Primo Piano

Migrantes: conoscere meglio la pastorale dello spettacolo viaggiante

Ostia - Occorre sempre più conoscere la pastorale dello spettacolo viaggiante. E’ una delle richieste emerse dall’incontri nazionale Migrantes che si è concluso oggi a Ostia. Una pastorale – ha detto don Mirko Dalla Torre della Commissione pastorale Migrante tracciando il bilancio della tre giorni – “ spesso dimenticata, anonima nelle chiese particolari”. E poi l’impegno a formare maggiormente gli operatori pastorali che hanno bisogno anche di materiale utile per conoscere questo settore. Da qui la richieste di corsi mirati e anche eventualmente, un corso on Line dedicato a chi vuole approfondire e impegnarsi accanto a questo mondo vasto come quello dei circensi e dei giostrai. Don Dalla Torre ha poi rimarcato anche l’esigenza di costruire una rete di operatori sempre in contatto tra di loro per una “presenza attiva” tra coloro che “viaggiano” in Italia per “portare gioia e feste nei vari luoghi d’Italia”.
Nel concludere il direttore generale Migrantes ha sottolineato anche l’importanza di promuovere nei fedeli i “valori della vita e della famiglia” che il popolo dello spettacolo viaggiante “custodisce” ed già chiesto un impegno maggiore ai direttori diocesani Migrantes ad impegnarsi affinché nelle proprie diocesi si individui un referente pastorale per questo settore.
A portare i saluti questa mattina anche il presidente dell’Ente nazionale Circhi, Antonio Buccioni e ieri il presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, mons. Guerino Di Tora. (R.I.)
 

Mazara del Vallo: un gambiano nel Consiglio Pastorale diocesano

Mazara del Vallo - C’è anche un giovane migrante proveniente dal Gambia e ora residente a Mazara del Vallo, tra i membri nominati dal Vescovo, mons. Domenico Mogavero, nel nuovo Consiglio Pastorale diocesano. Si chiama Solomon Jatta che ha lasciato il Gambia quando era ancora un adolescente e oggi vive a Mazara del Vallo, dove lavora, studia e frequenta il gruppo giovani di Azione Cattolica, accolto dalla famiglia Parisi.
 

Migrantes: oggi le conclusione dell’incontro nazionale della pastorale per lo Spettacolo Viaggiante

Ostia - Con una relazione di don Mirko Dalla Torre, della Commissione Migrantes per la Pastorale dello Spettacolo Viaggiante e una celebrazione eucaristica per i 50 anni di professione religiosa di sorella Jeanningros Genevieve delle Piccole sorelle di Gesù, si concluderà ad Ostia, questa mattina, l’incontro dei responsabili diocesani della pastorale per lo Spettacolo Viaggiante della Fondazione Migrantes. Un incontro che ha visto la presenza, da tutte le regioni italiane, di circa trenta operatori pastorali e la presenza delle Piccole Sorelle di Gesù che proprio ad Ostia, vivono tra i giostrai del ParcoLido.
“Il mondo del luna park è la nostra famiglia”, dice sr. Genevieve presente al Parco Lido con altre due consorelle: Anna Amelia e Emma: “la gente del Luna Park mi ha conquistata, ho trovato persone che vivevano, anche senza saperlo, profondamente il cristianesimo e questo mi ha incantata. Mi hanno e ci hanno insegnato tanto a partire dall’accoglienza e dal rapportarci con le persone che arrivano qui”.
Ad aprire l’incontro, martedì scorso, il sottosegretario del la sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, p. Fabio Baggio e il direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Robertis. Durante l’incontro, oltre alle esperienze sui vari territori anche la figura di don Dino Torreggiani, l’apostolo delle Carovane. La sua esperienza è stata raccontata da mons. Pier Giorgio Saviola, già direttore generale della Fondazione Migrantes e per anni responsabile del settore Circhi e Luna Park.
Per don Dino Torreggiani dal 2006 è aperta la causa di beatificazione e canonizzazione. (Raffaele Iaria)
 

Rapporto Immigrazione: presentazione a Salerno e Cosenza

Roma - Sarà presentato questa mattina, 22 novembre a Salerno, l’edizione annuale del Rapporto Immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes sul tema “Un nuovo linguaggio per le migrazioni”.
I lavori, coordinati da Emiliana Mangone dell’Università degli Studi di Salerno, prevedono gli interventi di Claudio Marra dell’Osservatorio Politiche Sociali dell’Università di Salerno e di Simone Varisco della Fondazione Migrantes.
Venerdì 30 novembre presentazione a Rende (Cs) all’Università della Calabria su iniziativa dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Cosenza-Bisignano.  Interverranno Varisco per la Fondazione Migrantes e per l’Università della Calabria  Maria Francesca D’Agostino, Sabina Licursi e Giorgio Marcello moderati da direttore Migrantes della diocesi Pino Fabiano.
 

Bellunesi nel Mondo: un archivio sulla storia dei gelatieri veneti in Nord Europa

Belluno - Creare un archivio audiovisivo sulla storia dei gelatieri veneti emigrati in Nord Europa. Questo l’obiettivo di un progetto realizzato dall'Associazione “Bellunesi nel Mondo”, in collaborazione con Longarone Fiere e Uniteis e grazie al finanziamento della Regione Veneto che sarà presentato sabato 24 novembre presso la sede dell’Associazione. Durante la presentazione i  risultati del progetto nato con l'obiettivo di approfondire la particolare epopea migratoria dei gelatieri bellunesi nel Nord Europa e che si compone di una serie di video-interviste realizzate a diverse tipologie di protagonisti del fenomeno tra Italia e Germania.

Papa Francesco: impegno globale contro la tratta di esseri umani

Città del Vaticano - Un nuovo appello contro la tratta degli esseri o umani. Lo fa oggi il papa con un tweet. “In occasione della Giornata Mondiale della Pesca, che ricorre oggi, preghiamo per tutti i marittimi e auspichiamo un impegno globale contro la tratta degli esseri umani e il lavoro forzato nel settore della pesca. #giornatamondialedellapesca”, ha scritto dall’account ufficiale @Pontifex.
 

Ucraini in Italia: a Napoli si è pregato per le vittime dell’Holodomor

Napoli - L’Holodomor, lo sterminio per fame della popolazione ucraina avvenuto 85 anni fa, è “una ferita talmente profonda che non può essere di una sola nazione. La società ucraina porta ancora questa ferita sul suo corpo, e solo il Signore può guarirla”. Lo ha detto Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo e padre della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, in una Divina Liturgia da Requiem che si è tenuta nel Duomo di Napoli lo scorso 18 novembre. 
Una occasione solenne, riferisce oggi una nota, per la Chiesa di Napoli, tanto che il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo della città, ha esposto le reliquie di San Gennaro per la venerazione.
La Liturgia è iniziata con la processione solenne: il cardinale Sepe ha portato all'altare della cattedrale le reliquie di San Gennaro custodite in un apposito reliquiario contenente il sangue del Santo patrono della diocesi di Napoli.
Prima della Liturgia, l’arcivescovo di Napoli ha accolto con un caloroso saluto la numerosa comunità ucraina. “Vi salutiamo – ha detto - con un abbraccio fraterno e ci uniamo a voi nella preghiera per le vittime della grande tragedia provocata dal potere sovietico: il genocidio del popolo ucraino con le sue innumerevoli implicazioni umane, sociali e religiose”. Il card. Sepe ha quindi sottolineato che la commemorazione delle vittime innocenti è necessaria per “mettere in guardia l'umanità dalle simili tragedie nel futuro". È per questo che la Chiesa di Napoli, ha detto, “esprime al popolo ucraino la sua vicinanza e solidarietà, e la vostra fede profonda è l’esempio di vera testimonianza cristiana per i napoletani”. Citando le parole di Papa Giovanni Paolo II, il card. Sepe ha poi sottolineato: "Oggi a Napoli la Chiesa respira con due polmoni per essere il testimone di unità, fratellanza e solidarietà tra i nostri popoli”.
A nome della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav ha ringraziato l'arcivescovo di Napoli per l’ospitalità riservata al popolo ucraino. “Lei – ha sottolineato Beatitudine -  non solo ci ha aperto la porta della sua casa e di questa bellissima cattedrale ma ha anche deciso di mettere a disposizione il più grande tesoro della vostra Arcidiocesi: le reliquie di San Gennaro”.
In segno di gratitudine, il Capo della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina ha consegnato al card. Sepe una icona che rappresenta il volto di Gesù Cristo e che – ha spiegato – “è stata dipinta su un baule degli immigrati italiani che decenni fa erano partiti da Napoli per il Venezuela. Hanno quindi usato questa superficie di legno per fare il pane e per salvare le loro famiglie dalla fame. Un iconografo italiano, padre Domenico, presente oggi qui con noi, ha dipinto su questo legno il volto di Gesù Cristo, per ricordarci che ognuno di noi su questa terra è un migrante nel viaggio verso la Patria celeste. L'immagine di Cristo è diventata l'immagine di ogni immigrato, di ogni ucraino venuto in Italia in cerca della Patria del Padre celeste".
 

Spettacolo viaggiante: ricordata la figura di don Dino Torreggiani

Ostia - “Prete delle carovane, dei circhi e dei luna park”. Così veniva definito don Dino Torreggiani. La sua figura è  stata ieri al centro della prima giornata dei lavori dell’incontro nazionale degli operatori pastorali dello spettacolo viagginate della Fondazione Migrantes in corso a Ostia fino a domani.
A ricordare la sua figura mons. Pier Giorgio Saviola già direttore generale della Fondazione Migrantes e già responsabile dell’Ufficio Migrantes per la pastorale dello spettacolo  viaggiante. Don Torreggiani, fondatore dell’Istituto Secolare dei Servi della Chiesa – al  quale appartiene mons. Saviola – ha ripercorso la sua vita e il suo impegno accanto alle persone dello spettacolo viaggiante.
Questo suo impegno parte nel marzo del 1931 quando alcuni ragazzi dell’Oratorio di Reggio Emilia  informano don Dino che nelle vicinanze, al Mercato vecchio, attorno ad una carovana, c’è gente che piange: pare ci sia una donna in fin di vita. É lo stesso don Dino che racconta: “Corsi, senza nulla pensare, soltanto preoccupato di portare i conforti religiosi a quella creatura morente. Fui accolto con tanta cordialità e riconoscenza. Ricordo quel funerale, che fu di edificazione a tutta la parrocchia. Quell’episodio, senza accorgermi, segnava una svolta nella mia vita… Poche settimane dopo, tornai al Mercato vecchio, quasi sospinto da una forza misteriosa. Due carovane e una piccola arena sostituivano la carovana già partita per altro destino. Guardavo incuriosito una donna che stava lavando i panni: “Padre, venga — mi disse — siamo cristiani anche noi”… Verso la Pasqua dello stesso anno, un signore — era il cav. Manfredini — per mezzo di Angelo, un mendicante che con il cane ammaestrato girava per la città e viveva fra le carovane in sosta, mi mandò a chiamare e mi chiese di preparare alla Pasqua ormai vicina i componenti del piccolo Luna Park. Fu una rivoluzione per la mia anima. Incominciai a fare conoscenza con le varie famiglie: scoprivo un nuovo mondo di gente cordiale e amica… Conservo alcune fotografie di quei tempi lontani: sono volti, uomini, episodi che rallegrano la mia anima sacerdotale e la mia vita randagia, libera e felice, fra i “donatori della gioia” al popolo”…
Per decenni, come si legge nella sua biografia pubblicata sul sito dei servi della Chiesa, quel mondo inesplorato di sinti e rom, di nomadi, di giostrai e di circensi, sarà come la sua nuova grande famiglia. E a chi gli rimprovera la sua amicizia con i ladri di galline, don Dino risponde: “Quando arrivano gli zingari, chiudete i pollai e aprite il cuore”.
Nel ’58, nascerà l’OASNI (Opera per l’Assistenza Spirituale ai Nomadi in Italia) che confluirà nella Fondazione Migrantes.
 

Crotone: nel nome di Aylan

Crotone - L’hanno denominato Aylan come il piccolo profugo siriano annegato a largo di Bodrum assieme al fratellino di cinque anni e alla mamma. Era il 2 settembre 2015 e quell’immagine diventò il simbolo del dolore nemmeno tanto nascosto dalle migrazioni verso le nostre coste. Il progetto ora messo in cantiere dall’Azienda sanitaria provinciale di Crotone lavorerà tre anni per l’inclusione sociale e occupazionale degli immigrati regolari, dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale, oltre che per la diffusione di percorsi di legalita. Obiettivo principale è garantire risposte efficaci ai bisogni di salute fisica e mentale dei cittadini vulnerabili dal punto di vista psicologico e sanitario, anzitutto i minorenni feriti ancora più degli adulti dalla 'sindrome dello sbarco'.
Potrà contare su un ambulatorio fisso e uno mobile creato all’interno d’un camper, entrambi dotati di attrezzature mediche ecografiche e radiologiche. Accoglieranno, e assieme a medici e infermieri cureranno, i migranti anzitutto per quanto riguarda malattie infettive, del fegato e psichiatriche. Inoltre, le associazioni coinvolte nel progetto (Croce rossa italiana, Intersoss e Arci) creeranno laboratori per individuare le capacità dei cittadini stranieri, così da facilitare il loro iter di formazione mirato a trovare lavoro. Non è la prima iniziativa simile curata dall’Asp di Crotone, città che per anni è stata porto d’arrivo per migliaia di migranti. 'Aylan', ad esempio, segue anche il progetto Fami, il Fondo asilo migrazione e integrazione. (D.Marino)
 

Etiopia: cresce l’esodo dei profughi

Lomè - Continua l’esodo di profughi nelle regioni etiopi di Oromia e Somali a causa dei combattimenti interetnici. Secondo le organizzazioni umanitarie, dal luglio “oltre 200mila civili sono scappati” dal confine tra le due province. “Sono almeno 700mila gli sfollati dall’inizio della crisi circa due anni fa – ha dichiarato ieri Evelyn Aero, consigliere regionale per l’organizzazione umanitaria Norweagian refugee council (Nrc) –. Ci sono poche agenzie umanitarie sul campo sebbene continuino ad arrivare famiglie di profughi in gravissime condizioni”.
Non si hanno recenti statistiche sui decessi provocati dal conflitto, ma sono sempre più numerose le persone che stanno morendo. A causa dell’insicurezza nell’area, gli aiuti umanitari hanno grandi difficoltà a raggiungere i bisognosi. Le recenti riforme attuate dal governo etiope hanno infatti costretto alcuni funzionari regionali a dare le dimissioni a causa della violenze in atto da mesi. (M.F.K.- Avvenire)

 

Spettacolo viaggiante: una pastorale “itinerante” che parte dall’ascolto

Ostia – “L’ascolto itinerante della gente dello spettacolo viaggiante è necessariamente frammentario, in quanto raramente gli agenti pastorali riescono a seguire tutti gli spostamenti di fieranti e circensi. Certamente la tecnologia della comunicazione può dare una mano a mantenere una comunicazione costante, ma non può sostituire l’incontro personale”. Lo ha detto questo pomeriggio padre Fabio Baggio, sottosegretario della sezione Migranti e Rugiati del Dicastero Vaticano  per lo Sviluppo Umano e Integrale intervenendo a Ostia all’incontro sul tema  “Testimoni del Vangelo di Gesù tra fieranti e circensi. L’accoglienza e l’ascolto della gente del viaggio” promosso dalla Fondazione Migrantes e al quale partecipano  gli operatori della pastorale del circo  del luna park. Per il religioso la situazione più frequente “vede un ascolto svolto da operatori pastorali diversi in luoghi diversi, a seconda dei movimenti degli interlocutori. Da questa semplice constatazione emerge la necessità di promuovere una collaborazione regolare tra gli operatori che nelle diverse Chiese particolari si occupano della pastorale dello spettacolo viaggiante”. L’incontro di questi giorni – ha detto ancora p. Baggio - rappresenta “una manifesta attuazione di questi orientamenti e ritengo importante che questi spazi di dialogo collaborativo siano  assicurati in modo regolare”. Il lavoro pastorale a “più mani”, poi, richiede “un coordinamento centrale, affinchè l’impegno di ciascun operatore sia inserito in un quadro di missione condiviso e approvato dalla competente autorità ecclesiastica. Nel caso della pastorale dello spettacolo viaggiante pare necessario che tale coordinamento sia svolto a livello nazionale e sia affidato alla Fondazione Migrantes”. 
E’ necessario, però, anche il coordinamento di questa pastorale con gli altri settori della pastorale migratoria, come pure il coordinamento di quest’ultima con la pastorale d’insieme a livello diocesano”.
Oggi la mobilità umana pone “sfide nuove e complesse al mondo e alla Chiesa; ma la definizione di tali sfide è essa stessa una sfida”, ha spiegato p. Baggio evidenziando che per identificare “correttamente le sfide, il primo compito degli agenti pastorali è quello di realizzare un’analisi obiettiva della realtà migratoria nel territorio di loro competenza, che può essere una parrocchia, una diocesi o una nazione. Tale analisi deve iniziare da una mappatura e da un profilo della popolazione migrante e dei membri delle loro famiglie nella loro parrocchia, diocesi o nazione”. Padre Baggio ha evidenziato come una “buona progettazione pastorale” deve sempre considerare almeno quattro documenti magisteriali: la Costituzione Apostolica Exsul Familia Nazarethana di Pio XII (1952), l’Istruzione Nemo est della Sacra Congregazione dei Vescovi (1969), la Lettera Circolare “Chiesa e mobilità umana” della Pontificia Commissione per la Pastorale delle Migrazioni e del Turismo (1978), e l’Istruzione Erga Migrantes Caritas Christi. “L’odierna mobilità umana – ha detto p. Baggio - ripresenta l’esperienza di migrazione, esilio e deportazione del Popolo d’Israele così come ci narra la Sacra Scrittura. Milioni di migranti sono coinvolti nell’esodo contemporaneo, alla ricerca della terra promessa. Come i viaggi biblici, le migrazioni oggi rappresentano la parabola della lontananza dell’umanità da Dio e il suo permanente anelo verso la vera patria. Accogliere lo straniero è un segno di civiltà e il dovere di ospitalità è la regola d’oro in molte tradizioni religiose e culturali”. Le persone in movimento, attraverso “complesse dinamiche transnazionali”, contribuiscono alla “globalizzazione del mondo attuale”. Le società multiculturali diventano “parabole della ‘comunione nella diversità’”. Tutti i soggetti di mobilità umana,  e ancor più la gente dello spettacolo viaggiante, ha poi aggiunto il relatore, sono “per definizione persone in movimento e perciò il loro ascolto non può che essere itinerante, come del resto lo è tutta la missione in questo speciale ambito pastorale”. Nel caso della pastorale dello spettacolo viaggiante p. Baggio ha indicato quattro elementi: il binomio “gioia” e “meraviglia”, che sono i “sentimenti positivi generati nella gente dall’arte ricreativa di circensi e fieranti”. La generazione di questi sentimenti, che “fanno tornare all’infanzia felice, sono frutto di un divertimento sano, che non ha bisogno di ricorrere alla volgarità”; il secondo elemento è la “fede”. Nell’itineranza, che spesso è “sinonimo di precarietà, diventa più naturale affidarsi a Dio, vivere una fede personale fatta di abbandono alla volontà divina. E’ questo il caso di molti fieranti e circensi, che spesso hanno nella loro famiglia l’unica comunità cristiana di riferimento per pregare e celebrare la vita, giacché risulta loro impossibile partecipare di una comunità parrocchiale in modo stabile”. Esiste però, ha detto il religioso, “l’opportunità di incontrare le realtà parrocchiali dei luoghi toccati dall’itineranza, incontro che diventa occasione di preparazione e celebrazione dei sacramenti, di condivisione di vita e di preghiera”; Il terzo elemento è la “testimonianza”, che nel caso dei circensi e fieranti è spesso “testimonianza di vita vissuta, testimonianza di lavoro duro e tenace dedizione, accompagnata spesso dai sacrifici e dalle rinunce che l’itineranza impone. Ma è anche testimonianza di valori radicati nella tradizione culturale e religiosa di essi vanno fieri”. Ed è proprio la situazione di itineranza che permette ai fieranti e circensi di “estendere lo spazio della loro testimonianza cristiana, arrivando anche alle persone a cui è difficile che oggi arrivi la Parola di Dio”. E poi l’ ’”accoglienza”. Benedetto XVI nel 2012 aveva sottolineato l’accoglienza e l'ospitalità come valori molto presenti nel mondo dei fieranti e dei circensi mentre Papa Francesco, in occasione del Giubileo dello spettacolo viaggiante ha ripreso il concetto, incoraggiando circensi e fieranti a promuovere soprattutto “l’accoglienza dei più vulnerabili”.
La relazione di p. Baggio ha aperto – dopo i saluti del direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis – i lavori della tre giorni che si concluderà giovedì mattina con una celebrazione Eucaristica per i 50 anni di professione religiosa di sorella Jeanningros Genevieve delle Piccole sorelle di Gesù.   Oggi anche una relazione di mons. Piergiorgio Saviola sul “cammino della causa di beatificazione del Servo di Dio don Dino Torreggiani” mentre domani mattina celebrazione presso la Parrocchia S. Maria Regina Pacis di Ostia. Poi spazio a “fieranti e circensi si raccontano”. Nel pomeriggio don Marco Cagnin, operatore pastorale della diocesi di Treviso. Il 22 novembre  le conclusioni affidate a don Mirko Dalla Torre della Consulta Nazionale dello spettacolo viaggiante. (Raffaele Iaria)

Spagna: migliaia di donne marocchine per raccolta fragole

Strasburgo -  “Dal 2007, nella regione andalusa di Huelva, ogni anno arrivano migliaia di donne marocchine per la raccolta delle fragole: è il Programma Ue di gestione etica della migrazione stagionale tra spagna e Marocco” che lo permette, con l’obiettivo di contrastare la migrazione clandestina, attraverso “contratti all’origine”. Ne ha parlato Chadia Arab, ricercatrice del Centre national de la recherche scientifique, al Forum mondiale per la democrazia in corso da ieri a Strasburgo, nel contesto di una tavola rotonda sulle “donne migranti” e le strategie di integrazione ed empowerment. L’esperienza del Programma, riferisce il Sir, non è priva di ambiguità: ogni anno vengono selezionate migliaia di donne in Marocco, povere, socialmente escluse, vedove o con coniugi in difficoltà, reclutate per il 75% in zone rurali e svantaggiate, meglio se con figli “per essere sicuri che poi tornino” nel loro Paese, e mandate in Spagna per 3-6 mesi a raccogliere fragole. “Lavorano in modo coscienzioso e sottomesso per non essere rispedite a casa”, con orari e compensi sindacalmente accettabili, ma vivono quasi segregate nelle fattorie, senza spazi di privacy, in un rapporto con i datori di lavoro spagnoli che si nutre di un “triplo dominio: nazionalità, sesso, classe”, ha evidenziato Arab. Certo, “con quanto guadagnano riescono a mantenere la famiglia per il resto dell’anno”.

Nel 2009 ne sono arrivate 17mila, poi la crisi ha portato una contrazione incredibile nella domanda che ne ha escluse oltre 14mila. Dal 2017 la ripresa, nel 2018 hanno lavorato in Spagna 15mila donne. Nonostante il programma, “tremila donne sono rimaste in Spagna nella clandestinità”. Non rari i casi di aggressioni sessuali nelle cooperative, ma nei mesi scorsi “30 donne hanno avuto il coraggio di sporgere denuncia”.

 

Catania: presentato il progetto “Lievito di Speranza”

Catania - “Lievito di Speranza”: è il nome del progetto presentato nei giorni scorsi a Catania per l’inclusione sociale e lavorativa di minori stranieri non accompagnati ospiti dell'Istituto San Giuseppe (via Monreale 15) della Congregazione Suore Serve della Divina Provvidenza. Tra loro anche giovani mamme e minori provenienti da altre comunità di accoglienza che operano nel territorio. Realizzato con i fondi della Conferenza episcopale italiana nell'ambito della campagna «Liberi di partire, liberi di restare» con lettera di presentazione del progetto firmata a nome della diocesi dall'arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina.
Per 18 mesi, 20 giovani migranti parteciperanno ad un corso base di panificazione e derivati da forno ed ad un corso dedicato al miglioramento e al potenziamento della lingua e della cultura italiana.  I corsi, tenuti da professionisti e tutor del settore, vedranno i ragazzi dividersi tra ore in laboratorio e aula, al termine dei  quali è previsto anche un tirocinio formativo. L'intento è quello di renderli autonomi fino all'avvio di un punto vendita per i prodotti da forno realizzati direttamente nel laboratorio della comunità, con una Cooperativa di nuova costituzione, formata e gestita dalle donne e dai giovani in condizioni di disagio coinvolti nell'iniziativa.
Il progetto si inserisce all’interno del contesto dell’istituto San Giuseppe, congregazione religiosa fondata nel 1921 a Catania da Maria Marletta, madre fondatrice dell’ordine religioso, che diede ospitalità a giovani donne che vivevano in grave pericolo morale e sociale ed alle quali offrì una casa e con laboratori di vario genere le educò all’impegno lavorativo per auto sostenersi e riacquistare fiducia e dignità.
Ad oggi la mission della congregazione è rimasta immutata portando avanti i seguenti servizi: due comunità alloggio femminile - maschile per minori; una casa di accoglienza per donne in difficoltà (con o senza figli); una comunità per minori stranieri non accompagnati; un centro socio-educativo per minori; scuola paritaria dell’infanzia e cinque laboratori di preavviamento al lavoro (ceramica, cucito, falegnameria, pasticceria, pasta fresca). 
"La Casa di Agata” è una comunità residenziale H24 per ragazze straniere che l'Istituto San Giuseppe negli ultimi anni ha portato avanti con semplicità e segretezza lavorando in rete con le associazioni di volontariato del territorio. Sono state tante le  giovani donne straniere, soprattutto nigeriane, che hanno avuto l’opportunità di un sano riscatto e un dignitoso inserimento nel mondo del lavoro. (Filippo Cannizzo)
 

Anci in audizione su Immigrazione

Roma - “Consentire ai richiedenti asilo vulnerabili e ai nuclei familiari di continuare ad accedere al sistema dei Comuni evitando che vadano a impattare sui servizi territoriali, come invece prevede attualmente il decreto”. Così la presidente della commissione Immigrazione Anci, Irma Melini, al termine dell’audizione sul decreto immigrazione su cui Anci è stata ascoltata presso la commissione Affari costituzionali della Camera.
“Nei Comuni – ha detto Melini – c’è molta preoccupazione perché siamo convinti che ridimensionare un sistema efficiente come quello dello Sprar non porti vantaggi né economici, né tantomeno sociali. Il rischio è vedere aumentare i migranti senza controllo nelle nostre strade e nelle nostre piazze, con possibili conseguenti tensioni sui territori e relativo intasamento dei servizi a bassa soglia del welfare a discapito delle fasce più deboli della popolazione residente. Chiediamo al Governo se sia preferibile occupare il tempo dei richiedenti asilo con attività da noi gestite o lasciare queste persone a non fare nulla con il rischio di finire in mano alla malavita locale”.
L’Anci ha consegnato alla Commissione il documento con le proposte sull’immigrazione, integrandolo con un secondo documento relativo agli aspetti legati alla sicurezza urbana che riguardano i Comuni come il daspo urbano, le procedure per la nomina dei commissari prefettizi e gli interventi in favore degli amministratori intimiditi, per cui si  chiede l’istituzione di un fondo ad hoc.
 

GMM: il 29 settembre 2019 la prossima Giornata

Città del Vaticano - “Su richiesta di varie Conferenze Episcopali, il Santo Padre ha spostato la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato all’ultima domenica di settembre. Quindi, la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, la 105a, sarà celebrata domenica 29 settembre 2019”. Lo rende noto oggi la Sala Stampa della Santa Sede attraverso la dichiarazione del Direttore Greg Burke.
“Come al solito – si legge nella dichiarazione -  il testo del messaggio del Santo Padre verrà pubblicato alcuni mesi prima della Giornata Mondiale”.
 

Migrantes Cosenza-Bisignano: domani “Amici di Sport”

Cosenza – “Amici di Sport”: questo il titolo di una giornata di sport che si svolgerà domani, 21 novembre alle ore 15,00, presso il campo scuola Coni di Via degli Stadi  a Cosenza su iniziativa della Migrantes di Cosenza-Bisignano, in collaborazione con lo CSAIN di Cosenza (centro sportivo aziendali e industriali). La  Giornata di sport (Atletica, Calcetto e Basket) è rivolta a richiedenti asilo e rifugiati, immigrati e a giovani di alcune società sportive della Città nell'ottica della conoscenza e dell'integrazione.
Sabato 24 alle ore 17.30, sempre su iniziativa della Migrantes diocesana, secondo appuntamento del laboratorio musicale per la promozione e la costituzione di una band musicale multietnica, presso la parrocchia Sacro Cuore di Gesù e Madonna di Loreto a Cosenza, cui sono invitati tutti coloro che desiderano aderire e mettere a disposizione le proprie capacità musicali. Guiderà il laboratorio il maestro Antonio Bevacqua fondatore ed animatore, negli anni passati a Roma, dei DUNIA, progetto musicale multietnico che ha riscosso diversi successi in Italia e all'estero. 
 
 

La Chiesa «entra» al circo e al luna park

Milano - “Arriva il circo”. “Torna il luna park”. Quando si avvicina il tempo del Natale, paesi e città si riempiono di cartelli che annunciano l’approdo delle “brigate” dello svago.Tendoni, giostre, attrazioni fanno tappa un po’ ovunque da Nord a Sud dell’Italia nel periodo delle feste. Ad animarli un popolo “itinerante” a cui «la Chiesa non può far mancare la sua vicinanza», spiega don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes. Lo aveva sottolineato nei giorni scorsi anche il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, celebrando la Messa in un autoscontro del parco divertimenti a Perugia come è sua abitudine fare da venticinque anni, ossia da quando è vescovo.
«La gente – aveva detto il cardinale – non va seguita solo nelle parrocchie, ma dove si trova e in tutto quello che fa perché, grazie a Dio, la Chiesa è anche più grande dellaparrocchia e della diocesi». Afferma don De Robertis: «Non possiamo limitarci ad attendere che si varchi la soglia di un luogo di culto. Serve andare incontro a tutti, comprese le famiglie dello spettacolo in perenne movimento. Sono “pellegrini” e vanno considerati una benedizione per ogni comunità cristiana incui si fermano. Infatti ci ricordano che ciascuno di noi è in cammino verso la Patria celeste. E come Chiesa siamo chiamati ad avere una particolare attenzione verso chi è di passaggio, soprattutto in questa nostra Italia che oggi è terra di arrivi. E, come lascia intendere Bassetti, le parrocchie non sono fatte solo da chi risiede in un territorio ma anche da chi vi transita e porta con sé ricchezze di culture e fede che sono autentici doni». Da qui l’invito. «Nell’Avvento che sta per iniziare sarebbe un bel gesto se parrocchie e diocesi dessero il benvenuto alle carovane di circhi e attrazioni promuovendo momenti di fraternità e meditazione». È la sfida al centro dell’incontro nazionale che si apre oggi a Ostia sul tema “Testimoni del Vangelo di Gesù tra fieranti e circensi. L’accoglienza e l’ascolto della gente del viaggio”. Una realtà che nella Penisola conta alcune decine di migliaia di persone, fa sapere don Mirko Dalla Torre della Consulta nazionale Migrantes dello spettacolo viaggiante che con don De Robertis sarà uno dei relatori dell’appuntamento. «Quando fieranti e circensi piantano le loro tende fra le nostre case – afferma don Dalla Torre –, è come se bussassero alle porte della chiesa. E chiedono di essere ascoltati. Attraverso una pastorale che non è tanto “per” loro, quanto piuttosto “con” loro, ossia capace di intercettarne i ritmi quotidiani, le speranze, le difficoltà. Si tratta di una porzione del popolo di Dio che non ha la sua parrocchia ma fa parte di tutte le nostre parrocchie».
Don Mirko racconta che fra roulotte e camion si vive una fede «figlia del viaggiare, genuina, forte, legata alla tradizione, incentrata sulla preghiera». E aggiunge: «Non li vedremo mai a Messa il sabato o la domenica. Perché sono i giorni del lavoro per eccellenza. Ecco perché, ad esempio, è accaduto spesso che li incontrassi sotto un tendone al termine di una serata per commentare il Vangelo della domenica e pregare insieme» . L’intento della Chiesa italiana è quello di «fare rete fra le diocesi in modo che ci possano essere nel maggior numero di zone possibili operatori pastorali che li possano seguire, siano essi sacerdoti, religiose o religiosi, laici», chiarisce don Dalla Torre. Certo, è necessario «sapersi coinvolgere» a fianco della “gente” del tempo libero. A cominciare da quando loro «ci sollecitano nella preparazione ai Sacramenti per i ragazzi della carovana oppure sono toccati dal lutto».
Nel luna park di Perugia il presidente della Cei aveva confidato di essere «innamorato della vita nomade, viaggiante» di coloro che per vocazione hanno come bussola il circo o le fiere. «Una testimonianza umana e cristiana – aveva aggiunto Bassetti – che diventa segno di libertà in una società che si è chiusa fin troppo nel proprio egoismo». Don De Robertis cita san Giovanni Crisostomo che «commentando la venuta dei Magi ci dice come l’arrivo di un pellegrino, di chi si è messo in cammino sia una grazia di Dio per risvegliarci dal torpore che ci imprigiona». E don Dalla Torre conclude: «Fieranti e circensi ci educano all’inclusione e sono ambasciatori di gioia e di festa nei nostri quartieri». (Giacomo Gambassi - Avvenire)

Donne italiane all’estero: verso la I Conferenza Mondiale

Roma – Si svolgerà presto la prima Conferenza Mondiale delle donne di origine italiane residenti all’estero. Se ne è parlato sabato ad un seminario sulle donne promosso dal gruppo Donne del Cgie (Consiglio generale degli Italiani all’Estero) coordinate dalla vice segretario generale Silvana Mangione e dalla coordinatrice del Gruppo Donne Edith Pichler. Il seminario – ha spiegato Mangione introducendo i lavori -  è stato voluto da tutto il Consiglio generale con l’obiettivo di “destare maggiore interesse e sensibilità verso quello che le donne fanno e costruiscono  e gettare le basi per la prima Conferenza mondiale delle donne italiane all’estero”, che dovrebbe essere organizzata entro il 2020. Questa giornata “è un momento importante. Una giornata che guarda al futuro”, ha detto Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli italiani all’estero della Farnesina, intervenendo al seminario mentre per il sottosegretario agli esteri e con delega agli italiani nel mondo, Ricardo Merlo, sono state le donne a “sostenere le famiglie emigrate”.
Vignali ha portato anche alcuni dati: circa 2,7 milioni le donne nei nostri schedari consolari “Sono giovani, l’età media è di 29 anni. Quella degli uomini è 32. Solo il 4% delle donne si dichiara casalinga, questo vuol dire che c’è una partecipazione attiva al mondo del lavoro”, ha detto aggiungendo che  “La maggior parte è occupata in due settori che possiamo dire tradizionali: ristorazione e moda, ma ci sono tante altre professionalità. L’11 % è impiegato nei servizi, l’ 8 % nel marketing, il 6 % nella formazione, il 5 % nell’informatica, il 4 % nell’ingegneria, quasi il 3% nel management”.
Delfina Licata curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo per la Fondazione Migrantes, moderando nella mattinata il panel dedicato a leadership e rappresentanza ha dichiarato: “Nel corso degli ultimi decenni l’universo delle donne italiane all’estero è stato al centro di una notevole evoluzione culturale e socio-economica. Alle forti difficoltà che hanno segnato il percorso di inserimento occupazionale e di integrazione culturale delle ‘pioniere’, speculari ma amplificate rispetto a quelle affrontate dagli uomini, si affianca, oggi, l’alto grado di istruzione e formazione tanto delle loro figlie e nipoti, quanto delle ‘nuove’ giovani migranti. Ciò non significa però che oggi le donne italiane residenti all’estero godano indistintamente di una buona posizione e si siano completamente riscattate dal ruolo subalterno che ha segnato la loro esperienza di vita e di lavoro nel passato: anzi, le problematiche con cui devono confrontarsi sono ancora molte e complesse”. (R. Iaria)
 
 
 

Migrantes: da domani l’incontro nazionale degli operatori pastorali dello Spettacolo Viaggiante

Roma - “Testimoni del Vangelo di Gesù tra fieranti e circensi. L’accoglienza e l’ascolto della gente del viaggio”. Questo il tema dell’Incontro nazionale degli operatori della pastorale del circo e del luna park della Fondazione Migrantes che si svolgerà ad Ostia da domani, 20 novembre al 22.
Ad aprire i lavori, domani pomeriggio,  il Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Giovanni De Robertis.  Seguiranno le relazioni di p. Fabio Baggio, Sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale sul tema “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti…” (Lc. 10, 41) seguito da una relazione di Mons. Piergiorgio Saviola sul “cammino della causa di beatificazione del Servo di Dio don Dino Torreggiani”. La mattina successiva, 21 novembre, celebrazione presso la Parrocchia S. Maria Regina Pacis di Ostia. Poi spazio a “fieranti e circensi si raccontano”.
Nel pomeriggio don Marco Cagnin, operatore pastorale della diocesi di Treviso. Il 22 novembre  le conclusioni affidate a don Mirko Dalla Torre della Consulta Nazionale dello spettacolo viaggiante. Seguirà una Celebrazione Eucaristica per i 50 anni di professione religiosa di sorella Jeanningros Genevieve delle Piccole sorelle di Gesù. (Raffaele Iaria)
 
 

Associazione 21 Luglio: 14mila bambini rom nelle baraccopoli

Roma - Oggi, in Italia, vivere in una baraccopoli significa per circa 14.000 minori rom trovarsi dalla nascita davanti a “un percorso, i cui ostacoli sono rappresentati da condizioni economiche spesso critiche, ambiente degradato, segregazione abitativa caratterizzata da una lontananza non solo fisica, ma anche relazionale dal centro urbano, diseguaglianza educativa”. Lo scrive oggi l’Associazione  21 luglio alla vigilia della Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza che si celebra domani. “La marginalizzazione di un bambino rom, che in Italia vive all’interno di un insediamento, non riguarda dunque solo il versante economico, ma anche territoriale, urbanistico, scolastico, sociale, culturale, abitativo ed etnico”, aggiunge l’associazione impegnata a fianco di rom e sinti: circa 8.000 minori vivono in insediamenti formali, progettati, realizzati e gestiti dalle istituzioni. Altri 6.000, invece, conducono la loro esistenza in insediamenti informali, costituiti da baracche, tende, giacigli di fortuna.