Tag: Immigrati e rifugiati
Viminale: da inizio anno sbarcate 48.987 persone migranti sulle coste italiane
Mons. Gintaras Linas Grušas: nostra responsabilità è aiutare coloro che arrivano alle nostre porte e provvedere ai loro bisogni umani fondamentali.
Mediterraneo 15 i corpi recuperati dal naufragio
Milano - Nuova tragedia dell’immigrazione al largo della Libia. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha dato notizia di 15 morti tra i quasi 200 migranti che si trovavano a bordo di due imbarcazioni salpate da Zuara e Al-Khoms. I corpi sono stati trasferiti alla Base navale di Tripoli, dove sono stati assistiti i 177 sopravvissuti, si legge in un tweet. «Avevamo più volte segnalato la barca in difficoltà con 105 persone. Però le autorità libiche ci hanno messo dieci ore per raggiungerla vicino alla costa.
Almeno 15 persone sono morte. Siamo tristi e arrabbiati», afferma Alarm Phone.
Ma da Tripoli la Marina reagisce sostenendo di essere intervenuta tempestivamente.
Nella capitale la tensione resta alta. L’uso della forza «non necessario e sproporzionato» da parte della sicurezza libica contro i migranti africani, alcuni dei quali sono stati uccisi mentre cercavano di fuggire dai centri di detenzione, è stato denunciato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha chiesto un’indagine sulle violenze. Durante le operazioni, ha spiegato la portavoce delle Nazioni Unite, Marta Hurtado, durante una conferenza stampa a Ginevra, ci sono stati «omicidi e lesioni gravi», sottolineando inoltre «un aumento delle detenzioni in condizioni spaventose, nonché l’espulsione di individui verso Paesi dell’Africa subsahariana senza un giusto processo». L’1 ottobre, uomini del ministero dell’Interno libico hanno fatto irruzione in un insediamenti di migranti e richiedenti asilo, arrestando, sparando e picchiando coloro che opponevano resistenza.
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Ampliamento rete Sai: pubblicato in GU il decreto legge
Roma - “La risposta concreta che attendevamo e che consentirà ai territori di attivare i corretti percorsi di integrazione, con risorse e strumenti adeguati". Così Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato Anci alle politiche migratorie, commenta la pubblicazione in GU del Decreto di ampliamento della rete Sai. 3000 posti per nuclei familiari, che consentiranno di accogliere adeguatamente le famiglie afghane giunte in Italia a seguito degli avvenimenti di quest'estate. "Un ringraziamento alla ministra Lamorgese, che ha dato seguito agli accordi assunti in sede politica" aggiunge Biffoni.
“Si rimette opportunamente al centro del sistema la rete dei Comuni, spostando risorse dal sistema emergenziale a quello ordinario, come prevede la legge - prosegue il delegato Anci. - È un primo passo significativo verso un ampliamento ulteriore che potrà essere portato avanti nei prossimi mesi, nell'ambito della legge di bilancio, per andare verso una graduale sostituzione dei centri di emergenza con centri stabili, di piccole dimensioni, integrati nelle politiche di welfare territoriale".
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