Primo Piano

Migrantes Catanzaro-Squillace; una coloratissima Festa dei Popoli

2 Ottobre 2023 - Catanzaro - Una storia che va avanti da più di trent’anni, da quando cioe’ la comunita’ di Via Discesa Carbone, gestita dalla Fondazione Citta’ Solidale, ha iniziato ad accogliere  i primi immigrati che, alla spicciolata, arrivavano a Catanzaro. Ed oggi, la Diocesi ancora una volta dimostra non solo la sua attenzione ma anche la sua azione di amore per lo straniero, per quell’uomo e quella donna che per un viaggio della speranza, si sentono di nuovo parte del mondo, popolo tra i popoli. “Quant’è bella oggi Catanzaro” è la dichiarazione dell’Arcivescovo Monsignor Maniago, che con la sua Arcidiocesi, la Migrantes e Fondazione Città Solidale, ha voluto essere forza motrice della festa dei popoli, organizzata insieme al Comune di Catanzaro. Diversi i momenti che hanno colorato il capoluogo di regione, dal convegno di apertura presso il complesso monumentale del San Giovanni ai momenti di intrattenimento e sensibilizzazione presso piazza Prefettura. Una Catanzaro dai grandi numeri, una partecipazione ricca per una città che dimostra di essere orgogliosa della sua ormai multiculturalità, dove ognuno può sentirsi “libero di partire libero di restare”. Una città che si è colorata con le bandiere di ogni nazionalità, che ha assaporato cibi etnici, che ha ballato su musica nuova, coinvolgente, che ha ascoltato lingue diverse e che ha compreso ogni cosa perché si è posta in ascolto con il cuore, quel cuore che il Vescovo, ha sentito battere per tutto il corteo, che ha ammirato con gli occhi di un Padre orgoglioso dei propri figli. Ha citato Papa Francesco e quella bellezza che spesso nomina, la bellezza di un’umanità che ha tanto da mostrare. Bellezza emersa anche nelle riflessioni di Padre Piero Puglisi,  Direttore della Migrantes Diocesana, bellezza che emerge nella restituzione di un’opera di sensibilizzazione che va avanti da anni. “La nostra Fondazione ha una serie di strutture che da tempo si occupano dell’accoglienza di persone straniere, abbiamo costruito una rete sul territorio che ci ha permesso di formare anche numerosi tutori per minori stranieri non accompagnati. È da anni che chi lavora presso queste realtà può godere della bellezza che caratterizza la multiculturalità, ma soprattutto della bellezza dell’altro e della scoperta dell’amore di Dio nel suo volto, nel volto di chi ha sofferto, ha viaggiato e nutre, nonostante tutto, ancora una speranza”. Tanti i protagonisti di questo sabato diverso, che a dire del Sindaco Fiorita, è un’ulteriore azione, insieme al suo staff per costruire una Catanzaro aperta ed inclusiva: l’imam Khalid Elsheik; Don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea Saving Human; Bruno Palermo, giornalista; Domenico Oliverio, presidente dell’Associazione tutori volontari e tante altri che hanno lasciato una loro testimonianza. Tante anche le realtà che con la loro arte hanno voluto sposare la causa, il teatro di Enzo Corea, l’Ottopiù Street Band, la Divercity e tanta musica garantita dalla comunità  Ucraina, di Cuba, del Brasile ma tanti anche i protagonisti locali. Una serata di festa che per l’Arcidiocesi ha segnato la storia di Catanzaro e che per la Fondazione ha rappresentato un tassello in più per il sogno che prende sempre più forma: la costruzione di una Città Solidale. (Ufficio Migrantes Catanzaro-Squillace)

Parlamento Ue: asilo e migrazione, a Strasburgo il punto sui negoziati per la riforma europea

2 Ottobre 2023 -
Strasburgo -  Prende avvio oggi a Strasburgo la sessione plenaria del Parlamento europeo (2-5 ottobre). Numerosi i temi in primo piano, a partire dalle migrazioni. “In un contesto caratterizzato da continui arrivi nell’Ue di rifugiati e migranti via mare, i deputati discuteranno con la Presidenza del Consiglio spagnola e la Commissione lo stato di avanzamento dei negoziati sulle nuove norme europee in materia di migrazione e asilo. La situazione in alcuni Paesi, come l’Italia – e in particolare nell’isola di Lampedusa – sarà al centro del dibattito”, specifica una nota dell’Euroassembleaa. Dopo l’approvazione della posizione negoziale del Parlamento sulle proposte legislative principali nell’aprile 2023, i deputati e i governi hanno avviato i negoziati per raggiungere un accordo su un sistema di solidarietà europeo per condividere la responsabilità di gestione della migrazione in maniera più equa. “Si tratta di una priorità assoluta per il Parlamento europeo, che vorrebbe concludere la riforma prima delle elezioni europee di giugno 2024”. Fra gli altri argomenti che verranno trattati in emiciclo la legge sulla libertà dei media (“in risposta alle crescenti minacce all’indipendenza editoriale, i deputati adotteranno la loro posizione sul progetto di legge che mira a rafforzare l’indipendenza dei media nell’Ue”), il nuovo strumento commerciale per difendere l’Unione dal ricatto economico (“le nuove regole mirano a dissuadere le potenze straniere dall’esercitare pressione sull’Ue o sugli Stati membri attraverso la coercizione economica”). I deputati interrogheranno inoltre la Commissione sulle relazioni commerciali con la Cina. (G.B. - Sir)

Ismu: dal 2014 più di 28mila migranti morti nel Mediterraneo

2 Ottobre 2023 - Milano - In occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, che si celebra domani 3 ottobre, in cui ricorre il decennale del naufragio al largo di Lampedusa durante il quale, nel 2013, persero la vita 368 migranti, ISMU fa presente che dal 2014 sono più di 28mila i migranti morti e dispersi nelle acque del Mar Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Il viaggio verso l’Italia si conferma – sottolinea l’Istituto di ricerca - il “più pericoloso sulla rotta mediterranea: è qui che si registra da sempre il più elevato numero di morti e dispersi, pari a 2.093 dal 1° gennaio al 20 settembre 2023 su un totale di 2.356 avvenuti complessivamente sulle tre rotte mediterranee, la centrale verso l’Italia, l’orientale che porta in Grecia e quella occidentale verso la Spagna”. Nell’ultimo decennio gli eventi fatali avvenuti durante la traversata del Mediterraneo Centrale verso l’Italia rappresentano mediamente il 76% del totale eventi accaduti su tutte e tre le rotte del Mediterraneo, con proporzioni particolarmente elevate negli anni 2014 (95%), e negli anni 2016 e 2017 (90%); e anche il 2023, non ancora concluso, registra quasi il 90% degli eventi fatali nel Mediterraneo Centrale, spiegano i ricercatori Ismu. La Sicilia, a quasi dieci anni da quella tragedia, è ancora il principale approdo dei migranti che fuggono verso l’Europa e l’isola continua a registrare numerosi e continui arrivi: al 29 settembre degli oltre 133 mila migranti arrivati via mare, l’85% è approdato in Sicilia.

Lazio: oggi il raduno regionale dei sacerdoti non italiani

2 Ottobre 2023 -
Roma - Aiutare i sacerdoti stranieri che svolgono un servizio pastorale nelle Chiese del Lazio a “prendere maggiore coscienza del loro contributo alla cooperazione missionaria tra le Chiese”. Questo l’obiettivo del primo Raduno regionale dei sacerdoti non italiani che svolgono un servizio pastorale nelle diocesi del Lazio, promosso da Missio Lazio – Commissione regionale per l’Evangelizzazione dei popoli e la cooperazione missionaria. L’iniziativa è in corso oggi, lunedì 2 ottobre nell’aula magna del Pontificio Collegio Urbano, a Roma.

Mci Germania: da domani convegno nazionale a Palermo

2 Ottobre 2023 - Palermo - "Lontano da casa, essere a casa. Ovunque tu vada la Chiesa è con te": questo il tema del convegno nazionale delle  Missioni Cattoliche Italiane in Germania che si aprirà domani - fino al 6 ottobre - a Palermo ne promosso in collaborazione con la Fondazione Migrantes e la Conferenza Episcopale Siciliana. L'incontro si aprirà domani mattina con le Lodi mattutine e una riflessione affidata a mons. Guglielmo Giombanco, Vescovo di Patti e Presidente della Segreteria generale della Conferenza Epicopale Sicilia seguita dai saluti di Renato Schifani, Presidente Regione Sicilia; Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo e don Gregorio Milone, Delegato MCI Germania. Ad introdurre i lavori del convegno mons. Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale e Presidente dei vescovi siciliani. Seguiranno gli interventi di Delfina Licata, Sociologa delle migrazioni della Fondazione Migrantes; Edith Pichler, Docente di sociologia delle migrazioni, Università di Potsdam; Daniela Di Benedetto, Presidente Comites Monaco di Baviera e Leoluca Orlando, già Sindaco di Palermo. Nel pomeriggio testimonianze di chi ha vissuto l’immigrazione in Germania e successivamente, nella Cattedrale di Monreale una celebrazione eucaristica presieduta da mons. Gualtiero Isacchi, Arcivescovo di Monreale. Il giorno successivo celebrazioni delle Lodi mattutine e riflessione affidata a mons. Pietro Maria Fragnelli, Vescovo di Trapani e un dialogo, nella proima mattinata, tra Hans-Paul Dehm, Referente diocesano per le comunità di altra madrelingua nella Diocesi di Fulda e Sebastian Schwertfeger, Vice-referente diocesano per le comunità di altra madrelingua nell’Arcidiocesi di Berlino. In tarda mattinata dialogheranno mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Presidente della Fondazione Migrantes e mons. Peter Birkhofer, Vescovo ausiliare di Friburgo, Membro della Commissione per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Tedesca. Nel pomeriggio il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo dialogherà con Lukas Schreiber, Direttore nazionale della pastorale per gli stranieri in Germania. Le conclusioni saranno affidate mons. Gian Carlo Perego. La giornata di concluderà nella Cattedrale di Palermo, presieduta da mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e delegato Migrantes dei vescovi siciliani. La terza giornata si aprirà con una breve riflessione, durante la preghiera delle Lodi, affidata a mons. Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento. Seguiranno Saverino Richiusa, Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro della Regione siciliana; Grazia Messina, Direttrice Museo Etneo delle Migrazioni di Giarre; Angelo Lauricella, Presidente USEF (Unione Siciliana Emigrati e Famiglie) e mons. Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone. Nel pomeriggio alcune esperienze moderarati da Alessandra Turrisi e in serata celebrazione eucaristica presso la Parrocchia di Brancaccio dove è stato ucciso il beato don Puglisi. L'ultima giornata si aprirà con le Lodi mattutine e una breve riflessione di mons. Rosario Gisana, Vescovo di Piazza Armerina. Seguiranno gli interventi di don Gregorio Milone, Delegato delle MCI in Germania; Santino Tornesi, Direttore regionale Migrantes Sicilia, alcune esperienze e la relazione di mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, Vice-Presidente della C.E.Si e Membro della CEMi moderati da Chiara Ippolito. Le conclusini saranno affidate a mons. mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore generale della Fondazione Migrantes. Nel pomeriggio Celebrazione eucaristica a Cefalù  presieduta da mons. Giuseppe Marciante, Vescovo di Cefalù. Qui il programma completo

Migrantes Lombardia: il 14 ottobre convegno sulla libertà di scegliere

2 Ottobre 2023 - Milano - Dopo la positiva esperienza del primo convegno, organizzato dalla Diocesi di Crema nell'ottobre dello scorso anno, gli uffici Migrantes delle Diocesi di Lombardia organizzano una seconda edizione del convegno, che si svolgerà sabato 14 ottobre, dalle 9 alle 17, a Milano, presso la basilica di Santo Stefano Maggiore. Il titolo del convegno «Liberi di scegliere se migrare o restare: cause e possibilità» rimanda al messaggio del Papa per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2023, nel quale con forza si sottolinea la «libertà che dovrebbe sempre contraddistinguere la scelta di lasciare la propria terra». Una scelta che invece in moltissimi casi libera non è, perché «conflitti, disastri naturali, o più semplicemente l'impossibilità di vivere una vita degna e prospera nella propria terra di origine costringono milioni di persone a partire». Il convegno vuole soffermarsi sulle cause, principalmente strutturali, che obbligano milioni di persone in tutto il mondo ad abbandonare la propria terra e le proprie famiglie, per avventurarsi in viaggi rischiosi e umilianti della propria dignità; come pure mettere in luce le possibilità concrete di creare alternative sostenibili nei loro Paesi d'origine. In particolare si focalizzerà la questione del cosiddetto «debito estero», sul quale tanto si era impegnata la Chiesa cattolica in occasione del grande Giubileo dell'anno 2000 e la comunità internazionale, con campagne più mediatiche che reali: cosa è stato fatto? Cosa resta da fare? E, ancora, come gli organismi di volontariato stanno concretamente lavorando nei diversi «Sud» del mondo, per offrire possibilità di sviluppo locali. A ciò si aggiunge la testimonianza concreta di un giovane costretto a fuggire dalla sua terra - l'Afghanistan - a causa della guerra, che giunto in Italia nel 2005, dopo mille peripezie attraverso Pakistan, Iran, Turchia e Grecia, ha incontrato chi lo ha aiutato, anche a studiare, fino a conseguire la laurea in filosofia. Dopo i saluti iniziali, si comincerà con una riflessione biblica, curata da mons. Franco Agnesi, vicario generale della Diocesi di Milano e vescovo delegato Cel per la Pastorale Migrantes; seguiranno l'intervento di Riccardo Moro (docente di Politiche dello Sviluppo all'Università Statale di Milano e direttore della Fondazione «Giustizia e solidarietà ») e di Ivana Borsotto, presidente nazionale di Focsiv, la federazione che riunisce 95 organizzazioni di volontariato internazionale di ispirazione cattolica, che operano in oltre 80 Paesi del mondo. Nel pomeriggio, l'intervento di Alidad Shiri, autore del libro Via dalla pazza guerra, nel quale ha raccontato l'esperienza autobiografica della fuga dalla guerra e dell'accoglienza trovata e, a seguire, un tempo di dibattito con i relatori. Il convegno si concluderà alle 16.30 con la presentazione del corso di formazione permanente per i responsabili e gli operatori di pastorale dei migranti, organizzato da Migrantes Lombardia e giunto alla terza edizione.

Gmmr: a Ladispoli la celebrazione di mons. Ruzza insieme alle comunità etniche

2 Ottobre 2023 - Roma - «La parabola del padrone che impiega gli operai alla sua vigna, ci dice che il Signore chiama ognuno con le sue particolarità, quindi anche con la sua cultura, le tradizioni e i riti, nella certezza che per tutti c'è un posto nel Suo cuore». Così il vescovo Gianrico Ruzza si è rivolto ai numerosi fedeli che, domenica 24 settembre, hanno partecipato alla Messa solenne per la 109ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che il presule ha presieduto della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ladispoli, riunendo le comunità etniche delle due diocesi di Civitavecchia-Tarquinia e Porto-Santa Rufina. Nell'introdurre la celebrazione, monsignor Ruzza ha ricordato i diaconi Carlo Campetella di Civitavecchia ed Enzo Crialesi di Ladispoli, scomparsi da pochi mesi, storici direttori dei due Uffici diocesani per la pastorale dei migranti. «Dio - ha detto il presule nell'omelia - entra nella nostra storia rispettando il percorso di ognuno e non annullando nulla della sua esistenza ». «Mettere in dubbio la giustizia del padrone della vigna, come fanno gli operai della prima ora, è negare la bontà e la generosità di Dio». Lo stesso Signore, ha aggiunto il vescovo, «che ci chiede di allargare le braccia e di essere generosi, di accogliere i fratelli e sorelle che sono in difficoltà». «La nostra pretesa di giustizia - fatta di muri e respingimenti, di sofferenze ed esclusione, di parole di odio - si scontra con l'evidente verità della bontà di Dio». «Due immagini che ho nel cuore» sono state lo spunto per monsignor Ruzza di approfondire i temi dell'attualità: il ragazzo di 12 anni approdato a Lampedusa che durante il viaggio, nel deserto, si è occupato ed ha avuto cura di un bambino di tre anni rimasto solo, considerandolo un «fratellino». «Spero - ha denunciato il presule - che queste parole arrivino a coloro che puntano il dito, che minacciano, che invocano prigioni e sicurezza». L'altra figura ricordata dal presule è quella dello studente afghano, arrivato giovanissimo a piedi attraverso la rotta balcanica e ora tra i più brillanti nel percorso liceale ed entrato all'università. «È arrivato nel nostro Paese perché i talebani gli impedivano di studiare: la sua volontà e dedizione dovrebbero essere di esempio per tutti». «Dio ci chiede di allargare le braccia e di essere generosi: di accogliere i fratelli. Siamo chiamati a pensare con la sua logica: quella dell'amore, della gratuità, della bellezza, della libertà, della giustizia e della solidarietà. Come il padrone della vigna che accoglie tutti, anche quelli dell'ultima ora». Le comunità presenti hanno trasformato questa giornata in una vera e propria festa, continuando dopo la Messa, con una breve presentazione delle diverse esperienze sia etniche che linguistiche, insieme ai cappellani che le seguono e offrendo delle testimonianze dei loro percorsi di integrazione. Suor Chiara Mihaiela Albu, dell'Istituto delle Operaie di Gesù di Civitavecchia e responsabile dell'Ufficio per la Pastorale dei migranti, ha presentato i due gruppi diocesani della comunità romena e della comunità latinoamericana. «È una giornata di festa e di condivisione - ha detto suor Albu - ma anche di preghiera e di vicinanza a coloro che soffrono, alle famiglie che sono divise e a chi si prende cura e sostiene i migranti in difficoltà». Armando, un ragazzo di origine albanese, da sette anni ospite di una casa famiglia per minori della Repubblica dei Ragazzi a Civitavecchia, ha ringraziato coloro che lo hanno accolto e tutti i volontari della comunità. «Ho ricevuto tantissimo, ne sono grato e non dimenticherò mai il bene che mi è stato fatto; un giorno spero di poter ricambiare». Alla celebrazione sono intervenuti anche i coniugi Salvatore Olmetto e Serenella Longarini, dell'Ufficio per la pastorale della famiglia, e Massimo Magnano, responsabile della comunità Sant'Egidio. La giornata è proseguita con balli e canti delle tradizioni nazionali delle diverse comunità, accompagnati dalla degustazione di specialità gastronomiche etniche. (Alberto Colaiacomo)

Migrantes Cagliari: domani convegno sulle migrazioni

28 Settembre 2023 - Cagliari - Domani, Venerdì 29 settembre, presso l’Aula consiliare del Comune di Cagliari un convegno sui temi delle migrazioni promosso dall’Ufficio diocesano Migrantes. I lavori inizieranno alle 16.30 con i saluti di Edoardo Tocco, presidente del Consiglio comunale, di mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, di Paolo Truzzu, Sindaco di Cagliari, e del diacono Enrico Porru, direttore diocesano Migrantes. A seguire gli interventi del professor Gianluca Borzoni, docente presso l’Università degli Studi di Cagliari, dal tema “Le migrazioni nel Mediterraneo: un profilo storico”, e di  Caterina Boca della Caritas Italiana, su “Migrazione e aspetti giuridici”. Alle 20 la Santa Messa presso la Chiesa di San Michele, dei Padri Gesuiti. Il direttore della Migrantes di Cagliari, Enrico Porru, sottolinea che: «il tema delle migrazioni è sempre più delicato e urgente. In questi giorni il Papa è stato impegnato a Marsiglia, dove ha fatto riferimento alla responsabilità dell’Europa e di alcuni specifici paesi, quali l’Italia, la Francia e la Germania. Nel convegno del 29 settembre tenteremo di delineare il quadro della situazione nel Mediterraneo e capire quali siano le effettive possibilità di accoglienza dei migranti».

Mons. TremoMolada: non numeri, ma volti e cuori

28 Settembre 2023 - Brescia - "La nostra è una società plurale. Siamo chiamati alla convivialità delle differenze e la Chiesa ha il dovere di offrire il suo contributo nell’edificazione di questa comunione universale. Le migrazioni ci interrogano. Siamo consapevoli di trovarci di fronte a un fenomeno epocale, che ci disorienta e rischia di farci sentire impotenti. Non dobbiamo perdere il senso di umanità. Cercare di sentire, di condividere ciò che questi fratelli e sorelle provano è un dovere. Non possiamo trasformare tutto in una questione puramente sociale o di organizzazione politica. Si tratta non di numeri ma di volti, di cuori carichi di sentimenti, di uomini e donne che hanno un nome e una storia come l’abbiamo noi. Non possiamo cedere all’indifferenza. È il peccato peggiore, perché lascia intendere che la loro dignità di persone non rientra nei nostri interessi. Se il senso di imbarazzo o addirittura di fastidio di fronte a quanto accade dovesse superare il senso di pietà, saremmo di fronte a una terribile sconfitta della civiltà. I migranti vanno accolti, accompagnati e integrati. Occorre aprirsi a un progetto che superi i confini dell’emergenza. Alle persone che giungono nei nostri territori si deve offrire la possibilità di costruirsi il futuro, di dare un senso a tutta intera la propria vita. Non è sufficiente pensare a un tempo iniziale limitato e identificare luoghi chiusi nei quali confinare uomini, donne e bambini che desiderano semplicemente vivere in una giusta normalità. Occorre immaginare per loro una forma di esistenza che preveda quello che è stato ed è necessario anche per noi: un’abitazione degna, un lavoro, un’istruzione adeguata, un contesto sociale amichevole, l’esercizio della responsabilità civile. Occorre attuare quella integrazione che deve seguire l’accoglienza. Ogni migrazione ha un luogo di partenza e un luogo di arrivo e si sviluppa lungo un percorso. È tutto questo processo che va preso in considerazione, a cominciare dal diritto di non partire, di offrire il proprio contributo al bene del proprio Paese, per poi giungere al contributo da offrire al Paese che accoglie e che presenta delle reali opportunità. La sfida epocale domanda una collaborazione intensa, sincera e intelligente tra tutte le istituzioni coinvolte, al di là dei confini delle singole nazioni". (Mons. Pierantonio Trebolada - Vescovo di Brescia - Dall’omelia per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, 24 settembre 2023)

Migrantes Vicenza: corso per insegnare italiano agli stranieri

28 Settembre 2023 - Vicenza - L'Ufficio Migrantes della Diocesi di Vicenza propone alle volontarie e volontari impegnati nell'accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati quattro incontri di formazione per acquisire le basi di un metodo per l'insegnamento della lettura e scrittura in lingua italiana. Il corso si svolge al Centro Diocesano Onisto di Vicenza in quattro giornate, il 14 e 21 ottobre e il 4 e 11 novembre, dalle 9.30 alle 12.30. Successivamente verranno fissate delle date anche in altri centri della provincia. A condurre il corso sarà Nereo Turati, già docente di alfabetizzazione presso il Centro provinciale istruzione adulti di Vicenza. Per partecipare è necessario iscriversi entro il 12 ottobre scrivendo una mail a migrantes@diocesi.vicenza.it o telefonando al 3347563705 , specificando per quale realtà si opera e le caratteristiche dei destinatari dell'insegnamento. «In una prospettiva di inclusione lavorativa - evidenziano da Migrantes -, l'apprendimento della lingua italiana diventa necessariamente sempre più complessa: le capacità di comprensione e produzione del parlato si devono integrare con quelle della lettura e della scrittura, basi indispensabili per una comunicazione via via più efficace e aperta a nuove opportunità».

Mons. Baturi: la soluzione al problema migranti non può essere solo respingere e contenere

28 Settembre 2023 -

Roma - La Chiesa italiana esprime « preoccupazione per una soluzione del problema dei migranti solo in termini di respingimento, di contenimento e di ordine pubblico ». Lo afferma l’arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi, Segretario generale della Cei nella conferenza stampa di chiusura dei lavori del Consiglio permanente. Le domande si focalizzano sui provvedimenti governativi attesi nella serata di ieri (la conferenza stampa si è svolta nel primo pomeriggio di ieri). «È necessario - avverte - che tutti i provvedimenti siano rispettosi della dignità dell'uomo, che non si protraggano ad esempio delle detenzioni oltre la misura necessaria, ma poi è necessario attivare tutti gli altri percorsi perché le vite umane siano accolte, siano protette, siano promosse e siano integrate come dice il Papa». Quindi «non si può ridurre la gestione di questo fenomeno soltanto a una misura di contenimento detentivo o in vista di una azione di rimpatrio». Sollecitato sulla stretta sui minori e sulle donne incinte, il presule è stato molto chiaro: «I minori hanno bisogno di maggiore tutela, così come le donne, sui minori non accompagnati è necessario avviare una riflessione con le comunità locali, con le Regioni, c'è la necessità di conoscere le loro storie individuali, di proteggerli anche con l'aiuto di staff, di figure di professionisti capaci di accompagnarli, le misure semplicemente detentive potrebbero non raggiungere lo scopo di un rispetto della dignità dell'uomo, su questo penso che è possibile un dialogo con la società civile, con la Chiesa, con le autonomi locali, con il mondo del Terzo settore». Riguardo al tema dei migranti Baturi ricorda l’impegno della Chiesa italiana con la campagna “Liberi di partire, liberi di restare”, titolo che è stato ripreso nel Messaggio del Papa per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato di quest’anno. Campagna che ha visto la realizzazione di 130 progetti (in Italia, nei Paesi di transito e in quelli di partenza) per un totale di oltre 28 milioni di euro.

Oasis: Europa e migranti, è ora di cambiare rotta. Un convegno a Milano

28 Settembre 2023 - Milano - A sei mesi di distanza dall’appello islamo-cristiano, e nel pieno di una nuova emergenza a Lampedusa, la Fondazione Oasis organizza per oggi 28 settembre alle 9.15, presso l’Università Cattolica di Milano, la conferenza internazionale «Cambiare rotta. I migranti e l’Europa». Studiosi, politici e personalità del mondo cristiano e musulmano insieme per approfondire cause e dinamiche delle migrazioni, e ragionare sulle possibili soluzioni a un fenomeno epocale. Saluti introduttivi di Franco Anelli (Rettore della Cattolica, Wanda Ferro (Sottosegretario agli Interni), cardinale Angelo Scola (Arcivescovo emerito di Milano e presidente della Fondazione Oasis) e Claudia Sorlini (Vicepresidente della Fondazione Cariplo). Nella sessione d’apertura, dal titolo «Cristiani e musulmani: affrontiamo insieme la realtà dei migranti», intervengono Martino Diaz, della Fondazione Oasis e dell’Università Cattolica, mons. Paolo Martinelli, vicario apostolico dell’Arabia meridionale, e Asmae Dachan, giornalista. Seguirà la tavola rotonda «La politica italiana e le migrazioni» con Angelino Alfano (Fondazione De Gasperi), Maurizio Lupi (deputato di Noi moderati) e Matteo Renzi (senatore di Italia viva). A seguire Marco Impagliazzo (Comunità di Sant’Egidio) interverrà su «Legalizzare l’immigrazione: l’esperienza dei corridoi umanitari» e Alessandro Banfi (Fondazione Oasis) intervisterà Sally Hayden, autrice del libro "E la quarta volta siamo annegati". Chiude la mattinata la tavola rotonda «Le comunità cristiane e i migranti», con il card. Cristobal López Romero, arcivescovo di Rabat, e mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes della Cei. Nel pomeriggio interventi di Emanuela del Re, rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel, e Riccardo Redaelli, dell’Università Cattolica, sul tema «Geopolitica delle migrazioni: dal Sahel al Mediterraneo». A seguire, Maria Laura Conte di Avsi interverrà su «Migrazioni e sviluppo: per una partnership paritaria Europa-Africa». L’incontro dal titolo «Da Gheddafi a Saied: l’esternalizzazione della frontiera» sarà invece tenuto da Jalel Harchaoui, del Royal United Services Institute for Defence and Security Studies, e Wael Garnaoui, psicanalista. Dopo la pausa sarà la volta di Simona Beretta e Laura Zanfrini, dell’Università Cattolica, e di Ibrahim Özdemir, della Clark University, che parleranno di «Migrazioni, economia e crisi ecologica». Infine, «Le comunità islamiche e i migranti», tavola rotonda con Izzedin Elzir, Imam di Firenze, Wael Farouq, Università Cattolica, e Saifeddine Maaroufi, Imam di Lecce.   Conclusioni di Michele Brignone, Fondazione Oasis, e Mario Mauro, Meseuro.   La partecipazione è libera scrivendo a ctonini@fondazioneoasis.org. Diretta streaming sul canale YouTube della Fondazione Oasis.

Migrantes: mons. Crisan confermato Coordinatore della pastorale dei greco-cattolici romeni in Italia

27 Settembre 2023 - Roma - Mons. Cristian Dumitru Crisan, Visitatore apostolico per i fedeli greco-cattolici romeni in Europa occidentale), è stato confermato Coordinatore nazionale della pastorale dei greco-cattolici romeni in Italia. La nomina al termine del Consiglio Permanente della Cei che si è concluso oggi a Roma. A mons. Crisan gli auguri di un proficuo lavoro.

Migrantes: nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione

27 Settembre 2023 - Roma - Nuovo Consiglio di Amministrazione per la Fondazione Migrantes. E’ stata nominato dal Consiglio Permanente della Cei che si è concluso oggi a Roma. Del Consiglio fanno parte – oltre al presidente mons. Gian Carlo Perego – don Carlo De Stasio,  Commissario Episcopale per la pastorale dei migranti del Vicariato Generale per la Diocesi di Zurigo-Glarona di Coira (Svizzera); Sergio Durando Direttore regionale Migrantes Piemonte e Valle d’Aosta e Ufficio Migrantes Torino;  don Marco Yaroslav Semehen, Direttore Migrantes dell’Esarcato apostolico degli Ucraini in Italia e Rettore della Basilica di S. Sofia a Roma; Santino Tornesi, Direttore regionale Sicilia e della diocesi di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela, Massimo Vanni, Esperto per i Progetti e Sara Vatteroni, Direttore regionale Toscana e della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli. Al Consiglio d’Amministrazione gli auguri di un proficuo lavoro.

Cei: necessaria “una progettazione lungimirante che affronti il fenomeno migratorio in modo strutturale, con umanità e intelligenza”

27 Settembre 2023 - Roma - La sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente, che si è svolta a Roma dal 25 al 27 settembre, sotto la guida del presidente, il card. Matteo Maria Zuppi, ha ha condiviso alcune riflessioni riguardo al tema dei migranti, invitando il mondo della politica e del lavoro a “un dialogo che possa favorire l’avvio di percorsi di accoglienza, protezione, promozione e integrazione”. Sollecitati dalle parole del card. Zuppi i vescovi hanno messo in guardia dalla tentazione di “legarlo alla questione demografica: si tratta - si legge nel comunicato finale - di accogliere perché persone umane e non per riempire dei vuoti”. In quest’ottica, ha sottolineato il Consiglio Permanente, la Chiesa è disponibile a “dialogare con la politica e con il mondo del lavoro per offrire un contributo fattivo, a partire dalle esperienze in atto e dalla proposta di itinerari possibili di accoglienza, protezione, promozione e integrazione”. Sulla scia di quanto fatto, ad esempio, con la campagna “Liberi di partire, liberi di restare” che ha permesso di finanziare attività di carattere sociale e sanitario a favore delle fasce più deboli, soprattutto minori e vittime di tratta, e progetti in ambito socioeconomico per la promozione di opportunità lavorative, così come di sostenere l’educazione e la formazione (anche professionale), l’informazione in loco su ciò che comporta il migrare, l’accompagnamento di chi ha scelto volontariamente di tornare in patria. Il tutto attraverso la realizzazione di 130 progetti, per un totale di € 28.245.000 euro, in Italia, nei Paesi di transito (Turchia, Algeria, Tunisia, Marocco, Albania, Niger, Marocco), nei Paesi di partenza dei flussi migratori (Nigeria, Mali, Costa d’Avorio, Senegal, Gambia, Guinea). Secondo i vescovi, è necessaria “una progettazione lungimirante che affronti il fenomeno in modo strutturale, con umanità e intelligenza, e getti le basi per percorsi di riconciliazione e di pace”. (Raffaele Iaria)

Una piazza, tanti colori

27 Settembre 2023 - Palermo  - La domenica pomeriggio Piazza Castelnuovo, per tutti Piazza Politeama, a Palermo si veste di suoni e di colori diversi. Bangladesh, Romania, Sri Lanka, Ghana, Filippine, Marocco, Polonia...i volti e le lingue presenti disegnano la cartina geografica delle comunità presenti in città. Sono collaboratrici domestiche nel loro giorno di riposo, famiglie che si concedono un momento di svago, ragazzi e ragazze che vestono l'aria settembrina con le loro risate. Le donne chiacchierano, la fatica del quotidiano si mescola con la nostalgia di una casa troppo lontana. I bambini giocano, c'è chi va in bici e chi tira due calci a un pallone, mentre, nelle stesse ore, i guizzi di molti dei loro coetanei nati da genitori italiani inciampano su un display, sotto il riflesso di una lampada al neon. È sempre più chi arriva da un altro paese ad abitare lo spazio pubblico. Nell'impraticabilità di soluzioni che richiederebbero altre risorse e status, le piazze come i parchi diventano il termometro che misura la capacità di una città di includere, ne mostrano il grado di democraticità. A sera, poi, nello spazio antistante il teatro, va in scena un concerto dell'Orchestra Sinfonica Siciliana. I paganti hanno un posto riservato, mentre gli altri si assiepano dietro le transenne. La musica non ha confini, arriva anche a loro, anche se in piedi o se seduti sul freddo basamento di un monumento. "L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita", recita l'iscrizione sul frontone del Teatro Massimo. L'incontro tra culture diverse, unito all'accesso indiscriminato e universale alla cultura, annienterebbe ogni forma di sopraffazione, di razzismo, di violenza. Cominciamo dagli spazi pubblici.  (Luca Insalaco)

Papa Francesco: “non è tollerabile che il Mediterraneo diventi una tomba”

27 Settembre 2023 -  Città del Vaticano - Il Mediterraneo “è culla di civiltà, e una culla è per la vita! Non è tollerabile che diventi una tomba, e nemmeno un luogo di conflitto”. Lo ha detto questa mattina papa Francesco durante l’Udienza generale dedicata al suo viaggio a Marsiglia in occasione dei Rencontres Méditerranéennes, che hanno coinvolto Vescovi e Sindaci dell’area mediterranea, insieme con numerosi giovani, “perché lo sguardo fosse aperto al futuro”. Per il Pontefice il Mare Mediterraneo è quanto di “più opposto ci sia allo scontro tra civiltà, alla guerra, alla tratta di esseri umani. È l’esatto opposto, perché il Mediterraneo mette in comunicazione l’Africa, l’Asia e l’Europa; il nord e il sud, l’oriente e l’occidente; le persone e le culture, i popoli e le lingue, le filosofie e le religioni”. Da Marsiglia – ha aggiunto – è “uscito uno sguardo di speranza. Questo è oggi molto sorprendente: quando ascolti i testimoni che hanno attraversato situazioni disumane o che le hanno condivise, e proprio da loro ricevi una ‘professione di speranza’”. “Possa – ha concluso -  la Madonna, che i marsigliesi venerano come Notre Dame de la Garde, accompagnare il cammino dei popoli del Mediterraneo, perché questa regione diventi ciò che da sempre è chiamata a essere: un mosaico di civiltà e di speranza”. (R.Iaria)

Don Torreggiani: oggi la conclusione della fase diocesana della causa di beatificazione dell’apostolo tra nomadi e circensi

27 Settembre 2023 -

 

Reggio Emilia - Apostolo delle carovane e degli spettacoli viaggianti, fondatore dei Servi della Chiesa, missionario dal cuore grande, amico dei carcerati, monsignor Dino Torreggiani sta per compiere un altro passo verso gli altari. L’appuntamento è nella Cattedrale di Reggio Emilia per stasera alle 19, quando l’arcivescovo Giacomo Morandi presiederà la Messa a chiusura dell’inchiesta diocesana circa la vita, le virtù e la fama di santità del servo di Dio reggiano che era stata avviata nel 2006. La data scelta per la celebrazione è significativa: oggi ricorre infatti il 40° anniversario della nascita al cielo di don Torreggiani. Per favorire la partecipazione anche dagli altri Paesi del mondo in cui sono presenti servi e serve della Chiesa, il Centro comunicazioni sociali di Reggio Emilia-Guastalla trasmetterà la liturgia eucaristica in diretta streaming sul canale YouTube La Libertà Tv. Don Torreggiani fu un precursore della Chiesa dei poveri. «Non la Chiesa che si occupa di loro, ma la Chiesa che assume i loro lineamenti, la loro condizione come frutto di immedesimazione in loro, e come riflesso dell’incarnazione stessa del Verbo che si è fatto carne e che da ricco si è fatto povero, svuotando se stesso», come scrive don Daniele Simonazzi, membro dei Servi della Chiesa, sul settimanale diocesano. Un prete, don Dino, il cui agire è sempre stato sorretto dalla Provvidenza; un uomo agostinianamente inquieto e molto autocritico, che ha considerato la santità come la condizione normale per la vita della Chiesa e che ha intuìto – sottolinea ancora don Simonazzi – di potersi consacrare al Signore con i voti rimanendo un prete diocesano; la consacrazione totale al Signore mediante i voti fa del prete – qui sono parole di Torreggiani – «un uomo posseduto da Dio, un’anima profondamente carismatica, nella quale i carismi dello Spirito Santo lavorano, facendone un profeta, un testimone, una viva sensibilità alla presenza di Cristo nel suo popolo». L’architrave del sacerdozio di don Torreggiani è stato la pratica «generosa, sincera e libera» dei consigli evangelici, che egli ha tentato a più riprese di proporre a vescovi e a presbiteri, per una Chiesa dei carismi, ma anche dell’obbedienza, della comunione, della condivisione e della corresponsabilità, fedele al “sacramento dei poveri”. Nella sua vita il presbitero alternava giornate frenetiche – accompagnate da don Bosco, dal Cottolengo e dallo Chevrier – a pensose veglie notturne con santa Teresa di Lisieux, Grignion De Montfort e il curato d’Ars. Don Dino fu un suscitatore di vocazioni e spese il suo ministero tra sinti, rom e carcerati, tanto da dar vita nel 1958 all’Opera per l’assistenza spirituale ai nomadi in Italia. Gli premeva piuttosto raggiungere le anime, soprattutto dei figli del proletariato e del sottoproletariato, perché credeva a una sola rivoluzione: quella innescata da una testimonianza radicale del Vangelo. Negli anni ‘50 e ‘60 i Servi della Chiesa varcarono i confini reggiani in direzione del Veneto, della Toscana, del Lazio, dell’Umbria, dell’Italia meridionale e insulare. Ex detenuti, nomadi, anziani, lavoratori dello spettacolo viaggiante, e ancor prima i vescovi di numerose diocesi in difficoltà, impararono a conoscere la loro carità non episodica. Don Torreggiani contribuì anche al ripristino del diaconato permanente in Italia. Ebbe un grande spirito missionario: non a caso morì nel 1983 in Spagna, a Palencia, dove si era recato per rilanciare il suo Istituto verso nuovi orizzonti in America latina. (Edoardo Tincani - Avvenire)

 

Migrantes Foligno: le celebrazione per la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza

27 Settembre 2023 - Roma - Martedì 3 ottobre dalle ore 11.00, nell'ambito del Progetto Cittadini del Mondo, la Diocesi di Foligno in collaborazione con il Comitato 3 Ottobre e l'Istituto tecnico tecnologico L. Da Vinci vuole celebrare con gli studenti  la Giornata della memoria e dell'accoglienza, in virtù della legge 45/2016, in ricordo del 10° anniversario del tragico naufragio avvenuto al largo di Lampedusa nel 2013 che provocò la morte di 368 persone, tra cui 83 donne e 9 bambini. Proprio a Lampedusa dal 30 settembre al 3 ottobre 2023, in occasione del decennale della strage del 3 ottobre 2013 e della Giornata della Memoria e dell'Accoglienza, si terranno le giornate del progetto A Europe of Rights organizzate dal Comitato 3 ottobre. Parteciperanno all'evento 36 scuole superiori da 8 Paesi dell'Unione Europea, 7 organizzazioni non governative, 2 agenzie delle Nazioni Unite. A Foligno la giornata si svolgerà in due momenti. Il primo a partire dalle ore   11.00 nell'aula magna dell'ITT L. Da Vinci con una riflessione sul tema "Dov'è tuo fratello?" con gli interventi di Simona Lazzari dirigente scolastica, don Luigi Filippucci delegato regionale per la Migrantes e responsabile del Progetto Cittadini del Mondo, Carlo Felice pedagogista e formatore. Gli studenti saranno salutati con un video da Tareke Brhane eritreo e presidente del Comitato 3 ottobre. Alle ore 12.00 la seconda parte dove gli studenti si ritroveranno per un flash mob in viale Marconi nei pressi della Piazzetta 3 Ottobre con gli interventi di Mauro Masciotti delegato regionale della Caritas e degli operatori del progetto SAI del Comune di Foligno.  Piazzetta 3 Ottobre è uno spazio inaugurato il 14 dicembre 2016 che il Comune di Foligno ha voluto dedicare a tutte le vittime delle migrazioni. (Migrantes Foligno)  

Migrazioni: la Corte di giustizia della Ue fa chiarezza su “rimpatri” e “respingimenti”

26 Settembre 2023 - Roma - Con sentenza del 21 settembre scorso (causa C‑143/22) la Corte di giustizia dell’Unione europea è intervenuta in tema di ripristino di controlli alle frontiere interne, dichiarando che la direttiva “rimpatri” si applica a ogni cittadino di un paese terzo che sia entrato nel territorio di uno Stato UE senza soddisfare le condizioni d’ingresso, di soggiorno o di residenza, e ciò vale pure se l’interessato sia entrato nel territorio ancor prima di aver attraversato un valico di frontiera ove tali controlli vengono effettuati. Secondo la Corte gli irregolari devono beneficiare «di un certo termine per lasciare volontariamente il territorio» in quanto «la direttiva Ue sui rimpatri va sempre applicata, anche nel caso di controlli ai confini interni» ripristinati temporaneamente da uno Stato membro, mentre l’allontanamento forzato può avvenire solo come extrema ratio. La Corte ricorda inoltre che gli Stati membri possono trattenere un cittadino di un Paese terzo, in attesa del suo allontanamento, in particolare qualora il cittadino costituisca una minaccia per l'ordine pubblico. Inoltre - sottolineano i giudici - la direttiva rimpatri non osta all'arresto o al fermo di polizia di un cittadino di un Paese terzo il cui soggiorno è irregolare quando egli sia sospettato di aver commesso un reato diverso dal semplice ingresso irregolare nel territorio nazionale, in particolare un reato che può costituire una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza interna dello Stato membro interessato. (Alessandro Pertici)