa 600 chilometri. La situazione a Erftstadt-Blessem, vicino a Colonia, è drammaticamente peggiorata. Ci sono morti, crollano case. Le chiamate di emergenza arrivano dal villaggio incessantemente. Il lavoro di soccorso è difficile: le persone vengono soccorse dalle barche dall’acqua e la situazione è alquanto confusa. I nostri sacerdoti nelle Missioni Cattoliche Italiane  si stanno coordinando con i volontari affinché si possa dare una mano – in modo particolare – a quei connazionali che sono stati coinvolti e colpiti dalle inondazioni. Non resta che sperare in un miglioramento del tempo per il lavoro non semplice di aiuto come capita in queste occasioni e soprattutto pregare ed aver fede nella mano di Dio! (Pierluigi Vignola)

L’Aja: in mostra artisti contemporanei italiani e olandesi

16 Luglio 2021 - Amsterdam - L’Aja: L’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam ha inaugurato la Biennale “Le Latitudini dell’Arte” una mostra di arte contemporanea che raccoglie opere di artisti italiani e dei Paesi Bassi e resterà aperta fino al 1 agosto 2021 al Pulchri Studio a l’Aja. La Biennale è nata nel 2013 a cura di Virginia Monteverde con l’obiettivo di promuovere e favorire l’interscambio artistico-culturale tra l’Italia e gli altri Paesi europei. Dopo le precedenti edizioni che hanno visto protagonisti artisti contemporanei italiani affiancati a quelli di Finlandia, Ungheria e Germania, la quarta edizione, che affianca Italia e Paesi Bassi sul tema “Acqua e Luce” è stata realizzata a Genova nel luglio del 2019 nelle suggestive sale del Palazzo Ducale. La mostra espone le opere di 60 artisti che vivono e operano nei due Paesi ed è stata realizzata grazie alla collaborazione di Gallerie e Fondazioni italiane e dei Paesi Bassi ed è stata realizzata sotto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia nei Paesi Bassi e con la partecipazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam e di: Regione Liguria, Comune di Genova, Camera di Commercio di Genova, Camera di Commercio Italiana di Amsterdam.  

Migrantes Cassano: la diocesi avvia un corso di alfabetizzazione per stranieri

16 Luglio 2021 - Cassano - Partirà il prossimo 20 luglio 2021 il primo corso di alfabetizzazione per stranieri organizzato dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di Cassano allo Ionio, su impulso del vescovo mons. Francesco Savino. Il corso, che è la sintesi del progetto dal titolo “Una lingua senza confini”, nasce dall’esigenza di aiutare i fratelli extracomunitari ad apprendere le basi della lingua italiana così da facilitare il processo di integrazione. Dopo essersi sottoposti ad un test di ingresso per accertare il livello di partenza, i corsisti verranno divisi in gruppi, per gestire meglio la didattica e renderla meno confusionaria, creando dei percorsi personalizzati. L’insegnamento avverrà tramite CAD (Classi ad Abilità Differenziate) poiché ogni classe è una pluriclasse. Le finalità del Progetto “Una lingua senza confini” sono molteplici: arginare il problema linguistico, favorire l’integrazione della popolazione immigrata, favorire l’interazione tra popolazione immigrata e popolazione autoctona e creare momenti di confronto tra culture diverse. “L’idea progettuale di questo corso è nata” - ha riferito il direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes Leonardo Cirigliano -, “per intervenire nel nostro tessuto sociale in cui è presente una buona fetta di popolazione extracomunitaria, che arriva nel nostro paese per primo accesso e incontra immediatamente il muro insormontabile della lingua. Perciò, consegnando loro i primi rudimenti di lingua italiana, vogliamo favorire le dinamiche di gruppo e creare, di conseguenza, attività ricreative utilizzando strumenti di varia tipologia (computer, proiettore, lavagna, immagini, dispense, vocabolari…) sollecitando il processo di socializzazione e facilitando l’accesso all’ambiente lavorativo. Insomma, verranno consegnati loro tutti strumenti che saranno utili per l’integrazione nel tessuto comunitario.” Il corso, che verrà tenuto dalla dott.ssa Veronica Carmen Schifini, consterà di due incontri a cadenza settimanale presso il Seminario diocesano “Giovanni Paolo I”, nei giorni, martedì e venerdì, e si svolgerà, per andare incontro alle esigenze dei corsisti, di sera. È rivolto a tutti i cittadini residenti nel comune di Cassano Allo Ionio ed avrà una durata di 3 mesi.