Primo Piano

Univ. Cattolica: un master su “media e mondo globale”

Roma - Prende il via a Roma dal prossimo novembre e fino a ottobre del 2018 il master «Cultural diplomacy: arts and media for international relations and global communication».
Promosso dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il sostegno didattico e scientifico dell’Alta Scuola di Economia e Relazioni internazionali (Aseri) dello stesso ateneo, il percorso formativo, interamente in lingua inglese e riservato a un massimo di 30 studenti, comprende lezioni interattive, seminari e workshop.
«Il nostro master – spiega il direttore scientifico Ruggero Eugeni – affronta in modo innovativo i temi legati alla diplomazia culturale, alla public diplomacy, alla diplomazia digitale e alla comunicazione globale, per permettere agli studenti di poter acquisire le competenze in chiave strategica e operare sia nel pubblico che nel privato». 
Nell’ambito delle lezioni, a frequenza obbligatoria, gli studenti avranno la possibilità di visitare istituzioni culturali e organizzazioni internazionali.
«Città, musei, arti visive, musica, sport, mega eventi e social media rappresentano la nuova frontiera della reputazione globale – spiega Federica Olivares, direttore e ideatore del programma formativo –. Il nuovo Master forma professionisti per carriere nel campo delle relazioni internazionali, della creazione di grandi eventi di arte e cultura, nonché per le strategie di branding di Paesi, città, imprese multinazionali».
Al termine del programma è previsto un tirocinio presso istituzioni e fondazioni nazionali e internazionali, nonché in grandi aziende e società di consulenza. (Info e iscrizioni: almed.unicatt.it/culturaldiplomacy).
 

Migrantes Cagliari: da lunedì il “Campus Estivo – Estate con Ceferino 2017” per i bambini rom e sinti

Cagliari - Dal 17 luglio al 20 luglio 2017 si svolgerà il Campus Estivo - Estate con Ceferino 2017, rivolto ai bambini Rom e Sinti, dai 5 agli 11 anni, dei Campi di Selargius e Monserrato nella diocesi di Cagliari. La Pastorale Migrantes (settore Rom e Sinti) della Diocesi di Cagliari e i Giovani per un Mondo Unito del Movimento dei Focolari organizzano il Campus come un contributo alla “sfida” dell’integrazione a cui siamo tutti chiamati, per vivere un’“occasione di speranza e fiducia” con i bambini che vi parteciperanno, spiegano i promotori.  Le attività ludico-laboratoriali si svolgeranno le mattine presso il Centro di Aggregazione Sociale Comunale di via M. Pira a Selargius.
Il “Campus” si aprirà lunedì con la proiezione del film: “Dimmi che destino avrò”. Sarà presente il regista Peter Marcias e Gianni Loy (Presidente della fondazione Anna Ruggiu).
Giovedì 20, la  conclusione con festa finale in cui verranno presentati i risultati dei laboratori. Si suonerà e ballerà danze tipiche della cultura Rom e Sinti. Durante il “Campus” momenti formativi con esperti sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione.
 
 
 

L’Italia sono anch’io: il Senato discuta e approvi la legge sulla cittadinanza entro fine luglio

Roma – “E' successo ancora una volta”. Ieri il Senato avrebbe dovuto avviare la discussione in Aula del Disegno di Legge di riforma sulla cittadinanza. Così non è stato. La discussione del Decreto legge sui vaccini ha impegnato la gran parte della seduta, denuncia oggi la Campagna “L’Italia sono anch’io” in una nota nella quale si sottolinea che “la recente scelta del Governo di porre la questione di fiducia su altri due decreti-legge (per il salvataggio delle Banche Venete e sul Mezzogiorno), ma non sul disegno di legge sulla cittadinanza, rende sempre più probabile un ulteriore slittamento della discussione della riforma a settembre”.
La campagna “L'Italia sono anch'io” esprime la sua “più forte preoccupazione perché questo potrebbe comportare la definitiva archiviazione di una legge che più di un milione di bambini e ragazzi nati e/o cresciuti in Italia aspettano da lunghissimo tempo. La campagna elettorale alle porte e l'apertura della sessione di bilancio renderebbero sempre più difficile una definitiva approvazione della legge in autunno” si legge nel testo chiedendo al Parlamento e al Governo “un atto di giustizia, di responsabilità e di lungimiranza e di mettere in agenda prima della pausa estiva la discussione e la definitiva approvazione della riforma. Gli annunci e le dichiarazioni hanno fatto il loro tempo. E' giunto il momento di scegliere: tra le presunte convenienze elettorali e la garanzia dei diritti di migliaia di bambini e giovani che sono cittadini di fatto, ma sono trattati ancora come ospiti dalla legge”. La Campagna L’Italia sono anch’io è promossa da Acli, Arci, Asgi, Anolf, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cisl, Cnca, Comitato 1° Marzo, Comune di Reggio Emilia, Comunità di Sant'Egidio, Coordinamento Enti Locali Per La Pace, Emmaus Italia, Fcei, Legambiente, Libera, Lunaria, Migrantes, Il Razzismo è Una Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni , Tavola Della Pace, Terra del Fuoco, Sei, Uil, Uisp
 

Migrantes: incontro con Frontex non ha centrato l’obiettivo

Roma - Ancora una volta l’incontro con Frontex ieri a Varsavia non ha così centrato l’obiettivo. Ne è convinto Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes che evidenzia che di fronte ai problemi reali di questo momento nel Mediterraneo “con da una parte il salvataggio e dall’altra l’accoglienza sul nostro territorio, l’obiettivo è stato ancora una volta non centrato”. Si è parlato “ancora una volta – aggiunge l’Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Direttore protempore della Fondazione Migrantes –  di un indebolimento del salvataggio e un rafforzamento di Triton che non sappiamo in che direzione va: se va a rafforzare la guardia costiera libica i problemi rimangono irrisolti e ancora una volta l’ Europa della solidarietà ne esce sconfitta”. Con l’atteso incontro di ieri, secondo Mons. Perego “c’era la possibilità di affrontare il tema dell’accoglienza, allargare il ricollocamento e sgravare l’arrivo nei soli porti italiani. I 200mila migranti stimati che arriveranno in Italia quest’anno – conclude con amarezza il presule – non troveranno un’ Europa aperta all’accoglienza”.
 

Mobilità Umana e Giustizia Globale: dal 17 luglio la Summer school dell’Università Cattolica

Roma – Si svolgerà dal 17 al 20 luglio a Montepaone lido (CZ) l’VIII edizione della Summer School “Mobilità umana e giustizia globale”, promossa dall’Università Cattolica in collaborazione con la Fondazione Migrantes e gli Scalabriniani. L’intento della scuola è quello di collocare l’analisi dei processi migratori all’interno di una riflessione più ampia, consapevoli dello stretto legame che unisce il governo e la governance della mobilità umana alla questione della giustizia globale; essa propone un “riposizionamento” della prospettiva generalmente impiegata nell’analisi dei fenomeni migratori, con una enfasi sulle implicazioni etiche delle pratiche e delle politiche migratorie. Affrancando il tema dalla sua strumentalizzazione politica, dalla sterile contrapposizione tra “pro” e “contro”, e proponendo una riflessione spesso contro-corrente, che afferma il diritto a non emigrare insieme a quello alla mobilità, i principi umanitari insieme al rispetto della legalità. Come ogni anno, la scuola richiamerà studenti italiani e stranieri, giovani ricercatori, ma anche professionisti di varie età, provenienti da tutte le regioni d’Italia, impegnati nei vari campi (l’educazione, il lavoro sociale, il giornalismo, la tutela legale, la pastorale… solo per citarne alcuni) nei quali si realizza non solo l’accoglienza dei migranti, ma anche la costruzione di una società multietnica. 
L’ottava edizione della scuola trae spunto dal Messaggio di papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2017, focalizzando l’attenzione sui bambini e i ragazzi coinvolti nei processi migratori: gli “orfani” della migrazione, che vivono anche per molti anni separati da uno o da entrambi i genitori; quelli soli – e, come ci ricorda Papa Francesco, tre volte indifesi, perché minori, perché stranieri e perché inermi –; quelli vittime di violenze e sfruttamenti che segneranno per sempre la loro esistenza; quelli, infine, che nascono e crescono nei paesi d’immigrazione, spesso segnati da una condizione di svantaggio strutturale, ma al tempo stesso portatori di risorse ed energie preziose, che ne fanno gli archetipi dei futuri cittadini globali.
Tra i temi che verranno affrontati, quello delle famiglie divise dalla migrazione, dei minori non accompagnati, dei bambini migranti vittime di violenze e sfruttamento, delle seconde generazioni, oggi al centro del dibattito politico in coincidenza con la discussione in parlamento del disegno di legge che li riguarda.
 

Mons. Mathieu Madega Lebouakehan: far presto a pacificare nord e sud del mondo

Bologna – “Nessuno scappa da un incendio per saltare in un vulcano. E’ un detto del mio paese, il Gabon, che racconta bene la situazione disastrosa da cui spesso i migranti fuggono”. Lo ha detto Mons. Mathieu Madega Lebouakehan, Presidente della Conferenza Episcopale del Gabon, in occasione di un breve passaggio a Bologna commentando il grande fenomeno migratorio in atto.
Martedì scorso il vescovo ha celebrato una Messa con la comunità africana francofona residente in diocesi presso la parrocchia di Sant’Antonio di Savena, sede della comunità. “Bisogna far presto – ha detto il vescovo africano – a pacificare nord e sud del mondo: solo con il dialogo e la cooperazione fra queste due regioni del mondo, potremo davvero evitare queste migrazioni tanto massicce”. “Per me è una gioia essere qui – ha detto ancora il presule – per confermare nella fede questi fratelli guidati dal mio amico, l’arcivescovo Matteo Zuppi”. Nato in un piccolo centro nel sud del Gabon 57 anni fa, Mons. Madega è stato ordinato sacerdote nel 1991. Ha ricevuto la consacrazione episcopale nel maggio del 2000 come ausiliare di Libreville, capitale del Gabon. “Trovo che questo sia un bel modo anche per rinsaldare la nostra amicizia ecclesiale – ha proseguito il vescovo – rendendo evidente la nostra unità con la Chiesa e nella Chiesa”. Vescovo di Mouila dal 2013 dopo aver guidato per dieci anni la diocesi di Port–Gentil, Mons. Madega è anche vice presidente del Simposio delle conferenze episcopali africane, l’organismo che riunisce i presidenti degli episcopati del Continente africano.  “Abbiamo un sud del mondo ricchissimo di materie prime, spesso sfruttate male, e un nord molto più avanzato di noi per quanto riguarda l’estrazione e la lavorazione delle medesime materie: se collaborassimo davvero – ha sottolineato il vescovo Madega – avremmo certamente un clima internazionale migliore, più giusto, e che disincentiverebbe il fenomeno migratorio”. La realtà del Gabon, soprattutto negli ultimi anni, sta raggiungendo una posizione di leadership nel continente sia dal punto di vista economico che sociale. Un punto di riferimento per altre Nazioni africane nella promozione di una convivenza pacifica ed equa. “Molti fratelli – ha aggiunto il vescovo – vengono sfruttati prima, durante e dopo aver raggiunto la meta del loro viaggio. Anche su questa particolare piaga dobbiamo rimanere vigili, anche continuando a pregare per loro”.
Evangelizzato nella prima metà dell’800 dal missionario francese e futuro vescovo Jean– Rémi Bessieux, Congregazione dello Spirito Santo, il Gabon conta oggi più di 750mila cattolici su una popolazione di quasi 1 milione e 500 mila abitanti. “Tutti i cristiani, bianchi o neri che siano, hanno il compito di vivere in pienezza la fede. Ristabilendo così – ha concluso Mons. Madega – autentici rapporti fraterni, allora il mondo potrebbe davvero cambiare sulla scia del cambiamento delle nostre piccole ma sempre importantissime vite”. (Andrea Caniato – Direttore Migrantes Emilia Romagna)
 

Milano: migranti al Filodrammatici

Milano  -Teatro Utile, il progetto promosso dall’Accademia dei Filodrammatici di Milano, ideato e coordinato da Tiziana Bergamaschi con la supervisione drammaturgica di Renato Gabrielli, quest’anno si è concluso ieri con la presentazione al pubblico di Storie migranti in scena, cinque testi di venti minuti l’uno scritti nel corso del laboratorio da cinque autori, messi in scena da quattro registi e interpretati da diciannove attori di diverse nazionalità.
 

Migrantes: al festival del Cinema NatuRurale la proiezione di “88 GIORNI nelle farm australiane”

Acqualagna – Dal 21 al 23 luglio 2017 presso il Cinema Conti di Acqualagna (Pesaro-Urbino) si svolgerà il “Festival Internazionale di Cinema NatuRurale” e domenica 23 luglio 2017 alle ore 15.00 verrà proiettato il documentario “88 giorni nelle farm australiane” (www.88days.com) promosso da Fondazione Migrantes, uno dei 15 documentari in concorso. Dopo la proiezione interverranno don Giorgio Giorgetti, Direttore Regionale Migrantes Marche e Diego Feduzi, direttore artistico del Festival.
La prima edizione del Festival Internazionale del Cinema NatuRurale è una tre giorni di film documentari, dibattiti e conferenze, per scoprire e riscoprire un “paesaggio” a volte dimenticato: il mondo rurale. Un tempo luogo di comunione tra l'uomo e la natura, oggi specchio delle nostre azioni, tra consapevolezza e disillusione; ritratti di uomini e donne, giovani e anziani; trasmissione di saperi tra generazioni e di racconti di vita, dove tutto sembra immutabile o quasi..., si legge in una nota.
In questo contesto si inserisce la proiezione del documentario “88 giorni nelle farm australiane” opera dei ricercatori Michele Grigoletti e Silvia Pianelli, con la regia di Matteo Maffesanti – dell’equipe di “Australia Solo Andata” – che racconta il viaggio tra sogni, speranze e pensieri di migliaia di giovani italiani che ogni anno lavorano la terra australiana.
L’evento è organizzato dall’associazione “Non uno di meno”, che ha come missione quella di diffondere e dibattere opere cinematografiche di carattere culturale con particolare attenzione a tematiche legate all’ambiente, all’agricoltura e alla ruralità.
Acqualagna è un comune della provincia di Pesaro-Urbino (Marche) terra di emigrazione giovanile verso l’Australia. I giovani italiani che hanno fatto un’esperienza nelle farm australiane possono ancora inviare la loro testimonianza attraverso il sito: www.88days.com
“88 giorni nelle farm australiane” è un viaggio tra sogni, speranze e pensieri dei giovani italiani in Australia. Il titolo è ispirato al numero di giorni necessari per l'ottenimento del secondo visto vacanza-lavoro. Il documentario vuole dare voce alle migliaia di giovani italiani che ogni anno lavorano la terra australiana, raccogliendone le storie e svelandone la verità.
 

Eurostat: cresce la popolazione UE grazie agli immigrati

Roma - Il tasso di natalità più basso in Europa spetta, anche nel 2016, all’Italia, mentre quello più elevato si registra in Irlanda. Lo certifica Eurostat con una relazione sulla demografia nei 28 Stati membri. L’istituto statistico dell’Unione segnala che la popolazione complessiva dei 28 è salita a 511,8 milioni di abitanti (1 gennaio 2017), contro i 510,3 dell’anno prima. Nascite e morti si equivalgono a 5,1 milioni. Dunque la popolazione complessiva è cresciuta di 1,5 milioni di persone grazie al saldo migratorio. Il Paese più popoloso è la Germania con quasi 83 milioni di abitanti, seguita da Francia (67 milioni), Regno Unito (66), Italia (quasi 61). Diciotto Stati hanno visto crescere la popolazione totale, altri 10 hanno invece perso abitanti. Il tasso di natalità più elevato si verifica in Irlanda con 13,5 nati per mille abitanti, seguita da Svezia, Regno Unito e Francia. Il dato più basso è invece quello dell’Italia (7,8 nati per mille abitanti).
 

Le Ong salvano 766 migranti. Rallentano gli sbarchi

Roma - Mentre l’Europa si interroga sul da farsi, le Ong continuano a salvare vite in mare. E se da una parte gli sbarchi nei porti italiani si sono infatti fermati, dall’altra continuano invece le partenze
dalla Libia, a bordo di carrette e gommoni al limite delle capacità. Sono proprio tre navi di Organizzazioni non governative, la Vos Hestia, di Save the Children, la Vos Prudence di Medici senza Frontiere e la nave Phoenix, della maltese Moas ad aver salvato ieri nel Mediterraneo centrale
766 migranti complessivi che tentavano di raggiungere l’Europa a bordo di sei distinte imbarcazioni. Le navi Ong che si trovavano in acque internazionali sono state coordinate dalla centrale operativa della Guardia costiera di Roma. Le tre navi stanno ora dirigendosi verso l’Italia in attesa di conoscere i porti di destinazione. Non sarà facile individuarli perché nei giorni scorsi i porti di Sicilia e Calabria hanno dichiarato il collasso e il governo potrebbe così decidere di dirottare i migranti più a nord. Nel Lazio ma anche in Toscana.
«Dal G20 di Amburgo e ancor prima dal vertice di Tallinn non sono emerse proposte utili e credibili per affrontare con serietà la questione migranti». Ne è convinto Oliviero Forti, responsabile Immigrazione di Caritas Italiana che punta il dito contro "lo strappo" dell’Italia di chiudere i porti ai migranti per convincere il resto dell’Europa a mostrare maggiore solidarietà. «La provocazione italiana non è stata nemmeno presa in considerazione» osserva. Non solo, è stato ribadito che i migranti non potranno essere sbarcati da alcun’altra parte se non in Italia ma, sottolinea Forti, «siamo stati richiamati perché non abbiamo ancora svolto tutti i compiti a casa, a partire dall’aumento dei centri di detenzione sul territorio e dal rafforzamento del sistema dei rimpatri». Per Forti, i continui attacchi alle Ong svelano la strategia adottata: «individuare il soggetto più debole, il capro espiatorio da colpire, per distrarre l’opinione pubblica dalle vere questioni che non si vogliono affrontare». Il cosiddetto "Piano Marshall per l’Africa" di cui si è parlato nei due vertici di settimana scorsa, per Forti avrebbe degli effetti sui flussi solo nel lungo periodo e non nell’immediato. «L’unica certezza è che l’Italia dovrà continuare a cavarsela da sola – sottolinea – l’esternalizzazione delle frontiere europee in Libia va contro i diritti umani perchè l’operazione avverrebbe in un Paese fuori controllo dove gli abusi contro i migranti sono all’ordine del giorno». Intanto, proprio le strategie messe in campo con la Libia -a discapito dei diritti umani di chi fugge dalla guerra e dalle carestie per raggiungere l’Europa – hanno frenato gli arrivi in Italia. Perché da un più 20% di sbarchi rispetto allo stesso periodo del 2016, registrato fino ad alcune settimane fa, si è passati a un +9,6%. Gli ultimi dati diffusi del Viminale confermano infatti che sono 85.200 i migranti sbarcati da gennaio. Erano 77.733 un anno fa. Per quanto riguarda i minori stranieri non accompagnati al 27 giugno scorso erano 9.761 dall’inizio dell’anno. Nel 2016 furono in tutto 25.846. Mentre i Paesi di origine dei migranti sono Nigeria (14.504), Bangladesh (8.268), Guinea (7.844), Costa D’Avorio (7.455), Gambia (5.022), Senegal (4.914), Mali (4.862), Eritrea (4.553), Marocco (4.190) e Sudan (4.051). (Daniela Fassini)
 

Migrantes Mantova: quei fratelli da accogliere come veri figli dello stesso Dio

Mantova . I muri che si stanno costruendo in varie parti del mondo per arginare il flusso di persone che scappano da situazioni umane insostenibili pongono una domanda di fondo: «L’uomo è capace di accogliere l’altro, in tutto simile a lui anche se appartenente a una religione o a una etnia o a una cultura diversa, ma comunque figlio di Dio?».
Possiamo fare tutte le dissertazioni sociologiche, politiche ed economiche che vogliamo, ma penso che per un cristiano il riferimento primario per individuare la strada da percorrere sia la Sacra Scrittura. Nel Secondo libro dei Re leggiamo di una donna che con premura e insistenza chiede a Eliseo di fermarsi nella sua casa tutte le volte che passava, offrendogli un pasto. La generosità di questa donna però non si ferma al pasto. Per dargli un’ospitalità più confortevole lei pensa di costruire una stanza, affinché lui possa trovare anche riparo.
Indubbiamente il migrante che bussa alla nostra porta in qualsiasi ora del giorno per cercare il minimo necessario per poter vivere non è Eliseo, ma come figlio dello stesso Dio, va ugualmente accolto con fraternità e cordialità. Se prendiamo poi il Vangelo di Matteo, al capitolo 25,35– 36 si legge: «Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». Penso a queste persone, uomini, donne e bambini spesso soli che fuggono da scenari di guerra, da carestie e da persecuzioni, viaggiando per mesi su itinerari pericolosi spesso nelle mani di veri carnefici e mi chiedo come li stiamo accogliendo. È vero che stiamo attraversando un momento di trasformazione economica che mette in discussione certezze che sembravano intramontabili nella nostra realtà mantovana, quale la piena occupazione e un reddito garantito, ma se guardiamo il tenore di vita presente nelle nostre comunità penso che anche in questo contesto ci siano risorse per dare un pasto caldo e per dissetare questa gente che bussa ai nostri confini. Accogliere, vestire e curare: tre gesti di fraternità semplici da soddisfare in un contesto dove gli alloggi vuoti si contano a centinaia, dove basta poco per coprire decorosamente questi profughi, dove la nostra assistenza sanitaria è tra le eccellenze nel mondo. Invece di andarli a trovare dove sono stati alloggiati, in attesa di un possibile riconoscimento per rimanere nel nostro Paese, facciamo in modo che il luogo di accoglienza sia il più lontano possibile dai centri abitati. Se vogliamo stare alla sequela di Dio dobbiamo fare come Lui che «accoglie sempre tutti». Quando ci rivolgiamo a Lui lo preghiamo chiamandolo “Padre nostro”. Lui come “papà” ama ciascuno di noi individualmente, come sanno fare le nostre mamme e i nostri papà e vuole che anche noi ci amiamo reciprocamente. (Aristide Pelagatti - direttore Ufficio Migrantes della diocesi di Mantova)
 

Tv2000: alcuni programmi della prossima settimana

Roma - Film “Pane, amore e…”; il teatro e il cinema; marito e moglie: punti di vista a confronto; i grandi temi internazionali e sociali
Martedì 18 luglio, alle 21.05, Tv2000 trasmette il film “Pane, amore e …” di Dino Risi con Vittorio De Sica e Sophia Loren. Della trilogia è il primo film a colori e passa dalle mani di Luigi Comencini a quelle di Dino Risi. Vittorio De Sica riceve il David di Donatello del 1956 come miglior attore protagonista. A seguire la puntata settimanale in onda tutti i martedì di “Retroscena”, il programma televisivo che sta dentro al teatro: sul palco, in platea e dietro le quinte. I nomi del panorama teatrale italiano e internazionale, le realtà artistiche meno conosciute, le storie in cui la vita si intreccia con la scena e il confine fra realtà e finzione si fa labile. Condotto da Michele Sciancalepore.
Giovedì 20 luglio, sempre in tarda serata, “Today estate” condotto da Andrea Sarubbi . È il programma di approfondimento settimanale, in onda ogni giovedì in seconda serata, sui temi internazionali e sociali più importanti: sia legati all’attualità, sia dimenticati dalla grande informazione.
Venerdì 21 luglio, dopo le 23, “Effetto notte”, il programma d’informazione cinematografica in onda ogni venerdì in seconda serata. La scommessa è quella di far vivere le emozioni del grande schermo a tutti, anche a chi magari non frequenta più le sale. Con interviste esclusive, i film in uscita, le date importanti della storia del cinema, ma anche tanta attualità e sociale. Il cinema che si fa vita e parla direttamente alla testa e al cuore dello spettatore. Conduce Fabio Falzone.
Il 22 luglio Tv2000 trasmette “Dio li fa poi li accoppia”, programma in onda ogni sabato alle 19. La coppia formata da Licia Colò e, suo marito, Alessandro Antonino, dà vita in ogni puntata a un approfondimento informale su una notizia reale. Marito e moglie dibattono, “battibeccando”, sulle difficoltà della vita di coppia, sulle questioni pratiche di tutti i giorni, sui sentimenti e sui cambiamenti della società. Nel farlo sono aiutati, in ogni puntata, da ospiti di diversi ambiti – psicologi, biologi, nutrizionisti, chimici, sessuologi, naturalisti e via dicendo – mentre il pubblico, composto da altre coppie, contribuisce a dare il suo punto di vista sui temi di volta in volta trattati: gelosia, compromessi, salute, risparmio energetico, convivenza con gli animali, diete, scelte di vita, e tanto altro. Un programma per raccontare la quotidianità attraverso il confronto tra l’universo femminile e quello maschile, sempre con ironia e un sorriso sulle labbra. (G.Ricciardi)
 

Ladispoli: festa della comunità nigeriana

Ladispoli - Lo scorso 2 luglio le donne della comunità cattolica nigeriana di Ladispoli hanno celebrato il loro Mother’s day per l’anno pastorale 2017. È ormai tradizione per la comunità africana, una della più numerose tra quelle dei migranti nella diocesi di Porto–Santa Rufina, questo appuntamento di fine anno, perché rappresenta un’occasione per ritrovarsi e fare il punto su quanto svolto durante l’anno. L’evento ha avuto inizio con la celebrazione eucaristica nella chiesa di Santa Chiara, presso la parrocchia della Santissima Annunziata di Ladispoli, dove i fedeli nigeriani si incontrano per le celebrazioni in lingua. L’altra parrocchia dove si riuniscono regolarmente è quella di Cesano. La giornata della festa è iniziata con la Messa presieduta dal cappellano dei cattolici nigeriani, don Matthew Eze, e da don Leonard Ehirmere. Presente anche il direttore Migrantes, il diacono Enzo Crialesi, che ha portato il saluto del vescovo Mons. Reali.
Il ballo e i canti negli abiti della tradizione hanno creato una bella atmosfera di amicizia e di condivisione. Valori importanti per le famiglie nigeriane che, come ha detto Crialesi, vivono con grande responsabilità la solidarietà reciproca, offrendo sostegno alle persone più in difficoltà.
Animatore entusiasta della festa è stato don Matteo (in diocesi tutti lo chiamano così), che coordina tutte le attività di catechesi e di carità dei suoi connazionali. Una prestigiosa presenza per gli africani è stata quella di Anthony Awuru Stephen, incaricato degli affari ad interim presso l’ambasciata della Repubblica Federale di Nigeria presso la Santa Sede. Il diplomatico ha espresso il suo apprezzamento per le attività della comunità e l’orgoglio per la capacità di queste persone di essere unite e coltivare le loro tradizioni anche in Italia.
 

Mons. Perego: dal Papa un invito ad accogliere in tutto il contesto europeo

Roma - Il messaggio di papa Francesco ai partecipanti al G20 di Amburgo è “un messaggio innanzitutto pieno di realismo e di concretezza”. Così Mons. Gian Carlo Perego, Direttore pro tempore della Fondazione Migrantes, parla del messaggio che papa Francesco ha inviato ai partecipanti al G20 di Amburgo e nel quale ha esortato a dare priorità ai poveri e agli esclusi, rigettando conflitti armati e lavorando per la fine della corsa agli armamenti. Per Mons. Perego il mondo di oggi vede il 90 per cento delle persone escluse da questo “pensare il mondo di domani. E questo mondo escluso è proprio quello dei più poveri, degli esclusi, dei migranti. Proprio per questa ragione non si può pensare il mondo di domani se non guardando prioritariamente – qui la priorità è assoluta – a questa realtà di poveri. Il Papa poi accenna in particolar modo ad alcuni Paesi che vivono una situazione di fame e di sete: dal Sud Sudan allo Yemen, dal Corno d’Africa al Ciad. Quindi ricorda prioritariamente queste 30 milioni di persone - la fame e la sete che vivono - ma con loro guarda alla maggior parte del mondo”. E parlando dei migranti il presule evidenzia che è “ un dato di fatto che sempre di meno l’Europa sta accogliendo richiedenti asilo in questi ultimi tre anni e sempre di meno si sta aprendo a un ricollocamento, cioè ad una gestione europea dell’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati. E questo è un segnale forte che il Papa dà richiamando anche le figure dell’Europa della solidarietà: Adenauer, Monnet, De Gasperi, che hanno pensato invece l’Europa non solo economica ma anche della giustizia sociale e della solidarietà. E quindi è un invito forte ad un’accoglienza che non sia residuale e a un’apertura di accoglienza che sia diffusa in tutto il contesto europeo oltre che nelle realtà ecclesiali. Non dimentichiamo – aggiunge Mons. Perego - l’appello del Papa a tutte le parrocchie d’Europa. E collegato al tema dei migranti giustamente il Papa pone il tema delle guerre: otto milioni di profughi lo scorso anno, derivanti dalle 33 guerre in atto che Francesco qualifica come ‘inutili stragi’, come Papa Benedetto XV aveva fatto il 1° agosto 1917, ovvero 100 anni fa, definendo la Prima Guerra Mondiale l’ ‘inutile strage’. È quindi un forte invito alla pace, che era già avvenuto nel suo discorso all’Onu e all’Europa, ritirando il premio Carlo Magno”.
 

Tv2000 cambia frequenza ma resta sul canale 28 del Digitale Terrestre

Roma - Tv2000, dallo scorso 3 luglio 2017, ha cambiato frequenza ma non canale: è infatti sempre visibile al canale 28 del Digitale Terrestre. L’emittente della CEI, in seguito ad un accordo siglato con il Centro Televisivo Vaticano, passa sul MUX TIMB2 dell’operatore di rete Persidera. La rete di diffusione (broadcast) è composta da 812 siti per la diffusione del segnale DVB-T in modalità SFN. “Siamo una televisione a diffusione nazionale – commenta il Direttore generale di Tv2000, Lorenzo Serra - sempre più seguita e conosciuta. Il nostro obiettivo rimane quello di garantire ai telespettatori un servizio diffuso e di buona qualità, come è avvenuto negli anni passati con la Rai, che ringraziamo della sempre proficua collaborazione. Tv2000, a partire da fine maggio ha avviato le comunicazioni ai propri teleascoltatori e le relative operazioni per procedere al cambio definitivo di operatore, lasciando il sistema gestito dalla Rai e passando su quello di Persidera”. 
“E’ importante precisare – conclude Serra - che Tv2000 sarà sempre visibile sul canale 28 del telecomando (LCN28) perché cambierà solo la frequenza associata al canale. E’ nostra cura procedere ad una campagna di comunicazione capillare attraverso molteplici forme (web, numero verde collegato a Call Center, comunicazioni via radio, via social e spot all’interno della stessa emittente)”. Tutte le informazioni necessarie per la risintonizzazione del televisore sono disponibili sul sito http://www.cambiafrequenza.tv2000.it/.
 
 

Santa Sede: “non impedire ai marittimi stranieri di scendere a terra”

Città del Vaticano - “L’inasprirsi della minaccia del terrorismo in tutto il mondo esige nuove misure di sicurezza che limitano ulteriormente, in alcuni porti, la possibilità che i marittimi scendano a terra e, talvolta, anche l’accesso alla nave da parte dei visitatori. Pur comprendendo da una parte la necessità di rendere i porti ‘un luogo sicuro’ per le persone e le merci, dall’altra dobbiamo assicurarci che nessuno sia vittima di discriminazioni o che gli sia impedito di scendere a terra a motivo della nazionalità, della razza o della religione”. Lo chiede il cardinale Peter K.A. Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, nel messaggio inviato ai cappellani, ai volontari, agli amici e ai sostenitori dell’Apostolato del mare in occasione della giornata dedicata alla Domenica del Mare che si è celebrata ieri. Nel messaggio, diffuso ieri dalla sala stampa della Santa Sede Vaticana, si ringrazia oltre 1 milione e mezzo di marittimi (la maggior parte dei quali proviene dai Paesi in via di sviluppo) e viene richiamata l’importanza della tutela dei diritti di quanti lavorano in mare, espressi nella Convenzione del lavoro marittimo del 2006.
 

Naufragio in Libia: almeno 35 morti

Roma - Mentre l’Europa litiga sui porti e sui salvataggi, i migranti continuano a morire. Almeno 35 persone hanno perso la vita nell’ultimo naufragio registrato al largo delle coste libiche. Fra loro ci sono anche sette bambini. Sette piccoli innocenti che hanno avuto solo la sfortuna di nascere in un Paese in guerra o semplicemente più povero. La notizia della tragedia in mare è stata data dall’emittente libica al-Arabiya, confermata poi dalla guardia costiera libica. Il naufragio sarebbe avvenuto a sei miglia nautiche a nord ovest di Gasr Garabulli, quindi in acque libiche. Secondo la stessa fonte 85 migranti, fra cui 18 donne, sono stati salvati da una decina di pescherecci che erano nella zona e che hanno poi allertato i militari. I migranti scampati alla morte che erano a bordo di un gommone completamente sgonfiato provengono da Nigeria, Senegal, Camerun, Costa d’Avorio e Ghana. Ayoub Ghasem, portavoce della Marina libica, ha confermato che nel naufragio vi sono “fra i 35 e i 38 dispersi” tra i quali figurano sette bambini e alcune donne. Sul gommone, ha ribadito, c’erano in tutto un centinaio di persone, 80 delle quali sono state tratte in salvo dalla Guardia Costiera libica. “Chi si è salvato soffre per le gravi scottature causate dal sole e dell’acqua salata, mista al gasolio dell’imbarcazione affondata – ha detto Ghasem –. Sono stati ricoverati in ospedale per le cure del caso”. Intanto è ancora polemica sulle Ong. La riunione fra la Guardia costiera italiana e le organizzazioni non governative che salvano migranti nel Mediterraneo, inizialmente convocata per giovedì, è stata annullata. Ufficialmente “per motivi organizzativi”, ma è probabile che il rinvio “a data da stabilire” sia legato alle scelte di carattere politico che l’Italia si appresta a fare nei prossimi giorni per arginare il flusso ininterrotto di migranti nel nostro Paese. La riunione Guardia Costiera-Ong si svolge annualmente per parlare delle regole in corso riguardo al soccorso dei migranti. Il 13 luglio, secondo indiscrezioni più volte circolate in questi giorni, era prevista la presentazione di un nuovo 'codice di condotta' delle navi delle Ong sia riguardo alla loro dislocazione nel Mediterraneo centrale, sia alle procedure da adottare una volta presi a bordo i migranti. “Se questo Codice di condotta fosse attuato, ci sarebbero meno navi disponibili nell’area di ricerca e soccorso e questo potrebbe condannare le persone in pericolo nel Mediterraneo ad una morte certa” commenta Medici senza frontiere, che era stata inizialmente convocata per la riunione con la Guardia costiera. “Dall’inizio delle nostre operazioni di ricerca e soccorso – spiega l’organizzazione medico-umanitaria – abbiamo seguito rigorosamente tutte le leggi internazionali, nazionali e marittime applicabili nel Mar Mediterraneo così come il nostro codice di condotta, la Carta dei Principi di Msf, basata sull’etica medica e sui principi umanitari”. “Piuttosto che concentrarsi su un codice di condotta delle Ong – conclude Msf – gli Stati europei dovrebbero pensare alla propria condotta in mare e usare la loro capacità politica per sviluppare un sistema proattivo di ricerca e soccorso e fornire alternative a queste letali traversate del mare che sono costate più di duemila vite solo quest’anno”. (D.Fas. - Avvenire)
 

Il Vangelo della Domenica

Le letture della domenica, 9 luglio: Zc 9,9-10; Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30 Roma - Il Figlio ci confida il Padre. L’accesso a Dio, il mistero dei misteri, l’infinitamente inaccessibile alle pretese dell’intelligenza presuntuosa ed egocentrica! E lo fa con parole semplici, comprensibili ai piccoli – solo a loro – e disponibile a coloro che sono stanchi e oppressi, miti ed umili di cuore! Cinque versetti, la misura di un tweet, custodiscono l’entrata in Dio.
Gesù parla a tutti, non solo ai dodici (non tutti siamo apostoli), perché tutti siamo stanchi e oppressi e ognuno può comprendersi e mostrarsi piccolo, ossia mite e umile di cuore. Dall’irripetibilità della relazione fra Padre e Figlio sgorga l’invito a tutti, la chiamata universale.
Non sempre chi porta un peso ha il cuore triste. Nel libro della Genesi Giacobbe si fa schiavo di Labano per sette anni, ma questo gli pare cosa leggera tanto è il suo amore per Rachele. E san Paolo scrive: “Le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura”. Certo, è un mistero, il mistero dell’amore di Dio. Ad alleggerire il giogo è la misericordia del Signore.
La preghiera è diretta a Qualcuno; per molti è necessaria anche la direzione verso un luogo. Il Vangelo di Gesù ci dice dove indirizzarci: “Venite a me”; che non è indicazione del verso, ma insegnamento del cosa e del come (“imparate da me”).
Che cosa ha nascosto il Padre “ai sapienti e ai dotti” e ha mostrato “ai piccoli”? Gli esperti di cose dello Spirito dicono che il segreto di Dio è il mistero della passione e morte di Gesù; solo i piccoli possono capirla perché rappresenta la suprema umiltà di Dio, la sua “piccolezza”. (Angelo Sceppacerca)
 

ACS: la Bibbia in arabo, inglese e francese a Lampedusa pensando ai minori

Lampedusa - Sempre più migranti cristiani sbarcano sulle nostre coste, innanzitutto a Lampedusa, spinti dalla guerra, dalla miseria e in molti casi dalla persecuzione. Un viaggio che può durare giorni, mesi o perfino anni e che spesso li obbliga a separarsi anche dagli oggetti più cari. Eppure non è raro che i cristiani scelgano di portare con loro delle bibbie: simboli, spesso ritrovati sui barconi dai soccorritori, di una fede che rappresenta il primo e unico conforto.
«Pur in assenza di cifre ufficiali, le ong che si occupano dell’accoglienza dei migranti attestano come il numero di cristiani che fuggono dalla persecuzione sia in netto aumento tra i profughi», affermano il presidente e il direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre-Italia, Alfredo Mantovano e Alessandro Monteduro. Cristiani che giungono in Italia e devono attendere lunghi periodi nei centri di accoglienza, dove, come dimostrato anche dall’ultima edizione del Rapporto sulla libertà religiosa di ACS, non è raro che subiscano discriminazioni. «Nei lunghi mesi che trascorrono nei centri di accoglienza questi cristiani, senza alcuna conoscenza della lingua italiana, sono assolutamente privi di alcun sostegno spirituale, i grandi come i bambini», continuano Mantovano e Monteduro notando come il numero dei minori non accompagnati sia drammaticamente in crescita.
È pensando a loro che ACS ha deciso di inviare a Lampedusa, approdo di migliaia di migranti, 500 Bibbie del Fanciullo in inglese, arabo e francese. «Siamo rimasti molto colpiti dall’appello del parroco di Lampedusa, don Carmelo La Magra – spiegano presidente e direttore di ACS-Italia – il quale ha chiesto di donare delle bibbie ai migranti giunti sull’isola. Noi abbiamo voluto far dono della Parola di Dio ai più piccoli, sempre più spesso vittime in ragione di una fede, quella cristiana, che non hanno avuto ancora il tempo di fortificare». La Bibbia del Fanciullo è una bibbia illustrata contenente una selezione di testi delle Sacre Scritture adattati per facilitarne la comprensione. Il piccolo volumetto rosso è nato nel 1979 per iniziativa del fondatore di ACS, padre Werenfried van Straaten, che desiderava «portare la Parola di Dio a tutti i bimbi del mondo, anche a quelli tanto poveri da non potersi permettere nemmeno un libro».
Un desiderio esaudito, dal momento che da allora la Bibbia del Fanciullo è stata pubblicata in oltre 55 milioni di copie e tradotta in 187 lingue. «Lo scorso anno – ricordano Mantovano e Monteduro – abbiamo fatto dono a Papa Francesco di una copia della Bibbia del Fanciullo nelle lingue di tutti Paesi da lui visitati durante il suo pontificato. Oggi, donando le bibbie ai bambini giunti a Lampedusa, vogliamo offrire loro il conforto della Parola di Dio anche nella desolazione dei campi di accoglienza. E leggendo le scritture in una lingua che conoscono, potranno fortificare la loro fede e prepararsi a vivere la loro vita».