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Rapporto Immigrazione: l’impatto della pandemia sulle condizioni lavorative dei cittadini stranieri

14 Ottobre 2021 -     Roma - La condizione occupazionale dei lavoratori stranieri già presenti in Italia ha subito un forte contraccolpo a causa della pandemia, sia per la chiusura di molte attività lavorative in settori con un’importante incidenza di cittadini stranieri sia per la prosecuzione di altre, essenziali per il soddisfacimento di necessità primarie, e da svolgere necessariamente in presenza, che hanno comunque esposto i cittadini stranieri o al rischio di sfruttamento lavorativo o a quello di infezione da Covid-19. Lo scrivono oggi Caritas Italiana e Fondazione Migrantes nel Rapporto Immigrazione 2021 presentato questa mattina a Roma. A questo si aggiunge la più alta probabilità dei cittadini stranieri di detenere tipologie contrattuali più precarie e dunque più legate al rischio del mancato rinnovo contrattuale. Ciò ha incentivato le disuguaglianze preesistenti, riducendo l’efficacia degli interventi operati dal governo. Il tasso di disoccupazione dei cittadini stranieri (13,1%) è superiore a quello dei cittadini italiani (8,7%), mentre il tasso di occupazione degli stranieri (60,6%) si è ridotto più intensamente, tanto da risultare inferiore a quello degli autoctoni (62,8%). Le donne immigrate hanno sofferto la crisi molto di più dei loro omologhi di sesso maschile, con una riduzione del tasso di occupazione due volte maggiore. Più colpiti gli occupati in alberghi e ristoranti (25,2% degli Ue e 21,5% degli extra-Ue) e altri servizi collettivi e personali (27,6 % degli Ue e 25,2% degli extra-Ue). C’è inoltre una quota rilevante di lavoratori, che nel 2020 ha superato i 2 milioni di persone (+10,9% dal 2019), che è incerta sul proprio futuro al punto tale da ritenere di poter perdere il proprio impiego. Ma mentre per gli italiani il timore di incorrere in un evento infausto si riduce parallelamente all’aumentare del livello di istruzione – confermando come il possesso di competenze più elevate fornisca una maggiore sicurezza dinanzi al manifestarsi di rischi – questo non accade tra gli stranieri extracomunitari. La quota di lavoratori extra-Ue laureati che nutrono timori sulla propria condizione professionale (15,0%) è addirittura maggiore non solo dei diplomati (13,1%), ma anche di chi ha al più la licenza media (14,7%). In questo caso il titolo di studio non costituisce una garanzia di stabilità occupazionale, probabilmente in ragione del fatto che anche chi ha elevate competenze svolge mansioni a bassa specializzazione. A completare il quadro del 2020, i dati sugli infortuni e le morti sul lavoro attestano quanto si accennava all’inizio: la maggiore esposizione di lavoratori di determinati settori al rischio contagio. Quanto agli infortuni collegati al Covid, dall’inizio della pandemia al 31 marzo 2021, l’Inail riporta 165.528 denunce. Il 69,3% dei contagi ha interessato le donne, il 30,7% gli uomini. La componente femminile supera quella maschile in tutte le regioni ad eccezione di Sicilia, Campania e Calabria. L’età media dall’inizio dell’epidemia è di 46 anni per entrambi i sessi. Quanto alle nazionalità, i lavoratori contagiati provengono soprattutto da Romania (21,0%), Perù (13%), Albania (8,1%), Moldavia (4,5%) ed Ecuador (4,2%). È lecito desumere molte situazioni abbiano riguardato donne impiegate nei servizi domestici e di cura alla persona contagiatesi all’interno dei nuclei familiari datoriali. Se gli infortuni sono complessivamente diminuiti, le morti sul lavoro sono invece aumentate: +27,6% dall’anno precedente (da 1.205 a 1.538) ed oltre un terzo dei suddetti decessi, rileva l’Inail nella Relazione annuale del Presidente (luglio 2021), sono stati causati dal Covid19. Dei 1.538 esiti mortali, 224 hanno riguardato cittadini stranieri (14,6%) e, in particolare (70% dei casi), cittadini extracomunitari. Per concludere la panoramica sul mercato del lavoro, va ricordato un positivo dato in controtendenza, ovvero la costante crescita del numero degli imprenditori nati all’estero, che pur nell’anno della pandemia sono cresciuti del +2,3% a fronte della sostanziale stasi degli italiani (-0,02%). Per quanto riguarda i Paesi d’origine, nel 2020 la Cina si conferma il primo Paese (75.906), in lievissima crescita rispetto all’anno precedente (+0,5%). Anche Romania e Marocco contano più di 70 mila imprenditori. Sommate assieme, queste tre nazionalità arrivano a quasi il 30% di tutti gli imprenditori nati all’estero. Gli aumenti più significativi sono stati registrati dalle nazionalità dell’Est Europa, in particolare Romania, Albania, Moldavia e Ucraina; seguite da Nigeria e Pakistan. Rallenta invece la crescita di imprese con titolari indiani e dal Bangladesh, protagoniste di un grande picco di crescita nell’ultimo decennio.    

Rapporto Immigrazione: il quadro in Italia fra calo della popolazione e limitazioni alla mobilità

14 Ottobre 2021 - Roma - La tendenza alla progressiva diminuzione della popolazione italiana, già evidenziata nelle precedenti edizioni del Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, inizia a coinvolgere nel 2021 anche la popolazione di origine straniera, che è passata dai 5.306.548 del 2020 agli attuali 5.035.643 (-5,1%). La diminuzione complessiva della popolazione in Italia è ancora più cospicua (-6,4%), attestandosi sui 59.257.600, che corrispondono a 987 mila residenti in meno rispetto all’anno precedente. Anche i movimenti migratori hanno subito una drastica riduzione (-17,4%). In particolare, rispetto al confronto con gli stessi 8 mesi del quinquennio 2015-2019 si è registrata una flessione del -6% per i movimenti interni, tra comuni, e del -42% e -12%, rispettivamente, per quelli da e per l’estero. Si comincia ad osservare, dunque, tramite gli indicatori demografici l’“effetto pandemia” che si è attestato in altri ambiti sociali. Si tratta di un effetto prodotto – spiegano i due organismi della Cei che hanno presentato l’edizione 2021 questa mattina a Roma -  dalla combinazione di molti fattori, fra cui – in primis – le morti causate dal virus, che in Italia hanno toccato una delle cifre più alte in Europa e nel Mondo (128 mila in Italia a fine luglio 2021, su 4.095.924 morti totali, pari al 3,1% del totale mondiale). Quanto alla distribuzione territoriale dei cittadini stranieri residenti, prevale il Nord (58,5%), in particolare il Nord Ovest (34%). Il Nord Est e il Centro assorbono pressoché la medesima percentuale di popolazione straniera, intorno al 24,5%, mentre il Sud e le Isole rispettivamente appena il 12,1% e il 4,8%. Tutte le aree territoriali hanno subito un decremento dallo scorso anno: quello più consistente l’ha registrato il Centro (-7,5%); mentre quello più contenuto si è avuto nel Nord Est (-3,4%). Le prime 5 regioni nelle quali si attesta la maggior presenza di cittadini stranieri sono, come lo scorso anno, la Lombardia (nella quale risiede il 22,9% della popolazione straniera in Italia) seguita da Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. Quanto alle prime 10 province prevale su tutte Roma, in cui risiede il 10% dei cittadini stranieri in Italia, seguita da Milano (9,2%) e Torino (4,2%). L’incidenza della popolazione straniera sul totale si attesta sull’8,5%, con punte che superano notevolmente la media nazionale in alcune province, come ad esempio Prato (19%), Milano, Piacenza e Modena (tutte intorno al 14%). La presenza femminile caratterizza in maniera prevalente la popolazione straniera residente (51,9% del totale) e per alcune nazionalità in modo ancora più marcato, sfiorando l’80% fra i soggiornanti provenienti dall’Ucraina, dalla Georgia e da diversi Paesi dell’Est Europa.Quanto ai titolari di permesso di soggiorno ed i motivi, il Ministero dell’Interno riporta un totale di 3.696.697 cittadini stranieri, la maggior parte dei quali in possesso di permesso di soggiorno per motivi di famiglia (48,9% del totale, +9,1% rispetto al 2019), seguiti da quelli per lavoro (43,4% e +12,1% dal 2019). La terza tipologia continua ad essere rappresentata dai motivi di protezione internazionale (5,0%), comprese le forme di tutela speciale o ex umanitaria. Questi permessi hanno segnato un decremento dal 2019 (-5,6%), certamente attribuibile alla chiusura degli arrivi dall’estero, degli sbarchi e degli attraversamenti dei confini, decretata dai provvedimenti governativi per il contenimento dell’infezione da Covid-19. Anche i permessi di soggiorno destinati ai minori non accompagnati che vengono rintracciati sul territorio e ai neomaggiorenni sono diminuiti, passando dai quasi 18 mila del 2019 ai 3.774 del 2020. Le limitazioni stabilite dalle misure governative per il contenimento della pandemia ha prodotto effetti anche sulle attività di contrasto all’immigrazione irregolare: i provvedimenti in oggetto sono passati da oltre 40 mila a circa 26.500 (-35,7%). Nel dettaglio, i respingimenti alla frontiera nel 2020 hanno riguardato 4.060 persone (la metà circa del 2019); le espulsioni sono state 22.869 e i trattenimenti nei Centri per il rimpatrio 4.387 (in calo del 30% circa dal 2019).  

Rapporto Immigrazione: dedicato alla pandemia la XXX edizione

14 Ottobre 2021 -   Roma - La pandemia da Sars Cov 19, lo sappiamo, ha prodotto una serie di effetti negativi in ampi ambiti della vita individuale e collettiva della popolazione mondiale. Nell’edizione che celebra i 30 anni della pubblicazione del Rapporto Immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, che è stato predentato questa mattina a Roma, si analizza in particolare l’impatto che il virus e le misure adottate per il suo contenimento e per la ripresa delle attività economico-sociali hanno avuto sulle vite dei cittadini stranieri che vivono in Italia, in riferimento ad importanti indicatori quali, fra gli altri, le tendenze demografiche e i movimenti migratori, la tenuta occupazionale, i percorsi scolastici dei minori e la tutela della salute. Presi in esame anche anche altri aspetti sociali, forse “meno eclatanti”, come sottolineano Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, ma che hanno subito “contraccolpi altrettanto gravi, come la sfera religiosa ed emotiva individuale, lo scivolamento nel cono d’ombra di migliaia di persone che le misure di lockdown hanno reso più invisibili (ad esempio, le vittime di violenza e di sfruttamento), senza che questo silenzio fosse dissolto dall’interesse dei media”.

Viminale: al via la procedura per ulteriori 3mila posti nella rete Sai per ospitare nuclei familiari afghani

13 Ottobre 2021 -
Roma - È stato dato avvio, dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, alla procedura per l’ampliamento della rete Sai (Sistema di accoglienza ed integrazione) di 3.000 posti per l’accoglienza di nuclei familiari conseguente alla crisi politica in Afghanistan. Ne dà notizia il Viminale spiegando che è stata pubblicata on line la comunicazione agli enti locali circa la possibilità di richiedere un aumento dei posti. “Per poter, quindi, disporre dei nuovi posti in favore dei nuclei familiari dei cittadini afghani evacuati – viene spiegato –, gli enti interessati potranno inviare le relative domande in due tranche: la prima a seguito della valutazione delle domande degli enti locali inoltrate entro il 5 novembre prossimo; la seconda a seguito della valutazione delle restanti domande, pervenute entro il termine finale fissato nel 26 novembre 2021”. Il Viminale ricorda anche che, a tale fine, è stato previsto un incremento della dotazione finanziaria del Fondo nazionale per le Politiche ed i servizi dell’asilo pari a 11.335.320 euro per l’anno 2021 e 44.971.650 euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

Viminale: da inizio anno sbarcate 48.987 persone migranti sulle coste italiane

13 Ottobre 2021 -
Roma - Sono  48.987 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane dall'inizio dell'anno.  Di questi 13.610 sono di nazionalità tunisina (28%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (6.226, 13%), Egitto (5.069, 10%), Costa d’Avorio (3.002, 6%), Iran (2.824, 6%), Iraq (1.953, 4%), Guinea (1.888, 4%), Eritrea (1.709, 3%), Marocco (1.592, 3%), Sudan (1.551, 3%) a cui si aggiungono 9.563 persone (20%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

Mons. Gintaras Linas Grušas: nostra responsabilità è aiutare coloro che arrivano alle nostre porte e provvedere ai loro bisogni umani fondamentali.

13 Ottobre 2021 - Roma – “La mia famiglia ha vissuto varie forme di migrazione. Mio padre è stato nei campi profughi durante e dopo la seconda guerra mondiale, ma non potendo tornare a casa dopo la fine del conflitto finì per andare negli Stati Uniti. Mia madre e mia sorella rimasero in Lituania, senza sapere nulla della situazione di mio padre per quasi 12 anni. Alla fine, attraverso i canali diplomatici, riuscirono a riunirsi dopo 17 anni, e mia madre e mia sorella ricevettero il permesso di lasciare l’Unione Sovietica per riunire la famiglia. Il dramma umano e familiare che vivono oggi i rifugiati non è lontano da quello di molte famiglie lituane, poiché molti fuggirono in Occidente durante la guerra, mentre molti altri furono deportati in Siberia”. Lo dice, in una intervista al quotidiano “Avvenire” mons. Gintaras Linas Grušas, arcivescovo di Vilnius, neo  presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Nato a Washington da profughi lituani (scampati prima al nazismo e poi al comunismo) la famiglia si era poi trasferita in California. Prima di entrare in seminario e all’Università Francescana di Steubenville (contea di Jefferson, Ohio), si è laureato in Matematica e Scienze dell’Informazione alla Ucla di Los Angeles, per lavorare come consulente tecnico all’Ibm. Da sacerdote ha scelto di tornare in Lituania, che con l’80% di battezzati è il Paese baltico con la maggiore presenza di cattolici. Per il vescovo ora di nuovo il movimento dei rifugiati ha toccato la Lituania, “questa volta con altre persone che giungono ai nostri confini spinti da varie situazioni”. L’arcivescovo di Vilnius evidenzia che gli Stati hanno “la responsabilità di governare le loro frontiere, di assicurare la pace e la sicurezza, di fermare il traffico di esseri umani, che a volte può nascondersi sotto lo sfruttamento della migrazione, ma è nostra responsabilità aiutare i nostri fratelli e sorelle che arrivano alle nostre porte e provvedere ai loro bisogni umani fondamentali. Come l’uomo trovato sul ciglio della strada nel Vangelo, anche noi dobbiamo riconoscere che i migranti sono davvero il nostro prossimo e dobbiamo agire con misericordia e amore per il prossimo”.  

Mediterraneo 15 i corpi recuperati dal naufragio

13 Ottobre 2021 -

Milano - Nuova tragedia dell’immigrazione al largo della Libia. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha dato notizia di 15 morti tra i quasi 200 migranti che si trovavano a bordo di due imbarcazioni salpate da Zuara e Al-Khoms. I corpi sono stati trasferiti alla Base navale di Tripoli, dove sono stati assistiti i 177 sopravvissuti, si legge in un tweet. «Avevamo più volte segnalato la barca in difficoltà con 105 persone. Però le autorità libiche ci hanno messo dieci ore per raggiungerla vicino alla costa.

Almeno 15 persone sono morte. Siamo tristi e arrabbiati», afferma Alarm Phone.

Ma da Tripoli la Marina reagisce sostenendo di essere intervenuta tempestivamente.

Nella capitale la tensione resta alta. L’uso della forza «non necessario e sproporzionato» da parte della sicurezza libica contro i migranti africani, alcuni dei quali sono stati uccisi mentre cercavano di fuggire dai centri di detenzione, è stato denunciato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha chiesto un’indagine sulle violenze. Durante le operazioni, ha spiegato la portavoce delle Nazioni Unite, Marta Hurtado, durante una conferenza stampa a Ginevra, ci sono stati «omicidi e lesioni gravi», sottolineando inoltre «un aumento delle detenzioni in condizioni spaventose, nonché l’espulsione di individui verso Paesi dell’Africa subsahariana senza un giusto processo». L’1 ottobre, uomini del ministero dell’Interno libico hanno fatto irruzione in un insediamenti di migranti e richiedenti asilo, arrestando, sparando e picchiando coloro che opponevano resistenza.

Viminale: da inizio anno sbarcate 48.546 persone migranti sulle coste italiane

12 Ottobre 2021 - Roma - Sono 48.546 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 13.505 sono di nazionalità tunisina (28%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (6.226, 13%), Egitto (5.069, 10%), Costa d’Avorio (3.002, 6%), Iran (2.824, 6%), Iraq (1.953, 4%), Guinea (1.888, 4%), Eritrea (1.709, 4%), Marocco (1.592, 3%), Sudan (1.551, 3%) a cui si aggiungono 9.227 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

“L’inclusione possibile”: oggi a Piacenza un convegno promosso da Univ. Cattolica e Rfki

12 Ottobre 2021 - Roma - Oggi, martedì 12 ottobre si terrà all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza il convegno “L’inclusione possibile”: dopo la presentazione della pubblicazione curata dall’European Center on Cooperative and Social Enterprises (Euricse) “Accoglienza ed inclusione di richiedenti asilo, rifugiati e migranti in Italia. Sfide e dinamiche evolutive”, si ragionerà di inclusione nel corso di una tavola rotonda coordinata dal direttore di Vita Stefano Arduini, che vedrà gli interventi di Laura Zanfrini della Fondazione Ismu-Università Cattolica del Sacro Cuore, Cristina De Luca di Iprs, Gianluca Salvatori di Fondazione Italia Sociale, Matteo Boaglio di Intesa Sanpaolo e Daniele Frigeri di Cespi. Le conclusioni saranno curate da Federico Moro, segretario generale di Robert F. Kennedy Human Rights Italia, e dalla preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Annamaria Fellegara. La pubblicazione di Euricse è frutto di due anni di collaborazione tra il Robert F. Kennedy Human Rights Italia (Rfki), Euricse, Cespi, Università Cattolica, Fondazione Italia sociale, l’Istituto psicoanalitico delle ricerche sociali (Iprs) e Intesa Sanpaolo, nonché di molte realtà italiane che si occupano di accoglienza ed inclusione che il 25 ottobre 2019 hanno partecipato a un convegno organizzato da Rfki presso la sede di Milano dell’Università Cattolica per raccontare sfide e dinamiche dell’accoglienza in Italia. Nei due anni trascorsi dal convegno, caratterizzati da uno scenario sociale ed economico fortemente mutato dalla pandemia, esperti, ricercatori e operatori hanno raccontato buone pratiche, evidenziando come quello dell’accoglienza e dell’inclusione sia spesso un volano per molti comparti produttivi del Paese. Oggi, anche di fronte ai dati degli sbarchi in Italia pubblicati dal Ministero degli Interni che indicano 47.959 arrivi – di cui 6.883 minori – al 4 ottobre 2021, contro i 24.500 del 2020, è necessaria una nuova riflessione. Attraverso la presentazione di politiche e pratiche innovative di accoglienza e inclusione di migranti richiedenti asilo e rifugiati in Italia, il convegno sarà l’occasione per raccogliere le riflessioni e raccomandazioni rivolte ai principali stakeholder istituzionali da parte di autorevoli esperti sul tema in ottica multidisciplinare.    

Bari: adesso ha una lapide la ragazza nigeriana morta nel rogo del ghetto di Borgo Mezzanone

12 Ottobre 2021 - Bari –  Una lapide nel cimitero di Bari per ricordare la giovane donna, di origini nigeriane, deceduta il 4 febbraio dello scorso anno a causa di un rogo nel ghetto di Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia. Un dramma infinito sullo sfondo del caporalato che si annida in maniera subdola e inquietante nei campi della Capitanata e in altre parti della Puglia, dove spesso lo sfruttamento di braccia umane annienta la dignità di chi lavora duramente senza avere alcuna tutela legale e contrattuale. La ragazza, mai identificata a causa delle ustioni riportate sul 90% del corpo, morì dopo atroci sofferenze nel Policlinico di Bari alcune ore dopo l’incendio. La Fai, federazione agroalimentare della Cisl, che fin dall’inizio seguì l’iter delle indagini sull’accaduto, ha deciso onorare la sua memoria chiamandola idealmente col nome di 'Hope', a simboleggiare la speranza che tragedie di questo genere non accadano più. La cerimonia si è tenuta alcuni giorni fa, con un momento di preghiera e un riconoscimento rappresentativo per omaggiare tutti gli 'invisibili' e gli sfruttati. «Quella ragazza nigeriana è il simbolo di una sconfitta che ci riguarda tutti – ha sottolineato il segretario generale della Fai Cisl nazionale, Onofrio Rota –. Abbiamo voluto idealmente chiamarla Hope, un nome diffuso in Nigeria e che in lingua inglese vuol dire speranza. Non possiamo più tollerare che chi è mosso verso il nostro Paese dal sogno di una vita migliore trovi la morte nel degrado delle baraccopoli, vittima della violenza, dell’emarginazione, dell’oblio. Come sindacato dei braccianti della terra – ha proseguito Rota – ci battiamo ogni giorno per i diritti e l’inclusione sociale, ma casi come questo ci ricordano che serve anche una presa di posizione forte delle istituzioni, delle imprese e di tutta la cittadinanza ». La lapide è stata deposta nel campo 13, fila 49, fossa 13, cippo 953. Alla cerimonia hanno partecipato, con i rappresentanti della Cisl e della Fai, don Vito Piccinonna, direttore della Caritas diocesana di Bari-Bitonto, Said Emori, della comunità islamica, autorità civili e militari, la comunità nigeriana e diverse associazioni di volontariato. Un momento commovente di memoria collettiva e di nuovo monito affinché simili episodi non abbiano più a ripetersi. (Nicola Lavacca - Sir)

Viminale: da inizio anno sbarcate 48.418 persone migranti sulle coste italiane

11 Ottobre 2021 -
Roma - Sono 48.418 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 13.493 sono di nazionalità tunisina (28%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (6.226, 13%), Egitto (5.069, 10%), Costa d’Avorio (3.002, 6%), Iran (2.824, 6%), Iraq (1.953, 4%), Guinea (1.888, 4%), Eritrea (1.709, 4%), Marocco (1.592, 3%), Sudan (1.551, 3%) a cui si aggiungono 9.111 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Fino ad oggi, sempre secondo i dati del Viminale, sono stati 7.057 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare.

Ampliamento rete Sai: pubblicato in GU il decreto legge 

11 Ottobre 2021 -

Roma - “La risposta concreta che attendevamo e che consentirà ai territori di attivare i corretti percorsi di integrazione, con risorse e strumenti adeguati". Così Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato Anci alle politiche migratorie, commenta la pubblicazione in GU del Decreto di ampliamento della rete Sai. 3000 posti per nuclei familiari, che consentiranno di accogliere adeguatamente le famiglie afghane giunte in Italia a seguito degli avvenimenti di quest'estate. "Un ringraziamento alla ministra Lamorgese, che ha dato seguito agli accordi assunti in sede politica" aggiunge Biffoni.

“Si rimette opportunamente al centro del sistema la rete dei Comuni, spostando risorse dal sistema emergenziale a quello ordinario, come prevede la legge - prosegue il delegato Anci. - È un primo passo significativo verso un ampliamento ulteriore che potrà essere portato avanti nei prossimi mesi, nell'ambito della legge di bilancio, per andare verso una graduale sostituzione dei centri di emergenza con centri stabili, di piccole dimensioni, integrati nelle politiche di welfare territoriale"​.

Il muro anti-migranti, vescovi europei: Stati rispettino la dignità di chi parte

11 Ottobre 2021 - Roma - "Desidero esprimere la mia preoccupazione per la situazione dei migranti e dei richiedenti asilo in situazione di vulnerabilità la cui dignità umana e i diritti fondamentali dovrebbero essere rispettati". Così il cardinale Jean-Claude Hollerich, presidente della Commissione degli episcopati dell'Unione Europea (Comece), commenta all'agenzia Sir la lettera dei ministri dell'Interno di 12 Paesi membri dell'Ue per chiedere alla Commissione europea di finanziare la costruzione di muri ai confini esterni dell'Unione europea per bloccare l'ingresso di migranti. "Il loro diritto di chiedere asilo dovrebbe essere protetto e gli Stati dovrebbero rispettare il principio di non respingimento delle persone a rischio nel loro Paese d'origine", sottolinea Hollerich. Il presidente della Comece ribadisce che "essere europei" significa "anche mettere in pratica la solidarietà" e ricorda quanto affermato da papa Francesco nel suo messaggio del 2020 sull'Europa, "sogno un'Europa solidale e generosa. Un luogo accogliente ed ospitale, in cui la carità - che è somma virtù cristiana - vinca ogni forma di indifferenza e di egoismo". "Come vescovi dell'Unione Europea - aggiunge -, sosteniamo i crescenti sforzi di reinsediamento da parte degli Stati membri dell'Ue, della società civile e degli attori della Chiesa, e di creazione di percorsi legali e sicuri per i migranti, in modo da evitare che cadano nelle mani di reti criminali di contrabbandieri e trafficanti". "Nel contesto dei negoziati in corso sulla Proposta di Patto Ue su Immigrazione e asilo, invitiamo l'Unione Europea e i suoi Stati membri ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i richiedenti asilo, sostenendo una percezione e una narrazione positive dei migranti e delle loro famiglie", conclude Hollerich. La lettera datata 7 ottobre è stata inviata al vice presidente della Commissione Ue Margaritis Schinas, e alla commissaria agli Affari interni Ylva Johansson, ed è firmata dai ministri di Austria, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia. I ministri scrivono: "Le barriere fisiche sembrano essere un'efficace misura di protezione che serve gli interessi dell'intera Ue, non solo dei Paesi membri di primo arrivo. Questa misura legittima dovrebbe essere finanziata in modo aggiuntivo e adeguato attraverso il bilancio Ue come questione urgente".    

ResQ: soccorse 59 persone in mare tra cui donne e minori

11 Ottobre 2021 - Roma -La ResQ People ha effettuato un soccorso e ha salvato 59 persone, tra cui 6 donne (una incinta) e 17 minori. I naufraghi provengono prevalentemente da Siria, Somalia, Eritrea, Etiopia, Sudan e Egitto; ci sono anche cittadini di Yemen, Nigeria, Libia, Gambia, Costa d’Avorio. Il barchino di legno era partito da Zuwara, Libia, ed era stato in mare per circa 24 ore. Il soccorso, in acque internazionali, è avvenuto in base alla segnalazione di un Navtex che indicava una barca di legno in distress. L’equipaggio si sta prendendo cura dei naufraghi a bordo della ResQ People. Nelle prossime ore la nave rimarrà nella zona di ricerca e soccorso per monitorare la situazione. “È per questo che è nata ResQ: salvare chi rischierebbe di morire” dichiara Lia Manzella, vicepresidente dell’associazione, che si trova in questo momento a bordo della nave. “Ed è solo grazie alla volontà, all’impegno e alla generosità dei cittadini italiani che sostengono ResQ che queste vite, ora, sono finalmente al sicuro”. La ResQ People era partita venerdì sera da Porto Empedocle per la sua seconda missione di salvataggio; a bordo un equipaggio di 21 persone provenienti da 4 diversi Paesi.

Viminale: da inizio anno sbarcate 47.959 persone migranti sulle coste italiane

7 Ottobre 2021 - Roma - Sono 47.959 le persone migranti sbarcate sulle coste italiane da inizio anno. Di questi 13.371 sono di nazionalità tunisina (28%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Bangladesh (6.226, 13%), Egitto (5.069, 11%), Costa d’Avorio (3.002, 6%), Iran (2.680, 6%), Iraq (1.911, 4%), Guinea (1.887, 4%), Eritrea (1.709, 3%), Marocco (1.592, 3%), Sudan (1.551, 3%) a cui si aggiungono 8.961 persone (19%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Il dato è stato diffuso dal Ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina.

Caritas e Migrantes: il 14 ottobre la presentazione del Rapporto Immigrazione

6 Ottobre 2021 - Roma – Giovedì 14 ottobre prossimo sarà presentata la nuova edizione del Rapporto Immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Anche questa edizione, la XXXma, riprende il tema indicato da Papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si è celebrata domenica scorsa: “Verso un Noi sempre più grande”. A fare da sfondo alla nuova edizione del Rapporto Immigrazione è la pandemia, con le sue sofferenze, le sue sfide, ma anche le sue opportunità. Un’occasione per riflettere sui tanti mondi e i tanti ambiti di vita che sono stati interrogati dall’emergenza sanitaria e dalle sue conseguenze.  

Intersos: “migranti e senza dimora rischiano di rimanere esclusi e senza lavoro”

6 Ottobre 2021 - Roma - “Ci sono ostacoli tecnici e burocratici che rendono difficile o impossibile l’ottenimento del green pass per stranieri e senza fissa dimora”: è l’allarme lanciato oggi da Intersos che ha reclutato alcune figure dedicate, chiamate Green pass officer, per far fronte alle richieste da Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Puglia. A pochi giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro, per molte persone si sta dimostrando impossibile ottenerlo autonomamente. Si tratta soprattutto di persone titolari di codice Stp (Straniero temporaneamente presente) o Eni (Europeo non iscritto), per i quali scaricare il green pass risulta spesso impossibile. Fra loro ci sono anche tante persone senza dimora, quasi sempre sprovviste di un telefono su cui ricevere l’SMS dal Ministero. “Alle difficoltà pratiche – spiegano – si aggiunge poi l’assenza completa di informazioni ufficiali, che aumenta lo spaesamento e la paura di trovarsi senza lavoro, per una fascia di popolazione che già può contare su un livello di tutele lavorative estremamente basso”. Solo nelle campagne foggiane, gli operatori di Intersos hanno assistito oltre 5.000 persone nell’erogazione del green pass, mentre a Roma, dall’introduzione della certificazione, sono circa 60 le persone che si sono rivolte ai loro team per ricevere questo tipo di supporto. “Una problematica diffusa -racconta al Sir Daniela Zitarosa, responsabile delle attività di Intersos in Puglia – è il ritardo nell’iscrizione della piattaforma digitale, ma anche una volta superato questo problema non per tutti è possibile scaricare il certificato, per motivi che ancora non riusciamo a identificare”. Intersos denuncia quindi il “paradosso per cui persone che hanno regolarmente completato il ciclo vaccinale rischiano tra pochi giorni di ritrovarsi senza lavoro, con un pregiudizio ulteriore per quelle fasce più vulnerabili, come i lavoratori stagionali impiegati in agricoltura, che hanno bisogno di spostarsi continuamente alla ricerca di lavoro”. “L’accesso ai vaccini è un aspetto recente e drammatico del generale problema dell’accesso alle cure per le fasce di popolazione più deboli”, ricorda Cesare Fermi, direttore della Regione Europa di Intersos.  

Sant’Egidio: al via oggi a Roma “Popoli fratelli, terra futura” – domani la preghiera al Colosseo con Papa Francesco

6 Ottobre 2021 - Roma - Si aprirà oggi pomeriggio l’Incontro internazionale “Popoli fratelli, terra futura”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio a Roma, che vedrà la partecipazione di leader delle grandi religioni mondiali e rappresentanti del mondo della cultura e delle istituzioni, provenienti da 40 Paesi del mondo. Oggi, a partire dalle 17, il Convention Center “La Nuvola” ospiterà l’assemblea inaugurale, che sarà introdotta dal presidente della Comunità Sant’Egidio Marco Impagliazzo. Con lui dialogheranno il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, l’arcivescovo di Canterbury e primate anglicano, Justin Welby, il presidente della conferenza dei rabbini europei, Pinchas Goldschmidt, lo Sheykh vicario del Grande Imam di al-Azhar, Mohamed Al-Duwaini, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e lo Sheikh Nahyan bin Mubarak Al Nahyan, ministro della Tolleranza e della Convivenza degli Emirati Arabi Uniti. Tante le personalità di rilievo, che interverranno nei 4 forum domattina alla Nuvola e che si uniranno a Papa Francesco nella preghiera per la pace delle religioni al Colosseo. Tra di loro il fondatore della Comunitò do Sant’Egidio Andrea Riccardi, il Grande Imam di Al Ahzar, Ahmad Al-Tayyeb, il Patriarca di tutti gli Armeni, Karekine II, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il consigliere speciale del Segretario generale ONU, Jeffrey Sachs, il ministro degli Esteri della Tanzania, Liberata Mulamula, il Co-fondatore di Aurora Humanitarian Initiative e presidente di Moderna Inc., Noubar Afeyan, il cardinale Matteo Zuppi e la presidentessa dello Hindu Forum of Europe, Lakshmi Vyas.  

Migrantes: uno sportello di orientamento legale per stranieri nella diocesi di Fiesole

6 Ottobre 2021 - Fiesole - A partire da oggi, mercoledì 6 ottobre 2021, le persone e le famiglie di origine straniera del territorio della diocesi di Fiesole, avranno la possibilità di rivolgersi allo sportello di orientamento legale, realizzato mediante il Progetto "Migranti: ascolto, convivenza e inclusione sociale. Uno sportello di ascolto per persone e famiglie straniere", promosso dalla Fondazione Giovanni Paolo II, con il partenariato della Cooperativa Sociale Beta 2 e della Conferenza Zonale dei Sindaci del Valdarno Aretino, e finanziato dalla Fondazione Migrantes con i fondi dell'8xmille. Potranno usufruire del servizio tutti i cittadini stranieri che necessitino di un orientamento legale generale, al fine dell'acquisizione della consapevolezza dei propri diritti e delle procedure per conseguirne l'attuazione, ma anche enti e cittadini italiani che necessitino di informazione normativa in riferimento ai rapporti che possono intrattenere con i cittadini stranieri. Lo sportello sarà aperto ogni mercoledì, dalle 15:00 alle 18:00, a rotazione, presso l'Oratorio del Giglio di Montevarchi, l'Oratorio Don Bosco di S. Giovanni V.no e la Misericordia di Terranuova Bracciolini. Gli utenti potranno accedere al servizio recandosi direttamente allo sportello in orario di apertura, oppure scrivendo una mail all'indirizzo ascoltostranieri@gmail.com, oppure prenotando un appuntamento attraverso il Centro di Ascolto per Cittadini Stranieri (e-mail: invaldarno@gmail.com; telefono: 3470334390).  

Volontariato: in Toscana progetti culturali per favorire l’integrazione tra immigrati e italiani

6 Ottobre 2021 - Firenze - Otto progetti culturali, 86 volontari (di cui il 30% donne), 25 nazionalità. Sono i numeri con i quali si è concluso Eu-voice, European volunteering and integration through cultural experience, il progetto europeo che ha visto la Toscana protagonista, grazie al Cesvot-Centro servizi volontariato Toscana, che ha avuto il ruolo di capofila delle altre realtà coinvolte: l’italiana Co&So, l’inglese Volunteering matters, l’irlandese Meath partnership e la greca Usb. Obiettivo del progetto europeo, avviato a dicembre 2018, era quello di promuovere non solo la partecipazione dei cittadini immigrati, ma anche il volontariato in ambito culturale come luogo di integrazione tra popolazione immigrata e popolazione locale. Delle 91 persone che avevano iniziato il percorso, ben 86 appunto lo hanno portato a conclusione. Tra i Paesi di provenienza: Giordania, Nigeria, Mali, Ghana, Guinea Conacri, Gambia, Costa d’Avorio, Ciad, Etiopia, Pakistan, Nepal, Iran, Albania, Brazil, Marocco. Tra i partecipanti anche sei cittadini Ue provenienti da Romania, Spagna e Italia. Una trentina gli enti del Terzo settore coinvolti sul territorio regionale. Tra i progetti realizzati, mostre multimediali e fotografiche legate al tema dell’abitare, spettacoli teatrali, iniziative artistiche, recupero di archivi storici. “Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti da questo progetto” commenta Pablo Salazar del Risco, responsabile per il Cesvot del progetto Eu-Voice. “Abbiamo dimostrato che attraverso il volontariato culturale possiamo creare nuove opportunità per il nostro immenso patrimonio artistico, stimolando nuova coesione tra cittadini italiani e migranti che arrivano da Paesi stranieri. I risultati delle mostre, delle collaborazioni e degli spettacoli non si esauriscono con la fine del progetto, ma rimarranno stabilmente sul territorio e nel cuore delle persone che hanno partecipato, come viatico per il nostro futuro che inizia subito”.