Primo Piano

Istat: in calo gli stranieri che acquisiscono la cittadinanza italiana

16 Marzo 2023 - Roma - Nel 2021 le acquisizioni di cittadinanza sono 121.457 (23,5‰ residenti; -7,8% rispetto al 2020). Si tratta prevalentemente di donne (il 50,7% in media nazionale), con differenze a livello regionale che vanno dal massimo della Valle d’Aosta/Vallée d'Aoste (il 55,5% di donne sul totale delle acquisizioni) all’Abruzzo dove si riscontra una maggiore presenza di uomini (solo il 46,6% di donne). Sono alcuni dati presenti nel report dell'Istat sugli stranieri residenti in Italia e nuovi cittadini. Le acquisizioni di cittadinanza si sono registrate prevalentemente nel Nord-ovest (38,5%) dove la presenza straniera è più radicata, con la Lombardia a fare da traino con il 24,3% di acquisizioni sul totale nazionale. In rapporto alla popolazione i valori più elevati si riscontrano in Valle d’Aosta/Vallée d'Aoste (54,1‰ residenti) e nella provincia autonoma di Trento (52,8‰); mentre in Campania si registra il valore più basso (9,6‰). Nell’ultimo triennio - sottolinea l'Istat - le regioni che hanno visto accrescere in modo lineare il numero di acquisizioni in rapporto alla popolazione sono state la provincia autonoma di Trento (che è passata dal 35,3‰ del 2019 al 52,8‰ del 2021) e l’Emilia-Romagna (dal 22,7‰ al 29,3‰), mentre valori decrescenti si riscontrano in Umbria (dal 31,5‰ al 23,1‰), in Abruzzo (dal 37,2‰ al 22,0‰) e in Puglia (dal 18,3‰ al 14,3‰). La principale modalità di acquisizione della cittadinanza italiana nel 2021 è la residenza (42% del totale), seguita a breve distanza dai procedimenti che avvengono per trasmissione del diritto dai genitori ai figli minori conviventi (32%). Sono, invece, molto meno rilevanti le acquisizioni per matrimonio (12%), l’elezione da parte dei nati in Italia al compimento del diciottesimo anno di età (8%) e la discendenza da avi italiani (6%). Il Mezzogiorno presenta un basso peso relativo di acquisizioni per matrimonio, residenza e trasmissione sul totale dei procedimenti (nel complesso pari al 71,7% contro l’88,6% del Nord e l’83,7% del Centro). Riveste, invece, maggiore importanza in quest’area, visto il passato di terra di emigrazione, l’acquisizione per discendenza da avi italiani (che rappresenta il 21,5% di tutti i procedimenti). In alcune regioni del Mezzogiorno lo ius sanguinis assorbe la maggior parte delle acquisizioni, come ad esempio in Calabria (33,9%). Nel complesso gli italiani per acquisizione della cittadinanza residenti in Italia al 1° gennaio 2021 sono 1.470.680ii. La numerosità di questa popolazione è rilevante non solo nell’interpretare la sostanziale stabilità della popolazione straniera negli ultimi anni, molti sono infatti coloro che negli anni da stranieri sono diventati italiani, ma anche nella lettura dei diversi fenomeni demografici. Si consideri ad esempio che nel 2021 molte nozze tra stranieri e italiani sono state in realtà celebrate tra stranieri e nuovi italiani (circa il 12% dei matrimoni misti). Dal punto di vista territoriale, si deve evidenziare che solamente il 12,5% dei nuovi cittadini risiede nel Mezzogiorno. Mentre soltanto in Lombardia ci sono oltre 348mila “nuovi cittadini”, in tutto il Mezzogiorno sono meno di 185mila. Se si considera l’insieme della popolazione di origine straniera (stranieri più nuovi cittadini) in diverse regioni del Centro-nord la quota di nuovi cittadini si colloca oltre il 20%; supera il 29% nelle Marche e il 26% in Veneto. La quota di nuovi cittadini resta al di sotto del 20% in tutto il Mezzogiorno tranne nelle regioni Molise e Abruzzo, dove però i numeri della popolazione di origine straniera sono contenuti. Considerando, inoltre, che molti di coloro che diventano cittadini italiani nel Mezzogiorno seguono una procedura per discendenza (si tratta perlopiù di eredi di emigranti italiani verso l’America Meridionale) è evidente che la stabilizzazione dei migranti nel nostro Paese continua ad avvenire al Centro-Nord, dove gli stranieri riescono ad avviare percorsi di integrazione che portano fino all’acquisizione della cittadinanza.

Italiani nel Mondo: oggi alla Camera dei Deputati si parla di “Turismo delle Radici”

16 Marzo 2023 - Roma - Si svolgerà questa mattina, alla Camera dei Deputati, la presentazione del volume "Scoprirsi italiani - I viaggi delle radici in Italia" di Marina Gabrieli, Riccardo Giumelli, Delfina Licata e Giuseppe Sommario, patrocinato dal Maeci. All'incontro promosso dall'on. Fabio Porta e dai colleghi eletti all'estero Toni Ricciardi, Christian Di Sanzo e Nicola Carè, interverranno il Responsabile del Progetto "Turismo delle radici" del Maeci, Giovanni Maria De Vita, il Direttore Rai Italia, Fabrizio Ferragni, il Coordinatore delle Consulte regionali presso ii CGIE, Luigi Scaglione, Sindaci, Rappresentanti dell'associazionismo e degli operatori del settore e gli autori del libro. Sarà una occasione importante per riflettere insieme su come implementare le politiche concernenti il Turismo delle radici coinvolgendo anche le organizzazioni degli italiani all'estero.

Istat: popolazione straniera residente in calo

16 Marzo 2023 - Roma - Al 31 dicembre 2021 in Italia la popolazione straniera residente ammonta a 5.030.716i unità, (-2,7% rispetto al 2020) ed è composta per il 50,9% da donne. L’incidenza della componente straniera sulla popolazione residente totale risulta pari all’8,5%. Sono alcuni dati presenti nel report dell'Istat "Stranieri residenti e nuovi cittadini: caratteristiche demografiche e distribuzione territoriale - anno 2021. Negli ultimi anni si assiste a una sostanziale stabilizzazione della popolazione straniera residente. È, infatti, rallentata la crescita rispetto al primo decennio degli anni Duemila, sia perché i flussi di immigrazione si sono ridotti, sia perché molti stranieri hanno nel frattempo acquisito la cittadinanza italiana. Anche la crescita naturale subisce un rallentamento, accentuato dalle conseguenze dirette e indirette dell’epidemia da Covid-19 (eccesso di mortalità, effetti recessivi sulle nascite). La geografia della presenza straniera in Italia segue un modello ormai sedimentato, spiega l'Istat: il Mezzogiorno rappresenta spesso una porta di ingresso nel caso di emergenze umanitarie, ma è al Centro-nord che preferibilmente gli stranieri eleggono la residenza. Nel Nord Italia si concentra il 59% della popolazione straniera (2 milioni 973mila). Il Nord-ovest è l’area più attrattiva, accogliendo oltre un terzo dei cittadini di origine non italiana. Un quarto della popolazione straniera risiede nel Centro (24,7%; 1 milione 241mila unità) ed è più contenuta la presenza nel Sud e nelle Isole (rispettivamente l’11,6% e il 4,6%). Quasi un terzo della popolazione straniera risiede in comuni con oltre 100mila abitanti, il 12% in comuni con oltre 250mila abitanti. Significativa è la presenza di cittadini stranieri in comuni di media dimensione (da 5mila a 20mila abitanti, 27,5%), mentre nei piccoli comuni (fino a 5mila) risiede solamente il 12,3%.

Vangelo Migrante: IV domenica di Quaresima – Vangelo (Gv 9, 1-41)

16 Marzo 2023 - L’acqua promessa alla Samaritana, nel vangelo di questa domenica diventa segno di guarigione. Non una qualsiasi guarigione ma un ritorno alla luce che fa vedere ogni cosa. Nel cammino di preparazione al battesimo degli adulti, il catecumenato, questa domenica è una tappa fondamentale: è la domenica della professione di fede. Come il cieco nato, anch’essi diranno: credo Signore! Tra i migranti che incontriamo e a cui rivolgiamo le nostre cure pastorali, ci sono diversi fratelli e sorelle impegnati in questo percorso. L’occasione di averli con noi può essere propizia per risvegliare la nostra tensione dell’inizio della vita cristiana. Essa non è per nulla scontata visto che anche da battezzati resta l’esigenza di una guarigione degli occhi di una fede spesso impastata da troppi distinguo o cortesi dinieghi rivolti a fratelli e sorelle battezzati alla stessa fonte o ad altri uomini e donne venuti da lontano e, come noi, chiamati alla fede. Lo sguardo umano, apparente mente neutro, sovente si adagia sull’esteriorità delle cose e delle relazioni fino a sostituire la verità nelle cose e nelle persone: l’esclusione del cieco è verità indiscussa e indiscutibile, per lui, per i suoi stessi parenti e ovviamente per quelli che l’hanno decretata. Non per Gesù. Perché il bisogno di vedere, in quell’uomo rimane. Non può spegnersi ciò per cui siamo stati creati. L’opera di Dio non può essere annientata. Ne è prova il fatto che la vista ricevuta crea un problema in comunità: il cieco (lo straniero) dove lo mettiamo? Non basta dire: “è ipocrisia”. Troppo facile. Qui si tratta di aver perso di vista Dio; è questo che produce ipocrisia, a tal punto che anche la lode che fa il cieco (dottrinalmente impeccabile) risulta inammissibile. Dio non vuole la morte di nessuno. E Gesù, che è da Dio, luce da luce, è venuto a fare cose che solo Dio sa fare. Ma perché questo accada è necessaria una fede che faccia vedere oltre il legalismo o il buonsenso in cui ci ricacciano le cose di questo mondo ma che non provengono da Dio e non portano a Dio. Che non capiti anche a noi che questa presunzione nella quale tentiamo di recintare la nostra vita e, in proiezione, quella di altri uomini e donne, faccia ancora esclamare al Maestro; “se foste ciechi non avreste alcun peccato; ma siccome dite “noi vediamo”, il vostro peccato rimane!” (p. Gaetano Saracino)  

Migrantes Campania: domani l’incontro della Commissione regionale

15 Marzo 2023 - Napoli – Domani mattina si riunirà a Napoli la Commissione regionale Migrantes della Campania. Saranno presenti il vescovo delegato Migrantes della Conferenza Episcopale Campana, mons. Giuseppe Mazzafaro, vescovo della diocesi di Cerreto Sannita - Telese - S. Agata dei Goti e il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. L’incontro di domani è stato preceduto, oggi, dalla visita ad alcune strutture della regione dove sono attivi progetti finanziati dall’Organismo pastorale della Cei. Tra questi, a Scampia, dove c’è una scuola per bambini rom. Qui, nel campo “Cupa Perillo” vivono centinaia di rom di provenienza perlopiù serba e bosniaca, cristiani ortodossi e musulmani. Con loro attività educative musicali per i bambini e gli adolescenti, assistenza legale per gli adulti e sul fronte pastorale attività con le famiglie. Mons. Felicolo, accompagnato dal direttore Migrantes della Campania, Antonio Bonifacio, ha visitato anche il campo rom di Giugliano incontrando, tra le case e le baracche, gli abitanti dell'accampamento. Questa mattina, insieme al vescovo delegato della regione, mons. Mazzafaro, mons. Felicolo ha visitato anche un' azienda agricola dove sono inseriti lavoratori immigrati grazie ad un progetto finanziato dalla Fondazione Migrantes: un progetto che aiuta i migranti a sfuggire alle reti di caporalato. Inoltre la visita alla casa – messa a disposizione dalla diocesi di Salerno – Campagna-Acerno, dove questi lavoratori vivono. Questa sera l'incontro con alcune famiglie ucraine scappate dalla guerra e ospitate dalla diocesi salernitana. (Raffaele Iaria)

L’appello del Garante: servono tutori per i minori stranieri non accompagnati

15 Marzo 2023 -

Roma - Con gli sbarchi in continuo aumento c’è sempre più bisogno di tutori volontari per i migranti sotto i 18 anni. Anche perchè nei primi mesi del 2023 è quasi triplicato il numero dei minori stranieri sbarcati in Italia senza adulti di riferimento: sono 1.965, mentre nello stesso periodo dello scorso anno erano 737. Da qui nasce l’appello dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Carla Garlatti. «È uno strumento quello del tutore che - ricorda Garlatti - esiste da tempo e funziona ma che va ulteriormente promosso, soprattutto nelle regioni di approdo. Senza trascurare però la rotta balcanica, che pure è utilizzata dai tanti ragazzi che scappano da soli dai regimi e dai conflitti».

Naufragio in Calabria: Migrantes Asti, oggi preghiera con mons. Prastaro

15 Marzo 2023 -
Asti - Di fronte alle vittime del naufragio avvenuto davanti alle coste di Cutro, in provincia di Crotone, domenica 26 febbraio, il vescovo di Asti, mons. Marco Prastaro, attraverso l’Ufficio Migrantes della diocesi  invita tutte le realtà diocesane, i rappresentanti delle diverse fedi religiose, le associazioni e tutti coloro che "si sentono toccati da questa tragedia" a partecipare a un incontro di riflessione e preghiera, questa sera, mercoledì 15 marzo, alle 18.30, presso il Foyer delle famiglie di via Milliavacca, 5. Chi desidera portare il proprio contributo attraverso la lettura di un testo o una testimonianza può farlo comunicandolo - fa sapere la Migrantes diocesana,  è pregato di comunicarlo a Paolo Maccario scrivendo a migrantes.asti@gmail.com".

Naufragio in Calabria: sale a 86 il numero delle vittime

15 Marzo 2023 - Roma - Altri cinque corpi senza vita sono stati trovati nell'area del naufragio di migranti avvenuto il 26 febbraio scorso a Steccato di Cutro, in provincia di Crotone sulle coste calabresi. Si tratta di un bambino tra i 7 e gli 8 anni e di una bambina di 3 anni circa, oltre ai corpi di tre adulti, due uomini e una donna, di cui ancora non si conosce l'età. Il corpo del piccolo è stato individuato a Praialonga. Sale così a 35 il numero dei minori deceduti nel naufragio e diventano 26 quelli compresi nella fascia d'età tra 0 e 12 anni. Mentre sono 86 le vittime ufficiali del naufragio.

Corridoi umanitari: papa Francesco riceve, sabato, i profughi e le famiglie che hanno accolto

15 Marzo 2023 -

Roma - Rappresenta un evento di notevole rilievo sul fronte della questione-migranti quello di sabato prossimo, 18 marzo, alle 11.30, in cui papa Francesco riceverà in udienza tutti i profughi e i rifugiati venuti in Italia e in Europa grazie ai “corridoi umanitari” realizzati da Conferenza Episcopale Italiana, la Comunità di Sant’Egidio la Federazione delle Chiese Evangeliche e la Tavola Valdese. In questo che è il primo evento pubblico del Papa con i migranti dopo la tragedia di Cutro, l’Aula Paolo VI sarà riempita da famiglie provenienti da numerosi Paesi in guerra o colpiti da gravi emergenze umanitarie come Siria, Iraq, Afghanistan, Somalia, Sud Sudan, Nigeria e Libia.

Un altro naufragio in Turchia: 4 morti

15 Marzo 2023 -

Milano - Nelle stesse ore in cui a Cutro, da quel fazzoletto di mare dove, due settimane fa si è consumata la terribile tragedia, riaffiorava un altro corpo portando il totale delle vittime accertate a 81, un’altra tragedia si consumava invece nel mare tra Turchia e Grecia. L’ennesimo naufragio degli ultimi che scappano e cercano rifugio in Europa: è di almeno quattro morti il bilancio del naufragio di due barconi con decine di migranti a bordo avvenuto nelle acque dell’Egeo davanti alla città turca di Kusadasi. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Anadolu, precisando che la Guardia costiera turca ha soccorso 38 persone. Non è chiaro il numero esatto di migranti che erano sui due barconi, mentre le operazioni di ricerca e soccorso non si fermano. Sono invece di due uomini gli ultimi due corpi riaffiorati nel tratto di mare dove domenica 26 febbraio é avvenuto il naufragio. Dopo il ritrovamento di ieri mattina, un altro cadavere è stato rinvenuto . Si tratta anche in questo caso di un uomo adulto, di circa 30 anni, in avanzato stato di composizione. Le vittime ora sono salite a 81. La premier Giorgia Meloni giovedì mattina riceverà a Palazzo Chigi i familiari delle vittime. Intanto sono iniziate ieri mattina le audizioni per la “procedura di ricollocamento” in Germania dei sopravvissuti al naufragio. Una delegazione mista dell’ufficio immigrazione, polizia federale e governo tedesco è giunta a Crotone e, nell’hotel nel quale sono ospitati i superstiti, ha iniziato a raccogliere le loro storie e verificare i documenti per permettere loro di trasferirsi dai parenti in Germania. La richiesta di ricollocazione e ricongiungimento familiare in Germania è stata fatta da gran parte dei 77 sopravvissuti (altri 4 sono i presunti scafisti che sono in carcere).   A Pozzallo invece uno psicologo e un mediatore culturale di Medici Senza Frontiere stanno assistendo 15 delle 17 persone sopravvissute all’ultimo naufragio avvenuto nel Mediterraneo, quello che si è consumato nella notte tra sabato e domenica. Tutti provenienti dal Bangladesh, sono per la maggior parte giovani ragazzi tra i 18 e i 25 anni. Vengono tutti dallo stesso villaggio e ognuno di loro ha perso un amico o un conoscente. Solo un ragazzo viaggiava con dei familiari e ha perso lo zio e il cugino. Durante l’intervento di primo soccorso psicologico offerto da Medici senza frontiere è emerso che le persone erano partite l’8 marzo da Tobruk. Prima di essere soccorse da un mercantile hanno visto un elicottero sorvolare la loro barca. Mentre il mercantile provava a soccorrerli l’imbarcazione su cui navigavano si è capovolta e 30 persone hanno perso la vita.

«Ci siamo salvati perché siamo riusciti ad aggrapparci alla chiglia della barca. Tutti gli altri sono stati portati via dalle onde. Io sono rimasto incastrato sotto la barca e ho bevuto tantissima acqua» racconta un superstite al team di Msf. Intanto a Lampedusa è corsa contro il tempo per svuotare l’hotspot al collasso dopo l’ondata di arrivi degli ultimi giorni. Al centro di Contrada Imbriacola alla fine sono 1.015 i migranti rimasti dopo che alcuni trasferimenti ipotizzati per ieri sono saltati a causa del maltempo. (D. Fas. - Avvenire)

Studenti cattolici: dedicata ai migranti la scuola europea di formazione alla politica

14 Marzo 2023 -

Trento - Si è conclusa a Trento la seconda edizione della Scuola europea di formazione alla politica (Sefap) promossa dalla Fondazione Fuci. All’iniziativa hanno partecipato settanta studenti universitari provenienti da Germania, Austria, Polonia, Ucraina, Italia e Repubblica Ceca. Il tema dei migranti e delle migrazioni è stato al centro delle relazioni e del dibattito che ha caratterizzato le tre giornate di studio, ospitate presso il Museo diocesano dal 10 al 12 marzo. Nel saluto introduttivo, i coordinatori della Sefap hanno riassunto il senso dell’incontro fra universitari europei. “La pandemia sembrava averci unito, ci aveva costituito unica comunità umana, ci siamo sentiti – forse per la prima volta nella storia recente – davvero tutti sulla stessa barca, senza parti. Eravamo, insomma, tutti convinti che ne saremmo usciti migliori. Ci sentivamo al punto di svolta avvertendo l’entusiasmo palpabile che il nostro destino europeo si stava compiendo pienamente. Le bombe un anno fa sull’Ucraina, continuate a cadere incessantemente fino a oggi, hanno violentemente spento quell’entusiasmo. Giorno dopo giorno, mese dopo mese, ci siamo resi conto che quell’entusiasmo era solo emozionale e non razionale.  Però quell’entusiasmo ci ha permesso di pensare ad un ordine internazionale costruito sulla solidarietà sociale ed edificato da una comunità di uomini e di donne che si riconoscono parte di una unica e grande comunità di popoli. In poche parole: se si è spento l’entusiasmo, si è accesa la speranza. Siamo convinti che anche le donne, gli uomini e i bambini arrivati senza vita sulla spiaggia di Steccato di Cutro nutrivano la nostra stessa speranza tra le speranze che li avevano spinti ad affrontare il mare in Marzo. Dinanzi ad un sistema sordo a fenomeni del genere, che parla di numeri e non di persone vacilla anche la nostra speranza. Avvertire un sistema che non riconosce il suo fallimento nel non avere impedito la fine della vita anche di una sola donna, di un solo uomo o di un solo bambino ci sconforta e ci scoraggia. Ma è quando la speranza vacilla che siamo chiamati a ricostruirne le fondamenta”. Alla scuola di formazione hanno portato la loro testimonianza anche alcune studentesse ucraine. “Ogni nuovo attacco porta nuovo dolore. Il nostro obiettivo come giovani è studiare, sviluppare il nostro Paese e fare tutto il possibile per migliorare la vita delle persone. Perché la vera vittoria per noi è un'Ucraina rinnovata, con un popolo democratico e un governo onesto” hanno detto le giovani appartenenti all’associazione di studenti cattolici “Obnova” nata nel 1930 a Leopoli. “Se un anno fa abbiamo deciso di costruire insieme questo luogo relazionale in cui desideriamo riconoscerci tutti europei, abbiamo scelto – consciamente o inconsciamente – da che parte della Storia stare. Abbiamo deciso di stare dalla parte dei valori che uomini come Alcide De Gasperi e Antonio Megalizzi hanno sognato, vissuto e difeso” si legge nella dichiarazione finale. La strada indicata dai giovani a Trento sul tema delle migrazioni è quella di un sistema di accoglienza diffusa, dove la persona accolta è rispettata nella sua dignità e integrata nel contesto sociale in cui arriva. “Bisogna dirsi ora – concludono i partecipanti – che una comunità mondiale costruita sulla solidarietà tra i popoli è possibile".

Vescovi GB: “dietro le statistiche, persone con un nome, un volto, una storia”

14 Marzo 2023 -
Londra - "Il nostro punto di partenza come società deve essere quello di riconoscere i migranti e i rifugiati come persone. Dobbiamo capire le loro storie, le ragioni per cui hanno lasciato le loro terre d’origine e le speranze di costruire un futuro qui”. Lo afferma il vescovo Paul McAleenan, responsabile per i Migranti e i Rifugiati della Conferenza Episcopale d’Oltre Manica, presentando una nuova pubblicazione del Dipartimento per gli affari internazionali della Conferenza episcopale cattolica di Inghilterra e Galles. Un testo articolato per un approccio al fenomeno migratoria che “pone l’essere umano al centro dell’azione pastorale, guardando oltre le statistiche e le politiche, alla persona – ognuna con un nome, un volto e una storia”. Il documento offre 24 principi guida ed è sostenuto da Santa Sede, Comece, Cafod, Csan e la “Caritas Social Action Network”. Nel presentare la pubblicazione, la Conferenza episcopale afferma: “nel 2023, le persone che compiono viaggi pericolosi attraverso la Manica per raggiungere il Regno Unito vengono chiamate con vari nomi: ‘rifugiati’, ‘richiedenti asilo’, ‘migranti’ e spesso con termini più dispregiativi”. I vescovi inglesi chiedono un drastico rovesciamento di prospettiva: “Non dovremmo mai vedere le persone che arrivano da altrove come un problema politico da risolvere quanto piuttosto come fratelli e sorelle verso i quali abbiamo una responsabilità e che arricchiscono molto le nostre comunità”.

Card. Parolin: “passare da politiche di contenimento e restringimento a politiche di accoglienza”

14 Marzo 2023 -
Roma - “Con il presidente Meloni abbiamo parlato della regolarizzazione dei flussi migratori, che si può tradurre nell’apertura di corridoi umanitari”. Lo ha rivelato il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, conversando con i giornalisti a margine della presentazione del libro di padre Antonio Spadaro, “L’atlante di Francesco”, al termine del quale il cardinale si è intrattenuto privatamente con la premier Giorgia Meloni, anche lei intervenuta all’evento. “Certe volte ci sono state politiche volte al contenimento e al restringimento, di tipo repulsivo, anche in Europa”, ha osservato Parolin: “Bisogna passare a politiche più aperte all’accoglienza”. “Occorre tradurre gli orientamenti di Papa Francesco nelle politiche degli Stati”, ha sottolineato Parolin facendo presente che “le migrazioni sono un tema complesso”.

Migranti: da inizio anno 20.017 arrivi

14 Marzo 2023 -
Roma - Gli sbarchi degli ultimi giorni portano il totale dell'anno a 20.017 arrivi, più del triplo di quelli registrati nello stesso periodo del 2022 (6.152). Per quanto riguarda i richiedenti asilo - oggetto di una stretta per la protezione speciale lo scorso anno il 53% delle richieste si è chiuso con un diniego. E tra i tre tipi di protezione accordati, quella speciale è la più frequente (10.865 casi). I morti ed i dispersi lungo la rotta del Mediterraneo centrale - la più letale - sono 323, secondo il progetto Missing migrants dell'Oim, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni. In tutto il 2022 ne sono stati stimati 1.410. L'impennata di arrivi - evidenziano i dati del Viminale - si è concentrata in particolare nei tre giorni 9-11 marzo, quando sono giunte 4.566 persone. Le nazionalità più rappresentate sono ivoriani (2.410), guineani (2.380) e bengalesi (1.506). I minori non accompagnati sono 1.965. Il totale di immigrati inseriti nel sistema di accoglienza sono 109.294 al 28 febbraio. La maggior parte dei migranti (74.937) è in centri di accoglienza non gestiti dalla rete Sai, dove vivono in 33.244. In 1.113 si trovano negli hotspot. Sul versante delle domande di protezione internazionale, lo scorso anno ne sono state presentate 77.195, a fronte di 217.735 in Germania, 137.505 in Francia e 116.140 in Spagna. Le domande esaminate sono state invece 52.625: per 27.385 c'è stato il diniego (il 53%).

Centro Astalli: on line la raccolta dei discorsi ai rifugiati di papa Francesco

13 Marzo 2023 -
Roma - In occasione dei dieci anni del pontificato di Papa Francesco, il Centro Astalli pubblica una raccolta di suoi discorsi rivolti ai rifugiati del Centro Astalli e del Jrs (Jesuit refugee service), con prefazione di padre Arturo Sosa, superiore generale della Compagnia di Gesù, e introduzione di padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli. Il testo, con in copertina un’immagine dell’illustratore e vignettista Mauro Biani, sarà distribuito domani in occasione dell’incontro “La crisi climatica tra guerre e mobilità umana: una lettura interreligiosa. “Mentre nel Mediterraneo si continuano a contare le vittime della terza guerra mondiale a pezzi e della globalizzazione dell’indifferenza, il pontificato di Francesco compie 10 anni. Anni di costante attenzione e vicinanza alle periferie esistenziali e ai rifugiati, di impegno totale per la pace nel mondo, affrontando la complessità delle sfide del nostro tempo sempre con visione e umanità”, commenta padre Ripamonti: “Siamo grati a Papa Francesco che dal discorso alla mensa del Centro Astalli, il 10 settembre 2013, ha sempre rappresentato un baluardo per i tanti che ogni giorno si impegnano nel servizio agli ultimi, cercando di sovvertire diseguaglianze e sperequazioni”.

Migrantes: a Ferrara oggi la presentazione del rapporto Diritto d’Asilo

13 Marzo 2023 -
Ferrara – Questo pomeriggio, nella sede del Dipartimento di Giurisprudenza a Ferrara, è in programma un incontro di presentazione del Rapporto 2022 della Fondazione Migrantes sul diritto d’asilo. Il Seminario è organizzato nell’ambito dei corsi di Cliniche Legali, Diritto europeo dell’immigrazione, Sociologia del diritto. Appuntamento alle ore 15 nella Sala Consiliare del Dipartimento. Dopo i saluti istituzionali di Serena Forlati (Direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Università di Ferrara), Rinaldo Argentieri (Prefetto di Ferrara) ed Elisabetta Balsamo (Dirigente Ufficio Immigrazione della Questura di Ferrara), vi sarà l’introduzione da parte dell’arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego. L’incontro, coordinato da Orsetta Giolo (Università Ferrara), vedrà poi gli interventi di Cristina Molfetta della Fondazione Migrantes, Gianfranco Schiavone dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione e Alessandra Annoni dell’Università di Ferrara.

10 anni di pontificato di papa Francesco: mons. Perego, i quattro verbi sui quali “insiste sempre il Papa dovrebbero formare la nostra azione”

13 Marzo 2023 - Roma - Oggi ricorrono i dieci anni di pontificato di papa Francesco. Un pontificato che è stato aperto dal viaggio a Lampedusa, “in quell’incrocio di sguardi, parole, silenzio e morte,  e che dieci anni dopo vede ancora volti di morti e di sofferenza nel naufragio di Cutro”, dice il presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione Cei per le migrazioni, mons. Gian Carlo Perego aggiungendo all’Adnkronos come il Pontefice “invita all’accoglienza e a lottare contro ogni forma di sfruttamento. I migranti sono al centro del pontificato del Papa e come ha detto il card. Czerny sono davvero un sacramento, un luogo dove riconoscere la presenza del Signore”. Va ascoltato il suo impegno che “deve essere forte per tutti, ad accogliere, a tutelare, a promuovere e ad integrare. I quattro verbi sui quali insiste sempre il Papa e che dovrebbero formare la nostra azione ecclesiale, sociale e politica”, ha detto mons. Perego ricordando i tanti incontri con i migranti di papa Francesco: “in tutti gli incontri al centro c’è sempre stato l’impegno continuo per i migranti, i più deboli”.

Striscione contro le stragi in mare: punita una squadra di calcio

13 Marzo 2023 - Roma - «Cimitero Mediterraneo, basta morti in mare». È costato caro all'Athletic Brighela, squadra di calcio dilettanti di Bergamo, lo striscione di solidarietà ai migranti e alle vittime della strage di Cutro mostrato due domenice fa prima del calcio d'inizio di una partita del campionato di Terza categoria: benché il messaggio fosse positivo, il giudice sportivo ha comminato all'Athletic Brighela una multa da 550 euro perché la squadra ha esposto lo striscione nonostante l’arbitro non lo avesse autorizzato. Sui social è scattata una “colletta” tra tifosi e cittadini di tutta Italia per contribuire al pagamento dell’ammenda e la vicenda è diventata in poche ore un caso mediatico (L. Bonz. - Avvenire)    

Naufragio in Calabria: prime salme accolte a Bologna dal card. Zuppi

13 Marzo 2023 - Bologna - «Sono nostri fratelli. Il loro dolore è il nostro dolore, dobbiamo ricordarci le loro storie. Dobbiamo ricordarci l’Afghanistan. Ci siamo commossi per quelli che scappavano aggrappati a un aereo e poi ci siamo dimenticati». Sono le parole pronunciate dall’arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il card. Matteo Zuppi, che ha reso omaggio alle sette salme delle vittime della strage di Cutro trasferite al cimitero islamico di Borgo Panigale, nei pressi del capoluogo emiliano, dove venerdì  sono stati celebrati i funerali. «Le lacrime sono uguali per tutti, ci rendono tutti un po’ più umani, forse ci aiutano a capire cosa significano queste traversate» ha affermato il cardinale. A officiare il rito, in forma privata, in presenza dei familiari delle persone decedute nel naufragio, è stato Yassine Lafram, presidente dell’Unione Comunità Islamiche d’Italia.

Naufragio in Calabria: Mons. Aloise, “i cuori di chi è morto in questo mare non devono smettere di battere”

13 Marzo 2023 - Pietrapaola - “La cultura della vita deve prevalere su quella della morte. Sempre. Non possono essere gli interessi economici a guidare le sorti dell’umanità. I cuori di chi è morto in questo mare, soprattutto i cuori di tutti quei bambini non devono smettere di battere, il loro battito è il nostro battito ogni volta che sceglieremo la via della vita”. Sono un inno a preservare, custodire e accogliere la vita le parole pronunciate dall’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Maurizio Aloise, a Pietrapaola, per il momento di preghiera e di riflessione per le vittime del naufragio di Cutro. Parole rivolte principalmente ai tanti bambini che hanno affollato la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, veri protagonisti di un momento che ha voluto rendere omaggio alle vite che sono state spezzate sulla spiaggia di Cutro, ma anche ai sogni e alle speranze che ognuno di quei cuori custodiva. L’appuntamento è stato organizzato e promosso dall’Ufficio diocesano per l’Apostolato del Mare diretto da don Giuseppe Ruffo, in sinergia con l’ufficio Migrantes diretto da Giovanni Fortino, che hanno accolto con entusiasmo il sincero moto di partecipazione emotiva degli studenti dell’istituto comprensivo di Mandatoriccio, plesso di Pietrapaola, diretto da Mirella Pacifico raccolto dal parroco di Santa Maria delle Grazie di Pietrapaola, don Umberto Sapia e fatto proprio dagli uffici diocesani. Presenti i parroci e numerosi sindaci del territorio con in testa il primo cittadino di Pietrapaola Manuela Labonia. Toccante il momento conclusivo. Dal lancio dei palloncini bianchi degli studenti delle scuole dell’infanzia, fino al corteo sulla 106 e l’arrivo sulla spiaggia dove vi è stato un momenti di preghiera e il lancio in mare di una corona di fiori.