Primo Piano

CEI: il tema della cittadinanza all’incontro del Mediterraneo

30 Settembre 2021 - Roma - Nel corso dei lavori del Consiglio Episcopale Permanente della CEI, che si è concluso ieri i Vescovi hanno ricevuto un aggiornamento sull’Incontro del Mediterraneo, che si terrà a Firenze, la città di Giorgio La Pira, dal 23 al 27 febbraio 2022. L’evento, che – come accaduto a Bari nel 2020 – coinvolgerà i Vescovi cattolici di Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum, si svilupperà attorno al tema della cittadinanza, nell’ottica della Laudato si’ e della Fratelli tutti. È questo infatti – si legge nel comunicato finale – “un nodo essenziale per affrontare le crisi che viviamo: se la città è il luogo dove la fraternità universale diventa concreta o dove, a causa dell’indifferenza e della diffidenza, si fanno largo la solitudine e la violenza, la cittadinanza non è solo un dato anagrafico, ma lo spazio in cui si costruiscono relazioni di giustizia, accoglienza, crescita comune”.  

L’Italia con voi: una formula rinnovata con la conduzione di Maria Cuffaro

30 Settembre 2021 - Roma - Dal 4 ottobre parte la nuova stagione de “L’Italia con voi”, trasmissione quotidiana che Rai Italia realizza per e con gli italiani che vivono e lavorano all’estero. Alla guida del programma arriva Maria Cuffaro, giornalista Rai, con esperienza in tematiche internazionali, accompagnata dal maestro Stefano Palatresi che continuerà a portare la musica italiana nel mondo. La trasmissione tratterà tanti temi avvalendosi di firme note del giornalismo, dello sport e della cultura. Con Maria Cuffaro il programma darà spazio ai problemi concreti degli italiani all’estero attraverso collegamenti dai vari continenti con protagonisti delle realtà locali. Ma la trasmissione racconterà anche i grandi temi internazionali e l’Italia di oggi: il Made in Italy, le nostre grandi ricchezze culturali e turistiche e le tradizioni popolari in grado di emozionare ed incuriosire anche gli italiani di seconda e terza generazione. Gli aggiornamenti sulle ricerche e sulle innovazioni realizzate da italiani in Italia e nel mondo consentiranno ai nostri concittadini all’estero di rimanere aggiornati sull’Italia, un’Italia moderna che guarda all’innovazione, alla sostenibilità, al rispetto del territorio, tutti temi in grado di attrarre anche un pubblico più giovane. Il programma promuoverà il “sistema paese” con ospiti in studio e/o in collegamento, che racconteranno le reali esperienze e visioni dell’imprenditoria, della diplomazia, della cooperazione, dello spettacolo. Non mancheranno le storie che i nostri filmaker raccoglieranno nelle varie parti del mondo, storie di italiani e di comunità italiane. Confermata la presenza dello “Sportello Italia” a supporto delle comunità italiane all’estero con informazioni di servizio utili ai nostri connazionali, per risolvere problemi amministrativi, burocratici e previdenziali. Ritorna l’appuntamento bisettimanale con la lingua italiana, di cui L’Italia con voi continua ad essere luogo di promozione nel mondo, per gli italiani che sentono il richiamo delle origini ma anche per i tanti stranieri innamorati della nostra lingua e della nostra cultura. L’Italia con voi è realizzato con la collaborazione del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), del CGIE, dei Comites e della Società Dante Alighieri. L’Italia con voi andrà in onda da lunedì al venerdì alle 17.00 orario di New York, 18.00 San Paolo e Buenos Aires, 16.30 Sidney, 13.30 Pechino e Perth e alle 17.30 a Johannesburg. Ogni puntata è visibile in Italia e in Europa, il giorno della messa in onda, sulla piattaforma di RaiPlay. L’Italia con Voi è un programma di Andrea Salvadore con la collaborazione di Daniele Cimò. Capo progetto Marina Marino. Produttori Esecutivi Valeria Bevilacqua e Iva Guglielmi. Regia di Andrea Menghini.    

Migrantes: i membri della Commissione Episcopale per le Migrazioni

30 Settembre 2021 - Roma – Il Consiglio Episcopale Permanente della CEI, che si è concluso ieri, ha provveduto alla nomina dei membri delle dodici Commissioni Episcopali. Per la Commissione Episcopale per le Migrazioni sono stati nominati, oltre al Presidente mons. Gian Carlo Perego– eletto dall’Assemblea generale della CEI lo scorso maggio – mons. Franco Agostinelli, Vescovo emerito di Prato; mons. Franco Maria Giuseppe Agnesi, Vescovo ausiliare di Milano; mons. Benoni Ambarus, Vescovo ausiliare di Roma; mons. Giovanni Checchinato, Vescovo di San Severo; il card. Paolo Augusto Lojudice, Arcivescovo di Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino; mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo e mons. Marco Prastaro, Vescovo di Asti. Ai membri della Commissione gli auguri di un proficuo lavoro.  

CEI: non spegnere i riflettori sulla drammatica situazione dell’Afghanistan

30 Settembre 2021 - Roma - “Non spegnere i riflettori sulla drammatica situazione dell’Afghanistan”. È l’appello che rivolgono i vescovi italiani al termine del Consiglio Permanente che si è concluso a Roma ieri.  Il Consiglio Permanente della CEI – si legge nel comunicato finale – “non ha mancato di volgere lo sguardo anche al di fuori dei confini nazionali”: la situazione in Afghanistan “rimane drammatica e incerta anche se i riflettori sul Paese si sono quasi spenti. Lo sforzo messo in campo dalle nostre comunità per l’accoglienza e la protezione internazionale degli afghani arrivati con i numerosi ponti aerei è stato esemplare, così come lodevole è stata la risposta da parte delle diverse forze politiche”. La Chiesa in Italia – si legge nel comunicato finale dei lavori - che si è resa subito disponibile a supportare tale impegno, si “augura che la stessa sollecitudine abbracci anche gli afgani che nei prossimi mesi si metteranno in cammino per raggiungere l’Europa attraverso la rotta balcanica e il Mediterraneo. Ogni respingimento infatti negherebbe un diritto fondamentale del popolo afgano, che scappa da guerra e violenza”. L’auspicio, hanno sottolineato i vescovi, è che “il diritto alla protezione internazionale sia tutelato non solo per gli afghani ma anche per gli uomini e le donne in fuga da 70 Paesi, che arrivano via terra e via mare sia in Italia che in Europa”. Come ha detto il Papa, dopo la preghiera dell’Angelus di domenica 26 settembre 2021, in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: “Non chiudiamo le porte alla loro speranza”. (R. Iaria)  

Ascoltate! il tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

30 Settembre 2021 - Roma - Il tema scelto da Papa Francesco per la 56ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebrerà nel 2022, colpisce per l’essenzialità e, al tempo stesso, la ricchezza. C’è un elemento che rappresenta anche un’assoluta novità: il punto esclamativo. Si tratta di un invito che esprime una forte esigenza. Quella dell’ascolto, appunto! Siamo tutti abituati ormai a una comunicazione veloce e a un’informazione istantanea. Le parole scorrono via sui monitor e sui display. Eppure, basta poco per rendersi conto che comunicare non è amplificare, ma soprattutto ascoltare. L’esclamativo è un’esortazione a prendere sul serio il proprio lavoro, la propria professione, il proprio servizio. C’è bisogno di lasciarsi trafiggere dalle storie degli altri. Non basta osservare per ascoltare. Così come non basta dare conto di ciò che avviene per partecipare pienamente alla ricerca della verità. “Ascoltate!”: è una certezza che significa rispetto e apertura verso l’altro. Anche verso chi ci è accanto in silenzio. È questa la grande ricchezza: cogliere le parole lì dove non ci sono. (Vincenzo Corrado)  

Migrantes: il 14 ottobre la presentazione del Rapporto Immigrazione

30 Settembre 2021 - Roma - Giovedì 14 ottobre prossimo sarà presentata la nuova edizione del Rapporto Immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Anche questa edizione, la XXXma, riprende il tema indicato da Papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si è celebrata domenica scorsa: “Verso un Noi sempre più grande”. A fare da sfondo alla nuova edizione del Rapporto Immigrazione è la pandemia, con le sue sofferenze, le sue sfide, ma anche le sue opportunità. Un’occasione per riflettere sui tanti mondi e i tanti ambiti di vita che sono stati interrogati dall’emergenza sanitaria e dalle sue conseguenze.

Commissione Ue: necessario unire le forze su scala europea per un nuovo patto su migrazione e asilo

29 Settembre 2021 - Bruxelles - “Unire le forze per trovare soluzioni e risposte”: è il leit motiv che accompagna – a un anno dall’adozione della proposta, da parte della Commissione europea, per un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo – l’odierna relazione sulla migrazione e l’asilo. La Commissione rende noto inoltre di essere impegnata ad adottare un piano d’azione rinnovato dell’Ue contro il traffico di migranti e una comunicazione sull’applicazione della direttiva dell’Unione sulle sanzioni nei confronti dei datori di lavoro. Le iniziative sviluppate nell’ambito dell’approccio globale alla migrazione del nuovo patto sulla migrazione e l’asilo “mirano a prevenire lo sfruttamento organizzato dei migranti e a ridurre la migrazione irregolare, coerentemente con l’obiettivo del nuovo patto che mira a promuovere una gestione sostenibile e ordinata della migrazione”. Tali iniziative “affronteranno sia le sfide che ancora persistono nello smantellamento dei gruppi della criminalità organizzata sia la necessità di adattarsi alle nuove sfide, compreso il traffico di migranti avallato dallo Stato, in risposta alla situazione alle frontiere esterne dell’Ue con la Bielorussia”. Il vicepresidente della Commissione Margaritis Schinas afferma: “La scorsa settimana è trascorso un anno da quando abbiamo presentato le nostre proposte per un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo. Se da un lato i progressi a livello di adozione sono stati oltremodo lenti, dall’altro continuano a emergere sfide migratorie di natura nuova e meno nuova”. Tutti questi sviluppi, denuncia il commissario greco, “dalla continua pressione nel Mediterraneo centrale al deterioramento della situazione in Afghanistan e alle nuove pressioni sulle nostre frontiere orientali, dimostrano l’assoluta necessità di un quadro europeo sostenibile in materia di asilo e migrazione”. Aggiunge: “Le proposte del patto, se adottate, potrebbero migliorare notevolmente la capacità degli Stati membri di affrontare una vasta gamma di problematiche attualmente presenti. Se c’è qualcosa che abbiamo imparato negli ultimi anni è che in tali situazioni agire individualmente non è un’opzione praticabile. È giunto il momento di unire le forze per trovare soluzioni”. (SIR)  

Rosario per l’Italia: oggi dal Santuario della Madonna della Corona in Ferrara di Monte Baldo con mons. Zenti

29 Settembre 2021 - Roma - Torna oggi l’appuntamento con “Prega con noi”. Tv2000 e InBlu2000 invitano i fedeli, le famiglie e le comunità religiose a ritrovarsi alle 20.50, per recitare insieme il Rosario trasmesso su Tv2000 (canale 28 e 157 Sky) e InBlu2000, oltre che su Facebook. La preghiera sarà trasmessa dal Santuario Madonna della Corona in Ferrara di Monte Baldo (Vr) e sarà presieduta da mons. Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona. https://youtu.be/vrb7DdgtKyc

Migrantes Messina: iniziative per la Giornata Nazionale in memoria delle Vittime dell’immigrazione

29 Settembre 2021 - Messina - In occasione della Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell’Immigrazione, che si celebra domenica prossima, 3 ottobre, l’Ufficio Migrantes della diocesi di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela, in collaborazione con la “Stella Maris” di Milazzo e la Cappellania cattolica filippina, propone 3 momenti di preghiera e riflessione: per i migranti che hanno perso la vita durante il viaggio della speranza per scappare da situazioni di guerra, da persecuzione e impoverimento; per quanti sono morti perché vittime di tratta e di sfruttamento lavorativo; per quanti pesano sulla coscienza di quei Paesi che, in nome della difesa delle frontiere, hanno respinto chi arrivava in cerca di protezione. Il programma prevede alle 10.00 al Cimitero monumentale di Messina, una Preghiera itinerante, guidata dal direttore dell’Ufficio Migrantes, Santino Tornesi, che si snoderà dalla porta centrale fino alle tombe dei migranti forzati per l’offerta dei fiori: un secondo momento, alle ore 12.30, al Porto di Milazzo per una preghiera, guidata da p. Carmelo Russo, delegato diocesano per l’Apostolato del mare, in ricordo delle vittime dei naufragi, e lancio in mare di una corona di fiori. Il terso momento alle 17.00, nella Chiesa dell’Istituto “Collereale” a Messina con una Celebrazione eucaristica, animata dalla Cappellania cattolica filippina e presieduta dal cappellano p. Ferico Duque. La Giornata è stata istituita con la Legge dello Stato n. 45 del 21 marzo 2016, ricordando la data del 3 ottobre 2013, giorno in cui un'imbarcazione carica di migranti, in maggioranza eritrei, affondò a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa. Si trattò del naufragio più grave accertato in termini di perdite di vite umane: 368 morti certi, altri venti presunti, 155 superstiti, di cui 41 bambini. Nei 3 articoli che compongono la Legge, viene evidenziato che essa è stata voluta per conservare e rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria. La Giornata è momento privilegiato – ricorda la Migrantes diocesana, per sensibilizzare l'opinione pubblica e la comunità ecclesiale alla solidarietà civile nei confronti dei migranti, al rispetto della dignità umana e del valore della vita di ciascun individuo, all'integrazione e all'accoglienza”.  

Ascoltare: il tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

29 Settembre 2021 - Città del Vaticano – “Ascoltate”: questo il tema che Papa Francesco ha scelto per la 56.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà nel 2022. Dopo il Messaggio del 2021, centrato sull’andare e vedere, nel suo nuovo Messaggio per la Giornata Mondiale del 2022 Papa Francesco chiede al mondo della comunicazione di “reimparare ad ascoltare. La pandemia – si legge in una nota pubblicata sul Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede - ha colpito e ferito tutti e tutti hanno bisogno di essere ascoltati e confortati. L’ascolto è fondamentale anche per una buona informazione. La ricerca della verità comincia dall’ascolto. E così anche la testimonianza attraverso i mezzi della comunicazione sociale. Ogni dialogo, ogni relazione comincia dall’ascolto. Per questo, per poter crescere, anche professionalmente, come comunicatori, bisogna reimparare ad ascoltare tanto”. Gesù stesso “ci chiede di fare attenzione a come ascoltiamo. Per poter veramente ascoltare ci vuole coraggio, ci vuole un cuore libero e aperto, senza pregiudizi. In questo tempo nel quale la Chiesa tutta è invitata a mettersi in ascolto per imparare ad essere una Chiesa sinodale – conclude la nota - tutti siamo invitati a riscoprire l’ascolto come essenziale per una buona comunicazione”.

Migrantes Padova: focus e strategie d’intervento sulle migrazioni oggi in un webinar

29 Settembre 2021 - Padova – “Migrazioni: focus e strategia d’intervento” è il tema del webinar promosso dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Padova che si svolgerà oggi pomeriggio alle 18,30 e che sarà trasmesso sul canale YouTube della Diocesi, https://youtu.be/JgRR-A3wzrQ. L’incontro, che si colloca a ridosso della 107a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (celebrata domenica 26 settembre), sarà introdotto da don Gianromano Gnesotto, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes e vedrà gli interventi di Paola Scevi, direttrice del Master di diritto delle migrazioni dell’Università di Bergamo (Tratta degli esseri umani e flussi di richiedenti asilo: connessioni, strumenti, normative e nuove strategie di intervento) e Marco Cocco, tutor del Master di diritto delle migrazioni dell’Università di Bergamo (Il fenomeno del “caporalato”). In occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato il vescovo stesso, mons. Claudio Cipolla era intervenuto con un messaggio rivolto «a tutte le persone di buona volontà, non solo ai cristiani e ai fedeli cattolici», in cui ricordava che non si può rimanere indifferenti rispetto ai tanti drammi collegati alle crisi umanitarie e a quanti cercano accoglienza e aiuto, perché «i migranti, i profughi, i rifugiati, sui quali oggi in particolar modo si sofferma la nostra attenzione, mettono a verifica la nostra umanità e il grado della nostra appartenenza religiosa».

Avsi: col progetto “Welcomed through Work” aiutati più di mille migranti venezuelani

29 Settembre 2021 - Roma – Ieri e oggi presso il centro culturale del Banco do Brasil (Ccbb) evento pubblico per inaugurare una mostra fotografica che documenta il viaggio dei migranti venezuelani e il percorso di integrazione in Brasile portato avanti grazie al progetto “Welcomed through Work”, che così conclude la sua prima fase. L’iniziativa è stata avviata nell’ottobre 2019 e implementata da Avsi Brasil, socio fondatore di Fondazione Avsi, con l’Istituto migrazioni e diritti umani (Imdh)/Suore Scalabriniane e sostenuto dai fondi del Dipartimento degli Stati Uniti per la popolazione, i rifugiati e le migrazioni (Prm). Il progetto ha aiutato più di mille migranti venezuelani a integrarsi nel Paese. Tra questi 500 hanno trovato lavoro. La mostra, con gli scatti del fotografo italiano Antonello Veneri, sarà inaugurata oggi 29 settembre e illustrerà il percorso fatto da centinaia di famiglie venezuelane dall’arrivo in Brasile, in cerca di riparo, fino al loro inserimento in azienda. Per l’occasione è stato organizzato anche un seminario dal titolo “Il viaggio dei migranti venezuelani verso l’autonomia in Brasile”, al quale interverranno diverse organizzazioni che lavorano con i rifugiati come l’Unhcr e la task force “Operazione Acolhida”. Sarà inoltre presentata una ricerca realizzata sui dati raccolti nei primi due anni di progetto.

Viminale: da inizio anno sbarcate 45.714 persone migranti sulle coste italiane

29 Settembre 2021 - Roma - Sono 45.714 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane dall’inizio dell’anno secondo i dati forniti dal Viminale e aggiornati a ieri mattina. Dei nuovi arrivati 12.834 sono di nazionalità tunisina (28%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (5.539, 12%), Egitto (4.093, 9%), Costa d’Avorio (2.872, 6%), Iran (2.351, 5%), Guinea (1.841, 4%), Iraq (1.717, 4%), Eritrea (1.588, 4%), Sudan (1.511, 3%), Marocco (1.479, 3%) a cui si aggiungono 9.889 persone (22%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. I minori stranieri non accompagnati sono stati 6.678.

Migrantes Cassano allo Ionio: la celebrazione della GMMR

28 Settembre 2021 -

Cassano allo Ionio - Siamo tutti sulla stessa barca. E' lo slogan ribadito per la 107ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato promossa nella diocesi di Cassano All’Ionio. Il tema scelto da Papa Francesco per le celebrazioni di quest’anno, è "Verso un “noi” sempre più grande", e fa eco al suo appello a far sì che alla fine non ci siano più “gli altri”, ma solo un “noi”. L’incontro ha avuto luogo  nella Parrocchia della Sacra Famiglia al Lido di Villapiana guidata da don Nicola De Luca. Oltre al Vescovo, mons. Francesco Savino, l'incontro ha visto la presenza del sindaco Paolo Montalti, del direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano ,  Leonardo Cirigliano, di don Francesco Diodati, di alcuni migranti ospiti degli Sprar e di tanti fedeli. Diversi i messaggi inviati da monsignor Savino: "Dobbiamo pensare senza pregiudizi,  passando dall'Io al Noi, dall'egoite alla condivisione, alla fraternità; come ci ha invitato Papa Francesco". "Sapete che dico sempre quello che penso, e allora - ha aggiunto - che il Vescovo sta  dalla parte dell'accoglienza, della condivisione della fraternità, dell"inclusione. E come Diocesi, abbiamo fatto tanto in tal senso". Per mons. Savino il "modo migliore di dire Io é dire Noi". E non solo: "Il fondamento teologico è la Trinità, che è la comunità..Questi nostri fratelli e sorelle debbono essere integrati, non devono sentirsi emarginati". Poi anche una riflessione ad alta voce, che ha scosso le coscienze: "Gli immigrati da stranieri, sono diventati degli estranei. Con loro siamo passati dalla discriminazione alla criminalizzazione. Ma questo è falsità, sono fake news, oggi gli emigrati sono diventati capi espiatori; invece dobbiamo osare di essere uno, dice Papa Francesco". Infine Savino, ha voluto fare delle raccomandazioni. "Vi affido dei verbi: Accogliere a prescindere, Ascoltare tutti, Accompagnare e cioè farsi compagni di strada di questi fratelli e sorelle, ed integrare". Dulcis in fundo un messaggio che sa tanto di invito. "Il cambiamento, la rivoluzione siamo noi. Solo cosi è possibile un mondo più fraterno". Il direttore Migrantes Cirigliano ha definito questo consueto appuntamento come “un momento utile per guardare, veramente, l’altro come se fosse Cristo e non come fosse un nemico”, Mentre il primo cittadino Montalti, nel suo intervento,  ha parlato di Villapiana come paese ospitale, dove tanti uomini e donne straniere hanno trovato accoglienza e lavoro.  All’importante momento di riflessione non ha fatto mancare il proprio apporto  Cidis Onlus, realtà del territorio, impegnata in prima linea, nell’accoglienza e integrazione degli immigrati. (F.G.)

GMMR: la Giornata a Taranto

28 Settembre 2021 - Taranto - La 107a Giornata mondiale del Migrante e Profugo, domenica 26 settembre nell'Arcidiocesi di Taranto, si è celebrata nelle Chiesa di San Pietro a Monacizzo con la Messa presieduta da don Ezio Succa ed a Taranto nella Chiesa Madonna delle Grazie presieduta da Don Pino Calamo. L'ufficio Migrantes della Diocesi è stato presente invitando a pregare per i migranti e profughi con riflessioni sul Messaggio del Papa "Per un "noi"sempre più grande. Dobbiamo oltrepassare la contrapposizione tra noi e loro tra gli altri e noi e diventare un noi più grande questa è la prospettiva di Francesco per il futuro. L'esortazione che il Papa rivolge a tutti è la chiamata a sognare insieme, come un'unica umanità, come compagni nello stesso viaggio, come figli e figlie di questa stessa terra che è la nostra casa comune, tutti sorelle e fratelli. Per un'accoglienza maggiore dobbiamo guardare nel viso le persone di altre nazionalità che ci sono intorno e, conoscendole, vedremo persone simili a noi stessi e cammineremo insieme.  (Marisa Metrangolo, Direttore diocesano Migrantes Taranto)

Mons. Perego: creare un noi sempre più grande

28 Settembre 2021 - Ferrara - “La Giornata mondiale dei migranti diventi, questʼanno, una tappa per una Chiesa in comunione, in cammino e una città più inclusiva, una tappa nella costruzione di un mondo fraterno che vede la responsabilità di tutti”. Lo ha mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes - nellʼomelia della messa celebrata nella basilica di S. Maria in Vado a Ferrara, in occasione della 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. “Preghiamo il Signore, con le parole di Papa Francesco, perché ‘la nostra terra possa diventare, così come Tu lʼhai creata, la Casa comune di tutti i fratelli e le sorelle”, ha detto ancora il presule ricordando che il Pontefice, “nellʼenciclica Fratelli tutti ci ricorda che ‘le migrazioni costituiranno un elemento fondante del futuro del mondoʼ, anche se oggi esse risentono di una perdita di quel senso della responsabilità fraterna, su cui si basa ogni società civile”. Creare “un noi sempre più grande”, lʼinvito del Papa. Pertanto, ha proseguito Perego, “il ‘noiʼ è a fondamento non solo della fede, ma anche della speranza e della carità: caratterizza lʼabito cristiano, la nostra responsabilità e i nostri progetti. E il ‘noiʼ ecclesiale – ci ricorda ancora Papa Francesco – non è impoverito, ma arricchito dalla ricchezza della diversità che i mondi migranti ci fanno incontrare, e riceve una nota nuova, quella della cattolicità, dellʼuniversalità. Il Papa – ha concluso lʼarcivescovo – sembra ricordarci che il rifiuto, i muri, lʼabbandono, i respingimenti, il disprezzo, le violenze non solo impoveriscono il ‘noiʼ del mondo, ma impoveriscono anche il ‘noi della fede, che per sua natura è cattolica”.  

In Famiglia: Davide e Betsabea

28 Settembre 2021 - Davide, il grande re Davide è un altro protagonista della Bibbia di cui il testo sacro non nasconde la piena umanità. Non è un supereroe secondo gli stilemi della letteratura classica, egli è fragile, il più piccolo dei suoi fratelli tanto che anche il profeta Samuele stesso sembra meravigliarsi che sia lui il prescelto per essere unto re (1Sam 16,6-15). Anche nel caso della vittoriosa sfida con il gigante Golia è nella destrezza e non nella magnificenza della forza che egli trova il motivo della sua vittoria (1Sam 17, 40-54). Dopo la lunga contesa con Saul per la presa del potere (1Sam 18-31), Davide sale al trono (2Sam 2,1-4) e una tradizione esegetica con un suo fondamento gli attribuisce l'elaborazione di molti dei Salmi di cui si compone questo grande libro poetico della Bibbia. Anche in questa sua manifestazione di talento artistico Davide rende manifesta la sua fede nel Signore, ma anche la sua gioia nel lodarlo, la contrizione nel chiedergli perdono, l’intimità con cui sa trovare parole per rivolversi all’Altissimo. È un uomo a tutto tondo che si mostra per quello che è. E in un famoso episodio raccontato nel secondo libro di Samuele viene narrato il suo grande peccato (2Sam 11, 1-27). Egli ha già una moglie e secondo l'uso dell'epoca è immaginabile che avesse anche un harem di concubine, eppure sprofonda nel peccato di cupidigia nei confronti della bellezza fisica di Betsabea. Lui non è innamorato di questa donna, non la conosce assolutamente, l'ha solo vista e d’improvviso la desidera, accecato dal desiderio. Appare una situazione comune che purtroppo contraddistingue molti adulteri anche ai giorni nostri. Spesso i coniugi dimenticano la responsabilità richiesta dall'amore autentico, spengono la volontà e la razionalità e si fanno guidare solo da una passione che è davvero cieca e non permette di valutare le conseguenze delle proprie azioni. La differenza di molti rispetto a Davide è che è raro disporre del potere di re, per cui oggi le avventure extraconiugali sono fughe in cui ciascuno mette in campo le sue poche forze e i suoi piccoli sotterfugi, nel caso di Davide, invece, il peccato aumenta esponenzialmente perché egli abusa del suo potere per farla franca anche a costo di far morire il legittimo marito di Betsabea. Quest'ultima, infatti, è malauguratamente rimasta incinta, Davide cerca di persuadere il suo fido soldato Uria l'hittita a unirsi a sua moglie (perché il figlio sembri suo), lo fa anche ubriacare ma niente, il militare è integerrimo e non si concede il lusso dell'unione coniugale durante i giorni in cui i suoi compagni sono al fronte. Davide è costretto dalla sua ubris (sfrontatezza blasfema) ad un gesto estremo: far porre Uria nella zona più pericolosa della battaglia così che sia ucciso. Si è liberato di un uomo ma ha sconvolto profondamente il cuore di Dio che, attraverso la parabola raccontata dal profeta Natan, porta il suo prediletto sulla via del pentimento (2Sam 12,1-12). Si immagina che il Miserere, il salmo 50, sia cantato da Davide proprio come massima espressione del dolore per la colpa commessa. Il pianto che si riversa su se stesso e sul figlio di Betsabea che il profeta ha vaticinato dovrà morire. Noi non capiamo questa logica del capro espiatorio, sta di fatto che Davide si salva, "il figlio della colpa" no. Che responsabilità aveva il neonato? E sua madre a vederselo strappare? Davide dopo aver compiuto digiuno ed espiazione è come se fosse un uomo nuovo e nell'unirsi a Betsabea per consolarla del lutto, concepisce Salomone, il figlio che gli succederà sul trono. Il peccato di Davide è stato quello di aver considerato Betsabea, non come una donna, quindi una persona con la sua immensa dignità di figlia di Dio, quanto piuttosto come una cosa da poter possedere a suo piacimento. Il re abusa del suo potere. All’interno delle dinamiche famigliari, paradossalmente, è ancora più facile che a livello amicale, cadere nell’errore di credere che gli altri siano “tuoi”, che tu possa disporre di loro a tuo piacimento. Ciò riguarda molto spesso il rapporto fra moglie e marito, ma avviene anche nella relazione con i figli, quando, per esempio, non si è capaci, come genitori, di lasciarli liberi di scegliere la loro strada e la loro vocazione che è sempre unica, intima e spesso non si può dall’esterno pretendere di capirla pienamente. In famiglia è necessario vigilare sempre con molta attenzione perché non ci sia chi domina sull’altro, anche dal punto di vista psicologico è assai importante rifuggire atteggiamenti di prevaricazione. Come sottolinea bene il nuovo rito del matrimonio non si “prende” l’altra persona, ma la si “accoglie” nella sua libertà. Ogni volta che la logica del dono è sostituita dalla logica del possesso ecco che è necessario convertirsi – una conversione che dura una vita – e avere il coraggio di chiedere perdono alla persona ferita e a Dio stesso. La dimensione della donazione non è qualcosa che all’uomo viene spontanea: è frutto di un allenamento costante, è ricevuta attraverso la preghiera, perché si alimenta di una forza, la Grazia, che non viene da noi stessi, ma è concessa dal Signore nella misura in cui sappiamo chiederla, direi quasi elemosinarla giorno per giorno, domandando un cuore puro, capace di amare senza condizioni. (Giovanni M. Capetta - Sir)

Gli italiani nel mondo e le MCI: un focus su Radio Mater da domani

27 Settembre 2021 - “Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro”. È il titolo della nuova rubrica mensile proposta da Radio Mater. Andrà in onda l’ultimo martedì del mese, dalle ore 17.30 alle ore 18.30. La prima puntata è prevista per martedì 28 settembre 2021. Il progetto, prevede la presentazione della vita in alcune Missioni Cattoliche Italiane, soprattutto europee. Sono animate da circa 700 operatori (laici/laiche consacrati e non, sacerdoti diocesani e religiosi, suore). La prima puntata sarà dedicata alle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia. Saranno ospiti dell’emittente, p. Tobia Bassanelli, delegato nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia. P. Tobia, sacerdote da 50 anni, 45 dei quali passati in missione.  Isabella Vergata Petrelli, collaboratrice e ricercatrice universitaria di Studi letterari italiani e spagnoli: rappresenta i giovani cosiddetti di “terza generazione”, nati in Germania da famiglia di origine italiana. È una dei due rappresentanti delle Comunità di altra madre lingua nel Cammino sinodale tedesco. Paola Colombo - nata in Italia, dove si è laureata in filosofia - trasferitasi in Germania per lavoro. È stata giornalista radiofonica a Monaco e a Colonia e ora dirige l’Ufficio Documentazione e Pastorale della Delegazione delle Missioni cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia. Ideatore e conduttore della trasmissione - con la consulenza della Fondazione Migrantes - è Massimo Pavanello, sacerdote della diocesi di Milano, giornalista e dottore in teologia. Radio Mater (www.radiomater.org) si può ascoltare - in Italia - attraverso la radio o la televisione. In tutto il mondo, scaricando la app dedicata; oppure, all’indirizzo internet   https://www.radiomater.org/it/streaming.htm  

Migrantes: due famiglie afghane ospitate nella diocesi di Cefalù

27 Settembre 2021 - Cefalù - La diocesi di Cefalù, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, ospiterà due famiglie afghane in fuga dal proprio Paese dopo che i talebani sono tornati al potere. A dare l’annuncio sono stati il vescovo Giuseppe Marciante, il Servizio pastorale cooperazione tra le Chiese e Migrantes e la Caritas diocesana in occasione della 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si è celebrata ieri. “Gli ultimi, gli indifesi, i nostri fratelli immigrati non sono un peso, non sono pietre ‘da scartare’, ma parte dell’unica Chiesa che è in Cristo”, ha sottolineato mons. Marciante, aggiungendo che “con loro vogliamo condividere sofferenze e speranze nel segno dell’accoglienza e dell’integrazione”. “Come discepoli del Cristo trasfigurato – ha spiegato – vogliamo dare un gesto concreto a questi nostri fratelli, dare voce alla dignità umana che è in ognuno di noi con il megafono della carità e della solidarietà”.

La Domenica del Papa

27 Settembre 2021 - Città del Vaticano - Quattro verbi nelle parole di Papa Francesco all’Angelus, domenica in cui si celebra la Giornata del migrante e del rifugiato: chiudere, dividere, escludere e giudicare. Marco, nel suo Vangelo, ci fa riflettere sul significato di essere discepoli di Gesù, di essere cioè parte di una comunità nella quale riconoscersi e camminare assieme; cammino di crescita e maturazione, senza chiusure “Verso un noi sempre più grande”, tema della Giornata. Tempo complesso in cui i segni sono troppi e spesso confusi, un mondo povero di certezze stabili e di conseguenza forte è la difficoltà di prendere decisioni che vadano nella giusta direzione. Il rischio è quello di chiudersi a riccio di fronte alle novità e alle paure. Le letture di questa domenica ci offrono dei criteri guida: Giacomo, nella sua lettera, pronuncia una dura critica verso coloro che abusano del potere e dei soldi per opprimere i poveri e gli ultimi. Non è la prima volta che Francesco chiede maggiore attenzione per coloro che sono esclusi, scartati, in una società dove sempre più ampia è la forbice delle diseguaglianze. Così nel brano dei Numeri, e nel Vangelo, ci viene chiesto di non essere mai invidiosi della generosità divina, mai considerare il dono di Dio un privilegio esclusivo. I discepoli impediscono a un uomo di scacciare i demoni solo perché non fa parte del loro gruppo; come dire, hanno paura della ‘concorrenza’. Ma il Signore li invita non ostacolare chi si adopera per il bene “perché concorre a realizzare il progetto di Dio”, spiega papa Francesco, che aggiunge: “invece di dividere le persone in buone e cattive, tutti siamo chiamati a vigilare sul nostro cuore, perché non ci succeda di soccombere al male e di dare scandalo agli altri”. I discepoli, commenta, “pensano di avere l’esclusiva su Gesù”, si sentono “prediletti e considerano gli altri come estranei”. Ogni chiusura esclude l’altro, “chi non la pensa come noi”, e questo “è la radice di tanti mali della storia: dell’assolutismo che spesso ha generato dittature e di tante violenze nei confronti di chi è diverso”. Anche nella Chiesa c’è il rischio – opera del diavolo, del divisore – di creare gruppi che credono di detenere la verità, e così “invece di essere comunità umili e aperte, possiamo dare l’impressione di fare ‘i primi della classe’ e tenere gli altri a distanza”. Francesco dice ‘no’ alla “patente di credenti”, invece che “cercare di camminare con tutti”. No a una appartenenza che escluda l’altro: “questo è un peccato. Esibire la ‘patente di credenti’ per giudicare ed escludere”. No a comunità cristiane “luoghi di separazione e non di comunione. Lo Spirito Santo non vuole chiusure; vuole apertura, comunità accoglienti dove ci sia posto per tutti”. Attenti a giudicare tutto e tutti, “il rischio è quello di essere inflessibili verso gli altri e indulgenti verso di noi”. Francesco chiede così a Dio che ci “preservi dalla mentalità del ‘nido’, quella di custodirci gelosamente nel piccolo gruppo di chi si ritiene buono: il prete con i suoi fedelissimi, gli operatori pastorali chiusi tra di loro perché nessuno si infiltri, i movimenti e le associazioni nel proprio carisma particolare”. Le difficoltà, i problemi nascono proprio nel momento in cui ci lasciamo vincere dalla paura dell’altro, delle diversità, delle differenze; quando, convinti di essere nella verità, allontaniamo il nostro prossimo; quando ci poniamo su un piedistallo perché convinti di essere superiori. Dopo la recita della preghiera mariana dell’Angelus, Francesco rivolge la sua attenzione alla Giornata del migrante e del rifugiato, occasione per aggiungere un quinto verbo: accogliere. È appena il caso di ricordare che il primo viaggio da Papa, poco dopo la sua elezione, è stato nell’isola di Lampedusa, luogo simbolo della “globalizzazione dell’indifferenza”. Così chiede di “camminare insieme, senza pregiudizi e senza paure, ponendosi accanto a chi è più vulnerabile: migranti, rifugiati, sfollati, vittime della tratta e abbandonati. Siamo chiamati a costruire un mondo sempre più inclusivo, che non escluda nessuno”. Poi l’invito a avvicinarsi al monumento, sul lato sinistro del colonnato, la barca con i migranti, soffermandosi sullo sguardo di quelle persone, “e a cogliere in quello sguardo la speranza che oggi ha ogni migrante di ricominciare a vivere”. (Fabio Zavattaro – Sir)