Primo Piano

Viminale: da inizio anno sbarcate 27.834 persone migranti sulle coste italiane

29 Luglio 2021 - Roma - Sono 27.834 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane dall’inizio dell’anno. Di questi 6.147 sono di nazionalità tunisina (22%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (4.176, 15%), Egitto (2.291, 8%), Costa d’Avorio (2.031, 7%), Eritrea (1.428, 5%), Guinea (1.408, 5%), Sudan (1.309, 5%), Iran (1.268, 5%), Marocco (1.081, 4%), Mali (836, 3%) a cui si aggiungono 5.859 persone (21%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni ed è aggiornato alle 8 di questa mattina.

Migrantes Mazara del Vallo: è morto don Vito Calandrino

29 Luglio 2021 - Mazara del Vallo - Sono stati celebrati ieri in Cattedrale a Mazara del Vallo i funerali di don Vito Maria Calandrino, morto all’età di 84 anni. A presiederli è stato il Vicario generale della Diocesi, don Vincenzo Greco. Don Calandrino da tempo aveva lasciato ogni incarico in Curia e viveva a casa con le sorelle. Ordinato il 14 marzo 1959 con l’imposizione delle mani dell’arcivescovo monsignor Gioacchino Di Leo, don Calandrino ha ricoperto tantissimi incarichi in Diocesi. Tra questi ha ricoperto l’incarico di direttore dell’Ufficio Migrantes: “sempre ligio al suo dovere e premuroso nell’interpretare i desideri pastorali dei Vescovi di questa Chiesa di Mazara» ha detto don Pietro Pisciotta. Alla famiglia e alla diocesi di Mazara la vicinanza della Fondazione Migrantes.  

Narrazioni

29 Luglio 2021 - Roma - C’è un bisogno diffuso di raccontare, di narrare la propria quotidianità, le proprie esperienze, i propri sentimenti. È un’esigenza primaria dell’essere umano: quella propensione ad aprirsi agli altri in una comunicazione autentica, vera. Ciò avviene con parole, immagini, video, emoticon o faccine… Non sempre questa esigenza avviene per esibizionismo, il più delle volte esprime proprio quell’impulso interiore alla condivisione, cioè al dividere-con gli altri il proprio vissuto. Per questo, in ascolto dei territori, abbiamo pensato, come Ufficio Nazionale CEI per le Comunicazioni Sociali, di dedicare il prossimo anno pastorale – a partire da settembre – al tema Narrazioni, in cui sottolinea proprio il “di più” d’impegno, di visione, ma anche di formazione. Ci guideranno le parole di Papa Francesco: “Nella confusione delle voci e dei messaggi che ci circondano, abbiamo bisogno di una narrazione umana, che ci parli di noi e del bello che ci abita. Una narrazione che sappia guardare il mondo e gli eventi con tenerezza; che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo; che riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri”. (Vincenzo Corrado)    

Card. Bassetti: “Vicini alle popolazioni, assicuriamo solidarietà e preghiere”

29 Luglio 2021 - Roma – “Esprimo, a nome dell’Episcopato italiano, vicinanza e solidarietà alle popolazioni della Sardegna, messe a dura prova dagli incendi che stanno provocando danni incalcolabili, e a quelle del Nord Italia, colpite dalla furia del maltempo”. Lo si legge in una nota della Conferenza Episcopale Italiana a firma del Presidente, il Card. Gualtiero Bassetti. In Sardegna “sono oltre 20mila gli ettari di boschi e terreni agricoli andati in fumo, numerose le aziende e le abitazioni bruciate. Alla devastazione ambientale, si aggiungono migliaia di sfollati e una strage di animali, fonte di sostentamento e risorsa fondamentale per l’economia dell’intera regione. Duramente colpita è la diocesi di Alghero-Bosa, insieme ad alcune zone dell’Oristanese, dell’Ogliastra e del Sassarese. Forti temporali e grandinate hanno invece causato allagamenti e danni nella zona settentrionale del nostro Paese, in particolare nel Comasco”, evidenzia il porporato che nell’esprimere “gratitudine a quanti – Forze dell’ordine, Protezione Civile e volontari – si stanno adoperando per bonificare le aree colpite e portare soccorso e solidarietà concreta”, assicura la “mia preghiera e quella di tutta la Chiesa che è in Italia, stringendoci attorno a quanti hanno perso casa e lavoro”. Il card. Bassetti rivolge poi un appello affinché, come chiede Papa Francesco, “tutti si prendano cura della madre Terra, vincendo la tentazione dell’egoismo che ci rende predatori, coltivando il rispetto per i doni della creazione, adottando un nuovo stile di vita e promuovendo una società attenta al Creato”.  

Viminale: da inizio anno sbarcate 27.474 persone migranti sulle coste italiane

28 Luglio 2021 - Roma - Sono 27.474 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane. Di questi 5.852 sono di nazionalità tunisina (21%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (4.176, 15%), Egitto (2.291, 8%), Costa d’Avorio (2.031, 8%), Eritrea (1.428, 5%), Guinea (1.408, 5%), Sudan (1.309, 5%), Iran (1.268, 5%), Marocco (1.081, 4%), Mali (836, 3%) a cui si aggiungono 5.794 persone (21%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è aggiornato alle 8 di questa mattina dal Viminale.

Diocesi Ugento-S.Maria di Leuca: venerdì la Giornata dei Migranti

28 Luglio 2021 - Ugento - Si celebrerà venerdì 30 luglio, nella diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, la giornata diocesana dei migranti, facendo soprattutto memoria dei morti in mare e aiutando la riflessione di tutti insieme alle autorità civili circa l’accoglienza. Tutto questo sul lungomare di Felloniche, Castrignano del Capo, dove qualche hanno fa, fu ritrovato il corpo di una giovane di nazionalità somala, annegata a seguito di un naufragio. Questo doloroso evento – si legge in una nota – “non può essere dimenticato per pregare, riflettere e operare sul nostro territorio in favore di una cultura dell’accoglienza”. Alle 19 il vescovo Vito Angiuli presiederà la celebrazione eucaristica nella memoria di santa Francesca Saverio Cabrini, patrona dei migranti. A seguire, benedirà il monumento dedicato a Maria “conforto dei migranti”, eretto a ricordo di tutte le persone morte in mare per naufragi. All’inaugurazione interverranno don Fabrizio Gallo, direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano e autore del disegno dell’opera, lo scultore Gianluigi Rizzello, don Lucio Ciardo, direttore della Caritas diocesana, don Stefano Ancora, presidente del Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”, e Santo Papa, sindaco di Castrignano del Capo.  

Giornata contro la Tratta: don Buonaiuto, “dalla prostituzione al lavoro nero, le schiavitù al tempo del covid”

28 Luglio 2021 - Milano -  «È impossibile ignorare lo sguardo sofferente di coloro che sanno di non potersi liberare da soli dalle catene che li tengono imprigionati con la paura e il ricatto». Don Aldo Buonaiuto, sacerdote di frontiera della Comunità Papa Giovanni XXIII, in un editoriale che Famiglia Cristiana pubblica nel numero da domani in edicola scuote le coscienze alla vigilia della Giornata mondiale contro le nuove schiavitù, che si celebra il 30 luglio. «Neanche questa lunga pandemia ha fermato i mercanti di esseri umani», scrive don Buonaiuto. «Tra le creature più indifese le giovanissime rapite, ingannate e sfruttate fino a ridurle a bancomat umani delle peggiori organizzazioni criminali tra loro in competizione per dividersi il turpe mercato del mercimonio coatto». Il business illegale della prostituzione «si è inabissato durante la crisi Covid senza mai esaurire il proprio potenziale di sofferenze e tragedie rimosse», osserva il prete antitratta. «Sotto l’emergenza dilagante del “virus killer” ha continuato in maniera carsica a scorrere il fiume velenoso della prostituzione tiranneggiata dalle multinazionali della violenza. I clan hanno agito indisturbati cambiando le forme di un giro di affari che ha semplicemente differenziato le occasioni di arricchimento. Così è esploso il fenomeno della vendita online di incontri a pagamento dietro ai quali si nasconde il volto malefico della tratta. Confinate in appartamenti le vittime sono costrette a ritmi di sfruttamento massacranti. Trasformando esistenze umane in catene di montaggio con la minaccia di sanguinose ritorsioni in caso di diminuzione delle entrate. Non potrò mai abituarmi ad ascoltare racconti come quello di Ana che di giorno era obbligata a ricevere i cosiddetti clienti reclutati sul web. E poi la notte doveva prostituirsi in strada per raggiungere la quota fissata quotidianamente dai propri aguzzini». Purtroppo i fronti della tratta sono molteplici, conclude don Buonaiuto nella sua allarmata riflessione: «Non sono solo i marciapiedi a essere teatro di indecenti schiavitù, bensì anche i cantieri abusivi nei quali si è raggiunto il livello record di morti bianche, il caporalato nei campi, i settori legati al turismo sessuale e all’accattonaggio, le occupazioni in nero come badanti o babysitter. Con addentellati persino nel traffico internazionale di organi».

Marche: religiosità popolare, una missione

28 Luglio 2021 -
Loreto - Campocavallo, piccola località a due passi da Osimo (Ancona). Forse passarci vi sembrerà insignificante o del tutto casuale. Anche se all’incrocio delle due strade principali vi sorprenderà d’improvviso una chiesa dal profilo di antica abbazia medievale. Tutta archi, traforata di marmi, viene edificata verso la fine ‘800, come Santuario della Beata Vergine Addolorata da un sacerdote appassionato, don Giovanni Sorbellini. Di notte, illuminata da uno strano chiarore bianco e giallo-oro, emerge dal buio con un’imponenza misteriosa che incanta. Il paese tutt’attorno sembra tranquillo, ma solo in apparenza… Nelle case qui, di notte, si lavora alla grande. E lungo tutto l’anno. Donne e bambini si vedono impegnati in un insolito mestiere, che si fa da oltre un secolo: intrecciare spighe di grano. A migliaia, a milioni, nelle case o nelle stalle. Si prepara, così, la «festa del covo». «Non possiamo fare grandi cose su questa terra – diceva qualcuno – solo piccole cose con grande amore». Ed è questo il caso. Con il grano intrecciato, sorgono pian piano allo sguardo i contorni di una basilica, a grandezza quasi naturale. Enorme, splendida, tutta dorata di spighe. Così, questi lavori dell’arte contadina fanno rinascere, nel corso degli anni, dei capolavori come la Basilica di Czestochowa, quella di S.Pietro, o di san Giacomo di Compostela… La festa di due o tre giorni – lungo i quali si inanellano ogni sera eventi musicali, teatrali, artistici e gastronomici – culmina con la processione religiosa del famoso «covo» su un enorme carro, per le vie di Campocavallo. Questo, all’ombra del santuario della Beata Vergine Addolorata, a cui è dedicato il covo. Il pubblico è innumerevole, sempre tutto occhi e flash, ogni anno. Terminato l’evento, la grande chiesa in paglia di grano si avvia lentamente sul suo carro verso la…  città di origine, in segno di riconoscenza. Ogni anno, come regola, è sempre una nuova impresa. Eccetto due anni fa, quando si è rifatta la basilica di S. Antonio di Padova, tutta cupole rotonde e minareti, un vero splendore. I frati, infatti, la prima, l’avevano dimenticata all’aperto. Gli uccelli, allora, pensavano bene di continuare la festa,… lasciando sul campo un semplice scheletro in legno. In fondo, per la gente di paese, ricominciare ogni anno l’avventura di costruire pazientemente una cattedrale è più che una tradizione. È un’emozione. Una missione. Anzi, una liturgia. Quella che sa esprimere la propria fede contadina con gesti semplici, ripetuti e manuali. E l’anima religiosa di un popolo, che sa ancora celebrare la terra e il buon grano come doni di Dio. E anche questo sa di miracolo! Nascere – scrive Jostein Gaarder- è ricevere in dono un intero universo. (p. Renato Zilio - Direttore Migrantes Marche)

Trento: sensibilizzazione contro la tratta delle persone

28 Luglio 2021 - Trento - Il Progetto Alba, attraverso la cooperativa Punto d’Approdo e il Centro Italiano Femminile sezione di Trento, organizza per domani, giovedì 29 Luglio, dalle 18 in via Bernardo Clesio 5 a Trento “Diamo un taglio al silenzio”, durante il quale verranno letti alcuni passi di “Non è posto per avere sogni”, una serie di racconti nati dall’incontro tra l’associazione LULE e INC (Itinerari Narrativi Contemporanei) – Lombardia. L’obiettivo della serata di sensibilizzazione è accendere i riflettori su un tema che solo apparentemente non riguarda tutti: accendere una speranza affinché i tanti sogni di donne, uomini e minori non restino per sempre ingabbiati nelle maglie delle reti di sfruttamento. Venerdì 30 luglio ricorre anche l’anniversario dell’istituzione della Giornata internazionale contro la tratta degli esseri umani. In Italia da oltre vent’anni è presente una rete nazionale anti tratta, finanziata dal Dipartimento delle Pari Opportunità, attualmente composta da ventuno progetti territoriali (per il Trentino-Alto Adige partecipa il Progetto Alba): ogni anno viene fornita assistenza, accoglienza, protezione e inclusione sociale a circa mille vittime, valutando oltre cinquemila casi di sospetto grave sfruttamento e contattando sulle strade, nei luoghi di lavoro e nei luoghi di dimora informale circa trentamila persone tra le popolazioni a rischio.

Rosario per l’Italia: domani da Cherasco con mons. Brunetti

27 Luglio 2021 - Roma – Domani, mercoledì 28 luglio, alle ore 20.50, l’emittente Tv2000, trasmette la recita del santo Rosario dal santuario Madonna del popolo in Cherasco, presieduta dal vescovo di Alba, Marco Brunetti. L’iniziativa di trasmettere la recita del Rosario per l’Italia da diversi santuari della Penisola è nata per sostenere e dare speranza agli italiani nel periodo della pandemia attraverso la preghiera mariana più popolare. https://youtu.be/xf5VAj0p3Rk​  

Italiani nel mondo: è morto p. Montanari, per anni missionario con gli italiani in Belgio ed Australia

27 Luglio 2021 - Roma – Apprendiamo da un post sui social della scomparsa, ieri, di p. Aldo Montanari. Il religioso scalabriniano è morto ieri, all’età di 91 ani, nella Casa “Maria Assunta” di Arco. Per tanti anni aveva seguito gli italiani che vivono in Belgio Australia. Originario della diocesi di Piacenza. dopo aver completato gli studi nei vari seminari scalabriniani d’Italia, fu ordinato sacerdote a Piacenza. Svolse il primo ministero sacerdotale tra gli emigrati italiani del Belgio. Dopo circa un anno gli fu chiesto di lavorare al porto di Genova, da dove moltissimi italiani partivano per emigrare. Oltre ad assisterli alla partenza, ebbe modo di accompagnarli più̀ di una volta anche durante il lungo viaggio di mare. Uno di questi viaggi lo portò anche in Australia, scriveva qualche anno fa il mensile “Rintocchi”. Australia che divenne la sua terra di missione nel 1960. Nel 2014 fece ritorno in Italia nella casa dei missionari scalabriniani di Arco di Trento, dove si è spento ieri. Ai familiari e all’intera famiglia scalabriniana la vicinanza della Fondazione Migrantes.  

Centro Astalli: “attivare misure urgenti per porre fine all’ecatombe”

27 Luglio 2021 - Roma - “Siamo addolorati per la morte tragica di queste persone in fuga dalla Libia e dai loro Paesi di origine. Risulta insopportabile l’immobilismo e l’indifferenza dei governi europei e delle istituzioni comunitarie che davanti all'aumento considerevole di vittime nell'ultimo anno non ritengono urgente e prioritario attivare le misure necessarie per porre fine all’ecatombe di migranti”. Lo afferma oggi padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, esprimendo "profondo cordoglio" per le 57 vittime accertate del naufragio di ieri a largo della Libia. Tra di loro ci sono almeno 20 donne e due bambini. Secondo l’Oim nel 2021 la stima dei morti nel Mediterraneo centrale si avvicina a circa mille persone (oltre 980). L’anno scorso a fine luglio erano 272. Il Centro Astalli chiede di "attivare immediatamente un’operazione in mare di ricerca e soccorso con finalità esclusivamente umanitarie. Per far ciò chiediamo di interrompere i finanziamenti alla Libia per destinarli a politiche che consentano finalmente una migrazione legale e sicura". Ma anche di "aprire vie legali di ingresso per i migranti che vogliono arrivare in Europa. Oggi non c’è alternativa al traffico di essere umani. I canali umanitari e i programmi di resettlement esistenti hanno ampiamente dimostrato, per numeri relativamente contenuti, che sono una strada percorribile e razionale per gestire i flussi migratori. Ora l’Unione europea deve attivare politiche di ingresso strutturali e per numeri significativi di migranti da ripartire equamente tra gli Stati membri, superando finalmente il datato Regolamento di Dublino". Al Parlamento italiano chiede "di discutere e approvare in tempi rapidi la proposta di legge 'Ero straniero – L’umanità che fa bene'". "Restare a guardare condanna a morte molte persone - conclude padre Ripamonti -. Chiediamo a istituzioni nazionali e sovranazionali di riappropriarsi del proprio compito principale: garantire diritti e promozione umana attraverso il rispetto della vita e della libertà di ogni essere umano”.

Migranti: in mare altri 57 morti

27 Luglio 2021 - Milano - La prima strage della settimana annuncia giorni difficili. Almeno 57 i migranti affogati davanti alle coste libiche. Tra loro una ventina di donne e un imprecisato numero di bambini. La conferma è arrivata da Federico Soda, capo dell’Organizzazione Onu per i migranti a Tripoli che si è detto “inorridito per l’ennesima dolorosa perdita di vite al largo delle coste libiche”. Non una tragedia per caso: “Il silenzio e l’inerzia - ha aggiunto - sono imperdonabili”. Con questo naufragio "la stima dei morti nel Mediterraneo Centrale si avvicina a quasi mille (oltre 980) - annota Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Oim -. L’anno scorso a fine luglio le vittime erano state 272”. Perciò Ue e Italia dovrebbero "non più esitare e fare di tutto per rafforzare il sistema di pattugliamento in mare. Da subito”.

Veneti nel Mondo: il card. Parolin alla festa dell’emigrante a Lusiana

27 Luglio 2021 - Lusiana – Si è pregato per gli emigrati vicentini e veneti nel mondo domenica nella chiesa di Velo di Lusiana in occasione della festa dell’emigrante. Si è pregato anche per tanti che a causa del Covid non hanno potuto rientrare nei paesi di origine. A presiedere la celebrazione il Segretario di Stato della Santa Sede, il card. Pietro Parolin che ha ricordato come la terra veneta è ancora oggi terra di emigrazione. Prendendo spunto dal Vangelo di Giovanni e il miracolo del pane e dei pesci, il Segretario di Stato Vaticano – riferisce il Giornale di Vicenza - ha indicato come “il Signore ha risposto con generosità alla generosità. Dai pochi pani e pesci donati da alcuni presenti, tutti sono stati sfamati quindi è con la stessa generosità ricevuta dai nostri emigranti che dobbiamo accogliere i disperati che arrivano nel nostro Paese”. Essere cristiani significa “assumere un atteggiamento di accoglienza, di protezione e di integrazione. Che non significa che chi arriva debba abbandonare la propria identità; è nella pluralità dei popoli che si trova l’unità in Cristo”. Al termine della celebrazione eucaristica, il card. Parolin ha ricevuto una targa d'oro in quanto illustre vicentino nel mondo. Attualmente nel mondo vivono, secondo il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, circa 460mila cittadini veneti. (R. Iaria)  

In Famiglia: i figli, frecce scoccate dall’arco

27 Luglio 2021 - “Dopo queste cose” (Gen 22, 1-19). C’è un mondo dentro questa espressione sintetica. Abramo è un uomo che ha vissuto una lunga e avventurosa vita, che ha camminato tanto con i piedi e soprattutto con la sua fede. Un “nomade per Dio” che in Lui ha trovato la sua pace e il compimento di quella grande e misteriosa promessa a cui, alla fine, si è affidato contro ogni speranza. Ora può godere il frutto maturo di questa sua “giustizia” che gli viene accreditata (Rm 4,3) e con lui sua moglie Sara – che per altro in questa fase del racconto finisce un po’ in secondo piano e non viene più nominata, se non per la sua sepoltura. Entrambi contemplano il figlio Isacco, il figlio della promessa, un ragazzo che possiamo immaginare come tutti gli altri e pure per loro diversissimo. Non hanno occhi che per lui, per la sua crescita, i suoi progressi, i suoi talenti. La circoncisione, l’iniziazione alla fede che si assimila come il latte materno, la legge e i precetti, il lavoro a fianco del padre. Chissà, forse Isacco è un figlio irreprensibile e ubbidiente, oppure è un po’ viziato da quei genitori anziani che tanto lo amano. A noi non è dato saperlo. Quel che è certo è che la famiglia di Abramo in questo momento pare non aver più nulla da chiedere e forse non si aspetta neanche più nulla. Non che si possa demonizzare la tranquillità, eppure è come se in ogni momento della nostra vita fossimo chiamati a lasciare uno spazio ad un Altro che ci chiede di mantenere aperta la porta di un dialogo sempre orientato al “mistero”. È qui che il Signore si ripresenta alla coscienza di Abramo, si fa protagonista un’altra volta ed in modo davvero del tutto stravolgente. Dio “mette alla prova” Abramo, lo chiama per nome ed ancora una volta il vecchio come un bambino con suo padre risponde “eccomi”: sono qua, fa di me ciò che vuoi, sono pronto, mi fido di te. La richiesta del Signore appare per la nostra mentalità addirittura blasfema: sacrificare il suo unigenito figlio! Ma com’è possibile fare questa richiesta? Adesso!? Dopo tutto quello che c’è stato? E non basta che gli storici ci dicano che i sacrifici umani allora erano all’ordine del giorno, il Dio di Abramo non può volere questo, no, tutti noi ci ribelliamo. Immagino Abramo strozzare il grido nella notte sul suo giaciglio, non riuscire neanche a condividere con Sara quel macigno sul suo cuore. Poi una mattina, raccoglie tutte le forze e si prepara a questo nuovo viaggio: un viaggio verso il baratro, con il cuore gonfio di angoscia. Ogni gesto è fatto con lentezza, come se nel frattempo potesse sorgere in lui una consolazione, una rassegnazione o forse l’insperato contrordine. E Sara cos’avrà potuto capire e cos’ha avrà detto in quei frangenti? Oppure avrà taciuto, come affidata anche lei al mistero e avrà seguito con lo sguardo il marito e il figlio allontanarsi fino a perderli oltre l’orizzonte. Che preghiera sarà sorta nel cuore di questi genitori così messi in balia di un volere del tutto estraneo ad ogni concezione umana? Quando Isacco chiede al padre dov’è l’agnello per l’olocausto, Abramo è già sintonizzato nel solco della sua vocazione che lo rende davvero padre di tutti i credenti: “Dio stesso si provvederà l’agnello per l’olocausto”. Dio agisce, oltre me, oltre le mie possibilità, i miei affanni, i miei progetti, mi affido totalmente, mi abbandono a lui come un corpo che si lascia cadere nel vuoto sapendo che delle braccia apparentemente invisibili lo sosterranno. Questa è la fede fragile come un sospiro e granitica come una pietra che permette ad Abramo di dire ai suoi servi di fermarsi e proseguire da solo con quel figlio che fra breve capirà cosa gli sta succedendo. Timore e tremore come il titolo dell’opera di Kierkegaard sull’episodio, non sembra esserci spazio per altro. Dio aspetta fino all’ultimo, poi ferma la mano di Abramo, “cavaliere della fede”, con il coltello sguainato e cambia la storia della Salvezza. Non sacrifici umani! Mai più! Ma misericordia e amore: questo il Signore ha voluto chiedere ancora al suo figlio Abramo. Ha voluto ancora una volta fargli dono di una verità che vale per ogni uomo e ogni donna di questa terra: i figli non sono nostri, nessuno, mai, non sono un possesso e non possiamo arrogarci nessun diritto su di loro. Il Signore dà, il Signore toglie… nella libertà di ciascuno che è chiamato a scrivere la sua scia nel cielo della vita. Non ne siamo padroni, come ha cantato mirabilmente Tagore, sono frecce scoccate dal nostro arco la cui direttrice non dipende più solo dai nostri intendimenti. Abramo torna a casa con Isacco e chissà Sara come sarà loro corsa incontro, libera dal presentimento e dalla paura, ma pronta ad ascoltare dal marito, magari in molte altre notti insonni, che quel figlio che dorme lì vicino a loro, non è per loro, almeno non solo per loro, ma destinato – come ciascuno di noi – ad essere protagonista insostituibile di una storia di salvezza che non accetta la tentazione del possesso, ma si nutre e procede solo quando si fa dono. (Giovanni M. Capetta - Sir)    

Viminale: da inizio anno sbarcate 27.469 persone migranti sulle coste italiane

26 Luglio 2021 -

Roma – Sono 27.469 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno.  Di questi 5081 sono di nazionalità tunisina (21%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (3.993, 14%), Egitto (2.210, 8%), Costa d’Avorio (1.946, 7%), Guinea (1.352, 5%), Eritrea (1.347, 5%), Sudan (1.255, 5%), Iran (1.084, 4%), Marocco (1.062, 4%), Mali (727, 3%) a cui si aggiungono 6.688 persone (24%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal Ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

Eurostat: in Ue 3 richiedenti asilo su 10 sono minori

26 Luglio 2021 -

Roma - “Nel 2020, 129.630 bambini (persone di età inferiore ai 18 anni) hanno presentato una prima domanda di asilo nell’Unione europea, il che corrisponde al 31% del numero totale di domande di asilo per la prima volta registrate nell’Ue”. Il dato è stato diffuso oggi a Bruxelles da Eurostat, l’istituto statistico della Commissione europea. “Tra questi minori, il 10% erano minori non accompagnati, corrispondenti al 3% del numero totale di richiedenti asilo per la prima volta”. Negli Stati membri dell’Ue, la quota di bambini e ragazzi sul numero totale di richiedenti asilo per la prima volta è variata nel 2020 dal 54% in Germania al 6% in Slovacchia, mentre la quota di minori non accompagnati nel numero totale di richiedenti asilo per la prima volta è stato il più alto in Bulgaria (23%) e il più basso in Spagna (0,1%). Nella Repubblica Ceca, in Estonia, Lettonia, Lituania e Ungheria “non sono state registrate domande di minori non accompagnati nel 2020”. Per quanto riguarda il Paese di provenienza dei minori richiedenti asilo per la prima volta nel 2020, più della metà (52%) dei bambini aveva la cittadinanza di un Paese asiatico, il 22% un africano, il 13% americano e il 9% aveva una cittadinanza europea (non Ue). La cittadinanza siriana (25% del numero totale di bambini richiedenti asilo per la prima volta) era la cittadinanza principale dei minori richiedenti asilo per la prima volta nel 2020.

Diocesi Siracusa: messa in lingua inglese in Ortigia

26 Luglio 2021 - Siracusa - Una messa in inglese celebrata ogni domenica nel centro storico di Ortigia. L’iniziativa dell’Ufficio diocesano per la Pastorale del turismo della diocesi di Siracusa si svolge ogni domenica alle ore 19.30 nella chiesa di Santa Maria della Concezione. “La pastorale del turismo ha pensato in questo modo di venire incontro alle esigenze dei tanti turisti in lingua straniera che arrivano a Siracusa e vogliono partecipare ad una celebrazione eucaristica – ha spiegato don Helenio Schettini, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale del turismo -. Molto spesso capita che soprattutto in Cattedrale arrivano turisti stranieri non solo per ammirare il monumento ma anche per partecipare alla messa. Finalmente siamo riusciti ad organizzare questo servizio intanto per due mesi. L’iniziativa è prevista per i mesi di luglio ed agosto e fino a questo momento sta avendo un buon riscontro. La diocesi ha deciso di scegliere una chiesa nel centro storico, meta preferita dei turisti. A presiedere la celebrazione sono preti siracusani, ma anche sacerdoti stranieri che prestano servizio in diocesi. Lingua inglese non solo per la liturgia ma anche per l’animazione curata da un gruppo di suore. Un ulteriore servizio che la Diocesi di Siracusa ha voluto offrire ai turisti in questo periodo estivo che potrebbe essere anche prolungato.  

MCI Hanau: una celebrazione multietnica

26 Luglio 2021 - Hanau – Ieri mattina si è celebrata la Santa Messa nella chiesa parrocchiale dove risiede la comunità cattolica italiana di Hanau. La celebrazione è stata presieduta dall’amministratore parrocchiale Patrick Prähler che ha salutato la sua comunità perché la diocesi lo ha trasferito presso una delle chiese parrocchiali più belle della diocesi di Fulda, il duomo di Fritzlar. Quest‘anno pastorale per lui non è stato un anno facile per due motivi: è subentrato con l’obbedienza, al parroco che a causa di un incidente, infermo e convalescente non ha potuto più animare quella comunità, e poi per il periodo storico difficile che è quello della pandemia. A quella Santa messa sono affezionato in maniera particolare perché è costituita da un‘assemblea internazionale: africani, vietnamiti, polacchi, russi, spagnoli. portoghesi, sud americani e nel periodo estivo anche gli italiani. La Santa Messa è stata animata dall’organista del duomo di Fritzlar che con l’ausilio di una solista di origine polacca ha elevato lo spirito e l‘animo dell’assemblea intera. L’amministratore parrocchiale che conosco dal 2019 mi ha sempre trasmesso, mentre celebra la fedeltà all’appartenenza del Signore, Gesù Cristo per il bene della comunità. È bello constatare che ci sono preti innamorati della propria vocazione e della spiritualità! Con questa celebrazione ho subito pensato alle bellissime celebrazioni comunitarie tenute nella chiesa parrocchiale di Sant‘Antonio in Foggia con la mia prima fraternità! Ringrazio Dio per quella fraternità perché non sarei stato fedele e quello che sono ora lo devo anche a loro! Grazie Padre Paolino Castrillo e Padre Anto. Pregate per tutti i sacerdoti e noi garantiamo la nostra preghiera. Ringrazio anche i frati della mia attuale fraternità del convento di Fulda che per me sono una forza per poter proseguire nel percorso missionario intrapreso con gli italiani in Germania. (p. Antonio Gelsomino)