Primo Piano

Papa Francesco: la potenza di Dio salva da debolezze e peccati

Il Papa a Santa Marta Città del Vaticano - Prendiamo “coscienza” di essere deboli, vulnerabili e peccatori: solo la potenza di Dio salva e guarisce. Questa l’esortazione di Papa Francesco nell’omelia della Messa mattutina a Casa Santa Marta. Nessuno di noi “può salvare se stesso”: abbiamo bisogno “della potenza di Dio” per essere salvati dice Papa Francesco riflettendo sulla seconda Lettera di San Paolo ai Corinzi - in cui l’apostolo parla del mistero di Cristo, dicendo “abbiamo un tesoro in vasi di creta” - ed esorta tutti a prendere “coscienza” di essere appunto “creta, deboli, peccatori”: senza la potenza di Dio, ricorda, non possiamo “andare avanti”. Questo tesoro di Cristo - spiega il Pontefice - lo abbiamo “nella nostra fragilità: noi siamo creta”. Perché è “la potenza di Dio, la forza di Dio che salva, che guarisce, che mette in piedi”. Ciò in fondo è “la realtà della nostra vulnerabilità”:
“Tutti noi siamo vulnerabili, fragili, deboli, e abbiamo bisogno di essere guariti. E lui lo dice: siamo tribolati, siamo sconvolti, siamo perseguitati, colpiti come manifestazione della nostra debolezza, della debolezza di Paolo, manifestazione della creta. E questa è la nostra vulnerabilità. E una delle cose più difficili nella vita è riconoscere la propria vulnerabilità. Alle volte, cerchiamo di coprire la vulnerabilità, che non si veda; o truccarla, perché non si veda; o dissimulare … Lo stesso Paolo, all’inizio di questo capitolo dice: ‘Quando sono caduto nelle dissimulazioni vergognose’. Le dissimulazioni sono vergognose, sempre. Sono ipocrite”.
Oltre all’“ipocrisia verso gli altri”, prosegue Francesco, c’è anche quella del “confronto con noi stessi”, cioè quando crediamo di “essere un’altra cosa”, pensando “di non avere bisogno di guarigione” e “sostegno”. Quando insomma diciamo: “non sono fatto di creta”, ho “un tesoro mio”.
“Questo è il cammino, è la strada verso la vanità, la superbia, l’autoreferenzialità di quelli che non sentendosi creta, cercano la salvezza, la pienezza da se stessi. Ma la potenza di Dio è quella che ci salva, perché la nostra vulnerabilità Paolo la riconosce: ‘Siamo tribolati, ma non schiacciati’. Non schiacciati, perché la potenza di Dio ci salva. ‘Siamo sconvolti’ – riconosce – ‘ma non disperati’. C’è qualcosa di Dio che ci dà speranza. Siamo perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi. Sempre c’è questo rapporto tra la creta e la potenza, la creta e il tesoro. Noi abbiamo un tesoro in vasi di creta. Ma la tentazione è sempre la stessa: coprire, dissimulare, non credere che siamo creta. Quella ipocrisia nei confronti dei noi stessi”.
L’apostolo Paolo, sottolinea il Papa, con questo modo “di pensare, di ragionare, di predicare la Parola di Dio” ci porta dunque a un dialogo “tra il tesoro e la creta”. Un dialogo che continuamente dobbiamo fare, “per essere onesti”. Francesco fa l’esempio della confessione, quando “diciamo i peccati - racconta - come se fossero una lista di prezzi al mercato”, pensando di “imbiancare un po’ la creta” per essere più forti. Invece dobbiamo accettare debolezza e vulnerabilità, anche se risulta “difficile” farlo: è qui che entra in gioco “la vergogna”:
“E’ la vergogna, quella che allarga il cuore perché entri la potenza di Dio, la forza di Dio. La vergogna di essere creta e non essere un vaso d’argento o d’oro. Di essere creta. E se noi arriviamo a questo punto, saremo felici. Saremo molti felici. Il dialogo fra la potenza di Dio e la creta: pensiamo alla lavanda dei piedi, quando Gesù si avvicina a Pietro e Pietro dice: ‘No, a me no, Signore, ma per favore! Cosa fai?’. Non aveva capito, Pietro, che era creta, che aveva bisogno della potenza del Signore per essere salvato”.
Sta quindi nella “generosità” il riconoscere “di essere vulnerabili, fragili, deboli, peccatori”. Soltanto se noi accettiamo di essere creta, conclude il Pontefice, la “straordinaria potenza di Dio verrà a noi e ci darà la pienezza, la salvezza, la felicità, la gioia di essere salvati”, ricevendo così il “tesoro” del Signore. (Giada Aquilino – Radio Vaticana )
 
 

Papa Francesco nomina il Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

Città del Vaticano – Papa Francesco ha nominato oggi Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale don Bruno Marie Duffé, del Clero della diocesi di Lyon, Cofondatore e Direttore dell’Istituto dei Diritti Umani dell’Università Cattolica di Lyon, Professore di Etica Sociale e Sanitaria presso il Centro Regionale di Lotta contro il Cancro Léon Bérard di Lyon.
Nato nel 1951 don Duffé è stato ordinato sacerdote nel 1981.
 

Migrantes: presentato a Firenze il Rapporto Asilo

Firenze - È stato presentato, il 14 giugno scorso, presso il Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira di Firenze, il volume Il diritto d'asilo - Report 2017 della Fondazione Migrantes, che offre uno spaccato sulla situazione dei richiedenti asilo in Italia, con un'attenzione particolare rivolta ai minori, "rifugiati vulnerabili e senza voce".
La presentazione, moderata dal direttore del Centro, Maurizio Certini, si è rivelata un'interessante occasione di confronto, a partire dagli interventi degli autori del libro presenti al convegno. Cristina Molfetta (antropologa della Fondazione Migrantes) dopo aver illustrato struttura e intenti del rapporto, ha offerto una panoramica cronologica sul diritto d'asilo in Europa, mostrando quanto sia storicamente poco fondata l'auto-rappresentazione che l'Italia fa di sé come paese "buono e accogliente" ed esprimendo preoccupazione per la direzione presa in campo europeo, tra la mancata apertura di canali umanitari e i discutibili accordi con paesi come Turchia, Sudan e Libia. Gianfranco Schiavone (vicepresidente ASGI) si è invece concentrato sulla situazione italiana e in particolare su quella legislativa, illustrando come anche i più recenti cambiamenti di indirizzo politico in tema di immigrazione non si siano tradotti in un cambiamento effettivo, creando piuttosto una straordinaria confusione normativa tra competenze statali e autonomie locali nella gestione dei rifugiati.
Dopo il saluto istituzionale dell'assessore Sara Funaro, Alessandro Salvi (dirigente politiche immigrazione per la Regione Toscana) a partire dalla sua esperienza sul territorio fiorentino in materia di minori e immigrazione, ha infine ricordato la necessità di creare ponti di collegamento tra vari autori del processo di accoglienza e integrazione, sistemi di protezione e istituzioni in primis, e di trasformare il problema dell'emergenza in un'occasione di riforma dell'intero sistema. Presenti anche Padre Alessandro Bedin (Migrantes Toscana) ed Enzo Capretti (Caritas Firenze, Area Minori) che sono intervenuti rispettivamente sul ruolo centrale della Chiesa nel dialogo con le istituzioni in tema di immigrazione e sul dramma dei minori stranieri scomparsi in Italia. (Giacomo Pieri)
 
 

Migrantes Pozzuoli: domani la Festa dei Popoli

Pozzuoli – Domani, sabato 17 giugno (dalle ore 11 alle 18,30) si terrà la VIII edizione del Festival dei Popoli al Centro San Marco, in via Roma 50 a Pozzuoli. Il Festival, promosso dalla Migrantes di Pozzuoli, ha al centro il tema “l’uguaglianza nella diversità e l’integrazione socio-culturale”. Il programma prevede , dopo l’accoglienza, alle ore 12,00 un momento di spiritualità comune seguito da animazione e giochi e da un pranzo etnico. Nel pomeriggio  esibizioni di canti, danze, balli popolari del Sud Italia ed etnici e la consegna degli attestati di frequenza al Corso di Cucina Italiana ed Internazionale e al Corso di Alfabetizzazione, lingua e costume Italiana.
Il Festival è promosso insieme alla Caritas diocesana di Pozzuoli e agli uffici Comunicazione Sociali, Missionario, Ecumenico, Scolastico. «La “Migrantes” – spiega il direttore, don Paul John Opara – è l’organismo costituito dalla conferenza Episcopale Italiana per accompagnare e sostenere le Chiese particolari nella conoscenza, nell’opera di evangelizzazione e nella cura pastorale dei migranti, italiani e stranieri, per promuovere nelle comunità cristiane atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza nei loro riguardi, per stimolare nella società civile la comprensione e la valorizzazione della loro identità in un clima di pacifica convivenza, con attenzione alla tutela dei diritti della persona e della famiglia migrante e alla promozione della cittadinanza responsabile dei migranti». Tra i compiti quello di favorire la vita religiosa dei migranti, in particolare modo dei cattolici, stimolando percorsi e strumenti di evangelizzazione e catechesi, con attenzione alla vita liturgica e alla testimonianza della carità, nel rispetto delle diverse tradizioni e per un loro fruttuoso inserimento nelle Chiese particolari; promuovere la crescita integrale dei migranti perché, nel rispetto del loro patrimonio culturale, possano essere protagonisti nella società civile, curando un’adeguata informazione dell’opinione pubblica e stimolando l’elaborazione di leggi dei migranti per una convivenza più giusta e pacifica.
 
 

Tv 2000: alcune news del palinsesto settimanale

Roma - Lunedì 19 giugno, alle 23, su Tv2000 va in onda il docufilm “Il Viaggio di Sammy”. Sammy Basso è un brioso e intelligente ragazzo, pieno di vita e scherzoso, che soffre di una patologia molto rara, la progeria, una malattia che causa l’invecchiamento precoce. Sammy, da poco diciottenne, a luglio del 2014 ha preso il diploma di maturità e vuole realizzare un sogno che da sempre ha nel cassetto: quello di viaggiare attraverso gli Stati Uniti con i suoi genitori, Laura e Amerigo, e con il suo amico Riccardo sulla Route 66, da Chicago a Los Angeles. Un affascinante viaggio on the road di Sammy con la sua famiglia, vistando luoghi unici e vivendo esperienze straordinarie.
Martedì 20 giugno, il Papa si reca a Bozzolo e a Barbiana per pregare sulle tombe di don Primo Mazzolari e di don Lorenzo Milani. Tv2000, in collaborazione col Centro Televisivo Vaticano, dalle ore 9, segue in diretta l’evento. Gli approfondimenti e commenti con ospiti in studio sono curati dal programma Il Diario di Papa Francesco condotto da Gennaro Ferrara.
Nello stesso giorno alle 21.05 va in onda il docufilm Don Milani di Ivan Angeli. Prezioso documento del 1976, recuperato dagli archivi storici dell’Istituto Luce. Il filmato ripercorre tutte le tappe della vita di don Milani, le sue idee, i suoi atteggiamenti, la collaborazione ad «Adesso» di Don Mazzolari, la fondazione delle scuole, i suoi scritti, le vicende processuali. Tra gli interpreti, oltre all’attore Edoardo Torricella, anche i reali ragazzi della scuola di Barbiana: Gaetano Arfé, Ernesto Balducci, Giorgio La Pira. Alle 22.50 il docufilm Lettera a Don Milani di Laura Perini sulla figura del sacerdote toscano dal punto di vista dei suoi ex allievi. Domenica 25 giugno, alle 21.20, il film Don Milani – il Priore di Barbiana, con Sergio Castellitto.
 

Anci: “Risorse maggiori e differenziate tra comuni sedi di SPRAR o CAS e CARA”

Roma – “Proseguendo nel solco della abituale interlocuzione tra Anci e Ministero dell'Interno, in questi ore stiamo chiedendo la disponibilità di ulteriori risorse per i Comuni che accolgono i migranti in modo da stabilire una distinzione tra i Comuni che adotteranno il sistema Sprar, che riceveranno un corrispettivo per migrante maggiore, e le città sedi di CAS o di CARA”. Lo comunica Antonio Decaro, Presidente dell'Anci e Sindaco di Bari. “I Comuni hanno fatto e faranno la loro parte nella gestione dell'accoglienza - assicura Decaro -. Noi sindaci ci mettiamo la faccia. Continuando a ritenere una pianificazione attenta e modulata sul territorio dei flussi, la strada giusta per l'integrazione e per scongiurare il rischio di fenomeni di intolleranza”.
 

Giornata del Rifugiato: a Rossano “sfogliando il Codex” con i rifugiati

Rossano - In occasione della Giornata Internazionale del Rifugiato del prossimo 20 giugno, l’associazione “Insieme per Camminare”, ente gestore del Museo Diocesano e del Codex di Rossano, ha deciso di coinvolgere i rifugiati presenti nel territorio della Diocesi, in un evento che prevede lo sfoglio di una pagina del Codex Pupureus Rossanensis, prezioso evangeliario greco miniato del VI secolo, custodito nel Museo e tra i più prezioso esistenti al mondo, riconosciuto bene patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco.
L’evento “Sfogliando il Codex” è ormai divenuto appuntamento trimestrale di grande prestigio, poiché cerca di coinvolgere differenti realtà del territorio, caratterizzate da particolari situazioni di svantaggio economico e socioculturale. Per l’occasione, verrà eccezionalmente aperta la teca e sarà sfogliata un nuova pagina del Codex alla presenza dei rifugiati. Lo sfoglio del Codex è previsto alle ore 17:30. A seguire, nel suggestivo cortile del Museo Diocesano e del Codex, si terrà un incontro-dibattito dal titolo “Accogliere è cultura”, incentrato sulla cultura dell’accoglienza, con il coinvolgimento di figure pienamente coinvolte ed attive nel sociale. All’incontro, coordinato da Cecilia Perri dell’Associazione Insieme per Camminare,  parteciperanno Don Pino Straface, Direttore della Caritas diocesana e del Museo Diocesano e del Codex; Stefano Mascaro, Sindaco della Città di Rossano; Angela Stella, Assessore alle politiche sociali del Comune di Rossano; Maurizio Alfano, ricercatore di politiche migratorie, Giovanni Fortino, direttore dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Rossano-Cariati; i responsabili delle Associazioni locali impegnate nell’accoglienza degli immigrati sul territorio diocesano: Azzurra, Mondiversi; Associazione di Solidarietà ed Assistenza Sociale S.M.A.
 
 

Liceali e immigrazione: la riscrittura e l’interpretazione delle “Supplici” di Eschilo

Firenze - Il tema dell’immigrazione, così presente ai giorni nostri, in realtà veniva già ampiamente discusso ai tempi dei tragici greci. E proprio su questo argomento sta lavorando il laboratorio di Teatro classico del liceo Machiavelli di Firenze, che a settembre andrà in scena con una delle più antiche opere del mondo greco: Le supplici di Eschilo. L’iniziativa, che l’anno scorso ha festeggiato il ventesimo anniversario, e che coinvolge ragazzi di ogni indirizzo e classe dell’Istituto, si occupa dell’analisi, la riscrittura e l’interpretazione di testi teatrali, fornendo la possibilità di avere una visione diversa di ciò che tra i banchi non potrebbe essere compreso a pieno. E spesso accade di rimanere sorpresi durante lo studio: oltre alla comprensione, necessaria alla rappresentazione teatrale, diventa infatti lampante l’attualità di alcuni temi fondamentali, come se gli antichi avessero vestito i panni dei veggenti, e ci avessero volontariamente aperto gli occhi sulla nostra stessa realtà. E ciò che emerge dalle Supplici riguarda a pieno il nostro Paese.
Egitto e Danao erano due fratelli gemelli, entrambi sovrani del regno d’Egitto, rispettivamente padri di 50 maschi e 50 femmine. Fu il primo a tentare di imporre il matrimonio tra le progenie; ma il fratello, terrorizzato da una profezia che gli annunciava la morte per mano di uno dei suoi discendenti, decise di partire con le ragazze, protagoniste di un viaggio lungo e straziante, alla disperata ricerca di una speranza, quella di ottenere la comprensione da parte di altri popoli, di non essere più costrette a subire le decisioni altrui, di essere individui liberi, non solo schiave, non solo una «terra fertile da fecondare». La «risposta» all’instabilità della loro situazione sarà apparentemente trovata nella città di Argo. Il sovrano, Pelasgo, nonostante il rischio di incombere in una guerra, decise infatti di rispettare l’inviolabile diritto di essere accolte delle Danaidi. Come da previsione, l’Egitto mosse battaglia, ma la decisione del re rimase invariata, e le donne vennero portate al sicuro.
Nel cinquantennio dagli anni Settanta a oggi, mentre il tasso di partenze dall’Italia diminuiva considerevolmente, altrettanto aumentava il fenomeno dell’immigrazione. Gli unici provvedimenti mai presi, uno del 1990 (legge Martelli) e l’altro del 1998
(legge Turco-Napolitano) erano rivolti esclusivamente al controllo del flusso migratorio. Il nostro Paese infatti, sia per la sua politica di accoglienza, sia per quelle restrittive adottate da altri stati, non si è mai opposto agli arrivi di popoli in difficoltà.
L’Italia come Pelasgo, il sovrano di Argo. E  tutte quelle persone, protagoniste della tragedia che si svolge ogni giorno nel teatro del Mediterraneo, come il coro delle Supplici, che si muovono come un unico individuo, stanche, sottomesse, private della loro casa, alla ricerca di ciò che non dovrebbe mai essere sottratto a nessuno: la loro stessa libertà. (Giulia Lanzafame – Toscana Oggi)
 
 
 

Migrantes: oggi a Cremona la presentazione del volume su scuola e pluralismo religioso

Cremona – Sarà presentato oggi a Cremona il volume “Scuola, migrazioni e pluralismo religioso", edito dai Quaderni della Fondazione Migrantes e curato da Fulvia Caruso e Vinicio Ongini.
Si tratta degli atti dei seminari nazionali organizzati nel giugno dell’anno scorso con il Ministero dell’Istruzione. Tra gli interventi, Maura Ruggeri, Assessore alla Scuola e Vicesindaco di Cremona, Delia Campanelli, Direttore scolastico regionale per la Lombardia, e quello dei due studenti Fatima Hassan e Taha Alorabi. A moderare i lavori Paolo lambruschi, Caporedattore di “Avvenire”.
 

Tommasi e Albertini testimonial e capitani “Oltre la Barriera. Una partita da vincere!”

Milano - Damiano Tommasi e Demetrio Albertini testimonial e capitani “Oltre la Barriera. Una partita da vincere!” promossa da Rete Europea Risorse Umane, in collaborazione con altri Organismi ed Istituzioni Nazionali, con il sostegno dell’Amministrazione del Comune di Figline e Incisa Valdarno (FI), dell’A.I.C. Associazione Italiana Calciatori e con il contributo della Fondazione Migrantes e BCC Banca del Valdarno.
La manifestazione si svolgerà martedì 20 giugno 2017, a partire dalle ore 17, al Campo Sportivo della II Casa di Reclusione di Milano-Bollate.
Parteciperanno al triangolare di “Calcio a 8” squadre formate da calciatori di varie categorie, atleti paraolimpici, giornalisti e oltre 30 detenuti. La manifestazione si realizza in piena sintonia con gli scopi e le finalità educative, formative, artistiche e sociali previste da RERUM in seguito ad una fattiva collaborazione con l’Area Educativa del Carcere di Bollate. Non mancheranno, come in tutte le Edizioni precedenti, la presenza del Gruppo degli Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini e di alcune Associazioni Sportive e Sociali delle province di Firenze ed Arezzo.
 

Giornata Mondiale del Rifugiato: 30 attori in scena a Teatro Argentina

Roma - Dal 22 al 24 giugno “ArteStudio” sarà in scena presso il Teatro Argentina con “Aroicabar”, spettacolo nato nell’ambito del progetto “Teatro in fuga” e dedicato al tema migratorio Riccardo Vannuccini, dopo Sabbia e Respiro, realizza questo spettacolo con il quale si conclude la Trilogia del Deserto. La performance si pone come l’esito del laboratorio teatrale che ArteStudio ha condotto in collaborazione con Programma integra. I rifugiati, nella nuova veste di attori, costruiscono uno spettacolo ricco di suggestioni, mescolando tradizioni, usi, religioni, razze, richiamando una forte partecipazione immaginativa dello spettatore. Il teatro acquisisce nuovamente la sua primaria funzione: essere strumento di conoscenza e di comprensione degli accadimenti contemporanei. Per info Tel. 06 684000311/14 (biglietteria Teatro Argentina); ArteStudio +39 3287575388- africabar.info@gmail.com - www.artestudioteatro.it                                                                  
 

Giornata Mondiale del Rifugiato: a Vicenza e a Bassano del Grappa l’incontro con padre Moussie Zerai

Vicenza - Due veglie di preghiera, una raccolta di scarpe e soprattutto l’incontro (ripetuto a Vicenza e a Bassano del Grappa) con padre Moussei Zerai: è questa la proposta della Diocesi di Vicenza per vivere la Giornata Mondiale del Rifugiato 2017 attraverso una serie di eventi organizzati da una fitta rete di associazioni, parrocchie ed enti diocesani che ogni giorno si occupano di migranti e richiedenti asilo. Coinvolti in particolare gli uffici diocesani di Migrantes e Caritas, il Centro Astalli, Presenza Donna, Centro San Paolo, Comunità di Sant’Egidio, Chiesa Evangelica Metodista; Centro Scalabrini e il Vicariato di Bassano del Grappa. La giornata, che si celebra ogni anno il 20 giugno, è stata istituita per volere dell’Assemblea generale dell’ONU al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo nel mondo.
Gli eventi vicentini inizieranno martedì 20 giugno alle 20.30 con una veglia ecumenica di preghiera nella chiesa parrocchiale di Santa Bertilla a Vicenza. “Morire di speranza” il titolo scelto per la serata in cui si ricorderanno in modo particolare tutti coloro che hanno perso la vita in mare cercando di raggiungere l’Europa. Ospite di eccezione dei giorni successivi sarà padre Moussie Zerai, chiamato “l’angelo dei profughi”. Mercoledì 21 giugno alle 20.30 padre Moussie sarà intervistato dalla giornalista Romina Gobbo in un incontro pubblico che si terrà nella Sala Da Ponte di Bassano del Grappa. L’incontro testimonianza si ripeterà il giorno seguente, giovedì 22 giugno, sempre alle 20.30 al Centro Culturale San Paolo di Viale Ferrarin a Vicenza, moderato questa volta dalla giornalista Marta Randon. Durante entrambe le serate sarà attiva la raccolta di scarpe per gli oltre mille migranti di Lampedusa (sono richieste soprattutto scarpe da ginnastica nuove o comunque in buono stato con numero superiore al 41). Ultimo appuntamento della settimana, l’incontro ecumenico di preghiera di venerdì 23 giugno a Bassano del Grappa. Partendo alle 19 da Via Beata Giovanna e dalla Porta delle Grazie, i partecipanti compiranno un cammino di pace e fraternità per convenire infine in Piazza Libertà dove si terrà un momento di riflessione e di preghiera.
 
 
 

“L’Italia in movimento” all’Istituto Italiano di Cultura di Berlino

 Berlino - “L’Italia in movimento”: questo il tema di un convegno che si svolgerà oggi pomeriggio a Berlino promosso dall’Istituto Italiano di Cultura a Berlino in collaborazione con il Comites Berlino. All’incontro interverranno Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, Luciana Degano-Kieser, medico psicoanalista, presidente della Associazione Salutare e.V. e Edith Pichler, politologa dell’Università di Potsdam, Istituto di Scienze Sociali e membro del Rat für Migration.
 
 

Vescovi Usa su immigrazione: “abbiamo dato voce alla solidarietà e cercato di arginare le paure”

New York - In circa sei mesi di attività, il gruppo di lavoro sull’immigrazione della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti ha dato “voce alla solidarietà” con i migranti e “alla preoccupazione pastorale per le persone a rischio”, e cercato di arginare le “paure esagerate” ha spiegato l’arcivescovo di Los Angeles José H. Gomez di fronte ai vescovi riuniti a Indianapolis per l’Assemblea plenaria di primavera. Mons. Gomez è presidente del gruppo voluto dalla plenaria dello scorso novembre per sviluppare “attività di sostegno pastorale, spirituale e politico per rifugiati e immigranti”. Il gruppo ha messo a disposizione delle diocesi materiale informativo ed educativo, proposte, ha risposto “agli ordini esecutivi sulla sicurezza interna, le città santuario e il reinsediamento dei rifugiati” firmati dal presidente Trump nel gennaio scorso, o ad atti legislativi come il Bridge Act, che allevia le misure sul rimpatrio per i giovani che rientrano nel programma di protezione internazionale e si è interfacciato con una serie di attori cattolici che lavorano nel settore (www.justiceforimmigrants.org). Resta necessario “trasmettere una visione globale per la riforma dell'immigrazione, dipingere un quadro più completo di ciò che significa giustizia e che cosa significa misericordia nei confronti degli immigrati e dei rifugiati nel nostro Paese”, ha detto il vescovo Joe Vásquez di Austin, ripreso dal SIR, che ha aggiunto: “Dovremo andare oltre la semplice reazione alle varie proposte negative che abbiamo visto ultimamente, e che ci aspettiamo ahimè di vedere per qualche tempo, anche se a un ritmo più lento, e di sollevare e sostenere in modo proattivo le questioni che secondo noi hanno la priorità”.
 

Caritas e Migrantes: il 21 giugno la presentazione del Rapporto Immigrazione

Roma - Sarà presentato il prossimo 21 giugno a Roma il 26° Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Tema dell’edizione di quest’anno è “Nuove genere azioni a confronto”. Alla presentazione, nella sala Marconi di Palazzo Pio, a Roma, interverranno il Card. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento e Presidente di Caritas Italiana, Delfina Licata dell’Area Ricerca della Fondazione Migrantes e Mons. Guerino Di Tora, Vescovo ausiliare di Roma e Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes.  A moderare i lavori Stefano Proietti dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI.
 

Santa Sede: conclusi i lavori del seminario su migranti e rifugiati

Città del Vaticano - Si sono conclusi i lavori del seminario su migranti, rifugiati e vittime della tratta organizzato nei giorni 12-13 giugno dalla Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede (Sezione M&R).  
All’incontro erano presenti, tra Vescovi responsabili e Direttori nazionali delle Commissioni per la Pastorale di Migranti e Rifugiati, 36 delegati di 21 Conferenze Episcopali (regionali o nazionali), 3 rappresentanti della Segreteria di Stato e delle Missioni Permanenti della Santa Sede a New York e Ginevra, e lo staff della Sezione al completo. Per la Migrantes il presidente, mons. Guerino Di Tora e il Direttore Generale, don Gianni De Robertis.
I partecipanti si sono confrontati sulle principali sfide mosse dal contesto migratorio attuale e sulle risposte immediate, a medio e lungo termine che la Chiesa può dare a livello diocesano, nazionale e regionale, anche con il contributo essenziale delle Organizzazioni Cattoliche e le Congregazioni religiose.
Si è data particolare importanza alla preparazione dei cosiddetti “Global Compacts 2018”, due patti globali che la comunità politica internazionale intende approvare nel corso del 2018 al fine di concordare i criteri basilari per una migrazione internazionale disciplinata, sicura, regolare e responsabile.
Nelle sessioni del primo giorno i delegati si sono alternati nella presentazione di 21 contributi che hanno descritto dettagliatamente l’attualità migratoria delle singole realtà regionali o nazionali, sottolineandone le sfide emergenti e le risposte pastorali della Chiesa cattolica.  
Il secondo giorno di lavoro è stato interamente dedicato a elaborare azioni comuni e collaborative sulla base dei quattro verbi chiave suggeriti dal Santo Padre nel suo messaggio ai partecipanti del Foro Migrazioni e Pace (21 febbraio 2017): accogliere, proteggere, promuovere e integrare. I partecipanti hanno evidenziato come sia necessario partire dalle cause che spingono molti a lasciare forzatamente il proprio Paese. La migrazione disciplinata, sicura, regolare e responsabile è possibile solo quando le persone sono veramente libere di restare nel proprio luogo d'origine.
La missione della Sezione M&R consiste nell’assistere le conferenze episcopali, i Vescovi, i fedeli, il clero, le organizzazioni cattoliche, le congregazioni religiose e tutti coloro che sono impegnati ad accompagnare chi decide di fuggire in ogni fase del suo spostamento, dalla partenza al transito, dall’attesa all’integrazione, fino alla fase del ritorno di chi sceglie di rientrare. Il seminario è servito, in tal senso, alla Sezione M&R per realizzare il suo mandato. Dalle relazioni presentate è emerso chiaramente quanto la realtà vissuta di coloro che sono costretti a fuggire sia molto più intensa e complessa di quanto si possa immaginare.
Per facilitare la comunicazione e la collaborazione tra le realtà ecclesiali presenti nei 5 continenti, la Sezione M&R ha invitato i partecipanti a utilizzare una nuova piattaforma digitale che permetterà di condividere risorse in tempo reale, raccogliere le migliori pratiche e cooperare attivamente nella definizione delle azioni future.
“Sono stati due giorni di lavoro intenso, ma i risultati hanno superato ampiamente le aspettative. Affrontando insieme le sfide tutto sembra più semplice e la fede”, spiegano al Dicastero.
 

ANCI: “Prefetture rispettino accordo e dirottino flussi su comuni che accolgono meno”

Roma - “Quando il numero dei migranti accolti in una città che ha aderito allo Sprar o è sede di un Cas o di un Cara supera la quota stabilita dall’accordo tra Anci e Viminale, i flussi vanno dirottati sui territori che accolgono meno. Le Prefetture devono rispettare gli impegni presi”. Lo afferma il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, rispondendo ai giornalisti a proposito delle polemiche di queste ore relative all’accoglienza. “Molte città, tra Sprar, Cas e Cara, rispettano la loro quota, e realizzano il piano Anci-Viminale. Capisco che è non è semplice, ma l’accoglienza va dirottata su quei territori che non fanno accoglienza, secondo quanto prevede l’accordo. Proprio alla luce di questa situazione la stessa Anci ha già chiesto più volte e ufficialmente, anche ai tempi del prefetto Gabrielli, di concentrarsi sui Comuni con zero presenze”. “I sindaci – ricorda Decaro - ci hanno messo la faccia e continuano a farlo, quando hanno deciso di sottoscrivere l’accordo per l’equa distribuzione dei migranti sul territorio. Molti sindaci ogni giorno continuano a onorare quell’accordo e a impegnarsi nell’accoglienza. Ma c’è bisogno che si rispetti la clausola di salvaguardia definita in quella sede. Ne va della convivenza civile. Se si ospita un numero eccessivo di migranti in un territorio, non si favorisce l'accoglienza e tanto meno l'integrazione. Al contrario si creano le condizioni per l'intolleranza, anche in comunità che hanno dimostrato di saper essere accoglienti”.
 

Nozze: gioia condivisa con gli stranieri

Napoli - Solidarietà e accoglienza: il matrimonio di Marco e Nunzia è diventato il simbolo della quotidianità di un quartiere napoletano, l’Arenaccia, cerniera tra la periferia est e il centro città. Un quartiere, racconta il parroco, don Enzo Marzocchi, «sensibile verso i tanti immigrati che vivono qui». Nella chiesa del Santissimo Crocifisso e Santa Rita ad essere testimoni dell’amore di Marco e Nunzia, insieme a parenti e amici, c’erano infatti senegalesi, ivoriani, nordafricani, bengalesi. Musulmani e cattolici accomunati dalla voglia di porgere gli auguri ai due ragazzi e di dare un segnale concreto di dialogo ed umanità. Una cerimonia multietnica e multiculturale per lanciare un segnale contro le divisioni, l’indifferenza, la diffidenza e per dimostrare che è tutto il quartiere ad accogliere e a convivere con chi viene da lontano, a cercare strade per l’integrazione. «C’è una particolare accoglienza – conferma don Enzo –. Forse non tutti, ma moltissimi coinvolgono questi nostri fratelli».
Marco d’Avanzo, 27 anni, e Nunzia Ricigliano, 23 anni, stanno insieme da 8 anni e hanno voluto condividere anche con i migranti la gioia del loro matrimonio. Don Enzo ha ricordato a tutti le nozze di Cana di Galilea: «Gesù, che compì in quella occasione il suo primo miracolo fu invitato al matrimonio con tutti i suoi discepoli. Il matrimonio è un evento sociale, oltre che sacramentale, che coinvolge tutti, i vicini di casa, le persone con le quali si condivide la vita di tutti i giorni». Il papà di Nunzia, Antonio, ha voluto che fossero presenti anche i suoi colleghi per condividere con loro la gioia del matrimonio della figlia. Antonio lavora come ambulante nella zona di Piazza Garibaldi. Conosce tanti ragazzi, prevalentemente africani, che vendono lì la propria mercanzia. Sa bene quanto dura sia la loro vita e quanti sacrifici sopportino. «Mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto che partecipassero alle nozze anche loro ed ho detto sì», dice Nunzia. L’iniziativa poi si è allargata ed è cresciuta, perché il papà è anche un’attivista dell’associazione “3 Febbraio”, che da tempo in città sostiene i migranti nelle loro rivendicazioni e si sforza di garantire loro un sostegno. (Valeria Chianese)
 

Migrantes Torino: lunedì la preghiera “Morire di Speranza”

Torino - Lunedì 19 giugno nella parrocchia dei Santi Martiri a Torino si svolgerà un momento di preghiera per i migranti vittime del mare durante i viaggi verso l’Europa. A presiedere la preghiera, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, dall’Ufficio Migrantes diocesano e dalla Federazione delle Chiese Evangeliche, sarà l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia. Alla veglia  Parteciperanno comunità e associazioni di immigrati, rifugiati, organizzazioni di volontariato, etc.