23 Settembre 2021 - Andria - Sono arrivati a Bari i tre studenti rifugiati in Etiopia e originari dell’Eritrea che grazie al Corridoio Universitario con UNHCR potranno beneficiare delle borse di studio finanziate dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro (due dall’Ateneo e una dal Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione) nell’ambito del progetto UNICORE 3.0 - University Corridors for Refugees. Gli studenti durante il periodo di quarantena potranno partecipare da remoto ad attività promosse dai loro colleghi del Comitato Mentorship di Uniba e alle iniziative promosse da tutti i partners locali (la Caritas Bari-Bitonto, l’Assessorato al Welfare del Comune di Bari, la Comunità Migrantesliberi, in collaborazione con l’Ufficio Migrantes di Andria) per poi iniziare il loro percorso universitario frequentando le lezioni dei corsi di laurea specialistica in Computer Science e in Fisics.
Il Corridoio Universitario, attivato dal Centro per l’Apprendimento permanente dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, ha coinvolto a livello locale l’Assessorato al Welfare del Comune di Bari, la Caritas Bari Bitonto e la Comunità Migrantesliberi di Andria.
La Caritas di Bari–Bitonto, assieme alla comunità parrocchiale di San Luca, ha già predisposto tutta l’accoglienza residenziale e si occuperà dell’accompagnamento e dell’inserimento sociale oltre che del sostegno all’integrazione degli studenti.
L’Assessorato al Welfare del Comune di Bari si occuperà di favorire il percorso di inclusione sociale attraverso incontri con i mediatori interculturali dell’Ufficio migrazioni cittadino e la conoscenza dei servizi territoriali anche attraverso un APP dedicata di servizi territoriali, l’individuazione di una rete di famiglie e comunità per favorire momenti di conoscenza e dialogo interculturale, la programmazione di un calendario di incontri e di sensibilizzazione con la cittadinanza, la rete di accoglienza cittadina, le associazioni, i centri educativi e la rete delle biblioteche popolari interculturali anche nell’ambito della rete Bari Social Book.
La Comunità Migrantesliberi e l'ufficio Migranytes di Andria favorirà il processo di integrazione sociale con il coinvolgimento dei tre studenti alle iniziative di convivialità realizzate da anni sul territorio locale a favore di migranti, quali il ristorante sociale, la sartoria la teranga, l’orto ubuntu, oltre che mettendo a disposizione delle gift card per l’acquisto di materiali di studio. L’accoglienza degli studenti nella comunità accademica e cittadina è speranza di un futuro finalmente possibile e diverso dallo scenario di guerra, violenza e distruzione cui oggi milioni di rifugiati sono costretti a vivere nei propri Paesi, un futuro che sia architrave di pace per l’umanità.
Primo Piano
Migrantes Firenze: le iniziative per la GMMR
23 Settembre 2021 - Firenze - "Verso un noi sempre più grande" è il tema della 107ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra domenica 26 settembre. A Firenze, la Giornata è promossa con la collaborazione di tre uffici diocesani: Migrantes, Caritas e Centro missionario e sarà ospitata dalla Comunità giovanile San Michele. Il programma avrà inizio alle 15 con l’accoglienza dei partecipanti, e prevede riflessioni e testimonianze sul tema delle migrazioni, animazioni, canti. Si concluderà con la celebrazione eucaristica delle ore 18 presieduta da don Gherardo Gambelli, prete fiorentino missionario in Ciad. Chi desidera partecipare è invitato a iscriversi compilando la scheda sul sito www.diocesifirenze.it. Per informazioni: migrantes@diocesifirenze.it
Cei: da lunedi il Consiglio Permanente
23 Settembre 2021 - Roma - Da lunedì 27 a mercoledì 29 marzo si svolgerà a Roma la sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente. Dopo l’Introduzione del card. Gualtiero Bassetti i lavori si concentreranno sugli strumenti e le modalità di svolgimento del Cammino sinodale. All’ordine del giorno, la scelta del tema dell’Assemblea Generale Straordinaria (Roma, 22-25 novembre 2021) e l’elezione dei membri delle Commissioni Episcopali e del Consiglio per gli Affari Giuridici. Sono previsti, poi, un aggiornamento sull’itinerario di condivisione avviato con l’Incontro di riflessione e spiritualità “Mediterraneo frontiera di pace” e due comunicazioni relative alla preparazione del XXVII Congresso Eucaristico Nazionale (Matera, 22-25 settembre 2022) e all’imminente 49a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, in programma a Taranto dal 21 al 24 ottobre.
Adoloscenti: online il nuovo sito della pastorale giovanile
23 Settembre 2021 - Roma - È online www.semedivento.it, il sito dedicato al progetto per gli adolescenti promosso dal Servizio Nazionale per la pastorale giovanile, insieme all’Ufficio Catechistico Nazionale e all’Ufficio Nazionale per la pastorale della famiglia.
Pensato per sostenere le comunità nell’accompagnamento degli adolescenti, “Seme diVento” vuole essere uno strumento per la formazione. Al sussidio cartaceo, che contiene le premesse e la struttura di base dell’iniziativa, si affianca ora il sito che offre approfondimenti, materiale per gli incontri, schede operative per il tempo ordinario, per i tempi forti, ma anche per la famiglia e in particolare per gli educatori.
Il progetto si presenta come un itinerario in divenire: a un iniziale “anno zero”, dedicato alla rilettura condivisa del tempo della pandemia, seguiranno altri tre anni di progettazione. “Viviamo un tempo dove siamo costretti a lavorare in emergenza: in altri momenti avremmo pianificato il progetto in altro modo; oggi si lavora a distanza, di corsa, ma soprattutto in un contesto dove niente può continuare come se nulla fosse. Così sono l’educazione e l’accompagnamento dell’adolescenza, terreno fertile e distratto e perciò esigente di nuovi atteggiamenti”, sottolinea don Michele Falabretti, responsabile del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile della CEI.
Il titolo dell’iniziativa fa riferimento all’adolescenza come a un tempo di semina e, con un gioco di parole, ricorda che il termine “diVento” non indica solo il divenire, ma anche l’idea di una formazione che tiene conto dell’aspetto umano e del vento dello Spirito che rinnova la vita. “La follia del Vangelo e (dunque) dei cristiani – rileva ancora don Falabretti – sta nel credere che la semina non è mai un gesto calcolato: duemila anni fa si allargava il braccio per buttare il seme più lontano possibile; oggi i macchinari ‘appoggiano’ il seme dove deve andare. Ma non cambia nulla: ciò che accadrà nella terra sarà un miracolo sempre imprevedibile”.
Migrantes Andria: cena multietnica, sartoria sociale e iniziative varie per la GMMR
23 Settembre 2021 - Andria - “Le diverse relazioni interculturali arricchiscono il nostro cammino e ci conducono verso la pace e l’armonia di comunità. Le migrazioni dei nostri tempi ci danno una grande chance: superare le nostre paure per lasciarci arricchire dalla diversità del dono di ciascuno. Siamo figli e figlie della stessa terra che diventa la nostra casa”. Lo scrive don Geremia Acri, responsabile della casa accoglienza Santa Maria Goretti di Andria, affidata all’ufficio Migrantes, nel presentare gli eventi per la 107ma Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che tutta la Chiesa celebra il 26 settembre, sul tema “Verso un noi sempre più grande”. Venerdì 24 settembre, alle ore 21 nella casa di accoglienza si terrà una cena multietnica a cura di un progetto di ristorazione sociale con gli ospiti della comunità “Migrantesliberi”. Saranno esposti manufatti realizzati dalla sartoria sociale (progetto sostenuto dall’8xmille della Chiesa cattolica per il tramite della Fondazione Migrantes) e racconti di vita di alcuni minori stranieri non accompagnati e richiedenti protezione accolti dalla comunità. Lunedì 27 settembre, dopo la messa, alle 18.30 vi sarà un incontro con i volontari della casa di accoglienza nella memoria di San Vincenzo de Paoli.
Un futuro a colori
23 Settembre 2021 - di don Giovanni De Robertis*
Il messaggio per la 107a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato trae ispirazione da una preoccupazione e da un desiderio che papa Francesco aveva già espresso nella sua enciclica Fratelli tutti. La preoccupazione che, «passata la crisi sanitaria, (…) di cadere ancora di più in un febbrile consumismo e in nuove forme di auto-protezione egoistica», e il desiderio che alla fine non ci siano più “gli altri”, ma solo un “noi”. Egli così ci ha voluto «indicare un chiaro orizzonte per il nostro comune cammino in questo mondo». Dio infatti ha creato l’essere umano come un noi: «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi”» (Gen 1,27-28). Dio ci ha creati maschio e femmina, esseri diversi e complementari per formare insieme un noi destinato a diventare sempre più grande con il moltiplicarsi delle generazioni. Dio ci ha creati a sua immagine, a immagine del suo Essere Uno e Trino, comunione nella diversità. Ed è ancora verso un noi che è orientata la storia umana, destinato ad includere tutti i popoli: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio» (Ap 21,3). Tuttavia «il tempo presente ci mostra che il noi voluto da Dio è rotto e frammentato, ferito e sfigurato». L’immagine di Dio, a causa del peccato, dell’individualismo radicale e di nazionalismi chiusi e aggressivi, si è frantumata. Agostino esprime bene questa nostra condizione, così come pure l’opera di Dio, con un gioco di parole indimenticabile: «Il nome stesso di Adamo, l’ho detto più di una volta, significa l’universo secondo la lingua greca. Comprende infatti quattro lettere: ADAM. Ora in greco il nome di ognuna delle quattro parti del mondo comincia con una di queste quattro lettere: l’Oriente si dice Anatolè, l’Occidente Dysis, il Nord Arctos, e il Mezzogiorno Mesembria; ciò che fa ADAM. Adamo stesso dunque è sparso ora su tutta la superficie della terra. Concentrato una volta in un solo luogo, è caduto e, spezzandosi, ha riempito tutto l’universo con i suoi frammenti. Ma la misericordia divina ha riunito da ogni parte questi frammenti, li ha fusi al fuoco della sua carità, ha ricostituito la loro unità spezzata. Opera immensa, è vero, ma nessuno ne disperi, è un’opera che Egli sa fare» (In Ioannem, trat.9 n.14). E noi tutti siamo chiamati a collaborare con Dio in quest’opera, a ricostruire l’unità spezzata, «a impegnarci perché non ci siano più muri che ci separano, non ci siano più gli altri, ma solo un noi, grande come l’intera umanità». A questo scopo in occasione della GMMR il Papa lancia un duplice appello. Anzitutto ai fedeli cattolici. A vivere quello che il loro nome esprime. Essere cattolici significa saper riconoscere e accogliere il bene ovunque esso sia, e rallegrarci di esso; significa essere docili allo Spirito che «ci rende capaci di abbracciare tutti per fare comunione nella diversità, armonizzando le differenze senza mai imporre una uniformità che spersonalizza». E proprio nell’incontro con la diversità dei migranti, nel dialogo interculturale e interreligioso ci è data l’opportunità di crescere in questa dimensione. Dobbiamo dunque rendere più cattoliche le nostre parrocchie, le comunità in cui ognuno di noi vive. Il secondo appello il Papa lo rivolge a tutti gli uomini e le donne del mondo perché imparino a vivere insieme in armonia e in pace, ad abbattere muri e a costruire ponti, per fare delle frontiere luoghi privilegiati di incontro e non di separazione. Ma tutto questo potrà avvenire solo se saremo capaci di sognare un futuro a colori per le nostre società. Ogni cambiamento ha inizio da un sogno, se no resta solo un sogno individuale, ma fatto insieme. È quel sogno di fraternità annunciato dai profeti, e più vicino a noi da Martin Luther King in quel famoso discorso dell’agosto 1963 con cui mi piace concludere queste mie brevi riflessioni: «E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno, I have a dream. È un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali. I have a dream, ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza. I have a dream, ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia. I have a dream, ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere (…). È questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud. Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza. Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi».
*Direttore generale Fondazione Migrantes
La Chiesa del ‘noi’, cattolica
23 Settembre 2021 - di mons. Gian Carlo Perego*
Roma - Nell’enciclica Lumen fidei, la prima enciclica di Papa Francesco, iniziata da papa Benedetto XVI, ritroviamo un passaggio in cui si legge come una caratteristica della fede sia portarci «al di là del nostro ‘io’ isolato verso l’ampiezza della comunione» (L.F. 4). Questa caratteristica della fede di costruire un ‘noi’ Papa Francesco la riprende nell’enciclica Fratelli tutti e nel Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2021, che si celebra domenica prossima, dove si afferma non solo che la fede è fondata sul ‘noi’, sulla comunione, ma anche che la fede è impegno a creare «un noi sempre più grande». Pertanto il ‘noi’ è a fondamento non solo della fede, ma anche della speranza e della carità: caratterizza l’abito cristiano, la nostra responsabilità e i nostri progetti. E il ‘noi’ ecclesiale – ci ricorda ancora Papa Francesco - non è impoverito, ma arricchito dalla ricchezza della diversità che i mondi migranti ci fanno incontrare, e riceve una nota nuova, quella della cattolicità, dell’universalità.
Il Papa sembra ricordarci che il rifiuto, i muri, l’abbandono, i respingimenti, il disprezzo, le violenze non solo impoveriscono il ‘noi’ del mondo, ma impoveriscono anche il ‘noi’ della fede, che per sua natura è cattolica. La fede è ferita tutte le volte che hanno il sopravvento i nazionalismi – come ci ha insegnato la storia del Novecento -, tutte le volte che ha il sopravvento l’individualismo o l’autoreferenzialità nella vita ecclesiale e sociale. «Il tempo presente – scrive Papa Francesco nel Messaggio riprendendo la ‘Fratelli tutti’ – ci mostra che il ‘noi’ voluto da Dio è rotto e frammentato, ferito e sfigurato… E il prezzo più alto lo pagano coloro che più facilmente possono diventare gli altri, gli stranieri, i migranti, gli emarginati, che abitano le periferie esistenziali». Le migrazioni per la Chiesa sono una provocazione a non indebolire la cattolicità, per ciascuno di noi ad essere ‘cattolici’, cioè aperti, capaci di riconoscere gli altri come fratelli e sorelle, di affermare concretamente la dignità di ogni persona e di vivere la fraternità come stile. I fedeli cattolici – scrive ancora Papa Francesco – «sono chiamati, ciascuno a partire dalla propria comunità in cui vive, affinché la Chiesa diventi sempre più inclusiva». Un impegno all’inclusione che da ecclesiale deve diventare anche impegno e progetto politico, per una nuova città, per un nuovo mondo. «Oggi, e sempre di più, ci sono persone ferite. L’inclusione o l’esclusione di chi soffre lungo la strada – leggiamo nell’enciclica Fratelli tutti - definisce tutti i progetti economici, politici, sociali e religiosi. Ogni giorno ci troviamo davanti alla scelta di essere buoni samaritani oppure viandanti indifferenti che passano a distanza» (F.T. 69).
La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato diventi, quest’anno, una tappa per una Chiesa comunione e una città più inclusiva, una tappa nella costruzione di un mondo fraterno che vede la responsabilità di tutti. E preghiamo il Signore, con le parole di Papa Francesco, perché «la nostra terra possa diventare, così come Tu l’hai creata, la Casa comune di tutti i fratelli e le sorelle».
*Presidente Cemi e Fondazione Migrantes
Migrantes Roma: migranti in piazza San Pietro domenica per la GMMR
22 Settembre 2021 - Roma - Saranno circa un migliaio i migranti presenti in piazza San Pietro domenica prossima, 26 settembre insieme ai cappellani delle 47 comunità e 150 centri pastorali. L’invito arriva dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma guidato da mons. Pierpaolo Felicolo e dal Centro Astalli, presieduto da p. Camillo Ripamonti. “Sarà una giornata di festa e ci stiamo mobilitando per stringerci intorno al Papa che non perde occasione per dimostrare vicinanza e sostegno verso tutta la realtà del mondo migrante”, dice il sacerdote che settimanalmente visita le diverse comunità etniche presenti nell’intera diocesi con molte iniziative di integrazione “per consolidare il cammino d’integrazione e di conoscenza reciproca”. Una integrazione che parte dall’apertura delle porte all’accoglienza che deve “necessariamente riguardare tutti” perché non possiamo lasciare in “condizioni precarie” coloro che arrivano, con mezzi di fortuna e rischiando la vita nei nostri territori fuggendo da violenze, guerre e miseria”.
Papa: ha ricevuto questa mattina 3 famiglia afghane
22 Settembre 2021 - Città del Vaticano - Questa mattina, prima dell’Udienza Generale, Papa Francesco ha ricevuto, nell’auletta dell’Aula Paolo VI, 3 famiglie cristiane afgane". Ne dà notizia la Sala Stampa della Santa Sede. In totale 14 persone, di cui 7 minori, fuggite nelle scorse settimane da Kabul.
Migrantes Ugento: domenica la colletta per percorsi integrazione dei migranti
22 Settembre 2021 - Santa Maria di Leuca - Domenica 26 Settembre la questua nelle nostre parrocchie sarà per i migranti, cioè per il sostegno ai percorsi di integrazione e di promozione umana dei migranti; la colletta infatti, secondo le indicazioni della C.E.I., è dedicata e dovrebbe essere versata all’economato, le offerte verranno poi inviate alla Fondazione Migrantes della C.E.I. Lo ricorda la Migrantes di Ugento-Santa Maria di Leuca. "Cogliamo l’occasione per dare la nostra disponibilità per iniziative da fare nelle vostre comunità a favore dei migranti presenti sul territorio", scrivono i direttori Migrantes e Caritas in una nota sottolineando "l'importanza di una maggior integrazione degli stranieri" Da qui l'invito alle comunità parrocchiali "di farsi portavoce di questa esigenza e di promuovere incontri e scambi di carattere culturale e religioso al fine di vivere in un clima veramente ecumenico, la comune fede cristiana e promuovere sempre più l'integrazione su vari livelli esistenziali. Ricordiamo che a questo proposito e come aiuto, è sempre disponibile lo 'sportello migranti' presso il Centro Caritas di Tricase.
Papa Francesco: “i Rom sono dei fratelli nostri”
22 Settembre 2021 - Città del Vaticano - Penso alla comunità Rom e a quanti si impegnano con loro per un cammino di fraternità e di inclusione". Lo ha detto questa mattina papa Francesco nel corso dell'Udienza generale che si è svolta nell'Aula Paolo VI alla presenza di diversi gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall'Italia e da ogni parte del mondo. Il Papa ha concentrato la sua riflessione sul suo recente viaggio apostolico a Budapest e in Slovacchia ed ha ricordato la sua vita alla comunità Rom di Bratislava: "è stato commovente - ha detto - condividere la festa della comunità Rom: una festa semplice, che sapeva di Vangelo. I Rom sono dei fratelli nostri: dobbiamo accoglierli, dobbiamo essere vicini come fanno i Padri salesiani lì a Bratislava, vicinissimi ai Rom". (Raffaele Iaria)
Migrantes Cesena: una riflessione del direttore Migrantes Rossi
22 Settembre 2021 - Cesena - È dal lontano 1914 che viene proposta dalla chiesa la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Allora, Papa Pio X, aveva ben presente la situazione migratoria dei nostri connazionali in un territorio, quello italiano, a sostanziale presenza cattolica. Oggi, dopo alterne vicende migratorie, papa Francesco, trova un territorio, a prevalente tendenza immigratoria e minore tendenza emigratoria, non più totalmente cattolico ma con altre presenze. Un territorio che richiede oggi una visione globale dei problemi migratori e la pastorale migratoria è la cartina di tornasole per tutte le altre pastorali, tanto da suscitare una visione profetica della società: “il futuro delle nostre società è un futuro a colori, arricchito dalla diversità e dalle relazioni internazionali. Per questo dobbiamo imparare oggi a vivere insieme, in armonia e pace” (Papa Francesco).
La famiglia, il lavoro, la scuola, ad esempio, sono ambiti che, come l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, debbono necessariamente tenere presente la questione migratoria.
Ecco allora che, come già si constata in alcune parrocchie italiane, nasce forse la necessità di dotarsi di un referente come del resto avviene per le Caritas parrocchiali. La presenza nel territorio diocesano di stranieri ormai raggiunge il 12 per cento della popolazione con il 60 per cento di religione cristiana (ortodossi, cattolici e protestanti), il 35 per cento di musulmani e il rimanente 5 per cento di altre religioni ed atei e queste nuove realtà richiedono adeguate risposte tendenti a favorire la dimensione spirituale della persona soprattutto ispirate dalla Parola del Signore.
E proprio prendendo a riferimento la Parola del Signore vorrei dedicare un pensiero a presentazione di questa giornata mondiale.
La liturgia della XXVI domenica del T.O. (26 settembre 2021) nella prima lettura (Nr 11, 25-29) ci mostra come il Signore, per aiutare Mosè a portare il peso del suo popolo, toglierà dello spirito che era su di lui e lo porrà su settanta anziani... Eldad e Medad compresi. Questi ultimi profetizzeranno in luogo diverso dagli altri suscitando la reazione di Giosuè. Il vangelo di Marco (9, 38-43.45.47-48) ci riporta Gesù che, in risposta a Giovanni, non impedisce ad “uno”, che non era suo discepolo, di scacciare i demoni nel suo nome.
Mosè con meno spirito, 68 anziani che profetizzano ed altri due in luogo diverso, Giosuè che non viene accontentato; Giovanni anch’esso non accontentato per uno che compie miracoli ma che, questi, non è contro Gesù: la diversità, con la disponibilità del Signore ha trionfato e l’ubbidienza di Giosuè e Giovanni ha mitigato la loro diffidenza verso quelle persone apparentemente esterne al disegno di Dio.
Ecco allora che “siamo chiamati a sognare insieme. Non dobbiamo aver paura di sognare di farlo insieme come un’unica umanità, come compagni dello stesso viaggio, come figli e figlie di questa stessa terra che è la nostra Casa comune, tutti sorelle e fratelli” (Papa Francesco, Enciclica Fratelli tutti).
Molto opportunamente nel manifesto predisposto per questa giornata mondiale è stata estrapolata un'immagine umana raffigurante Cristo contenente i volti dell’intera umanità. Il riferimento al canto XXXIII del Paradiso della Divina Commedia di Dante, “migrato” (esiliato) pure lui da Firenze e mai più ritornatovi, non vuole essere solo un ricordare il 700mo anniversario della sua morte, ….”Quella circulazion che sì concetta pareva in te come lume reflesso, da li occhi miei alquanto circunspetta, dentro da sé, del suo colore stesso, mi parve pinta de la nostra effige: per che ‘l mio viso in lei tutto era messo”, ma un sottolineare un noi permeato dalla vera umanità del Figlio incarnato di Dio.
Accogliamo dunque l’invito a riconoscere il presente per cercare insieme di costruire il futuro.
Un fraterno invito a tutta la comunità a costruire insieme questo percorso, in un tempo caratterizzato dalla ben nota e straordinaria situazione sanitaria, incominciando questo nuovo anno pastorale col partecipare alla celebrazione eucaristica in programma domenica 26 settembre alle 15,30 in Cattedrale a Cesena presieduta dal vicario generale monsignor Pier Giulio Diaco.
Il nostro impegno e la nostra presenza per “Portare a tutti la gioia del Signore risorto” (vescovo Douglas), migranti compresi, si concretizzi anche attraverso l’estensione dell’invito alla Santa Celebrazione ai migranti presenti nelle nostre parrocchie favorendone anche il trasporto. Per l’occasione abbiamo esteso l’invito ai sacerdoti stranieri, che concelebreranno, e ai religiosi e alle religiose straniere presenti in diocesi col desiderio di ringraziare il Signore per il loro prezioso servizio prestato in mezzo a noi.
Le celebrazioni delle passate edizioni vedevano la partecipazione quasi totalitaria di persone migranti, ebbene questa 107esima ricorrenza sia caratterizzata da una significativa presenza delle nostre comunità riconoscenti ed accoglienti che concretamente sanno riconoscere il presente come grande dono del Signore per essere comunità cristiana oggi come il nostro Vescovo predica ed invita. (Ettore Rossi, direttore Migrantes Cesena-Sarsina)
Migrantes Cerignola: le iniziative per la GMMR
22 Settembre 2021 - Cerignola - Una serie di iniziative, domenica 26 settembre, in occasione della Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato. Le ha organizzate l’Ufficio Migrantes della diocesi di Cerignola. In particolare, l’appuntamento è alle 18 nella chiesa parrocchiale di San Rocco, a Stornara, con la Messa presieduta dal vescovo, mons. Luigi Renna. Al termine, l’associazione San Giuseppe Onlus presenterà i risultati del progetto europeo M4M – Migrants for Migrants, realizzato in collaborazione con partner provenienti da Francia, Romania, Grecia, Portogallo, Austria, che utilizza il “Buddy System”, metodo innovativo in cui due persone si monitorano e si aiutano a vicenda. Un aiuto fondamentale per chi deve cercare di stabilirsi in un Paese sconosciuto, con tutte le difficoltà che comporta: barriere linguistiche, differenze nelle norme sociali o lacune educative che impediscono l’accesso all’occupazione. M4M si rivolge ai migranti, rifugiati e richiedenti asilo appena arrivati nel Paese ospitante e ai professionisti dei servizi di integrazione. Lo scopo è quello di promuovere l’inclusione, facilitandone la responsabilizzazione e creando contatti sostenibili con associazioni, amministrazioni locali e servizi sociali. Alle 19,30, seguirà lo spettacolo musicale “In viaggio si diventa grandi”, il cui tema è l’immigrazione.
Viminale: da inizio anno sbarcate 43.372 persone sulle coste italiane
22 Settembre 2021 - Roma - Sono 43.372 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi, secondo i dati del Viminale aggiornati a ieri mattina, 12.646 sono di nazionalità tunisina (29%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (5.454, 13%), Egitto (4.058, 9%), Costa d’Avorio (2.844, 7%), Iran (2.128, 5%), Guinea (1.800, 4%), Eritrea (1.575, 4%), Iraq (1.563, 4%), Sudan (1.496, 3%), Marocco (1.477, 3%) a cui si aggiungono 8.331 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. 6.624 sono i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. I minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2020 sono stati 4.687, 1.680 nel 2019, 3.536 nel 2018 e 15.779 nel 2017.
MCI Olanda: il 3 ottobre l’apertura dell’anno pastorale con il Nunzio Apostolico
21 Settembre 2021 - Il 3 ottobre inizierà ufficialmente il nuovo anno pastorale della Missione Cattolica Italiana in Olanda con una celebrazione eucaristica presieduta dal Nunzio Apostolico, mons. Aldo Cavalli. “Celebreremo in modo solenne la Festa di San Francesco con una messa congiunta di tutte e tre le comunità nella chiesa di Matthiaskerk a Warmond alle ore 10:00”, dicono alla MCI che invita a “non abbassare la guardia contro il Covid-19, soprattutto nel rispetto delle persone più fragili della nostra comunità, ecco perché, nonostante alcune misure siano state allentate, abbiamo deciso di mantenere obbligatoria l’uso della mascherina durante le celebrazioni. È importante restare prudenti, il Covid-19 ci ha colpito inaspettatamente da vicino, Don Robert infatti è stato recentemente ricoverato all’ospedale di Westeinde a Den Haag, adesso è tornato a casa ed è fuori pericolo e le sue condizioni di salute stanno migliorando, giorno dopo giorno”. Don Robert ringrazia la comunità per la “vicinanza e l’affetto che gli sta dimostrando anche con la preghiera”. Le celebrazioni, dopo il periodo estivo, sono ripartite dal 5 Settembre.
Mons. Massara: aprire il cuore all’accoglienza
21 Settembre 2021 - Fabriano - “La nostra terra ha sofferto il dramma del terremoto mentre queste famiglie hanno vissuto quello della guerra. Come noi abbiamo ricevuto tanta solidarietà in quei momenti e continuiamo a riceverla ancora oggi, ora spetta a noi aprire il nostro cuore e le nostre case per accogliere chi ha bisogno di aiuto e far risplendere nei loro occhi il sorriso che la guerra ha seppellito”. Con queste parole, mons. Francesco Massara, arcivescovo di Camerino-San Severino Marche e vescovo di Fabriano-Matelica, ha annunciato l’accoglienza in diocesi di tre famiglie afghane. La notizia è riportata dal settimanale diocesano “L’Appennino Camerte”. “La nostra terra – dichiara il presule – sarà per loro un luogo di speranza, dove respirare la bellezza della libertà. A questi nostri fratelli e sorelle do il benvenuto: le nostre case sono aperte per voi e i nostri cuori lo sono ancor di più. Possa risplendere sui vostri volti la gioia che vi è stata negata nella vostra terra”. Come sta avvenendo per diversi Comuni che hanno dato la disponibilità alla prefettura di ospitare le famiglie bisognose che arrivano dall’Afghanistan, anche la diocesi di Camerino si muove “per alleviare il dolore e le sofferenze di coloro che stanno vivendo il dramma della guerra”. Una delle tre famiglie è già arrivata nelle Marche, mentre le altre due arriveranno nei prossimi giorni. “L’arcivescovo ha dato la disponibilità, rispondendo alla richiesta delle prefetture, di accogliere queste famiglie – dice don Aldo Buonaiuto che si occuperà della gestione del programma di accoglienza –. Come sappiamo avevano bisogno di una risposta immediata e l’arcivescovo non si è tirato indietro, anzi ha pensato di dare una risposta attraverso alcune case dell’istituto di sostentamento del clero per cercare di dare a queste famiglie una prima accoglienza”. Come riporta il settimanale diocesano “le famiglie saranno accolte nel territorio diocesano ma continueranno a far capo alla prefettura, coordinati a livello nazionale. Seguiranno – spiega don Buonaiuto – un percorso di integrazione, dove i bambini andranno a scuola e per gli adulti si cercherà un lavoro, così che possano riprendere una vita normale, serena e felice”. Ma all’impegno della diocesi si è unita una vera e propria gara di solidarietà: “Il ringraziamento – dice il sacerdote – va alla solidarietà del territorio e di tutti coloro che hanno voluto contribuire, anche con piccoli gesti, per far sì, in pochissimo tempo, di arredare e mettere insieme le strutture. Il nostro ringraziamento va a tutte le persone che hanno concretamente aiutato la grande rete del volontariato cattolico, dell’associazionismo, dei laici che hanno ognuno contribuito a sostenere ed aiutare anche nella preparazione dell’accoglienza. È stato un bell’attestato di un popolo solidale, che ha compreso il dramma di queste persone e si è prodigato per dare il proprio contributo”. (SIR)
Mazara del Vallo: giovani di origine africana e nati in Italia danno vita al ristorante Habibi
21 Settembre 2021 - Mazara del Vallo - Il nome lo hanno scelto dalla lingua araba: “Habibi”, che significa “amore, tesoro”. Protagonisti sono una decina di giovani di diversi Paesi del bacino mediterraneo e sub sahariani. Alcuni di loro sono nati in Italia da genitori tunisini e altri provengono dai percorsi di accoglienza Sai nelle case gestite a Mazara del Vallo dalla Casa della comunità Speranza. Insieme hanno fondato una cooperativa agricola “Terre senza frontiere”, poi sempre a Mazara hanno aperto un ristorante che hanno chiamato così.
Rispondendo alla campagna “Liberi di partire, liberi di restare”, promossa da Cei e Fondazione Migrantes, è stato pensato un progetto alla luce di una considerazione: creare percorsi di formazione e inserimento lavorativo per giovani provenienti da diverse parti del Mediterraneo. Lo scopo è quello di limitare i flussi di migrazione forzata. Il progetto sostenuto dalla campagna si articola in Sicilia, a Mazara del Vallo, e in Tunisia. “Un piccolo segno per dare sia nelle terre d’origine sia in Italia la possibilità di rimanere grazie a una proposta di formazione e di lavoro – spiegano i promotori –. Si vuole evitare che i figli delle persone immigrate a Mazara vadano via, terminate le scuole, perché non trovano lavoro”.
Prima la fondazione della cooperativa che sviluppa un percorso nell’agricoltura, poi l’apertura un anno dopo del ristorante in modo da dare una possibilità di lavoro ad alcuni giovani originari di alcuni Paesi africani e italiani, far gustarne i sapori tipici. Grazie al contributo della Fondazione Migrantes, della Fondazione Haiku ai fondi dell’8×1000 alla Chiesa cattolica, il sogno è diventato realtà. Tra i ragazzi che vi lavorano Naures, 22 anni, nata da genitori tunisini: “Attraverso il cibo le persone sono curiose di conoscere la nostra storia, chiedono delle nostre origini, perché siamo qui in Italia. A volte cambiano la loro prospettiva su di noi”. “Il nostro obiettivo – spiega Saleem, 20 anni, aiuto cuoco – è quello di far conoscere ai clienti le nostre origini. E ci riusciamo”.
Migrantes Latina: la GMMR in diocesi con il vescovo mons. Crociata
21 Settembre 2021 - Latina - Il prossimo 26 settembre è fissata la 107ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR). Per questa occasione l’Ufficio Migrantes di Latina-Terracina-Sezze-Priverno ha organizzato una concelebrazione eucaristica plurilingue presso la parrocchia Stella Maris a Latina Lido, presieduta dal vescovo, mons. Mariano Crociata. Parteciperanno i sacerdoti che celebrano in diocesi le messe festive in lingua straniera, insieme con le comunità di migranti presenti sul territorio diocesano. Sempre l’Ufficio Migrantes ha invitato i parroci ad animare le comunità parrocchiali, affinché, come ha scritto san Paolo «un solo corpo, un solo spirito, una sola fede, un solo battesimo», tutti «ci si senta più famiglia ed aprirci alla relazione con gli altri, siano essi cattolici, cristiani o di altre fedi.
La sfida culturale è quella dell’incontro, del dialogo e dell’accettazione, pur nelle differenze».
Migrantes Modena: la GMMR in diocesi
21 Settembre 2021 - Modena - Domenica 26 settembre è la 107ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Il tema scelto da Papa Francesco è «Verso un noi più grande».
La Fondazione Migrantes ha curato la realizzazione di alcuni materiali per vivere al meglio questo storico appuntamento della Chiesa italiana con sussidi per adulti, giovani e bambini, locandine, spunti di riflessione e per l’omelia, commenti al messaggio del Papa e altro ancora. Nella diocesi di Modena-Nonantola la Messa verrà celebrata alle 15 dal vicario generale monsignor Giuliano Gazzetti.
Migrantes Albano: iniziative per la GMMR
21 Settembre 2021 - Albano – In vista della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che la Chiesa celebrerà domenica prossima, il direttore dell’ufficio diocesano Migrantes di Albano, don Luis Fernando Lopez, ha inviato una lettera alle comunità parrocchiali della diocesi, per aiutarle a preparare e vivere questo appuntamento. «È proprio nelle comunità parrocchiali – scrive don Luis Fernando Lopez – attraverso i nostri operatori pastorali e gruppi apostolici, che siamo chiamati ad arrivare con il messaggio del Papa ed avviare iniziative che vengano incontro ai nostri fratelli più vulnerabili».
Il materiale per l’animazione delle diverse attività, compresa anche la locandina, è disponibile sul sito internet della Fondazione Migrantes. «Auguro alle comunità – conclude il direttore dell’ufficio diocesano – un buon cammino; e che il Buon Dio possa sempre benedire il nostro impegno per la costruzione di un mondo migliore, di un “noi” sempre più grande».