Primo Piano

Mese di aprile: video del Papa per netto no alla guerra

31 Marzo 2023 -

Città del Vaticano - «La guerra è una follia, è fuori dalla ragione». A sessant’anni dalla pubblicazione della Pacem in Terris, papa Francesco fa proprie le parole di Giovanni XXIII e invita la Chiesa a pregare per «una maggiore diffusione di una cultura della nonviolenza, che passa per un sempre minore ricorso alle armi, sia da parte degli Stati sia dei cittadini». Nel video dedicato al mese di aprile, con l’intenzione di preghiera affidata a tutta la Chiesa cattolica attraverso la Rete mondiale di preghiera del Papa, il Vescovo di Roma ricorda che «vivere, parlare e agire senza violenza non significa arrendersi, né perdere, né rinunciare a nulla. È aspirare a tutto». Il prossimo 11 aprile ricorrono infatti i 60 anni dalla promulgazione della Lettera enciclica di papa Roncalli (19632023). Nel video di questo mese compaiono i ritratti in bianco e nero di san Giovanni XXIII, Gandhi, Martin Luther King, santa Teresa di Calcutta, in mezzo agli scenari di guerra e distruzione: dall’Ucraina al Medio Oriente, fino alle sparatorie in Paesi come gli Stati Uniti.

Dal momento che «ogni guerra, ogni scontro armato, finisce con l’essere sempre una sconfitta per tutti», il Pontefice esorta «a far crescere una cultura della pace». «Anche nei casi di legittima difesa - sottolinea l’obiettivo è la pace» e «una pace duratura può essere solo una pace senza armi».

Per questo l’appello che il Papa rivolge nel video messaggio, pronunciato in lingua spagnola, è a fare «della nonviolenza, sia nella vita quotidiana sia nelle relazioni internazionali, una guida per il nostro agire». (Ulteriori informazioni su www.ilvideodelpapa.org).

Rom e Viaggianti: Ambasciatori dell’istruzione inclusiva riuniti a Strasburgo

31 Marzo 2023 - Strasburgo - Undici “Ambasciatori dell'Istruzione inclusiva", provenienti da Albania, Bulgaria, Repubblica ceca, Ungheria, Portogallo, Romania, Repubblica slovacca e Regno Unito, si soino riuniti nei giorni scorsi per la prima volta per parlare di come promuovere un’istruzione inclusiva di qualità per i Rom e i Viaggianti nei loro rispettivi paesi nei prossimi mesi. Gli Ambasciatori, tra cui figurano attivisti per i diritti umani rom e non rom, ex studenti di scuole segregate e speciali, insegnati, dirigenti scolastici e giornalisti, hanno condiviso storie motivanti sull’istruzione inclusiva per il comune obiettivo di promuovere un’istruzione inclusiva di qualità per tutti i minori. La riunione che si è svolta a Strasburgo è stata l'occasione per aiutare a elaborare e a realizzare attività di comunicazione sul valore e sul vantaggio dell’istruzione inclusiva e della desegregazione scolastica. Gli Ambasciatori sosterranno inoltre gli insegnanti e le autorità scolastiche pertinenti al fine di migliorare i processi di apprendimento e governance per rispondere alle esigenze di tutti i minori, indipendentemente dalle loro differenze socio-economiche, etniche, linguistiche e di altra natura. Questo progetto è condotto nel quadro del Progetto congiunto dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa, Scuole inclusive: fare la differenza per i bambini rom.

Flussi d’ingresso stranieri e piano triennale del lavoro

31 Marzo 2023 -Roma - Con la pubblicazione del comunicato stampa del 28 marzo 2023 Scorso  il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS) ha comunicato l’attivazione di un tavolo di confronto con le parti sociali per lavorare al piano triennale dei fabbisogni. E’ stato avviato così il confronto per un'analisi del mercato del lavoro utile alla definizione delle quote massime di ingressi di lavoratori stranieri in Italia per il triennio 2023-2025: si tratta della nuova procedura introdotta dal D.L. n. 20/2023 (c.d. "decreto Cutro"). Le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale, presenti all’incontro, si sono impegnate a condividere entro il 5 aprile una previsione puntuale dei fabbisogni occupazionali, stagionali e non stagionali, nei settori di riferimento. E’ stata rappresentata altresì l'urgenza dell'emanazione di un nuovo decreto flussi, nelle more della predisposizione del decreto triennale, che possa assorbire l'eccedenza di domande già presentate (in breve tempo si è superato il numero di 240mila, risultando ben superiore ai posti messi a disposizione dal Governo, 82.705), riducendo al massimo gli ulteriori adempimenti a carico dei datori di lavoro. La richiesta avanzata dalle parti sociali è di un sensibile allargamento delle quote, dei settori di impiego dei lavoratori e dei Paesi di origine previsti dai decreti flussi. Chiesta anche una ulteriore semplificazione delle procedure per renderle più flessibili e corrispondenti alle esigenze del mercato del lavoro (non sempre programmabili con largo anticipo), comprimendo il tempo che intercorre tra la domanda e l'arrivo del lavoratore in Italia e introducendo un meccanismo per assumere lavoratori stranieri già presenti in Italia, ma privi di permesso di soggiorno. Come sommariamente accennato, si sta facendo spazio l’ipotesi di un nuovo decreto flussi che possa assorbire le domande presentate che hanno superato le quote disponibili e che pertanto non possono essere accettate. La richiesta delle parti sociali sembra essere proprio questa, emanare cioè un nuovo provvedimento nelle more della predisposizione del nuovo piano triennale previsto dal c.d. decreto Cutro, oltre che ridurre gli ulteriori adempimenti a carico dei datori di lavoro. Dalla riunione non è emersa solamente la necessità di un notevole allargamento delle quote di ingresso, ma anche dell’estensione dei Paesi di provenienza dei lavoratori previsti e dei settori di impiego dei lavoratori. Come riportato da ANSA, infatti, secondo Coldiretti ci sarebbe bisogno di almeno 100.000 lavoratori nelle campagne per colmare la mancanza di manodopera. Ma l’agricoltura non è l’unico settore in difficoltà, Assindatcolf (Associazione Sindacale Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico), ad esempio, chiede di allargare il decreto flussi anche a colf e badanti, finora esclusi. Si tratta di un settore che secondo l’associazione richiede 23.000 nuovi lavoratori l’anno. Le organizzazioni intervenute, inoltre, hanno chiesto una ulteriore semplificazione delle procedure, in modo tale da renderle più flessibili e coerenti con le esigenze del mercato del lavoro, che non sempre si possono programmare con così largo anticipo. Una delle ipotesi avanzate in questo senso sarebbe la riduzione del tempo tra l’invio della domanda e l’arrivo dei lavoratori in Italia e l’introduzione di un meccanismo che permetta di assumere lavoratori non comunitari già presenti in Italia ma che non dispongono del permesso di soggiorno. (Alessandro Pertici)    

Consiglio Europa: condannata Italia per accoglienza e respingimenti

31 Marzo 2023 - Bruxelles  - Condizioni di accoglienza disumane, detenzione illegale, deportazione di massa senza esame individuale. È dura la condanna contro l'Italia emessa dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (dipendente dal Consiglio d'Europa, che non c'entra con l'Ue). L'ennesimo caso di una lunga serie di condanne dell'Italia sul fronte dei migranti. Non solo: sempre ieri l'organo anti-tortura del Consiglio d'Europa (Cpt) ha bocciato i respingimenti alle frontiere marittime e terrestri dell'Unione europea. Nel mirino anche i maltrattamenti dei migranti. Al centro dell'esame del Consiglio d'Europa è stata la vicenda di quattro tunisini nati tra il 1989 e il 1993, partiti verso l'Italia su barchini improvvisati nell'ottobre del 2017 e poi salvati da una nave italiana. Furono quindi portati nell' hotspot di Lampedusa per l'identificazione e la registrazione. A quel punto, hanno denunciato alla Corte, furono tenuti per dieci giorni in stato di detenzione senza potersi allontanare né interagire con le autorità, il tutto, in condizioni «disumane e degradanti». Poco dopo i quattro, insieme ad altri 40 individui, sono stati portati all'aeroporto dell'isola e poi allo scalo di Palermo per esser rimpatriati. Questo dopo aver dovuto firmare solo subito prima dell'imbarco documenti che non capivano, risultati poi essere ordini di divieto d'ingresso della questura di Agrigento. Circostanze che hanno spinto la Cedu a condannare l'Italia per tre fattispecie: violazione dell'articolo 3 della Convenzione dei diritti umani (divieto di trattamenti disumani e degradanti); dell'articolo 5 paragrafi 1, 2 e 4 (diritto alla libertà e alla sicurezza); e dell'articolo 4 del protocollo n.4 (divieto di espulsione collettiva). « La Corte - si legge nel comunicato - ha rilevato in particolare che il governo non è stato in grado di replicare alle accuse che le condizioni nell'hotspot fossero inadeguate; che la loro (dei cittadini tunisini, ndr) presenza in loco fosse una detenzione che non era il risultato di un ordine ufficiale né limitata al tempo necessario per chiarire la loro situazione o inviarli altrove, come lo richiede la legge; la loro situazione non è stata oggetto di una valutazione individuale prima dell'adozione dei decreti di respingimento, nei quali hanno ravvisato un'espulsione collettiva». La Corte avverte che l'hotspot in cui erano alloggiati i quattro «era circondato da sbarre, catenacci e barriere» e che i tunisini « non erano autorizzati a uscire», con «insufficienza di igiene e spazio». «Sarebbe bene - dichiara la Cedu - che il legislatore verifichi la natura degli hotspot, nonché i diritti materiali e procedurali delle persone che vi si trovano ». Soprattutto, «le difficoltà provocate dall'afflusso di migranti e richiedenti asilo non esonerano gli Stati membri dai loro obblighi nel quadro dell'articolo 3 (della Convenzione, ndr) ». Inoltre «il governo non ha dimostrato che l'ingresso era stato rifiutato ai ricorrenti, che una decisione di rimpatrio fosse stata presa o che fosse avviata una procedura di espulsione prima che gli interessati si vedessero consegnare all'aeroporto i decreti di respingimento». Non basta. « Il governo non ha confutato l'accusa dei ricorrenti, secondo la quale non sono stati ascoltati individualmente prima che fossero firmati i decreti di respingimento». Dunque vi è «un'espulsione collettiva contraria alla Convenzione ». L'Italia dovrà pagare a ciascuno dei quattro tunisini 8.500 euro per danni morali più 4.000 euro per le spese processuali. (Giovanni Maria Del Re - Avvenire)

Migrantes Udine: domani veglia di preghiera per le comunità di cattolici immigrati

30 Marzo 2023 - Udine - Ritorna anche quest’anno la consueta veglia di preghiera con Adorazione eucaristica nel tempo di Quaresima, dedicata alle comunità cattoliche immigrate della diocesi di Udine. La cerimonia, organizzata dall’Ufficio diocesano Migrantes, avrà luogo domani, venerdì 31 marzo 2023, alle ore 20.30, e sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato. Ad ospitare l’incontro di preghiera sarà la chiesa di Santa Maria delle Neve, in via Ronchi a Udine (ex Cappuccini), attualmente affidata alla cura delle Suore del Sacri Cuori di Gesù e Maria, luogo di particolare riferimento della comunità brasiliana. Quest’anno sono previsti anche due canti a cura delle comunità immigrate ivoriana e ghanese. L’arcivescovo, oltre a guidare la preghiera, terrà l'omelia e successivamente saranno elevate delle particolari invocazioni sia per coloro che hanno lasciato la terra di origine intraprendendo la strada dell’immigrazione, sia per la pace nel mondo. Oltre alla Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato – prevista per l’ultima domenica di settembre -, le comunità immigrate propongono due momenti annuali di Adorazione Eucaristica, uno durante l’Avvento e l’altro in Quaresima, entrambi presieduti dall’arcivescovo.  

Migrantes Messina-Lipari-S. Lucia del Mela: Via Crucis itinerante e il card. Krajeski

30 Marzo 2023 - Messina - Tanta partecipazione dall’inizio alla fine della Via Crucis per i Migranti che si è svolta ieri a messina. Oltre due ore vissute lungo un tragitto che ci ha fatto pregare e riflettere sul fenomeno delle migrazioni forzate e sul dramma di quanti perdono la vita lungo tutte le rotte migratorie, o a motivo di tratta e sfruttamento lavorativo nei Paesi di “non accoglienza”. In tanti a rappresentare le tre realtà che hanno promosso e preparato l’evento: la comunità parrocchiale di “S. Maria del Carmine”, l’Ufficio diocesano Migrantes con le Cappellanie cattoliche filippina e srilankese, il Centro Interconfraternale Diocesano. Si sono uniti all’iniziativa, rispondendo all’invito, mons. Nino Caminiti e p. Giovanni Amante, parroco della Chiesa Ortodossa San Giacomo Maggiore di Messina. La celebrazione si è aperta con la comunicazione di don Gianfranco Centorrino, parroco della chiesa del Carmine, che ha partecipato ai presenti lo stupore e la gioia per la telefonata ricevuta dal card. Krajewski, Elemosiniere del Papa, che gli comunicava di partecipare ai promotori e ai presenti all’iniziativa l’apprezzamento e la vicinanza del Santo Padre che imparte su tutti la Benedizione Apostolica (Migrantes Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela)  

Migrantes Reggio Emilia-Guastalla: pellegrinaggio sulla spiaggia di Cutro

30 Marzo 2023 - Reggio Emilia - Domenica 26 marzo ci siamo ritrovati presso la chiesa del S. Cuore a Baragalla, per fare memoria delle vittime del naufragio di Steccato di Cutro del 26 febbraio. Lo abbiamo fatto in ascolto della Parola, accompagnati dalle testimonianze di don Matteo Mioni, che è stato in ritiro su quella spiaggia, e di Isaiah e Futsum, che hanno attraversato il mare. Come frutto di quell’incontro, oggi e domani, 30 e 31 Marzo, un gruppo si reca in pellegrinaggio di preghiera sulla spiaggia di Steccato di Cutro. Li accompagniamo con la nostra preghiera per i profughi (Migrantes Reggio Emilia-Guastalla).  

“Uun tempo complesso per l’Italia e la Chiesa tra migranti e guerra”: domani a Siena i cardinali Zuppi e Lojudice

30 Marzo 2023 - Siena - Domani, venerdì  31 marzo 2023, alle ore 11, presso l’aula "Cardini" dell’Università di Siena (UNISI) il card. Matteo Zuppi, presidente della CEI e il card. Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena- Colle di Val D’Elsa-Montalcino e vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza si confronteranno con gli studenti sul tema “Un tempo complesso per l’Italia e la Chiesa. Tra migranti e guerra in ucraina”. L’evento si tiene nell’ambito dell’insegnamento di Storia dei rapporti tra Stato e Chiesa del Dipartimento Di Scienze Politiche e Internazionali. Portano il loro saluto Roberto Pietra, Magnifico Rettore dell’Università di Siena, Gerardo Nicolosi, Direttore DISPI introdotti da Massimo Bianchi, incaricato di storia dei rapporti tra Stato e Chiesa. I lavori saranno coordinati da don Vittorio Giglio, Direttore dell’ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Siena -Colle di Val D’Elsa-Montalcino.

Papa Francesco: la vicinanza e la preghiera della Chiesa in Italia

30 Marzo 2023 -

Roma - La Presidenza della CEI, a nome dei Vescovi italiani, esprime vicinanza a papa Francesco, dal pomeriggio di ieri (29 marzo) al Policlinico Universitario Agostino Gemelli, assicurando la preghiera corale delle Chiese in Italia. "Nell’augurare al Santo Padre una rapida ripresa", la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana "affida al Signore i medici e il personale sanitario che, con professionalità e dedizione, si prendono cura di Lui e di tutti i pazienti".

In Ucraina i nuovi aiuti mandati da Papa Francesco

29 Marzo 2023 - Città del Vaticano - “Perseveriamo nella preghiera e nella vicinanza alla martoriata Ucraina”. Le parole di papa Francesco all’Udienza Generale di questa mattina in piazza San Pietro sono l’espressione di una costante attenzione al Paese, ormai da più di un anno in guerra. Un’attenzione che si traduce in appelli alla pace e in aiuti concreti. Gli ultimi sono arrivati stamani a Kharkiv grazie ad un camion carico di generatori, alimenti, farmaci e che era partito sabato scorso dalla Chiesa di Santa Sofia a Roma, punto d’incontro della comunità ucraina in Italia. Ad allestire il carico l’Elemosineria Apostolica su mandato del Papa. “Il Dicastero per il Servizio della Carità – spiega il card. Konrad Krajewski, Elemosiniere del Papa – intende ringraziare tutti gli autisti che con coraggio, sfidando le avversità, sono riusciti ad entrare in Ucraina, giungendo così a destinazione”. “Solo a spedizione conclusa – prosegue l’Elemosiniere – ho potuto rendere nota la cosa. Bisogna continuare a impegnarsi e a pregare per la martoriata Ucraina”.

Viminale: da inizio anno sbarcate in Italia 27.219 migranti

29 Marzo 2023 -
Roma - Sono 27.219 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 3.815 sono di nazionalità ivoriana (14%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Guinea (3.296, 12%), Pakistan (2.066, 8%), Bangladesh (1.910, 7%), Tunisia (1.859, 7%), Egitto (1.648, 6%), Camerun (1.072, 4%), Siria (823, 3%), Mali (788, 3%), Gambia (687, 2%) a cui si aggiungono 9.255 persone (34%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni questa mattina.

Eurostat: immigrazione nell’Ue, “aumentano i flussi”

29 Marzo 2023 -
Bruxelles - Nel 2021 si stima la presenza di 2,3 milioni di immigrati nell’Ue da Paesi extra-Ue e 1,1 milioni di cittadini Ue emigrati in uno Stato extra-Ue. Lo riporta Eurostat in una nota. I dati dimostrano “un aumento significativo dei flussi migratori rispetto al 2020, quando si stimavano 1,9 milioni di immigrati nell’Ue da Paesi extra-Ue e circa 956 mila persone emigrate dall’Ue in un Paese extra-Ue”. Inoltre, 1,4 milioni di persone, precedentemente residenti in un Paese Ue, sono emigrate in un altro Paese Ue nel 2021 (1,2 milioni nel 2020). La Germania ha registrato il maggior numero totale di immigrati (874.400) nel 2021, seguita da Spagna (528.900), Francia (336.400) e Italia (318.400). La Germania ha riportato anche il maggior numero di emigranti nel 2021 (543.200), seguita da Spagna (380.800), Romania (216 900) e Polonia (201 600). In totale, 23 Stati Ue registrano un tasso di immigrazione maggiore rispetto all’emigrazione nel 2021. Mentre, in Croazia, Grecia, Lettonia e Romania il numero di emigrati è stato superiore a quello degli immigrati. Rispetto al 2020, i Paesi Ue, ad eccezione di Grecia, Cipro, Portogallo, Slovenia e Slovacchia, hanno registrato un aumento del numero totale di immigrati nel 2021: l’incremento più elevato, in termini relativi, tra il 2020 e il 2021 si è visto in Lettonia (44%), Romania (34%) e Malta (31%). Mentre, la Slovenia ha registrato il calo maggiore (-35% di immigrati tra il 2020 e il 2021). Al contrario, nel 2020 quasi tutti i Paesi Ue, ad eccezione di Finlandia, Lituania e Slovenia, hanno registrato un calo del numero totale di immigrati rispetto al 2019.

Italiani nel Mondo: a Lisbona si parlerà di donne “tra Italia e Portogallo”

29 Marzo 2023 - Lisbona - "Donne. Tra Italia e Portogallo": questo il tema di un incontro che si svolgerà il 3 aprile a Lisbona. L'incontro è promosso dal Comites di Portogallo con la collaborazione del Festival del Cinema Italiano di Lisbona. Durante l'incontro la presidente del Comites, Giulia Di Vita, dialogherà con alcune donne italiane che vivono in Portogallo: imprenditrici, ricercatrici, musicisti, e donne legate al mondo della cultura che racconteranno la loro esperienza professionale, personale e la relazione che hanno con la madre patria e la terra lusitana che li ha accolte. Ad aprire l'incontro Delfina Licata della Fondazione Migrantes.    

Naufragio in Calabria: il piccolo ”Kr16m0” riposerà a Crotone

29 Marzo 2023 -

Crotone - Riposerà nel cimitero di Crotone il piccolo Ali, il neonato morto nel naufragio di Steccato di Cutro il 26 febbraio scorso. Il suo corpicino non é stato rivendicato da alcuno. Segno che anche i genitori, con i quali quasi certamente viaggiava sul barcone affondato, sono a loro volta deceduti. Subito dopo il ritrovamento al piccolo Ali era stata assegnata, come ad altre vittime non identificate, una sigla: Kr16m0, laddove lo zero finale stava appunto ad indicarne l’età. Il sindaco di Crotone, ha dato alla Prefettura la disponibilità ad accoglierla nel cimitero cittadino.

Viminale: da inizio anno sbarcate 27.059 persone migranti sulle coste

28 Marzo 2023 -
Roma - Sono finora 27.059 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 3.660 sono di nazionalità ivoriana (14%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Guinea (3.177, 12%), Pakistan (1.986, 7%), Bangladesh (1.896, 7%), Tunisia (1.771, 7%), Egitto (1.195, 4%), Camerun (1.050, 4%), Mali (770, 3%), Gambia (680, 2%), Burkina Faso (654, 2%) a cui si aggiungono 10.220 persone (38%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

Migrantes Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela: domani la Via Crucis in ricordo delle vittime delle migrazioni

28 Marzo 2023 - Messina - “Dov’è tuo fratello?”. Questo il tema della Via Crucis itinerante, per tutte le vittime delle migrazioni, voluta e preparata dalla comunità parrocchiale di “S. Maria del Carmine”, dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, dal Centro Interconfraternale Diocesano, dalle Cappellanie cattoliche filippina e srilankese della diocesi. L’appuntamento è per domani, mercoledì 29 marzo, alle ore 21.00, con raduno e partenza dal Santuario Parrocchia del Carmine (via Antonino Martino, 214 - Messina), per poi incamminarsi lungo il tragitto in cui verranno meditate le diverse stazioni. La Via Crucis, guidata da don Gianfranco Centorrino, sarà aperta dalla croce costruita da Francesco Tuccio, falegname di Lampedusa, realizzata con il legno dei barconi che trasportano i migranti sulle sponde italiane nei loro viaggi della speranza. L’iniziativa è stata pensata come un momento di preghiera e di riflessione per i migranti che hanno perso la vita durante il viaggio della speranza per scappare da situazioni di guerra, da persecuzione e impoverimento; per quanti sono morti perché vittime di tratta e di sfruttamento lavorativo; per quanti pesano sulla coscienza di quei Paesi che, in nome della difesa delle frontiere, hanno respinto chi arrivava in cerca di protezione. Un momento privilegiato del nostro cammino quaresimale per sensibilizzare la comunità ecclesiale e l'opinione pubblica alla solidarietà civile nei confronti dei migranti, al rispetto della dignità umana e del valore della vita di ciascun individuo, all'accoglienza e all’integrazione. “Dov’è tuo fratello?” - spiegano i promotori - è una domanda rivolta a "ciascuno di noi. Sono passati dieci anni dalla visita di Papa Francesco a Lampedusa e da quella domanda rivolta all’umanità durante la Messa celebrata al campo sportivo dell’isola nel cuore del Mediterraneo. Oggi come dieci anni fa a Lampedusa, il Papa ci dice che non dobbiamo guardare dall’altra parte, perché se veramente ci sentiamo fratelli, 'fratelli tutti', l’altra parte non esiste. L’altra parte siamo noi".  

America Latina: la rete Clamor propone attraverso un filmato la “Via crucis dei migranti”

28 Marzo 2023 -  Roma - La "Via crucis dei migranti". È quella documentata da un audiovisivo promosso dalla rete ecclesiale continentale latinoamericana Clamor, espressione dell'attenzione delle Chiese di America Latina e Caraibi per migranti, rifugiati, vittime di tratta e sfollamento forzato. "Come Gesù sulla via del Calvario, migliaia di fratelli e sorelle in America Latina percorrono le rotte migratorie portando la loro croce, dopo essere stati privati dei loro diritti fondamentali", denuncia Elvy Monzant, segretario esecutivo della rete Clamor. Mons. Gustavo Gutiérrez, arcivescovo dello Yucatán (Messico) e presidente di Clamor, ha spiegato che "questa Via Crucis è una rappresentazione simbolica di un viaggio spirituale attraverso il nostro continente latinoamericano, dal Cile al Messico, pensando e tenendo nel cuore le migliaia di fratelli e sorelle, i nostri migranti, che vagano lungo queste strade in cerca di una patria". Monzant, responsabile di questa produzione audiovisiva di 40 minuti, curata da María Eva Lobo, responsabile della comunicazione di Clamor, ha spiegato che "ogni stazione vede la partecipazione di persone in mobilità che si trovano in case di accoglienza in Colombia, Brasile, Cile, Guatemala, Bolivia, Ecuador, Venezuela, Honduras, Perù, Messico, Bolivia e Panama. In ogni stazione esprimono e rappresentano un'esperienza comune, come l'attraversamento delle frontiere, la separazione dalle famiglie, lo sfruttamento lavorativo e la discriminazione", ha aggiunto. Il segretario esecutivo di Clamor ricorda che "come Gesù sulla croce, ci sono molti uomini e donne nel nostro continente che sono crocifissi. In questo tempo di Quaresima nella rete Clamor vogliamo pregare insieme attraverso la Via Crucis".

Profughi: giovadì l’arrivo di rifugiati dai campo in Libano e in Grecia

28 Marzo 2023 - Roma - Arriveranno giovedì 30 marzo a Fiumicino, con un volo proveniente da Beirut, 58 rifugiati siriani che hanno vissuto a lungo nei campi profughi del Libano o in alloggi precari nella periferia di Beirut. Si tratta di nuclei familiari che negli ultimi mesi hanno sofferto un pesante peggioramento delle loro condizioni di vita per la grave crisi politica, economica e sociale che attraversa il paese. Tra di loro 24 minori che, a causa della situazione delle famiglie, non potevano frequentare la scuola, e alcuni che hanno bisogno di cure mediche urgenti. Il loro ingresso in Italia è reso possibile grazie ai corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Tavola Valdese, in accordo coi Ministeri dell’Interno e degli Esteri, che dal febbraio 2016 hanno portato in salvo nel nostro Paese, solo dal Libano, 2.486 persone. Complessivamente in Europa con i corridoi umanitari sono giunti oltre 6mila rifugiati. I nuclei familiari in arrivo saranno accolti in diverse regioni italiane e avviati ad un percorso di integrazione: per i minori attraverso l’immediata iscrizione a scuola, per gli adulti con l’apprendimento della lingua italiana e, una volta ottenuto lo status di rifugiato, l’inserimento nel mondo del lavoro. Nella stessa giornata arriveranno anche 15 richiedenti asilo dai campi della Grecia, nuclei familiari numerosi e singoli, alcuni in gravi condizione di salute, provenienti da Iraq, Somalia e Congo. Con questo arrivo si completa la quota fissata nel protocollo di intesa tra Sant’Egidio e il governo italiano, che ha consentito l’arrivo con i corridoi umanitari a 300 persone, a cui si aggiungono 70 persone portate in salvo a seguito dei viaggi di Papa Francesco a Lesbo.

Mci: oggi la nuova puntata di “Gli Italiani nel mondo. E la Chiesa con loro”

28 Marzo 2023 - Milao - Sarà la voce della comunità cattolica italiana di Hong Kong a surfare prossimamente le onde di Radio Mater. La rubrica “Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro” - questa sera, martedì 28 marzo alle ore 18.50 - si collegherà con Fabio Brassesco, residente nella ex colonia britannica, membro del team di coordinamento della comunità stessa. Un gruppo ancora “informale”, seppur con una storia di 25 anni, che attende di trasformarsi in istituzione. Come è capitato ad altre cappellanie di Paesi europei già presenti sul territorio. Gli italiani ad Hong Kong sono circa tremila. Giovani o giovani famiglie, per lo più. Risiedono lì per tempi medio-brevi. Poi rientrano in Italia o si spostano in altre parti del mondo. Ideata e condotta da Massimo Pavanello, sacerdote della diocesi di Milano, la trasmissione radiofonica - con la consulenza della Fondazione Migrantes - presenta la realtà delle Missioni cattoliche italiane e va in onda l’ultimo martedì di ogni mese. Radio Mater si può ascoltare – in Italia – attraverso la radio (sia in Fm, sia in Dab). In tutto il mondo, scaricando la app dedicata; oppure, su internet al seguente indirizzo https://radio-mater.it

Migrazioni: ancora morti nel Mediterraneo

28 Marzo 2023 - Bruxelles - Ancora una volta la questione migratoria sembrerebbe rimossa dalle priorità dei leader europei. Tutto tace sui ricollocamenti e il superamento del regolamento di Dublino con il nuovo Patto per la migrazione. Durante l’ultimo summit la ricerca di politiche di solidarietà e di condivisione di responsabilità nell’affrontare i flussi migratori sono state tra le grandi assenti alla riunione. Un’assenza che, però, si fa sentire tra gli sbarchi e le tragedie che continuano a verificarsi nelle ultime settimane e nelle ultime ore, soprattutto sulle coste italiane. Eppure anche dall’Italia sembrano non arrivare proposte concrete. Tra conversazioni non ufficiali e silenzi, spuntano proposte di Francia e Germania per il rispolvero dell’operazione Sophia con navi militari europee per sorvegliare le rotte via mare tra Africa e Italia, contenere il traffico di migranti e intervenire con operazioni di salvataggio. La Germania avrebbe ricordato all’Italia che tutte le procedure riguardanti i flussi migratori dovrebbero essere condivise a livello europeo e non solo gli sbarchi o le redistribuzioni. Mentre, l’Italia negli incontri tra i leader a margine del summit avrebbe chiesto ai leader Ue di sostenere l’economia della Tunisia per cercare di contenere i flussi migratori. Per l’Italia c’è il rischio che questa situazione scateni “un flusso di migranti senza precedenti”, secondo quanto ha riferito ai media la premier Giorgia Meloni in occasione del summit della scorsa settimana. Gli ultimi sbarchi sulle coste italiane registrati dalle autorità provengono dalla Tunisia. Cosa che sarebbe confermata anche da un rapporto reso pubblico dai servizi segreti italiani, nel quale si sostiene che metà dei flussi di migranti nel 2023 partirà dalla Tunisia. Anche il governo francese avrebbe espresso preoccupazione per la situazione economica della Tunisia. Tali flussi migratori stanno, quindi, mobilitando i leader Ue per stabilizzare il Paese. Il commissario europeo per gli Affari economici, Paolo Gentiloni, è in missione a Tunisi proprio in questi giorni per esplorare possibili sostegni finanziari al Paese africano. Al sito di informazione europea Politico.Eu Paolo Gentiloni ha dichiarato: “L’Ue ha bisogno di una Tunisia stabile e prospera, ed è per questo che siamo pronti a prendere in considerazione un’ulteriore assistenza macrofinanziaria se saranno soddisfatte le condizioni necessarie. Questo significa non solo avere un nuovo programma del Fondo monetario internazionale attivo e funzionante, ma anche mantenere il rispetto dei diritti umani e dei valori democratici condivisi”. Nel frattempo, il governo italiano starebbe spingendo l’Fmi ad adottare un pacchetto di 1,9 miliardi di dollari per la Tunisia. Su questi fondi era già stato raggiunto un accordo con il Fmi a settembre, ma al momento è tutto bloccato perché non sono state realizzate le riforme da parte del governo tunisino che erano state promesse. Intanto, ad aprile anche la commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson, dovrebbe recarsi a Tunisi e presto dovrebbe concretizzarsi una missione congiunta dei ministri degli Esteri italiano e francese. Restano ancora difficili le relazioni con altri Paesi extra Ue sulle rotte dei migranti per contenere i flussi. Ci si interroga costantemente sui rapporti tra l’Ue e la Libia, considerato un Paese non sicuro per i rimpatri dei migranti e totalmente instabile politicamente. Lo scorso weekend, Sea Watch ha documentato un nuovo attacco a una nave Ocean Viking, che cercava di soccorrere un gommone con 80 persone a bordo, da parte della Guardia costiera libica. Un portavoce della Commissione Ue durante il briefing quotidiano con i media a Bruxelles ieri ha ribadito: “L’Ue non finanzia le guardie costiere in Libia, forniamo loro strumenti o training per migliorare i soccorsi. Il nostro focus è sui diritti umani e salvare le vite, il contesto non è facile”. L’obiettivo dell’Ue è “sostenere i libici a migliorare le operazioni di ricerca e soccorso”, ha aggiunto. Il portavoce ha sottolineato che l’Esecutivo Ue non intende commentare l’incidente specifico e che “chiederà chiarimenti” alle autorità libiche “su quanto successo e perché è avvenuto”. Nelle ultime ore si è registrata un’altra tragedia, almeno 29 migranti sono morti a causa di due imbarcazioni affondate al largo della Tunisia mentre cercavano di raggiungere l’Italia. La Commissione Ue ancora una volta “deplora il naufragio” e afferma attraverso un portavoce: “Siamo in contatto con le autorità italiane per dettagli”. Mentre si continuano a verificare perdite di vite in mare, i leader Ue sembrano dunque continuare a navigare a vista, senza ancora tracciare una rotta per rendere le politiche migratorie più efficaci, solidali e condivise nelle responsabilità. (Irene Giuntella - Sir)