Primo Piano
Italiani nel Mondo: oggi alla Camera dei Deputati si parla di “Turismo delle Radici”
Istat: popolazione straniera residente in calo
Vangelo Migrante: IV domenica di Quaresima – Vangelo (Gv 9, 1-41)
Migrantes Campania: domani l’incontro della Commissione regionale
L’appello del Garante: servono tutori per i minori stranieri non accompagnati
Roma - Con gli sbarchi in continuo aumento c’è sempre più bisogno di tutori volontari per i migranti sotto i 18 anni. Anche perchè nei primi mesi del 2023 è quasi triplicato il numero dei minori stranieri sbarcati in Italia senza adulti di riferimento: sono 1.965, mentre nello stesso periodo dello scorso anno erano 737. Da qui nasce l’appello dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Carla Garlatti. «È uno strumento quello del tutore che - ricorda Garlatti - esiste da tempo e funziona ma che va ulteriormente promosso, soprattutto nelle regioni di approdo. Senza trascurare però la rotta balcanica, che pure è utilizzata dai tanti ragazzi che scappano da soli dai regimi e dai conflitti».
Naufragio in Calabria: Migrantes Asti, oggi preghiera con mons. Prastaro
Naufragio in Calabria: sale a 86 il numero delle vittime
Corridoi umanitari: papa Francesco riceve, sabato, i profughi e le famiglie che hanno accolto
Roma - Rappresenta un evento di notevole rilievo sul fronte della questione-migranti quello di sabato prossimo, 18 marzo, alle 11.30, in cui papa Francesco riceverà in udienza tutti i profughi e i rifugiati venuti in Italia e in Europa grazie ai “corridoi umanitari” realizzati da Conferenza Episcopale Italiana, la Comunità di Sant’Egidio la Federazione delle Chiese Evangeliche e la Tavola Valdese. In questo che è il primo evento pubblico del Papa con i migranti dopo la tragedia di Cutro, l’Aula Paolo VI sarà riempita da famiglie provenienti da numerosi Paesi in guerra o colpiti da gravi emergenze umanitarie come Siria, Iraq, Afghanistan, Somalia, Sud Sudan, Nigeria e Libia.
Un altro naufragio in Turchia: 4 morti
Milano - Nelle stesse ore in cui a Cutro, da quel fazzoletto di mare dove, due settimane fa si è consumata la terribile tragedia, riaffiorava un altro corpo portando il totale delle vittime accertate a 81, un’altra tragedia si consumava invece nel mare tra Turchia e Grecia. L’ennesimo naufragio degli ultimi che scappano e cercano rifugio in Europa: è di almeno quattro morti il bilancio del naufragio di due barconi con decine di migranti a bordo avvenuto nelle acque dell’Egeo davanti alla città turca di Kusadasi. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Anadolu, precisando che la Guardia costiera turca ha soccorso 38 persone. Non è chiaro il numero esatto di migranti che erano sui due barconi, mentre le operazioni di ricerca e soccorso non si fermano. Sono invece di due uomini gli ultimi due corpi riaffiorati nel tratto di mare dove domenica 26 febbraio é avvenuto il naufragio. Dopo il ritrovamento di ieri mattina, un altro cadavere è stato rinvenuto . Si tratta anche in questo caso di un uomo adulto, di circa 30 anni, in avanzato stato di composizione. Le vittime ora sono salite a 81. La premier Giorgia Meloni giovedì mattina riceverà a Palazzo Chigi i familiari delle vittime. Intanto sono iniziate ieri mattina le audizioni per la “procedura di ricollocamento” in Germania dei sopravvissuti al naufragio. Una delegazione mista dell’ufficio immigrazione, polizia federale e governo tedesco è giunta a Crotone e, nell’hotel nel quale sono ospitati i superstiti, ha iniziato a raccogliere le loro storie e verificare i documenti per permettere loro di trasferirsi dai parenti in Germania. La richiesta di ricollocazione e ricongiungimento familiare in Germania è stata fatta da gran parte dei 77 sopravvissuti (altri 4 sono i presunti scafisti che sono in carcere). A Pozzallo invece uno psicologo e un mediatore culturale di Medici Senza Frontiere stanno assistendo 15 delle 17 persone sopravvissute all’ultimo naufragio avvenuto nel Mediterraneo, quello che si è consumato nella notte tra sabato e domenica. Tutti provenienti dal Bangladesh, sono per la maggior parte giovani ragazzi tra i 18 e i 25 anni. Vengono tutti dallo stesso villaggio e ognuno di loro ha perso un amico o un conoscente. Solo un ragazzo viaggiava con dei familiari e ha perso lo zio e il cugino. Durante l’intervento di primo soccorso psicologico offerto da Medici senza frontiere è emerso che le persone erano partite l’8 marzo da Tobruk. Prima di essere soccorse da un mercantile hanno visto un elicottero sorvolare la loro barca. Mentre il mercantile provava a soccorrerli l’imbarcazione su cui navigavano si è capovolta e 30 persone hanno perso la vita.
«Ci siamo salvati perché siamo riusciti ad aggrapparci alla chiglia della barca. Tutti gli altri sono stati portati via dalle onde. Io sono rimasto incastrato sotto la barca e ho bevuto tantissima acqua» racconta un superstite al team di Msf. Intanto a Lampedusa è corsa contro il tempo per svuotare l’hotspot al collasso dopo l’ondata di arrivi degli ultimi giorni. Al centro di Contrada Imbriacola alla fine sono 1.015 i migranti rimasti dopo che alcuni trasferimenti ipotizzati per ieri sono saltati a causa del maltempo. (D. Fas. - Avvenire)
Studenti cattolici: dedicata ai migranti la scuola europea di formazione alla politica
Trento - Si è conclusa a Trento la seconda edizione della Scuola europea di formazione alla politica (Sefap) promossa dalla Fondazione Fuci. All’iniziativa hanno partecipato settanta studenti universitari provenienti da Germania, Austria, Polonia, Ucraina, Italia e Repubblica Ceca. Il tema dei migranti e delle migrazioni è stato al centro delle relazioni e del dibattito che ha caratterizzato le tre giornate di studio, ospitate presso il Museo diocesano dal 10 al 12 marzo. Nel saluto introduttivo, i coordinatori della Sefap hanno riassunto il senso dell’incontro fra universitari europei. “La pandemia sembrava averci unito, ci aveva costituito unica comunità umana, ci siamo sentiti – forse per la prima volta nella storia recente – davvero tutti sulla stessa barca, senza parti. Eravamo, insomma, tutti convinti che ne saremmo usciti migliori. Ci sentivamo al punto di svolta avvertendo l’entusiasmo palpabile che il nostro destino europeo si stava compiendo pienamente. Le bombe un anno fa sull’Ucraina, continuate a cadere incessantemente fino a oggi, hanno violentemente spento quell’entusiasmo. Giorno dopo giorno, mese dopo mese, ci siamo resi conto che quell’entusiasmo era solo emozionale e non razionale. Però quell’entusiasmo ci ha permesso di pensare ad un ordine internazionale costruito sulla solidarietà sociale ed edificato da una comunità di uomini e di donne che si riconoscono parte di una unica e grande comunità di popoli. In poche parole: se si è spento l’entusiasmo, si è accesa la speranza. Siamo convinti che anche le donne, gli uomini e i bambini arrivati senza vita sulla spiaggia di Steccato di Cutro nutrivano la nostra stessa speranza tra le speranze che li avevano spinti ad affrontare il mare in Marzo. Dinanzi ad un sistema sordo a fenomeni del genere, che parla di numeri e non di persone vacilla anche la nostra speranza. Avvertire un sistema che non riconosce il suo fallimento nel non avere impedito la fine della vita anche di una sola donna, di un solo uomo o di un solo bambino ci sconforta e ci scoraggia. Ma è quando la speranza vacilla che siamo chiamati a ricostruirne le fondamenta”. Alla scuola di formazione hanno portato la loro testimonianza anche alcune studentesse ucraine. “Ogni nuovo attacco porta nuovo dolore. Il nostro obiettivo come giovani è studiare, sviluppare il nostro Paese e fare tutto il possibile per migliorare la vita delle persone. Perché la vera vittoria per noi è un'Ucraina rinnovata, con un popolo democratico e un governo onesto” hanno detto le giovani appartenenti all’associazione di studenti cattolici “Obnova” nata nel 1930 a Leopoli. “Se un anno fa abbiamo deciso di costruire insieme questo luogo relazionale in cui desideriamo riconoscerci tutti europei, abbiamo scelto – consciamente o inconsciamente – da che parte della Storia stare. Abbiamo deciso di stare dalla parte dei valori che uomini come Alcide De Gasperi e Antonio Megalizzi hanno sognato, vissuto e difeso” si legge nella dichiarazione finale. La strada indicata dai giovani a Trento sul tema delle migrazioni è quella di un sistema di accoglienza diffusa, dove la persona accolta è rispettata nella sua dignità e integrata nel contesto sociale in cui arriva. “Bisogna dirsi ora – concludono i partecipanti – che una comunità mondiale costruita sulla solidarietà tra i popoli è possibile".
Vescovi GB: “dietro le statistiche, persone con un nome, un volto, una storia”
Card. Parolin: “passare da politiche di contenimento e restringimento a politiche di accoglienza”
Migranti: da inizio anno 20.017 arrivi
Centro Astalli: on line la raccolta dei discorsi ai rifugiati di papa Francesco
Migrantes: a Ferrara oggi la presentazione del rapporto Diritto d’Asilo
10 anni di pontificato di papa Francesco: mons. Perego, i quattro verbi sui quali “insiste sempre il Papa dovrebbero formare la nostra azione”
Striscione contro le stragi in mare: punita una squadra di calcio
Naufragio in Calabria: prime salme accolte a Bologna dal card. Zuppi
Naufragio in Calabria: Mons. Aloise, “i cuori di chi è morto in questo mare non devono smettere di battere”
13 Marzo 2023 - Pietrapaola - “La cultura della vita deve prevalere su quella della morte. Sempre. Non possono essere gli interessi economici a guidare le sorti dell’umanità. I cuori di chi è morto in questo mare, soprattutto i cuori di tutti quei bambini non devono smettere di battere, il loro battito è il nostro battito ogni volta che sceglieremo la via della vita”. Sono un inno a preservare, custodire e accogliere la vita le parole pronunciate dall’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Maurizio Aloise, a Pietrapaola, per il momento di preghiera e di riflessione per le vittime del naufragio di Cutro. Parole rivolte principalmente ai tanti bambini che hanno affollato la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, veri protagonisti di un momento che ha voluto rendere omaggio alle vite che sono state spezzate sulla spiaggia di Cutro, ma anche ai sogni e alle speranze che ognuno di quei cuori custodiva. L’appuntamento è stato organizzato e promosso dall’Ufficio diocesano per l’Apostolato del Mare diretto da don Giuseppe Ruffo, in sinergia con l’ufficio Migrantes diretto da Giovanni Fortino, che hanno accolto con entusiasmo il sincero moto di partecipazione emotiva degli studenti dell’istituto comprensivo di Mandatoriccio, plesso di Pietrapaola, diretto da Mirella Pacifico raccolto dal parroco di Santa Maria delle Grazie di Pietrapaola, don Umberto Sapia e fatto proprio dagli uffici diocesani. Presenti i parroci e numerosi sindaci del territorio con in testa il primo cittadino di Pietrapaola Manuela Labonia.
Toccante il momento conclusivo. Dal lancio dei palloncini bianchi degli studenti delle scuole dell’infanzia, fino al corteo sulla 106 e l’arrivo sulla spiaggia dove vi è stato un momenti di preghiera e il lancio in mare di una corona di fiori.