Primo Piano

Mons. Galantino: la Chiesa è legata al mandato evangelico

Roma - “La posizione della Chiesa è nota ed è legata non a scelte politiche ma al mandato evangelico. Gesù ha detto ‘Ero straniero e mi avete accolto’, non è compito della Chiesa decidere chi deve entrare, chi restare o chi deve essere mandato vita. Questo è compito delle politica. La Chiesa di fronte ad un fratello, una sorella o un bambino che ha bisogno, quale che sia la sua condizione, non può girarsi dall’altra parte”. E’ quanto ha detto questa mattina il segretario della Cei, mons. Nunzio Galantino, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della presentazione dei volumi “Impronte e scie. 50 anni di Migrantes e migranti pubblicato dalla Fondazione Migrantes. Sul tema immigrazione mons. Galantino ha precisato. “Non ho letto ancora il programma, non ho capito quali sono i punti di non ritorno del governo rispetto a questi temi, compreso quello della mobilità umana”. D’altronde, ha aggiunto, “la povertà, il bisogno, la fatica di vivere, non hanno colore di pelle né condizione sociale. Esiste soltanto ed esige una risposta. Noi non possiamo rimanere inerti”.

Cgie: “grati alla Migrantes” per il servizio con le comunità italiane all’estero

Roma “Da sempre sentiamo vicini l’opera, la voce autorevole e il soft power con i quali vi rivolgete  al nostro Paese per far conoscere e rappresentare storie ed esperienze di vita vissute oltre confine”.

“E quanto ha scritto il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, in un messaggio alla Fondazione Migrantes in occasione della presentazione dei volumi “Impronte e scie. 50 anni di Migrante e migranti” in corso a Roma.

Il Cgie è “grato” – scrive Schiavone – alla Migrantes per “l’impegno, le attenzioni, la cura ed in particolare per gli importanti studi di ricerca e statistici, con i quali segue le nostre comunità nel mondo”

Migrantes nella storia della Chiesa in Italia: presentati questa mattina 5 volumi alla presenza di Mons. Galantino, Mons. Di Tora, Mons. Perego

Roma – - In occasione dei 30 anni della Fondazione Migrantes e degli oltre 50 dell’UCEI (Ufficio Centrale Emigrazione Italiana) è stata presentata, questa mattina a Roma, l’opera in cinque volumi di Simone Varisco sulla storia della pastorale migratoria UCEI/Migrantes, intitolata “Impronte e scie. 50 anni di Migrantes e migranti”.
Cinque volumi che seguono la scansione dei settori pastorali tradizionalmente di competenza dell’UCEI/Migrantes: emigrazione italiana all’estero, rom e sinti, circensi e gente dello spettacolo viaggiante, immigrazione straniera e profughi in Italia. Precede i volumi un testo istituzionale.
“Le migrazioni sono da sempre un fenomeno complesso e in continua trasformazione. Basti pensare alla storia d’Italia” – scrive il presidente della Fondazione Migrantes, il vescovo Mons. Guerino Di Tora –. “Dopo un passato di grande emigrazione, siamo oggi portati a pensare il nostro Paese esclusivamente come ad una meta di immigrazione straniera, in parte tratti in inganno dagli sbarchi che si susseguono per i motivi più vari. La realtà ci dice, invece, che in Italia sono sempre più numerosi coloro che partono per l’estero: studenti e lavoratori alla ricerca di una sistemazione migliore per il proprio futuro, ma sempre più spesso anche intere famiglie e pensionati, senza considerare i molti ‘professionisti della migrazione’ – rom e genti del circo e dello spettacolo viaggiante”. Per Mons. Di Tora dietro ai numeri, alle analisi e agli approfondimenti “non deve sfuggire che ogni migrante, qualunque sia la sua storia personale, è un uomo, una donna o un bambino che porta con sé speranze e attese che lo collocano in una dimensione umana e spirituale che va ben oltre il dato statistico o di categoria sociale ed economica. Gli immigrati non possono essere qualificati solo come lavoratori: sono mariti e mogli, padri e madri di famiglia, figli e figlie”. Raccogliamo – è l’invito del presidente della Migrantes – l’appello di papa Francesco a “non rassegnarci davanti a quelle che sembrano situazioni di convivenza difficili. La cultura dell’incontro è il nostro presente da riconoscere e il futuro di tutti da costruire”.
L’immagine di una Chiesa in viaggio al fianco dei migranti è – spiega nell’introduzione ai volumi l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Mons. Gian Carlo Perego,  direttore generale della Migrantes fino al 2017 – “l’ideale di una prima stagione pastorale” inaugurata tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento dal magistero sociale di Leone XIII e dell’esperienza di «illustri pionieri della pastorale migratoria»: i vescovi Giovanni Battista Scalabrini e Geremia Bonomelli. “Anche al loro impegno – scrive mons. Perego - si deve il passaggio da una pastorale migratoria di transitorietà ad una permanente, con la progressiva strutturazione delle missioni linguistiche per gli italiani emigrati all’estero”.
Dal 1965 l’Ufficio centrale per l’emigrazione italiana (UCEI) prima e, dal 1987 ad oggi, la Fondazione Migrantes poi, sono le principali espressioni dell’attenzione rivolta dalla Chiesa in Italia alle migrazioni. L’UCEI segna l’inizio operativo della responsabilità diretta della Chiesa in Italia verso le dinamiche migratorie che da allora coinvolgono il Paese, vale a dire pressoché esclusivamente l’emigrazione verso l’estero e le migrazioni interne, spiega ancora Mons. Perego, sottolineando che oggi “abitiamo una stagione pastorale caratterizzata da una spiccata attenzione verso l’immigrazione e la protezione internazionale. È sempre più sentita, quindi, l’esigenza di un’ ‘etica delle migrazioni e rinnovamento’ in grado di valorizzare la mobilità come condizione della Chiesa: di una Chiesa pellegrina, migrante, che sappia incontrare il suo popolo nei diversi luoghi del quotidiano. Una Chiesa ‘in uscita’, come ha spesso ripetuto papa Francesco, interprete di un incontro che in molti luoghi si è già trasformato in accoglienza”.
Alla giornata di convegno sono intervenuti Mons. Guerino Di Tora, Vescovo Ausiliare di Roma e Presidente della Commissione CEI per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes; Simone Varisco della Fondazione Migrantes e autore della ricerca; Mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e già Direttore generale della Fondazione Migrantes; Mons. Silvano Ridolfi e Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI. I lavori sono stati conclusi dal Direttore generale della Fondazione Migrantes, Don Giovanni De Robertis.
 

Brescia: un incontro sui temi migratori in vista del voto

Brescia - Dopo l’incontro di apertura del 7 maggio scorso al Villaggio Prealpino, continua la serie delle interviste pubbliche ai principali candidati alla carica di sindaco di Brescia promossa dal settimanale della diocesi “La Voce del Popolo”, dalle parrocchie della città di Brescia, con il patrocinio degli uffici diocesani per l’impegno sociale e le comunicazioni sociali e la collaborazione di Acli, Mcl e Azione Cattolica.
Il secondo confronto tra Emilio Del Bono, Paola Vilardi e Guido Ghidini sarà ospitato lunedì 14 maggio dalla Sala della comunità della parrocchia delle Fornaci a Brescia. Tema della seconda intervista pubblica è “Immigrazione e integrazione”. Ai tre candidati saranno proposte le domande elaborate della parrocchie e dalla associazioni presenti sul territorio.
Tra i temi a cui i tre candidati saranno chiamati a dare risposte le politiche di integrazione, l’attenzione da dedicare ai nuovi bresciani, le scelte di cittadinanza e partecipazione per i 38mila stranieri che vivono in città e per gli 8.000 che hanno ottenuto in questi anni la cittadinanza italiana, quale rapporto si intende costruire con le diverse realtà etniche e religiose che vivono in città e quali
risposte dare alla loro richiesta di spazi e spazi e di luoghi di culto. E poi, quali politiche per la scuola, per evitare la grande concentrazioni di alunni di origine non italiana in alcune scuole della città, e tanto altro ancora. L’intervista pubblica sarà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook de “La Voce del Popolo” a partire dalle 20.45.
 

Brescia: domenica la Festa dei Popoli

Brescia - Dall’incontro nasce la conoscenza. E da questo punto di vista la Festa dei Popoli rappresenta una straordinaria occasione. Sono, infatti, molte le comunità immigrate che, accogliendo l’invito del Centro Migranti della diocesi di Brescia accettano di partecipare alla Festa che vede la collaborazione di molte associazioni. Quest’anno la sede della manifestazione è all’oratorio di Sant’Angela Merici in via Cimabue 271 a San Polo. Il Vescovo, mons. Francesco Tremolada, presiederà la Messa alle 10.30, mentre alle 12 si possono degustare i piatti tipici delle diverse comunità. Dalle 13, e fino alle 18, saranno le comunità di origine straniera a mettersi in gioco con balli e danze popolari. Durante la giornata, inoltre, sarà possibile ammirare anche gli stand con gli oggetti artistici dal mondo.
In vista della Festa questa sera alle 20.30, dalla chiesa di San Faustino al convento di San Francesco è in programma la marcia interreligiosa per la pace. Domani, sabato 12 maggio, all’oratorio di Sant’Angela Merici, si tiene il LabMissio “Dalle idee alla vita. Il progetto di pastorale missionaria”.
 

Chiesa Cattolica: parlano le opere

Roma - Conosciamo le opere realizzate grazie alle firme nel territorio dove viviamo? La geografia della solidarietà, con oltre 16 mila interventi 'condivisi' dai fedeli italiani, è sempre consultabile online sulla Mappa 8xmille (www.8xmille.it). Dà conto in modo ravvicinato dell’uso dei fondi, e là dove è più difficile che i numeri rendano il senso delle speranze e della dignità restituite, segnala storie, foto, video, schede e articoli di stampa. Le voci già geolocalizzate sono ben lontane ancora dal rappresentare la totalità dei contributi erogati, ma la Mappa è in continuo aggiornamento. Il dettaglio è per regione, diocesi, provincia e comune, in modo da scoprire dov’è arrivato l’aiuto della Chiesa italiana. Sullo sfondo, l’impegno della Cei per una trasparenza che superi gli obblighi di legge sulla pubblicazione del rendiconto annuale (come previsto dall’articolo 44 della legge 222 del 1985), affiancandogli appunto la Mappa. Tre le direttrici fondamentali d’impiego, anche nel 2017: 361 milioni di euro per il culto e la pastorale nelle 226 diocesi; per il sostentamento dei circa 36 mila sacerdoti diocesani, compresi circa 600 missionari nei Paesi in via di sviluppo, 350 milioni di euro. E infine per i progetti caritativi 275 milioni di euro. Il primo ambito comprende anche i fondi per le nuove chiese e gli spazi parrocchiali, per la tutela dei beni artistici e per la pastorale giovanile. Così sono nati rispettivamente ad esempio - lo indica la Mappa - la nuova parrocchia di Santa Maria della Neve a Riparo-Cannavò (Reggio Calabria), costruita grazie alle firme con un contributo di 1 milione 96 mila euro dopo che per decenni i fedeli si erano riuniti in una baracca e poi in un capannone; e il contributo di 72 mila euro per i restauri e il consolidamento della chiesa quattrocentesca e del campanile dei SS. Ippolito e Cassiano, a Semiana, in provincia di Pavia e diocesi di Vigevano. Quindi i fondi per il sostentamento dei sacerdoti, affidati ai fedeli per una remunerazione decorosa (che va da circa 870 euro al mese fino ai 1.354 per un vescovo ai limiti della pensione). Sono ministri dei sacramenti e promotori di fraternità sul territorio, annunciatori del Vangelo in Parola e opere. Tra gli interventi caritativi, che sono la terza voce di impiego, vanno ricordati anche piani formativo-occupazionali nazionali per i giovani come il 'Progetto Policoro', che ha creato in questi anni cooperative con oltre 3 mila posti di lavoro. Ma la Mappa registra anche i fondi per la Caritas, per il microcredito (come i fondi 'Famiglia & lavoro' diffusi in diverse diocesi o il Prestito della Speranza) e per la ricostruzione post terremoto in Abruzzo e in Italia centrale. Un link in fondo alla Mappa rimanda agli aiuti al Terzo Mondo: ospedali, scuole, formazione di medici e insegnanti, promozione della donna. Oltre alle emergenze: dai corridoi umanitari in Etiopia e Giordania per i profughi della guerra in Siria (440 mila euro) al soccorso delle vittime delle alluvioni in Perù e Sri Lanka con 1,2 milione di euro nel 2016-2017. (Laura Delsere)
 

Brescia: un incontro sui temi migratori in vista del voto

Brescia - Dopo l’incontro di apertura del 7 maggio scorso al Villaggio Prealpino, continua la serie delle interviste pubbliche ai principali candidati alla carica di sindaco di Brescia promossa dal settimanale della diocesi “La Voce del Popolo”, dalle parrocchie della città di Brescia, con il patrocinio degli uffici diocesani per l’impegno sociale e le comunicazioni sociali e la collaborazione di Acli, Mcl e Azione Cattolica. Il secondo confronto tra Emilio Del Bono, Paola Vilardi e Guido Ghidini sarà ospitato lunedì 14 maggio dalla Sala della comunità della parrocchia delle Fornaci a Brescia. Tema della seconda intervista pubblica è “Immigrazione e integrazione”. Ai tre candidati saranno proposte le domande elaborate della parrocchie e dalla associazioni presenti sul territorio.
Tra i temi a cui i tre candidati saranno chiamati a dare risposte le politiche di integrazione, l’attenzione da dedicare ai nuovi bresciani, le scelte di cittadinanza e partecipazione per i 38mila stranieri che vivono in città e per gli 8.000 che hanno ottenuto in questi anni la cittadinanza italiana, quale rapporto si intende costruire con le diverse realtà etniche e religiose che vivono in città e quali
risposte dare alla loro richiesta di spazi e spazi e di luoghi di culto. E poi, quali politiche per la scuola, per evitare la grande concentrazioni di alunni di origine non italiana in alcune scuole della città, e tanto altro ancora. L’intervista pubblica sarà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook de “La Voce del Popolo” a partire dalle 20.45.
 

Saper raccontare le migrazioni: un convegno a Roma sabato 19 maggio

Roma - Sabato 19 maggio, dalle ore 9 alle 14, presso la sede della Rete mondiale contro la tratta “Talitha Kum” dell’Unione internazionale delle Superiore Generali (UISG), a Roma (in Piazza di Ponte Sant’Angelo 28), si terrà il convegno di formazione “Migranti e tratta. L’etica del giornalista nel raccontare le migrazioni”, promosso da Lazio Sette, inserto del quotidiano Avvenire.
Seguendo l’invito di Papa Francesco per la 52a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’incontro vuole scardinare le “notizie false” legate al tema della tratta e dei migranti al fine di costruire un “giornalismo di pace”. Nella prima parte si affronterà il tema dei migranti, legato al diffuso fenomeno delle fake news, rispetto a un’informazione eticamente corretta e qualificata. Nella seconda parte, relativa al tema della tratta e della schiavitù, si analizzerà il ruolo sociale del giornalismo, capace di veicolare “buone notizie” che costruiscono un mondo più giusto e dignitoso.
Il convegno è organizzato in collaborazione con l’Ufficio regionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale del Lazio, la rete Talitha Kum e l’agenzia di stampa DIRE. Il convegno è valido come formazione per i giornalisti (iscrizione su piattaforma SIGEF, con rilascio di 7 crediti) e per il personale scolastico (con rilascio di attestato e decreto MIUR).
 
 

Papa Francesco: “Costruire una cultura condivisa dell’incontro”

Loppiano - “Costruire una cultura condivisa dell’incontro”. È questa la sfida che Papa Francesco ha lanciato in mattinata dal centro internazionale di Loppiano (FI) ai 7.000 presenti davanti al Santuario Maria Theotókos.  Facendo riferimento alle “urgenze spesso drammatiche che ci interpellano da ogni parte e non possono lasciarci tranquilli” – il pontefice ha sottolineato che non è più sufficiente solo “l’incontro tra le persone, le culture e i popoli”. Occorrono uomini e donne “capaci di tracciare strade nuove da percorrere insieme” per dar vita ad “una civiltà globale dell’alleanza”. Papa Francesco è arrivato presso il centro dei Focolari alle ore 10 atteso da Maria Voce, presidente del Movimento, Jesús Morán, copresidente e dal vescovo di Fiesole Mons. Mario Meini. Dopo una breve sosta di preghiera dentro il santuario, ha incontrato gli 850 abitanti di Loppiano provenienti da 65 nazioni e le migliaia di persone arrivate da tutta l’Italia e oltre in maggioranza aderenti al Movimento dei Focolari. È la prima volta che un pontefice visita questa “piccola città”, che – come l’ha definita Maria Voce nel suo indirizzo di saluto – vuole essere “laboratorio di convivenza umana, bozzetto di mondo unito e testimonianza di come potrebbe essere la società se fosse basata sull’amore reciproco del Vangelo”. È seguito un dialogo aperto e schietto, scandito da alcune domande poste da un gruppo di cittadini di Loppiano. Le domande hanno toccato da varie prospettive il tema della sfida cristiana nei confronti della modernità. Papa Francesco ha incoraggiato a non “nascondersi nel quieto vivere, nel perbenismo, o addirittura in una sottile ipocrisia, (…) ma di vivere da discepoli sinceri e coraggiosi in carità e verità” e di affrontare le difficoltà “con tenacia, serenità, positività, fantasia… e anche un po’ di umorismo”. E facendo riferimento alla missione di un progetto originale come Loppiano nell’odierno contesto sociale, il Papa ha invitato ad alzare lo sguardo insieme a lui “per guardare con fedeltà fiduciosa e con creatività generosa al futuro che comincia già oggi”. Dopo aver impartito ai presenti la sua benedizione, 37 cittadini di Loppiano di diverse provenienze, religioni, età ed estrazione sociale hanno salutato personalmente Papa Francesco. In risposta alle parole del Papa il copresidente dei Focolari, Jesús Morán gli ha consegnato un dono simbolico: un “patto” firmato da tutti gli abitanti, con l’impegno di vivere affinché Loppiano sia sempre più un luogo di fraternità e reciprocità. All’invito di sottoscrivere a sua volta il “Patto di Loppiano” Papa Bergoglio ha aderito con gioia, tra gli applausi di tutti i presenti.
 

E on line CeiNews

Roma – Da oggi è online un nuovo portale: Ceinews.it. L’iniziativa – spiega don Ivan Maffeis - intende “rispondere all'esigenza di approfondire la posizione della Chiesa su tematiche legate al dibattito pubblico. L’obiettivo è quello di partire dalla notizia per andare oltre la notizia e offrire percorsi di senso”.
Aggiornato quotidianamente in tre fasce orarie, oltre a produrre alcuni contenuti mirati, fa soprattutto sistema di quelli prodotti dalle testate della Conferenza Episcopale Italiana: Agenzia Sir, Circuito radiofonico InBlu, Tv2000 e Avvenire. I contenuti sono condivisi sui social, aprendo una finestra di dialogo con tutti: “un ripensamento del modello informativo, nell'ottica auspicata da Papa Francesco”.
 
 

MCI: è morto don Borgialli

Roma - Nel pomeriggio di venerdì 4 maggio  2018  è mancato don Edoardo Borgialli, ex- missionario di emigrazione in Germania e Svizzera. Classe 1921, sacerdote nell’archidiocesi di Torino dal 1944, ha  operato inizialmente come vice-parroco a Madonna del Pilone (Cavallermaggiore), a Madonna della Scala (Cambiane di Chieri) ed a Volpiano (Torino). Nel  1953 frequenta il corso di formazione per aspiranti missionari di emigrazione a Roma presso il Pontificio Collegio dell’Emigrazione. Terminato il quale viene assegnato alla Germania nella sede di Monaco di Baviera resasi vacante del parziale servizio per gli italiani del cappellano italo-americano Giulio Valentinelli ed ivi resta per dieci anni, primo missionario italiano in quella sede nel dopoguerra. Un dopoguerra difficile per tutti, in una Germania ancora sofferente, ma in già forte ripresa morale ed economica. E sono anni pionieristici anche per i primi missionari italiani per la dispersione dei connazionali, per la precarietà di una sede e dei servizi e nel peregrinare di città in città di grandi Regioni come il Land Baviera. Con calma e pazienza don Edoardo ritesse contatti, mette in collegamento ed avvia piccoli gruppi in ogni luogo in contatto con i parroci locali. Passa poi in Svizzera  nell’aprile 1963 alla già avviata Missione di Brugg ove in un territorio ben  più ristretto assiste molti più italiani e dove rimane più a lungo, trentatré anni. Rientrato in Italia, oltre ad impegni locali, si rende disponibile  alla Direzione dei Cappellani borgo di Genova per molte supplenze di servizio religioso nella navi  italiane  da crociera. Trova  anche tempo e capacità  di prendersi una licenza in teologia a Torino.  Finchè età e malattia non lo hanno bloccato nella sua  abitazione di Salassa (Torino) ove è deceduto e dove hanno avuto luogo funerali e sepoltura il 7 maggio 2018. La  Migrantes si unisce al lutto e alla preghiera dei parenti e della Diocesi perché il Signore Gesù,  Buon Pastore, lo rimeriti per il suo lungo e non di rado difficile lavoro pastorale (sr).   
 
 

Genova open day al campus migranti Coronata

Genova – Si svolgerà domani, venerdì 11 maggio, il primo Open Day del Coronata Campus a Genova dove oltre 200 persone frequentano corso di italiano, lezioni di matematica e educazione alla cittadinanza, scuole di falegnameria, sartoria, edilizia, agraria, servizio di sala, cura della persona e informatica. Ci sarà un torneo di calcetto, una sfilata di capi realizzati con stoffe etniche e verranno presentati, dice il direttore Migrante mons. Giacomo Martino -  i frutti del corso di agraria, l'orto e l'antico vigneto della bianchetta, musica dal vivo e apericena con i ragazzi migranti.
 

Srilankesi in Italia: a Padova il raduno annuale dei migranti cattolici

Padova -  Per il 21°anno consecutivo i migranti cattolici srilankesi che vivono in Italia si sono riuniti nel Santuario di Sant'Antonio di Padova il 1° maggio scorso. Un massiccio raduno cattolico e non cattolico di migranti dello Sri Lanka in Italia ha partecipato alla solenne celebrazione eucaristica seguita dalla processione e dalla benedizione del popolo con la sacra reliquia di Sant'Antonio da Padova.
Questo evento annuale è stato organizzato dai migranti cattolici in Italia, sotto la guida di mons. Neville Joe Perera, Coordinatore Nazionale dei migranti cattolici dello Sri Lanka in Italia, in collaborazione con i sacerdoti cappellani che servono in diverse parti d'Italia.
La celebrazione solenne è iniziata con le parole di benvenuto del Rettore della Basilica di Sant'Antonio da Padova e l'illuminazione della tradizionale lampada ad olio.
La solenne celebrazione eucaristica è stata presieduta da mons. Harold Anthony Perera, vescovo della diocesi di Kurunegala e vescovo responsabile dei migranti cattolici all'estero. La Santa Messa è stata concelebrata da mons. Neville insieme ai sacerdoti cappellani e ai sacerdoti studenti presenti in tutta Italia.
All'inizio dell'omelia, il vescovo mons. Herald Anthony Perera ha trasmesso i saluti e le benedizioni della Conferenza dei Vescovi Cattolici dello Sri Lanka e del card. Malcolm Ranjith, Arcivescovo di Colombo. Quindi il vescovo Perere ha continuato con il racconto della creazione della Bibbia per insistere sulla chiamata data da Dio alla santità di tutti gli uomini e donne e che questa santità poteva essere raggiunta mediante l'intercessione dei due Santi, come S. Giuseppe, patrono dei lavoratori e Sant'Antonio da Padova, i cui nomi spesso invochiamo. (P. Sheron Dias - Cappellano dei cattolici dello Sri Lanka – Modena)
 

Migrantes Taranto: domenica scorsa la Festa dei popoli

Taranto – Si è svolta domenica scorsa a Taranto, su iniziativa dell’Ufficio Migrantes diocesano la quindicesima edizione della  “Festa dei Popoli”. Nella concattedrale  della città, l’arcivescovo, mons. Filippo Santoro, ha presieduto la S. Messa concelebrata dai sacerdoti delle etnie polacca, eritrea,  albanese, latino-americana, dello Sri Lanka, rumena e del Congo presenti a Taranto.Sono seguiti momenti di interscambio culturali nello spazio antistante la Concattedrale che hanno dato la possibilità di incontro tra le comunità di diversa nazionalità presenti nella diocesi. La direttrice dell’Ufficio, Marisa Metrangolo ringrazia tutti i sacerdoti delle diverse nazionalità, i Missionari degli Akusimba che hanno animato la Celebrazione Eucaristica, le ragazze africane del Centro Caritas che hanno portato i doni all’offertorio e tutte le comunità etniche presenti che hanno collaborato a questa festa: Romania, Polonia, Ucraina, Moldavia, Sri Lanka, Russia, Albania, Bulgaria, America Latina, i profughi ospiti dei Centri di accoglienza provenienti da tanti paesi dell’Africa :Egitto, Eritrea, Mali, Guinea, Gambia, Nigeria, Senegal,Costa d’Avorio, e delle altre nazionalità. “E’ molto importante – dice –  in tutte le diocesi d’Italia questo incontro annuale del Vescovo con le etnie che vivono nelle nostre  Diocesi. La Festa dei popoli e’ solo una tappa delle attività pastorali dell’Ufficio diocesano della Pastorale Migrantes  forse la più conosciuta, insieme al Convegno diocesano Migrantes e la Giornata Mondiale dei migranti. Ma ogni giorno ci si occupa dei migranti attraverso l’attenzione verso i profughi visitandoli nell’Hot spot (da un mese e’ chiuso, ci e’ stato detto per lavori), nei Centri di accoglienza e allo sportello itinerante immigrazione”. Inoltre molti gli incontri   tra le roulotte dei circensi e lunaparchisti, con incontri di catechesi  in collaborazione delle parrocchie del territorio dove le famiglie dei camminanti si fermano”.
 
 

Calabria: la festa rumena anima l’ex convento di Belmonte Calabro

Belmonte Calabro - Un momento di incontro tra la cultura locale e quella rumena; un’occasione di condivisione fatta di tanti momenti diversi: il dialogo, il cinema, la musica e il ballo e anche la buona cucina tipica che non guasta mai. Queste le perfette componenti della festa rumena che ha animato l’ex convento dei cappuccini di Belmonte Calabro. L’evento fa parte delle iniziative di “Viaggiatori sul fuoco – canto senza fine” nell’ambito del progetto “Ex Convento”. “Si tratta – spiegano gli operatori culturali Stefano Cuzzocrea e Paola Scialis - di un percorso progettuale di teatro di comunità che lavora sull’appartenenza a un territorio e a una cultura d’origine, sulla condizione di chi lascia la propria patria e arriva in un nuovo Paese dove vuole vivere e mettere radici; è un percorso che mira al prendersi cura di una terra comune”.
“Ex Convento – evidenziano ancora i due operatori culturali che stanno portando avanti l’iniziativa progettuale – è dedicato alle diverse etnie presenti in un territorio, alla promozione dell’interculturalità contro ogni discriminazione”. La festa rumena nell’antico complesso monumentale di Belmonte è iniziata con l’incontro nel giardino dell’ex convento. La comunità rumena si è ritrovata con i residenti del suggestivo borgo del Tirreno cosentino e con gli operatori culturali del progetto. Il momento di condivisione è proseguito con la proiezione del film “Sieranevada” di Cristi Puiu, in concorso a Cannes nel 2016.  La pellicola ha riproposto ai cittadini rumeni ospiti della festa, uno spaccato ironico e trascinante della Romania contemporanea. Il regista Puiu si interroga su cosa sia oggi la Romania e lo fa attraverso quella straordinaria cartina al tornasole che è la famiglia. Dopo la proiezione, italiani e rumeni si sono nuovamente ritrovati insieme per un momento di convivialità a base di pasta, cucinata rigorosamente alla calabrese. Come ogni festa che si rispetta non poteva mancare la musica e il ballo.
Nel salone dell’ex convento la festa è continuata fino a tarda serata, le danze tipiche della Romania hanno dato ritmo e anima alle antiche mura che dominano il centro storico di Belmonte. “Ex Convento”, sostenuto dal Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) è l’unico progetto calabrese ad essere stato finanziato nella sezione spettacolo del bando “Migrarti – La cultura unisce 2018.
 

Arriva CeiNews: dalla notizia, oltre la notizia

Roma - Domani, nel contesto dell’incontro con i direttori degli uffici diocesani delle comunicazioni sociali, andrà online un nuovo portale: Ceinews.it. L’iniziativa - spiega don Ivan Maffeis - intende “rispondere all'esigenza di approfondire la posizione della Chiesa su tematiche legate al dibattito pubblico. L’obiettivo è quello di partire dalla notizia per andare oltre la notizia e offrire percorsi di senso”.
Aggiornato quotidianamente in tre fasce orarie, oltre a produrre alcuni contenuti mirati, fa soprattutto sistema di quelli prodotti dalle testate della Conferenza Episcopale Italiana: Agenzia Sir, Circuito radiofonico InBlu, Tv2000 e Avvenire. I contenuti sono condivisi sui social, aprendo una finestra di dialogo con tutti: “un ripensamento del modello informativo, nell'ottica auspicata da Papa Francesco”.
 

La scelta dell’ “8xmille”: un diritto che fa comunità

Roma - Anche per il modello Redditi si amplia ancora la platea dei contribuenti ammessi ai 'precompilati'. E questo rende la firma 8xmille un passaggio che richiederà sempre più consapevolezza e formazione da parte dei cittadini, per imparare a riconoscervi un diritto irrinunciabile, nonostante all’apparenza, tra schermate del computer, la scelta sembri un optional. L’Agenzia della entrate ha confermato che dallo scorso 16 aprile i contribuenti (e i soggetti da loro delegati) possono visualizzare via web la propria dichiarazione precompilata e consultare l’elenco di tutte le informazioni che il Fisco ha utilizzato per consegnare un modello già compilato. Dallo scorso 2 maggio è possibile accettare o modificare il modello Redditi (ex Unico), che andrà inviato dal prossimo 10 maggio fino al 31 ottobre. Tra le novità 2018, le spese per la frequenza agli asili nido, i relativi rimborsi e i dati relativi al bonus asili nido. Inoltre, entrano nella precompilata le erogazioni liberali a favore degli enti del terzo settore e i relativi rimborsi. Come ricevere le chiavi di accesso alla propria precompilata? Attraverso il Sistema pubblico per l’identità digitale (SPID), con le credenziali dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, con il Pin rilasciato dell’Inps, e con le credenziali di tipo dispositivo rilasciate dal Sistema Informativo di gestione e amministrazione del personale della pubblica amministrazione (NoiPA), oltre che utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi. Naturalmente i contribuenti potranno chiedere aiuto ad un Caf o delegare un professionista. L’Agenzia delle entrate mette a disposizione un sito internet dedicato ( https://infoprecompilata. agenziaentrate.gov.it ) con le indicazioni utili, i passi da seguire fino all’invio, le novità di quest’anno, le date e le scadenze da ricordare, oltre alle risposte alle domande più frequenti. E sarà raggiungibile anche attraverso i numeri dell’assistenza telefonica 848.800.444 da rete fissa, 06 966.689.07 da cellulare e +39 06.966.689.33 per chi chiama dall’estero (dal lunedì al venerdì 9-17, sabato 9-13).
Titolari del modello Redditi sono i contribuenti che non scelgono di usare il modello 730 o quanti sono obbligati per legge a compilarlo. Chi invece invierà il cartaceo, troverà che - come già nel 2017- al- l’interno del modello fiscale non è più presente il riquadro '8xmille'. La scelta andrà espressa usando l’apposita 'Scheda' all’interno del modello stesso, sia in caso di obbligo di presentazione della dichiarazione, sia in caso di esonero. Nel riquadro «Scelta per la destinazione dell’Otto per mille dell’Irpef» il nome va scritto nella casella 'Chiesa cattolica' senza invadere le altre, per non annullare la scelta, indicando infine anche codice fiscale e generalità del contribuente. Invece per precompilati e invio via web, sotto il profilo della firma 8xmille, il gesto fluido della penna verrà sostituito da un 'flag' sul computer per esprimere a chi destinare la quota Irpef. Un passaggio tra tanti adempimenti, che sempre più il contribuente dovrà riconoscere come di alto valore, chiedendo a Caf e commercialista di voler esercitare il diritto a firmare l’8xmille, destinandolo alla Chiesa cattolica. I tempi di consegna cambiano a seconda se si sceglie il modello cartaceo o l’invio telematico. Nel primo caso la dichiarazione va presentata all’ufficio postale con la 'Scheda' per la scelta entro il prossimo 2 luglio. Chi invece è obbligato all’invio telematico potrà inviare modello Redditi e Scheda con la scelta 8xmille direttamente via web all’Agenzia delle entrate o tramite intermediario (Caf, professionista), entro il prossimo 31 ottobre.
Sono circa 14 milioni i contribuenti che nella dichiarazione 2016 (l’ultima disponibile) hanno scelto di assegnare l’8xmille alla Chiesa cattolica, fascia in continua crescita rispetto ad una platea che nel 2000 si fermava a 11,4 milioni, seppure allora con percentuali all’87,2%, scese oggi al 79, 9% perché i titolari di modello Cu (ex Cud) non sono più obbligati a consegnarlo e dunque molto spesso rinunciano a destinare l’8xmille. Secondo una recente indagine GFK Eurisko, il consenso alla Chiesa attraverso questa forma di 'democrazia diretta' fiscale va ben oltre i fedeli. Solo metà di chi firma si definisce praticante (53,4%), mentre il 32,7% è piuttosto lontano dalle pratiche religiose o decisamente distante dalla Chiesa, nel cui operato però esprime apprezzamento e fiducia. Così nel 2017 alla Chiesa cattolica sono stati assegnati 986 milioni di euro. Ripartiti nelle tre grandi voci: culto e pastorale (36,6%, con 361 milioni di euro), sostentamento dei sacerdoti con 350 milioni di euro (35,5%) e progetti caritativi in Italia e nei Paesi in via di sviluppo con 275 milioni di euro (27,9%). Nel trentennale del documento Cei 'Sovvenire alle necessità della Chiesa' del 1988, vale ricordare che chi firma riconferma non solo la fiducia nell’azione pastorale e caritativa delle diocesi, ma testimonia - come nelle comunità delle origini - la condivisione delle risorse quale pilastro della vita cristiana. (Laura Delsere)
 
 

Loreto: ieri l’incontro annuale dei sacerdoti stranieri residenti nelle Marche

Loreto – Si è svolto ieri a Loreto il 7° incontro annuale dei sacerdoti residenti nelle Marche provenienti da altri Paesi. Al saluto di Mons. Giuseppe Orlandoni, vescovo emerito di Senigallia e Presidente della Commissione Regionale Migrantes, che si è rivolto ai sacerdoti presenti sottolineando come essi siano «segno della comunione tra Chiese», è seguita la testimonianza di don Eugenio Offord, sacerdote nigeriano che opera a Macerata. «In tanti sono fuggiti dalla Nigeria», ha ricordato, per sottrarsi alla violenza esistente in quel Paese, e sono arrivati qui con i barconi con la speranza di avere un lavoro».
La giornata è proseguita con la formazione di gruppi  di scambio secondo i Paesi di provenienza (quelli africani di lingua inglese, gli altri di lingua francese, indiani, latinoamericani, ecc.), all’interno dei quali sono stati affrontati temi attinenti l’accoglienza e gli impegni pastorali.
Dai vari momenti di confronto sono emerse in particolare la necessità di una preparazione dei parroci e delle comunità nell’accoglienza (dal punto di vista linguistico, culturale e pastorale) dei sacerdoti provenienti da altri Paesi e di una maggiore promozione di esperienze di missione per i giovani sacerdoti italiani, per conoscere meglio i Paesi di provenienza dei sacerdoti di origine non italiana.
 

Simi: incontro sul verbo “integrare”

Roma - “Il verbo integrare si traduce in aprire spazi di incontro interculturale, favorire l’arricchimento reciproco e promuovere percorsi di cittadinanza attiva”. Queste parole di Papa Francesco in Udienza ai Direttori nazionali della pastorale per i migranti partecipanti all’Incontro promosso dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) svoltisi a Roma dal 21 al 23 settembre scorso, faranno da sfondo all’incontro promosso dal Simi (Scalabrini International Migration Institute) che si svolgerà alla Pontificia Università Urbaniana il prossimo 16 maggio.
Dopo i saluti del rettore Leonardo Sileo e di p. Aldo Skoda del Simi. Interverranno la parlamentare Milena Santerini, l’Imam Yahya Sergio Y. Pallavicini della Comunità Islamica Italiana, don Giovanni de Robertis, Direttore generale della Fondazione Migrantes e Emanuele Selleri della casa Scalabrini 634.
 

Raccontare l’Asia Orientale: fulcro geopolitico o area di crisi del Mondo nel XXI secolo?

Roma - Il disgelo tra le Coree, l’imminente summit tra Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un, l’ascesa economica e politica della Cina, il Giappone alla ricerca di un nuovo protagonismo. Sono questi alcuni dei temi che verranno affrontati domani, 10 maggio, nel simposio “Raccontare l'Asia orientale: fulcro geopolitico o area di crisi del mondo nel XXI secolo?”, una giornata formativa nata dalla collaborazione di Stampa romana e dall’Università la Sapienza di Roma.
L’obiettivo del corso è fornire un quadro aggiornato dell’evoluzione politica e sociale nell’Asia orientale, che possa fare da utile mappa a giornalisti e studenti al fine di orientarsi in un ambito regionale in rapida evoluzione, dando anche alcune indicazioni storiche per  contestualizzare gli attuali temi in una cornice interpretativa che incroci esperienze giornalistiche e ricerca accademica.