Primo Piano

Istat: presentato oggi il Report sulle Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente

Roma - Nel 2015 le immigrazioni (iscrizioni in anagrafe dall'estero) ammontano a 280 mila, un valore sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente; nove su dieci (89%) riguardano cittadini stranieri. Tra i flussi in entrata, la cittadinanza più rappresentata è sempre la rumena (46 mila ingressi), seguita dalle comunità marocchina (15 mila), cinese (15 mila) e bengalese (12 mila). Sono alcuni dei dati presenti nel Report sulle “Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente” diffuso oggi dall’Istat.
Rispetto al 2014 sono in forte aumento gli ingressi dei cittadini dell'Africa subsahariana: Gambia (oltre 5 mila, +209%), Mali (quasi 5 mila, +135%), Nigeria (9 mila, +68%) e Costa d'Avorio (2 mila,+61%). Sono in calo, invece, le immigrazioni dei cittadini filippini (4 mila, -35%), peruviani (2 mila, -31%) e moldavi (3 mila, -23%).
Continua a crescere il numero delle emigrazioni (cancellazioni dall'anagrafe per l'estero), nel 2015 sono 147 mila, l'8% in più rispetto al 2014. Tale aumento è dovuto esclusivamente alle cancellazioni di cittadini italiani (da 89 mila a 102 mila unità, pari a +15%), mentre quelle dei cittadini stranieri si riducono da 47mila a 45 mila (-6%).
Le principali mete di destinazione per gli emigrati italiani sono Regno Unito (17,1%), Germania (16,9%), Svizzera (11,2%) e Francia (10,6%).
Sono sempre di più i laureati italiani con più di 25 anni di età che lasciano il Paese (quasi 23 mila nel 2015, +13% sul 2014); l'emigrazione aumenta anche fra chi ha un titolo di studio medio-basso (52 mila, +9%). Gli emigrati di cittadinanza italiana nati all'estero ammontano a oltre 23 mila: il 55% torna nel Paese di nascita, il 37% emigra in un Paese dell'Unione europea, il restante 8% si dirige verso un Paese terzo non Ue. Nel 2015 il saldo migratorio con l'estero – si legge ancora nel Report dell’Istituto Italiano di Statistica - si mantiene positivo per 133 mila unità ma si riduce del 6% rispetto all'anno precedente.
Ancora in calo i trasferimenti di residenza interni al territorio nazionale (-2% sul 2014), nel 2015 hanno coinvolto appena 1 milione 284 mila individui, il valore più basso degli ultimi dodici anni.
I trasferimenti di residenza interni sono principalmente di breve e medio raggio. Nel 76% dei casi avvengono tra Comuni della stessa regione (971 mila), nel restante 24% tra regioni diverse (313 mila).
In calo nel 2015 anche i trasferimenti di residenza interni di cittadini stranieri: sono stati in tutto 202 mila, quasi 37 mila in meno rispetto al 2014.
 
 

Agrigento: oggi convegno su “Nuovi bisogni formativi nei percorsi di accoglienza dei minori migranti”

Agrigento -  “Il prima e il dopo, l’adesso e il poi. L’accoglienza e l’integrazione”. Di questo si preoccupa il Convegno, incorso ad Agrigento, dedicato ai “Nuovi bisogni formativi nei percorsi di accoglienza dei minori migranti” nell’ambito del progetto  “Italiano: lingua seconda in soggetti migranti a bassa scolarizzazione. Ricerca, formazione, didattica”. Il Convegno è promosso congiuntamente dall’Università degli studi di Palermo e dal suo Polo territoriale di Agrigento, con la collaborazione della Migrantes diocesana e si propone come spazio di incontro e scambio tra la riflessione scientifica e l’esperienza sul campo nei quotidiani interventi di alfabetizzazione ed insegnamento dell’italiano a minori ed adulti stranieri. La giornata sarà strutturata in tre momenti che intendono far dialogare l’approfondimento scientifico e l’esperienza sul campo. Il programma del Convegno è strutturato in due sessioni. La prima sessione, a carattere più propriamente teorico, sarà moderata dalla prof.ssa Roberta T. Di Rosa (UNIPA). Nel corso di una tavola rotonda, prevista nella seconda parte della mattinata, interverranno rappresentanti dell’Ufficio Scolastico Regionale, dei CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) di Agrigento e di Caltanissetta-Enna oltre a rappresentanti del CIRMiB di Brescia e dell’Osservatorio sulle Migrazioni di Palermo. Nella sessione pomeridiana, moderata dal prof. Gaetano Gucciardo (UNIPA) si parlerà dell’esperienza Caritas di Agrigento e Badia Grande di Trapani. Nel corso del Convegno Luca Insalaco presenterà il Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Le conclusioni saranno tratte dalla prof.ssa Mari D’Agostino, che presenterà i nuovi strumenti didattici per l’insegnamento dell’italiano agli immigrati, frutto, questi ultimi, del lavoro del Laboratorio ITASTRA (Italiano per Stranieri) dell’Università degli studi di Palermo, coordinato dalla stessa.
 

Morte di freddo sul gommone

Milano - Muoiono di freddo in mezzo al mare. È questa la terribile fine del viaggio della speranza dei nuovi migranti che attraversano il Mediterraneo per raggiungere le sponde europee. Adesso, con l’inverno ormai alle porte, non c’è solo il mare in tempesta, il gommone che affonda, la violenza degli scafisti. All’elenco degli orrori, nelle traversate della morte lungo la rotta del Mediterraneo centrale (quella che collega la Libia all’Italia) si aggiunge infatti anche l’insidia del freddo. Sono morte così, almeno due donne, recuperate senza sensi ma ancora vive sul fondo di un gommone soccorso nella notte tra sabato e domenica. Tutti i tentativi per tenerle in vita sono stati vani. Nelle ultime due giornate sono in tutto 16 i migranti morti recuperati e oltre mille quelli soccorsi.
Ancora cronache drammatiche dal Mediterraneo. E uno spiegamento importante di navi in soccorso delle decine di gommoni e carrette del mare alla deriva. Nella sola giornata di ieri sono 231 i migranti salvati, in quattro diverse operazioni coordinate dalla Guardia costiera italiana. Si trovavano a bordo di quattro piccole imbarcazioni ormai in balia delle onde. Domenica ne sono stati salvati in tutto 800. Nel corso delle nove diverse operazioni di salvataggio sono stati recuperati anche 14 corpi senza vita. In due giorni, complessivamente 16 morti.
Tra sabato e domenica la nave Aquarius di Sos Mediterranèe, organizzazione umanitaria italo-francotedesca che opera in collaborazione con Medici senza Frontiere, ha effettuato 4 operazioni di salvataggio nel mar Mediterraneo ed una quinta operazione di trasbordo di 152 profughi salvati da una nave mercantile. Attualmente si trovano a bordo della Aquarius 353 persone.
“Le traversate non si fermano con l’arrivo della stagione invernale: l’anno scorso nel mese di dicembre sono stati più di 9.600 (dati del Ministero dell’Interno) i profughi salvati in mare nel Mediterraneo – spiegano gli operatori della ong – La Aquarius è al momento l’unica nave di ricerca e soccorso della società civile nella zona Sar (Search and Rescue) e sarà la sola a continuare senza interruzioni le operazioni di ricerca e soccorso durante tutto l’inverno”.
Circa 430 migranti sono sbarcati ieri pomeriggio ad Augusta. Altri 285 sono invece giunti a Pozzallo sulla "Phoenix" del Moas, assistiti dalla Croce Rossa Italiana. Mentre è attesa stamattina, al porto di Trapani, l’arrivo della Aquarius" con i 353 migranti salvati nella notte tra sabato e domenica, in più operazioni. Provengono per la maggior parte dalla Nigeria, ma anche da Etiopia, Bangladesh e Gambia. Ma tra gli ultimi sbarchi ci sono anche tante famiglie siriane, con bambini piccoli, fuggite da Aleppo. Raccontano di paure e violenze. A Pozzallo è giunta una donna incinta di due gemelli, che ha denunciato di essere stata abusata sessualmente. Poi un giovane con una ferita alla testa. Dichiarano tutti di essere partiti dalla Libia. Racconti di paure di non farcela, fino all’arrivo degli "angeli del mare". I soccorritori che battono il Mediterraneo. È una corsa contro il tempo. Per salvare vite. E adesso inizia anche a far freddo. (Daniela Fassini – Avvenire)
 

Mons. Galantino: favorire la cultura dell’incontro

Roma - “Creare relazioni” e “favorire la cultura dell’incontro”. È racchiusa in questo binomio l’essenza della “professionalità” dei comunicatori. Lo ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, presiedendo oggi a Roma, presso l’Auditorium Cei (Via Aurelia, 796), la Messa in suffragio di monsignor Francesco Ceriotti, già direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per le comunicazioni sociali, e di suoi  collaboratori: Adriano Zanacchi, giornalista Rai e docente in varie università, e Carlo Tagliabue, regista televisivo Rai, docente universitario e critico cinematografico. “Siamo qui – ha esordito monsignor Galantino, nell’omelia della Messa concelebrata con monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria vaticana per la Comunicazione, e don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per le comunicazioni sociali – per ringraziare il buon Dio per quanto don Francesco ci ha dato attraverso la sua testimonianza umana, professionale e la sua professionalità. Non devo dire io a voi quanto essa sia stata e debba continuare ad essere una professionalità spesa per la comunicazione, per servire la verità, per aiutare a vivere nella verità. Una professionalità che ha come orizzonte culturale quello di creare relazioni, favorire incontri”. “Questo è quello per cui si è speso don Francesco”, ha riassunto il segretario generale della Cei: “Se vogliamo che non diventi un ricordo semplicemente emotivo, ma che porti qualche frutto nella storia di ognuno di noi, dobbiamo sentirci impegnati a creare relazioni attraverso la comunicazione, a favorire la cultura dell’incontro”. (SIR)

Porto Santa Rufina: stranieri “non ospiti ma membri della diocesi”

Porto Santa Rufina - Lo scorso 23 novembre il vescovo di porto Santa Rufina, Mons. Reali,  ha incontrato in curia i cappellani e i responsabili per la pastorale dei migranti. La riunione è iniziata con la relazione del direttore Migrantes, il diacono Enzo Crialesi, sul programma per l’anno pastorale. «Aiutateci a capire le necessità delle vostre Comunità – dice il vescovo nel suo saluto –, perché la gente immigrata soffre lontano dalla propria terra, occorre aiutare le famiglie». Gli slovacchi erano presenti con il nuovo cappellano. Sono una piccola comunità, quella del collegio, formata dagli studenti che completano il loro iter formativo a Roma. I due cappellani polacchi di Ladispoli, Santa Severa e Passo Scuro, hanno evidenziato la diminuzione consistente dei loro concittadini in diocesi. I filippini hanno ringraziato il vescovo per aver loro riconcesso l’uso dei locali vicino alla chiesa per le loro attività pastorali. Sono una comunità che è nata oltre 30 anni fa ed è sempre in crescita. I nigeriani hanno detto che la loro comunità è presente a Ladispoli e Cesano: una realtà molto unita dove è diffusa la solidarietà tra i membri. Il cappellano segue la catechesi dei sacramenti sia dei ragazzi che degli adulti e le necessità spirituali di tutte le famiglie, anche loro hanno ringraziato il vescovo per la vicinanza e l’affetto che ha per tutti loro. Il cappellano dei romeni ha detto che le due comunità di Ladispoli e Cesano soffrono anche loro di una alternanza delle presenze alla messa domenicale. Una volta al mese celebra la messa per i ragazzi e quindi ci sono molte più presenze perché i genitori accompagnano i loro figli, si recita il rosario e si propone l’adorazione una volta al mese e molte volte fa dei pellegrinaggi catechetici con le due comunità per aiutare le famiglie a crescere nella fede e nella conoscenza delle bellezze che ci sono in Italia. Al termine dell’incontro il vescovo ha ringraziato i cappellani per quello che fanno per mantenere la fede alle tante famiglie delle comunità straniere: «Voi non siete ospiti ma appartenenti di diritto alla nostra Chiesa diocesana e se pensate che gli uffici vi possano essere utili fatecelo sapere attraverso il direttore. Sono grato anche al diacono Enzo per la sua sensibilità e per il suo impegno in questo servizio diocesano con i Migranti». (Simone Ciampanella – LazioSette)
 
 

Venezia: domani incontro sulla libertà religiosa e protezione internazionale

Venezia - “La protezione internazionale della libertà religiosa” sarà il tema al centro del seminario di studi organizzato dalla Facoltà di Diritto canonico “S. Pio X” di Venezia nel pomeriggio di domani, martedì 6 dicembre, con inizio alle ore 15.30 presso l’auditorium del Seminario Patriarcale alla Salute (Venezia). Dopo il saluto introduttivo del preside Mons. Giuliano Brugnotto sono previsti gli interventi di Francesco Margiotta Broglio, emerito dell'Università di Firenze, e di Ivan C. Iban, Universidad Complutense de Madrid. Modererà l’incontro Giorgio Feliciani.
 
 

Calabria: presentato il rapporto Immigrazione

Catanzaro – In Calabria risiedono 91.354 stranieri; la provincia che accoglie il maggior numero di immigrati è Cosenza (30.275), seguita da Reggio Calabria con 29.129; a Catanzaro vivono 16.175 stranieri, a Crotone 9.063 e a Vibo 6.712. L’etnia più numerosa è quella rumena (34,5%), segue il Marocco (15,4%), l’Ucraina (6,8%), la Bulgaria (6,7%), l’India (4,5%). Questi i dati al primo gennaio 2015 del XXV Rapporto Immigrazione 2015 di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, presentato al Seminario “San Pio X” di Catanzaro con particolare attenzione ai dati relativi al fenomeno migratorio in Calabria. Ad aprire i lavori nell’aula magna del Seminario “San Pio X” il vescovo di Lamezia Terme Mons. Luigi Cantafora, delegato della Conferenza Episcopale Calabra per la Carità, che ha evidenziato: “Il fenomeno dell’immigrazione che stiamo vivendo in questi anni è un dramma epocale. Ci  sentiamo immersi nell’insicurezza generale a causa della non conoscenza reale delle effettive intenzioni dei nostri fratelli stranieri. Bisogna vincere il clima di paura ed incrementare la pratica quotidiana della cultura del dialogo”. All’incontro è intervenuto il direttore generale della Fondazione Migrantes Mons. Gian Carlo Perego che ha ribadito "Sul territorio italiano vivono 5 milioni e 24 mila immigrati. La loro presenza è in calo al Nord mentre l'immigrazione cresce al Sud. Non dobbiamo lasciare ai margini della nostra società queste persone, impegnare gli immigrati nei servizi sociali. Non dobbiamo subire la realtà ma dobbiamo avere la capacità di generare, integrare, includere, riorganizzare la nostra vita associativa. In questo modo un Paese si rigenera grazie all'incontro con altre culture”. Nelle scuole abbiamo oltre 800 mila studenti di 196 nazionalità diverse, senza di loro molti istituti avrebbero chiuso e molti insegnanti sarebbero senza lavoro. Sono 650 mila le persone che hanno acquisito la nazionalità italiana. Da distinguere gli immigrati che fuggono da guerre e carestie e altre calamità e i migranti economici che stanno cambiando il mondo, ha detto Perego evidenziando che in evoluzione è anche il mondo della famiglia, un tema fondamentale. Nelle parrocchie italiane sono nati 3mila doposcuola. Alla luce del fenomeno migratorio la scuola va “ripensata: basti pensare che a Prato è stata introdotta come seconda lingua il cinese per la massiccia presenza di cinesi sul territorio”. Il Rapporto Immigrazione aiuta a leggere la geografia del mondo nella sua continua evoluzione. L'ora di religione nelle scuole diventi “momento di dialogo e confronto tra diverse fedi e culture. La cultura dell'incontro valorizzi il patrimonio dell'accoglienza e dell'integrazione”. Mons. Domenico Graziani, arcivescovo di Crotone Santa Severina e delegato Migrantes della Conferenza dei vescovi calabri ha sottolineato che la Chiesa italiana  è “chiamata ad adottare i criteri dell'integrazione culturale. Senza la Chiesa non si può trattare il tema dell'immigrazione. Purtroppo c'è anche il fallimento della politica che non riesce ad andare oltre la prima accoglienza”. Le Chiese sono “chiamate ad attivarsi con le buone pratiche”. L’incontro è stato moderato da padre Bruno Mioli (delegato regionale Migrantes) e padre Valerio Di Trapani (delegato regionale Caritas). (M.S.)
 
 

Azione Cattolica Milano: il “Vangelo del giorno” commentato dei giovani all’estero

Milano - Anche quest’anno si rinnova l’impegno del settore Giovani di Azione cattolica di Milano a riflettere sul «Vangelo del giorno» per l’intero periodo dell’Avvento. Uno strumento preparato dai giovani di AC, che stanno vivendo un’esperienza all’estero: Londra, Svezia, Parigi, Egitto e Iraq.
Sul sito di AC (www.azionecattolicamilano.it) il «Vangelo del giorno» è l’articolo più cercato e consultato e ha ottenuto finora migliaia di visualizzazioni. Segno evidente che c’è sete di Vangelo, ma soprattutto di Vangelo commentato e meditato dai giovani.
Mentre la prima settimana – del calendario liturgico ambrosiano -  è stata preparata da don Luca Ciotti, assistente diocesano Giovani di AC, che è in contatto costante con i giovani all’estero, l’autore dei commenti della seconda settimana è stato Andrea Grimoldi (classe 1988) che vie ora in Svezia, a Norrköping, una piccola città di origini industriali, come riferisce il settimanale della diocesi “MilanoSette”, dorso domenicale del quotidiano “Avvenire”. L’autore dei commenti della terza settimana invece è Riccardo Paredi, 25 anni, nato a Lecco e che oggi vive a Il Cairo, in Egitto.
L’autrice dei commenti della quarta settimana è Miriam Ambrosini, già vicepresidente Giovani di AC, nata a Milano e che oggi vive a Erbil, nel Kurdistan iracheno. I prossimi autori saranno Federico Defendenti, che vive a Parigi, e Alessandra Pogliana, residente a Londra.
 

Media e migrazioni: il 19 dicembre la presentazione del IV Rapporto della “Carta di Roma”

Roma - Il 19 dicembre, alle ore 11.30, presso la Camera dei deputati (sala Aldo Moro), sarà presentato il IV Rapporto Carta di Roma, fotografia delle tendenze che hanno caratterizzato un anno di racconto di migrazioni e minoranze. Nell’agenda di quotidiani e Tg quanto spazio ha trovato questo tema? Quale il linguaggio utilizzato per raccontarlo? Quali le buone e le cattive pratiche emerse? Come i news media hanno contribuito (o contrastato) alla diffusione dei discorsi d’odio? Risponde a questi e altri quesiti il rapporto curato da Associazione Carta di Roma, i cui dati sono elaborati dall’Osservatorio di Pavia, in collaborazione con l’Osservatorio europeo per la sicurezza. La presentazione, momento di confronto tra media e esperti, sarà aperta dal saluto della presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini. Seguiranno l’introduzione a cura di Giovanni Maria Bellu, presidente dell’Associazione Carta di Roma, la presentazione dei dati di Paola Barretta, ricercatrice senior dell’Osservatorio di Pavia e il commento di Ilvo Diamanti, politologo, professore di Analisi dell’Opinione pubblica all’Università di Urbino e direttore scientifico di Demos. Concluderanno il panel gli interventi dei giornalisti Attilio Bolzoni (La Repubblica), Maria Cuffaro (Rai) e Karl Hoffmann (ARD).
 

Diocesi di Albano: domenica prossima la Festa dei popoli

Albano - Torna, domenica prossima, l’appuntamento di fede, comunione e fraternità con la Festa dei popoli 2016, in programma nella parrocchia de La Resurrezione, nel quartiere Montarelli, ad Aprilia, nella diocesi di Albano, con persone provenienti da tutto il mondo e residenti sul territorio diocesano. L’evento, che inizierà alle 18 con la Messa presieduta dal vescovo di Albano, Mons. Marcello Semeraro, è giunto alla seconda edizione ed è a cura della Caritas della diocesi di Albano e dell’ ufficio Migrantes. “L’iniziativa – spiega don Fernando Lopez, responsabile in diocesi della Migrantes – è nata per riunire, una volta all’anno, i gruppi di migranti presenti nella nostra diocesi, con i quali sono stati avviati diversi incontri già dallo scorso anno. Abbiamo scelto di incontrarci per la Festa dei popoli – spiega sulla pagina diocesana inserita nel settimanale “Lazio Sette” -  in prossimità delle celebrazioni per la Madonna di Guadalupe, imperatrice del continente  americano, anche perché i gruppi di migranti già organizzati nella nostra diocesi sono principalmente di lingua ispanica”. Attualmente, una Messa in lingua spagnola è celebrata ogni ultima domenica del mese, alle 18, nella stessa chiesa de La Resurrezione, ad Aprilia (dove si sta organizzando anche l’avvio di
una celebrazione in lingua francese), mentre una Messa in lingua portoghese è celebrata il primo sabato di ogni mese alle 19,30 nella parrocchia San Giovanni Battista, in località Campoleone.
“L’obiettivo della fondazione Migrantes – aggiunge don Fernando Lopez – è quello di unire e integrare i gruppi di migranti nella Chiesa italiana, e infatti la Festa dei popoli è aperta a tutti, proprio per favorire conoscenza e amicizia. Quella di domenica prossima sarà la seconda edizione e inizierà con la celebrazione della Messa, presieduta dal vescovo Semeraro, e proseguirà nel salone parrocchiale con musica, danze tradizionali, gastronomia, per creare incontro e fraternità”.
 

Papa Francesco: il cristiano non fa proselitismo

Città del Vaticano - “Il Regno di Dio è venuto, è arrivato, è in mezzo a voi”. È questo “il messaggio centrale di ogni missione cristiana”. Lo ha detto ieri Papa Francesco nella sua riflessione prima della recita della preghiera mariana dell’Angelus. “Quando un missionario va, un cristiano va ad annunciare Gesù, non va a fare proselitismo, come se fosse un tifoso che cerca per la sua squadra più aderenti”, ha detto Francesco: “No, va semplicemente ad annunciare: ‘Il regno di Dio è in mezzo a voi!’. E così il missionario prepara la strada a Gesù, che incontra il suo popolo”. Quando parliamo di Regno di Dio, ha fatto notare il Papa, “noi pensiamo subito a qualcosa che riguarda l’aldilà: la vita eterna. Certo, questo è vero, il regno di Dio si estenderà senza fine oltre la vita terrena, ma la bella notizia che Gesù ci porta – e che Giovanni anticipa – è che il regno di Dio non dobbiamo attenderlo nel futuro: si è avvicinato, in qualche modo è già presente e possiamo sperimentarne fin da ora la potenza spirituale”. “Dio viene a stabilire la sua signoria nella nostra storia, nell’oggi di ogni giorno, nella nostra vita”, ha ricordato Francesco: “E là dove essa viene accolta con fede e umiltà germogliano l’amore, la gioia e la pace”.
 

Nella Riace dei record i migranti fanno i vasai

Lamezia Terme - In Calabria, culla della Magna Grecia e porta sul Mediterraneo, l’integrazione passa anche attraverso l’arte della lavorazione della ceramica. In quella che è stata la terra che ha accolto varie colonie greche che con le loro produzioni ceramiche hanno “invaso” altre terre, questa vera arte, tramandata da generazioni, è diventata uno strumento per fare dialogare popoli che affacciano sullo stesso specchio di mare seppur lontani e diversi per cultura e tradizioni. È il caso di Riace, un paese del Reggino, dove sono presenti rappresentanti di vari popoli ed etnie, provenienti da Paesi da cui si scappa a bordo di quei barconi che approdano sulle nostre coste carichi di speranze. È qui che Domenico Lucano, il sindaco indicato da "Fortune" tra le cinquanta persone più influenti al mondo, ha avviato una collaborazione con Francesco Serratore, un vasaio di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, per dare vita ad un nuovo modo di intendere l’integrazione. Una vera sfida che Serratore, in arte "figulus", forte della sua esperienza anche con tossicodipendenti e malati psichiatrici, ha accolto, trasferendosi a chilometri di distanza dalla sua città, per aprire un laboratorio a Riace, dando vita ad una sperimentazione che, dal mese di giugno, ha raccolto attorno a se l’interesse, non solo degli immigrati che così hanno potuto apprendere le tecniche del vasaio, ma anche di esperti internazionali che hanno fatto visita al suo locale dove l’argilla, modellata con l’abilità dell’utilizzo del tornio e delle mani, prende le più svariate forme. (Saveria Maria Gigliotti – Avvenire)
 

Studenti internazionali: concluso il IV congresso mondiale

Città del Vaticano - Promosso e organizzato dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, si è tenuto a Roma il IV Congresso Mondiale di Pastorale per gli Studenti Internazionali, dal 28 novembre al 2 dicembre. All’incontro, che aveva come tema “Evangelii Gaudium di Papa Francesco e sfide morali nel mondo intellettuale degli studenti internazionali verso una società più sana”, hanno partecipato 130 persone provenienti da 36 Paesi dei cinque Continenti, tra cui 30 giovani che stanno vivendo l’esperienza di studiare in un Paese diverso dal loro. Oggi sono circa cinque milioni i giovani che hanno lasciato la loro terra d’origine e si sono recati all’estero per completare gli studi superiori nelle diverse istituzioni accademiche del pianeta. Obiettivo primario del Congresso è stato valutare gli incoraggiamenti, le riflessioni e le considerazioni dell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium come base per una pastorale studentesca più attuale ed efficace. Esperti del settore, cappellani degli istituti universitari e operatori pastorali hanno evidenziato le sfide culturali, religiose e umane presenti nei contesti scolastici attuali, in modo particolare per quanto riguarda la pastorale degli studenti internazionali. Protagonisti degli incontri sono stati i giovani che sono intervenuti con le loro testimonianze, stimolando riflessioni e offrendo animate discussioni nelle tavole rotonde. È emersa la necessità di una pastorale che accompagni personalmente gli studenti universitari, che li metta al centro delle attività proposte, li faccia ideatori e promotori di nuove iniziative, senza tralasciare il fruttuoso scambio tra giovani che appartengono a diverso credo religioso. Formatori e studenti sono stati concordi nell’incoraggiare i giovani universitari cristiani ad essere gioiosi evangelizzatori nel loro contesto quotidiano, anche all’interno degli Atenei. Desiderio dei giovani studenti è di sentirsi parte attiva nel Paese che li accoglie, condividendo sfide e speranze, difficoltà e progetti, superando il rischio di cadere nell’anonimato e di soffrire la solitudine per la lontananza dagli affetti familiari e l’inserimento nel nuovo contesto di vita. Molti giovani studenti hanno raccontato i momenti di solitudine vissuti dopo il trasferimento all’estero quando, immersi in un ambiente diverso, si sono sentiti spaesati e confusi. Essi hanno chiesto che cappellani e operatori pastorali diventino punto di riferimento anche per l’inserimento nella nuova rete di rapporti. Alcuni hanno raccontato che una gioiosa esperienza di fede è possibile solo se supportati dalla comunità ospitante. Per questo, hanno chiesto che le comunità si dispongano adeguatamente all’accoglienza, che costituisce il fondamento per la crescita personale e spirituale degli studenti internazionali. Preziosa è stata la testimonianza di rappresentanti del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, della Comunione Anglicana, della Federazione Luterana mondiale e del Consiglio mondiale delle Chiese, come pure è stato assai arricchente il contributo di studenti appartenenti al buddismo, all’islam e all’induismo, che hanno sollecitato esperienze di mutua conoscenza, reciprocità e collaborazione nell’ambizioso progetto di creare società moralmente sane, nella giustizia, nella pace e nel rispetto del creato. Momento culminante del Congresso è stata l’Udienza con Papa Francesco che ha spronato i giovani a portare con gioia l’annuncio del Vangelo senza spaventarsi di fronte alle sfide e ha esortato accompagnatori e insegnanti a formare in modo etico le nuove generazioni. Il Santo Padre ha raccomandato alle comunità locali una maggiore sollecitudine verso il mondo giovanile studentesco, affermando che “è doloroso che giovani preparati siano indotti ad abbandonare il proprio Paese perché mancano adeguate possibilità di inserimento”.
 

Rom: venerdì 9 dicembre la presentazione di un libro di Anina Ciuciu

Roma -  Venerdì 9 dicembre sarà presentato a Roma, presso l’Unar, il libro “Sono rom e ne sono fiera. Dalle baracche romane alla Sorbona” di Anina Ciuciu. Il testo, dopo aver venduto oltre 10 mila copie in Francia, è stato tradotto in Italia e pubblicato da Edizioni Alegre. Il volume è una travolgente autobiografia narrata in prima persona che ripercorre le peripezie dell’autrice. Fuggita a sei anni dalla Romania insieme alla sua famiglia è arrivata a Roma, dove ha vissuto per alcuni mesi nella baraccopoli del Casilino ‘900. Poi il trasferimento a Parigi, ancora in miseria e clandestinità, infine la luce della speranza: il permesso di soggiorno e un lavoro regolare che permetterà ai genitori di garantirle l’istruzione che l’ha condotta fino alle porte della Sorbona dove studia per diventare magistrato. Alla presentazione interverranno: Roberto Bortone dell’Unar, Anina Ciuciu, autrice del libro e Carlo Stasolla, Presidente di Associazione 21 Luglio Onlus
 

Mons. Galantino: “i muri non portano da nessuna parte”

La Spezia - Dopo il Libano, nuovi corridoi umanitari con l’Etiopia. Lo conferma il Segretario della CEI, Mons. Nunzio Galantino. “Stiamo trattando con il ministero l’apertura di un corridoio umanitario con l’Etiopia”, ha detto il Segretario Generale parlando ai giovani durante il convegno "Cittadinanza Informazione" organizzato a La Spezia. La Conferenza Episcopale Italiana, tramite i suoi organismi Caritas Italiana  e Fondazione Migrantes, e insieme alla Comunità di Sant’Egidio, finanzierà corridoi umanitari per 500 profughi sudanesi, eritrei e somali che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità nei campi in Etiopia. «In Etiopia – ha aggiunto Galantino, secondo quanto riferisce il quotidiano “Avvenire” – c’è un regime, guerre tribali e povertà. Coloro che costruiscono muri non ci porteranno da nessuna parte perché i muri si scavalcano”.
 

Anolf: supporto all’integrazione lavorativa dei rifugiati e richiedenti asilo

Roma – Le imprese e Camere di commercio a supporto dell’integrazione lavorativa di rifugiati e richiedenti asilo. Nato da un’idea della CES, la Confederazione Europea dei Sindacati, e di UnionMigrantNet, prevede tre sperimentazioni territoriali, in Belgio, Germania e, appunto, Italia, con un’azione pilota frutto della collaborazione ormai rodata tra l’Anolf e la Fisascat Cisl milanesi.
Attraverso l’attivazione di sinergie tra organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, enti bilaterali, associazionismo, enti di formazione professionale, aziende e istituzioni locali, i richiedenti asilo saranno beneficiari di una serie di azioni formative con l’obiettivo di riconoscere le loro competenze professionali e di inserirli, nel lungo periodo che intercorre tra la presentazione e l’esame della loro richiesta di asilo, in percorsi di tirocinio presso le aziende finalizzati, eventualmente, a sbocchi professionali adeguati alle abilità acquisite. “Non solo assistenza, ma formazione e impiego, con una presa in carico che parte dalla valorizzazione delle capacità professionali di chi arriva in Italia – spiega Maurizio Bove, presidente Anolf Milano –, perché molti dei rifugiati hanno titoli di studio ‘elevati’ e pochi sanno che, per legge, già dopo 2 mesi dalla richiesta di asilo possono lavorare regolarmente. L’obiettivo è l’integrazione reale”.
Nel milanese, gli ambiti in cui i lavoratori di origine straniera sono maggiormente presenti sono il socio assistenziale, collaboratrici familiari, le case di riposo, il turismo, la ristorazione tradizionale, le imprese di pulizie: tutti servizi che la Fisascat territoriale, con i suoi oltre 10mila iscritti immigrati, rappresenta in prima linea. “Per questo, quando l’Anolf ci ha presentato il progetto, abbiamo aderito immediatamente – dice Paolo Miranda, segretario Fisascat Milano Metropoli –; l’iniziativa è diretta principalmente a rifugiati e richiedenti asilo che negli ultimi mesi popolano i centri d’accoglienza a Milano città. Dopo una fase di formazione, prevediamo inserimenti e stage presso le imprese che vorranno partecipare. Per il finanziamento, oltre al contributo stanziato da Bruxelles, utilizzeremo anche risorse locali, attraverso il coinvolgimento degli enti bilaterali e la valorizzazione delle esperienze e delle professionalità maturate nel rapporto con le associazioni imprenditoriali e le istituzioni locali”. I tempi non sono immediati, ma definiti. La sperimentazione sui primi 40 soggetti partirà dalla primavera prossima e i primi rifugiati arriveranno in azienda in autunno.
Per maggiori informazioni Anolf Nazionale, mail  anolf@anolf.it
 

“Tutte le messe sotto il cielo di Roma”: ogni domenica su Tv2000

Roma - Tutti sanno come si svolge una messa cattolica, ma cosa avviene durante il rito greco, ucraino, etiope, copto, armeno o bizantino, nel corso delle oltre sessanta diverse messe cristiane officiate nella Capitale? Lo racconta “Tutte le messe sotto il cielo di Roma”, serie in sei episodi in onda la domenica alle 19.35 su Tv2000.
Il programma, di Francesco De Melis e Patrizia Giancotti, descrive un mondo già fortemente presente nella quotidianità romana ma quasi sconosciuto: i cattolici ivoriani che danzano in chiesa al ritmo dei tamburi, il misticismo armeno che risuona di sistri, gli etiopi che, con il loro bastone dula, sembrano cercare i passi di Cristo tra le dune del deserto.
In ogni puntata le immagini delle celebrazioni si uniscono al commento degli officianti che guidano il pubblico alla comprensione di gesti, dei suoni e delle parole con cui i fedeli della comunità si rivolgono a Dio.
 
 

Migrantes Messina: domani incontro su “Dov’è tuo fratello?”

Messina – Domani, sabato 3 dicembre, alle ore 21.00, a Messina, nella chiesa “S. Maria di Porto Salvo” (viale della Libertà – fronte Fiera), si terrà un incontro di preghiera presieduto dall’Amministratore apostolico Mons. Benigno Luigi Papa, voluto dall’Ufficio diocesano Migrantes e preparato con la collaborazione della Parrocchia “S. Maria dell’Arco” e delle Comunità etniche cattoliche. Vuole essere un momento di preghiera e di riflessione per ricordare tutti quei migranti che ogni giorno sono costretti a scappare dai propri Paesi e i tanti di loro che nel viaggio della speranza perdono la vita; tutti quei migranti ridotti in schiavitù negli ambienti di lavoro; le donne straniere vittime della tratta a scopo sessuale; tutte le persone coinvolte dalla mobilità umana, che spesso vedono negati e calpestati i loro diritti.
Papa Francesco, nell’omelia pronunciata a Lampedusa, ha richiamato l’impegno a prendersi cura e non rimanere indifferenti di fronte a tutta questa umanità sofferente: “ ‘Dov’è il tuo fratello?’, la voce del suo sangue grida fino a me, dice Dio. Questa non è una domanda rivolta ad altri, è una domanda rivolta a me, a te, a ciascuno di noi. Quei nostri fratelli e sorelle cercavano di uscire da situazioni difficili per trovare un po’ di serenità e di pace; cercavano un posto migliore per sé e per le loro famiglie, ma hanno trovato la morte. Quante volte coloro che cercano questo non trovano comprensione, non trovano accoglienza, non trovano solidarietà! E le loro voci salgono fino a Dio!”.
Questi fratelli interpellano la Chiesa e la società civile, che si devono impegnare a ripensare nuove forme di accoglienza, a costruire una Città capace di vivere, attraverso – si legge in una nota della Migrantes di Messina – gesti concreti, i valori della solidarietà e della condivisione.
All’incontro parteciperanno anche i rappresentanti di altre religioni.
 

Aleppo: ucciso il clown della città-martire siriana

Milano - Nel grigio polveroso di Aleppo spuntava questa macchia di colore. Quando il cielo – pulito dalla bombe – lo consentiva, Anas al-Basha si sistemava sulla testa una parrucca arancione, poi il cappello giallo, si dipingeva di rosso naso e bocca e andava nelle scuole, nei centri sociali (quel che resta delle scuole e dei centri sociali), nelle strade dei quartieri est a far sorridere i bambini. Ci riusciva. Nonostante i massacri, nonostante il sangue, nonostante i traumi e il niente di una città-cimitero. Ci riusciva e ci ha provato fino all’ultimo. Fino a martedì, quando un raid – presumibilmente delle forze governative – sulla zona di Mashhad, ha ucciso anche lui. Anas, 24 anni, era un attivista di Space for Hope, un’organizzazione siriana che fornisce sostegno ai bambini di Aleppo con attività collettive e di supporto psicologico, stanziando fondi per mantenere quasi 400 piccoli rimasti senza genitori. Voleva solo provare a fermare la guerra, almeno per qualche ora. La guerra ha fermato lui. Aveva scelto di rimanere anche quando quest’estate la maggior parte dei residenti erano stati costretti a fuggire dall’avanzata delle truppe di Assad, che hanno cinto d’assedio la zona. Anche i suoi genitori avevano dovuto andar via. Lui no. E due mesi fa aveva sposato la sua compagna, che ora resta intrappolata nel quartiere senza vie di fuga. «Non era un terrorista. Era un civile, che lavorava giorno e notte per portare un sorriso ai bambini siriani. Che viveva per far ridere i bambini e renderli felici nel più oscuro e pericoloso posto del mondo»: questo il post su Facebook di Mahmoud al-Basha, fratello di Anas, che non ha esitato a puntare il dito contro «i russi e il regime di Assad che lo hanno ucciso». «Sono orgoglioso di te, fratello mio – ha scritto Mahmoud –. Arrivederci caro. Riposa in pace, hai portato gentilezza in un mondo crudele». (B.U. - Avvenire)
 

Ismu: 5,9 milioni gli stranieri in Italia

Milano - La Fondazione ISMU stima che al 1° gennaio 2016 la popolazione straniera in Italia abbia raggiunto 5,9 milioni (regolari e non), con un aumento di 52mila unità (+0,9%) rispetto all'anno precedente. Un incremento che è dovuto soprattutto alla componente irregolare (+31mila), che registra una leggera ripresa: al 1° gennaio 2016 Ismu stima che non sono in possesso di un valido titolo di soggiorno 435mila immigrati (contro i 404mila alla stessa data dell’anno precedente). Questo uno dei principali dati del XXII Rapporto sulle migrazioni 2016, elaborato dalla Fondazione ISMU (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) e presentato oggi a Milano.  Secondo il Rapporto gli stranieri rappresentano il 9,58% di quella che è indicata da Eurostat come popolazione abitualmente residente in Italia. A prima vista quindi l'incremento della popolazione immigrata sembrerebbe modesto. Se però teniamo conto anche delle acquisizioni di cittadinanza avvenute nel 2015, lo scenario cambia e potremo leggere con più realismo i numeri effettivi della crescita. Nel 2015 i nuovi italiani sono infatti 178mila (contro i 130mila del 2014 e i 60mila del 2012). Se ai 52mila stranieri presenti conteggiati in più (regolari e non) si aggiungono i 178mila immigrati che hanno acquisito la cittadinanza italiana, l’incremento del numero complessivo dei presenti sale intanto a 230mila, con un aumento complessivo del 3,9%. I dati dunque indicano che la crescita c'è ma non si vede e al tempo stesso sottolineano come gli immigrati in Italia siano in genere più stabili e integrati. Intanto continua a essere elevato il numero di migranti e di richiedenti protezione internazionale che arrivano via mare nel nostro paese. Nel corso degli ultimi cinque anni infatti il numero dei migranti sbarcati sulle nostre coste è quasi triplicato: dai 63mila nel 2011, ai 154mila del 2015, passando per la punta dei 170mila del 2014. Ad anno non ancora concluso l’Italia ha già raggiunto un nuovo record per quanto riguarda gli sbarchi di migranti: sono 171mila gli arrivi via mare registrati tra il primo gennaio e il 27 novembre del 2016, cifra già superiore quindi a quella raggiunta nell’anno 2014 (170mila arrivi) e a quella del 2015 (154mila). Parallelamente si regista anche un incremento dei richiedenti asilo: nei primi 10 mesi del 2016 sono state presentate 98mila domande (contro 84mila nel 2015). Aumentano anche i minori non accompagnati giunti via mare: al 31 ottobre 2016 se ne contano oltre 22mila contro i 12.360 dell’intero anno 2015. Negli ultimi anni la natalità degli stranieri è scesa gradualmente: agli 80mila nati del 2012 (massimo raggiunto) si è passati infatti da 78mila nati del 2013, ai 75mila del 2014 fino ai 72mila del 2015. Quindi, anche se il loro contributo allo svecchiamento della popolazione rimane comunque importante, è evidente che si stanno sempre più adattando al modello riproduttivo della società italiana e che la prevista rivoluzione delle culle, che qualcuno teorizzava, si è rivelata una falsa aspettativa. Sul fronte lavorativo si registra nel 2015 un aumento dell’occupazione straniera (+ 2,8% rispetto all’anno precedente). Inoltre per la prima volta dopo diversi anni si calcola una diminuzione dei disoccupati stranieri che sono 456.115 (-9.579 rispetto all’anno precedente). Gli immigrati senza lavoro rappresentano il 18% dei disoccupati complessivi.
Nel corso del convegno di presentazione sono stati assegnati due premi Ismu 2016, uno all’imprenditore albanese Pajtim Brija, l’altro alla squadra di calcio di richiedenti asilo Black Panthers.